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convenzione delle alpi Opera di consultazione

Segnali alpini 1 • 2a edizione


Segnali alpini 1 • 2a edizione


Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi www.alpconv.org info@alpconv.org Sede di Innsbruck: Herzog-Friedrich-Straße 15 A-6020 Innsbruck Austria Sede distaccata di Bolzano: Viale Druso 1 – Drususallee 1 I-39100 Bolzano Bozen Italia

Colofone Editore: Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi Herzog-Friedrich-Straße 15 A-6020 Innsbruck Austria Responsabile: Marco Onida - Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi Grafica: Werbeagentur Ingenhaeff-Beerenkamp, 6067 Absam (www.i-b.at) Stampa: Pinxit Druckerei GmbH, 6067 Absam (www.pinxit.at) © Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi, Innsbruck, 2010


convenzione delle alpi Opera di consultazione Segnali alpini 1 • 2a edizione


Prefazione

Prefazione La Convenzione delle Alpi ed i suoi protocolli sono un insieme di strumenti intesi a facilitare la cooperazione fra i Paesi dell’arco alpino, al fine di perseguire una politica complessiva che assicuri un equilibrio fra crescita economica, benessere sociale e tutela del territorio e dell’ambiente in generale. Essa svolge quindi un ruolo importante per sfruttare al meglio - con un occhio alle generazioni future - le importanti specificità che le regioni alpine, poste in posizione centrale in Europa, offrono. "Convenzione delle Alpi – opera di consultazione“, è stata la prima pubblicazione del Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi, istituito nel 2002. Quest’opera raccoglie in un unico volume, edito nel 2003, i testi giuridici di riferimento della Convenzione nonché alcune informazioni generali sul territorio della Convenzione e la relativa popolazione. Questa seconda edizione trova origine, oltre che nel fatto che la prima edizione è ormai esaurita, da un’esigenza di aggiornamento rispetto ad alcuni sviluppi importanti: nel 2006 (IX Conferenza delle Alpi) sono state approvate due dichiarazioni, rispettivamente sui cambiamenti climatici e sulla popolazione e cultura nelle Alpi. Nel 2009 (X Conferenza delle Alpi) è stato adottato un piano d’azione sui cambiamenti climatici nelle Alpi. Questa raccolta punta a migliorare la conoscenza della Convenzione delle Alpi e dei suoi obiettivi e a rappresentare un utile strumento per quanti, nel loro lavoro o per passione, desiderano avere sempre a portata di mano i fondamenti della Convenzione delle Alpi. Essa non intende tuttavia sostituire la fonte più completa di informazioni sulla Convenzione delle Alpi - il sito www.alpconv.org – nel quale sono contenuti, fra l’altro, tutti i documenti e gli studi che originano dalle intense attività dei gruppi di lavoro e delle piattaforme della Convenzione delle Alpi, così come i diversi volumi della “Relazione sullo stato delle Alpi”.

Marco Onida Segretario generale della Convenzione delle Alpi Innsbruck, Bolzano Febbraio 2010

Segnali alpini 1

5


Indice del contenuto

Indice del contenuto Annotazione di pubblicazione

2

Prefazione

5

Indice delle carte

7

Glossario

6

pagina

9

Parti contraenti

11

Quadro riassuntivo delle Presidenze delle Conferenze delle Parti contraenti e del Comitato ­permanente 

13

Stato di ratifica della Convenzione quadro, del Protocollo di Monaco e dei Protocolli d’attuazione (tavole cronologiche)

15

Unità amministrative del territorio alpino

21

Informazioni generali sul campo d’applicazione della Convenzione delle Alpi

41

Convenzione quadro 

53

Protocolli Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile Agricoltura di montagna Protezione della natura e tutela del paesaggio Foreste montane Turismo Difesa del suolo Energia Trasporti Composizione delle controversie

63 75 87 101 111 123 135 147 161

Dichiarazione Popolazione e cultura

167

Dichiarazione sui cambiamenti climatici

177

Piano d’azione sul cambiamento climatico nelle Alpi

181

Meccanismo di verifica del rispetto della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli di attuazione

201

Regolamento per la Conferenza delle Parti contraenti (Conferenza delle Alpi) 

209

Regolamento per il Comitato permanente 

215

Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi – Statuto

221

Accordo di Sede – Austria 

229

Accordo di Sede – Italia 

241

Partenariati montani internazionali 

251

Uso del logo della Convenzione delle Alpi 

263

Lista d’indirizzi

265

Segnali alpini 1


Indice delle carte

Indice delle carte

pagina

Carta 1 Le Alpi – Perimetro della Convenzione delle Alpi

42

Carta 2 Il territorio della Convenzione – Territori amministrativi che rientrano nel campo di applicazione della Convenzione

43

Carta 3 La distribuzione della popolazione – Densità di popolazione nei comuni alpini

45

Carta 4 L’Evoluzione della popolazione – Evoluzione della popolazione nei comuni alpini

46

Carta 5 La struttura per età – Indice di età dei comuni

48

Carta 6 Lo sviluppo agricolo – Sviluppo delle aziende agricole con un’area >1 ha nel periodo 1980-2000.

49

Carta 7 Trasporti – I principali corridoi che attraversano le Alpi – 5 anni di sviluppo con modal split

51

Segnali alpini 1

7


Glossario

Glossario

Segnali alpini 1


Convenzione delle Alpi

Trattato internazionale comprendente una Convenzione quadro, nella quale sono stabiliti gli obiettivi generali di tutela e sviluppo sostenibile delle Alpi e le norme di funzionamento degli organi decisionali della Convenzione, e vari protocolli di attuazione, i quali contengono disposizioni specifiche relative ai seguenti temi: Agricoltura di montagna, Turismo, Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile, Trasporti, Protezione della natura e tutela del paesaggio, Foreste montane, Difesa del suolo ed Energia.

Osservatori (articolo 5(5) della Convenzione quadro)

Organizzazioni internazionali governative e non governative che partecipano alle riunioni degli organi della Convenzione delle Alpi senza diritto di voto.

Programma di lavoro pluriennale della Conferenza delle Alpi

Parti contraenti della Convenzione delle Alpi

Documento contenente gli orientamenti e le specifiche priorità su cui concentrare le attività delle Parti contraenti e degli organi della Convenzione nell’arco di un periodo di tempo definito.

Ratifica

Gruppi di lavoro della Convenzione delle Alpi (articolo 6, lettera e, della Convenzione quadro)

Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Principato di Monaco, Slovenia, Svizzera e Comunità europea. Atto attraverso il quale una Parte contraente si vincola al rispetto e all’attuazione di un trattato internazionale, che viene ad assumere valore giuridico nel diritto nazionale.

Conferenza delle Parti contraenti (Conferenza delle Alpi, articoli 5-7 della Convenzione quadro).

La Conferenza delle Alpi, composta dai Ministri degli Stati alpini, rappresenta l’organo decisionale della Convenzione delle Alpi e si riunisce di norma ogni due anni. La Presidenza della Conferenza delle Alpi viene esercitata a turno (per la durata di due anni) da una delle Parti contraenti.

Comitato permanente (articolo 8 della Convenzione quadro)

Composto dalle delegazioni di alti funzionari delle Parti contraenti, è l’organo esecutivo della Convenzione. Si riunisce di regola due volte all’anno.

Segretariato permanente (articolo 9 della Convenzione quadro e Decisione VII/2 della Conferenza delle Alpi)

Istituito nel 2002, supporta le attività degli organi della Convenzione, coordina le attività di ricerca alpina e svolge attività di pubbliche

10

relazioni. Ha sede principale a Innsbruck e sede operativa distaccata a Bolzano.

Segnali alpini 1

Gruppi di lavoro istituiti per coordinare attività delle Parti contraenti ed elaborare misure in ambiti specifici di interesse per la Convenzione.

Gruppo di verifica (Decisione VII/4 della Conferenza delle Alpi)

Istituito nel 2002, ha il compito di controllare la corretta attuazione delle disposizioni della Convenzione e dei protocolli.

SOIA (articolo 3 della Convenzione quadro)

Sistema di osservazione e informazione delle Alpi: consiste in una base dati e in attività di sviluppo e coordinamento della ricerca su temi alpini.

Relazione sullo Stato delle Alpi

Relazione di carattere scientifico elaborata dal Segretariato permanente su temi di particolare interesse per la Convenzione.


Parti contraenti

Parti contraenti

Segnali alpini 1

11


Repubblica d’Austria Comunità Economica Europea Repubblica Francese Repubblica Italiana Repubblica Federale di Germania Principato di Liechtenstein Principato di Monaco Repubblica di Slovenia Confederazione Svizzera

12

Segnali alpini 1


Quadro riassuntivo delle Presidenze

Quadro riassuntivo delle Presidenze delle Conferenze delle Parti contraenti e del Comitato permanente

Segnali alpini 1

13


14

Periodo

Paese

Conferenza delle Alpi

1989 – 1991

Austria

Salisburgo 7.11.1991

1991 – 1994

Francia

Chambéry 20.12.1994

1994 – 1996

Slovenia

Brdo 27.2.1996

1996 – 1998

Slovenia

Bled 16.10.1998

1998 – 2000

Svizzera

Lucerna 31.10.2000

2000 – 2002

Italia

Merano/Meran 19-20.11.2002

2002 – 2004

Germania

Garmisch-Partenkirchen 16.11.2004

2004 – 2006

Austria

Alpbach 9.11.2006

2006 – 2009

Francia

Evian 12.3.2009

Segnali alpini 1


Tavole cronologiche

Stato di ratifica della Convenzione quadro e dei Protocolli

Segnali alpini 1

15


16

Segnali alpini 1

07.11.1991

07.11.1991

07.11.1991

07.11.1991

07.11.1991

20.12.1994

29.03.1993

07.11.1991

CH

D

F

FL

I

MC

SLO

CE

Liechtensteinisches Landesgesetzblatt 1995/Nr.186

Journal officiel Nr. 95 1270 vom 7.12.1995

Bundesgesetzblatt Teil II Nr. 46/1994 vom 8.10.1994

Bundesblatt B  Bl 1997 IV 657 (d) FF 1997 IV 581 (f)

26.02.1996 Gazzetta ufficiale della Comunità Europea n. L61/31-36 del 12.3.1996

22.03.1995 Uradni list Republike Slovenije (Mednarodne pogodbe) Nr. 19/Beilage Nr. 5 vom 31.3.1995

22.12.1998 Ordonnance Souveraine n. 14.082 en date du 21 juillet 1999 publiè au journal de Monaco le 30 juillet 1999

14.10.1999 Legge n. 403 del 14.10.1999; Gazzetta Ufficiale n. 262 dell’8 novembre 1999 – Supplemento Ordinario n. 194

21.04.1994

30.11.1995

29.09.1994

16.12.1998

04.03.1996

22.05.1995

22.12.1998

27.12.1999

28.07.1994

15.01.1996

05.12.1994

28.01.1999

08.02.1994

Bundesgesetzblatt Nr. 477/1995 vom 21.07.1995

07.11.1991

A

08.02.1994

Documento depositato

Paese Firma Ratifica Documento di pubblicazione

Stato di ratifica della Convenzione quadro

Convenzione delle Alpi

14.04.98

22.08.95

22.03.99

27.03.00

06.03.95

15.04.96

06.03.95

28.04.99

06.03.95

Entrata in vigore


Segnali alpini 1

17

Unterzeichnung Signature Firma Podpis

20.12.94 20.12.94 20.12.94 20.12.94 20.12.94 20.12.94 20.12.94 20.12.94 20.12.94

Staat Etat Stato Država

A

CH

D

F

FL

I

MC

SLO

EU

Alpenkonvention Convention alpine Convenzione delle Alpi Alpska konvencija

14.01.98

22.05.95

26.01.95

16.03.95

13.04.95

22.12.98

16.12.98

08.07.97

Ratifizierung Ratification Ratifica Ratifikacija

22.03.99

22.03.99

22.03.99

22.03.99

22.03.99

22.03.99

28.04.99

22.03.99

In-Kraft-Treten Entrée en application Entrata in applicazione Začetek veljave

Tavole cronologiche

Monacoprotokoll Protocole de Monaco Protocollo di Monaco Protokol Monaco


18

Segnali alpini 1

U R H V

Naturschutz und Landschaftspflege Protection de la nature et entretien des paysages Protezione della natura e tutela del paesaggio Varstvo narave in urejanje krajine

31.10.00 16.10.98 10.07.02 14.08.02 18.12.02

31.10.00 16.10.98 10.07.02 14.08.02 18.12.02

U R H V

Berglandwirtschaft Agriculture de montagne Agricoltura di montagna Hribovsko kmetijstvo

CH

U 31.10.00 16.10.98 R 10.07.02 H 14.08.02 V 18.12.02

A

Raumplanung und nachhaltige Entwicklung Aménagement du territoire et développement durable Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile Urejanje prostora in trajnostni razvoj

Protokoll Protocole Protocollo Protokol

Paese

(stato: Febbraio 2010)

20.12.94 12.05.05 11.07.05 11.10.05

F

20.12.94 12.07.02 18.09.02 18.12.02

20.12.94 12.05.05 11.07.05 11.10.05

20.12.94 20.12.94 12.07.02 18.09.02 15.11.02 18.12.02 15.02.03

20.12.94 12.07.02 18.09.02 18.12.02

D

Stato di ratifica dei Protocolli d’attuazione

Convenzione delle Alpi

I

MC

16.10.98 20.12.94 18.04.02 11.06.02 18.12.02

20.12.94 25.10.04 08.11.04 08.02.05

16.10.98 20.12.94 20.12.94 18.04.02 11.06.02 18.12.02

16.10.98 20.12.94 20.12.94 18.04.02 11.06.02 27.01.03 18.12.02 27.04.03

FL

CE

20.12.94 27.06.06 06.07.06 06.10.06. 20.12.94 20.12.94 28.11.03 28.01.04 28.04.04

20.12.94 28.11.03 28.01.04 28.04.04

20.12.94 20.12.94 28.11.03 28.01.04 28.04.04

SLO


Segnali alpini 1

19

U 31.10.00 31.10.00 R 10.07.02 H 14.08.02 V 18.12.02 U 31.10.00 31.10.00 R 10.07.02 H 14.08.02 V 18.12.02

Verkehr Transports Trasporti Promet

Beilegung von Streitigkeiten Règlement des différends Composizione delle controversie Reˇsevanje sporov

V A CH D

U R H V

Energie Energie Energia Energija

U = Firmato R = Ratificato H = Strumento di ratifica depositato

U R H V

Bodenschutz Protection des sols Difesa del suolo Varstvo tal

= Entrata in vigore = Austria = Svizzera = Germania

31.10.00 31.10.00 10.07.02 14.08.02 18.12.02

31.10.00 16.10.98 10.07.02 14.08.02 18.12.02

31.10.00 16.10.98 10.07.02 14.08.02 18.12.02

U R H V

Tourismus Tourisme Turismo Turizem

31.10.00 16.10.98 10.07.02 14.08.02 18.12.02

U R H V

Bergwald Forêts de montagne Foreste montane Gorski gozd

31.10.00 12.05.05 11.07.05 11.10.05

02.12.98 12.05.05 11.07.05 11.10.05

02.12.98 12.05.05 11.07.05 11.10.05

02.12.98 12.05.05 11.07.05 11.10.05

27.02.96 12.05.05 11.07.05 11.10.05

F = Francia FL = Liechtenstein I = Italia MC = Monaco

31.10.00 31.10.00 12.07.02 18.09.02 15.11.02 18.12.02 15.02.03

31.10.00 12.07.02 18.09.02 18.12.02

16.10.98 12.07.02 18.09.02 18.12.02

16.10.98 12.07.02 18.09.02 18.12.02

16.10.98 12.07.02 18.09.02 18.12.02

27.02.96 12.07.02 18.09.02 18.12.02

09.01.06 27.06.06 06.07.06 06.10.06

09.01.06 27.06.06 06.07.06 06.10.06

09.01.06 27.06.06 06.07.06 06.10.06

06.08.02 28.11.03 28.01.04 28.04.04

06.08.02 12.10.06 28.11.03 28.01.04 28.04.04

16.10.98 28.11.03 28.01.04 28.04.04

16.10.98 28.11.03 28.01.04 28.04.04

16.10.98 28.11.03 28.01.04 28.04.04

27.02.96 28.11.03 28.01.04 28.04.04

Tavole cronologiche

SLO = Slovenia CE = Comunità Europea

31.10.00 31.10.00 31.10.00 18.04.02 11.06.02 27.01.03 18.12.02 27.04.03

31.10.00 31.10.00 31.10.00 18.04.02 11.06.02 18.12.02

08.04.02 08.02.01 18.04.02 11.06.02 18.12.02

16.10.98 31.10.00 16.10.98 18.04.02 11.06.02 27.01.03 18.12.02 27.04.03

16.10.98 08.02.01 16.10.98 18.04.02 11.06.02 27.01.03 18.12.02 27.04.03

16.10.98 27.02.96 27.02.96 18.04.02 11.06.02 18.12.02


UnitĂ  amministrative

UnitĂ  amministrative del territorio alpino

Segnali alpini 1

21


Campo d’applicazione della Convenzione delle Alpi1


UnitĂ  amministrative


Lista delle unità amministrative del territorio alpino nella Repubblica d’Austria Bundesland VORARLBERG tutti i comuni

Bundesland TIROL tutti i comuni

Bundesland KÄRNTEN tutti i comuni

Bundesland SALZBURG Salzburg (Stadt) Bezirk Hallein Abtenau Adnet Annaberg im Lammertal Golling an der Salzach Hallein Krispl Kuchl Oberalm Puch bei Hallein Rußbach am Paß Gschütt Sankt Koloman Scheffau am Tennengebirge Vigaun Bezirk Salzburg-Umgebung Anif Ebenau Elsbethen Eugendorf Faistenau Fuschl am See Grödig Großgmain Hallwang Henndorf am Wallersee Hintersee Hof bei Salzburg Koppl Neumarkt am Wallersee Plainfeld Sankt Gilgen

24

Segnali alpini 1

Strobl Thalgau Wals-Siezenheim

Unternberg Weißpriach Zederhaus

Bezirk Sankt Johann im Pongau

Bezirk Zell am See

Altenmarkt im Pongau Bad Hofgastein Badgastein Bischofshofen Dorfgastein Eben im Pongau Filzmoos Flachau Forstau Goldegg Großarl Hüttau Hüttschlag Kleinarl Mühlbach am Hochkönig Pfarrwerfen Radstadt Sankt Johann im Pongau Sankt Martin am Tennen­ gebirge Sankt Veit im Pongau Schwarzach im Pongau Untertauern Wagrain Werfen Werfenweng Bezirk Tamsweg Göriach Lessach Mariapfarr Mauterndorf Muhr Ramingstein Sankt Andrä im Lungau Sankt Margarethen im Lungau Sankt Michael im Lungau Tamsweg Thomatal Tweng

Bramberg am Wildkogel Bruck an der Großglocknerstraße Dienten am Hochkönig Fusch an der Großglocknerstraße Hollersbach im Pinzgau Kaprun Krimml Lend Leogang Lofer Maishofen Maria Alm am Steinernen Meer Mittersill Neukirchen am Großvenediger Niedernsill Piesendorf Rauris Saalbach-Hinterglemm Saalfelden am Steinernen Meer Sankt Martin bei Lofer Stuhlfelden Taxenbach Unken Uttendorf Viehhofen Wald im Pinzgau Weißbach bei Lofer Zell am See

Bundesland OBERÖSTERREICH Bezirk Gmunden Altmünster Bad Goisern


Mondsee Nußdorf am Attersee Oberhofen am Irrsee Oberwang Sankt Georgen im Attergau Sankt Lorenz Schörfling am Attersee Seewalchen am Attersee Steinbach am Attersee Straß im Attergau Tiefgraben Unterach am Attersee Weißenkichen im Attergau Weyregg am Attersee Zell am Moos

Bezirk Kirchdorf an der Krems

Bundesland­ NIEDERÖSTERREICH

Edlbach Grünburg Hinterstoder Inzersdorf im Kremstal Micheldorf in Oberösterreich Molln Oberschlierbach Rosenau am Hengstpaß Roßleithen Sankt Pankraz Spital am Pyhrn Steinbach am Ziehbach Steinbach an der Steyr Vorderstoder Windischgarsten Bezirk Steyr-Land Gaflenz Garsten Großraming Laussa Losenstein Maria Neustift Reichraming Sankt Ulrich bei Steyr Ternberg Weyer Land Weyer Markt Bezirk Vöcklabruck Attersee Aurach am Hongar Innerschwand

Waidhofen an der Ybbs (Stadt) Bezirk Amstetten Allhartsberg Ertl Hollenstein an der Ybbs Opponitz Sankt Georgen am Reith Sankt Peter in der Au Seitenstetten Sonntagberg Ybbsitz Bezirk Baden Alland Altenmarkt an der Triesting Bad Vöslau Baden Berndorf Enzesfeld-Lindabrunn Furth an der Triesting Heiligenkreuz Hernstein Hirtenberg Klausen-Leopoldsdorf Pfaffstätten Pottenstein Sooß Weissenbach an der Triesting Bezirk Lilienfeld Annaberg

Eschenau Hainfeld Hohenberg Kaumberg Kleinzell Lilienfeld Mitterbach am Erlaufsee Ramsau Rohrbach an der Gölsen Sankt Aegyd am Neuwalde Sankt Veit an der Gölsen Traisen Türnitz

Unità amministrative

Bad Ischl Ebensee Gmunden Gosau Grünau im Almtal Gschwandt Hallstatt Kirchham Obertraun Pinsdorf Sankt Konrad Sankt Wolfgang im Salzkammergut Traunkirchen Scharnstein

Bezirk Melk Texingtal Bezirk Mödling Breitenfurt bei Wien Gaaden Gießhübl Gumpoldskirchen Hinterbrühl Kaltenleutgeben Laab im Walde Mödling Perchtoldsdorf Wienerwald Bezirk Neunkirchen Altendorf Aspang-Markt Aspangberg-Sankt Peter Breitenstein Buchbach Edlitz Enzenreith Feistritz am Wechsel Gloggnitz Grafenbach-Sankt Valentin Grimmenstein Grünbach am Schneeberg Kirchberg am Wechsel Mönichkirchen Natschbach-Loipersbach Otterthal Payerbach Pitten Prigglitz Puchberg am Schneeberg Raach am Hochgebirge Reichenau an der Rax Segnali alpini 1

25


Sankt Corona am Wechsel Scheiblingkirchen-Thernberg Schottwien Schrattenbach Schwarzau im Gebirge Seebenstein Semmering Ternitz Thomasberg Trattenbach Vöstenhof Warth Wartmannstetten Willendorf Wimpassing im Schwarzatale Würflach Zöbern Bezirk Sankt Pölten (Land) Altlengbach Asperhofen Brand-Laaben Eichgraben Frankenfels Grünau Kasten bei Böheimkirchen Kirchberg an der Pielach Loich Maria-Anzbach Michelbach Neulengbach Neustift-Innermanzing Pyhra Rabenstein an der Pielach Schwarzenbach an der ­Pielach Stössing Wilhelmsburg Bezirk Scheibbs Gaming Göstling an der Ybbs Gresten Gresten-Land Lunz am See Puchenstuben Randegg Reinsberg Sankt Anton an der Jeßnitz Sankt Georgen an der Leys Scheibbs Steinakirchen am Forst

26

Segnali alpini 1

Wang Bezirk Tulln Königstetten Sieghartskirchen Tulbing Zeiselmauer Sankt Andrä-Wördern Bezirk Wiener Neustadt (Land) Bad Fischau-Brunn Bad Schönau Ebenfurth Erlach Gutenstein Hochneukirchen-Gschaidt Hochwolkersdorf Hohe Wand Hollenthon Katzelsdorf Kirchschlag in der Buckligen Welt Krumbach Lanzenkirchen Lichtenegg Markt Piesting Matzendorf-Hölles Miesenbach Muggendorf Pernitz Rohr im Gebirge Bromberg Schwarzenbach Waidmannsfeld Waldegg Walpersbach Wiesmath Winzendorf-Muthmannsdorf Wöllersdorf-Steinabrückl Bezirk Wien-Umgebung Gablitz Klosterneuburg Mauerbach Pressbaum Purkersdorf Tullnerbach Wolfsgraben

Bundesland STEIERMARK Bezirk Bruck an der Mur Aflenz Kurort Aflenz Land Breitenau am Hochlantsch Bruck an der Mur Etmißl Frauenberg Gußwerk Halltal Kapfenberg Mariazell Oberaich Parschlug Pernegg an der Mur Sankt Ilgen Sankt Katharein an der ­Laming Sankt Lorenzen im Mürztal Sankt Marein im Mürztal Sankt Sebastian Thörl Tragöß Turnau Bezirk Deutschlandsberg Aibl Freiland bei Deutschlandsberg Bad Gams Garanas Greisdorf Gressenberg Großradl Kloster Marhof Osterwitz Sankt Oswald ob Eibiswald Schwanberg Soboth Trahütten Wernersdorf Wielfresen Bezirk Graz-Umgebung Attendorf Deutschfeistritz Eisbach Frohnleiten


Bezirk Hartberg Dechantskirchen Friedberg Grafendorf bei Hartberg Greinbach Kleinschlag Mönichwald Pinggau Pöllau Pöllauberg Puchegg Rabenwald Riegersberg Rohrbach an der Lafnitz Saifen-Boden Sankt Jakob im Walde Sankt Lorenzen am Wechsel Schachen bei Vorau Schäffern Schlag bei Thalberg Schönegg bei Pöllau Sonnhofen Stambach Stubenberg Vorau Vornholz Waldbach Wenigzell

Bezirk Judenburg Amering Bretstein Eppenstein Fohnsdorf Hohentauern Judenburg Sankt Wolfgang-Kienberg Sankt Anna am Lavantegg Maria Buch-Feistritz Obdach Oberkurzheim Oberweg Oberzeiring Pöls Pusterwald Reifling Reisstraße Sankt Georgen ob Judenburg Sankt Johann am Tauern Sankt Oswald-Möderbrugg Sankt Peter ob Judenburg Unzmarkt-Frauenburg Weißkirchen in Steiermark Zeltweg Bezirk Knittelfeld Apfelberg Feistritz bei Knittelfeld Flatschach Gaal Großlobming Kleinlobming Knittelfeld Kobenz Rachau Sankt Lorenzen bei Knittelfeld Sankt Marein bei Knittelfeld Sankt Margarethen bei ­Knittelfeld Seckau Spielberg bei Knittelfeld Bezirk Leibnitz Oberhaag Schloßberg Bezirk Leoben Eisenerz Gai

Hafning bei Trofaiach Hieflau Kalwang Kammern im Liesingtal Kraubath an der Mut Leoben Mautern in der Steiermark Niklasdorf Proleb Radmer Sankt Michael in Obersteiermark Sankt Peter-Freienstein Sankt Stefan ob Leoben Traboch Trofaiach Vordernberg Wald am Schoberpaß

Unità amministrative

Gratkorn Gratwein Großstübing Gschnaidt Hitzendorf Judendorf-Straßengel Peggau Röthelstein Rohrbach-Steinberg Rothleiten Sankt Bartholomä Sankt Oswald bei Plankenwarth Sankt Radegund bei Graz Schrems bei Frohnleiten Semriach Stattegg Stiwoll Thal Tulwitz Tyrnau Übelbach Weinitzen

Bezirk Liezen Admont Aich Aigen im Ennstal Altaussee Altenmarkt bei Sankt Gallen Ardning Bad Aussee Donnersbach Donnersbachwald Gaishorn am See Gams bei Hieflau Gössenberg Gröbming Großsölk Grundlsee Hall Haus Irdning Johnsbach Kleinsölk Landl Lassing Liezen Michaelerberg Mitterberg Bad Mitterndorf Niederöblarn Öblarn Oppenberg Palfau Pichl-Preunegg Pichl-Kainisch Segnali alpini 1

27


Pruggern Pürgg-Trautenfels Ramsau am Dachstein Rohrmoos-Untertal Rottenmann Sankt Gallen Sankt Martin am Grimming Sankt Nikolai im Sölktal Schladming Selzthal Stainach Tauplitz Treglwang Trieben Weißenbach an der Enns Weißenbach bei Liezen Weng bei Admont Wildalpen Wörschach Bezirk Mürzzuschlag Allerheiligen im Mürztal Altenberg an der Rax Ganz Kapellen Kindberg Krieglach Langenwang Mitterdorf im Mürztal Mürzhofen Mürzsteg Mürzzuschlag Neuberg an der Mürz Spital am Semmering Stanz im Mürztal Veitsch Wartberg im Mürztal Bezirk Murau Dürnstein in der Steiermark Falkendorf Frojach-Katsch Krakaudorf Krakauhintermühlen Krakauschatten Kulm am Zirbitz Laßnitz bei Murau Mariahof Mühlen Murau Neumarkt in Steiermark

28

Segnali alpini 1

Niederwölz Oberwölz Stadt Oberwölz Umgebung Perchau am Sattel Predlitz-Turrach Ranten Rinegg Sankt Blasen Sankt Georgen ob Murau Sankt Lambrecht Sankt Lorenzen bei Scheifling Sankt Marein bei Neumarkt Sankt Peter am Kammersberg Sankt Ruprecht ob Murau Scheifling Schöder Schönberg-Lachtal Stadl an der Mur Stolzalpe Teufenbach Triebendorf Winklern bei Oberwölz Zeutschach Bezirk Voitsberg Bärnbach Edelschrott Gallmannsegg Geistthal Gößnitz Graden Hirschegg Kainach bei Voitsberg Köflach Kohlschwarz Krottendorf-Gaisfeld Ligist Maria Lankowitz Modriach Pack Piberegg Rosental an der Kainach Salla Sankt Johann-Köppling Sankt Martin am Wölimißberg Södingberg Stallhofen Voitsberg Bezirk Weiz Anger Arzberg

Baierdorf bei Anger Birkfeld Feistritz bei Anger Fischbach Fladnitz an der Teichaem Floing Gasen Gschaid bei Birkfeld Gutenberg an der Raabklamm Haslau bei Birkfeld Hohenau an der Raab Koglhof Mortantsch Naas Naintsch Neudorf bei Passail Passail Puch bei Weiz Ratten Sankt Kathrein am Hauenstein Sankt Kathrein am Offenegg Stenzengreith Strallegg Thannhausen Waisenegg

Bundesland ­BURGENLAND Bezirk Mattersburg Forchtenstein Marz Mattersburg Sieggraben Wiesen Bezirk Oberpullendorf Kobersdorf Lockenhaus Markt Sankt Martin Pilgersdorf Bezirk Oberwart Bernstein Mariasdorf Markt Neuhodis Stadtschlaining Unterkohlstätten Weiden bei Rechnitz Wiesfleck


In conformità al Decreto No. 85-997 del 20 settembre 1985 lo spazio alpino ­comprende nel territorio delle Alpi del Sud:

In conformità al Decreto No. 85-996 del 20 settembre 1985 nel territorio delle Alpi del Nord:

– Il dipartimento delle Alpes-de-HauteProvence,

– Il dipartimento della Savoie,

– Il dipartimento delle Hautes-Alpes, – I cantoni i cui territori sono classificati in ­tutto o parte come area montana nei ­dipartimenti delle Alpes-Maritimes, ad ­eccezione dei comuni di Menton e di ­Roquebrune-Cap-Martin, e dei dipartimenti del Var e di Vaucluse, – Nonché il cantone di Barjols nel dipartimento del Var e il cantone Cadenet nel dipartimento di Vaucluse.

– Il dipartimento della Haute-Savoie, – Nel dipartimento dell’Isère il distretto ­Grenoble, il cantone di Saint-Geoire-enValdaine nonché i comuni dei cantoni di Pont-de-Beauvoisin e Virieu-sur-Bourbre ­classificati in tutto o parte come area ­montana,

Unità amministrative

Lista delle unità amministrative del territorio alpino nella Repubblica Francese

– E nel dipartimento della Drôme il distretto di Die e i cantoni dei distretti di Nyons e di Valence con le parti classificate in tutto o parte come area montana, ad eccezione dei cantoni di Crest-Nord e Sud, di Bourg-de-Péage e di Chabeuil, dove il massiccio è limitato ai comuni classificati in tutto o parte come area montana.

Lista delle unità amministrative del territorio alpino nella Repubblica Federale di Germania Le seguenti unitá amministrative appartengono al territorio alpino della ­Baviera: Kreisfreie Städte: Kempten (Allgäu) Kaufbeuren Rosenheim

Landkreise: Lindau (Bodensee) Oberallgäu Ostallgäu Weilheim-Schongau Garmisch-Partenkirchen Bad Tölz-Wolfratshausen Miesbach Rosenheim Traunstein Berchtesgadener Land

Segnali alpini 1

29


Lista delle unitĂ  amministrative (COMUNI) del territorio alpino nella Repubblica Italiana Regione Liguria Provincia di Imperia Airole Apricale Aquila di Arroscia Armo Aurigo Badalucco Bajardo Borghetto d'Arroscia Borgomaro Caravonica Carpasio Castel Vittorio Ceriana Cesio Chiusanico Chiusavecchia Cosio di Arroscia Diano Arentino Diano San Pietro Dolceacqua Dolcedo Isolabona Lucinasco Mendatica Molini di Triora Montalto Ligure Montegrosso Pian Latte Olivetta San Michele Perinaldo Pietrabruna Pieve di Teco Pigna Pontedassio Pornassio PrelĂ  Ranzo Rezzo Rocchetta Nervina Triora Vasia Vessalico Villa Faraldi

30

Segnali alpini 1

Provincia di Savona Altare Arnasco Balestrino Bardineto Boissano Bormida Calice Ligure Calizzano Casanova Lerrone Castelbianco Castelvecchio di Rocca Barbena Cengio Cisano sul Neva Erli Garlenda Giustenice Magliolo Mallare Massimino Millesimo Murialdo Nasino Onzo Orco Feglino Ortovero Osiglia Pallare Plodio Quiliano Rialto Roccavignale Stellanello Testico Toirano Tovo San Giacomo Vendone Vezzi Portio Villanova d'Albenga Zuccarello

Regione Piemonte Provincia di Cuneo Acceglio Ailoche Aisone

Albaretto della Torre Alto Andorno Micca Argentera Arguello Bagnasco Bagnolo Piemonte Barge Battifollo Bellino Belvedere Langhe Benevello Bergolo Bernezzo Biella Bioglio Bonvicino Borgo San Dalmazzo Borgomale Bosia Bossolasco Boves Briaglia Briga Alta Brondello Brossasco Busca Callabiana Camandona Camburzano Camerana Campiglia Cervo Canosio Caprauna Caprile Caraglio Cartignano Casapinta Casteldelfino Castellar Castelletto Uzzone Castellino Tanaro Castelmagno Castelnuovo di Ceva Castino Celle di Macra Cerreto Castello Cerreto Langhe


Monastero di Vasco Monasterolo Casotto Monesiglio Mongrando Montaldo di Mondovì Montemale di Cuneo Monterosso Grana Montezemolo Mosso Murazzano Muzzano Netro Niella Belbo Niella Tanaro Nucetto Occhieppo Inferiore Occhieppo Superiore Oncino Ormea Ostana Paesana Pagno Pamparato Paroldo Perletto Perlo Pettinengo Peveragno Pezzolo Valle Uzzone Pianfei Piasco Piatto Piedicavallo Pietraporzio Pollone Pontechianale Portula Pradleves Pralungo Pray Prazzo Priero Priola Prunetto Quaregna Quittengo Revello Rifreddo Rittana Roaschia Roascio Robilante

Roburent Rocca Cigliè Roccabruna Roccaforte Mondovì Roccasparvera Roccavione Rocchetta Belbo Ronco Biellese Rosazza Rossana Sagliano Micca Sala Biellese Sale delle Langhe Sale San Giovanni Saliceto Sambuco Sampeyre San Benedetto Belbo San Damiano Macra San Michele Mondovì San Paolo Cervo Sanfront Scagnello Selve Marcone Serravalle Langhe Somano Soprana Sordevolo Sostegno Strona Stroppo Tavigliano Ternengo Tollegno Torrazzo Torre Bormida Torre Mondovì Torresina Trezzo Tinella Trivero Valdengo Valdieri Valgrana Vallanzengo Valle Mosso Valle San Nicolao Valloriate Valmala Veglio Venasca Vernante Verzuolo Segnali alpini 1

Unità amministrative

Cervasca Ceva Chiusa di Pesio Cigliè Cissone Coggiola Cortemilia Cossano Belbo Cossato Costigliole Saluzzo Cravanzana Crevacuore Crissolo Crosa Curino Demonte Donato Dronero Elva Entracque Envie Feisoglio Frabosa Soprana Frabosa Sottana Frassino Gaiola Gambasca Garessio Gorzegno Gottasecca Graglia Igliano Isasca Lequio Berria Lesegno Lessona Levice Limone Piemonte Lisio Macra Magliano Alpi Magnano Mango Marmora Marsaglia Martiniana Po Melle Mezzana Mortigliengo Miagliano Moiola Mombarcaro Mombasiglio

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Vicoforte Vigliano Biellese Vignolo Villanova Mondovì Villar San Costanzo Vinadio Viola Zimone Zubiena Zumaglia Provincia di Novara Ameno Armeno Colazza Massino Visconti Miasino Nebbiuno Pella Pettenasco Pisano Pogno San Maurizio d'Opaglio Provincia di Torino Ala di Stura Alice Superiore Almese Alpette Andrate Angrogna Avigliana Balangero Balme Bardonecchia Bibiana Bobbio Pellice Borgiallo Borgone Susa Bricherasio Brosso Bruzolo Bussoleno Cafasse Canischio Cantalupa Cantoira Caprie Carema Caselette Castellamonte Castelnuovo Nigra

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Segnali alpini 1

Ceres Ceresole Reale Cesana Torinese Chialamberto Chianocco Chiesanuova Chiomonte Chiusa di San Michele Cintano Claviere Coassolo Torinese Coazze Colleretto Castelnuovo Condove Corio Cumiana Cuorgnè Exilles Fenestrelle Fiorano Canavese Forno Canavese Frassinetto Frossasco Germagnano Giaglione Giaveno Givoletto Gravere Groscavallo Ingria Inverso Pinasca Issiglio La Cassa Lanzo Torinese Lemie Levone Locana Lugnacco Luserna San Giovanni Lusernetta Massello Mattie Meana di Susa Meugliano Mezzenile Mompantero Monastero di Lanzo Moncenisio Noasca Nomaglio Novalesa Oulx

Pecco Perosa Argentina Perrero Pertusio Pessinetto Pinasca Pinerolo Piossasco Pomaretto Pont-Canavese Porte Pragelato Prali Pramollo Prarostino Prascorsano Pratiglione Quassolo Quincinetto Reano Ribordone Rivara Roletto Ronco Canavese Rorà Roure Rubiana Rueglio Salbertrand Salza di Pinerolo San Colombano Belmonte San Didero San Germano Chisone San Giorio di Susa San Pietro Val Lemina San Secondo di Pinerolo Sangano Sant'Ambrogio di Torino Sant'Antonino di Susa Sauze di Cesana Sauze d'Oulx Sestriere Settimo Vittone Sparone Susa Tavagnasco Torre Pellice Trana Trausella Traversella Traves Usseaux


Provincia Verbano Cusio Ossola Antrona Schieranco Anzola d'Ossola Arizzano Arola Aurano Baceno Bannio Anzino Baveno Bee Beura-Cardezza Bognanco Brovello-Carpugnino Calasca-Castiglione Cambiasca Cannero Riviera Cannobio Caprezzo Casale Corte Cerro Cavaglio-Spoccia Ceppo Morelli Cesara Cossogno Craveggia Crevoladossola Crodo Cursolo-Orasso Domodossola Druogno Falmenta Formazza Germagno Ghiffa

Gignese Gravellona Toce Gurro Intragna Loreglia Macugnaga Madonna del Sasso Malesco Masera Massiola Mergozzo Miazzina Montecrestese Montescheno Nonio Oggebbio Omegna Ornavasso Pallanzeno Piedimulera Pieve Vergonte Premeno Premia Premosello-Chiovenda Quarna Sopra Quarna Sotto Re San Bernardino Verbano Santa Maria Maggiore Seppiana Stresa Toceno Trarego Viggiona Trasquera Trontano Valstrona Vanzone con San Carlo Varzo Viganella Vignone Villadossola Villette Vogogna Provincia di Vercelli Alagna Valsesia Balmuccia Boccioleto Borgosesia Breia Campertogno Carcoforo

Cellio Cervatto Civiasco Cravagliana Fobello Guardabosone Mollia Pila Piode Postua Quarona Rassa Rima San Giuseppe Rimasco Rimella Riva Valdobbia Rossa Sabbia Scopa Scopello Serravalle Sesia Valduggia Varallo Vocca

UnitĂ  amministrative

Usseglio Vaie Val della Torre Valgioie Vallo Torinese Valperga Valprato Soana Varisella Venaus Vico Canavese Vidracco Villar Dora Villar Focchiardo Villar Pellice Villar Perosa Vistrorio ViĂš

Regione autonoma Valle d'Aosta Provincia di Aosta Tutti i comuni

Regione Lombardia Provincia di Bergamo Adrara San Martino Adrara San Rocco Albino Algua Almenno San Bartolomeo Almenno San Salvatore Alzano Lombardo Ardesio Averara Aviatico Azzone Bedulita Berbenno Berzo San Fermo Bianzano Blello Borgo di Terzo Bossico Segnali alpini 1

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Bracca Branzi Brembilla Brumano Camerata Cornello Capizzone Caprino Bergamasco Carona Casazza Casnigo Cassiglio Castione della Presolana Castro Cazzano Sant'Andrea Cenate Sopra Cene Cerete Cisano Bergamasco Clusone Colere Colzate Corna Imagna Cornalba Costa di Serina Costa Valle Imagna Costa Volpino Credaro Cusio Dossena Endine Gaiano Entratico Fino del Monte Fiorano al Serio Fonteno Foppolo Foresto Sparso Fuipiano Valle Imagna Gandellino Gandino Gandosso Gaverina Terme Gazzaniga Gerosa Gorno Gromo Grone Isola di Fondra Leffe Lenna Locatello Lovere Luzzana

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Segnali alpini 1

Mezzoldo Moio de' Calvi Monasterolo del Castello Nembro Olmo al Brembo Oltre il Colle Oltressenda Alta Oneta Onore Ornica Palazzago Parre Parzanica Peia Pianico Piario Piazza Brembana Piazzatorre Piazzolo Ponte Nossa Ponteranica Pontida Pradalunga Predore Premolo Ranica Ranzanico Riva di Solto Rogno Roncobello Roncola Rota d'Imagna Rovetta San Giovanni Bianco San Pellegrino Terme Santa Brigida Sant'Omobono Imagna Sarnico Schilpario Sedrina Selvino Serina Solto Collina Songavazzo Sorisole Sovere Spinone al Lago Strozza Taleggio Tavernola Bergamasca Trescore Balneario Ubiale Clanezzo

Valbondione Valgoglio Valleve Valnegra Valsecca Valtorta Vedeseta Vertova Viadanica Vigano San Martino Vigolo Villa d'Almè Villa di Serio Villa d'Ogna Villongo Vilminore di Scalve Zandobbio Zogn Provincia di Brescia Agnosine Anfo Angolo Terme Artogne Bagolino Barghe Berzo Demo Berzo Inferiore Bienno Bione Borno Botticino Bovegno Bovezzo Braone Breno Brione Caino Capo di Ponte Capovalle Casto Cedegolo Cerveno Ceto Cevo Cimbergo Cividate Camuno Collio Concesio Corteno Golgi Darfo Boario Terme Edolo


Saviore dell'Adamello Sellero Serle Sonico Sulzano Tavernole sul Mella Temù Tignale Toscolano-Maderno Tremosine Treviso Bresciano Vallio Terme Valvestino Vestone Vezza d'Oglio Villa Carcina Villanuova sul Clisi Vione Vobarno Zone Provincia di Como Albavilla Albese con Cassano Argegno Asso Barni Bellagio Bene Lario Blessagno Blevio Brienno Brunate Caglio Campione d'Italia Canzo Carate Urio Carlazzo Casasco d'Intelvi Caslino d'Erba Castelmarte Castiglione d'Intelvi Cavargna Cerano d'Intelvi Cernobbio Civenna Claino con Osteno Colonno Consiglio di Rumo Corrido Cremia Cusino

Dizzasco Domaso Dongo Dosso del Liro Erba Eupilio Faggeto Lario Garzeno Gera Lario Germasino Grandola ed Uniti Gravedona Griante Laglio Laino Lanzo d'Intelvi Lasnigo Lenno Lezzeno Livo Longone al Segrino Magreglio Menaggio Mezzegra Moltrasio Montemezzo Musso Nesso Ossuccio Peglio Pellio Intelvi Pianello del Lario Pigra Plesio Pognana Lario Ponna Ponte Lambro Porlezza Proserpio Pusiano Ramponio Verna Rezzago Sala Comacina San Bartolomeo Val Cavargna San Fedele Intelvi San Nazzaro Val Cavargna Santa Maria Rezzonico Sant'Abbondio Schignano Sorico Sormano Stazzona Segnali alpini 1

Unità amministrative

Esine Gardone Riviera Gardone Val Trompia Gargnano Gavardo Gianico Gussago Idro Incudine Irma Iseo Lavenone Limone sul Garda Lodrino Losine Lozio Lumezzane Magasa Malegno Malonno Marcheno Marmentino Marone Monno Monte Isola Monticelli Brusati Mura Nave Niardo Odolo Ome Ono San Pietro Ossimo Paisco Loveno Paitone Paspardo Pertica Alta Pertica Bassa Pezzaze Pian Camuno Piancogno Pisogne Polaveno Ponte di Legno Preseglie Prestine Provaglio Val Sabbia Roè Volciano Sabbio Chiese Sale Marasino Salò Sarezzo

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Tavernerio Torno Tremezzo Trezzone Val Rezzo Valbrona Valsolda Veleso Vercana Zelbio Provincia di Lecco Abbadia Lariana Ballabio Barzio Bellano Carenno Casargo Cassina Valsassina Cesana Brianza Civate Colico Colle Brianza Cortenova Crandola Valsassina Cremeno Dervio Dorio Ello Erve Esino Lario Galbiate Garlate Introbio Introzzo Lierna Malgrate Mandello del Lario Margno Moggio Morterone Oliveto Lario Pagnona Parlasco Pasturo Perledo Pescate Premana Primaluna Sueglio Suello Taceno

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Segnali alpini 1

Torre de' Busi Tremenico Valmadrera Varenna Vendrogno Vestreno Provincia di Sondrio Tutti i comuni Provincia di Varese Agra Arcisate Azzio Barasso Bedero Valcuvia Besano Bisuschio Brenta Brezzo di Bedero Brinzio Brissago-Valtravaglia Brusimpiano Cadegliano-Viconago Cantello Casalzuigno Cassano Valcuvia Castello Cabiaglio Castelveccana Cittiglio Clivio Cocquio-Trevisago Comerio Cremenaga Cuasso al Monte Cugliate-Fabiasco Cunardo Curiglia con Monteviasco Cuveglio Cuvio Dumenza Duno Ferrera di Varese Gavirate Gemonio Germignaga Grantola Induno Olona Lavena Ponte Tresa Laveno-Mombello Luino Luvinate

Maccagno Marchirolo Marzio Masciago Primo Mesenzana Montegrino Valtravaglia Orino Pino sulla Sponda del Lago Maggiore Porto Ceresio Porto Valtravaglia Rancio Valcuvia Saltrio Tronzano Lago Maggiore Valganna Veddasca ViggiĂš

Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Provincia di Gorizia Doberdò del Lago Dolegna del Collio Gorizia Sagrado San Floriano del Collio Savogna d'Isonzo Provincia di Pordenone Andreis Arba Aviano Barcis Budoia Caneva Castelnovo del Friuli Cavasso Nuovo Cimolais Claut Clauzetto Erto e Casso Fanna Frisanco Maniago Meduno Montereale Valcellina Pinzano al Tagliamento Polcenigo Sequals Tramonti di Sopra Tramonti di Sotto


Stregna Sutrio Taipana Tarcento Tarvisio Tolmezzo Torreano Trasaghis Treppo Carnico Venzone Verzegnis Villa Santina Zuglio

Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol Provincia autonoma di Bolzano/Bozen Tutti i comuni Provincia autonoma di Trento Tutti i comuni

Regione Veneto Provincia di Belluno Tutti i comuni Provincia di Treviso Borso del Grappa Cappella Maggiore Castelcucco Cavaso del Tomba Cison di Valmarino Cordignano Crespano del Grappa Farra di Soligo Follina Fregona Miane Monfumo Paderno del Grappa Pederobba Pieve di Soligo Possagno Refrontolo Revine Lago Sarmede Segusino Tarzo

Valdobbiadene Vidor Vittorio Veneto Provincia di Verona Badia Calavena Bosco Chiesanuova Brentino Belluno Brenzone Caprino Veronese Cerro Veronese Costermano Dolcè Erbezzo Ferrara di Monte Baldo Fumane Grezzana Malcesine Marano di Valpolicella Negrar Rivoli Veronese Roverè Veronese San Giovanni Ilarione San Mauro di Saline San Zeno di Montagna Sant'Ambrogio di Valpolicella Sant'Anna d'Alfaedo Selva di Progno Torri del Benaco Tregnago Velo Veronese Vestenanova

Unità amministrative

Travesio Vajont Vito d'Asio Provincia di Udine Amaro Ampezzo Arta Terme Artegna Attimis Bordano Cavazzo Carnico Cercivento Chiusaforte Cividale del Friuli Comeglians Dogna Drenchia Enemonzo Faedis Forgaria nel Friuli Forni Avoltri Forni di Sopra Forni di Sotto Gemona del Friuli Grimacco Lauco Ligosullo Lusevera Magnano in Riviera Malborghetto Valbruna Moggio Udinese Montenars Nimis Ovaro Paluzza Paularo Pontebba Povoletto Prato Carnico Preone Prepotto Pulfero Ravascletto Raveo Resia Resiutta Rigolato San Leonardo San Pietro al Natisone Sauris Savogna Socchieve

Provincia di Vicenza Altissimo Arsiero Asiago Bassano del Grappa Breganze Brogliano Caltrano Calvene Campolongo sul Brenta Chiampo Cismon del Grappa Cogollo del Cengio Conco Cornedo Vicentino Crespadoro Enego Fara Vicentino Foza Segnali alpini 1

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Gallio Laghi Lastebasse Lugo di Vicenza Lusiana Marostica Mason Vicentino Molvena Monte di Malo Nogarole Vicentino Pedemonte

Pianezze Piovene Rocchette Posina Pove del Grappa Recoaro Terme Roana Romano d'Ezzelino Rotzo Salcedo San Nazario San Pietro Mussolino

Santorso Schio Solagna Tonezza del Cimone Torrebelvicino Trissino Valdagno Valdastico Valli del Pasubio Valstagna Velo d'Astico

Lista delle unità amministrative del territorio alpino nel Principato di Liechtenstein L’intero territorio del Principato di Liechtenstein

Lista delle unità amministrative del territorio alpino nel Principato di monaco1 L’intero territorio del Principato di Monaco 1) conforme al Bundesgesetzblatt für die Republik Österreich III Nr. 18/1999 vom 28.01.1999

Lista delle unità amministrative del territorio alpino nella Repubblica di Slovenia Elenco dei comuni Dravograd Idrija Jesenice Mozirje Radlje ob Dravi Radovljica Ravne na Koroškem Slovenj Gradec Škofja Loka Tolmin Tržič Ruše

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Segnali alpini 1

Elenco delle comunità locali nei comuni Ajdovščina Adjovščina Budanje Col Črnice Dolga Poljana Gojače Gradišče pri Vipavi Kamnje - Potoče Lokavec Ložice Otlica - Kovk Podkraj Podnanos Predmeja Škrilje

Štomaž Vipava Vrhpolje Vrtovin Žapuže Kamnik Črna pri Kamniku Godic Kamniška Bistrica Mekinje Motnik Nevlje Sela pri Kamniku Srednja vas pri Kamniku Šmartno v Tuhinju Špitalič Tuhinj


Bela Golnik Goriče Grad Jezersko Kokra Olševek - Hotemaže Preddvor Trstenik Ljubljana - Vič Rudnik Črni Vrh Polhov Gradec Logatec Hotedrščica Rovte Tabor Logatec Trate Vrh nad Rovtami Nova Gorica Avče Banjšice Cepovan Deskle - Anhovo Dobrovo v Brdih Nova Gorica Grgar Grgarske Ravne

Kal nad Kanalom Kambreško Kanal oh Soči Kojsko Levpa Lig Lokovec Lokve Medana Osek - Vitovlje Ozeljan Ravnica Ročinj Solkan Trnovo Postojna Bukovje Landol Planina Razdrto Studeno Šmihel pod Nanosom Veliko Ubeljsko Slovenska Bistrica Alfonz Sarh Impol Kebelj Oplotnica Pohorski Odred

Preloge Šmartno na Pohorju Tinje Zgornja Ložnica Zgornja Polskava Slovenske Konjice Gorenje pri Žrečah Resnik Skomarje Slovenske Konjice Stranice Vitanje Žreče

Unità amministrative

Kranj

Velenje Bele Vode Ravne Topolšica Zavodnje Maribor Fram Hoče Limbuš Pekre Radvanje Razvanje Reka Pohorje Slivnica

Segnali alpini 1

39


Lista delle unità amministrative del territorio alpino nella Confederazione Elvetica Cantone

APPENZELLO ESTERNO Tutto il Cantone APPENZELLO INTERNO Tutto il Cantone BERNA

40

FRIBURGO Distretti La Gruyère Sense solo il Comune di Plaffeien GLARONA Tutto il Cantone

Distretti

GRIGIONI

Frutigen Interlaken Niedersimmental Oberhasli Obersimmental Saanen Schwarzenburg solo i Comuni di Guggisberg, Rüschegg Signau solo i Comuni di Schangnau, Röthenbach Thun

Tutto il Cantone

Segnali alpini 1

LUCERNA Distretti Lucerna Entlebuch


Informazioni generali

Informazioni generali sul campo d’applicazione della Convenzione delle Alpi

Segnali alpini 1

41


Informazioni generali sul campo d’applicazione della Convenzione delle Alpi Carta 1: Le Alpi – Perimetro della Convenzione delle Alpi

Le Alpi sono la catena montuosa più alta d’Europa. Una formazione giovane, nata per corrugamento dalla collisione delle placche continentali dell’Europa e dell’Africa. Fino a poco meno di 200 milioni di anni fa, infatti, l’area ­attualmente occupata dall’Europa meridionale era sommersa da un antichissimo oceano (Tetide). Nel corso di milioni di anni, i detriti portati dalla terraferma (Pangea) e gli organismi marini morti si depositarono sul fondo del mare e, sotto l’effetto della pressione dell'immensa massa d’acqua, si solidificarono sino a diventare pietra. Circa 130 milioni di anni fa, la placca africana e quella europea entrarono in collisione e le forze così liberatesi, agendo come una morsa, sollevarono lentamente dall’antico oceano gli strati roc-

42

Segnali alpini 1

ciosi depositati sul fondo, i quali si corrugarono e si accumularono gli uni sugli altri, innalzandosi sempre più verso l’alto. I maggiori processi di deformazione risalgono ormai ad alcuni milioni di anni fa, ma la fase di compressione è in corso ancora oggi. La crescita delle Alpi, dunque, non si è ancora conclusa. Da milioni di anni, la formazione delle montagne è contrastata da costanti processi di erosione, in virtù dei quali si depositano nelle valli tonnellate e tonnellate di materiale che viene poi trasportato dai fiumi nelle grandi pianure, fenomeni erosivi intensificati dal crescente corrugamento. L’attività di erosione ad opera di acqua, vento, differenze di temperatura e ghiacciai ha dato origine all'attuale conformazione geologica e pae­


nelle Alpi occidentali si trovano altre 127 montagne la cui altezza supera i 4.000 metri mentre la cima più alta delle Alpi orientali è l’Piz Bernina con i suoi 4.049 m. E’ questa l’area per la quale, nel 1991, è stata sottoscritta la Convenzione delle Alpi.

Carta 2: Il territorio della Convenzione – Territori amministrativi che rientrano nel campo di applicazione della Convenzione

Il territorio della Convenzione delle Alpi si estende su una superficie di 190.959 km2 e comprende 5.867 comuni (situazione a gennaio 2008). L’area cosi delimitata si estende per 1.200 km e interessa otto Stati, dalla costa ligure sino alle porte di Vienna. Nel punto più ampio, tra Rosenheim e Affi, a nord di Verona, il territorio della Convenzione è largo circa 300 km. L’area della Convenzione interessa il territorio di Austria, Francia, Germania, Italia, Slovenia e Svizzera, oltre a quello dei piccoli Principati del Liech-

Informazioni generali

saggistica delle Alpi. Entrambi i processi di erosione e corrugamento sono ancora in atto e gli scienziati hanno calcolato che le Alpi crescono di circa un millimetro all'anno. Le Alpi presentano un'altezza decrescente da ovest a est. Oltre al Monte Bianco, che con i suoi 4.810 metri vanta la vetta più alta della catena,

tenstein e di Monaco. Austria e Italia, con una superficie rispettivamente di 54.759 e 51.995 km2, ne detengono la percentuale maggiore (tabella 1). Tre quarti della superficie della Convenzione sono ripartiti tra Austria, Italia e Francia. Nel 2007 la popolazione residente nel territorio della Convenzione delle Alpi era pari a circa 14 milioni di persone, la maggioranza delle quali risiedeva nelle Alpi italiane (tabella 2).

Segnali alpini 1

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Sup. in km2

Stato

Percentuale di territorio della Convenzione (%)

Unità amministrative nel territorio della Convenzione delle Alpi NUTS 2 (regioni, Länder federali)

LAU 1 (province, cantoni, distretti, circoscrizioni)

LAU 2 (comuni)

Austria

54.759

28,7

8

29

1.147

Francia

40.801

21,4

2

9

1.749

Germania

11.160

5,8

2

13

285

Italia

51.995

27,2

7

24

1.756 11

Liechtenstein

160

Monaco

2

Slovenia

6.871

Svizzera

25.211

Totale Alpi

190.959

0,1

1

1

< 0,01

1

1

1

3,6

1

7

62

13,2

5

15

856

100,0

27

99

5.867

Tab. 1: Percentuali di superficie e unità amministrative negli Stati firmatari (situazione 2008).

