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QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867 DOMENICA 21 APRILE 2013 • ANNO 147 N. 110 • 1,20 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

Riconfermato col 75% dei voti, giurerà domani. Bersani si commuove, la gioia di Berlusconi. Verso un governo di larghe intese a guida Amato o Letta

L’APPELLO DEI GOVERNATORI FA BRECCIA NEI NO DEL PRESIDENTE MARIO CALABRESI

«M ANTONIO DI GENNARO/UFF. STAMPA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA

Barbera, Bertini, La Mattina e Magri DA PAG. 2 A PAG. 5

Napolitano con i presidenti delle Camere, Boldrini e Grasso, dopo la rielezione

i si protegga da pressioni indebite, specie da quelleditipomorale,elasismettadi attribuirmi una valenza salvifica» ci aveva detto esattamente una settimana fa, in quella che doveva essere la sua ultima domenica al Quirinale, alla vigilia del voto sul suo successore. La calma, il rispetto della

sua scelta e delle sue esigenze personali di tornare alla vita privata, sono durate però solo cinque giorni. Poi venerdì sera il telefono di Giorgio Napolitano ha cominciato a suonare senza sosta e il messaggio era uno solo: salvaci un’altra volta. «No e poi no» ha risposto d’istinto e quasi con rabbia. CONTINUA A PAGINA 3

Lo storico bis di Napolitano È la prima rielezione: “Fiducia espressa liberamente, ognuno faccia il suo dovere” L’ira di Grillo: colpo di Stato. Poi convoca la piazza ma all’ultimo momento rinuncia LE RIFORME PER RITROVARE CREDIBILITÀ MARCELLO SORGI

ORA UN PREMIER DI “RICOSTRUZIONE” LA PESANTE EREDITÀ DEL SEGRETARIO FABIO MARTINI

S

ul far della sera Enrico Letta cerca di guadagnare l’uscita dal Palazzo senza dar nell’occhio. Di colpo,

I NODI DEL COLLE

FEDERICO GEREMICCA proprio lui è diventato uno dei principali «indiziati» a guidare un governo di larghe intese. CONTINUA A PAGINA 5

E

alla fine, a partita chiusa, finalmente si può. Sì, si può versare una lacrima, liberarsi della ten-

sione, provare a cacciar via l’amarezza, compagna maledetta degli ultimi due mesi. CONTINUA A PAGINA 9

G

iorgio Napolitano é atteso a un impegno molto duro, anche più di quel che farebbe immaginare l’eccezionalità del secondo mandato, affidatogli ieri sera da una larghissima maggioranza parlamentare. Le divisioni che per due giorni avevano reso impossibile l’elezione di un nuovo presidente non sono affatto risolte.

L’agenda della terza Repubblica Dalla legge elettorale all’elezione diretta del capo dello Stato Antonella Rampino ALLE PAG. 14 E 15

IL MONDO DI GIACOMO

CONTINUA A PAGINA 35

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All’interno in omaggio il supplemento Tuttogreen dedicato alla giornata mondiale della Terra

LA LA STAMPA STAMPA

Bentornato Nonno Giorgio

DOPPIA SFIDA PER DESTRA E SINISTRA

Giacomo Poretti A PAGINA 24

LUCA RICOLFI ANDREW MEDICHINI/AP

D

unque il «nuovo» Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano. Incredibile. Semplicemente incredibile. Otto settimane di trattative e migliaia di incontri, telefonate, messaggi, riunioni diurne e notturne non sono bastate a mettere d’accordo le forze politiche su un nome che riscuotesse la fiducia di tutti. CONTINUA A PAGINA 35

La protesta in piazza Montecitorio dei Cinque Stelle

Castelnuovo, Festuccia, Iacoboni, Longo, Malaguti, Salvaggiulo e Schianchi PAG. 6-17

LA RABBIA DAVANTI AL PALAZZO MATTIA FELTRI

L

a distanza fra le asettiche guerre in rete e il tumulto furente delle piazze si è mi-

MA LA PIAZZA NON È IL POPOLO MICHELE BRAMBILLA

surata benissimo ieri pomeriggio. Ed è una distanza da niente. CONTINUA A PAGINA 7

N

apolitano è stato rieletto presidente dal 75 per cento dei parlamentari eletti, solo due mesi

fa, dal 75 per cento dei cittadini italiani. Come si fa a parlare di colpo di Stato? CONTINUA A PAGINA 35

«Hanno ucciso loro Sarah». Lo zio Michele: aspetto la Cassazione, poi la farò finita

Avetrana, ergastolo a Cosima e Sabrina MARIA CORBI INVIATA A TARANTO

«S

ono innocente», è un gemito che esce dalle labbra di Sabrina Misseri, appena condannata all’ergastolo insieme alla madre Cosima Serrano per l’omicidio di Sara Scazzi. «Dio sa che è così, sono innocente». Piange Sabrina e Nicola Marseglia, il suo avvocato (insieme a Franco Coppi), le stringe la mano, cerca di farle forza. CONTINUA A PAGINA 22

ORA LA SAGA CONTINUA IN TV MASSIMILIANO PANARARI

M

entre la saga del delitto di Avetrana arriva all’epilogo giudiziario, dovremo invece attendere a lungo prima di assistere alla fine della sua occupazione dello spazio televisivo. CONTINUA A PAGINA 23

ARCHIVIO LA STAMPA

Le prime pagine con la storia delle elezioni NELL’ULTIMA PAGINA


2 .Primo Piano

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

Elezione del Presidente Luigi Einaudi

Giovanni Gronchi

Antonio Segni

Giuseppe Saragat

Giovanni Leone

Il successore di De Nicola fu eletto l’11 maggio 1948 al quarto scrutinio con il 59,5% dei voti

Fu eletto il 29 aprile 1955 anche lui al quarto scrutinio, con il 79% dei consensi

Salì al Quirinale il 6 maggio del 1962, eletto alla nona votazione, con il 52,6% dei voti

Venne eletto al ventunesimo scrutinio il 28 dicembre del 1964 con il 69,7% dei voti

Fu eletto al Colle il 24 dicembre 1971 con il 52% dei consensi (ottenne soltanto 518 voti)

L’ItaliasiaffidaancoraaNapolitano “Unariassunzionediresponsabilità” IlcapodelloStatoaccettalarichiestadeipartitiperilsecondomandato:“Oraognunofaccialasuaparte” ANTONELLA RAMPINO ROMA

Quando, appena rieletto Presidente con 738 voti, riceve Laura Boldrini e Piero Grasso, si vede subito che il suo standing è d’un colpo mutato, che ha il piglio di chi è appena stato rieletto. Perché ha deciso di accettare «una riassunzione di responsabilità verso la nazione», dopo «il caldo appello» delle forze politiche. Tornato dritto come un fuso e diretto nel linguaggio - tanto che scandisce subito «ora ognuno faccia il suo dovere», dopo aver ringraziato per «la lusinghiera rielezione» - e molto determinato. Una verve nutrita del quadro in cui l’elezione è avvenuta, poiché le forze politiche hanno dovuto accettare le condizioni poste dal Presidente, che le illustrerà lunedì pomeriggio alle 17, nel discorso d’investitura che terrà davanti ai grandi elettori a Montecitorio. La principale di queste condizioni è non un governo di scopo, ma un vero e proprio governo del Presidente, guidato da una personalità da individuare (ma che potrebbe essere Enrico Letta, di cui ieri

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Le condizioni poste: governo del presidente con ministri politici e un programma di riforme circolava il nome, o Giuliano Amato, che però secondo alcune fonti si sarebbe già sottratto) e con ministri politici di Pd o Pdl (si parla del berluscones Quagliariello, si prefigurano pressioni per avere nuovamente Terzi nella compagine). Si tratta, dunque di quel governo di «larghe intese» per il quale Napolitano aveva speso tanti moniti. E che, quando i partiti sono andati con il cappello in mano implorando una rielezione che Napolitano decisamente non voleva, hanno dovuto accettare. Che poi Napolitano non intendesse rimanere al Colle, non solo lo aveva ripetuto egli stesso innumerevoli volte: ieri Pier Ferdinando Casini ha ricordato la «memorabile sfuriata» che Napolitano gli fece, e solo perché un esponente dell’Udc aveva osato pregarlo di rimanere, in una pubblica dichiarazione. E peraltro, sino a ieri sera e già da una settimana, gli scatoloni con tutti gli effetti di lavoro del Presidente (non molti: Napolitano ha una memoria formidabile, e butta via molto materiale che ha intellettualmente acquisito) erano partiti alla volta del suo nuovo studio a Palazzo Giustiniani, quello da senatore a vita che fu di Oscar Luigi Scalfaro. È di ieri, tra l’altro, una sua let-

La standing ovation del Parlamento L’applauso - anche dai banchi del Movimento 5 Stelle - durante la proclamazione di Giorgio Napolitano, rieletto capo dello Stato

La soddisfazione

Potete immaginare come io abbia accolto con animo grato la fiducia espressa liberamente su di me I ringraziamenti

Ringrazio i presidenti delle Camere per la fatica e la tensione nel presiedere una seduta tormentosa L’appello

Auspico fortemente che tutti sappiano onorare i loro doveri per rafforzare le istituzioni Il prossimo impegno

Lunedì dinanzi alle Camere dirò quali sono i termini nei quali ho ritenuto di dover accogliere la richiesta

L’insediamento

1

Il nodo dimissioni

n Gli esperti sono al lavoro

per stabilire se Napolitano dovrà dimettersi prima di insediarsi per il secondo mandato (il primo scadrebbe il 15 maggio) oppure se basterà giurare alle Camere. Probabile che si dimetta per poi reinsediarsi.

738

2

Il corteo n Di solito il Presiden-

te viene scortato dalla sua casa a Montecitorio. Domani Napolitano partirà dal Quirinale e la sua scorta sarà composta da 4 corazzieri in moto anziché da 18 a cavallo.

217

Napolitano

Rodotà

Questi i voti ottenuti dal Presidente della Repubblica (su 997) al sesto scrutinio

Il giurista è stato votato principalmente dal Movimento 5 Stelle e dai parlamentari di Sel

tera personale all’ex parlamentare Gustavo Selva nella quale riconfermava di non volersi ricandidare. E invece, adesso gli scatoloni stan già facendo dietrofront, ed è facile immaginare Napolitano nello studio alla Vetrata, seduto alla scrivania con la penna in mano che studia una lista di ministri. Il programma c’è già - è in sostanza quello stilato dai 10

saggi - e si tratta solo di individuare le figure giuste al posto giusto: altamente improbabile che ci siano le consultazioni, sono già state fatte, e fin troppo in dettaglio. E bisogna fare presto: l’elemento che ha portato -nella totale incapacità di iniziativa politica - Bersani a salire per primo, al Colle, ieri mattina. Poi è stata la volta di Berlusconi, e infine - brevemente -

3

A Montecitorio

4

Verso il Quirinale

n Il capo dello Sta-

n Dopo aver in-

to sarà ricevuto domani alle 17 dal Parlamento in seduta comune e pronuncerà il giuramento. Di solito vengono sparate 21 salve di cannone, quindi pronuncia il discorso alla nazione.

contrato il presidente del consiglio, il capo dello Stato si recherà all’Altare della Patria per rendere omaggio al Milite ignoto. Poi salirà al Quirinale scortato dai corazzieri.

anche Mario Monti. L’unico ad aver aperto la mattinata dichiarando «no a un Napolitanobis», posizione dalla quale ha poi ovviamente fatto rapidamente retromarcia, specie dopo che la sua candidata al Colle - Annamaria Cancellieri - aveva avuto alla quinta elezione presidenziale la bellezza di tre voti. Le pressioni su Napolitano erano infatti iniziate già la sera prima, e inizialmente tutto sembrava volgere nella richiesta di un aiuto, una mediazione per cercare un candidato giusto tra Pd e Pdl. Era invece una specie di depistaggio: erano iniziate le pressioni sul Presidente. Che, tutte le altre volte, aveva rifiutato, «non levo le castagne del fuoco ai partiti che hanno disatteso tutti i miei richiami, a cominciare da quello sulla legge elettorale», erano stati i suoi argomenti.

Adesso, Napolitano tornerà al Colle. La riapertura dei mercati, lunedì mattina, non viene più temuta. Come scrive il «New York Times», adesso finisce lo stallo e Napolitano «è l’ultima e migliore speranza di rompere la grave impasse della terza economia dell’Eurozona». Ma, raccontano fonti parlamentari, il Presidente avrebbe (il condizionale è doppiamente d’obbligo) annunciato la possibilità di dimettersi quando il governo avrà portato a compimento le riforme -economiche ed istituzionali - indispensabili. Tra queste c’è l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, con la forma di governo del semipresidenzialismo (che è già stata esaminata sia da Pd sia da Pdl). E dunque, alla De Gaulle, Napolitano lascerebbe alla nascita di una nuova Repubblica.


LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

Sandro Pertini

Francesco Cossiga

Oscar Luigi Scalfaro

Fu eletto alla sedicesima votazione l’8 luglio 1978, ma sul suo nome confluì l’83,6% dei voti

Fu il primo Capo dello Stato eletto al primo scrutinio il 24 giugno 1985 con il 77% dei consensi

Venne scelto per il Quirinale il 25 maggio 1992 con il 67,1% dei voti alla sedicesima votazione

Primo Piano .3

.

Carlo Azeglio Ciampi

Giorgio Napolitano

Fu eletto il 13 maggio 1999 alla prima votazione, con il 71,4% dei consensi

Fu eletto per la prima volta il 10 maggio 2006 alla quarta votazione con il 54,8% dei voti (543)

Realtà aumentata 1 - Scaricate la app gratuita AR-Code per Apple e Android 2 - Inquadrate l’immagine qui a fianco con tablet o smartphone 3 - Guardate il video-editoriale del direttore Mario Calabresi

L’annuncio Il presidente di Montecitorio Laura Boldrini comunica a Giorgio Napolitano la sua elezione

MARIO CALABRESI SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

Convintodaigovernatori “Presidente,ilPaeseaffonda”

l primo a chiamare il Quirinale, dopo la devastante bocciatura di Romano Prodi, è stato Enrico Letta che ha cercato di superare le resistenze spiegando che in Parlamento non c’erano possibilità di trovare intese larghe per eleggere un nuovo presidente e che il Pd, il partito che da solo ha quasi la metà dei grandi elettori, era talmente lacerato da rendere impossibile l’individuazione di un nuovo nome. Giorgio Napolitano, prima di tornare a scandire le parole che andava ripetendo da quasi dieci giorni a ogni interlocutore, si deve essere guardato intorno e ha visto il suo studio e il suo Quirinale già svuotato degli og- cui il declino non riesce ad arrestarsi, getti, dei libri e delle carte; deve aver chi lo invitava ad un ultimo sacrificio, pensato alla meritata vacanza a Ca- magari limitato nel tempo. pri con la moglie Clio e forse perfino Certi silenzi del presidente hanno alle celebrazioni del 25 aprile, per le fatto sperare in un ripensamento, poi quali non si era preoccupato di prepa- al Colle è salito Pierluigi Bersani che rare una sua presenza. ha cominciato a illustrargli freddaSe una settimana prima ci aveva mente la situazione, snocciolando detto che un suo bis sarebbe stato «la numeri e scenari, per arrivare a dirscelta più comoda per tutti, anzi una gli che non c’era altra soluzione né non-soluzione», adesso però comin- politica né di tenuta istituzionale: ciava a sentire come tutta la situazio- «Se non c’è lei, non passerà nessun ne stava prendendo una direzione altro». Poi il segretario dimissionario drammatica, che del Pd ha parlato si allontanava dalGLI APPELLI DI BERSANI con sconforto della la normalità e ridel parIl segretario dopo il fallimento condizione chiedeva una solutito da cui anche zione per lui fatico- dell’opzione Prodi: se non c’è lei Napolitano provienon passerà nessun altro ne, della fuga di vosa, molto faticosa. Le telefonate si ti e delle derive sono susseguite, LE ARMI IN PIÙ verso il Movimento l’ultima sera tarStelle, della neNon soltanto la possibilità 5cessità dissima era di Sildi far caldi sciogliere le Camere mare le acque. vio Berlusconi che I due non hanno ha provato a met- ma anche di dare le dimissioni parlato del govertere in campo tutta la sua arte affabulatoria, scontran- no che l’Italia dovrà avere, la preocdosi però con una «impermeabilità cupazione di Napolitano è parsa più alla richiesta quasi assoluta». Un essere quella di avere garanzie su pressing che Napolitano ha definito una disponibilità a fare riforme chia«l’incredibile pressione della notte», re e veloci, a partire da quella della esattamente quella sensazione di legge elettorale, e a dare segnali eco«angustia» che voleva evitare. nomici a un Paese sfinito. Ieri mattina il telefono ha ricominLe garanzie che il presidente cociato a squillare prestissimo, questa minciava a chiedere hanno acceso le volta però non erano i politici a chia- speranze di Bersani e poi degli altri mare ma il mondo dell’economia, per- interlocutori, che hanno visto così fino della cultura e i vecchi amici. qualche spiraglio nel muro del no. A C’era chi gli chiedeva di riflettere sul salire subito dopo sono stati infatti rischio di una tragica mancanza di Berlusconi e per ultimo Mario Monti. punti di riferimento in un momento in Quasi un giro di consultazioni fuori

I

Napolitano ha resistito “all’incredibile pressione della notte” ma poi ha ceduto davanti alla richiesta “più accorata e schietta”

Usa e Santa Sede Imessaggidisaluto diObamaedelPapa n La rielezione di Giorgio Napoli-

tano è la garanzia che Italia e Stati Uniti «andranno avanti insieme nell’affrontare le sfide dei nostri tempi»: lo afferma il presidente americano, Barack Obama, in una nota.«Ammiro la sua decisione di servire di nuovo il popolo italiano come presidente», ha chiosato il presidente Obama. Ma a Giorgio Napolitano ieri è arrivato anche il messaggio di Papa Francesco che ha augurato al Presidente l’augurio di «continuare la sua azione illuminata e saggia sostenuto dalla responsabile cooperazione di tutti».

tempo massimo e, ironia della sorte, con quelle persone che nelle ultime settimane non avevano fatto che ripetere i loro no al presidente, impedendo di trovare una soluzione per il governo del Paese. Ma il muro dell’indisponibilità è crollato soltanto a mezzogiorno e mezzo, quando sono saliti al Quirinale tutti i presidenti delle Regioni italiane, tranne Nichi Vendola, uno schieramento trasversale politicamente, che andava da Maroni a Errani fino al siciliano Crocetta. La loro è stata la richiesta che ha fatto breccia nel Presidente perché gli è

apparsa come la «più accorata e schietta». «Presidente - hanno esordito - noi, tutti insieme, abbiamo il polso della situazione sociale ed economica del Paese» e hanno cominciato a parlare delle aziende che falliscono, della mancanza di lavoro, della necessità di avere urgentemente un governo per far ripartire un’amministrazione ordinata e dell’estremo bisogno di «un gesto di coesione nazionale». È stato questo «il caldo appello» che lo ha spinto «a riconsiderare le ragioni di indisponibilità» e a superare il profondo fastidio per una soluzione che, lui per primo, considerava «pasticciata» e «ai limiti del ridicolo». Tutti hanno visto la faccia scura, tesa e preoccupata di Napolitano, quello stesso volto stanco che ha parlato ieri sera quando ha ringraziato per la fiducia dei parlamentari che «hanno espresso liberamente la loro fiducia sul suo nome» e dei tanti cittadini che «hanno ansiosamente atteso una positiva conclusione di questa prova cruciale e difficile». Ma questa volta la testa di Napolitano non faceva no e allora si è capito che era fatta. I collaboratori del presidente, per evitare nuove e devastanti sorprese, si sono messi subito a fare i conti e hanno realizzato che i voti sicuri erano almeno 681, anche se poi sarebbero stati 57 di più, portandolo ad ottenere i due terzi dei consensi. Giorgio Napolitano, che a giugno compirà 88 anni, sperava in una «soluzione che guardasse avanti, non indietro», ma ora è costretto lui a parla-

re di futuro e per questo chiede che «ognuno onori i suoi doveri e guardi alla situazione difficile del Paese e ai problemi dell’Italia e degli italiani». C’è anche bisogno di una nuova sobrietà, tanto che saranno solo quattro, invece dei diciotto normalmente previsti, i carabinieri motociclisti che lunedì pomeriggio lo scorteranno fino a Montecitorio per la cerimonia del giuramento. Poi ricomincerà l’iter delle consultazioni e del necessario incarico di governo, ma questa volta il Presidente ha un’arma in più: lo scioglimento delle Camere. Anzi ha due armi in più, e la seconda è quella più convincente: le sue dimissioni.

Jena Manifesta Ora che è stato rieletto, Napolitano scioglierà le camere per manifesta incapacità.

jena@lastampa.it


4 .Primo Piano

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

Elezione del Presidente

I partiti costretti a firmare una cambiale in bianco Col fiato sospeso fino al sì di Napolitano, ora dovranno assecondarlo UGO MAGRI ROMA

Non chiamiamolo «colpo di Stato», alla maniera di Grillo. Eppure qualcosa di eccezionale ci vede testimoni: pur di trascinarsi fuori dai guai, gli eredi della partitocrazia (Pd, Pdl, centristi) hanno concesso carta bianca a Napolitano. Il 20 aprile 2013 passerà agli annali come l’inizio della fine, come la crisi terminale della Seconda Repubblica che rende ineluttabili riforme del sistema. Ma soprattutto, verrà ricordato per una cessione di sovranità politica che ha preso drammaticamente il via la sera di venerdì, nel caos se-

Crocetta-Berlusconi

Prodi versione nonno

Il governatore siciliano molto divertito dalle parole del Cavaliere. Si narra sia stata una battuta sui grillini

Romano Prodi di ritorno dal Mali è accolto all’aeroporto «Marconi» di Bologna dai suoi nipotini

Con il reincarico è andata in scena anche la fine della Seconda Repubblica guito al capitombolo di Prodi; che ieri mattina è culminata in una processione al Quirinale di Bersani, di Berlusconi, di Monti e di Maroni; che si è conclusa poco prima delle 15 con il sì di Napolitano alla sua seconda incoronazione... I partiti hanno firmato una cambiale, ora dovranno onorarla. Non c’è bisogno di immaginare chissà quali condizioni imposte da Re Giorgio. Una nota del Quirinale e un’altra da Largo del Nazareno hanno subito smentito

Retroscena AMEDEO LA MATTINA ROMA

Il futuro del premier

Il successo leghista

Il leader di Scelta Civica e premier Mario Monti discute con il portavoce del suo partito Andrea Olivero

Maroni e compagni hanno raggiunto il loro primo obiettivo: allontanare un nuovo confronto elettorale

non esiste», e lo stesso Monti insisteva per eleggere la Cancellieri («Siamo fermi alla indisponibilità di Napolitano, bisogna rispettarlo), salvo spendersi più tardi anche lui nell’opera di persuasione. Alla Camera si consumava la quinta inutile votazione, davanti al Palazzo di Montecitorio folle grilline ritmavano «Ro-dotà-Ro-do-tà», e nello studio alla Vetrata Bersani si dava il cambio con Berlusconi. Chiaro il motivo per cui i democratici, che hanno visto la morte in faccia, si aggrappano alla ciambella di Napolitano; più misteriosa risulta invece la scelta del Cavaliere: difficile immaginarlo d’improvviso così cauto, serio e responsabile, dottor Jekyll e mr Hyde. Nell’entourage raccontano che il vuoto d’aria in cui è

Sembra ormai scontato che l’epilogo sarà la formazione del «governo del Presidente» precipitato il Pd terrorizza pure lui, in quanto lo priva di qualunque «interlocuzione», Silvio non sa più con chi negoziare per l’Italia e per se stesso. Casomai Napolitano fosse stato irremovibile, gli avrebbe chiesto comunque una mano a scovare il nome giusto... È arrivato al punto, il Pdl, da vietare per bocca di Alfano attacchi a Bersani in difficoltà, un’attenzione che non ti aspetti. Secondo il professor Becchi, spesso accostato a Grillo, è «la Casta che si ricompatta», e «pur di impedire il cambiamento è disposta a tutto». Ma forse c’è dell’altro, di più e di meglio che una difesa ottusa dell’esistente. Rinunciando in extremis alla sua «marcia su Roma», che doveva adunare «milioni di persone» nella protesta davanti al parlamento, lo stesso Grillo s’è reso conto che le spallate sono inutili: la transizione verso l’ignoto è già in atto, va solo accompagnata.

Berlusconi pronto al governissimo ma solo partendo dalle sue riforme

la rivincita degli «impresentabili» con tanta voglia di andare alle elezioni per fare cappotto al Pd. Ma per il momento Berlusconi frena una parte del suo partito scalpitante, continua a fare lo statista responsa- so Napolitano nel colloquio al Quirinale bile. A una condizione, che se governo perché bisogna somministrare ai Dedi larghe intese sarà, il programma de- mocratici dosi massicce di bromuro e ve raccogliere a piene mani dagli otto non sventolare loro in faccia il drappo punti presentati dal Pdl in campagna con l’effigie del Cavaliere. elettorale e riproposti nelle scorse setÈ abbastanza chiaro comunque che timane. A cominciare dall’Imu, dalla il grande capo del Pdl è il grande azioniriduzione della pressione fiscale e dal- sta dell’elezione di Napolitano sul quale le riforme istituzionali, presidenziali- aveva puntato da sempre. Quando salì smo in testa. Senza dimenticare che al Quirinale per le consultazioni sul goanche sulla giustizia qualcosa bisogne- verno aveva chiesto al capo dello Stato rà pure fare, no? di fare ancora uno Adesso il CaL’IPOTESI PER L’ESECUTIVO sforzo per il bene del valiere si gode la E ieri mattina Per superare l’opposizione Paese. rivincita degli il suo appello è stato «impresentabi- leghista e le spaccature del Pd accorato, parlando si pensa a ministri d’area di emergenza econoli», lo sventato pericolo di tromica e di un Partito varsi Prodi al LA RIFLESSIONE Democratico che Quirinale e avere riesce più a de«Faticato a recuperare voti non sul Colle un «amicidere, a mantenere co» per la «pax e non li perdo di nuovo come la parola perché con l’appoggio a Monti» «succube dell’antigiudiziaria» alla quale tanto tiene. politica, della rete, In privato dice «abbiamo vinto su tut- del web, del grillismo fascista». Quel ta la linea, se andassimo a elezioni a «fascismo buffo» con cui ha bollato «la giugno vinceremmo a mani basse sia comica marcia su Roma» di Grillo. Ora, centrato l’obiettivo del Napolialla Camera sia al Senato. Il Pd è un ectoplasma». In pubblico Berlusconi tano bis, Berlusconi vorrebbe centrare si schernisce («ho vinto io? non cre- il secondo obiettivo, quello del goverdo») per non aizzare gli animi, già ab- nissimo, ma si rende conto che la strada bastanza agitati, nel Pd ridotto in ma- per arrivarci è dissestata dalle convulcerie. Glielo ha raccomandato lo stes- sioni del potenziale alleato di maggio-

È

patti occulti. Tuttavia la strada sembra spianata per un esecutivo sorretto dalle stesse forze che hanno supplicato in ginocchio il Capo dello Stato. Non ha torto Vendola quando grida disperato che «si va verso un governissimo»: magari avrà un’altra etichetta, si chiamerà governo del Presidente, adotterà il programma dei «saggi», potrà essere guidato da un premier alla Amato o da un politico come Enrico Letta, per citare due nomi molto gettonati, ma la sostanza poco cambia. Rispetto ai tentativi già falliti nelle scorse settimane, Napolitano ora ha frecce più acuminate nel suo arco. Come minimo, Pd e Pdl gli debbono gratitudine, sentimento che in politica evapora sempre molto in fretta e dunque spiega come mai il filo delle consultazioni verrà ripreso immediatamente, forse già martedì. C’è da battere il ferro finché è caldo. Inoltre l’uomo del Colle recupera il potere di sciogliere le Camere, di cui ovviamente non intende avvalersi, ma sui partiti ridotti come stracci (soprattutto il Pd) un possibile ritorno alle urne è argomento persuasivo non da poco. Infine, dove stanno le alternative? Se mai fossero esistite, nella notte tra venerdì e sabato non ci sarebbe stato tutto quel frenetico rincorrersi di riunioni e telefonate, di contatti informali tra Silvio e Angelino da una parte, Pierluigi e Enrico dall’altra, con Napolitano inizialmente netto nel tirarsi indietro, e ancora alle 10 di ieri mattina parecchio restio, molto sul negativo, al punto che ambienti quirinalizi liquidavano come chiacchiere senza fondamento i «boatos» provenienti da Montecitorio. La svolta è maturata con la visita di Bersani sul Colle, senza dubbio l’unica vera mossa azzeccata dal segretario Pd, che è riuscito ad aprire una breccia nel «muro» presidenziale proprio mentre il solito Vendola rispondeva secco «non commento una rielezione che

Il Cavaliere frena i falchi che puntano al voto per approfittare della crisi nel Pd

La soddisfazione del leader del centrodestra, Silvio Berlusconi

ranza. È difficile che il Pd regga a un governo di pari dignità, con vari ministri del Pdl, con Angelino Alfano vicepresidente del Consiglio. Si potrebbe pensare a ministri di area, come sarebbe disponibile l’ala meno intransigente del

Popolo della Libertà che si contrappone all’altra che vorrebbe correre alle urne. L’ex premier del centrodestra non ha ancora preso una decisione, è combattuto, aspetta di vedere cosa accade nel Pd, quale linea prevale, sempre che ne

prevalga una. Sa tuttavia che, dopo avere chiesto e implorato a Napolitano di rimanere al suo posto, non potrà dirgli di no se la soluzione che gli verrà proposta non corrisponderà ai suoi desiderata. «Non a tutti i costi, però. Noi in fondo siamo in una posizione di forza rispetto al Pd. Una cosa è certa - ha spiegato il Cavaliere - noi non parteciperemo al congresso del Pd, non ci trasformeremo in una corrente di quel partito, non ci faremo trascinare nella loro palude». In altre parole, se i Democratici non imboccheranno subito la strada limpida della larghe intese, allora meglio tornare a votare. «Ho fatto tanto per recuperare gli elettori che abbiamo perso per strada, e ora non sono disposto a perderli di nuovo, come è successo con il governo Monti». Niente governicchi, esecutivi tecnici, sotterfugi: un esecutivo politico contro l’antipolitica che duri almeno due, tre anni. Guidato da chi? Napolitano punta su Amato, ma la Lega di Maroni è assolutamente contraria. E Berlusconi non può permettersi di avere il Carroccio all’opposizione. Ecco allora l’opzione Enrico Letta affiancato da Alfano. Gira invece l’ipotesi della Cancellieri per Palazzo Chigi. Berlusconi non ne è molto convinto e tiene carica la pistola elettorale.


LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

E adesso

FABIO MARTINI ROMA SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

ero, falso o almeno probabile? Il giovane Letta nega con tutto il lessico disponibile: «Questa storia è una... fesseria. C’è soltanto Giuliano Amato». Più tardi, sempre Letta, lui così misurato, davanti alle telecamere del Tg3 sarà lapidario: «Voi giornalisti se non vi mettete a raccontare balle, come dice Grillo, non va bene... Assolutamente nessun fondamento!». Le domande ad Enrico Letta e le sue risposte sono eloquenti: da quando Giorgio Napolitano ha accettato di essere rieletto, il governo delle larghe intese è diventato da improbabile a possibile. Il motivo è semplice: Napolitano, come condizione per restare, ha chiesto carta bianca sul governo. Carta bianca gli è stata concessa e riguarda la disponibilità – offerta da Bersani, Berlusconi, Maroni e Monti a convivere con gli altri. Il resto ovviamente sarà oggetto di trattativa. A cominciare dalla scelta del presidente del Consiglio. E proseguendo con un’altra questione che per dirla con un ex ministro di Berlusconi come Gianfranco Rotondi, «aprirà un autentico psicodramma»: i partiti staranno dentro a pieno titolo, manderanno dei tecnici, oppure si escogiterà una terza via? Per quanto riguarda il capo del governo ieri mattina in pole position c’era Giuliano Amato, perché il Capo dello Stato continua a considerare il «dottor Sottile» il miglior candidato possibile per guidare un governo incaricato di confezionare nel modo tecnicamente migliore riforme corpose e poi farle approvare. Ma per tutto il pomeriggio i partiti hanno rumoreggiato. Amato, per una serie di ragioni «storiche» che non attengono alle sue capacità politiche (anche i detrattori lo considerano un fuoriclasse), il due volte presidente del Consiglio è poco amato dal Pd (di cui è stato tra i fondatori) e respinto dalla Lega. Roberto Maroni: «Amato non può fare il pre-

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In pole position per Palazzo Chigi Amato ed Enrico Letta. Ipotesi D’Alema agli Esteri e Monti all’Economia Ma si cerca un premier capace di dialogare con i sentimenti del Paese, come Chiamparino

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mier». È per questo motivo che nel corso della giornata ha via via preso quota la candidatura di Enrico Letta. Quarantasei anni, allievo di Beniamino Andreatta, Letta ha acquisito una solida cultura di governo (tre volte ministro, una volta sottosegretario alla Presidenza con Prodi) e da vicesegretario del Pd è in posizione strategica per prendere il testimone da Pier Luigi Bersani. Ma il gruppo di comando del Pd - Bersani, Letta, Franceschini - sta maturando l’idea di cercare una personalità capace di “parlare” allo spirito del tempo, oltreché alla base elettorale progressista. Un personaggio come Sergio Chiamparino. O come Fabrizio Barca, se non avesse fatto quella sortita pro-Rodotà proprio poche minuti prima della rielezione di Napolitano. Se l’outsider non prendesse quota, a Letta potrebbe spettare il compito di presiedere un esecutivo di centrosinistra aperto a personalità di area di centrodestra. PotrebIL VETO LEGHISTA

Il Carroccio ha già espresso il suo no all’ex braccio destro di Bettino Craxi IL GUARDASIGILLI

I nomi sul tavolo sono Onida, Violante o il montiano Gitti be essere proprio questo l’uovo di Colombo, capace di coinvolgere Pd e Pdl, recuperando il «modello Moro», quello che il leader della Dc avrebbe voluto realizzare nel 1978: un governo a guida Dc, innervato da ministri indipendenti di sinistra. Del prossimo governo farà parte sicuramente Mario Monti: incerto se andare agli Esteri (sul quale c’è una «prenotazione» di Massimo D’Alema) oppure all’Economia. Ma la battaglia più delicata si preannuncia sul ministero di Grazia e Giustizia. I candidati sono tre: Luciano Violante, l’ex presidente della Consulta Valerio Onida, oppure il dicastero potrebbe andare a Scelta civica e in quel caso la preferenza potrebbe cadere su Gregorio Gitti.

Il presidente Giorgio Napolitano a colloquio, al Quirinale, con i saggi

il caso ALESSANDRO BARBERA ROMA

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NUMERO PARLAMENTARI

La riforma prevede la riduzione a 480 deputati e 120 senatori

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LEGGE ELETTORALE

Sistema misto proporzionale maggioritario con sbarramento e premio al primo

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BICAMERALISMO PERFETTO

Superarlo con una sola Camera politica e dando vita al Senato delle regioni

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FINANZIAMENTO PUBBLICO

Non eliminarlo per consentire a tutti di fare politica, ma forti verifiche

potizziamo che l’orizzonte temporale sia lo stesso: un anno. E che nel nuovo esecutivo entrino più o meno gli stessi partiti che hanno sostenuto (male) quello di Monti più - forse - la Lega. Cosa farà il nuovo governo del Presidente, quello che la prossima settimana verrà imposto ai partiti dal confermato Giorgio Napolitano? Nelle brevi consultazioni di ieri, quelle che han-

L’esecutivo del Presidente riparte dall’agenda dei saggi Meno Imu e tasse sulle famiglie

L’ARMA IN PIU’

Cosa possono fare i partiti nell’arco di un anno

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I partiti ora costretti all’accordo dal potere di scioglimento delle Camere LE SOLUZIONI

Sull’economia più facile trovare l’accordo: ricette sperimentate con Monti no permesso la rielezione, non c’è stato tempo per entrare nei dettagli. Ma un canovaccio del programma c’è. Lo impongono le circostanze, è scritto nero su bianco nelle due relazioni consegnate pochi giorni fa a Napolitano dai gruppi di saggi da lui stesso nominati.

Primo: la legge elettorale. Tutti sono d’accordo nel giudicare l’attuale un’assoluta schifezza, la causa numero uno dello stallo istituzionale. Ma quale può essere il sistema che la sostituirà? Il ritorno al vecchio Mattarellum? (maggioritario corretto con un quarto di proporzionale?) Doppio turno sul modello dei Comuni? Un mix fra i sistemi spagnolo e tedesco? I saggi non sono riusciti a tirare fuori un ragno dal buco, partendo dall’assunto che molto dipenderà dal tipo di riforma costituzionale che uscirà dal (presunto) governo costituente. Si dirà: se non ci sono riusciti i saggi che doveva-

no limitarsi ad una relazione, figurarsi i partiti. E in effetti, se c’è una riforma che a Napolitano piacerebbe, ma che il suo ex partito fatica a digerire, è quella che permetterebbe l’elezione diretta del Capo dello Stato sul modello francese. Da oggi però Napolitano ha una freccia in più: il potere di scioglimento delle Camere che il semestre bianco (l’ultimo del presidente in carica) gli aveva sottratto. Il potere di scioglimento equivale ad un potere di vita o di morte su tutti i neoeletti di Camera e Senato: un ottimo viatico per imporre ai partiti un accordo. Su alcune co-

se i partiti sono d’accordo: che occorre superare il bicameralismo perfetto (quello che attribuisce poteri identici a Camera e Senato), che occorre ridurre il numero dei parlamentari (non più di seicento in tutto), l’entità dei rimborsi elettorali ai partiti e rivedere i poteri (troppo ampi) attribuiti alle Regioni nel 2001 con la riforma dell’articolo 117 della Costituzione. Se questo fosse l’approdo, allora il sistema più adatto potrebbe essere qualcosa simile al sistema a doppio turno adottato per i Comuni. Prima di tutto questo, che faranno i partiti per affrontare l’emergenza

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MODIFICHE ALLA COSTITUZIONE

Attraverso una commissione mista composta di parlamentari ed esperti

dell’economia italiana? Saranno in grado di formare un governo che tenga insieme punti di vista talvolta opposti? Negli ultimi mesi del governo Monti, quando i partiti hanno ripreso il gioco in mano e imposto la riscrittura dei tagli fiscali, Pd e Pdl sono riusciti ad accordarsi su come distribuire quattro miliardi di euro. «Possiamo ripartire da quell’esperienza», dice Pierpaolo Baretta. Su alcuni punti lui e il collega Renato Brunetta sono d’accordo: rivedere la legge Fornero che ha irrigidito l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, abbassare le tasse sul lavoro dipendente e sulle famiglie, permettere maggiore flessibilità a chi vorrebbe la pensione prima del tempo. «Si può introdurre una forchetta per l’uscita fra i 62 e i 70 anni senza spendere un euro», dice Baretta. «Basta pagare pensioni più basse a chi vuol lasciare il lavoro presto». Infine l’Imu: Berlusconi ripete come un mantra di volere la sua abolizione sulla prima casa, ma accetterebbe di buon grado un innalzamento della soglia di esenzione, oggi ferma a 200 euro. Twitter @alexbarbera


6 .Primo Piano

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

Elezione del Presidente Così sul blog

ANDREA MALAGUTI ROMA

«#TuttiaRoma. Ci sono momenti decisivi nella storia di una nazione. Oggi è uno di quelli. E’ in atto un colpo di Stato*» - 20 aprile 2013, dal blog di Beppe Grillo. C’è un golpe in Italia? Forse lo convincono gli uomini della Digos sempre più preoccupati, mentre la notte si appoggia indifferente sui sanpietrini di Montecitorio e Giorgio Napolitano viene rieletto con 738 voti Presidente di questa Repubblica sull’orlo di una crisi di nervi. O forse è lui, il capopopolo incendiario Beppe Grillo, a capire di essersi spinto troppo in là. Ma alle otto di sera, quando alcune migliaia di persone ondeggiano, insultano e gridano minacciose in piazza Montecitorio - «Mafia, mafia, mafia», «Vergogna, vergogna, vergogna», «Rodotà, Rodotà, Rodotà» - il papa ligure decide di fare un passo indietro. «Non potrò essere in piazza. Isolate i violenti. Domani mattina organizzeremo un incontro con la

Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi, 20 aprile 2013, è uno di quelli. È in atto un colpo di Stato. Anche nei momenti più oscuri, non c’è mai stata una contrapposizione così spudorata tra cittadini e Palazzo Beppe Grillo Beppe Grillo durante la campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia. Lasciata la regione del Nord, il leader 5 Stelle si è spostato verso Roma

“Golpe”, ma la rivolta può aspettare Chiamata alle armi di Grillo dopo l’accordo su Napolitano. Due ore dopo c’è lo stop alla discesa a Roma stampa e con i simpatizzanti», scrive. E con questo gli pare che si possa chiudere serenamente una giornata schizofrenica e pericolosa. Basta un tweet nel momento in cui il suo camper rallenta tra Firenze e la Capitale. Che problema c’è? Non avrete mica pensato che volessimo scatenare una rivolta e che venissi davvero? Avete equivocato? Polli. L’ufficio comunicazione del Movimento verga un imbarazzato comunicato in cui si spiega che non c’è stata nessuna chiamata alle armi, ma che quella ipotesi di sommossa inscenata fuori dal Palazzo è stata solo «una manifestazione spontanea». Già. Ma come si è arrivati a questa esplosione di spontaneità?

Mattina. In Transatlantico il clima è teso. Gli accordi per la scelta di Napolitano sono appena stati ufficializzati. Capannelli. Contatti frenetici tra i parlamentari Cinque Stelle e i giovani del Pd. «Non avete avuto il coraggio di seguirci su Rodotà». «Voi conoscete solo la politica del no». Faccia a faccia duri. Nel cortile la deputata Laura Castelli è furibonda. La candidatura Rodotà è sepolta. L’inquilino del Colle non cambierà. E l’ipotesi più probabile è che si vada verso un governo Amato. «Vado a vomitare fuori ai cittadini questo risultato», sbotta. E il sapore amaro della sconfitta sembra penetrarle in ogni singolo poro che tenta invano di opporre resistenza. «C’è un popolo intero

che sta dicendo a questa scatola di tonno: state sbagliando. Se ne fregano». Onorevoli Pd e Pdl arrivano in massa. Per lei sono solo uomini ugualmente spregevoli che le passano accanto in corpi diversi. «C’è un silenzio omertoso che mi manda fuori di testa. Questo strumento - il Palazzo, la sua democrazia presunta - ha dimostrato di non funzionare più. O lo cambiamo o è meglio che lo abbandoniamo per tornare a fare lotta da fuori». Il collega Francesco D’Uva, indugiando come se stesse trattenendo del purè sulla lingua, aggiunge: «Se non riusciremo noi a fare la rivoluzione da dentro, ci penseranno quelli che sono fuori». Ha paura della tensione sociale paventata da Casa-

leggio. Non è il solo. Il Movimento è scosso. Nuovamente diviso, dopo la giornata trionfale di venerdì. Messo all’angolo dalla Casta. I moderati , come Pisano o Turco, tornano a domandarsi se non sarebbe stato meglio cercare un dialogo concreto con il Pd. I fedelissimi di Grillo, a cominciare da Roberto Fico, faticano invece a nascondere l’irritazione. «Oggi più che mai va alzata l’ascia di guerra, l’ascia della democrazia, della libertà e del cambiamento. Davanti ai miei occhi vedo morire la Repubblica», scrive su Facebook. È a quel punto che Grillo regala il suo brillante post con chiusura garibaldina. «Qui o si fa l’Italia o si muore». La folla cresce. Bandiere. Slogan. Deputati Cinque

Stelle che cercando di tenere a bada gli esagitati, polizia sempre più preoccupata che comincia un dialogo a distanza con il papa ligure atteso per la serata. Alle sei e un quarto Giorgio Napolitano viene riconfermato Presidente. Applausi. Inno di Mameli. I grillini incrociano le braccia. Gridano ancora «Rodotà, Rodotà, Rodotà» quando Laura Boldrini ufficializza la conta dei voti. Ricevono in cambio un sobrio ululato: «Buffoni, buffoni». E’ la Camera, bellezza. Non sanno che il loro candidato sta dicendo urbi et orbi che in Italia «non si è compiuto nessuno strappo democratico», che quello che è successo è assolutamente legittimo e che la Rete è piena di poteri anti-democrati-

ci. Adottati e scaricati nel giro di un sogno presidenziale. Grillo decide di aggiungere l’asterisco (*) al suo post iniziale («Il Colpo di Stato avviene furbescamente con l’utilizzo di meccanismi istituzionali»), ma la tensione resta tremenda. Il papa ligure viene convinto a rinunciare al bagno di folla e dà appuntamento a oggi. Roberto Fico, portandosi una mano sui capelli come per obbligarli a mantenere una piega irreale, chiarisce. «Non tollereremo nessun atto di violenza: il Movimento 5 Stelle è democratico e pacifista». La manifestazione si sgonfia. Un militante del Pd confuso nella folla grida: «Ma Grillo è un eroe o una carogna?». E nel dubbio decide di sospendere il giudizio e di tornare a casa.

Rodotà, l’escluso dal Pd sta già lavorando per rifondare la sinistra

si, rifiutò di firmare un appello contro Napolitano, sebbene condividesse le ragioni poi sancite dalla Consulta, per non coinvolgere il Capo dello Stato. E ora? Negli ultimi giorni, assicurava che in ogni caso sarebbe rimasto in campo. Sta lanciando «la costituente dei beni comuni», che è in embrione un programma di governo, con assemblee in tutta Italia. Ma su un piano diverso da quello dei partiti. L’understatement esibito ieri testimonia che sarà la madonna pellegrina dell’ennesima «rifondazione di sinistra». Anche perché così la sua figura

Applausi a Bari e contatti coi grillini: sarà lui la cerniera

LA RIELEZIONE DI NAPOLITANO

Personaggio GIUSEPPE SALVAGGIULO INVIATO A BARI

inque minuti dopo quella di Montecitorio, in base a una sceneggiatura involontariamente raffinatissima e diabolica, al teatro Petruzzelli di Bari va in scena un’altra standing ovation, non meno accorata. Applausi, urla ritmate «Pre-si-dente-pre-si-den-te». Il punto politico è che la platea inneggiante è gremita di dirigenti, sindaci, assessori, militanti ed elettori del Pd. E sul palco è appena

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salito Stefano Rodotà, il candidato che il Pd ha osteggiato. Rodotà è fatto così. Fa nulla per alimentare il clima di «insurrezione democratica», naturalmente molto radical chic (pochi grillini invece stanno fuori dal teatro, con striscioni anti inciucio). Ringrazia con un breve cenno della mano, guadagna la sedia invitando a un rapido ritorno alla compostezza, nemmeno sorride mentre il pubblico non cessa il tributo, in testa il sindaco Michele Emiliano. Richiesto di un commento quirinalizio, il giurista evita di alimentare culto leaderistico e spiriti anti istituzionali: «Ringrazio tutti e sono contento che il mio nome parli alla sinistra. Siamo alla conclusione di una vicenda faticosa e difficile. Ogni decisione può essere discussa e criticata, anche duramente, ma va riconosciuta legittimità demo-

cratica e legalità costituzionale. Un saluto al rinnovato presidente della Repubblica». Seguono applausi, unanimi ma sensibilmente più tiepidi. Non nega che «il ceto politico ha dato una prova un po’ deludente», ma «sono sempre stato contrario a qualsiasi marcia su Roma». Poi parlerà di bioetica, da Ippocrate a Hannah Arendt, con evocazione finale di «poteri senza volto e non democratici, di cui è piena anche la Rete». Gli ultimi giorni sono stati gonfi di entusiasmi ma anche di amare sorprese. In primis dal centrosinistra. Dopo le elezioni, sebbene fosse palese che la sua figura era l’unica di possibile cerniera tra centrosinistra e Cinquestelle, Bersani non l’ha mai chiamato. Dal centrosinistra solo insistenti richieste di desistenza condite con sgradevoli offerte di ipotetici ministeri.

«Ogni decisione è criticabile ma va riconosciuta la legittimità democratica e costituzionale» Il professor Stefano Rodotà

Non solo. L’ostentata indifferenza è andata di pari passo con una campagna mistificatoria sulla sua biografia. Il primo presidente del Pds trattato come un corpo estraneo alla sinistra. Il quattro volte deputato e vicepresidente della Camera come un extraparlamentare. L’elettore della coalizione Pd-Sel come una mina vagante grillina. Il giurista garantista (dal teorema Calogero alla polemica con Ingroia da Garante della privacy) come un alfiere del partito delle manette. Ingenerose anche le accuse di scarsa sensibilità istituzionale. Di fronte a un decreto legge che cancellava i referendum del 2011 da lui promos-

perderebbe tutto il sostrato popolare, quel fiume carsico che attraversa la società italiana e ha conosciuto negli incontri pubblici (500 persone a Reggio Emilia l’altro giorno, 1500 ieri a Bari), nelle scuole (12 mila studenti incontrati negli ultimi anni), tra i movimenti come al teatro Valle di Roma. Beppe Grillo è arrivato molto dopo. E anche il Movimento 5 Stelle viene ibridato da una personalità così diversa, che lo costringe - come alcuni già ammettono - a fare un salto di qualità rispetto al semplice «tutti a casa». Alcuni deputati grillini hanno contattato studiosi vicini a Rodotà per formare una commissione di «saggi» sulla crisi economica. E non è un caso che ieri la «marcia su Roma» sia stata annullata: troppo stridente con lo stile Rodotà.


LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

Reportage MATTIA FELTRI ROMA

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

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iusto il tempo che Beppe Grillo riversasse sulla tastiera due sostantivi e una preposizione: «Colpo di Stato». Per la precisione: «E’ in atto un colpo di Stato. Sarò davanti a Montecitorio stasera. Rimarrò per tutto il tempo necessario. Dobbiamo essere milioni». Erano le 16,28 quando le agenzie hanno fornito le coordinate dell’adunata. E un paio d’ore dopo milioni non erano, ma qualche migliaio sì, tutti spinti dalla rabbia e accalcati lungo le viuzze di pietra che conducono alle transenne davanti al Parlamento. C’erano da rimettere le cose a posto: è cioè Stefano Rodotà al posto di Giorgio Napolitano, poiché in questi tempi sbandati anche un voto a rigor di Costituzione passa sotto la voce di soperchieria della casta. E quando le bandiere hanno cominciato a sventolare – le bandiere di Rifondazione comunista – e i contestatori hanno cominciato a intonare i loro cori irosi, mentre sulle giacche e sulle maglie scintillavano le spille a cinque stelle, si è capito che la giornata svoltava. Dentro il palazzo, come la fisiologia vuole, le informazione evolvevano rapidamente a leggenda metropolitana: accorrono i No Tav, convergono i centri sociali, accorrono gli autonomi del Nord-Est, e pure i black bloc (addirittura). E però passavano i minuti e i dintorni si popolavano. Già alle diciotto non c’era uscita dalla piazza, blindata da polizia e carabinieri, che non fosse presidiata da sentinelle del popolo, diciamo così, decise a non far prigionieri. Si innalzavano cartelli di sostegno a Rodotà, il cui nome veniva ritmato dalla folla. C’era anche spazio per l’ironia: «Clio, ripijatelo». Qualche eccezione in una torma tutto sommato ridotta ma persuasa che lì si facesse la storia. Che davvero il palazzo fosse assaltabile. I ragazzi, ma anche signore anziane e spiritate, e uomini di mezza età schiumanti come tori, si arrampicavano sulle barriere pretendendo giustizia. Niente più che questo. Al massimo tre o quattro determinati a violare la zona rossa, a varcare il portone istituzionale per prendere a ceffoni i congiurati, ma bastava che il cordone dei poliziotti facesse un passo per scoraggiarli. Si urlava ai «mafiosi». Si urlava «vergogna». La «rovina dell’Italia siete voi». Si annunciava l’adesione di Forze Nuove, di Casa Pound, di gruppi sciolti (tutti incredibilmente in nome di un gran borghese come Rodotà). A quel punto la polizia chiedeva a

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Bandiere rosse e Casa Pound La piazza arlecchino del M5S In migliaia rispondono all’appello. Il Movimento frena:”Niente violenze”

Fischiato anche Crimi È stato lui ad annunciare il forfait di Grillo

Urla, slogan e monetine La folla irosa che si è riversata nella piazza ha lanciato insulti e slogan. È partita anche qualche monetina quando Carlo Giovanardi ha tentato la via del dialogo

Beppe Grillo di soprassedere. Niente Montecitorio: ragioni di ordine pubblico. Gli avrebbero messo a disposizione un’altra piazza, e niente male, per esempio piazza del Popolo. Erano i minuti più suggestivi della giornata: intanto Grillo era in arrivo dal Friuli in camper, e i cronisti si scambiavano pronostici sull’orario d’arrivo, data la velocità di crociera. Lo si era individuato a Bologna alle 17. No, a Firenze alle 16. Rocco Casalino con gran garbo spiegava: «Grillo ha ottenuto il pass e quindi vuole venire qui davanti a parlare». Correva a sventare il colpo di

Stato con l’accredito? Non c’era più nulla che conservasse un senso. Se non che i parlamentari tentavano di rincasare fra i ruggiti dei manifestanti e si prendevano insulti, fischi, Carlo Giovanardi in versione kamikaze andava a dichiarare sotto il presidio popolare e si pigliava pure qualche monetina. I cordoni della polizia evitavano il peggio. Ed è stato forse lì che Grillo ha capito che era meglio defilarsi via twitter: «Arriverò a Roma durante la notte e non potrò essere presente in piazza». E già si era raccomandato: «Nessun tipo di violenza,

La distanza dalla gente Tra i manifestanti anche degli elettori del Pd

ma solo protesta civile. Isolate gli eventuali violenti». Il suo parlamentare Roberto Fico («va alzata l’ascia di guerra») dava la colpa con qualche ragione alla brutale sintesi fatta dalle agenzie. La capogruppo Roberta Lombardi diceva che «problemi di ordine pubblico non ne abbiamo mai avuti. Se poi qualcuno si infiltra...». I deputati a cinque stelle se ne andavano sotto la ressa ad applaudire e a ringraziare: «Siete voi che ci date la forza», e robe di questo spessore. Secondo le voci della serata, la polizia ha poi avvertito Grillo che i rossi e i

neri erano effettivamente in moto e lui non ci si è voluto mischiare. E nemmeno coi No Tav che dopo le 21,30 hanno acceso fumogeni in via del Corso affidandosi a «one solution: revolution». Allora tutto rinviato a oggi sotto forma di incontro coi cittadini e conferenza stampa. Un po’ poco per un golpe. E infatti, quando il povero Vito Crimi (capogruppo al Senato) s’è incaricato di avvertire la sua gente che Beppe Grillo lì non ci veniva più, qualche bel fischio se lo è preso anche lui: e da lì non si è mosso nessuno, per qualche altra ora a ululare alla luna.

Beppe dà forfait, la protesta no Strade bloccate in pieno centro GRAZIA LONGO ROMA

CONTROCORRENTE

Mineo: «Il mio no è alle politiche di Monti» n Il senatore Corradino Mineo è l’unico esponente del Pd che ha dichiarato

apertamente il suo no alla rielezione di Giorgio Napolitano. «Credo che un governo Amato sarebbe la continuazione delle politiche di Monti che è disastrosa per la sinistra». Mineo, in serata, è andato in piazza a protestare con i grillini.

Arriva? Non arriva? Alla fine, ieri sera, la folla in piazza Montecitorio s’è dovuta accontentare di Vito Crimi: niente Grillo, niente comizio contro l’elezione bis di Giorgio Napolitano. «Arriverò a Roma durante la notte e non potrò essere presente in piazza ha scritto il leader M5S -. Domattina (oggi per chi legge, ndr) organizzeremo un incontro con la stampa e i simpatizzanti». Senza annunciare, come al solito, né dove né quando. E seppur non sia ancora chiara la modalità dell’appuntamento, anzi a tarda sera l’incontro veniva addirittura escluso del tutto, sono tre le piazze in lista per ospitare l’evento: piazza San Giovanni,

Bocca della Verità e piazza Santi Apostoli. Scartata piazza del Popolo, perché ospiterà il concerto per il Natale di Roma. Ieri, intanto, era palpabile la delusione tra i pentastellati: era stato proprio il loro capo carismatico ad invitarli numerosi. «Venite a milioni non mi lasciate solo» aveva scritto prima di partire in camper dal Friuli. E l’area davanti alla Camera era gremita all’inverosimile. Non solo grillini, ma anche pentiti del Pd, centri sociali, militanti di Rifondazione, iscritti a Sel con bandiere, cartelli e striscioni. Imponenti le forze dell’ordine, 200 uomini tra carabinieri e polizia in tenuta anti-sommossa che hanno tenuta blindata per tutta la giornata la citta-

della politica (Camera-Palazzo Chigi). Non sono mancati momenti critici, ma alla fine ha prevalso il buonsenso. In un primo momento si pensava di accogliere Grillo in piazza del Popolo, occupata in realtà dalla manifestazione «A passo di tango in onore del Papa» promossa in collaborazione con l’ambasciata argentina in Italia. Poi il forfait. Ma nonostante sia stato annunciato da Crimi, in tantissimi hanno protestato fino a tarda sera. Lungo via del Corso un gruppo di No Tav ha acceso dei fumogeni, altri gruppi hanno invece bloccato altre strade del centro, piazza Colonna, via del Tritone, a lungo via Nazionale, interrompendo il traffico, dove in 300 sfilavano dietro uno striscione con scritto «One solution: Revolution».


8 .Primo Piano

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

Elezione del Presidente

Pd: e ora i renziani vogliono il timone “Gestione unitaria” Letta si dimette con Bersani, anticipate le assise Divorzio in vista con Sel dopo la rottura sul Colle CARLO BERTINI ROMA

Il Pd ora dovrà convocare un congresso anticipato (forse entro l’estate, anzichè in ottobre), l’implosione della struttura si è portata dietro le dimissioni non solo di Bersani, ma di «tutta la segreteria» come ha ammesso Enrico Letta. Quindi l’assemblea nazionale che si terrà a breve dovrà indi-

Forse il congresso anticipato ci sarà già in estate, senza aspettare ottobre viduare un comitato di reggenti che tenga le redini fino alle primarie: e la partita ora si fa dura, perché i renziani come Richetti o Bonafé dicono che servirebbe una «gestione collegiale» che tenga conto del peso specifico che ha ormai assunto per la «ditta» il loro leader ed è facile prevedere una battaglia. Giovani dalemiani come Enzo Amendola invece sostengono che ci vorrebbe un triumvirato D’Alema-Veltroni-Renzi, per salvare la baracca. Insomma sul fatto che Renzi da qui in avanti conterà eccome, nessuno dubita. Sulla tenuta della «ditta» non vi è certezza alcuna.

Colloquio PAOLO FESTUCCIA ROMA

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«NUOVA SINISTRA»

Vendola fissa una data e guarda a Barca «Votiamo Rodotà», ha detto Vendola ieri. «Non ho mai lavorato per la scissione del Pd», assicura. L’alleanza di centrosinistra resta in piedi in tutta Italia durante le prossime amministrative, afferma. Ma l’8 o più probabilmente l’11 maggio si terrà a Roma la prima «assemblea di popolo per lanciare un nuovo percorso» di rifondazione della sinistra dopo che il Pd si è andato a «schiantare». Vendola, «addolorato» per la vicenda politica di Bersani, guarda espressamente a Fabrizio Barca, che ieri ha concordato che si sarebbe dovuto votare Rodotà, e a «tutti coloro che vogliono ricostruire una sinistra» che guardi al futuro senza chiudersi in un «angolo di radicalismo».

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Appena Napolitano affiderà l’incarico per formare un governo sarà convocata una Direzione dove tutti dovranno venire allo scoperto e sciogliere il nodo - con una conta dagli effetti imprevedibili - sulla nuova linea politica da tenere: accettare o meno un esecutivo di larghe intese con tanto di foto di gruppo di ministri Pd-Pdl. E già lì si potrebbero registrare le prime defezioni. «Che ne dite di Napolitano?», chiedeva di buon mattino Andrea Orlando a due giovani deputati della prima ora. «Ma così votiamo di fatto anche sul governo Amato?» «No». «E quali assicurazioni abbiamo?». «Dopo quello che abbiamo fatto, tutte le assicurazioni sono fallite...». Se la cava con una battuta Orlando. Ma la paura di subire un «governissimo» è solo il primo effetto del marasma totale che ha travolto il Pd: l’altro è che si può considerare forse archiviata l’alleanza con Sel. La resa dei conti con la sinistra è già partita e a dirlo non sono i liberal o i fautori del dialogo, ma gli stessi «giovani turchi», scioccati dalla piega che prendono gli eventi nelle ore più concitate della votazione finale sul Colle. Quando prima delle 15 arriva la dichiarazione di Fabrizio Barca sul Pd che avrebbe dovuto votare Rodotà, davanti la porta dell’aula Stefano Fassina si ferma e

Enrico Letta, che si è dimesso assieme al segretario del Pd

sgrana gli occhi. «Questo apre un altro problema», scuote la testa riferendosi al potenziale futuro paladino dell’ala sinistra del Pd. E non è da meno l’altro leader dei «turchi» Matteo Orfini, che in mezzo al cortile della Camera definisce Barca con epiteti poco lusinghieri e se «Vendola si vuole sciogliere nel Movimento 5Stelle, auguri. Barca lo seguirà portandosi dietro il suo bel papello sul “partito pesante”». Civati taglia corto, «Barca si è giocato la sua leadership» e Fassina, quando il discorso plana sulle sorti dell’alle-

anza con Vendola che ha già preso la sua strada affiancando i suoi voti ai 5Stelle, ammette pure che con Sel «ormai è rottura». Insomma, se l’unico a voler scommettere oggi sul Pd è il piemontese Giacomo Portas, leader dei Moderati, «farò tesserare i miei 250 amministratori perché secondo me arriverà al 35%», i futuri azionisti di maggioranza del partito, cioé i renziani, mettono le cose bene in chiaro. «Nell’immediato - dice Matteo Richetti - va superato il blocco istituzionale formando un governo, perché il paese non

Barca sfida i democratici su Rodotà: “Ma non attacco Napolitano”

unisce cultura liberale, cattolica e socialista». Insomma, normale dialettica, confronto. Classificato da molti osservatori, però, come caos e scontro, «al punto – fa capire il ministro, rimasto silente in questi giorni per il rispetto al profilo istituzionale che riveste – che il Pd non è stato capace di giocarsi bene le carte a disposizione». Tre, soprattutto, «le tre soluzioni politiche che meglio incarnano le anime del partito. Quella di Romanifesto» per «un partito nuovo per un no Prodi ovvero quella cattolica-riforbuon governo» richiamare l’attenzione mista, quella di Stefano Rodotà più soproprio «suo ruolo del suo partito». Un cialdemocratica e infine quella di Empartito, «quello democratico – osserva ma Bonino ovvero l’anima liberale». – che non doveva chiedere questo sacriTre figure popolari, adatte, comficio al Presidente Napolitano». Ma, an- petenti. Ecco, l’aver rinunciato a spozi, si lascia intendere avrebbe dovuto, sare una di queste opportunità scealmeno «avere la forza di saper propor- gliendo, invece, accordi traballanti re e imporre o saper scegliere». Da qui, avrebbe determinato la débacle total’idea di «sposare», eventualmente, una le del partito. Che che ha indotto il candidatura come quella di Stefano Ro- Pd, e altre forze a ricorrere ancora dotà, lanciata sì una volta al Predal M5Stelle ma IL LIMITE PIÙ GROSSO sidente Napolitasostenuta e pure Senza peral«Non siamo stati capaci no. votata dal Sel di tro attenersi agli di giocarci bene le carte auspici del PresiVendola. Quel Sel a disposizione, e c’erano» dente, cioè quelli che pare far parte, anche dei «didi evitare consegni» politici di Barca; insomma, di trapposizioni, per evitare strappi e quel «partito di sinistra» a cui pensa il tensioni. Al punto sostiene il ministro ministro e intorno al quale si è detto di- che «l’odio, il risentimento che domisponibile a lavorare. Oggi, forse, più di na questi giorni si scioglie solo torprima. Al punto che molti, proprio ieri, nando ai principi che ci muovono». hanno cominciato a chiedersi, non solo Principi che si rifanno alla Carta coironicamente, «a quale partito si fosse stituzionale e che dovrebbero animaiscritto il ministro». «Al Pd – commenta re la politica. Altro, allora che golpe – e la mia non è più né meno che una tra come attacca Beppe Grillo. Perché il le moltissime voci che in questi giorni si leader del M5Stelle «semplicemente sono levate nell’ambito del confronto straparla», sostiene Barca. Non è la all’interno del partito». E quindi a ben prima volta né l’ultima. «Ma noi dobragionare «sono iscritto al partito che biamo saper far politica».

“Da lui un atto di straordinaria generosità davanti ai partiti”

é una presa di distanze da Napolitano né un «distacco» dal Partito democratico. Ma in pochi giorni, dal lancio del suo memo- scorsa settimana) aveva messo all’«inrandum politico Fabrizio Barca ha vi- dice», e che di fatto sono gli attori prinsto impallinare in sequenza un ex cipali di una «commedia» politica mal presidente del Senato (Franco Mari- riuscita – sia sul dopo elezioni che sul ni) e il fondatore dell’Ulivo (Romano voto per il Colle - e «alla base di quella Prodi) candidati, seppur con tempi, filiera perversa che mina alla radice le metodi diversi e tensioni, al Quirina- istituzioni pubbliche». le. Non solo. All’appello al Nazareno, Una diagnosi spietata, dunque, che nelle prossime ore, per loro stessa Barca aveva sostanzialmente messo ammissione, mancheranno pure il se- nero su bianco nella sua agenda politigretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e ca, e che ieri ha condensato in pochissila presidente, Romi caratteri digisi Bindi. IL TWEET tali ma che – si tieCosì, nel vuoto a puntualizzare «Incomprensibile che non si ne politico e di pote– sono ben distanappoggi Rodotà o non si ti «da un attacco re il twitter di ieri proponga Emma Bonino» al presidente Naa metà giornata di Fabrizio Barpolitano». Anzi, ca, «incomprensibile che il Pd non ap- osserva, «il comportamento di Napolipoggi Rodotà o non proponga Emma tano rappresenta un atto di straordinaBonino», è apparso ai più come un ve- ria generosità, di fronte a ciò che i partiro e proprio anatema. Una scomunica ti gli chiedevano e che lui aveva chiesto globale sia sul metodo che sulla stra- di evitare». Nessuna vena polemica tegia ai dirigenti del partito, alle loro quindi. Certo è, però, che il tema resta e scelte, alle alleanze «improvvisate» e si intreccia, inevitabilmente, alle istitua quella eventualmente «sacrificata» zioni e al ruolo che i partiti rivestono al a causa del metodo sbagliato. loro interno. Insomma, a tutta quella élite che Per questa ragione è inevitabile per governa le forze politiche e a quei par- chi come Fabrizio Barca, che poco più titi «stato-centrici» che lo stesso Bar- di una settimana fa si è iscritto al partica (nel suo memorandum lanciato la to democratico e ha lanciato il suo «ma-

Fabrizio Barca

ce la fa più. E per il partito serve una gestione collegiale in un’ottica di riconciliazione ma delineando un profilo riformista e non estremista». Ma prima andrà ricucita la ferita prodotta dai «cento traditori», insomma, per dirla con Enrico Letta, «bisognerà far pulizia, perché di fatto in questi giorni ci sono state delle scissioni nel momento in cui alcuni parlamentari hanno fatto altre scelte». Insomma, se non sarà caccia alle streghe, andranno cercati i colpevoli del disastro che ha mozzato la testa al partito...


