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Politiche dello Sport

L’INIZIATIVA EDITORIALE DEL DIPARTIMENTO SPORT


Storie di coppa L a coppa Italia rappresenta uno degli appuntamenti più sentiti del calcio italiano con la suggestiva coda della Supercoppa Italiana che pone di fronte la squadra vittoriosa nella coppa Nazionale e quella che ha conquistato lo Scudetto. La Coppa Italia “Tim”, nel corso degli anni, ha subito continui cambiamenti, vivendo tra alti e bassi ma che da qualche tempo, però, sembra aver trovato un’importante dimensione. Soprattutto quest’anno che di fronte si sono ritrovate le due squadre di Roma in una sfida epica per il derby più importante della storia. E la nostra casa editrice, come consuetudine, ha affrontatola sfida di Coppa Italia e la più recente partita tra Lazio e Juventus per la Supercoppa Italiana, aprendo le pagine alla storia. Raccontando la storia delle coppe e delle finali giocate a Roma, della Coppa Italia

LA COPERTINA

che ha magnetizzato l’attenzione dei romani. Non ci siamo soffermati sulla cronaca spicciola legata al singolo risultato, ma affrontato il fenomeno anche grazie alla conoscenza di quello che succede di similare nei campionati esteri. Abbiamo approfittato di questo evento anche per gettare lo sguardo sulle grandi finali delle varie manifestazioni calcistiche mondiali che hanno avuto come epilogo la Città Eterna. E proprio di Lazio e Roma e della sfida che hanno dato vita, abbiamo voluto approfondire le radici che le due squadre della Capitale legano a questa Coppa, di come si è sviluppata la loro storia attraverso le imprese in questa manifestazione, ai grandi protagonisti che l’hanno caratterizzata, alle gioie e alle delusioni che questo trofeo ha dato ai tifosi dei due club capitolini.

SPQR SPORT Rivista ufficiale

DIFFUSIONE. La rivista è distribuita nel corso degli eventi sportivi a Roma, per via postale e free press in tutte le piazze più importanti dei municipi romani (l’elenco su www.spqrsport.it ).

Mensile di informazione a distribuzione gratuita Reg. Trib. di Roma n. 21 del 27-01-10 Numero 5 Luglio-Agosto_2013

SOMMARIO Assessore alla qualità della vita, sport e benessere Luca Pancalli

LA STORIA

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IL PERCORSO

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Direttore del Dipartimento Sport di Roma Capitale Daniele D'Andrea

I TOP PLAYERS

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LA FINALE

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STATISTICHE

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LE STATISTICHE PAG. 70

Editore Alfacomunicazione Srl Via del Giuba, 9 - 00199 Roma Direttore Responsabile Fabio Argentini

ESTERO

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I PERSONAGGI PAG. 88

FINALI ROMANE PAG. 30

LA SUPERCOPPA PAG. 94

Redazione Via C. Bavastro, 94 - 00154 Roma redazione@spqrsport.it grafica@spqrsport.it Art Director Alberto Brunella Grafica Andrea Crescenzi Stampa Stab. Tipolit. Ugo Quintily SPA - Roma


la storia della

coppa italia


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Dagli albori, alla Seconda Guerra Mondiale

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Una formazione dell'Ambrosiana Inter del 1938-’39, anno in cui si aggiudicò la sua prima Coppa Italia

ome raggranellare le briciole più disperse di un unico prodotto, capace di sopravvivere a due guerre mondiali, dal 1922 ad oggi? Non è facile considerando che in questa competizione tutto è cambiato, a partire dal trofeo. Dell'antica Coppa Italia, pesante 8.250 grammi è rimasto poco. Oggi, 91 anni dopo, esiste la Tim Cup. Una nomea nata, naturalmente, per ragioni di sponsor. Non restano tracce neanche del Vado Ligure, prima storica società ad assicurarsi una copia del trofeo nella propria bacheca. Oggi, questa frazione nella periferia industriale di Savona, conserva nei cuori dei figli di quell'epoca i grandi centri operai con fonderie, impianti chimici e petrolchimici. Fra i laterizi e i cantieri di demolizione spuntava la possente Westinghouse, capace di fabbricare locomotori elettrici grazie all'impiego di 1.700 lavoratori. La Coppa Italia nasceva avvolta dalle turbolente vicende che avevano sconvolto il calcio italiano. Grandi i dissidi fra la FIGC e le “big”, con la prima che propose la competizione nazionale come torneo parallelo al campionato. Dopo la vittoria del Vado, però, essa non trovò più spazio. Solo nel 1935, con la riduzione della Serie A a 16 squadre e la conseguente disponibilità in calendario di più date, ci fu il tanto atteso decollo. Una componente fondamentale fu anche il nuovo modello ad eliminazione diretta con campo deciso a sorteggio, su modello della Coppa d'Inghilterra. In caso di parità dopo gli eventuali supplementari, veniva programma-


ta la ripetizione a campi invertiti. Partecipavano tutte le squadre di Serie A,B e C. Le big della massima divisione ebbero accesso al tabellone principale, in attesa della scrematura dai turni preliminari. Dai sedicesimi di finale, sino alla finale, vi erano cinque turni. L'ultimo atto era previsto su campo neutro. Il primo vincitore del resuscitato torneo fu “Il Grande Torino” nel 1936. Ai granata seguirono altri importanti club: Genoa, Juventus ed Inter. Nel 1941 arrivò la prima sorpresa: il successo del Venezia guidato da uno sconosciuto Valentino Mazzola. Chi alzava la Coppa Italia, a quel tempo, aveva diritto a partecipare alla Mitropa Cup, o Coppa dell'Europa Centrale, la più antica competizione europea per club, fondata nel 1926. Nel 1943, con la vittoria ancora una volta del Torino, prima società ad accaparrarsi con lo Scudetto l'agognato “double”, la manifestazione s'interruppe per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Alla ripresa la Serie A era tornata a 20 squadre, e per la povera Coppa Italia, lo spazio era finito.

Il rilancio della Coppa Italia. Nel 1958 si riparte dalla Lazio Bruno Pesaola

HISTORY LINE

1922

La FIGC fonda la Coppa Italia per la necessità di un trofeo alternativo. La vince il Vado Ligure.

1935

Dopo la prima sospensione, la riduzione della Serie A a 16 squadre favorisce il ritorno della competizione. La vince il Torino.

La Coppa nazionale rialzò il sipario a partire dal 1958, con la volontà di legarla alla nuova competizione eu-

1941

Arriva la prima sorpresa. Alza la coppa il Venezia di uno sconosciuto Valentino Mazzola.

1943

Dopo la vittoria del Torino la manifestazione chiude i battenti per il conflitto mondiale. Alla ripresa nel DopoguerraSTORIE per DISPORT il COPPA Toro| 6|arriva il double. SPQR 6

ropea che stava nascendo. Insieme alla neonata Coppa dei Campioni, datata 1955, era in rampa di lancio per il 1960 la Coppa delle Coppe. La Lazio si aggiudicò subito il trofeo con uno splendido colpo di testa di Maurilio Prini. Un gol dell'ex visto il suo arrivo dalla sfidante Fiorentina. Nel 1959 fu la volta della Juventus a conquistare la “coccarda tricolore”, cucita al petto, ufficialmente adottata dalla Lega Calcio per identificare la vincitrice della manifestazione. Negli anni successivi toccò alla Fiorentina avere la meglio sulla Lazio, poi al Napoli l'impresa delle imprese. E' l'unica squadra ad aver alzato la Coppa militando in Serie B. Nel 1963 fu il turno dell'Atalanta e nel 1964 Torino si tinse di giallorosso per la prima vittoria della Roma guidata dal capitano Giacomo Losi, con rete decisiva di Bruno Nicolé. La seconda arrivò appena due anni dopo, nel 1969. Erano i primi segnali di come i giallorossi bene si adattavano a tale trofeo.

Sorpresa delle sorprese. Arriva la formula a gironi Sebbene la competizione avesse preso piede fra gli obiettivi stagionali delle squadre, la FIGC iniziò a pensare a come attrarre gente negli stadi. Sostituì allora i turni ad eliminazione diretta con una serie spettacolare di gironi: sette da cin-

1958

Lo schema della competizione viene alleggerito. Trionfa la Lazio. La Lega Calcio propone la “Coccarda Tricolore”.

1961

La Juventus è la seconda squadra a vincere Scudetto e Coppa Italia, ma la prima poter cucire tricolore e coccarda sulla maglia.


spq ort C O que squadre con gare di sola andata. Alle vincitrici andava ad aggiungersi il club detentore. Le otto società rimaste venivano divise in due gironi con gare di andata e ritorno da disputare dopo la fine del campionato. Le due capoliste si sarebbero poi sfidate in finale all'Olimpico. I rossoneri furono la squadra che meglio si adattò alla nuova formula. Il Diavolo, è il caso di dirlo, fu il Re degli anni '70. Ben tre volte la coccarda finì sulle maglie rossonere su cinque finali. Nel 1979 si arrivò però ad un ulteriore mutamento che non avesse ripercussioni sulle Coppe Europee. Vennero reintrodotti i turni ad eliminazione diretta per i quarti e le semifinali, con la regola dei gol in trasferta. Dal 1982 anche gli ottavi di finale adottarono tale formula, in concomitanza con la riammissione dei sodalizi della Serie C.

Gli anni 80. Domina la Roma di Liedholm. Anni 90, le sorprese In cinque stagioni Nils Liedholm porto nella bacheca della Roma tre Coppe Italia: 1979-80, 1980-81 e 1983-84. La prima di questo terzetto segnava anche la scomparsa della finale in gara unica prima del rientro in vigore a partire dal 200708. Dopo Liedholm, comunque, toccò anche a Sven-Goran Eriksson alzare il trofeo in giallorosso nel 1986 in una finale atipica, in quanto orfa-

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na dei tanti campioni impegnati nei Mondiali. I doriani si rifecero comunque nelle due edizioni consecutive del 1988 e del 1989. Per la Roma fu solo una pausa. A pochi mesi dalla morte di Dino Viola, arrivò il settimo sigillo capitolino. Dal 1992 la competizione si strutturò in un turno eliminatorio e cinque turni di tabellone principale, tutti disputati secondo le regole europee. Salirono sul gradino più alto nuove realtà come Parma e Vicenza.

Sul finire del secolo torna la Lazio La Lazio fu la regina a cavallo fra il XX e il XXI secolo. Ben 3 le Coppe Italia conquistate in 7 stagioni. La prima, datata 1997-98, fu la più rocambolesca. Nella finale di ritorno Gottardi, Jugovic e Nesta, dinanzi a 70.000 spettatori, resero nullo il doppio vantaggio del Milan (1-0 a San Siro con Weah, e 0-1 dopo pochi minuti del secondo tempo all'Olimpico con Albertini). Un trofeo tanto celebrato, quanto poi scemato nell'entusiasmo per via della finale di Coppa Uefa persa al Parco dei Principi contro l'Inter di Ronaldo. Nella gloriosa stagione 1999-00, SvenGoran Eriksson portò invece a casa il “double” con Coppa nazionale e Scudetto. I laziali, accorsi festanti in 15.000 al Giuseppe Meazza, video i propri calciatori ossigenati difendere il 2-1 dell'andata. La terza affermazione ci fù nel 2003-04, sotto la

1979

Il Napoli vince la Coppa Italia. E' un evento eccezionale perché i partenopei la conquistano pur militando in Serie B.

Vengono introdotti i gol che valgono doppio in trasferta con eliminazione diretta per quarti e semifinali.

La Roma alza a Torino la sua prima Coppa Italia. E' il primo tassello di un primato che oggi i giallorossi condividono con i bianconeri della Juventus.

Scompare la finale in gara unica all'Olimpico introdotta a partire dagli anni '70.

1964

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1980

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Nils Liedholm

1982

Anche gli ottavi di finale, con la riammissione dei sodalizi della Serie C, tornano ad eliminazione diretta.

1988

Il Napoli si aggiudica Scudetto e Coppa Italia grazie alle prodezze di Maradona.


Miro Klose alza il pollice in segno di vittoria dopo il successo in Coppa Italia contro la Roma Bruno Conti insieme alla squadra mentre festeggia la conquista della Coppa nel 2007

guida di Roberto Mancini. Autentico mattatore il capocannoniere della competizione, Stefano Fiore, autore di 6 reti. Giuseppe Favalli alzò la Coppa Italia nel cielo di Torino.

Gli ultimi anni Il torneo, vista anche l'abolizione della Coppa delle Coppe nel 1999, stava andando oramai incontro ad un costante declino. Nel 2005 la FIGC decise dunque d'introdurre le eliminatorie fra le 12 squadre di Serie A non presenti in Europa, quelle di B e le 30 di C. Con scarsi risultati si arrivò nel 2007, in occasione della 60esima edizione alla riduzione dell'organico alle sole società di Serie A e B. Nel 2008 si fece però marcia indietro, con la costituzione di un mega tabellone tennistico con tutte gare uniche, eccezion fatta per le semifinali. Dal 2007-2008 si tornò anche alla finale in gara unica,

HISTORY LINE

1991

La Roma conquista la quinta Coppa Italia in undici anni. Tre con Liedholm, una con Eriksson, una con Bianchi.

1998

Dopo quarant'anni la Lazio torna a vincere la Coppa Italia. Questa vittoria varrà l'ingresso all'ultima Coppa delle Coppe, poi vinta dai biancocelesti.

2000

Anche la Lazio si aggiunge alle squadre in grado di vincere Scudetto e Coppa Italia

2006

L'Inter, vincendo lo Scudetto grazie alle vicissitudini di Calciopoli, si cuce tricolore e coccarda, quest'ultima sulla manica sinistra.

da disputarsi allo Stadio Olimpico. In questo marasma di modifiche l'attenzione dell'Italia calcistica era puntata sulla sfida fra Roma e Inter. La prima ci fu nel 2005, con l'Inter di Adriano e Mihajlovic che annientò i giallorossi di Bruno Conti. Stessa sorte nel 2006 per i nerazzurri, guidati dal Jardinero Cruz. Totti, però, riusciva ad alzare il trofeo nel 2007 grazie al clamoroso 6-2 dell'andata. Nella finale unica del 2008, Mexes e Perrotta regalarono ancora la “coccarda” ai giallorossi, scucita l'anno dopo dai biancocelesti di Delio Rossi ai rigori contro la Sampdoria. Decisive le parate di Muslera, il gol di Zarate e il penalty di Dabo. Nel 2011 è ancora l'Inter a trionfare contro la sorpresa Palermo, prima dell'atteso ritorno in vetta del Napoli (0-2 ai danni della Juventus) ed infine della Lazio nell'unico Derby dal 1929 ad oggi in grado di mettere in palio un trofeo.

2008

Viene reintrodotta la finale unica all'Olimpico. La prima è della Roma, che batte l'Inter per 2-1.

2013

Roma e Lazio si affrontano per la prima volta in una finale di una competizione nazionale. La spuntano i biancocelesti in virtù della rete di Lulic.


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top players STORIE DI COPPA | 11

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GIOCATORE

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PRESENZE

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VITTORIE

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ato a Jesi il 27 Novembre del 1964, Roberto Mancini è stato uno dei giocatori più forti del panorama calcistico italiano dagli anni ’80 sino all’alba del XXI secolo. Con le maglie di Bologna, Sampdoria e Lazio ha incantato migliaia di tifosi e, in Coppa Italia, ha raggiunto due traguardi importanti. Ha infatti conquistato sei volte questa competizione in campo, e quattro volte in panchina. Nessuno come lui. Sul prato verde ha alzato il trofeo nel 1984-84, 1987-88, 198889 e 1993-94 con la maglia della Sampdoria, e nel 1997-98 e 1999-00 con quella della Lazio. Da tecnico si è ripetuto nel 2000-01 con la Fiorentina, nel 2003-04 con la Lazio e nel 2004-05 e 2005-06 con l’Inter. Complessivamente ha anche raggranellato il maggior numero di presenze in attività rispetto ad ogni altro “collega”: 120, una in più di Giuseppe Bergomi. Ha segnato complessivamente 32 reti, bottino che lo colloca al 9° posto fra i marcatori di tutti i tempi. Dati carriera agonistica:

Data di nascita: 27/11/1964 Altezza: 179 cm Peso: 78 kg Partite giocate (Campionati, Coppe Nazionali, Coppe Europee): 737 Reti segnate (Campionati, Coppe Nazionali, Coppe Europee): 204 Partite giocate e reti in Nazionale: 36 presenze, 4 gol Palmares: 2 Scudetti, 6 Coppe Italia, 2 Supercoppe Italiane, 2 Coppe delle Coppe, 1 Supercoppa Europea, 1 Campionato Allievi Nazionale.

top players

roberto

mancini STORIE DI COPPA | 12


spq ort C O

N

ato a Sonnino il 28 Novembre 1955, Alessandro Altobelli, soprannominato “Spillo” è il recordman in quanto a marcature della storia della Coppa Italia. Ben 56 le reti realizzate in 93 partite di questa manifestazione che ha conquistato due volte, sempre con la maglia dell'Inter. E' stato anche capocannoniere del torneo nella stagione 1981-82, quando andò a segno in 9 occasioni. In carriera ha vestito le maglie del Latina, squadra dove ha cominciato a giocare nelle giovanili, poi Brescia, Inter, Juventus ed infine ancora una volta Brescia. Proprio nelle “Rondinelle” si è conclusa la sua avventura sportiva in Serie B. Una stagione importante condita da 7 gol in 32 apparizioni. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo è diventato sporadicamente un commentatore televisivo, poi un direttore sportivo (a Padova dal 1995 al 1998), ed infine un osservatore per contro dell'Inter, incarico che ricopre attualmente.

GIOCATORE

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CHE

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HA

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SEGNATO

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DI

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Dati carriera agonistica:

Data di nascita: 28/11/1955 Altezza: 181 cm Peso: 74 kg Partite giocate (Campionati, Coppe Nazionali, Coppe Europee): 643 Reti segnate (Campionati, Coppe Nazionali, Coppe Europee): 264 Partite giocate e reti in Nazionale: 61 presenze, 25 gol Palmares: 1 Scudetto, 2 Coppe Italia, 1 Campionato del Mondo, 1 Campionato del Mondo over 35

top players

alessandro

altobelli STORIE DI COPPA | 13


STRANIERO

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VINCENTE

ato a Belgrado l'11 settembre 1978, Dejan Stankovic è uno dei calciatori più vincenti nella storia delle competizioni calcistiche italiane. Con 6 Scudetti e 6 Supercoppe Italiane, in bacheca annovera ben 5 Coppe Italia. Un traguardo che lo rende lo straniero più vincente nella coppa nazionale. Detiene con Savo Milosevic il record assoluto di presenze nella Nazionale Serba, ben 102. Calciatore versatile, capace di giocare come centrocampista centrale, mediano o trequartista, ha sempre fatto della potenza e della tecnica le sue qualità migliori. Ha giocato con le maglie della Stella Rossa, della Lazio e dell'Inter. Le cinque Coppe Italia sono arrivate nel 199-00 con i biancocelesti e nel 2004-05 , 2006-06, 2009-10, 2010-11 con i nerazzurri. Fermo a lungo per infortunio, sta riflettendo sull'ipotesi di abbandonare il calcio giocato, avendo tra l'altro incamerato un palmares personale di tutto rispetto. Dati carriera agonistica:

top players

dejan

stankovic STORIE DI COPPA | 14

Data di nascita: 11/09/1978 Altezza: 181 cm Peso: 75 kg Partite giocate (Campionati, Coppe Nazionali, Coppe Europee): 647 Reti segnate (Campionati, Coppe Nazionali, Coppe Europee): 116 Partite giocate e reti in Nazionale: 102 presenze, 15 gol Palmares: 1 Campionato Jugoslavo, 3 Coppe di Jugoslavia, 6 Scudetti, 5 Coppe Italia, 6 Supercoppe Italiane, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Europea, 1 Champions League, 1 Mondiale per Club.


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ato a Nettuno il 13 Marzo 1955, Bruno Conti è l'attuale responsabile del settore giovanile della Roma, squadra alla quale ha legato il suo nome. Soprannominato “Sindaco de Roma”, questo calciatore dotato di una tecnica sopraffina, ha giocato tutta la carriera in maglia giallorossa, eccezion fatta per due campionati di Serie B con il Genoa. Con la maglia numero 7 sulle spalle conquisto lo storico Scudetto della stagione 1983-84, raggiungendo poi la finale di Champions League l'anno successivo, sbagliando il secondo rigore della sfortunata serie contro il Liverpool. Si è ritirato il 23 Maggio del 1991. Alla sua gara d'addio, allo Stadio Olimpico, erano presenti 80.000 spettatori. Anche l'Italia ha legato le fortune del Mondiale di Spagna 1982 al suo magico sinistro. Nella coppa nazionale detiene il record di vittorie finali con la stessa maglia: ben 5, 1979-80, 1980-81, 1983-84, 1985-86 e 1990-91, tutte con la maglia della Roma.

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PLURIVINCITORE

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CON

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SQUADRA

Dati carriera agonistica:

Data di nascita: 13/03/1955 Altezza: 169 cm Peso: 65 kg Partite giocate (Campionati, Coppe Nazionali, Coppe Europee): 470 Reti segnate (Campionati, Coppe Nazionali, Coppe Europee): 51 Partite giocate e reti in Nazionale: 47 presenze, 5 gol Palmares: 1 Scudetto, 5 Coppe Italia, 1 Campionato del Mondo.

top players

bruno

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PORTIERE

PIÙ

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VINCENTE

ato a Padova il 2 Dicembre 1971, l'attuale preparatore dei portieri della Nazionale U-20 italiana, ha legato il suo nome a quello della coppa tricolore. Occupando la 14esima posizione nella classifica IFFHS dei migliori portieri fra il 2001 e il 2010, Toldo è stato senza dubbio un estremo difensore di altissimo livello, capace di vincere con le maglie di Fiorentina e Inter in 5 occasioni: 1995-96, 2000-01, 2004-05, 2005-06, 2009-10. Proprio nella stagione in cui si è ritirato, ha portato il trofeo a casa per l'ultima volta, insieme ad uno Scudetto e alla Champions League. In Nazionale viene ricordato soprattutto per l'eccellente Europeo del 2000, in cui grazie ai suoi interventi e alle strepitose parate dal dischetto contro l'Olanda, l'Italia è stata piegata solo nel Golden Gol dei supplementari della finale dalla Francia. Personaggio positivo, ha fatto parte di altre due spedizioni continentali e di due mondiali con gli “Azzurri”, senza però mai scendere in campo. Dati carriera agonistica:

Data di nascita: 02/12/1971 Altezza: 196 cm Peso: 90 kg Partite giocate (Campionati, Coppe Nazionali, Coppe Europee): 637 Reti subite (Campionati, Coppe Nazionali, Coppe Europee): 620 Partite giocate e reti subite in Nazionale: 28 presenze, 15 gol Palmares: 5 Scudetti, 5 Coppe Italia, 4 Supercoppe Italiane, 1 Champions League, 1 Campionato di Serie B, 1 Campionato di Serie C1

top players

francesco

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ato a Strumica il 27 Luglio del 1983, questo calciatore macedone detiene il record delle vittorie consecutive in Coppa Italia. Ha infatti fatto sua la competizione 4 volte, nel 2008-09, 2009-10, 2010-11 e 2011-12, pur giocando con tre squadre diverse: Lazio, Inter e Napoli. Calciatore dotato di ottima tecnica, il capitano della Macedonia è il calciatore più famoso della storia della sua nazionale, oltre ad essere naturalmente quello più vincente. Grandi meriti vanno ai nerazzurri e ai biancocelesti. I primi, infatti, furono bravi a farlo sbarcare in Italia nel 2001, ma poi non credettero successivamente nelle sue qualità, salvo riprenderlo nel 2009 dopo la parentesi fortunata alla Lazio. Con 64 gol segnati, detiene il record straniero di marcature con la squadra capitolina. Eccezionale il tandem formato con Tommaso Rocchi, sotto la guida di Delio Rossi. Pandev, in questo, si è sempre dimostrato un attaccante capace di segnare e fan segnare, facendo le fortune successivamente anche di Milito e Cavani.

