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Ladispoli in MoVimento Quando la politica è solo un mestiere per pochi Nell’avvicendarsi dei governi, nei nostri Comuni, abbiamo assistito spesso a un “modus operandi” che non teneva conto degli interessi della collettività, ma si basava su favoritismi e clientelismi. Il cosiddetto voto di scambio ha prodotto dei danni incommensurabili nel tessuto sano del nostro Paese. Nella convinzione che fare politica sia solo dare il voto e, finito questo compito, si può continuare a fare ciò che piace, ci si rende complici di un sistema marcio che sta portando l’Italia verso il disastro. Se prendiamo in dettaglio il nostro territorio, Ladispoli e Cerveteri, per poi magari spingerci a Civitavecchia, dobbiamo chiederci se noi cittadini siamo davvero esenti da responsabilità, se alla fine, le ultime scelte scellerate dei nostri amministratori, non siano frutto anche di scelte nostre di"tanto io non mi interesso di politica". Sui giornali si attribuisce con molta facilità a questo o a quel politico di turno la “debacle”. Ma non abbiamo forse, votandoli, avallato ancora una volta un sistema in cui delegavamo senza partecipazione? Non siamo stati noi che, più o meno inconsciamente, abbiamo votato chi poteva favorirci in questa o quella cosa? La politica che abbiamo sostenuto finora è basata sull’egoismo individuale e sarebbe ora di rendersene conto per non fare più gli stessi errori. Se a Cerveteri, ad esempio, è andato avanti per anni il progetto del mega centro commerciale, non sarà che noi abbiamo votato i referenti di quelli stessi che lo avevano portato avanti? Se ci lamentiamo dei progetti di ulteriore cementificazione di Ladispoli non siamo forse noi stessi che abbiamo avallato un certo modo di fare politica? Non dunque le persone,che possono essere anche dei galantuomini o gentildonne, ma è il “sistema”che non va più. Dovremmo sostituire al concetto verticistico della politica quello di Comunità,di Solidarietà e di Impegno civile. Dovremmo smettere di guardare il nostro orticello opponendoci ad inceneritori e impianti a combustione solo quando sono vicini a casa nostra. Sui nostri politici dobbiamo affilare lo sguardo,non i coltelli e denunciarne le magagne. E’ fin troppo facile trovare un capro espiatorio in questo o quell’amministratore,quando continuiamo a privilegiare un tipo di vita consumistico, malgrado la crisi, o a dare un voto per ottenere un posto di lavoro. Siamo ancora un popolo immaturo che si affida. Cerchiamo di crescere. Maria Emilia Baldizzi

Straordinarie Presenze, Ordinarie Assenze: Tre Cittadini Parlamentari A Ladispoli

"Il vigliacco muore più volte al giorno... il coraggioso una volta sola "

ONOREVOLI La stampa e i politici locali snobbano l'evento, i cittadini no.

"Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi. Prima di abituarci alle loro facce. Prima di non accorgerci più di niente"

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Reportage foto Facciamo chiarezza su una questione controversa

Il Sindaco Paliotta risponde alle nostre perplessità


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In mezzo ai lupi Abbiamo un "nuovo" governo. Ma…siamo andati a votare? Pare di sì eppure la situazione non sembra cambiata. Grillo aveva detto: tutti a casa. Ma a casa non c’è andato nessuno. A casa ci vanno gli esodati, i pensionati che fanno un solo pasto al giorno, perché mangiare costa, i giovani che vivono con la pensione dei genitori, o che devono emigrare, i disperati che ogni giorno si chiedono qual è il modo migliore per suicidarsi (corda o buttarsi dal balcone?). In parlamento c’è il fior fiore dei competenti e degli onesti. Figuriamoci!! Gente che ha studiato,intelligente e volenterosa. Gente nelle cui mani l’Italia è come la nave di Schettino. Brava gente gli italiani,che si affidano ancora al re del bunga bunga. Brava gente chi crede ancora che il PD sia di sinistra. Eravamo convinti che ci eravamo risvegliati, infatti dopo le elezioni hanno “invaso” il Parlamento tante facce pulite e con la voglia seria di lavorare. Non molliamo. Sosteniamoli…ce li abbiamo mandati noi in mezzo ai lupi! Attilio Tomasino

Valerio Guagnelli Scanzani

Ines M.


