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Alessandro Traina 7 per 1

testo

Marco Meneguzzo

Spaziotemporaneo Milano


Ricostruire I quadri di Alessandro Traina sono sculture. E non solo perché si conosce l'artista, ormai da più di vent'anni, come scultore, ma proprio perché questo ciclo di lavori non costituisce una digressione rispetto alla consueta tridimensionalità, ma - al contrario - di questa sua tridimensionalità ne è l'essenza. Immaginate una superficie, anzi, un foglio (per gli scultori vale poco il concetto: molto meglio parlare in termini concreti, fisici…), tagliatelo in vari pezzi, piegate questi pezzi tra di loro, e poi provate a pensare di stenderli nuovamente, di spiegarli sino a ricostruire quel foglio di partenza. Nei suoi lavori attuali, Traina ci presenta il culmine di questa operazione: tre, quattro fogli piegati su se stessi, e una superficie “in negativo” della misura esatta del piano bidimensionale di partenza: la mente, guidata dall'occhio, riconosce il processo costruttivo, e in questa composizione bianca su fondo nero “vede” in realtà le due polarità, l'inizio e la fine dell'azione, vale a dire la superficie iniziale e l'ipotetica ricostruzione della stessa superficie a partire dal dispiegamento di quei frammenti accartocciati. In questo processo sostanzialmente semplice ma coattivo, cui non si sfugge assolutamente, entrano in campo elementi che al contrario parlano della complessità del percepire, e che Traina ha saputo collegare e “riempire” di tutte le sue precedenti esperienze. Lo scultore ha infatti sempre lavorato sulle superfici duttili - la carta, le fasce di lamiera, i leggeri fogli metallici - che in qualche modo si “autoformano”, prendono cioè la propria forma grazie alla forza di gravità, al proprio peso che li fa piegare naturalmente, senza (o quasi) intervento da parte dell'autore, il quale si limita a evidenziare il processo sostenendo la precarietà del foglio curvato, della superficie che piega verso il basso, attraverso un supporto rigido o con qualcosa - come una calamita sul metallo che blocca e ferma la caducità della forma in quell'attimo. In questo atteggiamento c'è un'attenzione dinamica - la materia che, lasciata a se stessa, si muove, varia la propria forma -, fermata in una tensione: il lavoro dello scultore è allora quello di arrestare il processo mentre si va completando. E', cioè, una piccola violenza, il cui oggetto è un semplice foglio, ma sempre di un atto volitivo e “violento” si tratta. Questo, per l'occhio e la mente che guardano, è quasi insopportabile, e anche se tutto si risolve in un sentimento di sottile inquietudine e non di angoscia, né di ansia, né a maggior ragione di paura - come potrebbe far supporre l'insopportabilità di cui abbiamo appena parlato - nondimeno l'atteggiamento mentale comune è quello della “ricostruzione” di ciò che era, del “ritorno all'ordine” originario, che ci dice che è esistito un momento, uno stato in cui il mondo - rappresentato dal foglio intatto - era tutto a nostra disposizione. Come a dire che noi creiamo l'entropia - frammentiamo l'intero, pieghiamo il dispiegato, “roviniamo” la perfezione -, ma vorremmo poi sempre poter tornare indietro.

