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EDITORE WWW.ALTA-VELOCITA.COM CLAUDAN33@HOTMAIL.COM EDITORE ASSOCIAZIONE CUTURALE ARTE & VITA VIA CAIROLI LATINA DIRETTORE RESPONSABILE MICHELE LUIGI NARDECCHIA CAPOREDATTORE CLAUDIO D’ANDREA 330 860389

STAMPA ARTE & VITA VIA CAIROLI SUPPLEMENTO LATINA FLASH MOTORI

GIORNALISTI E COLLABORATORI - MICHELE LUIGI NARDECCHIA - CLAUDIO D’ANDREA - RICCARDO GIORGI - FIAMMETTA LA GUIDARA - ELISA FINOTTI - DINA TOMEZZOLI - RINO SORTINO - CONSUELO - FEDERICO GALTERIO - ANTONIO POLSELLI

www.artigianauto.com Tel: 0773.690388 – 04100Latina Via Isonzo160

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Alfa Romeo Giulia GTA L’Alfa Romeo Giulia Sprint GTA è un’automobile sportiva prodotta dall’Alfa Romeo tra il 1965 ed il 1975. La GTA (acronimo di Gran Turismo Alleggerita), venne presentata al salone dell’automobile di Amsterdam il 18 febbraio 1965. La versione di serie pesava 745 kg, contro i 950 della Giulia Sprint GT e il motore erogava 115 cavalli. Le modifiche apportate dall’ingegnere Chiti furono, oltre ad un alleggerimento effettuato grazie all’uso di pannelli in Peraluman 25 che consentivano di abbassare il peso di circa kg 200, vetri in Plexiglas, componenti meccanici in magnesio; l’adozione di una nuova sospensione posteriore che consentiva di abbassare il centro di rollio, denominata “slittone”, il motore 1.570 cc a doppia accensione (due candele per cilindro) e i carburatori di maggiore dimensione (Weber DCOE 45). Nelle versioni preparate per le competizioni poteva raggiungere la potenza di 160 - 170 cc con un peso ridotto di ulteriori 45 kg circa ottenuti con l’eliminazione di paraurti, sedili e altre minuterie. Il suo esordio nelle competizioni fu nel 1965 alla gara di velocità in salita Trento - Bondone dove conquista la vittoria di categoria. Nei successivi 1966, 1967 e 1968 si aggiudicherà il titolo europeo. La nuova GTA è la variante ancora più sportiva della Giulia Quadrifoglio: pesa 100 kg in meno e ha 30 CV in più. “Estrema” nelle linee, c’è anche in versione GTAm, con due soli posti e ulteriori alleggerimenti. L’Alfa Romeo nel 2020 compie 110 anni di industria automobilistica. Ha voluto mettere in cantiere la nuova edizione della gloriosa GTA. la sigla “Gran Turismo Alleggerita” indica una variante meno pesante e più potente. Per l’occasione il 2.9 V6

biturbo è stato portato da 510 della Giulia Quadrifoglio, a 540 CV e il peso della vettura è sceso di 100 kg, fermando l’ago della bilancia dell’Alfa Romeo Giulia GTA a 1520 kg. Grazie al più favorevole rapporto peso-potenza, anche lo “0-100” è migliorato: da 3,9 a soli 3,6 secondi. Certo che le GTA e le GTAm incontrandole per strada non passano davvero inosservate.

Claudio D’Andrea

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La storia, il futuroe le auto dei Vip a Modena Motori Gallery 2020

Nel weekend del 26-27 settembre a Modena Fiere si terrà l’ottava edizione della Mostra Mercato auto e Moto d’Epoca, con la speranza che sia uno dei primi appuntamenti dopo l’epoca del Coronavirus - Ci sarà anche la Triumph TR 3A guidata da Marcello Mastroianni nel film “La Dolce Vita” - In anteprima, alcuni contenuti -La settima edizione di Modena Motor Gallery è stata un successo, con i suoi 11.000 visitatori. Nonostante una stagnazione del mercato a livello europeo e un atteggiamento più “guardingo”

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da parte dei compratori, Modena Motor Gallery si conferma “Il salotto buono del motorismo d’epoca”, con un particolare sguardo verso il futuro. E gli organizzatori hanno già messo in moto la macchina organizzativa per l’edizione 2020, in calendario nel weekend del 2627 settembre a Modena Fiere, con la speranza che sia uno dei primi appuntamenti dopo l’epoca del Coronavirus. L’identità con il territorio L’alta qualità delle vetture in esposizione ed il pregio delle mostre realizzate annoverano l’evento come tra i

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più importanti in Italia.Oltre 360 espositori, 1.200 auto e moto storiche, 18 tra Club, Registri Storici e Musei una intera corsia di 500 metri con i più autorevoli artigiani fanno di Modena una terra ricca di passione per i motori, e fucina di meccanici, ingegneri, battilastra e carrozzai. L’identità con il territorio continuerà a trasparire in ogni aspetto dell’esposizione ed in particolare attraverso la presenza dei Musei Ferrari di Modena e Maranello, le collezioni private di Righini, Panini, Pagani il Museo Lamborghini, presenti nell’ultima edizione. Modena Motor Gallery 2020 ha l’obiettivo di creare il giusto mix tra cultura, passione e business nell’ambito dei motori d’epoca. Le mostre Accanto allo spazio commerciale, verranno allestite mostre di altissimo livello, ecco una anteprima: MOSTRA ALFA ROMEO – 110 anni di storia Il 24 giugno 2020 il marchio Alfa Romeo festeggerà 110 anni.


Per celebrare l’evento, verranno esposti in galleria alcuni esemplari della Casa milanese insieme a testimonianze, materiale iconografico e video. La mostra è realizzata in collaborazione con il grande collezionista Mario Righini e il Museo Storico Alfa Romeo di Arese. LE AUTO D’EPOCA DEI PERSONAGGI FAMOSI Auto e personaggi famosi: un connubio affascinante che prende forma nella mostra dedicata alle auto d’epoca appartenute a grandi personalità del passato. Pezzi unici e di valore, arricchiti dalla storia di chi le ha possedute o guidate, come la Triumph TR 3A guidata da Marcello Mastroianni nel film “La Dolce Vita” di Fellini o la Cisitalia 202 Cabriolet utilizzata dall’attrice Isabella Rossellini. LE AUTO DEL FUTURO: seconda edizione Oltre alle mostre tradizionali, anche quest’anno Modena Motor Gallery volge lo sguardo al futuro proponendo la seconda edizione di una mostra che nel 2019 ha suscitato grande curiosità e interesse. Si tratta di modelli e prototipi di auto del futuro basati su innovazione e design. Una mostra visionaria e innovativa che anticipa cosa potrà accadere fra qualche anno.

Fiammetta Laguidara

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Dacia Sandero Stepway, spiata durante i test LA NUOVA GENERAZIONE DELLA DACIA SANDERO VERRÀ PROPOSTA ANCHE NELLA VARIANTE CROSSOVER “STEPWAY” SPIATA NELLE ULTIME ORE DURANTE I TEST SUL GHIACCIO Dopo aver “spiato” nei giorni scorsi alcuni prototipi della nuova generazione della Dacia Sandero, impegnati nei classici collaudi su strada che anticipano il debutto di ogni nuovo modello, anche la versione in stile crossover Sandero Stepway è stata immortalata in una galleria di immagini spia che la ritraggono mentre effettua dei test in condizioni climatiche estreme. Un muletto della futura Stepway è stato immortalato completamente camuffato mentre effettuava alcuni giri su una pista ghiacciata ad una velocità piuttosto sostenuta. La vettura dovrebbe basarsi sulla piattaforma CMF-B, la medesima utilizzata sulla nuova Renault Clio, anche se sarà realizzata in una variante leggermente “semplificata”, al fine di migliorare la maneggevolezza e anche per motivi di sicurezza.

