Issuu on Google+

La rivista del

Bere Bene di

Bimestrale di informazione sul mondo del beverage

In caso di mancato recapito inviare al CPO di Brindisi per la restituzione al mittente previo pagamento Resi

Anno 8 - n째43 - Gen/Feb 2014

w w w. u d i a l . i t


In questi tempi di crisi e recessione, fra le tante incertezze, vi sono almeno, vivaddio, due certezze: 1 La crisi continua e si dovrà andare avanti con la consapevolezza che non ci attende l’età dell’oro; 2 In questo nuovo contesto bisogna puntare fortemente sull’innovazione. Consapevoli però che l’economia italiana, con il pesantissimo debito pubblico che si ritrova sul groppone, non potrà evidentemente volare molto alto e, per rientrare dentro parametri accettabili, la pressione fiscale non potrà diminuire oltre il necessario. Morale: fare seriamente impresa in Italia sarà sempre molto complicato e, probabilmente, poco redditizio. Poi, vi è l’altra certezza: i più qualificati analisti affermano che nel futuro, che si preannuncia ipercompetitivo, potranno misurarsi solo quelle aziende che avranno sposato, fatto proprio e applicato in ogni accezione, il fattore qualità. Il ragionamento, ovviamente, vale e riguarda anche gli operatori dell’Ho. Re.Ca. e il dinamico mondo del beverage: che siano baristi, ristoratori, pizzaioli, distributori e produttori, non importa. La qualità sarà il comune denominare delle aziende che andranno avanti le quali (ripetiamo), pur non scopren-

do l’eldorado, potranno contare su importanti gratificazioni professionali e imprenditoriali. Il concetto di qualità è trasversale e strategico allo stesso tempo e nel settore del fuoricasa vale a tutti i livelli: che si parli di chi produce i beni di consumo, di chi li serve al consumatore finale, piuttosto che di chi li distribuisce. Anche in questo ultimo caso la qualità è un elemento strategico: puntualità e tempismo nelle consegne, assortimento, consulenza pre e post vendita, ma non solo: il distributore, per lo storico ruolo di raccordo che esercita nella filiera, ha anche il delicato e gravoso compito di indirizzare la propria clientela, interpretare le esigenze, insomma, fare cultura di canale. Un’esigenza e un’opportunità che ha fatto proprio il consorzio U.DI.AL.. Il suo 8° convegno, di cui troverete ampio resoconto in questo numero della rivista, è una delle iniziative che ne contraddistinguono la sua missione consortile: essere un gruppo di distributori specializzati propositivo di stimoli e idee, capace di superare la mera contingenza e guardare al futuro con spirito costruttivo. Anche questa è qualità.

Anno 8 - Numero 43 Gennaio/Febbraio 2014

Rivista specializzata di: 72021 Francavilla Fontana (Br) C.da Carlo Di Noi Inferiore Via per Ceglie Km 1 Tel. 0831.815906 - Fax 0831.811050 www.udial.it - info@udial.it Direttore Responsabile: Giuseppe Rotolo Editore: edizioni

Iscrizione al R.O.C. n°6648 V.le Aldo Moro, 44 - 70043 Monopoli (BA) Tel. 080.9306460 - Fax 080.9373100 input@inputedizioni.it - www.inputsrl.it Testi e collaborazioni: Marianna Iodice, Angela Svezia, Maria Vittoria Petrosillo, Valeria Todisco.

Tutti i diritti di riproduzione di testi e foto, in qualsiasi forma, compresa la messa in rete, sono riservati. Per qualsiasi utilizzo è necessaria un’autorizzazione scritta dell’editore. Ai sensi dell’Art. 10 della L. 675/1996, le finalità del trattamento dei dati relativi ai destinatari del presente periodico consistono nell’assicurare un’informazione tecnica, professionale e specializzata a soggetti identificati per la loro attività professionale. L’Editore, titolare del trattamento, garantisce ai soggetti interessati i diritti di cui all’Art. 13 della suddetta legge. Reg. Trib. Bari n°49 del 10/12/2007 La rivista Drink Style è di proprietà del consorzio U.DI.AL. - Consorzio fra distributori indipendenti di bevande. La pubblicazione ha il compito di trasferire e implementare, attraverso l’informazione puntale, credibile e professionale, il sapere e la cultura del fuoricasa italiano. La rivista è edita bimestralmente e postalizzata in modo mirato verso i locali altovendenti ho.re.ca. e superhoreca, clienti dei soci del consorzio.

3

La strategia della qualità

La strategia della qualità

Editoriale

a cura di Giuseppe Rotolo


sommario

Anno 8 - Numero 43 - Gennaio/Febbraio 2014

3 Editoriale La strategia della qualità

21

6 Speciale 8° Convegno Con l’8° convegno, U.DI.AL. si conferma gruppo leader nella distribuzione qualificata a 360°

31

Speciale 8° Convegno Il discorso del presidente

40

37

Speciale 8° Convegno Anteprima Editoriale

Convenzioni esclusive U.DI.AL.

Udialito Convention Dasti

42 Opinioni, considerazioni, spunti e idee

45 Per Saperne di Più Pacchetto igiene: parte seconda

5


Udialito

Speciale 8° Convegno Nella foto da sinistra: Antonio Argentieri, Marilena Colussi, Luigi Cetrangolo

U.DI.AL. è come una grande famiglia unita che si incontra per fare la summa di un anno di lavoro mettendo le basi per affrontare al meglio il nuovo anno.

6

Grande, grandissimo successo. Con l’8° convegno, U.DI.AL. si conferma gruppo Leader nella distribuzione. È stato ancora una volta un grande successo con una straordinaria partecipazione. Ben 586 persone si sono incontrate e confrontate per questa edizione del convegno del Consorzio U.DI.AL., tenutasi il 30 gennaio 2014 a Bari nella cornice dell’Hotel-Congressi Parco dei Principi. La convention come oramai tradizione, è l’imperdibile appuntamento in cui i

soci del consorzio possono riunirsi, incontrare i manager delle aziende partner e fare la summa di un anno di lavoro mettendo le basi per affrontare nel migliore dei modi il nuovo anno. Molto significativo il titolo stesso che già racchiude e concentra gli argomenti sviscerati dai relatori: “Dalla produzio-

ne al consumo: il ruolo di una distribuzione a 360°”: un titolo emblematico che sintetizza quelle che sono le nuove strategie, le nuove iniziative che U.DI.AL. ha messo in campo per questo 2014. Strategie ed operatività che interessano e coinvolgono senza distinzione sia i produttori che i distributori. Tantissime poi le novità per questo 8°, e per certi versi indimenticabile, convegno firmato U.DI.AL.. A cominciare dalla presentatrice, Angelica Gianfrate che ha introdotto gli ar-


«Oggi siamo una squadra numerosa e motivata - ha detto Cetrangolo alla platea - e sento il dovere, rivolgendomi a tutti i nostri 242 soci che operano con impegno e bravura in ogni regione d’Italia, di dire loro grazie per la fiducia e la partecipazione. Annoveriamo importantissime realtà distributive ormai in tutta Italia - ha continuato Cetrangolo - a Palermo dove abbiamo la nostra sede distaccata, in Sardegna, dove contiamo di aprire una nuova sede a Cagliari. Anche nel Nord Italia U.DI. AL. ha i suoi presidi. Ricordo l’accordo con la centrale GR.I.D.O. di Milano. Con la scelta GR.I.D.O. si aprono per i soci U.DI.AL. notevoli opportunità nel retail e nel full service. Anche Milano, pertanto, vede una sede U.DI. AL. che è presidiata dal professionista Sabatino Pepe che ha responsabili-

Udialito

Speciale 8° Convegno

gomenti e cucito uno per uno i vari interventi. A cominciare da quello appassionato e coinvolgente del presidente Antonio Argentieri, che può essere integralmente letto nelle pagine a seguire di questo numero di Drink Style. Antonio Argentieri è stato poi protagonista, nel pomeriggio, di un particolare evento nel quale c’è stata la presentazione in anteprima del suo libro, dedicato alla figura del distributore di bevande, alla storia dei distributori e del consorzio U.DI.AL.. Anche di questo evento, molto particolare, diamo riscontro con un ampio reportage fotografico nelle pagine a seguire. Ad Argentieri è poi seguito Luigi Cetrangolo, General Manager del Consorzio, il quale ha presentato i progetti strategici del gruppo, indicando U.DI. AL. a buon diritto come la terza via per lo sviluppo del canale.

