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SBLOCCHIAMO LO SVILUPPO

CIRCOLO PD TERESA MATTEI


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! ! ! ! “Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.!

Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.! Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza”! Antonio Gramsci!

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SBLOCCHIAMO LO SVILUPPO

! La globalizzazione ha ristretto gli spazi, ha accorciato le distanze, ha reso le comunicazioni e l'informazione istantanee, ha dato sfogo ai mercati e ha reso la cultura mondiale.! Questo processo, che ha accompagnato l'evoluzione dell'essere umano, sembra aver raggiunto il suo apice nella nostra epoca, generando possibilità enormi ma rischiando di mettere a repentaglio l'intero sistema di diritti politici e sociali che i più deboli hanno conquistato nel corso di una storia fatta di lotte collettive.! La politica sembra essersi ritirata, rinunciando a gestire il fenomeno globalizzazione, accettando i dettami economici neoliberisti come verità assolute. In questo scenario le istituzioni democratiche occidentali sembrano essersi trasformate in meri esecutori di decisioni prese da agenti non democratici che agiscono su scala mondiale.! Questa realtà genera negli individui un senso di impotenza e di impossibilità di azione politica volta al cambiamento della realtà attuale che si manifesta nel


disinteresse per la cosa pubblica, nella mancanza di partecipazione o nello sfogo pericoloso dell'antipolitica.! Per i nostri territori, per quelle aree interne che nei secoli hanno sofferto e goduto della loro geografia, per queste terre troppo spesso marginalizzate, costrette a vivere come periferie isolate e trascurate; la globalizzazione può essere, soprattutto in una congiuntura di crisi sistemica come quella che stiamo vivendo, l'occasione di svolta, può diventare la possibilità di entrare a far parte del mondo come protagonisti. Se la politica riuscisse a leggere con una lente locale la realtà, e a gestire il processo mettendo al centro di esso lo sviluppo dei nostri territori, allora la globalizzazione potrebbe essere la chiave per dare avvio alla tanto attesa emancipazione.! Anche questa occasione rischia però di andar persa, rischia di diventare l'ennesimo appuntamento mancato per i nostri territori. !

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Fino a qualche decennio fa, i nostri paesi erano vivi, esisteva infatti quel tessuto culturale, sociale, economico e politico che li rendeva tali. Tradizioni, luoghi, mestieri, racconti e storia comune facevano dei gruppi di individui


che popolavano i nostri territori, delle vere e proprie comunità. Oggi questo tessuto è logorato, lacerato da decenni di politiche di sviluppo sbagliate; molti paesi hanno perso intere generazioni che hanno ripreso la via dell'emigrazione, tutti lottano contro lo spopolamento senza però avere molto da offrire a chi vuole rimanere. Le urla di questi centri si spengono nel silenzio politico ed istituzionale che li circonda, nella restrizione dei servizi, nella mancanza di una visione di un futuro comune, nella totale assenza di piani di sviluppo validi e realistici.!

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Come circolo PD Teresa Mattei, vogliamo che la politica torni a svolgere il suo ruolo, che non è certo quello di spartizione di poltrone tra “notabili", né, tanto meno, quello di creare carriere. Vogliamo, come circolo, calarci nella realtà sociale dei nostri tempi, nella drammaticità di questa crisi, che sicuramente è globale, ma che sui nostri territori morde più forte. Perché i nostri territori vengono da decenni di politiche di sviluppo inappropriate; perché le reti clientelari, tessute nel tempo da chi avrebbe dovuto rappresentarci, hanno reso fitto ed impraticabile il cammino di questa terra verso il suo futuro. Molti paesi del cratere del terremoto del 23


novembre 1980 sono ancora intrappolati in una ricostruzione infinita e portano ancora addosso, ben evidenti, le cicatrici di un piano di industrializzazione della montagna, fallito ancor prima di iniziare.! Vogliamo come PD di Senerchia fare ciò che la politica dovrebbe fare, ridare un sogno, riscrivere una visione di futuro comune, rimettere al centro la comunità, ripensare i nostri territori per farli rivivere, per tornare ad essere protagonisti della nostra storia. Vogliamo lanciarci in questa sfida con tutta la forza politica e culturale a nostra disposizione per trovare un'idea diversa di provincia, una nuova visione di territorio, basata su nuovi sistemi di sviluppo che riescano a fondarsi sulle reali potenzialità che i nostri territori hanno ma che purtroppo restano ancora inespresse. !