Marco Meneguzzo


Reconstruction Alessandro Traina's pictures are sculptures. This is not only because the artist has been known as a sculptor for more than twenty years, but because this set of works does not constitute a digression with regards to the consuetudinary three-dimensionality, but “on the contrary” this three-dimensionality is its own essence. Imagine a surface, a piece of paper, (for the sculptor the concept has little value: it is much better to talk in concrete physical terms…), cut it in various pieces, fold these pieces among themselves, and then attempt to think about laying them down again to unfold them to reconstruct the initial sheet. In his current works, Traina introduces the climax of these operations: three, four sheets folded on each other, and a surface “in negative” of the exact size of the two-dimensional starting surface: the mind, driven by the eye, recognises the constructive process, and in this white compositions on black background it “sees” in reality the two polarities, the beginning and the end of the action, in other words the initial surface and the hypothetical reconstruction of the same surface starting from the unfolding of those curled up fragments. In this substantially simple but coercive process, from which one could not possibly escape, come into play elements that, on the contrary, speak of the complexity of perception, in that Traina was able to connect and “fill in” all his previous experiences. The sculptor has in fact always worked on pliable surfaces - paper, strips of tinplate, light metallic sheets - that in some way “self-assemble”, thus taking their own shape thanks to the force of gravity and to their own weight that allows them to fold naturally, (almost) without intervention from the author, who merely highlights the process by sustaining the precariousness of the curved sheet, of the surface that folds down, through a rigid support or with something - like a magnet on metal - that blocks and stops the transience of the shape in that moment. In this attitude there is a dynamic attention - the substance, left to itself, moves, modifies its own shape -, it is stopped in tension: the work of the sculptor is that of arresting the process during its completion. That is, in substance, a small violence, in which the subject is a simple sheet, but there is always an element of a wilful act of “violence” in progress. For the eye and the mind that are looking, this is almost unbearable, and although everything is resolved in a feeling of slight uneasiness and not one of anguish, nor of anxiety or, more understandably fear - as you would gather from the unbearableness of which we have just mentioned - nonetheless, the mental common attitude is that of a “reconstruction” of what it once was, of the original “order resettlement”, that tells us that there was a moment, a stage, in which the world - represented by the intact sheet - was entirely at our disposal. That is to say that we create the entropy - we fragment what is entire, we fold the unfolded, “spoil the perfection” -, but that we would always want to be able to go back.

Marco Meneguzzo


3 per 1

2004

cm. 92 x 125 x 6


1 per 1

2005

cm. 90 x 100 x 6

4 per 1

2004

cm. 125 x 150 x 7


3 per 1

2006

cm. 92 x 92 x 6

2 per 1

2006

cm. 92 x 92 x 6


2 per 1

2007

cm. 31 x 63 x 6

2 per 1

2007

cm. 31 x 63 x 6


4 per 1

2006

cm. 92 x 125 x 6


6 per 1

2006

cm. 125 x 195 x 7


3 per 1

2004

cm. 60 x 90 x 6

5 per 1

2006

cm. 125 x 195 x 7


4 per 1

2004

cm. 90 x 100 x 6

3 per 1

2005

cm. 92 x 180 x 6


2 per 1

2005

cm. 92 x 125 x 6


3 per 1

2007

cm. 50 x 40

4 per 1

2007

cm. 50 x 40


Alessandro Traina San Vincenzo (LI) 1957, vive e lavora a Milano.

Esposizioni personali 1987 1989

1990 1991

1992 1993 1994 1996 1997 1998 2001 2003 2006 2007

galleria Fac Simile, Milano Indicazioni, galleria Fac Simile, Milano galleria Neon, Bologna galleria Unimedia, Genova Fatto di tempo, galleria Fuxia Art, Verona Successione discreta, galleria Piero Cavellini, Milano Disturbi, galleria Neon, Bologna Juliet’s Room, Trieste galleria Eralov, Roma Espace M.P. Manchon, Parigi (F) Attenzioni preziose, galleria Diecidue Arte, Milano Studio Noacco, Chieri (TO) galleria Helen de Roquefeuil, Parigi (F) Prendere tempo, galleria Halskratz, Mannheim (D) Cronoestesia, galleria Erha, Milano Studio Vanna Casati, Bergamo Galleria F(actory), Giessen (D) Forma bianca, galleria Attia Bousbaa, Parigi (F) galleria Angelo Falzone, Mannheim (D) Pezzi da museo, galleria Maria Cilena, Milano galleria Plurima, Udine Pezzi, galleria F, Bad Nauheim (D) Inchini, Andrea Pronto Arte Contemporanea, Crespano del Grappa (TV) Arte+ Arte Contemporanea, Varese Tempi vuoti, galleria Spaziotemporaneo, Milano dei Nastri, Spazio Cesare da Sesto, Sesto Calende (VA) 7 per 1, galleria Spaziotemporaneo, Milano

