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Alessandro Torelli

SERATA D'AGOSTO PER DIECI Esercizi di stile in prosa e in versi

Come scrivere lo stesso racconto in 10 modi diversi e poi, non contenti, abbinare a ciascuna versione anche una variante in versi.


QUELLA SERA DI AGOSTO

Quella sera di agosto, al bar degli Speroni, io e Gianni chiacchieravamo del più e del meno sorseggiando un aperitivo. A un tratto, si avvicina al nostro tavolo Norberto Aguzzini, un tale che conoscevo poco ma sopportavo a fatica. Credeva di essere un regista. Portava una maglietta nera e dei pantaloni dello stesso colore. Quando si trovò di fronte a me, mi indicò coll'indice e disse: "Tu sei amico dell'Anna Poli". La sua presenza mi infastidiva, quindi risposi distrattamente: "Può darsi". Ma lui insistette, ed io dovetti accondiscendere. Proseguì dicendo che dall'Anna aveva saputo che io ero un bravo attore e che lui aveva bisogno di attori per il suo prossimo spettacolo d'autunno. Gli dissi che non ero assolutamente disponibile, e finalmente se ne andò.

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QUELLA SERA DI AGOSTO

Allo Speroni una sera d'Agosto noi parlavamo di questo e di quello, quand'ecco arrivare dall'angolo opposto Norberto Aguzzini, e qui viene il bello. Il finto regista mi indica e dice: "Tu la conosci quell'Anna, la Poli." "Potrebbe anche darsi", gli dico, "Si dice..." però cogitavo: perché non t'involi? Invece il noioso persiste e mi fa: "Io cerco un attore, e quello sei tu" Rispondo deciso: "Ma per carità, non dirlo nemmeno una volta di più"

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IL GENIO INCOMPRESO

Quella sera di agosto, al bar degli Speroni, io e Gianni disquisivamo su questioni di Stato sorseggiando un aperitivo, quando si avvicina al nostro tavolo nientemeno che Norberto Aguzzini. Conoscevo Aguzzini solo di vista, tuttavia posso dire che la sua presenza non scatenava in me la più calda delle passioni. Il grande regista indossava una maglietta nera concepita per due persone e dei pantaloni di un nero molto simile, di analoghe proporzioni. Si poteva senz'altro definire il "pipistrello più elegante del bar". Quando mi fu vicino, puntò l'indice contro il mio naso e sentenziò: "Tu sei amico dell'Anna Poli". Risposi con enorme interesse: "Può darsi". Il Premio Nobel non si arrese e proseguì dicendo che l'Anna gli aveva riferito il mio talento di attore, e che lui necessitava di attori per il suo grandioso spettacolo d'autunno. Gli domandai con ansia quale sarebbe stata la data di programmazione, ma dovetti rifiutare con la morte nel cuore. Fui costretto a dirgli, con infinita tristezza, che quel giorno avrei dovuto assolutamente cambiare l'acqua dei pesci. Norberto Aguzzini se ne andò con quell'aria perplessa che caratterizzava la sua personalità geniale.

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IL GENIO INCOMPRESO

Lo Speroni d’agosto è la sede di importanti simposi e apparati. Gianni ed io, quantomai concitati, parlavamo impregnati di fede. S'avvicina Aguzzini il regista, dei registi il più grande e più in vista, che col nero e abbondante vestito pareva un notturno volatile ardito. "Anna Poli mi manda da voi!" tuona Aguzzini ai due poveri eroi. "Davvero?, gli dico, Sul serio? Ma no?! Può darsi che l'Anna si sbagli, però." Insiste, quel genio, ripete il concetto: "Mi serve un attore, tu sei prediletto!" "Ma quando, ma dove, ma come e perché?" "Sarà quest'ottobre nel dì ventitré." "Ahimè io non posso, ti giuro, non riesco. Quel giorno il mio pesce reclama il suo desco." Norberto Aguzzini rimane perplesso, del pesce gli restano gli occhi da lesso.

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CLASSI ASOCIALI

Quella sera di agosto, io e il Giampiero Mancini Dallari si chiacchierava del più e del meno sorseggiando un "Titanic Dry" al caffè degli Speroni, un angolino simpatico un po' fuori mano. A un bel momento mi piove davanti l'Aguzzini, con una di quelle sue magliette nere così démodé. Non che lo trovassi un tesoro, questo Aguzzini, ma si sa, questi registi sono un tantino originali, e bisogna sopportarli. Fatto sta che mi punta l'indice sul naso e mi dice: "Tu sei amico dell'Anna". Si riferiva, il ragazzo, alla mia carissima amica Annarita Poli Mompaderno. Gli dico: "Guarda, caro, può anche essere". Ma lui insiste, perché la Mompaderno gli avrebbe detto che io sono un bravo attore, e lui ha bisogno di attori per il suo spettacolino di parrocchia del prossimo autunno. Gli dico: "Senti, caro, ci potrei anche pensare, se la tua mise-en-scène non mi intralcia l'impegno con il Giorgio" (Strehler). Se ne andò, il poverino, con quell'aria trasognata che lo faceva tanto bohémien.