44

Segnali alpini 1


Informazioni generali

Carta 3: La distribuzione della popolazione – Densità di popolazione nei comuni alpini

In media nei comuni della Convenzione delle Alpi vivono 147 abitanti/km2. Ma la situazione è lontana dal dirsi omogenea: si spazia infatti dagli 0,1 abitanti/km2 del piccolissimo comune di Rochefourchat nella Regione Rodano-Alpi ai 16.010 abitanti/km2 del comune di Monaco (Principato). La popolazione si concentra nelle valli più ampie ed accessibili (Aosta, Rodano, Adige, Inn, Reno, Valtellina), nelle conche (Conca di Klagenfurt) e ai margini, dove le condizioni geomorfologiche del territorio consentono di sfruttarne al massimo le potenzialità sia per gli insediamenti che a fini economici. Anche alcuni centri turistici presentano densità abitative superiori alla media. Tuttavia, la densità di popolazione dei comuni non rispecchia la reale situazione dell’arco alpino. Data la pendenza e l’altitudine, solo una piccola parte del territorio è adatta agli insediamenti. Ad

esempio, in una tipica regione alpina come l’Alto Adige, solo l’8% della superficie è abitabile; nel Vorarlberg, in Austria, la percentuale raggiunge il 24%. Se si considerasse il numero di abitanti in rapporto alla superficie abitabile, gran parte dei comuni presenterebbe densità nettamente più alte. Su tale spazio si concentrano le esigenze di sfruttamento: urbanizzazione, economia, infrastrutture stradali e ferroviarie, turismo. I conflitti che ne scaturiscono ne sono la logica conseguenza. Proprio in queste zone, dove appaiono particolarmente intensi, essi esigono una coerente e sostenibile strategia di sviluppo.

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Carta 4: L’evoluzione della popolazione – Evoluzione della popolazione nei comuni alpini

Circa 14 milioni di persone, numero mai raggiunto in passato, abitano l’arco alpino. La maggioranza vive nelle Alpi italiane e austriache (tabella 2). Tra il 1990 e il 2007 la popolazione alpina è aumentata di circa l’8%. L’arco alpino presenta dunque, complessivamente, un andamento più dinamico rispetto a quello dell’Unione Europea (+5%, Eurostat 2007), ma non è sempre stato così. È solo a partire dagli anni ’70 che la popolazione alpina cresce più di quella del resto d'Europa. In Austria e Slovenia poi, la popolazione aumenta ad un ritmo superiore a quello del valore medio del territorio della Convenzione delle Alpi. L’evoluzione della popolazione non si presenta dunque omogenea nelle singole regioni. Oltre due terzi dei comuni alpini registra un andamento positivo (tabella 3), con un incremento soprattutto

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Segnali alpini 1

in quelli con un prospero sviluppo economico, situati ad altitudini meno elevate e in zone facilmente accessibili. Anche le aree ai margini delle Alpi, nelle vicinanze delle metropoli e delle aree maggiormente urbanizzate, sono caratterizzate da una dinamica demografica positiva. In linea con la tendenza alla periurbanizzazione in atto in tutta Europa, aumenta anche la popolazione dei comuni intorno ai centri alpini (Bolzano, Innsbruck, Lugano, Trento, Grenoble). Fenomeni di stagnazione o di calo della popolazione si riscontrano invece nelle aree periferiche o in regioni economicamente depresse. Nel 24% dei comuni dell’area della Convenzione, nel periodo 1990-2004, il numero degli abitanti ha subito una flessione (tabella 3). Pur essendo numerosi i piccoli centri urbani, anche nell’arco alpino si nota un processo di con-


Paese

tanti, che rappresentano però poco meno del 50% del totale. Sono solo 14 i comuni che superano i 50.000 abitanti.

Popolazione (in migliaia)

Percentuale della popolazione alpina totale (2007) (%)

1870*

1990

2000

2007

396,60

1.262,30

1.375,30

1.484,98

10,6

Francia

1.456,50

2.246,80

2.453,60

2.453,60

17,5**

Italia

30,5

Germania

3.153,90

3.984,40

4.096,00

4.274,64

Liechtenstein

7,50

29,00

32,90

35,37

0,3

Monaco

3,40

30,00

32,02

32,02

0,2**

Austria

1.565,90

3.143,40

3.293,50

3.306,31

23,6

Svizzera

972,40

1.616,60

1.743,00

1.830,50

13,1

Slovenia

269,40

653,20

642,60

592,85

4,2

7.825,60

12.967,70

13.662,60

14.010,27

100,0

Totale

Informazioni generali

centrazione. Oltre il 73% della popolazione si concentra infatti nel 23,7% dei comuni con oltre 2.500 abitanti mentre solo l’8,8% degli abitanti delle Alpi vive nei comuni con meno di 1.000 abi­

Tab. 2: Andamento demografico tra il 1870 e il 2007 nel territorio della Convenzione delle Alpi *Fonte: Bätzing W. (1999): L’attuale andamento demografico nell’arco alpino. Montagna oggi – Rivista dell’Unione Nazionale Comuni, Comunita ed Enti Montani, Jg. 45, n. 1 pag. 35-41; Uffici di statistica degli Stati alpini: censimenti 1990, 2000/2001 e aggiornamenti 2006/2007. ** Per la Francia e il Principato di Monaco, data la mancanza di cifre aggiornate, si adottano i dati del 2000.

Comuni con Comuni con popolazione popolazione stagnante (%) in crescita (%) > +1 – 1< x < 1

Percentuale sul totale della popolazione alpina (%)

Percentuale sul totale dei comuni (%)

Comuni con popolazione in calo (%) < -1

< 500

3,19

31,5

34,0

3,0

501-1.000

5,70

18,4

24,6

4,7

70,7

1.001-2.500

18,16

26,4

17,2

10,1

72,7

2.501-5.000

20,10

13,7

13,2

4,7

82,1

5.001-10.000

17,70

6,2

13,1

6,2

80,7

10.001-25.000

18,03

3,0

12,0

9,1

78,9

25.001-50.000

8,34

0,6

22,9

17,1

60,0

> 50.000

8,78

0,2

21,4

7,2

71,4

Totale

100,0

100

24,0

4,9

71,1

Classi di abitanti

63,0

Tab. 3: Panoramica dell’andamento demografico nei comuni della Convenzione delle Alpi, classificati per grandezza (situazione 2004). Fonti: Statistica Austria, 2005; INSEE: Recensement de la population de 1999; Bayerisches Landesamt für Statistik und Datenverarbeitung 2004, Istat 2004; Amt für Volkswirtschaft, 2000; Statistical Office of the Republic of Slovenia, Regional Statistics; 2004

Segnali alpini 1

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Carta 5: La struttura per età – Indice di età dei comuni

L’indice di vecchiaia permette di tracciare la struttura per età di una popolazione e indica il numero di abitanti oltre i 65 anni ogni 100 abitanti sotto i 15 anni. Un rapporto equilibrato si raggiunge a 100 mentre valori superiori sono indicativi di comuni con una popolazione particolarmente anziana. La carta mostra una netta differenza tra il nord e il sud delle Alpi. Delle sei regioni con il maggior indice di vecchiaia, cinque si trovano sul territorio italiano e tra queste la Liguria, al confine sudoccidentale delle Alpi, presenta il valore più alto: 241. Il Liechtenstein e il Vorarlberg sono invece tra le

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Segnali alpini 1

regioni con la popolazione mediamente più giovane (>60). In tutte le Alpi, l’indice di vecchiaia varia da cifre inferiori a 10 nei comuni di Chamrousse (Isère) e Honau (Lucerna) a oltre 1.000 in alcuni comuni del Piemonte e della regione francese Provenza-Alpi-Costa Azzurra. La variazione della struttura per età non è priva di conseguenze per i comuni interessati. All’invecchiamento della popolazione si associano infatti esigenze e richieste diverse in termini di servizi di base. Saper affrontare questa sfida rappresenta un fattore essenziale per ampie zone dell'arco alpino.


Informazioni generali

Carta 6: Lo sviluppo agricolo – Sviluppo delle aziende agricole con area >1 ha nel periodo 1980-2000.

Sul territorio della Convenzione delle Alpi, nel 2000, operavano ancora circa 287.000 aziende agricole, ma dal 1980 al 2000 circa 160.000 ­aziende hanno sospeso l’attività (-35,8%) e le indagini a campione effettuate in alcuni Paesi non fanno prevedere nulla di buono nemmeno per i prossimi anni: le percentuali di abbandono si mantengono alte. Nello stesso periodo, l'area ad uso agricolo è diminuita di ca. 500.000 ha (8,8%), benché questo calo appaia tuttavia sostanzialmente inferiore a quanto avrebbero fatto prevedere le cifre relative alle aziende. Il dato sottolinea come siano soprattutto le piccole e piccolissime imprese ad abbandonare l’attività. Tali aree vengono, in parte, rilevate da altre aziende agricole, una tendenza che genera in media una “crescita” delle aziende ancora operative. L’area ad uso agricolo gestita

mediamente per azienda nel territorio alpino è passata dai 12,9 ha del 1990 ai 18,5 ha del 2000. Nelle Alpi sono incolti, benché in misura molta variabile da una regione all’altra, soprattutto i terreni a scarso rendimento e soggetti a condizioni di produzione difficoltose. Il calo è distribuito su tutto il territorio della Convenzione, ma con forti differenze regionali. Sono particolarmente colpite le zone sudoccidentali e sudorientali (Francia, Italia e Slovenia) mentre nell’area di lingua tedesca (Germania, Austria, Svizzera) questo andamento appare più moderato. L’agricoltura alpina viene spesso equiparata all’agricoltura di montagna. Ciò non è del tutto esatto. Nell’arco alpino, infatti, sono presenti quasi tutte le forme di sfruttamento agricolo, dalle colture intensive di frutta della Val d’Adige Segnali alpini 1

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fino alle superfici adibite a foraggio dell’Oberland Bernese. La Convenzione, con l’obiettivo di fare fronte a queste diverse condizioni, ha stilato un apposito Protocollo contenente misure specifiche per uno sviluppo ecologico dell’agricoltura nel territorio alpino.

Tempo libero e turismo Le Alpi, destinazione nota in tutto il mondo, ospitano ogni anno circa 60 milioni di turisti a cui va aggiunto un numero simile di persone che vi si recano in giornata senza pernottare. 370 milioni di pernottamenti e 6,5 milioni di posti letto sottolineano l’importanza delle Alpi come meta turistica (Siegrist, 1998). Se a queste cifre sommiamo le seconde case, arriviamo addirittura a 545 milioni di pernottamenti. Tra le 30 località principali, Oberstdorf (2,4), Sölden (2,02), Davos (2,1 comprese le seconde case), Chamonix (5,3 comprese le seconde case) e la Val d’Isère (> 2 comprese le seconde case), con oltre 2 milioni di pernottamenti ciascuna, presentano le cifre maggiori (Bartaletti 2008). Il turismo evidenzia forti sinergie con altri settori. Gli effetti economici diretti e indiretti del turismo creano e assicurano posti di lavoro decentrati. Vanno poi citate le possibilità offerte dalla combinazione della filiera del turismo con l’agricoltura, l’artigianato e vari servizi, possibilità che tuttavia occorre sviluppare e garantire mediante strategie e provvedimenti mirati. Il turismo non si manifesta con la stessa intensità in tutto l’arco alpino. Infatti solo un comune su 10

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Segnali alpini 1

presenta uno sfruttamento turistico intensivo mentre gran parte delle regioni alpine evidenzia uno sfruttamento del turismo scarsamente intensivo o inesistente. Con il Protocollo Turismo, la Convenzione delle Alpi ha creato uno strumento e introdotto misure che indicano come questo settore può contribuire ad uno sviluppo sostenibile del territorio nel suo complesso.

Protezione della natura Le Alpi rivestono una funzione straordinaria per quanto riguarda la conservazione della biodiversità in Europa. Le diverse situazioni locali (valli asciutte e conche piovose, diverse altitudini, situazioni geologiche complesse, impronta naturale o culturale del paesaggio) determinano la diversità degli habitat e quindi la presenza delle specie più svariate di piante e animali. Solo nelle Alpi si stima un totale di circa 5.000 specie di ­piante vascolari o i 3/7 della flora europea (Ozenda, 1988), per la conservazione delle quali assumono un ruolo fondamentale le aree protette. Uno sguardo alla carta permette di visualizzarne la distribuzione sull’arco alpino. Occorre tuttavia notare che esse si concentrano soprattutto ad altitudini elevate soggette a minori conflitti d’uso (Broggi e altri, 1999). Per assicurare uno sviluppo sostenibile della diversità biologica nell’arco alpino, quindi, occorre considerare anche le aree non protette. In conformità all’art. 12 del Protocollo “Protezione della natura e tutela del paesaggio”, gli Stati firmatari adottano misure atte a creare una rete transfrontaliera ecologica nelle Alpi.


Informazioni generali

Carta 7: Trasporti – I principali corridoi che attraversano le Alpi – cinque anni di sviluppo con modal split

La storia dei valichi alpini è strettamente correlata allo sviluppo economico a nord e a sud delle Alpi e i flussi di merci che le attraversano hanno caratterizzato e continuano a caratterizzare le condizioni di vita della popolazione locale. Le località situate lungo questi percorsi commerciali hanno tratto vantaggio da questi scambi, fattore del proprio successo economico, e beneficisato soprattutto dalla frequente necessità di soste e dalle relative opportunità di scambio di merci e servizi. L’importanza di questi corridoi per la competitività delle regioni alpine resta indiscussa. Eppure, rispetto agli albori, molto è cambiato nei trasporti transalpini. In passato, infatti, lo scambio di servizi, merci e persone era distribuito su diversi percorsi commerciali in tutto l'arco alpino mentre

oggi si concentra sempre più su un numero ristretto di corridoi. Sono inoltre notevolmente aumentati i disagi provocati dal trasporto di merci e le specifiche condizioni climatiche e topografiche delle Alpi ne acuiscono gli effetti negativi. Le code, gli incidenti, l’eccessivo sfruttamento del suolo, la frammentazione del paesaggio, il rumore e l’inquinamento atmosferico danneggiano la salute e la qualità della vita delle persone che vivono lungo questi corridoi. La crescita appare tuttavia inarrestabile. Dal 1984, il trasporto di merci attraverso le Alpi (transito, trasporti interni e con destinazione e origine nelle Alpi) da Ventimiglia a Tarvisio è passato da 68,2 a 165,1 milioni di tonnellate nel 2007 (+142,1%). Complessivamente si stima che, attraverso le Alpi, vengano trasportate ogni Segnali alpini 1

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anno 210 milioni di tonnellate di merci, la maggior parte delle quali viaggia su strada. Oggi infatti i trasporti di merce su strada incidono per il 61,5% sul totale, con cifre variabili da Paese a Paese (CH 36,0%, A 76,6% F 73,3%) e quasi tutte le previsioni indicano un aumento anche per il futuro. Nelle Alpi il dibattito si concentra per lo più sui trasporti di merci in transito, ma non va dimenti-

cato che, anche nelle valli e nei centri urbani, gli spostamenti individuali con veicoli a motore rappresentano un grosso problema. Il Protocollo Trasporti fornisce misure per un’organizzazione sostenibile di tutte le forme di trasporto nell'arco alpino.

Il Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi ringraza il Dott. Flavio Ruffini per l’elaborazione del testo.

Bibliografia: BARTALETTI, F. (2008): What Role Do the Alps Play within World Tourism? In: CIPRA (Ed.): Alps Know How A curriculum for the sustainable development of the Alps. CD, Vaduz. • BÄTZING, W. (1999): L’attuale andamento demografico nell’arco alpino. Montagna oggi – Rivista dell’unione Nazionale Comuni, Comunitá ed Enti Montani, Jg. 45, n. 1 pag. 35-41; • BROGGI, M. F. et al. (1999): Großflächige Schutzgebiete im Alpenraum. Daten, Fakten, Hintergründe. Blackwell-Wiss.-Verlag, Berlin. • EUROSTAT: Online database: http://epp.eurostat.ec.europa.eu, 2007. • SIEGRIST, D. (1998): Dati su turismo e tempo libero. In: CIPRA (Ed.): 1. Rapporto sullo stato delle Alpi. Dati, fatti, problemi, proposte. Berna. • OZENDA, P. (1988): Die Vegetation der Alpen im europäischen Gebirgsraum. G. Fischer Verlag, Stuttgart New York.

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Segnali alpini 1


Convenzione quadro

Segnali alpini 1

Convenzione delle Alpi â&#x20AC;&#x201C; Convenzione quadro

Convenzione delle Alpi

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Preambolo La Repubblica d'Austria, la Confederazione Elvetica, la Repubblica Francese, la Repubblica Federale di Germania, la Repubblica Italiana, la Repubblica di Slovenia, il Principato di Liechtenstein, nonché la Comunità Europea, consapevoli che le Alpi costituiscono uno dei più grandi spazi naturali continui in Europa, un habitat naturale e uno spazio economico, culturale e ricreativo nel cuore dell'Europa, che si distingue per la sua specifica e multiforme natura, cultura e storia, e del quale fanno parte numerosi popoli e Paesi, riconoscendo che le Alpi costituiscono l'ambiente naturale e lo spazio economico delle popolazioni locali e rivestono inoltre grandissima importanza per le regioni extra-alpine, tra l'altro quale area di transito di importanti vie di comunicazione, riconoscendo il fatto che le Alpi costituiscono un indispensabile rifugio e habitat per molte specie animali e vegetali minacciate, consapevoli delle grandi differenze esistenti tra i singoli ordinamenti giuridici, gli assetti naturali del territorio, gli insediamenti umani, le attività agricole e forestali, i livelli e le condizioni di sviluppo economico, l'incidenza del traffico nonché le forme e l'intensità dell' utilizzazione turistica, considerando che il crescente sfruttamento da parte dell'uomo minaccia l'area alpina e le sue funzioni ecologiche in misura

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Segnali alpini 1

sempre maggiore e che la riparazione dei danni o è impossibile o è possibile soltanto con un grande dispendio di mezzi, costi notevoli e tempi generalmente lunghi, convinti che gli interessi economici debbano essere armonizzati con le esigenze ecologiche, a seguito dei risultati della prima Conferenza delle Alpi dei Ministri dell'Ambiente, tenutasi a Berchtesgaden dal 9 all'11 ottobre 1989, hanno convenuto quanto segue:

Articolo 1 Campo d'applicazione 1. Oggetto della presente Convenzione è la regione delle Alpi, com'è descritta e rappresentata nell'allegato. 2. Ciascuna Parte contraente, all'atto del deposito del proprio strumento di ratifica o accettazione o approvazione, ovvero in qualsiasi momento successivo, può, tramite una dichiarazione indirizzata alla Repubblica d'Austria in qualità di Depositario, estendere l'applicazione della presente Convenzione ad ulteriori parti del proprio territorio, qualora ciò sia ritenuto necessario per l'attuazione delle disposizioni della presente Convenzione. 3. Ogni dichiarazione rilasciata ai sensi del parafrafo 2 può essere revocata per quanto riguarda ciascun territorio in essa citato, tramite una notifica indirizzata al Depositario. La revoca ha efficacia dal primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di sei mesi, calcolato a partire dalla data di ricezione della notifica da parte del Depositario.


Obblighi generali 1. Le Parti contraenti, in ottemperanza ai principi della prevenzione, della cooperazione e della responsabilità di chi causa danni ambientali, assicurano una politica globale per la conservazione e la protezione delle Alpi, tenendo equamente conto degli interessi di tutti i Paesi alpini e delle loro Regioni alpine, nonché della Comunità Economica Europea, ed utilizzando le risorse in maniera responsabile e durevole. La cooperazione transfrontaliera a favore dell'area alpina viene intensificata nonché ampliata sul piano geografico e tematico. 2. Per il raggiungimento dell'obiettivo di cui al paragrafo 1, le Parti contraenti prenderanno misure adeguate in particolare nei seguenti campi: a) Popolazione e cultura - al fine di rispettare, conservare e promuovere l'identità culturale e sociale delle popolazioni locali e di assicurarne le risorse vitali di base, in particolare gli insediamenti e lo sviluppo economico compatibili con l'ambiente, nonché al fine di favorire la comprensione reciproca e le relazioni di collaborazione tra le popolazioni alpine ed extra-alpine. b) Pianificazione territoriale - al fine di garantire l'utilizzazione contenuta e razionale e lo sviluppo sano ed armonioso dell'intero territorio, tenendo in particolare considerazione i rischi naturali, la prevenzione di utilizzazioni eccessive o insufficienti, nonché il mantenimento o il ripristino di ambienti naturali, mediante

l'identificazione e la valutazione complessiva delle esigenze di utilizzazione, la pianificazione integrata e a lungo termine e l'armonizzazione delle misure conseguenti. c) Salvaguardia della qualità dell'aria - al fine di ridurre drasticamente le emissioni inquinanti e i loro effetti negativi nella regione alpina, nonché la trasmissione di sostanze inquinanti provenienti dall'esterno, ad un livello che non sia nocivo per l'uomo, la fauna e la flora. d) Difesa del suolo - al fine di ridurre il degrado quantitativo e qualitativo del suolo, in particolare impiegando tecniche di produzione agricola e forestale che rispettino il suolo, utilizzando in misura contenuta suoli e terreno, limitando l'erosione e l'impermeabilizzazione dei suoli. e) Idroeconomia - al fine di conservare o di ristabilire la qualità naturale delle acque e dei sistemi idrici, in particolare salvaguardandone la qualità, realizzando opere idrauliche compatibili con la natura e sfruttando l'energia idrica in modo da tener parimenti conto degli interessi della popolazione locale e dell'interesse alla conservazione dell'ambiente. f) Protezione della natura e tutela del paesaggio - al fine di proteggere, di tutelare e, se necessario, di ripristinare l'ambiente naturale e il paesaggio, in modo da garantire stabilmente l'efficienza degli ecosistemi, la conservazione della flora e della fauna e dei loro habitat, la capacità rigenerativa e la continuità produttiva delle risorse naturali, nonché la diversità, l'unicità e la bellezza della Segnali alpini 1

Convenzione delle Alpi

Articolo 2

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natura e del paesaggio nel loro insieme. g) Agricoltura di montagna - al fine di assicurare, nell'interesse della collettività, la gestione del paesaggio rurale tradizionale, nonché una agricoltura adeguata ai luoghi e in armonia con l'ambiente, e al fine di promuoverla tenendo conto delle condizioni economiche più difficoltose. h) Foreste montane - al fine di conservare, rafforzare e ripristinare le funzioni della foresta, in particolare quella protettiva, migliorando la resistenza degli ecosistemi forestali, in particolare attuando una silvicoltura adeguata alla natura e impedendo utilizzazioni che possano danneggiare le foreste, tenendo conto delle condizioni economiche più difficoltose nella regione alpina. i) Turismo e attività del tempo libero - al fine di armonizzare le attività turistiche e del tempo libero con le esigenze ecologiche e sociali, limitando le attività che danneggino l'ambiente e stabilendo, in particolare, zone di rispetto. j) Trasporti - al fine di ridurre gli effetti negativi e i rischi derivanti dal traffico interalpino e transalpino ad un livello che sia tollerabile per l'uomo, la fauna, la flora e il loro habitat, tra l'altro attuando un più consistente trasferimento su rotaia dei trasporti e in particolare del trasporto merci, soprattutto mediante la creazione di infrastrutture adeguate e di incentivi conformi al mercato, senza discriminazione sulla base della nazionalità. k) Energia - al fine di ottenere forme di Segnali alpini 1

produzione, distribuzione e utilizzazione dell'energia che rispettino la natura e il paesaggio, e di promuovere misure di risparmio energetico. l) Economia dei rifiuti - al fine di assicurare la raccolta, il riciclaggio e il trattamento dei rifiuti in maniera adeguata alle specifiche esigenze topografiche, geologiche e climatiche dell'area alpina, tenuto conto in particolare della prevenzione della produzione dei rifiuti. 3. Le Parti contraenti concluderanno Protocolli in cui verrano definiti gli aspetti particolari per l'attuazione della presente Convenzione.

Articolo 3 Ricerca e osservazione sistematica Nei settori di cui all'articolo 2, le Parti contraenti convengono: a) di effettuare lavori di ricerca e valutazioni scientifiche, collaborando insieme, b) di sviluppare programmi comuni o integrati di osservazione sistematica, c) di armonizzare ricerche ed osservazioni, nonché la relativa raccolta dati.

Articolo 4 Collaborazione in campo giuridico, scientifico, economico e tecnico 1. Le Parti contraenti agevolano e promuovono lo scambio di informazioni di natura giuridica, scientifica, economica e tecnica che siano rilevanti per la presente Convenzione.


3.

4.

5.

Articolo 5 Conferenza delle Parti contraenti (Conferenza delle Alpi) 1. I problemi di interesse comune delle Parti contraenti e la loro collaborazione formano oggetto di sessioni a scadenze regolari della Conferenza delle Parti contraenti (Conferenza delle Alpi). La prima sessione della Conferenza delle Alpi viene convocata al più tardi un anno dopo l'entrata in vigore della presente Convenzione, da una Parte contraente designata di comune accordo. 2. In seguito le sessioni ordinarie della

6.

Conferenza delle Alpi hanno luogo di norma ogni due anni presso la Parte contraente che detiene la presidenza. La presidenza e la sede si alternano dopo ogni sessione ordinaria della Conferenza delle Alpi. Entrambe sono stabilite dalla Conferenza delle Alpi. La Parte contraente che ha la Presidenza propone di volta in volta l'ordine del giorno per la sessione della Conferenza delle Alpi. Ciascuna Parte contraente ha il diritto di far inserire punti ulteriori nell'ordine del giorno. Le Parti contraenti trasmettono alla Conferenza delle Alpi informazioni sulle misure da esse adottate per l'attuazione della presente Convenzione e dei Protocolli dei quali esse sono Parti contraenti, fatte salve le leggi nazionali sulla riservatezza. L'Organizzazione delle Nazioni Unite, le sue istituzioni specializzate, il Consiglio d'Europa, nonché ogni altro Stato europeo, possono partecipare in qualità di osservatori alle sessioni della Conferenza delle Alpi. Lo stesso vale per le Comunità transfrontaliere di enti territoriali delle Alpi. La Conferenza delle Alpi può inoltre ammettere come osservatori organizzazioni internazionali non governative che svolgano un'attività in materia. Ha luogo una sessione straordinaria della Conferenza delle Alpi ogni qualvolta essa la deliberi oppure qualora, nel periodo tra due sessioni, un terzo delle Parti contraenti ne faccia domanda scritta presso la Parte contraente che esercita la presidenza.

Segnali alpini 1

Convenzione delle Alpi

2. Le Parti contraenti, al fine della massima considerazione delle esigenze transfrontaliere e regionali, si informano reciprocamente sui previsti provvedimenti di natura giuridica ed economica, dai quali possono derivare conseguenze specifiche per la regione alpina o parte di essa . 3. Le Parti contraenti collaborano con organizzazioni internazionali, governative o non governative, ove necessario per attuare in modo efficace la presente Convenzione e i Protocolli dei quali esse sono Parti contraenti. 4. Le Parti contraenti provvedono in modo adeguato ad informare regolarmente l'opinione pubblica sui risultati delle ricerche e osservazioni, nonché sulle misure adottate. 5. Gli obblighi derivanti alle Parti contraenti dalla presente Convenzione nel campo dell'informazione hanno effetto salvo le leggi nazionali sulla riservatezza. Informazioni definite riservate debbono essere trattate come tali.

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Articolo 6 Compiti della Conferenza delle Alpi La Conferenza delle Alpi esamina lo stato di attuazione della Convenzione, nonché dei Protocolli con gli allegati, e espleta nelle sue sessioni in particolare i seguenti compiti: a) Adotta le modifiche della presente Convenzione in conformità con la procedura di cui all'articolo 10. b) Adotta i Protocolli e i loro allegati, nonché le loro modifiche in conformità con la procedura di cui all'articolo 11. c) Adotta il proprio regolamento interno. d) Prende le necessarie decisioni in materia finanziaria e) Decide la costituzione di Gruppi di Lavoro ritenuti necessari all'attuazione della Convenzione. f) Prende atto delle valutazioni derivanti dalle informazioni scientifiche. g) Delibera o raccomanda misure per la realizzazione degli obiettivi previsti dall'articolo 3 e dall'articolo 4, stabilisce la forma, l'oggetto e la frequenza della trasmissione delle informazioni da presentare ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 4, e prende atto delle informazioni medesime nonché delle relazioni presentate dai Gruppi di Lavoro. h) Assicura l'espletamento delle necessarie attività di segretariato.

Articolo 7 Delibere della Conferenza delle Alpi 1. Salvo quanto stabilito diversamente qui di seguito, la Conferenza delle Alpi delibera per consenso. Riguardo ai

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Segnali alpini 1

compiti indicati alle lettere c, f e g dell'articolo 6, qualora risultino esauriti tutti i tentativi di raggiungere il consenso e il presidente ne prenda atto espressamente, si delibera a maggioranza di tre quarti delle Parti contraenti presenti e votanti. 2. Nella Conferenza delle Alpi ciascuna Parte contraente dispone di un voto. La Comunità Economica Europea esercita il diritto di voto nell'ambito delle proprie competenze, esprimendo un numero di voti corrispondente al numero dei suoi Stati membri che sono Parti contraenti della presente Convenzione; la Comunità Economica Europea non esercita il diritto di voto qualora i rispettivi Stati membri esercitino il proprio diritto di voto.

Articolo 8 Comitato Permanente 1. E' istituito, quale organo esecutivo, il Comitato Permanente della Conferenza delle Alpi, formato dai delegati delle Parti contraenti . 2. Le Parti firmatarie che non abbiano ancora ratificato la Convenzione partecipano alle sessioni del Comitato Permanente con status di osservatori. Lo stesso status può inoltre essere concesso ad ogni Paese alpino che non abbia ancora firmato la presente Convenzione e ne faccia domanda. 3. Il Comitato Permanente adotta il proprio regolamento interno. 4. Il Comitato Permanente delibera inoltre sulle modalità dell'eventuale partecipazione alle proprie sessioni di rap-


Articolo 9 Segretariato La Conferenza delle Alpi può deliberare per consenso l'istituzione di un Segretariato Permanente.

Articolo 10 Modifiche della Convenzione

Convenzione delle Alpi

presentanti di organizzazioni governative e non governative. 5. La Parte contraente che presiede la Conferenza delle Alpi assume la presidenza del Comitato Permanente. 6. Il Comitato Permanente espleta in particolare i seguenti compiti: a) esamina le informazioni trasmesse dalle Parti contraenti ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 4, per presentarne rapporto alla Conferenza delle Alpi, b) raccoglie e valuta la documentazione relativa all'attuazione della Convenzione e dei Protocolli con gli allegati, e la sottopone all'esame della Conferenza delle Alpi, ai sensi dell'articolo 6, c) riferisce alla Conferenza delle Alpi sull' attuazione delle delibere da essa adottate, d) prepara le sessioni della Conferenza delle Alpi nei loro contenuti e può proporre punti dell'ordine del giorno nonché ulteriori misure relative all'attuazione della Convenzione e dei rispettivi Protocolli, e) insedia i Gruppi di Lavoro per l'elaborazione di Protocolli e di raccomandazioni ai sensi dell'articolo 6, lettera e, e coordina la loro attività, f) esamina e armonizza i contenuti dei progetti di Protocollo in una visione unitaria e globale e li sottopone alla Conferenza delle Alpi, g) propone alla Conferenza delle Alpi misure e raccomandazioni per la realizzazione degli obiettivi contenuti nella Convenzione e nei Protocolli. 7. Le delibere nel Comitato Permanente vengono adottate in conformità con le disposizioni di cui all'articolo 7.

Ciascuna Parte contraente può presentare alla Parte contraente che presiede la Conferenza delle Alpi proposte di modifica della Convenzione. Tali proposte saranno trasmesse dalla Parte contraente che presiede la Conferenza delle Alpi alle Parti contraenti e alle Parti firmatarie almeno sei mesi prima dell'inizio della Sessione della Conferenza delle Alpi in cui saranno prese in esame. Le modifiche della Convenzione entrano in vigore in conformità con le disposizioni di cui ai paragrafi 2, 3 e 4 dell'articolo 12.

Articolo 11 Protocolli e loro modifiche 1. I progetti di Protocollo di cui all'articolo 2, paragrafo 3 vengono trasmessi dalla Parte contraente che presiede la Conferenza delle Alpi alle Parti contraenti e alle Parti firmatarie almeno sei mesi prima dell'inizio della sessione della Conferenza delle Alpi che li prenderà in esame. 2. I Protocolli adottati dalla Conferenza delle Alpi vengono firmati in occasione Segnali alpini 1

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delle sue sessioni o successivamente presso il Depositario. Essi entrano in vigore per quelle Parti contraenti che li abbiano ratificati, accettati o approvati. Per l'entrata in vigore di un Protocollo sono necessarie almento tre ratifiche o accettazioni o approvazioni. Gli strumenti suddetti vengono depositati presso la Repubblica d'Austria in qualità di Depositario. 3. Qualora i Protocolli non contengano disposizioni diverse, per l'entrata in vigore e per la denuncia si applicano per analogia le disposizioni degli articoli 10, 13 e 14. 4. Per le modifiche dei Protocolli si applicano le corrispondenti disposizioni dei paragrafi 1, 2 e 3.

Articolo 12 Firma e ratifica 1. La presente Convenzione è depositata per la firma presso la Repubblica d'Austria in qualità di Depositario, a decorrere dal 7 novembre 1991. 2. La Convenzione deve essere sottoposta a ratifica o accettazione o approvazione. Gli strumenti di ratifica o accettazione o approvazione vengono depositati presso il Depositario. 3. La Convenzione entra in vigore tre mesi dopo il giorno in cui tre Stati abbiano espresso la propria adesione alla Convenzione in conformità con il paragrafo 2. 4. Per ciascuna Parte firmataria, che abbia espresso successivamente la propria adesione alla Convenzione in conformità con le disposizioni del paragrafo 2, la Convenzione entra in vi-

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gore tre mesi dopo il deposito dello strumento di ratifica o accettazione o approvazione.

Articolo 13 Denuncia 1. Ciascuna Parte contraente può denunciare in qualsiasi momento la presente Convenzione mediante una notifica indirizzata al Depositario. 2. La denuncia avrà effetto il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di sei mesi a partire dalla data di ricevimento della notifica da parte del Depositario.

Articolo 14 Notifiche Il Depositario notifica alle Parti contraenti ed alle Parti firmatarie: - - -

- -

gli atti di firma, i depositi di strumenti di ratifica o accettazione o approvazione la data di entrata in vigore della presente Convenzione ai sensi dell'articolo 12, le dichiarazioni rilasciate ai sensi dell'articolo 1, paragrafi 2 e 3, le notifiche effettuate ai sensi dell'articolo 13 e le date in cui le denunce hanno effetto.

In fede di ciò la presente Convenzione è stata sottoscritta dai firmatari debitamente autorizzati.


to presso l'Archivio di Stato Austriaco. Il Depositario trasmette copie certificate conformi alle Parti firmatarie.

Convenzione delle Alpi

Fatto a Salisburgo, il 7 novembre 1991, in lingua francese, italiana, slovena e tedesca, laddove ciascuno dei quattro testi fa egualmente fede, in un originale deposita-

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Protocollo Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile

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Protocollo Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile

Convenzione delle Alpi

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Preambolo La Repubblica d’Austria, la Repubblica Francese, la Repubblica Federale di Germania, la Repubblica Italiana, il Principato di Liechtenstein, il Principato di Monaco, la Repubblica di Slovenia, la Confederazione Svizzera, nonché la Comunità Europea, in conformità con il loro mandato in base alla Convenzione per la Protezione delle Alpi (Convenzione delle Alpi), del 7 novembre 1991, di assicurare una politica globale di protezione e di sviluppo sostenibile del territorio alpino; in attuazione dei loro impegni di cui all’articolo 2, commi 2 e 3 della Convenzione delle Alpi; consapevoli che il territorio alpino rappresenta un’area di importanza europea e costituisce un patrimonio specifico e diversificato per formazione geomorfologica, clima, acque, vegetazione e fauna, paesaggio e cultura e che l’alta montagna, le valli alpine e le zone prealpine formano unità ambientali la cui conservazione non deve interessare soltanto gli Stati alpini; coscienti che le Alpi costituiscono lo spazio di vita e di sviluppo della popolazione locale; convinti che la popolazione locale debba essere posta nelle condizioni di determinare essa stessa le prospettive del proprio sviluppo sociale, culturale e economico,

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nonché di concorrere alla sua realizzazione nel quadro del vigente ordinamento istituzionale; consapevoli che il territorio alpino assolve inoltre a diverse altre funzioni di interesse generale, in particolare come spazio turistico e ricreativo, nonché come sede di importanti vie di comunicazione europea; considerato che i limiti naturali del territorio e la sensibilità degli ecosistemi pongono problemi di compatibilità con l’incremento della popolazione locale e non, nonché con il sensibile aumento del fabbisogno di superfici necessarie alle predette funzioni, con conseguenti compromissioni o rischi per l’equilibrio ecologico del territorio alpino; consapevoli che questo fabbisogno non è diffuso uniformemente, ma si concentra in singole zone mentre altre sono invece colpite dalla carenza di attività e dall’esodo rurale; considerato che in presenza di questi rischi è diventata necessaria una particolare attenzione alle strette interrelazioni tra attività dell’uomo, soprattutto in campo agricolo e forestale, e la salvaguardia degli ecosistemi, che rendono il territorio alpino estremamente sensibile ai mutamenti delle condizioni in cui si esplicano le attività sociali e economiche, e richiedono misure adeguate e diversificate, d’intesa con la popolazione locale, con i rappresentanti politici e con gli operatori economici e le associazioni; considerato che le politiche di pianificazione territoriale, già praticate in modo da ridurre le disparità e da rafforzare la solida-


coscienti che la protezione dell’ambiente, la promozione sociale e culturale e lo sviluppo economico del territorio alpino costituiscono obiettivi di pari importanza, e che occorre pertanto ricercare tra di essi un equilibrio adeguato e durevole; convinti che molti problemi del territorio alpino possono essere risolti nel modo migliore dagli stessi enti territoriali direttamente interessati; convinti che bisogna promuovere la cooperazione transfrontaliera tra gli enti territoriali direttamente interessati in funzione di uno sviluppo armonico;

convinti che le svantaggiate condizioni naturali di produzione soprattutto nel settore agricolo e forestale, possono mettere in dubbio le basi economiche della popolazione locale e possono compromettere il territorio alpino come spazio di vita e ricreativo; convinti che la messa a disposizione del territorio alpino sia come area che svolge funzioni di interesse generale, in particolare funzioni protettive e legate all’equilibrio ecologico, sia come area turistica e ricreativa, può giustificare misure di sostegno adeguate; convinti che determinati problemi possono essere risolti soltanto sul piano trans­ frontaliero e richiedono misure comuni ­degli Stati alpini; hanno convenuto quanto segue:

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Protocollo Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile

rietà, debbono essere continuate e adattate, affinché esse possano svolgere pienamente la loro funzione preventiva, tenendo maggiormente conto delle esigenze ambientali;

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Capitolo I

Articolo 2

Disposizioni generali

Impegni fondamentali

Articolo 1 Finalità Gli obiettivi della pianificazione territoriale e dello sviluppo sostenibile nel territorio alpino sono: a) riconoscere le esigenze specifiche del territorio alpino nel quadro delle politiche nazionali e europee; b) armonizzare l’uso del territorio con le esigenze e con gli obiettivi ecologici; c) gestire le risorse e il territorio in modo parsimonioso e compatibile con l’ambiente; d) riconoscere gli interessi specifici della popolazione alpina mediante un impegno rivolto ad assicurare nel tempo le loro basi di sviluppo; e) favorire contemporaneamente uno sviluppo economico e una distribuzione equilibrata della popolazione nel territorio alpino; f) rispettare le identità regionali e le peculiarità culturali; g) favorire le pari opportunità della popolazione locale nello sviluppo sociale, culturale e economico, nel rispetto delle competenze territoriali; h) tener conto degli svantaggi naturali, delle prestazioni d’interesse generale, delle limitazioni dell’uso delle risorse e del prezzo per l’uso delle stesse corrispondente al loro valore reale.

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Conformemente agli obiettivi della pianificazione territoriale e dello sviluppo sostenibile del territorio alpino, di cui all’articolo 1, le Parti contraenti convengono di creare condizioni generali che permettano di: a) rafforzare la capacità di agire degli enti territoriali conformemente al principio di sussidiarietà; b) realizzare strategie regionali specifiche e le relative strutture; c) assicurare la solidarietà tra gli enti territoriali, a livello di ognuna delle Parti contraenti, mediante misure efficaci; d) adottare, nei casi di limitazione dell’uso delle risorse naturali e in presenza di condizioni svantaggiate riconosciute per le attività economiche nel territorio alpino, le misure di sostegno necessarie a mantenere tali attività a condizione che tali misure siano compatibili con l’ambiente; e) incoraggiare l’armonizzazione delle politiche di pianificazione territoriale, di sviluppo e di protezione mediante la cooperazione internazionale. Le Parti contraenti si impegnano a provvedere alle misure necessarie al conseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 1, nel rispetto del principio di sussidiarietà.


Considerazione dei criteri di protezione ambientale nelle politiche di ­pianificazione territoriale e di sviluppo sostenibile Le politiche di pianificazione territoriale e di sviluppo sostenibile mirano all’armonizzazione tempestiva degli interessi economici con le esigenze di protezione dell’ambiente, con particolare riguardo: a) alla salvaguardia e al ripristino dell’equilibrio ecologico e della biodiversità delle regioni alpine; b) alla salvaguardia e alla gestione della diversità dei siti e dei paesaggi naturali e rurali, nonché dei siti urbani di valore; c) all’uso parsimonioso e compatibile con l’ambiente delle risorse naturalisuolo, aria, acque, flora e fauna, energia; d) alla tutela degli ecosistemi, delle specie e degli elementi paesaggistici rari; e) al ripristino di ambienti naturali e urbanizzati degradati; f) alla protezione contro i rischi naturali; g) alla realizzazione compatibile con l’ambiente e il paesaggio di costruzioni e impianti necessari allo sviluppo; h) al rispetto delle peculiarità culturali delle regioni alpine.

Articolo 4 Cooperazione internazionale 1. Le Parti contraenti si impegnano a rimuovere gli ostacoli alla cooperazione internazionale tra gli enti territoriali del

territorio alpino, e a promuovere la soluzione dei problemi comuni mediante una collaborazione al livello territoriale più idoneo. 2. Le Parti contraenti favoriscono una maggiore cooperazione internazionale tra le rispettive istituzioni competenti, in particolare nell’elaborazione dei piani e/o programmi territoriali e per lo sviluppo sostenibile ai sensi dell’articolo 8, a livello nazionale e regionale, nonché nella definizione dei piani settoriali di rilevanza territoriale. Nelle aree di confine, questa cooperazione mira soprattutto a coordinare la pianificazione territoriale con lo sviluppo economico e le esigenze ambientali. 3. Quando gli enti territoriali non possono adottare talune misure, poiché di competenza nazionale o internazionale, occorre assicurare loro la possibilità di rappresentare efficacemente gli interessi della popolazione.

Articolo 5 Considerazione delle finalità nelle altre politiche

Protocollo Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile

Articolo 3

Tenuto conto dello sviluppo perseguito del territorio le Parti contraenti si impegnano a considerare gli obiettivi stabiliti da questo Protocollo anche nelle altre loro politiche, in particolare nel campo dello sviluppo regionale, dell’urbanistica, dei trasporti, del turismo, dell’economia agricola e forestale, della protezione dell’ambiente, nonché dell’approvvigionamento, soprattutto di acqua e energia, anche allo scopo di ridurre gli eventuali effetti negativi o contraddittori.

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Articolo 6

Capitolo II

Coordinamento delle politiche settoriali

Misure specifiche

Le Parti contraenti istituiscono strumenti di coordinamento delle politiche settoriali, laddove questi non esistano già, al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio alpino e delle sue regioni, sforzandosi di trovare a tal fine soluzioni compatibili con la tutela dell’ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali, e a prevenire i rischi connessi a monoeconomie, promuovendo la diversificazione delle attività e l’orientamento dei partner verso obiettivi comuni.

Articolo 8

Articolo 7 Partecipazione degli enti territoriali 1. Ciascuna Parte contraente stabilisce, nel quadro istituzionale vigente, il livello più idoneo alla concertazione e cooperazione tra le istituzioni e gli enti territoriali direttamente interessati, al fine di promuovere una responsabilità solidale e, in particolare, di valorizzare e di sviluppare le sinergie potenziali nell’attuazione della politica di pianificazione territoriale e di sviluppo sostenibile, nonché delle misure conseguenti. 2. Nel rispetto delle loro competenze, nel quadro istituzionale vigente, gli enti territoriali direttamente interessati partecipano ai diversi stadi di preparazione e attuazione delle relative politiche e misure.

Piani e/o programmi territoriali e di ­sviluppo sostenibile 1. La realizzazione degli obiettivi di pianificazione territoriale e di sviluppo sostenibile è conseguita, nel quadro delle leggi e dei regolamenti vigenti delle Parti contraenti, elaborando piani e/o programmi territoriali e di sviluppo sostenibile. 2. Questi piani e/o programmi sono definiti per tutto il territorio alpino al livello degli enti territoriali competenti. 3. Essi sono elaborati da parte o con la partecipazione degli enti territoriali competenti, e di concerto con gli enti territoriali confinanti eventualmente a livello transfrontaliero, e vengono coordinati tra i diversi livelli territoriali. 4. Essi stabiliscono gli indirizzi di sviluppo sostenibile e di pianificazione territoriale di aree continue e vengono regolarmente riesaminati e, quand’è il caso, modificati. La loro elaborazione e la loro attuazione si basano su rilevamenti e studi preliminari, con cui vengono definite le caratteristiche del territorio in questione.

Articolo 9 Contenuti dei piani e/o programmi ­territoriali e di sviluppo sostenibile I piani e/o programmi territoriali e di sviluppo sostenibile comprendono, al livello ter-

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1. Sviluppo economico regionale a) misure atte ad assicurare alla popolazione locale un’offerta di lavoro soddisfacente e la disponibilità di beni e servizi necessari allo sviluppo economico, sociale e culturale e a garantire pari opportunità; b) misure atte a favorire la diversificazione economica al fine di rimuovere le carenze strutturali e i rischi di monoeconomie; c) misure finalizzate a rafforzare la cooperazione tra economia agricola e forestale, turismo e artigianato, in particolare attraverso la combinazione di attività creatrici d’impiego. 2. Aree rurali a) riserva dei terreni adatti all’agricoltura, all’economia forestale e pastorizia; b) definizione di misure per il mantenimento e lo sviluppo dell’economia agricola e forestale di montagna; c) conservazione e risanamento di territori di grande valore ecologico e culturale; d) determinazione delle aree e degli impianti necessari alle attività del tempo libero nel rispetto degli altri usi del suolo; e) determinazione delle zone esposte a rischi naturali, dove va evitata il più possibile la realizzazione di costruzioni e impianti. 3. Aree urbanizzate a) delimitazione adeguata e contenuta delle aree urbanizzabili, nonché misure volte ad assicurare che le su-

perfici così delimitate vengono effettivamente edificate; b) riserva di terreni necessari alle attività economiche e culturali, ai servizi di approvvigionamento, nonché alle attività del tempo libero; c) determinazione delle zone esposte a rischi naturali, in cui va evitata il più possibile la realizzazione di costruzioni e impianti; d) conservazione e realizzazione di spazi verdi nei centri abitati e di aree suburbane per il tempo libero; e) limitazione delle seconde ­abitazioni; f) urbanizzazione indirizzata e concentrata agli assi serviti dalle infrastrutture di trasporti e/o in continuità con le costruzioni esistenti; g) conservazione dei siti urbani caratteristici; h) conservazione e ricupero del patrimonio architettonico caratteristico. 4. Protezione della natura e del ­paesaggio a) delimitazione di aree di protezione della natura e del paesaggio, nonché per la tutela dei corsi d’acqua e di altre risorse naturali vitali; b) delimitazione di zone di quiete e di aree in cui sono limitate o vietate la costruzione di edifici e infrastrutture, nonché altre attività dannose. 5. Trasporti a) misure atte a migliorare i collegamenti regionali e sopraregionali; b) misure atte a favorire l’uso dei mezzi di trasporto compatibili con l’ambiente; c) misure atte a rafforzare il coordinamento e la cooperazione tra i diversi mezzi di trasporto; d) misure di contenimento del traffico, Segnali alpini 1

Protocollo Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile

ritoriale più idoneo e tenuto conto delle condizioni territoriali specifiche, in ­particolare:

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ivi compresa, eventualmente, la limitazione del traffico motorizzato;

e) misure di miglioramento dell’offerta di trasporto pubblico per la popolazione locale e gli ospiti.

Articolo 10 Compatibilità dei progetti 1. Le Parti contraenti realizzano le condizioni necessarie all’esame degli effetti diretti e indiretti dei progetti, sia pubblici che privati, suscettibili di compromettere in misura rilevante e duratura la natura, il paesaggio, il patrimonio architettonico e il territorio. Questo esame tiene conto delle condizioni di vita della popolazione locale, in particolare dei suoi interessinel campo dello sviluppo economico, sociale e culturale. Il risultato di questo esame viene considerato nelle decisioni relative all’autorizzazione o alla realizzazione dei progetti. 2. Quando un progetto ha ripercussioni sulla pianificazione territoriale, sullo sviluppo sostenibile e sulle condizioni ambientali di una Parte contraente confinante, se ne dovranno informare tempestivamente gli organi competenti. L’informazione dev’essere trasmessa in tempo utile per consentire un esame e una presa di posizione integrati nel processo decisionale.

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Articolo 11 Uso delle risorse, prestazioni di ­interesse generale, ostacoli naturali per la produzione e limitazioni dell’uso delle risorse Le Parti contraenti esaminano in che misura sia possibile in conformità con il rispettivo diritto nazionale: a) imputare agli utenti di risorse alpine prezzi di mercato che comprendono nel loro valore economico il costo della messa a disposizione di tali risorse; b) compensare le prestazioni rese nell’interesse generale; c) provvedere ad un’equa compensazione per le attività economiche, soprattutto nel campo dell’economia agricola e forestale, svantaggiate a causa delle difficoltà naturali di produzione; d) assicurare un’equa remunerazione, definita mediante norme giuridiche o contratti, di ulteriori limitazioni consistenti per ottenere uno sfruttamento economico compatibile con l’ambiente del potenziale territoriale naturale.

Articolo 12 Misure economiche e finanziarie 1. Le Parti contraenti esaminano le possibilità di sostegno allo sviluppo sostenibile del territorio alpino – obiettivo perseguito con il presente Protocollo – mediante misure economiche e finanziarie. 2. Le seguenti misure sono da considerarsi integrative rispetto a quelle di cui all’articolo 11:


a) misure di compensazione tra enti territoriali al livello piu idoneo; b) riorientamento delle politiche per i settori tradizionali, e impiego razionale degli incentivi esistenti; c) sostegno a progetti transfrontalieri.

3. Le Parti contraenti esaminano l’impatto, sull’ambiente e sul territorio, dei provvedimenti economici e finanziari, in atto e da adottare, attribuendo priorità alle misure compatibili con la protezione dell’ambiente e con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile.

Articolo 13 Misure integrative Le Parti contraenti possono adottare misure integrative a quelle previste dal presente Protocollo per la pianificazione territoriale e lo sviluppo sostenibile.

2. Le Parti contraenti provvedono affinché i risultati nazionali della ricerca e dell’osservazione sistematica siano raccolti in un sistema comune di osservazione e informazione permanenti e siano resi pubblicamente accessibili nel quadro istituzionale vigente.

Articolo 15 Formazione e informazione Le Parti contraenti promuovono la formazione e l’aggiornamento, nonché l’informazione pubblica in relazione agli obiettivi, alle misure e all’attuazione del presente Protocollo.

Capitolo IV Attuazione, controllo e ­valutazione

Capitolo III

Articolo 16

Ricerca, formazione e ­informazione

Attuazione

Articolo 14

Protocollo Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile

Le Parti contraenti si impegnano ad assicurare l’attuazione del presente Protocollo mediante misure adeguate nel quadro istituzionale vigente.

Ricerca e osservazione 1. Le Parti contraenti promuovono e armonizzano, in stretta cooperazione, la ricerca e l’osservazione sistematica in funzione di una migliore conoscenza delle interazioni tra territorio, economia e ambiente nelle Alpi, e di un’analisi di loro futuri sviluppi.

Articolo 17 Controllo del rispetto degli obblighi 1. Le Parti contraenti presentano regolarmente al Comitato permanente un resoconto sulle misure adottate in base Segnali alpini 1

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al presente Protocollo. Nel resoconto è indicata anche l’efficacia delle misure adottate. La Conferenza delle Alpi stabilisce la periodicità dei resoconti. 2. Il Comitato permanente esamina i resoconti al fine di verificare se le Parti contraenti hanno assolto agli obblighi derivanti dal presente Protocollo. Esso può chiedere ulteriori informazioni alle Parti contraenti interessate o assumere informazioni da altre fonti. 3. Il Comitato permanente redige un resoconto per la Conferenza delle Alpi sul rispetto da parte delle Parti contraenti degli obblighi derivanti dal presente Protocollo. 4. La Conferenza delle Alpi prende atto di questo resoconto. Essa, qualora constati un mancato adempimento degli obblighi, può adottare raccomandazioni.

Articolo 18 Valutazione dell’efficacia delle ­disposizioni 1. Le Parti contraenti esaminano e valutano ad intervalli regolari le disposizioni contenute nel presente Protocollo, sotto il profilo della loro efficacia. Per quanto sarà necessario al conseguimento degli obiettivi del presente Protocollo, esse prenderanno in considerazione la possibilità di adottare modifiche appropriate del Protocollo ­medesimo. 2. A questa valutazione partecipano gli enti territoriali, nel quadro istituzionale vigente. Possono essere sentite le organizzazioni non-governative attive nel campo specifico.

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Capitolo V Norme finali Articolo 19 Corrispondenza tra la Convenzione delle Alpi e il Protocollo 1. Il presente Protocollo costituisce un Protocollo della Convenzione delle Alpi ai sensi dell’articolo 2 e degli altri articoli pertinenti della stessa Convenzione. 2. Possono divenire Parti contraenti del presente Protocollo esclusivamente le Parti contraenti della Convenzione delle Alpi. Ogni denuncia della Convenzione delle Alpi vale anche come denuncia del presente Protocollo. 3. Quando la Conferenza delle Alpi delibera questioni concernenti il presente Protocollo, solo le Parti contraenti dello stesso Protocollo sono ammesse alle relative votazioni.

Articolo 20 Firma e ratifica 1. Il presente Protocollo è depositato per la firma da parte degli Stati firmatari della Convenzione delle Alpi e della Comunità Europea, il 20 dicembre 1994 nonché dal 15 gennaio 1995 presso la Repubblica d’Austria quale Depositario. 2. Il presente Protocollo entra in vigore per le Parti contraenti che hanno espresso il proprio consenso ad essere vincolate dallo stesso Protocollo, tre


Articolo 21 Notifiche

a) ciascun atto di firma; b) ciascun deposito di uno strumento di ratifica, accettazione o approvazione; c) ciascuna data di entrata in vigore; d) ciascuna dichiarazione rilasciata da una Parte contraente o firmataria; e) ciascuna denuncia notificata da una Parte contraente, con la data della sua efficacia. In fede di ciò, il presente Protocollo è stato sottoscritto dai firmatari debitamente autorizzati. Fatto a Chambéry, il 20 dicembre 1994, in lingua francese, italiana, slovena e tedesca, laddove ciascuno dei quattro testi fa egualmente fede, in un originale depositato presso l’Archivio di Stato Austriaco. Il Depositario trasmette copie certificate conformi alle Parti firmatarie.

Il Depositario notifica a ciascuno Stato nominato nel preambolo e alla Comunità Europea in relazione al presente Protocollo:

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Protocollo Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile

mesi dopo il giorno in cui tre Stati avranno depositato il loro strumento di ratifica, accettazione o approvazione. 3. Per le Parti contraenti che esprimeranno successivamente il proprio consenso ad essere vincolate dal presente Protocollo, esso entrerà in vigore tre mesi dopo il giorno del deposito dello strumento di ratifica, accettazione o approvazione. In seguito all’entrata in vigore di una modifica del presente Protocollo, ogni nuova Parte contraente del Protocollo medesimo diventa Parte contraente dello stesso Protocollo modificato.

