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Alcune coppie al Cassero.

speranze si amplificano enormemente. Il tutto culmina nel 1982 con l’assegnazione del “cassero” (cioè la parte sopraelevata della fortificazione) di via Saragozza al circolo di cultura omosessuale da parte dell’allora sindaco Zangheri, nonostante le inutili istanze dei cattolici che avevano pittorescamente usato il ritrovamento di un’antica lapide al cassero per dire che si trattava di un luogo di culto mariano (e la Madonna in questione era quella di San Luca!) che non poteva per questo essere profanato.

Fortuna ha voluto che il movimento gay avesse alla guida rappresentanti con un ben più radicato senso della comunità: attivi cioè nella realizzazione di effettivi spazi di ritrovo, di relazione, di quotidianità per persone che slegate dal movimento erano sottoposte ad un’oppressione imperante e capillare. Tra questi non può essere dimenticato Samuel Pinto (meglio noto come la Lola Puñales) che durante un viaggio a Stoccolma registra mentalmente la struttura delle organizzazioni gay locali; ci sono sedi in cui, ac

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