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INCONTRO CON LA POESIA DI ALDA MERINI

I ragazzi della II B del Liceo Scientifico T. Tirinnanzi leggono Fiore di poesia antologia poetica di Alda Merini


31 maggio 2019 Spazio Alda Merini - Casa delle Artiste via Magolfa 32, Milano


PREFAZIONE

Non si può descrivere un cosa che non si è mai amata.“ Alda Merini

Non si può insegnare una cosa che non si è mai amata Potremmo commentare così, parafrasando le parole di Alda Merini questo lavoro condotto in una seconda liceo che ha visto i nostri ragazzi muoversi dietro la guida certa della loro docente a sperimentare un nuovo linguaggio, a conoscere una poetessa fino a gustarne le opere.

Ma potremmo anche dire che “ non si può neanche imparare una cosa che non si è mai amata “, perché il lavoro che ho visto svolgere quest’anno è stato quello del trasmettersi di una passione che ha reso i nostri ragazzi più consapevoli, più capaci di amare e di conoscere il mondo che li circonda.

Con stima per la prof Serrao e tutti gli alunni della 2B La preside Donatella Morelli


INTRODUZIONE Questa serata rappresenta il punto d’arrivo di un laboratorio poetico che ha occupato gran parte del secondo quadrimestre. Mi piace definirlo “laboratorio poetico” perché la scelta di queste due parole richiama l’idea del fare (poesia dal greco poieo = “fare”) e quella della fatica (laboratorio dal latino labor = “lavoro”, “fatica”) che spesso il “fare” e il mettersi in gioco richiedono. L’obiettivo che ha orientato questo percorso è stato il desiderio di appassionare i ragazzi alla poesia, permettendo loro di incontrarla non attraverso la lettura chirurgica di testi, ma attraverso un’esperienza. Per aiutarci a capire meglio cos’è la poesia abbiamo guardato alcuni estratti dai film: “L’attimo fuggente”, “Paterson”, “La tigre e la neve” e abbiamo letto la poesia Poetry della statunitense M. Moore. Da qui abbiamo capito che la poesia è un atto comunicativo e appassionato che nasce dall’esigenza di raccontare all’altro il proprio modo di fare esperienza della realtà. Nella scrittura di Alda Merini, il legame tra esperienza umana e linguaggio poetico assume caratteristiche peculiari e significative al punto da far emergere in modo efficace la capacità della parola di modellare la realtà oltre che di descriverla. A questo proposito i ragazzi sono stati capaci di cogliere questo legame in modo sorprendente. La scoperta della biografia di Alda Merini è proseguita di pari passo con la lettura delle raccolte poetiche che hanno caratterizzato i diversi periodi della sua vita, cosa che ci ha permesso di vedere come la realtà quotidiana possa diventare materia di ispirazione poetica. Per sottolineare la componente orale ed evidenziarne l’aspetto ritmico e sonoro, le poesie sono state lette a voce alta in classe, al fine di imparare a valorizzare la musicalità dei versi, oltre che per diventare consapevoli della relazione tra il suono delle lettere e gli stati d’animo. Questo aspetto è stato inoltre oggetto non solo delle lezioni di italiano, ma anche di quelle di inglese, permettendo un approccio interdisciplinare all’argomento. Attraverso una lettura guidata dalle domande e dal dialogo con l’insegnante e con i compagni, i ragazzi si sono confrontati con tematiche esistenziali quali la vita, l’amore e la sofferenza, imparando a riconoscere nelle parole di Alda un sentire comune ad ogni uomo, coinvolgente anche per loro. I ragazzi si sono sforzati di dare nome ad un ampio spettro di emozioni, spesso anche contrastanti, cercando di sentire la temperatura del testo sulla propria pelle. Successivamente hanno imparato a riconoscere e a prendere coscienza di quali fossero le scelte formali, le strategie metriche e retoriche utilizzati dalla Merini per far scaturire dal testo quelle stesse sensazioni. Ciò ha permesso loro di capire che l’inscindibilità tra significato e


