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Formazione scolastica: • Liceo Artistico “A.Modigliani”, Padova, frequentato dal 2001 al 2006. Materie principali: Disegno dal vero, Architettura, Scultura, Storia dell’arte. Titolo conseguito: Maturità artistica (sezione architettura) con valutazione 100/100 • Università IUAV di Venezia, corso di laurea in Scienze dell’Architettura, frequentata dal 2006 al 2009. Materie principali: Progettazione architettonica, Progettazione d’interni, Urbanistica, Disegno. Titolo conseguito: Dottore il Scienze dell’Architettura con valutazione 110/110

curriculum

Esperienze di stage e tirocinio:

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• Stage ai Laboratori Nazionali di Legnaro (INFN) sulla fisica nucleare, nell’Estate 2005, per la durata complessiva di circa 40 ore. Durante il corso dello stage si sono andate a studiare le tecniche nucleari non distruttive per l’analisi dei materiali di interesse artistico, con particolare riferimento ai Beni Culturali. • Corso di Archicad, tenuto dall’arch.Franco Sguotti, suddiviso in due moduli da 30 ore ciascuno, frequentato negli anni scolastici 2003/2004 e 2004/2005. • Tirocinio nello studio di architetti associati Doardo-FattoniVenturini (Piove di Sacco), per un totale di 250 ore, fatto tra i mesi di Settembre ed Ottobre 2009. Nell’esperienza di tirocinio ho concorso alla progettazione di varie opere, tra cui un centro residenziale e commerciale a Codevigo (Padova), che sta per essere realizzato. Sono stato coinvolto, inoltre, in altri progetti sia a scala urbana che a scala insediativa. • Corso per aspiranti giornalisti pubblicisti, che si è tenuto presso la sede dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto nei giorni 19/10/2010 e 26/10/2010, per un totale di 16 ore.


1. “Workshop 2007- Facoltà di Architettura di Venezia”, Marsilio Editore. 2. “L’Architettura incontra la scuola- concorso città si, città no”, Grafiche Turato Edizioni. 3. “Architetture Mutevoli”, Aracne Edizioni.

• Workshop “Archeology places and contemporary uses” tenuto dall’arch. Margherita Vanore, che si è svolto per tre settimane nel mese si Settembre 2011. Il mio progetto è stato giudicato vincitore per l’area di Kamarina dalla commissione giudicatrice.

Concorsi e pubblicazioni d’architettura: • “Città si, città no”, concorso al quale ho partecipato all’ultimo anno di Liceo (2006). Il concorso, indetto dall’ordine degli architetti di Padova, consisteva nella progettazione dell’auditorium di Padova, situato nell’attuale Piazzale Boschetti. Il progetto è stato portato avanti da un team di dieci studenti, di cui ero il capogruppo responsabile. Il progetto, pur non vincendo, ha ricevuto una menzione speciale, ed è stato pubblicato (assieme al progetto vincitore) nel libro del concorso: “L’Architettura incontra la scuola- concorso città si, città no”, Grafiche Turato Edizioni. • Un mio progetto, realizzato in gruppo con altri due studenti nel corso del workshop estivo tenuto dall’arch. Pasquale Lovero, è stato pubblicato nell’anno 2007 nel volume “Workshop 2007Facoltà di Architettura di Venezia”, Marsilio Editore.

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• Un mio progetto (Filter Gallery), realizzato con altri quattro studenti nel corso del workshop estivo tenuto dall’arch. Alberto Cecchetto, è stato pubblicato nell’anno 2008 nel volume “Workshop 2008- Facoltà di Architettura di Venezia”, Marsilio Editore. • Un mio progetto di architettura d’interni (Padiglione Mutevole alla Biennale di Venezia), realizzato all’ultimo anno della laurea triennale (2008/2009) per il corso di interni tenuto dall’arch. Franca Pittaluga è stato pubblicato nel volume “Architetture Mutevoli”, Aracne Edizioni. Il libro documenta le esperienze progettuali migliori del corso tenuto dall’architetto Pittaluga, che ha personalmente selezionato i migliori cinque progetti (di circa un centinaio). • Tra i mesi di Marzo e Maggio 2011 ho collaborato con lo studio “Grandesso-Schiavo Architetti” di Mestre (Ve) al progetto di concorso per la riqualificazione urbanistico-architettonica di un’area centrale del comune di Cadoneghe (PD). Il progetto è stato segnalato.

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index


2012_percepire il bosco ......................................................................................................

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2011_urbans suggestions ...................................................................................................