“Operatore EDP” della durata di 300 ore ricolto a 15 utenti, i quali, con l’utilizzo del laboratorio multimediale presente nei locali di via delle Azalee hanno potuto acquisire le competenze teorico/pratiche previste dal profilo professionale della qualifica.

Il contratto di affitto rinnovato sarà disponibile, non appena firmato, presso gli uffici della Segreteria Comunale, considerato che la trasparenza non è “sbandierata” ma attuata.

Il Comune non ha “tanti locali di proprietà liberi e disponibili” per l'uso in questione, né per altri usi tanto che deve ancora ricorrere a strutture in affitto. Nella vostra comunicazione si parla di “tanti” locali di proprietà comunale; possiamo chiedere quali sono questi locali di proprietà e non utilizzati?

L'inadeguatezza di cui si parla nella delibera è stata certificata dal verbale della Als, redatto dopo il sopralluogo effettuato in data 2/1/2013.

Il numero dei Vigili Urbani negli ultimi 20 anni è rimasto sempre di 24/25 unità tra personale a tempo determinato e personale a tempo indeterminato.

I locali di via delle Azalee, per valutazione dell'Ufficio tecnico Comunale sono gli unici, tra quelli già in uso del comune, a poter ospitare il Comando dei Vigili Urbani in base alle normative vigenti, normative diverse da quelle esistenti al momento della costrizione della sede comunale. Ad ogni buon conto le attività svolte in Via delle Azalee non sono state poche e sporadiche. Nell’anno 2012 sono stati erogati presso la sede individuata dal Comune di Ladispoli interventi formativi rivolti a persone in cassa integrazione e in mobilità. L’iniziativa promossa dal Comune ha risposto all’esigenza di circa 100 lavoratori soggetti al trattamento di cassa integrazione guadagni o mobilità obbligati alla frequenza di percorsi di qualificazione e riqualificazione professionale. E’ così che il Comune di Ladispoli, disponendo di locali attrezzati siti in via delle Azalee, 4 considerata l’assenza sul territorio di tale servizio, ha inteso sensibilizzare gli operatori della formazione accreditati dalla regione lazio per l’attivazione dei percorsi formativi previsti dalla Regione lazio con Determina Dirigenziale 2333/99. Di particolare rilievo è stata l’erogazione del corso di qualificazione professionale per

Idem c.s.


La centrale a biogas in costruzione a Pian della Carlotta (Sasso)

BIOGAS? NO, BIOTRUFFA Grazie agli interventi del dottor Montanari e di altri tecnici ormai sembra chiara la pericolosità e l’inutilità dell'impianto

Una Legge verso “rifiuti zero”

L.I.P. Legge di Iniziativa Popolare

Gennaro Martello

Attilio Tomasino


Nei giorni scorsi presso la palude di Torre Flavia è stato avvistato un uccello che raramente si trova in Europa: la spatola bianca. Prontamente fotografata da Andrea Gallozzi pubblichiamo con piacere la foto e relativo identikit del volatile.

