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BtoB - 08# giugno/luglio

MARE NOSTRUM 44


BUSINESS CLASS

L

’Italia è il primo partner commerciale in Europa dei Paesi della costa meridionale del mediterraneo. LA crociera che tocca i principali porti del maghreb è infatti in grado di associare turismo e affari e sono sempre piÙ gli imprenditori che vi fanno scalo

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Tempo di vacanze, tempo di business.

che per import, in Tunisia e Algeria, ed è la

sponda Sud e del Medio Oriente segna un

Sono molti gli imprenditori che questa

prima destinazione dell’export egiziano e

2,9% di crescita del Pil nel 2009 a fronte

estate leveranno gli ormeggi per una cro-

la terza da cui l’Egitto importa».

di una crescita che nel 2008 era stata del

ciera tra i mari del Mediterraneo: molti di

Non si parte da zero, dunque, ma in un

4,3%. Ma, diversamente da quanto avvie-

loro, facendo scalo nei paesi del Nord Afri-

quadro economico in costante evoluzione

ne altrove, le prospettive inducono all’ot-

ca, seppure con giacca e cravatta nell’ar-

è possibile individuare ben altre opportu-

timismo: secondo le ultime previsioni del

madio, non tralasceranno di osservare i

nità attraccando nei numerosi porti turi-

Fondo Monetario Internazionale, infatti, si

porti, le città e i paesi a cui approderanno

stici sparsi tra Marocco, Algeria, Tunisia

registreranno nel prossimo biennio punte

con l’occhio acuto dell’investitore. Già,

ed Egitto, da “indovinare” e approfondire

di crescita superiori al 5% che, accompa-

perché tra le nuove mecche dello svilup-

tra una visita alla medina e un giro per il

gnate dall’effetto delle riforme economiche

po, oltre ai “soliti” Bric, si parla sempre

suk locale. Tra un venditore di spezie, la

in atto in molti Paesi, rendono la regione

più dei paesi dell’Area del Mediterraneo.

scelta di un tappeto, di una stoffa dai co-

sempre più attraente per i partner europei

«I numeri parlano chiaro», esordisce Pier

lori esotici e l’immancabile trattativa senza

e mondiali. «Come i Bric, dunque, - con-

Andrea Chevallard, direttore generale di

la quale a queste latitudini non si compra

tinua Chevallard – anche i mercati emer-

Promos e segretario generale della Came-

nulla, può capitare di incontrare altri uomi-

genti del Mediterraneo rappresentano

ra di Commercio di Milano. «Il Mediterra-

ni d’affari italiani, francesi, tedeschi ma an-

un’importante opportunità per le pmi ita-

neo è un mercato di oltre 380 milioni di

che americani che su queste coste sono

liane. Un punto di forza dei paesi dell’area

consumatori e 280 miliardi di euro di inter-

già approdati da qualche tempo. Sempre

Med rispetto ai Bric è rappresentato dalla

scambio con l’Unione Europea, produce il

più numerosi anche i cinesi, che nel Con-

loro vicinanza all’Europa: non mi riferisco

15% della ricchezza annuale del pianeta

tinente vantano una massiccia e sempre

solo alla prossimità geografica, che già di

e realizza il 16% degli scambi mondiali.

