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SABATO

8 QUI LEGNANO

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14

GENNAIO

2012

QUI SARONNO

Una violenza inaccettabile LEGNANO - Vigili sotto choc in tutta la Lombardia. Il comandante di Legnano, Daniele Ruggeri, in una lettera aperta ai colleghi si dice "allibito e atterrito per l’efferata brutalità e per le continue aggressioni verbali e fisiche nei confronti del personale".

SARONNO - (g.s.) La solidarietà dell’assessore alla sicurezza Giuseppe Nigro al comandante della polizia locale di Milano Tullio Mastrangelo: «Sulla tragica morte di Niccolò Savarino scrive - sono profondamente

Una morte assurda La politica s’interroghi colpito per la violenza inaudita con cui il conducente ha manifestato noncuranza per la vita di

una persona intenta a svolgere il proprio servizio. Se la società ha al proprio interno tali forme di violenza, la politica dovrà interrogarsi e predisporre misure in grado di ridurle. Mi rendo disponibile per collaborare».

Polizia locale colpita al cuore Agenti varesini col lutto al braccio per la morte del vigile urbano di Rho investito a Milano IL COMANDANTE ANTONIO LOTITO

«Su di noi insulti, minacce, aggressioni Siamo esposti alla rabbia della gente»

VARESE - Bandiere a mezz’asta al comando di via Sempione e agenti con il lutto al braccio per le strade della città. La morte di Niccolò Savarino - il vigile urbano di Rho investito e ucciso a Milano durante un pattugliamento - ha scosso anche i colleghi della polizia locale di Varese. Per questo motivo, per tutta la giornata di ieri, gli agenti hanno voluto esprimere il proprio cordoglio con una fascia nera stretta al braccio. «A fatti come questo va la condanna più assoluta commenta l’assessore Carlo Piatti -. Purtroppo gli agenti di polizia locale vengono equiparati a dipendenti comunali ma ogni giorno sono in prima linea nella lotta alla criminalità, con grandi rischi. Per questo vanno dotati di tutti gli strumenti di difesa necessari». Tra l’altro, come ha annunciato l’esponente di Giunta, l’agente ucciso a Milano sarà ricordato domenica 22, durante la celebrazione solenne nella chiesa di San Sebastiano a Bregazzana, per il patrono della

polizia locale. «Ai nostri agenti - conclude Piatti - deve andare sempre il ringraziamento di tutta la cittadinanza». Un pensiero condiviso da Alex Conte, agente a Varese e segretario provinciale del sindacato Sulpm: «La polizia locale ha ricevuto una pugnalata al cuore - commenta -. Purtroppo anche gli ultimi trattamenti ricevuti dal governo dimostrano che per noi la situazione non è certo positiva. Ora il nostro pensiero va a tutti i colleghi della polizia locale, ma anche ai colleghi che vestono una divisa diversa ma vivono dentro la stessa giungla, come poliziotti e carabinieri. Rischiamo tutti allo stesso modo». Ieri gli agenti di Varese hanno chiesto al comandante Antonio Lotito di dare la possibilità, a chi vorrà partecipare ai funerali di Savarino, di indossare la divisa anche se non in servizio: «Ha accettato senza esitare, dando subito l’autorizzazione. Lo apprezziamo molto». Marco Croci