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Ăˆ per questo motivo che abbiamo deciso di scrivere questo dossier, per individuare i punti di forza dei nostri territori, per studiare le problematiche e per trovare valide soluzioni che siano il frutto di un confronto politico che parta dalla base, dai circoli e che arrivi, coinvolgendo le istituzioni, fino all'apice del nostro partito. Invitiamo quindi anche gli altri circoli del nostro territorio a fare lo stesso,


perchĂŠ i problemi spesso sono simili e perchĂŠ solo insieme possiamo davvero cambiare la drammatica situazione attuale.!

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TERRITORIO: UNA RISORSA DA DIFENDERE

! ! Per i nostri paesi il territorio non rappresenta solo un mero spazio geografico delimitato da confini burocratici ed amministrativi. La nostra Valle del Sele è un' entità geografica e culturale che valica i confini provinciali e regionali, svolgendo da sempre il ruolo di porta naturale tra le aree interne ed il mediterraneo.! La nostra natura ancora selvaggia va salvaguardata e difesa, perché deve essere il volano per il turismo, il fulcro di ogni piano sull'artigianato, la base sulla quale organizzare ogni progetto sull'agricoltura.! Il territorio è quindi la risorsa fondamentale per far ripartire un processo di sviluppo per la nostra terra. Questa risorsa è però molto delicata, e deve essere quindi protetta e salvaguardata da chi la abita e di chi la amministra. Eppure in questi ultimi anni, molti sono i casi che mostrano quanto sia prevalsa l'incuria politica ed


amministrativa delle istituzioni e che questo disinteresse abbia portato a danni spesso purtroppo irreparabili. L'apatia amministrativa alla quale assistiamo nel nostro paese su problemi cruciali come il dissesto idrogeologico, l'inquinamento e lo smaltimento dei rifiuti, ci indigna.! Siamo convinti che solo partendo dalla difesa del territorio, solo con una politica seria ed amministrativamente attenta, si possa riuscire a ripartire, perché con un territorio devastato non può esistere né speranza né futuro.!

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DISSESTO IDROGEOLOGICO L'incuria, la mancanza di monitoraggio e di impegno che la politica locale dimostra in questo periodo, si manifestano con chiarezza sul nostro territorio.! Il movimento franoso che ha interessato la contrada Serra dell'Acquara, ha ricominciato a spaventare la popolazione senerchiese circa un anno fa. ! Nulla fu fatto allora, se non un'ordinanza con la quale si chiudeva la strada Senerchia-Oliveto Citra, che però


nella realtà rimaneva percorribile vista la mancanza di una reale barriera che impedisse l'accesso ai veicoli.! Il movimento franoso ha ormai coinvolto in maniera seria e irreparabile anche la strada ed è arrivata un'altra ordinanza di chiusura. Il giorno 15/01/2014 la giunta comunale di Senerchia con delibera ha approvato un "progetto definitivo relativo agli interventi finalizzati alla tutela del centro abitato a causa della riattivazione dell'imponente colata translazionale di Serra dell'Acquara" che prevede un importo totale per l'intervento pari a 6.190.183,66 ₏ da finanziare con fondi POR Camapnia FESRS 2007-2013.! La cosa non ci tranquillizza affatto, consci dell'incapacità tecnica sia dei nostri amministratori che degli uffici comunali, soprattutto nel doversi confrontare con un evento di tale portata. Siamo convinti che vadano allertate e messe in allarme le istituzioni preposte, andrebbe stilato, con la protezione civile, un piano di evacuazione, bisognerebbe coordinare con gli altri paesi un piano di salvaguardia del territorio. ! In piÚ vorremmo poter godere di una maggiore trasparenza, vorremo poter capire cosa si sta muovendo sotto i nostri piedi, chiediamo che la popolazione sia


