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la baita de Lugagnan Gruppo Alpini Lugagnano - Associazione Museo Storico Baita Monte Baldo

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Sezione di Verona

Anno 6 - Numero 1

Notiziario Bimestrale Gennaio/Febbraio 2017

24 Agosto 2016 un forte terremoto colpisce l’Italia centrale

A novembre quattro dei nostri soci alpini e volontari del S.O.S. Sona partono come cucinieri per Montemonaco

C

ome da procedura del dipartimento di Protezione Civile, quando accade un evento disastroso, in linea di massima tutti i vari nuclei di P.C. esistenti sul territorio, tramite i responsabili di Regione e Provincia, vengono allertati, in pratica vuol dire che nel giro di poche ore si potrebbe partire. L’apporto che viene richiesto è in base alla preparazione acquisita, nel nostro caso di S.O.S. si tratta del reparto cucina. Il Centro Italia è stato colpito da forti scosse di terremoto, sono richiesti alcuni addetti per la cucina. Mi sono subito attivato sollecitando tutti i volontari a dare disponibilità per un periodo di una settimana nel luogo indicato, ma nel frattempo per noi l’allerta è cessata. Purtroppo dopo circa due mesi altre scosse di terremoto, siamo stati di nuovo allertati e stavolta nessun rinvio. La richiesta è stata per quattro cucinieri, hanno dato l’adesione Luca, Fausto, Claudio e Giuseppe. Avrei voluto far parte anch’io del gruppo, ma non mi è sembrato giusto costringere qualcuno a rimanere a casa. Ma avevo un altro motivo per rinunciare, infatti la cucina della nostra associazione è inserita nella colonna mobile della regione Veneto e in caso di richiesta ho la responsabilità di coordinare altri volontari e di reperire in poco tempo un minimo di viveri per soddisfare le necessità di volontari e Ospiti (così vengono chiamate le persone terremotate). Roberto Cristini Ecco alcune considerazioni dei nostri Volontari che oltre a far parte del S.O.S. sono anche Alpini. Ancora una volta i cucinieri della protezione civile del S.O.S di Sona si sono resi disponibili, per dare una

mano agli amici di Montemonaco in provincia di Ascoli Piceno, piccolo comune con 650 abitanti e ben 22 frazioni. Il primo di novembre il Sindaco locale, Onorato Corbelli, per motivi di sicurezza ha fatto evacuare il centro storico e ha messo a disposizione degli sfollati l’area camper di Vallegrascia e il campo sportivo. I volontari che hanno aderito sono Giuseppe Pavesi, Claudio Guglielmi, Luca Tomelleri e Fausto Mazzi. Ritrovo presso l’entrata dell’autostrada di Verona Nord, dove ad attenderci per un “in bocca al lupo” c’erano i nostri amici Roberto Cristini e Nicola Scardoni. Abbiamo viaggiato con un mezzo della Protezione Civile, con noi anche un volontario di Sant’Ambrogio che andava ad aggregarsi alla sua squadra. Il nostro compito prevedeva di dare il cambio al gruppo di Sant’Ambrogio nella cucina da campo presso il “quartier generale” del campo sportivo. Appena arrivati, verso le

10,30, un disastro, le cose erano cambiate radicalmente, perplessi ci siamo chiesti cosa poteva essere successo. La tensostruttura adibita a sala da pranzo era praticamente crollata a causa del vento fortissimo della sera precedente e la cucina da campo resa inagibile, lo stesso per il deposito frigo per i prodotti freschi. Nemmeno il tempo di capire e ci siamo trovati catapultati in una struttura di cemento armato usata come colonia estiva, ma con una cucina professionale dove c’erano tutte le attrezzature per poter operare nel migliore dei modi. Nel giro di un paio d’ore, siamo riusciti a preparare i pasti per un centinaio di persone fra volontari e residenti, tra questi vi erano una ventina di Vigili del Fuoco, i volontari della Protezione Civile e un gruppo Scout. Ricordo che il pomeriggio e tutto il giorno seguente siamo stati occupati senza sosta con la pulizia della cucina e con una logistica da inventare. Non abbiamo visto crolli, ma diverse

Il prossimo numero sarà disponibile, presso la Baita di Lugagnano a partire dal 15 marzo 2017, o sul nostro sito www.analugagnanovr.it. Vi invitiamo a ritirarlo e diffonderlo, grazie.