MAGGIORI

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CONSECUTIVE

Dati carriera agonistica*:

Data di nascita: 27/07/1983 Altezza: 184 cm Peso: 74 kg Partite giocate (Campionati, Coppe Nazionali, Coppe Europee): 404 Reti segnate (Campionati, Coppe Nazionali, Coppe Europee): 97 Partite giocate e reti in Nazionale: 71 presenze, 26 gol Palmares: 1 Scudetto, 4 Coppe Italia, 2 Supercoppe Italiane, 1 Champions League, 1 Mondiale per Club, 1 Campionato Primavera, 1 Torneo di Viareggio.

top players

goran

pandev

*calciatore in attività

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coppa italia

statistiche Tipologia di Squadre: Club Partecipanti: 78 (dalla stagione 2008-2009) Cadenza: Annuale Organizzatore: Lega Serie A Fondazione: 1922 Interruzioni: Dal 1926-27 al 1935-36 e dal 1943 al 1958. Riconoscimento: Coccarda Tricolore (introdotta dal 1958.) Primo Club detentore: Vado (1922) Ultimo Club detentore: Lazio (2012-13)

Albo d oro per club: Roma

9 1963-1964; 1968-1969; 1979-1980; 1980-1981; 1983-1984; 1985-1986; 1990-1991; 2006-2007; 2007-2008 Juventus 9 1937-1938; 1941-1942; 1958-1959; 1959-1960; 1964-1965; 1978-1979; 1982-1983; 1989-1990; 1994-1995 Inter 7 1938-1939; 1977-1978; 1981-1982; 2004-2005; 2005-2006; 2009-2010; 2010-2011 Fiorentina 6 1939-1940; 1960-1961; 1965-1966; 1974-1975; 1995-1996; 2000-2001 Lazio 6 1958; 1997-1998; 19992000; 2003-2004; 2008-2009; 2012-2013 Torino 5 1935-1936; 1942-1943; 1967-1968, 1970-1971; 1992-1993 Milan 5 1966-1967; 1971-1972; 1972-1973; 1976-1977; 2002-2003

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Napoli

4 1961-1962; 1975-1976; 1986-1987; 2011-2012 Sampdoria 4 1984-1985; 1987-1988; 1988-1989; 1993-1994 Parma 3 1991-1992; 1998-1999; 2001-2002 Bologna 2 1969-1970; 1973-1974 Atalanta 1 1962-1963 Genoa 1 1936-1937 Venezia 1 1940-1941 Vado 1 1922 Vicenza 1 1996-1997 CittĂ piĂš vincenti: Roma 15 Roma (9), Lazio (6) Torino 14 Juventus (9), Torino (5) Milano 12 Inter (7), Milan (5) Firenze 6 Fiorentina (6) Genova 5 Sampdoria (4), Genoa (1) Napoli 4 Napoli (4) Parma 3 Parma (3) Bologna 2 Bologna (2) Bergamo 1 Atalanta (1) Venezia 1 Venezia (1) Vado Ligure 1 Vado (1) Vicenza 1 Vicenza (1)


spq ort C O Regioni più vincenti: Lazio 15 Roma (9), Lazio (6) Piemonte 14 Juventus (9), Torino (5) Lombardia 13 Inter (7), Milan (5), Atalanta (1) Toscana 6 Fiorentina (6) Liguria 6 Sampdoria (4), Genoa (1), Vado (1) E.Romagna 5 Parma (3), Bologna (2) Campania 4 Napoli (4) Veneto 2 Vicenza (1), Venezia (1)

Top Ten Marcatori 1 Alessandro Altobelli 56 1974-1990 Brescia, Inter, Juventus 2 Roberto Boninsegna 48 1963-1980 Prato, Potenza, Varese, Cagliari, Inter, Juventus, Verona 3 Giuseppe Savoldi 47 1965-1981 Atalanta, Bologna, Napoli 4 Gianluca Vialli 42 1981-1996 Cremonese, Sampdoria, Juventus 5 Bruno Giordano 38 1975-1992 Lazio, Napoli, Ascoli, Bologna

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Vincitori non appartenenti alla Serie A: 2 (Il Vado e il Napoli sono finora le uniche squadre ad aver vinto la Coppa Italia pur non militando nella massima serie. Il Vado è l'unica squadra ad aver vinto la Coppa Italia durante la sua militanza nel Campionato Regionale di Promozione, il Napoli è l'unica squadra ad averla vinta durante la sua militanza nel campionato nazionale di Serie B.)

6 Pietro Anastasi 37 1966-1981 Varese, Juventus, Inter, Ascoli 7 Paolo Pulici 37 1968-1985 Torino, Udinese, Fiorentina 8 Roberto Baggio 36 1983-2001 L.R. Vicenza, Fiorentina, Juventus, Milan, Bologna, Inter, Brescia 9 Gigi Riva 33 1963-1976 Cagliari 10 Roberto Mancini 32 1981-2000 Bologna, Sampdoria, Lazio

Classifica Marcatori nelle Finali 5 4 3 3 3 3

Hernán Crespo (2 Parma, 3 Inter) Francesco Totti ( Roma) Amedeo Amadei ( Roma) Gabriel Batistuta ( Fiorentina) Savino Bellini ( Juventus) Toninho Cerezo (2 Roma, 1 Sampdoria)

3 3 3 3 3 3 3 3

Julio Cruz ( Inter) Angelo Domenghini ( Atalanta) Stefano Fiore ( Lazio) Giuseppe Giannini ( Roma) Riza Lushta ( Juventus) Roberto Mancini ( Sampdoria) Simone Perrotta ( Roma) Gianluca Vialli ( Sampdoria)

Calciatori a segno con più squadre:

Autori di triplette in finale

4 3 3 3

1 1 1 1

Hernán Crespo (2 Parma, 2 Inter) Gabriel Batistuta ( Fiorentina) Toninho Cerezo (2 Roma, 1 Sampdoria) Roberto Mancini ( Sampdoria)

STORIE DI COPPA | 19

Amedeo Amadei ( Roma) Angelo Domenghini ( Atalanta) Giuseppe Giannini ( Roma) Riza Lushta ( Juventus)


Capocannonieri della manifestazione: Stagione 1941-42 1942-43

1958 1958-59 1959-60 1960-61

1961-62

1962-63 1963-64

1964-65

1965-66 1966-67 1967-68 1968-69 1969-70 1970-71 1971-72 1972-73 1973-74 1974-75 1975-76 1976-77 1977-78 1978-79 1979-80 1980-81 1981-82 1982-83 1983-84 1984-85 1985-86 1986-87

Riza Lushta Bruno Ispiro Valentino Mazzola Franco Ossola Vittorio Sentimenti Humberto Tozzi Edwing Firmani Gianfranco Petris José Altafini Luigi Milan Gianfranco Petris Egidio Fumagalli Glauco Gilardoni Italo Mazzero Dante Micheli Ettore Recagni Angelo Domenghini Kurt Hamrin Pedro Manfredini Joaquin Peirò Juan Seminario Faustinho Cané Renzo Cappellaro Giampaolo Menichelli Bruno Petroni Gigi Riva Francesco Rizzo Kurt Hamrin Gianni Rivera Lucio Mujesan Gigi Riva Giuseppe Savoldi Gianni Rivera Roberto Boninsegna Gigi Riva Giuseppe Savoldi Pietro Anastasi Sergio Magistrelli Giorgio Braglia Egidio Calloni Giuseppe Savoldi Massimo Palanca Giuseppe Damiani Roberto Pruzzo Francesco Graziani Alessandro Altobelli Giuseppe Greco Walter Schachner Trevor Francis Luca Cecconi Bruno Giordano STORIE DI COPPA | 20

8 5 5 5 5 11 8 4 4 4 4 3 3 3 3 3 5 4 4 4 4 3 3 3 3 3 3 5 7 6 9 10 7 8 8 10 9 7 6 6 12 8 6 6 5 9 9 8 9 9 10

1987-88 1988-89 1989-90 1990-91 1991-92 1992-93 1993-94 1994-95 1995-96 1996-97 1997-98 1998-99 1999-00

2000-01 2001-02 2002-03 2003-04 2004-05 2005-06 2006-07

2007-08

2008-09 2009-10

2010-11 2011-12 2012-13

Diego A. Maradona Gianluca Vialli Franco Baresi Ruggiero Rizzitelli Rudi Voeller Alessandro Melli Giuseppe Signori Attilio Lombardo Marco Branca Fabrizio Ravanelli Gabriel Batistuta Riccardo Maspero Giuseppe Signori Hernán Crespo Nicola Caccia David Di Michele Francesco Flachi Patrick Mboma Stefan Schwoch Nicola Amoruso Fabrizio Miccoli Stefano Fiore Andrea Lazzari Alessandro Del Piero Emiliano Bonazzoli Nicolas Burdisso Hernán Crespo Francesco Flachi Giuseppe Greco Simone Perrotta Mario Balotelli Julio Cruz Vincenzo Iaquinta Goran Pandev Alain Pierre Baclet Adrian Mutu Rachid Arma Samuel Eto'o Edinson Cavani Mattia Destro

8 13 4 4 4 5 6 5 6 6 8 5 6 6 6 6 6 6 8 6 5 6 9 5 4 4 4 4 4 4 4 4 4 6 4 4 4 5 5 5

Vincitori classifica marcatori per squadra: 8 7 6 5 4 3 2 1

Fiorentina, Inter, Juventus Sampdoria, Napoli Cagliari, Milan, Torino, Roma Lazio Atalanta Parma Bologna, Mantova, SPAL, Genoa, Ascoli, Bari, Benevento, Catanzaro, Cremonese, Empoli, Lecce, Novara, Perugia, Salernitana


spq ort C O Plurivincitori classifica marcatori: 3 3 2 2 2 2 2 2

Gigi Riva ( Cagliari) Giuseppe Savoldi (2 Bologna, 1 Napoli) Hernán Crespo (1 Parma, 1 Inter) Francesco Flachi ( Sampdoria) Kurt Hamrin ( Fiorentina) Gianfranco Petris ( Fiorentina) Gianni Rivera ( Milan) Giuseppe Signori ( Lazio)

Classifica presenze: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Roberto Mancini Giuseppe Bergomi Pietro Vierchowod Franco Causio Giovanni Galli Dino Zoff Ivano Bordon Fausto Salsano Giuseppe Bruscolotti Gaetano Scirea

120 119 116 113 112 110 102 102 100 100

1981-2000 1979-1999 1976-2000 1971-1986 1977-1996 1961-1983 1970-1989 1983-1998 1971-1988 1972-1988

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Pareggio con più gol: 8 Ilva Bagnolese – L'Aquila 4-4 (1937-38) Schio – Marzotto Valdagno 4-4 (1939-40) Udinese – Cagliari 4-4 (1992-93) Ternana – Udinese 4-4 (2001-02) Maggior numero di vittorie consecutive: 20 Il Napoli (1985-86 due gare del girone eliminatorio; 1986-87 tutte e tredici le gare; 1987-88 i primi cinque incontri) Maggior numero di volte consecutive degli stessi sfidanti in finale: 4 Inter-Roma (2004-05; 2005-06; 2006-07; 2007-08)

Giocatori più vincenti: 6 Roberto Mancini (4 Sampdoria, 2 Lazio) 5 Dejan Stanković (1 Lazio, 4 Inter) 5 Bruno Conti (5 Roma) 5 Romeo Benetti (2 Milan, 1 Juventus, 2 Roma) 5 Giuseppe Favalli (3 Lazio, 2 Inter) 5 Fausto Salsano (4 Sampdoria, 1 Roma) 5 Francesco Toldo (2 Fiorentina, 3 Inter)

Giocatori che hanno vinto per più anni consecutivamente: 4 Goran Pandev (1 Lazio, 2 Inter, 1 Napoli, dal 2009 al 2012) 3 Romeo Benetti (1 Juventus, 2 Roma, dal 1979 al 1981) 3 Giuseppe Favalli (1 Lazio, 2 Inter, dal 2004 al 2006) Partita con più gol: 10 Torino – Catania 8-2 (1935-36) Biellese – Legnano 8-2 (1938-39) Brescia – Modena 4-6 (1959-60) Roma-Fiorentina 4-6 (1960-61) Vittoria in casa con maggiore scarto di gol: 9 Lucchese – C.S. Firenze 9-0 (1922) Entella – Derthona 9-0 (1936-37) Cagliari – Terranova 9-0 (1939-40) Sampdoria – Marzotto Valdagno 9-0 (1958) Vittoria in trasferta con maggiore scarto di gol: 7 OZO Mantova – Inter 0-7 (1958-59) STORIE DI COPPA | 21

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Simboli di vittoria DALLA COCCARDA AL TROFEO. ECCO COME VIENE RAPPRESENTATA LA COPPA ITALIA

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C O C C A R D A

Cinque centimetri di diametro per un simbolo che, per una stagione, viene cucito sulla maglia della squadra vincitrice della Coppa Italia. È la coccarda tricolore, adottata ufficialmente dalla Lega Calcio non nella prima edizione del 1942-43, bensì in seguito al successo della Lazio nell’edizione del 1958. Posta come segno distintivo sulla manica o sul fronte della maglia, indifferentemente a destra o a sinistra, raramente al centro, la coccarda è invece nella storia italiana un marchio distintivo di notevole importanza. Fu antecedente alla bandiera italiana e fu parte integrante del processo di origine di quest’ultima comparendo a Genova durante l’agosto del 1789 con i medesimi significati di cambiamento, libertà, uguaglianza e fraternità della sua originaria versione: la coccarda francese della rivoluzione. Essa rappresenta il nastro tricolore ripiegato mediante plissé. Da notare come, dalla prima vittoria dell’Inter negli anni ‘2000, la Lega Calcio abbia anche ovviato ad un errore abbastanza evidente. La coccarda italiana era infatti rappresentata con il rosso al centro, poi il bianco, infine il verde all’esterno. In realtà questa versione coincide con quella dell’Ungheria. La disposizione ufficiale dei colori ha visto così l’inversione del rosso e del verde, collimando con quella rappresentazione grafica di una bandiera italiana arrotolata all’asta e vista dall’alto.

1958-2000

2000-2013

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L’impresa di cucirsi Scudetto e coccarda insieme sulla maglia fu per la prima volta compiuta dalla Juventus nella stagione 1960-61. Sulle maglie bianconere i due simboli vennero posti uno accanto all’altro sul cuore, sotto la stella d’oro del 1958. Nel 1987-88 fu la volta del Napoli di Maradona, Giordano e Careca. Lo Scudetto qui rimase nella medesima posizione ma la coccarda fu spostata sulla parte sinistra del petto. Nel 1994-95 e 1995-96 tocca nuovamente alla Juventus che rimane in linea con quanto offerto visivamente dai partenopei. Nel 1999-2000 l’accoppiata è della Lazio che si presenta con i due simboli cuciti uno sopra l’altro, entrambi a sinistra e non sul cuore. Infine ecco l’Inter degli anni d’oro. Nel 2006-2007 la coccarda viene dirottata sulla manica sinistra, all’altezza dell’avambraccio, e lo Scudetto al centro del petto. Ivi rimane anche per la stagione 2010-2011, almeno fino alla vittoria del L’Inter di Mourinho ultima squadra a vinceMondiale per Club. Con la coccarda in entrambi i casi posta sulla par- re il double, nella foto Javier Zanetti mente sinistra del petto, lo scudo tricolore viene anch’esso ivi dirottato. tre alza al cielo i due trofei

STORIE DI COPPA | 22


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Il trofeo originale della prima edizione della Coppa Italia, vinta nel 1922 dal Vado, andò distrutto; la FIGC ne realizzò una copia nel 1992, in occasione dei settant'anni dalla vittoria vadese nella manifestazione, attualmente esposta nella sede della Cassa di Risparmio di Savona a Vado Ligure. Nel corso degli anni il trofeo cambiò spesso volto ispirandosi però sempre a quello originario. Solo nel 2001-2002, anno del cambiamento del nome (da Coppa Italia a Tim Cup) il trofeo prese una forma definifinitiva, meno tondeggiante e con una base dove appare ben impresso il nuovo logo.

IERI

OGGI STORIE DI COPPA | 23


PERCHĂŠ QUESTE COPPE? Le Coppe Nazionali qui citate sono quelle dei cinque campionati, esclusa l'Italia, piĂš importanti d'Europa, almeno secondo il Ranking UEFA che spartisce anche i piazzamenti utili per la Champions League e l'Europa League.

IL RANKING UEFA 1 2 3 4 5 6

Spagna Inghilterra Germania Italia Portogallo Francia

88.025 82.963 79.614 64.147 59.168 59.000

coppe internazionali 365 GIORNI | 24


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COPPA DI FRANCIA

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a Coppa di Francia è assegnata dalla FIF ed è il secondo torneo calcistico francese per importanza. La vincitrice si assicura un posto al primo turno di Europa League. Vi partecipano tutti i club del paese secondo la seguente formula: 1° turno: entrano le squadre di distretto 2° turno: entrano le squadre promosse dai Campionati dilettantistici 3° turno: entrano le squadre di National 3 3 e 4° turno: entrano le squadre di National 2 6° turno: entrano le squadre di National 1 7° turno: entrano le squadre vincenti delle Coppe DOM e TOM, che sono i due distretti di Colonie d'Oltreoceano: i DOM sono Guadalupa, Martinica, Guyana Francese e Reunion. I TOM sono invece Nuova Caledonia, Tahiti, Wallis&Futuna. 8° turno: entrano le squadre di Ligue 2 1\32 di finale: entrano le squadre di Ligue 1 La Coppa di Francia fu disputata per la prima volta nel 1918 e si giocò anche durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1992 non fu assegnata poiché sospesa per la tragedia di Bastia. Una tribuna provvisoria crollò uccidendo 19 persone e ferendone 2.200.

il personaggio

Bernard Lacombe

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COPPA DI LEGA FRANCESE a Coppa di Lega francese ammette solo squadre professionistiche. In particolare vi partecipano le iscritte alla Ligue 1, alla Ligue 2 e le migliori del National. Il trofeo è stato assegnato per otto edizioni dal 1963-64 al 1994. Dalla stagione 1994-95 garantisce un posto per la Coppa UEFA/Europa League che va a sommarsi a quello del quarto posto in campionato, e a quello della vincente della Coppa di Francia. La Coppa Charles Drago, competizione organizzata dalla Ligue de Football Professionnel e riservata alle eliminate dalla Coppa di Francia prima dei quarti di finale, fu disputata dal 1953 al 1965, e risulta importante poiché può essere considerata come precursore della Coppa di Lega francese. Nel 2008-2009 i problemi per l'assegnazione dei diritti televisivi hanno fatto pensare ad una sua soppressione. Una nuova formula, con le prime 4 del campionato come teste di serie negli ottavi e nei quarti, e i sei club qualificati all'Europa esenti dai sedicesimi di finale, hanno sbloccato i budget.

il personaggio

Gilbert Gress STORIE DI COPPA | 26


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COPPA DI GERMANIA

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a Coppa di Germania, chiamata ufficialmente in tedesco DFB-Pokal, riprende il nome della Deutscher Fußball Bund Pokal, cioè Coppa della Federazione calcistica tedesca. Torneo calcistico ad eliminazione diretta, si svolge con cadenza annuale ed è il secondo per importanza dopo la Bundesliga. La formula prevede l'iscrizione di ogni club dei campionati professionistici. Vi partecipano quindi le 36 squadre della Bundesliga e della Zweite Bundesliga, le 4 retrocesse alla Dritte Bundesliga. I team della semi-professionistica Regionalliga e dei campionati amatoriali a partire dal 5° livello possono entrare attraverso 21 tornei minori di coppa che fungono da qualificazioni e sono gestiti da associazione regionali. Accedono alla Coppa di Germania la vincitrice di ogni torneo e le tre seconde dei tornei delle maggiori associazioni. Fondata nel 1934, dal 1985 la DFB Pokal prevede una finale in gara unica allo Stadio Olimpico di Berlino. I turni precedenti, prima delle semifinali, si disputano tutti in partita secca. Se dopo i 90 minuti regolamentari ci si trova in parità, si procede ai tempi supplementari e agli eventuali calci di rigore.

il personaggio

Philipp Lahm

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FA CUP stituita nel 1872 per i club dilettantistici, fu aperta dieci anni dopo anche al professionismo con la prima vittoria nel 1883 del Blackburn Oympic. Lo stadio deputato per ospitare la finale è stato quello londinese di Wembley fin dall'edizione del 1923, quando era chiamato Empire Stadium. Durante i lavori di ristrutturazione dell'impianto fra il 2001 e il 2006 è stato utilizzato il Millennium Stadium di Cardiff. La competizione è un torneo ad eliminazione diretta con accoppiamenti completamente casuali. Non c'è la presenza di teste di serie e la squadra che gioca in casa, in gara secca, viene decisa dal sorteggio. In caso di parità la partita viene rigiocata sul campo dell'altra formazione (replay). Le ripetizioni prevedono che in caso di ulteriore pareggio si vada ai supplementari e agli eventuali rigori. Una formula adottata in contraltare al passato dove si procedeva a replay ad oltranza, con la conseguenza che alcune sfide necessitavano anche si sei o più partite per decidersi. Le uniche gare in campo neutro sono la finale e le semifinali. Nella stagione 2008-2009 si è registrato il maggior numero di squadre partecipanti, ben 762.

il personaggio

Steven Gerrard

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COPPA DI LEGA INGLESE

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a Coppa di Lega Inglese, o Football League Cup, o Capital One Cup per ragioni di sponsor, è una competizione alla quale prendono parte le 92 squadre militanti nei campionati professionistici inglesi: Premier League, Championship, League One, League Two. Le gare sono di sola andata, ed anno eventuali tempi supplementari e calci di rigore. Oggi il torneo ha un turno preliminare al quale seguono cinque turni eliminatori. Le semifinali hanno gara di andata e ritorno mentre in finale si torna alla gara unica. Le prime edizioni, dal 1961 al 1966 ebbero anche la finale in doppia sfida, formula poi abolita. La finale si è sempre giocata a Wembley dal 1967 al 2000 e, per i lavori di ristrutturazione dell'impianto, è migrata al Millennium Stadium di Cardiff fra il 2001 e il 2007, come accaduto anche per la FA Cup. La vittoria del trofeo da diritto alla partecipazione all'Europa League. E' una delle competizioni inglesi ad aver cambiato più volte nome per ragioni di sponsor: Milk Cup (dal 1981-1982 al 1985-1986) ; Littlewoods Challenge Cup (dal 1986-1987 al 1989-1990) ; Rumbelows Cup (1990-1991 e 1991-1992) ; CocaCola Cup (dal 1992-1993 al 1997-1998); Worthington Cup (dal 1998-1999 al 20022003); Carling Cup (dal 2003-2004 al 2011-2012) ; Capital One Cup (dal 2012-2013).

il personaggio

Frank Lampard

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COPPA DI PORTOGALLO a Coppa del Portogallo, o Taça de Portugal, è la seconda competizione calcistica per importanza del Portogallo, sottostante solo al campionato di Primeira Liga. Posta sotto l'egida della FPF, la formula prevede partite ad eliminazione diretta, in gara unica, eccezion fatta per le semifinali disputate con partite di andata e ritorno. Una volta era importantissima, ancor più di ora. Fondata nel 1938, infatti, è esistita già fra il 1922 e il 1937 con il nome di “Campionato del Portogallo” o Campeonato de Portugal. Aveva una struttura di coppa ad incontri e si eleggeva la squadra campione nazionale. Oggi, invece, con 162 club partecipanti, ammette l'ingresso delle squadre della serie maggiore al terzo turno, quelle della seconda serie al secondo turno, e quelle di terza serie o serie inferiori cominciano la competizioni dai preliminari.

il personaggio

Eusebio

STORIE DI COPPA | 28


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COPPA DI LEGA PORTOGHESE a Coppa di Lega Portoghese, o Taça da Liga, è una competizione che met-

Lte di fronte solamente le squadre di Primeira Liga e delal Liga de Honra.