messa al corrente, vorremmo capire in cosa consiste questo progetto, ci piacerebbe sapere quando potremmo tornare ad utilizzare la strada Senerchia-Oliveto Citra, arteria che ricopre un ruolo fondamentale per la nostra comunità.! Vorremmo capire se questo progetto è reale o è solo un tentativo di accaparrarsi fondi, soprattutto alla luce dei modi e dei tempi di approvazione di tale intervento milionario. Infatti il venerdì 10/01/2014 la giunta comunale approva il progetto preliminare ed il mercoledì 14/01/2014, approva il progetto esecutivo. I tempi sono obiettivamente troppo stretti per un progetto di una tale importanza sia tecnica che economica. La situazione diventa ancora più preoccupante se si pensa che dopo un anno di inattività, l'ufficio tecnico redige un progetto preliminare ed uno esecutivo per un'intervento che dovrebbe prevedere delle conoscenze tecniche specifiche, in soli due giorni lavorativi, in più negli stessi giorni lo stesso ingegnere è impegnato nella redazioni di altri progetti milionari. ! Che siano mancati i tempi e le capacità tecniche adatte è una realtà, siamo sicuri che sulle questioni serie vadano concentrate le migliori energie, vadano allertate


le istituzioni che possono godere di risorse tecniche e scientifiche adatte a studiare interventi validi e seri per mettere in sicurezza il nostro territorio. Il silenzio, il disinteresse e la prevaricazione degli interessi personali ed affaristici su quelli collettivi della comunità, sono gli aspetti più pericolosi di ogni evento riconducibile al dissesto idrogeologico. La prevenzione, il monitoraggio continuo e l'impegno amministrativo quotidiano sono invece le uniche vie che possono evitare le tragedie. Un anno di inattività amministrativa ha messo in serio pericolo la nostra comunità, c'è bisogno di un vero impegno che si traduca in un confronto con la popolazione; c'è bisogno di un vero piano di difesa e salvaguardia del territorio che riesca a dare sicurezza a chi sceglie di vivere a Senerchia e a chi sceglie il nostro comune per i suoi investimenti.!

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RIFIUTI Questa amministrazione ha ereditato un sistema di raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti che era un fiore all'occhiello per il nostro comune. L'eliminazione dei


cassonetti, l'attenzione e la serietà con cui gli operatori svolgevano il loro lavoro, rendevano il servizio efficiente e, non senza difficoltà, si era riuscito a cambiare la mentalità e la visione che la popolazione aveva della raccolta differenziata. ! Purtroppo oggi dobbiamo constatare, con immensa tristezza, che il servizio non garantisce più la stessa efficienza, visto anche l'aumento delle delle tasse che dovrebbero coprire un aumento dei costi del servizio stesso. In più, un’area della contrada Bosco è stata trasformata in una vera e propria discarica a cielo aperto, nella quale i rifiuti vengono ammassati e lasciati a marcire. Ci piacerebbe sapere quali sono le precauzioni prese per evitare che il percolato, rilasciato dai rifiuti abbandonati alle intemperie, arrivi alle falde inquinandole, ci piacerebbe sapere come vengono differenziati i rifiuti ammassati in quella sede e per quanto tempo restano soggetti agli agenti meteorologici. Gli unici interventi sono stati di facciata, si è stipata la spazzatura, prima ammassata in maniera disordinata e indifferenziata, lontano dalla strada, nascosta da un telo verde, nell’ottica vergognosa e tipicamente ignorante dell’occhio non vede cuore non duole. Certo questa soluzione può anche


incutere una sensazione di maggiore ordine, ma sicuramente non mette al sicuro il nostro territorio da un inquinamento che potrebbe causare danni irreparabili alla nostra natura.!

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OCCUPAZIONE

! Art.1 “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” Art.4 “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.”! Art.36 “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.”!