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2011_la nuova isola per Chioggia ..........................................................................................

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2010_urb|?|n’s deformations .................................................................................................

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2010_risvegliami ...................................................................................................................

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2009_padiglione mutevole ....................................................................................................

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2008_filter gallery .................................................................................................................

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2006_la casa in una stanza ..................................................................................................

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2012 WORK IN PROGRESS

Il progetto si occupa di risolvere alcuni nodi irrisolti della vicenda urbanistica del comune di Arco (Trento). Incaricati dal comune stesso siamo stati chiamati a riflettere su due aree precise. La prima è quella dell’olivaia (una coltivazione di ulivi gestita sia da utenti privati che dal comune stesso), il cui problema generale è quello dell’identificabilità: la sua immagine appare molto chiara dal paese, è meno evidente invece il modo in cui varcare gli ingressi. Il progetto si è quindi cercato di interrogare su questi temi, ovvero l’identificazione molto chiara di alcuni ingressi e la possibilità di far fruire ai possibili visitatori una sorta di promenade tra gli ulivi. E’ stata messa in campo una strategia generale d’intervento per punti, che tentasse di far sistema col centro e con le vicinanze della cittadina di Arco. Attraverso l’identificazione molto chiara di quattro sezioni tipo (che si ispirano a quattro differenti reazioni sensoriali: tatto, vista, olfatto e udito) è stata scandita una planimetria che basasse il suo punto focale sul tema del percorso e dell’attraversamento, per altro già ben chiaro e presente nella zona. Per gli ingressi all’area dell’olivaia si è pensato di lavorare per lo più con la vegetazione, tenendo conto che ci troviamo in un luogo in cui dominano piante sempreverdi (ulivi, cipressi ecc...). La piantumazione di alberi caducifoglie come i pioppi cipressini può aiutare a creare un’attrazione visiva in corrispondenza delle porte (sia per il fatto che si tratta di alberi di prima grandezza, sia perchè differiscono molto rispetto alle specie già presenti nel sito). Per quanto riguarda invece la seconda area, ci troviamo di fronte all’ingresso nord al centro cittadino di Arco, la cui congestione di traffico è oggi quantomai evidente. Il progetto, ancora in una fase di elaborazione, tenta di lavorare per flussi e sul tema del parcheggio ai piedi della città.

PERCEPIRE IL BOSCO


In questa pagina: la promenade attraverso le coltivazioni di ulivi Nella pagina a fianco: schizzi di progetto

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In questa pagina: riferimento di progetto per l’area dell’olivaia (Parco della Villette, Parigi, Bernard Tschumi) Nella pagina a fianco: planimetria generale d’intervento per l’area dell’olivaia, con individuazione di quattro differenti tipi di interventi schematizzati dalle sezioni-tipo

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In questa pagina: il passaggio da una stagione all’altra (in ordine autunno, inverno, primavera, estate) nelle aree di ingresso al parco dell’olivaia

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In queste pagine: modello work in progress del progetto per l’ingresso nord alla città di Arco (edificio ponte con funzione di parcheggio e albergo ricettivo)

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Progetto vincitore del Workshop “Archaeology places and contemporary uses 2011” per l’area di Kamarina

2011

Kamarina, colony founded by Syracuse in 598 bC, is situated on the southeast coast of Sicily. The site is characterized by a regular urban plan with elongated blocks (insulae) delimited by main and secondary roads (plateiai and stenopoi), the result of the Classical phases of the town (461-325 bC). The propose of project aims to restore the idea of the ancient Greek city. The first step plans restoring the old route of plateia B, which combined the temple of Athena, now incorporated into the structures of the museum, to the agorà. The route continues towards the plateia A and during the walk it is been planned a viewpoint on the ancient port. To restore the idea of insula, of which today remain few traces, it was decided to reconstruct the perimeter through the use of some Mediterranean plants like broom, myrtle, capers and buckthorn: an intervention non-invasive and respectful of the landscape of the site. To preserve th To preserve these buildings, it has suggested a raised structure that rests outside of the ruins and through the panels, used for educational purposes, is meant to revive the ancient division of the various rooms at the back. A very simple and abstract way to enhance the ancient ruins of this important building. In the stoà ovest a deposit of Greek-Italic amphorae(about 800) will be made visible directly in situ through a hole in the floor. To reestablish the perception of a close space of the agora it was assumed the installation of a modern structure in the east part with the function of auditorium to assign to temporary exhibitions, meeting and conference. The new service will be also an observation point from which it will be possible admire the remains of the altars and sacelli. A functional fusion between the archeological evidence and its contemporary use.