Una vita in prima linea: esposti ai rischi della strada, agli infortuni, agli incidenti. E anche alla rabbia ingiustificata della gente. Il tragico investimento di un agente a Milano ripropone con forza il tema della sicurezza di chi veste la divisa della Polizia locale ed è, nel bene e nel male, il primo interlocutore del cittadino. Quando si chiude una strada, si dirige il traffico, si mette una multa, si rileva un incidente o si mantiene l’ordine pubblico. Altro che vigili, come ancora molti li chiamano: negli ultimi decenni i compiti del corpo municipale si sono allargati a tanti settori, chiedendo uno sforzo maggiore di preparazione e competenze. I pericoli sono dietro l’angolo, come del resto per le forze dell’ordine: «Anche a Varese ci sono stati casi di aggressione - spiega il comandante della polizia locale Antonio Lotito, 51 anni, nella Città Giardino dal 1998, comandante in due fasi, prima dal 2003 al 2008, poi dall’anno scorso dopo tre anni nei settori commercio e protezione civile, ex carabiniere a Rho -. Per fortuna non si tratta di episodi molto frequenti o drammatici, ma noi siamo a stretto contatto con l’utenza e fatti spiacevoli possono capitare». Si va dall’insulto quotidiano per una via chiusa al traffico al generico sfottò, dalle minacce nei casi di multe al tentativo di alzare le mani per verbali giudicati ingiusti. Fino ai veri e propri atti criminali: come quello accaduto a fine marzo dell’anno scorso, quando un motociclista, impennando con il suo enduro, aveva investito un agente che gli aveva intimato l’alt in via Donizetti, in centro. Per miracolo nessuno si fece male irreparabilmente. Ancora prima, durante un inseguimento un agente sulla moto di servizio era stato centrato da un’auto in zona Ippodromo: ancora oggi ne porta i segni. «Spesso - aggiunge il comandante Lotito - il semplice controllo di routine fa scattare una reazione esagerata. Se la persona controllata è in regola,

non ha niente da temere, ma le situazioni di conflittualità e tensione possono crearsi in un attimo. E tutto mentre stiamo semplicemente facendo il nostro dovere». Per questo gli agenti seguono dei corsi specifici, sia di sicurezza personale, sia per imparare le tecniche più adatte ad evitare simili "grane", oltre alle lezioni di tiro a segno per gli agenti (tutti armati) e per la figura dei tiratori scelti. Da tempo, però, il corpo chiede di avere in dotazione anche il manganello delle forze dell’ordine e lo spray di difesa. Perché le mancanze sono anche normative: «Il nostro ruolo si è evoluto nel tempo - dice ancora Antonio Lotito -, ma la legge a cui ci riferiamo è del 1986. Nonostante svariati tentativi di riforma, non è mai stata aggiornata: e le norme non sono più adeguate alle nostre funzioni di vigilanza urbana che riguardano il concetto ampio della sicurezza. Abbiamo ottimi rapporti con le altre forze dell’ordine, il nostro lavoro è molto simile al loro, ma siamo inquadrati contrattualmente come i dipendenti comunali, con esigue indennità. Lo stipendio medio di un agente è di 1200-1300 euro». Fra i servizi più "pericolosi" c’è il Tso, il trattamento sanitario obbligatorio, quando il Comune dà mandato alla Polizia locale di scortare un soggetto in ospedale. Può succedere di tutto: di recente, è stato un poliziotto a finire al pronto soccorso per la reazione aggressiva del malato. Ma anche i controlli a bordo strada possono nascondere delle insidie: «Molto delicate anche le uscite nei pubblici esercizi, o le irruzioni negli stabili abbandonati - conclude Lotito -, come tutte le situazioni in cui tante persone possono avere reazioni imprevedibili».

«Niccolò, un "ghisa" amato da tutti» Viveva da qualche anno a Rho con il fratello e assisteva i disabili come volontario MILANO - Viveva da qualche anno a Rho Niccolò Savarino, 42 anni, il vigile di quartiere originario di Campobello di Licata travolto e ucciso due sere fa da un Suv in via Varè, stradone della periferia nord milanese, dopo essere intervenuto per fermare la vettura che aveva ferito un anziano giostraio, nomade italiano di etnia sinti. “Pino” per gli amici, abitava assieme al fratello nelle case popolari di via Torino, vicino alla stazione ferroviario, nello stesso stabile dove risiedono altri colleghi in servizio durante il giorno a Milano. Un “ghisa” buono, scrupoloso e «che si faceva amare da tutti», Savarino, che era fidanzato, s’impegnava nel volontariato in favore dei disabili e nutriva una grande passione per l’orto. Orto che coltivava anche vicino a casa a Rho. E a più d’uno dei vicini, unanimi nel ricordarlo gentile e cordiale, ha regalato, an-