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Retroscena FEDERICO GEREMICCA ROMA

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

così, alle sei della sera, Bersani - il duro, il pragmatico - si lascia andare e si commuove. Laura Boldrini ha appena proclamato eletto Giorgio Napolitano e lui porta le mani a coprire il volto. Fioroni, Epifani e qualcun altro capiscono e accorrono. Accorre anche Alessandra Moretti, la sua giovane portavoce nella campagna per le primarie: Bersani è gelido, nemmeno sorride, forse vorrebbe ripetere il famoso «tu quoque», per quella inattesa scheda bianca sul nome di Marini, ma evita, glissa, Il segretario dimissionario del Pd, Pierluigi Bersani non ne ha voglia e certe volte, in fondo, basta la freddezza. L’incontro con Napolitano per chiedergli di tirare il Paese (e il Pd) fuori dai guai; poi il colloquio con Monti, i capannelli in Transatlantico, il sì del Presidente alla rielezione, il voto - finalmente - e il tempo che non passa mai, mentre davanti agli occhi di Bersani scorre il film degli ultimi due mesi, e non una che fosse andata come doveva andare. Le dimissioni sono confermate - le sue e quelle dell’intera segreteria - ammesso che qualcuno temesse o sperasse il contrario. Il Congresso si farà, e forse in fretta. Ma le dimissioni e il Congresso sono l’ultimo problema oggi - per Pier Luigi Bersani: quel che elettori nel voto su Marini prima e Prodi quel che si è visto da dopo il voto in poi po: Fabrizio Barca e Matteo Renzi. pesa è quel che lascia, l’eredità che poi, sono proprio queste le accuse (e le - due o forse addirittura tre. E poi, naLa storia del quasi fu Pd riparte consegna al successore, un elenco di autocritiche) piovute sul Pd: un partito turalmente, un problema politico irri- dunque da qui, e si deciderà in tempi obiettivi non raggiunti e da centrare. anarchico e diviso in feudi. Con un’ag- solto e grande come una casa: se av- assai vicini. Bersani, certo, dirà la Che cosa sia stata la segreteria Ber- gravanteimprevista,edolorosaperilse- viare e poi attraversare questa legi- sua. Ma un po’ d’acqua almeno dovrà sani per il Pd, lo dirà il tempo; oggi si gretario: il comportamento stupefacen- slatura cercando patti col Movimento passare sotto i ponti. Ieri, incassata può dire quel che te tenuto dai gruppi Cinque Stelle opl’elezione di Napolilui, Pier Luigi, LA NEMESI parlamentari, che pure se continuare IL DOPPIO PROBLEMA ADESSO tano, se ne è tornato avrebbe voluto Nel discorso di insediamento proprio Bersani - do- - sull’onda dell’ecsua Piacenza. lascia gruppi parlamentari nella fosse. L’obiettivo po le elezioni - non si cezionalità - lungo Mezzora di macchidisse: «No all’anarchismo era stancato di esal- la via della passata ingovernabili, e due linee na, forse meno, per fondamentale e alla feudalizzazione» tare perché nuovi, legislatura, e dunpolitiche antitetiche arrivare a Bettola. È dopo gli anni del «partito liquido» largamente rinnovati que con un rapda lì, dalla ormai fadi Veltroni e Franceschini - Bersani lo e pieni di giovani e donne provenienti porto con Berlusconi. È il bivio di mosa pompa di benzina, che partì indicò con precisione nel discorso di dalla società civile. Una delusione, oltre fronte al quale il Pd è letteralmente l’avventura della sfida vittoriosa a investitura, 7 novembre 2009: un par- che un evidente fallimento. imploso: due linee non compatibili, Matteo Renzi. Sono trascorsi poco tito popolare, che non ceda alla nostalPerò è questo quel che lascia, nono- due linee buone per due partiti - uno più di quattro mesi, e nessuno avrebgia e non scivoli «nell’anarchismo e stante la fatica fatta e l’impegno dedi- che rilanci un’idea di sinistra, un altro be potuto immaginare un epilogo conella feudalizzazione». Ecco, dopo le cato: gruppi parlamentari governabi- meno ideologico e più moderato - per i si. Nessuno. A cominciare da Pier mortificanti prove fornite dai Grandi li con difficoltà e non un partito ma - a quali due leader sembrano già in cam- Luigi Bersani, naturalmente...

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Bersani, quella lacrima in aula e poi il rifugio a Bettola Il segretario amaro, gelo con la Moretti che prova ad abbracciarlo

Renzi: a me non cambia niente ho 38 anni, ho tempo “Ci proveremo”. Gentiloni: Matteo ha un’autostrada davanti

il caso FRANCESCA SCHIANCHI ROMA

desso il Pd ha l’occasione di cambiare davvero, senza paura. Ci proveremo». A Roma, il presidente della Repubblica è appena stato eletto, tra le proteste dei Cinque stelle dentro e fuori dal Palazzo. Nell’Aula di Montecitorio c’è tutta la segreteria dimissionaria, c’è Bersani con le lacrime agli occhi, il vice Enrico Letta, la ex presidente Bindi. Mentre la vecchia dirigenza applaude tristemente l’elezione, a Firenze, il futuro in pectore del partito, Matteo Renzi, vive il suo sabato da sindaco: celebra due matrimoni, inaugura una mostra dell’artigianato, si ritira nel suo ufficio a Palazzo Vecchio. E, a sera, twitta l’apprezzamento a Napolitano («il presidente di tutti») e risponde ai toni incendiari di Grillo («parlare di golpe è ridicolo»). Oltre che, appunto, promet-

«A

Matteo Renzi

tere di provare a cambiare il partito. «A questo punto la sfida per prendere la leadership del partito è ancora più certa: Matteo ha un’autostrada davanti», valuta l’ex ministro renziano Paolo Gentiloni. «L’unica cosa ancora da capire sono i tempi». Una variabile fondamentale, però, quella del tempo. Si andasse subito al voto, con la sua stella che brilla, sarebbe il favorito. Ma con la rielezione di Napolitano si va verso la formazione di un governo, e nessuno può dire quanto possa durare: chi può sapere se Renzi sarà ancora in pole position quando arriveranno le urne. Ma il sindaco, con i suoi, si è mostrato tranquillo: «Radio Parlamento già si affanna a dire che sono finito, se dovesse insediarsi un governo capace di durare. Ma a me non cambia niente uno, due, tre anni: ho 38 anni, ho tempo», ragionava ieri con un amico. Il rottamatore ha dalla sua l’età, e un gradimento costantemente alto: un paio di giorni fa, Swg lo dava al 61%, il più alto fra i leader. Se anche aver sostenuto Prodi senza riuscire a farlo eleggere dovesse costargli qualcosa, pochi punti di differenza non cambiano il dato di una grande fiducia, pensano dalle sue parti: e il dato politico è che ha sapu-

to giocare una partita non marginale sul Quirinale. «Vogliamo dire la verità? – si chiede un renziano di stretta osservanza – la sconfitta di Bersani e del suo gruppo dirigente è l’epilogo della vicenda delle primarie. Con regole veramente aperte avrebbe vinto Matteo, la gente vuole lui». Nell’ambiente renziano soppesano la giornata di ieri e ritengono che molte novità vadano verso un rafforzamento del loro leader. Vanno in quella direzione le dimissioni dello stato maggiore del partito, ma anche la scelta di Vendola di aprire il cantiere di un nuovo partito di sinistra, così come l’endorsement di Barca a Rodotà («singolare e intempestivo», lo definisce il sindaco). Così come i toni incendiari di Grillo che evoca il golpe e la mobilitazione di piazza: «Qual è il volto più spendibile per contrastarlo?», chiedono retoricamente. I tempi sono fondamentali. Legati ai modi. Il sindaco ha sempre chiarito di puntare alla corsa da premier, non all’incarico di segretario. Ieri però a chi gli ha chiesto se si candiderà alla guida del Pd ha risposto evasivo, «da qui al congresso c’è tempo». Chissà se le due figure di segretario e candidato alla premiership continueranno a coincidere, «il Pd è un partito infartuato, potrebbe essere che si cambiano le regole», pensa Gentiloni. Ma se sarà necessario passare dalla sfida interna del congresso per correre quella di Palazzo Chigi, Renzi è pronto, «se devo lo farò», ha detto ai suoi. Certo, rischia di ereditare un marchio parecchio ammaccato. «A noi converrebbe una newco – scherzava ieri con i suoi – ma io non ci penso nemmeno: continuo a credere nel Pd». Tanto che è pronto a conquistarlo.

QuiriTweet A CURA DI ALBERTO INFELISE

Se dici «Golpe» e «Colpo di stato» nel resto del mondo di solito stai parlando di cose serie @LucaBizzarri

Rodotà deve ancora farsi le ossa Sarà pronto alla fine del mandato di Napolitano @umarells

Dicesi «Colpo di Stato»: quella cosa che succede quando gli altri hanno più voti di te [GrilloPedia] @domeniconaso

Berlusconi non otteneva una vittoria così netta dal Milan-Barcellona 4-0 del ’94 @FrancescoCoccoT

Il Napolitano bis è figlio della spending review. Non c’erano i soldi per cambiare le foto negli uffici pubblici @VetusteBende


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LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

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Elezione del Presidente

più plausibile lo sbocco del «governissimo» che, fino a pochi giorni fa, poteva somigliare a una chimera. Le larghe intese sono uno scudo contro eventuali richieste di arresto, o anche semplicemente rispetto ai tentativi di dichiarare il Cavaliere incompatibile. Qui va dato atto a Berlusconi di aver giocato al meglio le carte, atteggiandosi in modo responsabile, mordendo la lingua e rifiutando di dare ascolto ai «falchi» di cui ama circondarsi, i quali lo vorrebbero in campagna elettorale permanente. Sull’altro piatto della bilancia, il centrodestra rinuncia alla pretesa iniziale, quella di imporre al Quirinale un esponente della propria parte politica. Pur di scansare Rodotà, il Pdl ha supplicato in ginocchio quello stesso «comunista» che aveva rifiutato 7 anni fa. E con Napolitano sfuma l’unica arma di ricatto su cui Berlusconi poteva far leva, la minaccia di tornare alle urne entro l’estate. Re Giorgio non ci pensa neppure. Quando stilerà la sua lista di ministri, più o meno graditi al Pdl, il Cavaliere non potrà che rispondergli: «Signorsì».

Il Pd esce da questa prova con le ossa rotte e con un punto interrogativo sul suo stesso futuro, come testimoniano le rassicurazioni dei tanti dirigenti che in queste ore sentono il bisogno di dire che «il partito esiste ancora». Il killeraggio del fondatore dell’Ulivo ad opera dei cento franchi tiratori è una ferita difficile da rimarginare che ha offerto un’immagine di «guerra tra bande» e di assoluta mancanza di «responsabilità», solo per restare alle parole di Bersani. Insomma, se dalle macerie potrà rinascere qualcosa, il rischio di una scissione dell’ala sinistra diventa sempre più concreto, così come sarà difficile che regga agli urti l’alleanza con Vendola già franata sui tornanti della scelta per il Colle. Il partito è privo di una guida, le dimissioni di Bersani non rientreranno: sarà compito di un organismo come l’assemblea plenaria, una sorta di comitato centrale del Pd, decidere se affidare ad una gestione collegiale che coinvolga Renzi questo Pd ormai sbrindellato fino alle primarie per eleggere un nuovo segretario. Con l’urgenza di

Chi ha vinto chi ha perso

La scelta del Capo dello Stato ha fatto rialzare la tensione tra partiti e diviso il centrosinistra

Monti tiene duro Non vota Prodi e rientra in gioco

Scelta civica

MARCO CASTELNUOVO

Un minuto dopo l’esito elettorale, Scelta civica è sparita dai radar. Non aveva i numeri sufficienti per fare un governo con il Pd, ma era di fatto superflua nella ricerca di un eventuale accordo tra Bersani e Berlusconi. Nella partita della Presidenza della Repubblica, invece, ha giocato bene le sue poche carte. Da subito ha chiesto un consenso largo, che comprendesse il più ampio arco istituzionale. Di fatto dal Pd al Pdl. Per questo ha appoggiato la candidatura di Marini (anche se una ventina di parlamentari di Scelta civica non lo hanno votato, alcuni anche dicendolo apertamente), e non ha votato Romano Prodi nonostante il pressing del centrosinistra in particolare modo su alcuni parlamentari che avevano una storia nel centrosinistra (l’ex fondatore della Margherita Lorenzo Dellai, lo storico Andrea Romano, gli esponenti della Comunità di Sant’Egidio) per portare voti al nome del fondatore dell’Ulivo.

CARLO BERTINI ROMA

In contrapposizione a Prodi, Monti ha messo in campo il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. In questo modo, Scelta Civica ha potuto non solo proporre un nome «suo» (benché non eletta, la ministro una delle espressioni più felici del governo Monti), ma potenzialmente di far convergere anche il centrodestra sul suo nome. Pdl e Lega, poi, sono rimasti fuori dall’Aula, ma comunque Cancellieri ha preso più voti di quelli dei Grandi elettori di Scelta Civica. Nove, per la precisione. Tenere l’asse fermo sulle larghe intese a rischio dell’unità del movimento Monti ha minacciato di lasciare qualora Cancellieri non avesse avuto tutti i voti dei grandi elettori di Scelta Civica -, è stata una strategia che ha pagato. Ora per la Lista Monti si apre uno scenario nuovo. E’ chiamata a partecipare alla nuova maggioranza e probabilmente anche al governo. Cercherà di realizzare le proposte dei saggi e a portare avanti le riforme del governo Monti. Diventando così centrale nello stemperare le tensioni destra e sinistra.

anticipare i tempi per avere un leader riconosciuto in caso di voto. Per fare un bilancio sommario: questa fase ha portato a bruciare non solo due figure come Marini e Prodi, ma ha prodotto una decapitazione del vertice, con quel che ne consegue sulle capacità negoziali in un’ottica di governo. La nuova generazione di parlamentari, entrati grazie alle primarie, con tutte le fibrillazioni su Rodotà e Marini, ha poi dato scarsa prova di affidabilità, dimostrando di essere troppo esposta alle sollecitazioni della «rete» e poco incline a rispettare le scelte assunte collegialmente. Lo stress test del Pd toccherà il diapason quando si dovrà votare un eventuale governo col Pdl, tenendo conto che la base e i 500 grandi elettori hanno già faticato a digerire repentini cambi di linea: dalla candidatura di Marini che veniva letta come un’apertura alle larghe intese, a quella su Prodi - interpretata come un serrare i ranghi chiudendo la porta al dialogo - fino alla convergenza su Napolitano, vissuta come «soluzione emergenziale» da un partito sconfitto sul campo.

Il muro contro muro ha finito per scontentare quasi tutti A parte chi è stato a guardare

Il percorso (quasi) netto del Grillo politico E “l’inciucio” lo favorirà JACOPO IACOBONI

Se non ci fosse stato il golpe improvvidamente evocato (alla fine è stato un bene che Grillo non sia fisicamente arrivato a Roma, s’è abbassata un po’ la tensione) in questi quattro giorni di elezioni del presidente il fondatore del movimento avrebbe ottenuto il massimo risultato, se non col minimo sforzo (anzi, con un Tour de force in Friuli), con un percorso quasi netto. Grillo ha mostrato, nell’ordine: che il movimento, attraverso le sue tanto criticate elezioni on line (mancano ancora i numeri dei voti), è capace di indicare un candidato presidente autorevole, democratico, eminente, come Stefano Rodotà, in una rosa buona, e sostanzialmente tutta di origine culturale democratica, e di sinistra (addirittura, Grillo ha telefonato, da politico, a Gino Strada, per ottenerne la rinuncia, e quindi un candidato più spendibile). E’ riuscito a spaccare il campo avversario, mentre tanti continuavano fino a venerdì a pranzo lo sport nazionale della caccia alla spaccatura nel M5s; lui invece, in un colloquio con la Stampa prima della cruciale

M5stelle

Sostiene Vendola che «il vero vincitore di questa partita è Berlusconi». Ha ragione, o si tratta di una forzatura? Per accertarlo, usiamo il metodo della bilancia. Su un piatto tutti i «pro» del Cavaliere, sull’altro i «contro». Sicuramente l’uomo è riuscito a schivare il peggio (nella sua ottica). Venerdì mattina ha temuto di ritrovarsi sul Colle l’eterno rivale, colui che per due volte l’ha relegato nell’angolo, cioè Prodi. Per Silvio i contraccolpi negativi sarebbero stati incalcolabili, anche sul terreno giudiziario. La battuta sull’espatrio («dovremo scappare all’estero...») era rivelatrice. Il fantasma del Professore non si è materializzato. E per quanto il Pdl abbia esercitato un ruolo pari a zero, avendo provveduto il Pd a sacrificare una delle sue figure più rappresentative, tanto basta a spiegare l’euforia del Cavaliere, che ieri raccontava barzellette a tutto spiano. Il bis di Napolitano ha un altro pregio, nella prospettiva berlusconiana: rende

Pdl

UGO MAGRI ROMA

Sconfitti su tutta la linea Ora i Democratici rischiano la scissione

Pd

Berlusconi senza far nulla ha scampato l’arrivo del “nemico” al Colle

quarta votazione, s’è speso personalmente - a rischio di esser smentito - per dire «il gruppo è compattissimo, al massimo ci saranno uno, due voti a Prodi». Ecco, non sono arrivati neanche quelli. Insomma, da tutta questa vicenda anche il gruppo parlamentare - finora spesso immaturo - ne esce più compatto di prima. È vero che Prodi era comparso nella lista, ma in ottava posizione, dunque prima di lui gli eletti avrebbero dovuto comunque votare gli altri candidati: e c’erano nomi come Zagrebelsky, o Bonino. Nella sostanza il nome di Prodi non è mai comparso nelle nostre tante chiacchierate con elettori, militanti, o con quelli dello staff. Nonostante rapporti di storica conoscenza con Casaleggio. Eppure a Udine Grillo, alla notizia delle dimissioni di Bersani, diceva «è una vittoria dell’Italia, non mia». E ieri era davvero inferocito, per la soluzione trovata per il Colle. «Sono pazzi, l’Italia gliela farà pagare». Il che, a guardare freddamente, è un’altra grande carta elettorale per il Movimento, alle prossime elezioni comunque vicine, forse tra un anno.


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LA STAMPA

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DOMENICA 21 APRILE 2013

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ELEZIONE impr a, opera essere inistratori la porta di Giorg perfettam politano e intell enditori e sinda todel gove che viene ettua ente caliRepubblica Presidenteio Narno: ovunque, ripetuta capaci, conli, si vantano «Ma serv buona in modo un’espress di cosa pera è davverodella fatto colla di «fare sistem e settennato un una l'Itali profond borare a». Gli quasi osses ione esemplare a: dopo il pi, ricambio nella defin sivo Italiani diffic di Ciam nel partito» o succeera sanno izione ssion ile delin di LE INTE e nella autorevole e che per eare una Amedeo RVISTE zazione realizLa Mattin persona, zza e qualibiografia, a A PAGINA di «nuovi 6 ai cittad si presentass tà della modelINGRAO: li di svilu ini e subit conti A DESTRA ppo» o nuità, come un segno (altro e L’antagonUNA FIGURA FORT chiav accom termine pagnarefosse in grado di e nel lindella diffic una fase di liti tante, ista di sempre: E guaggio ile Giorg nuov na. Oltre L’ALTR trans io Napol della scontri fisici provi a segna izione italia a itano lascia Riccard A so del re, con o Bareng itamai liana, ncia primo Palazzo DEL CAV FACCIA hi A PAGINA Quirinale, post-comul’ingresGiustiniani 4 tutte anzi di ALI un tra nista fatto storic gli appla Anch ERE al tutte leo quasi usi «Un segr o. GARDNER: ceduto e lo scontro province etario gen nuto: l'elezione è che ha prene), a L’ambasc UOMO DEL DIALOGO cui italia se la magg stato conte affid erale rata ae soste sul Colle ioranza difesa are la gradito unico interiatore: «Per gli Usa scita non è stata gno di schie e la creNapolitanoSERVIZI locutore ampl alla Casa dendo DA PAG. Andrea nel 2 A PAG. sostanzialissima, coinc nel Pci» «mon,do della di Robila delle liber forza parla 9 nt A PAGINA globalizza ment mente con iFederico tà? nistra, 4 Aiutereb ne» (cont ziomolto are del centr la ALL’INT Gere dell’Italia be il dialo consenso più largo osiA PAGINA micca ERNO a ripet inuo 3 è stato acquisito d’oggi), dell’e go, Stato, che al nuovo però spet il parole ere le con l’imp negli ultim levato, diffu del centr due leade Capo dello ta all’Union proprie i decen r su quatt so bene creativa egno e sono statiodestra, Casin avanzare e ro di cui gli l’inventivani col duro ssere LO a i un e Fini, ea SCANDA E’ sconc una prop lavor , con Italia lo stesspasso dal votar la fanta o, due idee ertante la ni sono capac LO SI ALLA osta» volutcui o Berlu Augusto o sia sconi e, «spaccata»o immaginicontrapposizioni. RGA. 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Il sogno mai realizzato prima del doppio mandato al Colle

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La prima elezione La prima pagina de La Stampa dell’11 maggio 2006, il giorno successivo all’elezione di Napolitano

Enrico De Nicola

Giovanni Gronchi

Presidente «provvisorio» (’46-’48): prima dell’elezione del primo Presidente effettivo gli portarono il letto al Quirinale

Eletto nel 1955, sette anni dopo ha come «sponsor» Enrico Mattei (Eni), ma viene sconfitto nella sfida ad Antonio Segni

FABIO MARTINI ROMA

chiesto in modo corale, avrebbe preso in considerazione l’idea di restare. inora era restata una chi- Era il giugno del 1985 e in quei giorni mera, cullata più o meno Pertini aveva 88 anni. Durante la sua silenziosamente da quasi presidenza Pertini oltre a riconciliare tutti i Presidenti: fare il milioni di italiani con le istituzioni rebis, raddoppiare il setten- pubblicane, diventando «una sorta di nato. Un sogno finora mai compiuto difensore civico della Nazione», come ed è curioso che alla fine la prima vol- disse Antonio Maccanico, non aveva ta sia toccata proprio al Capo dello risparmiato dispiaceri ai partiti di goStato che più netverno e non solo. tamente aveva IL PARADOSSO Alla Dc aveva fatto esternato la sua l’incaRieletto il Capo dello Stato trangugiare voglia di lasciare il rico a Bettino Crache più si era detto xi, anche perché Quirinale allo scadesideroso di lasciare tra il vecchio e il dere dei sette anni. Un bis che ha “nuovo” socialista “premiato” un Presidente, Giorgio ci fu un’intesa più intensa di quanto Napolitano, che ancora ieri mattina abbiano scritto le storie ufficiali. In un ha resistito con speciale energia al- libro scritto a caldo - e ignorato dalla l’intensificarsi delle pressioni. Ma storiografia ufficiale - Enzo Bettiza nel passato il sogno di un secondo annoterà un colloquio con Craxi sulla mandato ha legittimamente attra- terrazza del Raphael, nel corso del versato le menti di tanti presidenti. quale il leader socialista aveva confiCon vicende, di volta in volta, com- dato: «I comunisti pensano che a me moventi, drammatiche, comiche. Pertini non vada bene e io glielo faccio Al termine di un settennato di stra- credere». ordinaria popolarità Sandro Pertini Ebbene, quando nelle ultime settifece capire ai capi partito - Craxi, De mane di presidenza, Pertini lascia traMita, Natta - che, se gli fosse stato pelare la sua disponibilità a restare, la

F

I precedenti Glistatistiindispensabili cheritornanoalpotere n È lunga la lista degli statisti

che, proprio come Napolitano, hanno dovuto restare o ritornare in sella per raddrizzare le sorti del loro Paese. Tra i casi più famosi, va citato quello di Franklin Delano Roosevelt, rimasto alla Casa Bianca per quattro mandati (dal 1933 al 1945). Oppure Charles De Gaulle, che si insedia all’Eliseo nel 1959 dopo che si era ritirato a vita privata. E ancora, Winston Churchill, tornato a fare il primo ministro nel 1951, quando aveva 77 anni.

Dc rivendica il Quirinale dopo quella presidenza così scomoda ma il primo a glissare è proprio Craxi. Sandro Pertini ci resta così male che decide di lasciare nove giorni prima della scadenza naturale. E il suo commiato dal

Quirinale ha qualcosa di straziante: a salutare il Presidente sono presenti i suoi più diretti collaboratori, non c’è nessun esponente delle istituzioni, mentre il presidente del Consiglio Craxi manda un ministro senza portafoglio, il repubblicano Oscar Mammì. Craxi, quel giorno è ad Hammamet, e non ha ritenuto di dover rinunciare alla breve vacanza in Tunisia. Non si è mai saputo come la prese quel giorno il presidente partigiano, ma è pur vero che lui, così allettato da un bis e così sensibile ai riflettori, da quel giorno non fece più nulla per accendere l’attenzione su di lui e morirà cinque anni più tardi. Di sapore molto diversa la speranza di bis che prese Enrico De Nicola, primo presidente provvisorio della Repubblica, dal 1946 al 1948. Avvocato napoletano dall’oratoria molto asciutta, liberale, personaggio di grande austerità ma con tratti di bizzosità, allo scadere del suo mandato De Nicola non nascose la sua speranza di essere eletto presidente effettivo. Sapeva di avere dalla sua i socialisti e i comunisti, ma al tempo stesso era al corrente della

ostilità nei suoi confronti del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi. Una ostilità che rendeva difficile un bis di De Nicola, anche se la goccia decisiva per far traboccare il vaso fu un episodio da commedia degli equivoci. De Nicola aveva scelto nel periodo della presidenza provvisoria di non risiedere al Colle, ma a pochi giorni dall’inizio della votazioni, il suo capo di gabinetto, l’avvocato Umberto Collamarini, dando per molto probabile il bis, fa trasportare in una camera del Quirinale un letto di ottone gradito al futuro presidente. L’episodio diventa di dominio pubblico e De Gasperi lo utilizza per sbarrare definitivamente la strada del bis a De Nicola. Anche Giovanni Gronchi, democristiano, toscano di Pontedera, che era stato eletto Presidente nel 1955, avrebbe gradito il bis. Sette anni di presidenza controversi ma soprattutto il finale: l’insistenza con la quale Gronchi aveva voluto affiidare il compito di formare il governo al suo grande amico Fernando Tambroni, incarico culminato negli scontri di Genova. Ma nel 1962, Gronchi vuole restare a tutti i costi e ha dalla sua parte uno sponsor potente ed influente: il presidente dell’Eni Enrico Mattei. Proprio Gronchi fu uno dei principali artefici (sconfitti) della guerra sotto traccia al candidato ufficiale della Dc e di Aldo Moro: Antonio Segni. Probabilmente avrebbe gradito restare anche Francesco Cossiga, eletto presidente nel 1985. Ma la sua ambizione venne frustrata dalla notizia, fatta trapelare da Giulio Andreotti, di una partecipazione giovanile di Cossiga alla organizzazione segreta Gladio. Da quel momento il «presidente tranquillo» si trasforma: per difendersi, contrattacca con esternazioni fumantine e sfuma così il possibile bis.

R


14 .Primo Piano

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

Elezione del Presidente ANTONELLA RAMPINO suoi duemilacinquecento giorni al Colle sono stati l’esercizio più politico del magistero politico per eccellenza, la presidenza della Repubblica. E il paradosso capace a quanto pare di riservar sorprese anche nelle empiree sfere istituzionali oltre che nella vita di ogni umano è che, adesso, Giorgio Napolitano si troverà a dover sciogliere in prima persona quei nodi politici che aveva imperiosamente, pertinacemente, lungamente e purtroppo inutilmente indicato ai partiti. E il destino riannoda i sentieri, il Presidente che ci confidava solo una paio di mesi fa «questa mia tristissima fine di settennato», e aveva già fatto i pacchi, riempito scatoloni, tanto che non c’è neppure più una sua stilografica sulla scrivania presidenziale, deve riaprire adesso di propria mano il dossier più corposo: indurre le forze politiche a mutare la legge elettorale, a ridurre il numero dei parlamentari, a sdoppiare il bicameralismo perfetto rendendo il Senato come un’assemblea delle Regioni. Predisponendosi forse a uscire dal Quirinale come De Gaulle dall’Eliseo, dando il via a una nuova Repubblica che eleggerà direttamente l’inquilino al Colle. E diventerà dunque densamente politica anche l’eccezionalità della sua rielezione, indotta dalla necessità di riempire il vuoto da vertigine al quale la politica è ormai giunta. Non ci possono essere due Papi, in quel Quirinale che fu casa del Trono di San Pietro. Ma, da oggi, ci sarà per la prima volta un secondo settennato, e presto un governo politico davvero «del presidente». Mai avrebbe immaginato questo Giorgio Napolitano, nell’emozione di quel giorno di maggio 2006 a Palazzo Giustiniani nel quale, elevato

I

IL BILANCIO DEL SETTENNATO

Napolitano e le sfide della Terza Repubblica Votazione diretta del Capo dello Stato e nuova legge elettorale Adesso spetta al Colle il compito di guidare la transizione nato: contiene tutti i temi che verranno poi metodicamente sviluppati. Il suo primo gesto, l’omaggio ad Altiero Spinelli a Ventotene, è allo stesso modo l’indicazione della stella polare in politica estera, l’Europa e la necessaria progressiva integra-

LE RIFORME ISTITUZIONALI

C’è l’esigenza di superare il bicameralismo perfetto e di dare una nuova funzione al Senato 22 ottobre 2009

Voto Una delle urgenze è la riforma della legge elettorale e il superamento del Porcellum

al rango di senatore a vita da Carlo Azeglio Ciampi, occupava la stanza cosiddetta «delle Metamorfosi» e dove si compì la sua trasfigurazione in Capo dello Stato, eletto al quarto scrutinio e nella piena malmostosità di Berlusconi e di tutto il centrodestra. Il suo primo discorso, davanti al Parlamento, è l’ouverture del setten-

zione. Il primo appello, a pochi giorni dall’elezione, è proprio per le riforme, nei giorni in cui gli italiani bocciano via referendum la scombiccherata Carta riscritta dai «saggi di Lorenzago»: è, anche, il primo pubblico invito a «larghe intese», a «larghe maggioranze». E l’ultimo, di una serie di molti, sarà solo di un paio di

settimane fa, indicando la via della «non sfiducia» che tenne a battesimo l’«entente cordiale» tra Moro e Berlinguer nel ’76, modello per la coppia dell’incomunicabilità perfetta, Bersani&Berlusconi. È vero che il più politico dei Presidenti non ha mai mandato nemmeno un messaggio alle Camere, che ha


LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

Primo Piano .15

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Lavoro È uno dei temi più delicati sul tavolo del prossimo governo. Come suggerito dal lavoro dei 10 saggi sarà necessario rifinanziare con un miliardo di euro entro giugno gli ammortizzatori sociali in deroga

Semi-presidenzialismo Una delle riforme più attese è l’elezione diretta del Capo dello Stato, come in Francia

esercitato un ferreo controllo preventivo di conformità di ogni minimo intervento legislativo con la Carta comune, bloccando o limando per quella via - e solo per quella via - i più svariati provvedimenti, dallo scudo fiscale al fine vita sul caso Englaro, passando per il cosiddetto «lodo Alfano», e che questi sono stati i punti in cui Berlusconi e il centrodestra hanno squadernato la rabbia verso il Quirinale. Se lo stesso tipo di «controllo» è stato rigorosamente esercitato anche quando a Palazzo Chigi c’era Romano Prodi - al quale nel 2008 viene chiesto di verificare in Parlamento la mancanza di fiducia, prima di sciogliere le Camere nel 2008 non senza aver conferito un mandato esplorativo al presidente del Senato, Franco Marini, che poi riterrà invece di non testare la possibilità di un ulteriore governo dell’Ulivo -, molto intensa diventa la conflittualità con il governo del centrodestra.

Fisco

Parlamento

È questo uno dei nodi più controversi su cui sarà difficile trovare una sintesi di governo fra Pd, Pdl e centristi

Una delle ipotesi per superare il bicameralismo perfetto è creare una sola Camera con indirizzo politico (480 deputati) e un Senato delle Regioni (con 120 senatori)

L’EUROPEISMO

La crisi denuncia un bisogno di Europa, dire che ci vuole «più Europa» significa trarne in modo serio le conseguenze 2 ottobre 2012 Il presidente di tutti tende più volte la mano a Berlusconi, pubblicamente non deflette e spande moral suasion al fine di svelenire il clima nel rapporto tra maggioranza e opposizione. E questo, nonostante gli insulti di Berlusconi quando la Corte Costituzionale boccia il Lodo Alfano, quando Napolitano blocca il decreto - materia non affrontabile con quello strumento - con il quale il governo vorrebbe intromettersi d’imperio nel caso privato di Eluana Englaro. Fino al ruolo chiave del 2011, quando l’esplosione della crisi finanziaria rende macroscopica l’inanità di Berlusconi e Tremonti -che la crisi addirittura pubblicamente la negano, e con l’Italia destinataria della famosa lettera Bce-Banca d’Italia, e a un passo dal commissariamento del Fondo Monetario Internazionale - e renderebbe indispensabile un passaggio di mano a Palazzo Chigi. Berlusconi resiste, Merkel e Obama premono personalmente su Giorgio Napolitano - unico

interlocutore affidabile, come da quel momento in poi verrà definito dalle principali Cancellerie occidentali - e con un capolavoro tattico e strategico Giorgio Napolitano convince, l’11 novembre, Berlusconi a dare le dimissioni. Ci riesce anche perché il Cavaliere - che spesso ha potuto liberamente sfogarsi con il Capo dello Stato, per il quale è come diventato uno specchio nel quale riflettere un sé migliore - di Napolitano si fida, pur avendolo pubblicamente attaccato più volte («è un comunista», «è lui che controlla la Corte Costituzionale che blocca tutto» etc. etc.). Si fida perché, in un ordinamento nel quale il capo dello Stato non lavora certo contro il premier, Napolitano dà il tempo a Berlusconi di riorganizzarsi,

IL 150° DELL’UNITÀ D’ITALIA

Celebrare il 150° dell’Unità significa verificare da dove veniamo, ma anche dove siamo arrivati e dove andiamo 3 maggio 2010 quando Fini e i suoi si sfilano dalla maggioranza: un mese di tempo, nel dicembre 2010. Ma in quella drammatica sera del novembre 2011, col premier che nello Studio alla Vetrata gridava «solo io posso salvare l’Italia», «solo di me l’Europa si fida», e Napolitano che intanto vacillava sulla

sedia, alla fine si sciolse l’impasse. E vide la luce il primo governo Monti, il governo del presidente, passando per il colpo di genio di investire il professore bocconiano di tutta la propria autorità politica, attraverso il laticlavio di senatore a vita. La storia poi è nota, soprattutto quella della gelida delusione - che ancora morde Napolitano - quando Monti decise la «salita in campo» che toglieva all’Italia una riserva di credibilità, e autorevolezza a Monti stesso, e il tutto disattendendo la presidenziale moral suasion, esercitata sia in pubblico sia in privato. Un crollo di stima giunto alla massima potenza quando, inopinatamente e in modo quasi autolesionistico, il premier in carica s’è impuntato per dare le dimissioni, di fronte ad Angelino Alfano che - a parole - gli toglieva la fiducia in Aula, disconoscendo tutti i provvedimenti sin lì votati dal Pdl. Il resto è storia politica di questi ultimi cinquanta giorni, con il mandato dimezzato conferito a Pierluigi Bersani, non completo vincitore alle elezioni, al quale è stato chiesto di verificare politicamente la fiducia a un suo eventuale governo, senza la possibilità che la verifica si compisse in Parlamento. Una leadership debole, che è stata indebolita, precipitando nel cupio dissolvi di un Pd che impallina il suo fondatore, Romano Prodi, mentre lo candida a capo dello Stato. Ma con il Paese ancora a rischio, la storia delle ultime settimane ci consegna l’autorevolezza con la

quale Giorgio Napolitano ha ancora fatto scudo all’Italia. Usando il lascito di Ciampi (che nel ’99 chiese per iscritto al presidente del Consiglio Giuliano Amato il via libera a rappresentare l’unità nazionale anche nei rapporti internazionali), Napolitano ha portato l’Italia nel mondo. Viaggi nei quali ha tessuto, costruendo la candidatura di Mario Draghi alla Bce come la prossima di Franco Frattini alla Nato, tenendo altissima l’immagine dell’Italia, mantenendo forti e specialissimi rapporti soprattutto con Obama e Merkel. Lunghi viaggi anche in Italia, portando ovunque la bandiera del Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, amato dagli italiani al punto da far registrare il picco della popolarità del presidente. Pur non avendo mai potuto avere accanto Berlusconi in un 25 aprile, Napolitano riuscì a sol-

I «NUOVI CITTADINI»

È concepibile che 420 mila minori extracomunitari nati in Italia restino stranieri? 31 dicembre 2012 lecitarne qualche sensibilità quando la celebrazione si tenne nella terremotata Onna. A sorreggerlo nell’esercizio presidenziale, Napolitano ha avuto il proprio carattere, l’abitudine coltivata sin da giovanissimo nell’esame minuzioso di ogni problema: per capire fino a che punto nulla sia sfuggito alla cruna quirinalizia basterebbe guardare i comunicati con i quali in una riga si comunica quante persone sono state ricevute al Colle ogni giorno, quante lettere di privati cittadini - a cui viene data risposta - si sono rivolti al «re» della Repubblica Italiana per sollecitare attenzione. Da questo punto di vista, il raddoppio del mandato, che è l’eccezionalità nella storia repubblicana, raddoppierà anche l’efficacia e il potere dispiegato affrontando gli infiniti dossier dell’infinita crisi italiana. Napolitano può ancora sognare un’Italia che non sia più un’anomalia. E, anzi, provare a realizzarla.


16 .Primo Piano

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

Elezione del Presidente

I 150 anni dell’Unità d’Italia Giorgio Napolitano celebra i 150 anni dell’Unità, una tappa simbolica attorno alla quale ruota molto del messaggio del suo settennato. il Piemonte è del tutto cruciale, allora. Torino, più ancora di Roma, espone tricolori quasi a ogni balcone. A Dogliani, il capo dello Stato ricorda Luigi Einaudi. Che, non casualmente, è l’unico altro presidente cui tocca (1953, governo Pella) una funzione forse analoga di supplenza

Sette anni al Quirinale nell’interesse nazionale Il primo mandato di Napolitano: la missione della riconciliazione JACOPO I ACOBONI

I simboli e la memoria

Leopardi e il Risorgimento

In occasione del Giorno della memoria delle vittime del terrorismo, Napolitano si spende personalmente per uno degli atti simbolici più forti del suo primo settennato: l’incontro al Quirinale, il 9 maggio 2009, tra Gemma Capra, vedova del commissario Calabresi, e Licia Rognini, vedova dell’anarchico Pinelli. «Finalmente possiamo stringerci la mano», dice la vedova Calabresi. La Pinelli ricambia con un sorriso

È del tutto significativo, per capire i riferimenti culturali più importanti dell’ultimo Napolitano, quello al Risorgimento da una parte, e al Leopardi dei «Canti» e delle «Operette Morali». Di qui la visita privata a casa del poeta filosofo, a Recanati. In un giorno speciale: il 25 aprile

Il saluto a Bergoglio «Custodiamo tutto il creato, il potere è servizio». Al saluto, con la signora Clio, al nuovo Papa, Bergoglio è profetico


LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

I 2 Papi

Primo Piano .17

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Il terremoto abruzzese

La missione in Afghanistan

Tra gli sfollati della tendopoli di San Demetrio, nell’aprile 2009, dopo il terremoto a L’Aquila, Napolitano elogia l’operato del governo. Ma parla di “irresponsabilità diffuse per i crolli”. L’Italia del disastro ambientale

Nel settembre 2009 Napolitano omaggia le salme dei sei parà italiani uccisi in Afghanistan. Alla camera ardente ci sono diecimila persone. Ma l'unità nazionale dura pochissimo. La politica torna presto a litigare e a dividersi

I mondiali in Germania

Il panama a Stromboli

A Napolitano è capitato anche di alzare una Coppa del Mondo, quella vinta dall’Italia di Lippi nel 2006 a Berlino. Prima di lui solo Pertini, il presidente partigiano. Ma «non salto bene come lui; anche se è come se l’avessi fatto»

Nel suo settennato Napolitano ha cercato spesso uno stile molto informale, per mostrarsi vicino anche nei simboli agli italiani, contro la lontananza abissale dei partiti. Il panama, le vacanze a Stromboli, l’arrivo con navi di linea

Provenienti da mondi abissalmente distanti, la Germania cattolica del sud, il comunismo amendoliano italiano, Napolitano e Ratzinger troveranno una forte sintonia

Il governo dei tecnici, l’invenzione di Monti

La profezia a Obama

Nel collasso del berlusconismo, Napolitano nomina senatore a vita Monti, e subito dopo premier. Lo spread è a 571 punti base. L’Italia è al dramma. La caduta si arresta. Ma la parabola successiva del Professore sarà accolta con gelo

Ricevuto dal presidente Usa nello Studio Ovale, Napolitano dice: «Vedo per me una strada in salita». Le parole acquistano oggi ulteriore senso


18 .Estero

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

L’ATTENTATO Il bilancio

La festa Pochi minuti dopo la cattura le strade di Boston si riempiono di persone che festeggiano la fine dell’incubo e ringraziano le forze dell’ordine impegnate nella caccia ai terroristi

Tre le vittime delle bombe Le bombe sulla maratona hanno ucciso tre persone: il piccolo Martin Richard, 8 anni, Krystle Campbell, 29 anni, Lu Lingzi, 20 anni

IL BLITZ A BOSTON Ancora 38 in ospedale Sono 180 i feriti dell’attentato: per 38 di loro le condizioni sono ancora critiche. A molti sono state amputate le gambe

Il sorvegliante del Mit, Sean Collier, 26 anni, è stato ucciso da diversi colpi di pistola L’agente Richard Donohue, 33, lotta tra la vita e la morte

I fratelli del terrore Dzhokhar Tsarnaev, 19 anni, e il fratello Tarmelan, 26, si confondono tra il pubblico della maratona prima di piazzare le bombe

2

Dietro l’attentatore si cerca la rete jihadista Preso il secondo fuggiasco. Sospesi i diritti, è sotto torchio MAURIZIO MOLINARI INVIATO A WATERTOWN

I due agenti colpiti

3

Il terrorista ceceno Dzhokhar Tsarnaev si trova su un letto di ospedale del Beth Israel Deaconess Medical Center e appena le condizioni di salute lo consentiranno dovrà rispondere alle domande ancora senza risposta sull’attentato alla maratona di Boston. A fargliele sarà un «High Value Detainee Interrogation Group» ovvero un team composto da funzionari di Fbi, Cia, Pentagono e amministrazione Obama sul modello di quanto avviene in genere per i jihadisti considerati più pericolosi, simili ad esempio a quelli detenuti nel carcere militare di Guantanamo. Tale procedura si spiega con il sospetto dell’Fbi che il ceceno di 19 anni sia in possesso di informazioni di vitale importanza per la sicurezza di cittadini americani. Questo è il motivo per cui il Dipartimento di Giustizia, guidato da Eric Holder, ha autorizzato lo svolgimento dell’interrogatorio senza leggere prima al detenuto i «Miranda Rights» ovvero i diritti che consentono, fra l’altro, di non rispondere e di avere a fianco un avvocato difensore. La motivazione del Dipartimento di Giustizia è che siamo in presenza di «un’eccezione motivata da motivi di pubblica sicurezza» in ragione del fatto che la polizia ha «una ragionevole necessità di proteggere il pubblico da un pericolo immediato». Per comprendere di che tipo di minaccia potrebbe trattarsi bisogna tener presente quanto dice all’Associated Press uno degli zii del detenuto, chiedendo l’anonimato, in merito al fatto che Tamerlan, fratello maggiore del detenuto e co-autore dell’attentato, «quando si recò

LUNEDI’ 15 Due bombe fanno strage alla maratona di Boston 2 GIOVEDI’ 18 I due sospetti vengono intercettati a Cambridge. Uno viene ucciso a Watertown 3 VENERDI’ 19 Il secondo sospetto è ferito Centimetri e catturato a Watertown LA STAMPA

La corsa di Londra In36milaoggi allapartenza

n In 36 mila stamane alle 9

Dzhokhar Tsarnaev, ferito, soccorso subito dopo la cattura

in Russia lo scorso anno era già stato avviato all’estremismo islamico da imam che si trovano in America». L’ipotesi dunque è che Tamerlan sia stato reclutato da un leader integralista americano, sia poi andato all’estero per essere addestrato alla confezione

Forse il fratello maggiore reclutato da un imam Obama: molti quesiti ancora senza risposta di ordigni rudimentali e quindi abbia reclutato il fratello minore per attaccare la maratona di Boston. È uno scenario tutto da verificare ma, agli occhi degli investigatori, potrebbe spiegare perché i due ceceni abbiano realizzato alla perfezione l’attentato

trovandosi però senza un piano per il dopo: forse contavano sull’aiuto di qualcuno. È lo stesso presidente americano, Barack Obama, parlando dalla Casa Bianca poco dopo la cattura del fuggiasco a Watertown, ad elencare le «molte domande senza risposta»: «Perché un giovane cresciuto nel nostro Paese sceglie la violenza? Come ha pianificato e realizzato questi attacchi? Ha ricevuto degli aiuti?». L’urgenza di far parlare il terrorista catturato è tale che i «Miranda Rights» non gli possono essere garantiti, anche se per solo un periodo di tempo limitato. La reazione dell’Unione americana per le libertà civili (Aclu) è di condanna per «la violazione dei diritti costituzionali di un cittadino americano» quale è il detenuto. Ma i leader repubblicani al Congresso fan-

(le 10 in Italia) prenderanno il via alla maratona di Londra che si snoda lungo il Tamigi. Non ci sono allarmi specifici per la sicurezza ma la polizia ha preferito non correre rischi e schiererà centinaia di agenti di rinforzo, circa il 40% in più rispetto a quelli previsti. Saranno inoltre intensificati controlli e perquisizioni. Gli attentati di Boston hanno scosso la comunità internazionale degli appassionati della maratona, ma non sono riusciti a scoraggiarla: gli organizzatori ritengono che non ci saranno defezioni significative tra gli iscritti alla gara. Le partenze saranno precedute da 30 secondi di silenzio in memoria dei tre morti di Boston e insieme ai pettorali di gara sono state distribuite fasce nere da indossare come segno di lutto. Per ogni partecipante gli organizzatori verseranno due sterline, poco più di due euro, a un fondo per le famiglie delle vittime degli attacchi di lunedì scorso.

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no quadrato con il presidente. «Non ci sono le condizioni per leggere a questo terrorista i diritti di Miranda» recita un comunicato del senatore dell’Arizona John McCain. Nel Beth Israel Deaconess Medical Center Tsarnaev è ricoverato sotto lo stesso tetto di 11 sue vittime mentre l’area urbana di Boston torna alla normalità dopo quasi 24 ore durante le quali circa un milione di persone ha vissuto rintanato in casa. La cattura di Tsarnaev è avvenuta a Watertown, una cittadina sul fiume Charles che l’Fbi aveva trasformato in fortino. Appena la notizia della resa del terrorista si è diffusa gli abitanti si sono riversati nelle strade per festeggiare la polizia e gli agenti, sventolando la «Old Glory». Grida «We Love Boston!» ritmate con il canto “U.S.A - U.S.A.” sono risuonate nella notte attorno a Franklin Street, dove il giovane ceceno si era rifugiato dentro la barca in un giardino privato. Il proprietario della barca è il personaggio del giorno perché è stato lui, trovando le tracce di sangue, ad allertare i poliziotti e il risultato è stato, fra l’altro, di avere l’imbarcazione crivellata di colpi. I vicini di casa, come George Pizzuto, hanno lanciato una colletta per comprargliene una nuova di zecca, chiedendo a ogni residente di Boston di associarsi. Per il resto la città della rivoluzione, dei Kennedy e del «Patriot’s Day» si riconosce nelle parole del sindaco Thomas Menino: «We got him», lo abbiamo preso. E corre sugli spalti del Fenway Stadium per cantare cori patriottici sostenendo i Red Sox nella partita contro i Kansas City Royal che proprio la caccia all’uomo aveva fatto rinviare.


LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

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Estero .19

ALLA MARATONA Gli strumenti decisivi

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LA BANCA DATI DELLE IMMAGINI

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Confrontati centinaia di video e foto

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RAGGI INFRAROSSI IN VOLO SULLA CITTÀ

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Usato anche un di lettore termico da alta quota

IL MOMENTO DEI NEGOZIATI

La missione affidata a un esperto Fbi

LE ARMI DEL FBI

Nascosto in una barca Dzhokhar “tradito” dal calore del corpo Scovato durante il pattugliamento di un elicottero Convinto ad arrendersi da un veterano di Quantico DALL’INVIATO A WATERTOWN

Un software fotografico, l’uso del web, un lettore termico e l’abilità di un agente veterano sono le armi con cui l’Fbi in meno di cinque giorni ha risolto il caso dell’attentato alla maratona, giovandosi anche della collaborazione di media e gente comune. Il software è quello usato

Il successo reso possibile da un mix di tecnologie e dalla collaborazione della gente comune dall’«Operational Technologies Division» per esaminare centinaia di video e immagini, comparandoli in tempo reale. Ha consentito, subito dopo l’attentato, di individuare i volti dei due sospetti grazie alla sovrapposizione fra i video girati dalle telecamere di «Lord & Taylor» e le immagi-

La sagoma di Dzhokhar sotto la barca vista con il lettore termico

La polizia ha perquisito la maggior parte delle case di Watertown

ni fornite da tv e cittadini. A quel punto però si è verificato un corto circuito perché non è stato possibile attivare la banca dati in cui l’Fbi conserva oltre 12 milioni di foto perché l’avveniristico sistema «Next Generation Identification» - già costato oltre 1 miliardo di dollari - opera al momento solo in Michigan, Hawaii, Maryland e Oregon, peraltro con alcune limitazioni tecniche.

darsi alla fuga rubando un’auto e ingaggiando un violento conflitto con la polizia a Watertown, dove Tamerlan Tsarnaev è morto. In questa cittadina a 12 chilometri da Boston il web è stato adoperato dalla polizia per comunicare, via twitter, con i residenti e i media: ordinando ai primi di barricarsi in casa e spegnere i cellulari per evitare di attivare possibili bombe - e chiedendo ai se-

il caso PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK

L

a polizia festeggia giustamente la cattura di Dzhokhar Tsarnaev e la fine dell’incubo a Boston. Per l’intelligence americana, però, l’attacco alla maratona rappresenta un flop non lontano da quello dell’11 settembre. Soprattutto per l’Fbi, che due anni fa aveva interrogato Tamerlan, fratello maggiore e probabile ispiratore dell’attentato. Il Federal Bureau of Investigation quindi si ritrova su entrambi i campi della partita: quello dei vincenti, per il contributo dato alle indagini, ma anche quello dei perdenti, perché ha avuto tra le mani il capo del complotto e non ha capito che rappresentava una minaccia. Il primo elemento lo ha fornito la madre di Tamerlan, Zubeidat Tsarnaeva, che per accusare gli inquirenti americani di aver falsamente incastrato il figlio, ha rivelato che l’Fbi lo seguiva da tempo: «Era da tre o cinque anni che lo controllavano. Sapevano cosa stava facendo. Conoscevano le sue azioni e i siti Internet dove andava. Erano venuti a casa, mi avevano parlato. Mi dicevano che era un leader e avevano paura di lui. Con tutti questi controlli, come potrebbe aver fatto una cosa del genere?». Que-

L’Fbi non ha potuto così verificare se i volti dei due sospetti corrispondevano a immagini di individui che già possedeva e di conseguenza, dopo un’esitazione di 24 ore, ha scelto di renderli pubblici, chiedendo aiuto alla popolazione. A questo punto è entrato in funzione il web, adoperato – come i numeri verde - per raccogliere informazioni. I terroristi, sentitisi braccati, hanno commesso l’errore di

condi di non dire in diretta quali case venivano perquisite per evitare di allertare Dzhokhar Tsarnaev, il terrorista sopravvissuto. La ricerca di Dzhokhar ha avuto una svolta quando il proprietario della casa al civico 67 di Franklin Street ha chiamato gli agenti affermando di aver trovato tracce di sangue nei pressi della barca tenuta sul retro. La task force Fbi-polizia ha deciso a questo

Il fratello fu interrogato nel 2011 ma nessuno lo prese sul serio I russi avvisarono gli 007: attenti, sta per unirsi agli islamisti sta domanda naturalmente non scagiona Tamerlan, come pensa la madre: anzi. Però ieri mattina l’Fbi, messa davanti all’evidenza, ha pubblicato questo comunicato: «All’inizio del 2011 un governo straniero ci ha chiesto informazioni su Tamerlan Tsarnaev. La domanda era basata su informazioni secondo cui era un seguace dell’islam radicale e un

forte credente. Era cambiato drasticamente nel 2010 e si preparava a lasciare gli Usa, per andare nel paese in questione a unirsi a gruppi clandestini non specificati. In risposta alla richiesta, l’Fbi ha controllato tutti i database, le informazioni, le comunicazioni, e l’uso di siti associati alla promozione di attività radicali. Il Bureau ha anche inter-

rogato Tamerlan Tsarnaev e i suoi famigliari, ma non ha trovato alcuna attività terroristica». Il governo coinvolto era quello russo, preoccupato che il giovane volesse tornare in Dagestan per legarsi agli estremisti islamici ceceni. Ora può darsi che l’Fbi abbia ragione, nello stretto senso letterale del suo comunicato: non aveva trovato la prova

Gli altri individui pericolosi sottovalutati dall’intelligence Zacarias Moussaoui

Nidal Malik Hasan

n Francese di origine ma-

n Il 5 novembre 2009, il

rocchina, doveva essere il 20esimo uomo negli attacchi dell’11 settembre. Ma venne arrestato un mese prima. Lo trovarono con programmi di simulazione di volo e guanti da pilota. Ma l’Fbi non riuscì ma capire i piani di Al Qaeda.

maggiore dell’esercito americano, di origini palestinesi, uccise 13 commilitoni nella base di Fort Hood. L’Fbi aveva intercettato uno scambio di e-mail con l’imam estremista Anwar al-Awlaki ma aveva concluso che il militare non era «pericoloso».

punto di affidarsi ad un elicottero con il «Forward Looking Infrared Device» ovvero un lettore termico da alta quota. Sono stati i raggi infrarossi, puntati sulla barca coperta, a confermare che dentro c’era un essere umano, rilevando anche una difficoltà di respirazione attribuita alle ferite. Poco dopo il tramonto di venerdì l’Fbi sapeva dunque dove era il terrorista mancante, senza mai essersi avvicinata a lui. L’ultimo problema si è rivelato il più difficile perché il ceceno era ferito e si temeva potesse morire dissanguato mentre gli ordini ricevuti erano di prenderlo vivo, al fine di poter fare piena luce sull’attacco alla maratona. La missione è stata affidata a un veterano della base di Quantico, in Virginia, il cui nome è destinato a rimanere top secret, membro dell’«Hostage Rescue Team» ovvero dell’unità che salva gli ostaggi negoziando con sequestratori. All’inizio ha fatto sfogare il terrorista: ha esploso alcuni colpi ai quali il ceceno ha risposto sparando a volontà. Poi il veterano ha iniziato a parlare con lui. Le uniche frasi risuonate a distanza sono state «sappiamo che sei lì, arrenditi come vuoi, esci con le mani alzate». Ma in realtà si tratta solo della fine di un dialogo prolungato che ha convinto il terrorista a gettare l’arma e uscire con le sue gambe dalla barca. Consegnando alla task force di Boston un successo destinato a fare scuola nella gestione delle emergenze dovute ai «lupi solitari». [M. MO.]

che Tsarnaev avesse contattato un gruppo terroristico. Però colpisce che non abbia lanciato un allarme sulla pericolosità di Tamerlan e non l’abbia seguito meglio, visto che la sua radicalizzazione era evidente. Aveva sposato una ragazza cristiana, Katherine Russell, ma lei si era convertita all’islam. Lui seguiva i sermoni di Abdel al-Hamid alJuhani, imam salafita russo filo-Al Qaeda, e Feiz Mohammed, religioso australiano che predica contro Harry Potter, dice che lo stupro è colpa delle vittime, e spinge i bambini al martirio. Dopo il viaggio di sei mesi fatto l’anno scorso in Russia, Tamerlan aveva messo molte di I SEGNALI

Era stato nel Caucaso sei mesi e seguiva i sermoni di un salafita russo simpatizzante di Al Qaeda queste cose su Internet, e c’è il sospetto che abbia ricevuto addestramento sulle bombe. Lo zio Ruslan dice che un armeno di Boston gli aveva fatto il lavaggio del cervello. L’intelligence ora sta rivendendo le tracce del passato, per capire se ha sottovalutato segnali, trovare il movente, e chiarire se i due fratelli hanno agito da soli o per conto di qualcuno, che li ha aiutati a trovare l’esplosivo e maneggiarlo. Se la risposta sarà negativa, resterà che l’Fbi li aveva per le mani e, come era già accaduto in parte con Zacarias Moussaoui nel 2001, Carlos Bledsoe a Little Rock e Hasan Nadal a Fort Hood, non l’ha capito.


20 .Estero

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

Indignati

VIA LA SCUOLA DI POLIZIA

Proteste nel centro di New Delhi dopo l’ennesimo stupro nella capitale indiana

Nella guerra Ue-Londra ci rimette Scotland Yard MARCO ZATTERIN CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

L’ENNESIMO ATTO DI VIOLENZA NELLA CAPITALE INDIANA SCATENA LA RABBIA DEGLI ABITANTI DEI QUARTIERI POVERI

Bimba stuprata, New Delhi in rivolta La vittima, cinque anni, è grave. La folla circonda la sede della polizia MARIA GRAZIA COGGIOLA NEW DELHI

Riesplode la rabbia a New Delhi per la brutale violenza sessuale su una bambina di 5 anni lasciata in fin di vita dopo due giorni di orrende sevizie di un vicino di casa. La metropoli, soprannominata la «capitale degli stupri», ha rivissuto come in un déjà-vu le proteste scoppiate a dicembre quando una studentessa di 23 anni è morta dopo le torture di un branco di violentatori su un autobus. Anche se, però, è mancata questa volta la partecipazione spontanea della «middle class» che ha poco in comune con la povera famiglia della vittima. Centinaia di dimostranti infuriati hanno marciato sul quartiere generale della polizia chiedendo le dimissioni del commissario. Hanno cercato di sfondare le transenne gialle, ma gli agenti sono riusciti a

contenerli e a disperderli. Urlavano slogan contro il premier Manmohan Singh e contro la leader del partito di maggioranza, l’italo indiana Sonia Gandhi che è andata a trovare la bambina all’ospedale policlinico Aiims. Secondo l’ultimo bollettino medico di ieri sera, la piccola era fuori pericolo, ma avrà bisogno di diverse operazioni chirurgiche per ricostruire i genitali. Anche fuori dal nosocomio, che è uno dei più grandi dell’India, si è scatenata la protesta di gruppi femministi e di movimenti politici come quello dell’«Aam Admi» (uomo comune) a capo di una crociata contro il malaffare e gli scandali. La nuova barbarie, l’ultima di una lunga scia di violenze sessuali che non hanno risparmiato nemmeno le turiste straniere, ha messo il dito sulla piaga della corruzione dilagante della polizia. Dopo lo stupro shock di dicembre erano state prese delle

misure per rendere più efficienti le forze dell’ordine. Qualche risultato si è visto, ma solo nella parte più benestante della capitale. La bimba appartiene al quartiere di Gandhi Nagar, un agglomerato di 350 mila persone e immenso laboratorio tessile (spesso con lavoro minorile) dove è oggettivamente difficile

Il colpevole l’ha lasciata in una stanza pensando fosse morta. É detenuto in una località segreta mantenere un livello minimo di legalità. Negli ultimi tre mesi a New Delhi sono scomparsi 617 bambini e in pochissimi casi sono ritrovati dalla polizia. Quando però si accendono i riflettori delle televisioni come in questi giorni per la bambina di Gandhi Nagar, allora c’è la massima attenzione.

Pakistan Musharrafincarcere nellasuavilladilusso n La villa dell’ex presidente

Pervez Musharraf a Islamabad è stata dichiarata dalla polizia «prigione distaccata». Musharraf si era presentato all’udienza per il prolungamento della sua libertà su cauzione, ma il tribunale aveva ordinato il suo arresto. L’ex presidente era riuscito a fuggire, rifugiandosi nella sua villa. Ora potrà quindi trascorrere i 14 giorni di custodia preventiva nella sua abitazione, come avevano richiesto i suoi legali al tribunale anti terrorismo, dove è comparso per rispondere dell’accusa di «alto tradimento» per aver esautorato i giudici della Corte Suprema nel 2007.

Lo dimostra per esempio l’arresto in tempi record di un uomo di 25 anni di nome Manoj Kumar, considerato lo stupratore, che aveva affittato un sottoscala nello stesso stabile dove abitava la bambina. Il giovane, un manovale, è stato catturato in casa di parenti in un villaggio del Bihar. Agli investigatori ha detto di aver chiuso la piccola a chiave nella sua camera e di essere fuggito dalla capitale credendo che fosse morta. Un particolare che rende ancora più agghiacciante il suo crimine. L’uomo è stato portato ieri sera a New Delhi e detenuto in una località segreta per paura che sia linciato. Per evitare disordini, da ieri le autorità della capitale hanno vietato assembramenti in diversi punti, tra cui l’«India Gate», il monumento ai Caduti, diventato il luogo simbolo della rivolta a dicembre. Per oggi, giornata festiva, sono già previsti diversi cortei di solidarietà e fiaccolate.

Le storie

Sud Africa

Gran Bretagna

LasignoraZuma daFirstLady acommerciante

IlprincipeHarry attraverserà ilPolosuglisci CLAUDIO GALLO CORRISPONDENTE DA LONDRA

PRETORIA

Nel villaggio di KwaNxamalala, 8500 anime nel nord del KwaZuluNatal, culla della cultura zulu e terra d’origine del presidente sudafricano Jacob Zuma, Sizakele Khumalo, passa le sue giornate vendendo generi di prima necessità in uno «spaza», bazar rurali in cui si possono trovare prodotti alimentari a prezzi ribassati. Fin qui niente di strano, se non fosse che la 72enne sudafricana è proprio una delle quattro mogli di Zuma. La First Lady, nonostante non abbia certo bisogno di guadagnarsi lo stipendio, data la dote di 15,5 milioni di rand, circa 1 milione di euro, che condivide con le altre tre mogli del presidente, non ha mai voluto sacrificare la sua professione da commerciante, iniziata dopo aver abbandonato gli studi in tenera età. Lady Khumalo, che ha festeggiato quest’anno i 40 anni di matrimonio con Zuma, alterna così viaggi di Stato a giornate di lavoro nel suo piccolo negozio rurale. Secondo gli abitanti del villaggio, infatti, nonostante il suo ruolo pubblico, la signora ha

Zuma con la moglie Sizakele Khumalo

sempre difeso a spada tratta il diritto a servire i suoi clienti. Nel negozio più controllato del Paese, con due guardie private fisse, lady Khumalo vende dal latte, alla margarina, dall’olio al malto per realizzare la tradizionale birra delle township. Il tutto per un guadagno medio giornaliero di circa 25 euro. Ma la particolarità di questo «spaza», oltre al fatto che la proprietaria è una delle mogli del presidente del Paese, è che è possibile acquistare a credito. Per questo motivo lo stock è quasi sempre esaurito, data la grande affluenza anche dai villaggi limitrofi. Un’iniziativa lodevole da parte della First Lady, se non fosse che la manutenzione del negozio e le guardie private sono rientrate nel piano di migliorie della sicurezza personale del presidente Zuma, costate al popolo sudafricano quasi 20 milioni di euro. [L. SIM.]

Adesso che il fratello William si è sistemato e sta per diventare padre, tocca a lui, l’inquieto principe Harry, tenere alta l’immagine dei Windsor, monarchi e soldati sempre pronti di fronte alle sfide che un tempo si sarebbero chiamate virili. Così l’altro giorno a Londra, vestito con la tuta sportivo-militare del team britannico ha annunciato la sua partecipazione alla marcia sul Polo Sud condotta da un gruppo di quattro mutilati di guerra in competizione (anche se non ufficialmente) con analoghe squadre dagli Stati Uniti e dal Commonwealth. Quattrocento e quaranta chilometri tra i ghiacci dell’Antartico, il ventottenne Harry sarebbe il primo della famiglia reale a cimentarsi in un’impresa del genere. Si tratta di andare con gli sci tra i ghiacci ogni giorno dai 10 ai 15 chilometri, tirando una slitta da 70 chili contro venti che soffiano a 60 chilometri l’ora.

Il principe Harry annuncia l’impresa

Rivolgendosi alle squadre rivali, il principe ha detto spavaldamente: «Come membro delle forze armate britanniche terrò pronto qualcosa da bere per voi quando ci raggiungerete al Polo». Harry tentò l’impresa già nel 2011 ma non riuscì a fare tutto il percorso. Stavolta ha assicurato che lo farà per «rendere onore al coraggio, alla forza fisica, alla resistenza e al cameratismo che dimostrano i miei compagni». Oggi è una giornata importante per la corona, perché la regina Elisabetta festeggia il suo compleanno effettivo, il giorno in cui nacque 87 anni fa. Come tradizione sarà una celebrazione privata a Windsor. Il compleanno ufficiale si celebra invece in un sabato di giugno (quest’anno il 15) con una parata militare.

Sfida a Scotland Yard e a tutti i «Bobby» della Regina, contesa doppiamente velenosa perché europea e perché costruita con l’intento più caro al governo britannico, ovvero risparmiare i soldi dei contribuenti. L’Europarlamento ha chiesto alla Commissione Ue di «approfondire» l’ipotesi di trasferire l’Accademia europea di polizia dal Regno Unito all’Olanda, così che possa condividere strutture e servizi con l’Europol. Gli eurodeputati ritengono che congiungere i due organismi sarebbe logico e consentirebbe chiari risparmi. A partire dai 173.500 euro l’anno per l’affitto dei nobilissimi locali di Bramshill House, residenza costruita da Edward la Zouche, undicesimo barone di Harringworth, all’inizio del Seicento. L’Accademia europea di polizia (Cepol) è stata creata nel 2001 e quattro anni più tardi è diventata agenzia Ue. Deve formare e rendere sintonici i poliziotti europei, organizzando corsi e conferenze per facilitare la cooperazione nelle attività contro il crimine. Nel risiko delle sedi comunitarie in cui i governi europei si spartiscono il potere, il Cepol è finita a Bramshill, nell’Hampshire.

Bruxelles vuol spostare l’addestramento degli agenti europei nella sede dell’Aja Una concessione a Londra e a una tradizione antica. Scotland Yard, in effetti, è nata dal 1829, con qualche mese di ritardo sui francesi che, grazie ai loro «sergents de ville», reclamano il titolo della prima Polizia moderna. Il Cepol ha un bilancio relativamente modesto. Nel 2011 il contributo dell’Ue è stato di 8,3 milioni, la metà dei quali è spesa per gli stipendi dei 25 funzionari, temporanei e no. Visto che l’Accademia lascerà i locali che occupa a Bramshill nel marzo 2014, il Parlamento Ue ritiene che la Commissione debba «presentare una proposta per il trasferimento all’Aia, dove è ubicato l’Ufficio di polizia, affinché le due agenzie possano condividere strutture e servizi e beneficiare delle sinergie». L’ufficio di Polizia, o Europol, è un’agenzia da 83,4 milioni l’anno. Coordina gli ispettori comunitari e, secondo il Parlamento, potrebbe anche formarli. Ufficialmente, gli inglesi non sono contrari a un passo che potrebbe avvenire entro un anno. «Studieremo la proposta e consulteremo il Parlamento», spiega un portavoce britannica. In realtà pare che non siano per nulla contenti. Temono l’autogol del rigore del bilancio per il quale il premier Cameron s’è battuto con forza, e ancora di perdere la scuola di Polizia sarebbe quasi come dare ancora ragione a Sherlock Holmes. Per il quale, sebbene «prima al mondo per tenacia e metodo», Scotland Yard mancava «di capacità di immaginazione intuitiva», dote a cui nessun formatore può veramente rinunciare.


Cronache .21

LA STAMPA

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DOMENICA 21 APRILE 2013

La faida

il caso

Costruire cose buone

SILVANA MOSSANO ALESSANDRIA

AGNESE MORO*

a latitanza di Sebastiano Strangio, boss della ’ndrangheta e considerato uno dei mandanti della strage di Duisburg, in Germania, è finita alle 9,20 di ieri, dopo un caffè. Il primo caffè del mattino per Strangio è stato l’ultimo da uomo libero. All’uscita di un bar di Castelnuovo Scrivia, paese di oltre cinquemila abitanti tra Alessandria e Tortona, è incappato nei poliziotti. Era tutta la notte che lo aspettavano. Gli hanno chiesto i documenti. E lui non ha battuto ciglio: ha consegnato una patente con dati fasulli. Lo hanno accompagnato in questura. E lui non ha reagito: li ha seguiti su una Renault. Gli hanno fatto le foto segnaletiche. E non si è scomposto. Quando, però, gli uomini della Scientifica stavano per pren-

L

Sebastiano Strangio

Carnevale 1991 n Un banale lancio di uova

tra gruppi di ragazzi nel paese di San Luca, in Aspromonte, scatena la guerra tra le cosche dei Nirta-Strangio e dei Vottari-Pelle-Romeo.

Natale 2006 n Nel pomeriggio del 25

dicembre viene uccisa Maria Strangio, sorella trentatrenne di Sebastiano Strangio, il boss arrestato ieri a Castelnuovo Scrivia.

Ferragosto 2007 RETE DI COMPLICITÀ

n Strage di Duisburg in

Si nascondeva in una casa anonima: ora è caccia a chi lo ha aiutato

Germania: sei persone vengono uccise a colpi di mitraglietta, davanti al ristorante pizzeria «Da Bruno». La vendetta dietro l’esecuzione

dergli le impronte digitali, ha ceduto. Un’alzata di spalle, un abbozzo di sorriso, la resa: «Sì, sono io, Sebastiano Strangio». La latitanza era iniziata a fine 2006, quando la sorella Maria, di 33 anni, era stata uccisa a colpi di kalashnikov nel pomeriggio di Natale, a San Luca, paesino della Locride noto tanto per aver dato i natali a Corrado Alvaro quanto, da alcuni decenni, come snodo centrale per i traffici di droga. La barbara uccisione, sdoganato l’alone di sacralità che le cosche, solitamente, riservano alle donne, aveva rinfocolato la faida tra i clan Nirta-Strangio e Vottari-Pelle-Romeo, iniziata nel ’91 a seguito di uno scherzo tra ragazzi, un banale lancio di uova a Carnevale che aveva prodotto subito un paio di morti. Furono tentati patti di tregua tra le famiglie, ma, a dicembre 2006, vennero del tutto azzerati dalla «strage di Natale». Tra le risposte più cruente, ci fu, nell’agosto 2007, l’eccidio di Duisburg. Secondo gli investigatori, un ruolo di spicco lo avrebbe avuto anche il boss catturato ieri. La Direzione Distrettuale Antimafia di Reggo Calabria, con il procuratore Federico Cafiero De Raho, il suo aggiunto Nicola Gratteri e il sostituto Francesco Tedesco, non aveva mai rinunciato a dargli la caccia. Accertamenti minuziosi, di recente, avevano

Nella strage di Duisburg, ferragosto 2007, furono uccise cinque persone

Colpo alla ’ndrangheta Preso il boss delle stragi Strangio, latitante dal 2006, catturato ad Alessandria Da San Luca a Duisburg una lunga scia di sangue orientato gli investigatori al Nord. Da alcuni giorni, i poliziotti delle Squadre Mobili di Reggio Calabria, diretta da Gennaro Semeraro, e di Alessandria, guidata da Domenico Lopane, coordinati dal Servizio Centrale Operativo (Sco) erano concentrati su Castelnuovo Scrivia. Indizi buoni, ma non certezze; bisognava coniugare, al contempo, pazienza, per non fare passi falsi, e celerità, nel timore molto probabile che Sebastiano Strangio ripiombasse nel cono d’ombra dell’oblio, garantito da una accurata rete di protezione. E’ su questa rete protettiva che proseguono le indagini anche nell’Ales-

sandrino. Intanto, è stato individuato un appartamento a Castelnuovo, in una palazzina popolare di mattoni rossi, che i poliziotti della Scientifica hanno perquisito minuziosamente. Al momento, però, nulla trapela sull’identità di chi può aver offerto ospitalità temporanea a Strangio. Formalmente, il trentottenne è finito dentro perché colpito da un ordine di carcerazione in quanto deve scontare la condanna a un anno per essersi sottratto agli obblighi di sorveglianza speciale. Ma la sua cattura va ben oltre questa sentenza passata in giudicato. Più importante il coinvolgimento nella faida di San Luca.