significante nel testo poetico, non è frutto di una creazione artificiosa, ma dell’esigenza di esprimere il proprio sentire in un modo aderente al vero. Infine, i ragazzi si sono confrontati con la difficoltà di riuscire a esprimere in modo adeguato quello stesso sentire che erano stati in grado di cogliere. Questo è stato un punto di lavoro significativo, perché spesso i ragazzi hanno un mondo interiore ricco e parole inadatte per raccontarlo. Il lavoro sul linguaggio poetico ha pertanto avuto il pregio di sensibilizzarli al valore della parola e alla ricerca di nuove e più efficaci scelte comunicative. Convinta del fatto che la coscienza di sé e della realtà intorno venga aumentata soprattutto dalla consapevolezza linguistica e dalla relazione con l’altro, per la riuscita di questo laboratorio è stata essenziale la condivisione. Per sottolineare l’aspetto corale della poesia e per ribadire che lo sforzo comunicativo ha sempre un punto d’arrivo nell’altro, questo laboratorio è confluito in questa serata, durante la quale i ragazzi esporranno a coppie il lavoro svolto, proprio qui, a casa Merini, davanti a voi, un pubblico nuovo.

prof.ssa Alice Serrao


POESIE


Alda Merini, Sono nata il ventuno a primavera Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta. così Proserpina lieve vede piovere sulle erbe, sui grossi frumenti gentili e piange sempre la sera. Forse è la sua preghiera. Commento Il 21 Marzo è il primo giorno di primavera e quello della nascita di Alda Merini, inoltre il 21 marzo è anche la Giornata Mondiale della Poesia. La poesia presenta una sola strofa, composta da nove versi sciolti, brevi, ma ricchi di significato e di sentimento. La poetessa riflette sulla sua pazzia e si domanda perché nascere folle, aprire le zolle, ossia essere fuori dagli schemi, possa suscitare scandalo, quindi tempesta. Aprire le zolle, però, può significare anche rompere la terra per far emergere qualcosa di nuovo, la vita. La follia, dal punto di vista della poetessa, non è qualcosa di oscuro capace di scatenare scalpore, ma un qualcosa di vitale, che l’ha portata ad essere l’artista che tutti noi conosciamo ed amiamo. Così la poetessa riflette tra sé e sé e si interroga sul perché questa pazzia, che non nuoce a nessuno, sia considerata dagli altri come un’erbaccia cattiva da estirpare, una minaccia che potrebbe avvelenare e distruggere il resto del raccolto, come una tempesta che rovina e spazza via i frutti della terra. La poetessa nomina Proserpina, la dea che rappresenta la Primavera e che simboleggia il risveglio della natura dopo il periodo invernale, la quale vedendo piovere sui suoi frutti (sui grossi frumenti gentili), scoppia a piangere: le sue lacrime sono cariche di dolore, ma anche di speranza, proprio come una preghiera. È proprio la speranza, che ha sempre accompagnato la vita della poetessa, a fare in modo che questa continuasse a lottare, nonostante il dolore, contro i demoni della sua mente per affermare la primavera che aveva dentro di sé. VALENTINA PAGLIUCA


Da questi occhi Da questi occhi cerchiati di dolore che ancora non Ti vedono, Signore, riflesso dentro il mio mondo, salvami TU: sepolta sotto il ciglio ho una vena di sguardo fuggitiva, grave di intelligenza, pallida di tremore inopinato. Toglimi a me che ho fatta rete intorno alle stesse bellezze che mi hai date, che ho mutilati con stoltezza viva i margini della forza. O Padre, o Amico, perché vuoi sepolta entro la tomba del mio stesso nome me cosciente, me viva e me, perennemente innamorata? Alda Merini, da Paura di Dio