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Protocollo Agricoltura di montagna

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Protocollo Agricoltura di montagna

Convenzione delle Alpi

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Preambolo La Repubblica d’Austria, la Repubblica Francese, la Repubblica Federale di Germania, la Repubblica Italiana, il Principato di Liechtenstein, il Principato di Monaco, la Repubblica di Slovenia, la Confederazione Svizzera, nonché la Comunità Europea, in conformità con il loro mandato in base alla Convenzione per la Protezione delle Alpi (Convenzione delle Alpi), del 7 novembre 1991, di assicurare una politica globale di protezione e di sviluppo sostenibile del territorio alpino; in attuazione dei loro impegni di cui all’articolo 2, commi 2 e 3 della Convenzione delle Alpi; coscienti della propria responsabilità affinché la gestione economica del paesaggio rurale tradizionale, nonché un’agricoltura adatta ai siti e compatibile con l’ambiente siano mantenute nell’interesse generale e incentivate in considerazione delle condizioni economiche più difficoltose; consapevoli del fatto che il territorio alpino, con la sua ricchezza di risorse naturali, le sue risorse idriche, il suo potenziale agricolo, il suo significato storico e culturale, il suo valore di spazio europeo di vita, di attività economiche e ricreative, nonché per le vie di transito che lo attraversano, sarà anche nel futuro d’importanza vitale, particolarmente per la popolazione locale, ma anche per quella di altri territori;

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Segnali alpini 1

convinti che, la popolazione locale debba essere posta nelle condizioni di determinare essa stessa le prospettive del proprio sviluppo sociale, culturale e economico, nonché di concorrere alla sua realizzazione nel quadro del vigente ordinamento istituzionale; convinti che gli interessi economici debbano essere conciliati con le esigenze ecologiche, nel rispetto delle peculiarità delle singole regioni, nonché del ruolo centrale dell’agricoltura; in considerazione del significato, che da sempre ha avuto l’agricoltura nel territorio alpino, e dell’indispensabile contributo con cui questo settore economico concorrerà, come mezzo di sostentamento fondamentale, anche in futuro e particolarmente nelle zone montane, al mantenimento di un’adeguata densità di insediamenti, all’approvvigionamento alimentare della popolazione, alla produzione di prodotti tipici di qualità, alla conservazione e alla cura del paesaggio rurale – tra l’altro per la sua valorizzazione turistica, alla difesa del suolo contro erosioni, valanghe e inondazioni; consapevoli che metodi e intensità degli usi agricoli esercitano un’influenza determinante sulla natura e sul paesaggio, e che al paesaggio rurale, coltivato in modo estensivo dev’essere attribuita una funzione essenziale come habitat per flora e fauna alpine; riconosciuto che l’attività degli agricoltori è soggetta a condizioni più difficoltose di vita e di produzione, a causa delle caratteristiche geomorfologiche e climatiche delle zone montane; convinti che determinati problemi possono essere risolti soltanto sul piano transfron-


taliero e richiedono misure comuni degli Stati Alpini, e che, in particolare, occorrono misure economiche e sociali di adattamento e di accompagnamento, sia a livello nazionale che europeo, affinché l’esistenza degli agricoltori e delle loro aziende nelle zone montane non sia messa in dubbio da un’esclusiva applicazione di parametri economici;

Articolo 2

hanno convenuto quanto segue:

Articolo 3

Capitolo I

Impegni fondamentali nel contesto economico complessivo

Articolo 1 Finalità 1. Il presente Protocollo stabilisce misure a livello internazionale al fine di conservare e di incentivare l’agricoltura di montagna adatta ai siti e compatibile con l’ambiente, in modo che venga riconosciuto e garantito nel tempo il suo contributo sostanziale: alla permanenza della popolazione e al mantenimento di attività economiche sostenibili, – specie mediante la produzione di prodotti tipici di qualità, alla salvaguardia delle basi naturali della vita, alla prevenzione dei rischi naturali, alla conservazione della bellezza e del valore ricreativo del paesaggio naturale e rurale, nonché alla cultura nel territorio alpino. 2. Nell’attuazione del presente Protocollo, le Parti contraenti perseguono lo sviluppo ottimale dei compiti multifunzionali dell’agricoltura di montagna.

Le Parti contraenti si impegnano a considerare gli obiettivi stabiliti da questo Protocollo anche nelle altre loro politiche.

Le Parti contraenti concordano sulla necessità di orientare, a tutti i livelli, la politica agricola in coerenza con la politica economica complessiva alle esigenze di uno sviluppo sostenibile e equilibrato, in modo da rendere possibili, nel quadro delle condizioni politico-finanziarie date:

Protocollo Agricoltura di montagna

Disposizioni generali

Considerazione delle finalità nelle altre politiche

a) l’incentivazione di un’agricoltura compatibile con l’ambiente e delle sue funzioni di interesse generale, ai sensi dell’articolo 7 del presente Protocollo, in particolare nelle zone montane; b) interventi significativi contro l’abbandono delle zone montane, assicurando anche in esse condizioni di vita adeguate, mediante misure di politica sociale e strutturale assieme a misure di politica agricola e ambientale.

Articolo 4 Ruolo degli agricoltori Le Parti contraenti concordano nell’affermare che, in particolare nelle zone montane, l’agricoltura ha segnato nel corso dei Segnali alpini 1

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secoli il paesaggio, caratterizzandolo storicamente e conferendogli valore culturale. Gli agricoltori vanno pertanto riconosciuti anche in futuro, per i loro compiti multifunzionali, come protagonisti essenziali del mantenimento del paesaggio naturale e rurale e resi partecipi delle decisioni e delle misure per le zone montane.

Articolo 5 Partecipazione degli enti territoriali 1. Ciascuna Parte contraente stabilisce, nel quadro istituzionale vigente, il livello più idoneo alla concertazione e cooperazione tra le istituzioni e gli enti territoriali direttamente interessati, al fine di promuovere una responsabilità solidale e, in particolare, di valorizzare e di sviluppare le sinergie potenziali nell’attuazione della politica agricola per la montagna, nonché delle misure conseguenti. 2. Nel rispetto delle loro competenze, nel quadro istituzionale vigente, gli enti territoriali direttamente interessati partecipano ai diversi stadi di preparazione e attuazione delle relative politiche e misure.

Articolo 6 Cooperazione internazionale Le Parti contraenti convengono: a) di effettuare valutazioni comuni dello sviluppo della politica agricola, nonché di garantire la reciproca consultazione prima di importanti decisioni di politica

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agricola per l’attuazione del presente Protocollo; b) di assicurare la realizzazione delle finalità e delle misure stabilite dal presente Protocollo mediante la cooperazione transfrontaliera tra tutte le autorità competenti e in particolare tra le amministrazioni regionali e gli enti locali; c) di promuovere sia lo scambio di conoscenze ed esperienze sia iniziative comuni, mediante la cooperazione internazionale tra istituti di ricerca e di formazione, tra organizzazioni agricole e ambientali, nonché tra i media.

Capitolo II Misure specifiche Articolo 7 Incentivazione dell’agricoltura di ­montagna 1. Le Parti contraenti perseguono una differenziazione delle misure di politica agricola, a tutti i livelli, in corrispondenza alle differenti condizioni dei siti, e quindi un’incentivazione dell’agricoltura di montagna che tiene conto delle condizioni naturali sfavorevoli dei siti. Le aziende che in siti estremi garantiscono una coltivazione minima, richiedono un sostegno particolare. 2. Il contributo che l’agricoltura di montagna fornisce nell’interesse generale alla conservazione e alla cura del paesaggio naturale e rurale nonché alla prevenzione dei rischi naturali, e che supera gli obblighi normali, viene


Articolo 8 Pianificazione territoriale e paesaggio rurale 1. Le Parti contraenti si impegnano a tener conto delle condizioni specifiche delle zone montane nell’ambito della pianificazione territoriale, della destinazione delle aree, del riordinamento e del miglioramento fondiario, nel rispetto del paesaggio naturale e rurale. 2. Affinché l’agricoltura di montagna possa svolgere i suoi compiti molteplici, dev’essere soprattutto prevista la disponibilità dei terreni necessari per un uso agricolo compatibile con l’ambiente e adatto ai siti. 3. In questo contesto bisogna assicurare la conservazione o il ripristino degli elementi tradizionali del paesaggio rurale (boschi, margini boschivi, siepi, boscaglie, prati umidi, secchi e magri, alpeggi) e la loro coltivazione. 4. Misure particolari sono necessarie per la conservazione delle fattorie e degli elementi architettonici rurali tradizionali, nonché per l’ulteriore impiego dei metodi e materiali caratteristici di costruzione.

Articolo 9 Metodi di coltivazione adatti alla natura e prodotti tipici Le Parti contraenti si impegnano ad adottare tutte le misure indispensabili, mirando all’applicazione di relativi criteri comuni per favorire l’impiego e la diffusione nelle zone montane di metodi di coltivazione estensiva, adatti alla natura e caratteristici del luogo, nonché a tutelare e a valorizzare prodotti agricoli tipici che si distinguono per i metodi di produzione originali, localmente limitati e adatti alla natura.

Articolo 10 Allevamenti adatti ai siti e diversità ­genetica

Protocollo Agricoltura di montagna

equamente compensato nel quadro di accordi contrattuali vincolati a progetti e prestazioni.

1. Le Parti contraenti concordano che gli allevamenti adatti ai siti, limitati al terreno disponibile rappresentano una parte integrante essenziale dell’agricoltura di montagna, sia come fonte di reddito, sia come elemento che caratterizza l’identità paesaggistica e culturale. Perciò occorre mantenere gli allevamenti con la loro diversità di razze caratteristiche, compresi gli animali domestici tradizionali, insieme ai rispettivi prodotti tipici, in modo adatto ai siti, limitato al terreno disponibile e compatibile con l’ambiente. 2. In corrispondenza con quanto sopra stabilito bisogna mantenere le necessarie strutture agricole, pastorizie e forestali, nel rispetto di un rapporto adequato ai rispettivi siti tra consistenza delle superfici foraggere e quella Segnali alpini 1

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degli allevamenti, alla condizione di allevamenti erbivori estensivi. 3. Inoltre si devono adottare le misure indispensabili, in particolare nell’ambito della ricerca e dell’assistenza tecnica, per il mantenimento della diversità genetica degli allevamenti e delle colture.

Articolo 11 Commercializzazione 1. Le Parti contraenti perseguono la creazione di condizioni di commercializzazione a favore dei prodotti dell’agricoltura di montagna, atte ad aumentare sia la loro vendita in loco, sia la loro competitività sui mercati nazionali e internazionali. 2. La promozione avviene tra l’altro, mediante marchi di denominazione controllata dell’origine e di garanzia della qualità, a tutela sia dei produttori sia dei consumatori.

Articolo 12

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Articolo 13 Economia agricola e forestale come unità Le Parti contraenti convengono che le funzioni complementari e in parte interdipendenti dell’economia agricola e forestale nelle zone montane richiedono una loro considerazione integrata. Esse promuovono conseguentemente: a) l’incentivazione della silvicoltura adatta alla natura, sia come base di reddito complementare delle aziende agricole sia come attività lavorativa integrativa degli occupati nell’agricoltura; b) il rispetto delle funzioni protettive, produttive e ricreative, nonché di quelle ecologiche e biogenetiche del bosco, in un rapporto con le aree agricole adatto ai siti ed in armonia con il paesaggio; c) una regolamentazione dell’attività di pastorizia e del popolamento di selvaggina, tale da evitare danni insostenibili alle foreste e alle aree ad uso agricolo.

Limitazioni della produzione

Articolo 14

Le Parti contraenti intendono tener conto, nell’introduzione di limitazioni della produzione agricola, delle esigenze particolari di un’economia agricola nelle zone montane adatta ai siti e compatibile con l’ambiente.

Ulteriori fonti di reddito

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Riconoscendo l’importanza tradizionale delle aziende familiari nell’agricoltura di montagna e in modo da sostenere la loro conduzione a reddito pieno, complementare e accessorio, le Parti contraenti promuovono la creazione e lo sviluppo di ulteriori fonti di reddito nelle zone montane, soprattutto su iniziativa e a favore della stessa popolazione locale, e in particolare


nei settori connessi con l’agricoltura come l’economia forestale, il turismo e l’artigianato, in sintonia con la conservazione del paesaggio naturale e rurale.

Capitolo III

Articolo 15

Articolo 17

Miglioramento delle condizioni di vita e lavoro

Ricerca e osservazione

Articolo 16 Misure integrative Le Parti contraenti possono adottare misure integrative a quelle previste dal presente Protocollo per l’agricoltura di montagna.

Protocollo Agricoltura di montagna

Le Parti contraenti promuovono il potenziamento e la qualificazione dei servizi indispensabili al superamento delle condizioni svantaggiate degli addetti alle attività agricole e forestali nelle zone montane, al fine di raccordare lo sviluppo delle loro condizioni di vita e lavoro con lo sviluppo economico e sociale in altri settori e altre zone del territorio alpino. I relativi criteri decisionali non dovranno essere esclusivamente economici. Ciò vale in primo luogo per i collegamenti di trasporto, le costruzioni e le ristrutturazioni di abitazioni e fabbricati rurali, nonché l’acquisto e la manutenzione di impianti e macchinari.

Ricerca, formazione e ­informazione

1. Le Parti contraenti promuovono e armonizzano, in stretta cooperazione, la ricerca e l’osservazione sistematica in funzione del conseguimento degli obiettivi del presente Protocollo. 2. Esse promuovono in particolare la ricerca agraria specifica per l’agricoltura di montagna, potenziandola in modo più attinente alle condizioni pratiche e locali, comprendendola nei processi di definizione e di verifica degli obiettivi e delle misure della politica agricola, nonché applicando i relativi risultati nell’attività di formazione e di assistenza tecnica per l’agricoltura. 3. Le Parti contraenti provvedono affinché i risultati nazionali della ricerca e dell’osservazione sistematica siano raccolti in un sistema comune di osservazione e informazione permanenti e siano resi pubblicamente accessibili nel quadro istituzionale vigente. 4. In relazione alle rispettive zone montane e con riferimento alle finalità e alle misure stabilite dal presente Protocollo, esse effettuano in particolare un rilevamento comparabile della situazione economica e sociale dell’agricoltura di montagna. 5. Il rilevamento dev’essere aggiornato periodicamente e comprendere osservazioni su settori o zone con particolari problemi, nonché sull’efficacia delle Segnali alpini 1

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misure adottate o sull’esigenza di misure da adottare. Ciò riguarda in primo luogo i dati relativi allo sviluppo demografico, sociale e economico in correlazione con i rispettivi indicatori geografici, ecologici e infrastrutturali dei siti, nonché la definizione di corrispondenti criteri di sviluppo sostenibile e equilibrato ai sensi della Convenzione delle Alpi e del presente Protocollo. 6. Sono inoltre considerati prioritari i temi indicati nell’allegato.

Articolo 18 Formazione e informazione

essa la conoscenza delle funzioni dell’agricoltura di montagna e sollecitare il relativo interesse. 3. Sono inoltre considerati prioritari i temi indicati nell’allegato.

Capitolo IV Attuazione, controllo e ­valutazione Articolo 19 Attuazione

1. Le Parti contraenti promuovono la formazione e l’aggiornamento, nonché l’informazione pubblica in relazione agli obiettivi, alle misure e all’ attuazione del presente Protocollo. 2. Esse favoriscono in particolare: a) l’ulteriore sviluppo della formazione e dell’aggiornamento e dell’assistenza tecnica nelle materie agrarie e in quelle di gestione aziendale e commerciale, includendovi la protezione della natura e dell’ambiente. L’offerta di formazione in generale sarà articolata, in modo da favorire l’orientamento e la preparazione anche ad altre occupazioni, alternative o integrative, in settori connessi all’agricoltura; b) un’informazione ampia e oggettiva che non si limiti alle persone e alle amministrazioni direttamente coinvolte, ma raggiunga anche attraverso i media la pubblica opinione più vasta all’interno e all’esterno del territorio alpino, per diffondere in

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Le Parti contraenti si impegnano ad assicurare l’attuazione del presente Protocollo mediante misure adeguate nel quadro istituzionale vigente.

Articolo 20 Controllo del rispetto degli obblighi 1. Le Parti contraenti presentano regolarmente al Comitato permanente un resoconto sulle misure adottate in base al presente Protocollo. Nel resoconto è indicata anche l’efficacia delle misure adottate. La Conferenza delle Alpi stabilisce la periodicità dei resoconti. 2. Il Comitato permanente esamina i resoconti al fine di verificare se le Parti contraenti hanno assolto agli obblighi derivanti dal presente Protocollo. Esso può chiedere ulteriori informazioni alle Parti contraenti interessate o assumere informazioni da altre fonti.


Articolo 21 Valutazione dell’efficacia delle ­disposizioni 1. Le Parti contraenti esaminano e valutano ad intervalli regolari le disposizioni contenute nel presente Protocollo, sotto il profilo della loro efficacia. Per quanto sarà necessario al conseguimento degli obbiettivi del presente Protocollo, esse prenderanno in considerazione la possibilità di adottare modifiche appropriate del Protocollo medesimo. 2. A questa valutazione partecipano gli enti territoriali, nel quadro istituzionale vigente. Possono essere sentite le organizzazioni non-governative attive nel campo specifico.

Capitolo V Norme finali Articolo 22 Corrispondenza tra la Convenzione delle Alpi e il Protocollo 1. Il presente Protocollo costituisce un Protocollo della Convenzione delle Alpi ai sensi dell’articolo 2 e degli altri articoli pertinenti della stessa Convenzione. 2. Possono divenire Parti contraenti del presente Protocollo esclusivamente le Parti contraenti della Convenzione delle Alpi. Ogni denuncia della Convenzione delle Alpi vale anche come denuncia del presente Protocollo. 3. Quando la Conferenza delle Alpi delibera questioni concernenti il presente Protocollo, solo le Parti contraenti dello stesso Protocollo sono ammesse alle relative votazioni.

Protocollo Agricoltura di montagna

3. Il Comitato permanente redige un resoconto per la Conferenza delle Alpi sul rispetto da parte delle Parti contraenti degli obblighi derivanti dal presente Protocollo. 4. La Conferenza delle Alpi prende atto di questo resoconto. Essa, qualora constati un mancato adempimento degli obblighi, può adottare raccomandazioni.

Articolo 23 Firma e ratifica 1. Il presente Protocollo è depositato per la firma da parte degli Stati firmatari della Convenzione delle Alpi e della Comunità Europea, il 20 dicembre 1994 nonché dal 15 gennaio 1995 presso la Repubblica d’Austria quale Depositario. 2. Il presente Protocollo entra in vigore per le Parti contraenti che hanno espresso il proprio consenso ad essere vincolate dallo stesso Protocollo, tre Segnali alpini 1

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mesi dopo il giorno in cui tre Stati avranno depositato il loro strumento di ratifica, accettazione o approvazione. 3. Per le Parti contraenti che esprimeranno successivamente il proprio consenso ad essere vincolate dal presente Protocollo, esso entrerà in vigore tre mesi dopo il giorno del deposito dello strumento di ratifica, accettazione o approvazione. In seguito all’entrata in vigore di una modifica del presente Protocollo, ogni nuova Parte contraente del Protocollo medesimo diventa Parte contraente dello stesso Protocollo modificato.

Articolo 24 Notifiche Il Depositario notifica a ciascuno Stato nominato nel preambolo e alla Comunità Europea in relazione al presente Protocollo: a) ciascun atto di firma; b) ciascun deposito di uno strumento di ratifica, accettazione o approvazione; c) ciascuna data di entrata in vigore; d) ciascuna dichiarazione rilasciata da una Parte contraente o firmataria; e) ciascuna denuncia notificata da una Parte contraente, con la data della sua efficacia. In fede di ciò, il presente Protocollo è stato sottoscritto dai firmatari debitamente autorizzati. Fatto a Chambéry, il 20 dicembre 1994, in lingua francese, italiana, slovena e tedesca, laddove ciascuno dei quattro testi fa

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egualmente fede, in un originale depositato presso l’Archivio di Stato Austriaco. Il Depositario trasmette copie certificate conformi alle Parti firmatarie.

Allegato Temi Prioritari di ricerca e ­formazione ai sensi degli articoli 17 e 18 Ricerca: Definizione e classificazione delle zone montane sulla base della loro altitudine nonché delle condizioni climatiche, geomorfologiche, infrastrutturali ed economiche dei rispettivi posti. Verifiche degli effetti delle misure adottate ai vari livelli politico-decisionali (UE/PAC, Stati, Regioni, enti territoriali) sull’agricoltura di montagna e la sua funzione ecologica (compatibilità sociale e ambientale). Valutazione delle funzioni economiche ed ecologiche, sociali e culturali dell’economia agricola e forestale, nonché delle loro possibilità di sviluppo in relazione alle condizioni locali specifiche nelle diverse zone montane. Metodi di produzione e di lavorazione, criteri di miglioramento e di qualità dei prodotti agricoli delle zone montane. Ricerca genetica e assistenza tecnica in funzione di un mantenimento differenziato della diversità delle razze di allevamento e delle piante coltivate in un modo adatto ai siti e compatibile con l’ambiente.


Assistenza e formazione tecnico-scientifica e socio-economica sia per le aziende agricole sia per le aziende alimentari di trasformazione dei loro prodotti. Gestione aziendale, tecnica ed economica, con particolare riferimento alla diversificazione dell’offerta di prodotti, nonché alle rispettive alternative di produzione e di reddito all’interno e esterno del settore agricolo.

Presupposti ed effetti tecnici e finanziari dell’applicazione di metodi di coltivazione e di produzione, naturali e compatibili con l’ambiente. I media, la presentazione o diffusione dell’informazione in funzione dell’orientamento della pubblica opinione, della politica e dell’economia all’interno e all’esterno del territorio alpino.

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Protocollo Agricoltura di montagna

Formazione:

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Protocollo Protezione della natura e tutela del paesaggio

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Protocollo Protezione della natura e tutela del paesaggio

Convenzione delle Alpi

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Preambolo La Repubblica d’Austria, la Repubblica Francese, la Repubblica Federale di Germania, la Repubblica Italiana, il Principato di Liechtenstein, il Principato di Monaco, la Repubblica di Slovenia, la Confederazione Svizzera, nonché la Comunità Europea, in conformità con il loro mandato in base alla Convenzione per la Protezione delle Alpi (Convenzione delle Alpi), del 7 novembre 1991, di assicurare una politica globale di protezione e di sviluppo sostenibile del territorio alpino; in attuazione dei loro impegni di cui all’articolo 2, commi 2 e 3 della Convenzione delle Alpi; consapevoli che le Alpi rappresentano uno dei più grandi spazi naturali continui d’Europa, il quale si distingue per una bellezza unica, una diversità ecologica e ecosistemi estremamente sensibili, e costituisce nel contempo lo spazio vitale e economico della popolazione locale con una cultura di ricca tradizione; convinti che la popolazione locale debba essere posta nelle condizioni di determinare essa stessa le prospettive del proprio sviluppo sociale, culturale e economico, nonché di concorrere alla sua realizzazione nel quadro del vigente ordinamento istituzionale; in considerazione della struttura territoriale delle Alpi, per la quale numerose forme di

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sfruttamento, spesso in concorrenza tra loro, si concentrano in strette valli e concorrono a compromettere un ambiente ecologicamente importante; coscienti che in vaste aree, modalità e intensità dell’uso del territorio alpino hanno provocato negli ultimi decenni e provocheranno ulteriormente, se perpetuate, perdite irrecuperabili di elementi meritevoli di conservazione del paesaggio, dei biotopi e delle specie; consapevoli che in alcune zone del territorio alpino si è verificata o potrà verificarsi un’eccessiva compromissione della natura e del paesaggio, in particolare a causa della concentrazione di traffico, turismo, sport, urbanizzazione, sviluppo econo­ mico, intensificazione dell’agricoltura e dell’economia forestale; consapevoli dell’importanza eminente che assumono in particolare i ghiacciai, le praterie alpine, le foreste montane e le acque nel territorio alpino, costituendo l’habitat di fauna e flora ricche di specie; coscienti della grande importanza che assumono l’agricoltura e la silvicoltura condotte in modo estensivo per la conservazione e la cura del paesaggio rurale e degli elementi naturali connessi; convinti che gli interessi economici debbano essere armonizzati con le esigenze ecologiche; convinti che, nel confronto tra tolleranza ecologica e interessi economici, vada attribuita priorità alle esigenze ecologiche, se ciò risultasse necessario per il mantenimento delle basi di vita naturali; coscienti che la limitata tolleranza del territorio alpino richiede provvedimenti e mi-


sure di carattere specifico per la conservazione e il ripristino dell’efficienza dell’equilibrio naturale;

Articolo 2

convinti che determinati problemi possono essere risolti soltanto sul piano transfrontaliero e richiedono misure comuni degli Stati alpini;

In conformità con il presente Protocollo, ciascuna Parte contraente si impegna a adottare le misure necessarie per assicurare la protezione, la cura e, per quanto necessario, il ripristino della natura e del paesaggio nel territorio alpino, insieme alle specie animali e vegetali selvatiche, alla loro diversità e il loro habitat, considerando nel contempo le possibilità di un loro uso ecologicamente tollerabile.

Capitolo I Disposizioni generali

Articolo 3

Articolo 1

Cooperazione internazionale

Finalità

1. Le Parti contraenti si impegnano a cooperare, in particolare per: il rilevamento cartografico, la delimitazione, la gestione e il controllo delle aree protette e di altri elementi del paesaggio naturale e rurale meritevoli di protezione, l’interconnessione a rete dei biotopi, la definizione di modelli, programmi e/o piani paesaggistici, la prevenzione e il riequilibrio di compromissioni della natura e del paesaggio, l’osservazione sistematica della natura e del paesaggio, la ricerca scientifica, nonché per ogni altra misura di protezione delle specie animali e vegetali selvatiche, della loro diversità e dei loro habitat, e per la definizione di relativi criteri comparabili, in quanto ciò risulti necessario e funzionale. 2. Esse si impegnano a promuovere la cooperazione transfrontaliera nell’ambito della protezione della natura e della tutela del paesaggio, a livello re-

L’obiettivo del presente Protocollo è quello di stabilire norme internazionali, in attuazione della Convenzione delle Alpi e tenuto conto anche degli interessi della popolazione locale, al fine di proteggere, di curare e, in quanto necessario, di ripristinare la natura e il paesaggio, in modo da assicurare durevolmente e complessivamente: l’efficienza funzionale degli ecosistemi, la conservazione degli elementi paesaggistici e delle specie animali e vegetali selvatiche insieme ai loro habitat naturali, la capacità regenerativa e la produttività durevole delle risorse naturali, nonché la diversità, la peculiarità e la bellezza del paesaggio naturale e rurale; nonché al fine di promuovere la cooperazione tra le Parti contraenti, a ciò necessaria.

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Protocollo Protezione della natura e tutela del paesaggio

hanno convenuto quanto segue:

Impegni fondamentali

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gionale e locale, in quanto ciò risulti necessario al conseguimento degli obiettivi del presente Protocollo. 3. Esse cercano di concertare le condizioni quadro per l’adozione di vincoli limitativi degli usi in funzione delle finalità del presente Protocollo.

Articolo 4

luppare le sinergie potenziali nell’attuazione delle politiche di protezione della natura e di tutela del paesaggio, nonché delle misure conseguenti. 2. Nel rispetto delle loro competenze, nel quadro istituzionale vigente, gli enti territoriali direttamente interessati partecipano ai diversi stadi di preparazione e attuazione delle relative politiche e misure.

Considerazione delle finalità nelle altre politiche Le Parti contraenti si impegnano a considerare gli obiettivi stabiliti da questo Protocollo anche nelle altre loro politiche e in particolare nell’ambito: della pianificazione territoriale e dell’urbanistica, della salvaguardia della qualità dell’aria, della difesa del suolo, della salvaguardia dell’equilibrio idrico e della qualità delle acque, del turismo, dell’economia agricola e forestale, delle politiche dei trasporti e dell’energia, dell’industria e dell’artigianato, della gestione dei rifiuti; inoltre nell’ambito della formazione, dell’educazione, della ricerca e dell’informazione; nonché nell’ambito della concertazione transfrontaliera delle relative misure.

Articolo 5 Partecipazione degli enti territoriali

Capitolo II Misure specifiche Articolo 6 Inventari Le Parti contraenti si impegnano a presentare, a distanza di tre anni dall’entrata in vigore del presente Protocollo, lo stato di fatto della protezione della natura e della tutela del paesaggio, in relazione alle materie elencate nell’allegato I. Queste presentazioni vengono aggiornate regolarmente, a scadenze almeno decennali.

Articolo 7 Pianificazione paesaggistica

1. Ciascuna Parte contraente stabilisce, nel quadro istituzionale vigente, il livello più idoneo alla concertazione e cooperazione tra le istituzioni e gli enti territoriali direttamente interessati, al fine di promuovere una responsabilità solidale e, in particolare, di valorizzare e di svi-

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Segnali alpini 1

1. Entro cinque anni dall’entrata in vigore del presente Protocollo, le Parti contraenti stabiliscono modelli, programmi e/o piani, con cui vengono definite le esigenze e le misure ai fini della realizzazione degli obiettivi della protezio-


Articolo 8

rilevante o duraturo la natura e il paesaggio, siano valutati gli effetti diretti e indiretti sull’equilibrio naturale e sul quadro paesaggistico. Il risultato della valutazione è da considerare nell’autorizzazione e/o nella realizzazione delle opere, assicurando in particolare che non si verifichino compromissioni evitabili. 2. In conformità con il diritto nazionale, le compromissioni inevitabili devono essere compensate mediante misure di protezione della natura e di tutela del paesaggio, mentre le compromissioni non compensabili possono essere ammesse solo a condizione che, valutati tutti gli interessi, non prevalgano le esigenze di protezione della natura e di tutela del paesaggio; anche in questi casi si deve comunque provvedere a misure di protezione della natura e di tutela del paesaggio.

Protocollo Protezione della natura e tutela del paesaggio

ne della natura e della tutela del paesaggio nel territorio alpino. 2. Nei modelli, programmi e/o piani, di cui al comma 1, sono presentati: a) lo stato di fatto della natura e del paesaggio e la sua valutazione; b) lo stato perseguito della natura e del paesaggio, nonché le misure a ciò necessarie, in particolare: – le misure generali di protezione, gestione e sviluppo, – le misure per la protezione, la gestione e lo sviluppo di determinate parti della natura e del paesaggio e – le misure per la protezione e la gestione di fauna e flora selvatiche.

Pianificazione Le Parti contraenti adottano le misure necessarie affinché la conservazione e lo sviluppo degli habitat naturali e quasi naturali delle specie animali e vegetali selvatiche, nonché degli altri elementi strutturali del paesaggio naturale e rurale siano perseguiti sulla base della pianificazione paesaggistica in sintonia con la pianificazione territoriale.

Articolo 9 Interventi nella natura e nel paesaggio 1. Le Parti contraenti creano i presupposti affinché, nei casi di misure e progetti di carattere privato o pubblico, suscettibili di compromettere in modo

Articolo 10 Protezione di base 1. Le Parti contraenti perseguono nell’intero territorio alpino la riduzione di impatti ambientali e compromissioni a danno della natura e del paesaggio tenuto conto anche degli interessi della popolazione locale. Esse provvedono affinché tutti gli usi di rilevanza territoriale avvengano nel rispetto della natura e del paesaggio. Esse adottano inoltre tutte le misure idonee a conservare e, per quanto necessario, a ripristinare particolari elementi strutturali, naturali e quasi naturali del paesaggio, biotopi, ecosistemi e paesaggi rurali tradizionali. Segnali alpini 1

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2. In considerazione del ruolo decisivo che spetta all’agricoltura e all’economia forestale nella realizzazione di misure di protezione della natura e di tutela del paesaggio, la protezione, la conservazionee la gestione dei biotopi quasi naturali e meritevoli di protezione dovrebbero essere attuate mediante uno sfruttamento agricolo e forestale adatto, sulla base di accordi con i proprietari o gestori dei terreni, ovunque sia opportuno. A tal fine sono altresì particolarmente adatti gli strumenti di controllo mutuati dall’economia di mercato come incentivi e compensazioni di carattere economico. 3. Ad integrazione dei mezzi disponibili per la protezione della natura, occorre che le misure di incentivazione e di sostegno a favore dell’economia agricola e forestale nonché di altri usi del territorio siano maggiormente impiegate in funzione di questi obiettivi.

Articolo 11 Aree protette 1. Le Parti contraenti si impegnano a conservare, a gestire e, dove necessario, ad ampliare le aree protette esistenti, in coerenza con la loro funzione protettiva, nonché a delimitare, dove possibile, nuove aree protette. Esse adottano tutte le misure idonee ad evitare compromissioni o distruzioni di tali aree. 2. Esse promuovono inoltre l’istituzione e la gestione di parchi nazionali. 3. Esse promuovono l’istituzione di zone di rispetto e di quiete, che garantiscono la priorità alle specie animali e ve-

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Segnali alpini 1

getali selvatiche rispetto ad altri interessi. Esse provvedono affinché in queste zone sia assicurata la quiete necessaria all’indisturbato svolgimento dei processi ecologici tipici delle specie, e riducono o vietano ogni forma di uso non compatibile con i processi ecologici in tali zone. 4. Le Parti contraenti esaminano le condizioni di compensazione delle prestazioni particolari rese dalla popolazione locale, in conformità con il diritto nazionale.

Articolo 12 Rete ecologica Le Parti contraenti assumono le misure idonee a creare una rete nazionale e transfrontaliera di aree protette, biotopi e altri beni ambientali protetti o meritevoli di protezione riconosciuti. Esse si impegnano ad armonizzare gli obiettivi e le misure in funzione di aree protette transfrontaliere.

Articolo 13 Protezione di tipi di biotopi 1. Le Parti contraenti si impegnano ad adottare le misure necessarie ad assicurare la conservazione duratura dei biotopi naturali e quasi naturali in una dimensione sufficiente e con una distribuzione territoriale conforme alle loro funzioni. Esse possono promuovere inoltre la rinaturalizzazione degli habitat compromessi. 2. Ai fini della redazione di liste valide per l’intero territorio alpino, le Parti contra-


Articolo 14 Protezione delle specie 1. Le Parti contraenti si impegnano ad assumere le misure idonee a conservare le specie animali e vegetali autoctone con la loro diversità specifica e con popolazioni sufficienti, provvedendo, in particolare, ad assicurare habitat sufficientemente estesi. 2. Per la redazione di liste valide per l’intero territorio alpino, le Parti contraenti indicano entro due anni dall’entrata in vigore del presente Protocollo, le specie che richiedono misure particolari di protezione, in quanto sono minacciate in modo specifico.

Articolo 15 Divieti di prelievo e di commercio 1. Le Parti contraenti vietano la cattura, il possesso, il ferimento e l’uccisione di determinate specie animali, il loro disturbo particolarmente durante i periodi di riproduzione, di crescita e di svernamento, nonché ogni distruzione, prelievo e detenzione di uova provenienti dalla natura e il possesso, l’offerta, l’acquisto e la vendita di esemplari delle specie medesime, o loro parti, prelevati dalla natura.

2. Per determinate specie vegetali, le Parti contraenti vietano la raccolta, la collezione, la recisione, il dissotterramento o l’estirpazione delle relative piante o parti di esse nella loro stazione naturale, nonché il possesso, l’offerta, l’acquisto e la vendita di esemplari prelevati dalla natura delle stesse specie. Da questo divieto sono esclusi l’uso e la cura delle rispettive stazioni a fini conservativi. 3. Le Parti contraenti indicano entro due anni dall’entrata in vigore del presente Protocollo, le specie animali e vegetali protette dalle misure di cui ai commi 1 e 2. 4. Le Parti contraenti possono provvedere ad eccezioni dalle disposizioni succitate, dettate da esigenze: a) di carattere scientifico, b) di protezione della fauna, della flora selvatica o dell’ambiente naturale, c) di sanità e sicurezza pubblica, d) di prevenzione di danni economici rilevanti, in particolare per colture, allevamenti, foreste, pesca e acque. Queste eccezioni sono ammesse a condizione che non sussistano altre soluzioni adeguate e gli interventi non siano tali da minacciare l’equilibrio naturale delle specie interessate nel suo insieme. Queste eccezioni debbono essere accompagnate da misure di controllo e se necessario di compensazione.

Protocollo Protezione della natura e tutela del paesaggio

enti si impegnano ad indicare, entro due anni dall’entrata in vigore del presente Protocollo, i tipi di biotopi che richiedono l’adozione di misure ai sensi del comma 1.

5. A prescindere dall’entrata in vigore del presente Protocollo, le Parti contraenti si impegnano a precisare, quanto prima, mediante supplementi tecnici, la definizione dei periodi di riproduzione, di crescita e di svernamento, di cui al Segnali alpini 1

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comma 1, nonché ogni altra definizione di difficile interpretazione scientifica.

Articolo 16 Reintroduzione di specie autoctone 1. Le Parti contraenti si impegnano a promuovere la reintroduzione e la diffusione di specie animali e vegetali selvatiche autoctone, nonché di sottospecie, razze e ecotipi, a condizione che sussistano i presupposti necessari e che con ciò si contribuisca alla conservazione e al rafforzamento delle specie medesime e non si provochino effetti insostenibili per la natura e il paesaggio, nonché per le attività ­umane. 2. La reintroduzione e la diffusione devono avvenire sulla base di conoscenze scientifiche. Le Parti contraenti concordano al riguardo direttive comuni. In seguito alla reintroduzione occorre controllare e, se necessario, regolare lo sviluppo delle rispettive specie animali e vegetali.

Articolo 17 Divieti di introduzione

Articolo 18 Rilascio di organismi mutati con ­tecniche genetiche Le Parti contraenti assicurano che organismi mutati con tecniche genetiche siano rilasciati nell’ambiente solo quando, in base a una valutazione formale, il rilascio non comporta alcun rischio per l’uomo e l’ambiente.

Articolo 19 Misure integrative Le Parti contraenti possono adottare misure integrative a quelle previste dal presente Protocollo per la protezione della natura e la tutela del paesaggio.

Capitolo III Ricerca, formazione e ­informazione Articolo 20 Ricerca e osservazione

Le Parti contraenti assicurano che non siano introdotte specie animali e vegetali selvatiche in una regione, in cui queste non risultano comparse in modo naturale per un periodo storico accertato. Esse possono provvedere ad eccezioni nei casi in cui l’introduzione è necessaria per determinati usi e non comporta effetti negativi per la natura e il paesaggio.

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Segnali alpini 1

1. Le Parti contraenti promuovono e armonizzano, in stretta cooperazione, la ricerca e l’osservazione sistematica in funzione della protezione della natura e del paesaggio nonché delle specie animali e vegetali, con particolare attenzione ai temi di ricerca stabiliti nell’allegato II.


Articolo 21 Formazione e informazione Le Parti contraenti promuovono la formazione e l’aggiornamento, nonché l’informazione pubblica in relazione agli obiettivi, alle misure e all’attuazione del presente Protocollo.

Capitolo IV Attuazione, controllo e ­valutazione Articolo 22 Attuazione Le Parti contraenti si impegnano ad assicurare l’attuazione del presente Protocollo mediante misure adeguate nel quadro istituzionale vigente.

Articolo 23 Controllo del rispetto degli obblighi 1. Le Parti contraenti presentano regolarmente al Comitato permanente un resoconto sulle misure adottate in base al presente Protocollo. Nel resoconto è indicata anche l’efficacia delle misure adottate. La Conferenza delle Alpi stabilisce la periodicità dei resoconti. 2. Il Comitato permanente esamina i resoconti al fine di verificare se le Parti contraenti hanno assolto agli obblighi derivanti dal presente Protocollo. Esso può chiedere ulteriori informazioni alle Parti contraenti interessate o assumere informazioni da altre fonti. 3. Il Comitato permanente redige un resoconto per la Conferenza delle Alpi sul rispetto da parte delle Parti contraenti degli obblighi derivanti dal presente Protocollo. 4. La Conferenza delle Alpi prende atto di questo resoconto. Essa, qualora constati un mancato adempimento degli obblighi, può adottare raccomandazioni.

Articolo 24

Protocollo Protezione della natura e tutela del paesaggio

2. Le Parti contraenti sviluppano programmi comuni o integrati per analisi e valutazioni degli ecosistemi con lo scopo di ampliare le conoscenze scientificamente convalidate a supporto della realizzazione delle misure ai sensi del presente Protocollo. 3. Le Parti contraenti provvedono affinché i risultati nazionali della ricerca e dell’osservazione sistematica siano raccolti in un sistema comune di osservazione e informazione permanenti e siano resi pubblicamente accessibili nel quadro istituzionale vigente.

Valutazione dell’efficacia delle ­disposizioni 1. Le Parti contraenti esaminano e valutano ad intervalli regolari le disposizioni contenute nel presente Protocollo, sotto il profilo della loro efficacia. Per quanto sarà necessario al conseguimento degli obiettivi del presente Protocollo, esse prenderanno in considerazione la possibilità di adottare modiSegnali alpini 1

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fiche appropriate del Protocollo medesimo. 2. A questa valutazione partecipano gli enti territoriali, nel quadro istituzionale vigente. Possono essere sentite le organizzazioni non-governative attive nel campo specifico.

Capitolo V Norme finali Articolo 25 Corrispondenza tra la Convenzione delle Alpi e il Protocollo 1. Il presente Protocollo costituisce un Protocollo della Convenzione delle Alpi ai sensi dell’articolo 2 e degli altri articoli pertinenti della stessa Convenzione. 2. Possono divenire Parti contraenti del presente Protocollo esclusivamente le Parti contraenti della Convenzione delle Alpi. Ogni denuncia della Convenzione delle Alpi vale anche come denuncia del presente Protocollo. 3. Quando la Conferenza delle Alpi delibera questioni concernenti il presente Protocollo, solo le Parti contraenti dello stesso Protocollo sono ammesse alle relative votazioni.

Articolo 26 Firma e ratifica 1. Il presente Protocollo è depositato per la firma da parte degli Stati firmatari della Convenzione delle Alpi e della Comunità Europea, il 20 dicembre 1994 nonché dal 15 gennaio 1995 presso la Repubblica d’Austria quale Depositario. 2. Il presente Protocollo entra in vigore per le Parti contraenti che hanno espresso il proprio consenso ad essere vincolate dallo stesso Protocollo, tre mesi dopo il giorno in cui tre Stati avranno depositato il loro strumento di ratifica, accettazione o approvazione. 3. Per le Parti contraenti che esprimeranno successivamente il proprio consenso ad essere vincolate dal presente Protocollo, esso entrerà in vigore tre mesi dopo il giorno del deposito dello strumento di ratifica, accettazione o approvazione. In seguito all’entrata in vigore di una modifica del presente Protocollo, ogni nuova Parte contraente del Protocollo medesimo diventa Parte contraente dello stesso Protocollo modificato.

Articolo 27 Notifiche Il Depositario notifica a ciascuno Stato nominato nel preambolo e alla Comunità Europea in relazione al presente Protocollo: a) ciascun atto di firma; b) ciascun deposito di uno strumento di ratifica, accettazione o approvazione;

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In fede di ciò, il presente Protocollo è stato sottoscritto dai firmatari debitamente autorizzati. Fatto a Chambéry, il 20 dicembre 1994, in lingua francese, italiana, slovena e tedesca, laddove ciascuno dei quattro testi fa egualmente fede, in un originale depositato presso l’Archivio di Stato Austriaco. Il Depositario trasmette copie certificate conformi alle Parti firmatarie.

Allegato I Elenco delle materie oggetto di inventari ai sensi dell’articolo 6 1. Stato di fatto delle specie vegetali e animali selvatiche e dei loro biotopi 1.1. Stato dei rilevamenti delle specie vegetali selvatiche e delle fitocenosi 1.1.0. Indicazioni generali 1.1.1. Liste rosse 1.1.2. Liste delle specie protette per legge 1.1.3. Atlanti di distribuzione 1.2. Stato dei rilevamenti delle specie animali selvatiche 1.2.0. Indicazioni generali 1.2.1. Liste rosse 1.2.2. Liste delle specie protette per legge 1.2.3. Atlanti di diffusione 1.3. Stato di rilevamento dei biotopi 1.3.0. Indicazioni generali

1.3.1. Liste rosse dei tipi di biotopi 1.3.2. Elenchi dei biotopi di valore ecologico, comprese le acque 1.4. Stato di rilevamento paesaggistici 1.4.0. Indicazioni generali 1.4.1. Inventari, elenchi, tipologie di paesaggi naturali e rurali meritevoli di protezione 1.4.2. Piani e altre misure di protezione di particolari paesaggi e tipi di paesaggi e/o singoli elementi del paesaggio naturale e rurale 1.4.3. Aree da risanare 1.5. Utilizzo di specie selvatiche animali e vegetali e/o biotopi 1.5.1. Agricoltura e pastorizia (per esempio: problemi/rischi dell’intensificazione degli usi e dell’abbandono dei terreni, perdite e guadagni) 1.5.2. Economia forestale 1.5.3. Caccia 1.5.4. Pesca 2. Aree protette (superficie, incidenza sul territorio complessivo, scopo ­protettivo, funzioni protettive, usi, ­articolazione degli usi, condizioni di proprietà) 2.1. 2.2. 2.3. 2.4. 2.5. 2.6. 2.7. 2.8.

Parchi nazionali Aree di protezione naturalistica Aree di protezione paesaggistica Parchi naturali Aree di rispetto e di quiete Componenti protetti del paesaggio Biotopi protetti Altre aree protette (per esempio: aree protette di diritto privato, accordi volontari, contratti privati per gestioni estensive)

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Protocollo Protezione della natura e tutela del paesaggio

c) ciascuna data di entrata in vigore; d) ciascuna dichiarazione rilasciata da una Parte contraente o firmataria; e) ciascuna denuncia notificata da una Parte contraente, con la data della sua efficacia.

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3. Organizzazione della protezione ­della natura e della tutela del ­paesaggio (struttura, competenze/ attività, personale e dotazione ­finanziaria) 3.1. Amministrazioni competenti della protezione della natura 3.2. Altre amministrazioni settoriali con funzioni di protezione della natura, altre istituzioni di diritto pubblico e privato (per esempio: enti, fondazioni) 3.3. Organi consultivi per la protezione della natura 3.4. Organi di vigilanza per la protezione della natura 3.5. Associazioni per la protezione della natura 3.6. Associazioni per la tutela del paesaggio 3.7. Altri 4. Basi giuridiche (ai rispettivi livelli di competenza) 4.1. Diritto costituzionale 4.2. Fonti di diritto (leggi, ordinanze, direttive, compresa la rappresentazione di contenuti specifici per la protezione delle Alpi). 4.3. Partecipazione delle associazioni, azioni legali intentate dalle associazioni 4.4. Indicazioni sulle procedure 4.5. Collaborazione delle amministrazioni competenti della protezione della natura con amministrazioni di altri settori 4.6. Cataloghi di sanzioni pecuniarie ecc. 4.7. Fondi per la protezione della natura e la tutela del paesaggio

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4.8. Revisioni legislative in atto o programmate 5. Azioni di protezione della natura (quadro generale) 5.1. Modelli, programmi, direttive per la conservazione della natura nel territorio alpino 5.2. Piani (per esempio: piani paesaggistici, piani di cura e di sviluppo) 5.3. Misure a favore delle specie e altre misure di cura, salvaguardia e gestione 5.3.1. Indicazioni generali 5.3.2. Programmi a favore delle specie 5.3.3. Stazioni di allevamento e di rilascio 5.4. Strategie, modelli, programmi, forme di cooperazione con i responsabili degli usi, singoli o organismi (per esempio, programmi di gestione estensiva e a favore degli agricoltori di montagna) 5.5. Supporto scientifico, osservazione permanente di aree/specie 5.6. Attività autonome delle associazioni per la protezione della natura a favore della protezione di aree e specie 5.7. Programmi di finanziamento (ammontare dei fondi, obiettivi, campi di intervento) 6. Formazione e informazione pubblica (istituzioni/volontariato) 6.0. Indicazioni generali 6.1. Centri di formazione in materia di protezione della natura 6.2. Centri di informazione in materia di protezione della natura 6.3. Pubblicazioni 6.4. Altro


Allegato II Temi di ricerca prioritari di cui ­all’articolo 20 A. Osservazione a lungo termine dello sviluppo degli ecosistemi (habitat, biocenosi, popolazioni, specie) per la ricerca sulle tendenze di sviluppo e di mutazione provocate dagli influssi ambientali. Nota: bioindicazione, biomonitoraggio, analisi di cause-effetti, documentazioni B. Ricerche sull’efficienza delle aree protette. Nota: rappresentatività, efficienza, rigenerazione, gestione, analisi sistemica C. Ricerche sulle specie e sui popolamenti.

Nota: genetica, dinamica, distribuzione, diversità biologica D. Ricerche sugli aspetti di estesa rilevanza territoriale della protezione e degli usi agricoli e forestali. Nota: produzioni rispettose della natura, riequilibrio ecologico, reti di biotopi, gestioni estensive, contenimento del popolamento di selvaggina E. Ricerche per il miglioramento di metodi, procedimenti e piani specifici. Nota: Liste rosse, cartografia dei biotopi, aree protette, pianificazione paesaggistica, interventi nella natura e nel paesaggio, sistemi informativi F. Sviluppo di strategie e modelli per la protezione della natura e la tutela del paesaggio. Nota: Obiettivi strategici e possibilità di successo, modelli di protezione, gestioni estensive, strumenti di economia del mercato, accettazione da parte della pubblica opinione

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Protocollo Protezione della natura e tutela del paesaggio

7. Conclusioni, raccomandazioni di ­misure

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Protocollo Foreste montane

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Protocollo Foreste montane

Convenzione delle Alpi

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Preambolo La Repubblica d’Austria, la Repubblica Francese, la Repubblica Federale di Germania, la Repubblica Italiana, il Principato di Liechtenstein, il Principato di Monaco, la Repubblica di Slovenia, la Confederazione Svizzera, nonché la Comunità Europea, in conformità con il loro mandato in base alla Convenzione per la Protezione delle Alpi (Convenzione delle Alpi), del 7 novembre 1991, di assicurare una politica globale di protezione e di sviluppo sostenibile del territorio alpino; in attuazione dei loro impegni di cui all’articolo 2, commi 2 e 3 della Convenzione delle Alpi; convinti che, la popolazione locale debba essere posta nelle condizioni di determinare essa stessa le prospettive del proprio sviluppo sociale, culturale e economico, nonché di concorrere alla sua realizzazione nel quadro del vigente ordinamento istituzionale; riconosciuto che le foreste montane costituiscono quella forma di vegetazione che può fornire ad un territorio spesso molto più ampio di quello delle aree montane la protezione più efficace, economica e adatta al paesaggio contro i rischi naturali, in particolare contro erosioni, alluvioni, valanghe, frane e la caduta di massi; considerato che il bosco assorbe anidride carbonica dall’atmosfera e, per periodi

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molto lunghi, fissa il carbonio nella materia legnosa in modo da influenzare positivamente il clima; consapevoli che le foreste montane sono indispensabili per l’equilibrio climatico regionale, per la salvaguardia della qualità dell’aria, nonché per l’equilibrio idrico; tenuto conto della crescente importanza della funzione ricreativa delle foreste montane per tutti gli uomini; considerato che le foreste montane costituiscono una fonte di materie prime rinnovabili, la cui importanza è particolarmente rilevante in un mondo di crescente consumo delle risorse, e che rivestono inoltre un significato vitale anche per l’occupazione ed il reddito in particolare nelle aree rurali; consapevoli che gli ecosistemi forestali montani costituiscono importanti habitat per una varietà di specie animali e vege­ tali; convinti che soprattutto il rispetto del principio della sostenibilità, tradizionalmente seguito e sviluppato nelle economie forestali europee, garantisca tutte le importanti funzioni delle foreste anche alle generazioni future; convinti che determinati problemi possono essere risolti soltanto sul piano transfrontaliero e richiedono misure comuni degli Stati alpini; hanno convenuto quanto segue:


Disposizioni generali Articolo 1 Finalità 1. Il presente Protocollo ha lo scopo di conservare le foreste montane come habitat quasi naturale e, quando ciò sia necessario, di svilupparle o di aumentare l’estensione e di migliorare la loro stabilità. Il presupposto necessario all’efficienza delle funzioni indicate nel preambolo è costituito da un’economia forestale montana gestita in modo accurato, sostenibile e adeguato alla natura. 2. In particolare le Parti contraenti si impegnano a provvedere soprattutto affinché: – siano adottati metodi di rinnovazione forestale naturali; – sia perseguito un patrimonio forestale ben strutturato, graduato, con specie arboree adatte al rispettivo sito; – sia impiegato materiale di riproduzione forestale autoctono; – siano evitate erosioni e costipamenti del suolo, mediante metodi di uso e di prelievo rispettosi dell’ambiente.

Articolo 2 Considerazione delle finalità nelle altre politiche Le Parti contraenti si impegnano a considerare gli obiettivi stabiliti da questo Proto-

collo anche nelle altre loro politiche. Ciò vale soprattutto per i seguenti ambiti: a) Inquinamento atmosferico. L’inquinamento atmosferico viene gradualmente ridotto ad un livello che non sia dannoso per gli ecosistemi forestali. Ciò vale anche per l’inquinamento dovuto a trasmissioni transfrontaliere di inquinanti atmosferici. b) Popolazioni di ungulati. Le popolazioni di ungulati vengono contenute entro limiti che permettano la rinnovazione naturale di foreste montane idonee ai siti, senza dover ricorrere a particolari misure protettive. Nelle zone di confine, le Parti contraenti si impegnano ad armonizzare le rispettive misure di regolamentazione della selvaggina. Per il ripristino di una pressione selettiva naturale sulle specie di ungulati, nonché nell’interesse della protezione della natura, le Parti contraenti favoriscono la reintroduzione di predatori, in misura adeguata alle esigenze generali della regione. c) Pascolo boschivo. La salvaguardia di foreste montane in grado di assolvere alle proprie funzioni ha priorità rispetto al pascolo boschivo. Il pascolo boschivo viene pertanto contenuto o, se necessario, del tutto soppresso, in misura tale da permettere la rinnovazione di foreste adatte ai siti, la prevenzione di danni al suolo e soprattutto la salvaguardia della funzione protettiva del bosco. d) Utilizzo a scopo ricreativo. L’uso delle foreste montane a scopi ricreativi viene gestito e, dove necessario, contenuto in modo tale da non pregiudicare la conservazione e la rinnovazione delle foreste montane, tenendo conto delle esigenze degli ecosistemi forestali. Segnali alpini 1

Protocollo Foreste montane

Capitolo I

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e) Utilizzo forestale. Le Parti contraenti promuovono il potenziamento degli impieghi del legno proveniente da foreste coltivate in modo sostenibile, considerata l’importanza di un utilizzo sostenibile del legno per l’economia nazionale e la cura delle foreste. f) Rischio di incendi boschivi. Le Parti contraenti fanno fronte al rischio di incendi boschivi mediante misure preventive adeguate e un’efficiente lotta antincendio. g) Personale qualificato. Non essendo possibile realizzare una silvicoltura con metodi naturali e finalizzata all’efficienza di tutte le funzioni delle foreste, senza disporre di personale qualificato idoneo, le Parti contraenti si impegnano a provvedere affinché il personale addetto sia sufficiente e qualificato.

Articolo 3 Partecipazione degli enti territoriali 1. Ciascuna Parte contraente stabilisce, nel quadro istituzionale vigente, il livello più idoneo alla concertazione e cooperazione tra le istituzioni e gli enti territoriali direttamente interessati, al fine di promuovere una responsabilità solidale e, in particolare, di valorizzare e di sviluppare le sinergie potenziali nell’attuazione della politica forestale nonché delle misure conseguenti. 2. Nel rispetto delle loro competenze, nel quadro istituzionale vigente, gli enti territoriali direttamente interessati partecipano ai diversi stadi di preparazione e attuazione delle relative politiche e misure.

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Articolo 4 Cooperazione internazionale Le Parti contraenti convengono: a) di effettuare valutazioni comuni dello sviluppo della politica forestale, nonché di garantire la reciproca consultazione prima di importanti decisioni per l’attuazione del presente Protocollo; b) di assicurare la realizzazione delle finalità e delle misure stabilite dal presente Protocollo, mediante la cooperazione transfrontaliera tra tutte le autorità competenti e in particolare tra le amministrazioni regionali e gli enti locali; c) di promuovere sia lo scambio di conoscenze ed esperienze, sia iniziative comuni, mediante la cooperazione internazionale tra istituti di ricerca e di formazione, tra le organizzazioni forestali e ambientali, nonché tra i media.

Capitolo II Misure specifiche Articolo 5 Basi della pianificazione Per il conseguimento degli obiettivi indicati dal presente Protocollo, le Parti contraenti provvedono affinché siano predisposte le basi necessarie alla pianificazione. Queste comprendono un’esauriente ­ricognizione dei siti, nonché il rilevamento delle funzioni delle foreste con particolare considerazione delle funzioni protettive.


Funzioni protettive delle foreste ­montane 1. Per le foreste montane che hanno una funzione altamente protettiva per i rispettivi siti e soprattutto per gli insediamenti abitativi, per le infrastrutture di trasporto, per i terreni agricoli coltivati ecc., le Parti contraenti si impegnano ad attribuire priorità a tale funzione protettiva, finalizzando alla stessa la gestione forestale. Queste foreste devono essere conservate in loco. 2. Le misure necessarie devono essere pianificate e attuate con competenza tecnica nell’ambito di piani di gestione e di piani di miglioramento delle foreste che svolgono protettive, tenendo conto degli obiettivi di protezione della natura e di tutela del paesaggio.

Articolo 7 Funzione economica delle foreste montane 1. Per le foreste montane, ove prevale la funzione economica e la situazione economica regionale lo renda necessario, le Parti contraenti si impegnano a provvedere a che l’economia forestale montana possa svolgere il suo ruolo come fonte di occupazione e di reddito per la popolazione locale. 2. Le Parti contraenti provvedono affinché la rinnovazione forestale venga effettuata mediante specie arboree adatte ai rispettivi siti e l’utilizzo economico delle foreste sia accurato e rispettoso del suolo e del patrimonio forestale.

Articolo 8 Funzioni di carattere sociale e ­ecologico delle foreste montane Considerato che le foreste montane devono svolgere importanti funzioni di carattere sociale e ecologico, le Parti contraenti si impegnano ad adottare misure che assicurino: – la loro efficacia per le risorse idriche, l’equilibrio climatico, il risanamento dell’aria e la protezione acustica; – la loro diversità biologica; – la fruizione della natura e le funzioni ricreative.

Protocollo Foreste montane

Articolo 6

Articolo 9 Accesso alle foreste Le Parti contraenti concordano che, ai fini della prevenzione dei danni alle foreste, per la loro gestione e cura con metodi naturali, sono necessari interventi che vi assicurino l’accesso, accuratamente pianificati e realizzati, tenendo conto delle esigenze della protezione della natura e del paesaggio.

Articolo 10 Riserve forestali naturali 1. Le Parti contraenti si impegnano a delimitare riserve forestali naturali in numero e estensione sufficienti nonché a trattarle in funzione della salvaguardia delle dinamiche naturali e in conformità alla ricerca, nell’intento di Segnali alpini 1

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sospendere in linea di principio ogni forma di sfruttamento o di adattarlo agli scopi della riserva. L’individuazione delle rispettive superfici deve avvenire in modo da ottenere un campione rappresentativo possibilmente di tutti gli ecosistemi forestali montani. L’indispensabile funzione protettiva di queste formazioni forestali va assicurata in ogni caso. 2. La delimitazione di riserve forestali naturali dovrebbe avvenire di norma grazie a una tutela su base contrattuale a lungo termine. 3. Le Parti contraenti garantiscono la collaborazione necessaria per la pianificazione e la delimitazione di riserve forestali naturali transfrontaliere.