Strangio fu incriminato per l’omicidio del pastore Bruno Pizzata, nel gennaio 2007. La Corte d’Assise in primo grado non raggiunse, però, prove sufficienti di colpevolezza; ora è in corso l’appello. Subito dopo l’arresto del boss ’ndrino, ieri si sono complimentati il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri e il capo della polizia vicario Alessandro Marangoni. «Dedichiamo questo risultato ad Antonio Manganelli, nel giorno della trigesima della sua morte» ha detto, in conferenza stampa, il questore di Alessandria Filippo Dispenza che dell’ex capo della polizia, morto un mese fa, era amico fraterno.

BRESCIA

LA NAVE ATTESA PER OGGI

MILANO, GIALLO RISOLTO

I rifiuti di Palermo vanno in Sardegna Olbia sugli scudi

Feto alla Bicocca Marijuana “Fu donato nella torta: da una coppia” 3 in ospedale

Barche e pescherecci si preparano a sbarrare l’ingresso in porto NICOLA PINNA OLBIA

La nave dei veleni troverà il passaggio bloccato: barche a vela, motoscafi e pescherecci occuperanno tutto il golfo. Formeranno una grande barriera, per impedire al cargo carico di percolato di attraccare al porto industriale. A Olbia, i liquami in arrivo dalla Sicilia hanno fatto già scoppiare una guerra a dir poco puzzolente. Da una parte il Consorzio industriale Cipnes, che ha stipulato un contratto da un milione di euro per smaltire nel depuratore cittadino i reflui della discarica di Bellolampo, e dall’altra il sin-

MILANO

La protesta Il percolato da Palermo dovrebbe arrivare oggi in Sardegna

daco Gianni Giovannelli che ha già chiesto l’intervento della Procura della Repubblica. L’attracco della nave Othello era previsto per questa mattina ma la partenza è stata rimandata all’ultimo momento. Per una ragione molto semplice: assediato dalle proteste, infatti, il presidente del Consorzio industriale della Gallura ha chiesto all’Agenzia per l’ambiente della Sicilia ulteriori verifiche su questo «carico» di percolato. Nelle prossime ore, insomma, la nave-cassonetto arriverà in Sardegna: porterà tremila metri cubi di liquami, ma probabilmente farà due viaggi e ne scaricherà il doppio. Al porto di Olbia si preannunciano grandi

tensioni: i movimenti ambientalisti e indipendentisti, ma anche qualche comitato spontaneo, si stanno già organizzando per presidiare il porto industriale di Olbia. E in mare ci sarà la mobilitazione di centinaia di pescatori e diportisti. Il Comune di Olbia aveva tentato di fermare lo sbarco del percolato tirando fuori una vecchia ordinanza del 2008 che vietava il passaggio sul territorio comunale di rifiuti non prodotti in Sardegna. Ma il Tar, venerdì pomeriggio, ha accolto il ricorso presentato dalla Paradivi, la società incaricata di smaltire i liquami palermitani e ha dato il via libera al travaso di rifiuti da un’isola all’altra.

È stato chiarito il mistero del feto trovato il 15 marzo scorso in un frigorifero di un laboratorio dell’università Bicocca di Milano. Il pm Alberto Nobili ha comunicato al rettore Marcello Fontanesi che non c’è alcun reato configurabile. Gli investigatori hanno scoperto che la vicenda è iniziata nel febbraio 2005, quando una coppia di Napoli decise di donare alla ricerca scientifica il feto di 20 settimane affetto dal morbo di Canavan dopo un aborto al Policlinico. I due avrebbero preso contatto con la professoressa Paola Leoni e con lei avrebbero concordato l’invio del corpicino. A causa di problemi burocratici la dottoressa avrebbe suggerito di affidarlo al collega Angelo Vescovi, allora al San Raffaele. Quando Vescovi si è trasferito alla Bicocca, ha portato con sé tutto il proprio materiale. Non si è trattato dunque di traffico illecito di parti umane o di ricerche non autorizzate.

BRESCIA

Una torta alla marijuana per festeggiare l’addio al celibato è costata al festeggiato e ad altri tre amici bergamaschi l’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e lesioni. Il gruppetto, tutti 30enni, è stato fermato carabinieri di Lonato del Garda, in provincia di Brescia. I quattro, insieme ad altri 12 amici, erano a bordo di un pullman a noleggio per raggiungere un locale quando hanno offerto fette di torta «drogata» la cui ricetta non era nota agli altri. Nel corso della serata tre loro amici si sono sentiti male ed è stato necessario l’intervento del 118. I carabinieri, chiamati dal titolare del locale, dopo aver raccolto le testimonianze del gruppo e sequestrato il contenitore della torta, hanno arrestato il festeggiato e gli altri tre pasticcieri. I aragazzi che si sono sentiti male sono ancora ricoverati in ospedale.

I fratelli Mattei e la verità inseguita da 40 anni l terrorismo ha fatto a Roma 70 morti. In città, però, non si fa molto per ricordare. Per questo è così importante che Giampaolo Mattei e le sue sorelle abbiano dato vita alla «Associazione fratelli Mattei» (AFM), ricordando Virgilio, 21 anni, e Stefano, 10 anni, morti il 16 aprile 1973 nel rogo della loro casa, appiccato da estremisti di sinistra per colpire una famiglia di destra. «L’associazione – dice Giampaolo già dalla costituzione, nel 2005, aveva chiaro il suo obiettivo: la ricerca di un percorso verso la verità e la giustizia. Lo strumento principale è sempre stato la ricerca storica su quegli anni e la volontà di dialogo con le istituzioni politiche e con i familiari. Non immaginando il muro di gomma che ci si ergeva davanti: ideologia, ignoranza perpetuata da 34 anni di controinformazione, strumentalizzazione e mitizzazione politica delle vittime. Il primo impegno è stato quello di riappropriarci dei nostri cari che per molti anni erano stati oggetto di un simbolismo estremistico a cui non appartenevano». E ora? «Il 2013 è un anno importante, il quarantesimo dall’accaduto, e sto organizzando molti incontri e dibattiti. L’impegno resta quello di sensibilizzare il più possibile le istituzioni ed i politici affinché ci aiutino a creare uno strumento che vada oltre la politica; che sia moderno, dinamico e che metta a disposizione per le ricerche storiche informazioni certe e non ambigue sulle vittime e sugli accadimenti, ma soprattutto che sia un punto di riferimento accreditato per chiunque voglia avvicinarsi agli avvenimenti degli anni di piombo». Grazie a loro il Comune ha ospitato in un museo Capitolino una mostra su quegli anni. Credi a un dibattito pubblico su quegli anni? «Arrivare a questo risultato è proprio il nostro obiettivo: organizzare dei dialoghi e dibattiti nelle scuole, degli incontri tra “amici” e politici. In un dibattito sereno, credo che ci si possa anche “scontrare”, ma in maniera civile ed educata; senza mai dimenticare, soprattutto noi familiari, che spesso si è voluta stendere una coltre di menzogne per celare la verità e molte generazioni vengono ancora oggi foraggiate da queste bugie per scopi prettamente strumentali. Quindi noi familiari dovremmo essere ancor più forti per diffondere la verità. Senza un dibattito costruttivo la memoria non può essere oggetto di civiltà, ma solo di ghettizzazione politica».

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22 .Cronache

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

Le tappe

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26 AGOSTO 2010 L’OMICIDIO

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Sarah Scazzi, 15 anni, esce di casa e scompare

6 OTTOBRE 2010 ARRESTATO LO ZIO

La mamma di Sarah apprende la notizia in tv

La cugina

La zia

Sabrina Misseri nei giorni delle ricerche di Sarah

Cosima Serrano madre di Sabrina e moglie di Michele

LA SENTENZA DELLA CORTE D’ASSISE DI TARANTO TRE ANNI DOPO IL DELITTO

Sabrina e Cosima, ergastolo tra gli applausi del pubblico I giudici: “Hanno ucciso Sarah”. Gli avvocati: faremo appello MARIA CORBI INVIATA A TARANTO SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

on perdere la speranza». Ma sono parole che oggi, dopo questa sentenza, suonano vuote. Cosima è una statua di sofferenza, appena in cella scuote la figlia. «Perchè piangi? Lo sapevamo». La gente presente nell’aula ella corte d’Assise di Taranto applaude quando sente la parola «ergastolo», una scena che aggiunge tristezza a una storia che, come dice la famiglia di Sarah, non ha vincitori. A iniziare è una donna di Avetrana, testimone nel

«N

processo. Si inizia a perdere il controllo e la presidente Rina Tronfio chiede ordine. La famiglia Scazzi ascolta muta, dignitosa come sempre. Uscita dall’aula mamma Concetta ha parole dure: «Speravo in questa sentenza perché chi uccide merita questo, ma è comunque una sentenza amara per tutti quanti e non mi da né soddisfazione né serenità». Gli avvocati avevano preparato Cosima e Sabrina a questo esito soprattutto dopo la diffusione del fuori onda tra Presidente e giudice a latere della Corte che parlando, in apertura di udienza, tra loro esprimevano, secondo la difesa, un giudizio già maturato. «Non negheranno in radice», una delle frasi. Come se le difese delle due don-

Personaggio TARANTO

na sentenza amara per tutti quanti. Ma nemmeno sapere che adesso è stato individuato chi mi ha portato via Sarah, e poi l’ha uccisa, mi dà soddisfazione perché il dolore e la tristezza per tutto ciò che è accaduto sono sempre qui, dentro di me». Concetta Serrano Spagnolo, la mamma di Sarah Scazzi, è una maschera di dolore al termine della lettura del dispositivo. E non si dilunga in commenti sulla decisione della corte d’Assise, non si sbilancia: la ferita aperta dalla morte brutale della sua bambina non si è ancora rimarginata. E mai lo sarà. Concetta, con quella sua espressione immobile, quel suo dolore sordo che si porta dentro dal quel maledetto giorno della scomparsa della figlia, si alza e se ne va, scortata dai suoi avvocati. E a monosillabi, o poco più, com-

«U

ne, che ancora dovevano pronunciare le arringhe finali, non potessero sostenere la completa estraneità al delitto. Le giudici hanno spiegato che si trattava di innocue riflessioni interrogative

La madre alla figlia dopo la sentenza: «Sapevamo che finiva in questo modo» e la loro astensione è stata rifiutata dal presidente del Tribunale. Ma certamente questo incidente peserà in appello e arriverà fino in Cassazione. Franco Coppi, il difensore di Sabrina è determinato: « Una sentenza che purtroppo in qualche modo mi aspettavo e

che rinforza in me la volontà di combattere fino in fondo una battaglia in favore di una persona innocente. Rimarrò al suo fianco se mi confermerà la sua fiducia in appello». Nicola Marseglia che difende Sabrina insieme a Coppi fa fatica ad «accettare questa sentenza perché la condanna di Sabrina e Cosima insieme da valore al sogno del fioraio. E tutti i protagonisti della vicenda del sogno e tutti gli esiti istruttori riferiti a questo episodio lo hanno smentito clamorosamente». Per Franco De Jaco, difensore di Cosima Serrano, questa è «una sentenza data sull’onda della mediaticità. Ha prevalso il sentimento popolare sulla ragione giuridica». «Normalmente le sentenze non si com-

Sarah Scazzi, 15 anni, fu strozzata e il corpo gettato in un pozzo

mentano, ma il dispositivo che abbiamo ascoltato oggi non è altro che la copia esatta della richiesta finale dei pubblici ministeri, quindi non assurge a dignità di sentenza. È una sconfitta della giustizia». Condannati tutti gli imputati. Per Michele Misseri sono 8 gli anni inflitti, 6 per il fratello Carmine e 6 per il nipote Cosimino Cosma (tutti e 3 erano accusati di soppressione di cadavere). L’avvocato Lorenzo Bullo, difensore di Carmine è «curioso di sapere delle tante ipotesi ricostruttive del fatto sia stata sposata dalla corte, in modo che il mio assistito sappia da cosa si deve difendere». La psicoterapeuta che assiste il contadino di Avetrana, Anna Maria Casale, spiega che «sa-

rebbe stata molto importante una perizia per Michele in quanto avrebbe svelato i meccanismi psichici che lo guidano. In appello sarà utile farla, per il bene di tutti, special-

Condannato a 8 anni Michele Misseri, a 6 il fratello Carmine il nipote Cosimino mente per la giustizia». E l’accusa? «Dalla lettura della sentenza - dice il procuratore di Taranto Franco Sebastio emerge che la nostra ricostruzione dei fatti è stata sostanzialmente accettata e quindi errori macroscopici e grossolani non ne sono stati compiuti».

Mamma Concetta “Un po’ di giustizia per la mia bambina”

re di Sarah, ma incolpevole dell’omicidio. Già, forse un giorno Michele le scriverà e magari Concetta troverà la forza di rispondere a qualcuno della famiglia, a quelli che considera i traditori del vincolo più sacro che c’è: quello della parentela, l’avere lo stesso sangue nelle vene. Per ora Concetta ha scelto il silenzio. Basta apparizioni in tv, basta esternazioni. Ciò che aveva da dire lo ha detto fino a metà marzo. Nel corso dell’ultima intervi-

processo che, però, sono in tanti ad Avetrana a considerare monco. Se non addirittura sbagliato. Oppure da rifare. Ma Concetta no, non si lascia andare. Si passa una mano tra i capelli e se ne va. Forse vorrebbe piangere. Sfogarsi un po’, ma quella dignità che l’ha sempre caratterizzata in questi anni le impedisce di lasciarsi andare. «Concetta ha perso una figlia e oggi, di fatto, ha perso anche una sorella. Altre sorelle non hanno più contatti. Queste sono ferite che mai potranno rimarginarsi» commenta l’avvocato Valter Biscotti, che da sempre accompagna mamma Concetta in questo calvario fatto di colpi di scena e di testacoda nelle indagini. E con il suo collega, Nicodemo Gentile aggiunge: «La sentenza conferma quello che noi

DOPPIO COLPO

menta la scelta dei giudici popolari. Lo fa come solo le mamme sanno fare senza personalizzare nulla, pensando soltanto alla loro creatura. «Niente e nessuno sarà in grado di mi ridarmi la mia Sarah, il dolore che provo resterà FERITA

«Il dolore e la tristezza per quello che è successo sono sempre dentro di me» dentro di me per sempre. Se devo dire l’unica cosa che mi porta un po’ di sollievo è sapere che Sarah riceva giustizia». Già, la giustizia, così faticosamente inseguita per tanto tempo. E così faticosamente raggiunta attraverso un

Concetta Serrano la mamma di Sarah

abbiamo sempre pensato e cioè che ad uccidere Sarah siano state la cugina Sabrina e la zia Cosima». Punto. È giunta l’ora di guardare avanti, ad un futuro complicato e doloroso in un paese dove tutti conoscono tutti. Dove le famiglie in qualche modo coinvolte in questa storia sono cinque e tutte parenti tra di loro. «Un giorno scriverò a Concetta, magari la incontrerò anche» commenta adesso Michele Misseri, appena tornato a casa. Condannato per aver cercato di distruggere il cadave-

Oltre ad avere perso la figlia, ora si ritrova con la sorella colpevole sta a «Domenica live» aveva attaccato sorella e nipote: «Cosima è sempre rimasta impassibile per tutto il processo. Sabrina mi hanno detto che si è messa a piangere. Io, però, non l’ho mai vista perchè mi davano le spalle». E sull’attesa della sentenza era stata profetica: «Mi aspetto l’ergastolo. Chi ha ucciso in modo così brutale una bambina non può che essere condannata a stare vin carcere per tutta la vita». In primo grado i giudici le hanno dato ragione: carcere a vita per Sabrina e Cosima. [L. POL.]


LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

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5 NOVEMBRE SABRINA MISSERI

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Michele Misseri accusa la figlia: l’ha uccisa lei

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26 MAGGIO 2011 COSIMA MISSERI

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Arrestata la zia di Sarah, moglie di Michele

“Io l’unico colpevole lasciato libero di volare” Lo zio Michele: aspetto la Cassazione, poi la farò finita

Intervista

DALL’INVIATA AD AVETRANA

ichele Misseri ha gli occhi lucidi, le parole escono a fatica. Entra dentro casa, guarda alle pareti la foto della figlia Sabrina e le dice: «scusa». Piange: «Questa non è giustizia, due innocenti in galera».

M

Ma la Corte d’assise di Taranto però ha detto che loro due sono colpevoli. La sentenza è stata la più dura: ergastolo.

La sorella SoloValentina estraneaaldelitto

«Mi sono sentito male quando ho sentito quelle parole e mia moglie ha abbassato la testa. Assurdo. Cosa hanno fatto in Camera di Consiglio? Avevano già deciso. Gli innocenti in galera e io libero, anche di volare».

Condannato a 8 anni Michele Misseri è stato riconosciuto colpevole solo del reato di soppressione di cadavere: fu lui a fare recuperare il corpo della quindicenne

Ha detto

E adesso?

«Sono stato io. Devo continuare a battermi per loro. Fosse per me mi ammazzerei. Nei miei sonni pieni di

Il rimorso

«Sono stato io. Mi ammazzerei. Ho un solo sogno, vedere mia moglie e mia figlia libere. Io non voglio essere un uomo libero»

NELLA CASA DI AVETRANA

L’omicidio

L’uomo tra le foto della figlia che non lo vuole più vedere Valentina Misseri n Valentina Misseri, la so-

rella di Sabrina, non vuole cedere. E ripete all’infinito: «Ci dovrà essere giustizia, lo spero non solo Sabrina e mamma ma per tutti noi». Lei è l’unica della famiglia a non essere stata coinvolta dalla Procura della Repubblica in quello che ritengono essere un omicidio maturato tra le mura domestiche. Valentina, invece, è stata esclusa da tutto. E dice: «Ma soltanto perchè non ero ad Avetrana». E ancora: «I giudici popolari hanno visto la tv per tre anni, sempre in unico senso, colpevolista, tranne rare eccezioni. E come possono non esserne stati influenzati? Sono entrati in quell’aula già con un’idea». E su Michele: «Un padre non si odia ma certo non l’ho perdonato. E non credo che potrò mai farlo». E ancora: «Se mia sorella avesse avuto qualcosa a che fare con questa vicenda, mia madre l’avrebbe trascinata in caserma per le orecchie. E se anche in Appello e poi in Cassazione, Sabrina dovesse riavere la sua vita, il pregiudizio rimarrà. La vita è rovinata». [M.COR

«Mia moglie lo diceva da tempo che non stavo bene con i nervi. Quel giorno quando Sarah ha reagito alle molestie ho preso una corda e l’ho uccisa»

incubi ho un solo sogno, vedere mia moglie e mia figlia libere. Io non merito di essere libero, non voglio essere un uomo libero, ma pagare per quello che ho fatto». Hanno applaudito in aula. Che effetto le ha fatto?

«Ha iniziato una testimone. Non si fa così». Oggi l’hanno anche aggredita. Sono in tanti quelli che pensano che lei si stia addossando colpe non sue. Ad Avetrana dicono che non può essere stato lei.

«Lo dicono perchè sono sempre stata una brava persona.Io non mi sarei mai fatto la galera da innocente. Non avrei abbandonato mia figlia ma ognuno deve prendersi le sue responsabilità». La Corte di Assise per lei ha chiesto di aprire un procedimento per autocalunnia.

«Io sono convinto che alla fine mi crederanno, perchè è la verità. Io sono stato indotto ad accusare mia figlia». Cosa prova adesso che la Corte si è pronunciata?

«È più il rimorso che la rabbia. Io avevo sperato, adesso è peggio. Quando andavo in aula parlavo con qualche avvocato, mi distraevo, adesso sono solo.

E anche se usciranno rimarrò solo perchè come fanno a perdonarmi? Non mi perdoneranno mai, altro che patto scellerato come dicono loro». Nemmeno la mamma di Sarah, Concetta, le crede.

«Io le parlerò, ma non adesso. Lei vuole che io dica che non sono stato io. Invece sono stato io e quando finalmente lo avrò dimostrato allora andrò da loro». Sabrina ha detto di voler guardare sua zia negli occhi. E che solo in questo modo si convincerebbe della sua innocenza.

«Lo capisco. Perchè lei è innocente e soffre per la cugina e anche perchè ritengono lei capace di averle fatto del male. Ma come si fa? Erano sue sorelle». Non ha mai avuto contatto in questi anni con Sabrina?

«No. Ho fatto richiesta per vederla, ma lei non vuole e non risponde alle mie lettere. So che sta male, che non va nem-

meno al telefono a parlare con la sorella. Io le scrivo che non deve fare così, che io vivo solo per lei. Se la fa finita lei anche per me è la fine. Perché io sono un assassino, e non soltanto di Sarah». Parla di sua figlia?

«Io ho distrutto quattro famiglie. Quella di Sarah, la mia, quella di mio fratello Carmine e di mio nipote Cosimino che sono stati messi in mezzo a IL SOGNO

«Levedospessofuoridalcarcere mentresonoinunacella dovedovreiessereio» questa brutta storia per una semplice telefonata». Perchè in aula ha negato il movente sessuale? Per vergogna?

«Perchè se non c’è, non c’è. Quando l’altro giorno sono andato in garage e la psicologa mi ha fatto mimare l’omicidio, ho capito che le avevo toccato il seno. Certamente. Per

Cronache .23

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questo mi ha dato un calcio. A quel punto, il dolore, il calore alla testa e ho preso la corda... non so nemmeno io cosa mi è successo. Mia moglie me lo diceva da tempo che non stavo bene con i nervi, ma io non me ne accorgevo». Un particolare importante.

«Me lo sono ricordato adesso. Io avevo chiesto ai giudici di portarmi in garage e se mi avessero dato retta io mi sarei ricordato prima». La famiglia di Sarah dice che ha avuto giustizia.

«Sbagliano. Sarah ancora piange perchè non riposa in pace. Aspetto fino al terzo grado, alla Cassazione e poi faccio quello che ho detto». Vuol dire che davvero pensa ancora che si ucciderà?

«Si perchè tanto vivere con questi pesi, la morte di Sarah, e due innocenti in galera, è un inferno. Mi creda, non ne vale proprio la pena». [M.COR.] Guarda la video intervista www.lastampa.it

10 GENNAIO 2012 IN AULA

ll processo prende il via a Taranto

Reality e realtà

ORA LA SAGA CONTINUA IN TELEVISIONE MASSIMILIANO PANARARI SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

erché l’omicidio della povera Sarah Scazzi, insieme ad alcuni altri delitti celebri, pare avere riscritto le cronache del piccolo schermo degli ultimissimi tempi. Una volta, a funzionare in televisione, era il poliziesco; poi, anno dopo anno, mentre dalla vetero-tv passavamo alla trans-tv, il colore giallo si intorbidiva per assumere tonalità via via più rossastre, quelle «profondo rosso» dei delitti. E giù di splatter per incontrare la curiosità morbosa del telespettatore che dal tubo catodico invoca non soltanto evasione, ma emozioni forti, pretendendo la sua dose quotidiana di voyeurismo, in quantità più smodata che modica. Valeva per le vicende noir di Cogne, Garlasco, Perugia; e, naturalmente, tale fattispecie tv si applica anche alla «dynasty nera» di Michele e Sabrina Misseri e Cosima Ferrano, seguita da milioni di telespettatori e dibattuta per altrettante ore su tutti i canali, con una sovraesposizione mediatica senza pari. Non c’è stato rotocalco pomeridiano o talk show serale di cronaca (nera e non solo) che non abbia proposto la sua fenomenologia degli «attori» e «comprimari» di questa triste storia: Quarto grado, Chi l’ha visto?, Porta a Porta, Matrix, Pomeriggio 5, Domenica Live, L’altra metà del crimine, e chi più ne ha, più ne metta. Per non parlare – ennesima manifestazione dell’anomalia italiana – del suo dilagare dentro notiziari e tg, i quali, qui da noi, fanno l’agenda setting dei temi discussi dall’opinione pubblica con fatti e fattacci di questo genere molto di più di quanto avvenga nel resto d’Occidente. La saga avetranese, d’altronde, presentava tutti gli elementi di «sceneggiatura» e di serialità che l’assimilavano a una telenovela idealtipica (rivalità sentimentali, odi familiari, una spruzzata di psicanalisi, ambientazioni popolari e rurali, fino alla chiusa sanguinosa). Un format prototipicamente televisivo, quindi, che dal 2010 si è convertito in un interminabile feuilleton – o, se si preferisce, in un «romanzetto (d’appendice) criminale» – gettonatissimo dal pubblico. E se Baudrillard diceva che la televisione ha ucciso la realtà, Avetrana mostra, altresì, che il reality noir fa rinascere il (presuntamente) defunto tubo catodico a botte di audience.

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24 .Società

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Eterni bambini...

...che litigano tra loro Bambini litigiosi che non vogliono condividere i loro giochi con nessuno, che si cimentano in lotte gladiatorie pur di strappare una macchinina a un altro, a cui manca totalmente il senso della socialità, privi del concetto di alterità

iac di G om

rano. Ma i bambini di cui si dovrà occupare il nostro nonno esodato, non hanno imparato niente: assolutamente incapaci di andare d’accordo e men che meno di trovare un accordo. L’unica cosa che sanno fare è andare dal nonno e dire: «Nonno pensaci tu, quello continua a picchiarmi». Forse nel nostro Paese certi processi psicologici e formativi si fermano ad una certa età e poi non trovano uno sviluppo compiuto, chissà perché? Forse perché non siamo più il Paese più bello del mondo, forse perché si mangia bene, ma si inzia a far fatica a digerire questi piatti così sofisticati, forse perché cominciamo ad invidiare un pochino l’ineleganza degli stranieri, forse perché la creatività, i santi e i poeti albergano anche altrove. Non tutti, per la verità, hanno avuto la spudoratezza di chiedere al Nonno Presidente di tirarci fuori dalla cacca. C’è un consistente settore del nostro Paese, quello più infastidito della tradizione, quello che con più urgenza ci sospinge verso la modernità, verso l’innovazione, verso il luogo della democrazia compiuta, verso il paradiso del Web; ebbene, questa vociante fetta della nazione a chiesto a Napolitano di fare pure il nonno, perché loro, la parte giovane della nazione , ha scelto un candidato per presiedere il nostro Paese molto più giovane: Stefano Rodotà classe 1933. Una cosa ci accomuna tutti quanti a noi italiani, rottamandi e rottamatori: non riusciamo a diventare grandi e non ce la facciamo a fare a meno dei vecchi. Bentornato Nonno Giorgio e buon lavoro!

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Il mond o

L’Italia sarà anche il luogo più bello del mondo, dove si mangia meglio, dove ci si veste da far invidia a chiunque, dove la creatività è più diffusa dei disoccupati, ma siamo, soprattutto, un Paese di eterni bambini

GIACOMO PORETTI

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arà anche il Paese più bello del mondo, dove si mangia meglio, dove ci si veste da far invidia a chiunque, dove la creatività è più diffusa delle auto e dei disoccupati, dove i santi saranno anche in calo, ma non mancano di certo, dove i poeti continuano ad esistere, anche se non li leggiamo più, ma siamo, soprattutto, un Paese dove non ce la facciamo a diventare grandi. Altro che rottamazione: i vecchi stanno puntellando una baracca sgangherata che rischia di crollare da un momento all’altro. Non passa giorno senza sentire i soliti tronfi proclami che ci spronano ad un cambio generazionale, che ci spingono a mettere da parte i vecchi, che invitano i vecchi a farsi da parte, di minacce ai vecchi che non si faranno da parte, di preghiere e referendum ai vecchi per farsi da parte.

Il Lotto

Bentornato Nonno Giorgio in questo Paese che non sa diventare adulto Altro che rottamazione: in Italia i vecchi puntellano la baracca che rischia di crollare da un momento all’altro Ieri abbiamo assistito alla più imbarazzante e salvifica supplica rivolta ad un anziano: la stragrande maggioranza del nostro Paese ha implorato ad un uomo di 87 anni di non andare in pensione come presidente della Repubblica; curiosamente parte degli stessi che hanno chiesto a Giorgio Napolitano di continuare a lavorare sono gli stessi che sono scesi in piazza a protestare quando il re-

ConcorsoN.48-Sabato20aprile2013 Bari 68 80 11 90 37 Cagliari 60 44 88 48 8 Firenze 72 61 53 20 62 Genova 68 72 65 10 44 Milano 48 65 64 75 81 Napoli 53 37 51 45 35 Palermo 12 41 4 36 79 Roma 39 77 2 26 85 Torino 80 85 4 87 68 Venezia 37 67 86 78 45 Nazionale 87 73 30 89 44

E’ serenamente mancato circondato dall’affetto dei suoi cari l’

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Beppe, Carla e Ugo, Valentina e Lucio con Isotta e Viola partecipano al dolore della famiglia.

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ing. Antonio Chiari marito e papà affettuoso anni 79 Lo annunciano: la moglie Maria Teresa, i igli Paola, Roberto e parenti tutti. Rosario lunedì 22 aprile ore 17,30 parrocchia SS. Nome di Gesù, corso Regina Margherita 70. Funerali martedì 23 aprile ore 10 in parrocchia. – Torino, 20 aprile 2013 O.F. Niggi - Moncalieri

cente governo ha protratto l’età pensionabile a 65 anni. Quest’uomo, che si stava preparando finalmente per fare il nonno, quest’uomo, che probabilmente aveva già comprato i regalini per i nipoti, quest’uomo è stato scongiurato di riporre i pacchettini nella valigia e di recarsi di nuovo alla sua scrivania perchè ci sono altri bambini di cui occuparsi.

Giovanni e Micaela Ossola, profondamente commossi, partecipano al dolore della famiglia per la perdita di

Antonio Chiari ricordandone con affetto le grandi qualità personali. – Torino, 20 aprile 2013 Fulvia e Luigi partecipano al dolore della famiglia per la scomparsa dell’indimenticabile

ing. Antonio Chiari – Torino, 20 aprile 2013

Beppe ricorda con ininita nostalgia l’AMICO più caro, generoso e saggio. Con affetto vicini a Maria Teresa: Graziella Alberti Ugo Sandra Arnò Mitì Barale Tino Anna Bona Galvagno Michele Jole Bumma Giovanna Capello Elda Casetta Genni Rosi Discanno Piera Galgani Laura Gastaldi Luciano Genta Marialuisa Giordana Hans Franza Panizzut Carla Papini Anna Peano Cesare Annabella Preti Laura Sartorio Mariaceleste Sorrentino Lilli Veglia Ada Vitolo Pupa Zoncada Patrizia, Gianpiero e Manuela ricordano con grande stima ed affetto l’amico

ing. Antonio Chiari – Cuorgnè, 20 aprile 2013

Il Presidente, l’Amministratore Delegato, il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale, l’Organismo di Vigilanza, i Dirigenti, i dipendenti e i collaboratori di ATIVA S.p.A. partecipano commossi al dolore della famiglia per la perdita del

ing. Antonio Chiari Consigliere di Amministrazione e già Vice Presidente – Torino, 20 aprile 2013 Il Presidente, l’Amministratore Delegato, il Direttore Generale, il Collegio Sindacale, l’Organismo di Vigilanza, i Dirigenti e i collaboratori di ATIVA Engineering S.p.A. partecipano al dolore della famiglia per la perdita del

Bambini litigiosi che non vogliono condividere i loro giochi con nessuno, che bramano i giochi degli altri bambini e che si cimentano in lotte gladiatorie pur di strappare una macchinina ad un altro bambino; bambini a cui manca totalmente il senso della socialità e privi del concetto di alterità. Ma i bambini imparano, a furia di botte tra di loro, di vicinanze pazienti di genitori e maestre, prima o poi impa-

Il Gruppo Mattioda e tutte le sue maestranze partecipano commossi al dolore per la scomparsa dello stimatissimo

Cristianamente ci ha lasciato nell’immenso rimpianto

ing. Antonio Chiari

ex funzionario CRT anni 92 Lo annunciano la moglie Mira, i igli Daniela con Giancarlo, Maurizio con Rita, Riccardo con Antonella, Andrea ed Elena. Funerale lunedì 22 aprile ore 11,30 parrocchia San Pellegrino, corso Racconigi 28, Torino. Rosario domenica 21 aprile ore 17,30 in chiesa. – Torino, 19 aprile 2013 O.F. San Paolo - tel. 011.389264

– Cuorgnè, 20 aprile 2013

Ci ha lasciati nel dolore

Domenico Berta Ne danno l’annuncio a Funerale avvenuto per volontà dell’estinto, la moglie Albina; i igli Elena e Massimo; i nipoti Virginia, Carlo, Luisa, genero e parenti tutti. – Cantarana, 21 aprile 2013 O.F. Valtriversa - Villafranca (AT)

E’ mancata

Lucia Olocco ved. Amatucci Ne danno il triste annuncio il iglio Sergio con Angela. Un particolare ringraziamento alla dottoressa Emilia Valerio per l’assidua assistenza prestata. Funerale lunedì 22 ore 11,30 parrocchia S. Giovanna d’Arco, Santo Rosario questa sera ore 18 in parrocchia. – Torino 19 aprile 2013 Giubileo 011.8181

ing. Antonio Chiari Consigliere di Amministrazione e Vice Presidente – Torino, 20 aprile 2013 Il Presidente, il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale, l’Organismo di Vigilanza e i collaboratori di S.I.CO.GEN. s.r.l. partecipano al dolore della famiglia per la perdita del

ing. Antonio Chiari Consigliere di Ativa S.p.A. Vice Presidente di Ativa Engineering S.p.A – Torino, 20 aprile 2013

Ci ha lasciati

Ezio Vincenti pittore - scenografo Lo annunciano i nipoti Alessandro, Angioletta, Barbara, Maria Claudia e Valeria, le cognate Ester e Franca, il cognato Sergio con Marilena ed Emanuele a cui si uniscono parenti e amici. Funerali martedì 23 ore 10,30 parrocchia Madonna del Pilone, corso Casale, 195. – Torino, 20 aprile 2013 O.F. Gloria - tel. 011.210985

Floriano Muha

RINGRAZIAMENTI Le sorelle Virginia, Lucia, Renata con i famigliari tutti del caro

Giorgio Barbero ringraziano per la sentita partecipazione al loro dolore. – Canale, 21 aprile 2013

ANNIVERSARI 2011

E’ mancato il caro

2013

Danilo Icardi Sei sempre con noi. I tuoi cari.

Giorgio Fogli Lo annuncia a Funerali avvenuti, la famiglia ringraziando tutti coloro che le sono stati vicini, in particolare il reparto di Rianimazione dell’ospedale Maria Vittoria per l’umanità dimostrata. – Torino, 18 aprile 2013

La sorella Franca e i nipoti Riccardo, Paola e Mauro con le loro famiglie salutano l’amato GIORGIO.

Gli amici di Mery prendono sincera parte al suo dolore per la perdita del caro GIORGIO. Ilva e Luciano Ghio con i igli Luca Marco Andrea, Giulio Airaghi con Cristina e Gianpiero, Piera e Gian Degola con Patrizia e Giorgio.

E’ mancato ai suoi cari

Leo Ugolini A Funerali avvenuti lo annunciano la moglie Maria Araceli, le iglie Susanna con Mauro, Alberto, Alessandro; Sabrina con Davide e Matilde; il fratello Nino con Marie Claire. Si ringraziano quanti hanno partecipato alle esequie. – Fiano, 21 aprile 2013

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LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

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Società .25

7 edizioni L’edizione che si tiene dal 24 al 28 aprile è la settima: il Festival internazionale del giornalismo è nato nel 2006 mentre il debutto risale al 2007

ANNA MASERA PERUGIA

aleotto fu l’amore. E la passione per il giornalismo. L’International Journalism Festival (Ijf) che si tiene a Perugia a partire da mercoledì, diventato un appuntamento imperdibile per chi è interessato al mondo dell’informazione, è stato concepito sette anni fa e l’inizio è stato un’avventura che ricorda quelle delle start up nei garage in California. Lei è la ragazza con la «valigia blu», dal nome del suo blog: Arianna Ciccone, 42 anni, napoletana trapiantata in Umbria, con la passione del giornalismo. Lui è Chris Potter, 49 anni, padre americano e madre inglese, di formazione economista, suo professore di inglese a Napoli nel 1993. «L’ho amato fin da subito, ma allora non mi filava», racconta veloce questa napoletana ormai un po’ anche mezza umbra. I genitori di Chris si sono conosciuti in India, ai tempi degli hippies, ma lui è nato a Bedford e ha studiato a Londra. Arianna invece è cresciuta a Dazio, tra Pozzuoli e Napoli, ma la sua famiglia ha lasciato la Campania, la loro casa è in campagna, a Todi. Poco dopo il corso d’inglese a Napoli, Chris torna in Inghilterra, mentre Arianna comincia a lavorare, soprattutto alla radio. Finchè non va a trovare il suo ex professore di inglese a Londra nel dicembre del 1997 e sboccia un grande amore. «Praticamente, me lo sono andato a prendere; lui per amore mi ha seguito. Abbiamo messo radici nel nostro casolare in affitto a Torgiano, tra Assisi e Perugia, per mantenermi ho insegnato italiano ai giapponesi a Todi in quei corsi estivi di full immersion per stranieri, poi finalmente ho creato un’agenzia di comunicazione per eventi e enti vari, lui mi aiutava a gestire la parte amministrativa, i fornitori e gli sponsor». Il giornalismo resta una passione extra lavorativa. Finchè una sera di fine estate del 2006, davanti a un bicchiere dopo cena, Arianna se ne esce con l’illuminazione: «Perché non creare un evento nostro? Facciamo un festival internazionale di giornalismo». Chris risponde con un sorriso serafico: «Bellissima idea, impossibile da realizzare», poi però si lascia trascinare dalla pas-

G

50 mila

L’ITALIA DEI FESTIVAL 1. PERUGIA

Sono così tanti che nessuno è riuscito a contarli, raccolgono migliaia di volontari e coinvolgono milioni di persone: i festival sono la nuova forma di incontro degli italiani, spesso inventati dal nulla (e in provincia) da tenaci appassionati pieni di idee. Da Perugia, e dal Festival di giornalismo, cominciamo a raccontare le loro storie.

visitatori L’edizione 2012 del festival ha registrato 50 mila presenze per 220 eventi, con oltre 520 relatori: circa mille i giornalisti accreditati, più di 50 i workshop

«Gli ho detto: perché non facciamo un festival di giornalismo? Bellissima idea, impossibile da realizzare, ha risposto» «Siamo passati da 50 eventi a più di 500, orgogliosi di chiudere sempre in pari, mai un segno meno» Gore e Zoro

sione di Arianna. In fondo in quegli anni lei aveva collezionato agende piene zeppe Gli ospiti di contatti e la sua formazione economica vanno dall’ex era preziosa per gestire l’impresa. vicepresidente «Ho bussato a tante porte che non si Usa aprivano perché ero sconosciuta», racal blogger conta Arianna. Ma alla fine ce la fanno. La prima edizione del festival coinvolge le scuole di giornalismo internazionali. Alla seconda partecipa Carl Bernstein, il giornalista del «Washington Post», premio Pulitzer per il caso Watergate. Si sparge la voce. Quest’anno il programma è metà in italiano e metà in inglese. Gli interventi principali sono affidati a Mathew Ingram di GigaOm, Emily Bell (Columbia e Guardian) e Harper Reed, responsabile tecnologico della campagna per la rielezione di Obama. PERUGIA Protagonista venerdì 26 è la blogger cubana YoaMARCHE UMBRIA A1 ni Sanchez, con Mario Foligno Orvieto Calabresi. Terni «In sette edizioni siamo passati da 50 ospiti a Viterbo 500, per non parlare del Rieti L’Aquila numero di eventi, che LAZIO A25 oggi sono più di 200. E siamo orgogliosi di riuAvezzano scire a chiudere sempre in pari, mai un segno neRoma gativo nonostante il nostro budget sia molto contenuto almeno rispetto ad altri festival milionari». Un motivo di successo è la scelta - in un’epoca di crisi drammatica dei giornali - di offrire l’evento gratis, finanziandolo con sponsor (Unicredit, Tim, Enel, Sky,), anche stranieri: «Adesso ci contattano loro per sponsorizzarci». Anche la scelta del periodo dell’anno ha contribuito: durante il ponte del 25 aprile non ci sono altri grandi eventi che si sovrappongono. Poi il format solletica i giornalisti che bramano l’aggiornamento professionale. La redazione fissa consta di una quindicina di persone fra social media team, ufficio stampa e organizzazione/ospitalità, oltre a 200 volontari che ogni anno sgomitano per partecipare all’evento. I collaboratori sono tutti digitali, il lavoro viene organizzato su Facebook. E il sito Internet è aggiornato tutto l’anno, grazie ai suoi collaboratori. Perché il giornalismo è una passione. E se non ne siete convinti, Arianna Ciccone vi convertirà.

“Ho fatto tutto per amore di Chris e del giornalismo”

Arianna Ciccone e il suo compagno hanno creato da soli la rassegna su media e libertà di stampa: gratuita, innovativa e senza direttori artistici asce nel 2006 il Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia, che si tiene tutti gli anni ad aprile grazie a Arianna Ciccone e Christopher Potter. Lo scopo è parlare di giornalismo, informazione, libertà di stampa e democrazia, il modello è innovativo, nato dal basso poiché non ci sono comitati scientifici, né direttori artistici. Chi ha idee, proposte, contenuti da proporre può farlo, il festival esiste anche dall’incon-

N In coppia Arianna Ciccone e Chris Potter (qui sopra), gli inventori del festival; a destra, un incontro nel Teatro Morlacchi di Perugia

tro di queste idee. Un evento (quest’anno 24-28 aprile) gratuito, in cui i protagonisti dell’informazione provenienti da tutto il mondo si incontrano per alcuni giorni con i cittadini, i lettori, gli studenti, i professionisti, in un flusso continuo di idee, scambi, confronti. È la prima manifestazione in Italia interamente dedicata al mondo dell’informazione. Per saperne di più: www.festivaldelgiornalismo.com

www.lastampa.it/masera


T1 CV PR T2

26 .Società

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

Domenica con Alain Elkann

Avete anche firmato un accordo molto importante per quanto riguarda l’arte cinese?

Avete anche fatto delle nuove acquisizioni?

«Sì. Soprattutto di artisti giovani e abbiamo aiutato i musei di Bilbao e Abu Dhabi. Ma le acquisizioni sono la parte ancora più debole perchè non c’è abbastanza denaro».

«Sì. Abbiamo un curatore che si occupa di comprare arte cinese contemporanea e per questo abbiamo avuto una donazione molto importante da parte della “Robert H. N. Ho”, una fondazione che sta tra Hong Kong e Vancouver. Ma nella nostra squadra abbiamo curatori per ogni parte del mondo e possiamo dire di essere finalmente diventati globali. Intanto un altro progetto importante è il Bmw Guggenheim Lab, che consiste in un edificio provvisorio che viene costruito in sei grandi città. Abbiamo cominciato con New York, Berlino e Mumbai e annunceremo presto altre tre città».

E a Venezia?

«A Venezia c’è stata l’anno scorso la mostra di Ileana Sonnabend e ci sarà quest’anno la mostra di Robert Motherwell, mentre a Bilbao, lo scorso anno, c’è stata quella di David Hockney». Come va il museo di Bilbao?

«Basti dire che una città di un milione di abitanti ha più di un milione di visitatori all’anno: significa che il museo ha grande successo ed è sempre molto popolare».

Di cosa si tratta?

Richard Armstrong, leièdirettoredelMuseo Solomon R. Guggenheim di New York: quali sono le sue riflessioni dopo quattro anni di direzione di un’istituzione tanto prestigiosa?

«Il museo è cambiato, è diventato un centro importante: non solo per l’estetica, ma anche per la politica e per la cultura. Un museo è un’impresa globale che porta intelligenza da tutto il mondo. Mi sono reso conto in questi anni di come il mondo sia molto più grande oggi».

E quello di New York?

«E’ una struttura della società Atelier Bow-Wow di Tokyo che cambia ogni volta e svanisce dopo 12 settimane. Abbiamo capito che non si dovevano fare solo mostre di architetti famosi e architetture famose. In questi edifici, infatti, non c’è arte: l’arte è la gente che parla e discute e questo sistema ha avuto un grandissimo successo. Ho voluto fare un museo davvero globale e allargarci, oltre il solito pubblico che fa parte della grande gerarchia del mondo dell’arte. Bisogna essere più democratici».

«Abbiamo 1.8 milioni di visitatori». Il Moma e il Whitney sono vostri concorrenti?

«Il Museum of Modern Art di più, mentre il Whitney è una realtà diversa. Se il Moma ha un bellissimo programma e più visitatori, noi abbiamo un edificio più bello e più importante. Il nostro edificio - come si sa - è stato progettato da Frank Lloyd Wright. Posso dire che in qualche modo noi siamo eccentrici, ma che adesso stiamo tornando alle nostre radici culturali, quando il museo fu creato nel 1939».

Quanti musei ha oggi il Guggenheim?

Quali sono i capolavori della vostra collezione?

«Uno a New York, uno a Venezia, uno a Bilbao e presto quello di Abu Dhabi».

Richard Armstrong

«Soprattutto Kandinsky, Mondrian, Delaunay, Picasso, in una collezione permanente di 7 mila opere».

Direttore del Solomon Guggenheim Museum di New York

«La crisi è passata. Si può dire che sia durata in realtà soltanto 15 mesi, qui negli Stati Uniti. Oggi, invece, ci si deve domandare come sviluppare le nostre entrate finanziarie».

Quali sono state le vostre mostre più importanti?

«Una di Maurizio Come lo ha caIL FUTURO Cattelan e una di TiSehgal. Poi abbiapito? «La prossima apertura no «Attraverso il nomo fatto un’esposisarà nel 2017 zione su Picasso e ne stro museo ad Abu ad Abu Dhabi» avremo presto una Dhabi che aprirà nel 2017. Lavorare sperimentale di Jasu questo museo ci ha dato l’oppor- mes Turrell, mentre in autunno ci satunità di rompere il monopolio Eu- rà Christopher Wool. A gennaio, poi, ropa-Nordamerica. E ora abbiamo sarà il 100° anniversario del Futurianche un nuovo accordo con la Ban- smo e faremo una mostra gigantesca». ca svizzera Ubs: ci hanno dato forse E poi ci sarà una grande mostra di il più grande "grant" di sempre. Noi Burri? compriamo arte. Abbiamo tre cura- «Sì, la faremo nell’ottobre 2015 e io tori appositi e abbiamo anche un dò a questo evento una grandissima centro di “education”». importanza».

“Il mio museo? Globale e democratico”

E la crisi quanto vi ha colpito?

In che senso?

«Non possono essere solo persone molto agiate e molto ricche a dare dei contributi, ma bisogna trovare altre forme e anche un modo più imprenditoriale di gestire il museo stesso». Quali sono i vostri visitatori-tipo?

«Cominciamo ad avere molti giovani, ma il 65% del pubblico è composto da turisti».


LA STAMPA

PAOLA GUABELLO QUARONA (VERCELLI)

il lotto di lana più fine al mondo mai esistito: peli candidi, sottilissimi, quasi invisibili, perché misurano poco più di 10 millesimi di millimetro. Quella fibra preziosa arriva dalla Nuova Zelanda e finirà in una cassaforte a Quarona, come si fa con un gioiello raro o un’opera d’arte. E di lì quei 100 chili soffici e profumati di lanolina, che per un imprenditore tessile valgono quanto la Gioconda, non verranno più mossi, fino a che non saranno superati da un lotto ancora più eccezionale che ne prenderà il posto. Solo allora Loro Piana utilizzerà la «Record Bale 2013» per realizzare tessuti impalpabili e poi giacche e pantaloni tanto discreti quanto esclusivi, simboli

È

I 100 CHILI DI LANA CHE VALGONO PIU’ DELL’ORO

Il record La super-lana con i peli quasi invisibili che misurano poco più di 10 millesimi di millimetro proviene dalla Nuova Zelanda

Un lotto di tessuto unico al mondo che arriva dalla Nuova Zelanda ed è ora nei forzieri di Loro Piana d’eleganza e del lusso. Quegli abiti saranno per pochi selezionati clienti: 40, 50 al massimo in tutto il mondo (stretto riserbo sui loro nomi) che sapranno di possedere un vero «pezzo da collezione». Nel 2000, il gruppo valsesiano ha istituito una competizione annuale fra allevatori australiani e neozelandesi con l’obbiettivo di ottenere lane di qualità e finezza sempre più elevate, sostenendo la ricerca nel settore delle materie prime. Un’azione che ha consentito di raggiungere risultati impensabili e che si concretizza quest’anno nella «World Wool Record Bale»: se alla prima edizione di 13 anni fa la lana misurava 13,1 micron, oggi l’asticella si è abbassata di 2,5 micron, portando il traguardo a un livello di 10,6. «Forse irripetibile - spiega Sergio Loro Piana, amministratore delegato -: una fibra così rara rappresenta l’inizio emblematico dell’attività del gruppo. Il risultato è stato ottenuto grazie alla ricerca continua e a una smisurata passione. Un concetto che è la base della nostra filosofia e che viene applicato anche per la vicuna, il baby cashmere o il fior di loto. Questo “atteggiamento strategico”, l’ossessione della qualità, ha portato il brand al di là dell’ostentazione o della moda. I nostri prodotti, siano abiti che borse, oggetti regalo

o accessori, sono una promessa di eccellenza che parte dalla materia prima e arriva al consumatore, un cliente estremamente sofisticato». Il gruppo Loro Piana ha chiuso il 2012 con ricavi di 630 milioni, regi-

Produzione mondiale di lana Australia Europa Occidentale

25,0%

17,5%

14,8%

13,7%

«La lana a un certo punto è diven-

7,5%

2,9%

4,0%

Sudafrica

2,3%

La lana rappresenta l’1,4% della produzione mondiale di fibre, un prodotto di lusso in confronto al cotone, che detiene il 31%, e le fibre sintetiche con il 61%.

Nuova Zelanda

Ex Unione Sovietica Argentina

I PA SS IO N TEMPO

n Al salone di

Basilea i cronografi sono protagonisti De Vecchi PAGINA 29

HI-TECH n Samsung

presenta il nuovo smartphone. Con molte sorprese Ruffilli PAGINA 30

n Lo

stile, adesso, parla sempre più cinese e coreano Mariani PAGINA 30

n È in questa

pagina: la lana è ritornata, in versione sempre più «soft» e in nome dell’eleganza

Evento a Sydney Zegnafesteggia inAustralia n Lo «Zegna Wool Award» è giun-

to alla cinquantesima edizione: il riconoscimento viene assegnato, una volta all’anno, agli allevatori australiani per la qualità della lana. L’evento fa ora tappa a Sidney e prevede una due giorni in cui si realizzerà una «total immersion» nei valori del gruppo tessile biellese: dalla ricerca delle materie prime più pregiate allo stile. Una mostra e un itinerario multimediale condurranno il visitatore nel lanificio di Trivero, mentre una sfilata speciale sarà dedicata alla collezione autunno-inverno 2013.

«ORA LA RIVINCITA DELL’ELEGANZA»

«Stimolare gli allevatori nel migliorare la qualità è fondamentale spiega Piercarlo Zedda vicepresidente dell’International wool textile organization -: non si tratta solo di prodotto finale ma di sensibilizzarli. La produzione rispetto a 20 anni fa è diminuita a un terzo».

Uruguay

arrivare a questi risultati i due fratelli (Sergio e Pieluigi, la sesta generazione) sono partiti dalla base, vale a dire dall’Australia e dalla Nuova Zelanda, dove vengono selezionate le migliori lane prodotte nell’anno.

giovani per il futuro nel Bilancio Pirelli 2013 Ricotta PAGINA 28

L’analisi del vicepresidente dei produttori mondiali

Per questo è importante ciò che fanno gli imprenditori ,creando competizione fra gli allevatori?

10,3% 2%

n I valori dei

Cina

Altri Regno Unito

strando una crescita del 13,1%. In un momento di crisi è stata la rete dei negozi che rappresenta l’85% del fatturato ( con 137 punti vendita) a dare la performance migliore con un +18,3%. Il lusso ha battuto la crisi. Per

27

DESIGN

La «Record Bale 2013» è il lotto di lana più fine al mondo: sarà utilizzato da Loro Piana per abiti destinati a un ristrettissimo numero di clienti

relax sempre più sofisticati e tutto in un weekend Salemi PAGINA 28

STILE

esercizidi

n Trattamenti

.

MODE

MODE, DESIGN, TEMPO, BEAUTY, HI-TECH, PASSIONI: UN VIAGGIO NELLE NOVITA’ DELLA SETTIMANA

BEAUTY

DOMENICA 21 APRILE 2013

Come mai?

tata poco remunerativa. La vendita non bastava a pagare neppure la tosatura. Così molti hanno diversificato puntando su altri tipi di allevamento o sull’agricoltura. È successo in Australia. Poi c’è stata la concorrenza delle fibre man made». Cosa è successo?

«Purtroppo i tessuti sintetici negli Anni 90 si erano imposti grazie ai loro requisiti tecnici, ma siamo riusciti a far capire quanto la lana sia naturale, ecologica e biodegradabile». Questi aspetti sono stati sufficienti per il rilancio?

«Le lane fini e i nuovi metodi di lavorazione permettono di indossare i capi direttamente sulla pelle. Non grat-

tano più: la prova è che è in aumento la produzione di tessuti per maglieria intima sportiva di qualità finissima». L’Iwto cosa sta facendo?

«Cresce la consapevolezza del valore di questa fibra, perché viene promossa nel modo giusto a livello mondiale e attraverso molte manifestazioni. Uno dei più importanti sostenitori è il principe Carlo d’Inghilterra» . A giugno, a Biella, si terrà il congresso mondiale dei lanieri: com’è il mercato della lana oggi?

«Ci sono oltre un milione di capi che producono due milioni di tonnellate di lana: il 19,5% proviene dall’Australia, il 9,1% dalla Nuova Zelanda e il 20,3 dalla Cina». [P. GUA.]


STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

BEAUTY

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PASSIONI

La Maison Schiaparelli festeggia il ritorno in scena durante la settimana della moda a Parigi con una collezione d’autore in omaggio a Elsa: quindici pezzi unici creati da Christian Lacroix con cui il maestro interpreta i segni iconici del mito Schiaparelli. L’evento è al 21 di Place Vendôme, indirizzo originale della Maison nell’atelier che ha scritto le regole di un lusso esclusivo, visionario e trasversale, di sogni al femminile

Terme, spa e centri benessere: ora la rigenerazione di psiche e corpo è «fast»

BASTA IL WEEKEND PER IL RELAX ROSELINA SALEMI

N

el mondo sincopato del tre per due, del tutto-in-uno (e della crisi) la vacanza relax si è accorciata, ridotta, quando va bene, a un lungo weekend. Ma, che si tratti di beauty farm, terme, spa, medispa (la famiglia è numerosa), nessuno vuole rinunciare al risultato. Si concentra: natura, gola, benessere espresso. I nuovi trattamenti, pacchetti, percorsi, sono come le creazioni di certi chef che infilano 14 ingredienti in un antipastino. Basta un fine settimana per provare menù senza glutine e vegani, cibi antiossidanti, massaggi manuali body-scan (per aumentare la consapevolezza di ogni parte del corpo), fitness funzionale (per gli over 60) tecniche antistress, meditazione, medicina ayurvedica e, ultima arrivata, la color therapy, tinte fluo su capelli, ciglia

Dai massaggi body-scan alla terapia con i colori fino alla pittura su pelle è boom di trattamenti e sopracciglia o pittura sulla pelle a mano libera. Se il tempo è poco, gli effetti devono essere speciali. La doccia semplice? Mai più. Come minimo è accompagnata da aromaterapia e cromoterapia. La sauna? Non può essere qualsiasi. Al Bellevue di Cogne si sono inventati la biosauna alla camomilla, agli agrumi (con le bucce d’arancia avanzate dalle spremute mattutine), la stanza con pareti di sale dell’Himalaya, quella di Re Vittorio Emanuele II per bagni nel vino di montagna, spezie, latte e miele, la «grotta dell’orso» (trattamenti per la coppia con i fanghi). Nel pomeriggio il bar mobile dispensa champagne: l’aperitivo è salvo. Se si mette il naso fuori, ci scappa l’avvistamento di un camoscio. Anche il massaggio non può più essere qualsiasi, meglio se combatte le forme di stress più avanzate. Il Diamond Magnetic (nella Yhi Wellness del Gran Melià Rome Villa Agrippina), pensato per riequilibrare i chakra, vanta un composto di ferro e polvere di diamante, che dovrebbe neutralizzare le energie elettromagnetiche. Al-

Alle Terme di Saturnia il must è «oro, seta e ginger»: scrub agli estratti di ginger, camomilla, proteine della seta e applicazione di un gel con oro 23 carati

Al Bellevue di Cogne si può provare la stanza di re Vittorio Emanuele II per bagni nel vino di montagna, spezie, latte e miele, e la grotta dell’orso

Nella Yhi Wellness del Gran Melià Rome Villa Agrippina, massaggi con un composto di ferro e polvere di diamante

Al Lefay Resort (Brescia), i percorsi nel giardino energetico seguono il ritmo delle stagioni. E dentro la spa si scende nella grotta e si galleggia sull’acqua

le Terme di Saturnia piace molto «oro, seta e ginger». Scrub arricchito con estratti di ginger, camomilla, proteine della seta e olio di jojoba, applicazione di un gel con oro 23 carati, caffeina, carnitina, escina, colata di olio caldo, massaggio Pindasweda con aromi di lavanda, calendula e melissa. Tutto in uno: idratante, esfoliante, riducente, rassodante. L’Oriente è ovunque, anche nel parco dell’Abruzzo, a La Reserve, dove sperimentare il massaggio thai con tokSen (martelletti di legno) e il bagno rituale balinese. La sfida del sistema beauty express è l’esperienza «totale», nella natura. A Forte Village, in Sardegna, le vasche di talassoterapia rubano l’attenzione al mare. Si esce levigati e rilassati. Castiglion del Bosco (Montalcino), in Val d’Orcia, complesso di ville con piscine, due ristoranti, un orto bio e la

beauty farm di Daniela Steiner, è un perfetto microcosmo. Weekend possibile: bagno al nettare di champagne, peeling corpo a base di polvere di perle, massaggio al miele e oro. Pranzo-cena al ristorante Campo del Drago e all’Osteria La Canonica, brunch sulla terrazza, passeggiata nella vigna. Al Lefay Resort (Brescia), in cima a una collina con vista sul lago di Garda, i percorsi nel giardino energetico (Il Drago Verde, la Fenice Bianca, la Tigre Rossa) seguono il ritmo delle stagioni. Ma non basta. Volete la Luna nel pozzo? C’è. Dentro la spa si scende in fondo a una grotta e si galleggia sull’acqua. Soffrite di insonnia? C’è l’abbraccio di Morfeo per correggere lo squilibrio energetico. Avete bisogno di ringiovanire? Farfalla di seta, aculifting e massaggio modellante per il viso. Peccato che il weekend passi troppo presto.

Nel bilancio 2012 le parole scelte dagli studenti e interpretate dalla vignettista Donnelly

PIRELLI DISEGNA 10 VALORI PER IL FUTURO SARA RICOTTA VOZA

I

l luogo è insolito e freddino come può essere un bilancio aziendale, ma a scaldarlo ci pensano dieci parole buttate lì non per caso da altrettanti studenti di università di tutto il mondo. Sono infatti le parole che «dicono» il loro futuro e i valori che lo riempiranno. Sì, nell’inedito bilancio 2012 di Pirelli si oserà parlare di «valori» senza paura di sembrare passatisti o retorici. L’azienda ha lan-

Flessibilità «Chi è d’accordo ad accettare un cambio di posizione dica sì»

ciato a fine 2012 un bando sui social media e rivolto a oltre 150 atenei internazionali perché gli studenti indicassero la parola che esprime il valore più signifi-

Empatia È il valore qui «disegnato»: «Così capisci la mia situazione»

cativo per il loro avvenire. Le parole e i testi che ne motivano la scelta sono stati selezionati da una giuria internazionale composta, fra gli altri, da Carlo Rat-

Umiltà «Joe Smith. Ammise un errore»

ti, direttore del Mit Senseable City Lab, dal fotogiornalista Steve McCurry e dal regista italiano Giuseppe Tornatore. Le dieci parole sono state: Onestà, Cam-

Qc Termetorino «Sole&benessere»

n QC Termetorino è già

pronta con una serie di novità all’insegna della bella stagione. Per chi vuole prendersi un break rigenerante c’è la soluzione «Sole & Benessere», che prevede l’ingresso feriale e la permanenza dalle 12 alle 15.30 (costo 30 euro). Un’idea stimolante per trascorrere momenti di relax, godendo del percorso benessere e del solarium naturale.

biare punto di vista, Curiosità, Innovazione, Flessibilità, Semplicità, Fraternità, Perseveranza, Empatia, Umiltà e, guarda caso, a scegliere «Onestà» è stato uno studente italiano e «Umiltà» uno americano. Ogni parola è stata poi interpretata creativamente da Liza Donnelly, raffinata «matita» del New Yorker. Ci sono anche le sue vignette, quindi, nelle pagine del Bilancio Pirelli 2012. E pure la «recensione» di un outsider come Carlo Freccero: «Era dagli anni ’80 che “valore” non significava più nulla... Oggi la crisi internazionale, il crollo dei partiti... hanno rivelato inaspettatamente una fame di valori. Forse meno solenni e astratti, ma più quotidiani e veri».


LA STAMPA

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TEMPO

DOMENICA 21 APRILE 2013

Il docufilm Il film documentario Planet Ocean, proiettato per la prima volta in occasione dell’Earth Summit di Rio de Janeiro, oggi è in Dvd (e nell’edizione italiana doppiato da Luca Mercalli). Rientra in un progetto di salvaguardia degli oceani, promosso da Yann ArthusBertrand e cui ha contribuito Omega, marchio che ha lunga consuetudine con il mondo delle immersioni. Parte dei ricavi dal nuovo modello Seamaster Planet Ocean (nella foto, subacqueo fino a 600 m) verranno destinati alla Fondazione Goodplanet

PAOLO DE VECCHI

E

ra il 1963 e l’allora trentunenne ingegnere elettronico Jack Heuer, pronipote dell’orologiaio che nel 1860 aveva fondato l’omonimo marchio svizzero, mise a punto un nuovo cronografo. All’epoca risiedeva negli Usa dove, per conto della famiglia, si occupava del mercato locale. Appassionato d’automobilismo, frequentava l’ambiente dei piloti e i circuiti come cronometrista, riportando nel proprio lavoro le indicazioni che gli venivano dal mondo dei motori. Per questi motivi il nuovo cronografo Heuer doveva rispondere a caratteristiche come l’immediata leggibilità del quadrante, la resistenza della cassa alle sollecitazioni ester-

TAG Heuer festeggia i 50 anni del Carrera, nato pensando all ’automobilismo ne e l’indossabilità. Per la meccanica di problemi non ce n’erano, faceva parte della tradizione di famiglia, per quanto riguardava invece il design Jack Heuer era influenzato dal modernismo del periodo: ecco allora il contrasto bianco/nero del quadrante o il cinturino con la pelle traforata, come quella dei guanti dei piloti. «Ero entusiasmato dalle nuove forme e dalle nuove tecniche – ricorda – e quello che ricercavo era qualcosa che giocasse su di queste, ma che mantenesse fede alla tradizione motoristica. Qualcosa di classico, senza tempo, privo di ornamenti e dall’estetica semplice». Era nato uno dei cronografi ancora oggi di maggior successo, mancava giusto il

Personaggi Jack Heuer fra Niki Lauda e Clay Regazzoni. A destra, fra gli stand di Baselworld, il salone mondiale dell’orologeria e gioielleria

I protagonisti al Salone di Basilea 2013

IL CRONOGRAFO SEDUCE ANCHE CON LA COMODITA’

TAG Heuer Carrera Calibre 1887 Jack Heuer Edition in acciaio e titanio

Graham Silverstone Stowe in acciaio con lunetta in alluminio verde o blu

Breitling for Bentley in titanio, disponibile in serie limitata a 1000 esemplari

nome che, una volta trovato, molto contribuì al suo mito. A Jack Heuer l’ispirazione venne sentendo parlare della Carrera Panamericana Mexico, una corsa di regolarità molto dura,

vinta da Manuel Fangio proprio nel 1953 e interrotta due anni dopo perché considerata avvincente, ma pericolosa. Negli anni successivi la maison Heuer sviluppò le prime

operazioni di sponsorizzazione e il cronometraggio in Formula 1, mise a punto molte innovazioni tecniche per la misurazione di tempi sempre più veloci ed esatti, fino alla fusio-

ne con TAG-Techniques d’Avant Garde, avvenuta nel 1985 e che ha portato appunto alla nascita del nuovo marchio TAG Heuer, che ne ha ereditato la precedente tradizione. Oggi Jack Heuer è presidente onorario del marchio e continua a partecipare allo sviluppo dei nuovi orologi. E a lui, a 50 anni dalla nascita del Carrera, TAG Heuer ha dedicato una collezione dotata del caMomoDesign libro automatico 1887, con Jet ruota a colonna e 50 ore di riserva di marcia. Questa cele- in alluminio con brazione è uno degli eventi più cinturino attesi dell’edizione 2013 del Sain gomma lone dell’Orologeria di Basilea (25 aprile-2 maggio), dove vengono esposte le migliori novità dell’orologeria mondiale. Quest’anno, più che mai, protagonisti saranno i cronografi, strumenti per la misurazione dei tempi brevi in grado di registrare, con l’ausilio della scala tachimetrica e di appositi contatori, la velocità oltre alle ore e ai minuti di cronometraggio. Piacciono Tcm Ascari molto agli appassionati Indy della bella orologeria da polso, oltre che ai profesin acciaio con sionisti delle competizioni auquadrante tomobilistiche, non solo per personalizzato l’utilizzo pratico, ma per l’elevato e sempre affascinante dato tecnico.