Dal punto di vista stilistico, la Stepway si distingue dalla Sandero “standard” per alcuni dettagli che richiamano il mondo dell’off road, a partire dalle protezioni in plastica dedicate ai paraurti e ai passaruota, passando per gli skid plate chiamati a proteggere il fondo scocca. Tra le varie modifiche troveremo anche il baricentro rialzato e cerchi in lega specifici per questa versione. Fino a questo momento non sono invece trapelate informazioni relative alla gamma di motori, ma sembra lecito immaginare che verranno resi disponibili sia il motore a benzina TCe 90 che il diesel dCI 95, con la prima unità offerta anche in versione bifuel (benzina-GPL).

Francesco Donnici

Autodichiarazione spostamenti: il nuovo modulo aggiornato al 17 marzo da scaricare IL MINISTERO DELL’INTERNO INASPRISCE LE REGOLE DI CONTROLLO E DIFFONDE UN NUOVO MODULO DI AUTODICHIARAZIONE IN PDF DA SCARICARE, AGGIORNATO AL 17 MARZO L’autodichiarazione o autocertificazione da portare sempre con sé qualora si debba uscire dalla propria abitazione si completa con una importantissima “voce” in più. A sostituirla, arriva un nuovo modulo di autocertificazione aggiornato al 17 marzo, più particolareggiato rispetto al 8

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precedente. Lo comunica il Ministero dell’Interno, rendendo noto il nuovo modello che continuerà a dover essere utilizzato nel caso in cui, per “comprovati motivi” secondo quanto disposto dal Dpcm dell’8 marzo 2020, occorra uscire di casa. Scarica qui il nuovo modulo di autodi-


chiarazione 17 marzo Cosa cambia con il nuovo modulo autodichiarazione 17 marzo L’aggiunta, rispetto al modulo che viene di fatto sostituito, è peraltro di primaria importanza per evitare un ulteriore diffondersi dell’epidemia da coronavirus che, recentemente, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha individuato come “pandemia”. Si tratta, in effetti, di una “voce” in più: la persona interessata è tenuta ad auto-dichiarare di non trovarsi nelle condizioni previste dall’art. 1 comma 1 lettera c del decreto firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte; ovvero, riportiamo testualmente: “Divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus”. Chi evade dalla quarantena rischia fino a 12 anni di carcere Con questa frase, il decreto prescrive in buona sostanza che chi, fermato nei controlli stradali a cura di Polizia stradale, Carabinieri e Polizie locali, si riveli essere positivo al virus oppure sia entrato in contatto con una persona positiva al Covid-19 nei 14 giorni precedenti (di fatto, non rispetti la quarantena) si vedrà appioppare una denuncia penale grave: “procurata epidemia colposa”, ed una condanna che va da 3 a 12 anni di carcere. Per dire: se già nella prima stesura dell’autocertificazione non si scherzava affatto, la “ribattuta” è ancora più pesante. Non c’è più l’obbligo

di allegare copia del documento d’identità Ulteriore novità prevista dal nuovo modulo di autocertificazione: all’agente spetta il compito di controfirmare l’autodichiarazione; in questa maniera, si attesta che il foglio viene reso in sua presenza ed una volta accertata l’identità della persona che dichiara la propria motivazione ad essere uscito di casa. Così facendo, al soggetto interessato non spetta più l’obbligo di allegare una fotocopia del proprio documento d’identità all’autodichiarazione. È chiaro che, a suggerire ciò che di fatto costituisce un’auto-denuncia alle proprie condizioni fisiche (ovvero: si dichiara di non essere sottoposti a quarantena e/o positivi al virus) siano state le migliaia di denunce che nei giorni scorsi gli agenti avevano fatto scattare a carico di quanti non avevano rispettato le prescrizioni disposte dal Dpcm “Io resto a casa”, e che si riassumono – lo ripetiamo – nei quattro “punti-chiave”: • Motivi di carattere lavorativo, ad esempio nel caso in cui – tranne ovviamente i lavori attualmente sospesi per emergenza coronavirus – non sia possibile lavorare secondo soluzioni di tipo “smart working” • Necessità, ad esempio qualora si debba acquistare un particolare farmaco non disponibile nel proprio Comune, o ancora fare la spesa • Motivi di salute: a questo proposito, il certificato medico fa fede. Esclusi questi casi, è necessario stare a casa. Quasi 700.000 i controlli e 28.000 denunce Il “bollettino quotidiano” dei controlli effettuati dalle forze di polizia e che viene ogni giorno pubblicato dal portale Web del Ministero dell’Interno riporta, a questo proposito, che soltanto nella giornata di lunedì 16 marzo sono state: •Persone controllate: 172.720 • Persone denunciate ai sensi dell’art. 650 del Codice Penale: 7.890 •Persone denunciate ai sensi degli artt. 495 e 496 del Codice Penale: 229 A domenica 15 marzo, rende noto il Viminale, le persone controllate erano 665.480; le denunce per violazione agli artt. 650 e 495 del CP sono state, complessivamente, 27.616. Cifra, quest’ultima, probabilmente destinata a salire; ci si augura in ogni caso che, quanto prima, tutto ciò non resti che un ricordo. WWW.ALTA-VELOCITA.COM

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Porsche Cayman GT4 RS: le foto spia LA CAYMAN PIÙ ESTREMA È STATA FOTOGRAFATA PRIMA DEL SUO ARRIVO SUL MERCATO E SI MOSTRA SEMPRE PIÙ CATTIVA Continuano i test invernali della nuova Porsche Cayman GT4 RS e arrivano nuove foto spia in redazione. Dalla gallery si possono notare dei cambiamenti rispetto ai precedenti avvistamenti avvenuti in pista, nell’impegnativo circuito del Nürburgring, nel mese di settembre dello scorso anno. La prima cosa che balza all’occhio sono i cerchi monodado di nuovo disegno, mentre l’ala posteriore è la stessa utilizzata sulla GT4, ma il prototipo precedente aveva uno spoiler più grande, per cui non è chiaro se la GT4 RS avrà un elemento aerodinamico più importante della variante meno estrema. Nell’auto del test spiccano delle prese d’aria per il raffreddamento del motore che prendono il posto dei finestrini posteriori. Dietro i sedili ci 10

sarà il nuovo flat-six da 4 litri che fornirà una potenza ulteriore rispetto alla GT4 “normale”, i rumors dicono che la RS avrà circa 450 cavalli ma attendiamo informazioni ufficiali. A livello di cambio ci sarà sicuramente il PDK, ma gli appassionati sperano che la vettura in questione possa avere anche la trasmissione manuale per una guida vecchio stampo.