Commento Abbiamo scelto questa poesia perché racchiude molte caratteristiche della Merini, quali la solitudine, il senso religioso, il dolore e l’amore. La solitudine emerge sotto forma di richiesta di aiuto al Signore, a cui chiede di essere salvata. La Merini si racchiude in sé con una rete che funge da protezione e che la estranea dal mondo. Il Signore, che rappresenta l’aspetto religioso-cristiano, costituisce una presenza viva, un’ancora a cui ci si può aggrappare. Anche da altri testi letti in classe, emerge il desiderio incompiuto che attraversa la poetessa, quello di una relazione con il divino, in cui la figura del Signore viene affrontata a partire da un sentire dolente che riconosce l’umanità dentro la straordinarietà del divino. Il dolore e l’amore si possono riscontrare già nelle prime righe della poesia in cui la Merini parla del dolore di non vedere il Signore di cui è innamorata. Dentro la tematica amorosa si gioca l’elemento tragico della sua vita: un amore non corrisposto, che genera un’inestinguibile fame di amore. Questa poesia suscita in me tristezza e sconforto, perché lei non trova il modo di relazionarsi con il mondo, infatti tende a isolarsi e ciò le provoca un dolore costante. Ha il desiderio di essere più aperta alle cose che Dio le ha donato, ma non ci riesce, restando così in una continua lotta interiore. FRANCESCO PORTA - VALENTINA PAGLIUCA


Chi sei Sei il culmine del monte di cui i secoli sovrapposti determinano i fianchi, la Vetta irraggiungibile, il compendio di tutta la Natura, per entro cui la nostra mente indaga. Sei Colui che ha due Volti: uno di luce pascolo delle anime beate, ed uno fosco indefinito, dove sono somme la gran parte dell'anime, cozzanti contro la persistente ombra nemica: e vanno, in quelle tenebre, protendendo le mani come ciechi. da Alda Merini, Paura di Dio

Commento Abbiamo scelto questa poesia, perché ci ha colpito sia la semplicità delle parole usate per esprimere concetti così profondi, sia il modo attraverso cui Alda è riuscita ad esprimere la sua visione di Dio. Infatti, la Merini lo paragona alla “vetta irraggiungibile’’ di un monte, in quanto Dio rappresenta l’Assoluto, il Creatore di tutto. I due versanti rappresentano invece uno il Paradiso, dove risiedono le anime beate, mentre l’altro il luogo in cui si trovano i peccatori, che camminano a stenti, senza sapere dove stiano andando. Questa poesia, a nostro parere, è molto intrigante, in quanto ha suscitato in noi sia mistero e fascino nei confronti della figura di Dio, ma anche una sensazione di timore, dal momento che Dio viene rappresentato con un doppio volto: uno di luce e uno tenebroso in cui si trovano le anime toccate dal male. Inoltre, il monte sembra stagliarsi davanti all’uomo facendogli percepire tutto il peso della sua altezza. Il tema principale i questa poesia è il Dio cristiano, che è in contrapposizione ad altre poesia di Alda, in cui emerge, invece, l’inclinazione della Merini verso il paganesimo. Nella contrapposizione tra luce e ombra, tra bene e male di questa poesia si possono vedere bene rappresentate anche le contraddizione e le inclinazioni contrapposte che caratterizzano la vita e la poesia della Merini. Secondo noi, Alda ha scritto questa poesia, perché voleva esprimere al mondo la sua paura, in quanto probabilmente Alda, rispetto alla figura del monte, è consapevole di trovarsi sul versante dei peccatori, ma tuttavia in lei vi è un grande e profondo desiderio di ricerca della felicità, ovvero dell’altro versante. ANNA SPINA - TOMMASO RONDANINI


No, non chiudermi ancora No, non chiudermi ancora nel tuo abbraccio, atterreresti in me questa alta vena che mi inebria dall’oggi e mi matura. Lasciamo alzare le mie forze al sole, lascia che mi appassioni dei miei frutti, lasciami lentamente delirare … E poi coglimi solo e primo e sempre nelle notti invocato e nei tuoi lacci amorosi tu atterrami sovente come si prende una sventata agnella … da Alda Merini, Tu sei Pietro