Antonio Pizzuti Piccoli Angelo Alfani


Alberature stradali, aiuole pubbliche, parchi e giardini a Ladispoli

DECORO URBANO Il verde urbano deve essere tutelato in ogni sua forma, anzi, deve essere posto al centro degli interessi comunali quale interesse strategico prioritario. Il decoro urbano rappresenta uno degli elementi maggiormente caratterizzanti e qualificanti per ogni città; in tale ambito il verde urbano – alberature stradale, aiuole pubbliche, parchi e giardini – concorrono in maniera predominante ad influenzare, in modo positivo o negativo, l’immagine della città. Il verde urbano infatti fornisce un importante elemento di discontinuità alle aride volumetrie del cemento armato assicurando il miglioramento dell’aspetto estetico, igienico e della vivibilità della città. Al pari del bosco, il modello del verde urbano è basato sui seguenti paradigmi: protezione, produzione, ricreazione, igiene e cultura. In base, appunto, a questi paradigmi deve essere coniugato e progettato lo sviluppo del territorio comunale tenendo conto dell’ambito più ampio dell’arredo urbano. L’importanza del verde pubblico è fondamentale nel contesto urbano per la grande valenza ambientale e di benessere per i cittadini. Oltre alla funzione di ombreggiamento, il verde urbano assorbe la radiazione solare e ne limita il riverbero, possiede una funzione mitigante dell’inquinamento e migliora l’ossigenazione, ha infine un effetto di attrazione della fauna, avicola in particolare, che può trovare rifugio all’interno della città. Per tutti questi motivi il verde urbano deve essere tutelato in ogni sua forma, ed anzi, deve essere posto al centro degli interessi comunali quale interesse strategico prioritario. Di seguito vengono analizzati alcuni parametri da tenere in considerazione per la progettazione e la gestione dell’arredo e del verde urbano pubblico. Dimensioni: Alcuni alberi (detti di prima grandezza, come platani, tigli ed aceri) possono facilmente raggiungere e superare i 25 metri di altezza e devono essere posti a dimora garantendogli un adeguato spazio di accrescimento (ad esempio non possono essere messi a dimora in marciapiedi non più larghi di due metri). La presenza di illuminazione stradale, di cavi aerei, l’intralcio della carreggiata, la prossimità di abitazioni, la presenza di segnaletica, sono i parametri principali nella scelta della specie da impiantare. Il sesto di impianto, cioè la distanza tra una pianta ed un’altra sulla fila, è un altro parametro da tenere sempre in considerazione: una distanza di impianto insufficiente comporta continui oneri di potatura oltre ad un effetto estetico insufficiente. Estetica: la funzione estetica è uno dei parametri maggiormente qualificanti del verde urbano. Deve essere evitato un eccesso di colorazioni (ad esempio dei toni di verde o delle fioriture), una elevata eterogeneità delle specie impiantate (gestire il mix tra piante autoctone ed esotiche), un errato equilibrio delle altezze e delle dimensioni delle piante. Potatura: rappresenta una delle voci di gestione del verde più importanti a causa degli oneri ad essa connessi. La potatura deve essere effettuata sempre da personale formato e specializzato in quanto una errata potatura può comportare danni considerevoli se non la morte della pianta. La capitozzatura (asportazione pressoché totale della chioma delle piante) deve essere sempre assolutamente evitata - se non per casi eccezionali relativi all’asportazioni di parti malate - per le conseguenze traumatiche sulle piante adulte, per il pessimo effetto estetico e, last butnotleast, per gli ulteriori costi di potature di “riformazione” da effettuarsi negli anni seguenti. Provenienza: le piante autoctone sono sempre da prefe-

rirsi per la facilità di adattamento all’ambiente; la flora mediterranea fornisce una grande dovizia di specie vegetali arboree ed arbustive, sempreverdi e non, per l’arredamento urbano. Le specie alloctone, cioè esotiche, hanno una grande diffusione nel nostro territorio, alcune come la palma, il platano, la magnolia e l’eucalipto “naturalizzate” da moltissimo tempo fanno ormai parte del paesaggio. Per l’introduzione di nuove specie è sempre necessario tener conto della adattabilità al clima ed all’ambiente del territorio nonché dell’impatto estetico ed ecologico sul paesaggio cittadino. Una elevata presenza di piante esotiche può conferire un aspetto anomalo ed incoerente al paesaggio. Resistenza: negli ultimi anni sempre più spesso si è verificata la comparsa di parassiti che hanno provocato danni ingenti al verde urbano: il punteruolo rosso (un coleottero diffusosi nel Lazio dal 2006) ha distrutto l’intera popolazione di palme da dattero (Phoenix dactylifera) del comprensorio. La grafiosi dell’olmo (un agente patogeno fungino), particolarmente virulenta a partire dagli anni 80, ha devastato la popolazione degli olmi, tanto da ridurne notevolmente la presenza nel territorio. La diffusione della tingide americana ha attaccato in modo massiccio le piante di platano presenti. Poiché la lotta chimica delle alberature stradali comporta notevoli difficoltà tecniche è necessario prevenire il diffondersi di queste malattie assicurando adeguati interventi tecnico-agronomici di gestione del verde e di manutenzione per rendere le piante meno recettiva alle malattie. Generalmente è necessario prediligere le specie/varietà con comprovata resistenza ai più diffusi agenti patogeni. Le specie prescelte dovranno inoltre poter vegetare in presenza di venti forti (specie se dominanti), salinità, smog, traffico veicolare, ecc. Radici: l’apparato radicale raggiunge uno sviluppo equivalente alla chioma soprastante e quindi è indispensabile che esso sia messo in condizione di accrescersi e respirare; ciò comporta che per gli alberi deve essere garantita un’area di rispetto alla base della pianta di almeno 2x2 m. L’apparato radicale differisce da specie a specie; per quanto riguarda le specie da arredo urbano deve essere tenuto conto che le specie con apparato superficiale devono essere scartate in caso di prossimità di muri, marciapiedi e costruzioni. È inoltre fondamentale, nel caso di operazioni di scavo in prossimità di aree a verde, attenersi a semplici regole per non danneggiare l’apparato radicale e compromettere lo sviluppo vegetativo e la stabilità delle piante. Facendo una passeggiata per Ladispoli sembrerebbe che, alla luce delle informazioni riportate nell’ articolo, gli “esperti” del Comune non abbiano le idee molto chiare. Siamo fermamente convinti che non è mai troppo tardi per cambiare un modus operandi oggettivamente sbagliato a favore di un comportamento più rispettoso e sostenibile verso la natura e l’ambiente che ci circonda. Mario Cerulli

