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la baita de Lugagnan Gruppo Alpini Lugagnano - Associazione Museo Storico Baita Monte Baldo

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Sezione di Verona

Anno 7 - Numero 3

Notiziario Bimestrale Maggio/Giugno 2018

Monumento ai caduti... per non dimenticare n occasione della chiusura del centenario della prima Iguerra mondiale, ed in collaborazione con le altre associazioni combattentistiche (fanti, bersaglieri, carabinieri), si è deciso di effettuare un’accurata pulizia del monumento ai caduti di Lugagnano. Purtroppo, da un sopraluogo effettuato in collaborazione con lo storico Renato Salvetti e con dati certi alla mano effettuati in questi ultimi anni presso l’archivio di stato, si sono riscontrate diverse inesattezze di nomi e date, l’occasione è favorevole per provvedere alle correzioni. L’operazione è sicuramente impegnativa ma, in accordo anche con l’amministrazione comunale che si è dimostrata favorevole al progetto, vogliamo rendere l’onore a tutti quei soldati che hanno lottato e perso la vita per la patria, dobbiamo onorare la loro memoria per il coraggio dimostrato e le sofferenze subite per non far soffrire i propri figli. Il nostro compito, ora, è di spenderci in prima persona per tener vivo il ricordo di ciò che è stato. Il monumento deve tornar a risplendere con un intervento degno del momento; l’appuntamento è per il 4 novembre e anche se cade di domenica la presenza delle scuole con i rispettivi insegnanti sarebbe auspicabile. Deve essere un momento di

intensa commozione perché dei morti qui non c’è solo il nome sul marmo, ma dobbiamo sentirli realmente fra noi, dovrà essere un tripudio tricolore su tutta la piazza e anche nelle vie del paese, ci auguriamo che il messaggio arrivi ai più giovani affinché non venga disperso quel bagaglio di valori che ci hanno trasmesso. Non possiamo pensare alla

nostra quotidianità ignorando quello che hanno fatto i nostri genitori e nonni in questo secolo, oggi la tecnologia ci permette di comunicare con persone che si trovano lontano migliaia di chilometri e forse dimentichiamo i caduti del nostro paese. Noi ora raccogliamo il testimone per consegnarlo come esempio alle future generazioni. Fausto Mazzi

Il prossimo numero sarà disponibile, presso la Baita di Lugagnano a partire dal 15 Luglio 2018, o sul nostro sito www.analugagnanovr.it. Vi invitiamo a ritirarlo e diffonderlo, grazie.


DUE INTERESSANTI SERATE CULTURALI PRESSO LA NOSTRA BAITA

I

l 22 marzo presso la nostra baita si è tenuta una interessante serata culturale riguardante i caduti del nostro Comune durante la Prima Guerra Mondiale. Relatori sono stati Renato Salvetti, ex sindaco del nostro Comune ed approfondito storico, che assieme a Mario Nicoli e Luigi Tacconi, stanno scrivendo la storia del nostro Comune dalla sua nascita, nel 1866, ai giorni nostri, i primi due volumi sono già stati pubblicati, si sta ora realizzando la pubblicazione del terzo. L’altro relatore è stato Silvano Lugoboni, dirigente e ricercatore presso l’Archivio di Stato di Verona. Dopo una breve presentazione del nostro capogruppo Fausto Mazzi, Salvetti ha sinteticamente riassunto gli eventi bellici della prima guerra mondiale, dal suo inizio il 24 maggio 1915 alla sua vittoriosa fine il 4 novembre 1918. In particolare ha ricordato le principali battaglie che si sono svolte sul Carso e nel perimetro dell’arco alpino, elencando il numero dei feriti e dei caduti del nostro esercito. Poi si è soffermato sui giovani del nostro Comune che circa cento anni fa furono chiamati alle armi, molti non erano mai usciti dai loro paesi di origine, erano ragazzi che facevano lavori molto umili: muratori, fabbri, ma soprattutto contadini, semplici ragazzi figli di genitori quasi sempre analfabeti che furono obbligati, senza neppure sapere il perché, a combattere e spesso a morire per la Patria. Durante il susseguirsi degli avvenimenti bellici, nei paesi arrivavano gli elenchi dei primi soldati caduti; la corrispondenza era indirizzata al Comune di residenza che di regola demandava al parroco, in quanto la maggior parte della popolazione era ancora analfabeta, l’ingrato compito di avvisare le madri della perdita dei loro figli. Il relatore si è infine soffermato sui soldati caduti del nostro Comune; recentemente, durante le sue ricerche, ha ritrovato negli archivi i nomi di alcuni caduti che erano nati nel nostro Comune e poi emigrati e pertanto non elencati sui monumenti locali. Lugoboni, essendo in possesso dei fogli matricolari di tutti i militari

della provincia di Verona, che si trovano depositati presso l’Archivio di Stato, ha elencato cronologicamente alcuni caduti residenti nel nostro Comune, di loro si è conosciuta la paternità, il mestiere che facevano da civili e la causa della loro morte, molti non sono morti in combattimento, spesso sono deceduti in prigionia e ancor più spesso per malattia, infatti in quegli anni imperversava la febbre spagnola.