Articolo 11 Incentivazione e compensazione 1. Le Parti contraenti, in considerazione delle condizioni economiche sfavorevoli del territorio alpino e tenuto conto delle prestazioni dell’economia forestale di montagna, si impegnano, nel quadro delle condizioni politico-finanziarie esistenti e per il periodo necessario ad assicurare tali prestazioni, ad incentivare in modo sufficente l’attività forestale e in particolare le misure indicate negli articoli da 6 a 10. 2. Qualora le prestazioni richieste all’economia forestale montana superino quelle rientranti negli obblighi di legge vigenti, e la loro necessità sia motivata sulla base di progetti, la proprietà forestale ha diritto ad una compensazione adeguata e commisurata alle prestazioni effettive.

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3. Le Parti contraenti si impegnano a creare gli strumenti necessari al finanziamento delle misure di incentivazione e compensazione, tenendo conto, in sede di finanziamento, non solo dei benefici economico-politici per l’intera popolazione, ma anche di quelli dei singoli.

Articolo 12 Misure integrative Le Parti contraenti possono adottare misure integrative a quelle previste dal presente Protocollo per le foreste montane.

Capitolo III Ricerca, formazione e ­informazione Articolo 13 Ricerca e osservazione 1. Le Parti contraenti promuovono e armonizzano, in stretta cooperazione, la ricerca e l’osservazione sistematica in funzione del conseguimento degli obiettivi del presente Protocollo. 2. Esse promuovono, in particolare progetti di ricerca finalizzati alla creazione, alla cura, alla tutela nonché alle prestazioni dell’ecosistema forestale di montagna e alle loro funzioni, nonché progetti scientifici che permettano la comparazione a livello internazionale tra inventari e rilevamenti dei singoli Stati.


Articolo 14 Formazione e informazione 1. Le Parti contraenti promuovono la formazione e l’aggiornamento, nonché l’informazione pubblica in relazione agli obiettivi, alle misure e all’attuazione del presente Protocollo. 2. Esse provvedono, in particolare, alla consulenza e all’aggiornamento dei proprietari delle foreste, in conformità ai contenuti del presente Protocollo.

Capitolo IV Attuazione, controllo e ­valutazione Articolo 15 Attuazione Le Parti contraenti si impegnano ad assicurare l’attuazione del presente Protocollo mediante misure adeguate nel quadro istituzionale vigente.

Articolo 16 Controllo del rispetto degli obblighi 1. Le Parti contraenti presentano regolarmente al Comitato permanente un resoconto sulle misure adottate in base al presente Protocollo. Nel resoconto è indicata anche l’efficacia delle misure adottate. La Conferenza delle Alpi stabilisce la periodicità dei resoconti. 2. Il Comitato permanente esamina i resoconti al fine di verificare se le Parti contraenti hanno assolto agli obblighi derivanti dal presente Protocollo. Esso può chiedere ulteriori informazioni alle Parti contraenti interessate o assumere informazioni da altre fonti. 3. Il Comitato permanente redige un resoconto per la Conferenza delle Alpi sul rispetto da parte delle Parti contraenti degli obblighi derivanti dal presente Protocollo. 4. La Conferenza delle Alpi prende atto di questo resoconto. Essa, qualora constati un mancato adempimento degli obblighi, può adottare raccomandazioni.

Protocollo Foreste montane

3. Le Parti contraenti provvedono affinché i risultati nazionali della ricerca e dell’osservazione sistematica siano raccolti in un sistema comune di osservazione e informazione permanenti e siano resi pubblicamente accessibili nel quadro istituzionale vigente. 4. Esse effettuano, in particolare, rilevamenti confrontabili per le finalità e misure di cui al presente Protocollo. Tali rilevamenti devono essere aggiornati periodicamente.

Articolo 17 Valutazione dell’efficacia delle ­disposizioni 1. Le Parti contraenti esaminano e valutano ad intervalli regolari le disposizioni contenute nel presente Protocollo, sotto il profilo della loro efficacia. Per quanto sarà necessario al conseguimento degli obiettivi del presente Protocollo, esse prenderanno in considerazione la possibilità di adottare modiSegnali alpini 1

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fiche appropriate del Protocollo medesimo. 2. A questa valutazione partecipano gli enti territoriali, nel quadro istituzionale vigente. Possono essere sentite le organizzazioni non-governative attive nel campo specifico.

Capitolo V Norme finali Articolo 18 Corrispondenza tra la Convenzione delle Alpi e il Protocollo 1. Il presente Protocollo costituisce un Protocollo della Convenzione delle Alpi ai sensi dell’articolo 2 e degli altri articoli pertinenti della stessa Convenzione. 2. Possono divenire Parti contraenti del presente Protocollo esclusivamente le Parti contraenti della Convenzione delle Alpi. Ogni denuncia della Convenzione delle Alpi vale anche come denuncia del presente Protocollo. 3. Quando la Conferenza delle Alpi delibera questioni concernenti il presente Protocollo, solo le Parti contraenti dello stesso Protocollo sono ammesse alle relative votazioni.

Articolo 19 Firma e ratifica 1. Il presente Protocollo è depositato per la firma da parte degli Stati firmatari della Convenzione delle Alpi e della Comunità Europea, il 27 febbraio 1996 nonché dal 29 febbraio 1996 presso la Repubblica d’Austria quale Depositario. 2. Il presente Protocollo entra in vigore per le Parti contraenti che hanno espresso il proprio consenso ad essere vincolate dallo stesso Protocollo, tre mesi dopo il giorno in cui tre Stati avranno depositato il loro strumento di ratifica, accettazione o approvazione. 3. Per le Parti contraenti che esprimeranno successivamente il proprio consenso ad essere vincolate dal presente Protocollo, esso entrerà in vigore tre mesi dopo il giorno del deposito dello strumento di ratifica, accettazione o approvazione. In seguito all’entrata in vigore di una modifica del presente Protocollo, ogni nuova Parte contraente del Protocollo medesimo diventa Parte contraente dello stesso Protocollo modificato.

Articolo 20 Notifiche Il Depositario notifica a ciascuno Stato nominato nel preambolo e alla Comunità Europea in relazione al presente Protocollo: a) ciascun atto di firma; b) ciascun deposito di uno strumento di ratifica; accettazione o approvazione; c) ciascuna data di entrata in vigore;

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In fede di ciò, il presente Protocollo è stato sottoscritto dai firmatari debitamente autorizzati.

Fatto a Brdo, il 27 febbraio 1996, in lingua francese, italiana, slovena e tedesca, laddove ciascuno dei quattro testi fa egualmente fede, in un originale depositato presso lâ&#x20AC;&#x2122;Archivio di Stato Austriaco. Il Depositario trasmette copi certificate conformi alle Parti firmatarie.

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Protocollo Foreste montane

d) ciascuna dichiarazione rilasciata da una Parte contraente o firmataria; e) ciascuna denuncia notificata da una Parte contraente, con la data della sua efficacia.

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Protocollo Turismo

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Protocollo Turismo

Convenzione delle Alpi

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Preambolo La Repubblica d’Austria, la Repubblica Francese, la Repubblica Federale di Germania, la Repubblica Italiana, il Principato di Liechtenstein, il Principato di Monaco, la Repubblica di Slovenia, la Confederazione Svizzera, nonché la Comunità Europea,

in conformità con il loro mandato in base alla Convenzione per la Protezione delle Alpi (Convenzione delle Alpi), del 7 novembre 1991, di assicurare una politica globale di protezione e di sviluppo sostenibile del territorio alpino; in attuazione dei loro impegni di cui all’articolo 2, commi 2 e 3 della Convenzione delle Alpi; considerata la volontà delle Parti contraenti di armonizzare gli interessi economici e le esigenze ecologiche e di garantire uno sviluppo sostenibile; coscienti del fatto che le Alpi rappresentano lo spazio di vita e di sviluppo economico della popolazione locale; convinti che la popolazione locale debba essere posta nelle condizioni di determinare essa stessa le prospettive del proprio sviluppo sociale, culturale e economico, nonché di concorrere alla sua realizzazione nel quadro del vigente ordinamento istituzionale;

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considerato il fatto che la nostra civiltà urbana sviluppa una crescente esigenza di turismo e di attività ricreative diversificate per l’uomo d’oggi; considerato che le Alpi rimangono uno dei più vasti spazi turistici e ricreativi d’Europa, grazie alle loro immense possibilità di attività ricreative, alla ricchezza dei suoi paesaggi e alla diversità delle condizioni ecologiche, e che sia quindi necessario situare le sue problematiche in un contesto più ampio di quello nazionale; considerato che una parte notevole della popolazione di alcune Parti contraenti abita sulle Alpi e che il turismo alpino è d’interesse pubblico in quanto contribuisce alla permanenza della popolazione locale; considerato che il turismo di montagna si sta sviluppando in un quadro concorrenziale mondializzato e contribuisce in modo significativo ai risultati economici del territorio alpino; considerato che la tendenza attuale sembra andare nel senso di una migliore armonia tra turismo ed ambiente: interesse sempre più marcato da parte della clientela per una bellezza naturale intatta sia d’inverno che d’estate, che spinge molti amministratori locali a migliorare la qualità della ricettività tutelando l’ambiente; considerato che nell’area alpina i limiti di adattamento degli ecosistemi di ogni sito vanno tenuti nella massima considerazione e vanno valutati in funzione della propria specificità; coscienti del fatto che il patrimonio naturale e culturale, così come i paesaggi, costi-


coscienti del fatto che le diversità naturali, culturali, economiche ed istituzionali che caratterizzano gli Stati alpini hanno dato origine a sviluppi autonomi ed a una molteplicità di offerte turistiche che, lungi dal creare uniformità a livello internazionale, dovrebbero costituire fonti di attività turistiche diversificate e complementari; coscienti del fatto che si rende necessario uno sviluppo sostenibile dell’economia turistica basato sulla valorizzazione del patrimonio naturale e sulla qualità delle prestazioni e dei servizi, tenuto conto della dipendenza economica della maggior parte delle regioni alpine dal turismo e della possibilità di sopravvivenza che esso rappresenta per le popolazioni interessate; coscienti dell’esigenza di incentivare i turisti a rispettare la natura, di portarli a capire meglio le popolazioni che abitano e lavora-

no nelle regioni frequentate e di creare le migliori condizioni per una effettiva scoperta della natura dell’area alpina in tutta la sua diversità; coscienti che spetta alle organizzazioni turistiche di categoria e agli enti territoriali creare, in un quadro concertato a livello del territorio alpino, gli strumenti per migliorare le proprie strutture produttive e il loro funzionamento; desiderosi di garantire lo sviluppo sostenibile del territorio alpino con un turismo che tuteli l’ambiente, e che costituisce a sua volta una base essenziale delle condizioni di vita ed economiche della popolazione locale;

Protocollo Turismo

tuiscono delle basi essenziali del turismo alpino;

convinti che determinati problemi possono essere risolti soltanto sul piano transfrontaliero e richiedono misure comuni degli Stati alpini; hanno convenuto quanto segue:

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Capitolo I Disposizioni generali Articolo 1 Finalità Obiettivo del presente Protocollo è contribuire, nell’ambito dell’ordinamento istituzionale vigente, ad uno sviluppo sostenibile del territorio alpino grazie ad un turismo che tuteli l’ambiente, mediante specifici provvedimenti e raccomandazioni che tengano conto degli interessi della popolazione locale e dei turisti.

Articolo 2 Cooperazione internazionale 1. Le Parti contraenti si impegnano ad eliminare gli ostacoli alla cooperazione internazionale tra gli enti territoriali del territorio alpino e a promuovere la soluzione dei problemi comuni grazie ad una cooperazione al livello territoriale appropriato. 2. Le Parti contraenti appoggiano una maggiore cooperazione internazionale tra le rispettive istituzioni competenti. Danno particolare rilievo alla valorizzazione delle aree di confine, coordinando attività turistiche e ricreative che tutelino l’ambiente. 3. Nel caso in cui gli enti territoriali non possono prendere taluni provvedimenti, perché di competenza nazionale o internazionale, è necessario garantire loro la possibilità di rappresentare effi-

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cacemente gli interessi della popolazione.

Articolo 3 Considerazione delle finalità nelle altre politiche Le Parti contraenti si impegnano a considerare gli obiettivi stabiliti da questo Protocollo anche nelle altre loro politiche, in particolare nei settori della pianificazione territoriale, dei trasporti, dell’agricoltura, dell’economia forestale, della tutela dell’ambiente e della natura, nonché per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico ed energetico, per ridurne gli eventuali effetti negativi o contraddittori.

Articolo 4 Partecipazione degli enti territoriali 1. Ciascuna Parte contraente stabilisce, nel quadro istituzionale vigente, il livello più idoneo alla concertazione e cooperazione tra le istituzioni e gli enti territoriali direttamente interessati, al fine di promuovere una responsabilità solidale e, in particolare, di valorizzare e di sviluppare le sinergie potenziali nell’attuazione della politica turistica nonché delle misure conseguenti. 2. Nel rispetto delle loro competenze, nel quadro istituzionale vigente, gli enti territoriali direttamente interessati partecipano ai diversi stadi di preparazione e attuazione delle relative politiche e misure.


Misure specifiche Articolo 5 Pianificazione dell’offerta 1. Le Parti contraenti si impegnano a provvedere ad uno sviluppo turistico sostenibile con un turismo rispettoso dell’ambiente. A questo fine favoriscono l’elaborazione e la realizzazione di linee guida, di programmi di sviluppo, di piani settoriali, promossi dalle istanze competenti al livello più appropriato, che tengano conto degli obiettivi del presente Protocollo. 2. Tali provvedimenti consentiranno di valutare e di comparare i vantaggi e gli inconvenienti degli sviluppi previsti, in particolare ai fini: a) delle conseguenze socioeconomiche per le popolazioni locali, b) delle conseguenze per i suoli, l’acqua, l’aria, l’equilibrio naturale e i paesaggi, tenendo conto dei dati ecologici specifici, delle risorse naturali e dei limiti di adattamento degli ecosistemi, c) delle conseguenze per le finanze pubbliche.

Articolo 6 Orientamenti dello sviluppo turistico

promuovere, nella misura del possibile, solamente progetti che rispettino i paesaggi e siano compatibili con l’ambiente. 2. Esse avviano una politica sostenibile che rafforzi la competitività di un turismo alpino a contatto con la natura, portando in tal modo un notevole contributo allo sviluppo socioeconomico del territorio alpino. Saranno privilegiati i provvedimenti a favore dell’inno­ vazione e della diversificazione ­dell’offerta. 3. Le Parti contraenti provvederanno affinché nelle zone fortemente turistiche sia perseguito un rapporto equilibrato tra forme di turismo intensivo ed estensivo. 4. Qualora venissero presi provvedimenti di incentivazione, andrebbero rispettati gli aspetti seguenti: a) per il turismo intensivo, l’adattamento delle strutture e degli impianti turistici esistenti alle esigenze ecologiche e lo sviluppo di nuove strutture conformi agli obiettivi del presente Protocollo; b) per il turismo estensivo, il mantenimento o lo sviluppo di un’offerta turistica prossima alle condizioni naturali e che rispetti l’ambiente, nonché la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale delle regioni turistiche interessate.

Protocollo Turismo

Capitolo II

Articolo 7 Ricerca della qualità

1. Le Parti contraenti tengono conto, per lo sviluppo turistico, delle esigenze di protezione della natura e di salvaguardia del paesaggio. Si impegnano a

1. Le Parti contraenti avviano una politica di ricerca permanente e sistematica della qualità dell’offerta turistica sull’inSegnali alpini 1

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sieme del territorio alpino, tenendo conto in particolare delle esigenze ecologiche. 2. Esse favoriscono lo scambio di esperienze e la realizzazione di programmi d’azione comuni, che tendano ad un miglioramento qualitativo concernente in particolare: a) l’inserimento degli impianti nei paesaggi e nell’ambiente naturale; b) l’urbanistica, l’architettura (costruzioni nuove e recupero dei paesi), c) le strutture alberghiere e l’offerta di servizi turistici, d) la diversificazione dell’offerta turistica del territorio alpino, valorizzando le attività culturali delle diverse zone interessate.

namento istituzionale vigente, una valutazione preventiva dell’impatto, di cui tenere conto al momento della decisione.

Articolo 10 Zone di quiete Le Parti contraenti si impegnano, in conformità con la propria normativa e secondo i criteri ecologici, a delimitare zone di quiete in cui si rinuncia agli impianti turistici.

Articolo 11 Politica alberghiera

Articolo 8 Controllo dei flussi turistici Le Parti contraenti favoriscono misure di pianificazione dei flussi turistici, in particolare nelle aree protette, organizzando la distribuzione e il soggiorno dei turisti in modo da garantire la preservazione di questi siti.

Articolo 9 Limiti naturali dello sviluppo Le Parti contraenti provvedono affinché lo sviluppo turistico sia adeguato alle peculiarità dell’ambiente e alle risorse disponibili della località o della regione interessata. In caso di progetti che potrebbero avere un forte impatto ambientale, sarà opportuno stabilire, nell’ambito dell’ordi-

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Segnali alpini 1

Le Parti contraenti attuano una politica ­alberghiera che tenga conto della scarsità dello spazio disponibile, privilegiando la ­ricettività commerciale, il recupero e l’uso degli edifici esistenti, modernizzando e ­migliorando la qualità delle strutture esistenti.

Articolo 12 Impianti di risalita 1. Le Parti contraenti convengono, nell’ambito delle procedure nazionali di autorizzazione degli impianti di risalita, di attuare, al di là delle esigenze economiche e di sicurezza, una politica che risponda alle esigenze ecologiche e paesaggistiche. 2. Nuove autorizzazioni all’esercizio e concessioni di impianti di risalita saranno condizionate allo smontaggio e


Articolo 13 Traffico e trasporti turistici 1. Le Parti contraenti favoriscono i provvedimenti destinati a ridurre il traffico a motore all’interno delle stazioni turistiche. 2. Inoltre incoraggiano le iniziative pubbliche o private miranti a migliorare l’accesso ai siti e ai centri turistici tramite i mezzi pubblici e a incentivarne l’uso da parte dei turisti.

Articolo 14 Tecniche particolari di assetto ­territoriale

rizzare la fabbricazione di neve durante i periodi di freddo specifici di ogni sito, in particolare per rendere più sicure le zone esposte qualora le condizioni idrologiche, climatiche e ecologiche del rispettivo sito lo consentano.

Articolo 15 Attività sportive 1. Le Parti contraenti si impegnano a definire una politica di controllo delle attività sportive all’aperto, particolarmente nelle aree protette, in modo da evitare effetti negativi per l’ambiente. Questo controllo può condurre, ove necessario, a vietarne la pratica. 2. Le Parti contraenti si impegnano a limitare al massimo e, ove necessario, a vietare le attività sportive che comportano l’uso di motori al di fuori delle zone determinate dalle autorità competenti.

1. Piste da sci 1. Le Parti contraenti provvedono affinché la realizzazione, la manutenzione e l’esercizio delle piste da sci si integrino nel miglior modo possibile nel paesaggio, tenendo conto degli equilibri naturali e della sensibilità dei biotopi. 2. Le modifiche del terreno vanno limitate il più possibile e, se le condizioni naturali lo permettono, nelle aree modificate andrà ripristinata la vegetazione dando priorità alle specie di origine locale.

Articolo 16

2. Impianti di innevamento Le legislazioni nazionali possono auto-

Viene raccomandato alle Parti contraenti di studiare al livello territoriale appropriato

Protocollo Turismo

alla rimozione degli impianti di risalita fuori esercizio e alla rinaturalizzazione delle superfici inutilizzate con priorità alle specie vegetali di origine locale.

Deposito da aeromobili Le Parti contraenti si impegnano a limitare al massimo e, ove sia il caso, a vietare, al di fuori degli aerodromi, il deposito da aeromobili a fini sportivi.

Articolo 17 Sviluppo delle regioni e delle aree ­economicamente deboli

Segnali alpini 1

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soluzioni adeguate che permettano uno sviluppo equilibrato delle regioni e delle aree economicamente deboli.

riscono combinazioni di attività in grado di creare posti di lavoro nell’ottica di uno sviluppo sostenibile.

Articolo 18

Articolo 21

Scaglionamento delle vacanze

Misure integrative

1. Le Parti contraenti cercheranno di scaglionare meglio nello spazio e nel tempo la domanda turistica delle regioni interessate. 2. A tale scopo, è opportuno incoraggiare la cooperazione fra gli Stati per quanto riguarda lo scaglionamento delle vacanze e le esperienze di prolungamento delle stagioni turistiche.

Le Parti contraenti possone adottare misure integrative a quelle previste dal presente Protocollo per il turismo sostenibile.

Articolo 19 Incentivazione dell’innovazione

Capitolo III Ricerca, formazione ­ informazione Articolo 22 Ricerca e osservazione

Viene raccomandato alle Parti contraenti di sviluppare ogni forma di incentivazione che possa favorire l’attuazione degli orientamenti di questo Protocollo; a tale scopo esse esamineranno in particolare l’organizzazione di un concorso alpino mirante a ricompensare iniziative e prodotti turistici innovativi conformi agli obiettivi di questo Protocollo.

Articolo 20 Cooperazione tra turismo, agricoltura, economia forestale e artigianato Le Parti contraenti promuovono la collaborazione tra turismo, agricoltura, economia forestale e artigianato. In particolare favo-

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Segnali alpini 1

1. Le Parti contraenti promuovono e armonizzano, in stretta cooperazione, la ricerca e l’osservazione sistematica in funzione di una migliore conoscenza delle interazioni fra turismo ed ambiente sulle Alpi, nonché l’analisi degli sviluppi futuri. 2. Le Parti contraenti provvedono affinché i risultati nazionali della ricerca e dell’osservazione sistematica siano raccolti in un sistema comune di osservazione e informazione permanenti e siano resi pubblicamente accessibili nel quadro istituzionale vigente. 3. Le Parti contraenti si impegnano a scambiare informazioni sulle proprie esperienze, utili all’attuazione dei provvedimenti e delle raccomandazioni di


questo Protocollo, ed a raccogliere i dati rilevanti in materia di sviluppo turistico qualitativo.

Articolo 23

mediante misure adeguate nel quadro istituzionale vigente.

Articolo 25

Capitolo IV

1. Le Parti contraenti presentano regolarmente al Comitato permanente un resoconto sulle misure adottate in base al presente Protocollo. Nel resoconto è indicata anche l’efficacia delle misure adottate. La Conferenza delle Alpi stabilisce la periodicità dei resoconti. 2. Il Comitato permanente esamina i resoconti al fine di verificare se le Parti contraenti hanno assolto agli obblighi derivanti dal presente Protocollo. Esso può chiedere ulteriori informazioni alle Parti contraenti interessate o assumere informazioni da altre fonti. 3. Il Comitato permanente redige un resoconto per la Conferenza delle Alpi sul rispetto da parte delle Parti contraenti degli obblighi derivanti dal presente Protocollo. 4. La Conferenza delle Alpi prende atto di questo resoconto. Essa, qualora constati un mancato adempimento degli obblighi, può adottare raccomandazioni.

Attuazione, controllo e ­valutazione

Articolo 26

Articolo 24

Valutazione dell’efficacia delle ­disposizioni

1. Le Parti contraenti promuovono la formazione e l’aggiornamento, nonché l’informazione pubblica in relazione agli obiettivi, alle misure e all’attuazione del presente Protocollo. 2. Viene raccomandato alle Parti contraenti di includere nelle formazioni professionali afferenti al turismo e al suo indotto, nozioni su natura e ambienti. Potrebbero così essere creati indirizzi di formazione originali che uniscano turismo ed ecologia, come ad esempio: – “animatori ecologici”, – “responsabili della qualità delle ­stazioni turistiche”, – “assistenti turistici per persone ­disabili”.

Attuazione Le Parti contraenti si impegnano ad assicurare l’attuazione del presente Protocollo

Protocollo Turismo

Controllo del rispetto degli obblighi Formazione e informazione

1. Le Parti contraenti esaminano e valutano ad intervalli regolari le disposizioni contenute nel presente Protocollo, sotto il profilo della loro efficacia. Per Segnali alpini 1

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quanto sarà necessario al conseguimento degli obiettivi del presente Protocollo, esse prenderanno in considerazione la possibilità di adottare modifiche appropriate del Protocollo ­medesimo. 2. A questa valutazione partecipano gli enti territoriali, nel quadro istituzionale vigente. Possono essere sentite le organizzazioni non-governative attive nel campo specifico.

Capitolo V Norme finali Articolo 27 Corrispondenza tra la Convenzione delle Alpi e il Protocollo 1. Il presente Protocollo costituisce un Protocollo della Convenzione delle Alpi ai sensi dell’articolo 2 e degli altri articoli pertinenti della stessa Convenzione. 2. Possono divenire Parti contraenti del presente Protocollo esclusivamente le Parti contraenti della Convenzione delle Alpi. Ogni denuncia della Convenzione delle Alpi vale anche come denuncia del presente Protocollo. 3. Quando la Conferenza delle Alpi delibera questioni concernenti il presente Protocollo, solo le Parti contraenti dello stesso Protocollo sono ammesse alle relative votazioni.

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Articolo 28 Firma e ratifica 1. Il presente Protocollo è depositato per la firma da parte degli Stati firmatari della Convenzione delle Alpi e della Comunità Europea, il 16 ottobre 1998 nonché dal 16 novembre 1998 presso la Repubblica d’Austria quale Depositario. 2. Il presente Protocollo entra in vigore per le Parti contraenti che hanno espresso il proprio consenso ad essere vincolate dallo stesso Protocollo, tre mesi dopo il giorno in cui tre Stati avranno depositato il loro strumento di ratifica, accettazione o approvazione. 3. Per le Parti contraenti che esprimeranno successivamente il proprio consenso ad essere vincolate dal presente Protocollo, esso entrerà in vigore tre mesi dopo il giorno del deposito dello strumento di ratifica, accettazione o approvazione. In seguito all’entrata in vigore di una modifica del presente Protocollo, ogni nuova Parte contraente del Protocollo medesimo diventa Parte contraente dello stesso Protocollo modificato.

Articolo 29 Notifiche Il Depositario notifica a ciascuno Stato nominato nel preambolo e alla Comunità Europea in relazione al presente Protocollo: a) ciascun atto di firma; b) ciascun deposito di uno strumento di ratifica, accettazione o approvazione;


c) ciascuna data di entrata in vigore; d) ciascuna dichiarazione rilasciata da una Parte contraente o firmataria; e) ciascuna denuncia notificata da una Parte contraente, con la data della sua efficacia.

Fatto a Bled, il 16 ottobre 1998, in lingua francese, italiana, slovena e tedesca, laddove ciascuno dei quattro testi fa egualemente fede, in un originale depositato presso lâ&#x20AC;&#x2122;Archivio di Stato Austriaco. Il Depositario transmette copie certificate conformi alle Parti firmatarie.

Protocollo Turismo

In fede di ciò, il presente Protocollo è stato sottoscritto dai firmatari debitamente autorizzati.

Segnali alpini 1

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Protocollo Difesa del suolo

Segnali alpini 1

Protocollo Difesa del suolo

Convenzione delle Alpi

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Preambolo

che debbono essere mantenuti nella loro funzionalità;

La Repubblica d’Austria, la Repubblica Francese, la Repubblica Federale di Germania, la Repubblica Italiana, il Principato di Liechtenstein, il Principato di Monaco, la Repubblica di Slovenia, la Confederazione Svizzera, nonché la Comunità Europea,

convinti che la popolazione locale debba essere posta nelle condizioni di determinare essa stessa le prospettive del proprio sviluppo sociale, culturale e economico, nonché di concorrere alla sua realizzazione nel quadro del vigente ordinamento istituzionale;

in conformità con il loro mandato in base alla Convenzione per la Protezione delle Alpi (Convenzione delle Alpi), del 7 novembre 1991, di assicurare una politica globale di protezione e di sviluppo sostenibile del territorio alpino; in attuazione dei loro impegni di cui all’articolo 2, commi 2 e 3 della Convenzione delle Alpi; al fine di ridurre il degrado quantitativo e qualitativo del suolo, in particolare impiegando tecniche di produzione agricola e forestale che rispettino il suolo, usando suolo e terreno in modo parsionioso, contenendo l’erosione e l’impermeabilizzazione dei suoli; tenuto conto del fatto che la difesa dei suoli alpini, la loro gestione sostenibile e il ripristino delle loro funzioni naturali in siti compromessi avvengono nell’interesse generale; considerato che le Alpi sono uno dei più grandi spazi naturali continui d’Europa e si distinguono per la loro diversità ecologica ed i loro ecosistemi altamente sensibili,

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Segnali alpini 1

consapevoli che le Alpi costituiscono un importante spazio per la vita e l’economia delle popolazioni locali e uno spazio ricreativo per gli abitanti di altre regioni, da un lato, mentre, dall’altro, le diverse esigenze d’uso, che si concentrano nel limitato territorio alpino, minacciano l’integrità delle funzioni del suolo e richiedono pertanto un’armonizzazione degli interessi economici con le esigenze ecologiche; tenuto conto del fatto che il suolo assume un ruolo specifico nel quadro degli ecosistemi, che la sua ricostituzione nonché la rigenerazione dei suoli compromessi sono processi molto lenti, che nel territorio alpino si debbono prevedere in maggior misura fenomeni erosivi, dovuti alle condizioni topografiche del territorio alpino, che il suolo è ricettacolo di sostanze inquinanti, da un lato, mentre, dall’altro i suoli contaminati possono essere fonti di immissioni di inquinanti in ecosistemi limitrofi e costituire un pericolo per l’uomo, gli animali e le piante; consapevoli che l’uso del suolo, in particolare attraverso lo sviluppo insediativo, l’industria e l’artigianato, il turismo, le attività estrattive, gli interventi infrastrutturali, l’economia agricola e forestale, nonché il traffico può provocare compromissioni del


considerato il fatto che la difesa del suolo influisce in vari modi sulle altre politiche settoriali nel territorio alpino, rendendo pertanto necessario un coordinamento interdisciplinare e intersettoriale; convinti che determinati problemi possono essere risolti soltanto sul piano transfrontaliero e richiedono misure comuni degli Stati alpini, le quali vengono attuate dalle Parti firmatarie attraverso gli strumenti a loro disposizione; hanno convenuto quanto segue:

Capitolo I Disposizioni generali Articolo 1 Finalità 1. Il presente Protocollo ha come scopo l’attuazione degli impegni concordati per la difesa del suolo tra le Parti contraenti nell’ambito della Convenzione delle Alpi. 2. Il suolo va mantenuto efficiente in modo sostenibile 1. nelle sue funzioni naturali, come a) base e spazio vitale per uomini, animali, piante e microorganismi;

b) elemento costitutivo della natura e del paesaggio; c) parte integrante dell’ecosistema, soprattutto in relazione al ciclo delle acque e delle sostanze nutritive, d) mezzo di trasformazione e regolazione per l’apporto di sostanze, in particolare per le sue proprietà di filtro, tampone e contenitore, particolarmente per la protezione delle acque di falda, e) serbatoio genetico; 2. nella sua funzione di archivio della storia naturale e culturale; 3. per garantire il suo utilizzo come: a) sito per l’agricoltura ivi comprese la pastorizia e l’economia forestale; b) spazio abitativo e per attività turistiche; c) sito per altri usi economici, per i trasporti, l’approvvigionamento e lo smaltimento; d) giacimento di materie prime. Occorre in particolare garantire e conservare nel lungo periodo, in senso quantitativo e qualitativo, le funzioni ecologiche del suolo come parte essenziale dell’ecosistema. E’ necessario promuovere il ripristino dei suoli compromessi. 3. Le misure da adottare perseguono in particolare un uso del suolo adeguato al sito, un uso parsimonioso delle superfici, la prevenzione delle erosioni e delle alterazioni negative della struttura dei suoli, nonché la riduzione al minimo delle immissioni di sostanze dannose per il suolo. 4. In particolare si deve conservare e favorire la diversità dei suoli tipica del territorio alpino e i siti caratteristici. 5. Per questi scopi assume particolare importanza il principio della prevenzioSegnali alpini 1

Protocollo Difesa del suolo

suolo stesso, in senso quantitativo e qualitativo, e che ciò richiede che siano proposte a livello intersettoriale misure adeguate per la difesa del suolo al fine di prevenire, contenere e rimuovere i danni;

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ne in funzione di uno sviluppo sostenibile, che comprende la salvaguardia della funzionalità e dei potenziali usi dei suoli a scopi diversi, nonché la loro disponibilità per le future generazioni.

Articolo 2 Impegni fondamentali 1. Le Parti contraenti si impegnano ad adottare le misure giuridiche e amministrative necessarie ad assicurare la difesa dei suoli nel territorio alpino. Il controllo di queste misure avviene sotto la responsabilità delle autorità nazionali. 2. Se esiste il pericolo di compromissioni gravi e durature della funzionalità dei suoli, occorre, in linea di principio, dare priorità agli aspetti di protezione rispetto a quelli di utilizzo. 3. Le Parti contraenti esaminano le possibilità di sostenere le misure perseguite dal presente Protocollo per la difesa del suolo nel territorio alpino mediante misure di natura fiscale e/o finanziaria. Devono essere particolarmente incentivate le iniziative coerenti con la difesa del suolo e con il suo uso parsimonioso e nel rispetto dell’ambiente.

Articolo 3 Considerazione delle finalità nelle altre politiche Le Parti contraenti si impegnano a considerare gli obiettivi stabiliti da questo Protocollo anche nelle altre loro politiche. Nel territorio alpino, ciò vale in particolare per

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Segnali alpini 1

l’assetto del territorio, gli insediamenti ed i trasporti, per il settore energetico, l’agricoltura e l’economia forestale, l’estrazione di materie prime, l’industria, l’artigianato, il turismo, la protezione della natura e la tutela del paesaggio, la gestione delle acque e dei rifiuti, nonché la salvaguardia della qualità dell’aria.

Articolo 4 Partecipazione degli enti territoriali 1. Ciascuna Parte contraente stabilisce, nel quadro istituzionale vigente, il livello più idoneo alla concertazione e cooperazione tra le istituzioni e gli enti territoriali direttamente interessati, al fine di promuovere una responsabilità solidale e, in particolare, di valorizzare e di sviluppare le sinergie potenziali nell’attuazione della politica di difesa del suolo nel territorio alpino, nonché delle misure conseguenti. 2. Nel rispetto delle loro competenze, nel quadro istituzionale vigente, gli enti territoriali direttamente interessati partecipano ai diversi stadi di preparazione e attuazione delle relative politiche e misure.

Articolo 5 Cooperazione internazionale 1. Le Parti contraenti appoggiano una maggiore cooperazione internazionale tra le rispettive istituzioni competenti, in particolare nella realizzazione dei catasti del suolo, nel monitoraggio del suolo, nella delimitazione e nel control-


Capitolo II Misure specifiche Articolo 6 Delimitazione di aree Le Parti contraenti controllano che nella delimitazione di aree protette vengano inclusi anche i suoli meritevoli di protezione. Sono da conservare in particolare le formazioni di suoli e rocce, che abbiano caratteristiche tipiche o di particolare significato per la documentazione della storia della terra.

Articolo 7 Uso parsimonioso e rispettoso dei suoli 1. Nella predisposizione e nell’attuazione dei piani e/o programmi ai sensi dell’articolo 9 comma 3 del Protocollo “Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile” occorre tener conto delle esigenze di difesa del suolo e in particolare di un uso parsimonioso del terreno e del suolo. 2. Ai fini del contenimento dell’impermeabilizzazione e dell’occupazione del suolo, le Parti contraenti provvedono affinché l’urbanizzazione si sviluppi contenendo l’occupazione delle superfici e rispettando il suolo. Esse indirizzano lo sviluppo degli insediamenti di preferenza verso l’interno e ne limitano la crescita all’esterno. 3. Nella valutazione dell’impatto territoriale e ambientale di grandi progetti nel settore dell’industria, dell’edilizia e delle infrastrutture, in particolare dei trasporti, dell’energia e del turismo, occorre tener conto, nel quadro delle procedure nazionali, della difesa del suolo e della limitata disponibilità di superfici nel territorio alpino. 4. Se le condizioni naturali lo permettono, i terreni non più utilizzati o compromessi, in particolare discariche di rifiuti e minerarie, infrastrutture, piste da sci, debbono essere rinaturalizzati o ricoltivati.

Segnali alpini 1

Protocollo Difesa del suolo

lo delle aree con suoli protetti e di quelle con suoli compromessi, nonché di aree a rischio, nella predisposizione ed armonizzazione di basi di dati, nel coordinamento della ricerca per la difesa del suolo nel territorio alpino, come nell’informazione reciproca. 2. Le Parti contraenti si impegnano a rimuovere gli ostacoli alla cooperazione internazionale tra gli enti territoriali del territorio alpino ed a promuovere la soluzione di problemi comuni al livello più idoneo. 3. Se la definizione di misure riguardanti la difesa del suolo è di competenza nazionale o internazionale, occorre dare agli enti territoriali la possibilità di rappresentare con efficacia gli interessi della popolazione.

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Articolo 8 Uso parsimonioso delle risorse ­minerarie e attività estrattive rispettose del suolo 1. Le Parti contraenti provvedono ad un uso parsimonioso delle risorse minerarie. Faranno tutti gli sforzi affinché vengano utilizzate preferibilmente sostanze sostitutive e siano sfruttate tutte le possibilità di riciclaggio o ne venga favorito lo sviluppo. 2. Occorre limitare il più possibile l’impatto dell’estrazione, della lavorazione e dell’impiego di risorse minerarie sulle altre funzioni del suolo. Nelle aree di particolare interesse per la difesa delle funzioni del suolo ed in quelle delimitate per il prelievo di acqua potabile, occorre rinunciare all’estrazione delle risorse minerarie.

Articolo 9 Conservazione dei suoli in zone umide e torbiere 1. Le Parti contraenti si impegnano a conservare le torbiere alte e basse. A questo scopo va perseguita a medio termine la sostituzione completa dell’impiego della torba. 2. Gli interventi di drenaggio dell’acqua nelle zone umide e nelle torbiere, salvo in casi eccezionali e giustificati, devono essere limitati alla gestione delle reti esistenti. Vanno incentivati interventi di ripristino dello stato originario nei casi di drenaggi esistenti. 3. I suoli di torbiera, in linea di principio, non vanno utilizzati, oppure vanno uti-

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Segnali alpini 1

lizzati per uso agricolo, in modo da conservarne le caratteristiche.

Articolo 10 Delimitazione e trattamento di aree a rischio 1. Le Parti contraenti concordano di cartografare e di registrare in catasti le aree nelle Alpi che sono minacciate da rischi geologici, idrogeologici ed idrologici, in particolare movimenti di masse (smottamenti di pendii, formazione di frane e crolli di terreno), slavine e inondazioni, delimitando le zone a rischio laddove sia necessario. Dov’è il caso, occorre tener conto anche dei rischi sismici. 2. Le Parti contraenti provvedono affinché nelle aree a rischio siano applicate, per quanto possibile, tecniche di ingegneria naturalistica, nonché impiegati materiali da costruzione locali e tradizionali, adatti alle condizioni paesaggistiche. Queste misure sono da supportare con idonei provvedimenti silvicolturali.

Articolo 11 Delimitazione e trattamento delle aree nelle Alpi a rischio d’erosione 1. Le Parti contraenti concordano di provvedere al rilevamento cartografico ed alla registrazione in catasti del suolo delle aree nelle Alpi interessate da erosioni estese, in base a criteri comparabili di quantificazione dei fenome-


Articolo 12 Agricoltura, pastorizia e economia ­forestale 1. Per la difesa contro l’erosione ed i costipamenti dannosi del terreno, le Parti contraenti si impegnano ad applicare pratiche di coltivazione, pastorizia e economia forestale idonee ed adatte alle condizioni dei rispettivi siti. 2. Riguardo all’immissione di sostanze derivanti dall’impiego di fertilizzanti e fitofarmaci, le Parti contraenti prevedono di elaborare ed attuare dei criteri comuni per una buona pratica tecnica. La concimazione deve corrispondere, nel tipo, nella quantità e nel periodo, al fabbisogno delle piante, tenuto conto delle sostanze nutritive disponibili nel terreno e della sostanza organica, nonché delle condizioni di coltivazione e del sito. A ciò serve l’applicazione di metodi ecologici/biologici e integrati di coltivazione nonché la commisurazio-

ne del carico zootecnico alle condizioni naturali del sito e della vegetazione. 3. Sui pascoli alpini occorre, in particolare, ridurre al minimo l’impiego di fertilizzanti minerali e di fitofarmaci sintetici. Occorre rinunciare all’impiego di fanghi di depurazione.

Articolo 13 Misure silvicolturali ed altre misure 1. Per le foreste montane che hanno una funzione altamente protettiva per i rispettivi siti e soprattutto per gli insediamenti abitativi, per le infrastrutture di trasporto, per i terreni agricoli coltivati ecc., le Parti contraenti si impegnano ad attribuire priorità a questa funzione protettiva, finalizzando alla stessa la gestione forestale. Queste foreste montane devono essere conservate in loco. 2. Le foreste, in particolare, devono essere utilizzate e gestite in modo da evitare erosioni e costipamenti dannosi del suolo. A tal fine occorre promuovere anche una silvicoltura adatta al sito e metodi naturali di rinnovazione forestale.

Protocollo Difesa del suolo

ni erosivi dei suoli, nella misura necessaria per la difesa dei beni materiali. 2. L’erosione del suolo deve essere ridotta al livello inevitabile. Le superfici danneggiate dall’erosione e dagli smottamenti devono essere risanate nella misura necessaria alla protezione dell’uomo e dei beni. 3. In funzione della protezione dell’uomo e dei beni materiali occorre attuare misure per arginare l’erosione dovuta alle acque e contenere i deflussi in superficie, preferibilmente impiegando delle tecniche naturalistiche di regimazione delle acque, di ingegneria delle costruzioni e di gestione forestale.

Articolo 14 Effetti delle infrastrutture turistiche 1. Le Parti contraenti si attivano, nel modo più idoneo, affinché – siano evitati gli effetti negativi causati dalle attività turistiche sui suoli nelle Alpi; Segnali alpini 1

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– i terreni già compromessi da usi turistici intensivi vengano stabilizzati, in particolare e per quanto possibile, mediante il ripristino del manto vegetale e l’impiego di tecniche di ingegneria naturalistica. Gli ulteriori usi dovranno essere gestiti in modo che tali danni non abbiano più a verificarsi; - le autorizzazioni di costruzione e di livellamento delle piste da sci nelle foreste aventi funzione di protezione vengano concesse solo in casi eccezionali e in attuazione di misure di compensazione, tuttavia non per terreni instabili. 2. Gli additivi chimici e biologici per la preparazione delle piste vengano tollerati soltanto se è certificata la loro compatibilità con l’ambiente. 3. Se si constatano danni importanti al suolo e alla vegetazione le Parti contraenti adotteranno quanto prima le misure di ripristino necessarie.

Articolo 15 Limitazione degli apporti di inquinanti 1. Le Parti contraenti assumono ogni iniziativa atta a ridurre per quanto possibile e preventivamente gli apporti di inquinanti nei suoli tramite l’aria, l’acqua, i rifiuti ed altre sostanze dannose per l’ambiente. Esse favoriscono le misure che limitano le emissioni alla fonte. 2. Per evitare la contaminazione dei suoli derivante dall’uso di sostanze pericolose, le Parti contraenti adottano regolamenti tecnici, prevedono controlli ed attuano programmi di ricerca e azioni di informazione.

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Segnali alpini 1

Articolo 16 Impiego compatibile con l’ambiente di sostanze antisdrucciolo Le Parti contraenti si impegnano a ridurre al minimo l’impiego di sale antigelo e ad utilizzare, per quanto possibile, sostanze antisdrucciolo e meno contaminanti, come la ghiaia e la sabbia.

Articolo 17 Suoli contaminati, aree contaminate ­dismesse, gestione dei rifiuti 1. Le Parti contraenti si impegnano a rilevare e catalogare le aree contaminate dismesse e le aree sospette di essere contaminate (catasto delle aree contaminate dismesse), ad esaminare lo stato di tali aree ed a valutare con metodi comparabili il livello di rischio potenziale. 2. Per evitare la contaminazione dei suoli, nonché per il trattamento preliminare, il trattamento ed il deposito di rifiuti e di scorie, attuati in modo compatibile con l’ambiente, occorre definire e realizzare dei sistemi di gestione dei rifiuti.

Articolo 18 Misure integrative Le Parti contraenti possono adottare misure integrative a quelle previste dal presente Protocollo per la difesa del suolo.


Articolo 20

Ricerca, formazione e ­informazione

Realizzazione di basi di dati ­armonizzate

Articolo 19 Ricerca e osservazione 1. Le Parti contraenti promuovono e armonizzano, in stretta cooperazione, la ricerca e l’osservazione sistematica in funzione del conseguimento degli obiettivi del presente Protocollo. 2. Le Parti contraenti provvedono affinché i risultati nazionali della ricerca e dell’osservazione sistematica siano raccolti in un sistema comune di osservazione e informazione permanenti e siano resi pubblicamente accessibili nel quadro istituzionale vigente. 3. Le Parti contraenti concordano di coordinare i propri progetti di ricerca finalizzati alla difesa del suolo e riferiti al territorio alpino, tenuto conto dello sviluppo della ricerca in altri ambiti nazionali e internazionali, e prospettano attività comuni di ricerca. 4. Occorre attribuire una particolare attenzione alla valutazione del grado di sensibilità del suolo in rapporto alle diverse attività umane, alla valutazione della capacità rigenerativa dei suoli, nonché all’esame delle rispettive tecnologie più idonee.

1. Le Parti contraenti concordano di creare, nell’ambito del sistema di osservazione e informazione delle Alpi, basi di dati comparabili (parametri pedologici, prelievi campione, analisi, valutazione), rendendo possibile lo scambio di dati. 2. Le Parti contraenti concordano quali sostanze dannose per il suolo devono essere esaminate con priorità, e perseguono criteri comparabili di valutazione. 3. Le Parti contraenti mirano a rilevare in modo rappresentativo, sulla base di criteri di valutazione uguali e metodi armonizzati, lo stato dei suoli nel territorio alpino, tenendo conto della situazione geologica e idrogeologica.

Protocollo Difesa del suolo

Capitolo III

Articolo 21 Istituzione di aree di osservazione ­permanente e coordinamento ­dell’osservazione ambientale 1. Le Parti contraenti si impegnano ad istituire nel territorio alpino aree sottoposte ad osservazione permanente (monitoring) e ad integrarle in una rete panalpina di osservazione del suolo. 2. Le Parti contraenti concordano di coordinare l’osservazione nazionale del suolo con le istituzioni preposte all’osservazione ambientale di aria, acqua, flora e fauna. 3. Nell’ambito di questi studi le Parti contraenti creeranno banche di campionaSegnali alpini 1

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mento del suolo, sulla base di criteri comparabili.

Capitolo IV

2. Il Comitato permanente esamina i resoconti al fine di verificare se le Parti contraenti hanno assolto agli obblighi derivanti dal presente Protocollo. Esso può chiedere ulteriori informazioni alle Parti contraenti interessate o assumere informazioni da altre fonti. 3. Il Comitato permanente redige un resoconto per la Conferenza delle Alpi sul rispetto da parte delle Parti contraenti degli obblighi derivanti dal presente Protocollo. 4. La Conferenza delle Alpi prende atto di questo resoconto. Essa, qualora constati un mancato adempimento degli obblighi, può adottare raccomandazioni.

Attuazione, controllo e ­valutazione

Articolo 25

Articolo 23

Valutazione dell’efficacia delle ­disposizioni

Articolo 22 Formazione e informazione Le Parti contraenti promuovono la formazione e l’aggiornamento, nonché l’informazione pubblica in relazione agli obiettivi, alle misure e all’attuazione del presente Protocollo.

Attuazione Le Parti contraenti si impegnano ad assicurare l’attuazione del presente Protocollo mediante misure adeguate nel quadro istituzionale vigente.

Articolo 24 Controllo del rispetto degli obblighi 1. Le Parti contraenti presentano regolarmente al Comitato permanente un resoconto sulle misure adottate in base al presente Protocollo. Nel resoconto è indicata anche l’efficacia delle misure adottate. La Conferenza delle Alpi stabilisce la periodicità dei resoconti.

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1. Le Parti contraenti esaminano e valutano ad intervalli regolari le disposizioni contenute nel presente Protocollo, sotto il profilo della loro efficacia. Per quanto sarà necessario al conseguimento degli obiettivi del presente Protocollo, esse prenderanno in considerazione la possibilità di adottare modifiche appropriate del Protocollo medesimo. 2. A questa valutazione partecipano gli enti territoriali, nel quadro istituzionale vigente. Possono essere sentite le organizzazioni non-governative attive nel campo specifico.


Norme finali Articolo 26 Corrispondenza tra la Convenzione delle Alpi e il Protocollo 1. Il presente Protocollo costituisce un Protocollo della Convenzione delle Alpi ai sensi dell’articolo 2 e degli altri articoli pertinenti della stessa Convenzione. 2. Possono divenire Parti contraenti del presente Protocollo esclusivamente le Parti contraenti della Convenzione delle Alpi. Ogni denuncia della Convenzione delle Alpi vale anche come denuncia del presente Protocollo. 3. Quando la Conferenza delle Alpi delibera questioni concernenti il presente Protocollo, solo le Parti contraenti dello stesso Protocollo sono ammesse alle relative votazioni.

Articolo 27 Firma e ratifica 1. Il presente Protocollo è depositato per la firma da parte degli Stati firmatari della Convenzione delle Alpi e della Comunità Europea, il 16 ottobre 1998 nonché dal 16 novembre 1998 presso la Repubblica d’Austria quale Depositario. 2. Il presente Protocollo entra in vigore per le Parti contraenti che hanno espresso il proprio consenso ad essere vincolate dallo stesso Protocollo, tre mesi dopo il giorno in cui tre Stati

avranno depositato il loro strumento di ratifica, accettazione o approvazione. 3. Per le Parti contraenti che esprimeranno successivamente il proprio consenso ad essere vincolate dal presente Protocollo, esso entrerà in vigore tre mesi dopo il giorno del deposito dello strumento di ratifica, accettazione o approvazione. In seguito all’entrata in vigore di una modifica del presente Protocollo, ogni nuova Parte contraente del Protocollo medesimo diventa Parte contraente dello stesso Protocollo modificato.

Articolo 28 Notifiche Il Depositario notifica a ciascuno Stato nominato nel preambolo e alla Comunità Europea in relazione al presente Protocollo:

Protocollo Difesa del suolo

Capitolo V

a) ciascun atto di firma; b) ciascun deposito di uno strumento di ratifica, accettazione o approvazione; c) ciascuna data di entrata in vigore; d) ciascuna dichiarazione rilasciata da una Parte contraente o firmataria; e) ciascuna denuncia notificata da una Parte contraente, con la data della sua efficacia. In fede di ciò, il presente Protocollo è stato sottoscritto dai firmatari debitamente autorizzati. Fatto a Bled, il 16 ottobre 1998, in lingua francese, italiana, slovena e tedesca, laddove ciascuno dei quattro testi fa egualmente fede, in un originale depositato presso l’Archivio di Stato Austriaco. Il Depositario trasmette copie certificate conformi alle Parti firmatarie. Segnali alpini 1

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Protocollo Energia

Segnali alpini 1

Protocollo Energia

Convenzione delle Alpi

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Preambolo La Repubblica d’Austria, la Repubblica Francese, la Repubblica Federale di Germania, la Repubblica Italiana, il Principato di Liechtenstein, il Principato di Monaco, la Repubblica di Slovenia, la Confederazione Svizzera, nonché la Comunità Europea, in conformità con il loro mandato in base alla Convenzione per la Protezione delle Alpi (Convenzione delle Alpi) del 7 novembre 1991, di assicurare una politica globale di protezione e di sviluppo sostenibile del territorio alpino; in attuazione dei loro impegni di cui all’articolo 2, commi 2 e 3 della Convenzione delle Alpi; convinti di realizzare forme di produzione, distribuzione e utilizzazione dell’energia che rispettino la natura ed il paesaggio e siano ecocompatibili nonché di promuovere misure di risparmio energetico; tenuto conto della necessità di ridurre le emissioni di gas-serra anche nel territorio delle Alpi ed in tal modo soddisfare anche gli impegni della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici; convinti che gli interessi economici debbano essere armonizzati con le esigenze ecologiche; coscienti che il territorio alpino è un’area di importanza europea e che rappresenta,

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Segnali alpini 1

quanto a geomorfologia, clima, acque, vegetazione, fauna, paesaggio e cultura, un patrimonio tanto inconfondibile quanto molteplice e che la sua alta montagna, le sue valli e le sue prealpi rappresentano unità ambientali la cui conservazione non può essere soltanto compito degli Stati alpini; consapevoli che le Alpi, oltre a costituire lo spazio di vita e di lavoro della popolazione locale, nel contempo sono di massima rilevanza per i territori extra-alpini, tra l’altro come area di transito non solo per il traffico transeuropeo di persone e di merci, ma anche per le reti internazionali di distribuzione energetica; tenuto conto della sensibilità ambientale del territorio alpino anche alle attività di produzione, trasporto ed uso dell’energia interagenti con aspetti di protezione della natura, di pianificazione territoriale e di uso del suolo; considerato che in presenza di rischi per la salvaguardia ambientale e, fra questi, delle possibili alterazioni climatiche di origine umana, è diventata necessaria una particolare attenzione alle strette relazioni tra attività sociali ed economiche dell’uomo e la conservazione degli ecosistemi che richiedono, specialmente nel territorio alpino, misure adeguate e diversificate, d’intesa con la popolazione locale, con le istituzioni politiche e con le organizzazioni economiche e sociali; convinti che la popolazione locale debba essere posta nelle condizioni di determinare essa stessa le prospettive del proprio sviluppo sociale, culturale e economico, nonché di concorrere alla sua realizzazione


convinti che determinati problemi possono essere risolti soltanto sul piano transfrontaliero e richiedono misure comuni degli Stati alpini e degli enti territoriali direttamente interessati; convinti che il soddisfacimento delle necessità energetiche rappresenti un fattore notevole di sviluppo economico e sociale sia all’interno che all’esterno del territorio alpino; coscienti che l’uso e l’ulteriore sviluppo di strumenti economici, tramite i quali la realtà dei costi possa essere ulteriormente inserita nel calcolo dei costi energetici, siano di fondamentale importanza; convinti che il territorio alpino dia un contributo durevole al soddisfacimento delle necessità di energia, oltre che di acqua potabile, in ambito europeo e che esso stesso debba essere dotato di risorse energetiche sufficienti a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni e la produttività economica; convinti che il territorio alpino rivesta un ruolo particolarmente importante per la interconnessione dei sistemi energetici degli Stati europei; convinti che nel territorio delle Alpi le misure per l’uso razionale dell’energia e l’uso sostenibile delle risorse idriche e del legno possano fornire un essenziale contributo, nell’ambito dell’economia nazionale, all’approvvigionamento energetico e che l’uso della biomassa e dell’energia solare rivesta sempre maggiore importanza; hanno convenuto quanto segue:

Capitolo I Disposizioni generali Articolo 1 Finalità Le Parti contraenti si impegnano a creare condizioni quadro e ad assumere concrete misure in materia di risparmio energetico, produzione, trasporto, distribuzione ed utilizzo dell’energia nell’ambito territoriale di applicazione della Convenzione delle Alpi atte a realizzare una situazione energetica di sviluppo sostenibile, compatibile con i limiti specifici di tolleranza del territorio alpino; così facendo, le Parti contraenti forniranno un importante contributo alla protezione della popolazione e dell’ambiente, alla salvaguardia delle risorse e del clima.

Protocollo Energia

nel quadro del vigente ordinamento istituzionale;

Articolo 2 Impegni fondamentali 1. In conformità con il presente Protocollo le Parti contraenti mirano, in particolare, a: a) armonizzare la loro pianificazione energetica alla pianificazione generale di assetto del territorio alpino; b) finalizzare i sistemi di produzione, trasporto e distribuzione dell’energia, con riguardo alle esigenze di tutela ambientale, alla generale ottimizzazione del sistema complessivo di infrastrutture del territorio alpino; c) perseguire la minimizzazione del carico ambientale di origine enerSegnali alpini 1

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getica nel quadro di un obiettivo di ottimizzazione della fornitura di servizi energetici all’utente finale, mediante, fra l’altro, per quanto possibile: – la riduzione del bisogno di energia con l’uso di tecnologie più effi­ cienti, – un più ampio soddisfacimento dei restanti bisogni di energia con fonti rinnovabili, – l’ottimizzazione degli impianti di produzione di energia esistenti basati su fonti non rinnovabili; d) contenere gli effetti negativi delle infrastrutture energetiche sull’ambiente e sul paesaggio, incluse le infrastrutture relative alla gestione dei loro rifiuti attraverso l’adozione di misure di carattere preventivo, per le nuove realizzazioni, ed il ricorso, ove necessario, ad interventi di risanamento nel caso di impianti esistenti. 2. Nei casi di costruzione di nuove grandi infrastrutture energetiche e di rilevante potenziamento di quelle esistenti, le Parti contraenti provvedono, nel quadro istituzionale vigente, alla valutazione dell’impatto ambientale nel territorio alpino nonché alla valutazione dei loro effetti territoriali e socioeconomici secondo l’articolo 12, incluso il diritto di espressione di parere in ambito internazionale, quando possano esistere effetti transfrontalieri. 3. Esse considerano, nella loro politica energetica, che il territorio alpino si presta all’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia e promuovono la collaborazione reciproca sui programmi di sviluppo in questo campo.

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Segnali alpini 1

4. Esse preservano le aree protette con le loro zone cuscinetto, le zone di rispetto e di quiete, nonché quelle integre dal punto di vista naturalistico e paesaggistico ed ottimizzano le infrastrutture energetiche in funzione dei differenti livelli di vulnerabilità, di tolleranza e di degrado in atto negli ecosistemi alpini. 5. Le Parti contraenti sono coscienti che un contributo rilevante alla protezione delle Alpi nei confronti degli impatti ambientali delle infrastrutture energetiche, mediante interventi preventivi e di risanamento, può derivare da una adeguata politica di ricerca e sviluppo. Esse incoraggiano, pertanto, la ricerca e lo sviluppo nei campi appropriati e lo scambio dei relativi risultati rilevanti. 6. Le Parti contraenti collaboreranno in campo energetico nello sviluppo di metodi che tengano in maggior conto la realtà dei costi.