8 RAGIONI PER NON "CAPITOZZARE" GLI ALBERI 1) RIDUZIONE DI SOSTANZE NUTRITIVE Gli interventi di potatura eseguiti correttamente non rimuovono più di un terzo della chioma, per non interferire con la produzione di sostanze nutritive da parte dell'apparato fogliare. La capitozzatura elimina un'esagerata porzione di chioma, tale da sconvolgere l'assetto generale dell'albero, interrompe la capacità di produrre sostanze nutritive e determina una vera crisi energetica, a svantaggio di funzioni vitali quali la difesa delle aggressioni patogene. 2) STRESS DELL'ALBERO La chioma di un albero è simile a un ombrello che ripara dall'azione diretta dei raggi solari. Con l'eliminazione di questo schermo naturale, il tessuto della corteccia rischia vere e proprie scottature. 3) INSETTI E MALATTIE I monconi di un albero capitozzatorimarginano le ferite con grande difficoltà e in tempi lunghi. Le notevoli dimensioni dei tagli ostacolano il funzionamento del sistema naturale di difesa dell'albero, e i monconi sono facilmente attaccabili da insetti, parassiti, spore di funghi e carie del legno. 4) INDEBOLIMENTO DEI RAMI Il legno di un nuovo ramo che spunta dal capitozzo presenta un'attaccatura più debole di quella naturale. La caduta del nuovo ramo in seguito , per esempio, a forte vento è una naturale conseguenza. 5) RICRESCITA TROPPO VELOCE Spesso lo scopo di una capitozzatura vuole essere il controllo di una crescita verticale. In pratica si ottiene l'effetto opposto: infatti i rigetti successivi sono più numerosi di quelli che si sarebbero sviluppati in una situazione normale, e crescono inoltre con grande velocità, tanto da riportare in tempo breve l'albero all'altezza precedente, con l'aggravante però di una chioma disordinata e meno robusta. 6) MORTE DELL'ESEMPLARE Alcuni alberi adulti non sopportano proprio la capitozzatura. Alcuni reagiscono malissimo all'intervento drastico e la capitozzatura porta al rapido essiccamento della pianta. 7) IL RISULTATO ESTETICO SGRADEVOLE Un albero capitozzato è come sfigurato. Anche nel caso di una buona reazione e di ricrescita, non potrà mai recuperare la bellezza e la conformazione naturale primitiva. fonte: "Potature einnesti" EDI Gaia