Anno 6 - Numero 1 Gennaio/Febbraio 2017 la baita de Lugagnan case inagibili soprattutto nel centro storico, mi sono spesso chiesto quando queste famiglie sarebbero potute rientrare nelle proprie abitazioni. Le persone, al momento, si erano rifugiate da parenti ed amici o in qualche camper. L’esperienza vissuta è andata ad aggiungersi alle altre uscite della nostra squadra per i terremoti dell’Aquila e dell’Emilia. Posso dire che Montemonaco non era un paese distrutto, ma sono rimasto colpito nel vedere la grande tristezza della gente.

La cucina estremamente attrezzata in ogni suo particolare, dal forno a gas alle celle per la conservazione dei cibi, ai dodici fornelli industriali, alla lavastoviglie, al montacarichi per mandare le pietanze al primo piano dov’era situato il refettorio, insomma ogni comodità che ci ha permesso di lavorare al meglio con ampi spazi. Non nascondo le giornate faticose e purtroppo spesso in compagnia di scosse, anche se noi essendo nell’interrato le sentivamo pochissimo, ma comunque sempre

Abbiamo incontrato molti Volontari, Vigili del Fuoco, Esercito, Polizia, Carabinieri in pensione, Protezione Civile, Soccorritori e Volontari di tante associazioni e tutti con un unico moto, aiutare queste popolazioni colpite a risollevarsi da questo dramma, dando loro tutto l’aiuto possibile e incoraggiandoli con parole di conforto ma soprattutto di speranza. Chiudo ringraziando Gianluigi Mazzi, Sindaco del Comune di Sona, per la vicinanza dimostrata e per i contatti telefonici pressoché quotidiani. Fausto

ripagati dall’umiltà, dai sorrisi e dalla miriade di grazie delle persone del campo. Un doveroso ringraziamento anche a tutti i colleghi di Protezione Civile presenti nel campo in quella settimana, nella speranza che ci siano sempre nuovi volontari per gestire le situazioni di emergenza che sono purtroppo molteplici. Luca Il 6 novembre, assieme a Fausto, Giuseppe e Luca, siamo partiti con destinazione Montemonaco, piccolo centro in provincia di Ascoli Piceno,

Premetto che la ricetta univoca è l’impegno, ed esterno una grande soddisfazione per il lavoro di squadra svolto con i miei colleghi di cucina, non un diverbio, non un malumore ma tanta serenità con l’obiettivo di soddisfare le esigenze delle persone anche nel rispetto delle varie problematiche personalizzando cibi a celiaci, vegetariani, vegani, mussulmani o altre richieste specifiche. In questa esperienza, diversamente da quella di Santa Rufina a L’Aquila, dove operavamo in una campale, abbiamo potuto usufruire della cucina che era a servizio di una struttura adibita a colonia di proprietà della Curia.

situato a 988 metri sul livello del mare. Come già detto da Fausto quando siamo arrivati abbiamo trovato inagibili le strutture allestite qualche giorno prima causa il maltempo che aveva colpito il luogo durante la notte. Fortunatamente, nel caos creatosi, si è resa disponibile una struttura destinata alle colonie estive dei ragazzi della Diocesi di Ascoli, dotata di una cucina attrezzata e di camere da letto, dove siamo stati accolti insieme a Carabinieri e Vigili del Fuoco. Nella struttura era presente anche una mensa nella quale sono stati serviti i pasti per gli abitanti del paese rimasti, circa una settantina. L’imprevisto provocato dal maltempo ha comportato numerosi disagi che hanno messo in evidenza carenze organizzative non di poco conto. Tali difficoltà si sono ripercosse anche sulla cucina di cui noi eravamo responsabili: era nostro compito servire colazione, pranzo e cena per tutti gli ospiti della struttura colonica. La mancanza di cibo fresco, in particolare di carne, verdura e frutta, è stata sopperita in un primo tempo dall’utilizzo di cibo in scatola, la situazione poi è migliorata grazie all’intervento del Sindaco di Montemonaco. L’unica considerazione che mi sento di fare è che le troppe “teste pensanti” a capo delle singole associazioni non hanno prodotto l’effetto che la popolazione del luogo, disperata e bisognosa, probabilmente si aspettava. I miei amici ed io abbiamo messo a disposizione tutte le nostre capacità culinarie e il massimo dell’impegno affinché le popolazioni colpite dal sisma potessero trarre giovamento dalla nostra opera. Claudio