più intensa presenza. Del resto la realtà

per sé gioca un ruolo fondamentale per

Cifre che non sfigurano al confronto con

di questi paesi è tanto più interessante in

gli aspetti logistici – la Sponda Sud con-

i giganti dell’Asia: 80 porti, 2 mila collega-

quanto se c’è un’area al mondo che non

tinua ad investire in progetti infrastrutturali

menti di transito al giorno, 250 milioni di

ha risentito in maniera così determinante

diretti a potenziare il sistema di trasporto

tonnellate di merci scambiate al giorno,

della crisi, è proprio quella dei paesi che

verso l’Europa – ma anche a quella storica

250 petroliere che trasportano il 20% del

si affacciano sul bacino sud del Mediter-

e culturale». Il processo di avvicinamento

greggio del mondo». Oltre che come luo-

raneo, a causa della minore integrazione

al Vecchio Continente ha un luogo e una

go di produzione insomma, l’area appare

economica dei loro processi produttivi su

data di nascita ben precisi: Barcellona, 28

tanto più allettante per la presenza di un

scala mondiale. Intendiamoci, non è pos-

novembre 1995. È nella città catalana che

mercato interno potenzialmente molto in-

sibile parlare di un’isola felice dal momen-

quindici ministri degli Affari esteri dell’Unio-

teressante: il costante e rapido aumento

to che il rapporto della Banca mondiale

ne europea e di 11 Paesi della riva Sud ed

della popolazione (+2,2% nelle città previ-

che analizza congiuntamente i paesi della

Est del Mediterraneo (Marocco, Algeria,

sto entro il 2025) porta alla formazione di una nuova classe di consumatori che entro il 2020 avrà un potere d’acquisto sostanzialmente pari a quello dei paesi avanzati. Numeri che hanno già interessato le aziende di casa nostra, tanto che, come precisa il dirigente della Camera di Commercio meneghina, l’Italia è oggi «il primo partner commerciale in Europa dei paesi della costa sud-mediterranea, con 62 miliardi di euro di interscambio nel 2008, su un totale di 280 miliardi. Ma l’Italia riveste un ruolo importante anche nei confronti dei singoli Paesi: è al secondo posto, sia per export

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LABORATORIO EURO-MEDITERRANEO «La parola “Mediterraneo” è ormai entrata stabilmente nel vocabolario degli studi economici, politici e sociali, come nell’immaginario collettivo, e brandizza iniziative culturali, storiche e artistiche». Ad affermarlo è proprio Pier Andrea Chevallard (nella foto), che spiega che alla luce di questa consapevolezza, la Camera di Commercio di Milano, attraverso l’agenzia Promos, «da oltre dieci anni mette al servizio delle imprese l’esperienza del “Laboratorio Euro-Mediterraneo”, una fucina di idee e iniziative in grado di creare, attraverso nuove progettualità, reti di alleanze e attività di analisi e studio, opportunità di partnership conferendo una spinta propulsiva alle attività di internazionalizzazione delle pmi». Qual è l’obiettivo del Laboratorio? «Giungere ad una crescita dell’area a tutto tondo – economica, sociale e culturale – basata sullo sviluppo di strumenti finanziari, reti infrastrutturali ed energetiche, formazione, strumenti di tecnologia, innovazione e comunicazione, servizi fieristici. Molti sono i progetti realizzati: il Fondo Euromed per le start-up del Mediterraneo; gli Osservatori sulle Infrastrutture e sui Media del Mediterraneo, con l’obiettivo di promuovere rispettivamente la presenza delle pmi italiane dei settori infrastrutturali, della logistica e dei trasporti e la collaborazione fra i giornalisti italiani e quelli dei Paesi mediterranei; la Scuola Euro-Mediterranea di alta formazione, dedicata ai giovani funzionari e imprenditori dei Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente. La Conferenza Euromediterranea di Milano, momento annuale di sintesi delle diverse iniziative del Laboratorio, grazie ad un’intensa collaborazione con partner strategici, istituzionali e privati, ha assunto nel 2009 la veste di “Forum Economico e finanziario del Mediterraneo”, sede permanente per l’identificazione delle politiche e la promozione degli interventi di sostegno alle pmi euro-mediterranee. Appuntamento che anche quest’anno a luglio vedrà la partecipazione dei più importanti player del mondo pubblico e privato a livello nazionale e internazionale». Come funziona il fondo per la partecipazione delle società italiane nel business di quei paesi? «Dare fiducia alle nuove imprese significa farle crescere su basi solide: Euromed è il Fondo di private equity nato per supportare lo start-up o l’espansione delle attività di aziende italiane e europee nel Mediterraneo. Ideato dalla Camera di Commercio di Milano, attraverso Promos, e gestito da Finlombarda Gestioni SGR S.p.A., il Fondo aiuta gli imprenditori a individuare e cogliere le opportunità di crescita nei contesti regionali dell’area Euro-mediterranea, attraverso azioni di investimento e joint ventures con società locali. Euromed condivide con le aziende il rischio di impresa e mette inoltre a loro disposizione il know-how finanziario, un supporto in loco per le fasi di insediamento, avviamento e gestione dell’attività e un network di contatti per accrescere la visibilità dell’iniziativa. I Paesi focus di Euromed sono Algeria, Egitto, Marocco e Tunisia, che costituiscono una grossa opportunità di sviluppo internazionale per la piccola e media impresa italiana. Il compito del fondo di private equity è essere a fianco dell’imprenditore e condividere il rischio riducendo l’esposizione finanziaria dedicata all’investimento, ma non solo: scopo fondamentale è la creazione di valore per l’impresa così che le iniziative all’estero crescano e si sviluppino anche dopo l’uscita dal fondo». Cosa fanno i governi per incentivare lo sviluppo? «Rivolgersi ai mercati emergenti è un’occasione che le pmi oggi non possono lasciarsi sfuggire. Le istituzioni e i governi devono mettere a loro disposizione strumenti concreti ed efficaci, a sostegno dell’attrazione di investimenti e dell’internazionalizzazione delle nostre business community, in particolare riguardo settori chiave come quello delle infrastrutture. Di fronte agli enormi vantaggi che offrono al commercio estero e al settore turistico, i progetti infrastrutturali sono oggi al primo posto della lista delle cose da fare: nei prossimi 3 anni, Mediterraneo e Golfo investiranno oltre 480 miliardi di dollari dedicati ai progetti infrastrutturali mentre i Paesi del Mediterraneo hanno già investito 40 miliardi di euro in progetti per potenziare la logistica verso il Sud dell’Europa. Ma neanche la Sponda Nord rimane a guardare: Francia ed Italia hanno dimostrato un’efficace collaborazione nel progetto del Fondo Inframed per le infrastrutture del Mediterraneo; entrambi i Paesi hanno dato il loro importante contributo finanziario attraverso le rispettive Casse Depositi e Prestiti per creare una concreta azione di finanziamento dei progetti nel Mediterraneo». Piccole medie imprese e internazionalizzazione: quale rapporto? «L’internazionalizzazione delle pmi rappresenta una leva fondamentale per lo sviluppo delle imprese del territorio e per la competitività dell’intero sistema economico del Paese. Le pmi offrono un know how da sempre prezioso sui mercati tradizionali ma questi, a causa della crisi economica e finanziaria, sono oggi i Paesi in maggiore difficoltà. Sono dunque i mercati emergenti, meno coinvolti nella crisi e anch’essi estremamente interessati al modello delle pmi, a rappresentare la via d’uscita per la ripresa dell’export e della nostra economia. Il modello imprenditoriale delle pmi presenta tutti gli ingredienti per penetrare nuovi mercati: dinamicità, resilienza e grande qualità. Gli imprenditori brianzoli si dicono ottimisti riguardo l’andamento della domanda estera, dell’attività commerciale di quest’anno che prevedono in ripresa, e dunque delle possibilità di internazionalizzarsi. Come testimoniano i dati sull’interscambio, le imprese della Brianza hanno infatti ben compreso l’importanza di operare nel mercato globale. Se ancora oggi l’Europa rimane il target di riferimento per le esportazioni e le importazioni della Brianza, negli ultimi anni si è però registrato un forte aumento delle imprese che si rivolgono a nuovi mercati, proprio perché la crisi economica impone di investire là dove la domanda è più alta». Laura Marinaro