Articolo 3 Conformità con il diritto internazionale e con le altre politiche 1. L’attuazione del presente Protocollo avviene in conformità con le norme giuridiche internazionali vigenti ed in particolare con le norme della Convenzione delle Alpi, dei Protocolli attuativi nonché con gli accordi internazionali vigenti. 2. Le Parti contraenti si impegnano a considerare gli obiettivi stabiliti da questo Protocollo anche nelle altre loro politiche, tenendoli presenti, in particolare, nei settori dell’assetto del territorio e dello sviluppo regionale, dei


Articolo 4 Partecipazione degli enti territoriali 1. Ciascuna Parte contraente stabilisce, nel quadro istituzionale vigente, il livello più idoneo alla concertazione e cooperazione tra le istituzioni e gli enti territoriali direttamente interessati, al fine di promuovere una responsabilità solidale e, in particolare, di valorizzare e di sviluppare le sinergie potenziali nell’attuazione della politica dell’energia nel territorio alpino, nonché delle misure conseguenti. 2. Nel rispetto delle loro competenze, nel quadro istituzionale vigente, gli enti territoriali direttamente interessati partecipano ai diversi stadi di preparazione e attuazione delle relative politiche e misure. 3. Le Parti contraenti incoraggiano la cooperazione internazionale tra le istituzioni direttamente interessate ai problemi dell’energia e dell’ambiente allo scopo di favorire l’accordo sulle soluzioni ai problemi comuni.

Capitolo II Misure specifiche Articolo 5 Risparmio energetico ed uso razionale dell’energia 1. Il territorio alpino richiede misure adatte per il risparmio energetico, la distribuzione e l’uso razionale dell’energia, che tengano conto: a) del fabbisogno energetico diffuso nel territorio e molto variabile a seconda delle condizioni altimetriche, stagionali e turistiche; b) della disponibilità locale di fonti rinnovabili di energia; c) del particolare impatto delle immissioni atmosferiche in conche e vallate, per la loro conformazione geomorfologica. 2. Le Parti contraenti provvedono a migliorare la compatibilità ambientale dell’utilizzo dell’energia, promuovono prioritariamente il risparmio energetico e l’uso razionale dell’energia stessa, in particolare nei processi produttivi, nei servizi pubblici e nei grandi esercizi alberghieri, nonché negli impianti di trasporto e per le attività sportive e del tempo libero. 3. Esse adottano misure e disposizioni in particolare nei seguenti settori: a) miglioramento della coibentazione degli edifici e dell’efficienza dei sistemi di distribuzione del calore; b) ottimizzazione dei rendimenti degli impianti termici di riscaldamento, di ventilazione e di climatizzazione; Segnali alpini 1

Protocollo Energia

trasporti, dell’economia agricola e forestale e del turismo, al fine di evitare eventuali effetti negativi o contraddittori nel territorio delle Alpi.

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c) controllo periodico ed eventualmente riduzione delle emissioni ambientalmente dannose degli impianti termici; d) risparmio energetico con ricorso a processi tecnologici avanzati per l’utilizzazione e la trasformazione dell’energia; e) calcolo dei costi di riscaldamento e di fornitura di acqua calda in base ai consumi; f) progettazione e promozione di nuovi edifici che adottino tecnologie a basso consumo energetico; g) promozione ed attuazione di piani energetici e climatici comunali/locali nel rispetto dei provvedimenti di cui all’articolo 2 comma 1.c; h) risanamento energetico degli edifici in caso di ristrutturazioni ed incoraggiamento dell’adozione di sistemi di riscaldamento ecocompatibili.

Articolo 6 Fonti energetiche rinnovabili 1. Le Parti contraenti si impegnano, nei limiti finanziari esistenti, alla promozione ed all’impiego preferenziale di fonti energetiche rinnovabili con modalità compatibili con l’ambiente ed il paesaggio. 2. Esse sostengono anche l’uso di impianti decentrati per lo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili, quali l’acqua, il sole, la biomassa. 3. Esse sostengono l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili anche in combinazione con l’esistente approvvigionamento convenzionale.

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4. Le Parti contraenti, in particolare, promuovono l’utilizzo razionale delle risorse idriche e del legno proveniente dalla gestione durevole delle foreste montane per la produzione di energia.

Articolo 7 Energia idroelettrica 1. Le Parti contraenti assicurano sia per gli impianti idroelettrici di nuova realizzazione che, per quanto praticabile, per quelli già esistenti, la funzionalità ecologica dei corsi d’acqua e la integrità paesaggistica mediante misure appropriate quali la definizione delle portate minime, l’adozione di regolamenti mirati alla riduzione delle oscillazioni artificiali del livello delle acque, la garanzia della migrazione della fauna. 2. Le Parti contraenti, nel rispetto delle proprie norme di sicurezza ed ambientali, possono introdurre misure di sostegno della concorrenzialità di impianti idroelettrici esistenti. 3. Esse si impegnano inoltre a salvaguardare il regime idrico nelle zone di vincolo idropotabile, nelle aree protette con le loro zone cuscinetto, nelle zone di rispetto e di quiete, nonché in quelle integre dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. 4. Le Parti contraenti raccomandano la riattivazione di impianti idroelettrici dismessi a preferenza di una nuova costruzione. Anche in caso di riattivazione di impianti vale quanto esposto nel comma 1 circa il mantenimento della funzionalità di ecosistemi acquatici e di altri sistemi interessati.


Articolo 8 Energia da combustibili fossili 1. Le Parti contraenti garantiscono che, nel caso di nuove costruzioni di impianti termici a combustibili fossili per la produzione di energia elettrica e/o di calore, vengano utilizzate le migliori tecnologie disponibili. Esse, nel caso di impianti esistenti nel territorio alpino, limitano, per quanto possibile, le emissioni utilizzando a tal fine tecnologie e/o combustibili appropriati. 2. Le Parti contraenti verificano la fattibilità tecnica ed economica e la convenienza ambientale della sostituzione di impianti termici utilizzanti combustibili fossili con impianti utilizzanti fonti di energia rinnovabile e con impianti decentralizzati. 3. Le Parti contraenti adottano misure atte a favorire la cogenerazione al fine di un utilizzo più efficiente dell’energia. 4. Nelle zone di confine, le Parti contraenti provvedono, per quanto possibile, all’armonizzazione ed al collegamento dei loro sistemi di monitoraggio delle emissioni e delle immissioni.

Articolo 9 Energia nucleare 1. Le Parti contraenti si impegnano a scambiarsi, nell’ambito delle Convenzioni internazionali, tutte le informazioni relative alle centrali nucleari e ad altri impianti nucleari che hanno o potrebbero avere effetti nel territorio alpino, con lo scopo di garantire la tutela durevole della salute dell’uomo, del patrimonio faunistico e vegetazionale, delle loro comunità biocenotiche e dei loro habitat, con le relative interazioni. 2. Inoltre le Parti contraenti provvedono, per quanto possibile, all’armonizzazione ed al collegamento dei loro sistemi di monitoraggio della radioattività nell’ambiente.

Protocollo Energia

5. Le Parti contraenti possono esaminare, in conformità con il rispettivo diritto nazionale, la possibilità di come imputare agli utenti finali di risorse alpine prezzi di mercato, nonché in quale modo e misura ricompensare equamente le popolazioni locali per prestazioni rese nell’interesse della comunità.

Articolo 10 Trasporto e distribuzione di energia 1. Per tutte le infrastrutture esistenti le Parti contraenti perseguono obiettivi di razionalizzazione ed ottimizzazione delle stesse, tenendo conto delle esigenze di tutela ambientale, in particolare della necessità di conservazione degli ecosistemi più sensibili e del paesaggio ed intraprendendo, se necessario, azioni di tutela della popolazione e dell’ambiente alpino. 2. Nei casi di costruzione di elettrodotti e delle relative stazioni elettriche, nonché di oleodotti e gasdotti, incluse le stazioni di pompaggio e compressione e altri impianti di elevata rilevanza ambientale, le Parti contraenti mettono in atto tutti quegli accorgimenti necessaSegnali alpini 1

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ri ad attenuare il disagio per le popolazioni e per l’ambiente, inclusa, ove possibile, l’utilizzazione di opere e percorsi già esistenti. 3. Le Parti contraenti tengono conto, per quanto riguarda le linee di trasporto dell’energia, in particolare dell’importanza delle aree protette con le loro zone cuscinetto, le zone di rispetto e di quiete e di quelle integre dal punto di vista naturalistico e paesaggistico nonché dell’avifauna.

mente alle legislazioni nazionali vigenti ed alle Convenzioni ed Intese internazionali. 2. Le Parti contraenti concordano sulla opportunità che siano adottate, per quanto possibile, le migliori tecniche disponibili volte ad eliminare od attenuare il disagio ambientale prevedendo anche, come parte delle alternative possibili, l’eventuale smantellamento di strutture in disuso non ecocom­ patibili.

Articolo 11

Articolo 13

Rinaturalizzazione ed ingegneria ­naturalistica

Concertazione

Le Parti contraenti definiscono, nei progetti di massima, ovvero nelle valutazioni ­dell’impatto ambientale previsti nel quadro legislativo vigente, le modalità di rinaturalizzazione e di recupero dei corpi idrici, a seguito della esecuzione di opere pubbliche e private nel campo energetico che interessino l’ambiente e gli ecosistemi del territorio alpino, ricorrendo per quanto possibile a tecniche di ingegneria naturalistica.

1. Le Parti contraenti si impegnano a procedere a consultazione preventiva per i progetti con possibili effetti transfrontalieri, in relazione ai loro impatti. 2. Per quanto riguarda progetti con possibili effetti transfrontalieri, le Parti contraenti interessate devono essere messe in grado di formulare tempestivamente le proprie osservazioni, delle quali si terrà conto adeguatamente nell’ambito del processo autorizzativo.

Articolo 12

Articolo 14

Valutazione dell’impatto ambientale

Misure integrative

1. Le Parti contraenti sottopongono preventivamente i progetti concernenti la costruzione di installazioni energetiche, di cui agli articoli 7, 8, 9, 10 del Protocollo, e le modifiche sostanziali di questi impianti, ad una valutazione dell’impatto ambientale, conforme-

Le Parti contraenti possono adottare misure integrative a quelle previste dal presente Protocollo per le questioni energetiche e per lo sviluppo sostenibile.

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Articolo 16

Ricerca, formazione e informazione

Formazione e informazione

Articolo 15 Ricerca e osservazione 1. Le Parti contraenti promuovono e armonizzano, in stretta cooperazione, la ricerca e l’osservazione sistematica, ai fini dell’attuazione del presente Protocollo, tenuto conto dei risultati già conseguiti ai diversi livelli nazionali ed internazionali, in particolare sui metodi e criteri di analisi e valutazione degli impatti ambientali e climatici, sulle tecnologie specifiche per l’economia e l’utilizzazione razionale dell’energia nel territorio alpino. 2. Esse tengono conto dei risultati della ricerca nei processi di definizione e di verifica degli obiettivi e delle misure di politica energetica, nonché nell’attività di formazione e di assistenza tecnica a livello locale, per la popolazione, gli operatori economici e gli enti terri­ toriali. 3. Le Parti contraenti provvedono affinché i risultati nazionali della ricerca e dell’osservazione sistematica siano raccolti in un sistema comune di osservazione e informazione permanenti e siano resi pubblicamente accessibili nel quadro istituzionale vigente.

1. Le Parti contraenti promuovono la formazione e l’aggiornamento, nonché l’informazione pubblica in relazione agli obiettivi, alle misure e all’attuazione del presente Protocollo. 2. Esse favoriscono in particolare ­l’ulteriore sviluppo della formazione e ­dell’aggiornamento professionale e ­dell’assistenza tecnica in materia energetica, includendovi la protezione ­dell’ambiente, della natura e del clima.

Protocollo Energia

Capitolo III

Capitolo IV Attuazione, controllo e ­valutazione Articolo 17 Attuazione Le Parti contraenti si impegnano ad assicurare l’attuazione del presente Protocollo mediante misure adeguate nel quadro istituzionale vigente.

Articolo 18 Controllo del rispetto degli obblighi 1. Le Parti contraenti presentano regolarmente al Comitato permanente un resoconto sulle misure adottate in base al presente Protocollo. Nel resoconto è indicata anche l’efficacia delle misure Segnali alpini 1

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adottate. La Conferenza delle Alpi stabilisce la periodicità dei resoconti. 2. Il Comitato permanente esamina i resoconti al fine di verificare se le Parti contraenti hanno assolto agli obblighi derivanti dal presente Protocollo. Esso può chiedere ulteriori informazioni alle Parti contraenti interessate o assumere informazioni da altre fonti. 3. Il Comitato permanente redige un resoconto per la Conferenza delle Alpi sul rispetto da parte delle Parti contraenti degli obblighi derivanti dal presente Protocollo. 4. La Conferenza delle Alpi prende atto di questo resoconto. Essa, qualora constati un mancato adempimento degli obblighi, può adottare raccomandazioni.

Articolo 19 Valutazione dell’efficacia delle ­disposizioni 1. Le Parti contraenti esaminano e valutano ad intervalli regolari le disposizioni contenute nel presente Protocollo, sotto il profilo della loro efficacia. Per quanto sarà necessario al conseguimento degli obiettivi del presente ­Protocollo, esse prenderanno in considerazione la possibilità di adottare ­modifiche appropriate del Protocollo ­medesimo. 2. A questa valutazione partecipano gli enti territoriali, nel quadro istituzionale vigente. Possono essere sentite le organizzazioni non-governative attive nel campo specifico.

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Segnali alpini 1

Capitolo V Norme finali Articolo 20 Corrispondenza tra la Convenzione delle Alpi e il Protocollo 1. Il presente Protocollo costituisce un Protocollo della Convenzione delle Alpi ai sensi dell’articolo 2 e degli altri articoli pertinenti della stessa ­Convenzione. 2. Possono divenire Parti contraenti del presente Protocollo esclusivamente le Parti contraenti della Convenzione delle Alpi. Ogni denuncia della Convenzione delle Alpi vale anche come denuncia del presente Protocollo. 3. Quando la Conferenza delle Alpi delibera questioni concernenti il presente Protocollo, solo le Parti contraenti dello stesso Protocollo sono ammesse alle relative votazioni.

Articolo 21 Firma e ratifica 1. Il presente Protocollo è depositato per la firma da parte degli Stati firmatari della Convenzione delle Alpi e della Comunità Europea, il 16 ottobre 1998 nonché dal 16 novembre 1998 presso la Repubblica d’Austria quale ­Depositario. 2. Il presente Protocollo entra in vigore per le Parti contraenti che hanno espresso il proprio consenso ad essere vincolate dallo stesso Protocollo, tre


Articolo 22 Notifiche Il Depositario notifica a ciascuno Stato nominato nel preambolo e alla Comunità Europea in relazione al presente Protocollo: a) ciascun atto di firma; b) ciascun deposito di uno strumento di ratifica, accettazione o approvazione; c) ciascuna data di entrata in vigore; d) ciascuna dichiarazione rilasciata da una Parte contraente o firmataria; e) ciascuna denuncia notificata da una Parte contraente, con la data della sua efficacia.

Protocollo Energia

mesi dopo il giorno in cui tre Stati avranno depositato il loro strumento di ratifica, accettazione o approvazione. 3. Per le Parti contraenti che esprimeranno successivamente il proprio consenso ad essere vincolate dal presente Protocollo, esso entrerà in vigore tre mesi dopo il giorno del deposito dello strumento di ratifica, accettazione o approvazione. In seguito all’entrata in vigore di una modifica del presente Protocollo, ogni nuova Parte contraente del Protocollo medesimo diventa Parte contraente dello stesso Protocollo modificato.

In fede di ciò, il presente Protocollo è stato sottoscritto dai firmatari debitamente autorizzati. Fatto a Bled, il 16 ottobre 1998, in lingua francese, italiana, slovena e tedesca, laddove ciascuno dei quattro testi fa egualmente fede, in un originale depositato presso l’Archivio di Stato Austriaco. Il Depositario trasmette copie certificate conformi alle Parti firmatarie.

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Protocollo Trasporti

Segnali alpini 1

Protocollo Trasporti

Convenzione delle Alpi

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Preambolo La Repubblica d’Austria la Repubblica Francese, la Repubblica Federale di Germania, la Repubblica Italiana, il Principato di Liechtenstein, il Principato di Monaco, la Repubblica di Slovenia, la Confederazione Svizzera, nonché la Comunità Europea,

in conformità con il loro mandato derivante dalla Convenzione per la Protezione delle Alpi (Convenzione delle Alpi) del 7 novembre 1991, di assicurare una politica globale di protezione e di sviluppo sostenibile del territorio alpino; in attuazione dei loro impegni di cui all’articolo 2, commi 2 e 3 della Convenzione delle Alpi; consapevoli che il territorio alpino comprende un’area caratterizzata da ecosistemi e paesaggi particolarmente sensibili o da condizioni geografiche e topografiche tali da accentuare l’inquinamento e l’impatto acustico oppure un’area caratterizzata dalla presenza di risorse naturali o culturali uniche; consapevoli che in assenza di adeguati provvedimenti, a causa della progressiva integrazione dei mercati, dello sviluppo sociale ed economico e delle esigenze legate alle attività del tempo libero, il traffico e l’impatto ambientale che ne consegue sono destinati ad aumentare;

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convinti che la popolazione locale debba essere posta in condizione di determinare essa stessa le prospettive del proprio sviluppo sociale, culturale ed economico, nonché di concorrere alla sua realizzazione nel quadro istituzionale vigente; consapevoli che i trasporti non sono privi di ripercussioni sull’ambiente e che l’impatto ambientale dovuto ai trasporti provoca un crescente carico e rischi ecologici, per la salute e per la sicurezza, i quali richiedono un’azione congiunta; consapevoli che il trasporto di merci pericolose richiede interventi più incisivi al fine di garantire la sicurezza; consapevoli che sia l’esigenza di rendere trasparenti le connessioni tra trasporti, ambiente, salute e sviluppo economico, sia quella di rendere palese la necessità di ridurre l’impatto ambientale richiedono attività organiche di monitoraggio, ricerca, informazione ed orientamento; consapevoli che nel territorio alpino una politica dei trasporti orientata ai principi di sostenibilità non è di interesse per la sola popolazione alpina ma anche per quella extraalpina e che è inoltre indispensabile per la conservazione delle Alpi come spazio vitale, naturale ed economico; consapevoli che da un lato le infrastrutture di trasporto non sono in parte sufficientemente sfruttate e che dall’altro non vengono adeguatamente promossi i sistemi di trasporto più ecologici, quali rotaia, navigazione e sistemi combinati, e neppure la compatibilità e l’operatività transnazionali dei vari mezzi di trasporto, e che è pertanto necessario ottimizzarli, rafforzando le


consapevoli che le scelte pianificatorie e di politica economica operate all’interno ed all’esterno delle Alpi sono della massima importanza per lo sviluppo dei trasporti nel territorio alpino; adoperandosi per dare un contributo decisivo allo sviluppo sostenibile e al miglioramento della qualità della vita attraverso un contenimento del volume di traffico, attraverso una gestione ecocompatibile dei trasporti e attraverso l’incremento dell’efficacia e dell’efficienza dei sistemi di trasporto esistenti; convinti della necessità di conciliare gli interessi economici, le esigenze sociali e quelle ecologiche; nel rispetto degli accordi bilaterali e multilaterali stipulati tra le Parti contraenti e la Comunità Europea, in particolare nel settore dei trasporti; convinti che determinati problemi possono essere risolti soltanto sul piano transfrontaliero e richiedono misure comuni degli Stati alpini; hanno convenuto quanto segue:

Capitolo I Disposizioni generali Articolo 1 Finalità 1. Le Parti contraenti si impegnano ad attuare una politica sostenibile dei trasporti tesa a: a) ridurre gli effetti negativi e i rischi derivanti dal traffico intraalpino e transalpino ad un livello che sia tollerabile per l’uomo, la fauna e la flora e il loro habitat, tra l’altro attuando un più consistente trasferimento su rotaia dei trasporti, in particolare del trasporto merci, soprattutto mediante la creazione di infrastrutture adeguate e di incentivi conformi al mercato; b) contribuire allo sviluppo sostenibile dello spazio vitale e delle attività economiche, come premesse fondamentali per l’esistenza stessa delle popolazioni residenti nel territorio alpino per mezzo di una politica dei trasporti organica e concertata tra le Parti contraenti che coinvolga tutti i vettori; c) contribuire a ridurre o a limitare per quanto possibile l’impatto che possa compromettere il ruolo e le risorse del territorio alpino nonché la conservazione dei suoi paesaggi naturali e culturali – la cui importanza si estende oltre i suoi confini, e che possa mettere a repentaglio la preservazione di questo territorio ancora fondamentalmente intatto; Segnali alpini 1

Protocollo Trasporti

reti di trasporto all’interno e all’esterno delle Alpi;

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d) garantire il traffico intraalpino e transalpino incrementando l’efficacia e l’efficienza dei sistemi di trasporto e favorendo i vettori meno inquinanti e con minore consumo di risorse ad un costo economicamente sopportabile; e) garantire condizioni di concorrenza equilibrate tra i singoli vettori. 2. Le Parti contraenti si impegnano a sviluppare il settore dei trasporti tenendo conto dei principi di precauzione, prevenzione e causalità.

Articolo 2 Definizioni Ai sensi del presente Protocollo, si intende per: “traffico/trasporto transalpino”: traffico/ trasporto con origine e destinazione ­all’esterno del territorio alpino; “traffico/trasporto intraalpino”: traffico/trasporto con origine e destinazione all’interno del territorio alpino (traffico/trasporto interno) incluso il traffico/trasporto con origine o destinazione nel territorio alpino; “impatto e rischi tollerabili”: impatto e rischi da definirsi nell’ambito di procedimenti di valutazione dell’impatto ambientale e di analisi dei rischi con lo scopo di fermare l’ulteriore aumento dell’impatto e dei rischi e di ridurli, qualora necessario, tramite provvedimenti appropriati sia nel caso di nuove costruzioni sia per le infrastrutture esistenti con notevole impatto sul territorio;

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“costi esterni”: voci di costo per le quali un utente di un bene o di un servizio (ad es. infrastruttura) non sostiene un esborso. Essi comprendono l’uso dell’in­fra­struttura se esso è gratuito, i danni, l’inquinamento, anche acustico, i costi sanitari occasionati dall’uso dei trasporti e dagli incidenti; “grandi costruzioni o trasformazioni sostanziali o potenziamento delle infrastrutture di trasporto esistenti”: progetti infrastrutturali suscettibili di provocare impatto che in base alla normativa sulla VIA o in base a disposizioni contenute in Accordi internazionali sono soggetti a procedimenti di valutazione dell’impatto ambientale; “strade di grande comunicazione”: tutte le autostrade e le strade a più corsie, prive di intersezioni a raso, che per i loro effetti in termini di traffico sono assimilabili alle autostrade; “obiettivi di qualità ambientale”: obiettivi che descrivono lo stato auspicato dell’ambiente tenendo conto delle interdipendenze ecosistemiche. Essi indicano in termini materiali, spaziali e temporali le qualità, all’occorrenza aggiornabili, dei beni meritevoli di essere protetti; “standard di qualità ambientale”: norme concrete che permettono di raggiungere gli obiettivi di qualità ambientale; esse determinano gli obiettivi applicabili a determinati parametri, i procedimenti di misurazione o le condizioni quadro; “indicatori ambientali”: gli indicatori ambientali misurano o valutano lo stato dell’impatto ambientale e indicano le tendenze di sviluppo;


“principio di causalità”: inclusa l’imputazione degli effetti indotti è il principio in virtù del quale i costi relativi alla prevenzione, alla gestione e alla riduzione dell’inquinamento, nonché al ripristino ambientale, sono a carico di chi inquina. Chi inquina è tenuto, per quanto possibile, a sopportare la totalità del costo dell’impatto che i trasporti causano sulla salute e sull’am­ biente; “verifica di opportunità”: procedimento di valutazione da realizzare in conformità al diritto nazionale in occasione della progettazione di grandi infrastrutture o della trasformazione sostanziale o del potenziamento di quelle esistenti e teso a verificarne la necessità e gli effetti in termini di politica dei trasporti, nonché di impatto ecologico, economico e socioculturale.

Articolo 3 Trasporti sostenibili e mobilità 1. Al fine di sviluppare i trasporti in condizioni di sostenibilità, le Parti contraenti, adottando una politica ambientale e dei trasporti concertata e tesa alla ri-

duzione dell’impatto e dei rischi dovuti ai trasporti, si impegnano a: a) tener conto delle esigenze dell’ambiente in modo tale da aa) ridurre il consumo delle risorse ad un punto tale da non superare, per quanto possibile, la capacità naturale di rigenerazione; bb) ridurre l’emissione di sostanze nocive ad un punto tale da non superare la capacità di carico delle risorse ambientali interessate; cc) limitare le immissioni nell’ambiente ad un punto tale da evitare ripercussioni sulle strutture ecologiche e sui cicli naturali; b) tener conto delle esigenze della società in modo tale da aa) garantire l’accessibilità alle persone, ai posti di lavoro, ai beni e ai servizi in modo efficiente, rispettoso dell’ambiente, facendo uso parsimonioso di energia e spazio, nonché garantire un sufficiente approvvigionamento di base; bb) non compromettere la salute dell’uomo e ridurre il rischio di calamità naturali, nonché il numero e la gravità degli incidenti; c) tener conto delle esigenze dell’economia in modo tale da aa) incrementare l’autofinanziabilità del settore dei trasporti e internizzare i costi esterni; bb) promuovere lo sfruttamento ottimale delle potenzialità dell’infrastruttura esistente; cc) salvaguardare i posti di lavoro nelle aziende e imprese competitive che operano nei vari settori economici; d) adottare interventi più incisivi nel­la lotta all’inquinamento acustico Segnali alpini 1

Protocollo Trasporti

“principio di precauzione”: è il principio secondo il quale gli interventi volti a evitare, gestire o ridurre gli effetti gravi o irreversibili sulla salute e sull’ambiente non possono essere rinviati, con la motivazione che la ricerca scientifica non abbia ancora dimostrato, in modo rigoroso, l’esistenza di un rapporto di causa-effetto fra da un lato le sostanze contemplate e dall’altro la loro potenziale nocività per la salute e l’ambiente;

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considerando la particolarità della topografia alpina. 2. In conformità con la normativa nazionale ed internazionale vigente nell’ambito dei trasporti, le Parti contraenti si impegnano a sviluppare orientamenti, strategie e misure di carattere nazionale, regionale e locale, finalizzati a: a) tenere conto delle differenti condizioni ambientali, economiche e socioculturali, nonché della diversità delle esigenze; b) limitare l’accentuarsi dell’impatto dovuto ai trasporti, adottando una combinazione di strumenti economici e di interventi di pianificazione territoriale e dei trasporti.

Articolo 4 Considerazione delle finalità nelle altre politiche 1. Le Parti contraenti si impegnano a tener conto delle finalità stabilite dal presente Protocollo anche nell’ambito delle loro altre politiche. 2. Le Parti contraenti si impegnano a verificare preventivamente e a posteriori gli effetti che altre politiche, strategie e programmi producono sul settore dei trasporti.

Articolo 5 Partecipazione degli enti territoriali 1. Le Parti contraenti promuovono la collaborazione internazionale tra le istituzioni competenti, al fine di individuare

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le migliori soluzioni concertate e coordinate a livello transfrontaliero. 2. Ciascuna Parte contraente determina nel quadro istituzionale vigente il livello più idoneo al coordinamento e alla collaborazione tra le istituzioni e gli enti territoriali direttamente interessati al fine di promuovere una responsabilità solidale e, in particolare, di valorizzare e di sviluppare le sinergie potenziali nell’attuazione della politica dei trasporti, nonché delle misure conseguenti, 3. Nel rispetto delle loro competenze nel quadro istituzionale vigente, gli enti territoriali direttamente interessati partecipano ai diversi stadi di preparazione e attuazione delle relative politiche e misure.

Articolo 6 Misure rafforzate di protezione a livello nazionale Fatto salvo quanto disposto negli Accordi internazionali vigenti, le Parti contraenti possono adottare misure rafforzate di protezione che vanno al di là di quelle previste dal presente Protocollo, tese alla tutela dell’ambiente alpino ecologicamente sensibile, quando lo richiedano determinate condizioni dell’ambiente o motivi di salute pubblica e di sicurezza o esigenze di protezione ambientale.


Misure specifiche

A) Strategie, programmi, progetti

Articolo 7 Strategia generale della politica dei trasporti 1. Nell’interesse della sostenibilità le Parti contraenti si impegnano ad attuare una gestione razionale e sicura dei trasporti nel contesto di una rete di trasporti integrata, coordinata e transfrontaliera tesa a: a) coordinare i vettori, i mezzi e i tipi di trasporto e a favorire l’inter­ modalità; b) sfruttare nel modo migliore i sistemi e le infrastrutture di trasporto esistenti nel territorio alpino, tra l’altro con l’impiego della telematica, e ad imputare a coloro che li causano i costi infrastrutturali ed esterni, differenziandoli a seconda dell’impatto causato; c) incidere, tramite interventi di assetto del territorio e strutturali, a favore del trasferimento dei servizi di trasporto di persone e merci su quel vettore che di volta in volta risulti il più rispettoso dell’ambiente, nonché sui sistemi intermodali di trasporto; d) valorizzare e sfruttare i potenziali di riduzione del volume di traffico. 2. Le Parti contraenti si impegnano a realizzare, nel miglior modo possibile, gli interventi necessari a:

a) proteggere le vie di trasporto contro i rischi naturali; b) proteggere l’uomo e l’ambiente nelle aree soggette a particolare impatto dovuto ai trasporti; c) raggiungere una graduale riduzione delle emissioni di sostanze nocive e delle emissioni sonore per tutti i vettori anche sulla base delle migliori tecnologie disponibili; d) incrementare la sicurezza dei trasporti.

Articolo 8 Valutazione di progetti e procedura di consultazione interstatale

Protocollo Trasporti

Capitolo II

1. Nel caso di grandi costruzioni, trasformazioni sostanziali o potenziamento delle infrastrutture di trasporto esistenti, le Parti contraenti si impegnano a realizzare verifiche di opportunità, valutazioni dell’impatto ambientale e analisi dei rischi e a tener conto dei relativi risultati ai fini degli obiettivi del presente Protocollo. 2. I progetti di realizzazione di infrastrutture di trasporto nel territorio alpino vanno coordinati e concertati. Nel caso di progetti aventi un significativo impatto transfrontaliero, ogni Parte contraente si impegna a realizzare consultazioni preventive con le Parti contraenti interessate, al più tardi nel momento in cui siano disponibili i risultati delle verifiche. Queste disposizioni non pregiudicano il diritto di ogni Parte contraente di procedere alla costruzione di quelle infrastrutture dei trasporti la cui realizzazione è decisa nell’ambito del proprio ordinamento giuridico o Segnali alpini 1

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la cui necessità è accertata per legge al momento dell’approvazione del presente Protocollo. 3. Le Parti contraenti sostengono una maggiore presa in considerazione della componente trasporti nella gestione ambientale delle imprese site nei loro Paesi.

B) Misure tecniche Articolo 9 Trasporti pubblici Per preservare e migliorare in modo sostenibile la struttura insediativa ed economica, nonché la vocazione ricreativa e turistica del territorio alpino, le Parti contraenti si impegnano a promuovere l’istituzione e il potenziamento di sistemi di trasporto pubblico ecocompatibili e orientati agli utenti.

Articolo 10

b) l’ulteriore ottimizzazione gestionale e l’ammodernamento della ferrovia, in particolare per i trasporti transfrontalieri; c) i provvedimenti tesi a trasferire sulla rotaia in particolare il trasporto merci a lunga distanza, nonché ad armonizzare maggiormente la tariffazione per l’utilizzo delle infrastrutture di trasporto; d) i sistemi di trasporto intermodali, nonché l’ulteriore sviluppo della ferrovia; e) il maggiore utilizzo della ferrovia e la creazione di sinergie orientate all’utenza nel trasporto passeggeri a lunga distanza, regionale e locale. 2. Le Parti contraenti sostengono gli sforzi tesi al maggiore utilizzo delle potenzialità della navigazione al fine di ridurre la quota di transito terrestre del trasporto merci.

Articolo 11 Trasporto su strada

Trasporto su rotaia e navigazione 1. Al fine di sfruttare la particolare idoneità della ferrovia per soddisfare la domanda di trasporto a lunga distanza e al fine di un migliore sfruttamento della rete ferroviaria per la valorizzazione economica e turistica del territorio alpino, le Parti contraenti, nell’ambito delle loro competenze, sostengono: a) il miglioramento dell’infrastruttura ferroviaria tramite la costruzione e lo sviluppo di grandi assi transalpini, inclusi i relativi raccordi e adeguati terminali;

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1. Le Parti contraenti si astengono dalla costruzione di nuove strade di grande comunicazione per il trasporto transalpino. 2. Dei progetti stradali di grande comunicazione per il trasporto intraalpino possono essere realizzati solo a condizione che: a) gli obiettivi stabiliti all’articolo 2, comma 2, lettera j della Convenzione delle Alpi possano essere raggiunti tramite appropriati interventi di precauzione o di compensazione realizzati in base ai risultati di una


Articolo 12 Trasporto aereo 1. Senza esigerlo dalle altre regioni, le Parti contraenti si impegnano a ridurre, per quanto possibile, l’impatto ambientale e acustico prodotto dal traffico aereo. Tenuto conto degli obiettivi del presente Protocollo esse si adoperano affinché venga limitato, e all’oc-

correnza vietato, il lancio da aeromobili all’esterno degli aerodromi. Ai fini della protezione della fauna selvatica, le Parti contraenti adottano misure adeguate per limitare in termini di spazio e tempo il traffico aereo non motorizzato nel tempo libero. 2. Le Parti contraenti si impegnano a migliorare il sistema di trasporti pubblici che collega gli aeroporti siti nelle vicinanze delle Alpi con le diverse regioni alpine per poter far fronte alla domanda di trasporto aereo senza aumentare la pressione sull’ambiente. In tale contesto le Parti contraenti convengono di limitare, nella misura del possibile, la costruzione ed il potenziamento significativo degli aeroporti esistenti nel territorio alpino.

Protocollo Trasporti

valutazione dell’impatto ambientale, e b) le esigenze di capacità di trasporto non possano essere soddisfatte né tramite un migliore sfruttamento delle capacità stradali e ferroviarie esistenti, né potenziando o costruendo infrastrutture ferroviarie e di navigazione, né migliorando il trasporto combinato o adottando altri interventi di organizzazione dei trasporti, e c) dalla verifica di opportunità risulti che il progetto è economico, che i rischi sono controllabili e che l’esito della valutazione dell’impatto ambientale è positivo, d) si tenga conto dei piani/programmi di assetto territoriale e dello sviluppo sostenibile. 3. Dato che le condizioni geografiche e la struttura insediativa del territorio alpino non permettono dovunque un efficiente servizio da parte dai trasporti pubblici, le Parti contraenti riconoscono tuttavia la necessità di creare e mantenere un livello sufficiente di infrastrutture di trasporto che garantiscano il funzionamento del trasporto individuale nelle aree periferiche.

Articolo 13 Impianti turistici 1. Le Parti contraenti si impegnano a valutare gli effetti prodotti sul settore dei trasporti da nuove installazioni turistiche, tenendo conto degli obiettivi del presente Protocollo, e ad adottare, all’occorrenza, provvedimenti di precauzione e di compensazione atti al raggiungimento delle finalità del presente Protocollo o degli altri Protocolli. A tale proposito va data la precedenza ai trasporti pubblici. 2. Le Parti contraenti sostengono la creazione e la conservazione di zone a bassa intensità di traffico o vietate al traffico, nonché l’istituzione di località turistiche vietate al traffico e tutte le misure atte a favorire l’accesso e il soggiorno dei turisti senza automobili. Segnali alpini 1

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Articolo 14 Verità dei costi Al fine di influire sulla ripartizione modale dei trasporti per mezzo di una migliore considerazione dei costi reali dei differenti vettori, le Parti contraenti convengono di applicare il principio di causalità e sostengono l’applicazione di un sistema di calcolo che permetta l’individuazione dei costi d’infrastruttura e di quelli esterni. L’obiettivo è quello di introdurre progressivamente sistemi di tassazione che permettano di coprire in modo equo questi costi reali e che a) favoriscano il ricorso ai vettori e ai mezzi di trasporto più rispettosi dell’ambiente; b) portino ad un’utilizzazione più equilibrata delle infrastrutture di trasporto; c) offrano incentivi che permettano una riduzione dell’impatto ecologico e socio­economico tramite provvedimenti strutturali e territoriali che incidano sui trasporti.

C) Monitoraggio e controllo Articolo 15 Offerta e utilizzazione delle ­infrastrutture di trasporto 1. Le Parti contraenti si impegnano a registrare e aggiornare periodicamente, seguendo uno schema unitario, lo stato attuale, l’evoluzione e lo sfruttamento ovvero il miglioramento dell’infrastruttura e dei sistemi di trasporto ad

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alta capacità, nonché la riduzione dell’impatto ambientale in un apposito documento di riferimento. 2. Sulla base di tale documento di riferimento le Parti contraenti verificano in quale misura i vari provvedimenti attuativi contribuiscano al raggiungimento e all’ulteriore sviluppo degli obiettivi della Convenzione delle Alpi e in particolare del presente Protocollo.

Articolo 16 Obiettivi di qualità ambientale, ­standard ed indicatori 1. Le Parti contraenti stabiliscono e adottano obiettivi di qualità ambientale tesi al raggiungimento della sostenibilità dei trasporti. 2. Le Parti contraenti convengono sulla necessità di disporre di standard ed indicatori adeguati alle condizioni specifiche del territorio alpino. 3. L’applicazione di tali standard e di tali indicatori è finalizzata a quantificare l’evoluzione dell’impatto sull’ambiente e sulla salute provocato dai trasporti.


Coordinamento, ricerca, formazione e informazione

2.

Articolo 17 Coordinamento ed informazione Le Parti contraenti convengono di realizzare, all’occorrenza, degli incontri allo scopo di: a) verificare gli effetti degli interventi realizzati in base al presente Protocollo; b) consultarsi prima di prendere decisioni importanti per il settore dei trasporti che abbiano effetti sugli altri Stati contraenti; c) promuovere lo scambio di informazioni ai fini dell’attuazione del presente Protocollo ricorrendo in particolare ai sistemi di informazione esistenti; d) informarsi prima di prendere importanti decisioni in materia di politica dei trasporti al fine di integrarle in una politica di assetto territoriale transfrontaliera e armonizzata.

Articolo 18 Ricerca e osservazione 1. Le Parti contraenti promuovono ed armonizzano in stretta cooperazione la ricerca e l’osservazione sistematica in merito alle interazioni fra trasporti ed ambiente nel territorio alpino, nonché a specifici sviluppi sul piano tecnologico atti ad incrementare l’economicità

3.

4.

5.

dei sistemi di trasporto rispettosi dell’ambiente. Nel corso della verifica dell’attuazione del presente Protocollo va tenuto debitamente conto dei risultati delle attività congiunte di ricerca e osservazione, in particolare in funzione dell’elaborazione di metodi e criteri che permettano di descrivere uno sviluppo sostenibile dei trasporti. Le Parti contraenti provvedono affinché i risultati delle ricerche condotte a livello nazionale e dell’osservazione sistematica siano raccolti in un sistema comune di osservazione e informazione permanenti e resi accessibili al pubblico nel quadro istituzionale vigente. Le Parti contraenti sostengono i progetti pilota operativi tesi all’attuazione di programmi e tecnologie sostenibili per il settore dei trasporti. Le Parti contraenti sostengono le analisi sull’applicabilità dei metodi di valutazione ambientale strategica e intermodale.

Protocollo Trasporti

Capitolo III

Articolo 19 Formazione ed informazione dell’opinione pubblica Le Parti contraenti promuovono la formazione e l’aggiornamento, nonché l’informazione dell’opinione pubblica in relazione agli obiettivi, alle misure e all’attuazione del presente Protocollo.

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Capitolo IV

Articolo 22

Controllo e valutazione

Valutazione dell’efficacia delle ­disposizioni

Articolo 20

1. Le Parti contraenti esaminano e valutano, ad intervalli regolari, l’efficacia delle disposizioni contenute nel presente Protocollo. Per quanto necessario al conseguimento degli obiettivi del presente Protocollo, esse prendono in considerazione la possibilità di adottare modifiche appropriate del Protocollo medesimo. 2. A questa valutazione partecipano gli enti territoriali, nel quadro istituzionale vigente. Possono essere sentite le organizzazioni non governative attive nel campo specifico.

Attuazione Le Parti contraenti si impegnano a garantire l’attuazione del presente Protocollo mediante misure adeguate nel quadro istituzionale vigente.

Articolo 21 Controllo del rispetto degli obblighi 1. Le Parti contraenti presentano regolarmente al Comitato permanente un resoconto sulle misure adottate in base al presente Protocollo. Nel resoconto è indicata l’efficacia delle misure adottate. La Conferenza delle Alpi stabilisce la periodicità dei resoconti. 2. Il Comitato permanente esamina i resoconti al fine di verificare se le Parti contraenti hanno assolto gli obblighi derivanti dal presente Protocollo. Esso può chiedere anche ulteriori informazioni alle Parti contraenti interessate o assumere informazioni da altre fonti. 3. Il Comitato permanente redige un resoconto per la Conferenza delle Alpi sul rispetto da parte delle Parti contraenti degli obblighi derivanti dal presente Protocollo. 4. La Conferenza delle Alpi prende atto di questo resoconto. Qualora essa constati un mancato adempimento degli obblighi, può adottare raccomandazioni.

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Capitolo V Disposizioni finali Articolo 23 Corrispondenza tra la Convenzione delle Alpi e il Protocollo 1. Il presente Protocollo costituisce un Protocollo della Convenzione delle Alpi ai sensi dell’articolo 2 e degli altri articoli pertinenti della stessa Convenzione. 2. Possono divenire Parti contraenti del presente Protocollo esclusivamente le Parti contraenti della Convenzione delle Alpi. Ogni denuncia della Convenzione delle Alpi vale anche come denuncia del presente Protocollo.


ente del Protocollo medesimo diventa Parte contraente del Protocollo così emendato.

Articolo 25

Articolo 24

Notifiche

Firma e ratifica

In merito al presente Protocollo il Depositario notifica a ciascuno Stato nominato nel preambolo e alla Comunità europea: a) ciascun atto di firma; b) ciascun deposito di uno strumento di ratifica, accettazione o approvazione; c) ciascuna data di entrata in vigore del presente Protocollo; d) ciascuna dichiarazione rilasciata da una Parte contraente o firmataria; e) ciascuna denuncia notificata da una Parte contraente, con la data della sua efficacia.

1. Il presente Protocollo è depositato per la firma da parte degli Stati firmatari della Convenzione delle Alpi e della Comunità europea, il 31 ottobre 2000 nonché a partire dal 6 novembre 2000 presso la Repubblica d’Austria quale depositario. 2. Il presente Protocollo entra in vigore per le Parti contraenti che hanno espresso il proprio consenso ad essere vincolate dallo stesso Protocollo, tre mesi dopo il giorno in cui tre Stati avranno depositato il loro strumento di ratifica, accettazione o approvazione. 3. Per le Parti contraenti che esprimeranno successivamente il proprio consenso ad essere vincolate dal presente Protocollo, esso entrerà in vigore tre mesi dopo il giorno del deposito dello strumento di ratifica, accettazione o approvazione. In seguito all’entrata in vigore di un emendamento del presente Protocollo, ogni nuova Parte contra-

Protocollo Trasporti

3. Quando la Conferenza delle Alpi delibera su questioni concernenti il presente Protocollo, solo le Parti contraenti dello stesso Protocollo hanno diritto di voto in merito.

In fede di ciò, il presente Protocollo è stato sottoscritto dai firmatari debitamente autorizzati. Fatto a Lucerna, il 31 ottobre 2000, in lingua francese, italiana, slovena e tedesca, laddove ciascuno dei quattro testi fa egualmente fede, in un originale depositato presso l’Archivio di Stato della Repubblica d’Austria. Il Depositario trasmette ­copie certificate alle Parti firmatarie.

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Protocollo Composizione delle controversie

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Protocollo Composizione delle controversie

Convenzione delle Alpi

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Preambolo La Repubblica d’Austria, la Repubblica Francese, la Repubblica Federale di Germania, la Repubblica Italiana, il Principato di Liechtenstein, il Principato di Monaco, la Repubblica di Slovenia, la Confederazione Svizzera, nonché la Comunità Europea, Parti contraenti della Convenzione per la Protezione delle Alpi (Convenzione delle Alpi), nel comune intento di elaborare una procedura efficace di consultazione e di composizione delle controversie per la Convenzione delle Alpi e per i relativi Proto­ colli, hanno convenuto quanto segue:

Articolo 1 In caso di controversia tra Parti contraenti, relativa all’interpretazione oppure all’applicazione della Convenzione delle Alpi o di un Protocollo ad essa attinente, le Parti contraenti aspirano in prima istanza ad una composizione ricorrendo al sistema delle consultazioni.

Articolo 2 Qualora, a seguito di invito a ricorrere a procedure di consultazione, inviato per iscritto da una delle Parti interessate, non

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si giungesse ad alcun accordo in merito ad una controversia entro un periodo di 6 mesi, una delle Parti interessate potrà intentare una procedura arbitrale, mediante comunicazione scritta inviata all’altra Parte ed alla Presidenza della Conferenza delle Alpi, al fine di comporre la controversia conformemente a quanto stabilito dalle relative disposizioni in merito. La Presidenza informerà immediatamente tutte le Parti contraenti.

Articolo 3 Per dar seguito ad una procedura arbitrale ai sensi dell’articolo 2, il tribunale arbitrale composto da tre membri verrà formato come segue: a) Ogni Parte contendente designa un membro del tribunale arbitrale. Qualora una delle Parti contendenti non dovesse designare un membro entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione di cui all’articolo 2 da parte della Presidenza, sarà il Segretario Generale della Corte Arbitrale Permanente con sede all’Aia a procedere entro i successivi 30 giorni a detta designazione su invito dell’altra Parte contendente. b) Il Presidente del tribunale arbitrale verrà nominato di comune accordo dai due membri designati ai sensi della lettera a). Qualora entro 120 giorni dal ricevimento della comunicazione di cui all’articolo 2 da parte della Presidenza non si dovesse giungere ad alcun accordo, sarà il Segretario Generale della Corte Arbitrale Permanente con sede all’Aia a procedere a tale designazione entro ulteriori 30 giorni su invito di una delle Parti contendenti.


Articolo 4 1. Ogni Parte contraente ha la facoltà di comunicare al tribunale arbitrale il proprio parere riguardo alla controversia. 2. Quando una Parte contraente reputi avere un interesse d’ordine giuridico nei confronti dell’oggetto della controversia, può chiedere al tribunale arbitrale di essere ammessa ad intervenire in causa.

Articolo 5 A meno che le Parti contendenti non decidano diversamente, il tribunale arbitrale determinerà il suo Regolamento interno.

Articolo 6 Le Parti contendenti si astengono dall’adottare qualsivoglia provvedimento che potrebbe compromettere o pregiudicare il lodo del tribunale arbitrale. Su richiesta di una delle Parti contendenti, il tribunale arbitrale ha il potere di indicare le misure cautelari che debbono essere prese a salvaguardia dei diritti rispettivi di ciascuna Parte contendente.

Articolo 7 A meno che le Parti contendenti non abbiano convenuto diversamente, il tribunale arbitrale provvederà alla definizione della lingua o delle lingue ufficiali della Convenzione delle Alpi che andranno utilizzate nell’ambito della procedura.

Articolo 8 1. Le Parti contendenti agevoleranno il lavoro del tribunale arbitrale e, in particolare, utilizzando ogni mezzo a loro disposizione: a) forniranno al tribunale tutti i documenti e le informazioni pertinenti e b) permetteranno al tribunale, se necessario, di convocare testimoni o esperti e di ricevere la loro testimonianza. 2. Tutti i documenti e le informazioni che verranno sottoposti all’attenzione del tribunale arbitrale da una delle Parti contendenti, dovranno, dalla stessa, essere contemporaneamente portati a conoscenza anche dell’altra Parte contendente.

Protocollo Composizione delle controversie

c) Una volta nominati, i membri del tribunale arbitrale potranno essere destituiti soltanto previo comune accordo tra le Parti contendenti. d) I posti divenuti vacanti verranno assegnati secondo le modalità prescritte per la designazione iniziale.

Articolo 9 Il tribunale pronuncia il suo lodo in conformità con il diritto internazionale e le disposizioni della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli.

Articolo 10 L’assenza di una Parte o la sua mancanza di difesa non costituirà un ostacolo allo Segnali alpini 1

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svolgimento del procedimento. Prima di pronunciare il lodo definitivo, il tribunale arbitrale deve accertarsi che la domanda sia fondata sia per quanto riguarda il merito che da un punto di vista giuridico.

Presidenza della Conferenza delle Alpi. La Presidenza inoltra a sua volta il lodo alle Parti contraenti ed agli osservatori ai sensi dell’articolo 5, quinto comma, della Convenzione delle Alpi.

Articolo 11

Articolo 15

Il tribunale arbitrale pronuncerà il suo lodo definitivo entro 6 mesi dalla data alla quale è interamente costituito, a meno che non ritenga necessario prorogare il termine per un periodo al massimo di 6 mesi.

1. La denuncia del presente Protocollo è ammissibile soltanto contemporaneamente alla denuncia della Convenzione delle Alpi. 2. Il presente Protocollo, tuttavia, continua ad applicarsi alla Parte denunciante per quanto riguarda i procedimenti in corso alla data dell’efficacia della denuncia. Tali procedimenti proseguono fino alla loro conclusione.

Articolo 12 Sia per quanto riguarda le questioni giuridiche inerenti alla procedura che gli aspetti di merito, il tribunale arbitrale decide a maggioranza dei propri membri. Il lodo è definitivo e vincolante per le Parti contendenti. Il tribunale arbitrale deve rendere note le motivazioni che hanno originato il lodo stesso. Le Parti contendenti danno tempestiva esecuzione al lodo.

Articolo 13 A meno che il tribunale arbitrale non decida diversamente, a causa di particolari circostanze della fattispecie, le spese di tribunale, compresi gli emolumenti dei suoi membri, saranno a carico, in parti uguali, delle Parti contendenti.

Articolo 14 Il Presidente del tribunale arbitrale comunica il lodo alle Parti contendenti ed alla

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Articolo 16 1. Il presente Protocollo è depositato per la firma da parte delle Parti contraenti della Convenzione delle Alpi e la ­Comunità Europea il 31 ottobre 2000 nonché dal 6 novembre 2000 presso la Repubblica d’Austria quale ­Depositario. 2. Il presente Protocollo entra in vigore per le Parti contraenti che hanno espresso il proprio consenso ad essere vincolate dal Protocollo, tre mesi dopo il giorno in cui tre Stati avranno depositato il loro strumento di ratifica, accettazione o approvazione. 3. Per le Parti contraenti che esprimeranno successivamente il proprio consenso ad essere vincolate dal presente Protocollo, esso entrerà in vigore tre mesi dopo il giorno del deposito dello strumento di ratifica, accettazione o


Articolo 17 Il Depositario notifica a ciascuno Stato nominato nel preambolo e alla Comunità Europea in relazione al presente Protocollo: a) ciascun atto di firma; b) ciascun deposito di uno strumento di ratifica, accettazione o approvazione; c) ciascuna data di entrata in vigore;

d) ciascuna dichiarazione rilasciata da una Parte contraente o firmataria; e) ciascuna denuncia notificata da una Parte contraente, con la data della sua efficacia. In fede di ciò, il presente Protocollo è stato sottoscritto dai firmatari debitamente autorizzati. Fatto a Lucerna, il 31 ottobre 2000, in lingua francese, italiana, slovena e tedesca, laddove ciascuno dei quattro testi fa egualmente fede, in un originale depositato presso l’Archivio di Stato Austriaco. Il Depositario trasmette copie certificate conformi alle Parti firmatarie.

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Protocollo Composizione delle controversie

approvazione. In seguito all’entrata in vigore di una modifica del presente Protocollo, ogni nuova Parte contraente del Protocollo medesimo diventa Parte contraente dello stesso Protocollo modificato.

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Dichiarazione

Dichiarazione Popolazione e cultura

Popolazione e cultura

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Preambolo

namenti statali vigenti e delle risorse disponibili:

I Ministri delle Parti contraenti della Convenzione delle Alpi 

Capitolo I

convinti che il valore dello spazio alpino risieda nella sua multiforme varietà, mirano a conservare e promuovere la diversità culturale nelle Alpi, nonché a favorire il dialogo interculturale e l’avvicinamento delle comunità, ritengono che solo una politica orientata alle esigenze, alle aspettative e alle idee delle persone può far sì che le popolazioni si identifichino con i contenuti della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli, considerano il diritto delle popolazioni alpine di vivere e operare nelle Alpi, e di godere di pari opportunità all’interno delle Alpi e rispetto alla popolazione dei territori extra-alpini, come un orientamento fondamentale del loro agire politico, consapevoli dell’effetto dei cambiamenti demografici sulle condizioni di vita e di lavoro nello spazio alpino, si impegnano sui seguenti principi e obiettivi, da attuare mediante misure indicate a titolo non esaustivo nell’allegato alla presente dichiarazione, nell’ambito degli ordi-

Coscienza di comunità e identità 1. Affermazione della comune responsabilità della popolazione alpina ed extra-alpina e di tutti i livelli politico-decisionali nella conservazione delle peculiarità culturali dello spazio di vita alpino e in particolare nel rafforzamento della coscienza di comunità e dell’identità della popolazione residente. Cooperazione alpina ed extra - alpina 2. Promozione della comprensione linguistica, del dialogo, della cooperazione e dello scambio di conoscenze nell’arco alpino nonché tra la popolazione alpina ed extra-alpina, quali strumenti per il potenziamento della comprensione e del rispetto reciproci.

Dichiarazione Popolazione e cultura

attribuiscono agli aspetti socio economici e socio culturali indicati all’art 2, comma 2, lettera a della Convenzione delle Alpi, un’importanza centrale per l’attuazione di una politica globale per la protezione e lo sviluppo sostenibile dello spazio alpino,

Coscienza di comunità e cooperazione

3. Rafforzamento di uno sviluppo regionale sostenibile tramite la cooperazione e lo scambio di esperienze tra le diverse comunità culturali delle Alpi e con altri territori montani del mondo. Trasparenza e partecipazione Riconoscimento dell’importante ruolo della società civile nell’impegno per lo sviluppo sostenibile dello spazio alpino e promozione della massima trasparenza nei rapporti tra la pubblica amministrazione e Segnali alpini 1

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la popolazione nonché della partecipazione della popolazione alle decisioni pubbliche che interessano la società.

Capitolo II Diversità culturale Patrimonio culturale materiale e immateriale 1. Studio, conservazione e sviluppo del patrimonio culturale materiale e immateriale e dei saperi tramandati, in particolare per quanto riguarda le forme di strutturazione del paesaggio e il patrimonio architettonico e storico-artistico, compresi i metodi di lavoro tradizionali impiegati nella produzione agricola, forestale, artigianale e industriale. 2. Sostegno della cultura moderna nonché tutela e sviluppo delle tradizioni regionali e locali in materia di forme espressive e rappresentative (usi, letteratura, musica, ballo, teatro, forme di comunicazione ecc.). Pluralismo linguistico 3. Miglioramento delle condizioni quadro necessarie affinché il pluralismo linguistico nell’arco alpino possa essere tutelato e promosso, tenendo in particolare considerazione le comunità linguistiche e culturali tradizionali. 4. Riconoscimento dell’importanza e del valore del patrimonio toponomastico dell’arco alpino anche alla luce della sua rilevanza storico-culturale, e della sua valorizzazione.

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Produzione artistica creativa 5. Sostegno della produzione artistica in tutte le sue forme d’espressione e della trattazione di tematiche specifiche delle Alpi.

Capitolo III Spazio di vita, qualità della vita e pari opportunità Condizioni e strutture insediative 1. Mantenimento e modernizzazione delle strutture insediative esistenti, e sviluppo di condizioni insediative basate sul principio della sostenibilità, che tengano conto delle specificità territoriali. Servizi essenziali di interesse generale e di base 2. Mantenimento, garanzia e sviluppo della fornitura decentrata di servizi essenziali di interesse generale e di base. Istruzione scolastica, formazione e aggiornamento professionale nonché educazione degli adulti 3. Mantenimento e sviluppo di un’offerta adeguata di istruzione scolastica, di formazione e aggiornamento professionale, nonché di appropriati programmi di formazione degli adulti, a livello locale e regionale, tenendo in considerazione gli aspetti specificatamente alpini in tutti gli ambiti formativo-educativi.


Offerta ricreativa

Occupazione

4. Mantenimento di una diversificata offerta culturale e, nella misura del possibile, di un’offerta ricreativa adeguata per la popolazione locale durante tutto l’anno.

3. Creazione di condizioni quadro di riferimento per un’offerta sufficiente ed attrattiva di posti di lavoro, e, nei casi appropriati, di forme miste di reddito.

Comunicazione e informazione

Capitolo IV Ruolo delle città e dei territori rurali Rapporto tra città ed aree limitrofe

7. Sostegno della comprensione reciproca e del dialogo nella vita quotidiana delle diverse comunità dell’arco alpino.

1. Riconoscimento dell’importanza delle città intra-alpine, soprattutto per quanto riguarda la loro funzione di centri di prestazioni sovracomunali sociali, culturali ed economiche, in interazione con le loro aree limitrofe.

Capitolo IV

Rapporti tra città alpine ed extra - alpine

Vita di comunità

Spazio economico Sviluppo regionale 1. Attuazione di una politica regionale specifica, che consenta uno sviluppo territoriale equilibrato, diversificato ed endogeno, mediante l’uso sostenibile dei potenziali locali e nonché tramite il ricorso a nuove tecnologie che siano nel contempo ecosostenibili e sociocompatibili. Filiere economiche 2. Rafforzamento e sviluppo delle filiere economiche per promuovere i prodotti e i servizi locali e regionali.

2. Creazione ed ampliamento dei rapporti tra città dell’arco alpino e città e metropoli extra-alpine, al fine di garantire i legami e lo scambio d’informazioni tra la popolazione alpina e i centri economici, scientifici e culturali extra-alpini.

Dichiarazione Popolazione e cultura

Mantenimento e promozione di una pluralità dei media, quale strumento essenziale per la salvaguardia delle peculiarità culturali dell’arco alpino. Accesso facilitato della popolazione dell’arco alpino a mezzi e tecnologie di comunicazione moderni.