Commento Abbiamo scelta questa poesia, poiché ci ha colpito la contrapposizione presente in questo testo. Infatti, Alda inizialmente chiede a Pietro Paschale, il medico che teneva in cura le sue due figlie, di non abbracciarla più e di andarsene, lasciandola impazzire, ma subito dopo gli chiede di ritornare, perché sa che lui è l’unico in grado di placare la sua sofferenza. Come spesso accade, infatti, la persona amata è sia causa di male che rimedio. Questa poesia ha suscitato in noi tenerezza nei confronti di Alda, poiché è riuscita a trasmetterci la sua desolazione e la sua consapevolezza rispetto al fatto che sa che sta per impazzire, ma questa volta d’amore! l tema principale è infatti l’amore, in quanto questa poesia è dedicata a Pietro, uno dei molti uomini di cui si era invaghita. Ci ha colpito inoltre la descrizione della relazione amorosa attraverso la metafora dei lacci amorosi dai quali la Merini viene catturata come una ingenua agnella, docile nei confronti dell’amore. A nostro parere, la Merini ha scritto questa poesia per potersi sfogare, in quanto è abbattuta, ferita dall’amore, ma nel profondo di questo suo lato triste e ombroso, si riesce a scorgere comunque una positività e una speranza dell’essere corrisposta, alla fine è una poetessa d’amore proprio perché crede nella potenza di questo sentimento. ANNA SPINA - TOMMASO RONDANINI


Manicomio è parola assai più grande Manicomio è parola assai più grande delle oscure voragini del sogno, eppure veniva qualche volta al tempo filamento di azzurro o una canzone lontana di usignolo o si schiudeva la tua bocca mordendo nell’azzurro la menzogna feroce della vita. O una mano impietosa di malato saliva piano sulla tua finestra sillabando il tuo nome e finalmente sciolto il numero immondo ritrovavi tutta la serietà della tua vita. da Alda Merini, La terra santa

Commento La poesia e composta da una strofa unica contenente 12 versi sciolti e liberi. Inoltre, non presenta rime. Questa poesia rende evidente come Alda Merini si sia sentita tradita dalla vita, arrivando a definirla “menzogna feroce”. Definisce in questo modo la vita come per voler rendere evidente il fatto che questa spesso riserva imprevisti e sofferenze, come la poetessa ha potuto sperimentare durante la sua vita. Definisce la parola “manicomio” dicendo che è una parola più profonda di una voragine, perché evoca la realtà vissuta da lei stessa in manicomio, una realtà oscura, ai limiti dell’immaginabile, dove si è in costante contatto con persone che sono in grado di rendere folle anche la persona più sana. In netta contrapposizione ci sono le descrizioni di un “filamento d’azzurro” e la “canzone d’usignolo“; queste figure richiamano i periodi di vita normale che la poetessa ha vissuto fuori dal manicomio, e rimandano alla speranza di poter tornare a vivere in quella realtà da cui era stata strappata ingiustamente.

ALICE BOSSI - FRANCESCO RANIERI


Al cancello si aggrumano Al cancello si aggrumano le vittime volti nudi e perfetti chiusi nell'ignoranza, paradossali mani avvinghiate ad un ferro, e fuori il treno che passa assolato leggero, uno schianto di luce propria sopra il mio margine offeso. da Alda Merini, La terra santa

Commento In questa poesia Alda racconta il suo periodo di isolamento al manicomio attraverso l’immagine dei malati che si radunano davanti al cancello. Esprime la mancanza di libertà, che costringe paradossalmente mani nate per fare, ad avvinghiarsi ad un ferro alla vista di un treno illuminato dai raggi caldi del sole che viaggia libero. Si percepiscono il dolore, e il senso di oppressione che raggiungono la persona sino al suo massimo limite, la sua massima capienza. Leggendo questa poesia chiunque può capire ciò che la protagonista ha sofferto durante l’esperienza nel manicomio, inoltre a sommarsi a questo dolore c’è il fatto che lei fin da piccola non si è sentita amata dalla sua famiglia, questo l’ha messa nella condizione di grande fragilità, di abbandono e di totale sopportazione. ALICE BOSSI - FRANCESCO RANIERI


