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la baita de Lugagnan Gruppo Alpini Lugagnano - Associazione Museo Storico Baita Monte Baldo

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Sezione di Verona

Anno 1 - Numero 2

Notiziario Bimensile Marzo/Aprile 2012

Serata culturale sulle Foibe

Testimonianze di una tragedia, della quale per anni, la conoscenza dei fatti è rimasta distorta e oggetto di confuse polemiche politiche

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21 gennaio 2012, presso la nostra Baita, si è svolta la serata dedicata alle “Foibe” e all’ “Esodo della popolazione Italiana da Dalmazia e Istria.” I due vessilli, quello della sezione di Trieste e quello della sezione di Verona, stavano fermi l’uno al fianco dell’altro, quasi come due colonne solenni a fare da quinta alla presentazione. L’inizio è stato commovente: il nostro presidente abbracciava quello di Trieste, con spontaneità pura e alpina. Ed è con questo simbolo che voglio iniziare a parlare dell’evento, nato da una proposta rischiata, scelta, accarezzata e resa concreta. Un dono non da poco in questo tempo attuale, ma qui c’è l’”essenza”, questa forza palpabile nell’aria. Alcuni le danno il nome di Alpinità, altri invece non ci pensano neppure, agiscono e basta, altri ancora nel sapere che sto scrivendo faranno uno sbuffo, come per dire” ma basta, lo sai anche te, che a parole si fa nulla, ma servono i fatti!” . E’ nato tutto il giorno in cui si è deciso, dopo la gita del gruppo di un anno fa su questi luoghi del ricordo, di invitare la sezione di Trieste, come relatori di ciò che era successo nelle loro terre in quel terribile secondo dopoguerra. In un paio di mesi abbiamo messo d’accordo le sezioni, fatto i volantini, sentito associazioni di esuli, preparato la serata dal lato logistico e tecnico, in una collaborazione molto affiatata, una scommessa vinta! Ancora una volta, dopo la grande inaugurazione del nostro museo. La sezione di Trieste, nelle sue più alte cariche (tanto alte quanto umili e fraterne) del Presidente Fabio Ortolani e sua moglie Giuliana e il direttore de “l’Alpin de Trieste” Dario Burresi con la sua Flavia, sono arrivati nel primo pomeriggio di sabato. Segue a pag.2

GEMELLAGGIO CON IL GRUPPO PRIMAVERA

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emellaggio che prosegue ormai da diversi anni quello tra gli alpini ed il Gruppo Primavera. Lo scorso 26 febbraio, presso la baita, c’è stata l’occasione per ritrovarsi e rinsaldare questa amicizia. Dopo aver pranzato e chiacchierato in compagnia il Gruppo Alpini ha potuto invitare volontari, ragazzi e famigliari del Gruppo Primavera a visitare, con tanto di guida, il museo inaugurato lo scorso luglio. Un’opera davvero eccezionale che ha destato grande interesse da parte di tutti. L’arrivederci è alla prossima occasione, per stare insieme allo stesso modo, in un clima di semplicità ed allegria. Gruppo Primavera Lugagnano

Il prossimo numero sarà disponibile, presso la Baita di Lugagnano a partire dal 15 maggio 2012, o sul nostro sito www.analugagnanovr.it. Vi invitiamo a ritirarlo e diffonderlo, grazie.