Luigi Cetrangolo

tà di sviluppare al meglio per U.DI. AL. tutte le opportunità che l’entrata in GR.I.D.O. offre. Dinanzi a noi le sfide, anche molto complesse, non mancano - ha continuato Cetrangolo la sfida di leggere il cambiamento in atto nella filiera; la sfida di mettere in campo programmi e progetti consoni a un gruppo consortile che ha ormai una dimensione nazionale; la sfida di crescere non solo numericamente, ma anche professionalmente; e anche la sfida di offrire ai propri soci gli strumenti e le opportunità necessarie per continuare a competere e fare distribuzione in un mercato sempre più complesso. Sono queste le sfide, è questo il grande sforzo che U.DI.AL. è chiamato a compiere e che comunque sta compiendo in questi anni difficili. Anni che comunque ha visto il consor-

U.DI.AL. oggi è chiamata ad affrontare sfide complesse come quella di offrire ai proprio soci strumenti ed opportunità necessarie per essere sempre più competitivi, come l’ingresso nella centrale GR.I.D.O.

7


Udialito

Speciale 8° Convegno zio crescere - ha sottolineato con orgoglio il general manager. - Dal 2007 al 2014, anni difficilissimi, il gruppo comunque ha aumentato la sua base numerica: erano un’ottantina nel 2007, oggi sono 242. Con un incremento del 190%. Nessun altro consorzio in Italia può vantare una tale crescita, una tale fidelizzazione. Il suo fatturato di vendita complessivo del gruppo, attualmente è di circa € 525 milioni. Ma tutto quello che vi ho appena elencato non basta. L’anno appena trascorso è stato a detta di tutti molto critico, chi più chi meno ha registrato delle perdite. U.DI. AL. si è difesa al meglio come sempre, in alcune categorie come quella della birra, ad esempio, che vale più del 40%, è anche cresciuta, abbiamo fatto +6,33% sul fatturato». Cetrangolo ha anche anticipato il nuovo progetto

ProntoBevi, dedicato ad un mercato che U.DI.AL. può presidiare, quello del Sell Home (vendere a casa), un canale assolutamente privilegiato che U.DI.AL. ha individuato in quello delle famiglie con consegna a domicilio. Il progetto è stato accolto con grande interesse da parte di tutti ed attualmente la sua fase preparativa è molto avanzata. Sarà presto operativo con il primo volantino sulla provincia di Bari. Non è mancata la presentazione degli accordi di servizio, (delle quale si può leggere un ampio resoconto nelle pagine seguenti); così come una precisa e circostanziata analisi relativa ai rapporti con l’industria.

«Per la prima volta - continua Cetrangolo - dopo almeno trent’anni, industria e distribuzione si trovano in una situazione assolutamente nuova: do-

Una grande opportunità per i soci U.DI.AL.: servizi di consulenza e di assistenza; i soci potranno affermarsi strategicamente anche nella distribuzione a libero servizio.

9


Udialito

Speciale 8° Convegno Angelica Gianfrate

10

po la grande crescita, nella quale l’industria ha inseguito per lo più le sirene del canale moderno (supermercati, ipermercati, cash e vending), ora quel modello di sviluppo è andato in crisi. Non cresce più. Ora è tutto fermo. E anche l’industria è ferma, confusa. Così ferma e statica che non vedo chiarezza di idee, progetti precisi e circostanziati. Una conside-

razione questa che ovviamente non vale per tutti. Le loro politiche commerciali, in alcuni casi, sono alquanto ballerine. Abbiamo assistito in più di un’occasione in questi anni ad iniziative commerciali alquanto discutibili, e che a volte puntano a superare e a mettere fuori gioco i distributori. Inutile nascondere che quando la produzione è condizionata dal far girare le macchine e a produrre, è sempre più costretta, specie poi in prossimità di date-obiettivi, e quando gli obiettivi sono lontani, a far uscire quella produzione e a liberarsene. Ecco allora che vengono scaricate sul mercato tonnellate di merce a prezzi scontatissimi, volantini e sotto costi impossibili, creando dei danni proprio ai distributori. È vero, c’è la crisi, ma con queste politiche sicuramente non si va da nessuna parte. Così si svalorizzano i prodotti e si svalorizzano anche i rapporti di partner-ship. Saltano marginalità, saltano progetti, si ammazzano rapporti, si affossa ogni prospettiva futura. I distributori vogliono le industrie con le idee chiare, progetti e assortimenti dedicati a questo canale. Vogliono un’industria che crede nel distributore che si è dimostrato sempre pronto, con grande spirito di sacrificio, a fare la sua parte. Un’industria che rispetti il ruolo dei consorzi e che si apri con fiducia a un comune futuro di fattiva e sana collaborazione. Una collaborazione che non può essere incentrata sugli aumenti di listino, come si è fatto dall’inizio di questo anno quando giungevano aumenti un giorno dopo l’altro. Non vogliamo pensare che con gli aumenti si vogliamo recuperare perdite di fatturato o sanare i bilanci.


Udialito

Speciale 8° Convegno Manfredi D’Amato

E seppure questi nuovi aumenti possono essere anche giustificati da maggiori costi. Ma voi consentitemi: voi ritenete che il rilancio dei consumi passa attraverso l’aumento dei listini? Come facciamo a motivarli a un punto vendita che non vende? Secondo voi il mercato, i consumatori, sono pronti a questi aumenti? Si è davvero nelle condizioni di ribaltare questi aumenti sul mercato con la crisi che c’è? No, non penso proprio. Questi aumenti non potranno che gravare solo e soltanto sui conti del distributore compromettendo definitivamente margini e operatività. Pertanto, chiedo ufficialmente che questi aumenti, se proprio necessari, siano fatti decorrere almeno da giugno. Può essere che in prossimità della stagione possano essere gestiti con meno difficoltà».

Sul palco e poi salito

Manfredi D’Amato, presidente di GR.I.D.O., che ha salutato gli astanti confermando con parole positive e piene di entusiasmo lo strategico ingresso di U.DI.AL. nella cent r a l e GR.I.D.O..

11


Udialito

Speciale 8° Convegno Marilena Colussi

olo

pe Rot

Giusep

12

I relatori Dopo gli interventi consortili, ha preso parola la dott.ssa Marilena Colussi, ricercatrice e consulente di grande esperienza e lunghe visioni, esperta di consumi e tendenze socio-culturali, alimentari, del retail e multiculturalità, Member of Faculty SDA Bocconi, collaboratrice per molti anni del compianto prof. Giampaolo Fabris. La dott.ssa Colussi ha illustrato interes-

santi dati focalizzati sull’aspetto “consumi e consumatore”, utili come chiave di lettura del mercato attuale del fuori casa, quel mercato complesso a cui si rivolgono industria e distribuzione. In chiusura l’intervento di Giuseppe Rotolo. Non è mancato anche in questa occasione un lunch di lavoro che ha visto amabilmente a tavola le centinaia e centinaia di ospiti. Ma la grande sorpresa c’è stata nel pomeriggio dove i presenti hanno assistito a un evento irripetibile: la presentazione di “Passione e Distribuzione - Le Catene di Storie Parallele”, volume in cui Antonio Argentieri ha riversato con passione, schiettezza, forza e sincerità la sintesi della sua vita, i sentimenti e le passioni di un uomo che ha dato tutto se stesso ad U.DI.AL.