Gli inguini Gli inguini sono la forza dell'anima, tacita, oscura, un germoglio di foglie da cui esce il seme del vivere. Gli inguini sono tormento, sono poesia e paranoia, delirio di uomini. Perdersi nella giungla dei sensi, asfaltare l’anima di veleno, ma dagli inguini può germogliare Dio e sant’Agostino e Abelardo, allora il miscuglio delle voci scenderà fino alle nostre carni a strapparci il gemito oscuro delle nascite ultraterrestri. da Alda Merini, La terra promessa

Commento Questa poesia è composta da un’unica strofa i cui versi sono liberi e sciolti. Si ritrova l’allitterazione del suono gli al v.1, al v.3, al v.5, al v.10 e al v.12. Il ripetersi di questo suono, insieme a quello delle consonanti “g” e “l” sembra suggerire l’idea di un “miscuglio”, di un aggrovigliarsi di corpi e aiuta il lettore a soffermarsi sulle due parole chiave “inguini” e “germogliare”. Gli inguini sono una metafora: rappresentano i piaceri materiali e la dimensione corporea dell’amore. Il germogliare si ricollega invece all’idea dell’amore fecondo da cui può nascere nuova vita. Il verso ma dagli inguini può germogliare Dio significa che Dio si mostra a tutti, anche nelle situazioni più improbabili tra le anime che si trovano più lontane da lui. Dio può arrivare anche all’ultimo di noi. Il significato di questa poesia è che dagli inguini possono nascere cose straordinarie, perché Dio ha sempre a che fare con l’atto della creazione di una nascita nuova. STEFANO MONZA - GIACOMO RIZZA


Io sono folle, folle Io sono folle, folle, folle di amore per te. Io gemo di tenerezza perché sono folle, folle, perché ti ho perduto. Stamane il mattino era sì caldo che a me dettava questa confusione, ma io ero malata di tormento ero malata di tua perdizione. da Alda Merini, Poesie per Charles

Commento Alda, in questa poesia, mostra la follia del suo amore verso Charles, un pittore con il quale la Merini condivise per un certo periodo la propria casa. Alda si presenta come una donna sofferente, priva di tenerezza perché ha perso questo uomo per lei importante. La ricerca di questo uomo viene descritta come un’ ossessione attraverso la parola “folle”. Infatti la parola “folle” viene inserita nel testo molte volte, creando una anafora. L’anafora è la ripetizione di una parola all’inizio del verso o della frase per dare maggiore rilievo alla parola stessa. La sofferenza di Alda per questa perdita viene ribadita dalla ripetizione della parola “malata”, ed è cosi forte che neanche la bellezza e la tranquillità dell’inizio del giorno riescono a confortarla. La poesia non segue uno schema metrico preciso, infatti essa è costituita da una sola strofa, composta da nove versi. Questa poesia, mi ha colpito molto perché la Merini ha scritto qualcosa, che riguarda tutti noi. Infatti, amare e ricevere amore è estremamente importante, perché ci permette di godere pienamente della vita. E come accade anche a noi, perdere una persona importante porta a una follia di ricerca e di rincontro. LEONARDO VEDANI - GIULIA FARE’


A Michele Pierri Amore, perdonami: sono brutale e vorrei ungerti d'olio, ti perseguito e vorrei che davanti a te io fossi un tappeto, ti amo e mi recludo nel mio silenzio, ma ho paura, paura di me stessa, di questi gigli orrendi di fame e di fango che crescono nella mia mente. I tuoi figli non mi perdonano e divorano la mia anima, i tuoi figli sono divoratori, eppure io che sono madre sazierò le loro bocche violente perché non arrivino mai al nostro amore, a dividere la nostra infamia segreta di poeti malevissuti nel mondo. da Alda Merini, Poesie per Michele Pierri