Proposta nel 2006 dallo Sporting Lisbona e dal Boavista, è stata approvata da tutte le società facenti parte della Liga Portuguesa de Futebol Profissional. La prima edizione è andata così in scena nel 2007-2008 e l’ha vinta il Vitoria Setubal in finale contro lo Sporting Lisbona. Il club biancoverde non è riuscito ad assicurarsi mai il trofeo, vinto nelle quattro edizioni successive dal Benfica, la squadra rivale. Il predominio delle aquile è stato interrotto nell’ultima stagione dall’exploit del Braga che ha sconfitto il Porto per 1-0. L’inizio della manifestazione è programmato per il mese di Luglio, e prevede la partecipazione di 32 squadre, Dopo le prime due edizioni terminate ai calci di rigore, la coppa si è sempre assegnata nei 90 minuti regolamentari.

il personaggio

Jorge Jesus COPPA DEL RE

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bolita la Coppa di Lega, istituita fra il 1982 e il 1986, la Coppa di Spagna è nota nella penisola iberica come “Copa del Rey” o Coppa del Re. Equivale alla Coppa Italia e vi partecipano le 20 squadre della Primera Division, le 22 della Segunda Division, le prima 6 della Segunda Division B e i vincitori dei vari gironi della Tercera Division. I primi turni sono ad eliminazione diretta, mentre dai sedicesimi di finale, quando entrano le squadre della Liga, le gare diventano di andata e ritorno. Si torna alla gara unica in occasione della finale. La Coppa del Re cominciò la sua ultrecentenaria esistenza nel 1902 con il nome di Copa de España o Coppa di Spagna, mantenuto fino al 1936. Per due stagioni la competizione venne interrotta a causa della guerra civile spagnola e, alla ripresa, nel 1938-39, Francisco Franco le diede il nome di Copa del Generalisimo. La dicitura attuale arrivò al 1976. Il vincitore ottiene la qualificazione all'Europa League e sfida nella Supercoppa di Spagna la squadra che si è assicurata il campionato.

il personaggio

Luis Enrique

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oma capitale dello Sport. Un'equazione che trova risposte concrete nella realtà sin dalle prime manifestazioni calcistiche del secolo, in una parentesi che abbraccia eventi a partire dalla finale del Mondiale del 1934, sino alla recente stracittadina del 26 Maggio 2013. E' grazie a strutture imponenti e magnifiche come lo Stadio Olimpico e l'annesso Foro Italico, o come lo Stadio Flaminio, ex PNF ed ex Stadio Nazionale, che Roma ha attratto a se spettacoli unici nella storia del calcio. Una location eterea, in grado di ospitare come poche altre grandi eventi internazionali e molteplici discipline sportive. Atleti, sponsor, turisti, impianti dalle ottime capacità organizzative e ricettive. E' un movimento impressionante quello del calcio, capace di andare a braccetto con l'antica vocazione per l'attività sportiva dei romani. Le aree verdi di cui è dotata la città e la tradizione secolare di ospitalità sono poi l'arco di volta di una lungimirante realtà. Verso i campioni del futuro celebriamo qui le grandi emozioni che la storia del pallone, una volta in bianco e nero, ha voluto regalarci scegliendo come teatro la capitale.

le finali romane STORIE DI COPPA | 30


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Finali campionati Mondiali

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ue volte Roma ha ospitato la finale dei campionati mondiali. La prima ci riguardò da vicino visto che l'Italia di Vittorio Pozzo centrò il primo trofeo della sua storia, rimontanto la Cecoslovacchia che si era portata in vantaggio a 15 minuti dallo scadere. Decisivo il pareggio di Orsi dopo la rete di Puc e la marcatura di Schiavio durante l'extratime. Era il 10 giugno del 1934.La seconda finale è più recente ed è quella che ci ha lasciato l’amaro in bocca. Correva l’anno 1990, la nazionale di Vicini faceva sognare grazie anche al folletto Schillaci. Ma sul più bello, quando tutto sembrava pronto per l’approdo in finale, ecco arrivare l’Argentina di Maradona che ai rigori ci beffa negandoci un sogno prima cullato, poi accarezzato, ma infine svanito. Sarà lui, il Pibe de Oro a giocarsi il titolo in finale contro la Germania all’Olimpico. Stavolta la delusione arriva per i sudamericani che vengono sconfitti dai tedeschi in virtù di un rigore trasformato da Brehme. Lacrime argentine fanno da contraltare alle scene entusiastiche di Matthaus e compagni. Era l’8 luglio del 1990.

ITALIA-CECOSLOVACCHIA 2-1 - D.t.s. (10 giugno 1934)

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ITALIA: Combi, Monzeglio, Allemandi, Ferraris IV, Monti, Bertolini, Guaita, Meazza, Schiavio, Ferrari, Orsi. ( Guarisi, Castellazzi, Demaria, Borel, Cavanna, Masetti, Pizziolo, Varglien, Arcari, Caligaris, Rosetta). All. Pozzo CECOSLOVACCHIA: Planicka, Zenisek, Ctyroky, Kostalek, Cambal, Krcil, Junek, Svoboda, Sobotka, Nejedly, Puc.( Vodicka, Patzel, Kalocsay, Boucek, Burgr, Silny, Kopecky). All. Petru RETI: 70’ Puc, 81’ Orsi, 95’ Schiavio. ARBITRO: Eklind (Svezia) SPETTATORI: 55.000

GERMANIA OVEST-ARGENTINA 1-0 (8 luglio 1990) GERMANIA OVEST: Illgner, Berthold (72’ Reuter), Brehme, Augenthaler, Kohler, Buchwald, Littbarski, Hässler, Völler, Matthäus, Klinsmann. ARGENTINA: Goycochea, Sensini, Lorenzo, Simon, Ruggeri (46’ Monzon), Serrizuela, Burruchaga (54’ Calderon), Troglio, Dezotti, Maradona, Basualdo. RETI: 84’ Brehme rig. ARBITRO: Codesal (Messico) SPETTATORI: 73.603 ESPULSI: Monzon (Arg), Dezotti (Arg)


Finali campionati Europei

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o stadio Olimpico è stato per due volte teatro di una finale del campionato europeo. Una di queste per i colori azzurri ha il sapore dell’esaltazione. Siamo nel 1968, la nazionale di Valcareggi si rende partecipe di una vera e propria impresa sconfiggendo una fortissima Jugoslavia. Ma per aver ragione della nazionale guidata dal fuoriclasse Dzajic, bisogna far ricorso ad una doppia finale. La prima si svolge al San Paolo di Napoli e finisce 1-1 dopo i tempi supplementari. Non sono previsti i calci di rigore, quindi viene ordinata la ripetizione. Stavolta si gioca all’Olimpico. Trascorrono appena 48 ore. Valcareggi rivoluziona la squadra mettendo dentro tante forze fresche. Riva e Anastasi regalano la gioia del successo. Un 2-0 che accende l’Olimpico. Era l’8 giugno del 1968. Per rivedere un’altra finale a Roma bisogna aspettare il 1980. A giocarsi il titolo sono la Germania e il Belgio. A portare a casa la Coppa sarà la formazione tedesca che s’impone per 21 grazie ad una doppietta del gigante Hrubesh. Era il 22 giugno del 1980.

ITALIA-JUGOSLAVIA 2-0 (8 giugno 1968) ITALIA: Zoff, Burgnich, Facchetti, Rosato, Guarneri, Salvadore, Domenghini, Mazzola A., Anastasi, De Sisti, Riva ( Albertosi, Aqnuilletti, Bercellino, Bulgarelli, Castano, Ferrini, Juliano, Lodetti, Prati, Rivera, Vieri) All. Valcareggi Ferruccio JUGOSLAVIA: Pantelic, Fazlagic, Damjanovic M., Pavlovic M., Paunovic B., Holcer, Acimovic, Trivic, Musemic, Hosic, Dzajic ( Vukcevic, Djordjevic, Petkovic, Osim, Belin, Dujkovic, Aleksic, Ramlijak, Mihajlovic, Brzic, Antic) All. Mitic RETI: 12' Riva, 31' Anastasi ARBITRO: Ortiz de Mendibil (Spagna)

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GERMANIA OVEST-BELGIO 2-1 (22 giugno 1980) GERMANIA OVEST: Schumacher; Stielike, Forster, Dietz, Kaltz; Briegel (55’ Cullmann), Muller, Schuster; Rummenigge, Hrubesch, Allofs. All. Jupp Derwall BELGIO: Pfaff; Gerets, Millecamps, Meeuws, Renquin; Cools, Vandereycken, Van Moer, Van der Elst; Mommens, Ceulemans. All. Guy Thys RETI: 10’, 88’ Hrubesch, 75’ Vandereycken (Rig.) ARBITRO: Nicolae Rainea (Romania) SPETTATORI: 47.864 AMMONITI: Millecamps (Bel)m, Vandereycken (Bel), Van der Elst (Bel), Forster


Finali Champions League

LIVERPOOL – BORUSSIA M. 3-1

LIVERPOOL – ROMA 1-1 (5-3 d.c.r) JUVENTUS-AJAX 1-1 (5-3 dcr)

25/05/1977

30/05/1984

22/05/1996

LIVERPOOL: Clemence, Neal, Jones, Smith, Kennedy, Hughes, Keegan, Case, Heighway, Callaghan, McDermott (McDonnell, Fairclough, Johnson, Waddle, Lindsay) All. Paisley BORUSSIA M. : Kneib, Vogts, Klinkhammer, Wittkamp, Bonhof, Wohlers, Simonsen, Wimmer, Stielike, Schafer, Heynckes (Kleff, Hannes, Kulik, Del'Haye, Heidenreich) All. Lattek RETI: 28' McDermott, 52' Simonsen, 64' Smith, 82' Neal (rig.) ARBITRO: Robert Wurtz (Francia) SPETTATORI: 57.000 AMMONITI: Sitelike (Bor)

LIVERPOOL: Grobbelaar; Neal, A. Kennedy, Hansen, Lawrenson; Johnston (Nicol), Lee, Souness, Rush, Dalglish (M. Robinson), Whelan All: Joe Fagan. ROMA: Tancredi, Nela, Nappi; D. Bonetti, Falcão, Righetti; B. Conti, Cerezo (Strukelj), Pruzzo (Chierico), Di Bartolomei, Graziani. All: Nils Liedholm. RETI: 13′ Neal, 42′ Pruzzo. RIGORI: Nicol (1-1), Di Bartolomei (1-2) – Neal (22), B. Conti (2-2) – Souness (3-2), Righetti (3-3) – Rush (4-3), Graziani (4-3) – A. Kennedy (5-3). ARBITRO: Erik Fredriksson (Svezie) SPETTATORI: 69.693 AMMONITI: Piqué (Bar), Cristiano Ronaldo (78'), Scholes (81'), Vidic (93')

JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara, Pessotto, Torricelli, Vierchowod, Paulo Sousa, Deschamps, Conte, Vialli, Del Piero Ravanelli. All. Lippi AJAX: Van der Sar, Silooy, Blind, F. de Boer, Bogarde, R. de Boer, Finidi George, Davids, Kanu, Litmanen, Musampa. All. Van Gaal RETI: 13' Ravanelli, 41' Litmanen RIGORI: JUVENTUS – Ferrara, Pessotto, Padovano, Jugovic. AJAX – Davids (sbagliato) , Litmanen, Scholten, Silooy (sbagliato) ARBITRO: Manuel Diaz Vega (Spagna) SPETTATORI: 70.000 AMMONITI: Finidi George (Aja), Blind (Aja), Wooter (Aja), Jugovic (Juv), Deschamps (Juv), Torricelli (Juv), Di Livio (Juv).

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ue Coppe dei Campioni e due Champions League. Ecco il bilancio delle finali della competizione regina continentale per club. Il primo appuntamento risale al 25 maggio del 1977 quando allo stadio Olimpico si affrontarono Liverpool-Borussia. A spuntarla furono gli inglesi con un prenetorio 3-1. Il secondo appuntamento è doloroso per i colori giallorossi. Infatti la Roma di Falcao, nella serata del 30 maggio 1984, vide sfumare i suoi sogni al termine della roulette dei calci di rigore. Fu ancora il Liverpool a fregiarsi del titolo. Come Champions League, il 22 maggio del 1996 fu la Juventus a laurerarsi campione d’Europa superando l’Ajax anche stavolta ai calci di rigore. La quarta volta è stata la finale del 27 maggio 2009 quando il Barcellona di Guardiola superò il Manchetser United di Ferguson per 2-0.

BARCELLONA-MANCHESTER U. 2-0

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27/05/2009 BARCELLONA: Valdes, Puyol, Yaya Touré, Piqué, Sylvinho, Busquets, Xavi, Iniesta, Messi, Henry, Eto'o (Pinto, Caceres, Muniesa, Keita, Gudjohnsen, Bojan Krkic, Pedro) All. Guardiola MANCHESTER UNITED: Van der Sar, O'Shea, Ferdinand, Vidic, Evra, Anderson, Carrick, Giggs, Park Ji-Sung, Rooney, Cristiano Rolando (Kuszczak, Rafael, Evans, Nani, Scholes, Berbatov, Tevez) All. Ferguson RETI: 9' Eto'o, 69' Messi ARBITRO: Massimo Busacca (Svizzera) SPETTATORI: 62.647 AMMONITI: Piqué (Bar), Cristiano Ronaldo (78'), Scholes (81'), Vidic (93')

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Finali coppe europee

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a Coppa UEFA 1990-91 è stata la 20esima edizione della manifestazione. Il nome era ancora quello originale. La competizione vide una finale tutta italiana fra Inter e Roma. Nella doppia sfida la spuntarono i nerazzurri. Il ritorno venne giocato allo Stadio Olimpico, ma il fattore campo non consentì comunque ai giallorossi di ribaltare il 2-0 del Giuseppe Meazza firmato Lothar Matthaus – Nicola Berti. La Roma giocò una partita con grande cuore e coraggio mettendo sotto assedio la porta nerazzurra difesa da Zenga che alla fine si rivelò uno dei grandi protaonisti della partita. Le azioni da rete costruite dai giallorossi furono innumerevoli con un Giannini ispiratissimo. Ma non ci fu nulla da fare nonostante il gol di Rizzitelli a circa dieci minuti dalla fine. Un’altra delusione dopo quella patita sette anni prima contro il Liverpool. Europa sempre amara per i colori giallorossi. Era il 22 maggio del 1991. Olimpico inneggiante nonostante la delusione in segno di ringraziamento per una squadra che aveva dato tutto e che per certi versi aveva dato l’impressione di meritare di più degli interisti. Ma tant’è.

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ROMA-INTER 1-0 (1-2 aggr.) (22 maggio 1991) ROMA: Cervone, Tempestilli (57' Salsano), Gerolin, Berthold, Aldair, Nela, Desideri (69' Muzzi), Di Mauro, Giannini, Völler, Rizzitelli. All. Bianchi INTER: Zenga; Bergomi, Brehme, Battistini, Ferri, Paganin, Bianchi, Berti, Klinsmann, Matthaeus, Pizzi (67' Mandorlini). All. Trapattoni RETI: 81' Rizzitelli ARBITRO: Joël Quiniou (Francia) SPETTATORI: 70.901


Finali olimpiche

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ll'interno dei Giochi della XVII Olimpiade, svoltesi a Roma nel 1960, il calcio era arrivato alla tredicesima edizione in quanto a partecipazione. Il torneo si svolse dal 26 Agosto al 10 settembre e vide l'utilizzo di otto impianti in sette città: due a Roma, poi Napoli, Firenze, Grosseto, Livorno, Pescara e L'Aquila. Per la prima volta la vittoria finale andò alla Jugoslavia, capace di sconfiggere in finale la Danimarca con un perentorio 3-1. Si giocava allo Stadio Flaminio ed era il 10 settembre del 1960. Per l'Italia un piazzamento appena fuori dal podio, vista la sconfitta nella “finali” contro l'Ungheria per 2-1. La formula della manifestazione prevedeva la partecipazione di sedici squadre divise in quattro gironi all'italiana da quattro squadre ciascuno. Le prime classificate di ogni raggruppamento si qualificarono alla fase ad eliminazione diretta composta da due turni: le semifinali, la finale per il 3° posto e quella per il 1°. Gli azzurri ebbero di che rammaricarsi essendo passati in un gruppo di ferro con Brasile, Regno Unito e l'outsider Taiwan.

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JUGOSLAVIA-DANIMARCA 3-1 (10 settembre 1960)

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JUGOSLAVIA: Vidinic, Durkovic, Jusufi, Zanetic, Perusic, Ankovic, Matus, Galic, Knez, Kostic, Roganovic (Kozlina, Maravic, Soskic, Takac, Sombolac, Nikolic, Bego). All. Lovric DANIMARCA: From, Andersen, Jensen, Hansen, H.Nielsen, F. Nielsen, Pedersen, Trolsen, H. Nielsen, Enoksen, Sorensen (Krog, Gaardhoje, Larsen, Sterobo, Helbrandt, Danielsen, Hansen, Mejer). All. Sorensen RETI: 1' Galic, 11' Matus, 69' Kostic, 90' F.Nielsen ARBITRO: Concetto Lo Bello (Italia) SPETTATORI: 23.042 AMMONITI: H.Nielsen (Dan), Durkovic (Jug) ESPULSI: Galic (Jug)


OTTAVI DI FINALE

QUARTI DI FINALE

UDINESE

0

FIORENTINA

1

ROMA

3

ATALANTA

0

INTER

2

VERONA

0

NAPOLI

1

BOLOGNA

2

JUVENTUS

1

CAGLIARI

0

MILAN

3

REGGINA

0

LAZIO

1(4)

SIENA

1(1)

PARMA

1(3)

CATANIA

1(4)

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FIORENTINA

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1

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BOLOGNA

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2

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1

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stagione 2012-’13 SEMIFINALI

FINALE

ROMA

2

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INTER

1

2

3

JUVENTUS

1

1

2

LAZIO

1

2

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La 66esima edizione della Coppa Italia che ha visto trionfare la Lazio nel derby capitolino del 26 Maggio 2013, ha avuto un lungo percorso. Iniziata il 4 Agosto del 2012, ha ricalcato la stessa formula delle 4 precedenti edizioni. In totale erano 78 i club ai nastri di partenza: le 20 societĂ di Serie A, le 22 di Serie B, le 27 selezionate dalla Lega Pro e le 9 selezionate dal Comitato Interregionale della Lega Nazionale Dilettanti. Ad eccezione delle semifinali, tutti i turni si sono svolti in gara unica, con eventuali supplementari e calci di rigore.

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ROMA (4-3-3): Stekelenburg; Piris, Romagnoli, Burdisso, Balzaretti (31' st Dodò); Pjanic, De Rossi, Bradley; Destro (17' st Marquinho), Osvaldo, Lopez. A disp.: Goicoechea, Lobont, Castan, Marquinhos, Taddei, Tachtsidis, Perrotta, Florenzi, Totti. All.: Zeman. ATALANTA (4-4-2): Consigli; Raimondi, Matheu, Lucchini, Brivio; Schelotto, Cazzola, Cigarini (1' st De Luca), Moralez (28' st Troisi); Carmona, Denis (9' st Parra). A disp.: Polito, Frezzolini, Ferri, Bellini, Biondini, Radovanovic, Scozzarella, F.Pinto. All.: Colantuono. Arbitro: Russo Reti: 21' Pjanic, 31' Osvaldo, 50' Destro Ammoniti: Pjanic (R), Raimondi, Maxi Moralez (A), Espulsi: Osvaldo **I GOL**: 21'pt: Pjanic s'invola dalla linea di centrocampo fino ai 25 metri in zona centrale, lasciando partire un tiro forte ma centrale su cui Consigli non è reattivo e devia nella propria porta. 31' pt: Giravolta di Destro sulla trequarti che imbecca Osvaldo in area. Spallata al difensore e tocco di punta a beffare Consigli in uscita. 5' st: Azione in velocità della Roma. De Rossi serve Pjanic che trova nello spazio Destro. Rasoterra di piatto per l'attaccante che deposita sul palo lungo il 3-0.