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CLASSI ASOCIALI

Si parlava del più e del meno io e il Giampiero Mancini Dallari. Eravamo in un luogo un po' ameno dove si beve e si parla di affari. Ecco che arriva Norberto Aguzzini di nero vestito e un po' démodé. Non ha un cervello di quelli più fini comunque pazienza, sentiamo, vabbe'. Dice il ragazzo che io sono amico di quell'Annarita, massì è la Poli la quale per noia ha inventato l'intrico creandomi 'attore per tutti li ruoli'. L'Aguzzini ci tiene, e lo dice, se può scritturarmi è certo felice. "Ma caro ragazzo, c'è Strehler che aspetta. Adesso vediamo, se tu non hai fretta..."

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LA VOLPE E L'AQUILA

Anche quella sera — non so spiegarmi il perché — io e Gianni eravamo al bar degli Speroni. Io bevevo una cosa con un sapore che non saprei dire. Anche Gianni. Così chiacchieravamo di questo e di quello, quando si avvicina Aguzzini. Chissà perché stava venendo da noi. Era vestito di nero, così stavo per chiederci se era tornato da qualche funerale; ma lui mi dice subito: "Veh, tu conosci l'Anna!". Ma cosa vuole poi questo qua, pensavo io. Dico: "Boh, l'Anna? Non so". E allora questo mi fa: "Sì, sì, sì, me l'ha detto lei!". Mah, pensavo io, sarà. E allora 'sto qua mi fa tutta una storia di teatro e poi dice: "Dato che sei bravo a recitare ti voglio con me per il mio prossimo spettacolone! Sì, sì, sì!". "Eppure — ci dico — io non sono mica un attore, veh!". "Ma va' — dice lui — Ma se me l'ha detto l'Anna". "L'Anna? — dico io — E chi è?"

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LA VOLPE E L'AQUILA

Eravamo in quel bar, ma perché? Si beveva qualcosa, ma che? Anche oggi non riesco a rispondere, ero con Gianni ma posso confondere. Comunque: Arriva Aguzzini vestito di nero, sembra un cadavere e dice così: "Tu la conosci, neh, quella lì?" "Io la conosco, dici davvero?" "M'ha detto lei che tu sei un attore e io voglio fare uno spettacolone. Se vieni con me sarà un successone, lo dice Aguzzini, parola d'onore!" A me pare strano, eppure è sincero, mi crede un attore se pur non è vero. Chi glie l'ha detto non l'ho ancor capito ma come si fa a rifiutare l'invito?

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ALLA LARGA, GIOVANOTTO!

Dovete credermi, se vi dico che quella sera di agosto io e il mio amico Gianni ci sedemmo a un tavolo del bar degli Speroni con la sola intenzione di bere un aperitivo e fare due chiacchiere tra amici. Ma ci sono persone (che a quest'ora dovrebbero già trovarsi in prigione!) che ignorano tranquillamente la buona fede della gente perbene, e così fu quella volta. Si avvicinò al nostro tavolo Norberto Aguzzini, uno strano individuo sul quale correvano certe voci, e da cui io mi tenevo prudentemente alla larga. Aguzzini, con una sfacciataggine degna di uno zingaro, mi puntò il dito in faccia rivendicando un'amicizia comune: l'Anna Poli. Oltremodo risentito per la maleducazione che mi aveva usato, gli dissi che non mi sembrava di conoscere quella signorina. Mai mi sarei aspettato che quel gaglioffo si sarebbe permesso di insistere. E così fui messo al corrente, mio malgrado, delle sue losche attività teatrali, cui voleva coinvolgermi in qualità di attore, grazie alle buone referenze che la Poli stessa gli aveva dato di me. A quel punto fui costretto a rispondergli con una certa energia, comunicandogli nel contempo il mio deciso rifiuto. Non ci crederete, ma il farabutto mi guardò dritto negli occhi e si congedò con un'orribile sberleffo. Ricordo che ci vollero due giorni per riprendermi completamente da quell'affronto. Dio del Cielo, nessuno si era mai rivolto a me in quel modo!

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ALLA LARGA, GIOVANOTTO!