Ruolo dei territori rurali 3. Riconoscimento dell’importanza dei territori rurali alpini quali luoghi naturali, economici e culturali con caratteristiche di molteplicità, eterogeneità ed indipendenza, e promozione di strategie integrate che siano adeguate alle loro potenzialità.

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Dichiarazione Popolazione e Cultura – Allegato

Misure in ambito di Trasparenza e partecipazione

I. Coscienza di comunità e cooperazione

• Promozione della formazione e dell’aggiornamento degli organi decisionali sul tema della partecipazione e della mediazione • Sostegno ai processi dell’Agenda 21 locale

Misure in ambito di Coscienza di comunità e identità • Sostegno alle organizzazioni impegnate nella trasmissione di questi valori • Promozione e ulteriore sviluppo dei partenariati tra gli enti locali e regionali nelle Alpi • Attività mirate a consentire l’accesso della popolazione ai saperi storici, culturali economici ed ambientali dello spazio di vita alpino • Programmi d’informazione e formazione sulla Convenzione delle Alpi ed i suoi Protocolli Misure in ambito di Cooperazione alpina ed extra - alpina • Creazione o consolidamento e sviluppo delle reti di cooperazione transfrontaliera e interregionale • Attività mirate alla reciproca conoscenza nonché allo scambio d’informazioni e alla condivisione di esperienze, rispetto a specifiche tematiche • Svolgimento di manifestazioni, mostre, pubblicazioni, produzioni cinematografiche e lavori di ricerca • Creazione e diffusione di pubblicazioni plurilingue nelle lingue dell’arco alpino • Progetti nell’ambito dei partenariati montani internazionali • Programmi e progetti di scambio transfrontaliero intralpino, transalpino e internazionale

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Segnali alpini 1

II. Diversità culturale Misure in ambito di Patrimonio culturale materiale e immateriale • Realizzazione e ampliamento di centri locali di documentazione del patrimonio naturale, culturale materiale ed immateriale, e la loro messa in rete • Conservazione e recupero di strutture ed edifici di valore storico-architettonico • Offerte di formazione professionale per la trasmissione delle tecnologie artigianali storiche dello spazio alpino • Sostegno a forme innovative del lavoro e dell’espressione culturale • Programmi e progetti d’informazione e formazione (corsi, concorsi, laboratori sperimentali, ecc) per la trasmissione dei saperi tramandati e delle tradizioni • Promozione della cooperazione di musei privati o pubblici, di istituti di formazione e di soggetti privati Misure in ambito di Pluralismo linguistico • Promozione mirata delle lingue dell’arco alpino, in particolare delle lingue locali, inclusi i dialetti, nelle attività scolastiche


• Progetti per lo sviluppo e l’acquisizione di conoscenza del territorio attraverso lo studio e l’utilizzo della toponomastica • Sviluppo, presso i comuni o centri minori, di cartellonistica esplicativa dei principali o più significativi toponimi di una determinata area. Misure in ambito di Produzione artistica creativa • Organizzazione di mostre ed eventi di carattere artistico • Pubblicazione di bandi di concorso per la realizzazione, di marchi, logotipi, “corporate design” per le amministrazioni locali, le aziende e le imprese alpine • Svolgimento di corsi e laboratori d’arte su temi di carattere specificamente alpino • Progetti ed iniziative per l’utilizzo in campo artistico delle materie prime locali dello spazio alpino

III. Spazio di vita, qualità della vita e pari opportunità Misure in ambito di Condizioni e strutture insediative • Assunzione dei principi della sostenibilità per la progettazione e la realizzazione di manufatti edilizi • Programmi di formazione e aggiornamento, relativamente ai temi del costruire sostenibile, destinati ai tecnici del settore edilizio e alle autorità preposte • Eventi ed iniziative destinate al pubblico per informare e sensibilizzare sui temi dell’edilizia sostenibile e dell’uso sostenibile delle risorse Misure in ambito di Servizi essenziali di interesse generale e di base • Misure atte a favorire una migliore distribuzione territoriale dei servizi di prima necessità • Mantenimento in loco di servizi, grazie all’utilizzo polifunzionale delle strutture esistenti • Ripristino e potenziamento dell’offerta di trasporto pubblico

Dichiarazione Popolazione e cultura

• Formazione ed aggiornamento professionale degli insegnanti • Fornitura degli strumenti didattici necessari • Promozione della diversità linguistica e del plurilinguismo, nonché dell’integrazione linguistica dei migranti • Istituzione di partenariati fra scuole di regioni linguistiche diverse • Manifestazioni culturali, in particolare musicali, letterarie e/o teatrali nelle lingue locali, corsi di lingua, mezzi di stampa e media elettronici.

Misure in ambito di Istruzione scolastica, formazione e aggiornamento professionale nonché educazione degli adulti • Disponibilità di un’offerta adeguata d’istituzioni formative, inclusi i relativi strumenti didattici e le tecnologie pertinenti; • Offerta di corsi nell’ambito della formazione degli adulti • Promozione di partenariati scolastici

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Misure in ambito di Offerta ricreativa

IV. Spazio economico

• Disponibilità di adeguate offerte e strutture ricreative che tengano conto in particolare delle esigenze e domande della popolazione e delle specificità regionali • Maggiore sostegno alle associazioni culturali e sportive locali, • Costruzione, manutenzione e rinnovamento di impianti per le attività culturali e sportive purché sussistano le condizioni di compatibilità sociale ed ambientale • Promozione delle attività culturali e sportive a favore dei giovani

Misure in ambito di Sviluppo regionale

Misure in ambito di Comunicazione e informazione • Disponibilità di mezzi di comunicazione anche nelle aree più remote delle regioni grazie a fornitori pubblici • Promozione della comunicazione e dell’informazione nelle lingue regionali • Creazione delle condizioni quadro per un’offerta di mezzi di stampa nelle lingue regionali • Promozione dell’informazione su temi dello spazio di vita alpino Misure in ambito di Vita di comunità • Mantenimento e promozione di luoghi di aggregazione • Promozione di progetti di collaborazione e di scambio • Valorizzazione delle azioni di volontariato ed aiuto reciproco

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Segnali alpini 1

• Misure specifiche, volte al rafforzamento economico delle aree montane in tutte le politiche settoriali • Rafforzamento d’iniziative atte a favorire uno sviluppo delle attività turistiche compatibile con le specificità sociali, culturali e ambientali • Promozione di una politica regionale orientata ai bisogni specifici delle aree montane • Programmi di promozioni economiche per giovani • Promozione di uno sviluppo regionale che miri ad una maggiore cooperazione tra i settori dell’agricoltura, della silvicoltura, del commercio e del turismo nonché di altri settori economici Misure in ambito di Filiere economiche • Sviluppo e consolidamento di marchi, standard di qualità, e sistemi regionali per la certificazione di qualità dei prodotti e dei servizi dell’arco alpino • Sostegno della commercializzazione di prodotti locali e regionali • Promozione di iniziative di formazione permanente nel settore Misure in ambito di Occupazione • Promozione di investimenti pubblici/privati sostenibili per lo sviluppo di attività destinate a creare posti di lavoro, in modo particolare, per personale altamente qualificato • Promozione di condizioni quadro per il raggiungimento di un reddito adeguato


V. Ruolo delle città e dei territori rurali Misure in ambito di Rapporto tra città ed aree limitrofe • Iniziative tese a rafforzare la consapevolezza tra gli abitanti dei centri urbani e delle zone rurali per una comune responsabilità - anche delle future generazioni - nei confronti del patrimonio culturale e naturale. • Iniziative di collaborazione fra città e fra città e comuni limitrofi nel quadro dello scambio reciproco di esperienze e di progetti sovracomunali di sviluppo a livello nazionale e transnazionale che perseguano obiettivi conformi alla Convenzione delle Alpi di natura ambientale, produttiva e insediativa • Iniziative di tipo didattico e informativo mirate alla prevenzione e alla soluzione dei conflitti derivanti dagli usi del territorio

Misure in ambito di Ruolo dei territori rurali • Garanzia e sostegno della cooperazione e dello scambio di esperienze tra le zone rurali • Sviluppo di strategie politiche per lo sfruttamento delle potenzialità endogene e delle sinergie nonché di ambienti regionali creativi. • Garanzia di pari accesso alle infrastrutture e agli strumenti d’informazione e conoscenza al fine di rafforzare le aree rurali nell’ambito della concorrenza tra località

Dichiarazione Popolazione e cultura

• Miglioramento della tutela sociale, in particolare, per i lavoratori e le lavoratrici stagionali

Misure in ambito di Rapporti tra città alpine ed extra - alpine • Accordi su base volontaria fra gli enti territoriali alpini e le istituzioni esterne all’arco alpino • Programmi incentrati su specifiche tematiche per lo scambio e le visite di studenti, studentesse e giovani nell’ambito di partenariati tra città alpine ed extra - alpine • Partenariati tra città e comuni intra - alpini e extra - alpini volti allo scambio di informazioni e alla presentazione di best practices Segnali alpini 1

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Dichiarazione

Dichiarazione sui cambiamenti climatici

sui cambiamenti climatici

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Preambolo La Conferenza delle Alpi riallacciandosi alla decisione dell’VIII Conferenza delle Alpi in materia di pericoli naturali;  constata con preoccupazione che il globale cambiamento climatico determina effetti particolarmente marcati sul territorio alpino. L’aumento medio della temperatura dal periodo preindustriale risulta in quest’area nettamente superiore alla media e già oggi si manifesta attraverso l’incremento dei pericoli naturali o è visibile nel progressivo scioglimento dei ghiacciai e del permafrost; stabilisce che, in base agli scenari climatici forniti dalla comunità scientifica internazionale, entro il 2100, si assisterà a notevoli trasformazioni climatiche nell’arco alpino; richiede insistentemente l’attuazione a livello mondiale della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici e del Protocollo di Kyoto nonché la definizione di ambiziosi obiettivi di riduzione dei gas serra per il periodo successivo al 2012, in vista della necessaria stabilizzazione delle concentrazioni di gas serra nell’atmosfera a livelli che impediscano un pericoloso turbamento antropogeno del clima e consentano ai sensi delle conclusioni della Presidenza alla seduta del Consiglio Europeo del 22/23 marzo 2005 di limitare l’innalzamento della temperatura globale della terra su valori non superiori ai 2° C rispetto al periodo preindustriale;

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Segnali alpini 1

alla luce del futuro progressivo cambiamento climatico, avverte che occorre sviluppare, per l’arco alpino, idonee strategie e attività di adattamento alle conseguenze, derivanti dai cambiamenti climatici, che tengano conto del Programma quinquennale di lavoro sugli impatti, vulnerabilità ed adattamento al cambiamento climatico della Convenzione Quadro ONU sui Cambiamenti Climatici e del Programma europeo sul cambiamento climatico (ECCP), che siano orientate anche su singoli settori e comprendano le peculiarità, le esigenze e le capacità di adeguamento delle regioni; è del parere che occorra compiere degli sforzi per promuovere iniziative internazionali di ricerca che consentano una ­migliore comprensione degli effetti del cambiamento climatico nel territorio alpino (tra l’altro sull’uso del suolo, sul cambiamento dell’uso del suolo, sul bilancio idrico con il previsto ripetersi di precipitazioni estreme e periodi di siccità, nonché le conseguenze per la vitalità delle foreste montane), creando le basi per definire e attuare efficaci strategie di adattamento che, attraverso opportuni “Programmi di Capacity” sostenuti insieme, si possano trasferire ad altre regioni montane del mondo con problematiche analoghe; invita gli Stati alpini e la CE ad attuare, nell’ambito delle politiche nazionali e nella generale politica alpina, le seguenti raccomandazioni, volte a prevenire il progredire dei cambiamenti climatici e ad adeguarvisi: prevenzione di un ulteriore progressivo cambiamento climatico mediante opportune misure di riduzione delle emissioni di


- il miglioramento dell’efficienza energetica e lo sfruttamento delle potenzialità di risparmio energetico esistenti; - un maggiore utilizzo concreto delle materie prime locali (es. il legno) e delle energie rinnovabili sul territorio alpino; - la promozione di un'edilizia a risparmio energetico e della ristrutturazione degli edifici a scopo di risparmio energetico; - una pianificazione dei trasporti, degli insediamenti e del paesaggio compatibile con l’ambiente e misure per uno sviluppo ecologicamente sostenibile dei trasporti su strada; - la promozione di metodi di coltivazione agricola minimizzante l’emissione di gas serra, compresa l’agricoltura biologica; - la promozione di una gestione sostenibile delle foreste.

adeguamento agli effetti dei cambiamenti climatici mediante lo sviluppo di strategie concrete d’integrazione delle misure di adattamento nelle politiche settoriali, la creazione di condizioni organizzative, giuridiche e finanziarie, l’attuazione di misure nuove o l’intensificazione di misure innovative, la formazione di una coscienza ambientale e una ricerca mirata, in particolare - la rapida elaborazione di proposte di idonee e innovative misure in settori economici particolarmente colpiti, quali l’agricoltura, l’economia forestale, il turismo e i trasporti; - la gestione integrata dei rischi, volta a prevenire e reagire al previsto aumento dei pericoli naturali;

- la garanzia di uno sfruttamento del suolo adeguato al potenziale di rischio dovuto ai pericoli naturali e allo spostamento delle zone di vegetazione e la definizione di misure di pianificazione territoriale volte a ridurre il potenziale di rischio e di danno; - indagini volte a stimare le possibili ripercussioni delle misure di adattamento pianificate sul sistema “Alpi” e sulle persone che vi dimorano; - sistemi di allarme, pianificazione delle emergenze e gestione integrata, e all’occorrenza transfrontaliera, delle catastrofi, adattamento ai grandi eventi e ideazione di soluzioni di indennizzo dei danni per i grandi rischi; - la promozione della conoscenza e della coscienza dei pericoli mediante l’informazione e la partecipazione della popolazione (trasformare le popolazioni colpite in popolazioni interessate); - la protezione e il risanamento delle foreste montane al fine di proteggere il terreno e di migliorare la protezione contro i pericoli naturali alpini, l’intensificazione dell’impegno per la salvaguardia, la cura e, ove necessario, il risanamento delle foreste protette in montagna; - strategie di adattamento alle variazioni del bilancio idrico con il ripetersi di precipitazioni estreme e periodi di siccità e di soluzione dei conflitti emergenti nell’ambito dell’utilizzo dell’acqua; - lo scambio di informazioni circa le strategie e le misure di adeguamento e le conoscenze degli effetti dei cambiamenti climatici sul territorio alpino e per la relativa attuazione;

Dichiarazione sui cambiamenti climatici

gas serra e di promozione dell’assorbimento di gas serra, in particolare attraverso

sottolinea che gli organi della Convenzione delle Alpi, in collaborazione con i propri partner, terranno conto delle problematiSegnali alpini 1

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che delle cause e delle conseguenze dei cambiamenti climatici in tutte le loro azioni. In particolare, la Conferenza delle Alpi intraprende su questo tema due iniziative a lungo termine: - La Piattaforma Pericoli naturali si occupa nell’ambito del suo mandato degli effetti dei cambiamenti climatici sulla

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Segnali alpini 1

sicurezza delle persone, degli insediamenti e delle infrastrutture. - Nel quadro dell’attuazione del Programma di lavoro pluriennale e della relativa agenda di ricerca, elaborata dall’ISCAR, si attribuirà una particolare priorità al tema Global Change e alle possibilità di adattamento agli effetti sul bilancio idrico.


"Fare delle Alpi un territorio esemplare nell’ambito della prevenzione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici”

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Piano d’azione sul cambiamento climatico nelle Alpi

Piano d’azione sul cambiamento climatico nelle Alpi

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Preambolo Le Alpi sono particolarmente sensibili ai cambiamenti climatici. Il rapporto dell’OCSE intitolato “Cambiamenti climatici nelle Alpi europee – Adattare il turismo invernale e la gestione dei rischi naturali” lo conferma: gli effetti del riscaldamento climatico sono qui tre volte superiori rispetto alla media mondiale. Questi effetti intervengono inoltre in una zona densamente popolata (14 milioni di abitanti su quasi 200.000 km2) e molto turistica, il che giustifica uno sforzo particolare. Nei confronti dei cambiamenti climatici, i massicci montuosi con la loro concentrazione di riserve idriche ed il patrimonio di biodiversità che custodiscono hanno un ruolo particolare da svolgere nei confronti degli altri territori. La loro salvaguardia di conseguenza riveste un’importanza sovranazionale. Le regioni alpine possono contribuire allo sforzo collettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra ricercando soluzioni adeguate tese ad affrontare alcune problematiche specifiche che le riguardano, in particolare in materia di trasporti, efficienza energetica degli edifici, turismo, agricoltura ed acqua. Il piano d'azione, in applicazione della Dichiarazione ministeriale di Alpbach, si basa sugli impegni collettivi assunti dai paesi dell'arco alpino nell'ambito della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici e del Protocollo di Kyoto. Si inserisce nelle discussioni in corso ai fini di un accordo globale ambizioso su un regime «  post2012 » e prende in debito conto gli impe-

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Segnali alpini 1

gni che l'Unione europea ha registrato in tal senso. Il suo obiettivo è andare oltre tale quadro generale per proporre misure concrete, specifiche alle Alpi, privilegiando – sia in materia di mitigazione che di adattamento – le tematiche e le misure che potrebbero essere oggetto di cooperazioni regionali nell'ambito della Convenzione delle Alpi e considerando le azioni già intraprese a livello nazionale, regionale e locale. Il piano d’azione clima contribuisce allo stesso tempo allo sforzo globale di riduzione dei gas a effetto serra nell’ambito degli impegni internazionali assunti dagli Stati Parte e alla qualità di vita delle popolazioni alpine sia nel presente che per le generazioni future. Questo piano viene ad integrare la piena e integrale attuazione dei Protocolli della Convenzione delle Alpi a cura delle Parti contraenti. La lotta contro gli effetti dei cambiamenti climatici non può infatti essere disgiunta da una reale politica di sviluppo sostenibile. È opportuno ribadire a tale scopo che un certo numero di misure proposte nel piano d’azione concretizzano disposizioni già previste nei diversi Protocolli. Le misure raccomandate a titolo esemplificativo si rivolgono ad una molteplicità di soggetti: pubblici – a livello locale, regionale o nazionale – e privati, con l'intento di influenzare i comportamenti per fare fronte ai cambiamenti climatici. Il piano d’azione deve altresì tradursi in progetti comuni, favorire lo sviluppo di cooperazioni regionali concrete e privilegiare lo scambio di esperienze nonché favorire progetti di ricerca scientifica mirati.


Strategie di Mitigazione Le misure da adottare si inseriscono in una politica globale di pianificazione territoriale e di urbanistica. Il settore dei trasporti ed il consumo d'energia fossile dei nuclei famigliari – soprattutto per il riscaldamento degli edifici– presentano un forte potenziale di riduzione delle emissioni di CO2. In ambito alpino, il settore del turismo deve contribuire in modo non trascurabile all'impegno di riduzione delle emissioni in questi due settori. Viste le risorse forestali ed idriche di cui dispongono, nonché il potenziale in materia di energia solare, eolica e geotermica, le regioni alpine possono diventare esemplari in questo ambito, coprendo ampiamente il fabbisogno energetico mediante energie rinnovabili.

Misure nel settore della pianificazione territoriale e dell’urbanistica Obiettivi Assicurare una gestione in economia dello spazio, privilegiare la densificazione delle città Favorire un’urbanizzazione e soluzioni di pianificazione del territorio a bassa produzione di CO2 Misure  1. Favorire l'integrazione di criteri bio-climatici (esposizione al soleggiamento, ventilazione naturale, ecc) negli strumenti di pianificazione urbanistica, in special modo a livello comunale 2. collocare gli interventi di urbanizzazione in zone servite da trasporti pubblici poco inquinanti o non inquinanti 3. conservare gli spazi naturali (come pozzi di assorbimento del carbonio) Esempi di buone pratiche La Provincia autonoma di Trento (Italia) con il “Progetto Clima” ha costituito alcuni gruppi di lavoro per esaminare le problematiche connesse al cambiamento del clima nell'arco alpino e, sul suo territorio, in particolare: analisi e monitoraggio del clima, gestione delle risorse idriche, energia e industria, ambiente e pianificazione, gestione del turismo, informazione. Sono state predisposte delle linee-guida per la riduzione delle emission di CO2, sensibilizSegnali alpini 1

Piano d’azione sul cambiamento climatico nelle Alpi

La Conferenza delle Alpi garantirà la diffusione di queste misure, nonché la promozione delle "migliori pratiche" ad esse corrispondenti tenendo conto delle esigenze specifiche dei soggetti locali e valorizzando le loro competenze specifiche. Mobiliterà diversi gruppi di lavoro ed integrerà gli obiettivi del presente piano d’azione nel suo programma plurienale di lavoro. Ne assicurerà la promozione presso i soggetti istituzionali che contribuiscono alla sua attuazione, compresi i soggetti europei, affinché le decisioni prese dalla Conferenza delle Alpi siano formalmente tenute in considerazione.

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zando la popolazione e favorendo lo sviluppo di buone prassi in diversi ambiti di applicazione. L'elemento innovativo è dato dalla trattazione del problema delle emissioni di gas serra in maniera complessiva, tenendo conto di tutti i soggetti e i fattori coinvolti (politico, sociale, culturale, legislativo, energetico, della mobilità ecc.) Il Comune di Cavalese (Italia) sin dagli anni '90 prende in considerazione non solo misure finalizzate alla conservazione delle risorse naturali, ma anche di utilizzo di criteri bio-climatici (utilizzo di mappe solari, studio dei venti dominanti, ecc) per la scelta delle aree destinate a nuova edificazione al fine di massimizzare i benefici dell'irraggiamento naturale e contribuire così al risparmio di energia destinata al riscaldamento degli edifici (misura 1). Le iniziative di “Architettura verde” della Provincia Autonoma di Trento forniscono incentivi allo sviluppo della bioedilizia. Inoltre, la certificazione “CasaClima” prevista dalla Provincia Autonoma di Bolzano nell’Alto Adige (Italia) mira a coniugare risparmio, benessere abitativo e sostenibilità. Le categorie CasaClima permettono di identificare il grado di consumo energetico di un edificio. Le tre categorie “CasaClima Oro”, “CasaClima A” e “CasaClima B“ permettono di individuare il grado di consumo energetico di un edificio (ad esempio, meno di 10 kWh/m²a per la categoria “CasaClimaOro” (misure 1 e 2).

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Segnali alpini 1

Misure nel settore dell'energia: energia utilizzata ai fini del riscaldamento, un settore chiave in ambiente alpino Obiettivi ridurre in modo significativo le emissioni di CO2 promuovere l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili Misure  1. elaborare secondo modalità partecipative una politica energetica specifica per le Alpi al fine di fare emergere un consenso su una gestione futura sostenibile dell’energia nello spazio alpino 2. accrescere l'efficienza energetica degli edifici favorendo la ristrutturazione delle costruzioni esistenti ed assicurando la promozione delle case cosiddette "passive" 3. favorire, nel rispetto degli equilibri naturali e dei paesaggi, la produzione e l'utilizzo a livello locale, per il riscaldamento, di energie rinnovabili da parte dei privati e delle collettività, con l'impiego di tecnologie recenti ad alta efficienza che, nel caso della biomassa limitino le emissioni di inquinanti atmosferici. 4. diffondere le tecniche esistenti in materia di risparmio energetico privilegiando le risorse locali nell’ambito dell’edilizia, in particolare attraverso una migliore formazione degli operatori dell'edilizia montana (campagne di formazione, networking degli operatori dell’edilizia…)


Esempi di buone pratiche In Slovenia, vengono dati aiuti finanziari e sussidi alle famiglie e agli enti pubblici che utilizzano fonti di energia rinnovabili (caldaie a biomassa, collettori solari, pompe di calore per il riscaldamento). Inoltre, un’ordinanza sull’efficienza energetica precisa che in materia di riscaldamento e ventilazione degli edifici, il 25% dell’energia deve provenire da fonti rinnovabili (misure 1 e 2). Il Comune di Diex (Austria), grazie al fatto che l’irraggiamento solare nelle Alpi è maggiore di quanto non sia nelle aree circostanti, in particolare per l’assenza di nebbie, ha deciso di investire fortemente nel fotovoltaico (edilizia abitativa, segnaletica, pannelli informativi, illuminazione stradale) (misura 2). La Giunta municipale del Comune di Munderfing (Austria) ha adottato ed attuato e un sistema energetico modulare (biomassa, energia solare, energia eolica, energia idroelettrica e moduli di PR) che ha sviluppato insieme alla popolazione locale (misura 2). L’Energieinstitut del Voralberg (Austria) da 10 anni si adopera al fine di accrescere la sensibilità rispetto al tema dell’energia. Promuove attività e misure tese a migliorare l’efficienza energetica e l’utilizzo delle energie rinnovabili. Collabora con altri istituti a livello internazionale.

A Embrun (Francia), l’associazione «  Le Gabion » propone stage ai professionisti e privati per la costruzione o la ristrutturazione di un’abitazione, al fine di regolarne meglio il consumo energetico e di immettere meno gas inquinanti nell’atmosfera. Grazie a queste formazioni in bioedilizia ed in ristrutturazione del patrimonio edilizio, l'associazione valorizza i materiali locali e i relativi saperi tradizionali, in particolare l'ossatura in legno e paglia, la terra, la canapa, la pietra, il gesso e la calce (misure 2, 3 e 4).

Misure nel settore dei trasporti: promuovere il trasferimento verso modalità di trasporto più rispettose dell’ambiente e del clima Obiettivo ridurre in modo significativo le emissioni di CO2 dovute ai trasporti Misure  trasferire il più possibile i trasporti transalpini di merci e passeggeri verso modi di trasporto che producono meno CO2: dare impulso e sostenere la cooperazione dei gestori nazionali di reti ferroviarie, delle imprese e delle istituzioni regionali per migliorare la quantità e la qualità dell'offerta di servizi sulle linee ferroviarie esistenti, sia per il trasporto passeggeri che per quello merci (in particolare piano d’azione Brennero e progetto BRAVO, piano IQ-C lungo il corridoio Gottardo/Sempione, programma italo-francese sulla linea storica TorinoLyon, progetto Alpfrail per la direttrice dei Tauri) Segnali alpini 1

Piano d’azione sul cambiamento climatico nelle Alpi

5. condurre campagne di informazione ed adottare misure concrete per promuovere l’utilizzo della biomassa (proveniente in particolare dal legno delle foreste montane) e delle altre energie rinnovabili privilegiando quelle ecocompatibili e prodotte localmente.

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proseguire la realizzazione di nuove infrastrutture ferroviarie transalpine su tutti i principali valichi alpini al fine di creare una rete transeuropea adeguata al trasferimento modale: programma svizzero della NFTA (nuova ferrovia transalpina, progetti prioritari dell’Unione europea (direttrice Lione – Torino - Trieste- Divaca - Ljubljana - frontiera ucraina, e Berlino - Monaco - Verona - Bologna - napoli via Brennero) proseguire gli studi già avviati dai Ministri dei trasporti dei paesi alpini nell’ambito del processo della Dichiarazione di Zurigo al fine di determinare quali siano i mezzi più efficaci per regolare il traffico stradale di merci attraverso le Alpi (miglior gestione oraria e giornaliera del traffico, ottimizzazione dei flussi, studio relativo ad una borsa dei transiti alpini, ecc. …) studiare le possibili alternative marittime (autostrade del mare) al trasporto stradale alpino, laddove questa soluzione sia praticabile incoraggiare gli enti regionali e locali a ridurre, all'interno dello spazio alpino, l’impatto dei trasporti sull’ambiente ed il clima delle Alpi, in particolare per i modi di trasporto produttori di CO2: promuovere politiche che consentano di ridurre l'uso dell'auto privata (diminuzione delle tariffe dei trasporti pubblici, car-pooling, uso delle biciclette nei centri urbani) o di renderla meno inquinante (programmi di apprendimento dell’“eco-guida” sviluppare, ai diversi livelli territoriali, una rete di trasporti pubblici in grado di assicurare la continuità pratica tra i diversi vettori, in particolare per i collegamenti con le

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Segnali alpini 1

stazioni sciistiche ed i siti turistici, privilegiando le modalità di trasporto che generano meno CO2 e dunque meno inquinanti. approntare strumenti di pianificazione (piani di logistica urbana ed extraurbana, piani di mobilità, piani del traffico, mantenimento o creazione di servizi di prossimità … ) assicurare la piena applicazione delle disposizioni dell’articolo 12, secondo comma, del Protocollo Trasporti, relativo al trasporto aereo, che prevede di limitare la costruzione di nuovi aeroporti e di «  migliorare il sistema di trasporti pubblici che collega gli aeroporti siti nelle vicinanze delle Alpi con le diverse regioni alpine. » Esempi di buone pratiche Varie misure sono state adottate lungo il corridoio del Brennero (autostrade A22 e A12 tra l’Italia e l’Austria) per limitare il transito di mezzi pesanti, alcune che incentivano l’uso di mezzi di trasporto alternativi e la sostituzione dei veicoli obsoleti e inquinanti. Si è inoltre deciso di sospendere temporaneamente il transito dei mezzi pesanti con stazza superiore a 7,5 tonnellate e motorizzazione “Euro 0” o “Euro 1”, spostando le merci dalla strada alla ferrovia. Si sono in particolare introdotti dei limiti di velocità durante le ore notturne, accompagnate da un sistema di gestione del traffico Si è vietata la circolazione notturna dei mezzi pesanti, con un aumento pedaggi in questa fascia oraria sull’autostrada A13 ecc. (misure 1 e 2). La città di Gap (Francia) ha istituito nel novembre 2005 la gratuità totale degli autobus per i suoi 39.  000 abitanti. Dal 15


Il « Sillon Alpin » simbolizza la cooperazione dei dipartimenti alpini (Alta savoia,Savoia, Isère, Drôme - Francia) per una politica dei trasporti coordinata e sostenibile. Il progetto, volto al trasferimento modale, organizza lo spazio e lo sviluppo urbano e tende ad ottimizzare le infrastrutture per offrire agli utenti alternatve all’uso esclusivo dell’auto. Il Sillon Alpin permette di migliorare l’offerta di servizi e l’informazione dei passeggeri, in particolare grazie allo sviluppo di progetti di centrali di mobilità (misure 1 e 2).

Misure nel settore del turismo: Obiettivi Ridurre le emissioni di CO2 delle attività turistiche ed inserire l'offerta di trasporti sostenibili nell'attività degli operatori ­turistici Promuovere un’offerta di vacanze “climaneutre” nelle Alpi.

criterio per la concessione di autorizzazioni e/o di sovvenzioni pubbliche 2. promuovere una mobilità a basso impatto ambientale per il collegamento dei siti turistici, privilegiando i vettori di trasporto meno inquinanti (modalità di tariffazione adeguate, accesso dal fondovalle alle stazioni sciistiche vicine mediante impianti a fune) 3. sviluppare, con gli operatori dei trasporti, la possibilità di raggiungere con il treno, da lunghe distanze, le località turistiche, nonché il collegamento all'"ultimo chilometro" 4. privilegiare la ristrutturazione degli immobili turistici tenendo conto dei cambiamenti climatici, piuttosto che investire in nuove costruzioni che generano i cosiddetti "letti freddi" (letti turistici non occupati per gran parte dell'anno) 5. adeguare la comunicazione delle stazioni turistiche e le azioni di marketing a tali nuove disposizioni 6. sviluppare i trasporti pubblici transfrontalieri e semplificare le offerte tariffarie per i turisti nelle Alpi

Misure

7. sostenere la comune elaborazione, da parte degli operatori dei trasporti e del turismo, di un’informazione pratica sulla mobilità sostenibile attuata nei vari siti alpini, e accessibile al grande pubblico

1. prevedere l'elaborazione di un audit ambientale periodico delle destinazioni turistiche, includendo in tale audit un “bilancio CO2” e fare di tale audit un

8. armonizzare i calendari delle vacanze scolastiche al fine di limitare gli effetti di sovraffollamento e la moltiplicazione delle infrastrutture Segnali alpini 1

Piano d’azione sul cambiamento climatico nelle Alpi

dicembre 2007 è stata messa in servizio una navetta gratuita nel centro-città, con una frequenza di passaggi di circa 10 minuti. Il servizio è assicurato da due Microbus da 22 posti, dotati di una rampa d’accesso per disabili e di filtri anti-particolato. La navetta collega i vari parcheggi, incitando così a non usare l’auto in centro e favorendo inoltre l’intermodalità e l’accessibilità della stazione (misura 2).

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Esempi di buone pratiche Arosa (Svizzera), stazione accessibile con il treno, ha messo a punto un sistema di “compensazione carbonio” per le emissioni di CO2 generate dai viaggi dei turisti. Propone inoltre un’ampia gamma di attività ecocompatibili, come la possibilità di utilizzare gratuitamente bus, bici elettriche, impianti di risalita, funivie, pedalò sul lago ecc. (misure 1, 2 e 5). La rete Alpine Pearls promuove una mobilità dolce per i turisti, proponendo spostamenti in treno, in autobus, in bicicletta o a piedi. A Bad Hofgastein e a Werfenweng (Austria) sono state create offerte “mobilità senz’auto”, che concorrono allo sviluppo dei trasporti pubblici, dei veicoli elettrici e con caratteristiche ludiche, del car-pooling, di un sistema di informazioni per i viaggiatori. Tali attività sono supportate e valorizzate da comunicati stampa ed eventi (per es. giornata senz’auto) (misure 2, 3, 5). Il progetto Tiroler Gemeinden mobil (Austria) punta a promuovere l’utilizzo di autobus e treni mediante centrali di mobilità e servizi di consulenza (fornitura degli orari dei trasporti locali in formato tascabile, car-pooling, documentazione informativa per i nuovi residenti) (misure 2 e 5). Il Pays des Ecrins (Francia) ha istituito navette turistiche a carattere tematico (viticoltura, patrimonio religioso ed idrico, miniere d’argento ecc.) (misura 2). In Italia e in Francia, il progetto «  Montagne in cammino  » (Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Provence-Alpes-Côte d'Azur) si propone la creazione di un sistema turi-

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Segnali alpini 1

stico integrato per uno sviluppo attento alla sostenibilità e ai cambiamenti climatici delle aree montane. Il progetto promuove iniziative di turismo escursionistico estivo o invernale a cui hanno già aderito più di 60 enti nei paesi coinvolti Nell’ambito di un partenariato tra la regione Provence-Alpes-Côte d’Azur (Francia), la SNCF e 24 stazioni sciistiche (e gruppi di stazioni sciistiche di una vallata) del sud delle Alpi francesi,è stata realizzata l’operazione “treno della neve” che permette ai passeggeri di prenotare un forfait treno+navetta con il quale si può accedere alle piste. L’offerta proposta è valida verso varie destinazioni e a partire da varie città del litorale (misure 2 e 6). In Francia, l’Associazione nazionale dei sindaci delle stazioni montane e sciistiche ha elaborato, di concerto con altri partner, una “carta per lo sviluppo sostenibile delle stazioni montane” che comporta 8 settori o piani d’azione. Inoltre, viene sperimentata la realizzazione di bilanci-carbonio delle stazioni nell’ambito della Convenzione interregionale del “Massif des Alpes (misura 1). CIPRA International propone di sperimentare per due anni un’offerta di 100 biglietti forfaitari comprendenti l’accesso e gli spostamenti all’interno di un sito turistico attraverso modalità di trasporto sostenibili (misura 2).

Strategie di Adattamento L’adattamento rappresenta, soprattutto nelle Alpi, regione particolarmente esposta


Misure in materia di pianificazione territoriale: Obiettivi   Promuovere un approccio integrato che consenta di adattare la regione alpina alle nuove condizioni climatiche e più particolarmente di controllare meglio i rischi naturali e le conseguenze assicurare uno sviluppo sostenibile degli insediamenti e delle attività economiche Misure delimitare le zone a rischio di tutte le regioni alpine secondo procedure armonizzate, tenendo conto dei rischi indotti dai cambiamenti climatici (smottamenti, frane, valanghe, inondazioni, incendi …) e adeguare di conseguenza i documenti urbanistici prestando attenzione alla delimitazione di perimetri di sicurezza sufficienti.

intensificare la prevenzione e la gestione strategica dei rischi naturali limitare al massimo, nei progetti urbanistici, l'impermeabilizzazione dei suoli, migliorando, in particolare, il rapporto aree edificate/aree libere stabilire indicatori di efficacia delle politiche e degli strumenti di prevenzione dei rischi individuare, tenendo conto dei cambiamenti climatici, l'evento di riferimento più pertinente riguardante le piene e le valanghe ed adeguare in tal senso le pratiche o le normative anticipare i rischi derivanti dal degrado delle infrastrutture di trasporto a causa delle evoluzioni del clima sulle Alpi e predisporre una cartografia degli itinerari potenzialmente esposti ai rischi, corredata da piani di gestione di crisi e dall'esame delle prospettive a 20 anni 3. potenziare la capacità di adattamento dei territori ai cambiamenti climatici adeguare gli strumenti e i metodi di pianificazione esistenti in vista di una gestione innovativa ed orientata verso il futuro integrare l’obiettivo di prevenzione dei rischi e riduzione della vulnerabilità a tutti i livelli della pianificazione territoriale ispirarsi al metodo partecipativo della governance dei rischi nei processi di pianificazione

Piano d’azione sul cambiamento climatico nelle Alpi

e densamente popolata, una delle grandi sfide della lotta contro gli effetti dei cambiamenti climatici. La modifica delle precipitazioni estive, l'aumento delle precipitazioni invernali, l'innalzamento della temperatura e la frequenza dei temporali potrebbero essere le conseguenze più evidenti dei cambiamenti climatici, tali da accrescere fin d'ora – e forse ancora in misura maggiore nei prossimi anni – i rischi naturali in montagna. Le politiche e le misure attuate devono essere sostenibili; non devono contribuire ad aumentare le emissioni di gas a effetto serra nè devono amplificare la pressione sulle risorse. Devono altresì essere oggetto di un'informazione appropriata e di iniziative di sensibilizzazione.

4. informare e responsabilizzare la popolazione: a. migliorare l’accesso del pubblico ai dati riguardanti i rischi naturali

Segnali alpini 1

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b. favorire e accrescere la "cultura del rischio" in montagna tramite un'adeguata informazione preventiva delle popolazioni residenti e stagionali, nonché il coinvolgimento del pubblico nell'approntamento delle misure e strategie di prevenzione c. sviluppare ed adeguare i sistemi di allertamento e pre-allertamento, in particolare in caso di piene torrentizie d. diffondere le “buone pratiche” 5. anticipare i possibili deterioramenti delle infrastrutture di trasporto Esempi di buone pratiche A Samedan (Svizzera), sono state decise misure di protezione contro le piene privilegiando una soluzione economica che tiene conto della funzione ecologica delle vie d’acqua e delle pressioni eccessive, delle zone di espansione delle piene nei corridoi di esondazione, dell’organizzazione delle situazioni di emergenza, della rivitalizzazione e deviazione del fiume Eno, ecc. (misure 1, 2 e 3). In Baviera (Germania) sono state attuate misure coordinate per ottimizzare la ritenzione delle acque associando in particolare serbatoi di controllo delle esondazioni, rinaturalizzazione delle torbiere e delle zone umide, creazione di depressioni e di tunnel di esondazione, modificazione delle pratiche colturali, rimboschimento, valorizzazione ecologica e rinaturalizzazione delle risorse idriche (misure 1 e 2). Il progetto “ILUP” in Austria ha sviluppato modelli innovativi di gestione e di utilizzo dei suoli: classificazione del potenziale dell’area da un punto di vista funzionale

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Segnali alpini 1

(suolo, ubicazione, presenza di risorse idriche, bilancio delle sostanze), analisi dei rapporti tra precipitazioni e ruscellamento, utilizzo dei suoli e cambiamenti strutturali, analisi dei rischi dei pericoli naturali geogeni nelle aree montane (misure 1 e 2). I risultati del progetto INTERREG IV B  « CLISP » (Climate Change Adaptation by Spatial Planning ) sperimentato nelle regioni alpine pilota costituiranno una base di riferimento per l’attuazione delle misure proposte.

Valorizzazione delle foreste montane e sviluppo della filera legno La foresta montana svolge molteplici funzioni: produzione di una materia prima rinnovabile ed ecologica, habitat per la fauna e la flora (riserva di biodiversità), prevenzione dei rischi naturali, produzione di biomassa energetica, elemento del paesaggio e base fondamentale per il turismo. Questa foresta è oggi gravemente minacciata dal cambiamento climatico, dato che l’adattamento degli ecosistemi alle rapide mutazioni delle condizioni ecologiche si rivela particolarmente difficile nello spazio alpino. Obiettivi favorire l’adattamento dei popolamenti forestali alle evoluzioni climatiche avendo come obiettivo buone condizioni ecologiche delle foreste alpine ed accrescendone la biodiversità sviluppare filiere legno che ne permettano l’utilizzo sia come materiale sia come fonte di energia a beneficio dello sviluppo economico delle popolazioni locali nonché l’utilizzo degli scarti come materia prima


Misure 1. favorire la diversificazione dei popolamenti forestali privilegiando le specie autoctone ecologicamente resistenti 2. consentire la rigenerazione naturale delle foreste montane limitando le popolazioni di ungulati, conformemente all’articolo 2 b del Protocollo Foreste montane 3. assicurare l’eco-certificazione di tutte le foreste demaniali di ogni Stato membro, migliorare l’informazione dei proprietari forestali privati ed incoraggiarli a gestire le loro proprietà conformemente ai requisiti di un sistema di certificazione riconosciuto e valutare le azioni intraprese 4. promuovere il mantenimento della gestione delle foreste nelle zone esposte ai rischi naturali in modo rafforzare la prevenzione ed assicurare la conservazione nel tempo delle foreste 5. individuare eventuali difficoltà o ostacoli nelle filiere forestali locali e di trasformazione del legno in modo da applicare soluzioni adeguate 6. favorire l’osservazione, con metodi coordinati, degli effetti dei cambiamenti climatici sulle foreste. Esempi di buone pratiche Il progetto di mediazione “Foresta di protezione di Hinterstein” (Germania) è finalizza-

to alla salvaguardia della funzione di protezione della foresta attraverso una gestione adeguata: realizzazione di una zonizzazione specifica, scelta delle essenze forestali tenendo conto dell’epoca di messa a dimora e degli interventi di consolidamento (misure 1 e 3). Utilizzo delle foreste di protezione nel parco della biosfera Grosse Walsertal (Vorarlberg, Austria)

Preservazione della biodiversità I cambiamenti climatici genereranno modifiche di una certa entità sulla flora e sulla fauna, fino ad arrivare al rischio di estinzione di un gran numero di specie. Al fine di ostacolare tale fenomeno, occorre evitare che gli habitat naturali siano ulteriormente frammentati. È inoltre opportuno riconoscere il ruolo deteterminante svolto dall’agricoltura di montagna per la conservazione della biodiversità “ordinaria”. Obiettivi   creare un continuum ecologico al fine di facilitare la migrazione delle specie faunistiche e floristiche alpine preservare la biodiversità delle aree protette e mantenere i servizi ecosistemici (ecosystem services) garantire la preservazione degli habitat e delle specie emblematiche delle Alpi favorire il mantenimento di un’agricoltura di qualità che contribuisca alla qualità dell’ambiente e alla conservazione della biodiversità preservare le torbiere come pozzi di assorbimento di CO2 e serbatoi di biodiversità

Segnali alpini 1

Piano d’azione sul cambiamento climatico nelle Alpi

rafforzare il ruolo della foresta nella prevenzione dei rischi naturali

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Misure

Esempi di buone pratiche

1. attuare [esaminare ai fini di una eventuale applicazione en vue d’une éventuelle application  ] le misure concrete che saranno proposte dalla Piattaforma Rete ecologica, per conservare la biodiversità attraverso la realizzazione di un "continuum ecologico" permanente (tale misura può implicare la delimitazione di nuove aree protette ed il potenziamento delle aree protette esistenti)

Progetto ETC, Alpine Space, ECONNECT Nell’ambito di una ricerca volta ad anticipare ed accompagnare i cambiamenti e gli impatti sulle aree agro-pastorali ed elaborare a medio termine una carta dei parchi, i parchi nazionali Ecrins, della Vanoise e del Mercantour (Francia) hanno fissato i seguenti obiettivi: - aggiornare le conoscenze del settore della pastorizia dal punto di vista della biodiversità e delle pratiche agro-pastorali, - individuare la provenienza e le modalità di gestione delle greggi che estivano nei parchi nazionali,, - elaborare un quadro metodologico di comparazione con i dati disponibili, - definire indicatori appropriati, insieme ai soggetti presenti sul territorio

2. adeguare i piani di gestione delle aree protette di grandi dimensioni in modo da tenere conto dei cambiamenti climatici previsti nello spazio alpino e in funzione dei risultati dei programmi di monitoraggio attuati a tale fine (adeguamento e gestione delle attività ricreative, interventi di manutenzione delle infrastrutture…) 3. predisporre in modo concertato su scala alpina programmi di protezione speciale delle specie tipicamente alpine (es. tetraonidi, lagopus, regina delle Alpi ed altre specie endemiche messe in pericolo dai cambiamenti climatici) 4. effettuare un monitoraggio ecologico su aree sperimentali (ad es. su aree di saggio di 15 ha) per osservare l’adattamento della fauna ai cambiamenti climatici 5. promuovere un’agricoltura di montagna basata su strutture piccole (A) e/o conservare attività agricole di qualità in tutti i territori alpini (I) 6. preservare le torbiere esistenti e rinaturalizzare quelle in cui l’intervento è possibile

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Il dipartimento dell’Isère (France), situato nel cuore del «  sillon alpin », ha avviato il progetto « rete ecologica dell’Isère » per individuare e trattare i diversi punti di rottura dei continuum ecologici (più di 300). Un programma di azioni costruito con gli enti locali ed i soggetti interessati (agricoltori, cacciatori, pescatori...), dotato di 9 M euro su 6 anni, è stato avviato per ristabilire i corridoi ecologici che permettono alla fauna di superare le zone critiche. La Cluse de Voreppe e la valle del Grésivaudan sono stati scelti come siti prioritari. Tale approccio è oggetto di un ampio partenariato con la regione Rhône-Alpes e lo Stato ma anche con la società di gestione delle autostrade (misura 1).


Obiettivo adeguare il turismo invernale e diversificare l'offerta turistica Misure 1. disciplinare la realizzazione di nuove infrastrutture turistiche in aree glaciali e in aree naturali intatte 2. associare l’investimento di fondi pubblici in impianti d'innevamento artificiale all’effettuazione di una valutazione di incidenza ambientale e all’esito della stessa e orientare i fondi pubblici verso la creazione di offerte alternative 3. sostenere gli enti locali che diversificano le loro attività e propongono in inverno un'offerta alternativa allo sci alpino, nonché diffondere le informazioni su tali offerte per richiamare nuovi clienti 4. ricercare una migliore complementarietà tra le stagioni turistiche invernali ed estive promuovendo il turismo in bassa stagione 5. favorire gli scambi reciproci tra poli turistici e territori circostanti (valle, massiccio montuoso…)

cali a differenziare l’offerta turistica. Si è inoltre incoraggiata la ridistribuzione spaziale dei flussi turistici, dalle aree ad alta densità turistica a quelle meno accessibili, sviluppandone l’attrattività (con una proposta che abbina sport, avventura, diversificazione del patrimonio naturale e culturale) (misure 3 e 5).

Acqua e risorse idriche I cambiamenti prevedibili del bilancio idrico, in parte collegati allo scioglimento dei ghiacciai, avranno effetti molto diversi sulle singole regioni: mentre le Alpi centrali e settentrionali potrebbero essere a rischio di inondazioni, le regioni intralpine e le Alpi meridionali potrebbero essere interessate da forte siccità. Inoltre deve essere limitato lo sviluppo delle piccole centrali idroelettriche, nocivo dal punto di vista ecologico. La Direttiva quadro sull’acqua che fissa obiettivi ambiziosi offre una cornice adeguata per rispondere alle sfide dei cambiamenti climatici. Obiettivi promuovere l’attuazione della Direttiva quadro sull’acqua prevenire la scarsità d'acqua controllare lo sviluppo delle centrali idroelettriche nel rispetto dell'ecologia dei corsi d'acqua

6. favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente

Misure 

Esempi di buone pratiche

1. ridurre il consumo d'acqua

Nell’ambito delle attività sportive e all’aria aperta, la regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra (Francia) incoraggia gli operatori lo-

promuovere il risparmio idrico in tutti i settori, favorendo un approccio integrato della risorsa e degli usi Segnali alpini 1

Piano d’azione sul cambiamento climatico nelle Alpi

Turismo

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tenere conto, in modo sistematico, dell'impatto sulla risorsa idrica al momento del rilascio di autorizzazioni amministrative favorire il recupero dell’acqua piovana e l’utilizzo delle acque reflue 2. migliorare l’utilizzo idrico: razionalizzare l’utilizzo delle risorse idriche distribuite in modo ineguale durante l’anno promuovere una gestione concertata dei molteplici usi dell’acqua procedere al censimento delle captazioni d’acqua per usi diversi (in particolare impianti di innevamento artificiale) 3. ridurre l'impatto delle centrali idroelettriche sull'ambiente

Il progetto LEADER della regione Mariazellerland, Mürtzal e Eisenstrasse (Austria) è teso a sensibilizzare la popolazione in merito all’importanza della risorsa idrica favorendone in questo modo lo sfruttamento sostenibile.

Agricoltura di montagna L’agricoltura di montagna, direttamente interessata dai cambiamenti climatici, deve anch’essa essere oggetto di una strategia di adattamento tenuto conto del suo contributo all’attrattività dei territori alpini. Obiettivo Rafforzare il contributo dell’agricoltura di montagna all’ambiente, alla conservazione e all’attrattività dei territori alpini Misure

migliorare l'efficacia dei bacini di ritenuta e delle centrali idroelettriche esistenti elaborare linee-guida comuni per la costruzione di micro-centrali Esempi di buone pratiche Il Comune di Les Gets (Francia) si trova a dover fare i conti con una carenza d’acqua, con interruzioni dell’erogazione nelle ore di punta, ma è riuscito a trovare soluzioni quali immagazzinamento dell’acqua in un bacino di ritenuta, miglioramenti della rete di distribuzione (a livello tecnico), vasto programma di ricerca sull’acqua (a livello scientifico), sensibilizzazione degli utenti (a livello della cittadinanza) (misure 1 e 2).

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Segnali alpini 1

1. accompagnare le iniziative di adattamento delle pratiche agricole e dei sistemi produttivi ai cambiamenti climatici 2. incoraggiare gli allevatori a ricorrere alle razze autoctone più robuste e favorire il pascolo estensivo 3. sostenere le aziende agricole ed i territori che mirano all’eccellenza in materia di produzioni e di conservazione dell’ambiente 4. favorire le sinergie e la cooperazione tra agricoltura e turismo per diversificare le attività turistiche in montagna


Il progetto IRRIWEB ha come obiettivo l’elaborazione di una la carta pedologica che evidenzia le necessità irrigue in Trentino (Italia). Tale progetto assicura il miglioramento dello sviluppo di sistemi di rilevazione dell’umidità del suolo, la costituzione di riserve e il prelievo dai serbatoi o dalle condotte idroelettriche ecc. L’Università di Trento ha sviluppato un modello idrologico che consente di simulare gli effetti di diverse strategie irrigue sulla disponibilità di risorse idriche (misura 1). Nel progetto BIO ALPE ADRIA (Italia, Slovenia e Austria), le associazioni dei produttori biologici hanno creato una macro regione transfrontaliera libera dalle tecnologie genetiche per la conservazione della diversità naturale in agricoltura e un collegamento in rete tra iniziative nel settore biologico. Al progetto hanno aderito circa 6000 aziende agricole ; è stato realizzato, inoltre, un sito web in tre lingue che offre numerose informazioni ai distributori e produttori nelle diverse regioni coinvolte. La gestione sostenibile delle colture contribuisce alla preservazione delle falde acquifere, soggette alle infiltrazioni di elementi chimici quali fertilizzanti e pesticidi utilizzati estensivamente in agricoltura non biologica (misura 1).Il progetto può essere fatto rientrare tra le strategie di mitigazione del cambiamento climatico limitando l’uso di fertilizzanti chimici di sintesi che sono prodotti con un intenso utilizzo di energia. Il gruppo di interesse economico « GEN’OSE » è stato costituito per riunire su scala alpina le unità di selezione di tre razze rustiche: Prealpi del Sud Mérinos d’Arles e Mourérous. Ha avviato un pro-

gramma di selezione genetica specifica il cui obiettivo è preservare la rusticità degli animali al fine di consolidare le pratiche pastorali e di fornire la filiera di riproduttori adatti ai vincoli ambientali e alle esigenze commerciali. Tra gli indicatori di realizzazione figurano il numero di arieti e di agnelle delle tre razze commercializzate nel corso dell’anno e la ripartizione della diffusione su scala alpina (misura 2).

Sviluppare la ricerca applicata a livello alpino e migliorare la sensibilizzazione del pubblico Nonostante i numerosi studi intrapresi, sussistono ancora un certo numero di lacune a livello di conoscenze, ad esempio nei settori dei rischi naturali, degli impatti economici e sociali, dell’agricoltura o della protezione del suolo. Gli effetti dei cambiamenti climatici sono ancora oggetto di forti incertezze e di grande variabilità regionale. Deve dunque essere intrapreso uno sforzo specifico per acquisire, ripartire e capitalizzare, a beneficio di tutti i soggetti interessati, un’informazione convalidata comune alle Alpi L’osservazione puntuale degli impatti presenti e futuri dei cambiamenti climatici è indispensabile sotto un duplice punto di vista: - per la mitigazione, nella misura in cui la messa in evidenza di “marker” tangibili rafforzerà la consapevolezza pubblica e faciliterà la domanda o l’accettazione di politiche e di misure suscettibili di modificare i modi di vita - per l’adattamento, consentendo di introdurre strategie efficaci e ben mirate Inoltre, la sensibilizzazione delle popolazioni è importante sia come stimolo Segnali alpini 1

Piano d’azione sul cambiamento climatico nelle Alpi

Esempi di buone pratiche

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verso nuovi comportamenti al fine di ridurre le emissioni di gas serra, sia per permettere alle popolazioni ad adattarsi alle conseguenze del cambiamento già avviato. Obiettivi   Migliorare le conoscenze per la comprensione degli impatti dei cambiamenti climatici a livello locale, in modo particolare nell'ambito delle risorse idriche, dei rischi naturali e degli equilibri socio-economici intensificare la cooperazione ai fini di una conoscenza condivisa dei rischi rafforzare la consapevolezza delle popolazioni ed in particolare dei più giovani Misure   1. rafforzare l’osservazione omogenea e coordinata degli effetti dei cambiamenti climatici a livello locale con l'appoggio, se necessario, delle reti di ricerca regionali e dinterregionali (ISCAR, ClimChAlp…) a. sfruttare i risultati del progetto “ClimChAlp” e assicurarne l'attuazione (in particolare l’istituzione di una piattaforma di sintesi bibliografica delle diverse tipologie di impatto) b. perseguire l'interoperabilità delle banche dati esistenti c. promuovere reti di ricerca che coinvolgano scienziati ed economisti e che integrino la dimensione sociale ed economica al fine di individuare meglio le sfide dei cambiamenti climatici a livello locale e di elaborare scenari di adattamento sia per le economie di fondovalle che di quota

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Segnali alpini 1

2 dare mandato alla Piattaforma Pericoli naturali, per elaborare un dispositivo coordinato di osservazione dei fenomeni: a. studiare le evoluzioni in corso (occorrenza, entità, caratteristiche delle piene, valanghe, frane torrentizie, smottamenti, innalzamento delle temperature, recrudescenza d'incendi) b. procedere alla mappatura dei territori in funzione della vulnerabilità, sulla base dei lavori già realizzati, attribuendo la priorità alle aree maggiormente a rischio c. stimare il costo dei danni legati ai cambiamenti climatici sulla base di casi specifici sulla base di casi specifici e individuare adeguati meccanismi di copertura, ad esempio assicurativa 3 sensibilizzazione del pubblico a. organizzare mostre interattive e manifestazioni scientifiche al fine di sensibilizzare la popolazione, e specialmente i giovani ed i turisti, alla problematica dei cambiamenti climatici ed alle soluzioni raccomandate dalla Convenzione delle Alpi b. prevedere comunicazioni periodiche su vari media (bollettini comunali, stampa, televisioni locali o regionali …) per informare il pubblico sugli obiettivi e le misure definiti dal presente piano d’azione Esempi di buone pratiche Il progetto PERMAdataROC (Aosta – Italia) fornisce una banca dati dei dissesti in ambiente periglaciale su siti pilota, raccogliendo dati sull’attività gravitativa e moni-


Attuazione del Piano d´azione Gli Stati-Parte adotteranno le disposizioni necessarie per coinvolgere le autorità locali e regionali nell’attuazione del presente piano d’azione. Il Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi, i Gruppi di lavoro e le Piattaforme istituite dal Comitato permanente, nonché gli Osservatori, dovranno fornire il loro contributo all’attuazione e al monitoraggio del piano d’azione: Il Segretariato permanente avrà il compito di contribuire alla diffusione e alla promozione del presente piano di azione. Esso potrà altresì fornire un contributo specifico alla sua attuazione, in particolare attraverso la raccolta di informazioni pertinenti e la loro diffusione nello spazio alpino.

metodi e tecnologie più efficaci per lottare contro i cambiamenti climatici - facilitare, nella misura necessaria, la cooperazione con le istituzioni europee per l'applicazione delle misure concrete - contribuire all’attuazione delle misure relative alla Rete delle aree protette alpine (con il sostegno della Task Force dedicata) - proporre la costituzione di una piattaforma che consenta lo scambio d'informazioni sull’attuazione del piano e assicurare il seguito di tali scambi di informazioni.

In particolare, sarà sua responsabilità: - costituire un data base delle une buone pratiche e promuoverne l’utilizzo - fornire sostegno al gruppo SOIA al fine di individuare indicatori semplici per il monitoraggio del Piano d’azione, garantendo il collegamento con l’Agenzia europea dell’ambiente e gli organismi o gli esperti competenti

Piano d’azione sul cambiamento climatico nelle Alpi

torando l’andamento delle temperature sulle pareti rocciose per stabilire la correlazione tra variazioni climatiche e stabilità delle pareti (misura 1).