OTTAVI DI FINALE Roma-Atalanta 3-0

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a Roma parte affrontando l'Atalanta, e passando al turno successivo con un perentorio 3-0. Zeman lascia riposare Totti, e mette fuori alcuni titolari importanti. Spazio per i giovani Nico Lopez e Romagnoli. Colantuono non rinuncia a Denis, ma di fatto lascia l'iniziativa ai giallorossi. Al 18' Destro viene trattenuto da Raimondi, ma Russo fa proseguire. Due minuti dopo arriva il vantaggio. Tiraccio centrale da fuori area, Consigli si accartoccia male e la palla carambola in rete. I bergamaschi non ci stanno. Al 24', su uno schema da calcio d'angolo, Cigarini sfiora il palo con una conclusione al volo. Destro continua a dimostrarsi impreciso in versione bomber, ma in versione assist-man regala un bel pallone ad Osvaldo. E' il 31' quando l'italo-argentino entra in area e beffa Consigli con una puntata velenosa. La ripresa si apre con un dubbio fuorigioco fischiato a Denis. L'Atalanta non fa in tempo a protestare che, una manciata di minuti dopo, Destro sfrutta l'assist in verticale di Pjanic e beffa l'estremo difensore nerazzurro col piatto destro. Osvaldo intanto rovina la sua gara personale con un rosso diretto. Sconsiderato l'attaccante nel colpire con una gomitate Matheu. Mentre i giallorossi protestano anche per la mancata concessione di un penalty, gli uomini di Colantuono vanno vicini alla marcatura con Brivio: miracoloso Stekelenburg. L'olandese si ripeterà all'81' su Parra. Passa la Roma, scesa negli spogliatoi da una buona mezz'ora.

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OTTAVI DI FINALE Lazio-Siena 1-1 (5-2 dcr)

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n uno Stadio Olimpico deserto, la Lazio comincia il cammino in Coppa Italia con una vera e propria impresa. Il Siena, avversario più debole, abbassa i ritmi della gara e i biancocelesti si adagiano regalando una sola grande conclusione nei primi 45 minuti. Sergio Floccari lascia partire una sassata di sinistro sulla quale Farelli si supera in angolo. Nella ripresa la formazione di Petkovic non accelera. Kozak viene fermato per un fuorigioco inesistente su lancio di Onazi, e i capitolini vanno sotto per un auto-gollonzo di Lorik Cana, stile 'Mai dire Gol'. D'Agostino, al 56', pesca Valiani in area. Il centrocampista scarica su Carrizo in uscita: miracolo del portiere, Ciani va a spazzare ma colpisce in pieno Cana. La palla gonfia la rete con una carambola incredibile. La Lazio fatica a reagire, alza il baricentro, e si scopre alle rapide ripartenze senesi. Carrizo è ancora decisivo al 74' quando va a respingere il destro improvviso di Reginaldo e poi, in due tempi, evita il tap-in di Larrondo. All'ultimo secondo accade di tutto. E' sempre Larrondo a farsi ipnotizzare dal portiere argentino della Lazio. L'azione riparte e Ciani, in versione attaccante, trova il gol con un perentorio colpo di testa a 15 secondi dal triplice fischio. Lazio ancora in partita e supplementari dietro l'angolo. La prima occasione è però nuovamente del Siena, con Reginaldo che si divora un gol dall'interno dell'area piccola. Carrizo si oppone a Vergassola e chiude ancora una volta lo specchio. Una partita sontuosa quella dell'estremo difensore, che si ergerà a protagonista indiscusso durante i calci di rigore. Qui, la Lazio ha la meglio per 4-1.

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LAZIO (3-5-2): Carrizo, Diakitè (38' st Rozzi ), Cana, Ciani, Cavanda, Onazi (18' st Ledesma ), Hernanes, Brocchi (18' st Mauri ), Lulic, Floccari, Kozak . A disp. Bizzarri, Marchetti, Biava, Konko, Scaloni, Radu, Gonzalez, Klose). All.: Petkovic . SIENA (3-5-2): Farelli, Neto, Paci, Contini, Belmonte, Vergassola, D'Agostino (42' st Rodriguez), Valiani (27' st Bolzoni ), Del Grosso, Reginaldo, Bogdani (10' st Larrondo ). A disp. Pegolo, Dellafiore, Verre, Felipe, Rosina, Rubin, Coppola, Mannini, Calaiò). All.: Iachini . Arbitro: Giacomelli di Trieste . Reti: nel st 11' Cana (autogol), 50' Ciani. Rigori: Mauri gol, Belmonte gol, Ledesma gol, Vergassola parato, Floccari gol, Larrondo parato, Kozak gol. Angoli: 9 a 3 per la Lazio. Recupero: 0 e 5'. Ammoniti: Del Grosso, Belmonte, Bolzoni e Larrondo per gioco falloso. Spettatori: 4000. **I GOL**: 11' st: Siena in vantaggio in maniera rocambolesca. Valiani lanciato in area calcia addosso a Carrizo. Il pallone resta però in area e, nel tentativo di spazzare, Ciani rinvia addosso a Cana provocando il goffo autogol dell'albanese. - 50' st: pareggio in extremis della Lazio che, all'ultimo assalto, trova il colpo di testa vincente di Ciani su cross dalla destra di Cavanda. dalla destra di Cavanda.


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FIORENTINA (3-5-2): Neto; Savic, Rodriguez, Tomovic; Pasqual, Borja Valero, Migliaccio (65' Romulo), Aquilani, Cuadrado; Toni (78' Ljajic), Jovetic. (Viviano, Lupatelli, Roncaglia, Camporese, Llama, Mati Fernandez, Olivera, Pizarro, Seferovic.) All. Montella ROMA (3-4-3): Goicoechea; Marquinhos, Castan, Burdisso; Piris (81' Taddei), De Rossi, Bradley, Balzaretti (58' Dodò); Pjanic (100' Tachtsidis), Destro, Florenzi. A disp. Svedkauskas, Lucca, Frediani, Ferrante). All. Zeman Arbitro: Rizzoli Reti: 97' Destro Ammoniti: Florenzi, Burdisso, Pjanic, Bradley, Castan; Aquilani, Tomovic, Savic Espulsi: 116' Taddei, 121' Cuadrado, 121' Dodò **I GOL**: 7'pts: Pjanic scambia con Bradley sulla trequarti, s'invola in area di rigore ed offre con un pallone basso e teso una palla d'oro a Destro. Da due passi è facile depositare in rete per l'attaccante giallorosso.

QUARTI DI FINALE Fiorentina-Roma 0-1 Fiorentina e Roma vogliono la semifinale, e schierano due formazioni competitive al massimo delle possibilità. Tanti infatti gli infortuni in casa viola e in quella giallorossa. Parte forte la squadra di Montella con Goicoechea che deve rispondere al tacco di Aquilani. De Rossi risponde con un colpo di testa: palla fuori di poco. La gara è frizzante. Jovetic calcia alto da buona posizione, poi Florenzi e Pjanic si divorano il vantaggio. Destro al 41' con un doppio dribbling ma la sua conclusione va fuori di poco. I toscani si affidano allora ai calci piazzati. Sublime la traiettoria descritta dall'ex Aquilani, e palla che si stampa sulla traversa. Il ritmo cala progressivamente e, come se ce ne fosse bisogno, le occasioni fioccano ancor di più. Florenzi si mangia un altro gol da pochi passi e Bradley non vede Destro libero a centro area dopo un contropiede ben orchestrato. La Fiorentina da segni di vita con Gonzalo Rodriguez che manca l'appuntamento con il tap-in vincente per questione di millimetri. Destro calcia alto, in malo modo, all'81' e Borja Valero, al 90', trova il secondo legno della serata per i viola con un bolide da ottima posizione. Si va ai supplementari, dove la Roma trova il vantaggio al 97' grazie ancora a Destro. Bradley verticalizza per Pjanic che con un cross teso trova libero Destro: il tocco sotto misura è vincente e sarà anche decisivo. La Fiorentina infatti trova il terzo palo con Cuadrado, si divora il pari con Ljajic ma le emozioni di fatto finisco qui, eccezion fatta per i rossi a Taddei, Dodò e Cuadraro. La Roma va in semifinale.

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QUARTI DI FINALE Lazio-Catania 3-0

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a partita contro il Catania arriva in un momento d'oro per la squadra biancoceleste. Petkovic è come Re Mida, e tutto ciò che mette in campo si trasforma in punti. Il rinnovato modulo 3-5-1-1 con Klose ancora out a favore di Sergio Floccari, vede Bizzarri in porta al posto di Marchetti. Il Catania, in quanto a novità, risponde con Frison a difesa del fortino. Out Andujar, così come Spolli. Rolin, inseguito dai biancocelesti in sede di mercato, trova una maglia da titolare. La Lazio parte forte, ma deve subire l'incursione di Izco che, al 4', trova il montante. I siciliani, come per magia, escono però di fatto dal campo. Candreva saggia i riflessi di Frison e, al 29', Radu anticipa Bergessio di testa, trovando il vantaggio sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Gli uomini di Petkovic cercano il raddoppio, ma Floccari trova solo il corpo in uscita del portiere avversario. La pausa serve ai rossoblu per riordinare le idee. Almiron sfiora il pari al 46', e Bergessio fa lo stesso al 50', quando sciupa tutto dinanzi a Bizzarri, bravo a mettere in angolo. Capuano, sugli sviluppi, non centra lo specchio della porta tutto solo. Sale in cattedra “Il Profeta”, Hernanes, per rimettere le cose a posto. Grande azione personale di Floccari che si allarga sulla sinistra, salta un difensore, e mette al centro un pallone che il verdeoro deposita in rete con tempismo e precisione. Il brasiliano si ripete poco dopo. Sempre imbeccato dall'attaccante di Vibo Valentia, supera con una finta di classe il povero Frison e mette in porta il 30 che vale la semifinale.

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LAZIO (4-1-4-1): Bizzarri , Cavanda (33' st Brocchi), Biava , Radu (40' st Ciani ), Lulic , Ledesma , Gonzalez , Cana , Hernanes , Candreva (22' st Konko ), Floccari . (84 Carrizo, 95 Strakosha, 5 Scaloni, 21 Diakitè, 78 Zauri, 18 Kozak, 25 Rozzi). All. Petkovic CATANIA (4-3-3): Frison , Bellusci , Legrottaglie , Rolin , Capuano (39' st Ricchiuti ), Izco , Lodi , Almiron , Gomez , Bergessio (38' st Doukara ), Barrientos (22' st Castro ). (21 Andujar, 29 Terracciano, 2 Potenza, 12 Marchese, 18 Augustyn, 30 Salifu, 16 Paglialunga, 26 Keko). All. Maran Arbitro: Celi di Bari Reti: nel pt 30' Radu; nel st 16' e 45' Hernanes Angoli: 6-2 per la Lazio Recupero: 0' e 3' Ammoniti: Bellusci, Bergessio, Rolin e Brocchi per gioco scorretto, Hernanes per comportamento non regolamentare, Barrientos per proteste. Spettatori: 25.000 ** I GOL **: 30' pt: sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto dalla destra da Candreva, Radu di testa batte Frison e porta la Lazio in vantaggio. - 16' st: discesa di Floccari sulla sinistra: il suo cross trova al centro dell'area Hernanes che segna il gol del 20 per i biancocelesti. - 45' st: la ditta Floccari-Hernanes punisce ancora il Catania con il brasiliano che, dopo una 'pedaladà, di sinistro batte Frison.


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ROMA (4-3-3): Stekelenburg; Piris, Marquinhos (15' st Castan), Burdisso, Balzaretti; Bradley, Tachtsidis, Florenzi (Perrotta); Lamela, Destro, Totti (40' st Marquinho). A disp. Goicoechea, Lobont, Antei, Sammartino, Ricci, Lucca). All. Zeman INTER (3-5-1-1): Handanovic; Ranocchia, Chivu, Juan Jesus; Zanetti, Cambiasso, Obi (1' st Nagatomo), Benassi (20' st Gargano), Pereira (30' st Alvarez); Guarin, Palacio A disp. Belec, Di Gennaro, Silvestre, Mudingayi, Mariga, Rocchi, Jonathan, Bessa, Livaja. All. Stramaccioni Arbitro: De Marco Ammoniti: 40' Pereira, 25' st Guarin, 39' st Chivu, 41' st Lamela, 47' st Burdisso. Recupero: pt 1, st 4. Reti: 13' Florenzi, 33' Destro, 44' Palacio **I GOL**: 13'pt: Piris raccoglie un cross innocuo di Balzaretti, proveniente dall'altra sponda del campo, si sistema il pallone e lascia partire un traversone verso il centro dell'area. E' bravo qui Florenzi a saltare quasi da fermo e a mettere la palla sul palo lungo. 33'pt: Ancora Piris sfonda sulla sinistra, mette un cross forte e teso sul primo palo su cui si avventa Destro abile ad anticipare Ranocchia e a mettere la palla sopra la testa di Handanovic. 44'pt: Inter che batte a sorpresa una punizione con Cambiasso. Bel cross e Palacio, tutto solo, è strepitoso nel girare in porta al volo di destro.

SEMIFINALE andata Roma-Inter 2-1

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a Roma affronta l'Inter in un match spesso decisivo negli ultimi anni della competizione. Alla prima vera occasione i giallorossi passano però subito in vantaggio, mettendo la gara in discesa. Cross dalla destra di Piris per Florenzi che, tutto solo, trova il colpo di testa vincente. L'Inter prova a reagira, ma Guerin colpisce il palo con un destro a giro dal limite. Ranocchia deve invece immolarsi sul colpo a botta sicura di Lamela, servito da Totti. La Roma rinvia comunque di pochi minuti il raddoppio. Poco dopo la mezz'ora la musica si ripete. E' sempre Piris a trovare lo spazio per il traversone, sul quale questa volta è Destro a trovare il bersaglio grosso, sempre di testa. Guarin sciupa il 2-1, ed Handanovic, goffo come non mai, devia sul palo un cross innocuo. L'Inter trova comunque il gol pesante con Palacio, ad una manciata di secondi dall'intervallo. L'argentino viene servito dal connazionale Cambiasso e trova il pertugio giusto con l'esterno destro. La ripresa si apre con le occasioni per Juan Jesus e Guarin, antipasto alla doppia chance in area di rigore per Palacio. Questa volta, però, la doppia conclusione dell'attaccante viene smorzata prima da un difensore e poi da Stekelenburg. La Roma non corre più, l'Inter va a velocità doppia. Alvarez fa venire i brividi all'Olimpico con una doppia conclusione a giro nello spazio di un minuto. E' l'ultima emozione. La Roma resiste, e porta a casa un pareggio fondamentale.

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SEMIFINALE andata Juventus-Lazio 1-1

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erve fortuna, sacrificio e concentrazione alla Lazio per affrontare la Juventus. I biancocelesti entrano in campo per arginare la Juventus più che per costruire. Petkovic e i suoi ragazzi sanno che la qualificazione si gioca sui 180' minuti ed è importante non sbilanciarsi. I bianconeri di Conte alzano così da subito il baricentro e i ritmi di una gara che, almeno nel primo tempo, riserba poche emozioni per i tifosi della “Vecchia Signora”. E' anzi la Lazio che va vicina al gol con Ciani, il cui colpo di testa finisce alto, e con Mauri, che da 30 centimetri dalla linea di porta si vede respingere il tocco a botta sicura da Barzagli. Il secondo tempo, però, è tutt'altra storia. Ritmo e aggressività portano la Juventus al gol di Peluso, contestato per “appoggio” su Lulic, e ad altre cinque nitide palle gol. Le più clamorose il palo di Vidal, a Marchetti battuto, e la conclusione volante di Matri, alzata in angolo da un balzo prodigioso dell'estremo difensore biancoceleste. Il calcio, ha sempre pronto dietro l'angolo il colpo di scena. La spizzata di Vucinic è un assist involontario per Mauri che, nel finale, spedisce in scivolata il pallone alle spalle di Storari. E' il rocambolesco 1-1 che permette alla Lazio d'impostare al meglio la gara di ritorno, allo Stadio Olimpico.

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JUVENTUS (3-5-1-1): Storari, Bonucci (42' Caceres ), Marrone, Barzagli, Isla, Vidal, Pogba, Giaccherini, Peluso (30' st De Ceglie ), Marchisio (30' st Vucinic ), Matri. A disp. Rubinho, Gagliardini, Lichtsteiner, Rugani, Schiavone, Padoin, Garcia, Kabashi, Beltrame). All. Conte LAZIO (3-5-1-1): Marchetti, Biava, Cana, Ciani ; Cavanda, Gonzalez, Ledesma (Candreva ), Hernanes (30' st Brocchi ), Lulic ; Mauri, Floccari. A disp. Bizzarri, Carrizo, Scaloni, Radu, Zauri, Rozzi, Kozak). All. Petkovic Arbitro: Damato di Barletta Reti: 17' st Peluso, 40' st Mauri Angoli: 8-7 per la Juventus Recupero: 3' e 3' Ammoniti: Hernanes per gioco scorretto. **I GOL**: - 17' st: Giaccherini crossa da sinistra, Peluso di testa batte Marchetti. - 40' st Angolo Lazio, sbuccia Vucinic di testa, palla che arriva a Mauri, diagonale vincente.


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INTER (4-3-3): Handanovic; Jonathan, Ranocchia (42' st Belloni), Samuel, Juan Jesus; Kuzmanovic (28' st Forte), Kovacic, Zanetti; Schelotto (20' st Benassi), Alvarez, Rocchi. A disp. Carrizo, Belec, Silvestre, Chivu, Pasa, Bandini, Olsen, Colombi. All.: Stramaccioni. ROMA (4-3-3): Stekelenburg; Torosidis, Marquinhos, Castan, Marquinho; Bradley, De Rossi, Florenzi (1' st Balzaretti); Lamela (31' st Taddei), Totti; Destro (25' st Dodò). A disp. Lobont, Goicoechea, Piris, Romagnoli, Perrotta, Lucca, Tachtsidis, Pjanic, Lopez. All.: Andreazzoli. Arbitro: Bergonzi Reti: 21' Jonathan (I), 10' st Destro (R), 24' st Destro (R), 28' st Torosidis (R), 35' st Alvarez (I) Ammoniti: Juan Jesus, Jonathan (I) **I GOL**: 21'pt: Jonathan vede Rocchi inserirsi, lo serve nello spazio e poi si butta fra le maglie giallorosse. L'attaccante chiude il triangolo con il tacco e permette al brasiliano di segnare. 10'st: Lamela va in progressione, salta Zanetti e mette Destro davanti ad Handanovic: delizioso il tocco sotto. 24'st: Balzaretti s'inserisce alle spalle della difesa dell'Inter e serve Destro che segna a porta vuota. 28'st: Torosidis dal vertice sinistro dell'area di rigore interista lascia partire un violento destro che batte Handanovic. 35'st: Alvarez, dopo una serie di finte, supera Stekelenburg con un rasoterra sul primo palo.

SEMIFINALE ritorno Inter-Roma 2-3

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l ritorno della semifinale verde la Roma ospitata da una squadra, l'Inter, oramai ridotta ai minimi termini, è reduce da 12 sconfitte complessive nella stagione in corso. La partita inizia però bene per i nerazzurri che passano in vantaggio con Jonathan, schierato al posto di Cambiasso infortunatosi durante il riscaldamente. Grande azione della formazione di Stramaccioni, con Rocchi che di tacco libera al tiro il brasiliano. La rete da fiducia all'Inter che con Rocchi e Alvarez va vicino ad un 2-0 che vorrebbe dire qualificazione ma anche tranquillità. Niente da fare però, con la Roma che lentamente esce dal guscio sino a chiamare Handanovic al miracolo su Florenzi pochi minuti prima del duplice fischio. Tutti sotto la doccia e giallorossi che rientrano in campo con un altro piglio. Fuori Florenzi, dentro Balzaretti. L'Inter inizia a soffrire sulle fasce e Lamela trova così il varco per servire in profondità Destro: tocco sotto dell'ex nerazzurro e 1-1. L'Inter di fatto esce dal campo. Balzaretti trova ancora Destro libero in area: comodo il tap-in del 2-1. Ma non è finita qui. Al 74' grande giravolta di Torosidis in area, che scavalca Handanovic con un destro di rara bellezza. All'80', quasi inaspettato, il 2-3 di Alvarez che sancisce l'uscita dei nerazzurri dalla Coppa. La Roma raggiunge la Lazio in finale.

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SEMIFINALE ritorno Lazio-Juventus 2-1

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na gara incredibile con finale scoppiettante. Il primo tempo concede poco a livello di spettacolo. Giovinco prova a far male su punizione, ma la mira non c’è. La Lazio tiene palla e non riparte. Isla al 24' per poco non innesca “la formica atomica” pronta al tap-in vincente. Hernanes ci prova al 30' con un tiro a giro che si spegne alto sulla traversa prima che Vucinic e Giovinco si divorino il vantaggio fra il 43' e il 45'. La ripresa vede i bianconeri attaccare, ma è la Lazio a passare. Ledesma per Gonzalez che taglia alle spalle della retroguardia di Conte e deposita in rete il pallone con uno splendido tuffo di testa. La gara di scalda. Giovinco chiede due rigori, poi l'Olimpico si ammutolisce per il duro contrasto fra Hernanes e Vidal. Il brasiliano perde conoscenza. Viene portato via in barella. Klose non è in forma ed è stremato, Petkovic decide di chiamar fuori anche lui. Entra Floccari. Un cambio che si rivelerà decisivo. Quando la gara sembra infatti incanalata verso l'1-0 finale, accade di tutto. Al 92' la Juventus pareggia con Vidal che insacca sotto misura approfittando dell'indecisione di Radu su cross deviato da Biava. L'1-1 porterebbe ai supplementari ed invece, 60 secondi dopo, sugli sviluppi di un angolo, Floccari sale in cielo e fa impazzire l'Olimpico. Sembrerebbe finita, ma non è così. Giovinco, poco prima del fischio finale, esalta le qualità di Marchetti che compie un miracolo nel deviare il suo destro a botta sicura. Sulla respinta si fionda Marchisio che, a porta vuota, manda incredibilmente fuori. La Lazio esulta, e vola in finale.

