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“Ogni piccolo gesto fatto al villaggio significa tanto per me e la mia comunità”. Sono le parole di Sharon, giovane Ugandese che nel 2008 ha fondato Arise and Shine Uganda (AASU), piccola e giovane organizzazione non governativa che opera nei distretti di Jinja e Kamuli, nella regione sud-est ugandese. Non si può raccontare la vita di questa organizzazione senza considerare la storia delle persone che dal giorno della sua nascita ci hanno creduto portando avanti obiettivi di grande valore umano. Sharon proviene da una tipica famiglia ugandese, 12 figli e non abbastanza soldi per mantenere tutti. Sharon si sente fortunata però, quando una donna canadese incontrata in chiesa da bambina, decide di pagarle gli studi. Questa opportunità non solo le permette di essere educata ed istruita, ma è da qui che inizia il sogno di voler offrire alle persone di comunità come quella da cui proviene, la possibilità di un’educazione. Educazione che diventa l’idea portante delle attività di Arise and Shine Uganda. Attualmente sia ugandesi che volontari da tutto il mondo si occupano di AASU. E il clima è dei migliori, tanti sorrisi, voglia di fare, relazioni umane. Il tutto racchiuso nel caldo e puro contesto africano. Colori, suoni, ritmi e tradizioni nuove, diverse, ricche di valore. Eppure questa realtà di problemi ne ha, ma non c’è affanno o ansia di futuro, sono il presente e il forte valore umano a scandire i momenti di ogni nuovo giorno. Il gruppo di persone di Arise and Shine Uganda, guidate da Sharon si impegna in 3 progetti principali distinti per missione, soggetti coinvolti e luogo.


Educazione al villaggio AASU porta avanti delle attività in un villaggio del distretto di Kamuli, Kibuye, stesso villaggio nel quale è nata Sharon. Arise and Shine, in questa particolare comunità vuole fondare la sua missione sull’educazione. Da una parte organizza attività per gli adulti, tramite incontri durante i quali vengono trattati temi fondamentali per la comunità nel contesto ugandese (ad esempio nutrizione, HIV e AIDS, agricoltura, alfabetizzazione). Dall’altra parte è stata costruita una vera e propria scuola per i bambini di questo villaggio. Anche se, definirla vera e propria può essere frainteso. Si intende uno spazio coperto, finestre senza vetri, la porta è un buco tra i mattoni, ci sono dei semplici banchi di legno e una lunga lavagna nera. Essenziale. Perché non è la struttura a renderla scuola, ma la curiosità e la voglia di apprendere di 3 classi di bambini educati, attenti alle lezioni e giocosi nel momento della ricreazione, durante la quale nessuno di loro ha la merenda, ma si esce fuori, a correre, e giocare tra gli alberi, con un qualsiasi oggetto che può diventare palla, o una corda per saltare tutti insieme.


AASU Babies’s Home (Casa Famiglia) La casa famiglia è una giovane iniziativa, intrapresa lo scorso febbraio 2011. Ospita neonati e bambini fino a 6 anni da entrambi i distretti di Jinja e Kamuli, offrendo loro una casa, dei pasti e una maestra che insegna loro numeri e alfabeto. Le storie dei piccoli ospiti sono varie, ognuna con particolari tristi, che i bimbi portano nei loro occhi, occhi che rispecchiano non un’infanzia spensierata, ma il peso di esperienze già pesanti per bimbi così piccoli. Volontari e collaboratrici si occupano di loro, e una volta entrati a contatto con la casa, è impossibile non lasciarvi un pezzetto di cuore quando si va via. C’ è molto da imparare, da chi con il sorriso sempre sulle labbra, sa apprezzare tutti i giorni lo stesso pasto senza lamentarsi mai.



Arise and Shine