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Indian: presentata la Scout Bobber Sixty INDIAN MOTORCYCLES HA PRESENTATO LA SUA NUOVA SCOUT BOBBER SIXTY, UNA MOTO CHE USA IL BICILINDRICO DA 999 CC. PREZZO 8.999 DOLLARI. Indian ha presentato la Scout Bobber Sixty, una versione semplificata e dotata del bicilindrico 999 cc, della Scout Sixty, che invece monta un più possente motore 1.133 cc di origine americana. Si tratta di una scelta che amplia il ventaglio di modelli a disposizione e permette di andare incontro alle esigenze di chi vorrebbe una moto dallo stile Bobber, ma vorrebbe un modello meno impegnativo, sia a livello economico che per le misure, dato la Bobber Sixty ha un peso inferiore di 10 kg rispetto alla Scout. Il motore è invece il collaudato bicilindrico a V di 60° raffreddato a liquido di 999 cc da 78 CV di potenza e 88 Nm di coppia. La nuova Scout Bobber Sixty si presenta con un aspetto in linea con la tradizione di Indian, grazie a elementi caratteristici come i parafanghi tagliati, gli scarichi bassi e il faretto piccolo e tondo, oltre al porta targa fissato di lato. A livello di ciclistica ci sono gli ammortizzatori posteriori ribassati regolabili e l’impianto frenante composto da due dischi da 298 mm, con pinze a due pistoncini all’anteriore e singolo al posteriore. Le ruote sono in lega a 5 razze da 16 pollici e calzano pneumatici Pirelli Night Dragon da 130/90 davanti e 150/80 dietro.Le colorazioni a disposizione sono due ed entrambe sono sul nero ma con tonalità differenti (Thunder Black e Thunder Black Smoke), i cui dettagli scuri sono estesi sugli scarichi, il manubrio, gli specchietti, le frecce anteriori,

i cerchi in alluminio, la cover della frizione primaria e il para frizione. Per avere questa moto così completa e intrigante, negli Stati Uniti è stato fissato un prezzo di soli 8.999 dollari. Per il momento non è stato rilasciato un corrispettivo per il mercato europeo, ma molto probabilmente non sarà inferiore ai 10.000 euro.

Giacomo Innocenti

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Volkswagen: stop alla produzione per due settimane L’EMERGENZA CORONAVIRUS ALLA BASE DELLA DECISIONE DI SOSPENDERE LE ATTIVITÀ IN EUROPA. INCERTEZZA PER I PROSSIMI MESI. PROSEGUE LO SVILUPPO HI-TECH. “Il 2020 sarà un anno difficile”: è la considerazione che Herbert Diess, amministratore delegato di Volkswagen, avanza in sede di commento ai risultati 2019 del “colosso di Wolfsburg”, già presentati a fine febbraio 2020, e nella contestuale illustrazione dei programmi 2020. Un anno che, sebbene iniziato molto bene sulla scorta delle performance 2019, potrebbe subire un brusco ridimensionamento sul fronte produzione: l’emergenza coronavirus, recentemente definita “Pandemia” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha costretto i vertici del Gruppo Volkswagen a decretare una chiusura precauzionale dei suoi impianti di produzione in Europa, “Per almeno due settimane”, dichiara il numero uno di Wolfsburg. Impianti chiusi: fino a quando? Come già reso noto nei giorni scorsi da altri “big player” europei – Renault Groupe ha, all’inizio di questa settimana, comunicato la chiusura dei suoi stabilimenti francesi “fino a nuovo ordine” e quelli spagnoli “almeno per un paio di giorni”, rendendo peraltro incerte le strategie per l’immediato; Psa ha fermato la propria linea di produzione europea; Fca ha annunciato la chiusura della maggior parte degli impianti europei almeno fino al prossimo 27 marzo -, anche Volkswagen, dunque, opta per sospendere i processi di produzione. A suggerire la decisione (preceduta, occorre dirlo, dall’organizzazione di una serie di – necessari – provvedimenti, quali la sanificazione delle aree di lavoro ed altre misure accessorie, come ad esempio lo stop alle trasferte di lavoro e la chiusura delle mese), una serie di cause concomitanti: l’interruzione del12

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la filiera di fornitura di parti staccate e componenti per l’assemblaggio dei veicoli, un significativo calo della domanda, e la chiusura di alcuni stabilimenti del Gruppo già predisposta: nella fattispecie, Lamborghini e Ducati per l’Italia; ma anche Martorell e Pamplona (Spagna), Setubal (Portogallo) e Bratislava (Slovacchia). La chiusura di questi impianti era di recentissima applicazione, anche in ossequio alle ordinanze dei Paesi di appartenenza. A questa situazione, occorre aggiungere alcuni contagi che si sono registrati, in Germania, a Wolfsburg ed a Baunatal. L’iter di chiusura degli impianti europei del Gruppo Volkswagen avverrà per gradi: al termine dell’ultimo turno di lavoro di venerdì prossimo (20 marzo) le attività saranno ferme, e per almeno due settimane. Il pensiero di Herbert Diess, in questa delicatissima fase che colpisce ogni aspetto della vita quotidiana di gran parte dei Paesi del mondo, è quindi allineato alla condizione di incertezza che riguarda tanto la vita sociale quanto le strategie industriali e commerciali: “È ovviamente impossibile stabilire quanto la pandemia di coronavirus durerà. E questo ci mette di fronte ad una importante considerazione: è necessario, cioè, tenere i riflettori puntati sui mesi a venire, in quanto l’economia potrebbe subire un notevole impatto”. Quanto l’attuale emergenza potrà influire sull’intero Gruppo, è altrettanto arduo da stabilire: “Non sappiamo con certezza né l’entità e nemmeno la durata dell’impatto del Covid-19 sull’economia – osserva Frank Witter, responsabile finanziario per il Gruppo Volkswagen – Da parte nostra, stiamo facendo il possibile per venire incontro ai nostri dipendenti ed alle rispettive famiglie, oltre a cercare una stabilizzazione


delle nostre attività”. Occorre tenere conto, ad indicazione della vasta presenza Volkswagen nel “Vecchio Continente”, che il Gruppo Vag possiede, in Europa, 71 stabilimenti, dei quali 28 hanno sede in Germania dove operano 290.000 persone (operai, impiegati, quadri, tecnici). Analogamente, nella giornata di lunedì 16 marzo i vertici Volkswagen hanno disposto la chiusura degli impianti di Chattanooga (Tennessee), dove lavorano circa 4.000 persone ed in cui vengono assemblati il SUV VW Atlas e la “medio-grande” VW Passat (in più, dal 2022 vi verrà assemblata la futura berlina elettrica ID.4), sebbene in questo caso si sia trattato di uno stop momentaneo, dovuto ad opere di sanificazione. In Cina va meglio La situazione appare un po’ più delineata in Cina: sebbene il “ritorno alla normalità” sia un concetto che soltanto nelle prossime settimane inizierà a concretizzarsi, la graduale diminuzione dei contagi fa ben sperare per il prosieguo delle attività industriali “all’ombra della Grande Muraglia”, dove le consegne di nuovi autoveicoli hanno, nelle prime due settimane di marzo 2020, ricominciato a crescere, tanto che 31 dei 33 siti produttivi VW cinesi sono stati nuovamente attivati; soltanto Changsha e Urumqi restano al momento chiusi. Il 2019 VW marchio per marchio L’analisi dell’andamento 2019 dei “brand” che fanno capo al grande ombrello Vag ha visto la capogruppo Volkswagen (che, lo ricordiamo, nel 2019 ha, su tutti, “lanciato” l’ottava generazione di Golf e dato il via alla produzione della elettrica ID.3) aumentare i propri ricavi del 4,5% fino a 88,4 miliardi di euro, ed una crescita di margine