Tunisia, Malta, Egitto, Israele, Giordania,

complesso quadro politico e diplomatico

cazioni o dell’auto rappresentano certo

Siria, Turchia, Cipro, Libano) formalizzano

che interessa le dinamiche della regione.

interlocutori di primo piano, i governi di

la volontà di collaborare per raggiungere

A una complessità regionale che, sep-

Marocco, Algeria, Egitto e Tunisia guar-

obiettivi di stabilità, sicurezza e sviluppo

pure attenuata e per molti versi in corso

dano con forte interesse alle piccole real-

per tutta l’area. Il Partenariato Euro-Me-

di risoluzione, permane, corrisponde co-

tà anche alla luce del fatto che, per ogni

diterraneo è stato l’avvio di un percorso

munque nell’ultimo quinquennio un mi-

euro investito, creano in media il doppio

proseguito nel corso degli anni con ini-

glioramento significativo delle condizioni

di lavoro.

ziative di rafforzamento della partnership,

del fare impresa: se, infatti, le grandi mul-

anche alla luce del continuo mutare del

tinazionali dell’energia, delle telecomuni-

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Elisa Tosi


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ALGERIA Capitale Algeri Popolazione 33,5 milioni (Luglio 2006) Superficie 2.381.741 Kmq Lingua Arabo, Berbero e Francese Forma istituzionale Repubblica Democratica Popolare Moneta Dinaro Algerino Religione Musulmani (99,5%) , Altri Musulmani (0,4%), Cattolici (0,1%) Membro di Lega Araba, OCI, ONU, OPEC, OUA, Associato UE PIL +4,6% (stima 2010 su dati FMI)

Algeri TUNISIA MAROCCO

ALGERIA

LIBIA

MAURITANIA

MALI

NIGER

I numeri del mercato potenziale sono i più

interessante soprattutto in chiave turistica,

merci e servizi importati.

attrattivi di tutto il Maghreb, ma tra quelli che

ambito in cui c’è molto da fare, soprattutto

Un’esperienza interessante è quella di Ksb

si affacciano sul Mediterraneo, l’Algeria rap-

nelle regioni del Sud.