Anno 1 - Numero 2 Notiziario Bimestrale Marzo/ Aprile 2012 la baita de Lugagnan Da pag 1 Siamo stati tutto il giorno a sistemare la mostra giù al museo e la sala conferenze; per noi è stata una grande sorpresa trovarla già piena alle 20.15. Non credevamo ai nostri occhi. Ci siamo girati a cercare gli sguardi degli altri organizzatori: c’erano sorrisi, abbracci, occhi lucidi e uniti a noi, non da meno i nostri triestini! Che seppur in piena tenuta elegante, davano sfoggio di una semplicità conviviale che si sentiva fortemente. E’ quella fratellanza che nasce e vive sotto il cappello. Verso le 21, la sala era stracolma. La baita “Montebaldo” non è poi così piccola! Fa i suoi 80 posti a sedere; eppure, contando quelli in piedi, eravamo certamente una decina o quindicina in più. Un piccolo record! Soprattutto per il messaggio che si stava per affrontare, non certo comune. Argomento tabù per molti anni, qualche volta politicamente usato a fini troppo facili, dimenticato perchè SI E’ VOLUTO farlo, ritorna alla luce con una veste fresca, pur nella sua immane tragedia, dove escono parole introduttive di tolleranza, ricordo e pura storia. Così, diretta e convinta, nata ancora in tempi antichissimi, si pesa nelle parole del presidente di Trieste una introduzione al valore della vita, alla non vendetta, con volontà di ricercare una nuova parola in aggiunta a ciò che ha detto Primo Levi per un’altra simile tragedia commemorata il 27 gennaio “Ricorda che questo è stato”. Una parola che si pronuncia così: “ITALIANITA’”. Fa da eco agli stessi concetti la parte iniziale della relazione, con Dario Burresi che affronta il difficile tema dei Balcani e del loro continuo vivere nella difficoltà relazionale. Si parla di popoli in conflitto ormai da tempi indefiniti, che cambiavano politica, religione, idee, geografie e in uno di questi grandi sconvolgimenti, ci è andata di mezzo anche l’Istria, al tempo italiana. Alla storia, si prosegue con la testimonianza. Con un’anima lacerata e allo stesso immersa in un’enfasi di grande poesia, la signora Anna Rismondi ha fatto un bel monologo sulla sua condizione di bambina scappata dal massacro. Tra le altre cose ci ricorda di sua mamma che quando si fece dare i documenti per andare in Italia le fu detto:“Va in Italia a morir de fame” e lei rispose, nonostante la timidezza: “meio in Italia a morir de fame che qua s-ciava!”. Molti ancora sono stati i traguardi culturali raggiunti in questa stupenda serata che si è conclusa nel miglior modo alpino possibile, tra un risotto e una canta, tra uno scambio di conoscenze e battute affettuose sulle spalle. La presentazione del nostro notiziario “La Baita de Lugagnan” è stata la chicca finale. Eravamo tutti orgogliosi! Un grande grazie alla sensibilità delle sezioni di Verona e Trieste, che si sono unite presentandosi con le loro alte cariche, dando prova di una grande volontà di “non dimenticare”.

FIERA DI SAN VALENTINO - BUSSOLENGO

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sette mesi dall’inaugurazione del museo e dopo alcune riunioni, fra i componenti del direttivo, siamo giunti alla conclusione che se volevamo dare più valore aggiunto a questo progetto, dovevamo trovare dei finanziamenti, ma il momento per trovare eventuali sponsor, ovviamente non è dei migliori. Cosa fare? Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito una cosa molto importante: dobbiamo imparare ad autofinanziarci per proseguire: l’idea era dietro l’angolo! Perchè non prendere in gestione la ristorazione della fiera di S.Valentino? Si sarebbe svolta dal’11 al 14 febbraio; negli anni precedenti l’aveva gestita il gruppo alpini di Cristo Risorto, ora era libera. Ho telefonato immediatamente all’amico Giuseppe Zanotti ed ho chiesto ragguagli sulla programmazione per il 2012. Molto gentilmente mi rispose di pazientare qualche giorno, che mi avrebbe dato una risposta. Attesi alla finestra e dopo qualche giorno giunse la telefonata del via libera (colgo l’occasione assieme al capogruppo Zamboni. e a Corrado di ringraziarli per gli otti-