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LAZIO (3-5-1-1): Marchetti; Biava, Dias, Ciani; Konko, Gonzalez (86 Cana), Ledesma, Hernanes (61 Lulic), Radu; Mauri; Klose (69 Floccari). A disp. Bizzarri, Carrizo, Cavanda, Stankevicius, Zauri, Brocchi, Candreva, Kozak, Rozzi. All. Petkovic. JUVENTUS (3-5-2): Storari; Barzagli, Bonucci, Peluso; Isla, Vidal, Marrone (69 Marchisio), Giaccherini (76 Quagliarella), Padoin (67 Pirlo); Giovinco, Vucinic. A disp. Buffon, Rubinho, Caceres, Lichtsteiner, De Ceglie, Pogba, Matri. All. Conte Arbitro: Luca Banti. Reti: 52 Gonzalez (L), 91 Vidal (J), 94 Floccari (L) Recupero: 2 pt, 6 st. Ammoniti: Isla (J), Konko (L), Giaccherini (J), Vidal (J), Giovinco (J), Bonucci (J), Floccari (L), Dias (L) **I GOL**: 7'st: Ledesma dalla trequarti, lancia in verticale, a giro, Gonzalez. L'uruguaiano sbuca alle spalle della difesa bianconera e deposita in rete con un tuffo di testa. - 46'st: Su un cross proveniente dalla sinistra, Biava allunga la traiettoria del pallone ma di fatto serve Vidal che anticipa Radu, rimasto immobile, e in scivolata, di sinistro, batte Marchetti in uscita – 49'st: Angolo di Mauri, palla deviata che s'impenna ed è bravo Floccari ad anticipare Vidal saltando praticamente da fermo. Palla all'angolino alla sinistra di Storari.


FINALE Roma-Lazio 0-1

La cronaca

di una vittoria


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La gioia di Sergio Floccari autore al 94' del gol del 2-1 contro la Juventus, risultato che ha permesso alla Lazio di approdare alla finale del 26 maggio

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oma, 29 Gennaio 2013, ore 20.45: È il giorno di Lazio-Juventus, gara di ritorno della prima semifinale della 66esima edizione della Coppa Italia. L’Olimpico è gremito, si respira l’aria della grande impresa. La Lazio di Petkovic ritrova un Klose acciaccato e punta forte al passaggio del turno grazie all’1-1 dell’andata. I bianconeri di conte rispondono mettendo a riposo Pirlo, Marchisio, Caceres e Pogba, pronti ad entrare. Dentro Vucinic e Giovinco. I primi scossoni sono relativi alle proteste per due rigori non concessi. Marchetti in uscita bassa tocca proprio il montenegrino ex Roma, dall’altra parte Isla pasticcia nel controllo e poi stende Klose con un calcio. Nulla di fatto, si prosegue. I ragazzi di Conte sono più propositivi, quelli di Petkovic ordinati ma poco pungenti. Destro violento di Vucinic su cui si supera Marchetti, poi Giovinco sciupa lo 0-1 proprio sul fischio di fine ripresa. A sbloccare la gara ci pensa Alvaro Gonzalez. Palla in profondità di Ledesma con “Il Tata” a prendere il tempo alle spalle di Peluso per il tuffo vincente. Palla in rete, e dedica a Scaloni. Dopo la paura per lo scontro fra Hernanes e Marrone con il brasiliano che ha la peggio, la Juventus riprende a spingere. Dentro Pirlo e Marchisio, Giovinco protesta per un rigore e Klose alza bandiera bianca. Entra Sergio Floccari. Sarà un cambio decisivo. Nel recupero succede di tutto. Vidal, di sinistro sottoporta, fa esplodere gli oltre 10.000 sostenitori bianconeri sistemati fra Curva e Distinti Sud. Nell’angolo calciato successivamente, proprio il cileno si fa anticipare da Floccari che indirizza la palla verso la rete. Storari non ci arriva e l’Olimpico è una bolgia in delirio. Sembrerebbe finita, ma non è così. C’è spazio negli ultimi secondi per l’incursione di Giovinco che da due passi chiama Marchetti ad un intervento fantascien-


quando dopo una combinazione stellare Rocchi-Jonathan il brasiliano buca la porta di Stekelenburg. Alvarez sembra ispirato, e le sue giocate permettono al reparto difensivo di rifiatare sotto la pressione di Destro, Totti e Florenzi. Già sul finire del primo tempo, però, dopo che Rocchi va ad un centimetro dal raddoppio, Handanovic è chiamato a due miracoli. È l’antitesi ad una ripresa dominata dai capitolini che fanno man bassa della fragilità di una squadra priva di quattordici giocatori. Bastano le fiammate di Lamela, la velocità di Balzaretti e il letale fiuto del gol di Destro per ribaltare tutto. Inutile la perla finale di Alvarez. Il 26 Maggio 2013 viene cerchiato in rosso da tutti gli sportivi romani di Roma. L’atto conclusivo della Coppa Italia sarà per la prima volta Roma-Lazio, il Derby.

Destro è l’eroe della semifinale di ritorno a San Siro fra Inter e Roma. L’attaccante marchigiano si esalta nello stadio che per un breve periodo è stato anche il suo (visto che proviene dalle giovanili nerazzurre) segnando una doppietta che permetterà alla squadra giallorossa di approdare in finale

tifico, il pallone finisce sui piedi di Marchisio che, a porta vuota, spedisce incredibilmente fuori. È l’ultima emozione di una serata palpitante. La Lazio vola in finale, aspettando la vincente di Inter-Roma.

Milano, 17 Aprile 2013, ore 20.45: Sembra passata un’era dalla sfida d’andata che ha visto la Roma trionfare in casa per 2-1 contro l’Inter. I giallorossi, nel mentre, hanno recuperato diversi calciatori e hanno scoperto un Mattia Destro particolarmente prolifico nella Coppa nazionale (ne diverrà il capocannoniere ndr). I nerazzurri di Stramaccioni sono invece praticamente in ginocchio. Tanti, troppi gli infortuni di una stagione maledetta. Ci si mette anche Cambiasso che nel riscaldamento avverte un dolore muscolare e da forfait. I cinquantamila spettatori presenti al Giuseppe Meazza incrociano le dita nel primo tempo

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Milano, 24 Aprile 2013, ore 15:37: Sarà la Roma a giocare in casa il Derby contro la Lazio. Il sorteggio si è svolto al termine della riunione presso l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive. Al meeting hanno preso parte i rappresentanti delle autorità di pubblica sicurezza, della Lega Serie A e delle due società. Ancora da sciogliere il nodo legato a data e ora della gara.

Roma, 30 Aprile 2013, ore 19.00: È arrivata la decisione. Roma-Lazio si giocherà Domenica 26 Maggio alle ore 18.00. Queste le parole del presidente del Coni. Malagò: «Siamo arrivati a questa soluzione condivisa accettando l’invito del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, il quale punta a garantire l’ordine pubblico tramite una sensibilità straordinaria».

Roma, 5 Maggio 2013, ore 10.14: I maggiori organi di stampa riprendono il comunicato del Codacons, il Coordinamento delle Associazioni


spq ort C O per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori, in cui l’associazione attraverso le parole del sui presidente, punta a far spostare la data del Derby: «Il 26 Maggio è un giorno delicato. La stracittadina non può essere giocata nel giorno in cui bisogna votare il nuovo Sindaco della Capitale poiché equivarrebbe a limitare la possibilità di voto degli elettori che assisteranno alla partita e di quelli che abitano nella zona Nord, considerate le pesanti ripercussioni al traffico e la chiusura di moltre strade». Coni, Codacons e squadre coinvolte non troveranno però l’intesa nei giorni successivi. Inevitabile quindi il ricorso al Tar del Lazio. Roma, 15 Maggio 2013, ore 17:55: Il Tar del Lazio respinge il ricorso del Codacons e conferma l’orario della finale di Coppa Italia tra Roma e Lazio. I tifosi potranno gustarsi la gara all’Olimpico a partire dalle ore 18.00 di Domenica 26 Maggio 2013. Queste le parole del Presidente della III sezione quater del Tar del Lazio, Italo Riggio: «I provvedimenti impugnati non precludono l’espressione del voto da parte degli elettori i cui seggi elettorali ricadono nelle vicinanze dello stadio».

Roma, 17 Maggio 2013, ore 17:00: Viene annunciato l’arrivo in occasione della finale di Coppa Italia di PSY. Il cantante sudcoreano, divenuto celebre per la canzone Gangnam Style grazie alla quale ha raccolto oltre 5 milioni di dollari su YouTube (1,5 miliardi di visualizzazioni ndr), si esibirà per la prima volta in Italia dinanzi alla Tribuna d’Onore. Sarà l’occasione per presentare anche il suo nuovo successo, Gentlemen. Roma, 21 Maggio 2013, ore 13.24: Il pullman viola con a bordo giocatori e staff della Lazio parte alla volta di Norcia. La società ha voluto forte-

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mente un ritiro pre derby. Tutto il gruppo farà ritorno nella capitale il venerdì successivo.

Milano, 22 Maggio 2013, ore 16:05: La cantante milanese Malika Ayane viene annunciata come una delle star del prepartita. Sarà lei ad aprire il Derby prima del fischio d’inizio cantando l’Inno di Mameli. Le sue parole alla stampa sono cariche d’emozione: “Mi sento di rappresentare tutti gli italiani. In questo periodo particolare è importante essere uniti al di là delle ideologie. Ci vogliono forza e coraggio a cantare da sola allo Stadio Olimpico, un posto denso di sacralità. Sarà fantastico intonare l’inno a cappella, un coronamento per la mia passione sportiva”. Roma, 24 Maggio 2013, ore 15:00: Mentre la Lazio si appresta a tornare da Norcia, è la Roma ad entrare in ritiro. Per i giallorossi le ultime quarantotto ore prima della stracittadina saranno vissute dentro le mura di Trigoria. Limitato l’accesso al centro sportivo, bloccate le visite di cortesia. Non sono ammesse distrazioni.

Immediata vigilia della finale di Coppa Italia fra Roma e Lazio. Il clima è accesso, si temono scontri fra le due tifoserie alla luce di quanto successo nell’ultimo derby di campionato. Imponenti le misure di sicurezza pronte a far fronte ad ogni tentativo di violenza. Ma per fortuna sia il pre che il post partita risulteranno tranquilli


Due momenti che hanno preceduto il derby: prima l’esibizione (non molto gradita per la verità dalle due tifoserie) del cantante sudcoreano PSY, divenuto famoso grazie al suo Gagnam Style e subito dopo l’applaudita performance di Malika Ayane che ha eseguito l’Inno di Mameli a cappella

Roma, 26 Maggio 2013, ore 10.00: A Ponte Milvio e al Ponte della Musica si vanno concentrando i tifosi di Lazio e Roma. Iniziano i primi cori, i primi fumogeni accesi.

Roma, 26 Maggio 2013, ore 13.00: L’intera area da Ponte Milvio a Piazzale Clodio è presidiata. Volanti della polizia delimitano le due zone di accesso per le tifoserie stazionando dinanzi a Ponte Duca d’Aosta.

Roma, 26 Maggio 2013, ore 13.57: Viene diffusa la notizia di una arsenale ritrovato dalle forze dell’ordine, ed occultato nella zona del Ponte della Musica, sul Lungotevere, e in una zona di contatto. Sequestrati coltelli, mazze, bastoni, piccoli e roncole.

Roma, 26 Maggio 2013, 14.24: L’agenzia per la mobilità di Roma Capitale rende noto che non è possibile avvicinarsi allo Stadio Olimpico se non a piedi. Chiuse al traffico tutte le strade comprese fra piazza Maresciallo Giardino e Piazzale Ponte Milvio. Deviate le linee dei bus.

Roma, 26 Maggio 2013, 14.30: In perfetto orario vengono aperti i cancelli dello Stadio Olimpico. I tifosi, soprattutto quelli delle due curve, iniziano ad entrare.

Roma, 26 Maggio 2013, 17.55: Le due squadre fanno il loro ingresso in campo dopo un lungo riscaldamento allietato dalle musiche scelte dai tifosi per accompagnare i loro beniamini: “Morning Glory” degli Oasis per la Lazio, “We Will Rock

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spq ort C O You” dei Queen per la Roma. Non altrettanto bene è andata a PSY. Come annunciato sui social network, è stato oggetto di fischi assordanti da parte di tutto lo stadio.

Roma, 26 Maggio 2013, 17.58: Malika Ayane esegue splendidamente l’Inno di Mameli a cappella. La Curva Sud si lascia andare ad una sciarpata con fumogeni. Risponde la Curva Nord con un telone magnifico in Curva Nord, uno in Tevere, e tante bandierine colorate. Si può cominciare alle 18.01. Roma, 26 Maggio 2013, 18.02: Dopo appena un minuto, Ledesma è il primo ammonito del match. Il Derby è cominciato con le due squadre particolarmente concentrate.

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Roma, 26 Maggio 2013, 18.04: Al terzo minuto sono già brividi per la Roma. Lulic esplode un destro a giro dal limite su cui Lobont interviene alla grande. Il primo ad avventarsi sulla palla è però Klose che da posizione defilata, pur con il portiere a terra, trova solo l’esterno della rete.

Roma, 26 Maggio 2013, 18.09: Il primo squillo della Roma è un destro a giro basso di Totti dai 20 metri. Para a terra Marchetti senza difficoltà.

Roma, 26 Maggio 2013, 18.10: Roma insidiosa con l’inserimento di Bradley. L’americano fa fuori Cana in area di rigore e cerca un compagno sul secondo palo. La palla attraversa tutto lo specchio della

Il saluto fra Totti e Klose prima del fischio d’inizio Contrasto tra De Rossi e Klose

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ROMA-LAZIO 0-1 Marcatori: 71' Lulic (L) Roma (4-2-3-1): Lobont; Marquinhos, Burdisso, Castan, Balzaretti (76' Osvaldo); De Rossi, Bradley; Lamela, Totti, Marquinho (82' Dodo'); Destro. In panchina: Goicoechea, Svedkauskas, Piris, Romagnoli, Taddei, Tachtsidis, Perrotta, Florenzi, Pjanic, Lopez. All. Andreazzoli Lazio (4-1-4-1): Marchetti; Konko, Biava, Cana, Radu; Ledesma (54' Mauri); Candreva, Onazi (92' Ciani), Hernanes (84' Gonzalez), Lulic; Klose. In panchina: Bizzarri, Strakosha, Dias, Stankevicius, Pereirinha, Crecco, Ederson, Floccari, Kozak. All. Petkovic

Arbitro: Daniele Orsato (sez. Schio) Assistenti: Di Liberatore, Tonolini IV Uomo: Mazzoleni Note: Espulsi Tachtsidis (R) dalla panchina. Ammoniti Ledesma (L), Balzaretti (R), Marquinho (R), Hernanes (L), Klose (L), Lulic (L), Burdisso (R), Totti (R) Recupero: 4' st

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LEDESMA

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FINALE Roma-Lazio 0-1 porta ma non viene raccolta da nessuno.

Roma, 26 Maggio 2013, 18.11: Arriva il primo giallo anche per i giallorossi. Fallo di Balzaretti su Candreva a metà campo.

Roma, 26 Maggio 2013, 18.18: Roma insidiosa con Lamela che porta palla dalla trequarti sino ai venticinque metri e lascia partire un sinistro che Marchetti blocca allungandosi alla sua sinistra. Roma, 26 Maggio 2013, 18.20: Risposta della Lazio affidata a Candreva che dai diciotto metri lascia partire un sinistro rasoterra. Fuori.

Roma, 26 Maggio 2013, 18.21: Vee-

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menti proteste di Miroslav Klose che dopo aver preso in velocità Castan viene trattenuto. Il direttore di gara lascia proseguire.

Roma, 26 Maggio 2013, 18.22: Anche Ledesma prova a bucare la rete della porta difesa da Lobont dalla distanza. Il suo tiro dai venticinque metri si spenge fuori.

Roma, 26 Maggio 2013, 18.26: Marquinho viene ammonito per aver allontanato il pallone dopo il fischio dell’arbitro.

Roma, 26 Maggio 2013, 18.28: Lazio pericolosa, Roma attenta. Hernanes crossa per Candreva pronto al tap-in vincente. Bravo Balzaretti ad anticiparlo.


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Roma, 26 Maggio 2013, 18.32: Hernanes, sottotono anche questa volta, viene ammonito per un fallo su Lamela.

Roma, 26 Maggio 2013, 18.34: Preme soprattutto la Lazio che va ancora vicina al gol. Lulic mette al centro per Klose che impatta bene il pallone di testa dopo esser salito in cielo. Lobont è pronto e con la mano destra respinge come può.

Roma, 26 Maggio 2013, 18.39: Klose viene ammonito per un fallo su Burdisso a gamba tesa.

Roma, 26 Maggio 2013, 18:45: Grande azione della Roma con Destro che ha la possibilità di portare in vantaggio i giallorossi. L’attaccante sciupa malamente di testa da

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distanza ravvicinata spedendo la sfera alta.

Roma, 26 Maggio 2013, 18.46: Senza recupero, Orsato decide che è il momento di andarsi a riposare per quindici minuti.

Roma, 26 Maggio 2013, 19.01: Comincia il secondo tempo. Andreazzoli e Petkovic non cambiano le carte in tavola.

Roma, 26 Maggio 2013, 19.04: Pericolosa la Roma con Marquinho che prova la conclusione al volo di destro dopo una svirgolata di Radu. S’immola Biava e la sfera è respinta. Marquinhos riconquista comunque palla trenta secondi dopo e lascia partire un destro che si spenge fuori.

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Ecco l’arbitro Orsato di Schio che ha diretto la finale di Coppa Italia. Il suo operato è stato più che positivo


Scene di incontenibile gioia. Sopra l’esultanza di Lulic dopo il gol, sotto l’abbraccio dei calciatori biancocelesti

Roma, 26 Maggio 2013, 19.07: Progressione di Marquinho che sfonda centralmente ma calcia dai trenta metri. Distanza siderale, Marchetti blocca a terra. Nell’occasione si fa male Ledesma. L’italo-argentino deve abbandonare il campo un minuto dopo. Al sui posto entra Stefano Mauri. Roma, 26 Maggio 2013, 19.15: Totti, servito da Marquinho al limite dell’area di rigore, lascia partire un destro di collo esterno. La palla esce non di molto alla sinistra di Marchetti.

Roma, 26 Maggio 2013, 19.18: Totti cerca il gol su punizione sfruttando un fallo di Onazi su Lamela dai trenta metri. Palla molto alta. Roma, 26 Maggio 2013, 19.20: Hernanes si fa finalmente vedere con

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una progressione centrale. Il suo sinistro non diventa un assist per Klose per questione di centimetri.

Roma, 26 Maggio 2013, 19.23: Brividi per la Roma. Azione devastante di Lulic sulla sinistra che supera con un sombrero Marquinhos e poi serve un docile pallone a Mauri posizionato al vertice sinistro dell’area di rigore. Il sinistro al volo del brianzolo è strozzato ma diventa un assist per Klose che, a porta vuota, arriva a malapena a sfiorare il pallone.

Roma, 26 Maggio 2013, 19.24: La Roma prova a reagire col solito Totti, solo contro tutti. Destro dal vertice dell’area di rigore, ma Marchetti blocca a terra. Roma, 26 Maggio 2013, 19.27: Sono le diciannove e ventisette, quando


spq ort C O Mauri e Candreva scambiano sul versante destro, sotto Tribuna Tevere. Illuminante palla del trequartista per il numero 87 della Lazio che crossa a giro, potente, in area di rigore. Lobont smanaccia, mettendo di fatto fuori causa Marquinhos ma non Lulic che, in precario equilibrio, riesce col piatto destro a mettere il pallone in rete. Esplode la Curva Nord. La Lazio è in vantaggio 0-1.

Roma, 26 Maggio 2013, 19.28: Neanche due minuti e la Roma va vicina al pareggio. Punizione da distanza siderale di Totti. Il cross del numero 10 giallorosso non viene toccato da nessuno e Marchetti si ritrova il pallone carico d’effetto a pochi centimetri dalla rete. Abile e

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fortunato il portiere biancoceleste a deviare sulla traversa. Strepitoso poi nello scattare in avanti e bloccare la sfera.

Roma, 26 Maggio 2013, 19.31: L’autore del gol, Lulic, finisce sul taccuino di Orsato per una trattenuta su Marquinhos.

Roma, 26 Maggio 2013, 19.36: Percussione di Candreva che entra in area e cerca il gol da posizione defilata. Palla fuori.

Roma, 26 Maggio 2013, 19.43: La Roma inizia ad innervosirsi. Per proteste viene ammonito anche Burdisso.

Roma, 26 Maggio 2013, 19.46: Or-

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sato di Schio comanda quattro minuti di recupero. Pochi secondi dopo Petkovic blinda la difesa con il gigante Ciani. Esce uno stremato Onazi.

Roma, 26 Maggio 2013, 19.48: Dopo all’ammonizione a Totti, la Roma riprende comunque a spingere. Prezioso il neo entrato Ciani che svetta di testa più volte sino a far ripartire il contropiede della Lazio. Mauri, però, si divora il raddoppio per ben due volte dinanzi a Lobonto che lo ipnotizza. Roma, 26 Maggio 2013, 19.50: Non ci sono più emozioni. Il triplice fischio dell’arbitro consegna la Coppa Italia più importante della storia capitolina nelle mani della Lazio. È il momento dell’apoteosi biancoceleste: la squadra si stringe intorno al proprio capitano Stefano Mauri che alza in cielo il trofeo

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Le coreografie

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Le coreografie

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I festeggiamenti

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a corsa impazzita, senza meta, dei calciatori biancocelesti. Le lacrime e lo stupore di quelli giallorossi, per una sconfitta inaspettata. I festeggiamenti a fine gara rappresentano un valzer di volti che bene descrivono l’abnorme differenza, in un derby del genere, venutasi a creare fra vincitori e vinti. La Roma, accolta dagli applausi della Lazio schierata a far passaregli avversari, ha visto alcuni elementi, vedi Osvaldo, non partecipare. Stesso dicasi per i tifosi. Sud e Monte Mario svuotate di ogni sciarpa, vessillo o bandiera. La squadra di Petkovic, invece, ha chiamato sul palco anche l’infortunato Saha, segno che si stava celebrando il trionfo di un gruppo, non di undici singoli. Ed allora spazio anche a Brocchi, ritiratosi qualche settimana prima a causa della scellerata entrata di Matuzalem, a Pereirinha, esterno difensivo tanto contestato in sede di mercato, all’infortunato Ledesma, baluardo dell’intera stagione, sino alle stelle Klose, Marchetti ed Hernanes. Un trofeo alzato dal capitano Stefano Mauri, passato dall’incubo dell’arresto alla leggenda di un gesto. La Coppa Italia più importante della storia era fra le sue mani. Dai giocatori ai tifosi. In delirio quelli presenti dentro lo Stadio Olimpico, impazziti quelli che con sciarpa e bandiera hanno abbandonato le proprie case per dirigersi a Ponte Milvio, a Piazza del Popolo o nella storica Piazza della Libertà, culla della Società Podistica Lazio 1900. Fra bagni nelle fontane, fuochi d’artificio, cori e bengala, la festa è andata avanti tutta la notte. E proprio a Ponte Milvio è andato in scena l’abbraccio della gente con i propri beniamini. I calciatori sono apparsi su un pullman scoperto e hanno intonato canzoni di gloria all’unisono con la folla. Marchetti a torso nudo, Hernanes in equilibrio sul mezzo di trasporto, Radu con bandana e maglia, da vero condottiero. Insomma, la fredda serata romana è stata lo specchio fra il paradiso biancazzurro e l’inferno giallorosso. Un sesto trofeo, quello agguantato dai biancocelesti, la possibilità di giocarsi la Supercoppa Italiana contro la Juventus...