Principali esposizioni collettive 1986 1988 1989

1990

1991

Neoromantici, galleria E. F. Grisanti, Milano (a cura di Manuela Gandini) 25 anni, galleria La Polena, Genova Premio Saatchi & Saatchi per giovani artisti, Palazzo delle Stelline, Milano (cat.) Fabbrica, ex fabbrica Mida, Brescia (a cura di Massimo Minini) (cat.) Il gioco delle arti, Palazzo della Triennale, Milano Giovane Arte Contemporanea, Castello di Sartirana (PV) (a cura di Elena Pontiggia) (cat.) Fine, Museo Alchimia, Milano Degli scambi, galleria Care Of, Cusano Milanino (MI) (cat.) Paraxo ‘90, Rocca di Andora (SV) (a cura di Elena Pontiggia) (cat.) 1970 -1990 Una collezione in scatole, galleria Unimedia, Genova La galleria si mostra, galleria Neon, Bologna Arie, Fonti del Clitunno (PG) (a cura di Achille Bonito Oliva) (cat.) Concorso Int. di Scultura per Fiumara d’Arte, S. Stefano di Camastra (ME) (a cura di A. Presti)


1992 1993

1994

1995 1996

1997 1998

1999

2000 2001

2002

2003 2004

2005 2006

Trattative con Euclide, galleria Spaziotemporaneo, Milano (a cura di Adriano Altamira) (cat.) Delle Pietre e Dell’Anima, San Pietro in Atrio, Como (a cura di Elena di Raddo) (cat.) 6 Artisti Italiani, galleria Halskratz, Mannheim (D) Luoghi in relazione, Palazzo del Seprio, Mozzate (CO) (a cura di Francesco Tedeschi) (cat.) Linguaggio/Immagine, Archivio di Nuova Scrittura, Milano (a cura di Adriano Altamira) (cat.) II Rassegna di Arte Contemporanea, Vecchio Mercato Coperto, Varzi (PV) (a cura di G. Gardelli) Premio ”Cesare Pavese”, ex chiesa di San Rocco, Carnago (VA) (a cura di Rachele Ferrario) (cat.) La scultura inesplorata, galleria Questarte, Pescara (a cura di Claudio Cerritelli) 5 easy pieces, galleria Attia Bousbaa, Parigi (F) Molto Diligenti Osservazioni, Galleria Civica di Gallarate (VA) (a cura di Emma Zanella ) (cat.) Imaginaria ‘94, La Rinascente Duomo, Milano (cat. con testo di Fernando De Filippi) Mirabilia II, galleria Piero Cavellini, Brescia L’ immagine luminosa, Torre Colombera, Gorla Maggiore (VA) (cat. con testo di Debora Ferrari) Equinozio d’autunno, Castello di Rivara (TO) (a cura di Franz Paludetto) Giovane Arte Contemporanea, Castello di Sartirana (PV) (a cura di C. Cerritelli, L. Somaini) (cat.) Oltre il disegno, galleria Maria Cilena, Milano (a cura di Chiara Guidi) Galeotto fu il libro, Il Mercato del Pesce, Sesto San Giovanni (MI) (cat. con testo di Lorella Giudici) Montaliana, Museo di Sant’Agostino, Genova (a cura di Ellequadro Documenti) Confronti con la Scultura, Auditorium San Fedele, Palazzolo (BS) (a cura di Claudio Cerritelli) (cat.) La congiunzione degli opposti, Atelier Modarte, Milano (a cura di Maria Campitelli) La scultura possibile, Circolo Artistico di Bologna, (a cura di Claudio Cerritelli) (cat.) Senza titolo, Galleria Civica Bedoli, Viadana (MN) (cat. in Coevit N°1) Generazioni a confronto, galleria Fioretto, Padova Nuove Contaminazioni ‘98, Galleria d’Arte Moderna, Udine (testi in cat. di F. Turchetto e E. Crispolti) Leonardesca, chiostro di San Francesco, Pietrasanta (LU) (a cura di Lodovico Gierut) Pseudomonas, Aron Arte Contemporanea, Gallarate (VA) (cat. con testi di R. Limonta e R. Borghi) Le libertà dell’arte, ex Palazzo Vescovile, Massa (a cura di Chiara Guidi) 20 anni del gruppo 78, Teatro Miela, Trieste (a cura di Maria Campitelli) (cat.) Supermarket dell’Arte, Spazio Bigli, Milano (a cura di J. Alcolea e C. Guidi) (cat.) 20 anni del gruppo 78, Spazio 111, Milano (a cura di Maria Campitelli) (cat.) Love-phone 2, Futurshow 3000, Fiera di Bologna (a cura di Laura Villani) (cat.) Mouse and Pad, Futurshow 3001, Fiera di Bologna (a cura di Laura Villani) (cat.) Il Condominio, rassegna Hicetnunc, San Vito al Tagliamento (PN) (a cura di Angelo Bertani) (cat.) Postarte Arte, Palazzo Calabresi, Viterbo (cat. con testi di E. Anselmi, M. Carriero, R. Stoppani) 6 Artisti Italiani, Centro Culturale Italiano, Pforzheim (D) (a cura di Giorgio Pandolfi) L’oggetto inesistente, Futurshow 3002, Fiera di Bologna (a cura di Laura Villani) (cat.) galleria Fumagalli, Bergamo Contemporanea uno, galleria Plurima, Udine La via dell’arte, Museo Civico di Arte Contemporanea, Albisola (SV) (a cura di Paraxo) (cat.) 2 nd Detroit International Video Festival 2003, Museo Mona, Detroit (USA) 25! en-plein, galleria Ellequadro Documenti, Genova Il Libro d’Arte, Museo di Palazzo Poggi, Bologna (a cura di Laura Villani) (cat.) Artisti per Fun, Studio Clocchiatti, Udine (cat. con testi di F. Giromini) Al caro Giorgio Gaber, Libreria Bocca, Milano (a cura di G. Lodetti e G. Ottaviani) (cat.) Segno e materia, Villa San Carlo Borromeo, Senago (MI) (a cura di Alessia Locatelli) (cat.) Indagini Neocostruttiviste 3, Libreria Bocca, Milano (a cura di Giacomo Lodetti) (cat.) MigraAzione, Studio 25, Milano (a cura di Pino Diecidue) (cat. con testi di Lorella Giudici) Acquisizioni 2006, Civico Museo “Parisi Valle”, Maccagno (VA) (a cura di Claudio Rizzi) (cat.)