di utile operativo al 4,3% (3,8 miliardi di euro); Audi, pur avendo archiviato una leggera diminuzione dell’utile operativo (4,5 miliardi “contro” 4,7 miliardi di euro messi a segno nel 2018) ha nel contempo registrato una crescita del margine operativo (ora all’8,1%); Porsche ha fatto registrare un +2,5% dell’utile operativo ed un +10% in termini di fatturato; Seat, che prosegue la propria escalation avviata da alcuni anni sotto la guida di Luca De Meo, archivia il 2019 con un utile operativo di 445 milioni di euro ed un +12,7% in termini di fatturato; Skoda, marchio individuato per una significativa strategia di penetrazione del Gruppo Volkswagen in India, ha visto aumentare il proprio utile operativo ad 1,7 miliardi di euro ed un +14,5% in termini di ricavi. Anche Bentley è tornata “in attivo”: il nobile marchio di Crewe ha nel 2019 fatto segnare un margine operativo di 65 milioni di euro. Strategie di elettrificazione Oltre all’emergenza Coronavirus, il 2020 si farà a lungo ricordare come anno “spartiacque” verso i nuovi obiettivi di controllo delle emissioni decisi dall’Unione Europea. Sul tavolo ci sono in effetti nuovi e più severi requisiti, nella fattispecie la soglia di 95 g/km alle emissioni di CO2 nella media della lineup da parte di ciascuna Casa costruttrice. “Il metodo più efficiente per raggiungere questo obiettivo viene rappresentato dai veicoli elettrici e ibridi plug-in nel segmento premium in determinati mercati – osserva Herbert Diess – Allo stato attuale, siamo ben posizionati per affrontare il 2020 ed il 2021 con il nostro nuovo portfolio di modelli elettrificati. Entro il prossimo anno, come Gruppo Volkswagen potremo consegue a pag. 14

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Volkswagen: stop alla produzione per due settimane tare su una lineup di quindici modelli elettrici e diciotto novità ad alimentazione ibrida plug-in sul mercato”.Programmi di sviluppo IT “Le vendite dei nostri modelli elettrificati procedono di pari passo con l’impegno nella fornitura di batterie e di organizzazione delle nostre startup”, dichiara il numero uno del Gruppo Volkswagen, stimando che il delicatissimo (per emergenze sanitarie in atto ed incertezza nei mesi a venire) 2020 ed il 2021 saranno “Cruciali per sfruttare le nostre sinergie già in atto in termini di capacità degli impianti di produzione, progetti per componenti identiche, controllo dei ‘brand’ e riduzione dei licenziamenti”. “Nello stesso tempo ci troviamo a dover affrontare un’altra grande sfida: l’evoluzione del concetto di autoveicolo verso un nuovo ruolo di auto connessa e generatrice di dati ed informazioni”. Il riferimento ai servizi alla mobilità è chiaro: l’intero comparto automotive è da tempo al centro di una sostanziale evoluzione in questo senso. “I fornitori di servizi di car sharing si insinueranno fra noi, intesi come Gruppoo automotive, ed i nostri clienti? Certamente lo faranno, e per questo continueranno a perfezionare i propri modelli di business”, sottolinea Diess. “Tuttavia, siamo sicuri che l’automobile possiede un grande futuro: non esistono altri mezzi di trasporto in grado di soddisfare le più varie esigenze di mobilità in maniera altrettanto diversa, affidabile, flessibile e conveniente per milioni di persone”. L’auto sta però cambiando abito: diventa elettrificata, dunque necessita di una nuova domanda di approvvigionamento energetico; e si fa via via più connessa, per comunicare con gli altri veicoli e con le infrastrutture esterne. Il tutto va considerato tenendo conto dell’attenzione ai costi. L’auto come Internet device Per garantire a Volkswagen un ruolo di primo piano nel processo di radicale trasforma-

zione che interessa il comparto automotive inteso come “veicolo finale”, Herbert Diess sostiene che “Occorrerà creare le condizioni affinché l’automobile possa funzionare come un Internet device, vale a dire con aggiornamenti software costanti ed un numero crescente di nuovi servizi”. “Compito della nostra lineup di veicoli sarà anche quello di diventare generatore e utente al tempo stesso di enormi quantità di dati, in modo da assicurare ai nostri veicoli un apprendimento alla guida sempre più preciso”. Occorre, quindi, rafforzare le competenze in ambito software in modo ancora più approfondito: “Per questo stiamo effettuando una serie di acquisizioni strategiche, partnership e unione delle rispettive competenze all’interno del Gruppo. I primi passi sono stati fatti: abbiamo rilevato WirelessCar e diconium, e in collaborazione con Microsoft lavoriamo per lo sviluppo della piattaforma basata sul cloud”. “Inoltre, Car Software Org unisce le competenze digitali per l0intero Gruppo Vag. La nuova Divisione, messa in funzione e guidata da Chridstian Senger dallo scorso 1 gennaio 2020, riunisce circa 3.000 esperti IT che provengono da società del Gruppo e controllate. L’obiettivo è di aumentare il numero di collaboratori ad oltre 10.000 persone entro il 2025: l’implementazione in materia digitale ha la massima priorità”. Primi dettagli sulla seconda generazione di Amarok Durante la press conference VW, è stato pubblicato un primo teaser relativo alla prossima generazione del pickup Amarok, sviluppato dalla Divisione Veicoli Commerciali e che, per la prossima serie – il cui debutto dovrebbe avvenire non prima del 2022 – sarà frutto della partnership avviata nel 2019 tra Wolfsburg e Ford. Si tratterà di un progetto unico: “Amarok” per l’Europa, e Ford Ranger per il nord America.

Formula 1: le ipotesi di Ross Brawn per il campionato SI TENDERÀ AD ELIMINARE LA PAUSA ESTIVA E SI POTREBBERO CORRERE 18 GARE IN WEEKEND DA 2 GIORNI MA ANCORA È TUTTO DA DECIDERE

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La Formula 1 è in pausa forzata, il personale dei team come tutti noi è impossibilitato a condurre una vita normale a causa del corona virus, che determinerà la ripresa delle gare a seconda di quanto durerà questo periodo di emergenza che ha costretto tutti ad una quarantena forzata. Così, Ross Brawn ha fatto alcune ipotesi per la nuova stagione ai microfoni di Sky Sport F1. Si pensa ad un campionato che possa arrivare a circa 18 gare “Ci muoviamo in un territorio inesplorato, sono piuttosto fiducioso riusciremo a disputare un buon campionato su 17 o 18 gare, o anche di più. Penso potremo spremerle dentro ma dipenderà da quando inizierà la stagione”. Ha spiegato l’ex stratega della Ferrari dell’epoca Schumacher. Chiaramente, l’idea è quella di sfruttare la pausa estiva per recuperare alcuni appuntamenti saltati ad inizio stagione. “Ci prendiamo una pausa e usiamo l’opportunità per dire bene, questa volta a inizio anno non correremo gare e guarderemo al ricollocamento in una fase successiva dell’anno. Penso che liberare la pausa di agosto ci

darà diversi week end nei quali potremo disputare una gara. E credo potremo costruire un calendario discreto per il resto dell’anno. Avrà sembianze diverse ma preserverà un buon numero di gare e sono gare avvincenti. Questa stagione inizierà più tardi ma penso sarà altrettanto divertente”. Tutto si svolgerà in 2 giorni Insomma, sarà un campionato compresso, per forza di cose, con le attività in pista condensate in soli 2 giorni per accorciare i weekend, con tutto quello che ne conseguirà a livello di stress psicologico per piloti e personale del box impegnati a trovare il miglior settaggio delle monoposto. “Una cosa della quale abbiamo discusso, continua Brawn, sono i week end su due giorni, quindi se dovessimo avere tre gare di seguito su week end di due giorni, potrebbe essere un’opzione. Ciò che ci serve dai team quest’anno è flessibilità. Dovranno dare un’opportunità a queste cose, siamo in circostanze molto insolite e dobbiamo garantirci di correre una stagione che dia possibilità economiche alle squadre”. Si potrebbe partire da Monaco o da Baku Con la situazione in continuo divenire, le ipotesi per la partenza della stagione sono 2: Monaco il 24 maggio o Baku il 7 giugno, mentre non è detto che Abu Dhabi sia l’ultimo gran premio del 2020, perché potrebbero esserci altre gare da recuperare in seguito.