Udialito

Speciale 8° Convegno

Molto gradita la presenza del dott. Massimo Cobol, già direttore commerciale di Sobib Coca-Cola, che ha curato la prefazione. Anche con questa pubblicazione U.DI.AL. ha segnato la sua forza propositiva e la sua unicità. Valori che appartengono ai leader come del resto è U.DI.AL..

14


Udialito

Speciale 8째 Convegno Nella foto da sinistra: Francesco Martinez (Sanpellegrino), Antonio Argentieri e Luigi Cetrangolo

15


Speciale 8째 Convegno Udialito

8째 Convegno U.DI.AL.

16


Speciale 8째 Convegno

Udialito

Hotel Parco dei Principi

17


Speciale 8째 Convegno Udialito

8째 Convegno U.DI.AL.

18


Speciale 8째 Convegno

Udialito

Hotel Parco dei Principi

19


Udialito

Il discorso del presidente

Antonio Argentieri

Il discorso del presidente Gentili signori, amici e colleghi, un cordiale benvenuto a tutti voi a questo evento, che anno dopo anno, anche grazie alla vostra sempre numerosa partecipazione, è diventato un appuntamento davvero importante per tutti. Una manifestazione alla quale abbiamo il piacere di invitarvi ed ospitarvi senza chiedere nulla in cambio, se non la vostra cortesia di partecipare, se non il piacere di incontrarvi per vivere insieme una giornata di lavoro costruttivo e utile per tutti, e di ciò vi ringrazio. Ringrazio tutti i soci, in particolare coloro che hanno fatto un viaggio un po’ più lungo per essere presenti, soprattutto, ringrazio tutti i responsabili dell’industria. Un grazie che vi porgo anche a nome del vice presidente, del direttivo e di tutto lo staff U.DI.AL.. Un ulteriore grazie da parte mia, da parte del direttore generale, da parte dei

funzionari U.DI.AL., a tutti i soci e agli uomini dell’industria per la grande responsabilità che ci affidate tutti i giorni, consapevoli che qualsiasi cosa che facciamo per il bene dell’U.DI.AL. sia per noi un monito di diritto che ci esce da dentro, oltre che un dovere. Colgo l’occasione altresì per salutare la dott.ssa Marilena Colussi, sono certo che il suo prezioso contributo darà ancora più lustro a questo nostro convegno. Sin dall’inizio, dalla sua prima edizione, infatti, ambivamo diventasse un punto di riferimento informativo, strategico e culturale per gli operatori della distribuzione e dell’industria. U.DI.AL., il consorzio che ho l’onere e l’onore di presiedere, è diventato la realtà che oggi tutti conoscete e apprezzate. Una realtà che è arrivata ad espandersi nelle varie regioni oltre ogni previsione. Sono stati anni di impegni ripagati dai traguardi raggiunti. Quali sono i doveri di un gruppo consortile sano e che opera nel bene dei suoi soci? Lavorare per far crescere gli interes-

La Convention U.DI.AL. ambisce a diventare punto di riferimento strategico e culturale per gli operatori della distribuzione e dell’industria.

21


Udialito

la sopportiamo ogni giorno. Però, ci sono alcune situazioni che ritengo rappresentino i veri nodi primari irrisolti di questo nostro paese. Continuiamo col dire che le grande imprese emigrano all’estero, molte anche del nostro settore, le piccole imprese, quelle guidate da imprenditori come noi, rischiano in proprio, perchè si industriano e si impegnano allo spasimo ogni giorno, perseguitati dalla burocrazia italiana che è il male dei mali, che soffoca e deprime ogni iniziativa stritolando quelle esistenti, che spreca una montagna di denaro, il nostro denaro. Pensate, cento miliardi di euro è la somma che ogni anno, fra inefficienze, sprechi e ruberie, viene inghiottita da quel buco che è la burocrazia. Questo non lo dico io, bensì lo denuncia la Corte dei Conti. Sono dati ufficiali! È un buco nero senza fondo, pensate che negli ultimi anni la spesa pubblica è aumentata del 69%, per la burocrazia la crisi non c’è, anzi, è sempre in crescita. Gran parte del debito pubblico è fatto da interessi partoriti dallo scempio della spesa pubblica. Interessi su interessi che pagano i poveri ai ricchi, perchè lo stato vende i titoli del tesoro, e altro, ai ricchi. Quegli interessi li paghiamo noi con le tasse. La politica che fa? Nulla, è sempre lì, dove ci sono più traditori che persone per bene. Sono lì per litigare e spartirsi poltrone, privilegi e accuse da marionettisti, senza anteporre i problemi del popolo a quelli politici e personali. Altro gravissimo problema sono gli enti parassitari, corporazioni varie. Non sto ad elencarli perchè ci vorrebbe molto tempo, ma vi assicuro che sono tantissimi e che fanno rabbrividire. Questi condizionano l’economia del nostro paese in negativo, protetti dai sindacati e dai po-

Il discorso del presidente

si dei soci, per farli crescere professionalmente, impegnarsi per garantire la necessaria ed indispensabile sussistenza economica. Mettersi a disposizione delle varie necessità dei soci nell’ambito lavorativo e, a volte, personale che ci rendono orgogliosi. Il progetto U.DI.AL. punta anche a risvegliare l’attenzione dei distributori delusi. È l’unico strumento che può riaccendere tale delusione è la partecipazione ad un ente propositivo, programmatico, di assistenza diretta al socio quale è il metodo ed il modello dell’U.DI.AL.. Più in generale rendere più competitive le aziende associate ottimizzando le loro attività attraverso i servizi che offre diventando un consorzio assolutamente innovativo. Tutto questo giova agli associati e anche alle industrie partner. Il consorzio si muove oramai nell’ambito di una politica di espansione tesa a rafforzare ed ampliare sempre più la sua presenza sul territorio nazionale. Se consideriamo il momento difficile, il lavoro dell’U.DI.AL. diventa ancora più necessario ai soci e alle aziende e, a tale proposito, alcune aziende stesse siano più intelligenti, come qualcuno già lo fa, a studiare strategie di recupero dei volumi persi, riconquistando la fiducia dei distributori che, per giusta ragione, hanno spostato ad altre marche, il tutto a discapito dei volumi che alcune aziende rimpiangono. Ora, veniamo alla situazione politica ed economica della nostra Italia che coinvolge anche noi. Come tutti sappiamo è estremamente critica e delicata: troppe situazioni non vanno, enunciarle e denunciarle tutte significherebbe snocciolare un lungo e doloroso rosario, e non è mia intenzione affliggervi, anche perché questa croce la commentiamo e

Gran parte del debito pubblico è fatto da interessi partoriti dallo scempio della spesa pubblica. Interessi su interessi che paghiamo noi con le tasse.

23


Udialito

Il discorso del presidente Si ignora, inoltre, che dieci milioni di italiani vivono di sopravvivenza economica e la causa principale è il sistema fiscale che continua a farne aumentare sempre di più il numero.