! A guardare i dati sulla disoccupazione, sua scala nazionale e ancor di più su scala locale, si capisce che il sogno dei nostri padri e delle nostre madri costituenti è stato completamente disatteso. La realtà del mondo del lavoro di oggi è drammatica; un numero sempre maggiore di aziende chiudono a causa di un mercato interno asfittico ed i consumi diminuiscono in maniera importante e sostanziosa. In più, a questa situazione si aggiunge la follia di una legislazione sul lavoro che negli


anni ha reso possibile la stipula di una miriade di contratti che hanno precarizzato non solo il lavoro ma anche la vita stessa dei lavoratori, riportandoci indietro di secoli. I diritti dei lavoratori hanno subito una contrazione tremenda che ha ristabilito, nel perenne conflitto capitalelavoro, vecchie logiche che speravamo scomparse e nuove posizioni di forza. In questa realtà le nuove generazioni rischiano di rimanere schiacciate, perdendo completamente il contatto con il lavoro inteso come essenza della dignità umana, come unica dimensione che rende l’individuo libero e partecipe.! Questa realtà così difficile, diventa tragica sui nostri territori, dove, per troppo tempo il lavoro è stato usato dai “notabili” come mezzo di scambio, di ricatto, il fattore primario per la creazione di consenso. Nella nostra visione del mondo e della politica, il voto in cambio del lavoro rende schiavo il lavoratore, il quale viene privato della sua arma più importante la partecipazione politica. ! Ci piacerebbe riuscire a disegnare un piano di sviluppo che spezzasse una volta e per sempre quel circolo vizioso che trasforma i politici in distributori di lavoro e i lavoratori in schiavi, ridando la libertà e la dignità non solo al lavoro in quanto tale, ma ai lavoratori come entità


politica e sociale, e ad un’intera generazione di giovani che rischia di rimanere tagliate fuori da ogni realtà lavorativa.!

! CHE FINE HA FATTO IL PIP? Il PIP era un piano intercomunale per l’insediamento di attività produttive, con il quale si garantiva l’infrastrutturazione di 33 lotti. Questo progetto lungimirante, oggi poteva e doveva essere una realtà, che avrebbe inferto un colpo tremendo alla disoccupazione del territorio, dando il via ad un piano di industrializzazione che puntava sul piccolo artigianato, unica realtà che può essere florida in questo paese; una realtà produttiva commisurata con il territorio, con la sua natura e con la sua rete logistica. Questo progetto avrebbe risposto alle esigenze occupazionali della nostra terra nel rispetto dell’ambiente, sarebbe stata una spinta per le nuove generazioni a tirare fuori tutte le loro capacità innovative, sarebbe stato un propulsore per creare quella mentalità imprenditoriale che tanto manca alla nostra realtà. !


Purtroppo i lavori sono fermi da anni, e quindi un’area che dovrebbe essere produttiva e occupata, è diventata l’ennesima manifestazione della nullità amministrativa nella quale il nostro paese rischia di annegare. Vorremmo però capire il traffico di camion che entra ed esce dalla zona PIP a cosa sia dovuto, non vorremmo scoprirci improvvisamente "terra dei fuochi".! Non c’è più tempo da perdere, il PIP è l’unica realtà che potrebbe evitare lo spopolamento, che potrebbe convincere i giovani a rimanere sul loro territorio e che potrebbe portare il nostro paese al centro di una nuova industrializzazione che sia proporzionata per le aree interne.!

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TURISMO I nostri paesi potrebbero vivere di turismo, se solo riuscissero a creare un network che faccia delle bellezze dell’intera Valle del Sele un’unica offerta turistica. L’antico borgo e l’Oasi WWF Valle della Caccia di Senerchia, le terme di Contursi, la Rocca medievale di Quaglietta, la villa d’Ayala di Valva, le montagne di Colliano e


Calabritto, le sorgenti di Caposele ed il santuario di Materdomini, la stazione sciistica del Laceno, potrebbero, se inserite in una rete organizzata, rappresentare un’offerta turistica formidabile. Si riuscirebbe, infatti a coniugare il benessere tramite il riavvicinamento alla natura godendo di paesaggi ancora non rovinati dalla mano dell’uomo. ! Bisognerebbe, dunque, lavorare in questa direzione, riuscendo a creare quelle infrastrutture leggere che possano attivare i contatti tra le associazioni che si occupano di promozione e tra coloro che sono intenzionati ad investire i loro capitali in questo settore.!