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Le statistiche in coppa italia A.S. Roma La Roma ha partecipato a 65 edizioni della Coppa Italia, arrivando in finale in 17 occasioni. Il bilancio complessivo è di 322 partite giocate, 169 vittorie, 74 pareggi e 79 sconfitte. 531 sono le reti segnate, 327 quelle subite. Finali vinte 9 (1963-64, 1968-69, 1979-80, 1980-81, 198384, 1985-86, 1990-91, 2006-07, 2007-08) Finali perse 8 (1937 Genoa-Roma 1-0; 1941: Venezia-Roma 3-3 1-0; 1993: Torino-Roma 3-0 2-5; 2003: Roma-Milan 1-4 2-2; 2005: Inter-Roma 2-0 1-0; 2006: Inter-Roma 1-1 3-1; 2010: Roma-Inter 01; 2013 Roma-Lazio 0-1). Vittoria con massimo scarto 1939 (Roma-Pontedera 6-1) 1941 (Roma-Fanfulla 6-1) Sconfitta con massimo scarto 1962 (Roma-Genoa 0-5) Record vittorie consecutive 5 (1963-64) Double 0 Miglior marcatore Pruzzo (30) Capocannonieri 5 (+1 ex aequo)(Pedro Manfredini 1964-64;Roberto Pruzzo 1979-80;Ruggiero Rizzitelli e Rudi Voeller ex aequo 1990-91;Simone Perrotta 2006-07;Mattia Destro 2012-13) Allenatori vincitori 6 (Nils Liedholm, Sven Goran Eriksson, Luciano Spalletti, Ottavio Bianchi, Helenio Herrera, Juan Carlos Lorenzo) Maggior numero di panchine 66 (Nils Liedholm) Maggior numero di presenze 69 (Giannini)

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S.S. Lazio La Lazio ha partecipato a 65 edizioni della Coppa Italia, arrivando in finale in 7 occasioni. Ha un bilancio complessivo di 273 partite giocate, 130 vittorie, 67 pareggi e 76 sconfitte. Ha segnato in totale 398 reti e ne ha subite 286 Finali vinte 1958; 1997-98; 1999-00; 2003-04; 2008-09; 2012-13 (6) Finali perse 1960-61 (1) Vittoria con massimo scarto Lazio-Novara 6-0, 5째 giornata del primo turno della Coppa Italia 1973-74. Andarono a segno Chinaglia (2); Garlaschelli (2); Martini e Ferruccio Mazzola. Sconfitta con massimo scar to Genoa-Lazio 5-0, quarti di finale di Coppa Italia 1936-37. Record vittorie consecutive 8 (7 2008-2009 e 1 2009-2010). Double 1 (La Lazio condivide con Torino (1942-1943), Juventus (1959-1960 e 1994-1995), Napoli (1986-1987) ed Inter (2009-2010) il primato). Miglior marcatore Bruno Giordano (18) Capocannonieri 4 (Humberto Tozzi: 11 (1958) ; Giuseppe Signori: 6 (1992-1993) ; Giuseppe Signori: 6 (1997-1998) ; Stefano Fiore: 6 (2003-2004) ; Goran Pandev: 6 (2008-2009)) Allenatori vincitori 5 (Sven-Goran Eriksson 1997-98 e 1999-00; Fulvio Bernardini 1958; Roberto Mancini 200304; Delio Rossi 2008-09; Vladimir Petkovic 2012-13) Maggior numero di panchine 34 (Tommaso Maestrelli) Maggior numero di presenze 58 (Giuseppe Wilson)

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LA PRIMA NEL 1958 Il gol di Prini che ha regalato la Coppa alla Lazio nel 1958

Le vittorie della

S.S. Lazio 1958 Una vittoria storica quella della Lazio, la prima della sestina fin qui accumulata. L’11esima edizione della manifestazione, la prima dopo la pausa figlia del Dopoguerra, cominciò l’8 Giugno 1958 e terminò il 24 Settembre del medesimo anno. 32 furono le squadre partecipanti per un totale di 110 incontri disputati. Furono invitate tutte le formazioni di Serie A, eccezion fatta per l’Atalanta, coinvolta in un processo per presunta corruzione, e il Verona, impegnato in uno spareggio contro il Bari. La prima fase si svolse a gironi, 8, tutti all’italiana, con le sfidanti raggruppate su criteri di prossimità geografica. Per far ripartire al meglio la competizione, la Lega pensò che i numerosi derby sarebbero stati un viatico importante. La Lazio la spuntò su tutte le avversarie battendo in finale, allo Stadio Olimpico, la Fiorentina per 1-0. Decisiva la rete al 30’ di Prini. Questa edizione segnò anche il debutto della coccarda tricolore, segno distintivo per la vincitrice della Coppa Italia. IL CAMMINO GIRONE H:

SEMIFINALE:

Classifica: Lazio 10 pti; Roma 7 pti; Palermo 5 pti; Napoli 2 pti.

14 settembre, Olimpico Lazio 2 - 0 Juventus

I giornata Lazio Napoli II giornata Lazio Palermo III giornata Napoli Roma IV giornata Roma Palermo V giornata Napoli Roma VI giornata Lazio Palermo

Lazio

FINALE:

La Lazio mostra orgogliosa la Coppa subito dopo la vittoria per 1-0 sulla Fiorentina nel 1958

5-1 0-2

Palermo Roma

3-1 3-2

Napoli Roma

4-2 2-3

Palermo Lazio

2-1 2-2

Napoli Lazio

0-4 1-0

Lazio Palermo

1-1 5-1

Roma Napoli

QUARTI DI FINALE:

6 settembre, Olimpico Lazio 2-1

Marzotto

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1-0

Fiorentina

LAZIO: Lovati, Lo Buono, Janich, Carradori, Pinardi, Pozzan, Bizzarri, Tagnin, Tozzi, Fumagalli, Prini. Allenatore: Bernardini. FIORENTINA: Sarti, Robotti, Castelletti, Chiappella, Cervato, Segato, Hamrin, Lojacono, Montuori, Gratton, Morosi. Allenatore: Czeizler. Arbitro: sig. Marchese (Napoli). Marcatori: 30' Prini. Note: pomeriggio caldo. Terreno in perfette condizioni. Espulsi al 32' Lojacono e Carradori per reciproche scorrettezze. All'88' Pinardi è dovuto uscire per infortunio lasciando la Lazio in nove uomini. A fine gara i tifosi presenti hanno improvvisato una suggestiva fiaccolata, dando fuoco ai giornali, per festeggiare i neo vincitori della Coppa Italia. Il Commissario della FIGC Zauli (presente all'incontro insieme al C.T. per le Nazionali Viani) ha consegnato alla Lazio la Coppa Italia per l'edizione 1957/58. Spettatori: 55.000 circa per un incasso £. di 28.000.000.


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1998 La 51esima edizione della Coppa Italia si svolse dal 17 Agosto 1997 al 29 Aprile 1998. Tutti i turni furono ad eliminazione diretta, con gare di andata e ritorno, compresa la finale fra Milan e Lazio (andata a San Siro, ritorno allo Stadio Olimpico). Fu la seconda affermazione dei biancocelesti nella coppa nazionale, a 40 anni dalla prima. Decisivo il supporto di un Olimpico gremito, abile nel caricare i biancocelesti dopo lo 01 d’inizio secondo tempo firmato Albertini. Una mazzata dopo il gol subito a tempo scaduto a San Siro da George Weah. La scossa data dal pubblico, le giocate di Mancini e Jugovic, e l’inserimento devastante di Guerino Gottardi, permisero alla Lazio di dare uno schiaffo al destino. Decisiva la rete in scivolata di Nesta sugli sviluppi di un angolo, per il 3-1 finale.

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Il sigillo di Alessandro Nesta

IL CAMMINO SEDICESIMI DI FINALE (3 settembre - 24 settembre 1997)

F. Andria - Lazio

0-3

2–3

OTTAVI DI FINALE (15 ottobre - 19 novembre 1997)

Lazio - Napoli

4-0

0–3

QUARTI DI FINALE (7 gennaio - 21 gennaio 1998)

Lazio - Roma

4-1

2–1

SEMIFINALI (18 febbraio - 11 marzo 1998)

Juventus - Lazio

0-1

2-2

DOPPIA FINALE (8 aprile - 29 aprile 1998)

MILAN-LAZIO 1-0 MILAN: Rossi, Nilsen, Smoje, Costacurta, Maldini, Savicevic, (60' Ba, 75' Leonardo), Desailly, Albertini, Donadoni, Weah, Ganz (60' Maniero). A disposizione: Taibi, Cardone, Daino, Kluivert. Allenatore: Capello. LAZIO: Marchegiani, Chamot (74' Grandoni), Nesta, Negro, Favalli, Fuser, Venturin, Jugovic, Nedved, Casiraghi, R.Mancini (85' Gottardi). A disposizione: Ballotta, G.Lopez, Marcolin, Almeyda, Rambaudi. Allenatore: Eriksson.

Arbitro: Sig. Bazzoli (Merano). Marcatori: 89' Weah. Note: ammoniti Favalli e Nesta per gioco falloso. Assenti per infortuni Pancaro, Okon e Boksic, per squalifica Boban. Spettatori: paganti 63.564 per un incasso di Lire 1.924.670.000.

LAZIO – MILAN 3-1 LAZIO: Marchegiani, Grandoni (50' Gottardi), Nesta, Negro, Favalli, Fuser, Venturin, Jugovic, R.Mancini (88' G.Lopez), Nedved (92' Marcolin), Casiraghi. A disposizione: Ballotta, Rambaudi. Allenatore: Eriksson. MILAN: Rossi, Daino, Desailly, Costacurta, Maldini, Ba (67' Ganz), Albertini, Donadoni, Ziege, Savicevic (31' Kluivert, 50' Maini), Weah. A disposizione: Taibi, Cruz, Cardone, Maniero. Allenatore: Capello. Arbitro: Sig. Treossi (Forlì). Marcatori: 46' Albertini, 55' Gottardi, 58' Jugovic (rig), 65' Nesta. Note: espulsi Fuser e Desailly all'80' per reciproche scorrettezze. Ammoniti Rossi per comportamento non regolamentare, Daino, Kluivert e Weah per gioco falloso, Ganz per proteste. Spettatori: 64.189 per un incasso di Lire 3.417.140.000.

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1998, la Lazio batte il Milan per 3-1 e si aggiudica la Coppa. Ecco capitan Fuser e la squadra col trofeo


2000 La 53esima edizione della Coppa Italia vide la partecipazione di 48 squadre con le 8 migliori della Serie A 1998/99 pronte ad entrare in gioco dagli ottavi di finale. La competizione partì con 32 squadre raggruppate in 8 gironi da 4, in ciascuno dei quali ci si affrontava in gare d’andata e di ritorno. Passarono le prime classificate. Dal turno successivo tutte le partite si svolsero ad eliminazione diretta, sempre con doppia sfida. Per la Lazio fu una manifestazione “da record”. I biancocelesti entrarono nell’Olimpo di coloro che, nel proprio palmares, potevano scrivere la parola “double”: Scudetto e Coppa Nazionale. Curioso come i capitolini, nel match di ritorno al Giuseppe Meazza contro l’Inter, si presentarono con i capelli ossigenati, in onore della conquista del tricolore ai danni della Juventus. Decisive all’andata le reti di Nedved e Simeone, in tuffo, capaci di ribaltare lo 01 iniziale firmato Seedorf. Anno 2000: il presidente Sergio Cragnotti viene portato in trionfo dopo la la conquista della Coppa da parte della Lazio ai danni dell'Inter. Sotto Simeone alza il trofeo sempre nella stessa serata

IL CAMMINO OTTAVI DI FINALE:

Ravenna - Lazio

1-1

1-4

3-2

1-2

QUARTI DI FINALE:

Juventus - Lazio SEMIFINALE:

Lazio- Venezia

5-0

2-2

DOPPIA FINALE:

LAZIO-INTER 2-1 Lazio (4-5-1): Ballotta, Gottardi, Couto, Mihajlovic, Pancaro, Conceicao, Sensini, Stankovic (10' st Mancini ), Simeone (36' st Almeyda ), Nedved, Inzaghi (31' st Salas ). ( Marchegiani, Negro, Lombardo, Veron,). Allenatore: Eriksson Inter (3-5-2): Peruzzi, Panucci, Blanc, Cordoba, Moriero (1' st Di Biagio ), Zanetti, Seedorf, Cauet, Serena, Mutu (13' st Ronaldo), Baggio (13' st Zamorano). (Frezzolini, Domoraud, Colonnese, Recoba). Allenatore: Lippi Arbitri: Trentalange di Torino e Pellegrino di Barcellona. Reti: 8' pt Seedorf, 40' Nedved; 7' st Simeone

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Recupero: 2' e 5' Angoli: 9 a 1 per la Lazio Ammoniti: Moriero per proteste, Nedved, Couto e Almeyda per gioco falloso Spettatori: 35 mila INTER-LAZIO 0-0 Inter (4-4-2): Peruzzi 6.5, Serena 6 (22'st Georgatos 5.5), Cordoba 6, Blanc 6, Domoraud 5.5, Zanetti 6, Di Biagio 6.5, Cauet 6, Seedorf 6, Baggio 6 (17' st Recoba 7), Zamorano 5.5 (7'st Vieri 5.5) (22 Ferron, 11 Fresi, 13 Simic, 8 Jugovic). Allenatore: Lippi Lazio (4-5-1): Ballotta 6.5, Pancaro 6.5 (42 st Couto s.v.), Nesta 6.5, Negro 6.5, Favalli 6, Conceicao 5.5, Sensini 6, Veron 6.5, Simeone 6.5, Mancini 5 (1'st Salas 7), S.Inzaghi 5.5 (1' st Ravanelli 6) (28 Mondini, 4 Marcolin, 17 Gottardi, 16 Lombardo). Allenatore Eriksson: Arbitri: Paparesta di Bari 6.5, Rosetti di Torino 6.5. Recupero: 1' e 5' Angoli: 7-6 per la Lazio Ammoniti: Simeone per gioco scorretto, Pancaro per ritardata uscita dal campo. Spettatori: 53.406


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2004 La 57esima edizione della Coppa Italia vide la partecipazione di 48 squadre, con le 8 migliori della Serie A 1998/99 pronte ad entrare in gioco dagli ottavi di finale. La competizione partì con 32 squadre raggruppate in 8 gironi da 4, in ciascuno dei quali ci si affrontava in gare d’andata e di ritorno. Passarono le prime classificate. Fu una manifestazione travagliata per via della protesta contro l’allargamento della Serie B a 24 squadre. Molti i team che non scesero in campo, disertando la prima fase, e costringendo il giudice sportivo Maurizio Laudi a irrogare sconfitte per 3-0 a tavolino e penalizzazioni di 1 punto per ogni gara non disputata nei gironi. A fine torneo la spuntò la Lazio che, dopo aver strapazzato il Milan in semifinale, ipotecò il trofeo con un perentorio 2-0 allo Stadio Olimpico contro la Juventus. Al ritorno brividi forti, con la “Vecchia Signora” pronta ad agguantare i supplementari. Di Fiore e Corradi le reti della vittoria finale.

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Tutti in posa per la foto di rito: la Lazio presenta la Coppa vinta nel 2004 sul campo della Juventus

IL CAMMINO OTTAVI DI FINALE:

Modena - Lazio

0-2

0-1

2-0

1-1

1-2

0-4

QUARTI DI FINALE:

Lazio - Parma SEMIFINALE:

Milan – Lazio DOPPIA FINALE:

LAZIO-JUVENTUS 2-0 LAZIO: Sereni, Oddo, Stam, Couto, Favalli, Fiore, Giannichedda, Liverani (81’ Dabo), Cesar (89’ Zauri), Corradi, Muzzi (46’ S.Inzaghi). A disposizione: Peruzzi, Colonnese, Mihajlovic, Albertini. Allenatore: Mancini. JUVENTUS: Chimenti, Thuram, Tudor, Legrottaglie, Pessotto, Camoranesi (84’ Bartolucci), Tacchinardi, Conte (74’ Maresca), Appiah, Nedved, Di Vaio (76’ Palladino). A disposizione: Buffon, Boudianski, Urbano, Chiumiento. Allenatore: Lippi. Arbitro: Sig. Collina (Viareggio). Marcatori: 59’ Fiore, 80’ Fiore. Note: espulso Tudor all'82'. Ammoniti Simone Inzaghi per comportamento non re-

golamentare, Chimenti e Nedved per gioco scorretto. Al 53' Chimenti para un rigore a Cesar. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t. Spettatori: 62.204 paganti per un incasso di € 1.132.549,00. JUVENTUS-LAZIO 2-2 JUVENTUS: Chimenti, Ferrara, Thuram, Legrottaglie, Birindelli, Zambrotta, Maresca (75’ Di Vaio), Pessotto (46’ Appiah), Nedved, Trezeguet, Del Piero (78’ Miccoli). A disposizione: Buffon, Iuliano, Boudianski, Chiumiento. Allenatore: Lippi. LAZIO: Sereni, Oddo, Stam, Mihajlovic, Favalli, Fiore, Giannichedda, Liverani (75’ Albertini), Cesar, Muzzi (61’ S.Inzaghi), Corradi. A disposizione: Peruzzi, Couto, Zauri, C.Lopez. Allenatore: Mancini. Arbitro: Sig. Paparesta (Bari). Marcatori: 20’ Trezeguet, 46’ Del Piero, 69’ Corradi, 83’ Fiore. Note: ammoniti Birindelli, Giannichedda e Favalli per gioco falloso. Recuperi: 2' p.t., 2' s.t. Spettatori: 38.849 paganti per un incasso di € 433.605,00.

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I giocatori juventini si abbracciano dopo il secondo gol segnato da Del Piero: ma la gioia sarà effimera perché prima Corradi e poi Fiori infrangono i sogni bianconeri


2008 La 62esima edizione della manifestazione è comunciata il 9 Agosto del 2008 e terminata il 13 Maggio del 2009, con la vittoria della Lazio nella finale unica contro la Sampdoria. Per il settimo anno consecutivo, una squadra della Capitale era a giocarsi il trofeo nell’ultima gara. La formula della Coppa era diversa da quella della stagione precedente. Venne revocato il bando delle squadre di Serie C. La nuova Lega Pro tornò a selezionare 27 squadre delle quali 24 di Prima Divisione e 3 di Seconda Divisione. L’introduzione principale fu comunque l’eliminazione diretta in gara unica anche negli ottavi di finale e nei quarti, oltre ai quattro turni preliminari e alla finale. Solo le semifinali, da questo punto in poi, restavano con gare di andata e ritorno. La Lazio si aggiudicò la Coppa allo Stadio Olimpico, ai calci di rigore. 1-1 il risultato nei 120’ minuti, in virtù della magia di Mauro Zarate e del perentorio stacco di testa di Giampaolo Pazzini. Dal dischetto decisivo il portiere biancoceleste Muslera, abile a neutralizzare le conclusioni di Cassano e Campagnaro. Per la Lazio, la marcatura finale di Ousmane Dabo. Dabo esulta dopo la conquista della Coppa nel 2008-2009; sotto Zarate festeggiato dai compagni autore del gol contro la Sampdoria

IL CAMMINO TERZO TURNO:

Lazio - Benevento

5-1

QUARTO TURNO:

Lazio - Atalanta2-0 OTTAVI DI FINALE:

Milan –Lazio

1-2 (dts)

QUARTI DI FINALE:

Lazio – Torino 3-1 SEMIFINALE:

Lazio – Juventus 2-1 2-1 FINALE:

LAZIO-SAMPDORIA 1-1 (7-6 dcr) LAZIO: Muslera, Lichtsteiner, Siviglia, Rozehnal, Kolarov, Brocchi (13' p.t.s. De Silvestri), Dabo, Ledesma, Foggia (80' Del Nero), Pandev (73' Rocchi), Zarate. A disposizione: Carrizo, Radu, Diakite, Mauri. Allenatore: D.Rossi. SAMPDORIA: Castellazzi, Campagnaro, Lucchini (6' p.t.s. Gastaldello), Accardi, Stankevicius, Sammarco (91' Dessena), Pa-

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lombo, Franceschini (88' Delvecchio), Pieri, Pazzini, Cassano. A disposizione: Mirante, Raggi, Padalino, Marilungo. Allenatore: Mazzarri. Arbitro: Sig. Rosetti (Torino) - Assistenti Sigg. Calcagno ed Ayroldi - Quarto uomo Sig. Rizzoli. Marcatori: 4' Zarate, 31' Pazzini. Sequenza calci di rigore: Cassano (S) parato, Ledesma (L) gol, Palombo (S) gol, Rocchi (L) palo, Pazzini (S) gol, Rozehnal (L) gol, Gastaldello (S) gol, Kolarov (L) gol, Accardi (S) gol, Zarate (L) gol. Ad oltranza: Delvecchio (S) gol, Lichtsteiner (L) gol, Campagnaro (S) parato, Dabo (L) gol. Note: sia i tempi regolamentari che i due tempi supplementari si sono chiusi sul risultato di 1-1. Ammoniti Foggia per comportamento non regolamentare, Lucchini, Siviglia, Accardi, Delvecchio, Gastaldello, Palombo e Campagnaro per gioco scorretto. Recuperi: 0' p.t., 2' s.t., 0' p.t.s., 0' s.t.s. Presente in tribuna S.E. il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Spettatori: 61.482 di cui circa 16.000 tifosi della Sampdoria, i ncasso € 2,5 milioni circa.


