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ANNO 7 - N°21

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Sabato 17 Febbraio 2018

ALMA JUVENTUS FANO 1906

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Sabato 17 Febbraio 2018

Dopo i 3 punti conquistati a Ravenna, i granata attendono il Vicenza

Via Ruggero Ruggeri 18 Fano (PU) 61032 - Tel. 0721 807748 | Mob. 366 1020014 | info@ristoranteyankeefano.it

Fano – Che sia una stagione al cardiopalma lo si sa fin dall’inizio e partita dopo partita la regola è stata confermata. Ma allo stadio “Bruno Benelli” di Ravenna, sabato scorso è andato in scena veramente uno spettacolo per cuori forti. Chi ha vissuto e visto la partita penso non la scorderà per molto tempo. I ragazzi di mister Brevi sono scesi in campo sapendo che quasi tutto il loro destino era nelle proprie mani: in caso di vittoria dell’Alma e non vittoria delle squadre inseguitrici, si avrebbe avuto la possibilità di colmare almeno un po’ quel gap che da troppo tempo aleggia come una spada di Damocle sulla testa dei granata. Probabilmente in più di qualche giocatore questo peso della partita si è fatto sentire, infatti nel primo tempo i nostri ragazzi oltre a non riuscire a rendersi mai pericolosi, hanno subito per lunghi tratti i padroni di casa che, spinti dalla stessa fame di punti, arrivavano sempre prima sui palloni risultando più incisivi sui contrasti e nelle azioni d’attacco. Giocando contro avversari così e la paura di non invertire questo trend trova la sua triste rivelazione nel gol del vantaggio del Ravenna, che per i granata, trasforma il tunnel degli spogliatoi del Benelli in una scalinata in discesa verso l’inferno. C’è poco da dire ma tanto da immaginare su quale fosse lo stato d’animo dei nostri giocatori in quei 15 minuti di pausa, la paura di non farcela è umana, ma può essere anche positiva se si riesce poi a trasformarla in voglia di riscatto, una voglia feroce eostinata. Non è nemmeno dato sapere come un allenatore esperto come Brevi possa aver affrontato un momento così,

forse l’intervallo più difficile da gestire in questa stagione, quel che però si sa, è che i giocatori dell’Alma scesi in campo nel secondo tempo iniziano con una luce diversa negli occhi. Chissà se a 10 minuti dal termine qualcuno aveva già pronto il carro funebre, fatto sta che Germinale con la sua consueta determinazione pareggia la partita e Fioretti mette in pratica il detto latino “audentes fortuna iuvat”, e fa 2 a 1 ad una manciata di secondi dalla fine, le fiamme dell’inferno si allontanano e si riinizia a respirare. Un’ abbraccio suggella un momento denso di emotività che condito dall’applauso dei tanti tifosi giunti da Fano rende il successo di Ravenna molto più importante dei tre punti conquistati. Ora al “Mancini” arriva il Vicenza che oltre all’indiscusso blasone è reduce da prestazioni importanti che tutto fanno pensare meno che ad una squadra “in crisi”. I biancorossi hanno fame e sono consapevoli dei loro mezzi, perché sanno che per salvarsi e per modificare il corso della loro storia non è necessario un bonifico in più. In ogni caso in campo non vanno i soldi ma i giocatori e solo versando lacrime e sudore possono ottenere ciò che più vogliono. I ragazzi di mister Brevi avranno il compito di continuare ad alimentare il fuoco acceso a Ravenna, cercando di utilizzare tutta la carica che il gol di Fioretti ha tramesso all’ambiente; perché alla fine dei conti la fortuna premia sempre gli audaci e con lo spirito messo in campo l’ultima mezz’ora al “Benelli” non possiamo far altro che continuare ad andare avanti.

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UOMINI CHIAVE ALL’ALMA: DEJAN DANZA


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LA PROSSIMA SFIDA IN CASA

Conosciamo il Vicenza

116 anni di storia, nomi illustri e record, al “Mancini” arriva il Vicenza C’era una volta il Vicenza calcio, quello di un secondo posto in Serie A, di una Coppa Italia vinta contro il Napoli e dell’Europa l’anno successivo, nella Coppa delle Coppe. C’era un volta il miracolo di una provinciale finita a lottare insieme ai giganti, e contro i giganti del calcio, italiano e non solo, e per informazioni chiedere al Chelsea di Vialli e Zola. E' una storia di grandi calciatori quella del Vicenza, che poi la storia l’hanno scritta davvero, lì e altrove. Come, ad esempio, Massimo Ambrosini, che ci gioca un anno in prestito. Lamberto Zauli, uno chiamato "lo Zidane della Serie B", 117 presenze e 15 gol. E poi c’è anche Paolo Rossi, in tema di bomber, l’eroe Mondiale che a Vicenza segna come mai aveva fatto e farà in tutta la sua carriera: prima 21 gol in Serie B per la promozione nel 1977, dunque 24 in Serie A, solo l’anno dopo, per un secondo posto da neopromossa alle spalle della Juventus che ha il sapore del miracolo. Infine anche Roberto Baggio, un calciatore che è di tutti ed è amato da tutti, a 13 anni passa dal Caldogno al Vicenza per 500.000 lire. Lì gioca i primi tre anni di carriera, fino a spiccare il volo verso il Pallone d’Oro. Nella massima divisione del calcio italiano ci rimane per venti stagioni consecutive, fino al 1975. Poi arriva proprio quel miracolo: due anni in B, la risalita guidata da Paolo Rossi e il secondo posto in campionato nel 1978, da neopromossa. È lì che la squadra diventa “la nobile provinciale”, guidata da Giovan Battista Fabbri, e capace di mandare in rete ben dieci calciatori diversi, tutti meno il portiere e il libero Carrera, col primato di migliore attacco assoluto. Passano gli anni ed è ancora il Vicenza ad essere pioniere del calcio italiano, l’ingresso di una società straniera nel nostro calcio parte proprio da lì, quando nel 1997 la società britannica ENIC rileva la maggioranza delle quote azionarie del club. La proiezione è quella verso il successo, ma il tempo sarà avaro di soddisfazioni. Eppure la squadra aveva appena vinto quella Coppa Italia. Stagione 1996-97, in finale all’andata vince il Napoli con un gol di Pecchia, ma al ritorno gli eroi sono Maurizio Rossi, Giampiero Maini e Alessandro Iannuzzi: finisce 3-0, ed è festa grande per la città. L’anno dopo, poi, è anche quello dell’Europa: un grande sogno che