Italia, multinazionale delle pompe e delle val-

presenta anche il paese più rischioso. La ex

La Repubblica fa gola agli investitori stranieri

vole con sede italiana a Concorezzo, che ha

colonia francese, dominata in gran parte dal

anche in quanto luogo di approdo dei due

recentemente acquisito, con la necessaria

deserto del Sahara e lacerata da una lunga

terzi delle esportazioni europee sull’intera

“benedizione” dell’Ente Governativo alge-

guerra civile che, seppur conclusa, lascia

area. Per quanto riguarda l’Italia, con 150

rino, una commessa da 4,5 milioni di euro

ancora qualche strascico, si propone agli in-

aziende contate nel paese nel 2008, i rap-

per la fornitura di 1400 valvole petrolifere de-

vestitori internazionali soprattutto sulla base

porti appaiono già intensi, soprattutto nel

stinate a raffinerie, oleodotti e depositi di oro

di un tentativo di diversificazione dell’econo-

comparto dell’energia: l’Eni – che qui ha in-

nero sul territorio africano. «A parte la serietà

mia che punta su turismo, industria, nuo-

vestito 4 miliardi di euro negli ultimi trent’anni

dell’interlocutore, il nostro cliente è un colos-

ve tecnologie e infrastrutture. Gas naturale

e di qui ai prossimi quattro ne investirà 3,5

so mondiale nel settore energetico – ha pre-

e petrolio, infatti, - di cui è rispettivamente

– acquista già ad Algeri il 34% del proprio

cisato Riccardo Vincenti, consigliere delega-

quarto e tra i primi dieci esportatori mondiali

fabbisogno e si sta inserendo nei programmi

to di Ksb - le condizioni del contratto sono

– ne costituiscono la ricchezza, ma il forte

di sviluppo petrolifero. L’Algeria ci vede poi

garantite anche dall’immancabile visto del

tasso di disoccupazione rende necessario

come un interlocutore privilegiato anche sul

governo algerino». Vincenti aggiunge che «il

puntare su una liberalizzazione che stimoli

fronte delle esportazioni, in quanto secondo

pagamento della fornitura è stato previsto su

lo sviluppo di altri comparti. Ecco, dunque,

partner commerciale (6,3 miliardi di dollari,

un anticipo del 20% dell’importo comples-

che per gli investitori, siano essi algerini o

14,4% del totale). Sul fronte delle importa-

sivo all’ordine, un altro 20% alla consegna,

stranieri, è possibile godere di agevolazio-

zioni, invece, l’Italia si qualifica come il terzo

prevista per il prossimo novembre e il saldo

ni ed esenzioni dalle tasse. Un’opportunità

fornitore con 3,7 miliardi di dollari (9,4%) di

a mezzo lettere di credito».

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DOVE DORMIRE

Gli hotel migliori, con prezzi abbastanza elevati, sono El Aurassi (2 Bd Frantz Fanon, Les Tagarins, Algeri), tel. +213 (0) 21 74 82 52), da 160 euro in doppia vista mare, colazione e tasse non incluse. Il Sofitel Algiers Hamma Garden (172, rue Hassiba Benbouali, Algeri, tel. +213 21 685210 / 21 673142), da 208 a 380 euro in doppia a persona. Hotel El-Djazair, impareggiabile posizione (24, Av.Souidani Boudjemaa Algeri, tel. +213 21 692121/ 21230933), da 274 euro in doppia a persona.

DOVE E COME

L’Algeria è un paese che racchiude dentro di sé due mondi: quello delle città e della cultura sulla costa e quello del deserto. Ovvio che, in agosto, è tassativamente sconsigliato il deserto, ideale da visitare nei mesi più freddi per noi. Kel12 Dune, organizzazione specializzata in destinazioni del continente africano, propone diversi itinerari. In questo periodo molto bello è quello de “Le città romane”, di 10 giorni e 8 notti, che comprende la visita di Algeri, con la sua baia e la Casbah, Tipasa su un promontorio a picco sul mare, ma anche altre chicche come Setif, che conserva il più esteso mosaico pavimentale dell’Africa romana, e Djemila, con le sue vestigia. Ma Algeria è anche natura, come la foresta di Akfadou e le montagne della Kabilia e del capoluogo Tizi (o Colle delle Ginestre). Le sistemazioni sono sempre molto semplici, tranne che ad Algeri dove, comunque, sono sotto lo standard europeo. Tra le curiosità: è vietato portare il binocolo! Il tour individuale da Milano, con guida italiana, parte da 2 mila 250 euro in pensione completa.

