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2a edizione

action painting

vino versato ad arte


ideazione e direzione artistica

Lorenzo Alagio


LA CRUENTA RIVOLUZIONE DI UNA TOVAGLIA, BIANCA, MACCHIATA DI VINO. ROSSO. l’imbarazzo che comporta il riconoscimento di uno sbaglio. Assumendo il noto aforisma di Stanislaw Lec ammettiamo che “l’anello più debole della catena è anche il più forte perché può romperla”. Stradella invita gli amici artisti a tavola. Un contesto che, in piccolo, esemplifica ogni consesso sociale: le convenzioni, i È al lungo viaggio dell’arte riti, le posizioni, le piccole grangestuale che guarda questo di leggi del galateo sono riflespiccolo progetto. Invitando gli so di norme di vita più generali. amici artisti a liberare e libe- Attorno al tavolo si sviluppa un rarsi; ad annullare i magnifici microcosmo che riproduce, in ed immaginifici filtri progettuali scala, la “vita vera”. che portano alla costruzione dell’opera. Accettando il ri- A rompere l’equilibrio, nella picschio, il gioco, l’azzardo di una cola Repubblica Indipendente della Tavola è – come spesso creazione quasi sciamanica. accade nella realtà – un evenUn azzardo che si misura, iro- to violento, traumatico, inconnicamente e provocatoriamen- trollabile e imprevisto. Un atte, con la filosofia dell’errore: tentato, forse. Un cataclisma. nella proposta di esorcizzare Il rovesciamento, sulla tovaglia C’è un’arte che è calcolo. Ed un’altra che è puro istinto. C’è un’idea di opera che trova, nel momento in cui il pennello si appoggia sulla tela, solo l’ultimo passaggio di un lungo e complesso processo di speculazione. E c’è un fare arte che è azione, immediatezza; irragionevolezza sublime.

cola Rivoluzione. A rovesciare sulla tovaglia bianca della consuetudine una bottiglia di sano Un fatto capace di rompere gli e vitale vino rosso. Poi, pennelli equilibri interni allo Stato Tavo- alla mano, spazio all’estro e la: l’invasione del caos in una alla fantasia: il vino diventi vera situazione stretta nei suoi – pur e propria materia pittorica, da cordialissimi – schemi prefissa- stendere e plasmare. ti. Un atto sovversivo. Un gesto che presuppone, se vogliamo, Nasca una galleria di tele di addirittura violenza. Una ironica fiandra, rosse dei riverberi della Croatina. Nascano inedite virivoluzione, quindi. sioni di un territorio che guarda Ma inconsapevole. Casuale. al vino nella sua complessità Come tutte le migliori rivoluzio- di “facilitatore sociale”, fattore ni. Quelle capaci di modificare economico, prodotto capace insieme ai nostri costumi l’oriz- di orientare il paesaggio e la zonte visuale della società. vita di un intero territorio. Senza traumi. Pensiamo solo alla minigonna di Mary Quant: mai un altro pezzo di stoffa , piazzato al punto giusto, ha saputo sconvolgere un’epoca. bianca, di una bottiglia di buon sano vino rosso.

Stradella invita gli amici artisti a compiere insieme questa pic-

[di Francesco Sala]


narciso

ruggero

bresciani

maggi

de carolis

rumis

mario

elena


armando

tinnirello micaela

tornaghi

con una performance di

brigata topolino


www.narcisobresciani.altervista.org


Narciso Bresciani, maestro scultore proveniente dall’Accademia delle Belle Arti di Brera, espone dal 1994 (Pavia, Torino, Asti, Macerata, Parma, Suzzara, Milano, Reggio Emilia) ed è un artista poliedrico le cui creazioni spaziano dal design ai ritratti, dai bassorilievi bronzei ai monili in oro, rame e grés ideati e disegnati per l’arte orafa. L’artista si misura anche con le grandi installazioni, come nel caso di Altalenando oltre il limite, dove, mascherato dal gioco dell’altalena, il salire e lo scendere celano lo scorrere del tempo e il suo ritmo. L’opera trae origine da diverse motivazioni, tra cui l’interazione delle esigenze personali proprie e altrui al fine di materializzare il pensiero, rendendolo scambio dinamico e non univoco. Altalenando oltre il limite rappresenta dunque una metafora della vita, la ricerca dell’equilibrio e lo scambio di energia. Altra componente importante dei lavori di Narciso Bresciani è la temporalità, che traspare da tutte le sue sculture. La logica dell’artista vede la natura come un passaggio continuo da uno stato di essere a uno diverso e successivo, in uno sperimentare continuo e plastico, vitale e ininterrotto. Questo concetto esprimono appunto le opere della serie La terra che parla: croci o mani intrecciate che simboleggiano la sperimentazione sulla natura organica, percepita e rielaborata di volta in volta.


www.exibart.com/mariodecarolis


Ubu narciso, ubu patetico, ubu priapo. Ubu pulcinella e ubu “loco”…ubu re, ubu scemo e ubu qui regarde. Ubu eros e ubu thanatos.