Commento In questa poesia, Alda si rivolge a Michele Pierri, poeta e medico con il quale si sposò nel 1983. Il loro matrimonio fu in realtà un prezioso sodalizio intellettuale capace di garantire alla Merini serenità, sostegno economico e ogni genere di cura che la salute di Alda richiedeva. Alda, in questa poesia, esprime l’amore di rincontrare Michele, perduto. Inoltre Alda nella poesia nomina i figli per riferire a Pierri che l’amore per essi deve essere condiviso sia dalla madre sia dal padre. Nonostante Alda si ritrovi da sola a relazionarsi con figli non suoi che sono divoratori, e talvolta crudeli nei suoi confronti; tuttavia Alda vorrà loro bene ugualmente proprio perché conosce il significato di essere madre. La poesia non segue uno schema metrico preciso, infatti essa è costituita da una sola strofa composta da quattordici versi. Questa poesia mi ha colpito perché è qui che la Merini, mostra le doti di una poetessa d’amore. Infatti, Alda mostra sia gli aspetti negativi, che la tormentano, sia gli aspetti positivi della relazione. In una coppia tra uomo e donna è fondamentale la condivisione dell’amore. L’amore è come un puzzle, deve essere composto da sentimenti veri e profondi. LEONARDO VEDANI - GIULIA FARE’


O poesia, non venirmi addosso O poesia, non venirmi addosso, sei come una montagna pesante, mi schiacci come un moscerino; poesia, non schiacciarmi, l’insetto è alacre e insonne, scalpita dentro la rete, poesia, ho tanta paura, non saltarmi addosso, ti prego. da Alda Merini, Poesie per Charles

Commento La poesia è composta da un'unica strofa con otto versi liberi, infatti non seguono uno schema metrico preciso. Sono presenti alcune figure retoriche: due similitudini al v.2 e al v.3 e un’anafora della parola “poesia” al v.1, v.4, v.7. La continua ripetizione della parola “poesia”, quasi fosse una preghiera, genera nel lettore un sentimento di angoscia, poiché la Merini si rivolge alla poesia invocandola come se fosse una vera e propria persona. Il testo fa parte della raccolta “Poesie per Charles” ed è dunque dedicata all’uomo in questione, il quale per un certo periodo aveva abitato con la poetessa. In questa poesia, la Merini fa riferimento e rende evidente il duplice sentimento che la scrittura le provoca: da una parte la considera come un rifugio e una salvezza, dall’altra come una dannazione. Questo emerge dal momento che si parla di un peso che la Merini percepisce, un sentimento del quale ha paura. La similitudine presente nel secondo verso esprime la grandezza che la poetessa attribuisce alla poesia e che non è in grado di sostenere: ciò provoca in lei un sentimento di smarrimento e di inferiorità. Non viene citata, però, l’esigenza di scappare da ciò che la intimorisce. Personalmente ho sempre visto e giudicato la scrittura poetica come un mezzo per alleggerire la propria mente, esprimendo tutti i propri sentimenti e pensieri fino a riuscire a estraniarsi dalla realtà quotidiana. Da questo testo è però facile comprendere come il pensiero della poetessa sia differente: la Merini si affida infatti a una definizione di poesia “come una montagna pesante” che la angoscia e le fa avvertire tutto il peso delle parole con cui cerca di dominare quella realtà con la quale è obbligata a confrontarsi. GIULIA TIRINNANZI - GIOVANNI POLETTI


RIFLESSIONI CONCLUSIVE Dopo aver letto le poesie di Alda Merini contenute in “Fiore di poesia”, i ragazzi di IIB hanno affrontato temi delicati e profondi quali l’amore, la sofferenza, il desiderio di esprimersi liberamente, la follia, il sentimento religioso. Dal confronto intenso e vivace con i testi e con i compagni sono emerse riflessioni, la cui intelligenza emotiva testimonia come i ragazzi siano spesso capaci di un sentire acuto e vibrante, basta solo dare loro l’occasione di esprimerlo.