SHOPPING

DOVE MANGIARE

In Rue Bouzrina Ahmed o al mercato di Amar el Khama o al mercato popolare di Bab el Oued che si snoda fra vicoli intricati. Se invece siete interessati alle boutique, consigliamo quelle all’interno degli hotel (accettano carte di credito). Tra i must, gioielli in filigrana d’oro o d’argento e tappeti berberi.

La cucina è tipicamente araba e si basa su piatti di cous cous accompagnato da carni in umido e verdure, e il vino è ottimo. I dolci sono fatti di mandorle e miele impastato con fiori d’arancio. El-Djenina (10, Av. Franklin Roosevelt, Algeri, Tel: +213 21 744026, da 40 euro), famoso per il cous cous alle verdure. Ristorante presso l’hotel El Aurassi dove si possono gustare delle meravigliose crevettes o il cous cous fatto a mano.

INFORMAZIONI

KEL 12 DUNE, tel. 022818111 www.kel12.com

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Egitto LE ISRAE

Capitale Il Cairo Popolazione 65.257.000 Superficie 1.001.449 Kmq Lingua Arabo, Francese e Inglese Forma istituzionale Repubblica Moneta Lira Egiziana Religione Musulmani (94%), Cattolici (5,9%) Membro di Lega Araba, OCI, ONU, OUA, EBRD Pil +5% (stima 2010 su dati FMI)

GIORDANIA Il Cairo ARABIA SAUDITA

LIBIA EGITTO

SUDAN

Nei primi due mesi del 2010, in controten-

favorire l’export e l’attrazione di capita-

nel comparto dell’engineering ferroviario,

denza rispetto al rallentamento registrato

li stranieri e aree considerate offshore. A

grazie all’accordo sottoscritto tra Ferrovie

a livello globale, l’economia dei faraoni è

ciò si aggiungano le Zone di Investimento

dello Stato e l’omologo l’Egyptian National

tornata a crescere del 4,5% (dati del Cen-

(Investment Zone) e le zone economiche

Railways Authority per l’assetto organiz-

tral Agency for Public Mobilization and

speciali. Facilitazioni di cui “approfittano”

zativo e l’adeguamento tecnologico della

Statistics). Merito di una società vivace e

anche i nostri connazionali, visto che l’Ita-

rete. Esperienze a cui – complice anche

di un governo che ha realizzato numerose

lia è il terzo fornitore del Paese dopo Sta-

la riduzione delle tariffe doganali – guarda

riforme strutturali che hanno coinvolto so-

ti Uniti e Cina (l’export dei distretti italiani

con interesse anche l’Istituto per il Com-

prattutto gli ambiti del commercio estero,

verso l’Egitto è aumentato del 20% l’anno

mercio Estero che sta lavorando su una

la promozione degli investimenti e il siste-

grazie ad accordi bilaterali di settore) e il

proposta per le piccole e medie imprese

ma fiscale, tanto da posizionarsi al decimo

secondo paese cliente (dopo gli Usa), con

che riguarda proprio gli ambiti dell’elettro-

posto tra i 10 top riformatori nella classi-

un saldo attivo di bilancia commerciale

nica, dell’informatica, della meccanica e

fica annuale stilata dalla Banca Mondiale

che, nel 2009, ha superato il miliardo di

della componentistica nell’automotive. Ot-

(Rapporto Doing Business, 2008), politica

euro. I rapporti commerciali tra i due paesi

time sono le prospettive anche nell’ambito

per cui oggi il paese viene scelto come

sono ottimi da almeno un trentennio, gra-

dell’aviazione civile e della logistica, ma

il primo luogo in cui investire da parte di

zie alle numerose operazioni che hanno

pure nell’abbigliamento, soprattutto per lo

soggetti stranieri e il terzo all’interno del

interessato in particolare le grandi imprese

sviluppo del franchising, con marchi italiani

continente africano. Una storia di rapporti

(tra cui, oltre a Eni, presente da oltre 50

in Egitto. E per chi vuole puntare sull’indu-

economici con partner internazionali nata

anni nel paese, Italcementi, Pirelli tyre, Co-

stria delle vacanze, l’Egitto costituisce una

sin dagli Anni Settanta, quando sono sta-

tonificio Albini), ma anche una opportunità

delle mete più visitate al mondo (+24% nei

te create zone franche (free zones) per

interessante per le aziende che operano

primi quattro mesi del 2010).