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20 ANNI DOPO LO SCUDETTO

Le vittorie della

A.S. Roma 1964 La Roma fa sua la prima Coppa Italia della storia giallorossa oltre vent'anni dopo il primo scudetto. Una squadra agonizzante a metà classifica, immersa nell'oblio della mediocrità, si risolleva grazie alla prima di nove affermazioni. Grande è la carica del capitano Giacomino Losi a capo di un trittico di leader col ragno nero Cudicini e Giancarlo “Picchio” De Sisti. Cominciata nel settembre del 1963 a Potenza, la cavalcata dei capitolini proseguì battendo il Napoli, il Foggia, l'Atalanta e la Fiorentina ai calci di rigore. La doppia finale vide la Roma affrontare il Torino di Nereo Rocco fra il settembre e il novembre del 1964. All'Olimpico la gara finì 0-0 nonostante i tempi supplementari. A campi invertiti la carica agonistica degli uomini di Juan Carlos Lorenzo ha la meglio sui granata. Un vero e proprio capolavoro tecnico firmato dal neoacquisto Bruno Nicolé. Il primo tecnico ad alzare la Coppa Italia viene dall'Argentina. La Roma centra la prima Coppa Italia battendo il Torino. La squadra mette in mostra il trofeo mentre capitan Losi fa il giro del campo alzando la Coppa

IL CAMMINO ELIMINATORIE

Potenza-Roma 0-2

Ferretti, Albrigi, Ferrini, Hitchens, Moschino, Meroni. All.: Rocco

SEDICESIMI DI FINALE

2ª FINALE

Roma-Napoli 5-0

Torino-Roma 0-1 Torino: Vieri, Poletti, Buzzacchera, Puia, Lancioni, Ferretti, Simoni, Ferrini, Hitchens, Cella, Meroni. All.: Rocco Roma: Cudicini, Tomasin, Ardizzon, Carpanesi, Losi, Schnellinger, Leonardi, Tamborini, Nicolé, De Sisti, Francesconi. All.: Lorenzo Reti: 39 Nicolé

OTTAVI DI FINALE

Foggia-Roma 0-2 QUARTI DI FINALE

Roma-Atalanta 1-0 SEMIFINALE

Roma-Fiorentina 7-3 (dcr) 1ª FINALE

Roma-Torino 0-0 (dts) Roma: Matteucci, Tomasin, Ardizzon, Carpenetti, Losi, Schnellinger, Leonardi, Tamborini, Nicolé, Carpanesi, Salvori. All.: Lorenzo Torino: Vieri, Poletti, Teneggi, Puia, Rosato,

STORIE DI COPPA | 78


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1969 La seconda Coppa Italia conquistata dalla Roma comincia secondo i migliori auspici, battendo la Lazio di Juan Carlos Lorenzo, tecnico vincitore nel 1964 proprio con i giallorossi. I biancocelesti, allora militanti in Serie B, si arresero per 1-0. Sotto i colpi di Joaquin Peirò, stella spagnola, del fumabolo Cordova, caddero in sequenza Spal, Bologna e Brescia. Nelle sei partite del girone finale la Roma impattò contro Cagliari e Torino in casa, ma rifilarono tre gol al Foggia e vinsero in trasferta in Sardegna e in Puglia pareggiando poi contro i granata. Mattatore il succitato Peirò, autore di sei reti totali, e Capello, che andando in rete per due volte nella decisiva gara di Foggia contro i rossoneri consegnò aritmeticamente il primo dei due trofei giallorossi nelle mani del “mago” Helenio Herrera, colui che guidò l'Inter dei sogni negli anni '60.

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IL CAMMINO PRIMO TURNO, 1^ GIORNATA

Roma-Lazio 1-0 PRIMO TURNO, 2^ GIORNATA

Spal-Roma 0-0 PRIMO TURNO, 3^ GIORNATA

Bologna-Roma 0-3 QUARTI DI FINALE

Brescia-Roma 1-0 Roma-Brescia 3-0 GIRONE FINALE

Roma-Cagliari 1-1 Roma-Foggia 3-0 Torino-Roma 2-2 Cagliari-Roma 1-2 Roma-Torino 0-0 Foggia-Roma 1-3 CLASSIFICA GIRONE FINALE La Roma di Helenio Herrera fa suo il trofeo. Eccolo il "mago" insieme ai suoi ragazzi. Siamo nel 1969

STORIE DI COPPA | 79

9.Roma 6.Cagliari 6.Foggia 4.Torino


1980 Dopo più di dieci anni la Ro-

Giro di campo dei giallorossi che hanno appena battuto il Torino in finale ai calci di rigore. Sotto capitan Santarini

ma torna a trionfare con i primi squilli di tromba di quella che diverrà una squadra fortissima. Nel girone eliminatorio i giallorossi spazzano via il Perugia, cadono a sorpresa con l'Ascoli, e fanno proprie le gare contro Sampdoria e Bari. Via ai quarti di finale dove un Milan disastrato, oramai prossimo alla retrocessione a tavolino per illecito sportivo, è con la testa altrove. Il Diavolo non regge l'urto contro la corazzata capitolina e a San Siro finisce in goleada. Qualificazione in cascina e ritorno che finisce in pareggio. Per i rossoneri la consolazione di aver visto l'emergente talento Franco Baresi. In semifinale la Roma affronta la Ternana, sorpresa del torneo, oramai sull'orlo di una drammatica discesa negli inferi, in serie C1. Solo una doppietta di Pruzzo dopo il pari in Umbria scacciò gli incubi e portò i giallorossi alla finale in gara unica contro il Torino. Vittoria ai rigori con le reti decisive di Bruno Conti, Santarini e Ancelotti.

IL CAMMINO Perugia-Roma 0-1 Roma-Ascoli 2-2 Roma-Sampdoria 2-1 Bari-Roma 0-1 CLASSIFICA GIRONE ELIMINATORIO

7.Roma 6.Ascoli 4.Perugia 2.Sampdoria 1.Bari QUARTI DI FINALE

Milan-Roma 0-4 Roma-Milan 2-2

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SEMIFINALI

Ternana-Roma 1-1 Roma-Ternana 2-0 FINALE

ROMA-TORINO 0-0 (3-2 D.C.R.) Roma: Tancredi, Maggiora, De Nadai, Benetti (1 pts Di Bartolomei) Turone, Santarini, Conti, Giovannelli, Pruzzo, Ancelotti, Amenta (30 st Scarnecchia). All.: Liedholm Torino: Terraneo,Volpati,Vullo, (17 st Mandorlini), Sala, Danova, Masi, Greco, Pecci, Graziani, Zaccarelli, Pulici P. (6 pts Mariani). All.: Rabitti


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1981 La Roma di Liedholm concede il bis partendo dai quarti di finale contro la Fiorentina. E' un calcio scoppiettante quello offerto dai giallorossi in cui la meteora Alberto Di Chiara contribuisce nell'eliminazione dei viola nella gara d'andata all'Artemio Franchi. Ritorno a reti inviolate e big match contro la Juventus, rivale anche in Serie A. Carlo Ancelotti gela il Comunale ma non basta. In un Olimpico stracolmo Cabrini buca la rete capitolina al 58'. Agostino Di Bartolomei trasformando un penalty al 74' spedisce la Roma in finale. Sfidante, manco a dirlo, è il Torino. All'andata finisce 1-1, ancora con Ancelotti marcatore. Decisiva la gara di ritorno al Comunale che termina nuovamente ai calci di rigore. Sbaglia solo Agostino dal dischetto e il brasiliano Falcao, idolo della tifoseria, trasforma per la quarta Coppa della bacheca giallorossa.

IL CAMMINO QUARTI DI FINALE

Fiorentina-Roma 0-1 Roma-Fiorentina 0-0

(22 st D’Amico). All.: Cazzaniga Arbitro: Pieri Reti: 31 Ancelotti, 69 aut. Santarini

SEMIFINALI

Juventus-Roma 0-1 Roma-Juventus 1-1 FINALE D’ANDATA

Roma-Torino 1-1 Roma: Tancredi, Romano, Maggiora, Turone, Falcao, Santarini, Conti, Di Bartolomei, Faccini, Ancelotti, Scarnecchia. All.: Liedholm Torino: Terraneo, Cuttone, Volpati, Danova, Salvadori, Zaccarelli, (28 pt Davin), Bertoneri, Pecci, Graziani, Sclosa, Pulici,

FINALE DI RITORNO

TORINO-ROMA 1-1 (2-4 D.C.R.) Torino: Terraneo, Cuttone, Volpati, Sala, Danova, Zaccarelli (8 pts Davin), Bertoneri, Pecci, Graziani, Sclosa, Pulici (30 st Salvadori). All.: Cazzaniga Roma: Tancredi, Romano, Maggiora, Turone (15 sts Santarini), Falcao, Bonetti, Conti, Di Bartolomei, Pruzzo (1 st Birigozzi), Ancelotti, Scarnecchia. All.: Liedholm Arbitro: Michelotti Reti: 37 Cuttone , 62 rig. Di Bartolomei

STORIE DI COPPA | 81

È passato appena un anno e la Roma si conferma vincente in Coppa, battendo ancora in finale il Torino ai calci di rigore. Sopra il capitano Di Bartolomei e sotto Falçao durante un'azione di gioco


1984 La quinta Coppa Italia vinta dalla Roma ha il sapore della consolazione. Secondo posto in campionato, sconfitta in finale di Champions League contro il Liverpool, due dei drammi sportivi più cocenti della storia giallorossa. Liedholm riesce comunque a motivare i suoi ragazzi in un cammino cominciato dal lontano girone eliminatorio estivo. Sfide con Rimini, Arezzo, Atalanta e Padova archiviate senza problema, poi l’ininfluente pareggio contro il Milan. La fase finale, cominciata sette giorni dopo il trionfo dei “Reds” all’Olimpico, comincia con la devastante prestazione di Cerezo che, ai tempi supplementari, castiga i rossoneri, incontrati per la seconda volta. In semifinale è ancora Torino-Roma. Tris al Comunale, vittoria all’Olimpico per 1-0, e i granata sono domati. La finale è contro il Verona. Al Bentegodi finisce 1-1. Nella capitale l’autorete di Ferroni regala un sorriso, non privo d’amaro rimpianto. Sarà l’ultimo di Liedholm, pronto a passare al Diavolo. Nils Liedholm colpisce ancora. La Roma fa suo il trofeo anche nel 1984. Ecco la squadra festeggiare a fine gara dopo aver battuto il Verona in finale

IL CAMMINO Rimini-Roma 1-3 Arezzo-Roma 0-1 Roma-Atalanta 2-0 Roma-Padova 4-2 Milan-Roma 1-1 OTTAVI DI FINALE

Roma-Reggiana 2-0 Reggiana-Roma 0-1

Storgato, Iorio, Di Gennaro, Galderisi. All.: Bagnoli. Roma: Tancredi, Nappi, Oddi, Nela, Falcao, Maldera, Conti, Cerezo, Pruzzo (88 Chierico), Di Bartolomei, Graziani. All.: Liedholm. Arbitro: Casarin di Milano. Reti: 49 Cerezo (R), 72 Storgato (V)

QUARTI DI FINALE

FINALE DI RITORNO

Roma-Milan 1-1 Milan-Roma 1-2 dts

Roma-Verona 1-0 Roma: Tancredi, Nappi, Nela, Di Bartolomei, Falcao, Maldera, Conti (18 Strukelj), Giannini, Cerezo, Pruzzo (80 Vincenzi), Chierico, Graziani. All.: Liedholm. Verona: Garella, Ferroni, Marangon (54 Bruni), Volpati, Fontolan, Tricella, Fanna, Storgato (83 Guidetti), Iorio, Di Gennaro, Galderisi (70 Jordan). All.: Bagnoli. Arbitro: Casarin di Milano. Reti: 27 aut. Ferroni

SEMIFINALI

Torino-Roma 1-3 Roma-Torino 1-0 FINALE D’ANDATA

Verona-Roma 1-1 Verona: Garella, Ferroni, Marangon, Volpati, Fontolan, Tricella, Bruni (88 Jordan),

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1986 La Roma consegna lo Scudetto alla Juventus nella scellerata sconfitta interna contro il Lecce già retrocesso di Fascetti, e per guarire le proprie ferite fa sua la sesta Coppa Italia della storia giallorossa. La partenza non è delle migliori. Nel girone eliminatorio gli uomini di Sven-Goran Eriksson perdono malamente con il Messina. Tre vittorie contro Catanzaro, Ascoli e Bari e un pareggio a Campobasso permettono di agguanta la qualificazione. Agli ottavi cade l’Atalanta, non senza qualche brivido. 2-0 all’Olimpico, 2-1 agli Atleti Azzurri d’Italia dove Piovanelli e Bonetti fanno sognare la rimonta ai bergamaschi. Contro l’Inter di Mariolino Corso stesso risultato. In semifinale arriva la Fiorentina, con passaggio in finale ipotecato all’andata. Ad attendere i capitolini la Sampdoria dell’astro nascente Roberto Mancini. La Roma trionfa grazie a Desideri e Cerezo, pronto a passare ai blucerchiati nella stagione successiva.

IL CAMMINO GIRONE ELIMINATORIO

Messina-Roma 1-0 Roma-Catanzaro 4-1 Roma-Ascoli 3-0 Campobasso-Roma 0-0 Bari-Roma 0-3

OTTAVI DI FINALE

Roma-Atalanta 2-0 Atalanta-Roma 2-1 QUARTI DI FINALE

Roma-Inter 2-0 Inter-Roma 2-1 SEMIFINALI

Roma-Fiorentina 2-0 Fiorentina-Roma 1-1 FINALE D’ANDATA

SAMPDORIA-ROMA 2-1 Sampdoria: Bordon, Mannini, Galia, Pari,

Paganin, Pellegrini, Lorenzo (74 Fiondella), Salsano, Francis, Matteoli, Mancini. All.: Bersellini. Roma: Gregori, Oddi, Gerolin, Desideri, Lucci, Righetti, Graziani, Giannini, Tovalieri, Di Carlo, Impallomeni. All.: Eriksson. Arbitro: Casarin di Milano. Reti: 19 Mancini (S), 45 Tovalieri (R), 67 Galia (S) FINALE DI RITORNO

Roma-Sampdoria 2-0 Roma: Gregori, Oddi, Gerolin, Desideri, Lucci, Righetti, Graziani, Giannini, Pruzzo (83 Impallomeni), Di Carlo, Tovalieri (85 Cerezo). All.: Eriksson. Sampdoria: Bordon, Mannini, Galia, Pari, Paganin, L. Pellegrini, Fiondella (56 Lorenzo), Salsano, Francis, Matteoli, Mancini. All.: Bersellini. Arbitro: Lanese di Messina. Reti: 43 Desideri, 89 Cerezo

STORIE DI COPPA | 83

Il tifo giallorosso esplode alla fine della partita. In basso Ciccio Graziani con il trofeo vinto dalla Roma nel 1986


1991 Dopo amari successi, il settimo della storia giallorossa assume i contorni della vittoria speciale. Dopo un’annata dura, la Roma può infatti dedicare il settimo trofeo nazionale alla memoria di Dino Viola, il grande presidente dell’era magica. Contro il Foggia di Zeman, Rudy Voeller, il tedesco, fu subito decisivo. Nei turni successivi i capitolini si sbarazzarono del Genoa, della Juventus e del Milan degli olandesi volanti. Strappando un prezioso 0-0 a San Siro, gli uomini di Ottavio Bianchi seppero valorizzare al massimo l’autorete al ritorno di Marco Van Basten. La finale, questa volta, fu una formalità. Il 30 Maggio la Roma ipotecò la vittoria battendo per 3-1 la Sampdoria all’Olimpico. Al ritorno, il 9 Giugno a Marassi, Voeller e Aldair fecero man bassa dei blucerchiati. Trofeo consegnato nelle mani di Flora Viola, presidentessa ad hinterim prima dell’ingresso di Giuseppe Ciarrapico.

La signora Flora Viola riceve il trofeo vinto dalla Roma nel 1991; in basso la squadra festeggia

IL CAMMINO SEDICESIMI DI FINALE

Roma-Foggia 1-0 Foggia-Roma 1-3 OTTAVI DI FINALE

Roma-Genoa 2-0 Genoa-Roma 1-1

Muzzi). All.: Bianchi Sampdoria: Pagliuca, Mannini, Katanec (84 Bonetti), Pari, Vierchowod, Pellegrini L., Lombardo (84 Invernizzi), Cerezo, Vialli, Mancini, Dossena. All.: Boskov Arbitro: Pairetto Reti: 12 aut. Pellegrini, 29 Katanec, 35 Berthold, 40 rig. Voeller

QUARTI DI FINALE

Roma-Juventus 1-1 Juventus-Roma 0-2 SEMIFINALI

Milan-Roma 0-0 Roma-Milan 1-0 FINALE D’ANDATA

ROMA-SAMPDORIA 3-1 Roma: Cervone, Pellegrini, Carboni, Berthold, Aldair, Nela, Desideri, Di Mauro, Voeller, Giannini (83 Gerolin), Rizzitelli (76

STORIE DI COPPA | 84

FINALE DI RITORNO

SAMPDORIA-ROMA 1-1 Sampdoria: Pagliuca, Mannini, Katanec, Pari, Vierchowod, Lanna (62 Branca), Lombardo, Cerezo, Vialli, Mancini, Invernizzi (56 Mikhaijlichenko). All.: Boskov ROMA: Cervone, Pellegrini, Carboni, Gerolin, Aldair, Nela, Desideri, Di Mauro, Voeller (84 Salsano), Giannini (67 Tempestilli), Rizzitelli. All.: Bianchi ARBITRO: Pezzella RETI: 56 rig. Voeller, 79 aut. Aldair


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2007 La Roma torna a vincere la Coppa Italia dopo 16 anni e lo fa partendo con la vittoria del Nereo Rocco, 1-2 contro la Triestina. Sarà l’ultimo gol ufficiale di Vincenzino in maglia giallorossa. Nei turni successivi i giallorossi eliminano il Parma di Pioli e il Milan di Ancelotti, una squadra stellare destinata a vincere la Champions League ad Atene contro il Liverpool. Decisivo Perrotta autore di uno dei due gol a San Siro per il 2-2 dell’andata e del 2-1 decisivo del ritorno all’Olimpico prima della terza rete di Pizarro. La finale è di nuovo contro l’Inter, un must di quegli anni. Il 9 Maggio del 2007 i giallorossi si cuciono la coccarda sulla maglia dopo i 90’ minuti della prima sfida. Rocambolesco 6-2 con Totti, De Rossi, Perrotta, Mancini e doppietta di Panucci. Inutili i due gol di Crespo, con la Roma abile a gestire la gara del Meazza. Inutile il 21 per i nerazzurri di Mancini.

I protagonisti della goleada nella gara d'andata contro l'Inter vinta per 6-2; sotto i giallorossi alzano la Coppa in cielo

IL CAMMINO OTTAVI DI FINALE

Triestina-Roma 1-2 Roma-Triestina 2-1 QUARTI DI FINALE

Roma-Parma 2-1 Parma-Roma 2-2

(58 Recoba), Crespo. A disposizione: Julio Cesar, Burdisso, Solari, Gonzalez. All.: Mancini Arbitro: Saccani Reti: 1 Totti (R), 5 De Rossi (R), 15 Perrotta (R), 20 Crespo (I), 30 Mancini (R), 55 Panucci (R), 57 Crespo (I), 89 Panucci (R)

SEMIFINALI

Milan-Roma 2-2 Roma-Milan 3-1

FINALE D’ANDATA

ROMA-INTER 6-2 ROMA (4-2-3-1): Doni, Panucci, Ferrari, Mexes (46 Cassetti), Chivu, De Rossi, Pizarro (87 Tonetto), Taddei (77 Aquilani), Perrotta, Mancini, Totti. A disposizione: Curci, Wilhelmsson, Tavano, Vucinic. All.: Spalletti INTER (4-3-1-2): Toldo, Maicon, Cordoba, Materazzi, Maxwell (68 Grosso), Stankovic, Dacourt, Zanetti, Figo (52 Vieira), Adriano

FINALE DI RITORNO

INTER-ROMA 2-1 INTER (4-3-2-1): Toldo, Maicon, Cordoba, Burdisso, Zanetti, Vieira (27 Cruz), Cambiasso, Stankovic, Figo (82 Maxwell), Gonzalez (54 Recoba), Crespo. A disposizione: Julio Cesar, Andreolli, Grosso, Solari. All.: Mancini ROMA (4-2-3-1): Doni, Panucci, Ferrari, Mexes, Chivu, De Rossi, Aquilani (58 Pizarro) Taddei, Perrotta, Mancini (79 Tonetto) Totti. A disposizione: Curci, Faty, Wilhelmsson, Tavano, Vucinic. All.: Spalletti Arbitro: Morganti Reti: 50 Crespo (I), 55 Cruz (I), 84 Perrotta (R)

STORIE DI COPPA | 85


L'anno dopo la Roma fa il bis battendo l'Inter per 2-1. Ecco capitan Totti alzare il trofeo; sotto Aquilani e De Rossi abbracciano Perrotta dopo il primo gol segnato da quest'ultimo

2008 Per il secondo anno consecutivo la Coppa Italia si tinge di giallorosso. È il nono e ultimo trofeo della storia giallorossa fino a questa stagione. Una Roma pimpante, dal gioco spettacolare, in grado di laurearsi vicecampione d’Italia alle spalle di un’Inter salvata solo nell’ultima gara del Tardini da Ibrahimovic, comincia la sua cavalcata rimontando il Torino. All’Olimpico Recoba guida i granata verso un clamoroso 1-3, ma i capitolini ribaltano tutto al Comunale con un perentorio 0-4. Cadono poi la Sampdoria e il Catania. In finale, ad attendere la Roma, ancora l’Inter di Mancini. È il quarto anno consecutivo che giallorossi e nerazzurri si contendono il trofeo. La vendetta si materializza grazie alle reti di Mexes e Perrotta, ancora una volta decisivo in finale. Inutile il 2-1 del portoghese Pelé. La Roma fra i coriandoli festeggia la sua nona affermazione. IL CAMMINO OTTAVI DI FINALE

19/12/2007: Torino-Roma 3-1 (Mancini) 16/01/2008: Roma-Torino 4-0 (Mancini, Totti, Totti, Giuly) QUARTI DI FINALE

23/01/2008: Sampdoria-Roma 1-1 (Vucinic) 29/01/2008: Roma-Sampdoria 1-0 (Mancini) SEMIFINALI

16/04/2008: Roma-Catania 1-0 (Totti) 08/05/2008: Catania-Roma 1-1 (Aquilani) FINALE

STORIE DI COPPA | 86

24/05/2008: Roma-Inter 2-1 ROMA (4-2-3-1): Doni; Cassetti, Mexes, Juan, Tonetto; De Rossi, Pizarro; Giuly (67 Cicinho), Aquilani (90 Panucci), Perrotta (73 Brighi), Vucinic. A disposizione: Curci, Antunes, Esposito, Mancini. All.: Spalletti INTER (4-4-2): Toldo; Maicon, Burdisso, Chivu, Maxwell; Zanetti (90 Crespo), Vieira, Stankovic (46 Pelè), Cesar (62 Jimenez), Balotelli, Suazo. A disposizione: Julio Cesar, Fatic, Maniche, Solari. All.: Mancini Arbitro: Morganti Reti: 36 Mexés (R), 54 Perrotta (R), 61 Pelé (I)


I personaggi simbolo della lazio maurilio

prini

Data di nascita: 17/08/1932 – 29/04/2009 Altezza: 178 cm Peso: 79 kg Partite giocate nella Lazio: 84 Reti segnate nella Lazio: 9 Presenze e reti in Nazionale: 3 presenze – 0 gol Palmares: 1 Scudetto, 1 Coppa Italia, 1 Coppa Grassoppher, 1 Coppa delle Alpi per Nazioni

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ato a Pontassieve il 17 Agosto del 1932, comincia la carriera nella squadra del suo paese, salvo trasferirsi all'Empli nella stagione 1950-51. Fra il 1952 e il 1958 diventa una delle ali più forti e dirompenti del panorama calcistico europeo. Conquista con la maglia della Fiorentina il primo Scudetto della storia viola, la Coppa Grassoppers e arriva in finale di Coppa dei Campioni 1956-57. La spunterà il Real Madrid, ma nei ricordi dei tifosi rimarrà per sempre quel suo gol a tre minuti dallo scadere nella semifinale d'andata contro la Stella Rossa di Belgrado, fuori casa. Passa alla Lazio l'anno successivo, portando il primo trionfo della storia biancoceleste, la Coppa Italia 1958. Grandi emozioni per i 55.000 tifosi biancocelesti convenuti allo Stadio Olimpico per il primo trofeo nazionale del dopoguerra. La Fiorentina, favoritissima, parte col freno a mano tirato dinanzi ad una dirompente Lazio. Il gol decisivo al 30' del primo tempo. Una punizione tesa di Pozzan viene raccolta da Prini che in tuffo di testa sorprende i difensori viole e l'estremo difensore Sarti che nulla può sul tiro angolato. La coccarda, al suo debutto, viene cucita sulle maglie dei capitolini, con Bernardini che a fine partita abbraccia l'auto del gol e urla la sua gioia in campo. Caroselli per le strade di Roma fino a tarda notte. Sulle colonne de “Il Messaggero”, qualche anno dopo, Prini racconterà di quel gol: «Ho settantasei anni, ma ricordo bene quel momento. C’era Pozzan, mio compagno e gran giocatore, che stava per calciare una punizione dal vertice sinistro dell’area. Battè una palla tesa, io ero in corsa, entrai in area e in tuffo riuscii a battere il portiere della Fiorentina. Ma la verità è che la presi male quella palla, molto male. La spizzai di lato, forse entrò proprio per questo. Sarti, che si accorse di questo, ogni volta mi ripete: che fortuna che hai avuto quella volta lì. Non gli è andata giù». Conclude la sua carriera da calciatore nel Prato, per poi dedicarsi, dal 1964, a quella di allenatore.