mi suggerimenti, frutto della loro, lunga esperienza in materia). Zaino in spalla e siamo partiti! Avevamo bisogno di una trentina di alpini ed il risultato è stato eccezionale; in tre giorni avevamo già in mano l’organigramma e la disponibilità di numerosi giovani, mogli e donne degli alpini a cui va un caloroso ringraziamento per il loro encomiabile impegno. Ma non avevamo fatto i conti con il tempo, purtroppo sabato e domenica ha nevicato e questo ci ha penalizzato. Quindi il risultato finale non è stato secondo le nostre aspettative, ma a questo punto il monetizzare non mi interessava più perchè avevo capito ancora una volta di far parte di un gruppo meraviglioso sempre disponibile ed anche in questo caso il gruppo ha dato prova di grande maturità. Un grazie anche al gruppo alpini di Bussolengo e al loro capogruppo Francesco Tebaldi per la collaborazione avuta durante la stesura del listino prezzi; questa si chiama collaborazione tra i gruppi alpini che purtroppo a volte viene a mancare. M.Fausto

UN ORTO PER GLI ANZIANI PRESSO LA CASA DI RIPOSO

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a casa di riposo di Lugagnano come è noto, ospita un buon numero di anziani, in gran parte non autosufficienti e affetti da malattie croniche tipiche della vecchiaia. Nell’estate del 2010, da un’idea della dottoressa Vania Messetti, psicologa degli ospiti della casa di riposo, si è pensato di realizzare un orticello sul retro della palazzina, in modo da stimolare mentalmente gli anziani ospiti. Rimaneva però il problema di chi poteva realizzare questo orto. Allora è nata l’idea di chiedere agli Alpini di Lugagnano, specializzati nel prestare la loro opera volontaria, di allestire un orticello. Detto fatto! Un gruppo di Alpini si è messo al lavoro di buona lena per ripulire e dissodare un piccolo appezzamento di terra e poi è avvenuta la messa a dimora delle pianticelle. Poi quotidianamente c’erano degli Alpini che passavano ad orari fissi per irrigare e concimare le piantine e poi una volta cresciute, per legarle a dei sostegni conficcati appositamente nel terreno. Il tutto avveniva sempre sotto l’occhio attento e partecipe di un buon numero di ospiti della casa di riposo, che, seppur magari bloccati su una sedia a rotelle, si sentivano comunque coinvolti nel progetto, prodigandosi a dare consigli sul metodo migliore per la legatura o concimazione. E tra i sorrisi compiaciuti degli anziani le piante hanno cominciato a dare i loro frutti e l’orto è diventato un invidiabile raccolta di verdura, finita con soddisfazione sui tavoli della mensa della Casa. Come confermato dalla psicologa e dalle coordinatrici del progetto, l’esperimento ha dato grandi soddisfazioni e risultati apparentemente insperabili anche su

anziani ospiti colpiti da gravi forme di malattie mentali, al punto che si è ripetuto anche la scorsa estate e ci si sta preparando per la nuova semina di quest’anno. G.Dallavalentina

VENERDI' 27 Aprile 2012 ore 21.00 in Baita

LA PRIMA GUERRA MONDIALE E GLI ESULI TRENTINI a cura di Luciana Rosà e Mario Eictha

Il Trentino austriaco durante la grande guerra 1914-1918, le vicende militari e civili di italiani sotto l'impero austro-ungarico. Una serata dedicata alle corrispondenze degli esuli e soldati trentini, filoitaliani deportati in esilio verso diverse zone, per evitare i contatti con gli irridentisti e confinanti italiani, finirono in centri di raccolta oppure al fronte.


