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i territori del turismo

Laboratorio di Progettazione Urbana 2B prof. Alessandro Gabbianelli


Caro turista che arrivi a Civitanova Marche, scoprirai con questo viaggio il sapore di una Città antica e moderna, colori e suggestioni piacevoli per quel vivere felice e tranquillo della nostra provincia, gentile e schietta, dove con piacere noterai un dialogo continuo tra arte, natura, folklore ed i sapori di una cucina tradizionale che si sposa con vini doc e prodotti tipici di alta qualità. In questa parte di Marca, che spesso viene confusa, ma in realtà è ben definita per quella dolcezza del vivere tranquillo, per il paesaggio gentile tra i monti e il mare che cambia di continuo profilo e tono, tu puoi percorrere le nostre contrade con piacere. Se cerchi l’arte vedrai monumenti, visiterai musei, conoscerai siti ricchi di storia e un’intatta cittadina medievale. Se vuoi gustare i sapori di piatti tradizionali veraci e gustosi sarai accolto con gentilezza in ristoranti sul mare e chalet, trattorie nel centro storico della Città Alta. Se vuoi fare shopping avrai l’imbarazzo tra boutique, spacci aziendali e negozi di grandi firme. Se ami la natura non potrai non apprezzare gli intramontabili paesaggi marchigiani, le dolci colline, le spiagge e il mare, passeggiate nel verde lungo il fiume Chienti e la pista ciclabile che unisce la Città costiera alla Città antica. In questa terra gentile, che ha dato i natali al letterato rinascimentale Annibal Caro, al ballerino e coreografo Enrico Cecchetti, al compositore Giffredo Cattolica, al cantante lirico Sesto Bruscantini, puoi lasciarti tentare dal festival Civitanova Arte, dalla rassegna di danza internazionale Civitanova Danza, dalla stagione teatrale e dal ricco cartellone di eventi eccellenti che spaziano dalla cinematografia alla stagione di prosa. Magiche serate in cui l’eclettismo degli artisti si sposa alla gioia e allo stupore degli spettatori. dal sito: http://turismo.comune.civitanova.mc.it


L’espressione più potente e visibile della nuova economia dell’esperienza è il turismo globale: una forma di produzione culturale emersa ai margini della vita economica appena mezzo secolo fa, per diventare rapidamente una delle più importanti industrie al mondo. (Josef Rifkin)


Turismo: dal francese tour “giro, viaggio”, l’insieme di attività e di servizi a carattere polivalente che si riferiscono al temporaneo spostamento di persone dalla località di abituale residenza ad altra per fini di svago, distrazione, cultura, cura o sport.


Perché avete intrapreso un viaggio durante le vostre vacanze l’anno scorso? 64% rilassarsi distendersi 57% sfuggire alla vita quotidiana 51% recuperare le forze 40% godersi la natura 40% avere tempo gli uni per gli altri 35% mangiare bene 34% riposare bene, non fare nulla, non fare sforzi 34% trovare il sole fuggire il cattivo tempo 31% fare ciò che si vuole, essere liberi 30% godere l’aria pura e l’acqua pulita, sfuggire gli ambienti inquinati 29% avere molte distrazioni, divertirsi godere 29% arricchirsi di nuove impressioni, conoscere altre cose 26% vedere altri paesi, vedere il mondo 26% avere la possibilità di fare del moto, fare attività sportive facili e divertenti 23% farsi coccolare, concedersi dei piaceri 22% fare delle conoscenze 19% curare la propria salute, prevenire malattie 18% curare il proprio aspetto, abbronzarsi 18% allargare i propri orizzonti, coltivare la propria formazione e il proprio sapere 15% percorrere molta strada, muoversi 13% ritrovare se stessi, avere il tempo di riflettere da Krippendorf, Jost, Le vacanze e dopo?, Egea, Milano, 2013


appSTORE: viaggi


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territori esplorati


PELLEGRINAGGI: La Via Francigena


GRAND TOUR Nel corso della seconda metà del Cinquecento e per tutto il Seicento il Grand Tour ha una connotazione prevalentemente aristocratica, anche se artisti e intellettuali possono in qualche misura considerarsi l’avanguardia di un’armata volta alla conquista pacifica dell’Europa. La dizione Grand Tour è adottata per la prima volta, in trascrizione francese, nel Voyage or a Compleat Journey Trough Italy (1670) di Richard Lassels. La pratica del viaggio nell’Europa d’Ancien Régime è dapprima un torrente con esili affluenti, poi in età elisabettiana - tra la seconda metà del Cinquecento e gli esordi del Seicento - il torrente si trasforma in fiume. Diviene infatti un’istituzione per la formazione della classe dirigente inglese e ad ingrossarlo contribuiscono viaggiatori francesi già al tempo di Luigi XIII e del Re Sole; con essi fiamminghi, olandesi, tedeschi, svedesi, russi e ancora altri provenienti da ogni paese d’Europa. (da Cesare De Seta, “Il Grand Tour e il fascino dell’Italia” (http://www.treccani.it/scuola/tesine/viaggio_e_arte/5.html)

Maximilien Misson, Noveau voyage d’Italie, 1691

Johann Wolfgang von Goethe, Viaggio in Italia, 1817


Le Corbusier, Carnet du Voyage d’Orient, 1911

fabbrica vista da Posillipo verso il golfo di Pozzuoli

vista da via Caracciolo verso il Golfo di Napoli Itinerario del viaggio in Oriente

Questo viaggio in Oriente, lontano dalle tormentate architetture del Nord - risposta a un insistente richiamo del sole, degli sconfinati orizzonti di mari azzurri e delle grandi pareti bianche dei templi - Costantinopoli, l’Asia minore, la Grecia, l’Italia meridionale - sarà come un vaso dalla sagoma ideale, dal quale sapranno diffondersi i più profondi sentimenti del cuore [...]

vista dalle rampe di S. Antonio verso il Golfo di Napoli


territori estetizzati


Gianni Berengo Gardin, Val d’Orcia


MAPPE strada del vino strada del latte strada del formaggio strada del riso strada della cultura strada...


