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“positiva” e di grande entusiasmo ( a parte i lunghi periodi di maltempo) dovuta al contesto ma anche e soprattutto allo spirito di gruppo che in quegli anni si era creato all’interno della Scuola.

Alpinismo Fiorentino

Proprio l’attività in gruppo contribuiva in modo determinante ad affrontare la montagna con spirito ludico ed a sdrammatizzare i momenti di attesa o la tensione precedente la salita ... Pur tuttavia si era ben compreso che, soprattutto per ottenere risultati in ambiente di alta montagna, le cordate dovevano formarsi ed agire in modo indipendente, senza il bisogno di appiattirsi forzatamente in attività di tipo collettivo che è poi l’esatto contrario del concetto di alpinismo ! Tale principio, che fu sempre applicato anche se non scritto, contribuì non poco al successo su molte pareti e, parallelamente, a consolidare molte amicizie o, più raramente ... ad interromperne qualcuna ... Il prato riservato alle nostre tende disordinate assumeva sempre i connotati del porto di mare: mentre qualcuno rientrava da una salita, altri partivano, altri ancora decidevano per un breve riposo e nel contempo ci scambiavamo consigli, opinioni, notizie sulle condizioni ... Ognuno era sempre informato sui programmi degli altri, pronto ad intervenire in caso di necessità ma anche felice in caso di successo poiché in qualche modo quel successo era considerato il frutto

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della preparazione comune e perciò apparteneva a tutti. I più assidui frequentatori della Val Veny oltre al sottoscritto erano: Carlo Barbolini, Giovanni Bertini, Mario Verin, Leandro Benincasi, Massimo Boni, Lorenzo Cirri detto “Ciro”, Umberto Ghiandi, Maria Adele Bigagli e successivamente Eriberto Gallorini, Enrico Loretti, il giovanissimo Nicola Gambi, Marco Meini, il dolomitista Carlo Santini, Pierfranco Lattanzi, Mauro Rontini, Carlo Amore, Marco Turchi, Mario Vighetti , Franco Cervellati e molti altri. Dal 1976 al 1980 furono percorse molte vie di grande impegno fra cui: Boccalatte al Pic Gugliermina ; Aig. Noire de Peuterey - cresta Sud; Mellano-Perego al Pilier a Tre Punte; Sperone della Brenva; Pilone Centrale del Freney; Aig. du Plan-parete Nord; Les Courtes-via degli Svizzeri Nell’estate del 1981, sul libro delle salite a disposizione nel negozio di Gobbi, leggemmo che era stata appena aperta una via nuova sulla Nord dell’Aig. Triolet dalla cordata G.C.GrassiR.Casarotto; l’idea di andare a ripetere una via “moderna” su una goulotte di ghiacco ci parve subito allettante anche se, pur avendo una notevole preparazione , nessuno di noi aveva mai fatto una simile salita in alta montagna e per giunta nel gruppo del Bianco! Partimmo dal rifugio dell’Argentiere in due cordate, C. Barbolini ed

io, M. Boni e G. Pasqui; incontrammo subito forti difficoltà sul pendio iniziale, circa 200 m. di misto ricoperto dalle recenti nevicate che, di notte, ci mise subito a dura prova e ci fece perdere molto tempo. Giunti poi nella goulotte,fortunatamente in buone condizioni, imparammo presto a muoverci in piolet- traction su notevole pendenza (circa 70°) utilizzando al meglio i moderni attrezzi: personalmente ero dotato di piccozza Simond “Mustang” di 70 cm. e del rivoluzionario martello Chacall con quella strana becca a forma di banana e concavità verso l’alto che per foggia ed aggressività somigliava davvero al temibile predatore! Era per tutti noi un nuovo mondo - un modo di progredire non ancora familiare - ma l’ ambiente entusiasmante e di forte stimolo e così giungemmo in vetta anche se ostacolati non poco dall’accumulo di neve sul pendio terminale dal quale uscimmo grazie alle lunghe leve di Massimo e Carlo che riuscivano ad aprire un’ampia trincea più consona alle mie dimensioni ... Scoprimmo successivamente che prima di G.C.Grassi e R.Casarotto la via era già stata “aperta” da una cordata francese e che pertanto la nostra era stata la seconda ripetizione: ne andammo comunque fieri. Ci eravamo ormai convinti di essere preparati sia tecnicamente che sotto l’aspetto psicologico ad affrontare le vie più impegnative, abbandonando quel latente timore reverenziale

... il prato riservato alle nostre tende disordinate assumeva sempre i connotati del porto di mare ... da sinistra si riconoscono: S.Funck, R.Bernacchioni, M.Passaleva, C.Barbolini

50 ANNI DI ALPINISMO  

50 anni della Scuola di Alpinismo Tita Piaz

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