24

litici che continuano anche a difendere i nulla facenti, chi non ha voglia di lavorare. Perchè non pubblicano quanto paghiamo all’Europa ogni anno? Soldi nostri. Un’Europa che non ci fa più produrre, da sempre matrigna e invidiosa dell’Italia e che non è certo la nostra patria, decide cosa farne, pubblicizzandoli come soldi comunitari con l’indifferenza dei nostri governanti. Perchè non si medita che solo nel 2013 sono stati erogate un miliardo di ore di cassa integrazione, a questo bisogna aggiungere le piccole aziende ed il terziario che non hanno cassa integrazione, e per me hanno, invece, la cassa della morte, visto che chiudono in migliaia ogni anno e quando dico piccole aziende, dico anche i loro dipendenti. Si ignora, inoltre, che dieci milioni di italiani vivono di sopravvivenza economica e la causa principale è il sistema fiscale che continua a farne aumentare sempre di più il numero. Dall’altra parte poi assistiamo a sprechi di miliardi, stipendi, liquidazioni e pensioni allucinanti, da super rapina. Non dimentichiamo pure quanti danni sta provocando il federalismo locale che partorisce accanimenti personali, condanne politiche, ingiustizie e disparità tra i cittadini dei diversi comuni. Non si considerano i baracconi improduttivi buoni a fare campare i capibastoni e le congreghe che li comandano. Tutti mangiasoldi, un dispendio che grava sulle spalle di chi veramente lavora e produce. Purtroppo, di questa gente ce n’è sempre di meno, mentre i baracconi e l’assistenzialismo sono in crescita. Per i parassiti e i farabutti non c’è crisi, tutto questo si manifesta determinando quella gravissima malattia che opprime tutti noi che si chiama pressione fiscale. La vergogna

nella vergogna si attua ancora quando fanno chiudere gli esercizi commerciali per qualche scontrino di qualche euro, che magari involontariamente non è stato emesso. Nessun governo né sindacato si preoccupa di dire che il dipendente costa più di tre volte di quanto prende in busta paga e qui non siamo europei. Le nostre strutture, costruite più delle volte con tantissime privazioni ed esasperanti sacrifici, ce li fanno solo custodire perchè sono nostre solo sulla carta. Per quanto paghiamo di tasse ci sentiamo in affitto allo Stato, un affitto che non si può più pagare. Un’altra rapina la subiamo con la finta tassa sui rifiuti, sia alle famiglie che all’imprese, circondata da molti interessi malavitosi. Questa non è mai proporzionata alla quantità smaltita nè applicata con il giusto costo reale del servizio, ed ora l’hanno riempita di altri balzelli per giustificarne l’abuso. La nostra categoria ne paga di più le conseguenze per gli ampi spazi che ne ha bisogno. Insomma, il calvario sarebbe lungo, ma non posso chiudere pensando sulle tasse sui redditi, o meglio ancora, sui redditi che non abbiamo. Se non si liberano le imprese, se non si mettono nelle condizioni gli imprenditori di fare il loro, la disoccupazione non potrà che aumentare a tal punto che le conseguenze potrebbero essere disastrose e drammatiche anche per l’economia più di quanto lo sono. Non so quanto tempo resta al nostro paese per prendere coscienza del suo declino e invertire la rotta. Non so se sono mesi o anni, e se non si cambia, si può arrivare alla rivoluzione, mi auguro civile. Come ce ne usciamo fuori da questo labirinto? Eliminando tutto il male dello stato, investendo prima sui costi sociali altissimi


Udialito

ranti, o prenderemmo in giro tutti. E non serviranno, nel nostro caso, a frenare la chiusura degli esercizi del turismo e del commercio, che cari signori, se ne contano a migliaia solo nel 2013 tra fallimenti e ritiri di attività. Questi operatori ci pesano e ci chiedono giustizia, che non certamente possiamo dargli con giornate di congressi faraonici e inutili, che non fermeranno di certo la chiusura di altre migliaia di esercizi commerciali. E quando sento falsamente dire da qualche sprovveduto che la ripresa ci sarà più o meno quando non lo sa nemmeno lui, oltre a non avere parole mi viene un nodo alla gola. La nostra Italia sta perdendo sempre più terreno a cospetto dell’Europa, dell’America e dei paesi asiatici. Signori, se non si sradicano le radici che alimentano il debito pubblico verremo inghiottiti sempre di più dallo stesso debito, come le sabbie mobili. Ma il paradosso è che anche l’iscrizione degli studenti alle scuole industriali e professionali crollano del 50%, mentre raddoppiano nelle scuole di enogastronomia. Per me questa è la prova della conseguenza delle fabbriche che chiudono, e che ai nostri nipoti non resterà che fare i camerieri agli stranieri. È chiaro che tutto questo si ribalta anche sulla filiera nella quale lavoriamo e sui consumi di quei beni che commercializziamo e sui prodotti delle industrie presenti oggi a questo nostro convegno. Una ricerca della Unioncamere stabilisce che la spesa alimentare degli italiani è tornata a livello degli anni ’60: siamo sprofondati giù di mezzo secolo. Con un consumo di cibo in meno di due miliardi di euro l’anno è crisi vera. È crisi nera. L’Ho.re.ca non è esente. Siete qui testimoni in prima persona e

Il discorso del presidente

e man mano sui costi energetici super tassati e sui proibitivi costi fiscali. Solo così si fa più impresa e il salario acquista più valore determinato dai costi più bassi scaturiti. Sono convinto che con meno tasse sul lavoro, diminuirebbero i disoccupati e il lavoro nero, le minori entrate verrebbero compensate dalle maggiori entrate del lavoro regolarizzato. Lo stesso dicasi per i costi fiscali: meno tasse, meno evasori. Controlli più mirati. Nello stesso tempo avremmo più giustizia sociale nel lavoro e meno sfruttamento. Molti imprenditori, pur di assicurare la sopravvivenza delle famiglie dei dipendenti, si sacrificano sino all’inverosimile, tranne le multinazionali che non guardano in faccia nessuno e che continuano a mietere vittime. Come i governi e i sindacati che con il loro comportamento continuano a provocare la morte degli stessi imprenditori e dipendenti. Tutto parte dai costi che esasperano l’economia delle aziende e delle famiglie ed è per questo che tutti insieme, imprenditori e dipendenti, dobbiamo contestare questo sistema lesionista. Per cambiare tutto questo non abbiamo bisogno di tantissimi politici, non abbiamo bisogno di nessuna università, non abbiamo bisogno di scienziati anche della distribuzione e dell’industria perchè tutto questo non porterà a nessun miglioramento, ma solo a prendere in giro la gente e serve solo a sperperare denaro inutilmente. Assistiamo, inoltre, all’inerzia dei rappresentanti delle varie categorie, che quando qualche volta li sento parlare mi sembrano più conigli di quanto pensavo, chissà perchè, sembrano telecomandati. Questo lo ritengo allucinante e vergognoso e che non ci permette neanche di parlare di futuro, perché, o siamo igno-

La nostra Italia sta perdendo sempre più terreno a cospetto dell’Europa, dell’America e dei paesi asiatici. Se non si sdradicano le radici che alimentano il debito pubblico verremo inghiottiti sempre più dallo stesso debito, come le sabbie mobili.

25


Udialito

tenziale, approcciatevi al mercato con politiche commerciali eque e corrette. Metteteci nelle condizioni più opportune, noi metteremo in campo la nostra forza, ricambiando la fiducia di quelle aziende che ci stanno vicine proponendo a loro progetti, che puntino al punto di consumo. Vi assicuro che l’U.DI.AL. sta già lavorando su questo. Agli esercenti dei locali dico: prezzi al pubblico equi e corretti. senza strafare, senza esagerare; i consumatori vanno rispettati, sono loro che alimentano la filiera, con la consapevolezza che consumatori siamo tutti. Ai distributori, ai miei colleghi, ai soci U.DI.AL. dico: continuiamo ad avere un ruolo sempre più importante consapevoli che il mercato non può fare a meno di una distribuzione qualificata che si propone a 360° come vuole fare il consorzio U.DI.AL., di una distribuzione capace di innovare e rinnovarsi, di valorizzare il proprio ruolo, una distribuzione capace anche di scelte coraggiose. In queste scelte U.DI.AL. sarà sempre al vostro fianco. Le scelte coraggiose e innovative fanno parte della storia di questo consorzio, anche la recentissima scelta che U.DI.AL. ha compiuto è una scelta coraggiosa e innovativa. Sapete tutti che U.DI.AL., a far data dal primo di gennaio di quest’anno, è entrata a far parte della centrale di acquisto GR.I.D.O. - Gruppo Italiano Distribuzione Organizzata. Possiamo definirlo un passo epocale, per la prima volta un consorzio di distributori entra a far parte di una super centrale di acquisto della D.O.. Attraverso tale scelta, strategica, il consorzio U.DI.AL., forte anche del suo posizionamento di riferimento sul mercato Ho.re.ca., intende offrire ai propri soci

