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Lo stesso dicasi per la richiesta di un piano coordinato delle attività formative; va poi considerato che per questa variabile le percentuali di “favorevoli” superano il 90% del campione per tutte le categorie ad esclusione dei completamente digiuni della materia. Sembra che l’interesse sia molto forte per tutti i Centri che in qualsiasi misura applicano al momento questo tipo di attività. Il trend evidenziato assume una significatività ancor più elevata quando viene chiesto l’interesse a partecipare ad attività legate agli argomenti del questionario. La percentuale di “interessati” aumenta regolarmente all’aumentare del grado di esperienza. Le aspettative rispetto ad una tale attività formativa riguardano in primo luogo l’acquisizione di competenze necessarie all’attività lavorativa. Ciò è valido per tutti i Centri in cui si è applicata in qualsiasi misura una delle attività indagate dal questionario. Lo sviluppo di modalità di lavoro condiviso in rete è, invece, un’aspettativa che cresce all’aumentare del grado di esperienza. Infine una certa percentuale di Centri all’interno di tutte le categorie si aspetta di acquisire competenze che risultino genericamente utili. E’ molto interessante osservare la percentuale di Centri disposti a partecipare alle attività formative sopra specificate: la disponibilità è genericamente bassa per i “digiuni” dei linguaggi non verbali, e comunque in primo luogo si è disponibili a svolgere tali attività in orari di servizio o parzialmente fuori da esso. La disponibilità a partecipare alla formazione in orari di servizio aumenta decisamente all’aumentare del grado di esperienza, più dell’80% del campione di veterani sarebbe disponibile a farlo. Ancor più interessante è il fatto che una percentuale significativa di Centri (intorno al 68%) sarebbe disposta a partecipare alle attività formative anche in orari parzialmente esterni a quello di servizio; tale percentuale è trasversale a tutte le categorie di Centri in cui sono state attivate in qualsiasi misura metodologie legate ai linguaggi non verbali. Infine una quota crescente rispetto all’aumentare dell’esperienza acquisita sarebbe anche disposta a partecipare a weekend formativi intensivi. La condivisione in rete delle esperienze e delle modalità di intervento è ritenuta trasversalmente molto importante da tutte le categorie, la percentuale di favorevoli si abbassa solo relativamente alla categoria dei “digiuni” Infine quando si chiede se si è disponibili a partecipare alla sperimentazione di modelli e strategie condivise nell’ambito dei linguaggi non verbali, ad esclusione dei digiuni, per i quali la percentuale di disposti si attesta comunque sul 60% del campione, notiamo come per tutte le categorie la disponibilità è molto alta, in particolare i “veterani” nel 96,7% dei casi dichiarano di voler partecipare.

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