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1969 - M.Verin osserva con il binocolo la parete nord delle Grandes Jorasses dal Refuge Lechaux (foto Leandro Benincasi)

Alpinismo Fiorentino

Premessa

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C’è stato un tempo della mia vita alpinistica, e mi riferisco in particolare agli anni ’70, in cui era di moda collezionare le “vie” aperte da certi alpinisti famosi. Questa moda, spesso mai dichiarata apertamente dagli interessati, risultava poi evidente quando gli stessi cominciavano a fare progetti di future arrampicate, ed allora potevi scorgere, al di là delle apparenze, la particolare propensione che alcuni avevano per determinate salite piuttosto che per altre. Dal che era facile dedurre che alla base di queste preferenze c’era quasi sempre l’intenzione di seguire una “collezione”. C’era chi collezionava le vie aperte da Vinatzer, chi quelle di Aste, chi quelle di Comici, e così via.

Anch’io allora, ovviamente, subii il fascino di quella moda, e mi ritrovai, direi quasi per caso, ad iniziare una collezione piuttosto complicata, quella relativa alle vie di Riccardo Cassin. Ho detto: per caso, difatti all’inizio questa collezione non fu assolutamente scelta, ma imposta da una serie favorevole di circostanze, quelle che mi portarono ad effettuare ben due salite di Cassin in una stessa estate, dopo di che mi sembrò che il gioco fosse fatto. Ovviamente non fu così, ed il tentativo di continuare la collezione non risultò così banale come allora avevo immaginato. Quello che segue è il racconto di come andarono le cose. Ed è anche l’occasione per attraversare un bel pezzo della vita alpinistica non solo personale, ma an-

che di tanti altri istruttori che hanno fatto la storia della Scuola Tita Piaz. Il grande sogno Quando iniziai a muovere i primi passi in arrampicata, se così si possono definire i maldestri tentativi di superamento di facili roccette nelle palestre della Faentina o di Monte Ceceri, già sognavo di poter fare la “Grande Salita”, ovvero la via Cassin alla Nord delle Grandes Jorasses. È buffo oggi pensare a quanto fosse velleitario quel sogno, di quanto fosse enorme la differenza tra le mie modeste capacità di allora e quelle necessarie per affrontare una salita del genere. Ciò nonostante, mi allenavo e mi muovevo con in testa quel-

50 ANNI DI ALPINISMO  

50 anni della Scuola di Alpinismo Tita Piaz

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