Il discorso del presidente

me ne potete dare atto che i conti non tornano. Dalla produzione alla distribuzione i dati sono negativi, che costringono le aziende a ridisegnare tutto a danno soprattutto del personale. Ma noi, dico noi, che in questo mercato ci lavoriamo, noi che in questo mercato dobbiamo mantenere le nostre aziende, noi non possiamo permetterci di essere assenti. Quello che si può fare, quel poco che si può fare è solo nelle nostre mani, solo nelle nostre capacità, solo nella nostra buona volontà, con la speranza di non perderla mai assieme alla nostra passione. E allora, cominciamo a prendere coscienza di tale ineludibile condizione e vediamo, anzitutto, se siamo capaci tra noi di superare quegli steccati che ci dividono a volte senza vere ragioni di fondo. Produzione, distribuzione, punto di consumo, devono prendere atto che in questa tempesta navighiamo tutti insieme, nessuno può prevaricare altri. Siamo nella stessa barca. Quando dico aziende mi riferisco ai vertici di alcune di loro, e non certo agli uomini del nostro canale, che come ho sempre ritenuto sono anch’essi vittime come noi, anzi di più, perchè a volte il primo loro concorrente è la stessa azienda per cui lavorano. Dico di più perchè, ogni cosa che ritiriamo da altri canali sono vendite perse solo per loro e che fanno diminuire la forza del consorzio. Per questo dico riteniamoli dalla nostra parte. All’industria dico: non state lì a badare solo ed unicamente ai volumi, e vi dico smettetela di valutarvi dai volumi raggiunti, pensiamo invece tutti insieme di valutarci dagli utili raggiunti. Cerchiamo di valorizzare il nostro rapporto commerciale, mettete la distribuzione nelle condizioni di esplodere tutto il suo po-

Le scelte coraggiose e innovative fanno parte della storia di questo consorzio, anche la scelta di entrare zzzzzzzzzz a far parte della zzzzzzzz cenrale di acquisto zzzzzzzzzz GR.I.D.O.

27


Grazie a tutti. Antonio Argentieri

Udialito

matiche dell’intercanalità. Degli altri nostri programmi, non meno innovativi, ve ne parlerà il direttore Luigi Cetrangolo nel suo intervento. E il tutto, nel suo insieme, potrà contribuire ad offrire ai nostri soci e ai nostri partner, delle possibilità, delle prospettive di futuro, che insieme dobbiamo cogliere. In questo modo U.DI.AL. vuole dare delle opportunità, con i suoi progetti punta a risvegliare l’attenzione e l’entusiasmo dei distributori, punta a ricamare il suo ruolo propositivo, programmatico, di assistenza diretta al socio, questo è il metodo, questo è il modello U.DI.AL., un modello all’avanguardia ma che resta forte nei suoi valori antichi: il rispetto del lavoro e degli impegni assunti, il senso del dovere. Forti di questi valori dobbiamo guardare avanti, innovare, progredire come stiamo cercando di fare. Dobbiamo farlo per il mercato nel quale operiamo, per i nostri fornitori, ma soprattutto per noi, per le nostre famiglie. Ecco vorrei concludere proprio rivolgendomi ai nostri ragazzi. Il futuro che li attende non è certo facile, la nostra patria l’hanno portata allo stremo, ce l’hanno rovinata, il lavoro sempre più complicato, tutto è più difficile per loro. Ma possono farcela se si metteranno in gioco con passione, con la giusta cultura, con talento e soprattutto se saranno essere coesi tra loro. Infatti, una prima arma deve essere proprio questa: la coesione e la partecipazione. Ragazzi non fermatevi mai, perchè fermarsi è come tornare indietro. In poche parole, cari ragazzi, o si fa bene l’arte o si chiude bottega.

Il discorso del presidente

l’opportunità di ampliare il proprio assortimento nel food-service, dando la possibilità di usufruire di una particolare contrattualistica con le più importanti industrie di marca del settore, oltre 320 presenti in GR.I.D.O.. Una scelta funzionale alle dinamiche del mercato che richiede assortimenti diversificati e alle esigenze dei soci che hanno sempre più bisogno di ottimizzare la gestione del loro portafoglio clienti, offrendo loro un assortimento più ampio e variegato. È opportuno specificare, per chiarezza e rispetto, che gli accordi commerciali già in essere per il canale Ho.re.ca. con le aziende del beverage nostre partner da tempo, continueranno a viaggiare a parte, indipendentemente dalla centrale GR.I.D.O., quindi, avremo due centrali: una U.DI.AL. per l’Ho.re.ca. e l’altra centrale a Milano, la GR.I.D.O., nella quale potremo disporre di ulteriori e nuovi accordi con industrie di marca, non presenti nei contratti U.DI.AL. Ho. re.ca.. I vantaggi che tale operazione offre sono del tutto evidenti e li riporto in sintesi: • Diversificare, ampliare e qualificare ancor più l’assortimento con prodotti specialistici e alternativi al beverage, onde ottimizzare i costi logistici; • Competere in modo ottimale verso i grossisti food e dolciari che propongono anche prodotti Ho.re.ca.; • Ottenere e disporre di condizioni di fornitura privilegiate con le più importanti industrie di marca; • Valorizzare al meglio il contenuto di servizio che i distributori storicamente offrono; • Passare dalla specializzazione (Ho. re.ca.) alla multi specializzazione. • Porre le basi per risolvere le proble-

Rispetto del lavoro, impegno e senso del dovere sono valori che U.DI.AL. ha fatto propri per guardare avanti, innovare e progredire.

29


“Passione e distribuzione”

La presentazione del volume scritto da Tonino Argentieri commuove emoziona la platea “Passione e distribuzione - Le catene di Storie Parallele dei distributori del consorzio U.DI.AL. e della nostra Povera Patria” è stato un titolo pensato da Antonio Argentieri per il volume scritto e presentato nel pomeriggio del convegno U.DI.AL.. In poche righe si racchiude il senso di 18 capitoli dedicati alla distribuzione del bere e del mangiare, nonchè degli uomini che nel settore hanno fatto la storia; una storia che intreccia le vite di tanti lavoratori, grossisti, industria in uno scenario di sottofondo: l’Italia, la sua evoluzione politica ed economica. La sala, che nella mattinata ha accolto i relatori, s’è trasformata in un salotto intimo, in cui, sulle due poltroncine, l’autore Tonino Argentieri, e la presentatrice Angelica Gianfrate, hanno commentato alcuni passi del libro davanti ad una

platea raccolta e attenta, concentrata tutta sul protagonista, il Presidente. Con questa iniziativa editoriale Argentieri, ancora una volta e ancora di più, si conferma un punto di riferimento anche culturale del consorzio. Perché ancora una volta e ancora di più? Perché “raccontare” da dove s’è venuti è importante e permette di avere più chiaramente in testa dove si vuol andare. Così nel suo volume Argentieri ha raccontato se stesso e la sua storia ed ha legato intimamente la sua vita alla storia del consorzio, spiegando com’è nato, come s’è evoluto, spiegando la sua missione stabilita sin dagli albori. Il libro si legge d’un fiato ed è ricco di aneddoti personali, pensieri, giudizi. È un libro pieno di anima e passione, nel perfetto stile di Argentieri, uomo prima di cuore che di testa, uomo capace, imprenditore dai saldi valori morali, spinto dall’energia di chi nella vita s’è messo in gioco più volte. La platea ha vissuto con grande sorpresa la presentazione del volume e ha potuto godere, in un’atmosfera familiare, alcune anticipazioni sul libro, grazie agli stralci

Anteprima Editoriale

Udialito

a cura di Marianna Iodice

31


Udialito

Anteprima Editoriale

Nella foto da sinistra: Massimo Cobol, prefattore del libro, Angelica Gianfrate e Antonio Argentieri

interpretati dalla bravissima Lisangela Sgobba che ha letto tre passaggi sulle musiche di Giovanni Allevi.