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Il processo di infrastrutturazione che Senerchia ha vissuto negli anni, è stato imponente e ha garantito la possibilità di rendere il territorio fruibile ai turisti. Questo unito ad una promozione fatta puntando sui luoghi e sui prodotti della nostra terra stava riuscendo a portare Senerchia fuori da un insensato isolazionismo. ! Purtroppo ci tocca constatare che tutto si è fermato, basti pensare ai lavori del centro storico, attrazione centrale per i turisti, che sono rimasti fermi. Il cantiere non è stato mai ultimato ed il centro storico resta chiuso a


chiunque voglia visitarlo. In più a questo si aggiunge che le altre opere, come il restauro del Palazzo Cuozzo, memoria storica di un popolo, resta abbandonato e chiuso come la piazza antistante. Queste opere che avevano risvegliato una sopita voglia di riscatto, rischiano di subire danni irreparabili dovuti all’incuria e alla sconsiderata scelta politica dell’inattività.! Anche l’Oasi WWF Valle della Caccia, fiore all’occhiello del turismo naturalistico campano, rischia di rimanere chiusa su se stessa, in una gestione poco trasparente da parte della società WWF Irpinia, che si limita ad incassare le quote dei visitatori e nulla sembra attivare sul piano della promozione, basti pensare al sito internet della società ancora in costruzione da ormai due anni e sul quale non si recepiscono nemmeno le informazioni minime per i visitatori.!

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Per quanto ci riguarda siamo conviti che bisogna riprendere a lavorare sulle potenzialità del nostro territorio, salvaguardando le infrastrutture che già ci sono e creandone di nuove. Bisogna uscire da questa apatia amministrativa che rischia di condurci a chiuderci dentro la nostra realtà piccola, dobbiamo invece confrontarci con


le altre realtà della valle e riuscire a sfruttare le nostre bellezze. Bisogna che Senerchia ricominci a costruire il suo ruolo turistico soprattuto tramite la promozione del nostro territorio; solo così facendo si riescono ad attrarre quei capitali privati che possono dar vita a piccole aziende che potrebbero fare le fortune di tutta la Valle del Sele.!

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AGRICOLTURA Un altro comparto che dovrebbe godere di maggiore considerazione è quello agricolo, soprattutto in un ottica di valorizzazione dei prodotti tipici dei nostri territori. La nostra terra, con la sua storia contadina, produce tipicità enogastronomiche che potrebbero godere di una fama internazionale e che dovrebbero essere promosse con tutte le forze per permettere a tali produzioni di conquistare maggiori quote di mercato, soprattutto se si riuscisse ad inserirli in quelle nicchie di consumo attente alla provenienza geografica e alle modalità di produzione del bene.!


La valorizzazione di questi prodotti non può certo esaurirsi nella sola promozione, c’è bisogno di creare una rete di piccoli agricoltori, un controllo serio che riguardi l’intera filiera, un network di distribuzione che possa svegliare i nostri agricoltori e trasformarli in veri e propri imprenditori. C’è bisogno di una politica attiva ed attenta che riesca a trovare la forza culturale per pensare nuove modalità di gestione di questo settore che resta il vero centro economico per i nostri territori. ! L’utilizzo dei fondi disponibili per l’agricoltura deve essere il primo compito nel quale impegnare le forze politiche del nostro partito sul territorio. C’è bisogno di un impegno che possa riscoprire l’importanza che l’agricoltura ha sempre avuto nella vita dei nostri paesi, nella scansione del tempo, nel creare comunità tutt’altro che provvisorie. Vogliamo promuovere un’agricoltura sana, che rispetti l’ambiente ed il territorio, che sia dimensionata con i nostri spazi, evitando di fare di questa realtà culturale una mera produzione industriale.!