Secondo noi la poesia e la scrittura di Alda Merini siano molto profonde e drammatiche: è evidente e forte la grande sofferenza e mancanza che l’hanno accompagnata per tutta la sua vita. Ciò che più ci ha colpito è il modo in cui ha cercato pace attraverso il confronto con la religione, di cui l’autrice ha un concetto e una considerazione a noi estranee e difficili da comprendere, ma che allo stesso tempo ci affascinano molto. Giulia Tirinnanzi Giovanni Poletti Dopo aver letto e studiato la vita e le poesie di Alda Merini, possiamo dire che attraverso lo scritto poetico riesce a dare a noi lettori una perfetta descrizione e inquadratura dei momenti più importanti e significativi della sua vita. Alda riesce a far capire attraverso un linguaggio originale e particolare che le sue esperienze, sebbene siano state negative, le hanno permesso di godere pienamente la vita. Possiamo inoltre dire che Alda ha una concezione dell’amore, dei rapporti, della religione e della spiritualità, della follia uniche e molto intense, che la distinguono da tutti gli altri poeti e poetesse. Leonardo Vedani e Giulia Farè Le poesie della raccolta “La terra santa” mi hanno fatto riflettere molto sulla condizione dei malati di mente all’epoca della Merini e sul dolore che lei stessa ha provato al manicomio. Le persone “diverse” non devono essere giudicate. Alice Bossi e Francesco Ranieri. Ciò che ci ha toccato di più nelle sue poesie è stato la forte mancanza d’amore e l’altrettanto forte desiderio di cercarlo senza sosta. Inoltre, ci ha colpito la sua dualità, ben espressa nel verso: “di demonio o di angelo son fatta”Irene Sandroni e Carlo Moroni Dopo aver incontrato questo personaggio, ci siamo resi conto che lei ha vissuto molte esperienze negative, tra queste anche quella del manicomio, ma nonostante tutte le sue difficoltà è comunque riuscita a trovare una via di fuga, ed è riuscita a produrre opere di scrittura affascinanti, è riuscita a ricavare una bellezza dagli orrori che ha vissuto. Le sue poesie


hanno suscitato in noi stupore e ci hanno fatto rendere conto della innovazione che Alda ha saputo portare nel mondo della poesia e della sua competenza in questo ambito. Giulia Bandera e Paolo Zurlo Il sentimento della diversità che Alda sperimenta è comune a tutti, solo che noi lo camuffiamo con maschere, mentre lei non lo nascondo, anzi lo esprime apertamente. Il desiderio di essere amati è una inestimabile fame di tutti e la sua ricerca di amore e di verità e per noi un esempio da seguire. Francesco Porta e Valentina Pagliuca Mi ha fatto capire quanto una persona possa venire segnata dalle varie esperienze e mi ha colpito come sia stata in grado di comunicare al lettore ciò che sentiva facendosi capire al meglio. Mi ha colpito molto come, nonostante le difficoltà, le critiche, i maltrattamenti e il periodo trascorso in manicomio, abbia sempre trovato la forza di andare avanti a confidare nella poesia. Nelle sue poesie possiamo distinguere i vari periodi della sua vita: la giovinezza, il periodo delle relazioni, il periodo del manicomio e quello successivo ad esso. E possiamo per questo notare come all’inizio abbiamo un desiderio di vero amore, alla fine invece vediamo come le poesie siano una richiesta d’aiuto. Stefano Monza e Giacomo Rizza L’incontro con la poesia di Alda Merini ha suscitato in me un sentimento di compassione per tutte le pene che ha sofferto; inoltre ha saputo emozionarmi per il modo in cui parla dell’amore e della solitudine che descrive accuratamente. Lucrezia De Amici e Alessandro Verga I sentimenti che Alda mi ha trasmesso tramite le sue poesie sono: compassione, per la dura realtà che ha dovuto affrontare; ammirazione, per non aver mai abbandonato la passione di scrivere poesie anche nei momenti più critici; misteriosità, per gli atteggiamenti contraddittorii come il fatto che nelle sue poesie compaiano sia Dio che altre divinità pagane. Anna Spina e Tommaso Rondanini Le poesie che abbiamo letto ci hanno aiutato a riflettere in generale sul linguaggio della poesia; non avevamo mai pensato infatti che una poesia potesse trasmettere emozioni così forti. Daniele Porro e Giovanni Zanetti