Le tre letture Il primo passaggio letto parla della nascita del Consorzio, così descritta, nel libro:

32

“C’è una speciale data che fa parte della mia vita: il 30 marzo del 2000. Un giovedì. Il giorno in cui fu costituito il consorzio U.DI.AL.. Ricordo che era una bella giornata con un sole tenero e gentile che annunciava la primavera. Pensai fosse un buon auspicio per quanto quella sera sarebbe avvenuto. Il mio sesto senso mi avrebbe dato ancora una volta ragione. L’appuntamento era fissato per le nove di sera presso lo studio del Notaio Francesco Rinaldi di Toritto in provincia di Bari. La voglia, il desiderio, la convinzione di fondare un nuovo consorzio era diventata pressante negli ultimi tempi. Ritenevo oramai imprescindibile la necessità di appartenere a un gruppo (...) mi ero persuaso che un

consorzio, se ben organizzato, se correttamente e onestamente gestito, poteva offrire ai grossisti una sicura chance di riscatto e di prospettiva con una marcia in più per le loro aziende. (...) Sognavo un grande gruppo che facesse dell’onestà, della lealtà e dell’amicizia i suoi valori fondanti”. A chiusura del brano il Presidente ha commentato le parole del suo libro, dialogando con la presentatrice e il pubblico, e così ha fatto a fine delle altre due letture. Letture che, guardando i visi in platea, hanno rapito tutti. La commozione è cresciuta quando l’attrice ha letto il secondo brano, dove si paragona il Consorzio alla Famiglia:

“Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo. Questa bellissima frase di Henry Ford la trovo perfetta per aprire questo capitolo che voglio dedicare allo spirito di gruppo che anima il consorzio U.DI.AL. Ho sempre sostenuto che il singolo talento non è sufficiente per raggiungere risultati collettivi. Il talento da solo può far


Battimani, gioia, allegria, commozione sono andati crescendo quando il dott. Massimo Cobol, che ha steso la prefazione del libro, ha dato il suo personale saluto al Presidente: «Ho letto il libro tutto d’un fiato, come d’un fiato si beve un bicchiere d’acqua. Questo libro, al di là dei fatti narrati, parla di persone e di valori, valori assoluti che rendono grande ogni gruppo di lavoratori che si consocia per essere più forte. Valori che, come dice Argentieri, sono radici che affondano nella terra dell’infanzia. La storia che racconta Tonino è la storia dei gazzosai, che diventano grossisti e oggi moderni distributori, una storia in cui voi potete identificarvi». Il terzo brano ha chiuso lo speciale evento di presentazione del libro. Ne riportiamo qualche riga: “Lo ammetto: quan-

do capita d’arrabbiarmi, sono parecchio brutale. Il tono della voce si alza da solo e mi dimeno e accaloro oltre ogni limite. Nella circostanza amici e nemici, un po’ fra il serio e un po’ fra il faceto, mi delineano con il volto arrossato e paonazzo, ironizzando sulla mia vena giugulare che si gonfia paurosamente per il sangue che scorre a mille verso la testa (...). «Ma perché t’incazzi in questo modo, Tonino?».

Udialito

Nella foto da sinistra: Vito Vasile, proprietario dell’Hotel Parco dei Principi, premia Antonio Argentieri.

Anteprima Editoriale

vincere una partita, ma per vincere il campionato ci vuole la squadra. Il talento più forte è il gruppo nel suo insieme all’insegna del “tutti per uno, uno per tutti”. Aziende e uomini che nel gruppo trovavano progettualità, una comune identità, servizi commerciali e attività promozionali, un supporto professionale e soprattutto una casa comune, una famiglia speciale nella quale si coltivava un’idea di futuro”.

33


Udialito

Anteprima Editoriale

Antonio Argentieri e Massimo Cobol

Nella foto: la scultura consegnata come premio ad Antonio Argentieri per la sua opera letteraria.

34

È la domanda che mi fanno, o che vorrebbero farmi. Un interrogativo che mi pongo anch’io quando m’è sbollita l’irritazione e in qualche modo s’è risolto il problema che l’aveva innescata. Perché allora queste infiammate prese di posizione? Dovete capirmi, e perdonarmi: dipendono dal mio caratteraccio. Non è di quelli più semplici, lo ammetto. Ho le mie fisse, sono troppo rigoroso e preda delle fobie che m’impongono di avere sempre una visione chiara delle cose che faccio, e di quelle circostanze nelle quali a volte mi sento incompreso. Questo retaggio è senz’altro frutto dell’educazione ricevuta e degli esempi che mi hanno colpito e ai quali mi sono ispirato e continuo a ispirarmi: mio padre, mia madre e la loro vita

sobria, retta ed eticamente ineccepibile. “Tonino, il dovere prima di tutto”, questo comandamento mi ritorna in testa sovente quando mi ritrovo, spesso solo, di fronte alle fatiche da compiere, alle montagne da scalare. Una spina e una molla allo stesso tempo, che mi fanno vivere la vita con l’ossessione di dover fare, di non sprecare mai anche un solo minuto del mio tempo. Ma non ho rimpianti, se dovessi nascere ancora cento, mille volte vorrei ritrovarmi sempre fra le braccia di genitori fatti con la stessa pasta con la quale erano fatti i miei. Ma la causa delle mie arrabbiature è frutto anche di un sentimento che mi ribolle nel sangue e mi accalda il cuore: la passione”. In queste parole Argentieri spiega tutto se stesso, si racconta come un uomo che alza la voce ogni tanto, ma lo fa con il cuore, perché di carattere è passionale, attaccato alla vita, al lavoro, al dovere e al futuro. Il suo carattere che gli viene da tante vicissitudini personali, è lo stesso che lo ha reso così apprezzato e estimato da tutti coloro che lo hanno


Anteprima Editoriale

Udialito seguito nell’avventura di U.DI.AL.. E a dimostrazione di quanto Argentieri sia tenuto in alta considerazione è anche il dono simbolico fatto da Vito Vasile, proprietario dell’Hotel Parco dei Principi, che ha voluto direttamente consegnare all’autore un personale omaggio: una bella scultura che rappresenta un uomo che dispiega le braccia come ali, quasi stia spiccando il volo. A chiusura del pomeriggio, ricco di tante emozioni, Argentieri è stato circondato da tutti i suoi “amici” di U.DI.AL., tutti in attesa, intorno a lui, per prendere una copia del libro e farsela autografare con una dedica personale. Questo libro, è dovere ricordarlo, ha un ulteriore valore molto importante: i proventi, per volontà dell’autore, saranno devoluti ad un ente benefico per la realizzazione di un pozzo di acqua, e dei servizi connessi al pozzo, per una comunità africana. Un gesto, questo, che riconduce simbolicamente ancora una volta ai valori fondanti del Consorzio U.DI.AL.: onestà, amicizia e solidarietà.

Lisangela S

gobba

35


a cura di Paolo Ciola

Telefonia fissa e mobile Sottoscritto accordo con Vodafone Italia che, nell’ambito del Business, detiene il 41% di quota di mercato. Ai soci U.DI.AL. sarà applicato un particolare sconto extra sulle tariffe promozionali offerte dalla Vodafone a livello nazionale.