A sinistra Niccolò Savarino, l’agente della Polizia locale di Milano ucciso da un suv; a destra la sua bicicletta dopo l’investimento

che nei giorni scorsi, la “sua” verdura. Intanto, ieri, è stata una giornata di indagini serratissime. Indagini che hanno visto collaborare assieme carabinieri, polizia e vigili urbani. Come ha spiegato il procuratore aggiunto di Milano Nicola Cerrato, che coordina le indagini assieme al pm Mauro Clerici, «è stato identificato il proprietario della Bmw serie X5 protagonista del tragico episodio (si tratterebbe di un prestanome, ndr), ma non si trova». Il proprietario del Suv - ha precisato Cerrato - «potrebbe anche non essere il

conducente della macchina color bronzo scuro», che è stata sequestrata nella notte di giovedì in zona Loreto. Peraltro, i due uomini visti a bordo del Suv dai testimoni - e indicati come nomadi - sarebbero già lontani dal capoluogo lombardo: l'attenzione degli inquirenti è incentrata sulle immagini di una telecamera dell’Atm che ha ripreso la scena del delitto. Gli investigatori sono arrivati ai sospettati grazie alla testimonianza di un anziano giostraio che, a quanto pare, già li conosceva. Agli agenti della polizia locale

avrebbe fornito il numero di un cellulare di uno dei due nomadi. Hanno messo sotto controllo le celle telefoniche e hanno intercettato alcuni messaggi importanti per l’indagine. Non solo: i carabinieri di Peschiera Borromeo, che già li avevano fermati altre volte, hanno provveduto a diramare le loro foto segnaletiche. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio al sindaco Giuliano Pisapia, che ha annunciato che a Milano sarà proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali di Savarino, che saranno totalmente a carico del Comune. Il primo cittadino ha incontrato a Palazzo Marino i rappresentanti della polizia locale per esprimere loro il cordoglio e la vicinanza dell'amministrazione comunale e si è offerto di rappresentare come legale la famiglia del vigile ucciso nel processo contro i suoi assassini. Due giorni fa, appresa la notizia della morte del loro collega, il sindacato di base dei ghisa aveva chiesto un incontro urgente a Pisapia sul tema della sicurezza, denunciando che nel 2011 sono stati circa 600 gli incidenti sul lavoro che hanno coinvolto agenti della polizia locale. «Questa tragica morte - ha commentato l’assessore alla Sicurezza e Polizia locale Marco Granelli - mostra come il problema della sicurezza, in una grande città come la nostra, sia complesso e l'enorme valore ed esperienza di tanti nostri vigili». Lu.Tes.

Elisa Polveroni

Allontanati dalle proteste ORTA SAN GIULIO - I cittadini protestano per le troppe multe e i vigili urbani se ne vanno: questo, in sintesi, quanto è successo a Orta San Giulio. Il controllo del territorio è stato affidato solo ai carabinieri che però hanno giurisdizione su altri quattro comuni con un territorio molto esteso, quindi niente più multe per divieto di sosta nè per inosservanza alla circolazione nel centro storico. La situazione è stata causata dall'uscita di Orta dall'Unione Comuni del Cusio, fondata negli anni Ottanta e,fino al 31 dicembre scorso, composta da Pella, Pogno, Gozzano, Soriso e, appunto, Orta. A determinare la defezione è stata una petizione di molti cittadini «vessati», secondo loro, dalle troppe contravvenzioni elevate con autovelox lungo la S.P. 229 del lago. Il sindaco, Cesare Natale, assicura però che a breve due nuovi agenti entreranno in servizio.

Prealpina 14 gennaio  

Articolo sulla morte del collega Niccolò Savarino

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