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ato a Roma il 19 Marzo del 1976, Alessandro Nesta è stato uno dei difensori centrali più completi e forti al mondo. Veloce, tecnico, atleticamente dotato, è risultato un vincente con le maglie di Lazio e Milan. Attualmente gioca nella Canadian Championship, con la divisa del Montréal Impact. E' cresciuto nelle giovani della Lazio, squadra con cui esordirà dopo una gavetta durata dal 1985 al 1993. L'esordio è datato 13 Marzo 1994, durante la gara di campionato Udinese-Lazio, terminata 2-2. Sostituisce Pierluigi Casiraghi al 78° minuto. Entra nella storia della Lazio non solo per i numerosi trofei portati a casa prima di passare in rossonero, ma perché proprio con un suol gol in scivolata durante la finale di ritorno della Coppa Italia 1997-98, il ciclo “cragnottiano” prenderà vita. Un sigillo arrivato al termina di una strepitosa rimonta confezionata in 11 minuti dallo 0-1 di Albertini. Nesta lascia la Lazio nell'estate del 2002 e inizia da li la sua scintillante carriera alla corte di Berlusconi. Al suo fianco si alterneranno tantissimi centrali di qualità, ma lui troverà sempre il modo di risultate un baluardo imprescindibile per il tecnico. Nel 2010, sulle pagine de “Il Corriere dello Sport”, rimarcherà però il suo eterno amore per i colori biancocelesti: «Se non fossi stato costretto, nell’estate 2002, ad andarmene perchè la società era in difficoltà sarei rimasto tutta la vita alla Lazio e a Roma. Avevo coronato il sogno di quando ero bambino: giocavo nella squadra della mia città, per la quale io e tutta la mia famiglia facevamo il tifo».

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Data di nascita: 19/03/1976 Altezza: 187 cm Peso: 79 kg Partite giocate nella Lazio: 261 Reti segnate nella Lazio: 3 Presenze e reti in Nazionale: 78 presenze – 0 gol Palmares: 3 Scudetti, 3 Coppe Italia, 4 Supercoppe Italiane, 1 Canadian Championship, 2 Champions League, 3 Supercoppe Europee, 1 Coppa delle Coppe, 1 Mondiale per Club, 1 Mondiale, 1 Europeo Under-21, 1 Campionato Primavera.

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I personaggi simbolo della lazio senad

lulic

Data di nascita: 18/01/1986 Altezza: 183 cm Peso: 75 kg Partite giocate nella Lazio: 88 Reti segnate nella Lazio: 7 Presenze e reti in Nazionale: 26 presenze – 0 gol Palmares: 1 Coppa Italia

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ato a Mostar, in Bosnia ed Erzegovina il 18 Gennaio del 1986, questo calciatore arrivato senza le credenziali del campione, è entrato ufficialmente nella storia della Lazio grazie alla rete decisiva nell'ultima finale di Coppa Italia. Un gol che ha regalato ai biancocelesti il trofeo più importante, in finale contro gli odiati rivali cittadini della Roma. Giocatore dotato di un'ampia falcata, di velocità e di una resistenza fuori dal comune, è abile sia sulla fascia sinistra che su quella destra. Più adatto al centrocampo che alla difesa, ha iniziato la sua carriera da professionista in Svizzera, nel Coira. Il debutto in Prima Lega arriva nella stagione 2003-04. Si trasferisce poi al Bellinzona, di li al Grasshoppers sino ad esplodere con la maglia dello Young Boys, società con la quale debutta in Champions League e in Europa League. Viene notato dal ds biancoceleste Igli Tare che per 3 milioni di euro lo porta a Roma. Firma per la Lazio il 16 Giugno del 2011, ed esordisce in Lazio-Rabotnicki il 18 Agosto dello stesso anno. La gara terminerà 6-0. In campionato scende in campo per la prima volta durante Milan-Lazio 2-2 del 9 Settembre 2011. Gonfia la rete il 23 Ottobre contro il Bologna, nella gara del Dall'Ara terminata 2-0 per le Aquile. La stagione 2012-2013 non sarà prolifica, ma Lulic, una volta recuperata la condizione, si rivelerà fra gli uomini migliori della seconda parte di campionato. Segna il 2-0 finale contro il Pescara in Serie A e poi sigla, per l'appunto, la rete per la storia. Ecco il suo commento ai microfoni di RaiSport in merito alla marcatura decisiva nel Derby: «È stato un gol indimenticabile. L'ho dedicato a mia moglie, che aspetta un bambino. Per la squadra è stata una vittoria incredibile in una partita tanto importante ma l'abbiamo meritata. Una vittoria che non dimenticheremo. Vincere contro la Roma è incredibile. Il gol? Ho visto Candreva sulla destra, mi sono trovato al momento giusto nel posto giusto».


I personaggi simbolo della roma

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ato a Soncino il 10 settembre del 1935, Giacomo Losi ha legato il suo nome alla Roma, avendo militato in maglia giallorossa per quindici stagioni. E' il giocatore giallorosso con più presenze dopo Francesco Totti, ed è stato soprannominato per la sua generosità “Core de Roma”. Difensore mancino capace di giocare come terzino e anche come libero, era abile nel gioco aereo. Passò ai capitolini nel 1954, prelevato per 8 milioni di lire dalla Cremonese. Divenne titolare dalla stagione 1955-56 tranne in un periodo di alta competitività con Giulio Corsini. Una breve parentesi che non compromise la sua scalata alla fascia di capitano. Un riconoscimento che arrivò nel 1960. Lasciò la Roma nel 1969, chiudendo la sua carriera in Serie D con il Tevere Roma. In bacheca lasciò due Coppe Italia e una Coppa delle Fiere. E' stato tra i primi 11 giocatori inseriti nella Hall of Fame ufficiale dell'AS Roma. Ecco un suo ricordo dell'attaccamento di quegli anni in occasione della mostra UTR del Marzo 2012: «Mi precipitai al telefono pubblico. A quel tempo non c'erano i telefoni nelle case. Era la Cremonese che mi comunicò la cessione ad una squadra di Serie A. Tornai a casa per preparare le mie cose e per la felicità mi accorsi di non aver neanche chiesto lumi sulla mia prossima destinazione. Arrivai a Bologna in treno e una volta sceso chiesi al dirigente chi doveva venirmi a prendermi. Lui mi rispose che non mi sarei fermato li, e che aspettavamo un suo collega da Roma. Capii la mia destinazione e fu amore a prima vista. Esordii nel 1954, in occasione della Coppa Zenobi in pre-campionato. Avevo 19 anni ed allora c'era questa usanza. Si giocava contro la Lazio. Ricordo il pubblico, era fantastico. Il più bel gol lo segnai contro la Sampdoria nonostante avessi un infortunio all'inguine e segnai utilizzando la gamba buona».

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Data di nascita: 10/09/1935 Altezza: 168 cm Peso: 72 kg Partite giocate nella Roma: 386 Reti segnate nella Roma: 2 Presenze e reti in Nazionale: 11 presenze – 0 gol Palmares: 2 Coppe Italia, 1 Coppa delle Fiere

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I personaggi simbolo della roma toninho

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Data di nascita: 21/04/1955 Altezza: 183 cm Peso: 75 kg Partite giocate nella Roma: 70 Reti segnate nella Roma: 13 Presenze e reti in Nazionale: 74 presenze – 7 gol Palmares: 1 Scudetto, 4 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa delle Coppe, 1 Coppa Libertadores, 1 Supercoppa Sudamericana, 2 Recope Sudamericane, 1 Campionato Amazonense, 7 Campionati Mineiro, 1 Campionato Paulista

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ato a Belo Horizonte il 21 Aprile del 1955, l'attuale tecnico del Kashima Antlers, squadra giapponese, ha collezionato nella sua carriera agonistica le maglie di Atletico Mineiro, Roma, Sampdoria e Sao Paulo Futebul Clube. Si è ritirato nel 1998, cominciando la sua persona avventura sulla panchina. A Roma ha lasciato ricordi bellissimi poiché fra il 1983 e il 1986, in soli tre campionati, portò i giallorossi alla finale di Champions League e alla conquista di due Coppe Italia. Le sue grandi qualità, che permisero alla Sampdoria di raggiungere il miglior periodo doriano della storia, incantarono tifosi ed addetti ai lavori e, ai mondiali del 1986, non partecipò solo per infortunio. Segnò il gol del vantaggio nella finale di andata della Coppa nazionale a Verona, il 21 Giugno 1984, terminata 1-1. La Roma si aggiudicò il trofeo battendo i veneti per 1-0 al ritorno grazie alla rete di Ferroni M. Cerezo gioco titolare, senza essere sostituito, entrambe le gare. Ancor più decisivo fu nella stagione 1985-86. Anche qui baluardo imprescindibile, siglo la rete della sicurezza all'89° minuto della gara di ritorno, all'Olimpico, contro la Sampdoria, sua futura destinazione. L'andata era terminata 2-1, e i giallorossi erano già in vantaggio grazie al rigore di Desideri al 43'. Delle sue vittorie ricorderà soprattutto l'amicizia nata con Falcao, come dichiarò ai microfoni di Radio Spazio Aperto: «Con Falcao mi sono trovato benissimo, lui era uno tosto. Inoltre era tutto preciso, sempre in giacca e cravatta. Io ero e sono totalmente il contrario. Mi ricordo che mi raccontava certe balle. Diceva di venire da me in albergo a trovarmi ed invece andava a trovare le tipe».


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ella storia della Roma in Coppa Italia, menzione d'onore per questo centrocampista duttile, dotato di grandissime qualità d'inserimento, parte integrante della Roma capace di vincere per due volte di fila la Coppa Italia nel 2006-07 e nel 2007-08. Nato ad Ashton-under-Lyne, nella contea di Manchester, il 17 settembre 1977, Perrotta è arrivato in giallorosso nel 2004 dopo le parentesi con Reggina, Juventus, Bari e Chievo. Nell'economia del primo dei due trofei nazionali conquistati, il centrocampista osannato dall'allora tecnico Spalletti, realizza il gol del 2-1 contro l'Inter al Giuseppe Meazza, dando la certezza della vittoria finale alla propria compagine. Segnerà in quella stagione ben 13 reti, suo record personale. Con 4 reti sarà anche fra i capocannonieri della Coppa Italia. Con 49 gol complessivi sino a questa stagione, Perrotta si è dimostrato fra i calciatori più importanti della Roma post-Scudetto, sopravvivendo a tutti i cambi di panchina che si sono succeduti negli anni. Strepitoso nell'annata in cui solo Pazzini ha strappato il tricolore ai capitolini, in un'intervista a “Il Messaggero”, ha identificato in quello l'unico rammarico della sua quasi decennale avventura all'ombra del Colosseo: «Dura, è stata dura da digerire. Dopo Roma-Samp sono stato male per due giorni. È stata una delusione fisica. Poi a Parma è ritornata la carica, ci abbiamo ricreduto, pensavamo che qualcosa potesse ancora succedere. Ma erano davvero poche le speranze che l’Inter lasciasse punti a Siena. Infatti…».

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Data di nascita: 17/09/1977 Altezza: 178 cm Peso: 72 kg Partite giocate nella Roma: 326 Reti segnate nella Roma: 49 Presenze e reti in Nazionale: 48 presenze – 2 gol Palmares: 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana, 1 Coppa Intertoto, 1 Europeo Under-21, 1 Mondiale.

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JUVENTUS-LAZIO 4-0

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18/08/2013 - Roma, stadio Olimpico, ore 21 Juventus (3-5-2) : Buffon, Barzagli (76' Caceres), Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner (82' Ogbonna), Vidal, Pirlo, Marchisio (21' Pogba), Asamoah, Tevez, Vucinic. All.: Conte Lazio (4-2-3-1) : Marchetti, Cavanda, Dias, Biava, Radu (57' Ederson), Candreva, Biglia, Ledesma (57' Floccari), Hernanes (70' Onazi), Lulic, Klose. All. Petkovic Marcatori: 23' Pogba, 52' Chiellini, 54' Lichtsteiner, 56' TĂŠvez Arbitro: Rocchi di Firenze Ammoniti: Barzagli (J), Hernanes, Dias (L)

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Lo stadio Olimpico ha ospitato la finale di Supercoppa Italiana, epilogo della stagione precendente ed incipit di quella successiva

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ome ogni anno è andata in scena il 18 agosto la finale della Supercoppa Italiana, trofeo che mette a confronto i vincitori delle due massime competizioni nazionali: Campionato e Coppa Italia. Nella splendida cornice di una Roma diventata, non senza polemiche, sede ufficiale dell prossime edizioni, scendono in campo la Juventus campione d’Italia e la Lazio vincitrice della Coppa. Fin da subito è partita vera, con una Lazio che cerca il risultato per dare ulteriore lustro ad una stagione per certi versi storica e che costruisce gioco nonostante il vantaggio di una Juventus più cinica e pronta a sfruttare ogni occasione. Ma il livello di agonismo prodotto dalla squadra capitolina, termina con una disattenzione difensiva ad inizio ripresa che apre le porte al primo dei tre gol che fissano il risultato sul 4-0 e che consegnano di fatto il trofeo alla squadra allenata da Antonio Conte. Sugli spalti lo spettacolo non manca e i tifosi di ambedue le formazioni sostengono i loro beniamini per tutti i novanta minuti. Unica nota stonata i cori di una sparuta minoranza dei suporters laziali che condannano il team alla squalifca della curva nord per un turno. Nonostante questo spiacevole atto condannato dalla stessa proprietà biancoceleste la partita si è svolta senza incidenti tra le due tifoserie, nel pieno controllo delle forze dell’ordine.

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storia della supercoppa IL RACCONTO DELLA COMPETIZIONE CHE METTE A CONFRONTO I DUE CLUB ITALIANI VINCITORI DI SCUDETTO E COPPA ITALIA

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a Supercoppa italiana nacque nel 1988, ma l’edizione inaugurale, da disputarsi inizialmente lo stesso anno, venne posticipata al giugno 1989 a causa della concomitanza con i Giochi della XXIV Olimpiade di Seul. Da quell’anno la competizione si svolge ogni anno, solitamente nel mese di agosto. Di norma gioca in

casa la squadra campione d’Italia, tranne in 6 edizioni (1993, 2002, 2003, 2009, 2011 e 2012) in cui la finale si è disputata in campo neutro all’estero, rispettivamente a Washington, Tripoli, New York e Pechino. Lo Stadio Giuseppe Meazza di Milano è quello che ha ospitato più volte la finale, ben undici su ventitre. Le prime due edizioni furono giocate a Milano. Per la terza edizione, nel 1990, fu un sorteggio ad assegnare al Napoli il diritto di giocare in casa. Solo a partire dal 1991, quando i campioni d’Italia della Sampdoria vinsero la Supercoppa in casa a Genova contro la

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Roma, la Lega stabilì di giocare sempre in casa dei Campioni d’Italia (salvo l’opportunità di giocare all’estero). Nell’eventualità che una squadra, nella stessa stagione calcistica, consegua un double (ovvero conquisti ambedue i titoli nazionali), il regolamento prevede che a contendersi il trofeo siano la vincitrice del campionato e la finalista perdente della Coppa Italia. Dalla fondazione della Supercoppa ad oggi, ciò è accaduto in quattro edizioni: nel 1995 (Juventus), nel 2000 (Lazio), nel 2006 e 2010 (Inter). In sei occasioni la Supercoppa è stata vinta — escludendo i sud-


spq ort C O detti casi di double — dalla squadra vincitrice della Coppa Italia: la prima volta accadde nel 1996, quando la Fiorentina superò i campioni d’Italia del Milan. In seguito il fatto venne imitato da Lazio (1998 e 2009), Parma (1999), Inter (2005) e Roma (2007). Inizialmente, dato il carattere estivo della manifestazione, il regolamento prevedeva, in caso di parità al termine dei tempi regolamentari, il ricorso diretto ai tiri di rigore. Tale norma è rimasta valida fino all’edizione del 2000, anche se di fatto è stata appli-

Alessandro Del Piero Andrij Ševčenko Samuel Eto'o Alberto Aquilani Gabriel Batistuta Careca Hernán Crespo Daniele De Rossi Filippo Inzaghi Claudio López Siniša Mihajlović Goran Pandev Andrea Silenzi Marco van Basten Gianluca Vialli Patrick Vieira Mirko Vučinić

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cata solo una volta, nel 1994. Nelle edizioni 2001 e 2002 per la prima volta il regolamento introduceva la possibilità dei tempi supplementari, col meccanismo del golden goal, ma non fu necessario farvi ricorso. Nel 2003 il golden fu sostituito dal silver goal. In questa occasione, per la prima volta si dovette effettivamente far ricorso all’overtime, a New York tra Juventus e Milan; i rossoneri andarono vicino a sfruttare la nuova regola, visto che passarono in vantaggio proprio sul finire del primo

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tempo supplementare, ma i bianconeri riuscirono a pareggiare in pieno recupero, e quindi dovette disputarsi anche il secondo tempo supplementare; alla fine i bianconeri prevalsero ai rigori, decisivi per la seconda volta nella storia del trofeo. Dal 2004 il regolamento prevede i supplementari ordinari, in seguito all’abolizione di golden e silver goal. I tempi supplementari sono stati effettivamente disputati nel 2005, nel 2006, nel 2008 e nel 2012. Nel 2011, per la prima volta nella sto-

Juventus Milan Inter Roma Fiorentina Napoli 1 Parma, 1 Inter Roma Juventus Lazio 1 Sampdoria, 1 Lazio 1 Inter, 1 Napoli Napoli Milan 1 Sampdoria, 1 Juventus Inter 1 Roma, 1 Juventus

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Gli stadi della supercoppa ria della competizione, si sono affrontate due squadre della stessa città (Milano): il derby è stato vinto dal Milan che ha battuto l’Inter per 21.La finale 2012 tra la Juventus e il Napoli è stata la prima in assoluto, nella storia del calcio italiano, a registrare la presenza di due arbitri di porta, a seguito dell’approvazione dell’esperimento da parte dell’IFAB nel luglio 2012.

albo d’oro DELLA SUPERCOPPA 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013

Milan Inter Napoli Sampdoria Milan Milan Milan Juventus Fiorentina Juventus Lazio Parma Lazio Roma Juventus Juventus Milan Inter Inter Roma Inter Lazio Inter Milan Juventus Juventus

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o Stadio Giuseppe Meazza di Milano è l’impianto che ha fin qui ospitato la maggior parte delle finali di Supercoppa, compresa l’edizione inaugurale del 1988 (seguita poi dalle finali del 1989, 1992, 1994, 1996, 1999, 2004, 2006, 2007, 2008 e 2010). Dietro allo stadio milanese c’è il Delle Alpi di Torino, teatro delle edizioni del 1995, 1997, 1998 e 2005. Lo Stadio nazionale di Pechino ha recentemente ospitato gli appuntamenti del 2009, 2011 e 2012, seguito dall’Olimpico di Roma, sede ad inizio secolo delle finali del 2000 e 2001. Un’edizione a testa ha infine avuto luogo allo Stadio San Paolo di Napoli (1990), al Luigi Ferraris di Genova (1991), al Robert F. Kennedy Memorial Stadium di Washington (1993), allo Stadio 11 giugno di Tripoli (2002) e al Giants Stadium di East Rutherford (2003).


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SPQRSport n 5, 2013