Carburanti Sottoscritto accordo con Q8 (Kuwait Petroleum Italia S.p.A.). I soci U.DI.AL. che ne faranno richiesta riceveranno gratuitamente una “Cartissima Business” per ogni auto/ automezzo intestato all’azienda. Lo sconto minimo garantito sul prezzo consigliato dalla Q8 ai propri gestori è di € 0,045/lt. Se il gestore, con la collaborazione della Q8, pratica uno sconto alla pompa superiore allo sconto minimo, il prezzo praticato sarà quello applicato dalla pompa. Con Cartissima non viene pagato il carburante alla pompa bensì si riceve fattura quindicinale (che è anche scheda carburante) da pagarsi con Rid a 30 gg. data fattura.

Informazioni commerciali & finanziarie su clienti. Gestione recupero crediti

Sottoscritto accordo con Creditreform Italia che rappresenta la prima società in Europa per le informazioni e la prima azienda al mondo per il recupero crediti. Il socio non dovrà sottoscrivere alcun abbonamento (solitamente da € 1.000) ma potrà rivolgersi all’U.DI.AL. per qualsiasi richiesta. L’U.DI.AL. inoltrerà richiesta a Creditreform e la girerà al socio al quale fatturerà l’importo della singola operazione. Il Consorzio fatturerà al socio con un prezzo scontato del 10% su quello che è il listino Creditreform Italia.

Convenzioni esclusive U.DI.AL.

Convenzioni esclusive U.DI.AL.

Prodotti per la refrigerazione ed a temperatura controllata Sottoscritto accordo con Mondial Group che è presente nel settore del Beverage, ICE, Market, Wine, Catering con varie aziende di produzione dedicate. I soci U.DI.AL. riceveranno uno sconto minimo del 50% +10% su quanto a listino per l’acquisto del singolo pezzo. Per quantitativi maggiori aumenta la scontistica con preventivi personalizzati.

Vetri per il canale Ho.re.ca. Sottoscritto accordo con Bormioli Rocco, la più importante realtà d’Italia. Con loro si sta ultimando un catalogo esclusivo U.DI.AL./Bormioli. I soci U.DI.AL. ritireranno ad un prez-

37


Convenzioni esclusive U.DI.AL.

zo prestabilito da concessionari Bormioli e proporranno alla propria clientela del canale Ho.re.ca. il catalogo appositamente realizzato con un listino di vendita unico e prestabilito. Per mettere a punto il progetto e renderlo quanto piÚ funzionale possibile è stata individuata la Puglia come area

38

test. Una volta messo a punto il progetto verrà esteso in tutta Italia. E, inoltre, da segnalare le trattative in corso nell’ambito del lavoro interinale (Synergie o Mainpower), pneumatici, assicurazioni, carrelli ed attrezzature da lavoro, materiale plastico per il food & beverage.


Udialito

News dal mondo U.DI.AL.

con grande entusiasmo e partecipazione, con una crociera alle Canarie nell’ultima settimana di novembre 2013.

Un momento del convegno Dasti organizzato a bordo della nave MSC Armonia. Da sinistra: Luigi Cetrangolo, general manager U.DI.AL., Alessandro Rosiello (NordaGaudianello), Giuseppe Dasti, Angela Dasti e Vito Lepore (Birra Peroni).

La Convention

Motivare i propri venditori, fidelizzare i clienti, fare squadra vincente forte e coesa: questi gli obiettivi, perfettamente centrati, che il gruppo DASTI di Cerignola ha raggiunto con la sua Convention vissuta,

40

«È stato un grande momento di unione - racconta Giuseppe Dasti a Drink Style - cui hanno partecipato tanti clienti, con i quali abbiamo scambiato opinioni e pianificato interventi commerciali in vista delle nuove sfide che ci attendono nel 2014». Da segnalare il convegno organizzato a bordo della nave MSC Armonia, che ha visto l’intervento, fra gli altri, di Luigi Cetrangolo che ha presentato programmi e progetti U.DI.AL. per il 2014, complimentandosi con Giuseppe Dasti per la perfetta organizzazione della convention. Il gruppo partito da Cerignola, dopo aver fatto check-in in azienda, si è diretto verso l’aeroporto Roma-Fiumicino e da lì il volo per Las Palmas de Gran Canaria.


Udialito

News dal mondo U.DI.AL.

Ad attenderli l’incantevole nave della MSC Armonia per l’affascinante tour: S. Sebastian de la Gomera, Funchal, Santa Cruz de La Palma, Santa Cruz De Tenerife, Las Palmas de Gran Canaria, luoghi uno più bello dell’altro. Non per nulla gli aggettivi che sono stati raccolti dalla bocca degli stessi clienti sono stati: emozionante, elegante, divertente, rilassante e ricco di cultura. La distribuzione futura e di qualità si fa anche in questo modo, lo sa bene il gruppo Dasti sempre all’avanguardia nella gestione della clientela e delle risorse umane.

41


la VocE dEi Soci

La Voce dei Soci

Opinioni, considerazioni, spunti e idee

Drink Style inaugura una nuova rubrica nella quale si darà voce ai soci del consorzio U.DI. AL.. Opinioni, considerazioni, spunti, idee, storie: diffondere in questo modo esperienze e cultura, accrescere le conoscenze per meglio competere in un mercato sempre più complesso e difficile. Per le vostre considerazioni scrivete a:

divido in pieno la scelta compiuta da U.DI.AL. di entrare a far parte di una centrale di acquisto della D.O. Gli equilibri di mercato passano anzitutto dal rendere paritarie le condizioni di acquisto. Insomma dobbiamo competere adoperando le stesse armi. Stabilizzato il prezzo poi, vinca il più bravo. A queste condizioni ritengo che il distributore tradizionale potrà dire la sua ancora per molto tempo».

marketing@udial.it

42

«U.DI.AL. in GR.I.D.O.. Bene, ora potremo competere meglio» (Rag. Piero MATTANA - Cagliari) «Con la mia azienda che opera in Sardegna sin dal 1970, ho sempre e solo incentrato il lavoro con un serio e costruttivo rapporto con l’industria. Ci rendiamo conto che questo non è più sufficiente in un mercato difficile con i concorrenti che travalicano i loro compiti storici e aprono una competizione con mezzi molto potenti. Noi distributori tradizionali possiamo fronteggiarli fino a un certo punto. e pertanto con-

«Collaborazione e alleanze sul territorio per fronteggiare la crisi» (Antonino TERRANOVA - Palermo) «La gestione per i distributori è certamente complicata: i prezzi vanno giù e le marginalità si assottigliano mentre i costi sono addirittura quadruplicati. Soldi poi ne girano sempre meno ed è sempre più difficile fare magazzino. La concorrenza è una giungla e i clienti sono ormai impossibili da fidelizzare perché inseguono la migliore offerta del momento. In questa confusione di prezzi l’industria ha la sua grande responsabilità non premiando come do-


«Puntare sui clienti che ci ascoltano» (Vincenzo ASCOLI - Mola di Bari) «Premesso che non possiamo permetterci la competizione sul prezzo, la capacità di noi distributori deve essere quella di specializzarsi quanto più pos-

La Voce dei Soci

sibile con assortimenti dedicati, prodotti di qualità ed esclusivi. Pertanto, proporre ai clienti non il solito prodotto al solito al prezzo ma servizio, attività di marketing eventi tematici e consulenza. Abbiamo fatto una scelta precisa: puntare sui clienti che ci ascoltano, che ci seguono con loro e insieme a loro vogliamo operare in modo sano e costruttivo. La strategia di un distributore specializzato Ho.re.ca. non può essere che questa. Il cliente che ti ascolta, che si fida, e già un cliente fidelizzato che ha capito che il futuro è nella collaborazione e non nella competizione. Perché la competizione non fa che disperdere forze ed energie, che in questo momento critico sono fattori determinanti e che possono fare la differenza. Lo stesso principio della collaborazione cerchiamo di applicarlo in ogni modo anche nei nostri rapporti con l’industria cercando di valorizzare al meglio il nostro modo peculiare di fare distribuzione. Una distribuzione che per quanto ci riguarda non può che puntare punta sulla qualità, sul dialogo e sulla relazione».