Il teatro in tasca Dopo la web tv, il Teatro Eliseo di Roma lancia un’app per iPhone e Android. È gratuita e permette di consultare il cartellone, offre contenuti multimediali inediti, consente di accedere a promozioni sull’acquisto dei biglietti

Samsung, arriva il Galaxy di ultima generazione

UNO SGUARDO EILTELEFONOESEGUE BRUNO RUFFILLI

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l Samsung Galaxy S4 arriva in Italia il prossimo weekend, quasiunannodopol’S3,cheha venduto 40 milioni di esemplari e vinto il titolo di miglior smartphone del 2012 al Mobile World Congress. Rispetto al modello precedente è un’evoluzione, più che una rivoluzione: assai simile esteticamente, è di qualche millimetro più piccolo,mavantaundisplayAmoled da 5 pollici Full HD, ben definito e con colori più naturali. Basato su Android 4.1.2, al sistema operativo di Google aggiunge però una marea di funzioni ideate da Samsung: dal telecomando universale a raggi infrarossi al conteggio delle calorie, dal rilevamento della qualità dell’aria al traduttore istantaneo per messaggi e chat. «Vogliamo ridefinire lo stato dell’arte degli smartphone», spiega Carlo Carollo, direttore marketing Telecom di Samsung Italia. «Oggi la tecnologia permette di fare cose incredibili e il nostro ruolo è di renderla semplice: forse in pochi andranno oltre le funzioni di base, ma per gli altri il Galaxy S4 sarà una continua sorpresa». Il touchscreen,adesempio:nonserve toccare lo schermo, basta avvicinare un dito per sfogliare le foto, con un gesto in aria si cambia canzone o si accetta una chiamata. La fotocamera frontale segue gli occhi, così il telefonino capisce da solo quando è il momento di scorrere pagine ed elenchi, e se si distoglie lo sguardo, ecco che YouTube va in pausa, per ripartire appena si fissa di nuovo lo schermo. Veloce e fluida l’interfaccia, ottima la fotocamera da 13 Megapixel, discreta la durata della bat-

Assicurato Iscrivendosi a Samsung Exclusive, i proprietari del Galaxy S4 potranno avere una serie di vantaggi, come l’assicurazione kasko per danni accidentali e furto

teria, migliorabile la costruzione (il corpo dell’S4 è in plastica e i pulsanti laterali non sembrano granché robusti). In vendita a 699 euro in due colori, con memoria da 16 Gb espandibile con scheda SD, il nuovo top di gamma Sam-

«Fa cose incredibili: vogliamo ridefinire lo stato dell’arte degli smartphone» sung è candidato al successo. E il suo vero concorrente non è tanto l’iPhone, che attira un pubblico diverso, quanto il modello precedente, l’S3, che si trova già a prezzi da saldo. Twitter@BrunoRuffilli

DESIGN

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HI-TECH

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La bottiglia Campari nel 2013 ridisegna il suo look. Claessens International ha firmato il restyling della bottiglia, che ha collo più lungo, «spalle» più slanciate e «girovita» raffinato. Il pack giusto per esaltare il rosso intenso dell’aperitivo

A Milano Lenovo sugli altari

LO STILE SUL TABLET PARLA CINESE VALERIO MARIANI

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on l’inaugurazione del polo Fuorisalone Sarpi Bridge Oriental Design Week il Salone del Mobile di Milano ha consacrato un movimento difficile da immaginare solo qualche anno fa. Piccoli designer crescono, in Cina e anche a Taiwan e in Corea del Sud, e ora si battono nelle competizioni che premiano i mix di creatività e funzionalità degli oggetti contro i colleghi del mondo occidentale che per troppo tempo li hanno considerati capaci solo di copiare. Se l’Oriente può contribuire alla riscrittura dei codici del disegno industriale, è anche grazie a Yao Yingjia, vicepresidente e capo della divisione «Design e user experience» della cinese Lenovo. Enfant prodige, Mr. Yao entra in Lenovo nel 1996 a 23 anni e contribuisce alla scalata dell’azienda al vertice della classifica dei produttori di computer. A Milano il manager ha ricevuto il «Red dot: design team of the year» ed è la prima volta che un’azienda cinese si porta a casa un premio che vanta un’anzianità di 25 anni. Ma è solo l’ultimo dei premi collezionati da Lenovo in due anni. Riconoscimenti sono arrivati anche per Asus, Samsung e Lg, tutte provenienti dal triangolo della tecnologia costituito da Cina, Taiwan e Corea del Sud. Nell’elettronica di consumo il concetto di design va oltre l’hardware, ma coinvolge l’«interfaccia utente». In questo mercato un prodotto con un

Le modalità L’IdePad Yoga 13 di Lenovo: con una rotazione di 360° dello schermo si trasforma in tablet

design vincente è quello che riesce a essere elegante e semplice. Agli strenui difensori del design occidentale, infine, a chi considera ancora Apple come l’unica azienda capace di innovare, Lenovo, Asus, Sam-

La carica dei creativi dall’Asia è completata dai giovani di Taiwan e della Corea del Sud sung e Lg rispondono con forme standard, ma riviste nelle linee e nelle funzionalità. Basti pensare all’IdePad Yoga 13 Lenovo che, con una rotazione di 360° dello schermo, si trasforma in tablet.


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Il riepilogo dei mercati

ECONOMIA FINANZA

settimanale dal 31/12/12 FTSE/MIB FTSE Italia AllShare DOW JONES(New York) NASDAQ (New York) FTSE (Londra) DAX (Francoforte)

-0,12% -0,45% -0,06% -2,86% -1,56% -3,68%

-3,15% -2,34% -2,27% +8,13% +6,10% -2,00%

Meeting

FRANCESCO SEMPRINI WASHINGTON

Austerità si, ma non necessariamente con un’applicazione ultra-ortodossa dei target. In chiusura dei lavori primaverili di Fondo monetario internazionale e Banca mondiale, è questa l’indicazione di politica fiscale auspicabile, almeno sulla sponda italiana. «Una lettura meno talebana dell’austerity può essere utile», spiega il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, secondo cui, comunque, i conti in ordine e il vincolo di bilancio rimangono assolutamente «la stella polare» a cui far riferimento. Il punto è che servono «interventi difficili, organici e di ampio spettro per risolvere problemi gravi», prosegue il numero uno di Bankitalia, che plaude al documento elaborato dai dieci saggi perché «presenta azioni organiche, da adottare non in sequenza, ma tutte insieme». E’ vero che si può lavorare sulla composizione della spesa e che, «come

Il titolare del Tesoro: «L’agenda Monti è l’unica strada perseguibile» dice Draghi bisogna abbassare le tasse», ma «è necessario eliminare», gli impedimenti alla crescita. «Non si cresce di nuovo tornando a spendere allegramente, - chiosa il governatore - ma si cresce se si eliminano i vincoli alla crescita, che non sono legati solo al bilancio pubblico nominale». E, il nodo da sciogliere è «il recupero di fiducia», perché «quando manca la fiducia per motivi diversi dall’economia mondiale, si crea un problema di sequenza, - ribadisce Visco - ovvero la ripresa non c’è, se non ci sono investimenti, e questi mancano se le prospettive future sono insoddisfacenti perché sono figlie legate all’incertezza politica». Del resto una lettura meno «talebana» del consolidamento fiscale c’è già stata da parte dell’Italia, anche perché non è tanto il debito, la variabile

Ieri a Washington i lavori del meeting di primavera del Fondo Monetario Internazionale

IL MINISTRO GRILLI REPLICA AL TEDESCO SCHAEUBLE: CIPRO UN CASO MOLTO PARTICOLARE

“No all’austerità talebana ma niente spesa allegra” Visco (Bankitalia): si cresce se si eliminano i vincoli fondamentale, «ma il disavanzo che ha un andamento virtuoso». Per il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, il nuovo governo deve ripartire dall’agenda Monti, ovvero sulla via del consolidamento fiscale sommato al un approfondimento delle riforme «lungo le direttrici già illustrate». In sostanza occorre un passaggio di consegne nel segno della continuità, dice il titolare di via XX Settembre, secondo cui la prudenza fiscale e le riforme strutturali già messe in opera sono la base per il futuro. Il messaggio è chiaro e giunge proprio nel giorno dell’elezione di Giorgio Napolitano per il suo secondo mandato al Quirinale, e al quale vanno la gratitudine e i ringraziamenti di

OCCUPATI -4,7%

Federalberghi: «Il turismo è allo stremo»

Christine Lagarde, numero uno del Fondo Monetario

Grilli e Visco. Anche perché, dice il ministro, «sia in ambienti europei, sia internazionali, come visto in questi giorni, nonostante i sacrifici importanti, alternative radicali non ne vedo».

DIJESSELBLOEM: LA PROPOSTA NON SODDISFA ANCORA L’OLANDA

Tobin Tax, nuovo scontro Londra ricorre alla Corte dell’Aia WASHINGTON

Diventa serrato il confronto sulla Tobin Tax e il dibattito dall’europa rimbalza negli Stati Uniti dove sono in corso i lavori di Fmi e Banca mondiale. Da Washington è il presidente dell’Eurogruppo a farsi sentire dimostrando comprensione nei confronti della decisione del governo britannico di presentare ricorso alla Corte di Giustizia europea contro il progetto della «Financial Transaction Tax». «Posso comprendere ed è un loro diritto», dischiara Jeroen Dijsselbloem. «Non siamo contrari al principio - spiega il ministro

delle Finanze, George Osborne ma ci interroghiamo sugli effetti extraterritoriali della proposta della Commissione e penso che questa preoccupazione sia condivisa anche da qualche altro Paese». La conferma giunge dallo stesso Dijsselbloem, che nelle vesti di ministro delle finanze olandese, dice che il governo dell’Aia potrebbe unirsi al gruppo degli 11 Paesi protagonisti dell’accordo sulla Tobin Tax. «Ma non lo faremo in questo momento», avverte, perché la proposta non soddisfa ancora i requisiti dell’Olanda, secondo cui le ricadute sui fondi pensioni sono insostenibili. Il progetto avanzato da Bruxelles prevede l’imposi-

Il turismo italiano è allo stremo: nei primi 3 mesi del 2013 i lavoratori negli alberghi sono calati del 4,7%. L’allarme è venuto dal presidente della Federalberghi, Bernabò Bocca, nell’assemblea che si è svolta a Sorrento. Boccia chiede al prossimo governo una politica per il settore.

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Jeroen Dijsselbloem

zione di una tassa dello 0,1% su azioni e obbligazioni e dello 0,01% sui prodotti derivati. il fronte degli 11 tuttavia rischia una sfaldatura sui titoli di Stato

Il vero nodo è quindi sulla flessibilità dei target, argomento di confronto durante questi lavori di Fmi e G-20, in particolare su chi ha o no spazi di manovra, e nel primo caso quale contributo

che i tedeschi, e i Paesi dell’Europa del Nord, vogliono ricomorendere tra gli asset tassabili mentre Italia, Francia e Spagna si oppongono con vigore. L’insorgere di questo confrontoscontro, rischia di complicare ulteriormente le cose anche perchè il fronte del «no-bond» è determinato ad anadare sino in fondo. «Siamo stati tra i primi, assieme alla Francia, a introdurre la “Financial Transaction Tax” - avverte da Washington ilministro Vittorio Grilli - l’abbiamo introdotta con molta prudenza, sapendo soprattutto che il mercato dei titoli di Stato è delicatissimo e su cui non vogliamo perdere alcuna chance». Grilli spiega che il dibattito è appena cominciato ma «noi rimaniamo sulla nostra posizione, è l’impostazione giusta, non solo nostra, ma anche quella della Francia». Anche gli altri capiranno che quello dei bond del Tesoro «è un mercato diverso dagli altri, più delicato». [F. SEM.]

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI UDINE Bando di gara - CIG 5007941BA3 informazioni complementari L’Università degli Studi di Udine segnala che in merito alla procedura aperta relativa all’affidamento del servizio di portierato e gestione delle emergenze, vigilanza e pattugliamento armati, ricezione allarmi e pronto intervento presso le sedi universitarie (bando di gara pubblicato sulla G.U. n. 38 del 29-3-2013) sono state pubblicate sul profilo committente: www.uniud.it/ateneo/organizzazione/appalti/ appalti_servizio, in data 12.04.2013, informazioni complementari relative al disciplinare di gara punto 8.3. IL DIRETTORE GENERALE Dott.ssa Clara Coviello

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si debba dare alla crescita. «La cosa certa - ribadisce Grilli - è che nel nostro caso questo spazi non ci sono». Come è certo che l’operazione su Cipro è un «caso molto particolare, per la sua unicità, a partire dalla sproporzione del peso del settore bancario sulla sua economia», dice il ministro commentando le dichiarazioni del ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble che aveva definito la manovra in soccorso di Nicosia un modello. «Non esiste un modello di salvataggio valido per tutti: dipende dalle componenti che non funzionano», fa eco Visco, sottolineando che per il caso di Cipro il sistema bancario aveva un peso pari a sette volte il Pil. «Se Schaueble dice che non aver coinvolto» i piccoli correntisti e aver identificato una gerarchia di contribuenti al salvataggio «è un buon modello, allora sì, si tratta di un buon modello». In ogni caso «fare paragoni non è opportuno», rilancia Grilli secondo cui, in ogni caso bisogna puntare «sul-

Il capo dell’eurogruppo: l’Unione bancaria progetto importante, dobbiamo essere rapidi l’unione bancaria», perché è la strada «giusta da seguire», mentre Visco «ritiene importante che il meccanismo unico di risoluzione sia affiancato a un meccanismo di vigilanza unica». Lo aveva ribadito poche ore prima il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, secondo cui l’unione bancaria è il progetto europeo più importante e «dobbiamo» muoverci «rapidamente», perché è un fattore determinante per l’accesso al credito la cui disponibilità è cruciale per l’Europa. L’olandese è fiducioso nel fatto che «si può andare avanti con l’80-90% del progetto», specie per quanto riguarda le garanzie sui depositi e il meccanismo di risoluzione. Sull’autorità unica di vigilanza ci sarà invece una riflessione «parallela» sull’esistenza delle «basi legali» per la revisione dei trattati, sostenuta a gran voce dalla Germania.

Questi e molti altri avvisi li puoi trovare anche su internet Consulta i siti

www.legaleentieaste.it www.lastampa.it


LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

Economia .33

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il caso FRANCESCO SPINI MILANO

i primo mattino la tangenziale e le stradine tutt’intorno la Fiera di Bergamo sono già intasate. Tra la selva di automobili, sciama anche una sessantina di pullman. Arrivano dalle valli intorno, da Brescia, da Milano, da Varese, Pavia. In 16 si muovono da Cuneo. Alla fine sotto i capannoni a un tiro di schioppo dall’aeroporto di Orio al Serio, si ritrovano in tantissimi. Nessuna festa, anche se i buffet - curati dal miglior ristorante di Bergamo - son presi d’assalto. È la carica dei 6400 soci che si presentano alla battaglia per il nuovo vertice di Ubi Banca, la superpopolare nata sull’asse Brescia-Bergamo, con ascendenze piemontesi. La baraonda è tale che lo scrutinio dei 14 mila voti espressi (deleghe incluse) alla fine di 9 ore di discussione impegna gli addetti fino a notte inoltrata. La situazione

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MASSIAH CERCA IL BIS

«I Cds dicono che siamo la banca che meno rischia di fallire» PASSO INDIETRO

Nel corso della riunione Jannone dirotta i suoi voti sulla lista «bergamasca» è delicata e inedita: per la prima volta a contendersi le ventitré poltrone del consiglio di sorveglianza ci sono tre liste. O meglio, c’erano. Il colpo di scena arriva a metà giornata quando una delle due liste concorrenti a quella presentata dal consiglio di sorveglianza, ossia «Ubi Banca, ci siamo!», animata dall’ex deputato del Pdl e presidente delle Cartiere Pigna, Giorgio Jannone, fa un passo indietro facendo convergere i suoi voti alla lista guidata da Andrea Resti, professore bocconiano a capo di «Ubi Banca popolare», sostenuti dall’ala bergamasca del gruppo. L’ex presidente di Confindustria Bergamo, Andrea Moltrasio, guida invece la lista della continuità («non siamo qui per cavalcare la rabbia, ma per dare risposte con serietà», dice), pronta a confermare Victor Massiah come consigliere delegato. Il quale difende la gestione della banca che secondo i credit default

Grande partecipazione Circa 6400 i soci di Ubi Banca che sono arrivati dal mattino di ieri per l’assemblea del gruppo. Lo scrutinio dei voti è proseguito fino a tarda notte

L’assemblea di Ubi Banca sispaccasulnuovovertice ResticontroMoltrasio,contaall’ultimovotonellanotte swap è quella «con le minori probabilità di fallire» ed è la prima in Europa «per purezza di banca tradizionale». Comincia la discussione che son da poco passate le 9 e 30 e un socio verso l’ora di pranzo visto il numero esorbitante di iscritti a parlare (82) propone di iniziare a votare a discussione

ancora aperta. La folla acclama, il presidente dell’assemblea, Giuseppe Calvi, ne prende atto, invitando chi non è d’accordo a registrarsi dal notaio. È bagarre, dagli uomini di Jannone volano parole grosse («è un attentato alla democrazia!», gridano) ma alla fine ad opporsi ufficialmente saranno solo 246. Quat-

VOTO CAPITARIO E GOVERNANCE

Turismo bancario e popolare A Bergamo erano poco meno di 6000: in mattinata lungo la A4 si sono registrate code per l’afflusso dei pullman carichi di soci diretti alla Fiera di Bergamo per partecipare all’assemblea di Ubi Banca. Molti di più i soci presenti all’assemblea del Banco Popolare, circa 13.000. Epicentro a Lodi, già sede di mitiche scampagnate ai tempi della Bpi di Gianpiero Fiorani. Ma grazie al regolamento dell’istituto, che permette il voto anche in collegamento dalle altre sedi, gli azionisti erano sparpagliati tra Novara, Verona e Lucca. Altri 3000 i soci della Popolare del-

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l’Emilia Romagna accorsi alla sede di Modena dell’istituto. Un totale di almeno 22.000 persone che ieri hanno attraversato l’Italia da Sud a Nord e da Ovest a Est in nome del principio del voto capitario (una testa, un voto) che vige nelle banche popolari, anche quelle quotate. Viaggio gratis e buffet (più o meno ricco, negli ultimi anni vige la sobrietà) a carico dell’istituto interessato, che almeno per un giorno all’anno riunisce banche ormai grandi ai suoi piccoli azionisti. Un turismo bancario e popolare: poi dice che le banche non aiutano l’economia. [G. PAO.]

tro calcoli e l’ex deputato che si era trasformato nel grillino di Ubi Banca, capisce che la rivoluzione non è alla sua portata: arrivando terzo non prenderebbe nemmeno una seggiola. Jannone dal palco ammette che solo la lista di Resti «può contrapporsi allo strapotere» del cds ottenuto con «strumenti illeciti e indebiti», riservandosi «eventualmente» anche «di impugnare l’assemblea». Con il suo passo indietro perde la sua battaglia anche Piero Bertolotto, per 20 anni presidente di Bre e sfiduciato un paio di anni fa dal presidente della Fondazione CRCuneo Ezio Falco che non a caso invita a votare la lista Moltrasio, dove per l’Ente c’è Gian Luigi Gola. Invece aumentano le chance di Resti di avere almeno fino a 5 consiglieri di minoranza. Il bocconiano predica «un forte taglio di poltrone e benefit», la liberazione dai «pesi morti imposti dai centri di potere» e punta il dito contro chi «fatica a distinguere dove finisce il fondoschiena e dove comincia la poltrona». Proprio ieri saluta, tra gli applausi, Emilio Zanetti, presidente uscente del consiglio di gestione: per 28 anni è stato il dominus della popolare di Bergamo.

ALLO STUDIO L’ACCORPAMENTO DEI DICASTERI ECONOMICI DELLA SANTA SEDE

Il Papa stringe la presa sullo Ior Gotti Tedeschi sul suo memoriale: documento riservato non era da divulgare GIACOMO GALEAZZI CITTÀ DEL VATICANO

Francesco intende snellire la Curia. «I tempi non saranno brevi; si valutano ipotesi, nulla è stato deciso», mettono le mani avanti le fonti ufficiali. La riforma allo studio punta a razionalizzare la gestione economica della Santa Sede. Nell’ottica di semplificare la struttura burocratica del Vaticano si fa strada l’idea di centralizzare

le competenze economico-finanziarie. Un progetto sul tavolo (quello dell’accorpamento dei dicasteri economici) sospinto anche dalle condizioni di bilancio non rosee della Santa Sede. La riforma non sarà immediata nei tempi e tende a rendere più efficiente il funzionamento del governo, chiarendo competenze e tagliando poltrone. Più che nomi da avvicendare ad altri, Francesco sta prendendo in considerazione quale forma dare all’architettura della Curia. Verrà modificata in senso collegiale la stessa Segreteria di Stato, con l’obiettivo di ridimensionare il ruolo del primo collaboratore del Papa. Bergoglio pensa a una struttura suddivisa in tre sezioni e alle sue dirette dipen-

denze. Oltre a immaginare un raccordo forte con la figura del Sostituto, Francesco ipotizza un «contrappeso» alle funzioni della Segreteria di Stato. Si pensa ad una ricollocazione dell’ex maestro di cerimonie, Piero Marini come arciprete di San Pietro con il conseguente spostamento di Comastri al dicastero dei Santi. Nei concistori una gran parte delle porpore verrà riservata agli episcopati nazionali per riequilibrare l’eccessivo peso dei curiali dentro il Sacro Collegio. Bertone ha uomini di fiducia alla guida dei dicasteri finanziari. Con la sua imminente uscita di scena e la ridefinizione dell’organigramma di Curia, cambierà la «governance» d’Oltretevere. Intan-

to in relazione alla pubblicazione del memoriale l’ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi chiarisce che si tratta di un «documento che era stato tenuto riservato» in «quanto era stato redatto in un momento di tensione e di preoccupazione per quanto stava accadendo in ragione degli attacchi e delle polemiche». Tali fatti «avrebbero dovuto essere divulgati solo al fine di rendere comprensibili ulteriori eventi che in quel momento si potevano solo temere». Francesco vuole mettere lo Ior sotto controllo, per ora, in attesa di una decisione sull’opportunità di mantenerlo come organismo dipendente dalla Santa Sede. E’ possibile che in futuro venga ceduto.


34 .Lettere e Commenti

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

MASSIMO GRAMELLINI

Le lettere vanno inviate a: Cuori allo specchio - La Stampa, via Paleocapa, 7 - 20121 Milano e-mail: cuoriallospecchio@lastampa.it Forum online: www.lastampa.it/cuoriallospecchio/

FOTO ALESSANDRO ALBERT

La Biblioteca di Eros arà anche una poesia dallo stile mediocre, benché spesso venga attribuita a Pablo Neruda, ma quello che la giornalista brasiliana Martha Medeiros ha messo su carta con parole convenzionali è un pensiero potentissimo: il senso della vita. «Cosa sarà che ti fa morire a vent’anni anche se vivi fino a cento», cantavano Dalla e De Gregori (su testo di Ron), rielaborando il formidabile epitaffio di Marcello Marchesi: «L’importante è che la morte ci colga vivi.» La sensazione è che questa vita a cui sembriamo tanto affezionati non ci interessi conoscerla davvero e che il mito della Bella Addormentata parli a tutti noi, al nostro rifiuto di svegliarci, alla paura di vivere, che non è timore dell’ignoto ma timore di lasciare ciò che è noto. Di fronte al dolore, all’imprevisto, alla perdita di qualcosa, la prima reazione è conservatrice, di rifiuto o di fuga, condita dal lamento vittimista («capitano tutte a me»). Aspiriamo alla quiete, mentre la vita è movimento, adattamento a esigenze che mutano di continuo. Se ti paralizzi davanti all’onda ne vieni travolto. Anche se le giri le spalle, nel tentativo impossibile di riguadagnare la riva. La scelta giusta è andare incontro all’onda per cavalcarla. Facile a dirsi. Ma «Lentamente muore» di Martha Medeiros, di cui riporto

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L’impresa eroica del vivere

Lentamente muore di Martha Medeiros (2000)

Love Stories

Dizionario sentimentale

Il mio primo bacio sotto gli ippocastani n aula magna, stipati come gocce nel mare, sapremo a quale prima liceo siamo assegnati. La IV ginnasio sezione B è ormai un manipolo di 12 sopravvissuti alla perifrastica passiva e a quante trappole hanno catturato i pur validi compagni. Il preside tuona: prima A… prima B! Mi giro e… lo vedo: circa un metro e 90, aderisce alla scala, quasi per scappare. Ha un ciuffo castano dorato, come le foglie degli ippocastani in autunno. «Ti prego, Signore, fa’ che sia nella mia classe!» penso, senza vergogna. Alla lettera M, lo sconosciuto non è stato ancora chiamato. M. Sergio, M. Silvia… N. di P. Orlando. «Caspita - sorrido - ha un nome più lungo di lui!». Siamo trenta, evviva, io scelgo il secondo banco, a sinistra. Orlando, centrale in fondo, sembra sulla luna: estraneo, sfoglia un libro. Se avessi occhi ai lati della testa, da camaleonte, vedrei insieme lui e la cattedra, ma così, è torcicollo! Dopo greco, latino e storia, c’è Scienze. Nel laboratorio ci arrampichiamo sui banchi di legno. Perdo contatto con l’anatomia dei gasteropodi, perché Orlando mi si srotola accanto. «Leggi - invita- ti assomiglia, è Pablo Neruda: “quando i miei passi vanno/ quando tornano i miei passi/ negami il

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LA STAMPA Quotidiano fondato nel 1867 ª

DIRETTORE RESPONSABILE MARIO CALABRESI VICEDIRETTORI MASSIMO GRAMELLINI, FRANCESCO MANACORDA (RESPONSABILE MILANO), CESARE MARTINETTI, LUCA UBALDESCHI REDATTORI CAPO CENTRALI FLAVIO CORAZZA, GUIDO BOFFO MARCO BARDAZZI (DIGITAL EDITOR)

qui i miei passi preferiti, può aiutarci nell’impresa, la più eroica che sia data in sorte all’essere umano: vivere. «Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca o il colore dei vestiti, chi non rischia, chi non parla a chi non conosce. Lentamente muore chi evita una passione, chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, chi rinuncia a inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia e pace in se stesso. Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivi richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare…».

Illustrazione di Marco Cazzato

CUORI ALLO SPECCHIO

Vi invitiamo a raccontarci le vostre LOVE STORIES (finite, in corso, mai iniziate) tenendovi entro le 40 righe (2400 battute)

pane, l’aria,/ la luce, la primavera,/ma il tuo sorriso mai,/perché io ne morrei”». Mi auguro la prof mi ignori, così, forse, riprendo a respirare. All’uscita piove e, al solito, non ho l’ombrello. Orlando si materializza: «vieni sotto il mio e corri, se no perdiamo il tram!». In corso Re Umberto ci inoltriamo nel controviale, sotto gli ippocastani neri. Le auto sfrecciano. Corrono parole trasparenti: genitori indaffarati, professori autoritari, futuro interrogativo: la mia famiglia lascerà Torino, i suoi minacciano il collegio perché non tollerano che sia poeta, invece che ingegnere. La pioggia amica ci rende impermeabili e forti. Orlando inclina l’ombrello, mi sfiora il mento e mi bacia, piano. «Come faccio a baciarti se non socchiudi le labbra?». Ecco - inghiotto- ora sa che sono un’imbranata! Alzo gli occhi e lo guardo a fatica. Le ciglia chilometriche sorridono attraverso il ciuffo. «Sai mantenere un segreto? Conta tutto e nulla, ma so che da solo, con i miei libri, sono felice e aggiunge in un soffio - io ho un sogno: essere soli in due». Mi bacia di nuovo, un po’ di più, così il suo sogno, da allora, diventa il mio.

LAURA CARASSAI (RESPONSABILE EDIZIONI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA)

ANNA MASERA (SOCIAL MEDIA EDITOR) CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA PAOLO BARONI RESPONSABILE EDIZIONI LIGURIA DARIO CORRADINO ART DIRECTOR CYNTHIA SGARALLINO REDAZIONI GIANNI ARMAND-PILON ITALIA, ALBERTO SIMONI ESTERI, MARCO SODANO, GIANLUCA PAOLUCCI ECONOMIA E FINANZA, PIERO NEGRI SCAGLIONE SOCIETÀ, RAFFAELLA SILIPO SPETTACOLI, PAOLO BRUSORIO SPORT, GUIDO TIBERGA CRONACA DI TORINO

Editrice La Stampa REDAZIONE AMMINISTRAZIONE TIPOGRAFIA10126 Torino, via Lugaro 15, tel. 011.6568111, fax 011.655306; Roma, via Barberini 50, tel. 06.47661, fax 06.486039/06.484885; Milano, via Paleocapa 7, tel. 02.762181, fax 02.780049. Internet: www.lastampa.it. ABBONAMENTI10126 Torino, via Lugaro 21, tel 011.56381, fax 011.5627958. Italia 6 numeri (c.c.p. 950105) consegna dec. posta anno e 308; Estero: e746. Arretrati: un numero costa il doppio dell’attuale prezzo di testata. Usa La Stampa (Usps 684-930) published daily in Turin Italy, $ Usa 745

ENRICA

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FEDERICO TADDIA

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medici mi guardavano, incapaci nel trovare le parole per dirmi quello che dentro di me già sapevo: da quel letto non mi sarei mai più potuto alzare. Potevo arrabbiarmi o piangermi addosso: invece ho scelto di affidarmi totalmente alla forza della musica». Vincenzo Deluci, 38 anni, è un musicista di Fasano, provincia di Brindisi. A 4 anni è entrato in un negozio di giocattoli ed è uscito con una tromba di plastica: strumento che non ha più abbandonato per tutta la vita. Gli studi da bambino con uno zio, poi il conservatorio, le prime band e le note che da semplice passione si trasformano in professione. Il giovane pugliese ci sa davvero fare: Lucio Dalla, Vinicio Capossela, gli Avion Travel sono sono alcuni degli artisti con cui inizia a collaborare. Il destino però ha disegnato programmi diversi: nel 2004 un pirata della strada piomba sulla sua auto. La diagnosi è letale: tetraplegia. La condanna è quella di non potersi più staccare dal letto e dal respiratore artificiale. Ma Vincenzo decide di sfidar-

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lo il destino: dopo 4 mesi chiede un computer con un sintetizzatore vocale, e inizia a comporre musica. Insiste tenacemente con la riabilitazione: anni di tromba hanno rinforzato i polmoni, non serve il respiratore e a 6 mesi dall’incidente riesce a salire su una carrozzina. Non muove nulla, è completamente dipendente dagli altri: solo grazie alla testardaggine dopo 2 anni di ginnastica inizia a fare un minimo movimento con l’avambraccio sinistro. E per la prima volta torna a soffiare dentro alla tromba. Esce un suono, una vibrazione che è un inno alla vita. Giuliano, un amico che per hobby modifica strumenti musicali, prototipo dopo prototipo, gli costruisce una tromba su misura, da montare sulla carrozzina: quanto basta per tornare ad esibirsi nuovamente in pubblico. I due oggi hanno fondato «Accordabili», un’associazione che personalizza gli strumenti per i disabili. «Suonare è come vivere una storia d’amore. E tutti devono avere la possibilità di viverla. Alla faccia del fato e della rassegnazione».

come DESTINO

STAMPA IN FACSIMILE:

ª EDITRICE LA STAMPA SPA PRESIDENTE JOHN ELKANN AMMINISTRATORI ALESSANDRO GIANNI BALDI, LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO, JAS GAWRONSKI, ANTONIO MARIA MAROCCO, LODOVICO PASSERIN D’ENTRÈVES, GIOVANNA RECCHI, LUIGI VANETTI, DIRETTORE GENERALE LUIGI VANETTI RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DEI DATI (D. LGS.196/2003): MARIO CALABRESI

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LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

LE RIFORME PER RITROVARE CREDIBILITÀ MARCELLO SORGI SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

sono appena cominciati, purtroppo, gli effetti dell’implosione che ha portato il Pd, partito di maggioranza relativa, dopo aver rivendicato per quasi due mesi la guida del governo, ad affossare uno dopo l’altro i suoi candidati, e a far apparire l’aula della Camera una specie di Somalia dominata da capitribù. La tregua accordata dal centrodestra al centrosinistra è nata dal sospiro di sollievo, tirato da Berlusconi di fronte alla rottura tra Pd e Movimento 5 Stelle, e tra Pd e Sel. Ma riguarda, al momento, solo il Quirinale; mentre sul governo che adesso dovrebbe nascere, tra avversari che dovrebbero tornare alleati, al di là di un consenso di massima, c’è molto sottinteso e qualche intuibile malinteso. Diciamo la verità: il gesto di Napolitano di accettare di restare al Quirinale è una grande prova di generosità, perché davanti ai suoi occhi c’è una distesa di macerie. Ricomporle, convincere i terremotati del Parlamento a cominciare subito un’opera di ricostruzione, non sarà affatto semplice. E sarà una responsabilità che peserà, almeno nei primi tempi, sulle spalle del Capo dello Stato. Napolitano sarà, dovrà essere necessariamente, una specie di presidente-commissario: non è solo all’inizio di un nuovo mandato, ma alle soglie di una nuova complicata trasformazione del suo ruolo. Ecco perché, fin dal momento di annunciare la propria disponibilità, e successivamente, quando gli è stata formalmente comunicata dai presidenti delle Camere la rielezione, il Presidente ha voluto richiamare i partiti e i parlamentari finora impotenti a prendersi le proprie responsabilità. E a fare il proprio dovere, di fronte a un’opinione pubblica annichilita da quel che è accaduto negli ultimi giorni.

E

Illustrazione di Dariush Radpour

Se solo si riflette sul programma che il Presidente si era assegnato al momento della sua prima elezione, era già chiaro da tempo che gli obiettivi prefissi erano stati centrati solo a metà. Napolitano era, sì, riuscito, grazie anche a qualche energico colpo di barra al timone, a imporre un’evoluzione del quadro politico resa necessaria dal progressivo logoramento del centrodestra e dello stesso Berlusconi. Ma sul piano delle riforme, di cui aveva sottolineato l’urgenza, e la necessità, per le forze politiche, di collaborare al fine di colmare i ritardi, il Presidente, malgrado la sua incessante opera di persuasione, aveva dovuto misurare una delusione. Il suo lavoro riparte da qui. E non gli basterà - lui è il primo a saperlo - ammonire, suggerire, consigliare, come ha fatto nei suoi primi sette anni. A giudicare da quel che s’è visto in Parlamento, in

una delle settimane più nere della storia della Repubblica, gli toccherà adoperare la frusta e alzare la voce quando serve. Questo, ovviamente, a cominciare dal suo ex-partito, che dopo aver provocato un disastro incommensurabile, umiliando il Parlamento in una delle occasioni più rilevanti, come le votazioni a Camere riunite per eleggere il Capo dello Stato, è andato a scongiurare Napolitano di rimettersi a disposizione per trovare una soluzione. Ma senza escludere che possa servire anche per gli altri, sia quelli che hanno accompagnato la rielezione, sia quelli che non l’hanno condivisa, scegliendo l’opposizione e i vantaggi di parte come Vendola, o rivendicando, con parole a vanvera, come Grillo, una sorta di inammissibile libera uscita. C’è da mettere su un governo che governi e possa contare su una maggioranza in grado di approvare le decisioni necessarie per far fronte alla crisi economica e ai pesanti problemi del Paese. Ci sono riforme urgenti, come quelle indicate nel programma dei saggi, che Napolitano pensava di lasciare in eredità, e che potrebbero servire, se realizzate, a far recuperare credibilità a una classe politica piegata dal vento dell’antipolitica. Serve tagliare il numero dei parlamentari, limitarne i privilegi, differenziare i compiti delle Camere, rafforzare i poteri del premier. È indispensabile riformare il Porcellum: lo ha dimostrato, tra l’altro, l’inutile ricerca di un candidato non condiviso al Quirinale, che non poteva essere eletto con la sola forza del premio elettorale. Poi, con un po’ di coraggio, a conclusione di questa vicenda bisognerebbe riflettere anche sul Capo dello Stato, chiamato non da oggi, ma particolarmente oggi, a un ruolo che supera quello formalmente assegnatogli dalla Costituzione. In questo senso, quando avrà finito il suo compito, Napolitano potrà diventare non solo il primo Presidente ad essere stato riconfermato al Quirinale. Ma anche l’ultimo ad essere stato eletto dal Parlamento e non dal popolo.

MA LA PIAZZA NON È IL POPOLO MICHELE BRAMBILLA SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

e piazze – fisiche o su Facebook – scatenate ieri da Beppe Grillo sono espressione di un legittimo dissenso, ma non possono essere spacciate per «il popolo italiano». Rappresentano una minoranza. Rispettabile e non priva di ragioni. Ma una minoranza, che non ha diritto di gridare al golpe. Questo imbroglio che confonde la maggioranza vera con quella virtuale, Grillo l’ha portato avanti fin dall’inizio della candidatura di Stefano Rodotà. Candidatura autorevole di una persona degnissima; ma gabellata in modo subdolo come espressione di una volontà popolare contrapposta ai giochi di palazzo. Lui, Rodotà, unico anti-casta acclamato dalla gente comune; gli altri tutti servi del Palazzo e pronti all’inciucio. Così si sono scaldati gli animi. Le tensioni di ieri sono la conseguenza di questa faziosa gestione della candidatura di Rodotà. Ancora ieri pomeriggio Vito Crimi, presidente dei senatori del MoVimento Cinque Stelle, sosteneva che «Rodotà è il candidato di tutti i cittadini». Capito? «Tutti». E la parlamentare grillina Emanuela Corda diceva che «Rodotà è stato scelto dalla Rete, quindi dai cittadini». Capito? «Quindi». È irriverente ricordare com’è nata

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questa candidatura? Dunque, è nata così. Un partito che ha avuto un eccellente risultato elettorale (ma che comunque non è stato votato dal 75 per cento degli italiani che sono andati a votare) ha organizzato una sorta di primarie sul web, limitate ai suoi iscritti. Rodotà è arrivato terzo ed è stato candidato al Quirinale perché i primi due, Gabanelli e Strada, hanno rinunciato. Quanti voti avrà preso, Rodotà? Mah. Il MoVimento Cinque Stelle, che tanto invoca la trasparenza, si guarda bene dal rendere pubblici i dati. Tutto questo, sia chiaro, non toglie nulla alla legittimità della candidatura di Rodotà. Ma toglie molto, per non dire tutto, al teorema di un’investitura popolare e collettiva. Un’altra forzatura è stata quella di far passare agli occhi della gente Rodotà come l’unica figura veramente super partes. «Presidente di tutti gli italiani», era scritto su un cartello in piazza Montecitorio. È probabile che Rodotà si sarebbe poi rivelato un presidente imparziale. Ma la sua candidatura non poteva affatto essere condivisa da «tutti gli italiani». Non lo poteva essere, ad esempio, da quel venti e passa per cento che ha votato Berlusconi, visto che Rodotà è tra i firmatari dell’ineleggibilità del Cavaliere. Avrà le sue ragioni, non discutiamo. Ma anche chi vota Berlusconi ha il diritto di essere chiamato italiano. Non si può dire, insomma, che Rodotà non fosse, per usare un vocabolo

diventato di moda in questi giorni, un candidato «divisivo». «L’Italia urla Rodotà», era scritto ieri pomeriggio su un altro cartello davanti a Montecitorio. Ma in quel momento, a urlare lì in piazza, non erano più di duecento persone. Sono aumentate, nelle ore successive, proprio perché si è voluto far credere che l’Italia di Napolitano è come il Cile di Pinochet. Per fortuna Rodotà, rivelandosi migliore dei suoi sponsor, si è dissociato subito dalla pericolosissima mobilitazione annunciata da Grillo. Forse è stato proprio grazie alla presa di distanza di Rodotà che il leader del MoVimento ha rinunciato a presentarsi in piazza. Gli diamo atto del ravvedimento, così come gli diamo atto di aver sempre, fino ad oggi, mantenuto la protestanellalegalità.MaGrillosimettacomunque una mano sulla coscienza perché anche con le parole si può essere violenti. Può dire quello che vuole sulla casta. Ma non può disprezzare i molti italiani (fino a questo momento la maggioranza) i quali pensano che la crisi possa essere gestita in un modo diverso da quello che ha in mente lui. E lasci perderelemarcesuRoma:nonportanofortuna, neppure a chi le organizza.

AI LETTORI Per assoluta mancanza di spazio, la rubrica «Pane al pane» di Lorenzo Mondo è rinviata.

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DOPPIA SFIDA PER DESTRA E SINISTRA LUCA RICOLFI SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

n vero disastro, una vera Caporetto. Ma disastro per chi? Per le forze politiche, certamente, anche se in misura molto diversa: la figuraccia è stata collettiva, ma nessuno ha perso la faccia, la dignità e l’onore quanto il Partito democratico. Ma disastro anche per noi cittadini, che in questi due mesi di giochi politici abbiamo visto solo aggravarsi i problemi veri, che sono innanzitutto quelli economico-sociali. E tuttavia, a ben pensarci, la conclusione della vicenda ha anche dei lati positivi. Certo, ci piacerebbe di più vivere in una democrazia normale, con un personale politico dotato di un minimo di senso delle istituzioni. Ci sarebbe piaciuto che, di fronte al dramma occupazionale che dovrebbero gestire, i nostri politici avessero deposto gli antichi rancori e i loro leader avessero trovato un accordo sia sul Presidente della Repubblica sia sulle cose da fare, come non molti anni fa seppero fare i politici tedeschi, con enormi benefici per il loro popolo. Ma constatato nel modo più clamoroso che questo i nostri leader non sono proprio in grado di farlo, e che la qualità dei parlamentari che si sono scelti è quella che è, la rielezione di Napolitano non può non essere salutata con un sospiro di sollievo. I partiti hanno supplicato Napolitano di restare, perché non sono capaci di trovargli un successore. Questo significa che, da oggi in poi, il controllo della situazione torna al Presidente della Repubblica, e i partiti hanno molti meno gradi di libertà per i loro giochi e giochetti. Al prossimo presidente incaricato non sarà più permesso di cincischiare sulla pelle dei cittadini. A me sembra un bene, anzi mi sembra la fine di un incubo. E’ probabile che, al nuovo premier incaricato, Napolitano chieda di formare un governo che faccia poche cose ma le faccia subito, e le selezioni solo fra quelle veramente utili all’Italia. Io non mi chiedo se un tale governo debba essere di destra o di sinistra, perché la destra e la sinistra, in Italia, hanno entrambe tradito i loro ideali. La destra non ha mai fatto la rivoluzione liberale che ha promesso infinite volte, la sinistra non è mai riuscita a rinforzare lo Stato sociale, accontentandosi di proteggere i già garantiti. Ecco perché, più che un governo «di larghe intese», che nasca da un compromesso fra destra e sinistra, quel che mi piacerebbe è un governo di sfida, che le mettesse entrambe di fronte alle responsabilità che hanno verso il paese, ma anche verso i rispettivi elettorati. Responsabilità verso il paese significa varare subito, senza tatticismi e calcoli di parte, quei cambiamenti delle regole che aspettiamo da decenni: riduzione del numero di parlamentari, fine del bicameralismo, nuova legge elettorale, abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. Ma significa anche non fermarsi a questo, perché limitarsi a cambiare le regole è come comprarsi una Ferrari e lasciarla in garage. La crisi italiana non è solo morale ma è anche, se non soprattutto, economico-sociale: azzerare i finanziamenti ai partiti non crea alcun posto di lavoro, semmai ne sopprime, a partire da quelli delle burocrazie e degli apparati politici. Se avremo un governo (e a questo punto penso che l’avremo, perché Napolitano non starà a guardare) è soprattutto della crisi delle imprese che dovrà occuparsi. Ed è qui che interviene la responsabilità verso gli elettorati della destra e della sinistra. Chi ha votato a destra vuole più libertà per i produttori (meno tasse e meno adempimenti), chi ha votato

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a sinistra vorrebbe nuovi posti di lavoro e uno Stato sociale più generoso (più ammortizzatori sociali, più asili nido, più sanità, più istruzione). Questi obiettivi sono entrambi non solo ragionevoli, ma tra loro compatibili. Quel che fin qui li ha resi irrealizzabili, e li fa tuttora percepire come inconciliabili, è il fatto che né la destra né la sinistra sono state disposte a pagare il prezzo che la loro realizzazione comporta. La destra vorrebbe abbassare le aliquote facendo dimagrire lo Stato sociale (all’insegna della «lotta agli sprechi»), la sinistra vorrebbe rinforzare lo Stato sociale aumentando la pressione fiscale (all’insegna della «lotta all’evasione»). In breve, destra e sinistra cercano di realizzare i rispettivi obiettivi negando quelli dell’avversario politico. Di qui la paralisi, di qui il conservatorismo di fondo che le accomuna: la sinistra difende la spesa pubblica ma chiude un occhio sugli sprechi, la destra chiede aliquote più basse ma chiude un occhio sull’evasione. Così nulla cambia mai, e l’Italia resta prigioniera dei poteri di veto degli interessi di parte. Ecco perché ci vuole qualcuno che sfidi destra e sinistra, non solo sul terreno del cambiamento delle regole ma anche su quello della politica economico-sociale. Qualcuno che abbia il coraggio di fare qualche proposta shock, come l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, o la detassazione completa dei nuovi posti di lavoro per i giovani, o l’eliminazione progressiva dell’Imu sulla prima casa (si può fare: basta ridurre i costi della politica e tagliare le pensioni d’oro). Ma, soprattutto, qualcuno che metta destra e sinistra con le spalle al muro. La destra ha tutto il diritto di volere una drastica riduzione delle aliquote, ma non può pretendere di cercare le coperture a spese dello Stato sociale. La sinistra ha tutto il diritto di volere un rafforzamento dello Stato sociale, ma non può pretendere di finanziarlo con un ulteriore aumento della pressione fiscale. Destra e sinistra vanno sfidate entrambe. Alla destra bisogna garantire che ogni euro sottratto all’evasione andrà in un fondo per la riduzione delle aliquote, a partire da quelle che gravano su lavoratori e imprese. Alla sinistra bisogna garantire che ogni euro risparmiato eliminando sprechi e inefficienze della Pubblica Amministrazione andrà in un fondo per ampliare lo Stato sociale, che in Italia è ancora gravemente incompleto (mancano asili nido, ammortizzatori sociali universali, sussidi per i poveri e i non autosufficienti). Solo così destra e sinistra non avranno più né alibi né scorciatoie, ma solo due potenti incentivi: la destra sarà «costretta» a combattere l’evasione fiscale (per poter abbassare le aliquote), la sinistra a combattere gli sprechi (per completare lo Stato sociale). Questa, a mio parere, è l’unica via praticabile per far ripartire il motore dell’Italia: uno swap fra destra e sinistra, una sorta di inversione delle parti nelle due grandi «lotte», quella contro gli sprechi e quella contro l’evasione fiscale. Una via che richiede una rivoluzione copernicana nella mentalità della politica, ma che può dare risultati straordinari. E’ paradossale, ma proprio il fatto che tanto gli sprechi quanto l’evasione abbiano dimensioni enormi (rispettivamente 100 e 130 miliardi di euro) rende a loro volta enormi i nostri margini di recupero. Dimezzare entrambe le cifre consentirebbe alla sinistra e alla destra di realizzare molti dei loro sogni: 50 miliardi di sprechi in meno ci permetterebbero di avere uno Stato sociale modello, 65 miliardi in meno di tasse sui produttori renderebbero l’Italia un paese in cui si può tornare a fare impresa. E’ un’utopia, dirà qualcuno. Sì, ma solo perché non ci proviamo.


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A Francesco Maino il premio Calvino Il manoscritto inedito Cartongesso di Francesco Maino, ha vinto la 26a edizione del Premio Calvino. Per la giuria, composta da Irene Bignardi, Maria Teresa Carbone, Matteo Di Gesù, Ernesto Ferrero ed Evelina Santangelo ha sottolineato «la sua natura felicemente ibrida (non è un romanzo né un saggio né un pamphlet)». Si tratta di «un’invettiva contro il disfacimento del Veneto». L’autore è un giovane avvocato che ha fatto anche il necroforo per pagarsi gli studi.

MARCO ROSSI-DORIA ochi giorni prima del Natale del 1962 venne approvata dal primo centrosinistra la legge n. 1859, che istituì la scuola media unificata, applicando finalmente la Costituzione della Repubblica che prevedeva otto anni di scuola gratuita e obbligatoria per tutti. La scuola media unica, insieme alla statalizzazione dell’energia elettrica, fu parte delle condizioni programmatiche poste dal partito socialista per terminare l’opposizione e avvicinarsi a un governo insieme alla Dc superando l’alleanza frontista con i comunisti che durava dal 1948. Così, nell’anno successivo, il 1963/64, le nuove scuole medie aprirono le porte a ben 600 mila ragazzi e ragazze, figli di operai, contadini, artigiani, piccoli commercianti e braccianti, che fino ad allora non erano andati oltre la quinta elementare o l’«avviamento professionale» secondo le norme del 1928. Immaginiamo la scena. Nell’ottobre del 1962 Gianni e sua cugina Carla, figli di un salumiere e di un operaio edile, finiscono a pieni voti la quinta elementare. Hanno dieci anni. E le famiglie decidono di non mandare i due ragazzi alla scuola media – allora unica via d’accesso ai licei e poi, forse, all’università – ma semmai all’«avviamento», dove per tre anni, sei giorni a settimana, con tuta e arnesi per l’officina o grembiule e attrezzi per i cosiddetti «lavori domestici», tutti comprati dalle fami-

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La legge fu approvata a dicembre del 1962 ed entrò in vigore l’anno successivo glie, ci si «ammaestrava» al lavoro e basta. Senza accesso al sapere del mondo. Ed ecco che, con la nuova legge, nell’autunno del 1963, i fratelli di poco minori di Gianni e Carla entrano invece a scuola e studiano Italiano, Matematica, Storia, Geografia, Scienze, Arte, Inglese o Francese, Ginnastica, Musica. E – quel che più conta - hanno le porte aperte all’accesso agli studi superiori. Inoltre fanno almeno un anno di latino - la materia simbolo dell’idea stessa di conoscenza delle classi medie italiane - che fu, infatti, l’oggetto intorno al quale si concentrò la polemica politica. Anche se oggi vi è un proficuo dibattito sui limiti della nostra scuola media, va ribadito che la riforma fu una conquista storica in termini di eguaglianza. E non solo. La riforma, infatti, ebbe un successo multi-dimensionale perché, partendo dai diritti, spinse in avanti l’economia e la società italiane. Il tasso di quattordicenni in possesso di licenza media passò, nei dieci anni successivi, dal 46,8% all’82,3%. E decine di migliaia di giovani entrarono, poi, sì nei licei ma soprattutto nelle scuole tecniche e professionali con una più forte cultura di base, potenziando il sapere diffuso, avvicinando sapere e lavoro, contribuendo alla trasformazione dell’agricoltura, di ogni settore manifatturiero e del crescente sistema dei servizi. Inoltre l’espansione delle iscrizioni spinse alla costruzione e

CULTURA SPETTACOLI

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L’assassinio di Kennedy Il 22 novembre il presidente americano viene ucciso a Dallas

Così la Scuola Media Unica mise in moto l’Italia Grazie a quella riforma anche i figli degli operai potevano accedere all’Università e per alcuni decenni si sperimentò davvero la mobilità sociale all’ammodernamento di migliaia di edifici scolastici, favorendo ulteriormente il boom economico e occupazionale già in atto. Il movimento verso la scuola non riguardò solo la generazione direttamente interessata dalla riforma ma tutta la vasta parte «popolare» del Paese. Non solo i bambini e ragazzi ma gli adulti e anche gli anziani – che in precedenza non avevano raggiunto le conoscenze più basilari – furono investiti dall’onda positiva dell’ef-

Era uno dei punti qualificanti dell’alleanza tra Dc e Psi che portò al primo centrosinistra fetto-traino e spinti a conquistare almeno la licenza elementare. Così, le bambine delle campagne e dei ghetti urbani poveri furono finalmente tutte mandate alle elementari; le scuole serali si riempirono di giovani adulti; la Rai ampliò i suoi programmi di alfabetizzazione consolidando l’idea che per imparare «non è mai troppo tardi». L’analfabetismo totale - il non sapere leggere, scrivere e far di conto in alcun modo – passò dal 13% del 1951 a percentuali comparabili con il resto d’Europa. Ma torniamo a quel dicembre di mezzo secolo fa, all’aula di

Montecitorio. Lì proprio attorno all’idea di uguaglianza vi fu un decisivo dibattito parlamentare. Con motivazioni tese ad aprire scuola e società e superando anche conservatorismi interni, votarono a favore della scuola media unica socialisti, socialdemocratici, democristiani, repubblicani. Invece votarono contro tutte le destre: monarchici, missini, liberali e - con motivazioni opposte e speculari - i comunisti. La destra avversò ogni messa in discussione di una scuola rigidamente divisa tra quella per le classi medie, che si prolunga nel tempo, comprende le discipline del sapere universale necessario per comandare e guadagnare bene e quella per le classi popolari, limitata nel tempo e dedicata ad allenarsi al lavoro manuale. Il provincialismo conservatore italiano si unì a quello reazionario e rimase immobile, convinto, in particolare, che qualsiasi ridimensionamento del latino comportasse una svalutazione dell’idea stessa di cultura. Ma, ben oltre i conservatorismi della nostra destra, era estraneo a grande parte delle élites italiane l’argomento secondo il quale lo sviluppo economico è legato alla promozione della mobilità sociale, a sua volta possibile grazie all’acquisizione di conoscenze diverse – umanistiche,

scientifiche, tecniche - unite dal rigore del metodo e dall’intreccio tra fare e sapere e dal laboratorio didattico come fondamento dei processi di apprendimento che richiedono la partecipazione attiva di bambini e ragazzi. Quello che era accettato in tutto il mondo - dagli Usa all’Inghilterra alla Germania fino ai paesi in via di decolonizzazione in Africa e Asia - non lo era da noi. E la riforma del 1962 spezzava un tabù profondamente radicato nella no-

Fu bocciata dalle destre ma anche dal Pci che si impuntò sul latino «per tutti» stra idea di sapere e apriva al futuro; ma l’evoluzione successiva è stata troppo lenta e faticosa… A votare contro la riforma vi fu anche il Partito Comunista Italiano. La mediazione individuata nel corso dei lavori fu di introdurre - soltanto in terza media - il latino come materia facoltativa ma necessaria per iscriversi al ginnasio. Dichiaratosi a favore dell’innalzamento dell’obbligo come «fatto di conquista democratica» il Pci tuttavia si oppose proprio per questo dettaglio: perché bisognava offrire il latino a tutti, altrimenti il nuovo obbligo

mostrava «un problema grave di contenuti culturali». In aula, a rispondere alla così motivata dichiarazione di voto contrario del comunista Mario Alicata fu il vero ispiratore della legge, l’azionista liberalsocialista e deputato del Psi, Tristano Codignola: «un movimento popolare dell’importanza del Pci non può affermare il valore della legge e nel contempo annunciare il voto contrario….sostenendo l’equivoco discorso dei contenuti culturali… quando si sa che una legge non sostituisce mai l’uomo che deve applicarla e quindi è in questa nuova struttura di scuola che si apre il discorsi dei contenuti…». Cinque anni dopo la riforma, nel 1967, con Lettera a una professoressa, fu don Milani, suo sostenitore attivo insieme ai ragazzi di Barbiana, a denunciare ciò che ne impediva la piena applicazione: «il principale difetto della scuola italiana sono i ragazzi che ancora perde». E indicò come porvi rimedio, proponendo di dare di più a chi parte con meno nella vita. Nelle democrazie si chiama «discriminazione positiva». Ed è l’opposto dell’eguaglianza formale perché va alla sostanza delle cose, proprio come dice l’articolo 3 della Costituzione: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli…che, limitando di fatto l’eguaglianza dei cittadini, impe-

discono il pieno sviluppo della persona umana…». Ma oggi, il terribile 18,2% di ragazzi - sempre e solo figli dei poveri - che abbandonano scuola e formazione, ci dice che l’Italia deve affrontare ancora proprio questa sfida. E che, pur con tutti i progressi, non abbiamo creato sufficiente scuola del sapere e del fare. E che non siamo stati in grado di sviluppare appieno la discriminazione positiva soprattutto perché abbiamo conservato una

Fra i sostenitori ci fu don Milani che presto ne sottolineò i limiti ancora oggi evidenti scuola basata su un’idea povera di eguaglianza: dare a tutti la stessa cosa nel medesimo tempo. Mentre è possibile un’eguaglianza molto ben articolata, che sappia dare di più e meglio a ciascuno perché prende in considerazione le parti forti e deboli, le inclinazioni, le parti da scoprire di ogni persona in crescita. Molte scuole già lo fanno. Lo facciamo integrando migliaia di bambini non italiani e di bambini con disabilità, in modo molto migliore di quanto si faccia altrove. Eppure l’organizzazione iper-standardizzata è ancora troppo presente; e


LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

Al Palaexpò di Roma «Empire State» mette in vetrina la nuova arte americana

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gli artisti di Empire State esaminano il ruolo di New York nel contesto globale, in un momento in cui la vita urbana è ovunque oggetto di una ridefinizione sempre più veloce. La mostra è curata dall’inglese Sir Norman Rosenthal e da Alex Gartenfeld, scrittore ed editor residente a New York, nominato quest’anno curatore presso il Museum of Contemporary Art (MoCA) di Miami. Tra gli artisti presenti Michele Abeles, Uri Aran, Darren Bader, Antoine Catala, Moyra Davey, Keith Edmier, LaToya Ruby Frazier, Dan Graham, Wade Guyton, Shadi Habib Allah, Jeff Koons, Nate Lowman, Daniel McDonald, Bjarne Melgaard, John Miller, Takeshi Murata, Virginia Overton e Julian Schnabel.

Apre il 23 aprile, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, «Empire State», una mostra che si propone di esplorare i miti e le realtà mutevoli della città di New York intesa come «la nuova Roma». L’ambiziosa rassegna proporrà fino al 21 luglio, le opere di venticinque artisti newyorkesi, tra emergenti e affermati, ciascuno dei quali presenterà anche lavori inediti. Attraverso la pittura, la scultura, la fotografia, i video e le installazioni,

Il futuro dell’architettura si trova nel passato Nel nuovo saggio Jean Luise Cohen racconta in modo originale i conflitti sulla modernità CARLO OLMO

Il capolavoro di Fellini Esce «8 e 1/2», forse il film di Fellini più famoso nel mondo

Gianni Morandi e Rita Pavone Una ventata di novità nelle canzonette con i due under 20

Fu l’anno della morte di Kennedy, del Vajont e del film Otto e 1/2 BRUNO GAMBAROTTA l 1963 non è stato avaro di quelle forti emozioni che incidono nella mente solchi profondi dove trovano riparo ricordi indelebili. Chi scrive si rivede il 22 novembre in un tinello di periferia, ad ascoltare da un telegiornale delle 20 la notizia: Dallas, Texas, il presidente Kennedy è stato assassinato. Prima c’era stata, dal 31 maggio al 3 giugno, la lunga agonia di Giovanni XXIII, il papa bergamasco che l’11 aprile aveva promulgato la Pacem in terris. In quei giorni tutto il mondo si era raccolto in preghiera, la sfilata del 2 giugno era stata annullata. Il 22 giugno Giovanni Battista Montini gli succede e prende il nome di Paolo VI. In quel 1963 anche l’Italia ha avuto il suo «11 settembre»; da noi è arrivato il 16 ottobre, ha preso il nome di Vajont e provocato la morte di 1996 persone. Presidente del consiglio era Giovanni Leone che presiedeva un monocolore democristiano, uno di quei governi balneari che erano la sua specialità, formatosi dopo le elezioni politiche del 28 aprile, i cui risultati avevano prodotto uno stallo fra i partiti (strano, vero?). Si sarebbe poi dimesso il 5 novembre per permettere la nascita, il 5 dicembre, del primo governo organico di centro sinistra, presieduto da Aldo Moro, vicepresidente Pietro Nenni che così accede nella famosa «stanza dei bottoni», scoprendo che i bottoni non c’erano più, li aveva portati via l’inquilino precedente. Ministro del Tesoro Emilio Colom-

I tante esperienze che sperimentano i modi per conquistare alla scuola chi ne è ancora fuori devono ogni volta misurarsi con questo limite…. E con la mancanza di risorse. La sfida contro troppi abbandoni della scuola deve diventare politica nazionale, sostenuta, finanziata, difesa dalla comunità tutta. E davvero non è più possibile pensare di tagliare i fondi per la scuola quando perdiamo per strada non solo troppi ragazzi ma tante risorse per la crescita del Paese che, oggi più che mai, è intimamente legata alle conoscenze. Ed è interessante notare come, a pagina 38 del «documento dei saggi» consegnato al Presidente Napolitano, vi sia un capitolo dedicato al contrasto dell’abbandono scolastico come fattore determinante per la crescita. Perciò: è una necessità ridare a scuola, università e ricerca – come investimento per il nostro futuro – gli 8,4 miliardi tagliati in modo sconsiderato dal 2008 al 2011. Questo è, per quanto complicato, un passaggio politico decisivo della nuova auspicata stagione italiana, che riveste la medesima importanza della restituzione dei crediti alle imprese. Proprio il successo della riforma di cinquant’anni fa, insieme con la ferita aperta degli abbandoni scolastici, ci mostra che è questa la via da prendere.

bo, della Difesa Giulio Andreotti. Oggi senatori a vita, sono una garanzia di continuità. Il 1963 è ancora negli immediati paraggi del boom economico; si avverte un desiderio di rinnovamento, registrato dall’inchiesta televisiva di Ugo Zatterin, «Viaggio nell’Italia che cambia». La musica leggera è dominata da due ragazzini, la 18enne Rita Pavone e il 19enne Gianni Morandi, lanciati l’autunno precedente dal programma Alta pressione di Enzo Trapani. In un altro contesto nasce a Palermo il «Gruppo 63», movimento di avanguardia che vuole spode-

In pieno boom moriva il Papa Buono nasceva il Gruppo 63 e usciva Diario minimo stare gli autori consolidati; ne fanno parte Umberto Eco che pubblica in quell’anno il suo Diario minimo e Alberto Arbasino (Fratelli d’Italia). Gli iconoclasti salvano Carlo Emilio Gadda: è di quell’anno La cognizione del dolore, uno dei grandi libri del secolo. Pier Paolo Pasolini è condannato a quattro mesi con la condizionale per vilipendio della religione per l’episodio La ricotta del film Rogopag. Ma per il cinema italiano è un momento d’oro, bastano tre titoli a dimostrarlo: Otto e mezzo di Federico Fellini (Oscar 1964), Il Gattopardo di Luchino Visconti e Le mani sulla città di Francesco Rosi. Infine il calcio: il Milan è la prima squadra italiana a diventare Campione d’Europa.

on l’uscita a fine 2012 in due lingue, inglese e francese, di The future of Architecture since 1889 di Jean Louis Cohen si chiude una nuova stagione di storie del fenomeno forse più osservato (forse solo più mediatico) di questi ultimi vent’anni: l’architettura e suoi stregoni, gli architetti. Da arte utile a sintesi delle arti, l’architettura nel Novecento ha interpretato, forse meglio diognialtroprodottodell’uomo, il suo tempo, le ideologie, le retoriche e le enfasi di una modernità difficile e controversa, ma anche di società alla ricerca di identità: sono le architetture ad aver avviato, ad esempio da ormai quasi quarant’anni, l’autentica rincorsa ai «patrimoni dell’umanità». E sono sempre le architetture a rappresentare, meglio di ogni altro fenomeno umano, la trasformazione di simboli e figure in feticci sociali e in strumenti formidabili di marketing urbano. Il caso del Guggenheim di Bilbao è diventato quasi una…liturgia. Il libro di Cohen merita una lettura attenta, perché sintetizza e mette in ordine, scelte che altre storie solo in parte sviluppavano. Ad iniziare dal ribaltamentotra immagini e testo. È una storia dove il filo narrativo, ma anche quello espressivo, sono tracciati dalle immagini. Esistono nel libro tre registi di immagini. Le immagini iconiche - straordinarie doppie paginesenzadidascalia-checostruiscono quasi un film dentro il libro. Immagini che come fotogrammi di una pellicola narrano storie figurative, tipologiche, di edifici, luoghi e libri, scorrendo come una banda disegnata sull’alto di due pagine. Immagini, se si vuole più tradizionali, cheaccompagnanountestoche denota una scelta per altro altrettanto radicale. Il libro - impegnativo anche editorialmente, - è costruito da 35 capitoli, a loro volta suddivisi in paragrafi, tra cinque e otto. Una scelta che ha due fondamentali chiavi di lettura. L’interpretazione è spostata dalla scrittura allo scheletro di capitoli e paragrafi. È infatti nello scheletro, quanto mai complesso e sofisticato che va cercata l’innovazione storiografica, non

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nei singoli paragrafi che difficilmente superano le duemila battute. Lo stile narrativo, quasi privo di enfasi al punto da farlo apparire un po piatto, configura per altro già il suo pubblico. Lo fa geograficamente: il pubblico del nuovo mondo che ricerca l’informazionepiùdell’interpretazione.Ma lo fa anche come destinazione: il libro può rappresentare il volume da tenere in studio per gli architetti, ne riordina e soprattutto ne valorizza gli immaginari, ma si costituisce quasi come un breviario per gli studenti delle tante scuole in primis americane o che hanno come lingua l’inglese - soprattutto di quelle di origine Bauhaus o Ulm - che necessitano di schede da cui partire per ricerche storiche o progettuali. La riflessione sofisticata e ricca di nuove chiavi interpretative,

coincidere con il 1889 e l’immagine della Tour Eiffel durante l’Esposizione Universale parigina di quell’anno, ne pone almeno uno, oggi fondamentale, non solo per chi si occupi di architettura. La storia contemporanea, è sempre più è implicata nei conflitti che sulla memoria attraversano una società, quella occidentale, che sembra privilegiare lo sguardo rivolto al passato. Un coinvolgimento che le conferisce uno statuto pubblico inatteso e insieme molto delicato, perché la legittimazione che le viene richiesta, può a volte confliggere con l’argomentazione che dovrebbe rimanere quella di uno scienziato sperimentale, come di fondo è lo storico. I casi, laceranti, e le discussioni tutt’altro che chiuse, sulle memorie - sia quelle d’epoca nazistachedegliannidellaDDR–

Progettato dall’architetto danese Jørn Utzon il Sydney Opera House è una delle icone dell’architettura del XX secolo

cui l’autore ci aveva abituato, dagli studi sull’architettura sovietica degli anni cinquanta a quelli su le Corbusier, sino a quelli più recenti sull’architettura durante la seconda guerra mondiale, nel libro sono riservati ad un lettore in grado di rimontare le parole chiave che costruiscono la trama narrativa di capitoli e paragrafi. An-

Il libro è costruito in 35 capitoli: parte dal 1889 e dalle foto della Torre Eiffel che questo un espediente se non cinematografico, quasi teatrale, che, quasi in conflitto con un la ricercata diffusione del testo, riserva solo a chi già conosca la storiografia architettonica del moderno, la condivisione o la critica dell’impostazione critica della storia che il volume racconta. Il libro, insieme a problemi apertiedelicati,comeadesempio l’incipit della modernità, qui fatta

aperte a Berlino dopo la caduta del muro ne sono forse l’esempio più emblematico. Cohen figlio e protagonista di una storiografia della modernità, di un’idea cioè che questa abbia segnato diverse rotture, nel caso dell’architettura, anche fisicamente nelle città e nei territori, sceglie una narrazione aliena dalle durezze che proprio il dibattito sulla modernità si porta dietro. Sceglie di rappresentare una storia molto più pacificata di quanto anche solo i conflitti interni ai protagonisti della modernità testimoniano. In questo caso la scelta di una frammentazione così accentuata della scrittura finisce forse con rendere più difficile restituire quei conflitti e quelle discontinuità,forseanchelapassione polemica che animava i diversi fronti in lotta per affermare una propria idea di modernità. Tradisce questa scelta narrativa un po il titolo, che fa pensare ad un destino insito nella storia, su cui l’autore per altro non è mai stato concorde con l’editore.


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38 .Spettacoli

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

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TEATRO e DANZA

PESSIMO MODESTO DISCRETO BUONO OTTIMO

Vera storia di Alan Turing

Balletto contemporaneo

La mela avvelenata non fiaba ma tragedia

Una mazurca e si è Comuni marziani

OSVALDO GUERRIERI

SERGIO TROMBETTA

orse non vi ricordate di Alan Turing. Matematico britannico (1912-1954), è stato il padre dell’intelligenza artificiale. Durante l’ultima guerra è stato arruolato per decrittare i codici cifrati dell’esercito tedesco, ricevendo poi l’ordine di non svelare mai nulla del suo lavoro. È stato un brillante sportivo: eccelleva nella corsa e nel canottaggio; per giocare a tennis indossava un impermeabile. Omosessuale negli anni in cui l’omosessualità era un reato. Processato e condannato alla castrazione chimica, ha visto modificare il proprio corpo in maniera intollerabile. Il trauma fu tale da indurlo a uccidersi mangiando una mela in cui lui stesso aveva iniettato cianuro e pagando così un tributo all’amata favola di Biancaneve. Il segno di quel morso è diventato il marchio della Apple. Con la mescolanza di genio e bizzarria Turing non poteva non colpire la fantasia e ispirare spettacoli teatrali, film, romanzi. Ultimo in ordine di tempo, il dramma di Massimo Vincenzi Alan Turing e la mela avvelenata, che, duro come una pietra, colmo di pathos, racconta il personaggio mediante un suo ipotetico colloquio con la madre, mentre, a tratti, irrompe la voce temporalesca della Giustizia che lo inchioda alla graticola dell’immoralità. Il regista Carlo Emilio Lerici lavora di sottrazione, sceglie efficacemente di concentrarsi sul volto di Gianni De Feo e solo su quello. E l’attore recita con ammirevole concentrazione nel ruolo di Turing e della madre, mentre la Legge ha la voce registrata di Stefano Molinari. Alla fine, quando tutto si compie, arriva la Biancaneve di Walt Disney. Quelle immagini non sono un alleggerimento, ma, forse, un tocco di straniato fiabesco.

isuona una mazurca e le tre coppie girano sul palcoscenico, si disfano e si ricompongono. Sino a quando si ricompattano «fuori norma»: una coppia etero e due gay: due ragazzi e due ragazze. Poi parte uno slow e le tre coppie di baciano. È la scena centrale di Comuni marziani della compagnia torinese Tecnologia Filosofica, spettacolo di teatro danza che affronta il tema della affettività omosessuale. Un piccolo spettacolo di culto, nato nel 2007 e che veleggia verso le 70 repliche. Non poche per un pezzo di contemporanea cresciuto fuori dai grandi circuiti. La nascita della«diversità» è raccontata partendo dall’infanzia del ragazzino Toni che preferisce la Barbie ai soldatini, per passare ai piccoli amori di classe, alle confusioni di genere, alla «prima volta», alla autoimposizione di storielle etero per convincersi di non essere gay. Ma c’è anche il training eterosessuale, dove i ragazzi fanno ginnastica e si ripetono: «Sono etero». I conflitti di famiglia sono narrati attraverso la confessione della studentessa innamorata dell’amica conosciuta al mare: pianti genitoriali. Ironico e leggero, delicato e affettuoso e al tempo stesso profondo e mai banale, Comuni Marziani è firmato da Stefano Botti e Aldo Torta, che lo interpretano insieme a Francesca Brizzolara, Francesca Cinalli, Riccardo Maffiotti, Elena Valente. A marzo è stato in tour in Puglia per dieci giorni su invito del Teatro Pubblico Pugliese: cinque scuole per 1200 ragazzi. Anche a Torino nello spettacolo del mattino l’Astra era stracolmo di studenti delle superiori. Attentissimi e silenziosi. Appena qualche risolino di imbarazzo quando la coppia finalmente «consuma» (molto castamente). A seguire dibattito.