- rispondere alle esigenze d'informazione degli enti locali e regionali alpini sui

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Decisione della X Conferenza delle Alpi Le Parti contraenti della Conferenze delle Alpi, riunite a Evian il 12 marzo 2009, adottano, in conformità con la decisione presa ad Alpbach dalla IX Conferenza delle Alpi, il piano d’azione mirante a fare delle Alpi un territorio esemplare nell’ambito della prevenzione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici e si impegnano a perseguire la sua attuazione con misure concrete per lottare contro i cambiamenti climatici, dotandolo delle risorse necessarie. Riconoscendo la necessità di agire senza ritardo ed il valore aggiunto di un’iniziativa comune degli Stati parte della Convenzione per limitare l’impatto dei cambiamenti climatici, le Parti decidono quindi, di comune accordo: 1. di attuare, avvalendosi delle strutture della Convenzione delle Alpi e dei sui suoi gruppi di lavoro, progetti comuni per l’applicazione concertata delle misure previste dal piano d’azione nel territorio della Convenzione delle Alpi, ed in particolare: Documentare gli effetti del cambiamento climatico sui rischi naturali nelle Alpi con il supporto di PLANALP (Piattaforma sui pericoli naturali), Sviluppare linee guida per il monitoraggio delle foreste montane alpine alla luce dei cambiamenti climatici, Individuare operatori turistici che propongono offerte di viaggio e soggiorno « a basse emissione di carbonio », diffondere le buone pratiche e valorizzare le iniziative più meritevoli attraverso iniziative ad hoc (premio per il turismo

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alpino sostenibile, premio CIPRA, premio Pro-natura-Pro-ski), Realizzare una rete ecologica transalpina per facilitare la migrazione di specie vegetali e animali avvalendosi in particolare dei lavori della Piattaforma Rete ecologica, Sviluppare linee guida per la costruzione, l’ottimizzazione o il ripristino di piccole centrali idroelettriche che rispettino l’ambiente acquatico e la biodiversità, Realizzare progetti esemplari in materia di bio-edilizia, farli conoscere e adeguarli se necessario alle normative esistenti in tale ambito.

2. di domandare ai Ministri membri del Gruppo di Zurigo, i quali analizzano le diverse metodologie di regolamentazione del transito di merci attraverso le Alpi, quale per esempio la borsa dei transiti alpini, di prendere in considerazione l’urgenza legata ai cambiamenti climatici e la necessità di applicare rapidamente soluzioni concrete che permettano di limitare le emissioni di gas a effetto serra e propongono a tal fine di organizzare il più presto possibile scambi di informazioni tra le due organizzazioni 3. di chiedere al Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi: a. di realizzare un supporto che permetta attraverso internet la raccolta e la condivisione di informazioni pertinenti e attuali sui cambiamenti climatici nelle Alpi nonché la condivisione di soluzioni concrete al fine di permettere la partecipazione più ampia possibile delle popolazioni alpine e dei decisori a livello locale all’attuazione del piano d’azione,


4. di procedere ad una prima valutazione dell’attuazione del piano d’azione alla prossima Conferenza delle Alpi al fine

di apportarvi i necessari aggiustamenti. 5. di effettuare uno studio che valuti la possibilità per le Alpi di divenire una zona neutrale dal punto di vista delle emissioni di carbonio entro il 2050.

Piano d’azione sul cambiamento climatico nelle Alpi

b. di procedere con mezzi appropriati ad un regolare adeguamento dell’attuazione del piano d’azione.

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In occasione della VII Conferenza delle Alpi a Merano, è stato istituito nel 2002 il Gruppo di verifica della Convenzione delle Alpi. Il Gruppo di verifica è uno strumento di monitoraggio dell’osservanza della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli d’attuazione. Ogni Parte contraente è obbligata a presentare un rapporto ­nazionale dettagliato ad intervalli di quattro anni dopo l’entrata in vigore dei Protocolli d’attuazione. Il Gruppo di verifica esamina i rapporti nazionali, si occupa di ­richieste che riguardano il controllo di presunte inosservanze del trattato ed elabora delle raccomandazioni per l’osservanza della Convenzione e dei suoi Protocolli da parte delle Parti contraenti. Il documento sul Gruppo di verifica è pubblicato nel testo qui di seguito.

Segnali alpini 1

Gruppo di verifica

Meccanismo di verifica del rispetto della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli di attuazione

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La Conferenza delle Alpi -

ritenendo che l’attuazione della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli di attuazione abbia un’importanza centrale;

-

convinta che un meccanismo di verifica dell’attuazione della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli di attuazione possa fornire un contributo importante a un’efficace attuazione degli obblighi assunti dalle Parti contraenti;

-

riconoscendo che la procedura di rapporto sancita nell’articolo 5, 4° comma della Convenzione delle Alpi sia una premessa determinante per il funzionamento del meccanismo previsto;

-

202

decide di verificare periodicamente l’attuazione della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli di attuazione da parte delle Parti contraenti e di fornire un sostegno a queste ultime nell’attuazione dei loro obblighi;

-

costituisce a questo scopo, in applicazione dell’articolo 6 lettera e) della Convenzione delle Alpi, un gruppo di lavoro permanente (di seguito denominato Gruppo di verifica);

-

stabilisce che il Gruppo di verifica svolge i propri compiti concordandosi con il Comitato permanente;

-

stabilisce la forma, l’oggetto e la frequenza dei rapporti, la struttura e le funzioni del Gruppo di verifica, nonché la procedura del meccanismo come risulta dalle disposizioni dell’allegato

Segnali alpini 1

che è parte integrante della presente decisione; -

incarica il Gruppo di verifica di elaborare un modello standardizzato che serva alle Parti contraenti da base per il loro resoconto periodico;

-

stabilisce che il rendiconto e il meccanismo di verifica dell’attuazione della Convenzione e dei suoi Protocolli da parte delle Parti contraenti saranno applicabili anche a future modifiche della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli nonché ad altri Protocolli di attuazione;

-

stabilisce che la procedura di rapporto, la struttura e le funzioni del Gruppo di verifica, nonché la procedura descritta nell'allegato possono essere riesaminate di volta in volta in occasione della Conferenza delle Alpi;

-

stabilisce che il meccanismo di verifica è di natura consultativa, non conflittuale, non giudiziario e non discriminante.


1. Struttura formale 1.1. Ogni quattro anni a partire dall’entrata in vigore del primo Protocollo di attuazione, ciascuna Parte contraente presenta al Gruppo di verifica, per il tramite del Segretariato permanente, un rapporto nazionale, nelle quattro lingue della Convenzione delle Alpi, relativo all’attuazione della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli di attuazione. 1.2. I rapporti dei Paesi sono redatti in base a un modello elaborato dal Gruppo di verifica e approvato dal Comitato permanente. 1.3. Il Segretariato permanente trasmette i rapporti dei Paesi, subito dopo il loro ricevimento, alle altre Parti contraenti della Convenzione delle Alpi e agli osservatori rappresentati nel Comitato permanente. Il Segretariato permanente li rende accessibili all’opinione pubblica. Sono escluse dalla pubblicazione le informazioni classificate come confidenziali dalla/e Parte/i contraente/i interessata/e.

2.2.

Riassunto Sforzi fatti finora e previsti in futuro per il rispetto della Convenzione e dei suoi Protocolli;

2.3.

Attuazione degli obblighi generali dei Protocolli secondo quanto previsto dagli articoli 3 e 4 della Convenzione delle Alpi • collaborazione nella ricerca e nell’osservazione sistematica, compresa l’armonizzazione della relativa raccolta e gestione dati; • collaborazione e lo scambio d’informazioni in ambito giuridico, scientifico, economico e tecnico; • informazione regolare al pubblico sui risultati delle ricerche e osservazioni, nonché sulle misure adottate;

2.4.

2. Struttura materiale Le Parti contraenti fanno in particolare rapporto sui seguenti punti: 2.1. Introduzione - importanza della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli di attuazione per la Parte contraente che fa

rapporto e indicazione della quota di territorio alpino rispetto alla superficie totale; - presentazione generale degli interventi attuati ai fini dello sviluppo sostenibile, della conservazione e della protezione della regione alpina;

Gruppo di verifica

I. Procedura di rapporto

Attuazione degli obblighi specifici dei Protocolli • misure adottate per l’attuazione dei Protocolli e misure che vanno oltre quelle previste nel Protocollo di riferimento e valutazione della loro efficacia; • problematiche settoriali, come interessi diversi nello sfruttamento di risorse naturali, e relative misure; • misure adottate in collaborazione con altre Parti contraenti.

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2.5.

Attuazione di decisioni e raccomandazioni • attuazione delle decisioni e delle raccomandazioni della Conferenza delle Alpi adottate ai sensi dell’art. 6 della Convenzione delle Alpi; • attuazione di decisioni e raccomandazioni approvate dalla Conferenza delle Alpi, sulla base del rapporto del Gruppo di verifica;

2.6. Prospettive Importanti attività previste per i prossimi anni (grado di concretizzazione, attori, calendari).

II. Struttura e funzioni del Gruppo di verifica e procedura del meccanismo 1. Aspetti istituzionali 1.1. Il Gruppo di verifica si compone di massimo due rappresentanti per ciascuna Parte contraente della Convenzione delle Alpi. Gli osservatori rappresentati nel Comitato permanente possono delegare al massimo due rappresentanti a partecipare alle consultazioni del Gruppo di verifica. All’occorrenza possono essere chiamati a partecipare degli esperti. La presidenza del Gruppo di verifica coincide con quella della Conferenza delle Alpi. 1.2. Nell’ambito dei compiti che gli sono stati assegnati da parte della Conferenza delle Alpi, il Segretariato permanente assiste il Gruppo di verifica nello svolgimento dei suoi lavori. A tal fine il Gruppo di verifica

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Segnali alpini 1

può dare istruzioni al Segretariato permanente. 1.3. Per le attività del Gruppo di verifica vale il regolamento interno del Comitato permanente. Se lo ritiene necessario, il Gruppo di verifica può decidere disposizioni complementari o differenti applicando per analogia l’art. 7, 1° comma della Convenzione delle Alpi. 2. Funzioni del Gruppo di verifica Il Gruppo di verifica esercita le seguenti funzioni: 2.1. esamina i rapporti nazionali e le informazioni di cui dispone; a tal fine può richiedere alle Parti contraenti di fornire ulteriori informazioni o considerare informazioni provenienti da altre fonti; 2.2. assiste le Parti contraenti, su loro richiesta, nell’attuazione della Convenzione e dei suoi Protocolli; 2.3. tratta le domande di verifica relative al presunto non rispetto della Convenzione e dei suoi Protocolli che gli vengono sottoposte dalle Parti contraenti e dagli osservatori; 2.4. informa la/e Parte/i contraente/i interessata/e sui risultati del suo lavoro; 2.5. elabora un rapporto sullo stato dell’attuazione della Convenzione e dei suoi Protocolli corredato di proposte di decisioni e raccomandazioni;


2.6. propone misure volte a migliorare la metodologia dei rapporti, nonché a migliorare l’attuazione della Convenzione e dei suoi Protocolli.

• quando vengono trattate informazioni da considerarsi confidenziali ai sensi del punto 3.1.4. 3.2. Decorso temporale della procedura

3.1. Aspetti procedurali generali 3.1.1. Ogni Parte contraente interessata ha il diritto di partecipare all’intera procedura, di prendere integralmente visione di tutti i documenti rilevanti e di prendere posizione sui lavori del Gruppo di verifica che la riguardano. 3.1.2. Quando vengono trattate questioni riguardanti i Protocolli di attuazione, hanno diritto di voto solo le Parti contraenti del relativo Protocollo. 3.1.3. Previo consenso della Parte contraente interessata, il Gruppo di verifica può prendere informazioni sul territorio della stessa. 3.1.4. Le informazioni ritenute confidenziali sono trattate in maniera confidenziale. 3.1.5. Le consultazioni di tutta la procedura del meccanismo hanno carattere confidenziale. Un osservatore rappresentato nel Comitato permanente può essere escluso dalle consultazioni relative a questa procedura, in particolare nei seguenti casi: • in caso di violazione della confidenzialità;

3.2.1. Nel corso del periodo procedurale le Parti contraenti inoltrano i loro rapporti nazionali al Segretariato permanente, entro la fine di agosto dell’anno che precede la Conferenza delle Alpi. 3.2.2. Il Segretariato permanente trasmette i rapporti nazionali e le informazioni che gli vengono inoltrati al Gruppo di verifica, immediatamente dopo il loro ricevimento. 3.2.3. Entro sei mesi dalla trasmissione del rapporto nazionale da parte del Segretariato permanente, il Gruppo di verifica lo esamina e sottopone alla/e Parte/i contraente/i interessata/e, sotto forma di rapporto provvisorio, i risultati delle sue consultazioni nonché eventuali pareri di altre Parti contraenti e di osservatori rappresentati nel Comitato permanente.

Gruppo di verifica

3. Procedura

3.2.4. Entro tre mesi dopo aver preso atto dei risultati la/e Parte/i contraente/i interessata/e può/possono prendere posizione in merito e comunicare quali misure adotta/adottano in base al rapporto provvisorio. 3.2.5. Nella misura in cui la Parte contraente interessata si dichiari disposta ad eliminare le carenze constatate, il Gruppo di verifica può rinunciare a proporre l’adozione di decisioni o Segnali alpini 1

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raccomandazioni da parte della Conferenza delle Alpi. Il Gruppo di verifica controlla l’esecuzione delle misure annunciate dalla Parte contraente interessata. 3.2.6. Entro e non oltre due mesi dal ricevimento dei commenti della/e Parte/i contraente/i interessata/e il Gruppo di verifica trasmette i propri rapporti al Segretariato permanente per l’inoltro al Comitato permanente. 3.2.7. Il Comitato permanente trasmette i rapporti del Gruppo di verifica, senza alcuna modifica, con eventuali valutazioni alla Conferenza delle Alpi, al più tardi due mesi prima della sua sessione. 3.2.8. Tale procedimento si applica per analogia anche alle domande di verifica del presunto non rispetto della Convenzione e dei suoi Protocolli. Tali domande, in forma scritta e motivata, possono essere presentate in qualsiasi momento. 3.2.9. Il Gruppo di verifica adotta i suoi rapporti per consenso; se il presidente constata espressamente che sono esauriti tutti i tentativi di raggiungere tale consenso, i rapporti possono essere adottati a maggioranza dei tre quarti. 4. Conseguenze 4.1. In base ai rapporti approvati dal Gruppo di verifica e trasmessi dal Comitato permanente alla Confe-

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renza delle Alpi, quest’ultima può adottare decisioni o raccomandazioni. Le raccomandazioni vengono adottate per consenso; se il presidente constata espressamente che sono esauriti tutti i tentativi di raggiungere il consenso, le raccomandazioni possono essere adottati a maggioranza dei tre quarti. 4.2. Tali decisioni e raccomandazioni comprendono: • consulenza e sostegno ad una Parte contraente per quanto concerne questioni di attuazione (o rispetto della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli, n.d.t); • sostegno di una Parte contraente nell’elaborazione di una strategia di attuazione (o rispetto della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli, n.d.t); • indicazione di esperti che affiancano la/e Parte/i contraente/i interessata/e; • informazioni in loco, con il consenso della/e Parte/i contraente/i interessata/e per poter individuare problemi di attuazione e possibili misure; • misure volte a promuovere la collaborazione tra la/e Parte/i contraente/i interessata/e e organizzazioni governative e non governative (cfr. art. 4, 3° comma, Convenzione delle Alpi); • invito alla/e Parte/i contraente/i interessata/e di elaborare una strategia di attuazione; • richiesta di un calendario per l’attuazione.


4.4. Il meccanismo di verifica del rispetto della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli di attuazione è

indipendente dalla procedura di composizione delle controversie prevista nel Protocollo relativo alla Convenzione per la protezione delle Alpi (Convenzione delle Alpi) sulla composizione delle controversie e non ha effetto pregiudizievole su tale procedura.

Gruppo di verifica

4.3. I rapporti del Gruppo di verifica, le decisioni e le raccomandazioni adottate dalla Conferenza delle Alpi, sono resi pubblici.

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Convenzione delle Alpi

Conferenza delle Alpi - Regolamento

Regolamento per la Conferenza delle Parti contraenti (Conferenza delle Alpi)

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Capitolo I Campo di applicazione Articolo 1 Il presente Regolamento è applicato in tutte le sessioni della Conferenza delle Alpi, convocate ai sensi dell'articolo 5 della Convenzione.

Capitolo II Convocazione delle sessioni Articolo 2 1. Luogo, data e durata di una sessione ordinaria sono stabiliti dalla Presidenza, consultato il Comitato permanente. 2. La Presidenza comunica alle Parti contraenti e agli Osservatori data, luogo e durata della Conferenza almeno due mesi prima di una sessione.

Capitolo III Osservatori Articolo 3 1. Ai sensi dell'articolo 5, comma 5 della Convenzione delle Alpi, la Presidenza invita alle sessioni della Conferenza, in qualità di Osservatori, su loro domanda, le Nazioni Unite, le loro Istituzioni specializzate, il Consiglio d'Europa, ogni Stato europeo, nonchè le Comunità transfrontaliere di enti territoriali delle Alpi.

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2. Su proposta del Comitato permanente, la Conferenza delle Alpi delibera sull'ammissione alle sessioni della Conferenza delle Alpi, in qualità di Osservatori, di organizzazioni internazionali non governative, ai sensi dell'articolo 5, comma 5 della Convenzione delle Alpi. 3. La Conferenza delle Alpi conferisce al Comitato permanente la competenza di permettere, fino alla prossima sessione della Conferenza delle Alpi, alle organizzazioni internazionali non governative la partecipazione in qualità di Osservatori alle sessioni del Comitato permanente, ancora prima dell'ammissione di queste organizzazioni ai sensi del comma 2 del presente articolo. 4. Gli Osservatori di cui al comma 2 del presente articolo possono essere esclusi in parte o interamente da determinate sessioni.

Capitolo IV Ordine del giorno Articolo 4 La bozza dell'ordine del giorno di ogni sessioneordinaria, redatta dalla Presidenza ai sensi dell'articolo 5, comma 3 della Convenzione delle Alpi, reca di norma: 1. Approvazione dell'ordine del giorno; 2. Deliberazione sulle autorizzazioni; 3. Ammissione di organizzazioni non governative internazionali; 4. I punti dell'ordine del giorno, desumibili dai singoli articoli e in particolare dall'articolo 6 della Convenzione delle Alpi;


5. I punti dell'ordine del giorno, desumibili dai singoli articoli dei Protocolli, ai sensi dell'articolo 2, comma 3 della Convenzione delle Alpi; 6. I punti dell'ordine del giorno, il cui inserimento è stato deliberato in occasione della prece dente sessione della Conferenza delle Alpi; 7. I punti dell'ordine del giorno di cui all'articolo 9 del presente Regolamento; 8. Ogni punto dell'ordine del giorno, proposto da una Parte contraente alla Presidenza e accolto da questa ancora prima della trasmissione della bozza dell'ordine del giorno; 9. Varie; 10. Approvazione del processo verbale delle deliberazioni ai sensi dell'articolo 22, comma 1 del presente Regolamento;

vamente da quei punti dell'ordine del giorno che sono stati proposti ai sensi dell'articolo 5, comma 6 della Convenzione della Alpi. Questa bozza è inviata alle Parti contraenti e agli Osservatori, insieme all'invito alla sessione straordinaria.

Articolo 5

Capitolo V

Almeno due mesi prima dell'inizio di ogni sessione ordinaria, la Presidenza trasmette alle Parti contraenti e agli Osservatori la bozza dell'ordine del giorno, possibilmente insieme ai documenti della sessione.

Rappresentanza e autorizzazioni

La Presidenza inserisce nell'ordine del giorno ogni ulteriore punto che sia stato inoltrato da una Parte contraente in seguito alla trasmissione della bozza dell'ordine del giorno, se possibile otto giorni prima dell'inizio della sessione.

Articolo 7 La bozza dell'ordine del giorno di una sessione straordinaria è formata esclusi-

La Conferenza delle Alpi approva l'ordine del giorno.

Articolo 9 Qualora la Conferenza non deliberi diversamente, ogni punto dell'ordine del giorno, che non sia sta to possibile esaurire nel corso di una sessione, è posto all'ordine del giorno della sessione ordinaria successiva.

Articolo 10 Ciascuna Parte contraente che partecipa alla Conferenza delle Alpi è rappresentata da una delegazione. Questa è costituita dal Capo della delegazionee, eventualmente, da altri delegati o consulenti autorizzati.

Conferenza delle Alpi - Regolamento

Articolo 6

Articolo 8

Articolo 11 I Capi delle delegazioni e, eventualmente, gli altri delegati autorizzati debbono essere provvisti delle debite autorizzazioni, qualora essi non siano autorizzati d'istituto alla rappresentanza. Le autorizzazioni vengono consegnate alla Presidenza posSegnali alpini 1

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sibilmente prima dell'apertura della sessione della Conferenza delle Alpi. I Capi delle delegazioni notificano alla Presidenza la composizione delle loro delegazioni nonchè ogni sua successiva modifica.

Articolo 12 La Presidenza verifica le autorizzazioni e presenta all'inizio della sessione una relativa relazione. La Conferenza delle Alpi delibera sulle autorizzazioni. Fino a tale deliberazione, le delegazioni sono ammesse provvisoriamente alla partecipazione alla sessione.

Capitolo VI Presidenza Articolo 13 La Presidenza resta in carica finché non è stabilita la nuova Presidenza ai sensi dell'articolo 5, comma 2 della Convenzione delle Alpi.

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2. D'intesa con le Parti contraenti, la Presidenza può affidare alcuni di questi compiti ad un'altra Parte contraente.

Articolo 15 1. Il Presidente è il delegato della Parte contraente che detiene la Presidenza ed è incaricato dalla medesima della conduzione di una sessione della Conferenza delle Alpi. 2. Il Presidente partecipa alle sessioni della Conferenza delle Alpi esclusivamente in tale funzione e per questo periodo non esercita i diritti di un delegato di una Parte contraente, i quali vengono eventualmente assunti da un altro delegato della rispettiva Parte contraente. 3. In caso di assenza o di impedimento temporanei del Presidente, questo nomina un suo sostituto. Durante le sue funzioni di Presidente, il sostituto non può esercitare i diritti di delegato di una Parte contraente.

Articolo 14

Capitolo VII

1. È compito della Presidenza provvedere allo svolgimento delle sessioni ordinarie e straordinarie della Conferenza delle Alpi, nonchè delle sessioni del Comitato permanente, e in particolare: a) la messa a disposizione delle strutture e dei servizi necessari per le sessioni; b) la raccolta, la traduzione e la trasmissione dei documenti ufficiali; c) la redazione e la presentazione dei verbali delle sessioni ai sensi dell'articolo 22, comma 1 e 2.

Conduzione delle sessioni

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Articolo 16 Le Parti contraenti hanno il diritto di presentare in qualsiasi momento nel corso del dibattito una mozione d'ordine, che viene trattata immediatamente. Nel caso di più mozioni d'ordine, viene trattata con priorità quella più divergente dall'ordine originariamente previsto. Su ogni mozione d'ordine presentata, una Parte contraente può intervenire a favore e un'altra contro. Se da parte


Articolo 17 Salvo le disposizioni di cui all'articolo 11 della Convenzione delle Alpi, le delibere proposte alla Conferenza delle Alpi debbono essere inoltrate per iscritto in una delle lingue ufficiali almeno due mesi prima, le richieste di modifica delle proposte inoltrate almeno un mese prima dell'inizio della rispettiva sessione della Conferenza delle Alpi. Le proposte sono inviate dalla Presidenza alle Parti contraenti e agli Osservatori. In caso eccezionale, su proposta di una Parte contraente, la Conferenza può deliberare una riduzione di questi periodi.

Capitolo VIII Votazioni Articolo 18 Per le votazioni in sede di deliberazione della Conferenza delle Alpi, ai sensi degli articoli 6 e 7 della Convenzione delle Alpi, nonchè in sede di deliberazione su mozioni d'ordine, ai sensi dell'articolo 16 del presente Regolamento, occorre la presenza di almeno due terzi delle Parti contraenti.

Articolo 19 1. Le votazioni avvengono di norma con alzata di mano. 2. Su proposta di una Parte contraente, la votazione avviene con voto segreto.

3. L'astensione dal voto non fa mancare il consenso previsto dall'articolo 7 della Convenzione delle Alpi. 4. Le votazioni su mozioni d'ordine, di cui all'articolo 16 del presente Regolamento, avvengono sempre con alzata di mano.

Capitolo IX Procedura epistolare Articolo 20 1. Su proposta di una Parte contraente, la Conferenza delle Alpi può deliberare con procedura epistolare. 2. Tale proposta è inoltrata al Presidente, insieme alla bozza della delibera. Il Presidente trasmette quanto prima la proposta di delibera alle Parti contraenti, in attesa della loro presa di posizione entro due mesi a decorrere dalla data dell'invio, e nello stesso periodo consulta il Comitato permanente. Il Presidente informa gli Osservatori. La delibera risulta assunta quando è stata approvata per iscritto da tutte le Parti contraenti. Il Presidente comunica il risultato della procedura epistolare alle Parti contraenti e agli Osservatori.

Conferenza delle Alpi - Regolamento

del Presidente non e possibile constatare un consenso, la proposta alla base della mozione d'ordine diventa efficace quando è approvata da almeno due terzi delle Parti contraenti che partecipano al voto.

Capitolo X Lingue Articolo 21 1. Le lingue ufficiali della Conferenza delle Alpi sono francese, italiano, sloveno e tedesco. Segnali alpini 1

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2. Le dichiarazioni rese in una delle lingue ufficiali vengono tradotte nelle altre lingue ufficiali. 3. I documenti ufficiali delle sessioni della Conferenza vengono redatti in una delle lingue ufficiali e tradotti in tutte le altre lingue ufficiali.

Capitolo XI Processi verbali della Conferenza Articolo 22 1. Al termine di ogni sessione, la Conferenza delle Alpi approva un processo verbale che riporta il testo delle deliberazioni assunte nella sessione medesima (processo verbale delle deliberazioni). 2. Entro un mese, il Presidente trasmette alle Parti contraenti e agli Osservatori, nonchè al Presidente del Comitato permanente e ai Capi dei Gruppi di lavoro lo stesso processo verbale delle deliberazioni, integrato in particolare dei seguenti elementi:

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- elenco dei partecipanti - fonti delle proposte presentate - procedure di voto - dichiarazioni di voto - altre dichiarazioni in forma abbreviata su richiesta delle Parti contraenti e degli Osservatori. 3. In seguito alla sua trasmissione, il processo verbale delle deliberazioni, integrato come dal comma 2 del presente articolo, viene approvato dalle Parti contraenti nella sessione successiva del Comitato permanente.

Capitolo XII Modifiche del Regolamento Articolo 23 La Conferenza può modificare il presente Regolamento in conformità con le disposizioni di cui all'articolo 6, lettera c) e all'articolo 7, comma 1 della Convenzione delle Alpi.


Convenzione delle Alpi

Comitato permanente - Regolamento

Regolamento per il Comitato permanente della Conferenza delle Parti contraenti (Conferenza delle Alpi)

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Capitolo I

Capitolo III

Campo di applicazione

Osservatori e altri partecipanti

Articolo 1

Articolo 3

1. Il presente Regolamento è applicato in tutte le sessioni del Comitato permanente della Conferenza delle Alpi. 2. Le disposizioni del presente Regolamento valgono a supplemento delle disposizioni del Regolamento della Conferenza delle Alpi, che riguardano il Comitato permanente. Per i quesiti di interpretazione prevale il Regolamento della Conferenza delle Alpi.

1. Una Comunità transfrontaliera di enti territoriali delle Alpi può essere ammessa in qualità di osservatore se gli enti costituenti non sono già rappresentati in seno al Comitato permanente. 2. Il Comitato permanente può proporre alla Conferenza delle Alpi l’ammissione, in qualità di osservatori, di organizzazioni non governative internazionali e può permetterne la partecipazione alle sessioni del Comitato permanente e dei gruppi di lavoro fino alla prossima riunione della Conferenza delle Alpi, conformemente all’articolo 13 del presente Regolamento, a condizioni che esse: a) in base ai loro statuti, perseguano gli obiettivi della Convenzione delle Alpi e contribuiscano in modo sostanziale ai lavori della Conferenza delle Alpi e del Comitato permanente; b) siano attive in tutto lo spazio alpino; c) abbiano la loro sede nello spazio alpino e dispongano di una struttura organizzativa permanente con un consiglio, un segretariato e degli statuti; nonché d) adempiano a un’esigenza (un campo d’attività) che non sia già sufficientemente rappresentata (-o) dalle altre organizzazioni aventi statuto d’osservatore. 3. In tal modo si tiene conto di una rappresentanza equilibrata dei diversi interessi.

Capitolo II Convocazione delle sessioni Articolo 2 1. Una sessione ha luogo ogni qualvolta essa sia necessaria e almeno una volta all'anno. 2. Luogo, data e durata di ogni sessione sono stabiliti dalla Presidenza, consultate le Parti contraenti. 3. Una sessione ha luogo, inoltre, ogni qualvolta sia proposta per iscritto alla Presidenza da almeno due terzi delle Parti contraenti. 4. La Presidenza comunica alle Parti contraenti e agli Osservatori data, luogo e durata della sessione almeno sei settimane prima del suo inizio e al più tardi immediatamente dopo la decisione della sua convocazione.

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4. Gli osservatori giusta il capoverso 2 del presente articolo possono essere dispensati totalmente o parzialmente dalla partecipazione a determinate sessioni.

Capitolo IV

Articolo 4

La bozza dell'ordine del giorno di ogni sessione reca di norma: 1. Approvazione dell'ordine del giorno; 2. Approvazione del testo integrato del processo verbale delle deliberazioni della precedente sessione, ai sensi dell’articolo 19, comma 2 del presente Regolamento; 3. Ammissione di organizzazioni governative e non governative; 4. I punti dell'ordine del giorno, la cui trattazione è stata deliberata dalla Conferenza delle Alpi; 5. I punti dell'ordine del giorno, la cui trattazione è stata deliberata nella sessione precedente del Comitato permanente; 6. I punti dell'ordine del giorno di cui all’articolo 10 del presente Regolamento; 7. Ogni punto dell'ordine del giorno, proposto da una Parte contraente alla Presidenza e accolto da questa ancora prima della trasmissione della bozza dell'ordine del giorno; 8. Varie; 9. Approvazione del processo verbale delle deliberazioni ai sensi dell'articolo 19, comma 1 del presente Regolamento;

Articolo 5 1. Al fine di creare una rete e di favorire la trasparenza, la Presidenza del Comitato permanente tiene un elenco nel quale sono enumerate tutte le organizzazioni governative e non governative interessate che non godono dello statuto d’osservatore. 2. Le organizzazioni interessate giusta il capoverso 1 vengono adeguatamente informate sulle attività della Conferenza delle Alpi e del Comitato permanente.

Articolo 6 Ai sensi dell’articolo 8, comma 4 della Convenzione delle Alpi, il Comitato permanente può invitare organizzazioni governative e non governative a consultazioni specifiche, anche nell’ambito dei Gruppi di lavoro, di cui all’articolo 13 del presente Regolamento.

Articolo 7

Comitato permanente - Regolamento

Il Comitato permanente decide nel singolo caso sulla partecipazione di organizzazioni non governative alle sue sessioni (altri partecipanti).

Ordine del giorno

Articolo 8 Per ogni sessione e almeno sei settimane prima dell'inizio del suo inizio, la Presidenza trasmette alle Parti contraenti e agli Osservatori, nonchè ai Capi dei Gruppi di lavoro esistenti, di cui all’articolo 13 del Segnali alpini 1

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presente Regolamento, la bozza dell’ordine del giorno, possibilmente insieme ai relativi documenti.

Articolo 9 Prima dell'inizio della sessione, la Presidenza inserisce nell'ordine del giorno ogni ulteriore punto che sia stato inoltrato da una Parte contraente in seguito alla trasmissione della bozza dell'ordine del giorno.

Articolo 10 Il Comitato permanente approva l’ordine del giorno.

Articolo 11 Qualora lil Comitato permanente non deliberi diversamente, ogni punto dell'ordine del giorno di una sessione, che non sia stato possibile esaurire nel corso della stessa sessione, è posto all'ordine del giorno della sessione successiva.

Capitolo V Composizione delle delegazioni Articolo 12 1. Le Parti contraenti e gli Osservatori sono rappresentati da delegazioni. 2. Le Parti contraenti e gli Osservatori notificano alla Presidenza i Capi delle loro delegazioni. I Capi delle delegazioni notificano alla Presidenza la composizione delle loro delegazioni presso il Comitato permanente e presso i Gruppi di lavoro, di cui all’articolo 13

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Segnali alpini 1

del presente Regolamento, nonché ogni successiva modifica di tale composizione.

Capitolo VI Presidenza Articolo 13 1. Il Presidente partecipa alle sessioni del Comitato permanente esclusivamente in tale funzione e nello stesso periodo non esercita i diritti di un delegato di una Parte contraente, i quali vengono eventualmente assunti da un altro delegato della rispettiva Parte contraente. 2. In caso di assenza o di impedimento temporanei del Presidente, questo nomina un suo sostituto. Durante le sue funzioni di Presidente, il sostituto non può esercitare i diritti di delegato di una Parte contraente.

Capitolo VII Gruppi di lavoro e Gruppi di lavoro ad hoc del Comitato permanente Articolo 14 1. Per l’attuazione della Convenzione delle Alpi, nonché per la preparazione di deliberazioni della Conferenza delle Alpi e del Comitato permanente, questo insedia Gruppi di lavoro e coordina la loro attività, in conformità con l’articolo 6, lettera e) e con l’articolo 8, comma 6, lettera e) della Convenzione delle Alpi.


Articolo 15 Il Comitato permanente, qualora lo ritenga necessario, può insediare Gruppi di lavoro ad hoc, affidando ad essi compiti specifici.

Capitolo VIII Conduzione delle sessioni Articolo 16 Le Parti contraenti hanno il diritto di presentare in qualsiasi momento nel corso del dibattito una mozione d'ordine, che viene trattata immediatamente. Nel caso di più mozioni d'ordine, viene trattata con priorità quella più divergente dall'ordine originariamente previsto. Su ogni mozione d'ordine presentata, una Parte contraente

può intervenire a favore e un'altra contro; dopo di che si procede direttamente al voto. Se da parte del Presidente non è possibile constatare un consenso, la proposta alla base della mozione d'ordine diventa efficace quando è approvata da almeno due terzi delle Parti contraenti che partecipano al voto.

Capitolo IX Votazioni Articolo 17 Per le votazioni in sede di deliberazione del Comitato permanente, ai sensi degli articoli 6 e 7 della Convenzione delle Alpi, nonché in sede di deliberazione su mozioni d'ordine, ai sensi dell'articolo 15 del presente Regolamento, occorre la presenza di almeno due terzi delle Parti contraenti.

Articolo 18 1. Le votazioni avvengono con alzata di mano. 2. Su proposta di una Parte contraente, la votazione avviene con voto segreto. 3. L'astensione dal voto non fa mancare il consenso previsto dall'articolo 7 della Convenzione delle Alpi. 4. Le votazioni su mozioni d'ordine, di cui all'articolo 15 del presente Regolamento, avvengono sempre con alzata di mano.

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Comitato permanente - Regolamento

2. Per i Gruppi di lavoro vale, per analogia, il presente Regolamento, qualora il Comitato permanente non deliberi un regolamento specifico per un determinato Gruppo di lavoro. 3. Alla Parte contraente incaricata della conduzione di un Gruppo di lavoro spettano, per analogia, i compiti della Presidenza, previsti dall’articolo 14 del Regolamento della Conferenza delle Alpi. 4. Il Comitato permanente conferisce la conduzione di un Gruppo di lavoro ad una Parte contraente. Questa nomina il Capo del Gruppo di lavoro e lo notifica alle Parti contraenti e agli Osservatori. 5. Quando è ritenuto opportuno, i Capi dei Gruppi di lavoro esistenti sono invitati a consultazioni alle sessioni del Comitato permanente.

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Capitolo X Lingue Articolo 19 1. Le lingue ufficiali della Conferenza delle Alpi sono anche le lingue ufficiali del Comitato permanente, dei Gruppi di lavoro, di cui all’articolo 13, e dei Gruppi di lavoro ad hoc, di cui all’articolo 14 del presente Regolamento. 2. Dichiarazioni rese in una delle lingue ufficiali vengono tradotte nelle altre lingue ufficiali. 3. I documenti ufficiali del Comitato permanente vengono redatti in una delle lingue ufficiali e tradotti in tutte le altre lingue ufficiali.

Capitolo XI Processi verbali del Comitato permanente

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sessione (processo verbale delle deliberazioni). 2. Entro un mese, il Presidente trasmette alle Parti contraenti e agli Osservatori, nonchè ai Capi dei Gruppi di lavoro esistenti, di cui all’articolo 13 del presente Regolamento, lo stesso processo verbale delle deliberazioni, integrato in particolare dei seguenti elementi: - elenco dei partecipanti - fonti delle proposte presentate - procedure di voto - dichiarazioni di voto - altre dichiarazioni in forma abbreviata su richiesta delle Parti contraenti e degli Osservatori. 3. Il processo verbale delle deliberazioni, integrato come dal comma 2 del presente articolo, viene approvato dal Comitato permanente nella sua sessione successiva.

Capitolo XII Modifiche del Regolamento

Articolo 20

Articolo 21

1. Al termine di ogni sessione del Comitato permanente, questo approva un processo verbale che riporta il testo delle deliberazioni assunte nella stessa

Il Comitato permanente può modificare il presente Regolamento in conformità con le disposizioni di cui all'articolo 8, comma 3 e 7 della Convenzione delle Alpi.

Segnali alpini 1


Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi

Segretariato permanente â&#x20AC;&#x201C; Statuto

Statuto

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Consapevole dell’importanza da attribuire all’attuazione ed allo sviluppo della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli; Convinta del ruolo determinante che il Segretariato Permanente rivestirà in tale ambito; Ai sensi dell’Articolo 9 della Convenzione delle Alpi e della decisione 7A della VI Conferenza delle Alpi che ha deliberato l’istituzione del Segretariato Permanente; La VII Conferenza delle Alpi delibera quanto segue: 

A. Sede del Segretariato Permanente La Conferenza delle Alpi delibera l’istituzione della sede del Segretariato Permanente della Convenzione delle Alpi a Innsbruck con sede operativa distaccata a Bolzano. Le funzioni saranno così distribuite: La sede di Innsbruck svolgerà le seguenti funzioni: - Sede del Segretario Generale e delle funzioni politiche ed amministrative del Segretariato, in particolare - La rappresentanza del Segretariato verso l’esterno; - Le pubbliche relazioni; - Il supporto politico e tecnico della Presidenza. La sede di Bolzano svolgerà le seguenti funzioni: - funzioni tecnico-operative, in particolare - Il Sistema di Osservazione ed Informazione delle Alpi (SOIA); - Coordinamento delle attività di ricerca alpina (con, inter alia, Grenoble, Innsbruck, Lugano e Monaco di Baviera); - Traduzione ed interpretazione.

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Segnali alpini 1

Il Vice Segretario Generale assume una responsabilità speciale per la sede di Bolzano. Le attività della sede di Bolzano saranno parzialmente garantite da finanziamenti del Governo italiano e dal supporto dell’Accademia Europea di Bolzano.

B. Funzioni 1. Il Segretariato Permanente supporta i lavori degli organi istituiti nell’ambito della Convenzione delle Alpi. 2. Secondo quanto stabilito dallo Statuto contenuto nell’Allegato I alla presente Decisione, il Segretariato Permanente svolge principalmente le seguenti funzioni: a) di supporto tecnico, logistico e amministrativo all’attuazione della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli; b) di coordinamento delle attività di ricerca, di osservazione e di informazione in relazione alle Alpi; c) attività di pubbliche relazioni; d) amministrativa e di archiviazione.

C. Diritto di proposta Il Segretariato Permanente può, nell’ambito delle sue competenze, sottoporre proposte al Comitato Permanente inerenti tutte le questioni relative alla Convenzione delle Alpi ed ai suoi Protocolli.

D. Nomina del Segretario Generale, del Vice-Segretario Generale e del Segretario Generale 1. A capo del Segretariato Permanente è il Segretario Generale.


E. Privilegi e immunità 1. Il Segretario Generale è incaricato, a nome e per conto del Segretariato Permanente, di negoziare un accordo di sede con il Paese ospitante il Segretariato Permanente e, previa approvazione da parte della Conferenza delle Alpi, a stipulare tale accordo. 2. Il Comitato Permanente viene incaricato di preparare una proposta sulle modalità per garantire privilegi e immunità al Segretariato Permanente, al Segretario Generale, al Vice-Segretario Generale ed ai dipendenti del Segretariato Permanente nelle Parti alla Convenzione delle Alpi diverse dallo Stato di sede.

F. Finanziamento Il finanziamento del Segretariato Permanente avviene in base alle disposizioni contenute nell’Allegato III.

G. Disposizioni finali 1. L’organizzazione interna e le funzioni del Segretariato Permanente sono disciplinate dallo Statuto contenuto nell’Allegato I.

2. Le disposizioni della presente Decisione relative al Segretario Generale valgono, mutatis mutandis , per il Segretario Generale ad interim. 3. Gli Allegati I, II e III costituiscono parte integrante della presente Decisione.

Allegato I Statuto del Segretariato permanente della Convenzione per la Protezione delle Alpi Articolo 1 Funzioni del Segretariato 1. Il Segretariato Permanente svolge le funzioni ad esso attribuite dal paragrafo B della presente Decisione, secondo quanto stabilito nei paragrafi seguenti. 2. Il Segretariato fornisce supporto tecnico, logistico e amministrativo all’attuazione della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli. Nell’ambito di questa funzione, il Segretariato svolge, in particolare, i seguenti compiti: a. Trasmette i rapporti sull'attuazione della Convenzione e dei Protocolli compilati dalle Parti Contraenti, e li sottopone all’organo competente per la verifica dell’attuazione della Convenzione e dei suoi Protocolli; b. Supporta l'organo competente per la verifica dell’attuazione della Convenzione e dei suoi Protocolli nella redazione dei suoi rapporti.

Segnali alpini 1

Segretariato permanente – Statuto

2. Il Segretario Generale e il Vice-Segretario Generale sono nominati secondo le modalità indicate nell’Allegato II. 3. E’ nominato quale Segretario Generale ad interim il signor Noël Lebel, che resterà in carica fino alla VIII Conferenza delle Alpi. 4. In questo contesto, i Ministri concordano sui termini allegati a questa decisione (Allegato IV).

223


3. Il Segretariato coordina le attività di ricerca, di osservazione e di informazione in relazione alle Alpi. In tale contesto, esso svolge in particolare i seguenti compiti: a. Funge da unità centrale di coordinamento del Sistema di Osservazione ed Informazione delle Alpi (S.O.I.A); b. Cura l’effettuazione di studi e ricerche secondo quanto stabilito dalla Conferenza delle Alpi e dal Comitato Permanente; c. Armonizza le attività di ricerca e di osservazione, ed il relativo rilevamento dei dati; d. Assicura il coordinamento necessario con le istituzioni internazionali competenti. 4. Il Segretariato svolge attività di pubbliche relazioni. In questo ambito, esso svolge in particolare i seguenti compiti: a. Gestisce, direttamente o indirettamente, i siti web ufficiali della Convenzione; b. Cura l'informazione sulle attività della Convenzione; c. Risponde alle richieste di informazioni avanzate dal pubblico; d. Risponde alle richieste di informazioni avanzate dalle Parti Contraenti; e. Stabilisce contatti con altre istituzioni internazionali competenti. 5. Il Segretariato svolge funzioni amministrative e di archiviazione. In tale ambito, esso svolge, in particolare, i seguenti compiti: a. Prepara ed organizza, coordinandosi con la Presidenza della Conferenza delle Alpi, stabilita ai sensi dell’Articolo 5 paragrafo 2 della

224

Segnali alpini 1

Convenzione (“Presidenza”), le sessioni ordinarie e straordinarie della Conferenza delle Alpi (Articolo 5, paragrafi 2 e 6 della Convenzione), le riunioni del Comitato Permanente (Articolo 8 della Convenzione), nonché le sedute di lavoro degli altri organi istituti nell’ambito della Convenzione secondo quanto stabilito dalla Conferenza delle Alpi e dal Comitato Permanente; b. Cura la verbalizzazione delle sessioni della Conferenza delle Alpi e delle riunioni del Comitato Permanente, nonché delle sedute di lavoro degli altri organi istituti nell’ambito della Convenzione secondo quanto stabilito dalla Conferenza delle Alpi e dal Comitato Permanente; c. Cura le traduzioni e l’interpretariato nelle lingue ufficiali della Convenzione; d. Detiene l'archivio relativo alla Convenzione e ai Protocolli e garantisce un’accessibilità appropriata ai documenti in esso contenuti; e. Trasmette i documenti pertinenti alla Conferenza delle Alpi, al Comitato Permanente e alle Parti Contraenti. 6. Il Segretariato svolge, infine, ogni altra funzione che gli sia assegnata dalle disposizioni della Convenzione e dei Protocolli, nonché dalla Conferenza delle Alpi. 7. Nell’ambito di tali funzioni, il Comitato Permanente può assegnare specifici compiti al Segretariato.


Articolo 2

Articolo 4

Composizione del Segretariato

Vice-Segretario Generale

1. Il Segretariato è composto da un Segretario Generale, da un Vice-Segretario Generale e da quattro dipendenti.

1. Il Vice-Segretario Generale è nominato secondo le disposizioni dell’Allegato II alla presente Decisione.

2. Ove necessario, il Segretariato potrà avvalersi anche della collaborazione di esperti esterni.

2. Il Vice-Segretario Generale affianca il Segretario Generale nello svolgimento delle sue funzioni e lo sostituisce in caso di sua assenza o impedimento.

Articolo 3 Segretario Generale

Articolo 5

2. Il Segretario Generale è a capo del Segretariato: dirige tutte le attività del Segretariato e ne è responsabile. 3. Il Segretario Generale rappresenta il Segretariato verso l’esterno e può concludere i contratti e altri negozi ­giuridici, secondo il diritto nazionale applicabile, necessari affinché il Segretariato possa svolgere le proprie funzioni.

I dipendenti sono assunti dal Segretario Generale. Nella selezione dei dipendenti, dovrà essere garantita una considerazione di pari valore delle lingue ufficiali della Convenzione.

Articolo 6 Gestione finanziaria del Segretariato 1. Il Segretario Generale prepara un bilancio preventivo ed un bilancio consuntivo annuali e li invia alla Conferenza delle Alpi e al Comitato Permanente.

4. Il Segretario Generale gestisce le risorse finanziarie destinate al Segretariato, secondo quanto stabilito nell’Articolo 6 del presente Statuto e nell’Allegato III alla presente Decisione.

2. Il Comitato Permanente considera il bilancio preventivo ed il bilancio consuntivo di cui al paragrafo precedente, e sottopone alla Conferenza delle Alpi suoi eventuali commenti.

5. Il Segretario Generale predispone un rapporto annuale sulle attività svolte dal Segretariato e lo presenta alla Conferenza delle Alpi e al Comitato Permanente.

3. Il Comitato Permanente può in ogni momento incaricare un soggetto indipendente di verificare la gestione finanziaria del Segretariato Permanente. Segnali alpini 1

Segretariato permanente – Statuto

Dipendenti 1. Il Segretario Generale è nominato secondo le disposizioni dell’Allegato II alla presente Decisione.

225


4. La Conferenza delle Alpi discute e approva il bilancio preventivo ed il bilancio consuntivo.

Articolo 7 Disposizioni finali 1. Il Segretario Generale, il Vice-Segretario Generale ed il personale del Segretariato svolgono il proprio incarico in maniera indipendente e non potranno in alcun caso ricevere istruzioni da parte di qualsiasi Parte Contraente o altra autorità esterna. 2. Il rapporto di lavoro tra il Segretariato, da un lato, e il Segretario Generale, il Vice-Segretario Generale e i dipendenti, dall’altro, è sottoposto alle leggi nazionali dello Stato di sede, per quanto non previsto dalla presente Decisione e dall’Accordo di sede.

Allegato II Procedura di selezione e nomina del Segretario generale e del Vice-Segretario generale Articolo 1 Ricerca dei candidati

to Permanente sotto la supervisione del Comitato Permanente. 2. Per la preselezione dei candidati, il Comitato Permanente può istituire un gruppo di lavoro per preparare una lista dei candidati più idonei.

Articolo 2 Nomina La Conferenza delle Alpi delibera per consenso sulla nomina del Segretario Generale, scegliendolo fra i candidati selezionati ai sensi dell’art. 1.

Articolo 3 Durata della carica Il Segretario Generale assume le sue funzioni entro i tre mesi successivi alla Conferenza delle Alpi in cui è stato nominato. Dura in carica quattro anni e può essere confermato una sola volta per altri due anni. Per la conferma vale, per analogia, quanto descritto all’articolo 2 del presente allegato. Il Segretario Generale rimane in carica fino all’entrata in carica del suo successore.

Articolo 4 Selezione del Vice-Segretario Generale

1. Le Parti contraenti effettueranno, sul proprio territorio, una ricerca di candidati, basata su un unico bando internazionale. Tale ricerca dovrà essere basata su principi di trasparenza ed efficienza. Il bando internazionale sarà preparato ed effettuato dal Segretaria-

226

Segnali alpini 1

1. Il Vice-Segretario Generale viene nominato, su proposta del Segretario Generale, dal Comitato Permanente. Il Segretario Generale ed il Vice-Segretario Generale non devono avere la stessa cittadinanza.


3. Per quanto non esplicitamente previsto per il Vice-Segretario Generale, si applicano, per analogia, le disposizioni sul Segretario Generale.

Allegato III Finanziamento del Segretariato Articolo 1 1. Il budget annuale del Segretariato Permanente per gli anni 2003-2004 è di 800.000 € (Euro). Tale valore potrà essere riconsiderato al momento della presentazione del successivo bilancio preventivo. L’esercizio finanziario del Segretariato Permanente inizia il primo gennaio di ogni anno.

traenti in quote di contribuzione, secondo la percentuale di ripartizione riportata nella seguente tabella: 3. Tali percentuali potranno essere riviste, su richiesta di una o più Parti, alla Conferenza delle Alpi, in occasione della sua VIII sessione o di quelle successive. Le percentuali restano in vigore fino a nuova, diversa, decisione della Conferenza delle Alpi. 4. I contributi per il finanziamento del Segretariato Permanente saranno versati il prima possibile, per assicurare la continuità nella gestione del Segretariato Permanente stesso.

Articolo 2 1. Contributi volontari possono essere versati dalle Parti contraenti in qualunque momento e possono essere usati per finanziare specifiche attività. Tali contributi possono essere effettuati anche in-kind.

Austria (A)

Svizzera (CH)

Germania (D)

Francia (F)

Liechtenstein (FL)

Italia (I)

Monaco (MC)

Slovenia (SLO)

2. Il budget annuale di cui al paragrafo precedente è ripartito tra le Parti con-

% per Paese

24,5

14,5

8,5

18

2

26,5

2

4

100

Tot per Paese

196.000

116.000

68.000

144.000

16.000

212.000

16.000

32.000

800.000

Segnali alpini 1

Segretariato permanente – Statuto

2. Per la procedura di selezione si dovrà prestare attenzione, nei limiti del possibile, a non assegnare contemporaneamente i posti di Segretario Generale e di Vice-Segretario Generale.

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2. I contributi devono essere versati in Euro direttamene sul conto corrente del Segretariato.

Articolo 3 Lo stipendio annuale lordo del Segretario Generale ad interim sarà compreso tra un minimo di € 70.000 ed un massimo di € 100.000. L’importo preciso della sua retribuzione sarà stabilito dal Comitato Permanente successivamente alla sua nomina.

Articolo 4 Lo stipendio del Segretario Generale sarà definito dopo la stipula dell’accordo di sede.

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Segnali alpini 1

Allegato IV I Ministri convengono di attribuire al candidato francese la funzione di Segretario Generale ad interim della Convenzione delle Alpi. L’Italia ritira la riserva sui meccanismi di implementazione. I Ministri concordano che durante il mandato del Segretario Generale ad interim, il Vice Segretario Generale debba essere di madre lingua tedesca e un membro del segretariato di madre lingua slovena. L’Italia finanzierà un esperto da designare a cura della Slovenia che opererà a Bolzano.


Abkommen zwischen der Republik Österreich und dem Ständigen Sekretariat des Übereinkommens zum Schutz der Alpen über dessen Amtssitz

L’installation du Secrétariat permanent à Innsbruck a nécessité la conclusion d’un accord de siège avec la République d’Autriche. Cet accord de siège a été signé solennellement en juin 2003. L’istituzione del Segretariato Permanente a Innsbruck ha richiesto la stipulazione di un accordo con la Repubblica d’Austria relativo alla sede. Questo accordo è stato firmato solennemente nel giugno del 2003. Ustanovitev Stalnega sekretariata v Innsbrucku je zahtevala sprejem ­pogodbe o sedežu z Republiko Avstrijo. Ta pogodba o sedežu je bila slavnostno podpisana junija leta 2003.

Segnali alpini 1

Accordo di Sede – Austria

Die Einrichtung des Ständigen Sekretariates in Innsbruck erforderte den ­Abschluss eines Sitzabkommens mit der Republik Österreich. Dieses Amtssitzabkommen wurde im Juni 2003 feierlich unterzeichnet.

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Präambel

Artikel 1 Begriffsbestimmungen

Unter Bezugnahme auf das am 7. November 1991 in Salzburg unterzeichnete Übereinkommen zum Schutz der Alpen (Alpenkonvention), das in Artikel 9 vorsieht, dass die Alpenkonferenz mit Einstimmigkeit die Errichtung eines Ständigen Sekretariats der Alpenkonvention beschließen kann; unter Bezugnahme auf den Beschluss 7A der VI. Alpenkonferenz vom 31. Oktober 2000, mit dem die Errichtung des Ständigen Sekretariats beschlossen wurde; unter Bezugnahme auf den Beschluss VII/2 der VII. Alpenkonferenz vom 19. November 2002, mit dem die Einrichtung des Sitzes des Ständigen Sekretariats in Innsbruck mit einer Außenstelle in Bozen festgelegt und der Generalsekretär beauftragt wird, im Namen des Ständigen Sekretariats ein Amtssitzabkommen mit dem Sitzstaat des Ständigen Sekretariats zu verhandeln und nach Genehmigung durch die Alpenkonferenz abzuschließen; und im Bestreben, den Status sowie die Privilegien und Immunitäten des Ständigen Sekretariats in der Republik Österreich festzulegen und dem Ständigen Sekretariat die Wahrnehmung seiner Aufgaben und Funktionen zu erleichtern; sind die Republik Österreich und das Ständige Sekretariat des Übereinkommens zum Schutz der Alpen wie folgt überein­ gekommen:

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Segnali alpini 1

In diesem Abkommen: a) bezeichnet der Begriff „zuständige österreichische Behörden“ die Bundes-, Landes-, Gemeinde- und sonstigen Behörden der Republik Österreich, die je nach dem Zusammenhang und gemäß den in der Republik Österreich geltenden Gesetzen und Übungen zuständig sind; b) bezeichnet der Begriff „Alpenkonvention“ das am 7. November 1991 in Salzburg unterzeichnete Überein­kommen zum Schutz der Alpen (Alpen­ konvention); c) bezeichnet der Begriff „das Ständige Sekretariat“ das Ständige Sekretariat der Alpenkonvention; d) bezeichnet der Begriff „Mitarbeiter des Ständigen Sekretariats“ alle Mitarbeiter des Ständigen Sekretariats einschließlich des Generalsekretärs und des Vizegeneralsekretärs mit Ausnahme des an Ort und Stelle aufgenommenen und nach Stundenlohn bezahlten Personals; e) bezeichnet der Begriff „Angestellte des Ständigen Sekretariats“ alle Mitarbeiter des Ständigen Sekretariats sowie alle im Dienste einer Regierung oder einer Internationalen Organisation stehenden und von dieser an das Ständige Sekretariat entsandten ­Personen; f) bezeichnet der Begriff „amtliche Tätigkeiten“ alle Tätigkeiten, die das Ständige Sekretariat in Ausübung der ihm von der Alpenkonferenz übertragenen Aufgaben durchführt;


Artikel 2 Rechtspersönlichkeit Die Republik Österreich anerkennt die Rechtspersönlichkeit des Ständigen ­Sekretariates. Es hat insbesondere die ­Fähigkeit: a) Verträge abzuschließen; b) unbewegliche und bewegliche Vermögenswerte zu erwerben und zu ver­ äußern; c) Gerichtsverfahren anzustrengen oder zu erwidern und d) andere Handlungen zu setzen, die für die Durchführung seiner Aufgaben notwendig oder nützlich sind.

Artikel 3

ne Sitzungen benützt wird, gilt als zeitweilig in den Amtssitzbereich ein­ bezogen.

Artikel 4 Unverletzlichkeit des Amtssitzes (1) Der Amtssitz des Ständigen Sekretariats ist unverletzlich. Kein Beamter oder Vertreter der Republik Österreich noch sonst irgendeine in der Republik Österreich Hoheitsrechte ausübende Person darf, außer mit der Zustimmung des Generalsekretärs des Ständigen Sekretariats und unter Einhaltung der von ihm festgelegten Bedingungen, den Amtssitz betreten und dort Amtshandlungen setzen. (2) Das Ständige Sekretariat wird verhindern, dass der Amtssitz Personen als Zuflucht dient, die sich der Verhaftung auf Grund eines Gesetzes der Republik Österreich entziehen wollen, die diese an ein anderes Land ausliefern will oder die gerichtlichen Vollzugshandlungen zu entgehen versuchen. (3) Soweit sich aus der Alpenkonvention oder diesem Abkommen nichts anderes ergibt, gelten im Amtssitzbereich die Gesetze der Republik Österreich.

