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abbiamo seguito l’intero litorale camminando lungo le spiagge e la città litoranea; poi un percorso interamente notturno, camminando da mezzanotte all’alba, inseguendo la Luna, e in ultimo abbiamo errato per i quartieri ricchi di roma nord-ovest.[6] Nelle lezioni itineranti si cammina in modo strabico, verso una meta e verso ciò che distoglie dalla meta, è un perdersi consapevole sulla base dei concetti situazionisti di dérive e di psychogéographie. Disponendosi agli incidenti di percorso, ai dirottamenti, alla possibilità di inciampare e di sbagliare strada deliberatamente. Giocare con il caso e l’imprevisto è infatti l’unico modo per prendere la città di sorpresa, in modo indiretto, laterale, ludico, non funzionale, di ritrovarsi in territori inesplorati dove nascono nuovi interrogativi. L’esplorazione non ha tanto bisogno di luoghi da raggiungere, quanto di tempo da perdere, tempo non funzionale, tempo di ricreazione ludico-costruttiva. Ci si deve sentire all’avventura, come una bestia in fuga che annusa le tracce, con addosso quello stato di apprensione in cui la paura e il pericolo sono i migliori medium per apprendere. A differenza di Geddes non andiamo in giro con un mandato di planners, ma piuttosto per vedere di persona come la città si trasforma in assenza di una pianificazione, sperimentare come la nostra presenza possa essere una de-pianificazione fluidificante, inventando porte e percorsi dove ci sono solo barriere. Per buona parte si tratta di attraversare campi, scavalcare cancelli, trovare buchi nelle reti, seguire i sentieri e le tracce lasciate da chi abita nascosto dagli occhi della città. In questa processione rituale ed iniziatica, gli studenti vengono in contatto per la prima volta con l’Altro, con quelle persone che vivono accanto a noi e di cui conosciamo solo l’immaginario dei media e dei nostri pregiudizi. Camminando ci si trasforma in una 308

sorta di tribù itinerante, con regole proprie, un corpo unico multiforme che compie un’esperienza su cui costruiamo le nostre conoscenze condivise. Uno spazio unitario di sperimentazione, una sorta di laboratorio scientifico in movimento, che sviluppa creativamente una propria “coerenza e pertinenza”, due concetti che ci serviranno per giudicare alla fine i prodotti del corso, gli esami.

Profile for Alexandru Dumitru

Errare Roma WEST  

A wandering and nomadic experience

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