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TORINO, CAVALLERIZZA REALE FINO A OGGI

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R Una scena dell’Antigone per la regia di Luca De Fusco

L’Antigone di Valeria Parrella

Eutanasia,estremoamore MASOLINO D’AMICO ell’Antigone riscritta da Valeria Parrella la protagonista non vuole ottenere l’inumazione rituale del fratello Polinice - lasciato insepolto per punire la sua ribellione contro la città - bensì l’eutanasia del medesimo, in coma profondo da 13 anni e tenuto in vita artificialmente. Così l’eroina stacca il respiratore, e allo zio rigido guardiano della legge non resta che condannarla al carcere, ossia a una sorta di analoga morte in vita. Secondo un vecchio adagio dello spettacolo, quando c’è

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una forte innovazione da proporre è meglio che tutto il resto sia il più convenzionale possibile. Però qui forse si esagera nel rispetto-imitazione della struttura delle tragedie classiche, ché tra la deliberata assenza di azione e il meticoloso rispetto dei moduli antichi (parodo, stasimi, corifei questi ultimi, come due spettatori di un film) pare di ascoltare, ogni tanto, una buona vecchia traduzione interlineare di quando eravamo al liceo. Come in quelle, vige una nota sola, solenne e vagamente lamentosa, di inesorabile monotonia. “A la guerre comme à la guerre”, il regista

Luca De Fusco non ha tentato di dissimulare ciò, ma, al contrario, l’ha sottolineato, mostrando uno scontro verbale tra creature monumentali, immobili, emergenti a vari livelli dal buio compatto della scenografia di Maurizio Balò grazie alle calde isole di luce di Gigi Saccomandi, con volti enormemente dilatati in proiezioni in bianco e nero, e inquietante sottofondo musicale di Ran Bagno. Nell’articolato confronto spiccano la dolente Antigone di Gaia Aprea e il causidico legislatore di Paolo Serra.

TORINO, TEATRO ASTRA E IN TOUR ALL’ELISEO DI ROMA FINO A OGGI, POI A CATANIA FINO AL 5 MAGGIO.

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Se la cucina è un incubo ci pensa Cannavacciuolo sullo stile di Sos Tata

DeaKids, i bambini reinventano Wagner a tempo di swing ALESSANDRA COMAZZI COMO

«Ronza ronza, rotellina/ mormora e ronza/ svelta svelta avvolgiti/ fila fila, mille piccoli fili». Siamo al secondo atto dell’Olandese volante di Wagner, le donne del villaggio di pescatori stanno allegramente filando, aspettando il ritorno degli uomini dal mare. E la buona rotellina è proprio la piccola ruota dell’arcolaio. Un divertissement, che DeaKids, la rete De Agostini dedicata ai ragazzii, canali 601 e 602 di Sky, ha scelto come filo conduttore per Wagner a modo mio, al debutto ieri. Questo d’altronde è l’anno del grande compositore tedesco, nato nel 1813 come Verdi. Wagner a modo mio, preceduto nel 2012 da Mozart a modo mio , è un concorso di canto tra bambini che devono reinterpretare Ronza ronza, per l’appunto, in versione pop, swing ereggae.Ecista,ètuttomolto rispettoso. Conduce, dal teatro Sociale di Como, Matteo Macchioni, giovane tenore asMatteo sai abile nell’uso del pianoforMacchioni te, che ha pure partecipato ad Amici. Su un gruppo di ragazzini preselezionati, la giuria ne ha scelti quattro, che interpreteranno un video clip. DeaKids collabora con Associazione Lirico-Concertistica e Opera domani, un progetto che intende avvicinare i piccoli all’opera: un grande patrimonio della cultura italiana ed europea, da cui i giovani rischiano di restare esclusi, uno dei tanti paradossi del nostro Belpaese. Ma Wagner a tempo di reggae o di swing è possibile? Sì, lo è. Un bel mattino sono andata a Como per far parte della giuria. Insieme con Francesca Falasconi, pianista e preparatore di cantanti d’opera, e il soprano Mariangela Mercaldo, abbiamo ascoltato bambini che cantavano Wagner. Con molta leggerezza si avvicinavano a lui, si incuriosivano. Sul palcoscenico cantavano da bambini, acconciati da bambini. Aiutati dai genitori, prendevano la gara, lo spettacolo, la tv, come un gioco. Magari a qualcuno di loro verrà voglia di cantare. Ma cantare davvero, imparando un mestiere: Conservatorio, e Wagner a modo suo.

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LUCA DONDONI MILANO

aperti oggi Alessandria

dalle 9 alle 14

corso Borsalino

Asti

dalle 9 alle 20

Rivalta

dalle 9 alle 14

via Torino (ang. Via Gozzano)

dalle 9 alle 20

Torino

dalle 9 alle 20

corso Traiano

via Lamarmora

Borgomanero

dalle 9 alle 20

via Martiri della Libertà

corso Casale

Biella

Quaregna

dalle 9 alle 14

Tortona

dalle 9 alle 20

viale Kennedy

corso della Repubblica

Castelletto Ticino dalle 9 alle 20

Valenza

via Sempione (loc. Tre Strade)

viale della Repubblica (ang. via Brescia)

Moncalieri (TO) via Sestriere

dalle 9 alle 14

Verbania Pallanza, viale Azari

dalle 9 alle 20 dalle 9 alle 20

«Cucine da incubo» è l’adattamento del format americano Kitchen’s Nightmares dove il protagonista è il pluristellato e star della tv anglosassone Gordon Ramsey. Dal 15 maggio su Fox Life (Sky canale 114) alle 21,55, questo reality prodotto da Endemol trasformerà Antonino Cannavacciuolo, chef del ristorante Villa Crespi sul lago d’Orta (due stelle Michelin), nell’uomo che potrebbe contrastare lo strapotere mediatico delle tre star di Masterchef Bastianich, Cracco e Barbieri. Burbero e ironico allo stesso tempo, con un fisico che ricorda la figura del Mangiafuoco collodiano, Cannavacciuolo, campano, naturalizzato piemontese, prende in mano ristoranti da rimettere in sesto. Conti in perdita, debiti in aumento, problematiche di tutti generi, menù strampalati. CanavacciuoAntonino lo, un po’ come succede in Cannavacciuolo SOS Tata, darà una mano ai ristoratori sull’orlo del baratro riscrivendo il menù e rivedendo la gestione dell’attività commerciale. «Non ci bastava solo un cuoco in gamba ma volevamo che fosse anche imprenditore – dice Sara D’Amico direttore Fox Channels Italy – conoscesse le problematiche di una cucina, la gestione delle materie prime, i costi e ricavi. Del suo ristorante Antonino sa addirittura quanto spende di detersivi e i suoi consigli sono preziosissimi». Canavacciuolo dice: «Non volevo solo farmi bello davanti alle telecamere ma essere me stesso. Con molti dei ristoratori incontrati mi sento ancora oggi per telefono, do loro consigli non li ho mollati». Sul finale di chiacchierata una stoccata a Masterchef: «Non tollero chi illude le persone raccontando che in dieci puntate si diventa Chef. Fare questo mestiere significa sgobbare in cucina ogni giorno e portare avanti un progetto di idee e non di piatti “imbeccati”».


LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

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n questa settimana che ha fotografato le convulsioni e l’impotenza della sinistra italiana, le trasmissioni di puro divertimento avevano il cupo fascino della dissidenza: stordirsi di luci e suoni per sfuggire alla vergogna. Così per esempio giovedì preferire Colorado a Santoro poteva perfino tingersi di un dispettoso gusto della protesta. Purtroppo la nuova edizione dello storico programma di Italia 1 continua ad apparire disordinata e incerta come sempre. Stavolta non c’è nemmeno Belén a garantire unità con la sua sola magnetica presenza; la sostituiranno, di settimana in settimana, aiuto-presentatori un po’ raccogliticci. Nella prima puntata Nicolas Vaporidis non ha saputo offrire molto di più della sua indubbia gradevolezza fisica. Il conduttore Paolo Ruffini si prodiga in entusiasmo fittizio, ride a ogni gag, spalanca gli occhio-

il caso LORENZO SORIA CANCUN (MESSICO)

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terroristi prendono possesso della Casa Bianca. In un mondo in crisi, la residenza simbolo del potere è in mano ai cattivi. E chi è il nostro eroe? Uno che i servizi segreti avevano giudicato inadatto per entrare nel team che protegge il Presidente. Ecco la storia di Attacco al potere, con Aaron Eckhart nella parte del presidente e Gerard Butler in quella dell’eroe di turno. Ed è anche la quasi identica storia di White House Down, che dal titolo già la dice lunga, firmato da Roland Emmerich, il regista il cui nome è legato a filmcatastrofici di enorme successo come Independence Day e 2012. Il nostro eroe, qui, è Channing Tatum, uno degli attori più ambiti del momento e anche, secondo People, l’uomo più sexy del mondo. Il presidente di Emmerich è invece Jamie Foxx, che, ironia della SIMILE A «ATTACCO AL POTERE»

«Ma il mio film è più forte perché la minaccia qui arriva dall’interno» sorte, nell’arco di pochi mesi passa dall’essere uno schiavo in Django al ruolo di uomo più potente del mondo. «A Hollywood spesso ti etichettano e ti fanno ripetere lo stesso ruolo - osserva Foxx - ma qui non avrei potuto pensare a due ruoli più diversi. Con Quentin Tarantino abbiamo fatto un viaggio fantastico, rivisitando un personaggio già iconico come Django. Con Roland abbiamo fatto un altro viaggio bellissimo, ma più che sulla mia carriera questi due ruoli mi fanno riflettere sull’evoluzione del nostro Paese». Un presidente che ha molto di Obama ed è estremamente vulnerabile….«Non ho cercato di impersonare Obama - continua Foxx - quanto all’essere vulnerabili ne so qualcosa perché nel nostro mestiere sei sempre vulnerabile: qualunque cosa dici viene sempre indagato da destra e da sinistra e da tutte le parti. E poi qualunque cosa scrive il più piccolo dei bloggers diventa una storia che tutti ripetono». Jamie Foxx è a Cancun, in Messico, dove la Sony Pictures sta presentando la rassegna dei suoi film che usciranno nel corso dell’anno. E almeno ufficialmente nessuno

La finestra sul niente WALTER SITI

“Colorado” mai avere paura della stupidità ni azzurri e conferma la missione evasiva («stacchiamo la spina, pensiamo solo a cose belle»). Il programma dà prova di coerenza nel mantenersi lontano da qualunque tentazione di satira politica: la sua vocazione è chia-

ramente la farsa disimpegnata, ma non ha il coraggio di portare la scelta fino in fondo. Continua a ospitare anche una comicità «di costume» che non si solleva quasi mai dall’ovvietà stereotipa: che siano sketch sugli automobilisti o sul matrimonio tomba dell’amore, che si parli di bambini e computer, che la solita comica brutta riveli la propria voglia di maschio, che si giochi sulla parodia dei gay scheccanti come nel vecchio avanspettacolo con un’orgia di doppi sensi, tutto puzza di fritto e rifritto. Chi ha più classe ovviamente emerge: un monologhista professionale come Dario Cassini azzarda una buona traduzione delle parole «ti amo» («negli Anni 90 t’ho dato due colpi, poi mi sono affezionato»). Ma la possibile originalità del programma sta piuttosto sul lato demenzial-surreale: lo stralunato Fabrizio Casalino nella parte del giovane fancazzista, voglia di

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Spettacoli .39

sbattersi zero, totalmente refrattario alla storia (al nonno che si vanta «ho ammazzato dieci tedeschi» risponde «vecchio, ce l’ho anch’io la playstation»); i Gem Boy e il loro musical dell’assurdo («con Chewbecca/ ci facciamo una bistecca»), Digei Angelo e la cialtroneria elevata a sistema. La new entry Monsieur David tenta la strada della clownerie circense, con personaggi fatti letteralmente coi piedi; il più bravo di tutti è Alberto Farina col suo umorismo nero e tagliente (il cugino faceva il mimo, «poi abbiamo scoperto che era muto»; «alla fine la nonna l’abbiamo cremata ed è morta»). Mai avere paura della stupidità, che è una grande risorsa; per distinguersi da Zelig non bastano la scenografia fosforescente o la sigla rap («c’è Colorado, se non lo guardi sei uno sfigato»). Un programma di totale nonsense sarebbe forse, oggi, la vera attualità.

White House Down Titolo eloquente per la storia diretta da Roland Emmerich di un attacco terroristico al presidente Jamie Foxx, sventato dall’eroico Channing Tatum

Emmerich: stavolta assalto la Casa Bianca Il regista “catastrofico”: amo mettere in scena Bene e Male I suoi film apocalittici

n Independence day

n The day after tomorrow

n 2012

Campione d’incassi 1996 Oscar agli effetti speciali, nel cast Jeff Goldblum e Will Smith racconta un’invasione aliena sulla Terra, in stile La guerra dei mondi

Dennis Quaid e Jake Gyllenhaal nel cast del film del 2004 che immagina la terra sconvolta dalle mutazioni climatiche: solo in pochi si salveranno

Arriva la fine del mondo prevista dai Maya, solo ai potenti della terra è dato salvarsi, grazie alle ultramoderne arche costruite tra i monti dell’Himalaya

sembra avere un problema sul fatto che White House Down, almeno sulla carta, sembra un film appena visto. «Olympus?», ripete Emmerich riferendosi al titolo in inglese del film con Butler. «Mai sentito». Poi, più serio, aggiunge: «Ci sono tanti film basati su fumetti che alla fine sono solo una variazione dello stesso concetto, un uomo-ragno invece di un uomo-pipistrello. E poi queste sono due storie molto diverse. Nell’altro film i terroristi vengono da fuori. Il nostro è più provocatorio, perché la minaccia viene da dentro, americani contro americani».

Ma eventi come le bombe di Boston non le fanno venire il desiderio di raccontare la realtà invece che di mirare al botteghino? «Nei miei film ci sono sempre i buoni e i cattivi, a Boston ci sono solo cattivi - continua - . E poi per me non è questione di fare soldi, ma di raggiungere il numero più alto di persone. E nei miei film ci sono sempre dei messaggi. Non sono espliciti perché la gente va al cinema per divertirsi ma in qualche modo parlo della condizione umana. Ho parlato di cambiamento climatico, qui parlo delle divisioni di questo Paese».

Come in ogni film di Emmerich, White House Down offre effetti speciali molto speciali. E molta azione, che Tatum ha voluto venisse girata facendo ricorso a controfigure solo nei casi più estremi. «Detesto quando vai al cinema e sai benissimo che c’è un taglio o un primo piano solo per nascondere le controfigure - sostiene l’attore - E così ho fatto io stesso quasi tutte le scene». E la Casa Bianca presa di mira? «Come americano spero non accada mai - continua -. Ma è solo un film, non prendiamoci troppo sul serio».


40 .Spettacoli

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

Rai 1 6.00 Rai Parlamento Punto Europa Attualità 6.30 UnoMattina in famiglia 9.30 Tg 1 L.I.S. Attualità 9.35 Mixitalia Attualità 10.00 Linea Verde Orizzonti 10.30 A Sua immagine 10.55 Santa Messa 12.00 Recita Regina Coeli da Piazza San Pietro 12.20 Linea verde Attualità 13.30 Telegiornale 14.00 Domenica In - L’Arena Varietà 16.30 Tg 1 16.35 Domenica in - Così è la vita Varietà Conduce Lorella Cuccarini 18.50 L’eredità Game show 20.00 Telegiornale 20.35 Tg Sport 20.40 Affari tuoi Game show

Rai 2

Rai 3

Canale 5

Italia 1

6.30 Real School - Il Divertinglese Attualità 7.00 Cartoon Flakes Week End Cartoni animati 10.10 Ragazzi c’è Voyager! 10.50 A come avventura 11.30 Mezzogiorno in famiglia 13.00 Tg 2 Giorno 13.30 Tg2 Motori 13.40 Meteo 13.45 Quelli che aspettano... Varietà 15.40 Quelli che Varietà 17.05 Tg2 L.i.s. 17.10 Stadio sprint 18.10 90° minuto Collegamenti con tutti i campi, commenti degli inviati, interviste 19.35 Squadra Speciale Cobra 11 Telefilm 20.30 Tg 2

6.55 La grande vallata TF 7.45 Il sospetto Film 9.20 L’ispettore Derrick TF 10.15 Scatole cinesi Attualità 10.45 Tgr Estovest Attualità 11.05 Tgr Mediterraneo 11.30 Tgr RegionEuropa 12.00 Tg3 12.25 TeleCamere Attualità 12.55 Testimoni del tempo 13.20 Passepartout Magazine 14.00 Tg Regione. Meteo 14.30 In 1/2 h Attualità 15.00 Tg 3 Lis 15.05 Ciclismo: Liegi-BastogneLiegi 17.15 Squadra Speciale Vienna Telefilm 18.00 Per un pugno di libri 19.00 Tg 3. Tg Regione. Meteo 20.00 Blob Videoframmenti 20.10 Che tempo che fa

6.00 Tg 5 Prima pagina Attualità Rullo di notizie della durata di cinque minuti circa 7.55 Traffico 8.00 Tg 5 Mattina 8.50 Le Frontiere dello Spirito Rubrica religiosa 10.00 Il grande Nilo - Il fiume della vita Documentari 11.30 Le storie di Melaverde Magazine 13.00 Tg 5. Meteo.it 13.40 L’Arca di Noè Attualità 14.00 Domenica Live Attualità Il programma contenitore della domenica pomeriggio condotto da Barbara D’Urso 18.50 The Money Drop Quiz 20.00 Tg 5. Meteo.it 20.40 Striscia la domenica

7.00 Coppia di Re Sitcom 7.40 Gormiti Cartoni animati 8.05 Beyblade Beywheelz Cartoni animati 8.30 Ben 10 Cartoni animati 9.20 Scooby Doo Cartoni 9.45 I pinguini di Madagascar 10.10 I Jetsons Cartoni animati 10.35 Due gemelle quasi famose Film-tv 12.25 Studio Aperto. Meteo 13.00 Sport Mediaset XXL 14.00 L’Odissea Film (fant., 1997) con Armand Assante, Greta Scacchi. Regia di Andrej Konchalovsky ★★ 17.30 Studio Aperto. Meteo 17.45 Motociclismo: G.P. Austin - Moto3 Sport 19.20 Motociclismo: G.P. Austin - Moto2 Sport

21.30 Il pesce innamorato

21.30 Un medico in famiglia 8

21.00 Gran Premio del Bahrain di F1

21.30 Report ATTUALITÀ. Milena Gabanelli pre-

★★

SERIE. Marco, spinto da Anto-

SPORT. Bahrain (Bar), è pronto ad

nia, chiede a Maria se frequenta un altro. La dottoressa mente ma, in seguito, la scopre a baciare Roberto

ospitare il Gran Premio di Formula 1. Lo spagnolo Fernando Alonso cerca di realizzare gli obiettivi della Ferrari

senta un’inchiesta dal titolo “Onore al merito”, una radiografia agli insigniti delle onorificenze più prestigiose dello Stato

FILM. (comm., 1999) con Leonardo Pieraccioni, Yamila Diaz. Regia di Leonardo Pieraccioni. Il falegname Arturo diventa celebre con un libro di fiabe

23.35 Speciale Tg1 Attualità 0.40 Tg 1 - Notte. Che tempo fa 1.05 Applausi Attualità 2.20 Sette note. Musica e musiche Attualità 2.40 Così è la mia vita... Sottovoce Attualità

23.00 La Domenica Sportiva 1.00 Tg 2 1.20 Sorgente di vita 1.50 Meteo 1.55 Appuntamento al cinema 2.00 Dear Frankie Film (dramm., 2004)

23.25 Tg 3. Meteo 23.35 Tg Regione 23.40 Gazebo Varietà 0.45 Tg3 0.55 TeleCamere Attualità 1.45 Fuori Orario. Cose (mai) viste

23.30 Baciati dall’amore Telefilm 1.30 Tg 5 Notte. Meteo.it 2.00 Striscia la domenica Varietà satirico 2.55 N (Io e Napoleone) Film (comm., 2006)

n una puntata, in onda il giovedì su Joi, c’era anche il vicepresidente americano Joe Biden, quello vero, che si complimentava con Leslie (Amy Phoeler) per il lavoro da lei svolto nell’Indiana. La puntata era stata girata da tempo, ma l’avevano tenuta ferma per non creare favoritismi in campagna elettorale. E Leslie è la protagonista di «Parks and Recreation», telefilm girato con stile misto, un po’ fiction, un po’ documentario. E’ tutta fiction, naturalmente, ma l’argomento si presta: e cioè il dipartimento del verde pubblico, noi diremmo, nell’immaginaria cittadina di Pawnee, che in italiano suona «Pony». Ci sono enormi buche per le strade che il Comune non aggiusta, mancano parchi-gioco per i bambini e luoghi dove far passeggiare i cani, chi possiede aree libere, le tiene vuote e abbandonate, piuttosto che devolverle alla comunità. E insomma niente di diverso dalla realtà. Solo che la finzione è molto più spiritosa. Da notare la protagonista Phoeller: viene da quella fabbrica di talenti che è il «Saturday Night Live», è raccontata come una donna che conta, nel mondo dell’entertainment tv americano. Sarebbe «influente, in vista e impegnata». E’ altra un metro e 57, una statura media per le protagoniste delle fiction Usa. Piccoline, devono sembrare di media statura sui set con le porte basse, fatte apposta perché gli uomini svettino.

I

6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo. Traffico 6.55 Movie Flash 7.00 Omnibus Attualità 7.30 Tg La7 9.50 Coffee Break Attualità 11.05 Fuori di gusto Attualità 12.00 In cucina con Vissani – Il meglio di Magazine 12.30 I menù di Benedetta Varietà 13.30 Tg La7 14.05 Tg La7 Cronache Attualità 14.40 Missione Natura Doc. 16.35 La7 Doc “Taj Mahal” Documentari 17.05 The district Telefilm 17.55 L’ispettore Barnaby Film-tv 20.00 Tg La7 20.30 In onda Attualità

21.35 Tierra de Lobos

21.30 La duchessa

TELEFILM. Almudena(Silvia Alon-

FILM. (dramm., 2008) con Keira

SPORT. Sul nuovo circuito ameri-

so) dice a Cesar che il bambino è figlio suo, ma nessuno deve saperlo. Intanto, Rosa, presa in ostaggio da Ugarte, si salva grazie a Elena

Knightley, Ralph Fiennes. Regia di Saul Dibb. Londra del Settecento. L’emancipazione femminile attraverso le gesta della duchessa del Devonshire

cano di Austin, Texas, la gara di MotoGp, la sfida che appassiona milioni di fan. Telecronaca a cura di Guido Meda 21.50 Fuori giri Sport 22.50 Double Impact Film (azione, 1991) con JeanClaude Van Damme, Geoffrey Lewis ★ 1.00 2 broke girls Telefilm 1.55 Californication Telefilm

can. 55

17.00 Cucina 18.00 Manuela Telenovela 19.00 Celeste 2 Telenovela 20.00 Eredità d’amore Telenovela 21.00 Pasion Morena Telenovela 22.00 Le chiacchiere di Vero 23.30 Casa

ALESSANDRA COMAZZI

7.55 Vita da strega Telefilm 9.00 BBC Knowledge - Spedizione Nuova Guinea Documentari 10.00 Santa Messa 11.00 Le storie di viaggio a... 11.30 Tg 4 - Telegiornale 12.00 Ieri e Oggi in Tv Speciale 12.10 Pianeta mare 13.00 Ricette all’italiana 14.00 Tg4 - Telegiornale 14.40 Ieri e Oggi in Tv Varietà 14.40 Le ali della vita Film-tv 18.15 Speciale Tierra de Lobos 18.20 Zorro Telefilm 18.55 Tg4 - Telegiornale 19.35 Il comandante Florent Film-tv Le vicissitudini di una brigata di gendarmi capitanati da una donna, Isabelle Florent (Corinne Touzet)

La 7

21.00 Motociclismo: G.P. Austin - MotoGP

VERO TV

TV & TV

Rete 4

23.50 The Gift Film (thriller, 2000) con Cate Blanchett, Giovanni Ribisi, Keanu Reeves. Regia di Sam Raimi ★★★ 2.10 La via degli angeli Film (dramm., 1999) ★★

TV2000

23.30 La7 Doc - Nascita di una dinastia Documentari 0.30 Tg La7 Sport 0.45 Movie Flash 0.50 Augusta Gone Film-tv 2.50 La7 Doc Documentari 5.20 Omnibus Attualità

REAL TIME

18.00 Rosario da Lourdes 18.30 Il Tempo Vola? 19.00 I Passi del Silenzio 20.00 Rosario da Lourdes 20.30 La Svolta Claudia Koll 21.00 San Francesco Film 22.35 Gocce di Miele

★★

DMAX

19.10 Shopping Night 20.10 Fuori menù Varietà 21.10 Craft Wars: sfida all’ultima creazione 22.10 24 ore in sala parto e poi... 23.05 Io e la mia ossessione 0.00 Sepolti in casa: animali

16.55 17.50 18.40 19.30 20.25 20.50 21.15 22.05 22.55

Megacostruzioni Man, Woman, Wild Top Gear Dynamo: magie impossibili Factory Made Come è fatto Affari in valigia Man vs Food Io e i miei parassiti

film / intrattenimento 18.00 MythBusters

DISCOVERY

CHANNEL

18.05 Tim Burton’s Nightmare Before Christmas Jack Skeletron, abitante di Haloweentown, decide di rapire Babbo Natale SKY CINEMA FAMILY N.C.I.S. FOX CRIME

digitale terrestre 10.50 Eureka RAI 4 10.55 Chi ha ucciso la signora Dearly? Una donna viene trovata morta in un fiume e tutti i concittadini sono sospettati IRIS

11.40 Ed Wood Gli anni più prolifici del regista dilettante Ed Wood, riscoperto negli anni ‘90 RAI 4 12.15 In nome di Dio - Il texano RAI MOVIE 12.50 Due nel mirino Protetto dall’Fbi come testimone chiave, Mel Gibson è inseguito dai killer IRIS 13.45 Nella rete del serial killer Una gattina viene uccisa in diretta sul web. Con Diane Lane e Billy Burke RAI 4 14.00 Colpo grosso a Parigi Marcel, Etienne e altri 2 ladruncoli decidono di rapinare le Gallerie Lafayette TV2000 I perfetti innamorati RAI MOVIE

16.00 Project Greenlight 2 - 4 PREMIUM UNIVERSAL Royal Pains JOI Alias PREMIUM ACTION

16.11 16.12 16.40 L’amore secondo Dan Dan, giornalista e vedovo, chiuso nel suo dolore conduce una vita ripetitiva PREMIUM UNIVERSAL

17.01 Una mamma per amica MYA

17.34 Grindhouse-Planet Terror PREMIUM CINEMA 17.51 Harry’s Law JOI 18.30 Qualcosa di personale La giornalista Michelle Pfeiffer viene assunta dal caporedattore Robert Redford PREMIUM UNIVERSAL

18.41 Shameless JOI 19.29 Natale Rosso Sangue PREMIUM CINEMA

14.50 Match Point Un ex giocatore di tennis dà lezioni all’alta borghesia inglese. Di Woody Allen IRIS 15.20 Mainstream 2013 RAI 4 15.45 Private Practice RAI 4 Il padre della sposa RAI MOVIE

17.05 Il club degli imperatori La vita di un vicepreside scorre tranquilla, finché non arriva un nuovo studente IRIS 17.20 Mad Men RAI 4 17.40 Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Afric RAI MOVIE 19.05 Flashpoint RAI 4 19.10 Bella, ricca, lieve difetto fisico, cerca anima gemella Il napoletano Michele truffa ricche vedove tramite inserzioni sui giornali IRIS 19.45 Medium RAI 4 19.50 Hot Movie - Un film con il lubrificante RAI MOVIE

19.31 Nikita PREMIUM ACTION 19.36 Leverage JOI 19.49 Jonah Hex PREMIUM CINEMA

20.23 Covert Affairs

PREMIUM

ACTION

20.45 Chi ti credi di essere? Matthew Broderick PREMIUM UNIVERSAL

21.15 Big Bang Theory JOI Pretty Little Liars MYA Fringe PREMIUM ACTION Immaturi - Il viaggio Sequel. I cinque amici si troveranno a fare il viaggio della maturità PREMIUM CINEMA

Lontano Dal Paradiso Far From Heaven PREMIUM UNIVERSAL

22.06 The Vampire diaries MYA

Eleventh Hour ACTION

PREMIUM

20.55 Ore 10: calma piatta Una coppia in barca soccorre l’unico superstite al naufragio di un’altra barca IRIS 21.00 San Francesco TV2000 21.15 Sky fighters RAI 4 L’ultimo sogno Kevin Kline, architetto senza lavoro, scopre di avere solo quattro mesi di vita RAI MOVIE 22.40 The Big White Robin Williams vuole spacciare un cadavere congelato per il fratello scomparso IRIS 22.50 Colpo grosso a Parigi Marcel, Etienne e altri 2 ladruncoli decidono di rapinare le Gallerie Lafayette TV2000 22.55 Mainstream 2013 RAI 4 23.20 Furore della Cina colpisce ancora RAI 4 Il profeta RAI MOVIE 0.40 Il tempo dei cani pazzi Uscito da un istituto psichiatrico, il boss Vic è nel mirino di tutti IRIS

22.07 The middle JOI 22.33 Suburgatory JOI 22.55 Cougar Town MYA 22.57 Grimm PREMIUM ACTION 23.01 Baby Daddy JOI 23.10 Jerry Maguire Dopo aver scoperto velleità idealistiche, il procuratore Cruise perde il posto PREMIUM UNIVERSAL 23.16 La rivolta delle ex Durante le nozze del fratello, Connor è perseguitato dai fantasmi delle sue ex PREMIUM CINEMA

23.49 Parenthood MYA 23.50 Supernatural PREMIUM ACTION

0.40 The Event

PREMIUM

ACTION

0.41 Army Wives - Conflitti del Cuore MYA 0.58 Capodanno a New York PREMIUM CINEMA

18.10 18.25 Strane storie di alieni DISCOVERY SCIENCE

18.40 Sex and the City FOX LIFE 19.05 Una mamma per amica FOX LIFE

Con Air L’innocente Nicolas Cage dovrebbe uscire di prigione, ma finisce su un aereo SKY MAX

19.10 Law & Order: Unità Speciale FOX CRIME Vacanze di Natale a Cortina SKY HITS Biancaneve Tratto dalla storia dei fratelli Grimm, la versione più crudele di Biancaneve SKY CINEMA 1

L’uomo che visse nel futuro La macchina del tempo porta uno scienziato fino all’anno 802701. Da H.G.Wells SKY CLASSICS

19.25 African Cats Il racconto dell’amore, del’umorismo e della determinazione del re della savana SKY CINEMA FAMILY 19.35 Emotivi anonimi SKY PASSION

20.00 La febbre dell’oro DISCOVERY CHANNEL

20.05 Law & Order: Unità Speciale FOX CRIME 21.00 Città ai raggi X DISCOVERY CHANNEL C.S.I. New York FOX CRIME The good wife FOX LIFE Chimpanzee SKY CINEMA FAMILY

Vigilato speciale In libertà vigilata, Dustin Hoffman perde la pazienza e ritorna alla criminalità SKY CLASSICS Ciliegine SKY PASSION Warrior Il figlio più giovane di un ex pugile alcolizzato torna inaspettatamente a casa SKY MAX

22.35 Lolita Infatuatosi della quattordicenne Lolita, il professor Humbert ne sposa la madre SKY PASSION

22.45 Body of Proof FOX LIFE 22.50 C.S.I. New York FOX CRIME

23.00 MythBusters

I Cowboys John Wayne addestra una banda di ragazzini per trasferire la sua mandria SKY CLASSICS

23.20 Tre uomini e una pecora Uno sposo e i suoi testimoni si recano nell’entroterra australiano per le nozze SKY

21.10 La scienza oscura DISCOVERY SCIENCE

Cast Away Tom Hanks, unico superstite di un disastro aereo, si ritrova su un’isola deserta SKY HITS

Sette anime Dopo la morte della moglie, Will Smith medita di togliersi la vita. Di Muccino SKY CINEMA 1 21.55 C.S.I. New York FOX CRIME

Grey’s Anatomy

CINEMA 1

23.25 2012 L’anno in cui, secondo i Maja, finirà il mondo. L’Apocalisse secondo Emmerich SKY MAX

23.30 Malattie misteriose DISCOVERY SCIENCE

23.35 Zack & Miri - Amore a... primo sesso SKY HITS 23.40 Ghost Whisperer FOX LIFE

23.45 C.S.I. FOX CRIME Affari a quattro ruote

FOX

DISCOVERY CHANNEL

I Puffi A New York, i Puffi devono tornare al villaggio prima che Gargamella li catturi

LIFE

22.05 L’uomo elefante DISCOVERY SCIENCE

22.25 Quanto è difficile essere teenager! Un’adolescente viziata si trasferisce dal centro di New York in una cittadina SKY CINEMA FAMILY

DISCOVERY

CHANNEL

SKY CINEMA FAMILY DISCOVERY SCIENCE Ghost Whisperer FOX LIFE

0.30 Fantasmi 0.35


LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

SPORT

11,25 Tennis. Fed Cup: Italia-R. Ceca Rai sport 1 12,00 Basket. Roma-Brindisi La 7d-Sportitalia2 12,30 Calcio. Inter-Parma Premium calcio 13,30 Tennis. Montecarlo: Nadal-Djokovic Sky sport 2 13,30 Golf. Open di Spagna Sky sport 3 14,00 F1. Gp del Bahrein Sky sport F1

Sky sport 1 e Premium calcio - ore 20,45

MARCO ANSALDO TORINO

Ci sono i conteggi che Galliani presenta con l’abilità di un ragioniere più che del geometra qual è. E ci sono i conti che il campionato offre nudi e crudi, senza che li si manipoli per avallare tesi suggestive. Questi dicono che nello scontro diretto la Juve si gioca meno del Milan in bilico tra la certezza di entrare nei gironi di Champions League e il pericolo di restare esclusa dall’Europa che conta, con la Fiorentina che bracca da vicino i rossoneri. «Noi giocheremo per avvicinarci allo scudetto», ribadisce Conte, ma per la Juve l’obiettivo resterebbe raggiungibile anche con la sconfitta: si sposterebbe soltanto la data dell’ufficializzazione.

Oggi in Tv

22 Asamoah

3 Chiellini

1 Buffon

19 Bonucci

20 Abate

6 Pogba

21 Pirlo

10 Boateng

18 Montolivo

92 El Shaarawy

17 Zapata 15 Barzagli

23 Vidal

7 Robinho 26 Lichtsteiner

Allenatore CONTE

n Visita bianconera per Ro-

MILAN 4-3-3

9 Vucinic

Arbitro Banti

4 Muntari

I rossoneri

Allegri rilancia El Shaarawy “Pirlo? Non ho rimpianti” LAURA BANDINELLI MILANO

23 Ambrosini

JUVENTUS 3-5-1-1

5 Mexes 32 Abbiati

8 Marchisio

41

14,15 Ciclismo. Liegi-Bastogne-Liegi Rai sport 2 15,00 Calcio. Napoli-Cagliari Sky sport 1 15,00 Calcio. Lega Pro: Pavia-Albinoleffe Rai sport 2 18,55 Calcio. C. Italia: Latina-Viareggio Rai sport 1 20,45 Calcio. Juventus-Milan Sky sport 1-Premium c. 20,45 Basket. Reggio Emilia-Cantù Rai sport 1 21,00 Moto. Gp Austin Italia 1 e Italia 2 21,00 F1. Gp del Bahrein (differita) Raidue

Ronaldo a Torino Il«Fenomeno»visita ilmuseobianconero

JUVENTUS STADIUM - TORINO

.

2 De Sciglio

Allenatore ALLEGRI

naldo (foto). Il brasiliano ex Inter e Milan, campione del mondo 2002, membro del comitato organizzatore dei Mondiali 2014, è stato a Vinovo a salutare la Juve prima dell’allenamento e poi allo Stadium per visitare il museo bianconero.

Massimiliano Allegri va a casa della Juventus per mettere al sicuro il terzo posto, dopo i pareggi con Fiorentina e Napoli, e anche il suo futuro. Sarebbe arduo immaginarlo al riparo da burrasche nel caso tornasse a Milanello con un risultato negativo. Fin quando il terzo posto non sarà sicuro, non potrà infatti rivendicare un prolungamento contrattuale di almeno due anni come è sua intenzione. Siccome non sempre le sue scelte sono state in linea con la società, l’unica strada che ha a disposizione è vincere e centrare gli obiettivi richiesti. In questi tre anni di convivenza con l’ambiente Milan, Allegri è riuscito ad aver un buon rapporto con l’ad Adriano Galliani anche se non sono mancate le discussioni. Ne sa qualcosa Andrea Pirlo, che anche nella sua autobiografia lo ha indicato tra i principali responsabili del suo addio. Il tecnico però continua ad essere

STASERA IL BIG-MATCH

Conti aperti

Per i bianconeri i conti aperti sono altri. Il primo è zittire proprio Galliani, l’avversario che più di tutti ha contestato la superiorità della Juve da quando c’è Conte in panchina: dalla foto del gol fantasma di Muntari messa sul telefonino alle dichiarazioni dei giorni scorsi, l’amministratore delegato rossonero ha spesso respinto l’idea che il Milan valesse meno dei rivali. «Galliani ha ragione ed è la dimostrazione che non sempre vincono i più forti: infatti nelle ultime due stagioni a loro non è capitato», ribatte il tecnico leccese che con i successi ha imparato anche l’arte della perfidia. Alla Juve però sono convinti che il Milan si sia preso a forza un anno sabbatico e che nella prossima stagione sarà di nuovo il rivale più pericoloso. «Senza quel brutto avvio di campionato sarebbe stato più competitivo già quest’anno, anche se l’abbiamo eliminato dalla Coppa Italia e si è fermato prima di noi in Champions League - am-

Massimiliano Allegri, 45 anni

Capolista Antonio Conte, 43 anni, 57 vittorie in 91 gare alla Juve

indicazioni su un progetto per il futuro: l’alternativa della Juve a una punta sola, come si è visto lunedì scorso con la Lazio. «Un allenatore deve adattarsi per mandare in campo gli undici migliori», spiega. «Quest’anno mi sono trovato tra le mani Pogba, che veniva dalla Primavera del Manchester e neppure io imma-

C’è Juve-Milan, una sfida che sa anche di futuro Conte: “Loro più forti? Da due anni non vincono...”

Il tecnico replica ancora a Galliani e conferma il 3-5-1-1 per far spazio a Pogba

mette Conte -. Hanno venduto giocatori importanti ma ne hanno anche comprati. All’andata sono stati bravi a batterci in un momento in cui sembrava che non avessero le forze per farlo: fu una partita strana che non affrontammo nel modo giusto, da lì hanno cominciato la risalita». Batterli avrebbe l’effetto di smorzarne l’entusiasmo e di complicare i loro progetti per il futuro? «È una sciocchezza. È da provinciali

ginavo che potesse crescere così in fretta». Così nasce la Juve che rinuncia a una punta per far posto al giovane francese senza rinunciare a Vidal, Pirlo o Marchisio, «anche perché Marchisio ha le caratteristiche per fare quel ruolo senza che si snaturi il nostro gioco». Potrebbe diventare la traccia per la Juve se neppure quest’anno arrivasse il top player in attacco. Una scelta poco affascinante ma concreta.

ed è sbagliato guardare cosa fa chi ti sta dietro, bisogna guardare a chi sta avanti: per la Juve l'unica ragione per vincere questa partita è fare altra strada per uno scudetto straordinario. Neppure nei sogni avrei immaginato di trovarmi a questo punto con questo vantaggio». L’altro conto (e non direttamente con il Milan) è di mettere presto il punto a questa stagione per catapultarsi nella prossi-

ma. Conte sostiene che non si lavora sul futuro se non si conclude il presente. Non parla di mercato «per non mancare di rispetto ai giocatori che sono qui». Ma i tempi delle decisioni incombono. «Non ho paura di arrivare in ritardo su chi ci interessa. Il problema sono sempre i soldi, se li hai non sei mai in ritardo», insiste. Eppure dalla prestazione con il Milan il tecnico bianconero può ricevere altre

convinto della scelta: «Non credo di avere rimpianti. La decisione su Andrea è stata presa anche da lui trattando con la società. Credo che sia sbagliato parlare di un fatto accaduto due anni fa, perché è passato tanto tempo». Il presidente Silvio Berlusconi è troppo impegnato in politica per mettere il naso nelle faccende rossonere, ma di certo vorrebbe vedere in campo una squadra più spavalda e al tempo stesso capace di gestire meglio certe situazioni. La sua idea è quella di veder schierato Boateng nel ruolo di mezzala con un tridente. Allegri, che stasera incrocerà la squadra che l’anno scorso ha polverizzato i suoi sogni di vincere due scudetti di seguito, non potrà fare figuracce. Galliani resta convinto che il Milan non abbia nulla da invidiare alla Juventus e invece lui ha aggiustato il tiro: «Loro sono primi e i più forti del torneo, vorranno legittimare questa posizione». L’impresa verrà tentata con Robinho e senza lo squalificato Balotelli («Diventerà forte come Ibra», è la profezia dell’allenatore) ma con un El Shaarawy in più. La scelta di tenerlo fuori contro il Napoli è stata controproducente e la speranza dell’ambiente è che sia servita almeno a caricarlo ulteriormente.


T1 CV PR T2

42 .Sport

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

OGGI I GRANATA IN CASA DELLA FIORENTINA

Toro, un passo alla volta “Non pensiamo al derby” Ventura: “In campo i migliori, non siamo ancora salvi” FRANCESCO MANASSERO TORINO

«Mando in campo la formazione migliore». In testa ha solo la Fiorentina, Giampiero Ventura. E la soglia salvezza da agguantare il prima possibile per «avere più serenità nelle ultime partite». Un leitmotiv che suona da tempo in casa Toro, che ha il tiro dei tre punti in canna, ma finora non l’ha mai sfruttato. Vietato pensare alla Juventus, dunque, in menù domenica prossima all’Olimpico. Né ai tre diffidati pesanti – Glik, Gazzi e Vives – che in caso di ammonizione salteranno il derby. La sfida ai bianconeri finora non ha scaldato i tifosi – prevendita fiacca – non l’ha fatto neanche con l’allenatore. «Il derby? È lontano. Mi interessa solo centrare l’obiettivo in fretta – dice –. Dobbiamo essere al massimo per colmare il gap con squadre di livello superiore, come quella di Montella. I diffidati? Metterei la firma per vincere a Firenze e poi averli tutti squalificati. E non mi sembra ad esempio che Conte abbia intenzione di rinunciare a Pirlo e Bonucci contro il Milan».

Se il Toro fa i calcoli, è solo con la classifica: a parte il Pescara quasi spacciato, Siena, Palermo e Genoa hanno dato segnali di ripresa che hanno aumentato il livello d’attenzione del gruppo. Ancora Ventura: «Non so se l’asticella della salvezza si sia davvero alzata, certo è che tutti sono in gioco. Per me rimane ancora verosimile quota 40, ma anche con un punto in meno al 99 per cento sei tranquillo.

«Con altri tre punti sicuri al 99 per cento» In attacco Meggiorini favorito su Bianchi Noi non lo siamo. Ma non dobbiamo guardare gli altri: dipende solo da quello che facciamo». Vuole un ultimo sforzo il condottiero granata, troppe volte fregato sul più bello: solo negli ultimi due mesi, tre delle quattro sconfitte subite sono arrivate dopo aver assaporato i tre punti della vittoria, e anche nell’ultima contro la Roma il Toro era riuscito a raddrizzare l’incontro. Forse ci vorrebbe una squadra meno da applausi e più concreta.

La sfida alla Juve Ancora10mila bigliettidisponibili

Ha detto Niente calcoli

n Biglietti derby. Si è

chiusa la prelazione riservata ai tifosi del Toro, che gioca in casa, muniti di Tessera Cuore Granata. Da domani i tagliandi rimasti, circa diecimila, potranno essere acquistati liberamente, quindi anche dai sostenitori della Juventus. L’intenzione del club è di colorare di granata l’Olimpico, ma l’iniziativa rischia di fallire perché solo la curva Maratona è andata sold out: per il resto c’è disponibilità in ogni settore. Intanto manca solo l’ufficialità per la commemorazione di Superga, che si terrà venerdì 3 maggio anziché il 4, a causa della sfida ravvicinata con il Milan.

I diffidati? Firmerei per battere i viola e averli squalificati Non credo che Conte risparmi Pirlo e Bonucci Ventura, tecnico del Toro

«Ma noi siamo così», avverte l’allenatore. Che si dice molto rammaricato per gli ultimi risultati negativi, ma che in fondo non cambierebbe nulla della sua filosofia. «Se siamo arrivati fin qui è perché abbiamo un nostro modo di essere e giocare, un’identità. Con le barricate non avremmo conquistato 37 punti sul campo. Oggi come oggi ce la dobbiamo giocare con le nostre conoscenze. Il cuore serve, ma il Toro dell’ultimo scudetto non ha vinto

solo attraverso la lotta e il sudore, aveva anche grande qualità e organizzazione». Quella che vorrebbe mettere in mostra a Firenze, trasferta tabù per i granata che in Toscana non vincono da 37 anni, proprio con il Torino scudettato di Gigi Radice. Altri obiettivi e altri tempi. Questo è reduce da tre sconfitte nelle ultime quattro trasferte. E nell’ultima ha salvato la pelle al 95’ grazie a Bianchi, che oggi rischia di finire di nuovo in panchina, dopo la maglia da

titolare (con gol) strappata contro la Roma: al suo posto Meggiorini. L’altro dubbio riguarda la mediana: Basha per Vives potrebbe essere l’unica mossa in vista del derby. Nel gruppo è rientrato Birsa dopo l’infortunio, mentre Stevanovic è rimasto a casa per scelta tecnica. Inamovibile Cerci, uno dei protagonisti più attesi. «Spero sia la partita del Toro, ma se Cerci vorrà dimostrare qualcosa alla sua ex platea, tanto di guadagnato».


R

Sport .43

LA STAMPA

.

DOMENICA 21 APRILE 2013

Concentrato Giampiero Ventura, 65 anni, allenatore granata Il Toro non vince a Firenze da 37 anni: 1-0 firmato Ciccio Graziani

91 Giorni fa L’ultimo successo del Toro in trasferta risale al 20 gennaio: 2-0 a Pescara con gol di Santana e Cerci

Partite e arbitri della serie A 33a giornata - ore 15

Gli anticipi: solo pari, Genoa nei guai n Il Genoa non vince da 8 par-

n Grazie a uno splendido gol

tite e ora rischia grosso. A Marassi finisce 1-1 con l’Atalanta che invece fa un altro passo verso la salvezza. Succede tutto in avvio: al 6’ gol genoano di Floro Flores di testa, all’8’ pari di Del Grosso con un sinistro dal limite.

in acrobazia di Di Natale, l’Udinese ha battuto e agganciato la Lazio al 5° posto, con la Roma. È da 8 campionati di fila che l’attaccante bianconero segna al Friuli contro i biancocelesti (per un totale di 10 reti, anche due doppiette).

Genoa

1

Atalanta

1

Udinese

1

Lazio

0

Bologna

Sampdoria

(4-2-3-1)

(3-5-2)

SKY CALCIO 5

Catania

1

Curci Romero

22

21

Andujar Sorrentino

54

11

Motta Mustafi

8

14

Bellusci Von Bergen

25

17

6

28

3

Spolli Aronica

3

Marchese Morganella

89

5

Antonsson Palombo

21

Cherubin Gastaldello Morleo Berardi

13

12

6

Taider Munari

11

13

Izco Barreto

4

Krhin Obiang

14

10

Lodi Arevalo Rios

16

4

Almiron Kurtic

2

28

Barrientos Dossena

Atalanta

Udinese

Lazio

19 Christodoulopoulos Poli

(4-4-1-1)

(3-4-2-1)

(3-4-2-1)

23

Frey 6 ; Granqvist 6, Portanova 6, Manfredini 6, Moretti 6 (18’ st Nadarevic 6); Kucka 6, Matuzalem 5,5, Antonelli 6; Bertolacci 6; Jankovic 5,5 (28’ st Rigoni sv), Floro Flores 6,5 (14’ st Immobile 5,5).

Consigli 6 ; Scaloni 6, Stendardo 6,5, Lucchini 6,5, Del Grosso 6,5; Brivio (38’ st Radovanovic sv), Cigarini 6, Biondini 6, Bonaventura 6; Moralez 6 (21’ st Giorgi 6); Livaja 5,5 (27’ st Parra sv).

Brkic 6; Benatia 6, Danilo 6,5, Domizzi 6,5; Basta 7, Allan 6,5, Lazzari 6, Gabriel Silva 6,5; Pereyra 7, Zielinski 6,5; (40’ st Badu sv) Di Natale 7 (35’ st Ranegie sv).

Marchetti 6,5; Biava 6, Dias 5,5, Ciani 5,5; Stankevicius 6 (16’ st Ederson 6), Onazi 5,5, Ledesma 5,5 (16’ st Hernanes 5,5), González 5,5; Candreva 6, Mauri 5,5 (28’ st Floccari ); Klose 6.

18

Gabbiadini Sansone

12

9

10

Gilardino Icardi

98

17

RETI: pt 6’ Floro Flores, 8’ Del Grosso

Diamanti Estigarribia

All: PIOLI

7 ALL. Petkovic

5,5

RETI: pt 19’ Di Natale

ARBITRO: Guida 5 AMMONITI: Lazzari, Ledesma, Domizzi, Ederson, González SPETTATORI: 15 mila circa

28 8 27

Bergessio Ilicic

17

Gomez Boselli

All: MARAN

All: ROSSI

Fiorentina

Torino (4-2-4)

SKY CALCIO 3 - PREMIUM CALCIO 3

All: SANNINO

Inter

Parma

(3-5-1-1)

(4-3-3)

SKYCALCIO1-PREMIUMCALCIO

ORE12,30

1

Viviano Gillet

1

1

4

Roncaglia Darmian

36

23

25

6

6

40

Juan Jesus Lucarelli

6

3

4

Zanetti Gobbi

18

2 ARBITRO: Giannoccaro 6 AMMONITI: Bertolacci, Scaloni, Floro Flores, Livaja, Lucchini, Bonaventura, Portanova SPETTATORI: 20mila

5 20

ARBITRO: MAZZOLENI

ARBITRO: PERUZZO

(4-3-3) ALL. Guidolin

23

Legrottaglie Donati

3

(4-3-1-2)

6 ALL. Colantuono 6

(3-5-2)

SKY CALCIO 4 - PREMIUM CALCIO 4

Genoa

ALL. Ballardini

Palermo

(4-3-3)

Gonzalo Glik

5

Compper Ogbonna

83

Handanovic Mirante

87

Ranocchia Rosi Silvestre Benalouane

28

40

Tomovic D’Ambrosio

10

Aquilani Basha

4

17

Kuzmanovic Marchionni

32

7

Pizarro Gazzi

14

10

Kovacic Valdes

10

Borja Valero Cerci

11

24

Benassi Parolo

16

10

31

Pereira Biabiany

7

69

11

Avarez Amauri

11

7

18

Rocchi Sansone

21

20 11

Cuadrado Barreto

18

Larrondo Meggiorini

22

Ljajic Santana

ARBITRO: CALVARESE

ARBITRO: DAMATO

All: MONTELLA

All: STRAMACCIONI

All: VENTURA

Napoli

Cagliari

(3-4-1-2)

(4-3-1-2)

SKY SPORT 1 - PREMIUM CALCIO 1

All: DONADONI

Roma

Pescara

(4-3-3)

(4-2-3-1)

SKY CALCIO 2 - PREMIUM CALCIO 2

22

Rosati Agazzi

1

24

Stekelenburg Pelizzoli

32

55

Gamberini Perico

24

23

Piris Balzano

14

20

Cannavaro Rossettini

15

3

5

Britos Astori

13

5

Maggio Murru

29

35

85

Behrami Dessena

21

4

Bradley Rizzo

18

20

Dzemaili Nainggolan

4

16

De Rossi Togni

21

11

Marquinhos Cosic

5

Torosidis Modesto

11

18

Zuniga Ekdal

20

15

Pjanic Caprari

17

Hamsik Cabrera

22

8

Lamela Cascione

19

Pandev Sau

27

22

Destro Celik

7

Cavani Ibarbo

23

10

Totti Sforzini

ARBITRO: DE MARCO

ARBITRO: MASSA

All: MAZZARRI

All: ANDREAZZOLI

All: PULGA

Siena

Chievo

(3-4-2-1)

(5-3-2)

SKY CALCIO 6

25

Pegolo Puggioni

18

Felipe Frey

24

Paci Dainelli

19

Terzi Andreolli

6

Angelo Cesar

1 21 2 3 12

14

Della Rocca Dramè

8

Vergassola Guana

5

Rubin Rigoni

16

33

93

4 10 33

Classifica Juventus Napoli Milan Fiorentina Lazio * Roma Udinese * Inter Catania Cagliari

74 63 59 55 51 51 51 50 47 42

Parma Bologna Atalanta * (-2) Sampdoria (-1) Torino (-1) Chievo Siena (-6) Genoa * Palermo Pescara

14

* Una partita in più

Sestu Thereau

77

Tra parentesi i punti di penalizzazione

10

Emeghara Paloschi

43

Rosina Cofie

99

All: BUCCHI

77

27

23

Castan Capuano

39 38 38 37 36 36 30 29 28 21

ARBITRO: VALERI All: IACHINI

All: CORINI

Bwin: 38a giornata SassuoloeLivornook,Novaracadeincasa n Sassuolo e Livorno conti-

nuano la lotta a distanza per la testa della B. La capolista ha superato il Bari con rete di Terranova dopo che Defendi aveva pareggiato il gol iniziale di Pavoletti. I toscani, grazie alla tripletta di Paulinho, hanno battuto il già retrocesso Grosseto. Fra le inseguitrici, ko l’Empoli e il Novara in casa col Modena: domani nel posticipo il Verona (terzo) può staccarle ancora di più. I risultati: Cesena-Lanciano 1-1; Cittadella-Juve Stabia 1-0; Crotone-Reggina 2-2; Grosseto-Livorno 0-3; Novara-Modena 0-1; Sassuolo-Bari 2-1; Spezia-Empoli 3-0; Ternana-

Classifica Sassuolo 80 Ternana 47 Livorno 73 Cittadella 47 Verona * 69 Crotone (-2) 47 Empoli 63 Cesena 46 Lanciano 44 Novara (-3) 59 Varese (-1) 55 Bari (-7) 44 Brescia * 53 Reggina (-2) 42 Modena (-2) 51 Ascoli * (-1) 40 Juve Stabia 48 Vicenza 38 Spezia 48 Pro Vercelli 31 Padova * 47 Grosseto (-6) 23 * Una partita in meno Tra parentesi i punti di penalizzazione

Varese 0-1; Vicenza-Pro Vercelli 3-1; domani Ascoli-Padova (ore 19) e Verona-Brescia (21).


T1 AL AO AT BI CN CV NO PR T2 VB VC

DOMENICA 21 APRILE 2013 LA STAMPA 44


LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

Nuovi scontri Molotovcontro lapolizia:dueferiti n NuoviscontriinBahreinal-

lavigiliadelGpdiF1.Inunaventina di villaggi i manifestanti hanno incendiato pneumatici e lanciato pietre e molotov contro la polizia, che ha risposto con lacrimogeni. Due i feriti. I dissidenti sciiti accusano la casa regnante sunnita di violazione dei diritti umani e di usare il Granpremioperinviarealmondounsegnaledinormalità.«Accuse false - ha replicato il principe Salman Al-Khalifa -. Riconosciamo che il Paese ha dei problemi, la cui soluzione però deve avvenire attraverso un percorsopoliticocheèincorso».

Personaggio STEFANO MANCINI INVIATO A SAKHIR

Gran Premio del Bahrein

Circuito di Sakhir Oggi

LA GRIGLIA DI PARTENZA

1’33’’235 1’33’’246

1’32’’667 1’33’’207

Quarta fila 7 WEBBER (Red Bull, 2)* 8 RAIKKONEN (Lotus, 7)

1’33’’078 1’33’’327 1’33’’762 1’33’’914

Ottava fila 1’33’’974 1’33’’976 15 BOTTAS (Williams, 17) 16 VERGNE (Toro Rosso, 18)

1’34’’105 1’34’’284 Nona fila Decima fila 17 MALDONADO (Williams, 16) 1’34’’425 1’36’’178 18 PIC (Caterham, 20) 1’35’’283 19 BIANCHI (Marussia, 22) VAN DER GARDE (Caterham, 21) 20 1’36’’304 Undicesima fila 21 CHILTON (Marussia, 23) 1’36’’476 22 GUTIERREZ (Sauber, 12)**** 1’34’’730

* penalizzato di 3 posizioni per l’incidente con Vergne in Cina ** penalizzato di 5 posizioni per la sostituzione del cambio a *** tempo ottenuto nella 2 sessione **** penalizzato di 5 posizioni per l’incidente con Sutil in Cina

TV:

diretta su Sky Sport F1

In breve Ciclismo: oggi in Belgio

differita Raiuno ore 21

Risultati 2012 Vettel (Red Bull) in 1h 35'10"990 Raikkonen (Lotus) a 3’’333 Grosjean (Lotus) a 10’’194 CLASSIFICHE Piloti 1) Vettel 2) Raikkonen 3) Alonso

Giri 57

Lunghezza 5,412 km Totale 308,238 Km

Costruttori 52 1) Red Bull-Renault 49 2) Ferrari 43 3) Lotus-Renault

78 73 60

F1 in Bahrein, lo spagnolo 3° al via: “Io e Massa puntiamo al podio”

Partirà con le gomme medie, l’obiettivo è ripetere Shanghai: passare in testa entro il primo pit stop e gestire la presunta superiorità della F138 per il resto della corsa. Certo, l’altra volta non aveva tra le ruote Vettel, ma i sorpassi non sono un problema: se si guida una macchina che tratta bene gli pneumatici, è sufficiente seguire l’avversario e aspettare che vada in crisi. «Di solito in qualifica sof-

n Si corre oggi in Belgio la

Liegi Bastogne Liegi (diretta tv alle 14,20 RaiSport2), classica delle Ardenne, l’ultime delle grandi corse al Nord, 261 km e 11 strappi (le famose côtes). Tra i favoriti c’è Vincenzo Nibali, recente vincitore del Giro del Trentino, oltre a Gilbert, Contador, Joaquim Rodriguez, Sanchez e Valverde. L’italbici punta anche su Cunego, Moser, Nocentini, Ulissi e Gasparotto.

Tennis: a Montecarlo

Alonso, la pole può attendere “Ferrari messa molto bene”

a Ferrari ha sempre un posto in seconda fila. Non suoni come una critica: la qualifica l’anno scorso non è mai andata così bene. I piloti sono contenti perché riescono a partire bene, a sorpassare e a gestire la corsa, quindi anche in Bahrein sono convinti di giocarsi il podio e anche qualcosa in più. Ma la pole position rimane una maledizione: se ne contano quattro negli ultimi quattro anni, non è neppure difficile calcolare la media, contro le 43 della Red Bull. Ieri in Bahrein dal cilindro di una Formula 1 che riesce a inventarsi un protagonista diverso a ogni evento è sbucato Nico Rosberg. In teoria non era così imprevedibile, visto che il suo compagno di squadra Hamilton era partito in pole domenica scorsa a Shanghai, ma i tecnici della Mercedes fino alle prove libere della mattinata sembravano aver Fernando Alonso, 31 anni, quarta stagione (con 4 pole) alla Ferrari perso il manuale delle istruzioni. Anche il secondo posto di Vettel rientra nell’ordine bri contrariato. La pole si sta messo». Il suo è giusto? «Il nodelle cose: era inimmaginabi- trasformando in un’esibizione stro è ottimo, sono contentissile che la Red Bull sbagliasse muscolare superflua, se non mo: io terzo e Massa quarto. due fine settidannosa. Que- Puntiamo dritti al podio». mana consecu- ROSBERG 1°, VETTEL 2° sta, almeno, è la L’ultimo giro non è stato pertivi. È il terzo Rosse, ritmo e strategia teoria di Alonso: fetto. La pole non è la sua speposto di Alonso «Se guadagni cialità, ma nella gestione di gaper la rimonta: forse qualcosa in qua- re tattiche (e ogni tanto pure che lascia un un pit-stop in meno lifica, rischi di deliranti come quest’anno) è il po’ di rammarico. L’ottimismo perdere altret- migliore. Anche oggi dovrà didella vigilia faceva pregusta- tanto in gara; quel che guada- stricarsi in strategie estreme, re qualcosa di più, sebbene gni in gara lo perdi in qualifica. dosando il momento dell’attacnessuno nei box Ferrari sem- Devi cercare il giusto compro- co e i giri in modalità «attesa».

L

ore 14

Nibali insegue la Liegi

Seconda fila 3 ALONSO (Ferrari, 3) 4 MASSA (Ferrari, 4)

Quinta fila Sesta fila 9 HAMILTON (Mercedes, 10)** 1’32’’762 10 BUTTON (McLaren, 5)*** 1’33’’702 11 GROSJEAN (Lotus, 8) 12 PEREZ (McLaren, 6) Settima fila 13 RICCIARDO (Toro Rosso, 19) 14 HULKENBERG (Sauber, 12)

ORA ITALIANA

ore 15 IL TRACCIATO

Prima fila 1 ROSBERG (Mercedes, 9) 1’32’’330 2 VETTEL (Red Bull, 1) 1’32’’584 Terza fila 5 DI RESTA (Force India, 14) 6 SUTIL (Force India, 15)

ORA LOCALE

Sport .45

.

friamo. Stavolta, invece, la macchina era competitiva. In gara saremo messi molto bene». Massa ha scelto una strategia diversa: qualifica con gomme dure e magari un pit stop in meno, la decisione sarà presa durante il Gp. L’azzardo per adesso ha pagato, perché il suo sesto tempo, grazie alla penalizzazione di Hamilton (sostituzione del cambio) e Webber (incidente nel Gp di Cina) vale la quarta posizione. «Con Rob (Smedley, il suo ingegnere) ho deciso di rischiare. Se ci ho azzeccato, può funzionare davvero bene, perché sul ritmo gara siamo più forti degli altri». Il numero di pit stop è un rebus che ha tenuto svegli stanotte gli ingegneri. «Senza essere dei geni, fare una sola sosta è impossibile per chiunque, farne due è impossibile per la maggior parte - spiega Vettel -. Aspettiamoci dai tre ai quattro cambi». Il leader del Mondiale in qualifica ha usato soltanto gomme medie, quindi ha tre set di dure nuove a disposizione. Alonso ha due set di dure e uno di medie. Tradotto in strategie: premesso che nemmeno i protagonisti (piloti e tecnici) hanno le idee chiare, sembra che in Ferrari siano in grado di fare un pit stop in meno: è la mossa per vincere. www.lastampa.it/mancini

Oggi Nadal-Djokovic n Fognini

ko nelle semifinali di Montecarlo, oggi la finale sarà Djokovic-Nadal (alle 14, diretta tv su Sky Sport 2). Ieri: Nadal-Tsonga 6-3 7-6, Djokovic-Fognini 6-2 6-1.

Fed Cup: 2-0 alla R. Ceca

Italia, finale a un passo n Italia

in vantaggio 2-0 sulla Repubblica Ceca nella semifinale di Fed Cup a Palermo. Impresa di Roberta Vinci su Petra Kvitova 6-4 6-1. Sara Errani batte Lucie Safarova 6-4 6-2. Oggi: Errani-Kvitova e Safarova-Vinci.

Basket: 28ª di serie A

Due partite in tv n Serie

A (28ª giornata): alle ore 12 Roma-Brindisi (La7d e Sportitalia 2); ore 18,15 Milano-Biella, Cremona-Varese, MontegranaroPesaro, Siena-Venezia, Bologna-Sassari, Caserta-Avellino; ore 20,45 Reggio EmiliaCantù (Rai Sport 1).

Ginnastica: Europei

Morandi di bronzo n Agli Europei di ginnasti-

ca artistica a Mosca, Matteo Morandi conquista il bronzo agli anelli. L’azzurro è terzo alla pari con il francese Danny Rodrigues. Oro all’altro francese Samir Ait Said e all’ucraino Igor Radivilov.

Vela: Coppa America

Oracle vince in anticipo n Oracle ha vinto le World

Series di America’s Cup 2012-2013 con una regata di anticipo. Il team statunitense, infatti, a una regata dalla fine ha 220 punti nella classifica che comprende anche le due tappe già disputate a San Francisco. Alle sue spalle c’è l’italiana Luna Rossa Piranha con 171 punti.

MOTOGP: STASERA AD AUSTIN (ORE 21) IL GP DELLE AMERICHE

Marquez, un baby da record Parte davanti a tutti: a 20 anni può essere il più giovane a vincere nella classe regina MATTEO AGLIO AUSTIN

Quando lo scorso anno, durante il Gp di Le Mans, Casey Stoner annunciò il suo ritiro in tanti si chiesero quanto tempo sarebbe passato prima di trovare un pilota altrettanto veloce e spettacolare. Timori infondati, perché Marc Marquez, viso d’angelo e polso destro scolpito all’inferno, è salito su quella stessa moto e si è subito di-

mostrato il suo erede. In Texas ha dominato dal venerdì e ieri ha conquistato la pole position, la prima in MotoGp, davanti a Pedrosa e Lorenzo. Tanto umile fuori dalla pista quanto aggressivo fra i cordoli, lo spagnolo è stato il punto di riferimento sulla nuova pista di Austin fin dai test di marzo. «Marc qui fa paura» ha sintetizzato con una frase il pensiero di tutti i piloti Rossi (che partirà 8°). Marquez, quando l’ha saputo, ha sorriso imbarazzato al complimento. «Paura? – si è schermito – Sono solo veloce e non so neanche bene il perché, andare forte su questa pista, che tutti descrivono come difficile, per me è facile». Basta vederlo guidare, col gomito che in curva accarezza l’asfalto e le ruote che

inventano traiettorie impossibili. E dire che quel ragazzo di Cervera (due titoli, in 125 nel 2010 e in Moto2 lo scorso anno) colleziona ancora i modellini delle moto del Dottore che escono in edicola. Poi la domenica combatte ad armi pari col suo mito. Il primo assaggio due settimane fa in Qatar, con un corpo a corpo emozionante. «Mi piace duellare con Marc – spiegò Valentino -. È uno che non si tira indietro, non si lamenta e risponde agli attacchi. Solo sana e onesta cattiveria agonistica. È come me». Non è stata la prima volta che il campionissimo aveva paragonato il debuttante a se stesso. Dopo i test di Sepang aveva detto: «Mi ricorda il mio esordio nella classe regina. Ha la stessa

Tv su Italia 1 e 2 Rossisoloottavo n Prima pole position in Mo-

toGp per Marc Marquez (Honda) in 2’03”021, il più giovane a ottenerla nella classe regina, 2º Dani Pedrosa (Honda) a 0”254, 3º Jorge Lorenzo (Yamaha) a 1”079. Seconda fila per Crutchlow (a 1”246), Bradl (1”424) e Andrea Dovizioso (1”852) con la prima Ducati, solo terza fila e 8º tempo per Valentino Rossi (2”359), dietro a Bautista (1”921). In Moto3, pole ad Alex Rins. Stasera le gare: alle 18 Moto3, alle 19,20 Moto2, alle 21 la MotoGp (tv Italia 1 e 2).

Marc Marquez (Honda) è stato campione del mondo 125 e Moto2

voglia di vincere. Siamo avversari, ma faccio il tifo per lui». Kevin Schwantz, indimenticato campione della 500, ha usato una sola parola per descriverlo, «superstar». Lui non si monta la testa e reagisce con una timidezza inaspettata per chi si è costruito la fama di pilota sempre al limite in pista. Ha un record a portata di mano, quello di pilota

più giovane a vincere un Gp nella classe regina, che appartiene a «Fast» Freddie Spencer. «Non ci penso – assicura -. I record sono fatti per essere battuti e tutti si dimenticano del precedente». Difficile però dimenticarsi di quegli occhi furbi sotto il casco. Per riuscire nell’impresa ha tempo fino alla 12ª gara. Difficile che ci metta così tanto.


