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dentali, centrali ed orientali. Anche Mario ovviamente è d’accordo, ma nonostante ciò le scelte alpinistiche del ’70 sono orientate verso altri obiettivi, e così quell’estate passa con pochi risultati e soprattutto nessuna Cassin. L’anno successivo l’obiettivo del Badile torna in primo piano, ma questa volta il mio compagno d’avventura non è più Mario, ma Paolo Ponticelli. Insieme andiamo in vacanza nelle Alpi centrali e dopo un breve allenamento nel Gruppo del Bernina ci spostiamo nel meraviglioso paesino di Bondo, al cospetto della nostra parete. Ma la maledizione delle Cassin sembra accanirsi su di noi, e inutilmente andiamo per tentarla. Le condizioni sono ideali, ma questa volta ci si mette di mezzo un banale contrattempo: quando nel pomeriggio arriviamo al rifugio Sass Furà, assistiamo ad una operazione di soccorso effettuata con elicottero, per

un incidente accaduto proprio sulla parete che vogliamo salire. Per tale motivo, timorosi di trovare tracce dell’incidente sul percorso, il giorno dopo preferiamo rinunciare al Badile, e dirottarci sullo spigolo nord del Cengalo. Riusciamo nell’impresa, la salita risulterà bellissima (forse anche più bella della nord del Badile), ma non è l’agognata Cassin. Una settimana dopo siamo nuovamente all’attacco della via, ma questa volta il tempo subisce un improvviso peggioramento che ci costringe alla resa definitiva. Gli anni successivi non sono più fortunati dei precedenti. Il ’73 poi mi trova impegnato nel superamento di una salita particolarmente impegnativa, quella sull’accidentato percorso del servizio militare, e quando torno in abiti civili non ho più la brillantezza di un tempo. Ancora qualche anno passato sotto tono e poi inizia una

Una generazione è tramontata, un’altra si sta affermando. Arrivano Carlo Barbolini e Marco Passaleva, e poi i “borghigiani” con Mauro Rontini, Carletto Amore e Stefano Nuti. La Grande Collezione forse può ripartire! Lo spigolo sud della Torre Trieste (‘82) È l’anno ’82, ed all’orizzonte si profila la possibilità di aggiungere un nuovo pezzo alla collezione! L’iniziativa non parte da me, ma dai nuovi protagonisti dell’alpinismo fiorentino. Non è l’agognato obiettivo (sempre la nord del Badile), ma raccolgo volentieri l’invito. Partendo per le Dolomiti in un fine settimana estivo, non posso fare a meno di pensare alle profonde differenze con il passato: partiamo in carovana, tutti per fare la stessa via, come se fosse una allegra gita al Procinto. Nel furgone di Carlo Barbolini siamo in tre, con Nicolino Gambi nel bagagliaio che studia “Scienza delle Costruzioni” per l’ormai prossimo esame di abilitazione, mentre nell’altra macchina ci affiancano i borghigiani: Carlo e Stefano condotti da Mauro, il cosiddetto “sergente di ferro”. Lasciate le auto alla Baita del Tita, iniziamo la marcia di avvicinamento verso il rifugio Vazzoler, ed in breve passiamo sotto l’impressionante mole della Torre Trieste, dove a lungo sostiamo per meglio studiare il percorso della via che intendiamo percorrere. Mentre i miei compagni sono impegnati in una fervida discussione, personalmente non posso fare a meno di andare indietro nel tempo, rivivendo le emozioni che tanti anni prima, esattamente dieci, avevo vissuto quando ero venuto con Mario e Giovanni Bertini per salire la via Carlesso. Ora tutto è diverso, non c’è più quell’aria di isolamento e di oppressione che allora incombeva su di noi, e tutto è più allegro e leggero.

Alpinismo Fiorentino

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delle mie ricorrenti crisi esistenziali che mi allontanano completamente dalla montagna. E chi ci pensa più alla Grande Collezione! Dovrò attendere l‘80 per riprendere l’attività alpinistica, ed è come ricominciare tutto da capo. Sono cambiati i compagni, i materiali, il modo e lo spirito di affrontare la montagna.

1986 - via Cassin al Badile (foto L. Benincasi)

La mattina seguente ci alziamo molto presto per non avere concorrenti, ma non li avremmo avuti comunque, perché siamo splendidamente soli in parete. L’inizio della scalata è in comune con la via Carlesso. Poi l’itinerario si dirige sensibilmente verso

50 ANNI DI ALPINISMO  

50 anni della Scuola di Alpinismo Tita Piaz

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