E’ così che da un po’ di tempo mi sono trasformato in cacciatore di Ubu! Nel tentativo di creare una immensa galleria del grottesco….o meglio del “UBUESCO” contemporaneo (Michel Foucault)… Cacciatore divertito e perso in un labirinto, senza uscita, di aforismi, detti latini e dialettali, proverbi regionali, pillole di “saggezza popolare” e frasi scurrili, preghiere vuote o semplici filastrocche, mischiate poi, con immagini stereotipe, decorative o banalmente contemporanee e stampate direttamente su specchio, su piombo o ricamate su teli e stoffe etniche. Mario de Carolis


www.ruggeromaggi.it


Torinese di nascita, milanese di adozione, figlio del mondo, Ruggero Maggi vive intensamente il suo ruolo d‘artista e di uomo libero; un outsider non allineato,al punto che risulta difficile catalogarlo. Incomincia la sua attività di artista agli inizi degli anni 70 con lavori giovanili, caratterizzati da un certo surrealismo e con l’inserimento, sempre più insistente, di elementi di realtà che la visione, volutamente, non riesce ad assorbire.Con il passare degli anni,questa immissione di elementi “devianti” all’interno dell’opera diventa sempre più evidente,in un rapporto di intensa “osmosi”, con gli elementi del passato il legno, la pietra, il fossile), che convivono energeticamente con elementi tecnologici (tubi al neon, plexglass, laser),quasi una sorta di“sincronismo concettuale” ed emozionale. Il suo linguaggio“combina -dice Pierre Restany elementi di alta tecnologia con i materiali primari ed elementari, il primitivismo con la sofisticazione”. Scrittore, ricercatore poetico-visivo,animatore della Mail Art e teorico

“dell’arte caotica”, Ruggero Maggi vanta opere esposte in permanenza al Museo di Storia Cinese di Pechino, al Museo d’Arte Moderna di Città del Messico e al Museo dell’Olografia di Parigi. Dal 1973 si occupa di poesia visiva; dal 1975 di copy art, libri d’artista, arte postale; dal 1976 di laser art, dal 1979 di olografia, dal 1980 di X-ray art e dal 1985 di arte caotica sia come artista - con opere ed installazioni incentrate sullo studio del caos, dell’entropia e dei sistemi frattali - sia come curatore di eventi Ha partecipato alla 49° Biennale di Venezia ed alla 16. Biennale d’arte contemporanea di San Paolo nel 1980. Nel 2007 presenta come curatore il progetto dedicato a Pierre Restany “Camera 312 – promemoria per Pierre” alla 52. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. Nel 2008 presenta come curatore il progetto “Profondità 45 – Michelangelo al lavoro” sul rapporto Arte -Tecnologia. Nel 2011 ha curato il Padiglione Tibet alla Biennale di Venezia.

PLAZA 2009 Milan Art Center PRIMA O POI OGNI MURO CADE a cura di Ruggero Maggi

www.camera312.it www.padiglionetibet.it


elenarumis.wordpress.com


selected works


tinnirello.artist.it


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Si è diplomato all’Istituto Statale D’Arte di Catania, approfondendo gli studi di pittura, fotografia e serigrafia. Nel marzo 1983, si è trasferito in Florida, USA. A settembre si stabilisce a Sarasota Nel 1986 ha realizzato “Wall Fragment-Remains”, opera ambientale: cemento – acrilici - neon. m. 3,74 X 2,44 X 0,25. Siesta Key bay, Sarasota – Florida. U.S.A. (Collezione Privata). Dai primi anni novanta vive e lavora a Milano: impegnato da anni nella ricerca artistica si esprime con pittura, fotografia e multimedia


www.micaelatornaghi.com


Un’artista? forse, e suggeritrice di impressioni e sogni, che accompagna prima gli occhi, poi la mente dell’osservatore a perdersi e trovarsi nelle giravolte del colore, mai placido, sempre tumultuoso, con onde, gorghi, spire che avvinghiano la fantasia, e lasciano libero l’incanto. Nata a Milano, monzese da sempre, iniziata al colore sin da piccola, sceglie il Liceo Classico per formarsi alla vita, seguito poi da Grafica, Design alla Scuola Politecnica di Nino Di Salvatore, con Munari, Hsiao, Marcolli, Garau e Architettura al Politecnico di Milano dove sviluppa la Forma, mentre il Colore resta tra le braci; dopo anni di studio, seguendo canoni già tracciati, un giorno segue il suo cuore, segna la tela con due matite, rossa e nera, Istinto e Progetto e da lì parte alla scoperta. Il ritmo incalza e nasconde figure, che appaiono a volte, celandosi come fate morgane, come divinità sepolte. Ogni quadro è una parte di Anima, in cui l’osservatore può ritrovare echi della propria. La ricerca è di entrambi, e non finisce mai.

“Shots”

pensieri al tramonto


artestudiomorandi.blogspot.it/2012/05/brigata-topolino disognoinsegno.blogspot.it/2012/02/brigata-topolino

[M. BELLAROSA E C. GAVINA]


grafica / foto / web

Alessia Bottaccio video

Ermanno Bidone



o smagia la tuaia