46

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

50

I numeri della settimana

300

MILIONI DI SUZUKI VENDUTE GLOBALMENTE n Suzuki Motor Corporation ha tagliato il traguar-

do di 50 milioni di auto vendute nel mondo (22 in Giappone dove dominano le citycar fino a 600 cc). L’India è il 2° mercato (23%), terzo l’Europa (11%)

MILA ALFA ROMEO L’OBIETTIVO PER IL 2016 n Il target indicato da Marchionne (300 mila Alfa

Romeo nel 2016) sarà inseguito, oltre che con Giulietta, MiTo e 4C, con 4 novità: Giulia berlina e wagon, un Suv medio, una grande berlina e della spider

SHANGHAI

INAUGURATO IERI IL GRANDE SHOW ALL’EXHIBITION CENTER

PIERO BIANCO INVIATO A SHANGHAI

Benvenuti alla Mecca dell’auto, il pianeta Cina che anche nel 2012 si è confermata primo mercato mondiale (lo è dal 2009): 19,31 milioni di immatricolazioni, nuovo record, con il 4,33% di crescita e un ulteriore 10,7% in più a marzo. Ieri è stato inaugurato il Salone che quest’anno tocca a Shanghai (in alternanza con Pechino) e qui i marchi di tutto il mondo, specie gli europei, sfoggiano la migliore gioielleria a caccia di un business senza pari. C’è chi lievita da tempo all’ombra del Dragone (su tutti GM, Toyota e Volkswagen) e chi deve recuperare le amnesie del passato, come il Gruppo Fiat. Ma la nuova Viaggio costruita in joint-venture con Guangzhou è partita bene e la fabbrica di Changsha dovrebbe superare quest’anno le 100 mila vetture per salire, a regime, a 300 mila. In Cina nel 2012 è tornato il marchio Chrysler, a gennaio è stato siglato un nuovo accordo con Gac per produrre in loco anche la Jeep (che qui vale il 64% dei volumi di Gruppo), vista la tassazione vessatoria per i modelli importati. In vetrina le rinnovate Grand Cherokee e Cherokee. Proprio al Salone, dove il lusso europeo domina, Maserati lancia un acuto, la berlina sportiva medio-grande Ghibli. «Per noi apre nuovi segmenti di mercato e nuovi scenari - dice l’ad Harald Wester -. È il secondo dei tre prodotti con cui

Esordienti Sopra il concept Vw CrossBlue Coupé A destra la Ghibli, grande novità della Maserati

Le stelle d’Europa brillano al Salone più ricco dell’Asia Debutta la Maserati Ghibli, tutti in fila per LaFerrari CrossBlue Coupé e iBeetle belle sorprese Volkswagen

L’a.d. del Cavallino, Felisa, ha presentato a Shanghai LaFerrari

saliremo a 50.000 unità nel 2015, anche se per la Cina punteremo soprattutto sulla Quattroporte. Ghibli, in consegna da luglio, avrà motori a 6 cilindri progettati con Ferrari e costruiti a Maranello. La versione da 410 Cv raggiunge i 285 km l’ora. E per la prima volta nella storia della Maserati, la

Ghibli avrà anche uno straordinario motore Diesel con molte eccellenze tecnologiche, potenza di 275 Cv e per l’Italia una versione specifica da 250. Il 2014 coinciderà con i 10 anni di Maserati in Cina. La crescita è stata costante, fino alle quasi mille unità attuali e raddoppieremo presto i 26 dealer».

Anche per la Ferrari questo è uno scenario esaltante. La Greater China (con Hong Kong e Taiwan) è il suo 2° mercato mondiale: 784 vetture consegnate nel 2012, di cui quasi 500 nella sola Cina dove operano 25 concessionari. Una scalata continua dal 2004 (+4% l’anno scorso) anche grazie al traino della F1 che è seguitissima: la vittoria di Alonso a Shanghai è arrivata al momento giusto nel posto giusto. Negli spazi dell’Expo è allestito l’unico museo Ferrari fuori da Maranello. E lo scorso anno accorsero 250 mila fans alla parata di Guangzhou che celebrava 20 anni di presenza (la prima Rossa fu venduta nel ’92). Per ammirare LaFerrari, l’ultima supercar da 963 Cv e 350 km l’ora presentata nell’anteprima asiatica dall’Ad Amedeo Felisa, all’AutoShow c’era la coda. Volkswagen, come da tradizione, ha esibito tutte le novità

nella coreografica Group Night che precede il Salone. Per Wolfsburg la Cina è già il primo mercato globale e il Gruppo sta ultimando la costruzione di 2 nuove fabbriche. «Porteremo la produzione cinese a 3 milioni di veicoli entro il 2014», ha spiegato il Ceo Martin Winterkorn. Esordio del grande Suv ibrido CrossBlue Coupé, un concept con due motori elettrici abbinati al V6 turbo per complessivi 415 Cv. È lungo 4,89 m, ha 5 posti, un design «rivoluzionario» e dinamico, tocca i 236 km/h, promette un consumo medio di 6,9 litri per 100 km e in full electric percorre 33 km. All’esordio anche la iBeetle (coupé e cabrio), sul mercato nel 2014: tutti i suoi sistemi di infotainment saranno integrati con il prossimo iPhone 5. Tra i marchi premium in evidenza Audi (con la A3 berlina e Limousine), Porsche (Panamera restyling) e Lamborghini (Aventador 50°).

Wild Rubis è un Suv intrigante lungo 4,7 metri, la prima Citroën senza il doble chevron nel frontale oltre che progettato soltanto per il mercato cinese, dove la Casa francese punta ad ampliare la sua presenza proprio con i modelli DS (brand ora guidato da Yves Bonnefont) venduti da una rete dedicata. Di recente Citroën ha inaugurato a Shanghai uno showroom esclusivo per la linea DS. Restando in tema di

marchi generalisti, la presenza di Ford a Shanghai è molto ricca. La Casa americana espone il piccolo Suv globale EcoSport e la Fiesta più «pepata» ST, ma anche l’ammiraglia Mondeo equipaggiata con un motore di 1500 cc della famiglia EcoBoost. E in più un’inedita concept-car. Non mancano le Case giapponesi. Le novità più interessanti sono ben quattro prototipi: Nissan espone a Shanghai la Friend-Me disegnata dal Centro stile della Casa giapponese a Pechino, modello che punta sulla connettività che è tema sempre più d’attualità anche in Cina. Suzuki presenta l’Authentics, un’anticipazione di futura berlina a tre volumi destinata a competere con Audi A3 Sedan e Mercedes CLA. Honda presenta due concept, uno con il marchio di lusso Acura, da cui deriveranno vetture destinate soltanto al mercato cinese. Mitsubishi punta sulla tecnologia riproponendo la Concept CA-MiEV elettrica e la berlina compatta G4.

In vetrina i crossover globali

DS Wild Rubis l’acuto di Citroën Nuove Bmw X4 e Mercedes GLA CORRADO CANALI SHANGHAI

Compatta La Bmw X4, crossover di 4,65 metri

Le novità vere e quelle che non lo sono, ma quasi. A Shanghai sono esposte numerose concept molto vicine alla produzione di serie. Bmw e Mercedes, ad esempio, si sfidano a colpi di showcar. I marchi premium espongono due crossover, rispettivamente l’X4 per la Casa di Monaco e la piccola GLA (quarto modello sulla base della Classe A) per il costruttore di Stoccarda. L’X4 è la «sorella minore» della X6 e sarà prodotta dal 2014 nella fabbrica americana di Spartanburg, dove nascono già l’X3, l’X5 e l’X6. Lunga 4,65 metri, larga 1,92 e alta 1,62, la X4 Concept ha un passo di

2,81 metri. Si riconosce per il frontale con gruppi ottici fullLed e i doppi proiettori esagonali oltre che per la fiancata solcata da due nervature ascendenti; dietro ripropone i classici gruppi ottici a L, con luci a Led tridimensionali e doppio scarico. La GLA esposta come concept è lunga 4,38 metri, larga 1,97 e alta 1.57, abbina uno stile molto dinamico con la versatilità di un’auto per il tempo libero. Una novità assoluta della GLA sono i fari con tecnologia laser che, oltre ad illuminare la carreggiata, hanno la funzione di proiettori di immagini. Sempre in tema di concept e di crossover ecco la proposta di Citroën abbinata al marchio glamour DS:

Glamour La DS Wild Rubis (4,70 metri) anticipa una vettura trasversale concepita per la Cina


LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

3

GIORNI DI ASIMOTOSHOW A MAGGIO n Dal 10 al 12 maggio l’autodromo Paletti di Vara-

no de’ Melegari ospiterà Asimotoshow. Tra gli eventi, la celebrazione i 110 anni di Harley Davidson, i 100 della Velocette (con 10 modelli) e i 40 della Bimota

Intervento ROBERTO PIATTI SHANGHAI

C

razy, pazzo! Così uno stilista di moda definirebbe l’abbigliamento dei cinesi, giovani e meno giovani. Così appaiono le opere degli architetti internazionali, stranezze che non sarebbero state permesse in altre città del vecchio o del nuovo mondo. E poi l’attrazione fatale per i brand, per i marchi, soprattutto quelli del lusso, un lusso vissuto da alcuni e solo sognato, per ora, da altri. In tutta questa estrosa e creativa pazzia, quando si parla di automobili ecco che il gusto cinese si ritrae, vuole certezza e non voli pindarici. Se si tralascia per un attimo l’alta moda dell’auto, dove i marchi italiani (Ferrari, Maserati e Lamborghini) svettano, si scopre che tutti i cinesi vorrebbero un’auto tedesca, in teoria per il design, in pratica per lo stile ma anche per tutte le certezze di marchio e qualità che si porta addosso. A dar grandi certezze in Cina sono i numeri, in un mercato che divora già L’IDENTITÀ

Con il nostro know how crescono gli oltre 40 brand locali senza storia oltre un milione di auto al mese e che ne prevede 22 milioni l’anno nel 2020, il mercato più grande del mondo. E’ l’adrenalina di vivere in un paese che cresce, che sogna e che vede un domani migliore dell’oggi, emozioni che a noi italici sembrano lontane. Dal 2005 al 2011 il settore automotive ha vissuto una crescita del 24% ogni anno perché si partiva da numeri in fondo bassi sul totale popolazione; ma le previsioni dal 2011 al 2020 confermano un invidiabile 8% all’anno. Le famiglie con un reddito annuo superiore a 10 mila euro erano solo il 17% nel 2011 e saranno ben il 58% nel 2020. Tutto questo significa che le vendite di nuove vetture in Cina

www.lastampa.it/motori Nel sito motori approfondimenti e fotogallery

La Cina che verrà Viaggio verso il 2020 nel nuovo mondo Si venderanno 22 milioni di auto, molte di lusso E sono i designer italiani a guidare la svolta

L’MPV Maxus per Saic e la QQ

azienda leader nell’automotive design fondata nel 2006 da Roberto Piatti: oggi ha oltre 50 professionisti e una sede anche a Shanghai. Con un brillante passato all’I.DE.A e alla Stile Bertone (a lui si devono concept innovativi come Filo, Novanta e Villa), l’ingegnere torinese ha maturato grande esperienza sui nuovi mercati: Sud America, Cina, India.

n Nella foto grande il moder-

no Mpv Maxus, un dinamico monovolume lungo 5,2 metri presentato al Salone di Shanghai dalla Saic. A fianco la QQ, divertente citycar realizzata per Chery e ispirata ai cartoons, già soprannominata «l’auto di Nemo». Entrambe sono state disegnate e progettate da TorinoDesign,

contribuiranno per il 35% alla crescita del mercato mondiale e che ci saranno più vendite per i segmenti a prezzo più elevato, ad esempio si prevede che le vendite di Suv triplicheranno nei prossimi 10 anni. Il tutto condito da differenze regionali notevoli: aree geografiche anche limitrofe mostrano consumatori con preferenze diverse, una situazione che richiede flessibilità e risposte rapide. Una «Lunga Marcia» che attira il mondo e fa

del Salone di Shanghai una scena golosa per tutti. Un contesto ove i marchi locali (oltre 40 solo i principali) sono ancora penalizzati da gamme prodotto prive di linguaggi formali organici, con family feeling vaghi e modelli che vanno ognuno per conto proprio, spesso cannibalizzandosi con altri all’interno dello stesso gruppo, limitando ulteriormente la percezione di brand presso il pubblico. Quindi favorendo, anziché impensieri-

re, i marchi forti europei. Nel percorso di miglioramento i marchi cinesi hanno dapprima cercato di fare ordine con consulenze internazionali, ora un nuovo fenomeno si fa strada: il reclutamento di designer stranieri presi da marchi europei. Un apporto di know how senz’altro positivo che tuttavia non deve essere sopravvalutato, perché un conto è lavorare in un grande centro stile europeo e trovare dietro di sé un esercito

di ingegneri e di esperti pronti a fornire le soluzioni, ben altra cosa è dover fare tutto da soli e diventare d’un tratto visionari, strateghi di piano gamma prodotto, di soluzioni tecniche e di linguaggi formali senza alcun aggancio storico, nonché abili e carismatici persuasori di presidenti e politici non così facili alla delega decisionale. Certo è che, in mancanza di tradizione e di marchi forti, il design deve essere «guidato» da una visione aziendale coerente e consistente, evitando altalene pericolose e fuorvianti; ma deve anche necessariamente essere un po’ più «gridato» per farsi riconoscere ed apprezzare. Il design italiano e l’esperienza del sistema Torino continua ad essere riferimento e supporto cui i cinesi attingono a piene mani, un riconoscimento alla nostra professionalità che ha migliorato la percezione di prodotto e di status, insegnando a seguire i trend e le mode per attrarre.

L’autore è Ceo di TorinoDesign Roberto Piatti, 51 anni, è ingegnere meccanico e autore di libri. Guida la TorinoDesign da lui fondata nel 2006

Speriamo che questo stimoli l’industria locale a trovare la spinta verso visioni che portino aria nuova, che soprattutto partano dal top management e non dai clinic-test, visioni che consolidino i marchi nella mente dei consumatori. Cerchiamo di collaborare in modo maturo a questa priorità, non commettendo gli errori dei colleghi architetti, lasciando il nostro ego in cantina e cercando invece di capire di cosa la committenza cinese ha realmente bisogno. Dall’inizio degli Anni 90 la Torino dell’auto disegna, progetta e alimenta la crescita cinese, che sogna l’auto tedesca, ma che ancora chiede aiuto al design italiano.

Il monovolume firmato Kia: 5 o 7 posti e uno stile accattivante per la Carens Se Kia (come e più della capogruppo Hyundai) viaggia in controtendenza crescendo anche sui mercati depressi (+3,9% in Europa, +38,3% in Italia nel 2012), il merito è dei tre jolly che la Casa coreana ha pescato dal mazzo: design sportivo e accattivante firmato Peter Schreyer, qualità percepita e certificata dai 7 anni di garanzia, prezzi appetibili. Valori che hanno decretato il successo della Cee’d, berlina e wagon, del Suv compatto Sportage, e ora trasmessi al monovolume Carens che com-

pleta la famiglia delle medie. Una bella sfida, visto che gli Mpv soffrono l’ascesa dei Suv e che i concorrenti diretti si chiamano Ford C-Max, Renault Scenic, Citroën C4 Picasso. «Ma noi ci crediamo - spiega l’ad di Kia Italia, Giuseppe Bitti - perché abbiamo una tradizione con oltre 2 milioni di monovolume venduti nel mondo, e abbiamo in questa 4ª generazione di Carens un prodotto competitivo anche nel prezzo». Che parte da 19.500 euro per la versione 1.6 benzina da 135 Cv in allestimento Cool, sale a 21.500 per la 1.7 CRDi da 115 Cv (ma c’è anche la variante da 136 Cv e 330 Nm) e arriva al

top con i 24.100 euro della Class più potente a gasolio. Lancio il 4-5 maggio. «Con promozioni straordinarie - dice Bitti - come i 2 mila euro di bonus: la versione più ricca al prezzo della Cool, il diesel al prezzo del benzina. Il finanziamento 4Family abbinato alla rottamazione garantisce rate mensili di appena 245 euro». C’è molto di serie, compresa aria condizionata, luci a Led, fendinebbia, radio/Mp3 con connessioni Usb, Aux e iPod, Bluetooth. In opzione tetto panoramico, parcheggio automatico, navigatore touch, cambio automatico (per la 1.7 da 136 Cv) o il pacchetto EcoDynamics con

La Kia Carens è lunga 4,52 metri. I prezzi partono da 19.500 euro

Start/Stop e pneumatici a basso rotolamento. Lo spazio interno è un forte elemento di seduzione. Con i suoi 4,52 metri, la nuova Carens è 20 mm più corta, 15 più stretta e 40 più bassa della precedente, ma il passo è aumentato di 50 mm e l’architettura con posto guida avanzato ha migliorato l’abitabilità. Cinque o 7 posti (opzione da 600 euro), sedili

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MOTORI

Test drive: un modello che batte la crisi

DALL’INVIATO A BARD

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modulari e indipendenti, bagagliaio da 492 a 1.650 litri e 2,15 metri di lunghezza per oggetti ingombranti. Il design è gradevole e dinamico, esaltato dallo spoiler posteriore (di serie) e dai cerchi di grandi dimensioni, fino a 18”. I motori, condivisi con il Gruppo Hyundai, sono ormai collaudatissimi e la si guida in relax: perché è anche agile. [P. BI.]

L’ESEMPIO DELLA V40

Volvo, il futuro è innovazione: “Sicurezza a tutto campo” MICHELE FENU TORINO

Passata nel corso degli anni in molte mani (Renault, Ford e ora Geely), la Volvo non ha mai smarrito il suo obiettivo fondamentale: realizzare auto con un livello di sicurezza eccezionale. Un «must» che ha reso la Casa svedese famosa e che ora trova nuovi spunti con tecnologie innovative in perfetto accordo con i proprietari cinesi, impegnati a costruire la prima fabbrica Volvo nel paese del Dragone. Mentre si stanno ultimando i piani per l’erede del crossover XC90, che uscirà a fine 2014, primo modello sviluppato insieme con la Geely, e l’ammiraglia S80, la Volvo punta ad azzerare entro il 2020 le vittime di incidenti stradali in cui sono coinvolte le sue nuove vetture. «Siamo sulla via giusta» dicono i tecnici svedesi, ricordando il premio Top Safety Pick+ assegnato negli Usa alle S60 e XC60 e i risultati ottenuti nella classifica Euro NCAP (le 5 stelle con punteggi globali record) con la V40, l’elegante berlina compatta cui si è aggiunta la versione Cross Country.

La Volvo V40 Cross Country

Le dotazioni tecnologiche per la sicurezza attiva e passiva comprendono, fra l’altro, dispositivi come il mantenimento della corsia di marcia, l’assistenza al parcheggio, il visualizzatore dei segnali stradali, il segnalatore di traffico in avvicinamento e il sistema City Safety con frenata automatica fino a 50 km/h, che riduce sensibilmente il rischio di tamponamenti. Ma ci sono altri due impianti che costituiscono una primizia mondiale. Il primo è il Pedestrian Airbag, con sensori collocati nel paraurti anteriore che rilevano il contatto fisico tra auto e pedone: il cofano è sganciato e sollevato con l’intervento di un airbag per proteggere la testa del passante. Ha debuttato in anteprima mondiale sulla V40. L’altro, presentato al Salone di Ginevra, è l’Active High Beam Control, che riduce automaticamente il fascio di luce degli abbaglianti in fase di avvicinamento e incrocio con un altro veicolo, evitando di disturbare il guidatore ma non «nascondendo» l’eventuale presenza di pedoni o animali. Altre importanti novità sono in arrivo, mentre la Volvo punta a vendere 800 mila vetture entro il 2020.


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DOMENICA 21 APRILE 2013 LA STAMPA 48

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DOMENICA 21 APRILE 2013 LA STAMPA 49

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Diario

separati alla nascita dai jeans modello tela strappata di Burri. Ormai gli stivaletti da motociclista sono sentinelle fedeli nell’armadio delle quaranta-cinquantenni . Modelli beige slavato, nero quattrostagioni, colorati per chi ama calpestare il buon gusto. Ma non importa: l’essenzia-

le è che ci bikerizziamo: tutte. I commercianti l’hanno capito e rispondono alla crisi con infinite mutazioni genetiche del modello madre. E uno pensa: a Torino, la città con un filo di trucco, un filo di perle e un filo di tacco, la globalizzazione con borchie e cerniera non sfonderà. E invece

mercoledì sera al Conservatorio (non a San Salvario, a far notte con una Corona in mano, ma di fronte alla magia di un quartetto d’archi) i bikers erano in prima fila, ai piedi di insospettabili (e charmant) signore over-60 con zazzera grigia, filo di perle e filo di trucco. Stavano a meraviglia. Anche se il filo di tacco aveva il carrarmato. twitter@emanuelaminucci

TORINO

LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

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Annega nell’auto travolta dalla piena A Val della Torre la vittima (36 anni) era un imprenditore Patrizio Romano A PAGINA 59

Gavril se ne va il mio paradiso non è più qui

L’INCHIESTA IN REGIONE LA DIFESA: MA IL GOVERNATORE HA RINUNCIATO ALLE SPESE RISERVATE

Hamburger e cravatte nei rimborsi di Cota

L’incontro casuale di pace e luce

“Regali a spese del gruppo”. Indagata l’assessore Quaglia

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QUARTI DI FINALE PLAYOFF: BATTUTO BERGAMO. NIENTE DA FARE PER GIAVENO

Storia di un romeno che lascia l’Italia per tornare a casa

LA BASE DEI CINQUE STELLE “BONO DEVE DIMETTERSI”

Luca Ferrua A PAGINA 56

ANDREA ROSSI A PAGINA 52

Anche i ricchi hanno il loro “compro oro”

NEL PD È L’ORA DELLA RESA DEI CONTI

Bolaffi racconta «Gioielli venduti per pagare l’Imu» Letizia Tortello

ALESSANDRO MONDO

A PAGINA 57

A PAGINA 55

Una notte con i fantasmi dell’opera Dal tramonto all’alba tra i segreti e i volti del Teatro Regio

CENTO

Chieri va alla bella

Enrico Remmert

Oscar Serra ed Enrico Zambruno A PAGINA 74

ALLE PAGINE 64 E 65

INDIGNATI IN PIAZZA CASTELLO

RITRATTI

NORIANALLI na borsetta piena di lustrini a forma di gatto. Questa immagine colpì l’immaginazione di una donna in carrozzina vicino alle macchinette delle bibite del reparto. Alzò lo sguardo e vide una ragazza dal viso stanco e dagli occhi coperti da grandi occhiali neri. «Cosa c’è di buono da prendere?» chiese con aria distratta, ma si affrettò a selezionare una cioccolata, senza attendere risposta. La donna sulla sedia a rotelle la seguì. La nuova arrivata era su una panchina. «Posso parlarti? - le chiese - hai una borsetta bellissima!». La ragazza sorrise e si tolse gli occhiali, aveva due occhi blu dolci e sconsolati. «Sono triste,mio padre è stato ricoverato per Alzheimer, non riesco ad accettarlo». «Dai, ti leggo una poesia che ho scritto» le disse l’altra. L’atmosfera si rasserenò, le nuove amiche si sorrisero e con qualche lacrimuccia, scattò la magia. «Mi chiamo Irene, vuol dire pace» disse la ragazza triste. «Io, Elena, vuol dire luce» le rispose contenta l’autrice della poesia. Dall’incontro di Pace e Luce, nacque un’emozione forte. Il ricordo di quel giorno rappresentò per le due donne un dolce conforto in molti istanti delle loro vite.

ELISABETTA GRAZIANI A PAGINA 55

L’autrice è una giornalista che è stata a lungo ricoverata in ospedale. Per la «Stampa» ha scritto una serie di «ritratti di corsia».

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arrivato a Chieri il primo premio dell’Agon Eschileo, gara nazionale di greco antico che si è tenuta ieri a Gela: a conquistarlo è stato Filippo Bosco, 19 anni compiuti proprio nel giorno della sfida, studente del liceo «Augusto Monti». Lo studente chierese porta a casa un premio di mille euro e l’iscrizione - a spese del liceo classico Eschilo della cittadina siciliana - alle Olimpiadi di lingue classiche. Il concorso, che ha il patrocinio della Presidenza della Re-

pubblica, ha registrato la partecipazione di 20 studenti eccellenti provenienti da tutta Italia. Ma anche l’Agon Eschileo, giunto quest’anno all’ottava edizione, è vittima delle ristrettezze in cui versa la scuola: negli ultimi anni ha dovuto rinviare alcune edizioni per l’impossibilità di affrontare le spese di organizzazione. E questo, nonostante si caratterizzi per l’ospitalità che gli studenti di Gela - che non possono partecipare alla gara - offrono con le proprie famiglie ai concorrenti. «Un abbraccio di amicizia e di scambio culturale», spiegano gli organizzatori.

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52 .Cronaca di Torino

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

gg Dossier/Lo scandalo dei rimborsi in Regione La corsa a ostacoli Cota vince le elezioni regionale con uno scarto dello 0,42 per cento su Mercedes Bresso

Mercedes Bresso presenta ricorso

Michele Giovine, consigliere Pensionati per Cota, indagato per aver raccolto firme false alle elezioni regionali.

Roberto Rosso, Pdl, sfiorato dall'inchiesta relativa a un call center e deluso dall'esperienza in Regione si dimette da vice presidente della giunta.

Cravatte firmate e prodotti tipici nei rimborsi di Cota

Il Tar respinge il ricorso di Mercedes Bresso

Caterina Ferrero, assessore alla sanità del Pdl si dimette dopo l'arresto per l'accusa di turbativa d'asta.

Michele Giovine condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi per le firme false.

Paolo Monferino nominato assessore alla Sanità al posto della Ferrero

William Casoni

Roberto Rosso

Roberto Cota

Roberto Cirio

PDL (ora FRATELLI D’ITALIA)

PDL Lavoro

LEGA NORD Presidente

PDL Turismo e Sport

Commercio

(sostituito da Claudia Porchietto)

Indagato nell’inchiesta sui fondi regionali

Indagato per corruzione nell'inchiesta della procura di Novara

Indagato nell'inchiesta dei bolli auto (sostituito da Agostino Ghiglia)

Giovanna Quaglia LEGA NORD Bilancio (ora Urbanistica) Indagata nell'inchiesta sui fondi regionali

L’accusa: regali con i fondi del gruppo leghista Tra gli indagati anche l’assessore Quaglia CLAUDIO LAUGERI MASSIMILIANO PEGGIO

Le cravatte, il mazzo di fiori, le penne, gli hamburger alle 3 di mattina e la spesa di prodotti tipici. E una lunga lista di pranzi e cene. Le spese contestate dalla procura torinese al presidente Roberto Cota ammontano a 19 mila euro. «Abbiamo chiarito tutto davanti ai magistrati» spiega l’avvocato Domenico Aiello, difensore del governatore del Piemonte. E ancora: «Nemmeno un euro pubblico è andato in tasca al presidente». Il legale non dice altro, ma i magistrati hanno chiesto conto al suo cliente di varie spese. Come le quattro cravatte da 45 euro acquistate a Roma, che il presidente ha spiegato di aver regalato ad altrettanti esponenti politici del centrosinistra, con incarichi istituzionali.

Sulla «Stampa» gg Dossier/Scandalo in Regione Novero (Lega)

Campanacci da mucca Gianfranco Novero, leghista, è accusato di aver acquistato campanacci con il suo nome inciso sopra, regalati alle feste dei margari

Bresso

Truffa, peculato, finanziamento illecito ai partit Si salvano in sette, quattro del Pd e tre ugualmente ripartiti fra Pdl, Fratelli d’Italia e Lega. Non si salvan Mercedes Bresso, presidente dell’ex giunta di centrosinistra, e nemmeno il suo successore leghista, Co

Finanziamento illecito Due fatture per la campagna elettorale, hanno messo nei guai l’ex presidente Mercedes Bresso, che respinge con decisione le accuse

Goffi (Udc)

Nel fortino assediato aspettando i finanzieri Tentoni (Pdl): “La seduta è chiusa, auguri a tutti di buona sopravvivenza”

52

MAURIZIO TROPEANO

Viaggi Alberto Goffi deve giustificare richieste di rimborsi spese per viaggi: «Li facevo per le mie indagini sugli abusi di Equitalia»

«La seduta è chiusa. Auguri a tutti di buona sopravvivenza». È quasi l’una di ieri mattina quando Roberto Tentoni lancia il suo mantra. Da tre ore gli uomini della sezione tributaria della Guardia di Finanza stanno consegnando nelle sedi dei gruppi regionali 52 avvisi di garanzia per Rimborsopoli. Sono arrivati alle 9 e dieci su due auto blu, una vecchia Alfa 147 e una Citroen Sara. Sono scesi in otto e si sono divisi i compiti: alcuni sono saliti al secondo piano di via San Francesco 35, sede del Popolo delle

sotto inchiesta Sono 52, compreso il governatore Cota e l’ex presidente Bresso i consiglieri regionali finiti nell’inchiesta della procura

PRONTA PER LA PROVA

Libertà, gli altri sono andati negli uffici degli altri gruppi, via Dellala, via Arsenale. Tutti i gruppi presenti in Consiglio regionale sono coinvolti nell’inchiesta. Sono 56 (52 ieri più gli altri 4 di alcune settimane fa) i consiglieri regionali indagati. Notizia annunciata da giorni e che ieri è diventata realtà c on la consegna Il procuratore capo della Repubblica, Giancarlo Caselli, si sforzi di spiegare fin dal primo mattino che ci «sono differenze, anche rilevanti, fra le varie posizioni individuali, sia per la causale dei rimborsi, sia per l’ammontare complessivo dei medesimi».

Tutto vero, naturalmente. Ma adesso c’è da capire come sfangare non solo la giornata ma anche il futuro. Sopravvivere appunto. Provare ad andare avanti con le attività consiliari anche se la seduta della commissione trasporti che deve discutere dei tagli al Tpl scorre via veloce con la «testa altrove», spiega un consigliere. La testa è altrove per cercare di contattare gli avvocati ma anche per provare a dare un nome ed un volto a «mister centomila euro». I boatos rilanciano il nome di Michele Formagnana (Pdl), ma lui nega: «Mi vengono contestate cifre significativamente più basse: mi

sento totalmente estraneo al questione». A comprare una bardatu per cavalli e i campanacci per mucche, invece è stato il consigliere regionale della Leg Nord, Gianfranco Novero, ch racconta: «Tutto vero, ma e un dono per le fiere degli allev tori dove io ho partecipato come rappresentante ufficiale d Consiglio regionale. Era anch scritto sulla campana che trattava di un regalo del Consiglio e che il dono era del consigliere Novero». Fino alle undici del mattin però, nessuno dei consiglieri indagati e dei pochi che l’hann

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Sul giornale di ieri,la notizia della consegna da parte della Finanza di 52 avvisi di garanzia per Rimborsopoli.

Firme per lasciare il segno. Ci sono poi gli scontrini d’acquisto delle tre penne (da poche decine di euro) fabbricate da un’industria piemontese, offerte in omaggio a un prefetto e a due altri esponenti delle istituzioni. O ancora la ricevuta di 21 euro per tre hamburger, acquistati alle 3 del mattino per sé e per la scorta, al termine di una giornata di lavoro. Oppure il mazzo di fiori

Centimetri LA STAMPA

Elena Maccanti Caterina Ferrero PDL Sanità Indagata per lo scandalo della Sanità (sostituita da Paolo Monferino e poi da Ugo Cavallera)

LEGA NORD Enti Locali

La giunta e la giustizia Barbara Bonino PDL (ora FRATELLI D’ITALIA) Trasporti

(sostituita da Riccardo Molinari) Indagata nell’inchiesta sui fondi regionali

n

regalato alla moglie di un altissimo esponente delle istituzioni. Tutti a tavola

Doni «made in Piemonte»

Spese di rappresentanza? «Guardi, appena insediato il presidente ha deciso di rinunciare ai “fondi riservati”, che spettano a quella carica e che possono essere spesi senza rendicontazione – aggiunge l’avvocato -. Non crede che spese come quelle da lei elencate potrebbero rientrare nella categoria “rappresentanza istituzionale”? E comunque, se fossero quelle, sarebbero state sicuramente coperte dai “fondi riservati”. Sarebbe un paradosso finire sott’inchiesta per spese che potevano comunque essere sostenute dal presidente in modo legittimo».

C’è pure la spesa da 250 euro in generi alimentari: non era per riempire il frigo di casa (come pare abbiano fatto altri), ma per promuovere prodotti tipici piemontesi. Le sporte di cibi «dop» sono finite a Roma, dove sono stati cucinati (gratis) da uno chef e offerti a una decina di commensali (tre ministri e alcuni parlamentari piemontesi) per consentire di valutare la qualità dei prodotti da promuovere, in Italia e all’estero.

Maggioranza nei guai

Tra i leghisti indagati per peculato c’è anche l’assessore all’urbanistica Giovanna Quaglia. La Guardia di Finanza, spulciando tra i conti del gruppo del Carroccio, avrebbe trovato spese sostenute «indebitamente» dall’assessore. Come componente della giunta, stando agli investigatori, non avrebbe avuto titolo di addebitare nessun tipo di spese sul del gruppo consiliare. In merito alle «spese» le Lega respinge però di aver acquistato un vassoio d’argento del valore di 4 mila euro. Il consigliere Roberto Boniperti, Pdl, invece oltre all’accusa di peculato dovrà rispondere anche di truffa, in relazione all’emissione di due fatture per un importo complessivo di circa di 4 mila e 700 euro.

I grillini indagati

La base Cinque Stelle contro Bono “Dimettiti, poi se sei pulito rientri” Il colpo non è stato indolore. Le spiegazioni, anche se dettagliate, sembrano non bastare. Non a tutti. La base del Movimento 5 Stelle rumoreggia, il boccone dell’inchiesta della Procura, che coinvolge anche il capogruppo in Regione Davide Bono, è ostico da digerire. E mentre Bono predica calma, si scopre garantista - «dovre-

PRONTA PER LA PROVA COSTUME?

mo riflettere sulla differenza tra l’essere indagati e rinviati a giudizio» -, il popolo grillino rivendica le sue parole d’ordine: nessun’ombra sul Movimento. Altro che riflessione: mugugni, malumori, distinguo, addirittura richieste di dimissioni. Dopo i chiarimenti di Bono, l’umore è questo. I commenti pure. Franco: «Se veramente vogliamo es-

sere onesti dobbiamo farlo in toto e non continuare con privilegi anche se minimi». Cristiano Rigon: «La benzina io la metto di tasca mia, se faccio colazione al bar è un problema mio. L’aggravante è che tu sei un mio dipendente, e quindi devi render conto a me delle tue spese. Sei indagato? Dimettiti, poi se avrai ragione, rientri». Avanti: «Se

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LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

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Cronaca di Torino .53

g Il consiglio regionale approva tra le polemiche il piano sociosanitario che riordina la sanità piemontese.

Michele Coppola

Ugo Cavallera

PDL Cultura

PDL Urbanistica (ora Sanità)

Claudio Sacchetto

Retroscena

Michele Giovine condannato in appello per le firme false, pena ridotta a 2 anni.

ALESSANDRO MONDO

opposizione, subito dopo l’arrivo degli avvisi di garanzia, ha chiesto le dimissioni della giunta Cota. È vero che l’inchiesta sui rimborsi non ha risparmiato (quasi) nessuno, centrosinistra compreso, ma la lunghissima serie di «incidenti» subiti dall’esecutivo di Cota (indagato in questa inchiesta insieme alla collega leghista Quaglia) nei tre anni di governo regionale hanno portato molti a pensare che la misura fosse definitivamente colma. Questi però sono tempi in cui la politica non può prescidere dall’economia, ed «economia», per gli enti pubblici, significa ormai debiti da colmare e impegni da rispettare. Non è un caso, quindi, se negli ultimi due giorni alti funzionari del ministero dello Sviluppo economico hanno chiesto una serie di informazioni, discrete ma dettagliate, agli uffici dell’assessorato al Bilancio. Obiettivo: capire cosa bolle in pentola, e quali possono essere le ripercussioni dello tsunami giudiziario sul rispetto degli impegni assunti verso Roma da parte di un sistema politico sotto pressione.

L’

Roberto Rosso, in una trasmissione radiofonica, denuncia irregolarità nell'utilizzo dei fondi pubblici da parte dei consiglieri regionali.

Roberto Ravello

LEGA NORD Agricoltura, Caccia e Pesca

PDL (ora FRATELLI D’ITALIA) Ambiente

Massimo Feira, presidente di Finpiemonte, si dimette a seguito dell’inchiesta per appropriazione indebita e fatture false nell'abito della sua professione di commericalista

William Casoni, Fratelli d'Italia, ex Pdl, assessore ai parchi e commercio, indagato per turbativa d'asta nell'inchiesta sulla riscossione dei bolli auto

Massimo Giordano LEGA NORD Attività Produttive Indagato per corruzione nell'inchiesta della procura di Novara per i fondi regionali (sostituito da Cota)

Gianluca Vignale PROGETT’AZIONE Personale, Montagna

Massimo Giordano, Lega Nord, assessore attività produttive, si dimette dopo le accuse di abuso d'ufficio sollevate dalla procura di Novara per presunti aiuti ad amici imprenditori novaresi.

INDAGATI

Cota e l’assessore Quaglia sono accusati di peculato

(assessore da Marzo 2013) Indagato nell’inchiesta sui fondi regionali

hai sbagliato lo sai da te, e se lo hai fatto anche in buona fede dimettiti prima di perdere la faccia». Cristiano: «Dimettiti, poi a verifiche concluse se ne riparlerà. Stare attaccato alla poltrona significa essere uguale a tutti gli altri, rovinando la faccia al movimento». Elias Cianca: «Se ci sono responsabilità anche minime, subito fuori dalle scatole». Marco Tacconi: «Che si tratti di un euro o un milione non importa. Io propongo che tu ti dimetta, ti possa far giudicare in modo trasparente e poi, a indagine conclusa, se risulterai pulito (come spero), ritornare a rappresentarci». Bono per ora tace. Chissà se riuscirà a resistere. [A. ROS.]

Paolo Monferino si dimette da assessore sull'onda delle polemiche suscitate dalla riforma sanitaria e a seguito di contrasti con la maggioranza

Alberto Cirio, Pdl, assessore a Turismo e Sport, indagato per concorso in corruzione dalla procura di Novara.

Centimetri - LA STAMPA

Tra i tecnici dei ministeri dell’Economia e della Sanità, operativi nonostante le convulsioni della politica nazionale, regnano «sconcerto» e molte «perplessità» verso i corsi e ricorsi giudiziari di una Regione che ha scongiurato il commissariamento per il rotto della cuffia, sottoponendosi a piani di rientro draconiani per rientrare dei debiti maturati sul fronte di Sanità e Trasporti. Questo perché i margini di manovra garantiti dal Governo con l’ultimo decreto approvato dal Consiglio dei ministri - uno per tutti, la possibilità di rientrare del buco della Sanità in trent’anni non sono una cambiale in bianco ma subordinati al ri-

Il «buco» da coprire La Regione si è impegnata a presentare ai ministeri dell’Economia (nella foto) e della Salute piani di rientro inderogabili per far quadrare i conti della sanità e del trasporto pubblico

Roma preoccupata “Avete scadenze da rispettare” L’ultima tegola su una giunta in trincea da tre anni spetto di impegni inderogabili. sapranno dare una risposta Anche l’aumento dell’addizio- compatta in una fase così delinale Irpef - che l’assessore al Bi- cata. C’è un calendario di scalancio Gilberto Pichetto Fratin denze da rispettare». potrebbe applicare, in forma Scadenze concordate con i mitigata, già dal 2013 - è vinco- ministeri di cui Pichetto deve lato alla credibilità del sistema farsi garante: dai piani di rienpolitico locale, oltro sulla Sanità e tre che dalla cerL’ASSESSORE sui Trasporti altezza dei piani di dell’IrPichetto: sono sicuro l’aumento rientro. L’attività pef, passando per che il Consiglio il finanziamento del Consiglio regionale, trauma- non cederà allo stress dei vari capitoli tizzato dall’indadel bilancio, i rapgine sui rimborsi, è parte inte- porti con Roma sono quotidiani grante di questo meccanismo. e non c’è voce sulla quale non L’appello di Pichetto per abbia l’ultima parola. Carta un’inchiesta dai tempi celeri bianca dai funzionari ministetradisce qualche preoccupazio- riali, oltre che da Roberto Cota. ne. E questo, nonostante l’asInsomma: molto più di un assessore minimizzi: «Sono certo sessore al Bilancio. Quanto bache maggioranza e opposizione sta per qualificarlo come il com-

missario di fatto della Regione: l’uomo voluto dal governatore per trattare con Roma e spuntare le migliori condizioni possibili per il Piemonte; lo stesso uomo che ora deve garantire il rispetto degli impegni, e, semmai frenare le accelerate chieste dalla capitale. Pena il commissariamento formale, in questo caso ad opera del governo e quindi assai meno indolore per i piemontesi. Resta il fatto che ogni operazione, ogni strategia, una volta decisa, deve passare al vaglio del Consiglio regionale: un Consiglio frastornato, chiamato a lavorare, e a legiferare, nel momento in cui ha altro per la testa. Da qui la richiesta insistente di garanzie da parte del governo, tramite i tecnici ministeriali.

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DOMENICA 21 APRILE 2013 LA STAMPA 54


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LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

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Cronaca di Torino .55

gg Dossier/La politica Retroscena ALESSANDRO MONDO

l primo ad alzare il sipario è stato Stefano Esposito, ovviamente su Facebook: «Leggo che sono arrivati gli avvisi di garanzia ai consiglieri regionali per i rimborsi. Come noto sono un garantista, chiedo che nel Pd questa vicenda non venga usata per regolamenti di conti politici». Un gesto di solidarietà e un avvertimento preciso, quello del senatore: la spia dell’ennesima fibrillazione del partito, questa volta in chiave locale. Tutti contro Cota e la sua maggioranza, almeno su questo i democratici sono uniti. Peccato che gli avvisi di garanzia siano bipartisan. Ce n’è per tutti: fuori e dentro il Pd, senza distinzioni di correnti. Da qui l’imbarazzo dei vertici, l’insofferenza di chi i rimborsi dei colleghi in Regione

I

g

Nel Pd spaccato volano i coltelli per Rimborsopoli Il segretario Morgando: coinvolti troppi di noi

INSOFFERENZA

Esposito: serve cautela Cassiani: «In Comune i pranzi ce li paghiamo» non ha mai potuto sognarli, e la richiesta di un chiarimento interno. Perchè sarà vero che il vecchio regolamento del Consiglio lasciava ampi margini di incertezza, e che rimborsi contestati «sono inferiori per quantità e qualità a quelli di Pdl e Lega», ma insomma: fatta salva la buona fede, qualcosa non ha funzionato. Nemmeno nel Pd. Malumori in Comune

«Le regole possono essere più o meno rigide ma a fare la differenza sono l’etica e la morale», taglia corto Luca Cassiani, consigliere comunale. Lo stesso che di buon mattino tuonava su Fb contro i consiglieri regionali indagati, senza badare alle casacche politiche: «Come possono giustificare i rimborsi per i pranzi al ristorante? In Comu-

Oggi nuova protesta in sede Dopo «OccupyPd», la manifestazione di giovedì dopo la candidatura di Marini al Quirinale, i giovani del Pd si ritroveranno oggi alla sede del partito. Nome dell’iniziativa: «Pallacorda»

ne non esiste: «Eppure il ruolo di consigliere comunale non è meno gravoso che quello del consigliere regionale». Detto in altri termini, «i voti dobbiamo cercarceli tutti». Insofferenza e imbarazzo: da Palazzo Cisterna, dove Antonio Saitta replica con un «no comment», a Palazzo Lascaris. Lo stesso imbarazzo che spinge Giorgio Merlo, parlamentare, ad auspicare una riflessione: «Senza colpevolizzare nessuno, ma è necessaria per una forza che si propone come alternativa politica e di governo a Cota». «Partito da rifondare»

C’è persino chi, in forma anoni-

ma, parla chiaramente di partito da rifondare: «Un conto è il giacobinismo moralizzatore, altra cosa la logica del così fan tutti». Ragionamento che, secondo altri democratici, «dovrebbe essere esteso al rapporto politica e affari». Anche nel partito democratico? «Anche». Roberto Placido, vicepresidente del Consiglio Regionale, invita alla cautela: «In termini percentuali il Pd è meno toccato dall’inchiesta ma non si può fare finta che non sia accaduto nulla, serve una riflessione. Per la verità, occorre una riflessione da parte di tutti i partiti. A Craxi finirono per tirare le monetine, di questo passo...».

La riflessione

Il tema sarà discusso domani nella direzione provinciale. «L’inchiesta, inPiemonteenonsolo,poneunproblema di sistema, evidentemente il vecchio regolamento regionale era inadeguato - spiega Paola Bragantini,segretariaprovinciale-.Benvengano le nuove regole in vigore da gennaio,noncisipuòaffidarealgiudizio etico e morale del singolo consigliere». Anche secondo Gianfranco Morgando, segretario regionale, l’inchiesta«haunrilievopoliticoche nessuno sottovaluta: il vero dramma è che la gente pensi che siamo tuttiuguali».Certodiunchiarimento?«Sicuro,ancheseavreipreferito che ai miei gli avvisi di garanzia non arrivassero».

In centro

Cento “indignati” in piazza Castello Traffico bloccato in via Po per la protesta di Sel e Cinque Stelle ELISABETTA GRAZIANI

Mentre Beppe Grillo lanciava la sua «marcia su Roma», in piazza Castello si sono dati appuntamento elettori grillini e di Sinistra e Libertà insieme a scontenti di altri partiti. Uniti sotto gli slogan «Non vogliamo Napolitano» e «Rodotà». Dopo il presidio in piazza Castello, il raduno spontaneo si è spostato in corteo lungo via Po fino alla sede della Rai, poi di nuovo in piazza. Traffico bloccato. Nessuna protesta, anzi, qualche automobilista ha ritmato i cori col clacson e altri giovani si sono uniti strada facendo. Il tam tam è partito dalla rete. Prima cinquanta poi cento, infine circa centocinquanta. Tra la gente, le parole ricorrenti erano «vergogna», «inciucio», «opportunità mancata». La convergenza sul nome di Giorgio Napolitano e

Mobilitazione Un momento del corteo di ieri in piazza Castello, convocato da Movimento Cinque Stelle e Sel dopo l’elezione di Napolitano

l’esclusione automatica di Stefano Rodotà a Capo dello Stato hanno scatenato l’indignazione e resuscitato il senso politico degli italiani.

È deluso Thomas Barberis, 21 anni, studente a Legge. Ha votato Sel alle politiche e Pd a comunali (di Biella), provinciali e regionali. «Una

scelta suicida. Non voterò più per il Pd e sono pentito di avere convinto i miei genitori a farlo. Avevamo la possibilità di scegliere un uomo di sinistra e l’abbiamo sprecata solo perchè a proporlo è stato il M5S». Tra i manifestanti Michele Curto, capogruppo di Sel: «È un fatto politicamente inaccettabile. Hanno scelto il palazzo anziché la gente».Vittorio Bertola, consigliere comunale dei Cinque Stelle: «Gran parte dell’Italia è arrabbiata. Questa non è la fine. Oggi con Rodotà si è creata una nuova unità tra parti politiche prima contrapposte». Anche tra i Giovani democratici il malcontento è alto. Oggi l’appuntamento, aperto alla cittadinanza, è alle 18 in via Masserano «per riprendere in mano il partito». Nome dell’iniziativa: «Pallacorda», come la sala in cui nel 1789 i deputati francesi giurarono di difendere la rivoluzione.


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56 .Cronaca di Torino

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

gg Dossier /Tutti i volti della recessione il caso LUCA FERRUA

è il compro oro di chi cede per d i s p e ra z i o n e pezzi della storia di famiglia. Chi tra l’imbarazzo e il pudore si avvicina agli sportelli e vuole soltanto una cosa: che tutto finisca presto, desidera soltanto poter uscire con i soldi di cui ha bisogno, pochi, maledetti e soprattutto subito.

C’

L’idea di Bolaffi per la crisi Il compro-oro per i ricchi L’ad: impennata di vendite per pagare l’ultima rata dell’Imu Siamo entrati in un mercato che in Italia è un po’ fumoso per portare la nostra esperienza Filippo Bolaffi Amministratore delegato Bolaffi

Mercati differenti

Ma ci sono pezzi d’oro, gioielli, monete che devono seguire percorsi diversi e soprattutto ci sono investitori che continuano a scegliere l’oro, in tutte le sue forme, come bene rifugio e hanno bisogno di garanzie per il loro denaro. Un pensiero che deve essere stato ben chiaro a Filippo Bolaffi che appena arrivato al vertice dell’azienda di famiglia ha deciso che era una strada da percorrere. «Un business nato un po’ per combinaEFFETTO TASSE

«È un bene trasportabile che si difende da imposte sulle transazioni» zione, ovviamente partendo dal mondo del collezionismo dove abbiamo costruito i nostri requisiti di onorabilità. Alla fine del 2011 quando abbiamo ottenuto una licenza per vendere l’oro da investimento, questo ci differenzia totalmente da chi compra al grammo». Tutto è cominciato dalle monete d’oro da collezione, che gli esperti Bolaffi valutavano meglio di chiunque altro. Di lì in avanti il passo è stato breve fino a realizzare lingotti con il marchio dell’azienda. «Ci siamo attrezzati spiega - per utilizzare le nostre competenze in fase d’acquisto, per utilizzare il nostro nome come garanzia per i clienti». Il pri-

Lingotti con il marchio dell’azienda Li ha realizzati la «Argor-Heraeus» un grande gruppo svizzero che ha aperto la sua filiale italiana nel 2006. «Abbiamo scelto - spiega Bolaffi - uno dei lingottari più famosi e affidabili del mondo»

mo anno di attività 2012 ha portato a quasi 4 milioni di fatturato con circa 300 mila euro di utile netto. L’obiettivo è fare dieci volte tanto. «Il business - dice Bolaffi ha margini molto bassi chi basiamo sulle quotazioni della Borsa di Londra su cui applichiamo una commissione del 5% è il nostro modo di garantire trasparenza». Confusioni italiane

Già molto in un Paese dove le quotazioni non sono sempre date dal mercato. «È vero - dice Bolaffi - in

Italia c’è un po’ di confusione. Per noi non ci sono figli e figliastri, non ci sono variazioni non giustificate dal mercato». L’offerta d’oro però non è mai stata così alta. «È vero in questa fase storica - spiega ancora Bolaffi - c’è molta gente che svuota le cassette di sicurezza. È stato incredibile il picco prima dell’ultima rata dell’Imu. Chi ha oggetti preziosi cerca di smobilizzare un capitale quasi dimenticato». Ma non si pensa solo a vendere. «Anche in fase d’acquisto spiega - cresce l’aumento della do-

manda: una sessantina di transazione al mese». La paura delle tasse

Non si fidano della Borsa o di investire in società. E non basta. Tanti hanno paura del fisco quindi cercano di tenere da parte - magari in casa - qualcosa su cui non è facile mettere le mani con una patrimoniale o una tassa sulle transazioni finanziarie. E il settore acquisti sale, così Bolaffi punta anche sull’e-commerce. «Chi non ha fiducia nelle valute nazionali continua a

scegliere l’oro e l’e-commerce è una via molto semplice. Spiegazioni chiare e servizi al cliente come la consegna nei negozi Bolaffi per tagliare le spese di spedizioni, Ma anche un servizio di custodia riservato a chi compra da noi perché teniamo solo oggetti di cui conosciamo la provenienza». Le sfide del mercato

La partita oro è complicata da fluttuazioni legate a un mercato particolare che si divide tra oro reale e «oro di carta». Venerdì 12 e

Al lavoro 23 periti

Il monte dei pegni

Nel salone di via Botero il prestito arriva in una manciata di minuti: sono 23 i periti gemmologi che vi lavorano e che valutano dall’orologio prestigioso (gli orologi sono accettati solo con scatola e scontrino) all’anello con brillante anni 60. I preziosi «firmati» mantengono anche il valore del marchio

Prestati 26 milioni di euro dall’inizio dell’anno in cambio di gioielli e argenti A commercianti, professionisti e gente comune italiana e straniera MARIA TERESA MARTINENGO

Duecento persone e 400- 500 pegni in media al giorno: dall’inizio del 2013 tutto questo, al Monte Pegni di Intesa Sanpaolo, ha voluto dire prestiti per 26 milioni di euro. Nella giornata-record più recente i pegni - per lo più sacchetti con vari monili d’oro - sono stati 1400. Storia di settembre, al ritorno dalle ferie. Nel salone di via Botero sfilano tutte le facce della crisi, ma oggi, forse, non le più disperate. Questo servizio, vecchio di 500 anni, è altra cosa dai «compro oro». Chi ar-

lunedì 15 aprile sono passati di mano (oro di carta) l’equivalente di 500 tonnellate d’oro nel primo trimestre 2013 si è arrivati a 9,2 miliardi di dollari nel primo trimestre 2013. «In realtà - spiega Bolaffi - tale quantità non è stata fisicamente “spostata”, ma si è trattato di una semplice transazione sulla carta. Una simile operazione è oggetto di molte congetture. È indubbio che un movimento finanziario, probabilmente a copertura di qualche altra posizione, ha influenzato pesantemente il prezzo e il mercato dell’oro fisico. Se lo stesso giorno un compratore avesse voluto comprare 500 tonnellate di oro fisico, non sarebbe riuscito ad accaparrarsene neanche qualche millesimo, visto che l’oro fisicamente nessuno l’ha visto. Morale: l’investitore in oro fisico ne ha subito le conseguenze, ma questa fluttuazione di prezzo non corrisponde alla realtà, infatti la moneta o lingotto in suo possesso continuano a essere rari e preziosi come il giorno prima, visto che la reale offerta di oro fisico non aumenta». Ma così il cliente subisce. «Purtroppo - chiude Bolaffi - oggi queste fluttuazioni di mercato influenzano anche i compratori di oro fisico, ma nel lungo periodo la correzione avverrà anche verso l’alto, e chi detiene oro fisico ne uscirà vincitore».

riva qui ha l’obiettivo di recuperare i suoi preziosi. Ha ancora speranza, prospettive di introiti. E infatti alla fine va all’asta solo l’8% dei beni impegnati. Ma questo dato non sempre basta a tirare un vero sospiro di sollievo, ad essere ottimisti. Il mondo e le professioni

Agli sportelli arriva tutta la città e anche la provincia: gente della porta accanto, tanti padri separati che devono provvedere agli alimenti, piccoli commercianti, professionisti, persino qualche avvocato, qualche promotore finanziario, taxisti. Moltissimi gli immigrati, soprattutto romeni, nigeriani e marocchini: questa forma di credito esiste anche nei paesi d’origine, le persone sono abituate ad utilizzarla. «Il grande cambiamento, l’arrivo vero della crisi ,noi l’abbiamo avvertito in anticipo, nel 2009», ricorda Giuseppina Bollo, da cinque anni direttore del

posate d’argento (bene che si manda all’asta senza essere nel bisogno) al gioiello di Bulgari (le firme, dicono i periti, mantengono il loro valore), a quello etnico. «Ci sono persone africane che ci portano bracciali in oro purissimo, lunghi e sottili», spiega il direttore. Arrivano anche pellicce e tappeti, ma per questi beni, il Monte Pegni è utilizzato soprattutto come modalità di custodia.

500 polizze Ogni giorno sono cinquecento i pegni che vengono lasciati al servizio di Intesa Sanpaolo

servizio di via Botero. «L’abbiamo capito quando è iniziato un flusso maggiore di gente che veniva a riscattare. Riscattavano e andavano a vendere ai “compro oro”. Oppure decidevano di mandare il pegno subito all’asta, sperando in un buon “sopravanzo”». Non bastava più il prestito per superare l’emergenza del momento, serviva monetizzare l’oro, il suo valore completo (che il Monte non può assicurare per le spese di custodia e di servizio).

La crisi

Poi la crisi è diventata condizione stabile. «Il movimento è costante, intenso», dice il direttore. Quando arriva il momento di pagare l’Imu nel salone si vedono clienti nuovi, imbarazzati. «Ci sono i commercianti con le loro scadenze. C’è l’onda lunga dei titolari di ditte che non vengono pagate, gente che ha i conti bloccati... In mezzo, storie toccanti. Penso ai genitori con un figlio malato. Noi tifiamo per queste persone, quando ven-

gono a riscattare siamo contenti». Preziosi, orologi, argenti

Il prestito del Monte Pegni è «mordi e fuggi». Le polizze della durata di sei mesi (tasso d’interesse 10,75% annuo) vengono emesse in dieci minuti. La valutazione è immediata: 23 esperti, per la maggior parte periti gemmologi diplomati a Valenza analizzano dal braccialetto della prima comunione al Rolex Daytona, dall’anello con solitario anni 60 , alle

All’asta

Le giornate che precedono le aste sono quelle delle code per rinnovare le polizze. Non c’è limite, il rinnovo può avvenire infinite volte. «Dell’8% dei beni che non vengono riscattati, i pezzi migliori entrano nell’asta speciale, una volta al mese», spiega Giuseppina Bollo. Il resto viene acquistato da privati e soprattutto dai «Banco metalli» che fondono l’oro e ne fanno lingotti acquistati poi dagli orafi artigiani.


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LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

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Cronaca di Torino .57

g folli. E quante tasse pagate?». Dopo 4 anni da badante, Andrea Ramona ha detto basta. «Non abbiamo studiato per finire così». Anche perché i figli della signora a cui sua moglie faceva da assistente domestica, un avvocato e una dottoressa, un bel giorno hanno comunicato ai due giovani che avrebbero lasciato la ragazza a casa. «Io ero ancora utile per qualche lavoretto nello studio dell’avvocato. Ringraziavano mia moglie, dicevano che è una bravissima ragazza, ma che dovevano tagliare le spese».

LETIZIA TORTELLO

I

l sogno, a quell’epoca, costava mille euro. Gavril Nicolae e la moglie Andrea Ramona li avevano messi da parte dal viaggio di nozze. Luna di miele in Italia, da emigranti in cerca di fortuna. Perché per giovani ventenni, laureati in Economia e Management e Amministrazione Pubblica, nati sotto Ceausescu ma ben presto figli della democrazia, la Romania era un vicolo cieco. Un paese povero, senza futuro né lavoro. Meglio andare in Italia. Oggi, dopo quattro anni trascorsi a Torino, le valigie sono le stesse. Il biglietto no. Direzione: ritorno a casa. «Il vostro Paese vive una crisi profonda. Altro che paradiso. Ce ne torniamo in patria. Non siamo venuti per stare senza lavoro, dopo aver fatto i badanti per 500 euro al mese».

Miraggio America

Senza un lavoro, lontani da casa, la frustrazione è diventata insopportabile. Con grande dispiacere della mamma di lui, lo scorso autunno gli sposi pensano a emigrare. «I nostri amici lo stavano facendo – narra –. Una coppia è andata in America e si è sistemata bene. Se saremo fortunati, potremo seguirli». Il primo progetto alternativo di Nicolae, una volta fuggito da Torino, a giugno, sono gli Usa: «Abbiamo fatto l’applicazione per la lotteria rumena che ogni anno assegna 55 mila green card per soggiornare negli Stati Uniti. Chissà se ci sorteggeranno». Ma non

Ritorno a casa

Gavril Nicolae Pascaniuc («Qui mi chiamano Nicola»), 28 anni, di Suceava, estremo nord della Romania, e Andrea Ramona, di Buzau, sono due dei tanti rumeni che ora decidono di rimpaIL FUTURO

ALTRI TEMPI

«Non siamo venuti qui per vivere da disoccupati»

«Chi arrivava in passato con qualche sacrificio riusciva a cavarsela»

triare. Meglio scappare, «anche se ci piange il cuore, perché da voi si vive bene e si mangia meglio. Mi mancheranno la pasta, il sugo, l’olio, i formaggi», dice in un italiano impeccabile, davanti a un piatto di spezzatino coi piselli. Quello degli emigranti di ritorno è un fenomeno sempre più diffuso nelle nostre città. Si stima che tra il 5 e il 10 per cento dei rumeni torinesi (una comunità di 80 mila persone) sia già partita o stia progettando di farlo, alla volta della Romania o di altri stati come Germania o l’Inghilterra. «Se andiamo avanti così emigreranno tutti. Siamo a Torino dal 2009. Quanti sacrifici per venire. Ora rientriamo a casa con niente», spiega Nicolae. Per chi non è sbarcato negli anni ’90, quando c’era la possi-

ci si può affidare solo al caso. Il piano B per provare a ripartire ha la Romania come orizzonte. «A ottobre, mia moglie ha ricevuto una telefonata bellissima: le offrivano un lavoro da segretaria per il sindaco del suo comune. Guadagna solo 400 euro, ma visto che lo stipendio medio da noi è 7 milioni di leu, cioè 170 euro al mese, non è male». Così Andrea Ramona in gennaio, lascia Torino. Lui la seguirà quest’estate estate. «Cosa vado a fare? Se avessi 10 mila euro, metterei in piedi una serra di pomodori». Molti rumeni che tornano a casa, «lavorano nell’agricoltura». Sennò, continuerà gli studi. «Infermieristica, una vecchia passione. Non tutti sono fortunati nella vita. Speriamo che via di qui mi vada meglio».

Gavril rifà le valigie “Il paradiso non è più qui” Dopo quattro anni a Torino un giovane romeno torna a casa “Da laureato ho fatto il badante, ma adesso non c’è più nulla” bilità, dopo anni di lavoro, di mettere da parte i soldi per campare, è un’impresa impossibile. «Io mi chiedo: se l’industria crolla, Torino come fa a vivere?». Mentre racconta, i suoi occhi luccicano, le mani gesticolano, la voce mite, di un giovane uomo che non vuole perdere la speranza, si fa più forte, orgogliosa. Certo, «la Ro-

c o m e

n o n

mania è corrotta, la mafia viene a chiederti il pizzo». Niente di tragicamente nuovo sotto il sole. Ma mentre noi siamo in recessione, Bucarest conosce una parabola ascendente, con un Pil in crescita e molte risorse minerarie. Il sogno infranto

Allora meglio tornare. «Mia mo-

l ’ a v e t e

m a i

glie era infelice da tempo. Era venuta qui con me per sostituire la badante di una signora, per un mese». Torino era una meta sicura, «ci lavorava mia mamma, arrivata in Italia a fare le pulizie per pagarmi gli studi». Per ragioni di sopravvivenza, la famiglia Pascaniuc si è divisa molti anni fa, nel 1999. Il padre di Nicolae, cacciato-

re, rimasto in Romania: «Si guadagna poco nelle foreste; mamma ha scelto di emigrare per tutti». Finita l’Università, lui ha deciso di seguirla. «All’inizio tutto bene. Mia moglie, 26enne, si è adattata a fatica». Mamma, figlio e nuora, per risparmiare vivevano sotto lo stesso tetto, in via delle Rosine. «Gli affitti sono

La prima a emigrare è stata mia mamma per pagarmi gli studi. L’ho raggiunta con mia moglie che ha cominciato a fare la badante

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Per venire nel vostro Paese abbiamo messo da parte i soldi del viaggio di nozze Dopo quattro anni torniamo senza niente

Gavril Nicolae, 28 anni, laureato in Economia, ha deciso di rimpatriare perchè non trova lavoro


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SPECIALE GIUBILEO

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SERVIZI PROMOZIONALI

UN LEADER NEGLI ONORI FUNEBRI

Nel dolore non fatevi ingannare diffidate dei “consigli in ospedale” Una mano che si tende, un’offerta d’aiuto: che cosa c’è di meglio nel momento del dolore più lacerante? Purtroppo non tutte le intenzioni sono oneste: e ci potrebbe essere chi approfitta del dolore per un proprio tornaconto. Per colpire potrebbe attendere il momento più propizio: quello in cui s’è estinta una persona amata. Potrebbe simulare il cordoglio, mettersi a disposizione, mettendo ansia, insinuando che si debba «fare in fretta» per trovare l’impresa di onoranze funebri cui assegnare l’incarico delle esequie. Una trappola ben congegnata nella quale, purtroppo, qualcuno potrebbe cadere. Pensando che quei «consigli» arrivino per davvero dal cuore. Prendendo per buono ciò che viene detto, a partire dalla falsa necessità di reperire immediatamente qualcuno da incaricare del funerale. Invece quella dei «consigli in ospedale» è una pratica illecita: la vietano specifiche norme varate dalla Giunta piemontese. L’articolo 3 comma 7 del regolamento approvato con DPGr n. 7/R dell’8 agosto 2012 stabilisce: «Negli obitori, nei cimiteri e all’interno di strutture sanitarie, di ricovero e di cura, di strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali, sia pubbliche che private, è fatto divieto di interferire o condizionare in alcun modo la scelta dell’impresa funebre da parte dei familiari del defunto, accettare eventuali compensi e regali, svolgere alcuna opera di propaganda, pubblicità e commercio». E ancora all’articolo 6 comma 4 della Legge regionale n. 15/2011 si prevede che «è fatto divieto di svolgere attività funebre, di disporre di uffici a ciò predisposti, di esporre materiali pubblicitari di singole imprese negli obitori o all’interno di strutture sanitarie, di ricovero e cura, siano esse convenzionate e non con enti pubblici o nei cimiteri». La campagna che sin dalle sue origini Giubileo conduce sui mass media su questo tema è in linea con quella portata avanti dagli enti pubblici. Per esempio la «Guida alla famiglia in lutto», a cura dei Servizi cimiteriali della Città di Torino, non lascia spazio a dubbi: «Diffidate degli incaricati delle imprese che vi contattano direttamente a casa e in ospedale e non accettate indirizzi forniti dal personale ospedaliero». E ancora: «Ricordatevi che se gli incaricati delle imprese funebri vi contattano direttamente in ospedale o se il personale ospedaliero, anche su vostra richiesta, vi indirizza alla scelta di una impresa piuttosto che un’altra si stanno comportando in modo disonesto e vietato dalla legge». Giubileo punta gran parte della propria comunicazione aziendale sul concetto di «trasparenza». Che cosa signifi-

DA SAPERE Il decesso di una persona cara pone una serie di interrogativi che riguardano molti aspetti pratici. Giubileo risponde alle domande più frequenti. Che cosa fare, quando muore un congiunto?

«Non è necessario agire con urgenza, anche perché per legge devono passare come minimo 24 ore prima che si possano celebrare le esequie. Il funerale, in genere, non avviene prima di 2-3 giorni dal decesso». Se il decesso è avvenuto in casa?

«Occorre avvisare il medico curante, che dovrà espletare le pratiche necessarie e compilare la scheda Istat che, nel caso in cui sia Giubileo a occuparsi delle esequie, verrà consegnata direttamente dal proprio funzionario alla famiglia. Nel caso in cui il defunto abbia espresso la volontà di essere cremato, occorre segnalarlo al medico stesso». E se il decesso avviene in ospedale o in casa di riposo?

«Il personale sanitario della struttura si occuperà di trasferire la salma nella camera mortuaria, e avviserà un medico per redigere l’atto di morte. E’ vietato per legge, al personale ospedaliero, “consigliare” un’impresa di onoranze funebre». Come comportarsi, se in ospedale qualcuno consiglia» un’impresa di onoranze funebri?

«Ribadiamo: è un comportamento assolutamente vietato dalla legge. Bisogna diffidare degli incaricati delle imprese che contattano direttamente i famigliari a casa o in ospedale, e non accettare indirizzi forniti da chi spaccia quel gesto per “aiuto”». Quando bisogna avvisare l’agenzia di onoranze funebri?

Stile Giubileo L’impresa offre un contatto con un patronato per il disbrigo delle pratiche burocratiche La legge Chi si comporta scorrettamente adesso rischia anche la licenza ca? «Vuol dire che tutti i passaggi si svolgono all’insegna della massima chiarezza nei confronti di chi ci interpella», rispondono dall’impresa di corso Bramante. E’ centrale il ruolo del funzionario di Giubileo, che si affianca ai congiunti:

aiuta nel predisporre la cerimonia funebre in base alle richieste e alle esigenze della famiglia, sia che si tratti di un funerale classico, sia che si debbano organizzare esequie in grande stile. Giubileo, inoltre, aggiunge la possibilità di accedere ad alcuni servizi gratuiti in un momento successivo a quello del funerale. Vi sono infatti incombenze burocratiche cui bisogna provvedere: è perciò utile affrontarle con l’assistenza di esperti. «Offriamo alla persona che ci ha commissionato le onoranze funebri la possibilità di entrare in contatto con un patronato, per affrontare le pratiche di tipo previdenziale: segnaliamo in anticipo quali siano i documenti che occorrono, in modo da velocizzare per quanto possibile l’iter burocratico – segnalano da Giubileo. Inoltre offriamo un incontro con una esperta in materia di successione, che è anch’esso gratuito e privo di vincoli per il cliente».

«Non c’è urgenza. I nostri funzionari sono a disposizione delle famiglie, per ascoltarne le esigenze e con loro redigere un preventivo senza impegno. Li si può incontrare nelle nostre sedi, o, su richiesta delle stesse famiglie, al loro domicilio. La legge vieta espressamente alle imprese funebri di avvicinare, anche solo per informazioni, i famigliari dei defunti negli ospedali e case di riposo». Avete altri consigli?

«Richiedere sempre un preventivo scritto prima di firmare l’incarico a qualsiasi impresa di onoranze funebri. Pretendere sempre la fattura (che, ricordate bene, è esente da Iva) dell’intera somma pagata all’agenzia d’onoranze funebri, altrimenti si diventa complici di evasione fiscale con le conseguenze legali del caso. Richiedere sempre copia delle spese che l’onoranza funebre dice di aver pagato agli Enti e verificare che l’importo della fattura corrisponda a quanto si è pagato realmente».

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Cronaca di Torino .59

Diario VAL DELLA TORRE L’AMICO CHE VIAGGIAVA CON LUI È RIUSCITO A SALVARSI

Annega a 35 anni nel torrente in piena Travolto dopo essere uscito dall’auto bloccata nell’acqua PATRIZIO ROMANO VAL DELLA TORRE

Paolo Da Vià, 35 anni, conosceva da sempre il torrente Casternone a Val della Torre. E quella scorciatoia, che passa su un guado e taglia il paese, la usava spesso, come molti altri in paese. Finché venerdì notte la forza dell’acqua prima ha trascinato via la sua Citroën C3 e poi gli ha strappato la vita.

Sequestrate tre tonnellate di ottone rubato in fabbrica Tre tonnellate e 200 chili di ottone rubato erano nascoste in un prefabbricato nel campo nomadi in strada dell’Aeroporto. A trovare la refurtiva sono stati gli agenti del commissariato Madonna di Campagna e i colleghi del Reparto Mobile, che in questi giorni hanno fatto un controllo approfondito in occasione di L’ottone sequestrato alcuni arresti ordinati dal tribunale di Cuneo per un centinaio di furti in alloggio in varie città del Piemonte. E i ladri partivano proprio da quel campo. Secondo gli investigatori, l’ottone (in barre) è stato rubato in qualche stabilimento del Nord-Italia. La polizia ha anche controllato il campo in strada della Berla, a Collegno, dove abitavano alcuni nomadi di origine romena, che sono stati rimpatriati perché colpiti da provvedimento di espulsione.