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BUSINESS CLASS

DOVE DORMIRE

Al Cairo: Movenpick Pyramids, 5 stelle (Alexandria road, Tel.+ 202 33772555), dai 147 dollari della Standard room ai 270 della Business suite. A Borg Al Arab: Iberotel Settemari Borg El Arab, 5 stelle (Km 52 Alex, Matrouh-Desert road, Borg El Arab, Tel. +2033740740, e-mail reservation@jaz. travel), da 155 euro. Ad Alessandria: Maritim Jolie Ville Hotel, 5 stelle con vista mare (544, El Gueish Av. Sidi Bishr), da 104 euro a notte per una standard a 270 euro per una junior suite. Four Season Alexandria at San Stefano, (399, El Geish road, Tel. +203 581 8000), da 500 dollari per una camera standard.

ITINERARIO

“Egitto tra storia e Mare” è un percorso che parte da Borg Al Arab, sul Mar Mediterraneo, per raggiungere Il Cairo, porta nel cuore del Paese alla scoperta delle Piramidi di Giza, ma anche delle splendide città di Il Cairo e Alessandria. Prima di partire non manca una tappa a El Alamein dove si visita il sacrario dei caduti italiani. Lo propone Settemari, con sistemazione in cinque stelle, per otto giorni e sette notti da 1560 euro a persona in camera doppia. www.settemari.it oppure Shooner Viaggi, agenzia in via Vittorio Emanuele a Monza, tel. 0392302007. Egitto Classico di Best Tours con Crociera culturale sul Nilo + Il Cairo: 8 giorni / 7 notti (1 notte e Luxor, 4 a bordo e 2 al Cairo) sulla Motonave Alexander The Great in pensione completa e in doppia a partire da 1.300 euro a persona Possibilità di effettuare l’escursione in aereo ad Abu Simbel e di abbinare estensione balnerare sul Mar Rosso (a Sharm El Sheikh oppure Soma Bay) www.besttours.it – servizio clienti: 199 303199.

DOVE MANGIARE

Sebbene alcuni piatti siano simili alla cucina mediorientale, l’Egitto è famoso per le sue tipiche specialità locali come il foul (fave secche egiziane), la molokhia (una minestra preparata con foglie di molokhia e pollo) o il mahshi (un misto di verdure e carne macinata con varie spezie). Ad Alessandria: Tikka grill (Grill, frutti di mare)
allo Yacht club, (Bahary, Tel 002 03 4805119), da 20 euro in su; La casetta, alla Stanley, nel cuore della korniche, da 40 euro.

INFORMAZIONI

Ufficio turistico egiziano, tel. 06 4874 219 www.egypt.travel

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MAROCCO Rabat

Capitale Rabat Popolazione 28.351.000 Superficie 458.730 Kmq Lingua Arabo, Berbero e Francese Forma istituzionale Monarchia Istituzionale Moneta Dirham Religione Musulmani (98,7%), Cristiani(1,1%) Membro di Lega Araba, OCI, ONU, EBRD PIL +3,3% (stima 2010 su dati FMI)

Infrastrutture,

trasporti,

ALGERIA MAROCCO

MAURITANIA

MALI

ristrutturazio-

che la ricetta giusta per rendere più effi-

Discorso simile per la Trade Free Zone di

ni, energia, formazione, riprogettazione

ciente lo stato sia quella di una privatiz-

Tangeri, città a ridosso dello stretto di Gi-

di grosse città, tra cui la stessa capitale:

zazione spinta, il governo marocchino non

bilterra e a pochi chilometri dal continente

sono solo alcuni degli obiettivi di moder-

ha rallentato l’attuazione di politiche volte

europeo: l’area comprende 345 ettari in

nizzazione che lo stato marocchino sta

all’attrazione di attori internazionali nem-

prossimità del porto, nelle intenzioni de-

realizzando, tanto da rendere il “regno

meno negli ultimi due anni; anzi, ha creato

stinato ad ampliarsi fino a diventare una

dell’occidente” una «destinazione di ec-

il Fondo Hassan II per favorire la nascita

delle principali piattaforme logistiche del

cellenza – secondo un recente rapporto

di nuove imprese attraverso agevolazioni,

Mediterraneo, con prospettive di creazio-

dell’agenzia Promos – attraente per i ca-

senza minimamente discriminare tra ca-

ne di 300 mila posti di lavoro nei prossimi

pitali, le competenze e le nuove attività».