Subaru BRZ Final Edition: solo 100 esemplari LE SPORTIVE DELLA SERIA SPECIALE SUBARU DESTINATE AL MERCATO TEDESCO AVRANNO UN PREZZO DI 40.270 EURO

E’ una delle poche sportive vecchio stampo dal costo accessibile ancora presenti sul mercato insieme alla Toyota GT 86 ed alla Mazda MX-5, stiamo parlando della Subaru BRZ, che a breve dovrebbe essere ulteriormente affilata con l’arrivo della seconda generazione. Intanto però, la

prima BRZ regala agli appassionati tedeschi una serie speciale denominata Final Edition. Il prezzo che parte da 40.270 euro Non ci vorrà molto alle concessionarie teutoniche per esaurire i soli 100 esemplari che saransegue a pag 16 WWW.ALTA-VELOCITA.COM

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Subaru BRZ Final Edition: solo 100 esemplari no disponibili ad un prezzo di partenza di 40.270 euro, anche perché per adesso non è previsto l’arrivo della BRZ Final Edition negli altri paesi del Vecchio Continente. Comunque, nonostante sia una vettura che non scende a compromessi nella guida, si può scegliere anche con la trasmissione automatica, ma immaginiamo che in pochi propenderanno per questa soluzione tecnica. Anche nella livrea WR Blue Pearl sabaruLa Subaru BRZ Final Edition vanta una dotazione di tutto rispetto con cerchi da 17 pollici a dieci razze, da cui spiccano le pinze rosse dell’impianto fre-

nante maggiorato griffato Brembo, ammortizzatori sportivi Sachs, interni con sedili sportivi in pelle ed alcantara, cuciture blu e sistema d’infotainment con schermo touch da 7 pollici. La livrea è in Silice Crystal Black, ma in molti investiranno 100 euro per averla nel più classico WR Blue Pearl.

F1: scontro tra Wolff e Marko sull’accordo FIA-Ferrari LA MERCEDES NON SEMBRA INTENZIONATA A PORTARE AVANTI LA FACCENDA MENTRE LA RED BULL RILANCIA SENZA ESITAZIONI

Il mondiale di Formula 1 che non parte, lo spettro del corona virus che ci chiude in casa, e un calendario delle gare ipotetico. In questo quadro sconfortante c’è una questione che brucia ancora, un po’ come la cenere infuocata del camino che il giorno dopo è ancora ardente: la disputa a seguito dell’accordo segreto tra FIA e Ferrari. Ricordiamo la protesta di 7 team all’ordine della FIA e la richiesta quasi perentoria di spiegazioni. Toto Wolff ed Helmut Marko su fronti opposti Bene, adesso due personalità forti e determinanti di due realtà 16

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altrettanto fondamentali nella Formula 1 di oggi, vale a dire Toto Wolff ed Helmut Marko, due personaggi che non hanno certo bisogno di presentazioni, si trovano su fronti decisamente differenti. Il primo, a capo dello squadrone Mercedes, si sarebbe allineato alla posizione del Ceo di Daimler Kallenius, che recentemente avrebbe avuto una telefonata chiarificatrice con John Helkann, per cui non sarebbe più intenzionato a fare la voce grossa con la FIA puntando il dito sulla power unit della Ferrari. Il secondo invece, rilancia, e lo fa senza andare troppo per il sottile, come dimostrano le sue dichiarazioni in un’intervista rilasciata ad Auto Motor und Sport. “La Mercedes si è ritirata dalla protesta in poco tempo, ed a noi questo provoca amarezza. Non possiamo permettere che la vicenda termini in un nulla di fatto, ci sono dei soldi legati ai premi di fine campionato, e chiudere al 2° o 3° posto nel campionato Costruttori fa una gran differenza, perché ci sono in ballo 20 milioni di dollari ed un bonus ai nostri dipendenti”. Anche Leclerc dice la sua Insomma, Marko non ci sta e

la Red Bull sarebbe intenzionata a riprendere il braccio di ferro con la FIA dove troverebbe comunque un osso durissimo che risponde al nome di Jean Todt, il quale avrebbe ricevuto il supporto dei membri della FIA nell’ultimo Consiglio Mondiale nel quale i team autori della citata protesta erano stati messi in guardia da un atteggiamento in grado di minare la reputazione stessa della Formula 1. In questa vicenda extra cordoli decisamente spiacevole entra in merito alla questione anche Leclerc che spiega come ci sia una certa logica da parte della Ferrari nel non poter spiegare ogni aspetto della sua power unit, visto che regalerebbe un vantaggio non da poco agli altri team. Gli episodi degli ultimi anni In un momento difficile per la Ferrari, che sta lavorando sodo per tornare a competere per i mondiali piloti e costruttori, bisogna ricordarsi come nel non troppo lontano 2007 la Scuderia di Maranello fu vittima della “spy story”, che vide il passaggio di informazioni sensibili alla McLaren relative alla monoposto italiana. Inoltre, nel 2013 ci furono i 3 giorni di test durante la stagione, in seguito al gran premio di Spagna, in cui la Mercedes calzò le gomme Pirelli in esclusiva, pur non sapendo quali mescole venivano testate in ogni turno in pista. Una pratica legale, intendiamoci, come fu spiegato dagli uomini dell’azienda italiana all’epoca, ma che scatenò più di qualche malcontento nel circus iridato.

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Goodyear e Lexus insieme per il futuro della mobilità elettrica LA FUTURISTICA SHOW CAR 100% ELETTRICA LEXUS LF-30 ELECTRIFIED È EQUIPAGGIATA CON PNEUMATICI CONCEPT GOODYEAR SVILUPPATI SU MISURA.

Per festeggiare i 30 anni dalla nascita del marchio Lexus, il brand premium del Gruppo Toyota ha svelato l’inedita LF-30 Electrified, futuristico prototipo che punta ad anticipare la mobilità elettrica del futuro. Svelato in anteprima sotto i riflettori del Salone dell’Auto di Tokyo 2019 e presentato in streming in occasione del Salone di Ginevra 2020 che si è svolto in maniera virtuale, l’innovativo veicolo a zero emissioni vanta l’utilizzo di speciali pneumatici concept sviluppati da Goodyear in maniera specifica per questa vettura. Lo pneumatico concept realizzati da Goodyear misura 285/35R24 e sposa alla perfezione il design moder18

no, elegante e sportivo della Lexus LF-30 Elecrified. Questa copertura è stata creata per ottimizzare al meglio l’erogazione della potenza sprigionata a terra dai motori elettrici di questa particolare vettura. L’obiettivo dei tecnici Goodyear era quello di migliorare le prestazioni e nello stesso tempo il confort offerto dalla LF-30 Electrified. “Siamo orgogliosi di avere lavorato a questo progetto con Lexus, un’azienda che da 30 anni è pioniere dell’innovazione nella mobilità – ha dichiarato Mike Rytokoski, vicepresidente e direttore Marketing di Goodyear Europa che ha inoltre aggiunto – Questa collaborazione dimostra ancora una volta il ruolo

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essenziale che i pneumatici possono svolgere nel plasmare il futuro della mobilità elettrica.” I pneumatici concept che equipaggiano la LF-30 Electrified vantano le seguenti caratteristiche: • Questi pneumatici favoriscono il raffreddamento dei motori elettrici perché l’aria fredda entra dalle prese d’aria posizionate sul paraurti anteriore e la struttura dello pneumatico ne dirige il flusso verso i motori elettrici, installati dietro ciascuna ruota. • Grazie al suo rivoluzionario disegno e alla sua forma esterna, lo pneumatico Goodyear permette di ridurre l’attrito dell’aria, aumentando di conseguenza l’efficienza e


l’autonomia della batteria. • I bordi delle alette di raffreddamento che si trovano sugli pneumatici risultano ricoperti da un sottile strato di velluto che permette di minimizzare il rumore di rotolamento, con un conseguente aumento del confort acustico.