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I SERVIZI

! Negli ultimi anni i nostri territori hanno vissuto un processo violento di restrizione dei sevizi, eliminati con la scusa assurda del taglio necessario della spesa pubblica. Siamo convinti che la spesa pubblica più che ridotta vada razionalizzata e riorganizzata, non si può nel nome di una teoria economica, quella dell’austerità, che si è dimostrata fallimentare in tutta Europa, continuare a marginalizzare i nostri territori. Una volta cancellati i servizi, non ci si può certo lamentare se si assiste ad un processo di spopolamento delle aree interne che sembrano offrire sempre meno a chi rimane.!

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LA SCUOLA Art.34 “La scuola è aperta a tutti.”!

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In seguito alla tragedia della scuola di San Giuliano di Puglia, crollata a seguito del terremoto che colpì il Molise e la Puglia il 31 ottobre 2002, nella quale morirono 27 bambini e una maestra; l’opinione pubblica, scioccata da


quelle immagini raccapriccianti, spinse la politica ad agire, canalizzando l’attenzione istituzionale sulla verifica strutturale degli edifici scolastici. A Senerchia fu presa la decisione, a nostro parere giusta e coraggiosa, di utilizzare fondi europei preposti all’edificazione scolastica per dare ai piccoli senerchiesi una scuola sicura e moderna.! La scuola, inaugurata il 12/05/2011, sarebbe potuta essere pronta per l’anno scolastico 2011/2012, ed invece per una scelta politica insensata, fatta dalla nuova amministrazione comunale, è stata abbandonata ed ora rischia di perire. ! Senerchia poteva avere un plesso scolastico all’avanguardia, una struttura che, a differenza di quella che attualmente ospita gli alunni, gode di tutte quelle attenzioni tecnico-strutturali che garantiscono al plesso tutte le certificazioni antisismiche. I bambini senerchiesi avrebbero potuto godere, finalmente, delle stesse possibilità di quelli che vivono in città, eliminando quel dislivello che li marginalizza. Quello era, senza alcun dubbio un investimento vincente e lungimirante, che avrebbe permesso al nostro paese di diventare il fulcro scolastico dell’Alta Valle del Sele.!


La scuola di Senerchia rischia, oggi, la chiusura ed i nostri bambini rischiano di dover andare a studiare, sin dalle elementari, fuori. Se si fosse fatta una scelta che avesse messo al centro la sicurezza degli alunni, si sarebbe garantita anche la sopravvivenza della scuola a Senerchia, essendo, il nostro, l'unico plesso sul territorio ad avere tutte le carte in regola per ospitare gli alunni di tutto il comprensorio.! Abbiamo assistito ad una politica che ha preferito, per una questione meramente paesana, di continuare a mandare gli alunni in un edificio che non garantisce la sicurezza. Quando la politica diventa idiozia pura e mette a repentaglio l’esistenza stessa della comunità che dovrebbe amministrare, allora è arrivato il momento di dire basta.!

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Il circolo Teresa Mattei vuole quindi aprire un confronto sui territori, vuole riportare la politica sul binario che le compete, vuole ricominciare ad analizzare i problemi e la realtà che ci circondano, per poter iniziare a far ripartire quello sviluppo ormai fermo.! Crediamo fermamente che per il nostro paese e che per l’intera Valle ci possa essere un futuro florido e vivo, solo se lo si costruisce insieme con tutte le forze, collettive ed individuali, che hanno voglia di mettersi in gioco e di impegnarsi per un qualcosa che sia piÚ grande del semplice interesse personale o di parte.! Vogliamo aprire quindi un confronto costruttivo e serio con le altre forze del territorio e, soprattutto, vogliamo che le nostre istanze, i nostri problemi, le nostre idee vengano considerate ed analizzate anche dai nostri rappresentanti regionali e nazionali, ai quali chiediamo uno sforzo sempre maggiore nella protezione dei nostri territori.! Lo sviluppo possiamo sbloccarlo solo con una politica attenta, onesta, seria e propositiva, che riesca, davvero, a ridisegnare un sogno che sembra essersi offuscato e che tocca a noi far tornare a splendere.!


Sblocchiamo lo sviluppo a5