Vi sono sere, in ispecie d'estate, che favoriscon le usanze educate, come parlare seduti a un caffè lasciando la gente in pace con sÊ. Ma certi individui, arroganti e volgari, hanno in ispregio le buone intenzioni: fu un tale Aguzzini a guastarci il Campari venendo a insinuar certe sue relazioni. La brava Anna Poli, ingenua ragazza, diede al suddetto un maldestro consiglio: se cerchi un attore, un attore di razza, chiama Alessandro, per me è come un figlio. Mi trovai dunque infine costretto a comunicare un deciso rifiuto. Orbene sentite, che fa quell'abbietto? Un gesto terribile, e poi "Ti saluto!"

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STORIE DI ORDINARIA FRONTIERA

Quella sera di agosto, io e Johnny sedevamo a un tavolo dello Spurs' Saloon sciacquandoci la gola con qualche porcheria. Si parlava dell'ultima consegna di bestiame. A un certo punto si avvicina un pidocchio vestito di nero che mi punta il dito in faccia e mi dice: "Tu sei un amico della vecchia Annie". Era Norbert Jailers, un damerino che veniva dall'Est e credeva di essere un regista. Sputai di fianco la punta di un sigaro e lo fissai negli occhi biascicando un "Può darsi, amico", che evidentemente non bastò. Pare infatti che la vecchia Annie gli avesse detto che io ero un bravo attore, e lui stava appunto cercando attori per il suo circo di fine stagione. Alzai il cappello sulla fronte e ringhiai: "Niente da fare, moscerino. Alza i tacchi e gira alla larga, se non vuoi rimpiangere di esser nato". Scappò via come una freccia, neanche avesse avuto alle calcagna un esercito di Apaches.

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STORIE DI ORDINARIA FRONTIERA

Sera d'agosto, fa un caldo dannato. "Ordina un whisky, il primo è già andato!" C'è un damerino che qui s'avvicina: se è in cerca di guai non vedrà la mattina. Ci sbatte, nei guai, mi crede un attore. Glie l'ha detto Annie, il mio primo amore. Capisce alla svelta, il pidocchio azzimato, e prima che m'alzi è già bell'e schizzato.

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PUO' ANCHE DARSI

Quella sera d'estate, in un bar della città, io e un mio amico chiacchieravamo sorseggiando qualcosa. A un certo punto si avvicina al nostro tavolo un tale che conoscevo di vista e credo si chiamasse Alberto. Mi pare che si occupasse di teatro; ad ogni modo questo Alberto mi era piuttosto indifferente. Mi venne molto vicino e mi indicò col dito. Poi farfugliò qualcosa in riferimento ad una amica comune, e al fatto che questa amica gli avesse parlato di me, non so bene in quali termini. Riuscii a capire, comunque, che lui cercava degli attori per uno spettacolo da farsi più avanti, organizzato probabilmente da lui stesso. L'idea non mi interessava gran che. Quindi trovai una scusa qualunque per non mostrarmi disponibile. Se ne andò con un'espressione incerta.

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PUO' ANCHE DARSI

Sera d'agosto, non ti riconosco. Se penso ad allora ritrovo un affresco, ma il tempo è lontano e il ricordo è fosco. C'era quel tale, probabile Alberto, voleva mandare un affare in porto ma a quale scopo è tuttora incerto. Ora mi sembra citasse un'amica, ragazza imprudente e forse un po' oca che avea per le ciarle passione antica. Probabile Alberto cercava un attore per certi spettacoli ancora da fare, idea come un'altra di dubbio valore.

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IL FUMO NEGLI OCCHI

Preferisco dimenticare quella dannata sera di agosto. Io e Gianni eravamo al bar degli Speroni. Sicuramente stavamo dicendo qualche cazzata, mentre ingoiavamo i soliti odiosi beveraggi. Come se non bastasse, ecco che si avvicina al nostro tavolo quel cretino di Norberto Aguzzini, un autentico idiota che girava vestito di nero e diceva di essere un regista. Lo vedevo come fumo negli occhi. Questo mi punta il dito in faccia, e con la sua vocina da scemo mi fa: "Tu sei amico dell'Anna". Stringendo i denti e i pugni riuscii a sibilare un "Può darsi". Ma l'imbecille insiste, perché quella deficiente dell'Anna, che non tiene neanche la piscia, gli ha detto che io recito molto bene, e lui adesso sta cercando attori per una sua boiata di fine stagione. Per prima cosa domandai gentilmente a quel fighetto se voleva un cazzotto sui denti, poi lo mandai affanculo. Mi guardò come solo un pesce lesso sa guardare, e prima che potessi spaccargli la faccia, se ne andò.