URBANS SUGGESTIONS


Nella pagina a fianco: schemi di progetto, viabilità e punti principali In questa pagina: impianto planimetrico con studio delle essenze arboree utilizzate e sezione territoriale dell’attacco con l’acqua

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In queste pagine: pianta generale di progetto architettonico per la parte dell’agorà e vista generale a volo d’uccello dell’intervento

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In questa pagina: schizzi delle due stoa (nord e ovest) Nella pagina a fianco: sezione costruttiva della stoa nord

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1_Concrete hardcore and blinding 2_Reinforcement spacers 3_Steel rebars 4_Anchor bolts 5_Mass concrete 6_Steel baseplate 7_Stainless steel UC 8_Steel subframe 9_Steel cross bracing member 10_Steel subframe 11_Steel floor support 12_Steel grid flooring 13_Ruins 14_Wood-laminate solid-core cladding 15_Steel cross bracing member

16_Cladding fixing 17_Steel UB 18_Steel truss 19_Steel subframe 20_Wood-laminate solid-core cladding 21_Dividing wall made of wood panels 22_Steel subframe 23_Steel suspension member 24_Wood-laminate solid-core cladding 25_Steel UB 26_Stainless steel UC

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In queste pagine: fotografie del modello di progetto

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2011

Il progetto si preoccupa di riqualificare la zona di Chioggia (VE) limitrofa alla laguna, dove l’Isola dei Saloni presenta un’area prettamente industriale ad uso portuale e navale. Tutta l’isola infatti è caratterizzata dalla presenza di caniteri navali e magazzini per i pescherecci che si stagliano sul tessuto urbano e sul waterfront in una composizione urbanistica caotica e confusionaria. Il laboratorio quindi prevedeva la riurbanizzazione di quest’area, povera anche di residenze e spazi aperti verdi per la collettività. Si è partiti prima ad analizzare tutta la laguna sud del veneziano tramite l’Atlante della Laguna e dopodichè il tessuto urbano che la città di Chioggia e Sottomarina presentano. Quest’aera infatti sorge in una posizione strategica sia per i trasporti navali e le bocche di porto, che per l’accessibilità ed il turismo estivo. Il progetto quindi si è sviluppato con l’elaborazione di un nuovo masterplan per l’isola dei saloni caratterizzata da nuove residenze, un parco lineare lungo il waterfront, dei nuovi magazzini per i pescherecci, un nuovo porto turistico per l’ACTV e la costruzione di una nuova isola. In questa nuova isola, prettamente verde e poco costruita, si andavano ad inserire degli orti comunali e vasche d’acqua per l’allevamento ittico, funzionali per la zona in cui andavamo ad operare.

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LA NUOVA ISOLA PER CHIOGGIA


In questa pagina: impianto generale del progetto urbanistico all’interno del contesto di Chioggia Nella pagina a fianco: prima e dopo l’intervento

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In questa pagina: esploso assonometrico generale Nella pagina a fianco: foto del modello

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In questa pagina: viste tridimensionali di alcuni nodi specifici del progetto: le residenze nella parte nord dell’isola dei Saloni, l’anfiteatro nella parte sud, il museo dell navigazione a sud-est Nella pagina a fianco: sezioni che mostrano le relazioni tra riva e riva

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In queste pagine: piante e sezioni della testa nord dell’isola dei Saloni (bar-ristorante e nuovo mercato del pesce)

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2010

Il progetto Urb|?|n’s deformations cerca di prendere in esame il caso urbanistico-architettonico e paesaggistico della città di Urbino. Si è quindi andata a studiare e analizzare l’opera che Giancarlo De Carlo aveva messo a punto tra gli anni sessanta e gli anni novanta dello scorso secolo. De Carlo tramite i due PRG del 1964 e del 1994 voleva restituire un nuovo volto alla città di Urbino tramite l’analisi e la riqualificazione sia del centro storico e sia di ciò che stava al di fuori della cinta muraria. Con Parco Urbano infatti, De Carlo intendeva sottolineare l’estensione paesaggistica di un territorio che si apriva verso le colline marchigiane e che non aveva una destinazione d’uso particolare. Gli obiettivi del corso sono stati quelli di riqualificare l’attuale città di Urbino, che si trova in una situazione caotica per ciò che riguarda la sua accessibilità e la sua conformazione urbanistica. La città inoltre è tutt’ora sfornita di aree o edifici destinati a parcheggio e ciò che più si nota visitandola è una confusione sia fuori che dentro le mura. Il progetto sviluppato si è interrogato su queste problematiche; si è cercato di mettere in campo un dispositivo architettonico che potesse avere anche una forte vocazione urbana e che fosse in grado di configurare a tutti gli effetti una nuova porta per la città. A questo proposito è stato preso in considerazione l’asse Mercatale-Porta Lavagine, retta di percorrenza storica del centro, messa in evidenza anche da De Carlo nel prg del ‘64.