notizie..... Gli alunni delle classi terze della scuola

primaria di Lugagnano in visita al nostro museo storico

Il mese scorso gli alunni delle classi terze della Scuola Primaria di Lugagnano si sono recati alla Baita Monte Baldo degli Alpini per visitare il loro museo e per provare alcuni “szughi (giochi) de ‘na olta”. Tutti i bambini sono rimasti molto entusiasti dell’esperienza e questo grazie alla disponibilità degli alpini sia nel mostrare e dare spiegazioni in merito agli oggetti esposti nel museo sia nello spiegare e gestire con pazienza i giochi. Ecco alcuni pensieri scritti dagli alunni in seguito alla visita:

Mi sono divertita molto a provare lo S-CIANCO: mi è piaciuto perché mi faceva ridere che al primo colpo nessuno riuscisse a colpire e a lanciare in aria lo s-cianco! Mi sono divertito molto a giocare allo S-CIANCO perché era divertente cercare di far saltare il bastoncino con due punte usando il bastone lungo e poi lanciarlo il più lontano possibile. A me è piaciuto molto il “bowling” con le lattine! Ma poi mi è piaciuto anche osservare gli oggetti esposti al museo; mi ha sbalordito tantissimo quando Giovanni, la nostra “guida”, ha acceso una radio antica… non credevo potesse funzionare ancora! È stato divertente giocare a “salta la corda” perché è il mio gioco preferito! Del museo mi sono piaciute soprattutto le spade perché io e il mio cugino Nicola, quando andiamo in giardino, di solito prendiamo due bastoni e giochiamo agli spadaccini!

Serate Culturali:

Giovedì 9 febbraio ore 20,30 1848 - 1866 Alcuni fatti d’arme nel territorio di Sona Conferenza di Nazario Barone

Giovedì 30 marzo ore 20,30

“I segreti di West Star fra realtà e leggenda”. A cura del Gen. Gerardino De Meo


La Storia dei battaglioni alpini.. a cura di Luigi Sala

Prosegue la descrizione dei Battaglioni Alpini, in ordine alfabetico, mettendo se possibile una cartolina che attesti il Battaglione descritto e tutte le informazioni in nostro possesso, buona lettura. BATTAGLIONE INTRA

Battaglione Alpini Intra fu costituito nel 1909 con la 7a, 24a, 37a e 112a Compagnia. Nel tempo ha fatto parte del 4°, 5° e 11° Reggimento Alpini. Particolare curioso: era costituito in grande maggioranza da operai e diplomati, commercianti e contrabbandieri; un battaglione di brontoloni, di ipercritici, di soldati difficili da comandare ma anche pieni di risorse, di inventiva, di spirito di iniziativa, dove l’arrangiarsi era elevato alla massima potenza. Un battaglione d’assalto, piuttosto indisciplinato a dire la verità, ma che rispondeva superbamente se era ben comandato. Il battaglione ha preso parte alla Guerra di Libia, Grande Guerra, Africa e Seconda Guerra Mondiale. Nel 1943 venne sciolto. Nappina verde.

BATTAGLIONE IVREA

BATTAGLIONE L’AQUILA

Il Battaglione Alpini l’Aquila fu costituito nel 1935 alle dipendenze del 9° Reggimento Alpini con la 93a, 108a, 119a e 143a Compagnia. Partecipò alla Campagna di Russia. A Tolmino esisteva anche il Battaglione Alpini “L’Aquila Bis”, impiegato, in particolare, in operazioni di controguerriglia. Furono sciolti nel 1943. Nappina bianca. Ricostituito nel 1944 ancora oggi costituisce l’ossatura della Brigata Alpina Taurinense con il 9° Reggimento Alpini. Nappina blu.

grafica: M.Masotto - stampa: Fotoliber

Il Battaglione Alpini Ivrea fu costituito nel 1886 con la 38a, 39a, 40a, 86a e 111a Compagnia. Col 4° Reggimento Alpini ha partecipato alla guerra di Libia e Grande Guerra. Fu sciolto nel 1918 e ricostituito nel 1939 ed inviato sul Fronte Occidentale durante la Seconda Guerra Mondiale. Sciolto nel 1943. Nappina bianca.

la baita de Lugagnan N1_2017  

Notiziario del gruppo alpini di Lugagnano (Vr)

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