rona, in piena campagna all’interno di una grande ansa del fiume Adige, isolato dalla città, ma facilmente raggiungibile soprattutto per via fluviale. Il fabbricato, di forma perfettamente rettangolare, aveva sul perimetro circa 150 cellette per i malati, provviste di gabinetto e camino, le zone erano suddivise tra uomini e donne in base alla gravità delle malattie, al centro il tempietto circo-

Giovedì 19 aprile si è tenuta un’altra interessante serata culturale durante la quale il professore Gianmarco Lazzarin ha relazionato il pubblico presente sul Lazzaretto di Verona, dalla sua nascita ai giorni nostri. La decisione per la sua realizzazione risale alla metà del ‘500, però per motivi burocratici del tempo la costruzione fu ultimata solo nel 1628, due anni prima della grande pestilenza che colpì l’Italia nell’estate del 1630, ben raccontata dal Manzoni nei “Promessi Sposi”. Verona, a quei tempi, contava più i 50.000 abitanti, ma oltre 30.000 perirono tra atroci dolori; solo al Lazzaretto si è cercato di lenirli. Il progettista del grande complesso fu il famoso architetto veronese Michele Sanmicheli, infatti il tempietto al centro del manufatto, alla cui struttura manca esclusivamente la cupola, è la fedele copia del santuario di Madonna di Campagna sito a S. Michele Extra. Fu prescelto un luogo a sud di Ve-

lare e aperto, ove veniva celebrata la Messa, era visibile da ogni lato e quindi da tutti i ricoverati, all’esterno delle murature era posto un piccolo cimitero. Il Lazzaretto fu adibito ad ospedale fino all’avvento in città delle truppe napoleoniche, poi in parte fu adattato anche a magazzino e deposito di armi e munizioni, così pure durante il dominio austriaco. All’inizio della prima guerra mondiale, una piccola parte era ancora adibita ad ospedale, di seguito, durante il periodo fascista, l’ospedale fu smantellato e l’edificio fu destinato esclusivamente a deposito di armi ed esplosivi. Le strutture murarie rimasero integre fino verso la fine della seconda guerra mondiale, quando i fascisti e i nazisti in fuga fecero esplodere una parte delle munizioni contenute nei magazzini danneggiando parzialmente l’immobile. Commovente è stata la testimonianza di una superstite, allora


notizie..... bambina, che ha raccontato il fatto avvenuto nel maggio del 1945, a guerra finita, quando una tremenda esplosione causata dall’imperizia di alcuni bambini, distrusse quasi completamente il Lazzaretto e provocò 30 morti. Da quel momento e fino alla fine degli anni ’70 il luogo venne completamente abbandonato e lasciato alle incurie del tempo. Successivamente, con l’intervento del FAI (fondo ambientale italiano) e di varie associazioni locali, si è iniziato a recuperare parte delle strutture murarie e a bonificare i terreni; all’interno del tempietto, nel periodo estivo, vengono allestiti spettacoli culturali e teatrali. È previsto per il luogo una completa sistemazione ambientale, visto che attualmente si trova a sud del parco fluviale dell’Adige, in modo da essere collegata anche dall’altra sponda del fiume per divenire in futuro il più grande polmone verde d’Europa. La prossima serata culturale si terrà venerdì 25 maggio ove il Tenente Colonnello …Beccati parlerà di “1918!” Inoltre il 6 giugno, Mauro Quattrina, nel 74esimo anniversario dello sbarco alleato in Normandia tratterà con inedite foto e filmati dell’avvenimento. Albino Turata

Ritrovo alpini della caserma Schenoni a Bressanone (BZ)

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li incontri che annualmente gli amici della caserma Schenoni effettuano è uno dei momenti più belli nella vita di un gruppo di amici, dove viene manifestato lo spirito di appartenenza e il desiderio di ritrovarsi per condividere un ricordo che non si vuole perdere. Il raduno è stato organizzato da Giuseppe Vanoni, veterano di questi raduni, in quel di Valeggio sul Mincio. Noi dI Lugagnano ci siamo mossi in cinque: Bendinelli Giorgio, Zucchelli Giancarlo, Moscatelli Luciano, Lonardi Osvaldo, Mazzi Fausto e Perina Danilo di Palazzolo). Emozionante l’incontro tra Bendinelli Giorgio e Zeni Marco di San Michele all’Adige dopo ben 53 anni! Ricco il programma, come ricca la colazione preparata dagli amici di Valeggio; dopo il tradizionale alzabandiera e i rituali saluti di circostanza ci siamo spostati a Borghetto sul Mincio per la santa Messa. Al termine tutti al ristorante Eden per il pranzo, dove sono affiorati diversi ricordi. Noi di Lugagnano eravamo alla prima uscita, sicuramente un’esperienza da ripetere il prossimo anno in un’altra località. Fausto Mazzi