URB|?|N’S DEFORMATIONS


Nella pagina a fianco: confronto tra i PRG di De Carlo e diagramma generale di progetto. In questa pagina: strategia di attacco alla cittĂ  in tre punti precisi (Porta Mercatale, Porta Lavagine, Porta Santa Lucia)

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Nella pagina a fianco: schema dell’impianto generale d’intervento In questa pagina: visione generale dell’intervento a Porta Lavagine

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Nella pagina a fianco: planimetria generale d’intervento a Porta Lavagine e sezione generale In questa pagina: sezioni di progetto

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Nella pagina a fianco: esploso assonometrico generale e foto del modello sc.1:500 In questa pagina: foto del modello sc.1:200

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RISVEGLIAMI

Nella pagina a fianco: impianto generale di progetto In questa pagina: sezioni AA e BB

2010

Due parole chiave: isolamento e autonomia. Il percorso di avvicinamento al parco della Favorita (Valdagno) pone in gioco questioni di ordine storico e paesaggistico, ma astraendosi un momento si colgono alcuni scarti emozionali che costringono a confrontarsi con la solitudine. Scoprire il basamento che Giò Ponti realizzò come podio della villa Favorita è un’esperienza che, attualmente, si compie per lo più da soli, con se stessi. Soli si supera la scalinata monumentale che sottolinea l’asse di via Marzotto. Soli si scopre un manufatto abbandonato e ci si pone con esso in un rapporto dialettico che è fatto essenzialmente di rivelazioni. Questo rudere inagibile e isolato si mostra con l’autonomia di una rovina, non più con l’incompiutezza di una base d’appoggio. Non è più dunque il principio di un edificio, bensì un elemento capace di vita propria. Non solo un disegno abbozzato, ma un’opera realizzata. Il basamento e il parco che lo accoglie, però, non sembrano attualmente amarsi. C’è un oggetto privo di una reale identità e c’è il sito su cui insiste, che lo rifiuta o lo guarda con sospetto. Ci gira intorno, lo sfiora, lo ricopre. C’è un parco vissuto da gente che corre, che riposa, che gioca. E c’è la testimonianza tangibile di un progetto mai terminato, che si rinchiude in se stesso e si lascia avviluppare dalla natura. Vi è una sostanziale inversione di significato. L’elemento basamentale, l’attacco al suolo di un edificio mai realizzato, si palesa con una presenza tanto plastica e suggestiva da rivendicare l’autonomia che la configurazione attuale non gli riconosce. Non è più il progetto di Giò Ponti a donare dignità ai muri in calcestruzzo dei resti di Villa Favorita, né l’uso quotidiano dei suoi spazi, ma il tempo. Questo nostro podio (nostro sottende la necessità di riappropriazione) è, in realtà, un luogo.


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In questa pagina: vista generale esterna Nella pagina a fianco: pianta piano interrato, sezione BB, prospetti ovest ed est

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In questa pagina: pianta del piano primo, prospetto nord, sezione CC, due viste (una aerea, l’altra presa dalla gradinata) Nella pagina a fianco: sezioni prospettiche longitudinale e trasversale

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In questa pagina: sezione costruttiva longitudianale, con individuazione dei nodi di dettaglio sviluppati in seguito

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Nella pagina a fianco: sezione costruttiva della copertura e della facciata; analisi del tipo di rivestimento utilizzato per la facciata ventilata; sezione generale di attacco tra l’edificio e parte interrata In questa pagina: canale di scolo del basamento

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Nella pagina a fianco: analisi della pavimentazione del basamento (in botticino) e della pavimentazione dell’interrato (in trachite); assonometrie di ancoraggio del rivestimento ad angolo In questa pagina: ancoraggio del pilastro in acciaio alla trave preesistente