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All’8 Gallery

Acquisti di domenica No dei sindacati di base

Una serata in compagnia

Pensare che era stata una serata tranquilla. Passata a chiacchierare con il suo amico G.P. di 26 anni. «Siamo stati in birreria - ha raccontato il giovane - abbiamo scherzato e parlato». Verso le 3,30 decidono di tornare a casa. Fuori piove a dirotto, ma Da Vià conosce a menadito le stradine di Val della Torre. E si immette in via Gibbione, a poco distante dal locale «La Ruota» dove hanno passato la sera. Pochi metri e si trova di fronte il guado.

Il Cub organizza oggi, a 8Gallery, una manifestazione con volantinaggio dal titolo «Salviamo la domenica» in cui si invita a non fare la spesa la domenica. Spiega Stefano Capello: «Da gennaio 2012 gli ipermercati sono aperti tutte le domeniche e i festivi; a partire dal contratto 2008 la domenica è un giorno lavorativo come gli altri All’ipermercato compensato solo dal 30% di maggiorazione». E aggiunge: «C’è la libertà di aprire pagata con una forte contrazione del reddito dei lavoratori». Spiega: «Con le aperture i lavoratori non hanno più una vita di relazioni con la famiglia e gli amici e tutto viene sacrificato sull’altare dell’arricchimento della grande distribuzione anche perchè con le aperture si invoglia la gente a passare il tempo libero a fare shopping ». Il Cub propone: «Limitiamo le aperture a 12 domeniche l’anno con lavoro volontario pagato in straordinario».

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La tragedia

Appena la vettura è nel centro del torrente viene trascinata come un ramo secco. E si incastra tra le pietre nel fiume. Farla uscire da lì è impossibile, le ruote scivolano sulle rocce, come se fossero coperte d’olio . Per questo pensano di abbandonare l’auto e tornare sulla riva. «Ma appena, abbiamo aperto le portiere - prosegue l’amico - l’acqua è entrata di forza nell’auto». Non riescono neanche a fare un passo per tentare di tornare a riva: il torrente li porta via con sé. E i loro destini si dividono. G.P. a forza di braccia e gambe riesce ad arrancare verso la sponda. Quando riemerge si accorge che l’acqua lo ha trascinato a valle per circa 200 metri. Esce, è intirizzito dal freddo e con escoriazioni ed ematomi. Ma vivo. Paolo no. Forse aveva battuto la testa cadendo e perso conoscenza. Il suo corpo è stato trascinato per oltre un chilometro dall’acqua.

Strada dell’Aeroporto

Lo hanno trovato dopo 4 ore I due amici hanno tentato il guado perché l’auto si era bloccata e sono stati travolti dai flutti Il corpo di Paolo Da Vià è stato trovato dopo quattro ore 1500 metri più a valle

Paolo Da Vià Aveva appena inaugurato con il fratello un’azienda di produzione di formaggi

I soccorsi

Sul posto arrivano subito i vigili del fuoco di Alpignano e Torino e anche l’unità Saf (speleo alpino fluviale), le ambulanze del 118 e i carabinieri. Cercano tutti con ansia Paolo. Anche il fratello Silvio si precipita al guado. Lo cerca disperato nell’auto, poi sale sul cofano e butta lo sguardo d’intorno. Lo chiama. Niente, sparito tra le onde. Ci vorranno ore e finalmente alle 7,30 i soccorritori trovano il corpo . E’ riverso in una

secca alle spalle della Bocciofila. Un chilometro e mezzo più a valle. Ha una ferita e un ematoma alla fronte. Annegato nell’acqua tumultuosa.

sacrifici, aveva inaugurato un’attività agricola insieme con il fratello, a poca strada da dove ha perso la vita». La sua cascina

La cascina «Pie’ di Lunella» un allevamento di capre per produrre latte e formaggi di qualità. «Non riesco a darmi pace - confessa -. Lui quel torrente lo conosceva bene. Sapeva che non si passa quando è gonfio d’acqua. Deve aver sottovalutato la portata o era sovrappensiero, chissà». E il Casternone si è portato via così un’altra vita. Nel 2005 era morto un anziano, Luigi Razzetti di 80 anni. Lui dalla sua vettura non era riuscito ad uscire. La forza del torrente in piena e le pietre del greto lo avevano bloccato dentro. Trasformando la sua auto nella sua bara.

La disperazione

Al Casternone arriva anche la compagna di Paolo. Quando lo vede ha un malore. E a casa, in via Castello, la famiglia viene raggiunta dagli psicologi della Spes. «La mamma è affranta» confessano. Un dolore immenso per lei: per tutti anche in paese. Il ricordo del sindaco

«Lo conoscevo bene, un ragazzo solare e di compagnia - dice con un filo di voce il sindaco Francesco Burrelli -. Lui e la sua famiglia abitano qui da anni, brave persone. Che disgrazia, pensare che a inizio mese, con tanti

A Garessio

Morto a 104 anni l’uomo che ci ha portato sulla Mole È morto l’altra sera a 104 anni Erminio Sibilla, il costruttore del primo ascensore della Mole Antonelliana. Dopo aver frequentato il collegio a Mondovì e aver prestato servizio per un lungo periodo nel Genio Ferrovieri, Sibilla si era trasferito a Toriono dove aveva fondato con i fratelli un’azienda che costruiva Erminio Sibilla i primi ascensori della città. Come ricorda il figlio Pier Domenico, realizzavano le cabine in ferro e legno per la «Safon» che tra gli Anni Quaranta e Cinquanta, era l’azienda leader nella produzione di impianti di elevazione. «Del lavoro per la Mole era molto orgoglioso - racconta ancora il figlio - perché all’epoca l’impianto era all’avanguardia». Dopo la pensione, Sibilla era tornato ad abitare a Garessio con la moglie Bettina, che aveva sposato nel ’39.

n

ª Un lettore scrive:

n «Dopo tutte le contumelie

che i partiti, Pdl e Lega in testa, hanno riservato a Monti per la sua politica di tassazione attuata per chiudere le falle della finanza pubblica (fatte e lasciate da chi?), ora assistiamo come gli stessi partiti che sono al governo della nostra regione stanno per aumentare la loro quota di Irpef (imposta che colpisce i redditi dei piemontesi) nell’astronomica misura del 17%. «Ma non erano gli stessi che solo ieri promettevano di ridurre le tasse e persino rimborsarne una parte?». PIER PAOLO ANTONIOTTI

Un lettore scrive: sul giornale della “rivolta” degli standisti della Fiera di primavera al Lingotto, ci siamo stati l’altra domenica ed il pubblico era numeroso. «I proprietari di questi stands, però, dovrebbero ma-

n «Leggo

Specchio dei tempi ª

«Volevanorimborsarel’Imu,oggitassano...»-«IcostiallaFieradiPrimavera»«PericoloincorsoBolzano»-«Ildinosauroall’aeroporto»--«Gtterisparmi» ª gari lamentarsi di meno: non trovo logico che un pacchetto di taralli pugliesi a 4,50 euro si possa definire a buon mercato e come questo anche tutti gli altri prodotti in vendita. Come può la gente spendere tanto per un prodotto del genere? E quando lo si fa notare si rischia di farli arrabbiare...L eggo che vogliono pure essere risarciti...». LUCA MARABESE

«Non hanno alcun attraversamento pedonale disponibile per andare verso via Grattoni o verso la stazione di Porta Susa, se non attraversare verso Porta Susa in un punto dove non ci sono strisce e superare un’aiuola con marciapiede alto e con lavori in corso segnalati malamente (causa di rovinose e pericolose cadute), se devono andare verso via Grattoni». CHIARA MARAGHINI GARRON

Un lettore scrive: n «Voglio denunciare un problema inerente i pedoni che scendono dalla navetta Star 2 al capolinea di corso Bolzano. E non solo.

Un lettore scrive: letto del grande dinosauro montato all’aeroporto, e subito l’assessore

n «Abbiamo

competente rilasciava dichiarazioni orgogliose, tipo “un atto di promozione del territorio per i turisti”, e “un’operazione a costo zero...”. «Vediamo le cose come realmente stanno: il dinosauro era l’unico del Museo delle Scienze (a parte il simil-armadillo all’entrata) e pertanto ora è a Caselle ma non é più al museo (dove si paga il biglietto). Se ce ne fossero stati 20 allora avrebbe avuto senso toglierne uno e metterlo all’aeroporto (tanto le ossa sono finte, quindi perché non riprodurne tanti diversi ed esporli

al museo, dove lo spazio è enorme e sottoutilizzato?). «Comunque, il T-Rex a Caselle dove e’ stato posizionato? Nella sala partenze, perché é l’unica a poterlo contenere. Ma i turisti arrivano... nella sala arrivi, ovvero al piano di sotto, e quindi non lo vedono. Quando ripartono, allora se lo trovano davanti, ma ormai... ripartono. Dov’è la “promozione del territorio”, assessore? «La sala degli arrivi non ha atrio ma è soltanto uno stretto spazio tra la dogana e il marciapiede: bisognerebbe ringraziare chi ha progettato l’aeropor-

to, complimenti! Non si riuscirebbe nemmeno a posizionare un tavolino con un sauro in miniatura senza imbrogliare il passaggio dei carrelli con bagagli. Se vogliamo essere una metropoli dobbiamo pensare un po’ più in grande». P.C.

Un lettore scrive:

n «Si sta cercando di raschia-

re il fondo del barile non essendovi più soldi. E allora perché la Gtt continua ad usare sulle linee 11,14, 57 e 58 (e magari anche su altre linee) gli autobus lunghi anche alla sera, al sabato ed alla domenica in cui gli stessi viaggiano pressoché vuoti, anziché utilizzare i pullman piccoli, che avrebbero un consumo certamente minore ? DEREGIBUS PIER LUIGI

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60 .Cronaca di Torino

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

In breve

Il pizzaiolo che fa lezione alla Bocconi

L’assemblea Asi

«Torino capitale del motorismo storico» «Torino deve diventare la capitale mondiale del motorismo storico e del design». È la richiesta che l’Asi, l’Automotoclub Storico Italiano di cui si è svolta ieri a Torino la sua quarantasettesima assemblea annuale, ha chiesto all’Unesco. «Sarebbe una giusta decisione - ha osservato il presidente dell’Asi, Roberto Loi - che premierebbe con il giusto prestigio a a una città come questa, che all’automobile ha dato moltissimo e ha fatto conoscere nel mondo la tecnologia e la creatività italiana».

“Ora insegno marketing della margherita” dopo il diploma Lentini ha lavo- fa la pizza alla napoletana con rato per 13 anni nel mondo del gli ingredienti veraci che più commercio all’ingrosso. Fino veraci non si può. Il Lentini’s al 2001, quando stufo della vita sembra un’isola, nel caos dello che faceva ha deciso di fare il svincolo per l’autostrada. La grande salto e scommettere su scommessa ha dato i suoi frutti. una catena di discount che ve- Anche grazie al genio pubbliciniva a investire a Torino. Ha ri- tario dei due proprietari. «Ogni levato alcuni punti Eurospin in giorno, passano da noi 600 franchising. Un bel business, clienti. Investo in marketing ma mancava qualcosa. «Era un quasi il 10 per cento del fatturapeccato non realizzare l’altro to, 160 mila euro all’anno». hobby, quello Il suo nome della cucina», afSCELTA DI VITA compare dietro ferma. Un diverbiglietto Gestiva una catena ogni timento coltivadelle grandi muldi discount, poi ha tisala della proto con la fidanzata Simona. «Ave- scelto la sua passione vincia, da Monvamo un magazcalieri al Lingotzino vuoto di fianco al super- to, a Beinasco. «Con il ticket del mercato. Ci siamo detti, per- cinema, diamo la bevanda ché non trasformarlo in un ri- omaggio. E viceversa, con il nostorante? Qui intorno ci sono stro scontrino, ci sono sconti molte aziende, la gente verrà». per i film». Anche gli spot che compaiono prima della proieScommessa vinta zione sono piccoli prodotti ciUn ristorante tutto bianco, che nematografici, che si ispirano a

n cattedra alla Bocconi, «professore» di marketing della pizza. Nicola Lentini, titolare della pizzeria Lentini’s di corso Orbassano 470, è uno di quegli imprenditori che si sono «fatti da sé». «Chi l’avrebbe mai detto che sarei finito a insegnare comunicazione a dei laureati? Proprio io che non ho nessuno studio alle spalle in questo settore». Il mondo della pubblicità è sempre stato la sua passione. Figlio di un grossista di frutta e verdura ai mercati generali,

Sudoku

I

Il sudoku

Nicola Lentini Hollywood. Ma è anche grazie a un accordo con Groupalia, il sito di shopping on line, che il ristorante ha fatto la sua fortuna. «Oggi siamo fornitori del Toro per il catering pre partita – spiega –. Con uno scambio a costo zero con la Lurisia, abbiamo deciso di fare la pizza con l’acqua di fonte». In cattedra a Milano

Alla Bocconi, Lentini ha tenuto due lezioni davanti a docenti e

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studenti. Ospite nella nota università insieme con i rappresentanti dell’Unicef, ente che il ristorante sostiene ogni mese con una donazione. «Credo mi abbiano scelto per la capacità di sponsorizzarmi. Anche se il marketing non basta». È per questo che il suo locale non lascia nulla al caso. Architettura industriale, gigantesco open space che gioca sul gusto americano degli anni ’50. Il sapore della pizza napoletana fa il resto.

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Situazione e avvisi meteo

PIOGGIA DEBOLEMODERATA

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La Spezia

PIOGGIA INTENSA

Sulla Liguria schiarite, ma tra pomeriggio e sera maggiore variabilità con rovesci su entroterra e a Ponente. Per il resto in parte soleggiato con nuvolosità variabile, e nel corso del pomeriggio nubi in aumento, specie tra Cuneese, Torinese, Astigiano, Alessandrino con rovesci e temporali.

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A cura di www.nimbus.it

Il vortice depressionario che ha provocato il peggioramento da venerdì sera si allontana in parte verso il Centro-Sud, ma lascia una circolazione di aria fresca e umida che influenzerà ancora il tempo odierno. Le schiarite rimarranno quindi temporanee e si attiveranno focolai temporaleschi sparsi in giornata. A inizio settimana un ponte tra l’alta pressione atlantica e quella russa determinerà un miglioramento di qualche giorno.

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Al mattino irregolarmente nuvoloso o nuvoloso sul basso Piemonte con ultimi piovaschi, ampie schiarite altrove. In giornata abbastanza soleggiato con nubi e variabilità sulle zone montane e qualche rovescio o temporale sui rilievi tra Torinese e Verbano e sulle Marittime.

Temperature ˚C CITTÀ

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Si leva alle ore 15.37 Cala alle ore 3.58 Fasi Lunari Culmina alle ore 13.28

Tramonta alle ore 20.25

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LA LUNA A TORINO

IL SOLE A TORINO

La soluzione dei giochi di ieri

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Qualche schiarita tra rovesci e temporali SOLE

Orario 7-19,30: Farmacia Comunale 25, Atrio Stazione Porta Nuova. Orario minimo 9-19,30: corso Toscana 20; via Monferrato 22/E; via Nicola Fabrizi 102; corso Dante 78; corso Corsica 9; piazza Statuto 4; via S. M. Mazzarello 18/D; corso Duca degli Abruzzi 66; piazza della Repubblica 21; corso Siracusa 87; corso Orbassano 302; via Sacchi 4; via Palestrina 49; corso Belgio 97. Orario prolungato fino alle 21,30: via Sacchi 4. Aperte anche di notte: corso Belgio 151/B; via Nizza 65; corso Vittorio Emanuele II 66; piazza Massaua 1. Info: www.farmapiemonte.org.

Difficile

Il gioco consiste nel riempire tutte le caselle in modo tale che ogni riga, ogni colonna e ogni settore contenga tutti i numeri senza alcuna ripetizione: negli junior sudoku sono in gioco i numeri da 1 a 6, nel sudoku medio e difficile i numeri da 1 a 9

Junior Sudoku

farmacie

Da corso Orbassano alla Bocconi, grazie alla qualità della sua pizza e a un indubbio talento pubblicitario

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LETIZIA TORTELLO

Difficile

La storia

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SPECIALE COSTA AZZURRA

PUBLIKOMPASS SERVIZI PROMOZIONALI

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LE PROPOSTE DI ISIT IMMOBILIARE

Costa Azzurra, quando il mattone è ancora un ottimo investimento Intempi difficili per gli investimenti immobiliari il gruppo Isit rappresenta una certezza e soprattutto un punto di riferimento solido. Isit è un porto sicuro per chi cerca un investimento nel mattone al mare, e soprattutto per chi ama la Costa Azzurra. Isit in quasi 25anni di consolidataesperienzahasaputo costruireunforterapportodifiduciaconipropri clienti,garantendo a migliaia di famiglie investimenti immobiliari con grandi rivalutazioni e interessantissimi rendimenti. Negliannisonostatecreatetrediversedivisioniciascunaconpropriopersonalespecializzato: Isit Agency, Isit Immobiliare, Isit Gestion. Proprio in questi giorni nel processo di sviluppo in essere la società digestione Isit gestion si è unita ad uno dei più grandi player a livello nazionale: in gruppo «Citya» immobi-

Un porto sicuro Dove il mutuo per la casa in riva al mare si paga con l’affitto liare. Citya immobiliare con più di cento uffici in Francia offre i servizi più avanzati e la massima professionalità alla clientela, adesso anche a quella di Isit Gestion. Un nuovo team di gestione,un vero e proprio «italiandesk»sarà dedicato alla clientela italiana con sei persone che si occuperanno principalmente della clientela Isit per la massima assistenza e la consulenza contabile e fiscale di gestione degli investimenti in Costa Azzurra. Oltre confine l’investimento nel settore immobiliare è ancora un investimento solido e disicuro rendimento, nei mari agitati degli investimenti la Costa Azzurra è ancora un porto sicuro: i mercati immobiliari interna-

zionali sono stati travolti dalla crisi con punte a 50% della Spagna ma altrettanto forti flessioni per il mercato italiano e inglese, mentre quello francese ha tenuto molto bene i valori massimi raggiunti a fine decennio scorso, e solo per quest’anno ora si parla di una piccola discesa di appena un 5% un’inezia rispetto agli altri mercati europei. Doveèladifferenza?Ladifferenzastain una Profonda mancanza di appartamenti strutturale del mercato francese e quindi una reale esigenza endogena del mercato, che è certo anche aiutata dagli investimenti esteri che da sempre rifugiano i loro capitali nella Costa Azzurra.

Quest anno molto marcata è la presenza di acquirenti provenienti dalla Turchia a fianco degli ormai sempre più presenti clienti russi che sono rappresentati non più solo dagli oligarchi ma da una sana borghesia, che si interessa a prodotti di fascia più normale e aiuta a sostenere comunque il mercato. Certamente anche i tassi bassissimi che ci sono oggi oltralpe favoriscono l’investimento immobiliarecheèpiùchemaid’attualitàeinteressanteperchénegliaffitti, di cui la richiesta rimane molto forte, si arriva ad ottenere un reddito del 5%che si può inoltre finanziare con mutui al 2,5%: condizioni inimmaginabili solo pochi anni fa.

Tutto questo rappresenta un’ottima soluzione di Investimento per il lungo periodo: l’appartamento si autofinanzia e si paga da solo. La formula Isit ormai collaudata è «Securfitto», che esiste da ormai più di 15 anni.Come è strutturata? Permette di fare un investimento con una modica somma a partire da 35000 euro e di contrarre un mutuo che sarà rimborsato parzialmente o completamente con l’affitto dell’appartamento. Isit insomma mette a disposizione dei propri clienti tutto quello che c’è di meglio sul mercato francese, le offerte, le opportunità e i mutui che si possono ottenere, garantendo un’ottima rendita e una vera e professionale.


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DOMENICA 21 APRILE 2013 LA STAMPA 62


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LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

La marcia dei circensi in via Garibaldi

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Cronaca di Torino .63 Saper spendere Simonetta simonetta.conti@mailbox.lastampa.it

Da tutta Italia per i semi rossi

Trampolieri e musicisti : dopo il corteo show in piazza Castello

L il caso PAOLA ITALIANO

«S

ostieni il teatro underground». E’ l ’a p p e l l o che trampolieri, musicisti, giocolieri e attori lanceranno con due parate che si snoderanno oggi da via Garibaldi a piazza Castello, dove seguiranno spettacoli vari. La prima alle 11, la seconda alle 15, entrambe per chiedere un aiuto per l’Atelier Teatro Fisico, fondato nel 1995 da Philip Radice. La scuola attira allievi da tutta Italia e dal resto del mondo: il problema sono i locali di via Carmagnola 12, non più a norma. Servono soldi adeguarli: circa 40 mila euro. Scuola alternativa

Underground, l’Atelier di teatro fisico lo è in tutti i sensi. Intanto perché è una delle poche alternative a una formazione accademica. E’ nato per promuovere le arti performative (teatro, danza, arti circensi, musica) e, in particolare, il concetto di teatro fisico, seguendo il metodo pedagogico elaborato da Jacques Lecoq a Parigi.

Per salvare l’«Atelier Underground» La scuola fondata da Philip Radice attira allievi da tutta Italia e dal resto del mondo: i locali di via Carmagnola 12 non sono più a norma e servono circa 40 mila euro per adeguarli

Si tratta di un insegnamento che si discosta da quello convenzionale proposto dalle accademie. «Lavoriamo soprattutto sulla fisicità e sulla creazione spiega Philip Radice, venuto in Europa dal Colorado nel 1980 per frequentare la scuola di Lecoq, e a Torino dal 1984 - e invece di partire da un testo, partiamo dall’espressione del corpo e dalla messa in scena».

Ordinanza di chiusura

L’Atelier è underground anche in senso letterale: larga parte dei locali sono in un seminterrato. Dal 1995 le norme sono cambiate, molti impianti sono da rifare. Un’ordinanza ne ha vietato l’uso fino a quando i lavori non saranno eseguiti. E in via Carmagnola chiedono un aiuto». Il «crowdfunding», la raccolta fondi diffusa per finanziare

progetti culturali, in tempi di crisi è ormai una via obbligata per molte associazioni. E anche il Teatro Fisico lancia oggi la sua campagna: «Ci sostentiamo con le quote associative, non prendiamo finanziamenti pubblici. Si tratta solo di superare questo momento difficile». Guarda il video

a corsa ai semi rossi d’anguria bianca non accenna a fermarsi: riceviamo prenotazioni non soltanto da Piemonte Liguria e Val d’Aosta, ma anche da Venezia, Belluno, Modena, Ravenna, Cremona, Pavia, Roma, Cosenza, in Umbria come in Toscana: tutti chiedono i semi, curiosi di assaggiare intorno a novembre-dicembre una confettura «speciale». Abbiamo superato quota 250 prenotazioni. Per snellire l’operazione di consegna, invitiamo i lettori torinesi ad andare a ritirare la bustina con i semi (da 7 a 10 per busta) nella nostra sede al numero 84 di via Giordano Bruno da domani e a venerdì, (10-18). Gli altri riceveranno i semi per posta. Chi non ha ancora prenotato la bustina di semi rossi, si affretti. Finite le spedizioni, pubblicheremo le ricette per ottenere quella squisita confettura. Abbiamo ricevuto tanti ringraziamenti, ma ora tocca a noi ringraziare gli amici che ci hanno dato semi: Renata da Varese, Carla di Cuneo, Roberto e Ester di Torino, Eleonora («figlia di un lungimirante padre che nel lontano 2004 prese da voi i miracolosi semi rossi») e l’azienda agricola di Massimiliano Bandera a Condove, dove vende delle piantine per i più pigri.

Ma tra i tanti non si può dimenticare Mamma Bruna di un paese dell’Astigiano che con 500 semi ha inviato un assaggio della sua confettura. Suo figlio Giorgio ci racconta una storia da favola: «La storia dei semi nasce da mio nonno, classe 1905. Aveva un campo di angurie, belle succose, ma il suo campo d’angurie era sotto tiro dei ladri ragazzini di paese, me compreso. Così ha studiato un modo per allontanarci: circondava le vere succose angurie con altre dal sapore amaro e disgustoso. Come famiglia per tradizione facciamo da decenni questa meravigliosa marmellata; ha un bilanciamento di gusti e profumi veramente unico». Giorgio, girando il mondo per lavoro, dall’Indonesia alla Thailandia all’Australia, spesso ha portato con sé Mamma Bruna e Papà Rinaldo: «Mamma sa fare liquori e infusi e ovviamente cucinare, così lei portava con sè i suoi prodotti e li faceva assaggiare. Oggi offriamo a tutti in giro per il mondo la nostra marmellata. Un gruppo di cuochi australiani, dopo aver conosciuto la mamma, ha deciso di venire in Italia per assaggiare i piatti tipici della nostra cucina (quella di Mamma Bruna) e assaggiare il nostro buon vino; ne sono stati conquistati». Girando il mondo si può fare fortuna.

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64 .Cronaca di Torino

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

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REPORTAGE

21,00

DAL TRAMONTO ALL’ALBA

Tutti in scena Durante lo spettacolo, gli attori non impegnati in scena approfittano delle pause per gli ultimi ritocchi ai costumi

TESTI DI ENRICO REMMERT FOTO DI FABRIZIO ESPOSITO iovedì 18 aprile, ore 19,26. Piazza Castello, di fronte al Teatro Regio. Salta agli occhi il contrasto tra due classi di liceali in gita che risalgono sui pullman vestiti come mozzi di vascello, direbbe Arbasino - e un gruppo di ragazze in tacchi e abito nero che sfilano verso l’ingresso del teatro. Alle otto in punto comincerà il Don Carlo di Verdi. 19,35. Piazzetta Mollino, di fronte all’ingresso artisti. Anche qui un contrasto: frati, cardinali e armigeri in abiti cinquecenteschi fumano accanto al personale del teatro. Quando entriamo una voce annuncia: «Mancano quindici minuti all’inizio dello spettacolo. I signori professori sono invitati a prendere posto in orchestra.» Il via vai è indescrivibile, il rumore di fondo un indistinto miscuglio di prove di accordatura, vocalizzi e passi affrettati.

G

Una notte dietro al palco con i fantasmi dell’opera

Il palcoscenico

20. Anche da dietro le quinte la scenografia del regista argentino Hugo de Ana non perde un centesimo del suo fascino: è cupa e grandiosa come l’opera di Verdi. Da qui si avverte per intero la monumentalità del palcoscenico del Regio, che è fatto a croce, alto trenta metri, con spazi enormi ai lati dove sono ordinatamente collocati i materiali di scena: rastrelliere con alabarde, candelieri e gonfaloni, la lettiga con Carlo V morto e decine di altri oggetti. Sul podio

Il sipario è chiuso ma parte un lungo applauso: Gianandrea Noseda, direttore d’orchestra nonché direttore musicale del teatro, deve aver preso posto sul podio. Si comincia.

Un via vai senza sosta, rumori di passi, vocalizzi, strumenti da accordare Un labirinto di stanzette, camerini, sartorie e sale trucco: tutte coordinate Labirinti sotterranei

20,26. I sotterranei del Regio sono un labirinto di stanzette, camerini, sale trucco e sartorie. Grazia lavora qui dal 2006: «Ogni sarta segue un reparto: io seguo gli artisti, poi c’è una collega per il coro uomini, un’altra per il coro donne e un’altra ancora per le comparse. Dobbiamo stare sempre a disposizione, perché gli artisti approfittano dei momenti in cui non sono in scena per passare quaggiù e darsi una sistemata al costume.»

Infatti entra uno dei cantanti in vesti cinquecentesche e si fa slacciare tutto, poi esce. «Ha caldo?» domando ingenuamente. «Deve fare pipì» risponde Grazia. Poi passa a spiegare: «È un lavoro complesso: questi abiti sono delle vere opere d’arte e li devi restituire esattamente come sono arrivati. Il problema è che li devi adattare su corporature assai diverse perciò sei sempre lì a stringere, allargare, giuntare, ma non puoi tagliare. E poi vanno lavati, smacchiati…»

Le comparse

21,12. Vassil è bulgaro e lavora qui da nove anni e mezzo come capo comparse. Organizza le selezioni secondo le esigenze del regista, convoca i prescelti e poi, ovviamente, li segue dietro le quinte. «Il Don Carlo ha quaranta comparse. Il mio compito è coordinarle secondo le indicazioni di scena. Devo assicurarmi che tutti siano pronti e sappiano cosa devono fare: ho dei fogli per ogni entrata in scena e delle mappe per le posizioni sul pal-

co.» Ti pesa lavorare di notte? «Per nulla. Due cose in questo mondo si fanno con amore: i bambini e il teatro.» 21,38. Sta per finire il primo atto con l’Autodafé dell’Inquisizione e in scena ci sono praticamente tutti: artisti, coro e comparse. Gli strumenti dei musicisti entrano uno nell’altro come ingranaggi sormontati dalle voci possenti dei cantanti. Se l’opera gode di ottima salute (il Regio ha 14.000 abbonati, molti più della maggior parte delle squadre di Serie A) forse è

per questa magia: qualcosa che si ripete uguale a se stesso da 150 anni ma che tutte le sere è un diverso, irripetibile, spettacolo live. Il direttore di scena

22,03. Nell’intervallo siamo con Vittorio, il direttore di scena: «Sono entrato nel ‘74 come comparsa, poi tecnico di palco nell’81, vicedirettore di scena nell’86 e titolare dal ’90. In questi anni sono cambiate molte cose: oggi c’è maggior consapevolezza del concetto di spettacolo, grazie

20,26

22,03

23,20

«Questi abiti sono opere d’arte ma li devi adattare su corporature assai diverse perciò sei sempre lì a stringere, allargare, giuntare»

“C’è più consapevolezza del concetto di spettacolo: il teatro d’opera si è dovuto confrontare con altri mondi»

«Quando trucchi al cinema ti dicono: attento, non si deve vedere. Quando lo fai qui invece dicono: mi raccomando, si deve vedere...»

Grazia, sarta

Vittorio, direttore di scena

Cristina, trucco e parrucco


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DOMENICA 21 APRILE 2013

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Cronaca di Torino .65

0,03 «Dopo le Olimpiadi, grazie anche al potere attrattivo di un nome come Noseda, il numero degli stranieri è cresciuto moltissimo»

0,50 Il deserto Ala fine dello spettacolo, il palcoscenico è deserto,resta solo l’addetto che si occupa del servizio di custodia notturna e della prevenzione incendi

al fatto che il teatro d’opera si è dovuto confrontare con altri mondi. Dietro questo Don Carlo, per esempio, c’è un lavoro estenuante e puntiglioso: quattro settimane di prove e dieci giorni di recite.» «Il mio ruolo invece non è cambiato troppo. Sono come il capostazione: alla fine arrivano tutti da me, con le domande più diverse: quando finisce l’atto? Dov’è la farmacia più vicina? Un buon ristorante?» Il guardaroba

22,32. Il guardaroba sguarnito testimonia la giornata caldissi-

ma. «Adesso è così, ma d’inverno ci si fa i muscoli con le pellicce,» spiega Giulia, qui da tre anni. «Studio psicologia e questo lavoro mi permette una certa indipendenza economica. Il pubblico cambia a seconda. Nelle serate fuori abbonamento le persone sono più eleganti, perché esula dalla loro quotidianità: in generale vivono l’opera con più entusiasmo, fanno più chiamate, applaudono tantissimo. Gli habitué sono qui a ritirare i soprabiti appena si chiude il sipario.» 23. Il Regio ha 273 anni ma ne festeggia 40. Come è noto, infatti,

quello settecentesco venne distrutto da un incendio nel ‘36 e risorse solo nel ‘73. La sua storia è raccontata dalla mostra «Il Regio, la fabbrica dei sogni», allestita nel Foyer del Toro fino al 30 giugno. Trucco e parrucco

23,20. Di nuovo nei sotterranei, al trucco e parrucco: anche qui si lavora fino alla fine dello spettacolo. «Ci sono cambi legati al costume, - chiarisce Raul - cambi di pettinature, o cambi di trucco dettati dalla storia, come nella Traviata dove la protagonista parte bellissima e finisce tisica». Poi ci spiega

come funziona: «Il direttore d’orchestra si occupa di quello che si sente, il regista di quello che si vede. In questo caso Hugo de Ana è anche scenografo e costumista e, siccome trucco e parrucco sono parti del costume, ha dato lui tutte le indicazioni con bozzetti, disegni e fotografie.» Interviene Cristina: «Truccare al teatro d’opera è un traguardo. Fai conto: quando trucchi al cinema ti dicono: attento, non si deve vedere. Quando lo fai qui invece dicono: mi raccomando, si deve vedere. Tu dove preferiresti lavorare?»

Rodolfo, maschera

23,38. L’opera finisce. Applausi, chiamate, sipario. La gente defluisce. Rodolfo fa la maschera qui da dodici anni. La maschera

Cos’è cambiato? «Una volta c’era maggiore rispetto. È nota la regola dell’opera: chi arriva in ritardo non può entrare fino al primo intervallo. Eppure è come a scuola: ogni sera qualcuno arriva in ritardo e ha la sua giustificazione. Quello che una volta non succedeva erano le insistenze per entrare, che tanto non servono a nulla. Ma anche dei cambiamenti positivi: dieci anni fa gli stranieri al Regio erano pochissimi. Da dopo le Olimpiadi, e grazie anche al potere attrattivo di un nome internazionale come il maestro Noseda, il numero degli stranie-

ri è diventato impressionante.» 24,20. Piano piano escono tutti: musicisti, artisti, coro, comparse, truccatori, macchinisti, sarte e maschere. A mezzanotte e cinquanta siamo rimasti solo noi con Gabriele, che si occupa del servizio di custodia notturna e della prevenzione incendi. «Cosa vi devo dire? Lavoro tre notti di fila e poi cambio turno. Ti scombussola un po’, ma poi ti abitui.» 1,50. Ultimo giro intorno al teatro: via Verdi deserta, piazzetta Mollino deserta, i portici davanti all’ingresso deserti. Anche dentro è deserto: dove poco fa c’erano 1600 spettatori rimane solo il guardiano. Tutto è silenzioso. Viene in mente «Prova d’orchestra» di Fellini e la domanda della bambina alla suonatrice di arpa: «Ma quando finisci di suonare, la musica dove va?»


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66 .Metropoli

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

Venaria

Quattrocento orti urbani per combattere la crisi I cittadini potranno affittarli a 135 euro l’anno: garantite acqua e sicurezza

Per le vostre segnalazioni metropoli@lastampa.it

Testimonianza «Investimento insalute»

La storia GIANNI GIACOMINO VENARIA

Orbassano

Arrestati tre giovani ladri d’automobile Dopo i furti in serie dei giorni scorsi, arrivano i primi arresti. La scorsa notte i carabinieri di Orbassano hanno sorpreso tre giovanissimi ladruncoli mentre cercavano di rubare una vecchia Fiat 500 parcheggiata in via Marconi. Due quindicenni e un sedicenne, tutti residenti nella zona, sono stati denunciati a piede libero e hanno cercato una banale giustificazione: «Volevamo solo provare a guidare una macchina». Non è escluso però che si possa essere di fronte a una svolta nelle indagini sulle spaccate che, nelle ultime settimane, hanno seminato il panico tra i negozianti di Orbassano, Rivalta e Beinasco. La maggior parte dei colpi sono stati commessi scagliando contro le vetrine proprio una Fiat Cinquecento. [M. MAS.]

È

l’orto urbano più grande d’Italia. Sono oltre 400 appezzamenti da novanta metri quadrati ciascuno che, nel tempo, arriveranno fino a 650. Fazzoletti di terra dove, chi vuole, potrà coltivare frutta, verdura, sistemare sedie e tavolini per trascorrere qualche ora all’aria aperta. Ma non solo. In mezzo agli orti, ricavati nell’area alle spalle della Magneti Marelli, si sta ristrutturando la vecchia Cascina Aiello. «Dove troveranno posto bagni, docce, un bed and breakfast, un’osteria e un forno per il pane» - spiega Davide Almondo, che gestirà gli orti, affittati ai cittadini a 135 euro l’anno, per l’associazione Biogruppo.

Maria Savino n Maria Savino ha 59 an-

Intesa pubblico-privato

Moncalieri

Trasloco dei vigili Nel 2014 al tribunale Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, proposto dai capigruppo di Sel e Pdl , che si impegna a far trasferire il comando dei vigili nei locali del Tribunale di via Cavour una volta che questo abbia definitivamente cessato la sua attività. Le previsioni - avvalorate da una lettera del presidente del Tribunale di Torino - individuano quella data nel mese di giugno 2014 una volta che saranno smaltiti i procedimenti pendenti. Soddisfatto il comandante Ugo Esposito. «Siamo molto contenti del consenso trasversale a una soluzione che ci onora e che rappresenta un luogo ideale per i miei uomini». Fino a quella data, 30 vigili verranno sistemati in aule mobili in borgata Santa Maria. [G. LEG.]

«Per questo siamo riusciti a realizzare il progetto – dice soddisfatto Mimmo Dellisanti, l’assessore all’Ambiente di Venaria – altrimenti, con le nostre sole forze, non ce l’avremmo mai fatta. La partnership con la famiglia di imprenditori Di Dente ci ha permesso di far decollare l’iniziativa che sta riscuotendo un successo clamoroso». Acqua e motozappe

Tutti i giorni, lungo la Stura, arrivano persone che si informano, valutano, vogliono affittare un pezzetto di terra dove, fino a pochi mesi fa c’erano immensi campi di mais e granoturco. «Un orto di queste dimensioni può soddisfare il fabbisogno annuo di una famiglia di sei persone – chiarisce Almondo – ci sarà anche la possibilità di avere dei bidoni per la raccolta dell’acqua da 300 e 500 litri, affittare attrezzature e motozappe a prezzi davvero

Cascina Aiello «Sarà ristrutturata: qui troveranno posto bagni, docce, un bed and breakfast, un’osteria e un forno per il pane» spiega Davide Almondo, che gestirà gli orti, per l’associazione Biogruppo

bassi». Un esempio ? L’uso, per un’ora, di un motocoltivatore costerà appena 10 euro. Obiettivo centrato

«Il nostro scopo era quello di reimpossessarci di una fetta di territorio – continua Dellisanti – di creare un nuovo punto di socializzazione, soprattutto per i pensionati che si sono dimostrati entusiasti degli orti. Si sente sempre di più la crisi: la verdura raggiunge prezzi notevoli e poterla coltivare ha i suoi vantaggi». Ci sarà anche un punto di vendita delle sementi e consigli utili in dispense su semine e trattamenti. Coltivazioni «blindate»

Una delle prime questioni che ha posto il nuovo esercito di col-

tivatori è la sicurezza. Anche perché, in zona, spesso, i ladri si infilano negli orti privati e razziano di tutto. «Qui tutto sarà sorvegliato, giorno e notte, da un servizio di guardiania, come avviene già ora – avverte AlREGOLE

Norme severe per evitare baracche vicino alla Reggia mondo – io, per esempio, abiterò qui, così potrò controllare tutto quello che si muove intorno alle siepi che separeranno le verdure». Poi ci saranno altre regole molto rigide: l’obiettivo è quello di evitare che, a due passi dalla Reggia, spuntino centinaia di baracche.

Nichelino

Settimo

Sciolto il presidio alla Fontana

Arrivano i fondi per la ristrutturazione La fabbrica di Levi sarà un museo

Da ieri i lavoratori della Carrozzeria Fontana di Nichelino, in via Calatafimi, non sono più in presidio permanente, Dopo cinque giorni di sit-in hanno deciso di sospendere la protesta. Motivo? All’Unione Industriale, nel recente incontro tra azienda e sindacati, sarebbero state date assicurazioni sul fatto che i 32 dipendenti dello stabilimento di via Buffa, a rischio mobilità, verranno riassorbiti nei siti produttivi di Nichelino, Chivasso e Piobesi. Nei prossimi giorni si entrerà nel merito degli ammortizzatori sociali che dovrebbero partire già dal mese di maggio con un piano di cassa integrazione straordinaria i cui dettagli, stabilimento per stabilimento, saranno resi noti a breve. [G. LEG.]

NADIA BERGAMINI

La Siva torna a vivere. La fabbrica di Settimo che produceva antiruggine, dove Primo Levi dal 1947 al 1975 ha lavorato come chimico, sarà ristrutturata (i lavori inizieranno già nelle prossime settimane) e diverrà cuore pulsante della memoria, ma anche centro di cittadinanza europea. Nei giorni scorsi, infatti, il Comune ha ufficialmente firmato la convenzione che concede l’utilizzo della palazzina liberty, all’associazione Terra del Fuoco. «Finalmente si parte – commenta il sindaco, Aldo Corgiat – c’è un

progetto nuovo, una convenzione appena firmata, un’associazione con cui da tempo collaboriamo. A Settimo è affidata questa memoria e la fabbrica è un luogo simbolico da riconsegnare ai giovani». Per ristrutturare sono già disponibili 300 mila euro, ottenuti dal Ministero, 50 mila li metterà il Comune, ma è possibile che altri fondi arrivino dall’Unione Europea grazie all’impegno della parlamentare Pd, Mercedes Bresso. Poi ci sarà l’impegno dell’associazione e dei giovani che vorranno partecipare con la forza delle loro braccia e del loro cuore a recuperare un luogo che trasuda storia e che

diverrà la sede del «Treno della Memoria» un’iniziativa creata da Terra del Fuoco 8 anni fa che coinvolge annualmente 3 mila ragazzi che con l’associazione visitano i luoghi dell’olocausto nazista. Al piano terra ci saranno uffici e locali per il territorio e un punto di ristorazione gestito da una famiglia di rifugiati e la «bottega di Libera» dove saranno venduti i prodotti ricavati dai terreni confiscati alla mafia. Al primo piano sarà recuperato l’ufficio dove Primo Levi lavorava e con altri ex uffici costituirà la zona di esposizione museale e un’ampia area multifunzionale per mostre, spettacoli teatrali e la-

Aldo Corgiat «Affideremo la palazzina a Terra del Fuoco»

ni ed è una casalinga. Con altri tre amici ha deciso di affittare un piccolo appezzamento di terra da coltivare nel tempo libero. Il bilancio della scelta? «Ottimo racconta - Passo qui alcune ore della mia giornata perché, secondo me, è una specie di investimento in salute: coltivare la terra sarà anche un impegno, ma, quando raccogli la verdura che hai seminato è una grande soddisfazione». La donna non nasconde le difficoltà dovute all’inesperienza. Fare i contadini, sa pure part time, non è una cosa scontata: «Ho deciso di coltivare fagiolini, piselli, insalata di diverse qualità e alcune erbe aromatiche, poi vediamo che cosa riesco a far crescere». Dall’altro giorno nel suo orticello è anche arrivata l’acqua per irrigare. Non resta che aspettare un po’ di sole per vedere i primi germogli. «La cosa più bella è che mentre coltivi la tua terra puoi anche dialogare con il tuo vicino di orto – continua la Savino – è una modo per socializzare e per capire quanto importante è il contatto con la terra e con [G. GIA.] la natura».

boratori. Anche il sottotetto sarà ristrutturato e continuerà ad essere l’archivio storico della ex fabbrica. Sarà conservata anche la memoria fisica dell’edificio, fatta di mattoni e lose, stucchi e tondini e portoni e infissi. Il progetto prevede anche di creare mini alloggi per concretizzare quell’idea europeista di accoglienza e inclusione sociale.


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LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

Metropoli .67

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Moncalieri

Il portavoce del sindaco “licenziato” dal Consiglio di Stato Bagarre in aula. L’opposizione: ora deve andarsene Roberta Meo

GIUSEPPE LEGATO

Il colpo di scena arriva a Consiglio comunale inoltrato. Punto 5 delle interrogazioni. Il capogruppo del Pdl Stefano Zacà legge in aula stralci della sentenza di accoglimento emessa poche ore prima dal Consiglio di Stato sul ricorso presentato dall’intera opposizione contro la delibera di assunzione - nel 2010 - di Giovanni Straniero, portavoce del primo cittadino, dirigente in staff, capo di gabinetto. «Soldi non dovuti»

L’ultimo grado del giudizio amministrativo ha annullato la variante di bilancio nella quale si stanziavano 50 mila euro (poi non spesi interamente) per la copertura dello stipendio semestrale dello staffista e tutti gli atti successivi - la nomina di Straniero, l’istituzione dell’ufficio di staff - ad eccezione del contratto. Aggiunge in calce «che la corresponsione di quei soldi non è dovuta» e annuncia la trasmissione degli atti alla Procura contabile lasciando intuire un possibile danno erariale. Dovranno essere restituiti o no?

Sindaco di Moncalieri «I fatti contestati sono relativi al 2010 Il contratto non è scaduto»

Stefano Zacà Capogruppo del Pdl ha letto in aula la sentenza del Consiglio di Stato

indugio per la salvaguardia finanziaria dell’ente». I soldi per assumere Straniero però «non presentavano alcun carattere di urgenza» scrivono i giudici. Eppure furono messi. E non sono pochi i consiglieri che l’altroieri ricordavano nei corridoi come «fu il sindaco a dirci: o si fa questa delibera a andiamo tutti a casa». Non solo: proprio la fretta aveva imposto che quella variante non venisse discussa nelle commissioni consiliari non ancora costituite «ed è lì - scrivono i giudici - che c’è il necessario approfondimento», senza il quale si comprime il ruolo dell’opposizione. Tesi contro

Giovanni Straniero Portavoce del primo cittadino, dirigente in staff, capo di gabinetto

Al tempo quei soldi vennero inseriti in una variazione di bilancio più ampia: spazzamento neve, soccombenze legali «che andavano adottate senza

Zacà, in Consiglio, è andato all’attacco: «Straniero a questo punto non è più legittimato a stare in Comune. È un abusivo a tutti gli effetti. Può togliere la targhetta dall’ufficio». La sua collega Irene Vercellini e molti altri si sono accodati subito. Il sindaco Meo si ha precisato: «I fatti contestati sono relativi al 2010. Il contratto non può considerarsi decaduto. Sto sentendo molte inesattezze». Anche i legali delle parti danno letture diverse degli effetti della sentenza. Clemente

«Tolga la targhetta dall’ufficio» Zacà, in Consiglio, è andato all’attacco: «Straniero a questo punto non è più legittimato a stare in Comune. È un abusivo a tutti gli effetti. Può togliere la targhetta dall’ufficio»

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mila euro

mila euro

È lo stipendio annuale lordo del portavoce del sindaco

La variazione di bilancio annullata dal Consiglio di Stato

Grosso, avvocato e consigliere della lista Meo spiega: «Prendiamo atto delle bacchettate del Consiglio di Stato e ci dispiace. C’è stata un po’ di fretta dettata dalle necessità di dotare il sindaco nel più breve tempo possibile di una struttura operativa. Detto ciò, qui non c’è nessun abusivo. Il con-

tratto dei primi sei mesi non è stato annullato e lui ha comunque lavorato. Alla scadenza dei sei mesi, l’ufficio di staff è decaduto ed è stato di fatto ricreato con un nuovo impegno di spesa regolarmente approvato nelle commissioni. Siamo persone serie e non accettiamo minacce». Timori per il

danno erariale? «Attendiamo sereni le risposte della Corte dei Conti e faremo le nostre controdeduzioni». Ma lui sarà in ufficio

Di avviso contrario l’avvocato che ha vinto il ricorso Alessandro Sciolla: «Fatta salva la sentenza, che è chiarissima, crediamo che il dottor Straniero non abbia diritto a stare in Comune. Il suo ufficio di fatto non esiste più, non è mai stato ricreato e gli stanziamenti di bilancio post 2010, si basano su una struttura che è stata demolita dai giudici». Lunedì, Straniero sarà in ufficio. Il Comune di Moncalieri dovrà pagare anche le spese legali della minoranza, 10 mila euro.


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DOMENICA 21 APRILE 2013 LA STAMPA 68

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DOMENICA 21 APRILE 2013 LA STAMPA 70


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LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

A

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Cronaca di Torino .71 il numero

tavola

1762 il primo tramezzino

Per le vostre segnalazioni Atavola@lastampa.it A tavola, via Lugaro 15, 10126 Torino

John Montague, quarto Conte di Sandwich, incallito giocatore di carte chiese al cuoco di mettere il suo pranzo (formaggio e carne alla brace) tra due fette di pane così da non lasciare il tavolo da gioco.

Tre ricette a confronto

Con un panino a spasso per la città Ma risparmiateci la maionese

La pizza del cuore FRANCESCA ANGELERI

Alla fine a vincere è la tradizione con sapori classici che finiscono tra fette di pane eccellente C’è vogliadisaporeelaqualitàmigliora.EallasfidasiaggiungerannoprestoDiamanteeilrinatoZucca LUCA FERRUA io nonno lo chiamava «sanguis». Mi diceva che il nome lo aveva imparato dagli americani. «Eravamo partigiani e avevamo tanta fame. Quei panini mi sembravano i più buoni del mondo raccontava - e da allora li ho sempre chiamati così». Il panino toglie la fame. E lo diceva già nel 1840 Elizabeth Leslie, il primo guru ai fornelli delle casalinghe americane, quando proponeva un buon panino al prosciutto come portata principale di un pasto. In realtà il panino, il sandwich (da qui sanguis) era nato in Europa dall’omonimo lord che lo inventò per mangiare senza alzarsi dal tavolo da gioco. Un’idea di 250 anni fa diventata qualcosa di unico proprio in Italia. Torino ha buoni interpreti dell’arte di mettere qualcosa tra due fette di pane e L’ABBINAMENTO presto alla partita si il «Diamante» Se è grasso e goloso uniranno di Palazzo Bricherasio e il provatelo rinato «Bar Zucca» che con le bollicine ancora accende l’immaginario con i suoi tramezzini. Per ora l’ultima moda è quella dei panettieri trasformati in baristi, bravissimi nello sfruttare michette o biove di grande qualità. Ormai è chiaro a tutti che la differenza la fa più il pane del companatico. Ma a essere determinanti sono soprattutto l’attenzione e la passione che ci mettono quelli che lo preparano. Come fanno, ad esempio, i ragazzi della caffetteria «Exploit» di corso Marconi. Non ci vuole molto, basta solo non complicarsi la vita. Se siete frequentatori abituali di un bar e passate in mattinata, notate il colore di salse, maionesi e affini. Ripassate più tardi e notate la differenza. Ecco, quei panini, meglio evitarli. La maionese aggiusta i sapori è vero, migliora certe materie prime magari non all’altezza. Ma perché pasticciare i panini. Meglio sognare con la semplicità della qualità: una fetta di buon salame, un gran prosciutto e un pezzo di toma. E il gusto vince. Se si vuole esagerare preferisco abbinare un salame cotto grasso, goloso e dop a una bollicina. Il piacere è garantito.

M

L’amore a domicilio

lucfer@lastampa.it twitter @ferrua_notte

Crimea

Maggiora

Il piolino

L’impietoso nemico della porta accanto

L’ingrediente e il pane sono quelli giusti

Il salame cotto lo sceglie la mamma

Nascere nel momento sbagliato della storia. Cose che capitano anche ai grandi. Pensate a un Cristiano Ronaldo in un’era diversa da quella dominata da Messi o ai tanti campioni passati nel mondo del basket mentre sopra i canestri volava Michael Jordan. Ecco, partiamo di qui per dire che sul voto del «Crimea» pesa anche la vicinanza con «Maggiora» che condivide lo stesso marciapiede e quasi lo stesso numero civico. Ma le due visite per provare i panini non hanno portato i frutti desiderati. Quei panini prigionieri del cellophane erano così tristi, mollicci e poco invitanti da far dimenticare che quanto esce dalla cucina all’ora di pranzo è tutt’altro che disprezzabile. La sfida tra i due bar a pochi passi l’uno dall’altro è impietosa. Si gioca al mattino quando entrambi sono strapieni per il caffè (qui Crimea vince la sfida). Ogni cliente ha le idee ben chiare, sa qual è il suo bancone e perché lo ha scelto. E di solito non cambia idea.

Entrate nel locale. Appoggiatevi al bancone. Ordinate una buona bollicina italiana e poi fate un giro su voi stessi di 90 gradi ruotando lentamente verso sinistra. Vi trovate davanti a uno dei migliori espositori di panini della città (come al solito chi la pensa diversamente o ha altre idee scriva a luca.ferrua@lastampa.it). L’invito è a concentrarvi sui panini. Ai dolci pensate un’altra volta perchè la missione è impegnativa. Ci si può dedicare a un semplice gorgonzola o ai peperoni o alla carne in salsa piccante. Solo per citarne alcuni. Pane di buona qualità, ingredienti molto interessanti e una caratteristica da non disprezzare mai: i panini qui finiscono, restano piattini vuoti e al massimo vengono rifatti ma non si ha mai la sensazione che abbiano passato ore in attesa di affamati - e forse incauti - clienti. Freschezza, qualità e passione. Tutto qui, basta poco. Ma è tantissimo.

Non c’è solo il piccolo dehors che lotta contro le impalcature, in questo tormentato angolo di via Monferrato ci sono anche panini semplici e golosi. Non me ne vogliano i fratelli Gabriele e Roberto Dafarra divisi tra il bancone, il curling e la passione per la Juve, ma il cuore di questo posto è e sarà sempre la loro mamma Piera. La sua passione per le materie prime mette questo p i c c o l o b a r t ra i p i ù interessanti procacciatori di panini della città. Da non perdere il salame cotto o il pomodoro e acciughe. Non solo, in questo angolo di Borgo Po ti possono fare al momento un tramezzino con l’insalata russa. Non è roba da poco, infatti solo se la maionese non resta a lungo sull’espositore ti puoi godere il panino senza correre rischi batterici e senza trovare sapori sgradevoli. Per completare il tutto, fatevi consigliare un vino al bicchiere. Di solito sono meglio i rossi.

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Ci sono pizze del cuore e pizze del cuore. Questa è proprio precisa. E inizia quando Macicler (il suo pseudonimo in rete) non aveva ancora la tendinite da iPhone e preferiva starsene accucciata nella sua casa da studentessa a Bologna sognando la polvere delle biblioteche. Ma, soprattutto, preferiva aspettare che rientrasse il suo coinquilino. Fabrizio era sardo, scriveva per il Resto del Carlino e per sfangarla faceva il «pizzaiolo da asporto». «Mi piaceva già da un po’, ma non me ne ero resa tanto conto…». La pizza gliel’ha portata tutte le sere per un anno prima che scattasse il primo bacio. E poi è scattato tutto il resto. Il trasferimento a Milano/Torino, i matrimoni «ne abbiamo fatti 2! Uno in Sardegna e l’altro in Campania, da me” e il blog. Thechefisonthetable.it nasce nel 2006 dalla loro passione per il cibo. È stato uno dei primi blog di food a mettere insieme ricette e recensioni «rifacevamo i piatti dei grandi chef e andavamo in giro per ristoranti stilando le nostre prime recensioni. L’amore aiuta a mangiare meglio e ad andare più spesso a cena fuori». «Uscire a cena è una cosa che mi rende felice e, come motivazione, già basterebbe». Poi sono arrivati i frutti di questo investimento «contatti con le testate di settore con le quali ora collaboriamo: da Identità Golose al Gambero Rosso, da I Cento a Il Cucchiaio». Maricler è Anni ’80, profiterol e cocktail di gamberetti per intenderci. E pizza. Ancora e sempre. «La luna di miele l’abbiamo fatta in Italia» prima tappa: Roma. Da Gabriele Bonci. «Siamo sbarcati a Pizzarium con la macchina stracarica di tutto, vestito da sposa compreso. Ne mangiammo una con pollo di coniglio e puntarelle. Buona. Cioè…buona buona!». MARIACHIARA MONTERA SALERNO FOODBLOGGER


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72 .Giorno e Notte

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

Gran Madre

Una passeggiata letteraria alle 10,30

PAGINE A CURA DI ANTONELLA AMAPANE E ANTONELLA TORRA Per le vostre segnalazioni giornonotte@lastampa.it

Conservatorio

Da Bach ai Beatles le voci si mescolano Arrivano a Torino i The Swingle Singers, il gruppo vocale anglo-francese cliccato su YouTube oltre 100 mila volte per «Libertango» di Piazzolla e che I Swingle Singers chiunque in Italia ha sentito grazie alla sigla di Superquark: è loro l’interpretazione dell’Aria sulla quarta corda di Bach. Per la Stagione dell’Accademia Stefano Tempia, alle 17,30 i Swingle Singer sono in Conservatorio, piazza Bodoni. Presentano «Voice Fusions», variegato repertorio da Bach, Debussy, Donizetti, Piazzolla, ai Beatles, Billie Holiday e Beyoncé. [M. B.]

Giocateatro

Il gioco del lupo miglior spettacolo «Giocateatro» – il festival di teatro per le nuove generazioni di Graziano Melano, che ha proclamato come miglior spettacolo 2013 «Il gioco del lupo» di In scena Teatrodistinto – sarà chiuso questa sera alle 21 da «Era – Sonetto per un clown», la performance di circo contemporaneo di Magdaclan. Con la direzione di Roberto Magro, sotto il chapiteau Escale allestito in piazza d’Armi prenderà vita un circo fatto di personaggi surreali, dove tutto è così fuori dalle righe da sembrare sospeso in un tempo imperfetto, non più presente ma non ancora passato. [N. PEN.]

Buttigliera Alta

Cioccolato e non solo Il cibo degli Dei conquista Buttigliera Alta in occasione di «Cioccolando e non lo solo», la golosa mostra-mercato delle attività del territorio che sarà Tra gli stand allestita oggi dalle 9 alle 18 in piazza Donatori di Sangue. Si potranno acquistare e degustare specialità al cioccolato come torte, biscotti e praline, abbinati ad altri prodotti tipici della vallata. Alle 15 i bambini sono attesi al centro polivalente per «Pompieropoli», che proporrà esercitazioni con strumentazioni in miniatura dei Vigili del Fuoco, e alle 16,30 la Fidas distribuirà gratuitamente pane e Nutella. [N. PEN.]

Nell’autunno del 1924, Lalla Romano si trasferisce a Torino per iscriversi all’Università. Qui entra nella Scuola del pittore Felice Casorati, mentre nell’ateneo conosce Cesare Pavese e Mario Soldati come narra nel romanzo «Una giovinezza inventata», che fa da guida nella Passeggiata letteraria con partenza alle 10,30 dalla Gran Madre (tel: 011/537.486).

Da Sodoma a Hollywood

“I diritti civili spesso esistono solo al cinema” Vladimir Luxuria giurata del Festival Glbt “In Italia la politica è ancora molto indietro”

Intervista

Da non perdere L’omaggio aEdithPiaf

TIZIANA PLATZER

ono stata invitata come madrina e come performer, ma questa è la prima volta che ho la responsabilità di giudicare il lavoro degli altri: sono felice di essere al festival e nuovamente qui». A Torino, dopo l’ultima puntata teatrale all’Espace della scorsa stagione: Vladimir Luxuria torna come giurata del concorso lungometraggi del festival «Da Sodoma a Hollywood»,

«S

IL DIRETTORE

«Dovrebbero dare una medaglia a Minerba per la sua tenacia» entrato nel clou del programma al Cinema Massimo: «Questa rassegna ha, in Italia e all’estero, anni di credenziali di qualità, passione e attenzione per la difesa dei diritti civili. Anche quest’anno il festival è vivo ed è una ricchezza per tutto il pubblico» è la certezza di Luxuria. «Dovranno darla prima o poi la medaglia alla resistenza a Giovanni Minerba. Non si arrende mai». Vero, come anche non smette di stimolare nuovi dibattiti, il direttore ha scelto di creare un focus sul desiderio di famiglia, sulla discussione internazionale legata alle adozioni, naturalmente al matrimonio, e stasera alle 20,30 la sezione «We are family» proporrà il

Edith Piaf n Oggi alle 20, nella sala 1

del Massimo, ci sarà la consegna del premio «Dorian Gray» alla carriera all’attrice Ingrid Caven, che ha esordito negli Anni Sessanta, nel 1969 ha cominciato a lavorare con Fassbinder - il regista è diventato suo marito - e nel ’78 ha intrapreso anche la carriera musicale. Il pomeriggio dalle 15,45 nella sala 2 programma i corti della sezione «Animazione nell’era digitale», cui seguirà alle 17 il film in concorso nei documentari «Chuppan Chupai»: è il significato in pakistano di «giocare a nascondino», metafora della situazione pericolosa e dolorosa vissuta da omosessuali e transgender in Pakistan. Nell’area «Vintage» alle 16 in sala 3 proiezione de «Il portiere di notte» di Liliana Cavani; alla stessa platea alle 20 saranno proposti i film del focus «We are family» e alle 22,30 un programma di otto cortometraggi di Juanna Carillo, giovane videoartista spagnolo, presente in sala. Nella sezione «Cinemascape» omaggio a Edith Piaf alle 18,45 in sala 2 con il film di Ezio Trussoni «Una voce, una [T. PL.] donna, una vita».

film di Bérenice André «Mon Arbre»: la storia di Marie, dieci anni, che ha due papà e due mamme, un patrigno, una matrigna e tanti fratelli e sorelle. Come può succedere? È figlia di un padre gay e una madre lesbica separati. «In un’Italia così distratta sui diritti civili, il cinema fa sognare e apre a nuove realtà» continua l’artista ed exparlamentare. «Da noi si discute ancora del coming out dei giovani verso i genitori, in altri Paesi, dove si affronta seriamente ad esempio il tema delle unioni fra gay e lesbiche, il dibattito è sul coming out dei genitori verso i figli, quando scoprono di avere una sessualità diversa da quella accettata fino a quel momento». Uno scenario più da fiction americana, anche se Luxuria non è d’accordo: «In America sì, ma anche in Inghilterra e in Francia il cinema si ispira ai temi reali della società civile, che sono di grande trasformazione antropologica. Gli incontri del nostro movimento

Codebreaker 2 Sarà proiettato alle 14,15: è la storia del matematico logico e crittografo Alan Turing vittima illustre dell’omofobia

LE PROIEZIONI

«Vi assisterò in sala perché voglio la reazione del pubblico»

Vecinas Racconta il divertente incontro di due giovani coppie lesbiche vicine di casa

rispetto agli Anni ’70 - donne con le tette al vento, slogan da “faccio sesso dunque esisto”, spinelli in bella vista -, oggi sono diventati riunioni condominiali» e lo ricorda con una risata larga. «Ci sono i gay e le lesbiche imborghesiti, i figli delle famiglie Arcobaleno, i nonni e gli zii di questi bambini. Solo la politica non fa i conti con quello che succede ogni giorno: 3 lesbiche su 5 e 2 gay su 5 convivono stabilmente». I due lungometraggi in concorso dalle 20,45 non hanno però il senso della quiete da condominio: il primo è «In the name of» di Malgowska Szumovska, con la macchina da presa puntata sulla sessualità nei convitti cattolici: Adam, un giovane

parroco di un villaggio polacco incontra un ragazzo introverso e sente scatenarsi un’attrazione inaccettabile. A seguire «Out in the dark» di Michael Mayer: la passione tra uno studente palestinese e un giovane avvocato israeliano. Entrambi in concorso - saranno preceduti alle 20 dalla consegna del Premio «Dorian Gray» alla carriera a Ingrid Caven, attrice feticcio e moglie di Rainer Fassbinder - che Luxuria vedrà in sala: «Come giurata credo sia importante sentire la reazione diretta del pubblico». «Pubblico tifoso» che ha entusiasmato anche la madrina del festival Giuliana De Sio. L’attrice rimarrà a Torino qualche giorno per seguire il festival.

Recensione/1

FRANCA CASSINE

Anche gli eroi non smettono di essere uomini

eppe Rosso con Beppe Fenoglio ha un rapporto particolare che va avanti da anni. L’attore torinese torna a portare in scena le parole dell’autore albese in «Solitudine», lo spettacolo in scena al Gobetti fino a oggi. Da ottimo narratore qual è Beppe Rosso ha preso e adattato (insieme con Filippo Taric-

co) il materiale offerto da Fenoglio creando un monologo denso e coinvolgente popolato di personaggi che per una volta cessano di essere eroi epici. Sfilano sul palco non solo i partigiani ma anche una serie di protagonisti che raccontano il loro modo di vivere la guerra. Un lavoro molto applaudito dal pubblico reso ancor più interessante dalle perfette soluzioni sceniche ideate e realizzate da Lucio Diana.

B


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LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

alle 16,30

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Giorno e Notte .73

Cecchi Point

Valsusa Filmfest

Teatro Garybaldi

Rassegna di film per famiglie

Arte contemporanea al femminile

La favola di Angelina

Seconda edizione, per il progetto Filmfamily: animazione made in Italy, dedicato alle famiglie con l’intento di far conoscere due grandi registi italiani: Bruno Bozzetto e Maurizio Nichetti. Oggi alle 16,30, al Cecchi Point di via Cecchi 17, si proietta il secondo lungometraggio del creatore del Signor Rossi, «Vip – Mio fratello superuomo».

Doppio appuntamento, per il XVII Valsusa Filmfest. Alle 17 al Castello della Contessa Adelaide a Susa, il pubblico che visiterà la mostra d’arte contemporanea «Femminile Plurale» potrà anche assistere alla performance artistica tra pittura, musica e poesia «Adesso Cuore». Alle 21 al Salone Polivalente di Mattie, documentario «Noitada de Samba. Foco de resistência».

alle 17

alle 21

Alle 21, a Settimo, teatro Garybaldi (via Partigiani 4), Santibriganti Teatro presenta «Angelina», spettacolo scritto e interpretato da Fulvia Romeo. La performance di teatro-danza, ispirata al film «Il cielo sopra Berlino» di Wim Wenders, racconta la storia di Angelina, un angelo che desidera diventare di carne e ossa e viene sulla terra.

blocknotes SPETTACOLI

Tritacarne

Charlie Mingus all’aeroporto di Marsiglia nella foto di Le Querrec

Museo di Scienze

Note e sudore nei ritratti dei grandi del jazz PAOLO FERRARI

El sexo de los angeles Nella relazione tra i ventenni Bruno e Carla piomba improvvisamente Rai, affascinante e misterioso che conquista entrambi

130

300

film

mila euro

Tra questi i lungometraggi in concorso sono undici, come i documentari, la premiazione il 25 aprile

Il budget per realizzare l’edizione 2013 del festival «Da Sodoma a Hollywood» in questi giorni al Massimo

Dal canto suo la giurata Luxuria ha deciso di vedere anche l’altra nuova sezione, «Mezzaluna Rosa», immagini da mondo islamico (alle 16,15 passa «Mixed kebab» di Guy Lee This»): «Un focus molto interessante, perchè nonostante noi facciamo parte di un mondo

di migranti, sono poche le indagini sul rapporto fra Islam e sessualità» dice ancora Luxuria. «Ad esempio mi colpisce l’idea che a Teheran esistano cliniche private dove i transessuali possono cambiare sesso e intanto gli omosessuali vengano impiccati».

Recensione/2

ANGELO M ISTRANGELO

Il colore interpreta la natura

U

calore. Rivelatori di stati d’animo, speranze e ansie degli artiProsegue la volata lunga degli sti sono inoltre gli scatti proveeventi che scaldano la città in nienti dai backstage e dai camevista del Torino Jazz Festival, rini di festival e club. Proprio al via venerdì 26. Dopo il varo intorno al jazz, oltre che in Afridella sezione «anteprima», si ca, è cresciuto nel tempo il mito taglia alle 10 il nastro di due del fotografo d’oltralpe; la sua mostre strettamente legate al- «Jazz de J à ZZ» gira il mondo la kermesse musicale, entram- da più di dieci anni. be con sede al Museo di ScienLe immagini non sono che ze Naturali. «Jazz de J à ZZ» uno dei tanti ingredienti del propropone per la prima volta in getto multiforme «Ars Captiva Italia la collezione di oltre cin- Groove», che prosegue nella sua quanta scatti dedicati dal foto- apertura alle pulsioni dell’arte grafo francese Guy Le Quer- giovane scegliendo un tema rec ad alcuni dei più celebri strettamente connesso allo spiesponenti della scena interna- rito del festival, il «groove». Pazionale; «Ars Captiva Groove» rolina magica della musica pop, è la quarta ediil termine inglese zione della kerL’AUTORE indica quel tapmesse multimeritmico che Cinquanta scatti peto diale e interdioggi si applica più sciplinare che del fotografo francese spesso alla dance Guy Le Querrec di matrice eletnegli scorsi si era svolta alle tronica, ma che Ex Carceri Nuove. affonda le proprie radici nella Legato all’agenzia Magnum black music ruspante, dal jazz Photos e attivo anche come vi- statunitense all’afro beat. Per deo maker, il parigino Le declinarne lo spirito, giovani arQuerrec ha immortalato con il tisti, gruppi di studenti e creatisuo stile inconfondibile molti vi assortiti hanno fatto ricorso a dei fuoriclasse che hanno fat- tecniche molto differenti tra loto nel ‘900 la storia stessa del ro, dai video alle installazioni, jazz. Ritratti rigorosamente dalle sonorizzazioni ambientali in bianco e nero, approdano ai alle performance di carattere muri del Museo i volti di cele- teatrale e coreografico. brità come Thelonious Monk, Alle due mostre, che si poMiles Davis, Ray Charles, Phil tranno visitare fino al 1° maggio, Woods, Sun Ra, Dizzie Gille- se ne aggiungerà una terza, intispie, Nina Simone, Ben Web- tolata «Django Swing de Paris» ster, Herbie Hancock e Dexter e dedicata al jazz gitano, il cui Gordon. Le immagini li ritrag- vernissage si terrà venerdì alle gono quasi sempre all’apice amache del Circolo dei Lettori dello sforzo creativo, nel mo- in parallelo all’inizio del festival. mento magico in cui emettono Museo di Scienze Naturali note e sudore, si danno al pubVia Giolitti 36 blico ricevendone energia e Tel: 011/432.63.65

n viaggio attraverso l’Italia è il tema della mostra antologica della pittrice Carla Gentile, che racconta con piacevoli quadri il fascino delle colline toscane o i porticcioli di Marina di Ravenna o, ancora, le tipiche borgate alpine in Valsavarenche. E sono immagini che si possono vedere, sino al 27

aprile, nella storica Galleria La Conchiglia di Diana Casavecchia ( zia Zumaglia 13bis, orario: da martedì a venerdì 15-19, sabato 10-12/ 15-19, tel. 011/6991415). Torinese, con più di cinquant’anni di attività, la Gentile affida al colore l’interpretazione di una natura profondamente amata, la possibilità di trasmettere la bellezza dei paesaggi assolati della Puglia e le case di Tellaro in Liguria.