8) REGOLAMENTO COMUNALE Il regolamento comunale dà delle prescrizioni molto precise in merito alla gestione delle alberature urbane ma viene regolarmente ignorato dagli uffici competenti del Comune stesso. Vedasi l’Articolo 3 Punto 4 del Regolamento Comunale per la tutela del verde e delle alberature (Deliberazione del Consiglio Comunale n° 35/1999 e n° 81/2001), che al punto 4 vieta sugli alberi pubblici l’operazione di capitozzatura e le potature di grossi rami, cosa che invece viene praticata su tutti gli alberi di Ladispoli. La situazione degli alberi a Ladispoli ci fa capire come l’Amministrazione non applichi le regole che essa stessa si è posta e di questo noi comuni cittadini ci rammarichiamo molto. Se il nostro Sindaco e la nostra amministrazione comunale, eletta con consenso democratico dai cittadini, non rispetta le regole per prima, o non le fa rispettare, a chi dobbiamo rivolgerci perché nella nostra cittadina regnino legalità e civico rispetto? Altro episodio di analoga mancanza del rispetto del regolamento comunale si è verificato poco tempo fà in occasione della sosta del circo Orfei di fronte alla caserma della Guardia di Finanza. Il circo deteneva animali selvatici contravvenendo al Regolamento per la tutela degli animali e per la prevenzione del randagismo (approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 61 del 20/10/2003); tale regolamento recita all’Articolo 6: ” E' vietato in tutto il territorio comunale la sosta di automezzi, circhi o altri spettacoli viaggianti che abbiano al seguito animali selvatici in cattività, quali felini, ursidi, ippopotami, rettili, primati, zebre, giraffe e altri animali della savana, cetacei e mammiferi marini". Ogni volta che facciamo osservare queste mancanze, gravi a nostro avviso, da parte dell’Amministrazione, regolarmente ci viene in risposta un impegno da parte dell’Amministrazione a far si che ciò non accada più; riteniamo che questo gioco delle parti sia ormai degno della peggiore gestione della città e vogliamo chiarezza nei confronti dei cittadini. L’amministrazione ci faccia sapere se tutto ciò è frutto di una svista gestionale della macchina comunale o se il non rispettare leggi e regolamenti rientra nelle buone prassi dell’amministrazione in carica. In ogni modo noi cittadini siamo esterrefatti di fronte a tale modo di gestire la cosa pubblica. In materia di ambiente ci sono verità oggettive, da cui non si può prescindere, ma da questo orecchio il Comune non ci sente. M5STELLE LADISPOLI


UN TRANQUILLO POMERIGGIO DI PAURA A LADISPOLI

...E LA PISTA S'INTERROMPE Ingenuamente pensavamo che la bella pista ciclabile realizzata quest'inverno grazie ai soldi della provincia arrivasse fino alla palude di Torre Flavia. Invece un atto evidentemente scontato per noi non lo è stato per il Comune. La pista "stranamente" si interrompe davanti ad un "noto" campeggio. Sarebbe bastato prolungarla di un centinaio di metri per consentire a concittadini e turisti di raggiungere l'oasi protetta Le malelingue potrebbero pensare che si tratti di un favore fatto al proprietario... ma non stiamo sempre lì a pensar male.

SCOGLIO SELVAGGIO ... E PARCO SELVAGGIO

La mia adorabile bambina ha ormai 8 anni e oggi ha “preteso” il battesimo della strada, in bici. L’ho voluta accontentare e quindi, confidando nelle piste ciclabili presenti a Ladispoli, dal quartiere Miami mi sono avventurato verso i giardini di Via Firenze. In prossimità del centro commerciale Leclerc, il primo ostacolo: un pericoloso cancello divelto che giace lì da tempo immemore (foto 1).

nell’asfalto) di un pericoloso tombino rotto (foto 6).

Ma come?! Proprio dove i bambini corrono con bici, pattini e monopattini?! Va bè, mi siederò su una panchina e la terrò d’occhio. Ma dove mi siedo? Le poche panchine sono tutte occupate (foto 7).

Ma mia figlia è un tipo sveglio e con uno splendido slalom supera brillantemente l’ostacolo. Va bè, forse sarà sfuggito a chi di dovere. Vuol dire che segnalerò la cosa al Sindaco o a chi per lui. Fischiettando continuiamo il nostro giro in bici fino a via Caltagirone. Eppure ricordavo che c’era una pista ciclabile… in effetti c’è, ma è quasi invisibile (foto 2). Non ci lasciamo abbattere e proseguiamo verso la tanto ambita meta. Lo slalom continua per evitare i tombini, ma che volete, non si può mica pretendere l’impossibile. In via Castellammare di Stabia comincio ad innervosirmi un po’ perché degli incivili occupano prepotentemente la pista ciclabile con le loro auto costringendoci a pericolose deviazioni verso il centro della strada (foto 3).

Allora mi siederò a terra sull’erba, ma non mi sembra opportuno (foto 8).