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2009

Il progetto per un padiglione mutevole alla Biennale di Venezia (situato all’esterno dell’Arsenale, nella darsena del Sansovino) ha richiesto dapprima una lunga fase di studio dei riferimenti a disposizione. Sia per quanto riguarda la forma che lo slittamento e le sue trasformazioni le opere che mi hanno colpito maggiormente sono state quelle di Shigeru Ban e Tadao Ando. Successivamente per la volumetria mi sono rifatto al museo dell’olocausto di Daniel Libeskind a Berlino. Il progetto cerca di sviscerare il tema della matrioska (le bambole russe, di dimensioni progressivamente più piccole, incorporate l’una all’altra); nell’applicazione al tema del padiglione trasformabile, lo schema per incorporazioni successivamente viene semplificato e applicato sulla figura di un guscio aperto, in forma di C. L’elemento chiave è una struttura metallica, composta ogni volta di proprio pavimento, di parete di fondo e di copertura: quando il padiglione è posto in condizioni di riposo, ogni struttura a C ne incorpora altre due; quando il padiglione viene messo in attività, le singole strutture si dispiegano l’una accanto all’altra, con minime sovrapposizioni, e creano un sistema lineare, ritmato da minute variazioni di altezza. Il numero 3 organizza il progetto e determina le modalità delle variazioni: tre segmenti in cui vengono organizzati i cambi di direzione della lunga pedana di base, tre i moduli che compongono ogni segmento, tre le finali panche di seduta che connotano il padiglione a struttura chiusa. Terminato il periodo della Biennale Architettura, questo padiglione può infatti permanere nell’area (chiuso dunque, ma non inerte) ed essere goduto come ambito di pausa, appena protetto dal sole e dalla pioggia: tre panche per sedersi, conversare, leggere un libro.

PADIGLIONE MUTEVOLE


Nella pagina a fianco: sperimentazioni progettuali sul tema del movimento in architettura In questa pagina: poster di presentazione del progetto

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Nella pagina a fianco: sezione costruttiva degli elementi ad L rovesciati: una struttura che esternamente si presenta con pannelli metallici, che internamente ha un’intelaiatura in tubolari metallici In questa pagina: fotomontaggio del padiglione chiuso e in attività

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Nella pagina a fianco: sezione costruttiva degli elementi ad L rovesciati: una struttura che esternamente si presenta con pannelli metallici, che internamente ha un’intelaiatura in tubolari metallici In questa pagina: fotomontaggio del padiglione chiuso e in attività

1. Struttura metallica portante 2. Pannello metallico di rivestimento 3. Supporto di ancoraggio in alluminio 4. Inserti metallici di ancoraggio 5. Vite di ancoraggio alla struttura portante 6. Vite di ancoraggio voltata 7. Supporto in alluminio 8. Supporto in alluminio portante 9. Supporti metallici 54


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2008

La breve esperienza del workshop estivo al secondo anno è stata molto intensa. Un lavoro fatto, come dichiarato dal titolo del laboratorio stesso, di “infra-architetture”. Architetture fatte di elementi sperimentali, molte volte multimediali, oppure realizzate con elementi effimeri, smontabili. Il sito di progetto è collocato all’ingresso dei giardini della Biennale di Venezia: un lungo corridoio che, secondo la richiesta progettuale, doveva diventare sipario di un intervento con cui la gente si potesse relazionare, interattivo. Un’installazione che avesse come prerogativa l’utilizzo di materiali che creassero uno stupore visivo nel visitatore, giochi di luce, effetti scenografici di sera ecc... Proprio per rispondere a tutte queste esigenze abbiamo in gruppo cominciato una serie di sperimentazioni con i materiali, luci e led luminosi, sia in situazione di giorno che di notte. Il tutto senza perdere di vista la futura funzionalità che ci eravamo previsti dovesse avere l’opera: informativa (riguardo alle mostre in atto all’interno della Biennale stessa). Non bisognava, altresì, perdere di vista la collocazione, di fronte alla laguna. Abbiamo quindi pensato ad un lungo camminamento che accompagnasse il visitatore dallo sbarco del vaporetto sino all’ingresso del padiglione Italia. Il tutto si concretizza attraverso l’ausilio di una serie elementi a “L” rovescita, che simulano dei portali, realizzati in policarbonato, con doppia funzionalità: informativa e di riposo. Informativa perché sia internamente che esternamente presentano degli schermi, che proiettano a ciclo continuo filmati informativi sulle mostre contenute all’interno della biennale. Inoltre, una serie di elementi in acqua (anch’essi ad “L” rovesciata) permettono un dialogo effettivo, un’unione, tra l’interno e l’esterno della Biennale, rompendo la figura di un ingresso rigido, invitando i passanti ad entrare.