si avvera, l’ennesimo. I biancorossi sono allenati da un certo Francesco Guidolin, e nella ormai defunta Coppa delle Coppe eliminano prima il Legia Varsavia, dunque lo Shakhtar Donetsk e il Roda. La semifinale, è contro una big della Premier: il Chelsea di Vialli e Zola. All’andata allo stadio Romeo Menti vincono addirittura i biancorossi: rete di Zauli dopo 16 min. L’impresa sembra vicina, e al ritorno Pasquale Luiso segna ancora il gol del vantaggio, ma è tutto vano. Poyet, Zola e Hughes ribaltano la partita, e volano verso una finale che vinceranno. Poco male, la storia è stata scritta, come forse mai prima d’ora. Da quel momento in poi il Vicenza gioca soltanto altre due stagioni in A, nel giro di tre anni. Poi nel massimo campionato italiano non ci tornerà più. Anzi, scenderà ancora, in serie C, dove gioca tutt’ora.

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UOMINI CHIAVE ALL’ALMA: DEJAN DANZA

“MI PIACCIONO LE SFIDE, SONO QUI PER LOTTARE E RISALIRE” Il centrocampista classe ’95 è uno dei volti nuovi arrivati dal mercato di Gennaio Fano – Arrivato da poco più di 2 settimane dal Pordenone, Dejan Danza è stato subito gettato nella mischia da mister Brevi, che appena il classe ’95 è sbarcato a Fano, l’ha subito schierato nella seconda parte di gara contro la Feralpi Salò fino ad inserirlo nell’undici titolare nella vittoriosa trasferta di Ravenna. Un esordio in maglia granata subito forte per il talentuoso centrocampista: “Il primo impatto con i miei nuovi compagni di squadra è stato molto positivo e sono stato accolto bene da tutti, ovviamente adesso che arriviamo da una serie di risultati positivi l’ambiente è sereno – esordisce Dejan - mi sono anche fatto un giro in centro per Fano e devo dire che mi è piaciuta tantissimo”. Nonostante goda già della fiducia degli addetti ai lavori, non sono poi tanti gli allenamenti fatti con i suoi nuovi colleghi: “Ci vuole ancora un po’ per conoscere le caratteristiche degli altri miei compagni – spiega Danza - ma sono contento per aver giocato da subito e partita dopo partita sono sicuro che la mia intesa con il resto della squadra potrà solo che migliorare”. Dopo la vittoria di Ravenna l’importante sarà partire da ciò che di buono si è visto in campo. “Una partita come quella di Ravenna vale il doppio della posta in palio, poi la maniera in cui è venuta fa morale e accresce la fiducia perché si sa che vincere aiuta a vincere e con il Vicenza sarà un'altra battaglia”. Dejan Danza arriva dopo un’esperienza a Pordenone che ad inizio stagione occupava le prime posizioni in classifica: “Certo che Pordenone e Fano sono due ambienti diversi che vivono due situazioni di classifica diverse, a me piacciono le sfide sapevo com’era la situazione ma qui è vero che ancora siamo ultimi, ma l’ambiente è molto sano quindi mi sono calato subito nella parte, cercherò sempre di dare il meglio per aiutare il gruppo e la società a centrare un obiettivo che fino a qualche mese fa sembrava veramente difficile”. Un campionato che Danza conosce bene e che nonostante la sua giovane età dimostra di avere le idee chiare su come l’Alma dovrà affrontare tutti gli impegni da qui alla fine “In Lega Pro sono tutte partite sul filo del rasoio, anche l’ultima della classe può fare risultato con la prima, il nostro compito è quello di fare più punti possibili contro tutti senza stare troppo la posizione che occupano in classifica”. In conclusione: “Con un impegno costante e con il giusto atteggiamento sono sicuro che riusciremo a raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati”.

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Squadra

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Padova

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Feralpisalò

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Samb

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Sudtirol

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Bassano V.

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Renate

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Reggiana

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Albinoleffe

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Triestina

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10 Pordenone

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11 Fermana

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12 Mestre

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13 Vicenza

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14 Gubbio

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15 Santarcangelo

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16 Ravenna

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Alma Magazine - Anno 7 num.21  
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