Opinioni, considerazioni, spunti e idee

vrebbe il valore aggiunto che garantisce il distributore. Parlano tanto di partner-ship, ma alla prova dei fatti vendono a tutti, travalicando ruoli e impegni e con condizioni discriminanti specie per i grossisti tradizionali. Per loro non c’è nessuna tutela. Eppure l’industria dovrebbe avere il buon senso di capire che sono gli unici che fanno Horeca di qualità e si sforzano di puntare a una crescita sana della propria organizzazione e dei propri clienti. Nel voler attuare soluzioni fattibili per la mia organizzazione puntiamo a collaborazioni ed alleanze con i miei colleghi distributori del territorio proponendoci con attività congiunte di marketing, l’auspicio è di trovare soluzione ed ottenere anche un minimo di risultati in attesa che la ripresa del mercato giunga davvero».

43


Sicurezza igienico-sanitaria in fase di trasporto. Per la sicurezza igienico-sanitaria di un alimento, la fase del trasporto rappresenta quella più delicata e sensibile tra quelle dell´intero percorso che caratterizza la produzione (filiera produttiva) di un alimento in quanto il consumatore finale non è in grado di sapere se i prodotti che arrivano sulla sua tavola sono stati trasportati con mezzi e in condizioni igieniche idonei. Poiché le attività di controllo da parte dalle AC (ASL, NAS, ecc.) tendono a concentrarsi maggiormente sugli stabilimenti e i punti vendita, quindi sulla fase iniziale o finale della filiera produttiva, è proprio nella fase del trasporto dei prodotti alimentari che si compiono più facilmente violazioni delle normative igienico-sanitarie. Nonostante al trasporto sia attribuita molto spesso ben poca importanza, in realtà esso è regolamentato sin dalla Legge n.283 del 30/04/1962 ed è descritto ulteriormente al Titolo III del DPR 327/80; il regolamento di esecuzione della Legge 283/62. Ad oggi il Reg. CE 852/04, che integra e abroga parte delle precedenti normative, descrive il trasporto degli alimenti. Nello specifico tale regolamento esplicita due punti caratterizzanti: 1) Il trasporto è un’attività soggetta a registrazione in quanto necessario il controllo da parte delle autorità competenti, in cui i requisiti minimi da rispettare constano sommariamente nel: • Mantenere l’igiene dei vani di cari-

co dei veicoli, anche durante il ricovero, evitandone l’infestazione; • Includere solo alimenti che devono essere sempre protetti, e non materiali che ne possono compromettere la salubrità, o in caso contrario separare in maniera efficace i vari prodotti; • Utilizzare contenitori adatti al trasporto dell’alimento specifico; • Mantenimento di un’adeguata temperatura e consentire che la temperatura possa essere controllata. Ognuno dei detti punti è descritto mediante riferimenti normativi specifici che puntualizzano l’importanza e gli eventuali rischi a cui si può incombere in mancanza dell’applicazione degli stessi. Per la registrazione è richiesta una relazione tecnica relativa al mezzo di trasporto, firmata da un tecnico abilitato e dal legale rappresentante/titolare della ditta, che deve contenere i seguenti dati: • Descrizione del vano carico/contenitore adibito al trasporto (container, cisterna ecc.); • Elenco delle sostanze alimentari al cui trasporto si intende destinare il veicolo; • Modalità di lavaggio e sanificazione del mezzo; • Luogo di ricovero del mezzo. Inoltre, dovrà essere allegata copia della carta di circolazione nonché copia del certificato ATP*, ove previsto. *I mezzi adibiti al trasporto di alimenti refrigerati, congelati e surgelati devono comunque rispettare le norme contenute nell’”Accordo sui trasporti internazionali delle derrate deteriorabili e dei mezzi speciali da utilizzare per questi trasporti” (ATP - Accord Transport Perissable), ratificato con la legge n.264/1997, nonché le disposizioni del

Per sa perne di più

Il trasporto di un alimento è una delle fasi più delicate della filiera produttiva ed è soggetta a registazione e controllo da parte delle autorità competenti.

45

Pacchetto igiene: parte seconda

Pacchetto Igiene: parte seconda

Rubrica

a cura del dott. Vito Provenzano vitoprovenzanohaccp@libero.it csaprovenzano@libero.it


Rubrica

Pacchetto igiene: parte seconda

Per sa perne di più

Sotto il profilo igienico-sanitario, anche i trasportatori sono soggetti a formazione in merito all’attività espletata.

46

DM 28.2.1984 riguardante i mezzi di trasporto in regime di temperatura controllata. 2) Anche i trasportatori devono essere soggetti a formazione. In particolare con la GURS n. 11 del 9/3/2007, è stato recepito che i trasportatori sono soggetti ad istruzione riguardo la messa in opera di comportamenti corretti sotto il profilo igienico-sanitario, in relazione all’attività espletata. La regolamentazione risulta dettagliata anche per quanto riguarda il semplice trasporto delle bevande. In particolare: Per quanto riguarda il trasporto di latte (di vario genere), creme di latte e bevande a base di latte in cisterne o contenitori asportabili e intercambiabili, il DM 7.1.1984 del Ministero della sanità ha previsto che tali prodotti devono essere accompagnati da una dichiarazione di scorta od altro documento equipollente, recante i dati identificativi del venditore/spedizioniere e del destinatario, il tipo e la quantità di prodotto trasportato e l´attestazione di conformità alle norme in vigore. Per quanto concerne il trasporto di prodotti vitivinicoli, la relativa disciplina è contenuta nel regolamento (CE) n.436/2009, modificato dal regolamento (CE) n. 314/2012. L´art. 25 del regolamento riporta un elenco di casi per i quali non è richiesto il documento di accompagnamento. Va, infine, menzionato che ai fini fiscali tutti i prodotti devono essere scortati anche dal documento di trasporto (DDT) di cui al DPR n. 472/1996, emesso nei casi di fatturazione differita e di movimentazioni di beni senza trasferimento di proprietà.

In alternativa esso può essere spedito entro le ore 24 del giorno in cui è avvenuto il trasporto. L´eventuale mancato possesso di detto documento al momento del controllo, deve essere verbalizzato con apposito atto da militari della Guardia di finanza (il cui intervento sarà all´uopo richiesto) in caso di controlli effettuati da altre FF.PP e non comporta l´applicazione di alcuna sanzione ma solo l´invio del verbale stesso ai competenti Reparti del Corpo per i cosiddetti controlli tributari a posteriori. Sempre in relazione all´aspetto fiscale, per il trasporto di prodotti alcolici (soggetti quindi ad accisa) si devono tenere presenti le disposizioni del DLG n. 504/1995 (Testo Unico delle Accise) e del DM del Ministero delle finanze n. 210/1996. I trasporti di alcole e bevande alcoliche che si svolgono interamente sul territorio nazionale sono esclusi dall´obbligo di emissione del documento amministrativo elettronico (eAD), introdotto dalla direttiva 2008/118/ CE e dal regolamento (CE) n. 684/2009, recepite in Italia dal DLG n. 48/2010. Il trasporto è una fase che è stata considerata dai legislatori anche in ambito di sicurezza sui luoghi di lavoro. In questa fase infatti è necessario realizzare alcuni operazioni (carico/scarico) in modo da minimizzare i rischi potenziali. Il trasporto di alimenti, dunque, è una fase della filiera produttiva che ad oggi è stata poco evidenziata, ma che comunque non è stata trascurata in ambito legislativo, pertanto è necessario prenderne atto e adeguarsi al fine di garantire il regime di sicurezza alimentare conforme alla CE e idoneo alla protezione della salute del consumatore finale.


Rubrica

xxxx zzzzzzzz zzzzzzz zzz

47



Drink_Style_n°43