Anno 1 - Numero 2 Notiziario Bimestrale Marzo/ Aprile 2012 la baita de Lugagnan

INCONTRO CON IL GRUPPO ALPINI DI LUGAGNANO VAL D’ARDA

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lcuni soci del nostro gruppo si sono recati di buon mattino di domenica 19 febbraio, a Lugagnano val d’Arda, nelle vicinanze di Piacenza, per rendere visita al locale gruppo, con cui siamo gemellati, per la loro festa del tesseramento. Il capogruppo Luigi Faimali e il consigliere sezionale Antonio Saccardi hanno fatto gli onori di casa. Alle ore 11,00 si è svolta la SS. Messa, ad attenderci vi era il presidente sezionale di Piacenza Bruno Plucani, sempre presente al tesseramento. Da parte nostra gli abbiamo augurato il nostro grande “in bocca al lupo” per l’adunata nazionale che si terrà nel 2013, ed una raccomandazione per trovarci il posto per l’adunata. Al termine della messa, deposizione della corona al monumento, poi tutti in un ristorante tipico nelle colline della zona, con degustazioni tipiche accompagnate da un ottimo vino locale. Sono stati momenti intensi, in particolare, quando il presidente sezionale, nel suo discorso ha toccato il problema dell’adunata nazionale, spronando il locale gruppo a rendersi partecipe dell’evento. Al termine della giornata, stanchi ma

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pieni di gioia nel vedere i loro visi contenti per l’adunata nazionale abbiamo salutato i nostri amici ed invitato il presidente al nostro tesseramento dell’8 dicembre.

Lugagnano Val D’arda Monumento ai Caduti

hi conosce Lugagnano da almeno 25 anni, conosce la storia di don Eros, questo lugagnanese doc, figlio del “Bati”, nato e cresciuto nella casa che sta al centro del paese, tra le due piazzette di fianco alla banca, con la vocazione missionaria come il fratello don Roberto, di 9 anni più grande, ma che per non lasciar soli i genitori senza figli vicini, scelse di rimanere in Italia, dove fu’ curato a Lugagnano per un decennio, a partire dal 1976 e poi in varie parrocchie della provincia, sino all’ultima a Castelnuovo. Ora che i genitori se ne sono andati, alla bellezza di 64 anni, ha deciso di coronare il suo sogno missionario, partendo per la stessa missione in Argentina di suo fratello. Da lugagnanese don Eros è sempre stato legato al suo paese e già nei primi anni da curato si prodigò per salvaguardare qualche pezzo della diroccata chiesetta del Carmine e San Rocco alla Messedaglia. Grande è stato dunque il suo stupore e la sua meraviglia nello scoprire recentemente il prezioso e curato restauro della chiesetta frutto del lavoro degli Alpini di Lugagnano e ultimato un paio di anni fa. Così, in una partecipata celebrazione religiosa di saluto, lo scorso gennaio, presso una stracolma chiesetta ha voluto quasi ringraziare uno ad uno gli Alpini per il lavoro fatto presso l’edificio e ha voluto fare un dono alla chiesa: tre volti, presumibilmente la Sacra Famiglia, provenienti da una pala che era posta sopra l’altare della chiesolina e che lui stesso recuperò dalle macerie 30 anni fa. Dell’intera pala le uniche parti che si poterono recuperare furono questi 3 volti, che furono restaurati da un famoso restauratore della curia di quegli anni. Ora queste tre immagini sono ritornate nella loro casa e fanno bella mostra sul lato destro della navata. Un altro pezzo importante che va ad aggiungersi all’importante lavoro degli Alpini di Lugagnano. I ringraziamenti sono poi proseguiti in Baita, con una cena comunitaria, dove si sono rinverditi vecchi ricordi e amicizie e il Gruppo ha avuto modo di salutare i due missionari in partenza, contribuendo anche con un’offerta economica alla loro opera in Argentina.

Palazzolo Trofeo MTB 2012

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i svolgerà domenica 22 aprile a Palazzolo la 15^ edizione della tradizionale corsa in mountain bike, organizzata dai quattro gruppi alpini del nostro comune. La corsa quest’anno avrà luogo nella zona collinare, attorno alla frazione di Palazzolo, dove presso la baita del gruppo alpini locale, alle ore 9,00 avrà luogo la partenza della corsa. Due i percorsi su cui potranno correre gli appassionati delle due ruote in fuoristrada, il corto di 25 km circa e il lungo di 50 km ca. che porterà al vincitore della categoria alpini tesserato, la maglia di campione sezione di Verona. Riconoscimenti alle varie categorie presenti quali: alpini, amici degli alpini, simpatizzanti e donne. La quota di iscrizione è fissata in € 7,00 che darà diritto, con il numero di pettorale, a partecipare ad un’estrazione a premi finale. Presenti naturalmente, ristori sul percorso e a fine gara con pacco finale alla riconsegna del pettorale. Per dettagli e iscrizioni visitate il sito www.veronabike.net o in baita a Palazzolo. BUONA GARA A TUTTI

