Page 26

tino qual’era alcuni anni or sono, a confronto con la realtà odierna. Oggi, a Firenze, esiste una Scuola di Alpinismo estremamente efficiente; oggi chi vuol dedicarsi alla pratica della montagna [...] non deve più affidarsi [...] alla benevola comprensione di qualche sparuto praticante o, peggio, all’improvvisazione, ma ha a suo completo servizio un gruppo di amici più esperti, pronti a guidarlo nei primi passi” (Annuario CAI Firenze 1960).

ottobre 1960 - Palestra di M.Ceceri da destra: G.Dolfi, A.Moriondo, L.Lensi, P.Cioncolini, G.Ridi (foto P. Melucci) ri alpinisti della Piaz. Questi ultimi non si limiteranno alla funzione di capicordata, bensì, nel corso delle arrampicate, si soffermeranno a spiegare i vari passaggi tecnici, offrendo alla cordata, più o meno inesperta, qualche prezioso insegnamento, utilissimo, se non addirittura necessario, per l’effettuazione di ascensioni più impegnative, che i neofiti di oggi potrebbero affrontare in futuro (Boll. 1/ 2 - 1959)” Fu un’iniziativa costituita da cinque gite in Apuane che non dette, tuttavia, l’esito auspicato, tanto da convincere la Scuola a tornare a svolgere i corsi usuali, che erano stati momentaneamente sospesi, che si confermavano più efficaci rispetto a questa esperienza.

Alpinismo Fiorentino

L’anno successivo, nel 1960, costretto alle dimissioni dai pressanti impegni che la professione di insegnante di musica al Conservatorio Cherubini gli comportava, gli fu conferito il titolo di Direttore Onorario della Scuola. L’eredità di Marino Fabbri è raccolta da Paolo Melucci, già Vice

26

a destra: lettera di congratulazioni di E.Cecioni, Presidente del CAI Firenze, ed il distintivo coniato per l’occasione

Direttore, che non manca di salutare con soddisfazione l’incarico appena ricevuto: “E’ motivo d’orgoglio essere oggi, dopo un decennio di ininterrotta attività alpinistica, a capo di un’organizzazione come questa, forte di tanti valentissimi collaboratori sul piano didattico e alpinistico; orgoglio che risulta completato dal ricordo della parte avuta nelle trattative per l’ingresso della Scuola, già autonoma, in seno alla Sezione di Firenze, nonchè della situazione dell’alpinismo fioren-

Melucci promuove subito la nomina della Piaz a Scuola Nazionale di Alpinismo. Con la motivazione “ ... vista l’attività trascorsa della Scuola Tita Piaz, che deve essere qualificata encomiabile per la serietà di intenti con la quale i corsi sono sempre stati svolti e per i proficui risultati ottenuti ...” la nomina giunge alla fine di giugno 1961. Da quel giorno la Scuola si chiamerà Scuola Nazionale di Alpinismo Tita Piaz. Un riconoscimento che andava a rafforzare il profondo senso di appartenenza degli Istruttori della Piaz alla Sezione Fiorentina che si manifestava anche con le responsabilità assunte, fin da allora, in seno al Consiglio Direttivo nel quale sedevano quattro Istruttori della Scuola (A. Bafile, G. Dolfi, P. Melucci, P. Cioncolini) fra cui il vice Presidente della Sezione (A. Bafile). A scuotere la vita della Scuola concorre, purtroppo, un triste evento: Marino Fabbri muore a soli 52 anni,

50 ANNI DI ALPINISMO  

50 anni della Scuola di Alpinismo Tita Piaz

50 ANNI DI ALPINISMO  

50 anni della Scuola di Alpinismo Tita Piaz

Advertisement