VIALE ITALIA CHIUSA AL TRAFFICO? E IL CAMPETTO DOVE LO METTO?... Certo che nemmeno le regole base di convivenza civile! Quanto mi piacerebbe vedere la polizia municipale che interviene, ma forse sono impegnati altrove. Per fortuna siamo quasi arrivati. Evitando qualche buca nel manto stradale (va bè, però ha piovuto tanto)… (foto 4)

Resto in piedi e mentre mia figlia gioca con gli altri bambini faccio due passi nei dintorni. Certo che i campetti da gioco andrebbero curati un po’ di più… (foto9). Mia figlia dopo tanto correre è stanca e assetata. Niente paura: c’è la fontanella! Schiaccio il pulsante che eroga l’acqua, ma la pressione è talmente forte che non permette a nessuno di bere, al massimo una bella inzuppata alle scarpe (foto 10).

…mi avvicino alle strisce bianche per attraversare via Firenze e raggiungere i giardini. Ma nessuno si ferma. Un po’ per inciviltà, un po’ perché anche in questo caso le strisce sono praticamente invisibili (foto 5). È ora di rientrare. Ci rimettiamo in sella per tornare a casa. Il pensiero di ripercorre quelle strade mi preoccupa. Mia figlia è felice per la splendida avventura (foto 11), io… un po’ meno.

Per fortuna è andato tutto bene. Non mi voglio arrabbiare per non rovinare un tranquillo pomeriggio al parco. Mentre mia figlia affina la guida nella pista all’interno dei giardini mi accorgo (a parte le buche e le crepe

Alfonso Lustrino


Restitution Day Regione Lazio

"La sovranità non può essere rappresentata, per la stessa ragione per cui non può essere alienata; essa consiste essenzialmente nella volontà generale, e la volontà non si rappresenta: o è quella stessa, o è un'altra; non c'è via di mezzo. I deputati del popolo non sono dunque né possono essere suoi rappresentanti; non sono che i suoi commissari: non possono concludere nulla in modo definitivo. Ogni legge che non sia stata ratificata direttamente dal popolo è nulla; non è una legge. Il popolo inglese crede di essere libero, ma si sbaglia di grosso; lo è soltanto durante l'elezione dei membri del parlamento; appena questi sono eletti, esso diventa schiavo, non è più niente. Nei brevi momenti della sua libertà, l'uso che ne fa merita di fargliela perdere."

LADISPOLI HA BISOGNO DI TE! Non c'è nessuno che farà al posto tuo quello che puoi fare tu Chi ha votato o simpatizza per il MoVimento 5 Stelle e ora si aspetta di vedere gli effetti del suo voto o della sua simpatia è chiamato ad apportare il suo contributo all'attività del MoVimento stesso. La domanda: "Voi che cosa state facendo?" per il M5S non ha alcun senso, non vuol dire niente perché non c'è una struttura di partito preesistente, a cui delegare l'attività politica, che caratterizza i partiti tradizionali. L'unica domanda sensata è invece: "Noi cosa stiamo facendo?!". L'unico modo per realizzare il programma del MoVimento è partecipare all'attività del MoVimento, ciascuno con il contributo che può apportare, anche piccolo, anche minimo. Insomma non c'è nessuno che farà al posto nostro quello che possiamo fare noi. Ognuno è chiamato a “metterci il suo pezzettino di…” come ci ha detto Beppe Grillo nell’incontro di Cerenova nell’aprile del 2012. Senza questa partecipazione degli elettori, il gruppo degli attivisti di Ladispoli è attualmente composto da un numero di persone che non è sufficiente per conseguire risultati significativi in termini di realizzazione del programma e di cambiamento del modo di fare politica degli attuali amministratori. Rischiamo quindi che le cose rimangano così come sono sempre state, anzi che peggiorino ulteriormente in futuro. Anche il voto al MoVimento 5 Stelle sarebbe così vanificato. Il MoVimento è costituito dalla comunità di persone che lo hanno votato.

COLLABORA ATTIVAMENTE. CONTATTACI! Email: ladispolicinquestelle @gmail.com Manda un SMS al 3425498386

Colibrì n2  

giornale politico culturale con uscita bimestrale a cura del MoVimento 5 Stelle di Ladispoli

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