Appuntamenti: -25 marzo: Lugagnano, Ass.ne Fanti festa fondazione -14/15 aprile: 90° Gr. Abbiategrasso (sez.ne MI) -14/15 aprile: 60° Gr. Borgovenezia e raduno zona “Verona 1” -01/05 maggio: Quinto Valp.na raduno zona “Valpantena-Lessinia” -12/13 maggio, Bolzano 85a Adunata Nazionale Commemorazioni: - 29 marzo 1942: 70° affondamento del piroscafo “ Galilea” e tragico naufragio del Btg. Gemona 8° Rgt. Alpni - 28 settembre 1911 / 18 ottobre 1912: Centenario della guerra Italo - Turca in cui militò il 6° Rgt. Alpini con altri reggimenti accompagnati da Batterie di Artglieria Alpina.


La Storia dei battaglioni alpini.. attraverso le cartoline militari

La Posta Militare in “FRANCHIGIA”

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ontinuiamo a visionare cartoline in franchigia militare, come visto il numero scorso, usate in LIBIA durante la “GUERRA ITALO TURCA”. Abbiamo visto che inizialmente sono state sovrastampate delle cartoline illustrate locali con panorami o personaggi del posto, apponendo delle diciture per renderle franche dalle spese di porto. Tale dicitura veniva stampata nello spazio riservato al francobollo, e recita semplicemente “FRANCHIGIA DI GUERRA” su tre righe. Circolavano pure cartoline, come già detto, che al posto di franchigia di guerra, veniva apposto un timbro di reparto che serviva a rendere franca la cartolina. Qui sotto, cartolina scritta da militare, (come dimostra il timbro di appartenenza del mittente stesso) “POSTA MILITARE – II DIVISIONE TRIPOLITANIA, 21/5/12 priva di diciture “FRANCHIGIA di GUERRA” o “FRANCHIGIA MILITARE”, indirizzata ad Ufficiale del 59° FANTERIA di Stanza a “CIVITAVECCHIA” ITALIA. Il mittente si è guardato bene di scrivere a penna “FRANCHIGIA”, sapendo che era sufficiente tale scritta per renderla franca di spese per l’invio.

Riproponiamo altre immagini di cartoline che hanno viaggiato franche di spese per il trasporto alle quali è stato apposto il timbro di reparto, e guarda caso trattasi di due BATTERIE DI ARTIGLIERIA DA MONTAGNA (PENNE NERE) di cui una è composta da indigeni. Di sicuro il periodo iniziale, a quanto sembra era abbastanza caotico, dovuto alle difficoltà di organizzare il servizio. (C’è però da dire che nonostante tutto ha funzionato bene).

grafica: M.Masotto - stampa: Fotoliber

In questa cartolina (sopra a destra) in franchigia spedita da “SID ABDESMANT” (?) IL 27/11/12, ed indirizzata a Napoli, è abbastanza leggibile la scritta “Franchigia di Guerra”, anche se parzialmente coperta dalla scrittura del mittente, (che descrive la situazione del momento, e spiega al destinatario il comportamento degli Arabi). Vediamo ora qui sotto, presentate alcune cartoline scritte da Alpini che hanno combattuto in terra di LIBIA, ed hanno militato in detti reparti, precisamente: da sinistra a destra - 3° Reggimento Alpini Battaglione “Fenestrelle” - 5° Reggimento Alpini Battaglione “Edolo” , 6° Reggimento Alpini Battaglione “Verona”.


giornalinoN2