FILTER GALLERY


Nella pagina a fianco: suggestioni ricavate dal sito di progetto In questa pagina: poster di presentazione del progetto

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In questa pagina: fotografie del modello nelle varie ore della giornata (9:00, 12:00, 17:30) Nella pagina a fianco: piante e sezioni di progetto

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In queste pagine: studio fotografico degli elementi galleggianti

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Fotomontaggi e fotoinserimenti che tendono ad evidenziare la duplice funzionalitĂ  degli elementi ad “Lâ€?: sia proiettori di informazioni (esternamente), che luogo di riposo e raccolta di informazioni (internamente).

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2006

Il tema del progetto era “la casa dell’uomo”, che contemplava il sotto-tema “la casa in una stanza”. Il progetto di questa abitazione unifamiliare andava sviluppato in uno spazio di 7,5 metri per 15 metri che, però, non necessariamente doveva essere occupato per intero. Il progetto andava pensato per essere collocato in un’ipotetica insula veneziana, in cui fossero presenti altre tre abitazioni dello stesso tipo (vedi la planimetria). Il linguaggio architettonico prescritto per l’intervento progettuale era quello tipicamente razionalista, prendendo ad esempio grandi architetti del passato come Le Corbusier, Mies Van Der Rohe e, per quanto riguarda l’Italia, Giuseppe Terragni ed Aldo Rossi. Al proprio edificio andava conferito un preciso “carattere”. In questo senso, rispetto alle prime idee di progetto, ho scelto di partire dal carattere dello “scavo”. Questo scavo doveva essere ben visibile sia all’esterno, che all’interno: l’edificio infatti presenta varie riseghe, volumi in aggetto ed altri che si ritraggono. Proprio perché si è deciso di utilizzare questo input, gli strumenti utilizzati per indagare e sviluppare il progetto sono stati la pianta (“generatrice del progetto”), ma soprattutto la sezione, che permette di valutare la misura in cui i piani slittano tra di loro, creando questo effetto di scavo, di risega. Si è presa in esame l’opera ed il metodo progettuale del primo James Stirling che, appunto, antepone la sezione rispetto alla pianta, individuando nella prima lo strumento prediletto per sviluppare volumetricamente il progetto. Per quanto riguarda gli interni, la struttura si sviluppa in due piani, e non contempla la presenza di muratura divisoria per gli spazi (fatta eccezione per il bagno e l’angolo cottura). Un patio permette di mettere in stretta relazione l’interno con l’esterno.

LA CASA IN UNA STANZA


In questa pagina: riferimenti a progetti e realizzazioni di Aldo Rossi. Impianto planimetrico generale. Nella pagina a fianco: schizzi preparotori per il progetto. Studio dell’impianto planimetrico all’interno dell’insula e studio della distribuzione degli spazi in pianta.

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a. Prospetto nord b. Sezione longitudinale c. Pianta piano primo d. Prospetto est Nelle fotografie a lato pagina: modello di studio del progetto, teso ad individuare la distribuzione interna degli spazi.

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metri

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e. Sezione longitudinale f. Pianta piano terra g. Sezione trasversale Nelle fotografie a lato pagina: modello di studio del progetto, teso ad individuare la distribuzione esterna dei volumi.

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f

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In questa pagina: modello del progetto. Nella pagina a fianco: spaccati assonometrici di piano terra e piano primo.

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In questa pagina: assonometria generale da cui si può osservare il carattere di spicco dell’edificio: lo scavo. Nella pagina a fianco: sezione prospettica

svuotare

divid

scavare scendere

sposta 70


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Nella pagina a fianco: sezione costruttiva in cui vengono individuati tutti i materiali costitutivi del progetto a livello di finitura

1. pavimentazione (parquet) 2. strato di allettamento a base cementizia 3. strato di livellamento per passaggio cavidorri 4. strato portante in cls 5. strato di drenaggio 6.strato di impermeabilizzazione 7. strato di separazione 8. strato portante in cls 9. terreno costipato 10. plinto di fondazione in cls 11. bitume 12. magrone 13. cordolo armato 14. travetto tralicciato 15. parapetto 16. muro portante in laterizio 17. pluviale 18. bochettone di scarico 19. cimasa in pietra 20. pavimentazione galleggiante 21. strato di propilene 22. strato di impermeabilizzazione 23. massetto in cls di pendenza 24. barriera al vapore 25. solaio latero cemento 26. pedata in legno 27. frontalino in legno 28. porta finestra scorrevole 29. pavimentazione praticabile 30. cls a vista 72


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Architectural Portfolio