Amtssitz

Artikel 5

(1) Der Amtssitz des Ständigen Sekretariats ist in Innsbruck; es hat eine Außenstelle in Bozen. (2) Jedes Gebäude in Innsbruck oder außerhalb Innsbrucks, das im Einvernehmen mit der Republik Österreich für vom Ständigen Sekretariat einberufe-

Befreiung von Gerichtsbarkeit und ­anderen Maßnahmen

Accordo di Sede – Austria

g) bezeichnet der Begriff „amtliche Besucher“ die gemäß der Alpenkonvention oder vom Ständigen Sekretariat eingeladenen Vertreter von Regierungen Internationalen Organisationen und grenzüberschreitenden Zusammenschlüssen alpiner Gebietskörper­ schaften.

(1) Das Ständige Sekretariat ist mit Ausnahme der folgenden Fälle von Gerichtsbarkeit und Vollzugshandlungen befreit: Segnali alpini 1

231


a) wenn das Ständige Sekretariat in einem bestimmten Fall ausdrück­ lich auf eine solche Befreiung verzichtet hat; b) wenn gegen das Ständige Sekretariat durch Dritte eine zivilrechtliche Klage auf Schadenersatz nach einem Verkehrsunfall mit einem im Besitz des Ständigen Sekretariats befindlichen oder in seinem Auftrag betriebenen Kraftfahrzeug oder aufgrund einer anderen Übertretung von Bestimmungen über den Besitz, Betrieb oder Einsatz von Kraftfahrzeugen eingebracht wird; c) wenn es aufgrund einer richterlichen Entscheidung zu einer Pfändung der vom Ständigen Sekretariat an einen Angestellten zu zahlenden Gehälter, Bezüge oder Entschädigungen kommt und das Ständige Sekretariat den österreichischen Behörden nicht innerhalb von 14 Tagen nach Kenntnisnahme von der betreffenden Entscheidung mitteilt, dass es auf seine Immunität nicht verzichtet; d) in allen Streitigkeiten arbeitsrechtlicher Natur zwischen dem Stän­ digen Sekretariat und seinen ­Angestellten.

(2) Unbeschadet der Bestimmungen der Absätze 1 und 3 gelten das Eigentum und die Vermögenswerte des Ständigen Sekretariats unabhängig von ihrem Standort als von allen Formen der Beschlagnahme, Einziehung, Enteignung oder Zwangsverwaltung befreit. (3) Das Eigentum und die Vermögenswerte des Ständigen Sekretariats sind ebenfalls von jedem behördlichen Zwang oder jeder Maßnahme, die ei-

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Segnali alpini 1

nem Urteil vorausgehen, befreit, es sei denn, dass dies im Zusammenhang mit der Verhinderung und gegebenenfalls der Untersuchung von Unfällen, an denen dem Ständigen Sekretariat gehörende oder für dieses betriebene Motorfahrzeuge beteiligt sind, vorübergehend notwendig ist.

Artikel 6 Unverletzlichkeit der Archive Die Archive des Ständigen Sekretariats sowie alle Dokumente und Datenträger, die ihm gehören oder sich in seinem Besitz befinden, sind unverletzlich.

Artikel 7 Schutz des Amtssitzbereichs Die zuständigen österreichischen Behörden werden entsprechende Vorsorge treffen, um zu gewährleisten, dass die Ruhe des Amtssitzbereichs nicht durch Personen oder Personengruppen gestört wird, die diesen ohne Erlaubnis zu betreten ­versuchen.

Artikel 8 Öffentliche Leistungen im Amtssitzbereich (1) Die Republik Österreich trifft entsprechende Maßnahmen, um die Versorgung des Amtssitzes mit den not­ wendigen öffentlichen Leistungen zu


Artikel 9 Nachrichtenverkehr (1) Die Republik Österreich trägt dafür Sorge, dass das Ständige Sekretariat in der Lage ist, Mitteilungen in Verbindung mit seinen amtlichen Tätigkeiten ohne Zensur oder andere Eingriffe zu versenden und zu empfangen. (2) Das Ständige Sekretariat genießt in der Republik Österreich im Hinblick auf alle seine amtlichen Mitteilungen und auf die Übermittlung aller seiner Schriftstücke Bedingungen, die nicht weniger vorteilhaft sind, als die günstigsten Bedingungen, die die Republik Österreich anderen Internationalen Organisationen hinsichtlich der Gewährung von Vorzugsbehandlungen, Tarifen und Sondergebühren für Postsendungen, telegraphische Mitteilungen, Funktelegramme, Faxnachrichten, Telephongespräche oder andere Kommunikationsformen gewährt.

Artikel 10 Befreiung von Steuern und Zöllen ­sowie andere Maßnahmen (1) Das Ständige Sekretariat und sein Eigentum sind nach Maßgabe der nachfolgenden Bestimmungen von allen Formen der Besteuerung befreit. (2) Indirekte Steuern, die in den Preisen der an das Ständige Sekretariat gelieferten Waren oder Dienstleistungen, einschließlich Miet- und Leasingkosten, enthalten sind, werden dem Ständigen Sekretariat insoweit rückerstattet, als dies für diplomatische Vertretungen in Österreich vorgesehen ist. (3) Alle Rechtsgeschäfte, an denen das Ständige Sekretariat beteiligt ist, und alle in Verbindung mit solchen Rechtsgeschäften stehenden Schriftstücke sind von Steuern sowie Beurkundungs- und Gerichtsgebühren befreit. (4) Alle Waren, einschließlich Dienstfahrzeuge und Ersatzteile dazu, die vom Ständigen Sekretariat für amtliche Zwecke ein- oder ausführt werden, sind von Zöllen und sonstigen Abgaben befreit, soweit diese nicht bloß Gebühren für erbrachte öffentliche Leis­tungen sind, sowie von allen wirtschaftlichen Ein- und Ausfuhrverboten und -beschränkungen ausgenommen. Die Republik Österreich stellt dem Ständigen Sekretariat für jedes von ihm gehaltene Fahrzeug ein Diplomatenkennzeichen zur Verfügung, das dieses Fahrzeug als amtliches Fahrzeug einer Internationalen Organisation ausweist. (5) Waren, die gemäß Absatz 4 eingeführt wurden, dürfen vom Ständigen Sekretariat innerhalb eines Zeitraumes von Segnali alpini 1

Accordo di Sede – Austria

an­gemessenen Bedingungen zu­ ge­währleis­ten. (2) Der Generalsekretär des Ständigen Sekretariats wird über Ersuchen die erforderlichen Vorkehrungen treffen, um den gehörig bevollmächtigten Vertretern der zuständigen öffentlichen Einrichtungen zu ermöglichen, die Anlagen, Leitungen, Netze und Kanalanlagen im Amtssitzbereich zu überprüfen, instand zu setzen, instand zu halten, wiederherzustellen oder zu verlegen, und zwar in einer Weise, dass dadurch die amtliche Tätigkeit nicht über Gebühr gestört wird.

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zwei Jahren nach ihrer Einfuhr weder verliehen, verpfändet, vermietet, veräußert noch überlassen werden, andernfalls die Abgaben nach den zum Zeitpunkt der Verfügung geltenden Bemessungsgrundlagen erhoben ­werden. (6) Das Ständige Sekretariat ist von der Verpflichtung zur Entrichtung des Dienstgeberbeitrages zum Ausgleichfonds für Familienbeihilfen oder an eine Einrichtung mit gleichartigen Funktionen befreit.

Artikel 11 Finanzeinrichtungen Die Republik Österreich trägt dafür Sorge, dass das Ständige Sekretariat in der Lage ist: a) Währungsguthaben und Wertpapiere auf gesetzlich zulässigem Weg zu erwerben und zu erhalten sowie solche zu besitzen oder zu veräußern; b) Bankkonten in jeder beliebigen Währung zu eröffnen und zu unterhalten, und c) seine Einlagen, Wertpapiere und Währungsguthaben nach, aus oder in die Republik Österreich zu transferieren.

Artikel 12 Sozialversicherung (1) Das Ständige Sekretariat und seine Angestellten sind von allen Pflichtbeiträgen an die Sozialversicherungsein-

234

Segnali alpini 1

richtungen der Republik Österreich befreit. (2) Die Mitarbeiter des Ständigen Sekretariats haben das Recht, jedem einzelnen Zweig der Kranken-, Unfall- und Pensionsversicherung sowie der Arbeitslosenversicherung beizutreten. Diese Versicherung hat die gleichen Rechtswirkungen wie eine Pflichtversicherung. (3) Die Mitarbeiter des Ständigen Sekretariats können das Recht nach Absatz 2 binnen drei Monaten nach In-KraftTreten dieses Artikels oder binnen drei Monaten nach dem Beginn ihres Beschäftigungsverhältnisses beim Ständigen Sekretariat durch Abgabe einer schriftlichen Erklärung geltend ­machen. (4) Die Versicherung nach Absatz 2 beginnt in dem gewählten Zweig mit dem Beginn der Beschäftigung beim Ständigen Sekretariat, wenn die Erklärung binnen sieben Tagen nach Inkrafttreten dieses Artikels oder nach Beginn der Beschäftigung abgegeben wird, sonst mit dem der Abgabe der Erklärung nächstfolgenden Tag. (5) Die Versicherung endet mit dem Ende der Beschäftigung beim Ständigen ­Sekretariat. (6) Die Mitarbeiter des Ständigen Sekretariats haben für die Dauer der Versicherung die Beiträge zur Gänze an die ­Tiroler Gebietskrankenkasse zu entrichten. (7) Die nach Absatz 3 abzugebenden Erklärungen werden vom Ständigen Sekretariat der Tiroler Gebietskrankenkasse übermittelt. Das Ständige Sekretariat erteilt der Tiroler Gebietskrankenkasse auf Ersuchen die für die


Artikel 13 Durchreise und Aufenthalt (1) Die Republik Österreich trifft Vorsorge dafür, dass den unten angeführten Personen die Einreise nach und der Aufenthalt in der Republik Österreich ermöglicht wird, dass sie die Republik Österreich ohne Probleme verlassen und unbehindert vom oder zum Amtssitz reisen können und dass bei diesen Reisen der notwendige Schutz gewährleistet wird: a) der Generalsekretär und die im gemeinsamen Haushalt lebenden Familienangehörigen und sonstige Haushaltsangehörige; b) die Angestellten des Ständigen Sekretariats und die im gemeinsamen Haushalt lebenden Familienan­ gehörigen; c) die amtlichen Besucher und d) die Sachverständigen. (2) Die für die in Absatz 1 genannten Personen erforderlichen Sichtvermerke werden kostenlos und so rasch wie möglich bewilligt. (3) Keine von einer in Absatz 1 genannten Person in amtlicher Funktion im Rahmen des Ständigen Sekretariats verrichtete Tätigkeit darf als Grund dafür verwendet werden, dieser Person die Einreise nach bzw. die Ausreise aus der Republik Österreich zu verweigern. (4) Die Republik Österreich hat das Recht, einen ausreichenden Nachweis dafür

zu verlangen, dass Personen, die eines der in diesem Artikel genannten Rechte in Anspruch nehmen wollen, einer der in Absatz 1 beschriebenen Kate­ gorien angehören, und zu verlangen, dass den Quarantäne- und Gesundheitsvorschriften in angemessener Form entsprochen wird.

Artikel 14 Angestellte des Ständigen Sekretariats (1) Die Angestellten des Ständigen Sekretariats genießen in und gegenüber der Republik Österreich folgende Privilegien und Immunitäten: a) Befreiung von jeglicher Gerichtsbarkeit in Bezug auf die in Ausübung ihrer amtlichen Funktionen gemachten mündlichen oder schriftlichen Äußerungen und gesetzten Handlungen, wobei diese Befreiung auch dann weiterbesteht, wenn die betreffenden Personen nicht mehr Angestellte des Ständigen Sekretariats sind; diese Befreiung gilt nicht für Streitigkeiten arbeitsrechtlicher Natur zwischen dem Ständigen Sekretariat und ­seinen Angestellten; b) Unverletzlichkeit aller amtlichen Schriftstücke, Daten und sonstigen Materialien; c) Schutz vor Beschlagnahme ihres privaten und ihres dienstlichen Gepäcks und Schutz vor Durchsuchung des Dienstgepäcks und, falls der/die Angestellte unter Artikel 15 fällt und nicht österreichische(r) Staatsbürger(in) ist oder seinen/ihren ständigen Wohnsitz in der ReSegnali alpini 1

Accordo di Sede – Austria

Durchführung der Versicherung erforderlichen Auskünfte.

235


236

publik Österreich hat, auch des privaten Gepäcks; d) Befreiung von der Besteuerung von Gehältern, Bezügen einschließlich Zulagen, Entlohnungen, Entschädigungen und Ruhegenüssen, die sie vom Ständigen Sekretariat für ihre Dienste erhalten; diese Ausnahme gilt auch für alle Unterstützungen an die Familien der Angestellten; e) Befreiung von allen Formen der Besteuerung der Einkünfte, die sie oder ihre im gemeinsamen Haushalt lebenden Familienangehörigen aus Quellen außerhalb der Republik Österreich beziehen; f) Befreiung von der Erbschafts- und Schenkungssteuer (außer für inländische Liegenschaften), sofern eine Verpflichtung zur Bezahlung solcher Steuern allein aus dem Umstand entsteht, dass die Angestellten und ihre im gemeinsamen Haushalt lebenden Familienangehörigen ihren gewöhnlichen Aufenthalt in der Republik Österreich genommen haben oder beibehalten; g) Befreiung von Einwanderungsbeschränkungen und von der Ausländerregistrierung für sich selbst und für die im gemeinsamen Haushalt lebenden Familienangehörigen und weiteren Haushaltsangehörigen; h) die Befugnis, in der Republik Österreich ausländische Wertpapiere, Guthaben in fremden Währungen, andere bewegliche sowie, unter den gleichen Bedingungen wie für österreichische Staatsbürger, auch unbewegliche Vermögenswerte zu erwerben und zu besitzen, weiters das Recht, nach Beendigung ihres Dienstverhältnisses beim StändiSegnali alpini 1

gen Sekretariat unbehindert ihre Zahlungsmittel in der gleichen Währung und bis zu denselben Beträgen wieder auszuführen, wie sie sie in die Republik Österreich eingeführt haben; i) das Recht, zum persönlichen Gebrauch frei von Zöllen und sonstigen Abgaben, soweit diese nicht bloß Gebühren für erbrachte öffentliche Leistungen sind, sowie frei von wirtschaftlichen Einfuhrverboten und –beschränkungen Folgendes einzuführen: i) innerhalb eines Jahres ab ihrem ersten Dienstantritt ihre Wohnungseinrichtung, Gebrauchsgegenstände und sonstiges Übersiedlungsgut in einem oder mehreren getrennten Transporten und ii) alle vier Jahre ein Kraftfahrzeug; j) den gleichen Schutz und die gleichen Repatriierungsmöglichkeiten für sich selbst und ihre im selben Haushalt lebenden Familienangehörigen, wie sie den Mitgliedern vergleichbaren Ranges des Personals der bei der Republik Österreich beglaubigten Leiter von diplomatischen Vertretungen in Zeiten internationaler Krisen eingeräumt werden; k) die Möglichkeit eines bevorzugten Zuganges zum Arbeitsmarkt für ihre im selben Haushalt lebenden Ehepartner und unterhaltsberechtigten Angehörigen im Einklang mit den österreichischen gesetzlichen Bestimmungen, unter der Voraussetzung, dass bei Aufnahme einer Erwerbstätigkeit die in diesem Abkommen angeführten Privilegien


(2) Die Angestellten des Ständigen Sekretariats sowie deren im gemeinsamen Haushalt lebende Familienmitglieder, auf die sich das Abkommen bezieht, sind von den Geldleistungen aus dem Ausgleichsfonds für Familienbeihilfen oder einer Einrichtung mit gleichartigen Funktionen ausgeschlossen. Dies gilt nicht, wenn diese Personen österreichische Staatsbürger oder durch gemeinschaftsrechtliche Bestimmungen gleichgestellte Staatsangehörige eines EU- oder EWR -Mitgliedstaates oder Staatenlose mit Wohnsitz in Österreich sind.

Artikel 15 Der Generalsekretär des Ständigen ­Sekretariats Neben den in Artikel 14 genannten Privilegien und Immunitäten genießen der Generalsekretär des Ständigen Sekretariats sowie höherrangige Mitarbeiter in Vertretung des Generalsekretärs während dessen Abwesenheit, die gleichen Privilegien und Immunitäten, Befreiungen und Möglichkeiten, wie sie auch den Leitern bzw. Mitgliedern vergleichbaren Ranges von diplomatischen Vertretungen eingeräumt werden, sofern sie nicht österreichische Staatsbürger sind oder ihren ständigen Wohnsitz in der Republik Österreich haben.

Artikel 16 Amtliche Besucher (1) Amtliche Besucher genießen gegenüber der Republik Österreich die folgenden Privilegien und Immunitäten: a) Befreiung von jeglicher Gerichtsbarkeit hinsichtlich aller von ihnen in Ausübung ihrer amtlichen Tätigkeit gemachten mündlichen oder schriftlichen Äußerungen und gesetzten Handlungen, wobei diese Befreiung auch dann weiterbesteht, wenn die betreffende Person nicht mehr amtlicher Besucher ist; b) Unverletzlichkeit aller amtlichen Schriftstücke, Daten und sonstiger Materialien; c) Schutz vor Beschlagnahme ihres privaten und ihres Dienstgepäcks. (2) In den Fällen, in denen der Anfall einer Steuer vom Aufenthalt abhängt, werden Zeiträume, während deren sich die in Absatz 1 genannten Personen zur Erfüllung ihrer Aufgaben in der Republik Österreich aufhalten, nicht als Aufenthaltszeiträume angesehen. Diese Personen sind insbesondere von der Steuerzahlung für ihre vom Ständigen Sekretariat bezahlten Bezüge und Spesen während eines derartigen Zeit­ raumes sowie von allen Fremdenverkehrsabgaben befreit.

Accordo di Sede – Austria

und Immunitäten auf eine solche Tätigkeit keine Anwendung finden. Dieses Privileg wird gemäß dem Annex eingeräumt.

Artikel 17 Sachverständige Sachverständige genießen bei der Ausübung ihrer Tätigkeit für das Ständige Sekretariat oder bei der Ausführung von Segnali alpini 1

237


Aufträgen für dieses gegenüber der Republik Österreich dieselben Privilegien und Immunitäten wie die amtlichen Besucher nach Artikel 16, soweit dies für die Ausübung ihrer Tätigkeiten notwendig ist. Zusätzlich sind Sachverständige und ihre im gemeinsamen Haushalt lebenden Familienangehörigen von Einwanderungsbeschränkungen und von der Ausländerregistrierung befreit.

ihren ständigen Wohnsitz in Österreich haben, genießen nur die in Artikel 12, Artikel 14 Absatz 1 lit. a), b), c) mit den darin vorgesehenen Einschränkungen, und d) und Artikel 16 Absatz 1 lit. a), b) und c) angeführten Privilegien und Immunitäten.

Artikel 20 Zweck der Privilegien und Immunitäten

Artikel 18 Notifikation von Anstellungen, ­Lichtbildausweise (1) Das Ständige Sekretariat übermittelt den zuständigen österreichischen Behörden eine Liste der Angestellten des Ständigen Sekretariats und revidiert diese regelmäßig. (2) Die Republik Österreich stellt den Angestellten des Ständigen Sekretariats und ihren im gemeinsamen Haushalt lebenden Familienangehörigen sowie den weiteren Haushaltsangehörigen nach Maßgabe der österreichischen Rechtsvorschriften einen Lichtbildausweis, der mit dem Lichtbild des Inhabers versehen ist, zur Verfügung. Dieser Ausweis dient zur Legitimierung des Inhabers gegenüber den zuständigen österreichischen Behörden.

Artikel 19

Artikel 21

Österreichische Staatsbürger und ­Personen mit ständigem Wohnsitz in der Republik Österreich

Streitbeilegung

Österreichische Staatsbürger und Personen, die zum Zeitpunkt ihres Dienstantritts

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(1) Die in diesem Abkommen gewährten Privilegien und Immunitäten dienen nicht dazu, den Angestellten oder amtlichen Besuchern des Ständigen Sekretariats persönliche Vorteile zu verschaffen. Sie werden lediglich gewährt, um damit dem Ständigen Sekretariat zu allen Zeiten die ungestörte Ausübung seiner amtlichen Tätigkeiten zu ermöglichen und um sicherzustellen, dass die Personen, denen sie eingeräumt werden, vollkommen unabhängig sind. (2) Das Ständige Sekretariat verpflichtet sich, auf die Immunität zu verzichten, wenn es der Auffassung ist, dass diese Immunität den normalen Gang der Rechtspflege behindern würde und dass ein solcher Verzicht die Interessen des Ständigen Sekretariats nicht beeinträchtigt.

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Alle Meinungsverschiedenheiten zwischen der Republik Österreich und dem Ständigen Sekretariat über die Auslegung oder Anwendung dieses Abkommens oder über


Artikel 22 Meistbegünstigung Sofern und insoweit die Regierung mit einer vergleichbaren zwischenstaatlichen Organisation ein Abkommen trifft, das Bestimmungen oder Bedingungen enthält, die für die betreffende Organisation günsti-

ger sind als die entsprechenden Bestimmungen oder Bedingungen dieses Abkommens, dehnt die Regierung mittels eines Zusatzabkommens diese günstigeren Bestimmungen oder Bedingungen auch auf das Ständige Sekretariat aus.

Artikel 23 Inkrafttreten und Dauer des ­Abkommens (1) Dieses Abkommen wird auf unbestimmte Zeit geschlossen und tritt am ersten Tag des dritten Monats nachdem die Republik Österreich und das Ständige Sekretariat einander den Abschluss der für das In-Kraft-Treten erforderlichen Verfahren mitgeteilt haben, in Kraft. Die Artikel 10, 12 Absatz 1, 14, 16, 17, 19 und 20 dieses Abkommens treten nach Ablauf der im ersten Satz genannten Frist mit 1. Jänner 2003 rückwirkend in Kraft. (2) Dieses Abkommen tritt bei Beendigung der Alpenkonvention außer Kraft. (3) Dieses Abkommen kann von jeder der beiden Parteien unter Einhaltung einer sechsmonatigen Frist schriftlich gekündigt werden.

Accordo di Sede – Austria

irgendeine andere Frage hinsichtlich des Amtssitzes oder des Verhältnisses zwischen dem Ständigen Sekretariat und der Republik Österreich, welche nicht im Verhandlungswege oder nach einem anderen einvernehmlich festgelegten Verfahren beigelegt werden, sind zur endgültigen Entscheidung einem aus drei Schiedsrichtern zusammengesetzten Schiedsgericht zu unterbreiten; von diesen ist einer vom Ständigen Sekretariat, einer vom Bundesminister für auswärtige Angelegenheiten der Republik Österreich und ein dritter, der als Vorsitzender des Schiedsgerichtes fungiert, von den beiden ersten Schiedsrichtern auszuwählen. Können die beiden ersten Schiedsrichter innerhalb von sechs Monaten nach ihrer Ernennung keine Einigung hinsichtlich des dritten Schiedsrichters erzielen, so wird dieser auf Ersuchen der Republik Österreich oder des Ständigen Sekretariats vom Präsidenten des In­ ternationalen Gerichtshofes ausgewählt.

Geschehen in Innsbruck am 24.6.2003, in zwei Fassungen in deutscher Sprache.

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ANNEX Zugang zum Arbeitsmarkt 1. Die Ehegatten der Angestellten des Ständigen Sekretariats und deren Kinder bis zu einem Alter von 21 Jahren haben unter der Voraussetzung, dass sie mit dem Ziel der Familienzusammenführung nach Österreich kamen und mit dem Hauptberechtigten des gemäß Art. 18 ausgestellten Lichtbild­ ausweises einen gemeinsamen Haushalt bilden, bevorzugten Zugang zum Arbeitsmarkt. Die Definition „Angestellte des Ständigen Sekretariats“ gemäß Art. 1 lit. e trägt der spezifischen Struktur des Ständigen Sekretariats Rechnung. Diese Familienmitglieder werden in Folge als Begünstigte bezeichnet. 2. Die nach Punkt 1 Begünstigten erhalten auf Antrag vom Bundesministerium für auswärtige Angelegenheiten eine Bescheinigung, aus der hervorgeht, dass sie dem nach dem Abkommen bevorzugt zu behandelnden Personenkreis angehören. Die Ausstellung der Bescheinigung ist an kein konkretes Arbeitsplatzangebot gebunden. Die Bescheinigung gilt für das gesamte österreichische Bundesgebiet und verliert ihre Gültigkeit, wenn der Lichtbildausweis seine Gültigkeit verliert. 3. Einem Arbeitgeber, der den Inhaber einer Bescheinigung zu beschäftigen beabsichtigt, wird auf Antrag eine Beschäftigungsbewilligung erteilt, sofern die Beschäftigung nicht in einem Arbeitsmarktsektor oder in einer Region aufgenommen werden soll, wo laut Arbeitsmarktservice gravierende Ar-

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beitsmarktprobleme bestehen. Die Beschäftigungsbewilligung kann auch nach Überschreitung der gesetzlich festgelegten Bundeshöchstzahl für die Beschäftigung von ausländischen Arbeitskräften erteilt werden. 4. Die Ausstellung der Beschäftigungsbewilligung erfolgt durch die regionale Geschäftsstelle des Arbeitsmarktservice, in deren Sprengel der in Aussicht genommene Beschäftigungsort liegt, bei wechselndem Beschäftigungsort von der regionalen Geschäftsstelle des Arbeitsmarktservice, in dem der Arbeitgeber seinen Betriebssitz hat. 5. Kinder, die vor Vollendung des 21. Lebensjahres zum Zweck der Familienzusammenführung nach Österreich eingereist sind und erst nach Vollendung des 21. Lebensjahres eine Beschäftigung aufnehmen wollen, gelten dann als Begünstigte, wenn ihnen vor Vollendung des 21. Lebensjahres bis zur tatsächlichen Aufnahme der Beschäftigung vom Hauptberechtigten des Lichtbildausweises Unterhalt gewährt wurde. Alle anderen abhängigen Verwandten unterliegen den gewöhnlichen Regelungen betreffend die Zulassung zur unselbständigen Beschäftigung von Ausländern in Österreich. 6. Soweit eine selbständige Erwerbstätigkeit ausgeübt werden soll, finden die obigen Regelungen über die Erteilung einer Beschäftigungsbewilligung keine Anwendung. In diesem Fall haben die Begünstigten die für die Ausübung einer selbständigen Erwerbstätigkeit die gesetzlich erforderlichen Befähigungen und Voraussetzungen zu erbringen.


Accordo fra il Governo della Repubblica Italiana e il Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi relativo alla Sede operativa distaccata di Bolzano

En raison du fait qu’un bureau du Secrétariat permanent a été installé à Bolzano, un accord de siège entre la République italienne et le Secrétariat ­permanent a été signé. Siccome una sede distaccata del Segretariato permanente è stata istituita a ­Bolzano, un accordo fra il Governo della Repubblica Italiana e il Segretariato ­Permanente relativo alla sede è stato firmato. Ker ima Stalni sekretariat oddeljeni sedež v Bolzanu, je prišlo do sklepanja pogodbe o sedežu med Republiko Italijo in Stalnim sekretariatom.

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Accordo di Sede – Italia

Da eine Außenstelle des Ständigen Sekretariates in Bozen eingerichtet wurde, kam es zum Abschluss eines Amtssitzabkommens zwischen der Republik Italien und dem Ständigen Sekretariat.

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Premesso Che tra gli Stati dell’Arco alpino è stata firmata a Salisburgo il 7 novembre 1991 la Convenzione per la protezione delle Alpi con allegati e processo verbale di modifica del 6 aprile 1993; Che in data 30 ottobre 2000 la VI Conferenza delle Alpi ha deliberato l’avvio delle procedure per l’istituzione del Segretariato Permanente della Convenzione delle Alpi e per la selezione delle città candidate ad ospitare la sede di detto Segretariato; Che a seguito del Bando nazionale emanato con Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del 19 Dicembre 2001, l’Italia ha individuato la città di Bolzano quale miglior sede nazionale da candidare ad ospitare il Segretariato Permanente della Convenzione delle Alpi; Che in data 19 novembre 2002 la VII Conferenza delle Alpi ha deliberato l’istituzione della sede del Segretariato Permanente della Convenzione delle Alpi a Innsbruck con sede operativa distaccata a Bolzano; che in base alla Decisione della VII Conferenza delle Alpi la sede di Bolzano svolgerà funzioni tecnico-operative, ed in particolare quelle riguardanti: - Il Sistema di Osservazione ed Informazione delle Alpi (SOIA); - Il Coordinamento delle attività di ricerca alpina - La traduzione e l’interpretazione; che in base alla citata Decisione, le attività della Sede di Bolzano saranno parzialmente garantite da finanziamenti del Governo italiano e dal supporto dell’Accademia Europea di Bolzano (EURAC);

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Visto La Convenzione tra il Ministero italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e l’EURAC, finalizzata ad assicurare alla sede di Bolzano del Segretariato Permanente un adeguato supporto in termini di personale e di strumenti di lavoro, del 9 gennaio 2002, e allegati; La Convenzione fra la Provincia autonoma di Bolzano, il Comune di Bolzano, l’Accademia Europea di Bolzano, e il Segretariato Permanente della Convenzione delle Alpi, relativo alle condizioni per la messa a disposizione di locali, strumenti e servizi, per la Sede operativa distaccata di Bolzano del Segretariato Permanente, del 13 settembre 2003, e allegati.

Il Governo della Repubblica Italiana e il Segretariato Permanente della Convenzione delle Alpi, manifestando la disponibilità a concludere un accordo per definire i privilegi e le immunità della sede operativa distaccata di Bolzano del Segretariato Permanente della Convenzione delle Alpi, convengono quanto segue:

Articolo I Definizioni Ai fini del presente Accordo: (a) per «Convenzione delle Alpi» si intende la Convenzione per la protezione delle Alpi, con allegati e processo verbale di modifica del 6 aprile 1993, firmata a Salisburgo il 7 novembre 1991.


riato, così come individuati dalla decisione della VII Conferenza delle Alpi; (i) per «Stato» si intende una Parte contraente della Convenzione delle Alpi; (j) per «Rappresentanti degli Stati» si intendono i capi delle delegazioni degli Stati, i loro supplenti e altri membri che partecipano alle riunioni degli organi della Convenzione delle Alpi; (k) per «Esperto» si intende una persona che non faccia parte del personale, nominata dal Segretario Generale al fine di espletare un compito specifico a nome o per conto del Segretariato.

Articolo II Sede operativa di Bolzano del ­Segretariato Permanente della ­Convenzione delle Alpi Conformemente alla Decisione della VII Conferenza delle Alpi il Segretariato avrà la propria Sede operativa in Bolzano, e dispone di locali strumenti e servizi secondo quanto stabilito nella Convenzione tra gli Enti competenti di Bolzano e il Segretariato stesso, del 13 settembre 2003, e alle­ gati.

Accordo di Sede – Italia

(b) per «decisione della VII Conferenza delle Alpi» si intende la decisione con la quale il 19 novembre 2002 a Merano (Bolzano, Italia), la Conferenza dei Ministri della Convenzione delle Alpi ha istituito il proprio Segretariato Permanente con sede ad Innsbruck (Austria) e Sede operativa distaccata a Bolzano (Italia); (c) per «Segretariato» si intende il Segretariato Permanente istituito con decisione della VII Conferenza delle Alpi; (d) per «Segretario Generale» si intende il Segretario Generale e il Segretario Generale ad interim, nominato a capo del Segretariato in base alla decisione della VII Conferenza delle Alpi; (e) per «Governo» si intende il Governo della Repubblica Italiana; (f) per «Enti competenti di Bolzano» si intendono la Provincia Autonoma, il Comune e l’Accademia Europea di Bolzano che hanno stipulato con il Segretariato Permanente della convenzione delle Alpi, una Convenzione relativa alle condizioni per la messa a disposizione di locali, strumenti e servizi, per la sede operativa distaccata di Bolzano del Segretariato Permanente, del 13 settembre 2003, e allegati; (g) per «Sede di Bolzano» si intende la sede operativa distaccata del Segretariato istituito dalla VII Conferenza delle Alpi, come individuata nella Convenzione tra gli Enti competenti di Bolzano e il Segretariato Permanente della Convenzione delle Alpi, ed ogni altro luogo in Italia dove avrà occasione di operare il personale e gli esperti del Segretariato; (h) per «Membri del Personale» si intendono i membri del personale del Segreta-

Articolo III Privilegi ed immunità della Sede di Bolzano Immunità dalla giurisdizione e dalla esecuzione (a) La Sede di Bolzano sarà inviolabile. (b) Nessun agente o funzionario della Repubblica Italiana o chiunque eserciti Segnali alpini 1

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una pubblica funzione sul territorio della Repubblica Italiana potrà accedere alla Sede di Bolzano per esercitarvi le proprie funzioni senza il consenso del Segretario Generale o di un suo delegato. In caso di calamità naturali, di incendio o di altro evento che esiga immediatamente misure di protezione per la sicurezza e la salute pubblica, ovvero qualora sia necessario perseguire fatti criminosi, ad eccezione di quelli compiuti nell'esercizio dell'attività ufficiale del Segretariato, il consenso di accesso alla sede di Bolzano sarà considerato presunto. (c) Il Segretario Generale impedirà che la Sede di Bolzano divenga rifugio per coloro che cercano di sfuggire ad una misura restrittiva della libertà personale disposta in esecuzione di una legge della Repubblica Italiana o che sono ricercati per essere estradati in un altro paese. (d) I beni di proprietà del Segretariato ed i suoi archivi, ovunque situati e da chiunque posseduti, saranno esenti da sequestro o pignoramento, requisizione, confisca, esproprio e da qualsiasi altra misura esecutiva o amministrativa, sempreché i beni e gli archivi siano direttamente destinati al perseguimento dei fini istituzionali del Segretariato. (e) Il Segretariato non godrà dell'immunità dalla giurisdizione e dalla esecuzione se ha espressamente rinunciato all'immunità nei seguenti casi particolari:

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(i) in relazione ad una azione civile da parte di un terzo per danni derivanti da un incidente causato da un veicolo che appartiene al, o è utilizzato per conto del, Segretariato ovvero in relazione ad una Segnali alpini 1

violazione del codice stradale in cui sia coinvolto detto veicolo; (ii) in relazione a contratti, diversi da quelli conclusi in conformità al regolamento sul personale, senza la clausola arbitrale di cui all'Articolo XIII; (iii) in relazione all'esecuzione di un lodo arbitrale reso ai sensi dell'articolo XIII del presente Accordo; (iv) in relazione ad una domanda riconvenzionale direttamente connessa a procedimenti legali intentati dal Segretariato.

Articolo IV Status giuridico Il Segretariato godrà della personalità giuridica, in particolare, ha la capacità di: a) stipulare contratti; b) acquistare beni mobili ed immobili e di disporne; c) di stare in giudizio. Nell'ambito della Sede di Bolzano, il Segretariato potrà effettuare tutte le attività atte a promuovere le sue funzioni quali definite dalle Decisioni della Conferenza delle Alpi. In particolare, potrà convocare riunioni nella sede di Bolzano, o in altro luogo sito in Italia, di concerto con le autorità italiane competenti.


Responsabilità (a) Responsabilità internazionale In ragione delle attività del Segretariato, svolte su territorio italiano, il Governo non dovrà incorrere in alcun tipo di responsabilità internazionale per atti o omissioni del Segretariato o dei suoi rappresentanti che agiscano o omettano di agire nei limiti delle loro funzioni. Qualora una richiesta venga tuttavia avanzata nei confronti del Governo, esso avrà diritto di fare ricorso contro il Segretariato. (b) Assicurazione per responsabilità Il Segretariato dovrà disporre di una ­assicurazione sufficiente a coprire le proprie responsabilità ai sensi del presente Accordo.

Articolo VI Agevolazioni finanziarie 1. Libertà dalle restrizioni valutarie Il Segretariato potrà ricevere e detenere qualsiasi tipo di fondi, valuta o contanti; potrà disporre liberamente di essi per qualsiasi fine di cui alle Decisioni della Conferenza delle Alpi, e detenere conti in qualsiasi valuta nella misura necessaria a far fronte ai suoi scopi istituzionali. 2. Disposizioni doganali e imposizione fiscale (a) Merci e materiali di qualsiasi tipo importati o esportati dal Segretariato e necessari per la creazione e la gestione della Sede di Bolzano, e per l'esercizio delle attività ufficiali dello stesso,

saranno esenti da tutti i dazi doganali e le imposte sull'importazione o sull'esportazione, ad eccezione di quegli oneri che altro non sono che corrispettivi per servizi resi. (b) Le merci importate esenti da dazi ed imposte ai sensi del presente Accordo non saranno vendute o cedute ad un terzo salvo che le autorità italiane abbiano fornito il loro previo accordo ed i dazi, le imposte ed i contributi applicabili siano stati corrisposti. Ove detti dazi, imposte e contributi siano calcolati sulla base del valore delle merci, si applicheranno il valore, al momento della cessione, ed i tassi in vigore a quel momento. 3. Esenzione dalle imposte (a) Il Segretariato, le sue proprietà ed i suoi beni, nei limiti delle sue attività ufficiali, saranno esenti da tutte le imposte dirette ed i dazi imposti da Stato, Regioni, Province e Comuni. (b) Il Segretariato godrà della non imponibilità sul valore aggiunto per acquisti rilevanti di beni e servizi connessi alla attività istituzionale ed all'esercizio delle sue funzioni. Per acquisti rilevanti si intendono gli acquisti di beni e servizi di importo superiore al limite stabilito dalla legislazione nazionale per le organizzazioni internazionali in Italia. (c) Le esenzioni non saranno accordate in relazione a dazi ed imposte che sono in realtà soltanto oneri per i servizi pubblici resi al Segretariato.

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Accordo di Sede – Italia

Articolo V

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Articolo VII Notifica delle nomine Il Segretariato informerà il Governo qualora un membro del personale assuma o rinunci ai suoi compiti presso la sede di Bolzano. Inoltre, il Segretariato invierà di volta in volta al Governo una lista di tutto il personale ad esso assegnato in Italia indicando in ciascun caso se la persona è un cittadino italiano o residente permanente in Italia. Prima di impiegare una persona che si trova al momento in territorio italiano, il Segretariato dovrà fare in modo di accertarsi che detta persona non sia presente in Italia in violazione delle relative leggi in materia di immigrazione o non sia soggetta ad alcuna proibizione ad assumere un impiego in Italia. Qualora il Governo determini che una qualsiasi unità di personale si trovasse al momento dell'impiego in violazione delle leggi in materia di immigrazione o soggetta a detta proibizione, il Segretariato ed il Governo dovranno consultarsi al fine di concordare su un rimedio appropriato, ivi compreso, se necessario, la cessazione di detto impiego.

Articolo VIII Membri del Personale (a) I membri del personale del Segretariato nonché gli Esperti di cui all'articolo I, lettera (k), godranno nel territorio italiano dal momento del loro reclutamento: (i) di immunità dalla giurisdizione per le parole dette o scritte e per tutti

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gli atti compiuti nell'esercizio delle loro funzioni ufficiali. Questa esenzione non si applica alle controversie di lavoro che potranno sorgere tra il Segretariato ed i membri del personale: (b) I membri del personale e gli Esperti, che non sono cittadini italiani o non sono residenti permanenti in Italia, godranno, dal momento del loro reclutamento, dei seguenti privilegi ed immunità: (i) esenzione per se stessi, per i loro coniugi e relativi familiari a carico, dalle restrizioni in materia di immigrazione e dalle formalità di registrazione degli stranieri. Su richiesta del Segretariato, ai coniugi ed ai relativi familiari a carico del personale, che sono residenti in Italia, sarà accordata la possibilità di assumere un impiego in Italia; (ii) immunità dall'arresto dal fermo e dalla custodia cautelare, eccetto che in caso di flagranza o di reato commesso nella Repubblica Italiana che comporti secondo la legge italiana una pena detentiva non inferiore nel massimo a tre anni; (iii) stessi privilegi in materia di facilitazioni di cambio accordati agli agenti diplomatici in conformità alla Convenzione di Vienna sulle Relazioni Diplomatiche; (iv) stesse facilitazioni in materia di rimpatrio concesse agli agenti diplomatici in periodi di crisi internazionali, così come i loro coniugi e relativi familiari a carico; (v) diritto di importare in esenzione fiscale, franco dogana e senza altre imposizioni, restrizioni o limita-


no al personale localmente reclutato per servizi interni del Segretariato. (f) Ogni anno il Segretariato comunicherà al Governo la lista dei membri del personale e degli esperti ai quali si applicheranno le disposizioni del presente Accordo.

Articolo IX Segretario Generale. (a) Il Segretario Generale godrà, nel territorio della Repubblica Italiana, dal momento della sua nomina, della immunità dalla giurisdizione per le parole dette o scritte e per tutti gli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni ufficiali, salvo che vi abbia rinunciato espressamente. (b) Il Segretario Generale che non sia cittadino italiano o che non risieda permanentemente in Italia da data anteriore alla sua nomina godrà, oltre della immunità prevista alla lettera (a), delle seguenti immunità e privilegi: (i) immunità dall'arresto, dal fermo e dalla custodia cautelare; (ii) immunità dall'ispezione e dal sequestro dei suoi bagagli personali ed ufficiali, fatto salvo il controllo per motivi di sicurezza; (iii) inviolabilità dei documenti ufficiali in suo possesso; (iv) esenzione, per lui e per i familiari conviventi a carico, dalle misure restrittive relative all'immigrazione; (v) gli stessi privilegi fiscali accordati ai membri del personale delle missioni diplomatiche di rango equiva­ lente. Segnali alpini 1

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zioni alle importazioni del loro mobilio e di altri effetti, ivi compresa una automobile entro sei mesi dalla loro prima assunzione in Italia, in uno o più invii. Pertanto saranno autorizzati ad importare in esenzione ­fiscale i pezzi di ricambio che si renderanno necessari per questi articoli; (vi) esenzione dalle imposte dirette sui salari ed emolumenti corrisposti dal Segretariato. (vii) L'immunità dalla giurisdizione non si applica in caso di azione civile intentata da un terzo per i danni risultanti da incidente causato da un automezzo, natante o aereo appartenente al Segretariato o circolante per suo conto, né in caso di infrazione alla regolamentazione della circolazione automobilistica, nautica ed aerea. Il Segretariato, comunque, si impegna a stipulare un'assicurazione a copertura di ogni responsabilità civile verso terzi allo scopo di garantire il risarcimento dei danni eventualmente causati nello svolgimento delle proprie funzioni. (c) Le esenzioni ai sensi del presente Accordo non si applicheranno agli oneri ed ai dazi che altro non sono se non corrispettivi per servizi resi. (d) Gli Esperti, i Rappresentanti degli Stati membri, nonché, i dipendenti del Segretariato impiegati presso la sede di Innsbruck, in missione sul territorio italiano per il Segretariato, godranno dei privilegi e delle immunità di cui ai precedenti commi (a) (i), (b) (i) (ii) e (iii). (e) I privilegi e le immunità previsti nel presente Accordo non si applicheran-

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(c) Il Segretario Generale, che sia cittadino italiano o risieda permanentemente in Italia da una data anteriore a quella della sua nomina, godrà, nel territorio della Repubblica, oltre che della immunità prevista alla lettera (a) dei seguenti privilegi ed immunità: (i) immunità dall'arresto dal fermo e dalla custodia cautelare, eccetto che in caso di flagranza o di reato commesso nella Repubblica Italiana che comporti secondo la legge italiana una pena detentiva non inferiore nel massimo a tre anni;

(ii) immunità, dall'ispezione e dal sequestro dei suoi bagagli ufficiali, fatto salvo il controllo per motivi di sicurezza;

(iii) inviolabilità dei documenti ufficiali in suo possesso;

(iv) le stesse facilitazioni, nei riguardi di restrizioni valutarie o di cambio, accordate ai rappresentanti dei governi esteri in missione in Italia limitatamente, però, alle esigenze necessarie allo svolgimento delle funzioni ufficiali, con esclusione di qualsiasi altro privilegio fiscale e valutario accordato ai membri delle missioni diplomatiche.

(d) L'immunità dalla giurisdizione non si applicherà in caso di azione civile intentata da un terzo per i danni risultanti da incidente causato da un automezzo, natante o aereo appartenente al Segretariato o circolante per suo conto, né in caso di infrazione alle norme sulla circolazione automobilistica, nautica ed aerea. Il Segretariato, comunque, si impegna a stipulare un'assicu-

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razione a copertura di ogni responsabilità civile verso terzi, allo scopo di garantire il risarcimento dei danni eventualmente causati nello svolgimento delle proprie funzioni. (e) I privilegi e le immunità di cui sopra ­saranno accordate al membro del personale che sostituirà il Segretario Generale in sua assenza.

Articolo X Oggetto dei privilegi e delle immunità. L'oggetto dei privilegi e delle immunità, concessi in base al presente Accordo ai Membri del personale ed agli Esperti del Segretariato, sarà esclusivamente quello di garantire al meglio la gestione del Segretariato e l'indipendenza delle persone a cui sono concessi. Fatti salvi i privilegi e le immunità concesse in base al presente Accordo, tutti coloro che godranno di detti privilegi ed immunità avranno l'obbligo di conformarsi alla legislazione ed ai regolamenti in vigore nel territorio della Repubblica italiana e non interferiranno negli affari interni dello Stato. Il Segretariato avrà il diritto ed il dovere di rinunciare alle immunità quando dovesse ritenere che esse ostacolino la giustizia e sia possibile farne a meno senza arrecare pregiudizio agli interessi del Segretariato. Il Segretariato coopererà in qualsiasi momento con le autorità competenti al fine di impedire qualsiasi abuso dei privilegi, immunità e facilitazioni di cui al presente Accordo.


Articolo XIII

Comunicazioni

Contratti

(a) Tutte le comunicazioni dirette al Segretariato, o ai Membri del personale e agli Esperti del Segretariato nella Sede di Bolzano, e tutte le comunicazioni ufficiali esterne del Segretariato, in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo trasmesse, non saranno soggette alla censura o a qualsiasi altra forma di intercettazione o interferenza.

Il Segretariato stabilirà procedure idonee per la soluzione delle controversie con il suo personale.

(b) Il Segretariato avrà diritto di utilizzare codici ed inviare e ricevere comunicazioni ufficiali per corriere o in bollette sigillate, in quanto sono estesi ad essi gli stessi privilegi ed immunità accordati al corriere ed alle bollette diplomatiche.

Articolo XII

Nei contratti con gli altri soggetti, siano essi persone fisiche o giuridiche, il Segretariato inserirà clausole relative alla soluzione delle controversie mediante arbitrato, mediante procedure che si conformino ai criteri giuridici generalmente accettati a tutela dell’imparzialità dell’organo giudicante e di altri aspetti, come la salvaguardia del contraddittorio. Il Segretariato dovrà avere una adeguata copertura assicurativa o adottare altre misure analoghe, al fine di consentire al Segretariato stesso di far fronte a richieste di risarcimento di natura extracontrattuale.

Sicurezza sociale Nella misura in cui il Segretariato gestisca un sistema di sicurezza sociale, o nel caso in cui un Membro del personale, o un esperto, decida di avvalersi di altro sistema di sicurezza sociale, il Segretariato, il suo Segretario Generale ed i Membri del personale, e gli esperti, saranno esentati da tutti i contributi obbligatori dovuti alle autorità italiane per la sicurezza sociale. Un accordo ad hoc sarà concluso tra il Governo ed il Segretariato al fine di formalizzare tale esenzione.

Articolo XIV

Accordo di Sede – Italia

Articolo XI

Composizione delle controversie Qualsiasi controversia che dovesse insorgere in merito all'interpretazione o applicazione del presente Accordo, che non sia stata composta tramite negoziato o con altra modalità convenuta, sarà, su richiesta di una delle due Parti sottoposta ad un tribunale arbitrale. Il Segretariato ed il Governo designeranno ciascuno un arbitro ed i due arbitri cosi designati eleggeranno un terzo arbitro che fungerà da presidente del tribunale. Segnali alpini 1

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Qualora entro trenta giorni dalla richiesta di arbitrato, una delle due Parti non abbia designato un arbitro, una delle due Parti può chiedere al Presidente della Corte Internazionale di Giustizia di nominare un arbitro. La stessa procedura sarà applicata se, entro trenta giorni dalla designazione o dalla nomina del seconda arbitro, il terzo non sia stato ancora eletto. La maggioranza dei membri del tribunale arbitrale costituirà il quorum e le decisioni saranno prese a maggioranza dei voti. La procedura arbitrale sarà stabilita dal tribunale le cui decisioni, ivi comprese quelle concernenti la sua costituzione, procedura, giurisdizione e la ripartizione delle spese di arbitrato fa le Parti, saranno vincolanti per tutte le Parti alla controversia. La remunerazione degli arbitri sarà determinata sulla stessa base di quella dei giudici ad hoc della Corte Internazionale di Giustizia ai sensi dell'Articolo 32 (4) del proprio Statuto.

Articolo XV Accordi supplementari Il Governo ed il Segretariato potranno stipulare quegli accordi supplementari che si renderanno necessari.

Articolo XVI Entrata in vigore Il presente Accordo entrerà in vigore alla data della seconda delle due notifiche con cui le Parti Contraenti si saranno comunicate l'avvenuto espletamento delle formalità richieste dai rispettivi ordinamenti interni.

Articolo XVII Revisione e cessazione (a) I negoziati per la revisione o cessazione del presente Accordo avranno luogo su richiesta di una delle due Parti contraenti. (b) Qualora questi negoziati non abbiano portato, dopo un anno, ad una intesa, il presente Accordo potrà essere denunciato da una delle due Parti contraenti con un anno di preavviso.

Articolo XVIII Durata dell'Accordo Fatte salve le disposizioni del comma (b) dell'Articolo XVII, il presente Accordo resterà in vigore fino a che il Segretariato evrà la Sede di Bolzano. Fatto a Bolzano, il 13 settembre 2003, in due originali in lingua italiana.

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I Ministri degli Stati parte della Convenzione delle Alpi, nel corso della -VII Conferenza delle Alpi di Merano nel 2002, si sono espressi a favore dell’apporto delle esperienze del processo alpino nel “Partenariato internazionale per lo sviluppo sostenibile nelle regioni montane” (Mountain Partnership), concordato al vertice mondiale per lo sviluppo sostenibile di Johannesburg e sviluppato al "Global Mountain Summit" di Bishkek/Kirgizistan. Dalle decisioni della VII, VIII e IX Conferenza delle Alpi sul tema dei partenariati montani si desume che le aree prioritarie di collaborazione della Convenzione delle Alpi sono i Carpazi, il Caucaso, l'Asia centrale (Pamir e Tien Shan) e i Balcani. Una collaborazione particolarmente proficua si è instaurata con la Convenzione dei Carpazi.

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Partenariati montani internazionali

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Uso del logo della Convenzione delle Alpi

Uso del logo della Convenzione delle Alpi

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Oggetto

Modalità d’uso del logo

1. Il logo della Convenzione delle Alpi viene utilizzato per la denominazione di manifestazioni e altre attività nonché di pubblicazioni. 2. Nesso diretto tra l’oggetto e la Convenzione delle Alpi I progetti e pubblicazioni, per i quali si usa il logo, devono presentare un nesso diretto con la Convenzione delle Alpi. 3. Uso del logo Il logo della Convenzione delle Alpi può essere utilizzato solo se vengono rispettati i criteri fissati nel presente regolamento. 4. Esclusione del rischio di confusione Il logo della Convenzione delle Alpi non può essere utilizzato qualora sussista il rischio di confusione sull’origine dei progetti e pubblicazioni.

Gli aventi diritto dei gruppi A, B e C possono liberamente utilizzare il logo della Convenzione delle Alpi. Il logo della Convenzione delle Alpi può essere scaricato dal sito web dell’organizzazione, assieme al testo integrale del presente regolamento. Il logo della Convenzione delle Alpi può essere utilizzato solo nella forma pubblicata sul sito web dell’organizzazione e senza modifiche. Gli aventi dritto del gruppo D interessati ad utilizzare il logo della Convenzione delle Alpi sono pregati di rivolgersi per e-mail o per iscritto al Segretariato Permanente. Il Segretariato Permanente verifica la conformità dell’uso previsto del logo al presente regolamento e risponde prontamente alla richiesta per e-mail o per iscritto. Le richieste rifiutate devono essere motivate. L’uso del logo della Convenzione delle Alpi conforme alle regole non comporta alcun diritto di esclusiva. Il logo della Convenzione delle Alpi è protetto da una registrazione internazionale presso l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (WIPO).

Cerchia degli aventi diritto all’uso del logo Le seguenti istituzioni sono autorizzate ad usare il logo: Le Parti contraenti della Convenzione delle Alpi, inclusi i relativi enti regionali e locali situati nel campo d’applicazione della Convenzione delle Alpi, nonché le relative associazioni (A) Gli organi della Convenzione delle Alpi (Conferenza delle Alpi, Comitato Permanente, Gruppo di Verifica, tutti i Gruppi di Lavoro, tutte le Piattaforme, Segretariato Permanente) (B) Gli osservatori ufficiali della Convenzione delle Alpi, incluse le relative organizzazioni membri (C) Le organizzazioni che operano in collaborazione con organi o Parti contraenti della Convenzione delle Alpi (D), tra le quali, in particolare, i partner dei MoU del Segretariato Permanente.

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Procedura in caso di uso non autorizzato del logo Il Segretariato Permanente è tenuto a vietare l’uso del logo della Convenzione delle Alpi ai gestori di attività e ai responsabili di pubblicazioni, qualora tale uso non sia conforme al presente regolamento. Tale divieto deve essere comunicato per iscritto, non appena il Segretariato Permanente viene a conoscenza dell’abuso del logo, indicandone le motivazioni.


Indirizzi

Indirizzi

Parti contraenti

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265


Comunità Europea:

Repubblica d’Austria:

Commissione Europea DG Environnement 1049 Bruxelles Belgique Internet: http://ec.europa.eu

Bundesministerium für Land- und Forstwirtschaft, Umwelt und Wasserwirtschaft Abt. V/9 Stubenbastei 5 1010 Wien Österreich Internet: www.lebensministerium.at

Confederazione Svizzera: Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) Mühlestraße 2 3063 Ittigen Svizzera Internet: www.are.admin.ch

Principato di Liechtenstein: Landesverwaltung Amt für Wald, Natur und Landschaft Dr. Grass-Strasse 10 9490 Vaduz Liechtenstein Internet: www.liechtenstein.li

Principato di Monaco: Ministre Conseiller Organismes Internationaux à caractère scientifique, environnemental et humanitaire Athos Palace, 2, rue de la Lüjerneta 98000 Monaco Monaco Internet: www.monaco.gouv.mc

266

Segnali alpini 1

Repubblica Federale di Germania: Bundesministerium für Umwelt, Naturschutz und Reaktorsicherheit Referat KI II 3 Alexanderstraße 6 10178 Berlin Deutschland Internet: www.bmu.de

Repubblica Francese: Ministère de l’Écologie, de l’Énergie, du Développement durable et de la Mer Tour Pascal A 6, place de Degrés 92055 La Defense Cedex France Internet: www.environnement.gouv.fr

Repubblica Italiana: Ministero dell´Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione per la Ricerca Ambientale e lo Sviluppo (RAS) Via C. Cristoforo Colombo 44 00147 Roma Italia Internet: www.minambiente.it


Ministrstvo za okolje in prostor Dunajska cesta 21 1000 Ljubljana Slovenija Internet: www.mop.gov.si

Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi Herzog – Friedrich – Strasse 15 6020 Innsbruck Österreich Internet: www.alpconv.org

Sede distaccata di Bolzano: EURAC - Accademia Europea di Bolzano Viale Druso/Drususallee 1 39100 Bolzano/Bozen Italia

Indirizzi

Repubblica di Slovenia:

Segnali alpini 1

267


Indirizzi

Indirizzi

Osservatori ufficiali

Segnali alpini 1

269


AEM Association Européenne des élus de montagne Avenue Boileau 16 1040 Bruxelles Belgique Internet: www.promonte-aem.net ALPARC Comitato di Indirizzo Internazionale (CII) della Rete delle Aree Protette Alpine 256, Rue de la République 73000 Chambéry France Internet: www.alparc.org ARGE Alp c/o Amt der Tiroler Landesregierung Landhaus 6020 Innsbruck Österreich Internet: www.argealp.org ARGE Alpe Adria c/o Amt der Kärntner Landesregierung Völkermarkter Ring 21 9020 Klagenfurt Österreich Internet: www.alpeadria.org CAA Club Arc Alpin Praterinsel 5 80538 München Deutschland Internet: www.club-arc-alpin.eu CIPRA International Im Bretscha 22 9494 Schaan Fürstentum Liechtenstein Internet: www.cipra.org

270

Segnali alpini 1

EUROMONTANA Schweizerische Arbeitsgemeinschaft für die Berggebiete (SAB) Seilerstr. 4 Postfach 7836 3001 Bern Svizzera Internet: www.euromontana.org FIANET SNTF Alpespace Bâtiment Annapurna 24 rue Saint-Exupéry 73800 Francin France Internet: www.sntf.org ISCAR/WIKO International Scientific Committee for Alpine Research Schwarztorstr. 9 3007 Bern Svizzera Internet: www.alpinestudies.ch/iscar IUCN International Union for Conservation of Nature Godesberger Allee 108/112 53175 Bonn Deutschland Internet: www.iucn.org Managing Authority of the European Cooperation Programme Alpine Space Land Salzburg Südtirolerplatz 11 5020 Salzburg Österreich Internet: www.alpine-space.eu


ProMontBlanc BP 27 74170 Les Contamines-Montjoie France Internet: www.pro-mont-blanc.org

Indirizzi

UNEP Vienna â&#x20AC;&#x201C; ISCC United Nations Environment Programme Room: DO434 Vienna International Center PO Box 500 1400 Wien Ă&#x2013;sterreich Internet: www.unep.org


Parti Contraenti: Austria | Francia | Germania | Italia | Liechtenstein | Monaco | Slovenia | Svizzera | ComunitĂ  Europea

www.alpconv.org

Segretariato permanente della Conventione delle Alpi Herzog-Friedrich-Strasse 15 A-6020 Innsbruck Tel. +43 (0) 512 588 589 Fax: +43 (0) 512 588 589 20 info@alpconv.org

Sede distaccata di Bolzano Viale Druso 1 I-39100 Bolzano Tel. +39 0471 055 352 Fax: +39 0471 055 359


Segnali Alpini 1 - La Convenzione delle Alpi - Opera di consultazione