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IL FUMO NEGLI OCCHI

Serata del cazzo, meschina e dannata! Volavan stronzate nell'aria accaldata mentre i palati subivano il gusto di quell'orrenda brodaglia gassata. E' quasi un inferno, eppure non basta, arriva Aguzzini cretino entusiasta che tira in ballo l'ignobile Poli, femmina scema d'analoga pasta. Norberto Aguzzini, è chiaro che è pazzo, in cerca di attori tentò l'intrallazzo. Io che ne avevo già piene le palle cacciai quel fighetto gridando: "Ti ammazzo!"

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FURORE E PASSIONE

Quella serata d'agosto scorreva placida e serena al bar degli Speroni. Io e il mio caro amico Gianni assaporavamo con calma il gusto di quel tempo che passava lento, sorseggiando un aperitivo e parlando della nostra vita futura. Quasi a spezzare quella naturale armonia, si avvicinò ad un tratto Norberto Aguzzini, un povero ragazzo che si credeva un regista e verso il quale provavo una sincera compassione. Vestito di nero, pallido e magro, alzò il dito scarno dritto davanti ai miei occhi, pronunziando le seguenti parole: "Tu, tu sei amico dell'Anna!". Riuscii a non lasciarmi travolgere dall'ondata di sentimenti contrastanti che s'agitavano in me, e mentre pensavo: Anna... i bei giorni... gli dissi: "Ti prego, vattene". Ma quello spirito inquieto non si diede per vinto, e incalzò dicendo che la nostra comune amica gli aveva riferito che io ero un bravo attore, e lui aveva un disperato bisogno di attori per il suo prossimo spettacolo d'autunno. Non volendo ferire il suo orgoglio, espressi il mio diniego dicendogli che le precarie condizioni di salute in cui mi trovavo non mi avrebbero concesso di coltivare nemmeno la mia più grande passione: il teatro. Se ne andò con un'aria avvilita, specchio fedele della sua anima piena di malinconia.

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FURORE E PASSIONE

Gianni, ricordi la calma serena di quella distesa che s'apre sul cielo? Le nostre parole eran dolce altalena, preludio di giovani vite in disgelo. Quasi a spezzare la bella magÏa, da spazio recondito apparve Norberto, latore di nuova malinconia col nero mantello ed il volto sofferto. Volgendosi a me con speranza profonda sfiorò quelle corde di vera amicizia che cantano d'Anna la storia gioconda dei giorni passati in soave letizia. Del cuore Norberto asseconda il tumulto, con febbre d'artista mi chiama alla scena. La voce mi esce in penoso singulto: "Avrò vita breve, non dartene pena"

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LA FORZA DEL DESTINO

C'era da aspettarselo. Come ebbi a constatare tristemente la mattina seguente, anche quella sera di agosto, trascorsa insieme a Gianni al bar degli Speroni tra aperitivi, malintesi e tanta noia, non avrebbe aggiunto né tolto nulla alla mia già noiosissima vita. Ma in fondo, non è colpa di nessuno. Nemmeno di quel poveraccio di Norberto Aguzzini, un tristo figuro con velleità di regista teatrale, che proprio quella sera si prese il disturbo di fare la mia conoscenza. E così, avvicinatosi al nostro tavolo, Aguzzini non trovò di meglio che indicarmi col dito e attaccarmi tirando in ballo un'amicizia che non immaginavo essere a noi comune: l'Anna Poli. Volendo evitare inutili quanto tediose discussioni, cercai di minimizzare l'importanza dei miei rapporti con la Poli. Purtroppo, quest'ultima (senza che nessuno glie lo avesse chiesto) mi aveva descritto all'Aguzzini come un ottimo attore, e il caso volle che lui stesse cercando attori per il suo ennesimo, tristissimo spettacolo. Mi toccò essere scortese per togliermi da quella situazione che mi era piovuta addosso senza alcun cenno da parte mia. Aguzzini se ne andò inutilmente risentito, lasciandomi forse più sconsolato di prima. E' proprio così: quando non vuoi una cosa, questa ti capita addosso, e quando la cerchi, non la trovi mai.

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LA FORZA DEL DESTINO

L'esistenza che nulla rimuove spera in un gesto di fonte divina che cambi le cose e ne porti di nuove, ma niente è cambiato tra sera e mattina. NÊ pure sembrava, quel mesto figuro che il Fato non volle indicare regista, variare del minimo il vago futuro chiamandomi in causa per scopo idealista. L'amica comune, gloriandosi invano di certe mie doti inusuali d'attore, credette davvero d'offrirmi una mano mediando l'istanza di un triste favore. E' storia di sempre, la vita di ognuno: se cerchi una cosa puoi darla per persa, ma quando non n'hai desiderio veruno ti arriva in un lampo, Aguzzina perversa.

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Serata d'agosto per dieci  

Esercizi di stile in prosa e in versi

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