Conosco l’amore di Michele Penco per il disegno di realtà dai giorni in cui, appena conosciuti (lui era un ragazzino) prendemmo ad andare a disegnare in giro. La prima volta che vidi un suo disegno dal vero (era la prima volta che ci provava ed erano delle colline lucchesi) pensai di ammazzarlo. Lo pensai davvero: assassinarlo e fare una buca con una pala e metterlo nella buca. Chi lo avrebbe trovato? Lo pensai davvero. L’invidia, per un disegnatore, è una bestia terribile. Gipi