NOVITA’ NEL COMUNE DI SONA… L’EMPORIO SOLIDALE Parte l’Emporio Solidale, un nuovo progetto prende forma nel nostro territorio, nel nostro tessuto sociale. Tutti i progetti nascono e prendono forma laddove ci sono persone (in questo caso volontari) che raccolgono con entusiasmo l’idea e la sviluppano. E proprio l’idea è partita da lontano: dalla Caritas diocesana che ha sollecitato le parrocchie e i comuni della nostra zona facendo presente le situazioni di povertà e disagio presenti nella nostra zona, sollecitando e invitando quindi a questo nuovo progetto. L’invito è stato raccolto dal comune di Sona, da quello di Sommacampagna, dalle parrocchie dei due comuni e dalle associazioni del territorio; l’Emporio aprirà i battenti i primi

giorni di giugno a Lugagnano in via Don Nascimbeni. Anche noi alpini di Lugagnano abbiamo risposto positivamente al progetto proposto, dando la nostra disponibilità con volontari pronti a collaborare nella gestione dell’Emporio; un’idea che crea una rete tra le associazioni e collaborazione, dove ognuno porta un po’ di idee e di impegno. Ma cos’è l’Emporio e come funzionerà? L’Emporio sarà un piccolo magazzino (rifornito principalmente con alimenti provenienti da esuberi e dal Banco Alimentare), un piccolo negozio al quale potranno accedere famiglie e persone bisognose del nostro territorio. Le persone saranno individuate dai gruppi Caritas e San Vincenzo presenti con i centri

di ascolto. Una volta viste le necessità alla persona verrà data una scheda con un quantitativo di punti. Sarà quindi la persona che andrà all’Emporio e potrà rifornirsi di beni di prima necessità prelevando gli alimenti che riterrà più opportuni; ad ogni alimento verranno attribuiti dei punti che verranno scalati dalla tessera. Questo permette di dare più dignità alla persona che chiede sostegno in un momento di difficoltà e allo stesso modo di ottimizzare l’aiuto anche da parte delle associazioni e gruppi che fin’ora hanno sempre sostenuto con borse e pacchi, evitando sperperi e facendo sì che il sostegno sia unico ma efficace. Piergiorgio Vacchini


La Storia dei battaglioni alpini.. a cura del gruppo alpini, alla memoria di Luigi Sala

Prosegue la descrizione dei Battaglioni Alpini, in ordine alfabetico, mettendo se possibile una cartolina che attesti il Battaglione descritto e tutte le informazioni in nostro possesso, buona lettura. BATTAGLIONE ALPINI MONTE SPLUGA IIl Battaglione Alpini Monte Spluga fu costituito nel 1916 con il passaggio delle Compagnie 88a e 104a di Milizia Mobile dal Battaglione Alpini Morbegno. Partecipò alla battaglia sul monte Ortigara con l’aggiunta della 136a Compagnia e una Compagnia mitragliatrici. La 88a e la 104a Compagnia erano formate da reclute della classe 1895, riformati e inabili richiamati. Partecipò oltre alle battaglie dell’Ortigara, sul monte Nero e Caporetto. Venne sciolto nel 1919. Nappina bianca.

BATTAGLIONE ALPINI MONTE STELVIO

BATTAGLIONE ALPINI MONTE SUELLO Il Battaglione Alpini Monte Suello fu costituito nel novembre del 1915 alle dipendenze del IV Corpo d’Armata con le Compagnie 139a e 140a e la 91a tratta dal Vestone. Combatté sull’Altopiano dei Sette Comuni e concorse ad arrestare l’offensiva Austriaca in Vallarsa, e a difesa tra Val Caldiera e Val Grande. Partecipò anche ad operazioni sul monte Pasubio. Non si ha nota dello scioglimento. Nappina blu.

grafica: M.Masotto - stampa: Fotoliber

Il Battaglione Alpini monte Stelvio fu costituito nel 1916, come Milizia Mobile, in ambito del 5° Reggimento Alpini. Facevano parte del Reggimento le Compagnie 89a, 113a e 137a. Nella Prima Guerra Mondiale combattè sul monte Ortigara e nella battaglia di Vittorio Veneto. Fu sciolto nel 1919 e rivide la luce nel 1943, inquadrato nella 223a Divisione Costiera, con Compagnie 743a, 744a e 745a. Operò anche in Francia. Fu sciolto definitamente nello stesso anno a Cuneo. Nappina rossa.

la Baita de Lugagnan n3 2018  

Notiziario del gruppo alpini di Lugagnano (VR)

la Baita de Lugagnan n3 2018  

Notiziario del gruppo alpini di Lugagnano (VR)

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