Per Schegge/III EdizioneRassegna di Teatro Civile, la Compagnia Calibronotte presenta, alle 21, «Tritacarne Italia Show», uno spettacolo di Davide Lorenzo Palla (anche interprete); drammaturgia di Federico Perrone. L’attore, burattinaio e burattino al tempo stesso, è il protagonista di questa favola per adulti, che parla della solitudine di un artista in conflitto con se stesso. Biglietto a 5 euro + Up To You all’uscita. Prima dello spettacolo cena popolare a 12 euro; www.scheggealcubo.blogspot.it. Officine Corsare-Cubo via Pallavicino 35

Caprioglio Ultima recita, oggi alle 16, per «Donna di garbo» con Debora Caprioglio e Marco Messeri, diretti da Emanuele Barresi (cartellone La Grande Prosa). E’ una produzione Fondazione Teatro Goldoni, Compagnia degli Onesti e Molise Spettacoli. Biglietti: posto unico a 23 euro, ridotto a 16. Prenotazioni allo 011/661.54.47. Teatro Erba corso Moncalieri

INCONTRI

Cardiochirurgia Domani alle 18, Marco Diena, cardiochirurgo, terrà una conferenza sul tema: «Dalla prevenzione delle malattie cardiovascolari agli interventi piu’ avanzati». Introduce Maria Clelia Zanini. Centro Pannunzio, via Maria Vittoria 35H

MUSEI

Etica Alle 16 «Etica. Percorso tematico alle collezioni»: visita guidata alle collezioni permanenti del corridoio dell’Etica. Ingresso a 10 euro, ridotto a 8, gratuito ragazzi sino ai 18 anni. Visita guidata a 4 euro; tel: 011/442.95.18. Gam, via Magenta 31

Palazzo Madama Doppio appuntamento in programma per oggi. Alle 17, «Sottosopra: la città dall’epoca romana a oggi», visita guidata riservata abbonati Musei Torino Piemonte. Ingresso: libero per i possessori dell’abbonamento, percorso guidato a 4 euro (prenotazioni: 800329329). Alla stessa ora, «Diciotto secoli d’arte» visita dedicata ai capolavori del museo e alla storia del Palazzo. Ingresso a 10 euro, ridotto a 8, gratis sino a 18 anni; visita a 4 euro. Palazzo Madama piazza Castello

Visite a tema Alle 11, «Antonio Fontanesi: una vita avventurosa», conferenza e visita a tema. Costo 10 euro, 8 ridotto (prenotazione: 011/837.688 int.3). Alle 15,30, «Domeniche per famiglie al museo Accorsi-Ometto»: attività rivolte ai bambini dai 6 ai 13 anni. Costo 3 euro per i bimbi, 8 per accompagnatori adulti. Fondazione Accorsi–Ometto, via Po 55

LABORATORI

Per famiglie Alle 16,30, per «Una domenica lunghissima», l’attività di laboratorio, solitamente riservata ai bambini, si apre anche agli adulti offrendo la possibilità di avvicinarsi all’arte contemporanea in modo creativo. Chi voglia può anche visitare gratuitamente le mostre di René Burri, Jean Tinguely», E Harry Gruyaert e Nicus Lucà «Dimenticare a memoria». Costo del laboratorio: 4 euro a bambino. Prenotazione allo 011/197.197.92. Fondazione Merz via Limone 24

VARIE

Per i quattrozampe Dalle 19, apericena vegetariano di beneficenza, in favore della Scialuppa dei 4 Zampe, associazione onlus che porta in Piemonte cani e gatti randagi o maltrattati da tutta Italia e dall’estero per curarli e trovare loro una casa. Quota di partecipazione: 20 euro. Prenotazioni allo 011/543.070. Enoteca Rabezzana, via San Francesco d’Assisi 23/c

Cibo e cavalli Dalle 10 alle 18, mercato domenicale dei prodotti del Paniere della Provincia di Torino, dedicato, in particolare, al ravanello lungo di Torino e ai formaggi piemontesi. Ospite della giornata, l’associazione Nella Terra dei Cavalli, che si occupa di recupero, accoglienza e reinserimento dei cavalli a fine carriera. Sarà possibile avvicinarsi a pony e cavalli, per accudirli e a cavalcarli. Borgo Medievale viale Virgilio

Di corsa «Run for Parkinson: di corsa contro la malattia» è il titolo della quarta edizione della camminata non competitiva, che vede Juri Chechi testimonial e si disputa alle 15 presso il Parco Dora. Organizza l’AAPP (associazione Amici Parkinsoniani Piemonte) e l’associazione AIP-Sezione «G. Cavallari» di Torino. La partecipazione è aperta a chiunque. Ci si può iscrivere direttamente sul posto, prima della partenza. Parco Commerciale Dora via Livorno angolo via Treviso A cura di Silvia Francia giornonotte@lastampa.it


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74 .Sport Cronaca

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

Volley

Chieri resta in corsa Bergamo è travolta Giaveno eliminata nella maratona dei playoff al Ruffini

Lisa Sabino

Tennis PAGINE A CURA DI SILVIA GARBARINO

Per le vostre segnalazioni sporttorino@lastampa.it

Sporting e Pleiadi Da oggi è campionato

La storia OSCAR SERRA ENRICO ZAMBRUNO

Pallanuoto

La Torino ’81 vince e non è più ultima Vittoria fondamentale in chiave salvezza per la Iren Torino ’81 nella 14° giornata di serie A2 maschile. Il settebello gialloblù ha piegato 12-8 (3-1, 3-3, 2-3, 4-1) il Padova, abbandonando così l’ultimo posto in classifica. Ora i punti sono 10. Decisive le 3 reti dell’allenatore-giocatore Simone Aversa. A segno anche Vuksanovic (2), Giuliano (2), Cranco (2), Mantero, Giorgio Novara e Valerio Novara. Vince anche la Dinamica Torino nell’11° turno di serie B. La squadra di Gianluca Garibaldi ha vinto 7-4 (2-2, 2-1, 2-0, 1-1) contro il Sestri salendo a quota 18 punti in classifica. Sei i marcatori differenti dei rossoblù: doppietta per Ninfa e sigilli di Foti, Maresca, Lengueglia, Staiano e Ronco. [EN.ZAM]

P

er Giaveno la stagione è finita, la Duck Farm Chieri Torino, invece, continua a sognare. E’ un’impresa quella delle ragazze di Francois Salvagni che davanti a un PalaRuffini strapieno battono 3-1 (25-19, 30-28, 19-25, 25-23) la Foppapedretti Bergamo e accedono alla bella dei quarti playoff che si disputerà martedì, ore 20,30, al PalaNorda. Assente Francesca Piccinini (ufficialmente per un problema a un piede), la trascinatrice è stata Samanta Fabris autrice di 22 punti e una prestazione superlativa. Molto bene anche la schiacciatrice Alessia Gennari e la centrale Amaranta Fernandez (15). Dall’altra parte della rete non

BARBARA MASI

LA POLEMICA

Calcio

Primavera, il Toro va agli spareggi

Piccinini fuori ufficialmente per infortunio Alessia Gennari

Si chiude con una vittoria e un pareggio la «regular season» di Toro e Juve Primavera. Entrambe le squadre erano, alla vigilia di questo ultimo turno di campionato, sicure rispettivamente del terzo e del primo posto nel girone. La squadra bianconera festeggia il primato in classifica pareggiando 1-1 in casa della Sampdoria: di Bonatini il gol della Juventus, già qualificata alla final-eight in programma a giugno in Romagna. Dovrà invece ancora faticare il Toro per sperare di arrivare alla fase finale: i granata battono 3-1 il Cagliari (in gol Graziano, Aramu e Fumana) e, archiviato il campionato, sono ora attesi dagli spareggi. Prima avversaria ai playoff, tra una settimana, sarà il Genoa. [I.CRO.]

bastano i 14 punti di Chiara Di Iulio e Blair Brown. Coach Salvagni parte con Bechis e Fabris in diagonale Gennari e Vindevoghel ali, Borgogno e Fernandez al centro e Sirressi libero. Dall’altra parte della rete Lavarini risponde con Blagojevic, Zambelli, Weiss, Di Iulio, Crimes e Diouf. Durante tutto il match le ragazze capitanate da Chiara Borgogno hanno dimostrato di avere testa e nervi saldi, come quando nel secondo set si vedono annullare quattro set point prima di chiudere alla quinta occasione e dopo averne annullati due a loro volta. O come quando nella terza frazione recuperano dal 5-10 al 12-12, salvo poi cedere a 19. «La vittoria è l’unica cosa che può lenire il dolore di

Ippica

Automobilismo

Ciclismo

Libeccio Grif al Costa Azzurra

Agliè, parata Lancia al rally storico

Il Trofeo Ivrea torna senza stranieri

Il Costa Azzurra è il fiore all’occhiello dell’ippodromo, che compie ben 50 anni. Per festeggiare l’evento, ci saranno nomi di spicco dell’ippica italiana in campo driver e anche cavalli di valore. Ma i riflettori saranno puntati, in particolare, sul soggetto che partirà con il numero 1, Libeccio Grif. In questa occasione, avrà accanto come compagno di corsa, Mirtillo Rosso, un velocista per eccellenza. Sarà un testa a testa tra Smorgon e Bellei e non mancherà il terzo incomodo, che potrebbe impensierire. L’outsider è Look Mp, già vincitore del Gp. Mirafiori, che vorrà dire la sua. In una corsa così importante, non manca la sorpresa, un certo Mack Grace Sm definito l’indigeno più veloce e duttile del gruppo, chissà se Andreghetti non tenterà il botto.

ROBERTO VALENTINI

Il comasco Luca Ambrosoli, in coppia con Aurelio Corbelli, su Porsche 911 si è aggiudicato il Memorial Conrero 2013, rally riservato alle auto storiche che si è disputato nelle valli del Canavese, con base logistica ad Agliè. La gara è stata condizionata dalle avverse condizioni meteorologiche, che hanno in qualche modo condizionato il risultato. Il campione italiano rally del 1982, il biellese Federico Ormezzano, che correva con Alberto Mello sulla stessa Talbot Sunbeam Lotus con la quale si era aggiudicato il titolo, ha

Tra le migliori in campo del Chieri insieme a Fabris e Fernandez

una stagione molto difficile – spiega a fine gara coach Francois Salvagni -. Sono strafelice di questa prestazione. Ci meritiamo di andare a gara-3: può succedere ancora di tutto». Sorride anche Samanta Fabris. «Sono molto felice. Ora a Bergamo per dare l’anima: mi piacerebbe vedere tanti nostri tifosi anche al PalaNorda. Sono stati unici». Nella prima gara della giornata, il ko subito contro Busto Arsizio ha chiuso la stagione di Giaveno. La Banca Reale Yoyogurt, già sconfitta mercoledì al PalaYamamay, ha perso ancora 3-0 (25-13, 25-16, 25-19) contro le campionesse d’Italia in carica. Non c’è mai stata partita, al PalaRuffini. Le valsangonesi il miracolo l’avevano già fatto centrando la

lottato per la vittoria per tutta la prima tappa, ma è stato penalizzato da una scelta azzardata degli pneumatici nelle prime prove speciali della seconda frazione di gara. Una foratura lo ha successivamente attardato, ma è riuscito comunque a conquistare la piazza d’onore, precedendo il britannico Guy Callum, su Ford Escort Rs. Il maltempo non ha tenuto lontano il pubblico, che ha avuto modo di ammirare molte vetture di successo degli anni trascorsi. Tra queste spiccava la Lancia Rally 037 ufficiale della collezione Lancia, condotta nella parata da Daniele Catasso e Raffaele Terlizzi.

Un mito La Lancia Rally di CatassoTerlizzi Si tratta dell’ultimo esemplare preparato per le competizioni dalla Casa torinese

qualificazione ai quarti, e nelle ultime due gare sono scese in campo svuotate di ogni energia. L’ultima a mollare è stata Laura Saccomani, la migliore in attacco con 13 punti, seguita dai 9 della Togut. «Ci tengo a ringraziare le mie atlete e il mio staff, arrivare fino a qui per noi è stato come vincere lo scudetto - racconta il tecnico Bruno Napolitano -. Busto è di un altro pianeta, di più non potevamo fare. Porterò sempre nel cuore Giaveno, sono stati due anni ricchi di soddisfazioni. La promozione in A1, le vittorie in regular season contro Villa Cortese in casa e a Bergamo, il capolavoro negli ottavi dei playoff contro Urbino. Le nostre strade ora si divideranno: ma la città, che mi ha dato tantissimo, non la dimenticherò mai».

Serie A2 femminile, si parte: giornata d’esordio, oggi, per il campionato italiano a squadre che fra i quattordici club partecipanti vede in gara due formazioni torinesi: Circolo della Stampa Sporting e Pleiadi. Rinnovamento nelle file di entrambi gli schieramenti: le Pleiadi hanno sostituito Romina Oprandi con la ventisettenne slovena Andreja Klepac, attuale classifica 2.3 ma inserita fra le top 100 del ranking mondiale Wta fino al 2008. Insieme a lei scenderanno in campo anche quest’anno l’italo-svizzera Lisa Sabino (2.3) e le torinesi Sara Castellano (2.5), Chiara Massola (2.8) e Veronica Torrero (2.7). Per lo Sporting, orfano della rivolese Stefania Chieppa in maternità, due nuovi acquisti accanto alla trentacinquenne ligure Alice Canepa, classifica 2.1 e fresca vincitrice ad Andora del Bnl Open valido per la prequalificazione agli Internazionali d’Italia a Roma: si tratta della 2.1 bolognese Agnese Zucchini in arrivo dalla Canottieri Padova e della giovane jesina di origine greca Despina Papamichail (2.4), che si aggiungono alla giocatrice del vivaio Annamaria Procacci. Inserite nel girone insieme all’altra unica squadra piemontese in gara, la Società Canottieri Casale, Le Pleiadi oggi debuttano in casa contro il Tc Bologna, mentre lo Sporting va in trasferta al Tc Firenze, dove figura anche la 2.2 cuneese Nicole Clerico.

FRANCO BOCCA

La prima delle tre gare Juniores in programma quest’anno in provincia di Torino va in scena oggi a Ivrea, dove fino a tre anni fa si disputava una bella gara internazionale che ogni anno allineava al via il fior fiore del ciclismo giovanile europeo. Poi la crisi economica ha costretto gli organizzatori a gettare la spugna, e per due anni la corsa non si è disputata. Quest’anno il Velo Club Eporediese ripropone il Trofeo Città di Ivrea con il fondamentale contributo del Comitato di tappa della

frazione del Giro d’Italia che il prossimo 21 maggio condurrà la carovana rosa da Valloire, in Francia, al capoluogo del Canavese. Benché abbia perduto la sua etichetta di gara internazionale, il successo di partecipazione è assicurato, visto che gli iscritti sono 170, con ottime chances per i corridori torinesi, primo fra tutti Federico Burchio, autentica rivelazione della prima parte della stagione. Dal canto loro, Mattia Viel, Carlo Franco e Davide Ostorero sono attesi ad una prova d’orgoglio per invertire una rotta finora poco soddisfacente.


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LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

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Sport Cronaca .75

Atletica

Calcio

Una mezza maratona per ricordare Boston

Chieri-Bra Sfida al vertice della serie D

Maglietta nera a tutti i partecipanti in segno di lutto e protesta

Nuoto

ENRICO ZAMBRUNO

Coppa Brema Brillano Trombetti e Di Lecce

Si corre per Boston. Per ricordare le vittime di lunedì, per protestare nei confronti del tragico attentato della più antica maratona del mondo. Tutto questo, e molto altro, vuole esprimere oggi la Turin Half Marathon, giunta alla quattordicesima edizione e ribattezzata Gran Premio Città di Collegno. Un motivo in più per scendere in strada e correre. Si parte alle ore 9,30, in un tracciato di 21,097 chilometri molto veloce. Tutti gli atleti partecipanti all’interno del pacco gara troveranno una maglia nera, un segno di protesta da indossare, come richiesta del comitato organizzatore presieduto da Luigi Chiabrera.

ALBERTO DOLFIN

Il percorso

La partenza è fissata da corso Regina Margherita 371 in prossimità della Cascina Marchesa, nel controviale lato sud. Il tracciato prosegue a Torino in corso Lecce, via Lessona, via Servais, via Cossa e corso Francia, prima di tuffarsi dentro Collegno passando così da via Leopardi, via Terracini, via Manzoni, via Roma, via Avigliana e fino in corso Pastrengo e viale Certosa. Da qui il ritorno a Torino, attraversando strada Antica di Collegno, corso Sacco e Vanzetti e corso Regina Margherita, l’arrivo laddove si era partiti. Sono previsti dei rallentamenti del traffico per garantire lo svolgimento della manifestazione. Le strade saranno chiuse un quarto d’ora prima del passaggio dei primi e saranno riaperte dopo il passaggio dell’ultimo concorrente. Gli atleti

Africa favorita, come sempre. Nell’ultima edizione, svoltasi lo scorso 23 settembre, tutti e sei i gradini del podio (maschile e femminile) furono occupati da atleti del continente nero. Il successo andò a Nicholas Togom in 1h01’37” ed Hellen Jepkurgat in 1h12’28”, con gli italiani lontani dalle prime po-

Luisa Trombetti

Nuovo percorso Si parte alle 9 da corso Regina. Il tracciato: corso Lecce, via Lessona, via Servais, via Cossa e corso Francia, via Leopardi (Collegno), via Terracini, via Manzoni, via Roma, via Avigliana, corso Pastrengo, viale Certosa, strada Antica di Collegno, corso Sacco e Vanzetti (Torino), corso Regina

Regionali GonineGaggicampionisui10.000 n Ieri a Vercelli è comincia-

ta la stagione dell’atletica leggera in pista all’aperto. Assegnati i primi titoli regionali del 2013, quelli individuali dei diecimila metri. Tra gli uomini, successo di Simone Gonin dell’Atletica Pinerolo in 31’51”6. Medaglia d’argento per Roberto Catalano del Cus Torino con 32’07”8 e bronzo per Daniele Galliano dell’Atletica Alba con 32’11”0. Nella gara assoluta femminile titolo piemontese per Alice Gaggi del Runner Team ’99 Volpiano, prima in 35’32”7, suo nuovo primato personale. Alle sue

spalle Michela Beltrando (36’55”6) e Mina El Kannoussi (36’59”3), entrambe in forz all’Atletica Saluzzo. Triplo titolo per l’Atletica Piemonte: tra gli under 23 per Lorenzo Manganaro con 32’22”1, tra gli juniores per Flavio Ponzina con 32’46”1 e sulla mezz’ora di corsa per allievi, con Alessandro Patrucco che nei trenta minuti di gara ha percorso 8.650 metri. Nei venti minuti allieve, la nuova campionessa regionale è Alice Dibenedetto dell’Atletica Canavesana, che ha sfiorato i 5 km coprendo n [E. ZAM.] 4.995 metri.

sizioni. E proprio Togom si ripresenta sulle strade torinesi, pronto a concedere il bis nel giro di sette mesi. 24 anni, kenyano, se la vedrà soprattutto con il connazionale Paul Tiongik, terzo nel 2012 in 1h06’08”. Anche nella gara femminile si ripresenta l’ultima vincitrice, la kenyana Hellen Jepkurgat, che accanto troverà la marocchina ormai di biellese Fatna Maraoui e l’altra kenyana Jepkoech Goretti, classe 1994. La gara verrà trasmessa martedì su Rai Sport alle 18. I servizi

Lungo il percorso saranno presenti aree ristoro e spugnaggio e gruppi di animazione folcloristica. La giornata si concluderà con il Pasta Party, un momento di festa accompagnato da musica dal vivo con gli Hell’s Flame.

Sfuma sul più bello il podio per la Rari Nantes Torino nella finale del Campionato italiano a squadre. Le gialloblù hanno chiuso quarte nella classifica femminile, sorpassate per mezzo punto soltanto dopo l’ultima prova, la 4x100 mista, dalle Rane Rosse: 78,5 a 78. Per la quarta volta consecutiva, l’Aniene si aggiudica il trofeo intitolato ai Caduti di Brema in entrambe le categorie, con 117 punti tra gli uomini e 134 tra le donne. Nella vasca del centro federale di Verona, la migliore in casa Rari è stata ancora una volta Luisa Trombetti, regina di giornata nei misti. Sfruttando le ultime due frazioni, la moncalierese si è imposta per due soli centesimi sui 200 (2’13”37) e per quindici sui 400 (4’40”96). Nei 200 stile, dominati dall’imprendibile Pellegrini (1’54”51), terzo posto per Beatrice Fassone (2’01”16). Nelle gare maschili, sesto posto per la Rari Nantes (61,5 punti) e ottavo per il Centro Nuoto (43). Prosegue la grande crescita di Francesco Di Lecce: il ventunenne torinese ha dato spettacolo nella rana, inchinandosi soltanto al campione mondiale in corta Fabio Scozzoli nei 100 (57”90 contro 58”73) e piazzandosi terzo sui 200 in 2’07”81. Tra i gialloblù, in luce anche Federico Gilardi che, grazie ad un ottimo rush finale, chiude secondo nei 200 farfalla (1’58”76). Nella stessa gara, buon quarto posto per Davide Carlier (Cn Torino) in 1’59”00.

Mister Sesia PAOLO ACCOSSATO

Vincono spesso, vincono tanto il Bra e il Chieri che oggi (ore 15) si ritrovano al De Paoli nell’ultimo incrocio importante della stagione per definire il passaggio in Seconda Divisione. Il Bra guidato in panchina dal torinese Fabrizio Daidola può sfruttare il primo match point del campionato: in caso di successo e di un contemporaneo pari del Santhià i giallorossi si potranno fregiare della seconda promozione in due anni. Ma il Chieri di Sesia, che sette giorni fa vincendo a Lavagna ha di fatto sopito i sogni di primato dei liguri, vuole arrivare secondo per confermare un biennio di assoluto valore e vendicare il 4-3 dell’andata incassato in rimonta nel giro di 13 minuti dopo che nel primo tempo i biancoazzurri conducevano per 3-1. Di fronte le squadre che nelle ultime due stagioni in Piemonte hanno fatto più punti di tutti: 143 il Chieri (82 e 61) e 130 il Bra (62 e 68). Una messe di successi figlia dell’eccezionale lavoro dei due staff, entrambi torinesi visto che a Bra oltre al mister arriva da sotto la Mole anche il direttore sportivo Marco Rizzieri. Dal cuneese è previsto inoltre l’arrivo di un pullman dei tifosi per festeggiare l’eventuale promozione. In Eccellenza (ore 15) è invece in programma la terzultima giornata con i match Lascaris-Pro Settimo, SettimoBorgaro, Volpiano-Aygreville (gir.A) e AirascacumianeseSaluzzo, Cavour-Pro Dronero, Cbs-Valenzana Mado, Sporting Cenisia-Chisola (gir.B).


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76 .Dove andiamo

STAMPA .LA DOMENICA 21 APRILE 2013

Musei A... COME AMBIENTE (corso Umbria 90, tel. 011 0702535). Aperto sabato e domenica dalle 14,30 alle 19,30, ultimo ingresso alle 18,30. ARCHIVIO DI STATO (piazza Castello 209, telefono 011 540382). Sala studio di piazza Castello e via Piave 21. Mostra «Il Reel’Architetto.Viaggioinunacittàperdutaeritrovata»,orario:damart.aven.10-18;sab.edom.15-19,finoal30/4. ARCHIVIO STORICO DELLA CITTA’ (via Barbaroux 32, telefono 011 4431811). Orario: da lunedì a venerdì 8,3016,30, sabato e festivi chiuso. Ingresso libero. ARMERIA REALE (biglietteria unica Palazzo Reale piazza Castello 191, telefono 011 543889). Orario: da martedì a domenica e festivi 8,30-19,30; lunedì chiuso. BASILICA DI SUPERGA E REALI TOMBE DI CASA SAVOIA (strada Basilica di Superga 75, tel. 011 8997456). Or. da lunedì a domenica 9,30-19. Visite alla Cupola, da lunedì a venerdì 10-18, sabato 9,30-19, domenica 12,45-19. BIBLIOTECA REALE (piazza Castello 191, telefono 011 543855). Orario: lunedì, martedì e mercoledì 8,15-18,45; giovedì e venerdì 8,15-13,45; 14-18,45; sabato 8,15-13,45. BORGO E ROCCA MEDIEVALE (viale Virgilio - Parco del Valentino, telefono 011 4431701). Orario: la Rocca, da martedì a domenica e festivi 10-18. Ultimo ingresso 45 minuti prima. Borgo: Orario: tutti i giorni 9-19. FONDAZIONE ACCORSI OMETTO - MUSEO DI ARTI DECORATIVE (via Po 55, tel. 011/8376883). Mostra «Omaggio a Fontanesi» fino al 16 giugno, orario martedì- venerdì 10-13; 14-18, sabato e domenica 10-13, 14-19. Lunedì chiuso.Visite sempre guidate alla collezione permanente. Visite guidate alla mostra: tutti i giorni ore 11 e 17. Sabato e domenica anche alle 18. FONDAZIONE MERZ (via Limone 24, Torino). René Burri «Jean Tinguely» e Harry Gruyaert e Nicus Lucà «Dimenticare a memoria» fino al 5 maggio. Aperta da martedì a domenica dalle 11 alle 19. FONDAZIONE SANDRETTO (via Modane 16, tel. 011/379.76.00). «Gerhard Richter - Edizioni 1965-2012» fino al 21 aprile. Orari: giov: 20-23, ven-sab-dom: 12-19. GAM (via Magenta 31, tel. 011/4429518). Nuovi percorsi delle Collezioni: Infinito, Velocità, Natura, Etica. Or.: da mar. a dom. 10-18. La biglietteria chiude 1 ora prima. Ogni dom. ore 16 visita guidata a 4 euro.Tel. 011 4429546/7. JUVENTUS MUSEUM (via Druento 153 interno 42). Orario: lunedì mercoledì giovedì e venerdì 10.30-18.30, sabato, domenica e festivi 10.30-19.30, martedì chiuso. Per info www.juventus.com. MAO - MUSEO D’ARTE ORIENTALE (via San Domenico 11, tel. 011 4436927). Or.: da mar. a dom. 10-18, chiuso il lun. La biglietteria chiude un’ora prima. Visita ogni primo martedì del mese alle 16 (ingr. gratuito al museo – visita 4 euro). MUSEO DEL CARCERE «Le Nuove» (Via P. Borsellino n. 3 Tel. 011-3090115; 011-760488).Orario visita guidata: dal lunedì al sabato ore 15; domenica ore 15 e 17; 2° e 4° domenica ore 9, 15 e 17; S. Messa ore 10,30. Ricovero antiaereo sabato e domenica ore 17.15. MUSEO DI ANTROPOLOGIA CRIMINALE «CESARE LOMBROSO» (via Pietro Giuria 15, telefono 011 6708195). Orario: da lunedì a sabato 10-18, domenica chiuso. MUSEO DIFFUSO DELLA RESISTENZA (c.so Valdocco 4/A, tel. 011 4420780). Allestimento permanente: «Torino 1938-1948. Dalle leggi razziali alla Costituzione». Or.: tutti i giorni 10-18, giovedì 14-22. Lunedì chiuso. MUSEO EGIZIO (via Accademia delle Scienze 6, telefono 011 5617776). Orario: tutti i giorni 8,30-19,30, lunedì chiuso. Ultimo ingresso un’ora prima. MUSEO NAZIONALE DELL’AUTO (corso Unità d’Italia 40, telefono 011 677666). Mostra «Le auto dell’Avvocato» fino al 2 giugno. Orario: lunedì 10-14, martedì 14-19, mercoledì, giovedì, domenica 10-19, venerdì e sabato 10-21. La biglietteria chiude un’ora prima. MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA ALLA MOLE ANTONELLIANA (via Montebello 20, telefono 011 8138560). Orario: tutti i giorni 9-20, lunedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima. MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA (piazzale Monte dei Cappuccini 7, telefono 011/6604104). Mostre «Oltre il paesaggio, le rocce di Michele Pellegrino» fino al 5 maggio; «Ai Poli per gioco: Orizzonte d’avventura» fino al 16/6; Or: da mar. a dom. 10-18. Lun. chiuso. MUSEO NAZIONALE DEL RISORGIMENTO – PALAZZO CARIGNANO (piazza Carlo Alberto 8, tel. 011 5621147). Or.: da mar. a dom. 10-18, ultimo ingresso ore 17,15, lun. chiuso. Visite guidate sab. ore 16, dom. ore 11 e 16. MUSEO PIETRO MICCA (via Guicciardini 7a, telefono 011 546317). Orario: Lunedì chiuso. Visite guidate da mart. a sab.10,30-14,30-16,30; domenica 10,30-14,30-15,30-16,30. MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI (via Giolitti 36, tel. 011/4326354). Esposizioni permanenti: «Lo spettacolo della Natura - Nuovo Allestimento Permanente»; «Museo Storico di Zoologia»; «Mineralia 2». Mostre temporanee: «Wild Wonders of Europe» fino al 27 aprile; «Zigaina e Pasolini» fino al 1° Maggio; «Osservatorio» fino al 12 maggio. Orario: tutti i giorni 10-19, martedì chiuso. PALAZZO BAROLO (via Delle Orfane 7, tel. 011 43603119). Orari: da martedì a domenica 9,30-19,30. PALAZZO MADAMA - MUSEO CIVICO DI ARTE ANTICA (piazza Castello, tel. 011 4433501 - www.palazzomadamatorino.it). Collezioni permanenti: da mar. a sab. ore 10-18; dom. 10-19.Scalone: da mar. a dom. ore 10-19, ingresso libero. PALAZZO REALE (piazza Castello, tel. 011 4361455). Or.: tutti i giorni 9-19,30, lun. chiuso, sab. visite 9,30 - 18,10. Mostra fotografica «Robert Capa. Retrospettiva» fino al 14 luglio, or. dal martedì alla domenica 9,30-18,30 (ultimo ingresso alle 18). PAV - PARCO ARTE VIVENTE (via Giordano Bruno 31, telefono 011 3182235 www.parcoartevivente). Orario: venerdì 15-18; sabato e domenica 12-19. La biglietteria chiude mezz’ora prima. PINACOTECA «GIOVANNI E MARELLA AGNELLI» (Lingotto, 8 Gallery - via Nizza 230, tel. 011 0062713 - www.pinacoteca-agnelli.it). Mostra: «Una passione per Jean Prouvé, dal mobile alla casa» fino all’8 settembre. Orario: da martedì a domenica 10-19, ultimo ingresso 18,15. Lunedì chiuso. PROMOTRICE BELLE ARTI (viale Crivelli 11, tel.: 011/5790095). Orario: da martedì a sabato 11-19,30, domenica 10,30-13, lunedì chiuso, ingresso libero. SPAZIO LA STAMPA (via Lugaro 21 www.lastampa.it/spaziolastampa). Ingresso libero: lunedì 14-19, da martedì a venerdì 10-19, sabato e domenica 10-20. Visite guidate al museo, redazione e stabilimento di stampa, su prenotazione al numero 011.6568319. PROVINCIA CASTELLO DI MONCALIERI (piazza Baden Baden, Moncalieri, telefono 3665992861). Orario: da mercoledì a domenica 10-18. CASTELLO DI RIVOLI - MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA (piazza Mafalda di Savoia, telefono 011 9565220/22). Mostra «Ana Mendieta. She got love» fino al 5 maggio. Or.: da mar. a ven. 10-17, sab. e dom. 10-19, lun. chiuso. FORTE DI FENESTRELLE. Or.: da giovedì a lunedì 10-17; chiuso martedì e mercoledì. Pren. tel. 0121 83600. MUSEO DELLO SPAZIO E PLANETARIO DIGITALE (via Osservatorio 8, Pino Torinese, telefono 011 8118740, www.planetarioditorino.it). PALAZZINA DI STUPINIGI (Stupinigi, telefono 011/3581220). Mostra «Stupinigi. Intermezzo. Lavori in corso». Dal martedì al venerdì 10-17.30 (ultimo ingresso e chiusura biglietteria ore 17), sabato e domenica 10-18.30 (ultimo ingresso e chiusura biglietteria ore 18) REGGIA DI VENARIA REALE (piazzaRepubblica,Venaria,telefono011/4992333;www.lavenaria.it).Mostre«LaBarcaSublime»,«LorenzoLottonelleMarche.UnmaestrodelRinascimento»e«RobertoCapucci.Laricercadellaregalità»finoall’8 settembre;or.damartedìavenerdì9-17(ultimoingressoore15.30),sabatoedomenica9-20(ultimoingressoore18.30)

musei@lastampa.it


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LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

Dove andiamo .77

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I Cinema

Le trame

ALFIERI piazza Solferino 4, tel. 01156.23.800. Prezzi: € 6,50 int.; € 4,50 rid. over 60, under 26; € 2,50 abb+CVC Amiche da morire Solferino 1 P 15.15-17.30-19.45 Educazione siberiana Solferino 2 P 15.30-17.40-19.50 AMBROSIO CINECAFÈ corso Vittorio 52, tel. 011540.068. Prezzi: € 7,00 int.; € 5,00 ridotto, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60; € 4,20 Abb. Una sera al cinema; € 4,00 Abb. Cinepass Hitchcock Sala 1 P 15.30-18.00-20.15-22.15 Un giorno devi andare Sala 2 P 15.30-17.45-20.00-22.15 Bianca come il latte, rossa come il sangue Sala 3 15.30-17.45-20.00-22.15 ARLECCHINO corso Sommeiller 22, tel. 01158.17.190. Prezzi: € 7,00 int.; € 5,00 ridotto, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60; € 4,20 Abb. Una sera al cinema; € 4,00 Abb. Cinepass. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 Nella casa Sala 1 P 16.00-18.30-21.00 La frode Sala 2 P 16.00-18.30-21.00 CENTRALE ARTHOUSE via Carlo Alberto 27, tel. 011540.110. Prezzi: € 7,00 int.; € 5,00 universitari, militari, Aiace; € 4,00 over 65, under 18 Sheer 16.15-20.15 Sheer VO 18.15-22.00 (sott.it.) CITYPLEX MASSAUA piazza Massaua 9, tel. 01177.40.461. Prezzi: € 7,50 int.; € 5,50 rid. Aiace, militare, under 18, universitario; € 5,00 over 60. Abbonamento Agis accettato. Spettacolo delle 22,30 € 4,00. € 4,50 Tessera Cus Torino; € 3,50 Tessera Cus Torino spettacolo delle 22,30 Passione sinistra P 15.00-16.50-18.40-20.20-22.30 Oblivion P 15.10-17.40-20.20-22.30 Attacco al potere P 15.10-17.30-20.20-22.30 Bianca come il latte, rossa come il sangue P 15.00-20.30 I croods P 16.50 Benvenuto Presidente! P 18.40-22.30 Scary Movie 5 P 15.00-16.50-18.40-20.20-22.30 DUE GIARDINI ARTHOUSE via Monfalcone 62, tel. 01132.72.214. Prezzi: € 7,50 int.; € 5,00 universitari, militari, Aiace; € 4,00 over 65, under 18 Il ministro Nirvana P 16.00-18.10-20.20-22.30 Treno di notte per Lisbona Ombrerosse P 16.00-18.00-20.10-22.15 ELISEO p.zza Sabotino, tel. 01144.75.241. Prezzi: € 7,00 int.; € 5,00 under 18, universitari, militari, Aiace, over 60; Abb. 14 € 4,40 Hitchcock Eliseo Grande 15.30-17.30-20.00-22.00 Come un tuono Eliseo Blu P 16.00-18.50-21.30 Viva la libertà Eliseo Rosso P 15.45 Il figlio dell’altra Eliseo Rosso P 17.50-20.15-22.15 ERBA corso Moncalieri 241, tel. 01166.15.447. Prezzi: € 6,50 int.; € 4,50 rid. over 60, under 26; € 2,50 abb+CVC Gli amanti passeggeri Erba 1 P 16.00-18.00-20.00 F.LLI MARX ARTHOUSE corso Belgio 53, tel. 01181.21.410. Prezzi: € 7,50 int.; € 5,00 universitari, militari, Aiace; € 4,00 over 65, under 18, Aiace Il ministro Sala Groucho P 16.00-18.10-20.20-22.30 La città ideale Sala Chico P 16.15-18.15-20.15-22.15 Nella casa Sala Harpo P 16.00-18.00-20.00-22.00

GREENWICH VILLAGE via Po 30, tel. 01183.90.123. Prezzi: € 7,00 int.; € 5,00 ridotto, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60; € 4,20 Abb. Una sera al cinema; € 4,00 Abb. Cinepass. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 Passione sinistra Sala 1 P 16.00-18.00-20.00-22.00 Scary Movie 5 Sala 2 P 16.00-18.00-20.00-22.00 Nina Sala 3 P 16.00-20.00 L’ipnotista Sala 3 P 17.45 Midway - tra la vita e la morte Sala 3 P 21.30 IDEAL - CITYPLEX corso Beccaria 4, tel. 01152.14.316. Prezzi: € 7,50 int.; € 5,50 militari, under 18, universitari, Agis, Aiace € 4,00 over 65 fino alle 17.55, Spett. ore 22.30; Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00, spett. ore 22.30 € 8,00 Oblivion P 15.00-17.30-20.00-22.30 Attacco al potere P 15.15-17.40-20.05-22.30 Scary Movie 5 P 16.00-18.10-20.20-22.30 Il cacciatore di giganti 3D P 15.00-20.00 G.I. Joe: La vendetta 3D P 17.30-22.30 La madre P 15.40-22.30 I croods 3D P 17.50-20.20 LUX galleria San Federico, tel. 01156.28.907. Prezzi: € 7,00 int.; € 5,00 ridotto, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60; € 4,20 Abb. Una sera al cinema; € 4,00 Abb. Cinepass. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 Oblivion Sala 1 P 15.30-17.50-20.10-22.30 I croods Sala 2 P 15.30 Come un tuono Sala 2 P 17.15-20.00-22.30 Attacco al potere Sala 3 P 15.30-17.50-20.10-22.30 MASSIMO via Verdi 18, tel. 01181.38.574. Prezzi Massimo 1 e 2: € 7,00 int.; € 5,00 Aiace, stud. univ.; € 4,00 over 60. Massimo 3: € 6,00 int.; € 4,00 rid., Aiace; € 3,00 over 60. Proiezioni 3D € 10,00 int.; € 8,00 rid. Da Sodoma a Hollywood. 28° Torino GLBT Film Festival Massimo 1 P Da Sodoma a Hollywood. 28° Torino GLBT Film Festival Massimo 2 P Da Sodoma a Hollywood. 28° Torino GLBT Film Festival Massimo 3 P NAZIONALE via Pomba 7, tel. 01181.24.173. Prezzi: € 7,00 int.; € 5,00 under 18, universitari, militar, Aiace, over 60; Abb. 14 € 4,40 Nella casa Nazionale 1 16.00-18.00-20.00 Il lato positivo Nazionale 2 16.00-19.40 REPOSI via XX Settembre 15, tel. 011531.400. Prezzi: € 7,50 int.; € 5,50 Militari, under 18, universitari, Io studio; € 5,00 Aiace; € 4,00 over 65. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 Passione sinistra Reposi 1 P 15.45-18.00-20.15-22.30 Il cacciatore di giganti Reposi 2 P 15.30-20.10 Razzabastarda Reposi 2 P 17.50-22.30 Oblivion Reposi 3 P 15.00-17.30-20.00-22.30 I croods Reposi 4 15.45-18.00-20.15-22.30 Ci vediamo domani Reposi 5 15.15-17.40-20.05-22.30 Bianca come il latte, rossa come il sangue Reposi 6 15.15-17.40-20.05-22.30 Benvenuto Presidente! Reposi 7 15.30-17.50-20.10-22.30

ROMANO galleria Subalpina, tel. 01156.20.145. Prezzi: € 7,00 int.; € 5,00 under 18, universitari, militar, Aiace, over 60; Abb. 14 € 4,40 La scelta di Barbara Sala 1 P 15.30-17.50 Tutto parla di te Sala 1 P 20.00 Treno di notte per Lisbona Sala 2 P 15.30-17.50-20.10 Come pietra paziente Sala 3 P 15.30-17.50-20.10 THE SPACE CINEMA TORINO - PARCO DORA salita Michelangelo Garove 24, tel. 892111. Prezzi: € 8,00 Attacco al potere Sala 1 P 14.20-15.15-17.10-20.0021.00-22.50 Scary Movie 5 Sala 2 P 15.20-17.40-20.00-22.20 Ci vediamo domani Sala 3 P 17.05-19.45-22.25 Le avventure di Taddeo l’esploratore 3D Sala 3 P 14.45 Oblivion Sala 4 P 16.25-18.05-19.20-22.15 Passione sinistra Sala 5 P 15.15-17.40-20.05-22.30 I croods 3D Sala 6 P 15.00-17.30-20.00 Due agenti molto speciali Sala 7 P 22.35 Bianca come il latte, rossa come il sangue Sala 8 P 14.55-17.30-20.05-22.40 UCI CINEMAS LINGOTTO via Nizza 262, tel. 892960. Prezzi: € 8,00 int.; € 5,80 bimbi fino a 8 anni; € 6,00 over 65; Mattina: € 4,00. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 9,00, acquisto occhiali 3D € 1,00 Razzabastarda P 10.40-14.40-17.10-19.45-22.20 Bianca come il latte, rossa come il sangue P 11.10-14.40-17.10-19.45-22.15 Come un tuono P 15.50-19.05-22.15 Passione sinistra P 10.50-15.10-17.35-20.00-22.30 Attacco al potere P 10.45-14.00-16.50-19.40-22.35 Scary Movie 5 P 11.10-15.25-17.50-20.15-22.40 Oblivion P 10.40-14.00-16.55-19.50-22.45 Ci vediamo domani P 11.05-14.50-17.20-19.50-22.20 I croods P 10.45-14.50-17.20-19.50 L’ipnotista P 22.25 Benvenuto Presidente! P 10.50-14.25-16.50-20.00-22.20 11 Settembre 1683 P 19.20 Le avventure di Taddeo... P 11.00-14.20-16.50 Oblivion P 22.00

Cinema: Torino e altre visioni AGNELLI via P. Sarpi 111/a, tel. 01131.61.429. Zambezia 16.00 La migliore offerta 18.00-21.00 CINE TEATRO BARETTI via Baretti 4, tel. 011655.187. La migliore offerta 18.00-21.00 ESEDRA via Bagetti 30, tel. 01143.37.474. Premiazione dei vincitori del concorso “Un logo per noi” 15.00 MONTEROSA via Brandizzo 65, tel. 01123.04.153. Pinocchio 16.00 Lincoln 18.00-21.00

Cinema aperti: Area Metropolitana e Provincia IVREA

AUDITORIUM E. FASSINO via IV Novembre 19, tel. 34072.29.490. Passione sinistra 21.15

ABC CINEMA D’ESSAI corso Botta 30, tel. 0125425.084. Treno di notte per Lisbona 16.00-18.00-20.15-22.30 BOARO 0125641.480. Il grande e potente Oz 3D 15.00-17.30 Oblivion 20.15-22.30 POLITEAMA 0125641.571. Il cacciatore di giganti 16.15-18.30 Come un tuono 21.30

SABRINA 012299.633. Attacco al potere

17.30-21.15

BEINASCO THE SPACE CINEMA BEINASCO - LE FORNACI via G. Falcone, tel. 892111. Prezzi: € 8,50 intero; € 5,00 over 65. Proiezioni 3D: € 11 intero dal lun. al ven. dopo le ore 18, sab. e dom. tutto il giorno, € 9 rid. dal lun. al ven. prima delle ore 18, ragazzi fino 10 anni, anziani sopra i 60 anni Attacco al potere Sala 1 17.00-19.45-22.25 Scary Movie 5 Sala 2 16.20-18.30-20.40-22.45 Benvenuto Presidente! Sala 3 16.20 Attacco al potere Sala 3 18.45-21.30 Passione sinistra Sala 4 16.10-18.20-20.30-22.40 Come un tuono Sala 5 19.10-22.10 I croods Sala 5 16.50 Oblivion Sala 6 16.00-18.45-21.30 Il cacciatore di giganti 3D Sala 7 17.00-19.45 Oblivion Sala 7 22.20 Ci vediamo domani Sala 8 19.45 Scary Movie 5 Sala 8 17.30-22.10 Bianca come il latte, rossa come il sangue Sala 9 19.50-22.15 Le avventure di Taddeo l’esploratore Sala 9 16.50

CASCINE VICA - RIVOLI DON BOSCO DIG. 01195.08.908. Benvenuto Presidente!

17.30-21.15

CHIERI SPLENDOR 01194.21.601. Benvenuto Presidente!

16.30-18.45-21.15

CHIVASSO POLITEAMA 01191.01.433. I croods 3D

15.30-17.20-19.10-21.00

CONDOVE

CUORGNÈ MARGHERITA 0124657.523. Scary Movie 5

MONCALIERI UCI CINEMAS MONCALIERI via Postiglione, tel. 899.788.678. Prezzi: € 8,00 int.; € 5,70 rid.; € 5,00 studenti Bianca come il latte, rossa come il sangue P 11.00-14.30-17.10-19.45-22.20 Come un tuono P 10.50-16.30-19.30-22.30 Benvenuto Presidente! P 11.30-14.30-17.15-19.50-22.30 Oblivion P 12.30-15.30-18.30-21.30 L’ipnotista P 10.40-14.10-16.50-19.40-22.30 Ci vediamo domani P 11.00-14.30-17.05-19.45-22.20 Scary Movie 5 P 10.50-15.00-18.00-20.20-22.40 Oblivion P 11.05-16.30-19.30-22.30 Attacco al potere P 10.40-14.00-16.50-19.40-22.30 I croods P 11.00-14.30-17.00-19.30-22.00 Le avventure di Taddeo l’esploratore P 11.10-15.00-17.20 Un’insolita vendemmia P 19.45 G.I. Joe: La vendetta 3D P 22.10 Passione sinistra P 11.00-14.40-17.30-20.00-22.20 Il grande e potente Oz P 11.10-16.30 Il lato positivo P 19.40 11 Settembre 1683 P 22.30 Sono un pirata, sono un signore P 11.00-14.00-17.00-19.50-22.40 Nella casa P 10.50-14.40-17.10-19.40-22.10 Scary Movie 5 P 14.30-17.30-19.50-22.10

NONE CINEMA EDEN 01199.05.020. I croods Il lato positivo

15.30 18.00-21.00

PIANEZZA

CONDOVE piazza Marteri della Libertà 13, tel. 01196.44.128. I croods 16.30 Benvenuto Presidente! 18.30-21.00

15.00-17.00-21.30

A CURA DI Daniele Cavalla

ATTACCO AL POTERE ··· Azione. Regia di Antoine Fuqua, con Gerard Butler e Aaron Eckhart. Durata: 120 minuti. Terroristi nordcoreani assaltano la Casa Bianca e prendono in ostaggio il presidente americano: viene richiamato in servizio l’ex capo della sicurezza Mike Banning.

BIANCA COME IL LATTE.... ·· Commedia drammatica. Regia di Giacomo Campiotti, con Filippo Scicchitano e Aurora Ruffino. Durata: 100’. Il timido Leo s’innamora a scuola di una ragazza che neancheconosce:quandocominciaacorteggiarla, scopre che è gravemente malata. Dal best seller di D’Avenia. Girato a Torino.

LA CITTA’ IDEALE ··· Drammatico. Regia di Luigi Lo Cascio, con Lo Cascio e Catrinel Marlon. Durata: 105 minuti. L’ecologista palermitano Michele va a vivere a Siena: la considera la città ideale, almeno finchè non verrà coinvolto in un incidente stradale. Opera prima.

COME UN TUONO ···· Drammatico. Regia di Derek Cianfrance, con Ryan Gosling e Bladley Cooper. Durata: 140’. Acrobata in moto, Luke si scopre padre e decide di prendersi cura del figlio: i soldi se li procura rapinando banche, sulla sua strada un poliziotto idealista.

LA FRODE ··· Thriller. Regia di Nicholas Jarecki, con Richard Gere e Susan Sarandon. Durata: 107 minuti. Il magnate Robert Miller cerca di vendere il suo impero finanziario a una banca prima che le frodi da lui perpetrate per anni vengano scoperte. Opera prima.

HITCHCOCK ···· Biografico. Regia di Sacha Gervasi, con Anthony Hopkins e Helen Mirren. Durata: 98 minuti. Il maestro del brivido Alfred Hitchcock prepara «Psycho», capolavoro da lui fortemente voluto mentre i produttori neganoilfinanziamento.Operaprimadello sceneggiatore di «The Terminal».

NELLA CASA ··· Drammatico. Regia di François Ozon, con Fabrice Luchini e Kristin Scott Thomas. Durata: 105 minuti. In una cittadinafrancese,unprofessorevedeinunsuoallievo uno scrittore di talento. Dall’autore di «8 donne e un mistero» e «Potiche»

NINA ··· Commediadrammatica.RegiadiElisa Fuksas, con Diane Fleri e Luca Marinelli. Durata: 84 minuti. Nella Roma d’agosto, gli incontri della giovane Nina con una serie di personaggi a volte bizzarri.Opera prima.

OBLIVION

AVIGLIANA

BARDONECCHIA

BRUTTO · MEDIOCRE ·· INTERESSANTE/DIVERTENTE ··· BELLO ····

LUMIERE 01196.82.088. Oblivion Passione sinistra Attacco al potere Bianca come il latte, rossa come il sangue Le avventure di Taddeo l’esploratore

I croods Scary Movie 5

16.00 16.00-17.50-22.30

PINEROLO HOLLYWOOD 0121201.142. Benvenuto Presidente! Ci vediamo domani MULTISALA 0121393.905. Scary Movie 5 Italia 200 Oblivion Italia 500 RITZ 0121374.957. Passione sinistra

16.15 18.30-21.00 16.00-17.45-19.30-21.15 16.00-18.30-21.00 16.30-18.30-21.00

PIOSSASCO 16.00-18.15-20.30

RIVOLI BORGONUOVO 01195.64.946. Spettacolo Teatrale

SAN MAURO TORINESE SETTIMO TORINESE PETRARCA via Petrarca 7, tel. 01180.07.050. Le avventure di Taddeo l’esploratore 3D Sala 1 15.30-17.45 Oblivion Sala 1 19.50-22.50 Attacco al potere Sala 2 15.00-17.30-20.15-22.40 Ci vediamo domani Sala 3 15.10-17.20-20.00-22.15

VALPERGA AMBRA 0124617.122. Attacco al potere Uno Oblivion Due

15.00-17.15-21.30 15.00-17.15-21.30

VENARIA

JOLLY 01196.96.034. I croods

···· Drammatico. Regia di Pierre Schoeller, con Olivier Gourmet. Durata: 112 minuti. Il ministro francese dei Trasporti viene svegliatonellanotteperildrammadiunbus in un burrone: deve intervenire, sarà l’inizio di un’odissea. Pluripremiato in Francia.

RAZZA BASTARDA

GOBETTI via dei Martiri della Libertà 17, tel. 01103.75.408. Il lato positivo P 17.30-20.30

P P P P

15.30 17.30-20.00-22.15 15.30-17.30-20.00-22.00 15.30-17.45-20.00-22.15

VILLASTELLONE 16.00-18.30-21.15 18.00-20.30-22.30 18.00-20.30-22.30 20.30 16.30

PASSIONE SINISTRA ··· Commedia. Regia di Marco Ponti, con Valentina Lodovini e Alessandro Preziosi. Durata: 90 minuti. L’autore di «Santa Maradona» prende spunto dal romanzo di Chiara Gamberale per descrivere il rapporto che nasce tra una giovane di sinistra e il rampollo di una famiglia di industriali.

IL MINISTRO

IL MULINO 01190.41.984. Hitchcock

SUPERCINEMA 01145.94.406. I croods Oblivion Scary Movie 5 Attacco al potere

··· Fantascienza. Regia di Joseph Kosinski, con Tom Cruise e Morgan Freeman. Durata: 120 minuti. Unico sopravvissuto sulla terra nel 2073, Jack Harper ripara droni: durante una missione soccorre una misteriosa ragazza. Dal cineasta di «Tron legacy».

17.00

VINOVO AUDITORIUM DIGITAL 01196.51.181. Benvenuto Presidente! 16.00-21.00

··· Drammatico. Regia di Alessandro Gassmann.. Durata: 106 minuti. Il romeno Roman, spacciatore di droga, cerca di garantire al figlio un’esistenza migliore.

LA SCELTA DI BARBARA ···· Drammatico. Regia di Christian Petzold, con Nina Hoss. Durata: 105’. Nel 1980 Barbara, medico a Berlino, chiede di andar via dalla Germania Est: per punizione viene trasferita in un ospedale di campagna.

SHEER ··· Noir. Regia di Ruben Mazzoleni. Durata: 91 minuti. Autista nelle rapine, il newyorkese Joe affida per la notte all’amico Nick una misteriosa borsa. Opera prima.

TRENO DI NOTTE PER .... ··· Drammatico. Regia di Bille August, conJeremyIronseMélanieLaurent.Durata: 111 minuti. La vita monotona di Raimund Gregorius, professore a Berna, cambia quandosalvalavitaaunadonna:nellatasca delcappotto,unlibrocheloporteràaLisbonasulletraccediungiovanevissutodurante il regime. Dal romanzo di Pascal Mercier.

UN GIORNO DEVI ANDARE ···· Drammatico. Regia di Giorgio Diritti, con Jasmine Trinca. Durata: 110 minuti. L’esperienza di una giovane italiana che, in crisi esistenziale, si immerge nella drammatica realtà delle missioni in Brasile.

Teatri AGIESSE - ALFA TEATRO via Casalbor-

gone 16/I, tel. 011 81.97.259. La compagniaALFAFOLIESinFraDiavoloOperetta Comico Musicale di D. Auber. Regia di Augusto Grilli. Sabato 27 ore 21 e Domenica 28 aprile ore 16. Si prenotaperIlpaesedeicampanellidiLombardo/Ranzato per il 29 Giugno ore 21 al Teatro Carignano ALFIERI piazza Solferino 2, tel. 011

56.23.800. Oggi ore 15.30 J. Mattera e le sue Dame del Ritmo sono protagoniste di Sugar the musicaltratto dal film A qualcuno piace caldo. Traduzione testo, canzoni e sceneggiatura M. Renzullo, regia F. Bellone ARALDO via Chiomonte 3, tel. 34.56.101.583. Stasera ore 21 Questa sera si recita a soggettoprosa, con Divago AUDITORIUMRAIp.zzaRossaro,tel.011

81.04.653.ConcertoOrchestraRai:Rustioni e Bozhanov, per Schumann e Beethoven. Martedì 23. Ore 20.30. CARIGNANO/TEATRO STABILE TORINO

piazza Carignano 6, tel. 800.235.333.

Dal 23 aprile Romeo e Giulietta di Shakespeare, regia Valerio Binasco, NuovaTeatroEliseo/CompagniaGank incollaborazioneconGloriababbiTeatro CASATEATRORAGAZZIEGIOVANI corso G. Ferraris 266/C, tel. 011 19.740.280. Festa Vola vola Peter Pan a cura del ProgettoTeatroRagazzieGiovaniPiemonte,lunedì6emartedì7maggioore 10. Il Dottor Bostik presenta Figure di notteunanottededicataalteatrodifigura, Sabato 11 maggio CAVALLERIZZA/TEATROSTABILETORINO

via Verdi 9, tel. 800.235.333. Oggi ore 15.30 Alan Turing e la mela avvelenata di Massimo Vincenzi, con Gianni De Feo, regia Carlo Emilio Lerici, Diritto & Rovescio in collaborazione con Teatro Belli e Garofano Verde 2008 COLOSSEO via M. Cristina 71. C’è gentestasera?dieconGigiProiettielapartecipazione di Claudio Pallottini. Venerdì 26 e Sabato 27 ERBA corso Moncalieri 241, tel. 011 66.15.447. Oggi ore 16 in scena La

donnadiGarbo,diC.Goldoni,conD.Caprioglio e M. Messeri, per la regia di E. Barresi. Si prenota per Donne che voglionotuttoinscenaalTeatroGioiello dal 10 al 19 maggio GIOIELLO TEATRO via Cristoforo Colombo 31bis, tel. 011 58.05.768. Stasera ore 16 in scena Toccata e fuga spettacoloscoppiettantediD.Benfield con G. Sammarchi, P. Rossetti, M. Vaccari, V. Castagna, G. Anselmi, per la regia di M. Vaccari GOBETTI TEATRO/TEATRO STABILE TORINOviaRossini8,tel. 800.235.333.Og-

gi ore 15.30 Solitudine da Beppe Fenoglio, diretto e interpretato da Beppe Rosso ICONCERTIDELPOMERIGGIOpiazzaSolferino 4. Prelazione e rinnovo abbonamenti posti numerati per stagione 2013-2014 presso Teatro Alfieri Tel.011.5623800.Oraribiglietteria:feriali 11-20, festivi 15-20 LAVANDERIAAVAPOREc.PastrengoangoloviaTampellini(Collegno),tel.011 40.33.800. So Blue Louise Lecavalier (Canada). Mercoledì 15. Ore 21.

LBT- LA BOTTEGA TEATRALE corso Go-

vone 16, tel. 0161 840.796. Domenica 28ore16ultimospettacolodellaNona Stagione Le Figure dell’Inverno 2012/2013. La compagnia Santibriganti di Torino presenta Le campagnediRussiadelBaronediMunchausen, Spettacolo con attori. Dai 5 anni in poi MONCALIERI LIMONE FONDERIE TEATRALI/TEATRO STABILE TORINO via Pa-

strengo 88, tel. 800.235.333. Dal 23 aprile Giochi di famiglia, di Biljana Srbljanovic, regia Paolo Magelli, Teatro Metastasio Stabile della Toscana MONTEROSA via Brandizzo 65, tel. 011

23.04.153. In occasione della celebrazione del 25 Aprile, l’Associazione “Gruppo Arte e Cultura” presenta Dal buio spunta l’aurora. Martedì 23. Ore 15.30. MUSEO DELLA MARIONETTA borgo

Chiapero 5, tel. 011 530.238. Oggi ore 16.30,alTeatroGiuliadiBarololaCompagniaMarionetteLupipresentaIlgatto con gli stivali

PICCOLOREGIOGIACOMOPUCCINI.AlRegio in famiglia. Domani ore 12 al Teatro Regio L’Olandese volante ovvero il sognodalmare,dall’operadiR.Wagner. A. Fabrizi direttore. Regia di L. Simon. Orchestra 1813. Nuovo allestimento Teatro Sociale di Como AsLiCo SOLFERINO piazza Solferino 2, tel. 011 56.23.800.SiprenotaperParloitaliano Martedì 23 ore 21 torna a grande richiestailbabybestsellerdiTorinoSpettacoli. Si prenota per Donne che voglio tutto in scena al Teatro Gioiello dal 10 al 19 maggio TEATRO AGNELLI via Sarpi 111, tel. 011 30.42.808.Insolito.Mercoledì24ore21 Assemblea Teatro in “L’inafferrabile, storie di lotta e d’amore al tempo della resistenza” TEATRO ASTRA via Rosolino Pilo 6. Sala Grande. NarcisoMMCompany, Palcoscenico Danza. Mercoledì 24. TEATRO BARETTI via Baretti 4, tel. 011 655.187.Illibraiosuonasempreduevolte A cura della libreria therese – profumi per la mente. Ingresso gratuito. Mercoledì 24. Ore 21

TEATRO CARDINAL MASSAIA via So-

vello, commedia comica e brillante

spello32,tel.011257.881.Sabato27ore 21, compagnia Chi è di Scena in Dolce Cinderella il musical. Sabato 4 maggio compagniaLaRosadeiVentiinSherlock Holmes e il mistero della felicià perduta

TEATRO REGIO. Ore 15 Don Carlo di G.

TEATRO CIVICO GARYBALDI DI SETTIMO TORINESE via dei Partigiani 4 - Set-

timo Torinese, tel. 011 80.28.456. Stasera ore 21 Les Petits Filous in Angelinadi e con Fulvia Beatrice Romeo TEATRO DELLA CONCORDIA c.so Puccini - Venaria, tel. 011 42.41.124. Revolutions di e con Baz. Venerdì 3 maggio. Ore 21 TEATRO DI DIONISO via Manzoni 3, tel.

011 51.72.826. Parole d’artistaLunedì 29. Ore 18 (Biblioteca Astense - Asti) TEATRO IL MULINO via Riva Po 9 - Piossasco,tel.01190.41.984.Nabuccoopera in quattro atti live dalla Royal Opera House di Londra di Giuseppe Verdi. Giovedì 29. Ore 20.15 TEATRO MARCHESA corso Vercelli 141,

tel. 338 87.06.798. Oggi ore 16, Barbari Invasori in “Zitelle”di Walter Re-

Verdi. G. Noseda direttore. Regia di H. de Ana. Orchestra e Coro del Teatro Regio. Con R. Vargas, B. Frittoli, I. Abdrazakov, L. Tézier, D. Barcellona, M. Spotti. Il 23/4 ore 20 ultima replica TEATRO SUPERGA piazzetta Macario -

Nichelino,tel.01162.79.789.Stagione di prosa: Domenica 5 maggio ore 21 “L’uomo, la bestia e la virtù” regia di Andrea Battistini. Stagione Lirica: Sabato25maggioore20.30“Otello”Orchestra Sinfonica Cantieri d’Arte TEATRO VITTORIA via Gramsci 4, tel. 011

51.76.246. Unione Musicale. ConcertoValentinaValentesoprano,ErikBattaglia pianoforte “La solitudine di Arianna”. Martedì 23. Ore 20. Info 0115669811 TEATRO SOCIALE piazza Vittorio Ve-

neto 24, tel. 012 17.95.472. Quello che prende gli schiaffi libera versione di Glauco Mauri, con Glauco Mauri e Roberto Sturno. Domenica 5 maggio. Ore 21


T1 T2

DOMENICA 21 APRILE 2013 LA STAMPA 78


T1 AL AO AT BI CN CV IM PR SR SV T2 VC

LA STAMPA DOMENICA 21 APRILE 2013

Il tempo

Rovesci e temporali sparsi, più sole sulle zone centrali

SITUAZIONE

NORD

CENTRO

SUD

Sulla Penisola resta una circolazione di aria fresca e umida che manterrà ancora oggi e domani nuvolosità variabile con rovesci e temporali a tratti. Da martedì una fascia di alta pressione riporterà condizioni più soleggiate, quantomeno al Centro-Nord.

Al Nord-Ovest in gran parte nuvoloso con piogge al mattino sulle zone occidentali e rovesci e temporali sparsi nel pomeriggio; più sole sulla Liguria. In Lombardia e Trentino nuvoloso con piogge a tratti, altrove nuvolosità più variabile con locali rovesci.

Sulla Sardegna un po’ di sole sulle zone meridionali, variamente nuvoloso sul centro-nord dell’isola con rovesci e temporali sparsi. Ampie schiarite al mattino sulle altre zone centrali, con nuvolosità pomeridiana a locali temporali tra Marche e Abruzzo.

Parzialmente o irregolarmente nuvoloso con nubi più compatte sulla Sicilia e sull’interno della Lucania, dove vi saranno rovesci e temporali. Spazi più soleggiati su Molise e Napoletano con variabilità pomeridiana e locali rovesci sparsi. Venti deboli da sudovest.

NUVOLOSO

POCO NUVOLOSO

IN EUROPA

Il Sole

LE PREVISIONI DI OGGI

SOLE

COPERTO

DOMANI

VARIABILE

Tempo .79

.

PIOGGIA DEBOLE-MODERATA

PIOGGIA INTENSA

TEMPORALE

NEBBIA

NEVE

VENTO

Sorge alle ore 6 e 18 minuti

Tramonta alle ore 19 e 59 minuti

Culmina alle ore 13 e 9 minuti

LUNA PIENA

La Luna Si leva alle ore 15 e 19 minuti

MARE CALMO

Cala alle ore 3 e 36 minuti

POCO MOSSO

Bel tempo su Portogallo, Spagna, sull’ovest della Francia, Inghilterra, tra la Svezia, Baltico fino a Bielorussia. In parte soleggiato tra Germania e Polonia, con locali rovesci e variabile con locali temporali sui Balcani.

25-apr

MARE MOSSO

MARE AGITATO

Le precipitazioni attese oggi

LA TENDENZA DELLE TEMPERATURE In aumento al Centro-Nord, in calo al Sud. Trento 10 16 Aosta 9 15 Torino 10 16

Milano 11 16 Genova 10 17

Bologna 13 20

Venezia 13 18

Firenze 9 20 Perugia 7 18

Schiarite al Nord, ma con rovesci pomeridiani a ridosso dei rilievi; variabilità al Centro-Sud con temporali su zone interne.

Trieste 13 23

Ancona 13 17

Roma 9 19

DOPODOMANI

DEBOLI

L‘Aquila 8 16 Campobasso 8 17

FORTI

MOLTO FORTI

Foggia 11 23

Vigilanza meteo di oggi e domani Bari 11 21

Napoli 12 20

Alghero 11 15

MODERATE

Piogge e rovesci sulle zone settentrionali e al Sud, più irregolari al Centro.

Potenza 7 15

Cagliari 9 19

Catanzaro 12 18 Palermo 15 19

Reggio Calabria 15 21

Catania 13 20

Più sole, ma con addensamenti e variabilità su zone interne centro-meridionali, con rovesci e locali temporali.

ALGERI ANKARA BAGHDAD BANGKOK BEIRUT BOMBAY BRASILIA BUENOS AIRES CALGARY CARACAS CASABLANCA CHICAGO CITTÀ DEL CAPO CITTÀ DEL MESSICO DAKAR DUBAI FILADELFIA GERUSALEMME HONG KONG IL CAIRO JOHANNESBURG KINSHASA LA MECCA L'AVANA LOS ANGELES MANILA MELBOURNE MIAMI MONTREAL NAIROBI NEW YORK NUOVA DELHI PECHINO SHANGHAI SINGAPORE TOKYO WASHINGTON

MIN ˚C MAX ˚C OGGI

11 4 15 27 13 23 15 17 -8 20 15 -1 10 12 19 24 1 8 22 8 8 23 26 24 14 26 8 23 -2 17 3 23 4 6 26 7 6

18 13 25 36 18 33 26 25 1 28 26 11 22 28 28 31 12 12 23 22 16 32 36 31 23 34 20 27 8 23 11 34 19 14 30 9 13

MODERATA

ELEVATA

ESTREMA

A cura di www.nimbus.it

Centimetri-LA STAMPA

Domenica Guarda che tempo

Tempo e temperature previsti nel mondo e in Europa CITTÀ

NESSUNA

Locali temporali con grandine sulle zone del Nord.

CITTÀ

AMSTERDAM ATENE BARCELLONA BELGRADO BERLIN BERNA BRATISLAVA BRUSSELS BUCAREST BUDAPEST COPENHAGEN DUBLIN EDIMBURGO HELSINKI ISTANBUL LISBONA LONDRA LUBIANA MADRID MOSCA OSLO PARIGI PODGORICA PRAGA REYKJAVIK ROMA SARAJEVO S. PIETROBURGO SOFIA STOCCOLMA TALLINN TIRANA VARSAVIA VIENNA VILNIUS ZAGABRIA

MIN ˚C MAX ˚C OGGI

3 8 9 12 6 4 9 3 11 11 4 8 7 0 7 12 3 10 5 6 1 6 11 7 0 9 6 0 6 -1 -1 8 3 10 0 10

12 23 16 22 16 11 20 13 20 21 9 11 9 9 15 24 11 22 19 9 7 15 24 18 5 19 22 7 18 11 8 22 12 19 10 22

CALDO RECORD IN GERMANIA

Si corre e si balla davanti al Duomo di Berlino n Un’ondata di caldo anomalo ha colpito la Germania e a

Berlino, diventata una delle grandi capitali del turismo internazionale, la gente si diverte all’aria aperta: qui una bambina e una ragazza giocano davanti alla fontana del Duomo, la gran-

de chiesa fatta costruire dall’imperatore Guglielmo II. Disegnata dall’architetto Julius Raschdorff, fu ultimata nel 1905 ed è un esempio di sfarzoso stile neobarocco. Il monumento è una delle maggiori attrazioni della capitale tedesca.


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Profile for Alessio Ruta

NAPOLITANO AL SECONDO MANDATO // 21/03/2013  

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano accetta la richiesta dei partiti per il secondo mandato: Ora ognuno faccia la sua parte.

NAPOLITANO AL SECONDO MANDATO // 21/03/2013  

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano accetta la richiesta dei partiti per il secondo mandato: Ora ognuno faccia la sua parte.

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