Francesco Donnici

Toyota GR Supra: debutta il nuovo motore 2.0 Turbo

TOYOTA SI PREPARA AD INIZIARE LE CONSEGNE DELLA GR SUPRA CON IL NUOVO MOTORE 2.0, UN QUATTRO CILINDRI IN LINEA DA 258 CAVALLI.

a gamma della Toyota GR Supra si arricchisce della nuova motorizzazione 2.0 Turbo, un’unità a benzina che va ad affiancarsi al più grande propulsore 3.0 proposto in configurazione a sei cilindri in linea.

Il motore che debutta questo mese re da 0 a 100 km/h in 5,2 secondi, sulla sportiva di casa Toyota è in- oltre a raggiungere una velocità di vece un quattro cilindri dotato di punta di 250 km/h limitata elettroturbocompressore twin-scroll che nicamente. Le emissioni dichiarate garantisce una potenza massima di si attestano su valori compresi tra 258 cavalli e una coppia di 400 Nm 156 e 172 grammi per chilometro secondo lo standard WLTP, mentre tra 1.550 e 4.000 giri al minuto. La Toyota GR Supra 2.0 si avvale i consumi si aggirano tra i 2,9 e i 6,3 di un cambio automatico ZF a otto segue a pag. 20 rapporti ed è in grado di acceleraWWW.ALTA-VELOCITA.COM 19


Toyota GR Supra: debutta il nuovo motore 2.0 Turbo litri ogni 100 chilometri. L’adozione di questo compatto quattro cilindri consente alla Supra messa a punto da Gazoo Racing di risparmiare fino a 100 chilogrammi di peso rispetto alla variante con motore 3.0, andando quindi ad influire significativamente sulle dinamiche di guida. Il lavoro fatto dai tecnici giapponesi su questa unità include inoltre l’adozione di due alberi di bilanciamento, in modo da ridurre le vibrazioni e consentire un funzionamento fluido e silenzioso a tutti i regimi di rotazione. La produzione della Toyota GR Supra 2.0 è

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iniziata a gennaio, mentre le prime consegne ai clienti europei sono fissate per questo mese.

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Giuseppe Cutrone


La FIAT e la sua evoluzione dal 1899 ai giorni nostri Correva l’anno 1899 quando a Torino venne fondata la Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili, su iniziativa di Giovanni Agnelli e altri 29 aristocratici appassionati di motori. Nel 1899 Giovanni Agnell, senatore del Regno d’Italia, diventò Amministratore delegato e nel 1902 il primo Presidente della casa automobilistica torinese, alla cui guida restò per oltre 40 anni. Nel 1903 la Fiat venne quotata in Borsa, in un periodo in cui le auto che uscivano dalla fabbrica erano poco più di 250. Nel decennio seguente, la produzione raggiunse le 2500 unità, un valore che rappresentava più della metà della produzione totale di auto italiane. Nell’anno 1912 Giovanni Agnelli si recò a Detroit dove trovò un’autentica fonte di ispirazione nella sede della Ford, che a quei tempi rappresentava il più grande miracolo automobilistico mondiale. Nella città statunitense, conobbe il cosiddetto modello Ford, che consisteva nell’introduzione nell’industria metalmeccanica, della catena di montaggio. Nel 1916 il Presidente Agnelli, decise di applicarlo anche alla FIAT e gli obiettivi di produzione, si concentrarono sopratutto nel campo delle vetture di massa. A seguito della prima guerra mondiale, lo sviluppo dell’azienda  Fiat fu assicurato sopratutto dalle commesse militari. In quegli anni si intraprese anche la produzione di autocarri e mezzi marini e ci fu anche la costruzione di motori Avio e Autobus. Nel denominato “biennio rosso” 1919-1920, la Fiat  diventò un punto fondamentale degli scontri sociali e politici che portarono all’occupazione delle fabbriche Nel 1923 venne inaugurato lo stabilimento del Lingotto a Torno, dove la Fiat imboccò la strategia della vettura utilitaria. NEGLI ANNI CHE SEGUIRONO, LA CASA AUTOMOBILISTICA TORINESE, OLTRE AD ESSERE LEADER NEL CAMPO AUTOMOBILISTICO, SI AVVIÒ A DIVENTARE ANCHE LA PIÙ GRANDE AZIENDA ITALIANA IN ASSOLUTO. Nel 1923 Giovanni Agnelli acquistò la società calcistica Juventus, che diventò nei seguenti 25 anni un club prestigioso nell’ambito sportivo italiano.Tra le importanti iniziative del-

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La FIAT e la sua evoluzione dal 1899 ai giorni nostri la Fiat è doveroso sottolineare l’inserimento della finanziaria IFI, poi nel 1926 il gruppo dirigente facente capo all’azienda automobilistica torinese, rilevò anche la proprietà del quotidiano torinese La Stampa. Il fulcro di interessi della Fiat rimase l’automobile e in quell’anno venne lanciato un modello accessibile a tutti: La Fiat 508 Balilla, a questa vettura seguì l’indimenticabile Fiat 500 Topolino. Nel 1935 Giovanni Agnelli promise a suo nipote Gianni Agnelli (figlio di Edoardo) che sarebbe probabilmente diventato suo erede alla guida della Fiat. Gianni in quegli anni aveva solo 14 anni, ma in lui il nonno aveva intravisto un grande dirigente. Nel 1943 dopo aver combattuto nella Seconda Guerra, il giovane rampollo, Gianni Agnelli, subentrò nel Consiglio di Amministrazione al nonno Giovanni, ormai stanco. Nel 1939 la  Fiat  inaugurò lo stabilimento di Mirafiori con l’obiettivo di incrementare la produzione e lo fece puntando su modelli di piccola cilindrata, alla portata di tutti. Gli anni ’50, caratterizzati da una forte repressione anticomunista, videro l’entrata in produzione della 1400, prima auto italiana disponibile in versione diesel. Dalla metà degli anni Cinquanta, le vetture Fiat seppero imporsi, non solo sul mercato italiano, ma anche su quello internazionale grazie anche partecipazione dell’Azienda torinese, in diverse competizioni automobilistiche. Nel 1954 la Fiat presentò la 600, costruita in quasi 1 milione di esemplari e nel 1957 la nuova 500, anch’essa destinata alla motorizzazione di massa. Altre vetture da menzionare sono la 127 e negli anni ottanta, si imposero modelli quali la Panda e la Uno. L’avvocato trasformò la Fiat, da più grande azienda italiana, a principale costruttore di automobili in Europa. Nel 1993 la Fiat acquisì il marchio sportivo Maserati e questo non fece altro che aumentare il suo prestigio. Nel 1999, a un secolo esatto dalla fondazione, la Fiat poteva contare su 221 mila dipendenti. Negli anni Duemila, l’azienda automobilistica torinese iniziò il declino, con forti perdite finanziarie. Nel 2002, raggiunse 22