Marianne Moore Poesia Neanche a me piace: vi sono cose più importanti di tutte queste inezie. A leggerla, però, con totale disprezzo, vi si scopre, dopo tutto, uno spazio per l’autentico. Mani capaci di afferrare, occhi che sanno dilatarsi, capelli che possono drizzarsi all’occorrenza, queste cose sono importanti […] Non posso sapere con esattezza cosa vi sia rimasto di questo percorso sulla poesia, ma so con esattezza che cosa desideravo insegnarvi. Desideravo mostrarvi questo spazio per l’autentico di cui parla Marianne Moore ed è per questo che abbiamo iniziato e concluso questo percorso con i suoi versi. Cos’è lo spazio per l’autentico? Arrivati qui, forse non vi sarà chiaro, ma almeno saprete con certezza che esiste. Lo spazio per l’autentico è lo spazio del vostro sentire: quello in cui vi siete trovati ogni volta che vi siete messi davanti ad una poesia, ad esempio quelle di Alda Merini, per le quali vi ho chiesto essenzialmente di porvi due domande: 1) che cosa è in grado di comunicare a me questo testo? cosa sento io? in quali sensazioni riesco a riconoscermi? 2) quali parole e quali scelte formali il poeta ha messo in pratica per trasmettere quel significato? Non ponetevi mai queste domande nell’ordine opposto, perché la poesia non è un testo da analizzare chirurgicamente, ma un atto comunicativo e umano per raccontare la realtà, che è bellezza in tutti i suoi aspetti positivi e negativi, come ha saputo insegnarci Alda Merini. Continuate a cercare, scorgere ed intuire questo spazio per l’autentico, questo spazio in cui il testo gioca il suo tentativo di aderire il più possibile alla verità della vita. Sentitelo, lo spazio per l’autentico e continuate a leggere poesie… prof.ssa Alice Serrao


PROGRAMMA DELLA SERATA Introduzione della serata e presentazione del Laboratorio Poetico svolto in classe PAGLIUCA - Lettura di “Sono nata il ventuno a primavera” di Alda Merini e breve commento I poeticanti - Intervento d’apertura

BANDERA - ZURLO > Biografia Merini - dalla giovinezza all’esperienza del manicomio Lettura delle poesie da "Paura di Dio” e “Tu sei Pietro” PORTA - PAGLIUCA > Lettura e commento della poesia “Da questi occhi” la poetica di Alda Merini: il misticismo religioso SPINA - RONDANINI > Lettura e commento della poesia “Chi sei” e della poesia “No, non chiudermi ancora” ____________________________________________________________________________ VERGA - MORONI > Biografia Merini: l’esperienza del manicomio: Lettura delle poesie da “La terra santa” RANIERI-BOSSI > Lettura e commento della poesia “Manicomio è parola” Lettura e commento delle poesie “Al cancello si aggrumano” MONZA - RIZZA > Lettura e commento delle poesie “Gli inguini” la poetica di Alda Merini: il tema della follia

ZANETTI - PORRO > Biografia Merini - dall’uscita del manicomio fino agli ultimi anni Lettura delle poesie da “Poesie per Charles” e “Ballate non pagate” VEDANI-FARE’ > Lettura e commento della poesia “Io sono folle, folle” e della poesia “A Michele Pierri la poetica di Alda Merini: il tema dell’amore TIRINNANZI - POLETTI > La poetica di Alda Merini: il rapporto tra poesia e realtà e lettura di “O poesia, non venirmi addosso” ____________________________________________________________________________ I poeticanti - Intervento conclusivo Ringraziamenti


“Io la vita l’ho goduta tutta,

a dispetto di quello che vanno dicendo sul manicomio. Io la vita l’ho goduta perché mi piace anche l’inferno

della vita e la vita è spesso un inferno…per me la vita è stata bella perché l’ho pagata cara” Alda Merini

Profile for Alice Serrao

ALDA MERINI_ Un incontro poetico  

La 2B del Liceo Scientifico Tirinnanzi di Legnano presenta il frutto del laboratorio poetico su Alda Merini condotto nell'a.s. 2018/19 con l...

ALDA MERINI_ Un incontro poetico  

La 2B del Liceo Scientifico Tirinnanzi di Legnano presenta il frutto del laboratorio poetico su Alda Merini condotto nell'a.s. 2018/19 con l...

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