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IL CASSERO: L’ IMPORTANTE E’ PARTECIPARE fotografie e testi di Giorgia Dolfini

Per chi pur vivendo a Bologna ancora non lo sapesse, il Cassero è molto di più del circolo di ritrovo omosessuale della città. Il motivo per cui tutti dovrebbero averne coscienza è che si tratta dello stesso che spinge ogni anno migliaia di studenti e lavoratori a sostare in questa città: Bologna è libertina per antonomasia (o forse ormai solo per tradizione) e qui niente è chiuso in se stesso. Con questo voglio dire che un tempo, magari, fino all’ultima generazione di gay che potevano immaginarsi solo nascosti o iperesibizionisti nelle nottate al Kynky di via Zamboni o al Joy di Piazza Minghetti (era il ’77), tutto quello che si sognava per il futuro era l’istituzione di un luogo dove ritrovarsi. Poi, negli anni immediatamente successivi, quelli delle rivendicazioni, con in testa Mario Mieli e il suo libero dire che l’omoerotismo era una scelta possibile per tutti, anche le

In alto: un gruppo di ragazzi durante una delle serate, di fronte all’insegna del Cassero. In basso: a destra Franco Grillini, membro onorario del Cassero e di Arcigay, intento a fotografare altri soci del circolo.

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http://www.alfredoranieri.com/PDF/sguardi-2  

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