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il suo punto più basso quando la famiglia Agnelli si ritrovò ad essere azionista minoritaria, in quegli anni fallì il tentativo di siglare un accordo con la General Motor. La svolta arrivò con il riassetto della società impostato da Philip Elkann nato a New York nel 1976, figlio di Margherita Agnelli e di Alain Elkann e nipote prediletto di Gianni. La squadra dirigente dell’azienda si rivoluzionò e la svolta arrivò con Sergio Marchionne il quale venne nominato amministratore delegato. A quel punto si adottarono misure per ridurre il debito e rilanciare il marchio. Si puntò alla fuoruscita di vecchi modelli, adeguati ai tempi, come per esempio la mitica 500, inoltre si siglarono accordi con nuovi partner tecnologici quali la Chrysler, che entrò nel capitale sociale. Sergio Marchionne nei suoi quattordici anni di presenza in Fiat, riuscì ad effettuare una serie di cambiamenti radicali. La svolta riuscì nel 2005 quando vene siglato un accordo con l’americana General Motors, in virtù del quale, quest’ultima versò nelle casse dell’azienda torinese due miliardi di dollari. Grazie a questa operazione, la Fiat riuscì a coprire i buchi neri nei bilanci e a ripartire.Un’altra strategica operazione firmata Marchionne si ebbe nel 2009, quando riuscì ad acquistare il pacchetto azionario di maggioranza della Chrysler grazie ad un prestito concesso dal governo americano. Nel 2014 Fiat e Chrysler si fusero formando la Fiat Chrysler Automobile (FCA). Grazie

agli utili prodotti, la FCA decollò e riuscì a restituire il prestito ricevuto precedentemente dagli USA. Oggi la FCA è controllata dalla EXOR, una holding finanziaria italiana di diritto olandese, che non ha fatto altro che seguire l’esempio dell’originaria IFI. Da giugno 2018 a seguito della morte dell’Amministratore delegato Marchionne, John Elknann è stato nominato Presidente e Direttore Generale della EXOR.

Rino R. Sortino

Brabus G700 Widestar by fostla.de LA MERCEDES CLASSE G DIVENTA PIÙ DARK CHE MAI DOPO LA CURA FOSTLA.DE CHE UTILIZZA UNA BASE BRABUS G700 La Mercedes Classe G è un’icona, una vettura unica con la sua linea inconfondibile, che Brabus ha reso ancora più accattivante con la sua variante G700, un’auto che adesso fostla.de ha rivisitato ulteriormente

per renderla più dark creando la versione Widestar Wrapping in vinile e particolari Brabus La carrozzeria presenta un cofano in fibra di carbonio Brabus

così come lo spoiler posteriore, mentre i cerchi sono da 23 pollici e spiccano ulteriormente con l’assetto ribassato di 30 segue a pag, 24

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Brabus G700 Widestar by fostla.de mm. Il wrapping in vinile nero opaco rende l’auto ancora più cattiva e misteriosa, con una carrozzeria che custodisce nella maniera migliore un motore capace di erogare 700 CV di potenza. Interni ancora più esclusivi L’abitacolo attinge al catalogo Brabus per quanto riguarda i rivestimenti in pelle ma il tocco più esclusivo è rappresentato dal cielo stellato che riprende un concetto inaugurato dalla Rolls-Royce. Ovviamente, la modernità del progetto si evince dal grande schermo che racchiude la strumentazione ed il sistema multimediale di ultima generazione. Le luci ambientali viola, gli inserti in Alcantara sul volante, i particolari in nero opaco e gli elementi in fibra di carbonio si uniscono alla perfezione ad una selleria con motivi romboidali. Tutto è fatto per stupire e non mancano due tablet dietro gli schienali dei sedili anteriori.

Valerio Verdone

KIA e - Soul: la prova su strada L’ORIGINALE E SPAZIOSO MODELLO DEL BRAND COREANO SPOSA L’ALIMENTAZIONE ELETTRICA PER IL MERCATO EUROPEO E PROPONE DUE VARIANTI DIFFERENTI. Unica, estrosa, senza dubbio innovativa, la Kia Soul unisce originalità e praticità e adesso diventa totalmente votata alla sostenibilità visto che sul mercato europeo sarà proposta essenzialmente in variante elettrica. Denominata e-Soul, questa vettura avrà due livelli di potenza, 136 CV o 204 CV, con batterie di 32,9 KWh e 64 Kwh. L’abbiamo guidata nella configurazione più prestante 24

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che assicura anche una maggiore autonomia. Esterno: fedele alle origini Compatta e alta, con una lunghezza di 4,19 metri ed un’altezza di 1 metro e 60 cm, la KIA e-Soul non stravolge il look che ha sempre contraddistinto il modello coreano. Per questo le forme sono quelle squadrate che sono entrate nell’immaginario collettivo da tempo, anche se le caratteristiche del veicolo hanno reso necessari degli aggiornamenti. Infatti, la calandra sparisce e sul paraurti anteriore troviamo un sportellino dal quale si accede alla presa di ricarica. I gruppi ottici del frontale con la loro firma luminosa a LED vanno ad enfatizzare la larghezza dell’auto, mentre dietro i fari diventano ancora più originali costituendo un unico elemento che abbraccia il lunotto. Insomma, non ci si può confondere, la e-Soul è e sarà sempre una Soul, ma con un pizzico d’audacia in più. Interno: box per famiglie Se fuori è grande dentro è grandissima per via del tanto spazio disponibile anche sopra la testa degli occupanti. Le forme della carrozzeria della e-Soul infatti consentono di ricavare un abitacolo ampio e luminoso dove c’è spazio per 5 persone e anche per i bagagli grazie ad un vano di carico da 315 litri che può essere esteso fino a 1.339 litri. Le linee tondeggianti della plancia riprendono quelle degli altri modelli della Casa coreana generando un piacevole family feeling. Il lato tecnologico si esprime attraverso la strumentazione digitale e lo schermo dell’infotainment da 10,25 pollici con cui si possono tenere d’occhio tutti i parametri del cuore ad impatto zero. I comandi del climatizzatore sono indipendenti e questo aiuta ad evitare distrazioni durante la guida. Ovviamente, la comunicazione tra auto e smartphone sulla e-Soul è più che mai essenziale, al punto che tramite l’app dedicata si pos-

sono gestire diverse funzioni da remoto. Un vantaggio non da poco in queste giornate invernali in cui si può regolare la temperatura dell’abitacolo prima di salire a bordo. volante: brillante e silenziosa Una volta uno scatto da 0 a 100 km/h in meno di 8 secondi era appannaggio esclusivo delle sportive mentre ora, con l’arrivo dell’alimentazione elettrica, anche la KIA e-Soul è capace di raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo in 7,9 secondi. Merito di un propulsore da 204 CV (nella configurazione più prestante) e 395 Nm di coppia massima che assicura un brio inaspettato non appena si spinge il pedale dell’acceleratore. Chiaramente, il tutto avviene nel massimo silenzio, come le monoposto di Formula E, a limite si avverte un leggero sibilo che cresce con la velocità, e così si riescono a percepire tutti i rumori aerodinamici o gli effetti sonori del rotolamento degli pneumatici. Interessante l’autonomia che, nell’utilizzo più comune, quello che vede l’auto impegnata sia su un percorso urbano che extraurbano, è di circa 370 km effettivi. Chiaramente, in autostrada le percorrenze diminuiscono ed è difficile andare oltre i 250 km. Certo, il peso di 1.682 kg si fa sentire nella dinamica dell’auto e rappresenta un bel fardello da portarsi dietro, per questo il consumo di elettricità dipende molto anche dalla modalità di guida prescelta tra le quattro disponibili. Per ricaricare la batteria da 64 KWh con il cavo da 7,2 KW presente nella vettura bisogna mettere in conto una segue a pag.26 WWW.ALTA-VELOCITA.COM

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KIA e - Soul: la prova su strada tempistica di circa 9 ore, mentre con il connettore CCS da 100 KW sono sufficienti 50 minuti per avere l’80% dell’energia totale. Prezzo: da 39.600 euro Il costo della KIA e-Soul parte da 39.600 euro per la versione da 136 CV dotata di batteria da 32,9 KWh, ma l’ingresso sul mercato di questa tutto spazio ad impatto zero è previsto per il primo trimestre 2020, per cui al momento Nuova Kia Sorento 2020 del lancio verranno comunicate eventuali campagne promozionali e le diverse formule ideate dal Brand per sposare una mobilità sostenibile al volante di questo modello decisamente originale.