pitali autoctoni e stranieri e ha dato vita

vent’anni. E se multinazionali come Nis-

Valutazioni che tengono conto anche degli

all’Agenzia Marocchina per lo Sviluppo

san-Renault hanno piani di insediamento

ottimi rapporti che intercorrono tra Italia e

degli Investimenti con l’obiettivo di farla

a brevissimo, sono numerose le piccole

Marocco che contribuiscono a determina-

diventare lo strumento chiave per rendere

e medie imprese dell’indotto che stanno

re un interscambio commerciale tra i due

il suo stato la meta prediletta di aziende

valutando con interesse una presenza in

Paesi: con oltre due miliardi di euro di mer-

in cerca di una location meno costosa e

prossimità di quello che diventerà Tanger

ci scambiate, l’Italia è il terzo partner com-

comunque efficiente in cui produrre. Nel

Med II. Con il programma Vision 2010,

merciale assoluto del Regno del Marocco

quadro di promozione degli investimenti

inoltre, re Mohammed VI intende stimolare

e sono già circa 300 le nostre imprese qui

rientrano, ad esempio, anche le zone of-

il settore del Real Estate, con particolare

attive. Da Rabat si guarda con interesse

fshore come Casanearshore, all’interno

attenzione all’offerta turistica che vorreb-

all’Italia anche per il modello di business

del Marocco, in cui le imprese beneficiano

be quantificabile in 15 milioni di vacanzieri

italiano dei distretti e delle pmi. Convinto

di condizioni favorevoli in campo fiscale.

entro il 2016.

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BUSINESS CLASS

DOVE DORMIRE

A Marrakech imperdibile un soggiorno a La Mamounia, vero e proprio mito nell’hotellerie di lusso mondiale. Qui Best Tours propone quattro giorni e tre notti da 990 euro a persona in doppia con trasferimenti privati da e per l’hotel e mezza giornata di visita della città con guida. Info: www.besttours. it tel.199 303199. Les Clos des Arts, albergo di charme nel cuore della Medina, da 95 a 165 euro a notte per persona in doppia. A Casablanca: Hyatt Regency hotel, un cinque stelle lusso con spa da non perdere, a 214 euro a notte a persona. Le Royal Mansour Meridien è davvero da mille e una notte, da 180 a 260 euro a persona in doppia.

DOVE MANGIARE

A Marrakech: Riad Kniza Restaurant (34,Derb l’Hotel, Bab Doukala; tel,+ 212 5 24376942) una cena romantica in un’atmosfera unica, da 25 a 65 euro, in uno dei tanti riad di charme di Marrakech. A Casablanca: Rick’s Cafè (248 Bd. Sour Jdid –Place du jardin public – Ancienne Medina), Tel, + 212 (0) 522 274207/08, ottima cucina e trattamento super per cucina internazionale e tipica da 20 euro. Anche piano-bar.

INFORMAZIONI

Ente Nazionale per il Turismo del Marocco, tel. 02.58303756 - 58303633. www.visitmorocco.com www.marrakech.travel

SHOPPING

Per gli acquisti è consigliabile curiosare nei suq. Quasi tutte le città marocchine ne hanno uno. Autentici dedali di vicoli e botteghe organizzate per argomento, come quelli di Marrakech e Fes. Si può acquistare praticamente di tutto: bijoux tempestati di pietre dure, splendidi caftani-cappotto, stoffe dai motivi tradizionali, tappeti, borse in pelle morbida, cinture e babouche, le scarpe tradizionali con la punta allungata verso l’alto. Per i golosi, datteri anche in confezioni da asporto, spezie, erbe medicali e l’olio di Argan. Il migliore è il Targanine, prodotto da una cooperativa di donne di Essaouira. D’obbligo anche farsi fare un tatuaggio berbero eseguito con l’henné naturale. Dura qualche settimana ed è il migliore souvenir marocchino.

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TUNISIA Tunisi

Capitale Tunisi Popolazione 9.586.000 Superficie 164.150 Kmq Lingua Arabo, Francese Forma istituzionale Repubblica Presidenziale Moneta Dinaro Tunisino Religione Musulmani (99%) , Cristiani (0,3%), Ebrei (0,1%) Membro di Lega Araba, OCI, ONU, OUA, Associato UE PIL +4% (stima 2010 su dati FMI)

