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a destra: Giancarlo Dolfi in arrampicata artificiale ed al ritorno dalla solitaria alla via OppioColnaghi al Pizzo d’Uccello (archivio G. Dolfi) sopra: locandina del corso Istruttori Naz. del 1958 dato, attraverso l’attività della Scuola, a favore della didattica alpinistica. Interessante e degna di nota, nel 1959, un’attività che, anni più tardi, nel 1977, si concretizzerà, in modo abbastanza simile per spirito e comunione d’intenti, nella costituzione del Gruppo Alpinistico Tita Piaz, si decide noltre il coinvolgimento degli Istruttori nell’organizzazione di Gite-Scuola. Trasparente lo scopo: “La caratteristica di esse è essenzialmente alpinistica, e le finalità che intendiamo perseguire sono diverse ed importanti. Si è dell’avviso che giovi assai che agli appassionati alpinisti della nostra città - anche se non abbiano mai affrontato ascensioni apprezzabili, al vaglio della scala delle difficoltà - sia offerta l’occasione per cimentarsi in salite di medio impegno, sotto la sicura guida dei miglio-

Vale anche la pena ricordare come il 1958 fosse la ricorrenza del 10° anniversario della morte di Tita Piaz. In tale occasione, due eventi, in particolare, simboleggiarono lo spirito e la presenza della Scuola. Fu innanzitutto stabilito un riconoscimento agli sforzi di tutti gli Istruttori che ricevettero dalle mani di Edoardo Antonio Buscaglione, vice presidente della Commissione Scuole del CAI, un chiodo da roccia d’oro offerto come dono simbolico in memoria di Tita Piaz che “fu tra i primi a usare i chiodi e i ferri, facendo il progresso della rocciatura moderna, difficilissima (Bollettino 3/4 - 1958)”. L’altro evento, svoltosi proprio il giorno della morte di Tita, fu un’iniziativa “alpinisticamente di grande significato (Boll.cit.): salire contemporaneamente le cime intorno al Rifugio Vajolet “per trovarsi in vetta, tutti ad una stessa ora. Il saluto che i nostri alpinisti si scambieranno da una vetta all’altra, sarà l’omaggio più bello che possiamo fare alla memoria di Tita, che su quelle cime scrisse pagine luminose di valentia e di solidarietà alpina (Boll.cit.)”. Nel 1959, esattamente il 7 giugno, la Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo concede a Marino Fabbri, con prassi del tutto inusuale, il titolo di Istruttore Nazionale “ad honorem” in riconoscenza del contributo da lui

Corso Roccia 1959 al Vajolet - nella foto si riconoscono G. de Francesch,G. Ridi e V. Sestini

Alpinismo Fiorentino

capaci. Si tratta di formare una squadra, a disposizione della Sezione Fiorentina, addestrata per accogliere qualunque richiesta di intervento, ovunque si renda necessario. A fine anno il progetto diventerà una realtà operativa. Sempre nel 1958 viene formalizzato l’impegno della Scuola nella formazione dei “Direttori di gita” della Sezione; è un obiettivo che vedrà impegnati gli Istruttori, all’epoca soprattutto in Alpi Apuane, con base al Rifugio Donegani, che aggiunge “un ulteriore titolo di merito nei confronti dei dirigenti della Scuola, che, in tal modo, potranno d’ora in avanti assicurare la buona riuscita delle gite sociali [...] rivolte a guidare i nostri Soci in uscite prevalentemente orientate a soddisfare quei criteri di vero e attivo alpinismo, che ci stanno particolarmente a cuore” (M. Fabbri, Boll. 1/2 - 1958). E’ un obiettivo che durerà nel tempo: l’ultimo corso per accompagnatori è stato svolto nel 2000 sotto la direzione di Marco Orsenigo con l’aiuto di Roberto Masoni.

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50 ANNI DI ALPINISMO  

50 anni della Scuola di Alpinismo Tita Piaz

50 ANNI DI ALPINISMO  

50 anni della Scuola di Alpinismo Tita Piaz

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