Valerio Verdone

Volkswagen ID.1: la sostituta della e-up! attesa nel 2023 LA FUTURA CITYCAR ELETTRICA DELLA CASA DI WOLFSBURG GARANTIRÀ UN’AUTONOMIA FINO A 300 KM E SOLUZIONI TECNOLOGICHE D’AVANGUARDIA. Volkswagen prosegue senza sosta verso lo sviluppo della sua nuova gamma di auto 100% elettriche denominate “ID”, pronta ad allargarsi anche verso il basso con l’introduzione di una inedita citycar a zero emissioni che nel 2023 dovrebbe sostituire l’attuale e-up! a trazione elettrica. Battezzata Volkswagen ID.1, questa inedita vettura sarà il modello dalle dimensioni più compatte di tutta la gamma elettrica della Casa di Wolfsburg, 26 WWW.ALTA-VELOCITA.COM


questa caratteristica la renderà ideale per gli spostamenti nelle grandi città e nei centri più trafficati. La vettura sarà anche molto versatile e vanterà un corpo vettura dotato di cinque portiere per agevolare l’accesso all’abitacolo. Quest’ultimo sarà probabilmente omologato per ospitare 4 persone adulte e vanterà le più moderne tecnologie dedicate all’intrattenimento e soprattutto alla connettività. Basata su una variante semplificata della piattaforma MEB, la ID.1 verrà probabilmente proposta nelle versioni da 24 e 36 KWh che permetteranno di coprire fino a 300 km con una sola carica di energia. Per conoscere ulteriori informazioni sulla parte meccanica della vettura bisognerà attendere ulteriori notizie in merito. Anche il prezzo di listino risulta ancora avvolto nel mistero, ma considerando i contenuti tecnici e tecnologici della vettura il costo si aggirerà sui 20mila euro.

Francesco Donnici

Coronavirus: anche il sequestro dell’auto per chi circola senza giustificato motivo IL PROCURATORE DI PARMA INDICA CHE IL VEICOLO PUÒ ESSERE STRUMENTO ESSENZIALE A VIOLARE IL DECRETO “IO RESTO A CASA”, DUNQUE PUÒ ESSERE SEQUESTRATO. Chi non rispetta le disposizioni del Governo contenute nel Dpcm “Io resto a casa” del 9 marzo 2020 e viene sorpreso dalle forze di polizia a circolare per strada, alla guida del proprio veicolo e senza uno dei giustificati motivi indicati nell’autocertificazione che è obbligatorio portare sempre con sé, rischia grosso: oltre alla violazione all’art. 650 del Codice Penale (mancato rispetto di un provvedimento dell’Autorità) ed all’art. 495 CP (falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri), potrebbe anche configurarsi la possibilità di

vedersi sequestrato il veicolo. La motivazione è presto spiegata: il fatto di trovarsi in auto (o in moto) senza una motivazione valida ai fini delle misure di autoprotezione emanate dal Governo, che impongono di uscire di casa il meno possibile e – appunto – soltanto per “comprovati motivi” – viola una prescrizione dell’Autorità pubblica. Quindi: può valere l’applicazione del sequestro dello strumento attraverso il quale un soggetto ha potuto trasgredire alle ordinanze del Governo. Può configurarsi la misura del sequestro preventivo A questo proposito, il procuratore

della Repubblica di Parma, Alfonso D’Avino, ha nei giorni scorsi emanato una direttiva volta all’interpretazione delle misure applicative del decreto Covid-19. Nella fattispecie, la quinta parte della normativa – inviata alla Questura di Parma ed alle forze di polizia territoriali – indica, in materia di “Sequestro preventivo” relativo alle “violazioni connesse agli spostamenti”, come “A certe condizioni sembra percorribile la strada del sequestro preventivo dell’auto utilizzata”. Bisogna stabilire se il veicolo è effettiva-

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Coronavirus: anche il sequestro dell’auto per chi circola senza giustificato motivo mente essenziale alla violazione Da parte dell’organo accertatore, è da rilevare – dice il procuratore di Parma – se l’auto, o la moto, costituiscano uno “strumento occasionale” di commissione del reato, oppure ne siano parte “essenziale”. Al primo caso possono, ad esempio, appartenere “atti persecutori” (stalking). Diverso è, secondo il magistrato parmense, il fatto di vedersi fermati dagli agenti in una circostanza non prevista dal decreto del Governo (appunto: senza che vi sia un giustificato motivo perché in quel frangente ci si trovasse fuori casa). Ed ecco che l’auto (o la moto, il furgone o qualsiasi altro veicolo) assume valenza di “strumento essenziale di commissione del reato”. In altre parole: è proprio grazie all’utilizzo dell’auto che il reato viene commesso, “Posto che l’auto è il mezzo attraverso il quale lo spostamento illecito viene attuato”.Quando potrebbe avvenire il sequestro dell’auto utilizzata illecitamente? Facciamo un esempio pratico. Sto recandomi a fare la spesa, nella zona dove io abito, e porto con me l’autodichiarazione (che dallo scorso 17 marzo è stata sostituita da un nuovo modulo): sono passibile di denuncia penale e/o di sequestro della mia auto? In questo caso no: uscire di casa per recarsi al più vicino supermercato che sia fornito dei prodotti alimentari dei quali io necessito fa parte di uno dei tre motivi che permettono di uscire di casa, e che riportiamo brevemente: • Motivi di carattere lavorativo (ovvero se, escludendo ovviamente i mestieri e le professioni attualmente sospesi per emergenza coronavirus, non sia possibile

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lavorare secondo soluzioni di tipo “smart working”) • Necessità (quando, cioè, si debba acquistare altrove un particolare tipo di farmaco non disponibile nelle farmacie vicino casa o, addirittura, nel proprio Comune; ma anche, appunto, fare la spesa) • Motivi di salute (esami medici inderogabili, visite mediche: fa fede, in ogni caso, il certificato). Diversamente, indica la direttiva del procuratore della Repubblica di Parma, l’applicazicoronvione della misura di sequestro preventivo del veicolo può essere applicata. Attenzione: occorre limitarsi ai casi obiettivi di spostamento illecito, quale certamente è “Lo spostamento fuori Comune per il quale la persona controllata non fornisce una giustificazione in linea con l’obiettivo della legge”. Cosa potrebbe accadere? Nel caso in cui gli organi accertatori procedessero al sequestro preventivo del veicolo, non è che il trasgressore debba tornarsene a casa a piedi: il procuratore di Parma sottolinea a questo proposito che, per “Contemperare le esigenze preventive con quella di evitare aggravi superflui per l’erario, anche in considerazione della natura del reato e della finalità del precetto”, se gli agenti dovessero disporre per il sequestro del mezzo, quest’ultimo può essere affidato in custodia al contravventore stesso, in modo che riporti il veicolo dove l’ha preso e tenerlo fermo lì a disposizione dell’autorità giudiziaria.


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Alta Velocità N° 26 Marzo 2020  

Evoluzione del GTA ALFA ROMEO

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