TUNISIA ALGERIA

LIBIA

Cartagine e Roma: due città in guerra per

di importanti iniziative di collaborazione e

Infrastrutture, sistema turistico, potenzia-

circa un secolo, a contendersi il dominio

partnership tra le imprese provenienti dalle

mento del settore manifatturiero per au-

del Mediterraneo. La storia testimonia

due sponde del Mediterraneo. La collabo-

mentare la competitività: sono diversi gli

quanto sono sempre state strette le rela-

razione, tuttavia, procede anche attraver-

strumenti messi a punto dallo stato tunisino

zioni tra le due sponde del Mare Nostrum,

so iniziative di cooperazione come Enfidha

per favorire l’interscambio di esperienze e

approdate nel corso dei secoli a rapporti

Industrial Park-Tunisia, un’iniziativa italo-

capitali tra le aziende nazionali e gli opera-

proficui per entrambe le parti. A confer-

tunisina nell’ambito del più ampio proget-

tori economici esteri. Il turismo, favorito dal

marlo il fatto che «su un totale di 2.577 im-

to di sviluppo economico del Paese, che

clima mite, dalle spiagge sabbiose e dalla

prese europee in Tunisia, l’Italia – precisa

propone vantaggi economico-fiscali per le

vicinanza al continente europeo, riveste un

Chevallard – è il secondo paese più pre-

imprese che scelgono di insediarsi nei 200

ruolo chiave per lo sviluppo. I 7 milioni di tu-

sente con 672 imprese», di cui circa 260

ettari dell’area. Arrivata in anticipo rispetto

risti accolti nel 2008 (+5% rispetto all’anno

sono impegnate nel tessile e nell’abbiglia-

agli altri paesi dell’Area ad abbracciare un

precedente) costituiscono un ottimo punto

mento. L’interscambio si struttura poi su

modello di sviluppo occidentale, la Tunisia

di partenza per un’offerta che si sta cercan-

chimica e gomma (20%), elettrico ed elet-

si trova oggi a dover comunque affrontare

do di ampliare: pubblico e privato stanno

tronico (10%), edilizia, trasporti, turismo

un’importante azione di rinnovamento. Una

infatti lavorando per integrare il segmento

(10%), meccanico e metallurgico (8%),

buona notizia è arrivata il 17 giugno scorso,

balneare con il rilancio delle zone interne,

agroalimentare ed agricolo (7%), cuoio e

quando il Fondo Mondiale per l’Ambiente

in particolare le regioni sahariane. Turismo

calzature (5%). Le relazioni sono ulterior-

ha assegnato al Paese un fondo di 57,84

ecologico, turismo medico e talassotera-

mente favorite da diverse organizzazioni,

milioni di dollari per sostenere il progetto di

pia costituiscono poi gli obiettivi di sviluppo

tra cui la Camera del Commercio e dell’In-

risanamento del Nord di Tunisi e un proget-

con cui si sta procedendo anche al rinnovo

dustria Tuniso-Italiana (CTICI), promotrice

to di gestione delle risorse naturali.

e all’ampliamento di diverse strutture.

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BUSINESS CLASS

DOVE DORMIRE

A Tunisi: Hotel Maison Blanche, (45, av.Mohamed V), a partire da 82 euro. A Cartagine: Hotel The Residence, a Marsa Cartagine, Route de Raoued Zone turistique de Gammarth, tel, +216 71 910 101), da 318 euro a 480 euro. Dar El Medina (64, rue Sidi ben Arous), da 200 a 400 euro per lusso e raffinatezza allo stato puro. A Sidi Bou Said, antico borgo corsaro, oggi la Portofino d’Africa: Dar Said, rue Toumi, dimora del 1863, è un b&b con 24 camere e suite disposte attorno ai quattro patii piantumati, da 190 euro in doppia a persona Poco distante, (rue Sidi Bataara, tel. +216 7981284), Dar Fatma è maison d’hôtes in un’antica casa araba. Nelle stanze arredi minimali firmati Philippe Starck esaltati dal bianco totale degli ambienti, prezzi da 120 euro. A Tabarka, ex borgo di pescatori, oggi dotato di aeroporto, si può passare la notte a Dar Ismail, (zone Turistique, tel. + 216 78 670188), da 120 euro.

DOVE MANGIARE

A Tunisi Dar el Jeld (5-10,Rue dar el Jeld, nella Medina, tel, +216 715609 16) uno dei migliori ristoranti del paese, frequentato da ospiti illustri. Della stessa proprietà il vicino Le Diwan, sorta di museo-ristorante. A Sidi Bou Said si mangia al Dar Zarrouk, (tel,+ 216 71740595) con cucina tunisina raffinata.

SHOPPING

Tutta la Medina di Tunisi (patrimonio dell’Unesco) e delle altre città sono un grande suq dove comprare oro, argento, tappeti. D’obbligo la contrattazione del prezzo.

ITINERARIO

Turisanda propone “La Tunisia afro-romana”, un tour di 8 giorni e 7 notti con guida locale in italiano, da Tunisi alla costa con tutte le località con vestigia archeologiche, in alberghi 4 e 5 stelle in pensione completa da 1.033 euro a persona in doppia. Informazioni: Turisanda tel. 02/721361 www.turisanda.it

INFO

Ente turismo Tunisino, tel. 02 86453044 www.tunisiaturismo.it

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BtoB  

Esempio di impaginazione per la rivista BtoB

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