Cataloghi monografici

1989

Claudio Cerritelli, L’oggetto della superficie galleria Neon, Bologna

1991

Maria Campitelli, Le macchine Ferma-il-tempo Pierandrea Casati, Del caso Del tempo Elena Pontiggia, Il contrasto e il tempo gallerie: Diecidue Arte, Milano - Fine Arts Room, Trieste - Fuxia Art, Verona Neon, Bologna - Studio Noacco, Chieri (TO) - Unimedia, Genova Edizioni Essegi, Ravenna

1993

Marco Meneguzzo Cronoestesia galleria Erha, Milano

1997

Chiara Guidi, La Carta della scultura Angela Madesani, Pezzi gallerie: Maria Cilena, Milano - Plurima, Udine

2001

Opere 1998 - 2000 gallerie: Arte+ Arte Contemporanea, Varese Andrea Pronto Arte Contemporanea, Crespano del Grappa (TV)

2003

Angela Madesani, Immagini immaginarie. Il percorso artistico di Alessandro Traina Tempi vuoti galleria Spaziotemporaneo, Milano

2006

Lorella Giudici, Il nastro della vita dei Nastri Spazio Cesare da Sesto, Sesto Calende (VA)

2007

Marco Meneguzzo, Ricostruire 7 per 1 galleria Spaziotemporaneo, Milano


www.alessandrotraina.it info@alessandrotraina.it


Tutte le opere riprodotte sono collages a rilievo su tavola eseguiti con cartoncino e acrilico, escluse le ultime due che sono eseguite con carta da lucido e acrilico su carta ruvida. La foto dell’artista è una elaborazione digitale. All the works reproduced are relief collages on table carried out with cardboard and acrylic, at exclusion of the last two made with tracing paper and acrylic on rough paper. The artist's picture has been digitally elaborated.

Fotografie, progetto grafico e impaginazione Alessandro Traina Traduzione Giulia Barbaro Stampa Multigraf srl www.multigrafitalia.it

Galleria Spaziotemporaneo via Solferino 56, Milano tel. - fax 02/6598056 email: spaziotemporaneo@tiscali.it

Š 2007

Alessandro Traina


7 per 1  

catalogue by solo show at Spaziotemporaneo Gallery, Milano 2007

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