MAPPE riserve naturali agriturismi monumenti storici gastronomia e prodotti tipici trekking ed equitazione punti panoramici feste tradizionali e manifestazioni artistiche coltivazioni e fattorie


Il turismo si estende nel territorio invadendo le campagne. Da territorio della produzione la campagna diventa rrifugio per l’abitante della città che cerca di scappare dalla frenesia della metropoli alla ricerca di un paesaggio estetizzato. La campagna perde la sua unica vocazione, quella produttiva, e si fa vetrina del “prodotto tipico”.


Herzog & de Meuron, Dominus Winery, Napa Valley, Stati Uniti, 1996-1998

territori e spazi della produzione come territori e spazi dell’evasione dal quotidiano l’edificio segue la rigida suddivisione geometrica del vigneto architettura come land art architettura come strumento di marketing, mezzo per rafforzare l’immagine aziendale


Herzog & de Meuron, Dominus Winery, Napa Valley, Stati Uniti, 1996-1998


ARCHEA associati, Cantina Antinori, Firenze, Italia, 2012


ARCHEA associati, Cantina Antinori, Firenze, Italia, 2012


strategie di urbanizzazione debole

Frank Lloyd Wright, Broadacre City, 1934


Andrea Branzi, Agronica, 1995

Agronica è un’utopia parziale perché si colloca come “parte” dell’esistente, accanto a questo e non in sostituzione di questo. Essa progetta una parte del territorio accanto alla metropoli, alla città e al villaggio esistente; accanto al sistema viario tradizionale e al mercato delle merci esistente. Agronica elabora un modello di urbanizzazione debole, che consiste in un sistema che garantisce la sopravvivenza del paesaggio agricolo e naturale, in presenza di servizi urbani evoluti ma non più totalizzanti. (Andrea Branzi, Modernità debole e diffusa, SKIRA, Milano, 2006, p.134)


Andrea Branzi, Agronica, 1995

La ricerca di modelli di urbanizzazione debole è nata come indagine teorica sulla possibilità di individuare dei dispositivi territoriali meno rigidi di quelli utilizzati dai progetti urbani tradizionali, e che permettessero di realizzare degli zooning sfumati, intermedi e più flessibili. Agronica parte da un territorio agricolo produttivo dentro il quale, utilizzando il sistema delle palificazioni dell’agricoltura, scorrono singoli elementi di architettura (coperture, pareti, piattaforme) che si aggregano o si disperdono a seconda delle necessità. Si crea così un territorio semi-urbanizzato e semi-agricolo, dove si possono coagulare strutture di servizio provvisorie, senza creare un paesaggio permanente e movimentando una componentistica costruttiva dispersa. L’agricoltura quindi come territorio enzimatico, orizzontale, sistemico, mutante, inespressivo, nel senso che non produce “cattedrali” e monumenti. (Andrea Branzi, Modernità debole e diffusa, SKIRA, Milano, 2006, p.136)


CIBICWORKSHOP, rethinking happiness: RURAL URBANISM, 2010

http://issuu.com/cibicworkshop/docs/rethinkinghappiness_issuu


territori segnati


La contraddizione vissuta dagli intellettuali si esalta, durante gli anni Trenta, nella polemica sull’architettura arte di Stato, nella ricerca del significato vero dei termini italiano, fascista, razionale, applicati allo specifico architettonico, nel conflitto che si crea ricercando la connotazione nazionale dell’architettura italiana per celebrare un regime che aspira a superare i confini del singolo Stato. Nella duplicità di un’architettura come stile di uno Stato e di un’architettura come immagine di un regime si esaurisce il dibattito italiano sull’architettura e la città fasciste. (Da Giorgio Ciucci, Gli architetti e il fascismo, Einaudi, 1989)


Luigi Coccia, Marco D’Annuntiis (a cura di), Oltre la spiaggia. Nuovi spazi er il turismo adriatico, Quodlibet, Macerata, 2011.


Vittorio BonadĂŠ Bottino, Colonia FIAT, Marina di Massa, 1933


Giuseppe Vaccaro, Colonia marina dell’Agip, Cesenatico, 1936-38


ing. Eugenio Berardi, Grattacielo “Marinella�, Cesenatico, 1965


Burj Al Arab, Dubai, 1994-1999


Biennale di Architettura di Venezia, 2014 PADIGLIONE DELLA GRECIA


BLP ARCHITECTS, Bedrock, Grecia, 2014

camere senza vista relazioni controllate tra turista e territorio raporto con iil paesaggio


KSE studio, aHotel, Grecia, 2014


TURISMO MODERNO (si sviluppa partendo dai luoghi): si configura come un fenomeno espansivo, di conquista o acquisizione al proprio progetto di territori sempre nuovi. TURISMO CONTEMPORANEO (vive di non-luoghi): questo fenomeno corrisponde a una vera e propria implosione dello spazio, ad una concentrazione all’interno di ambiti chiusi o semichiusi di una serie di immagini e di paesaggi puri, stilizzati, costruiti secondo mappe mentali che muovono i mercati del turismo internazionale. (A. di Campli)

territori chiusi

Gli insediamenti tendono a costituirsi come una sorta di microcosmo in cui vigono particolari norme e che, in casi estremi, rifutano il dialogo con il contesto in termini geografici o sociali. Il modello di spazio turistico più diffuso è quello di una vera e propria monade sul territorio, una sorta di ghetto positivo in grado di mediare l’impatto tra esterno e locale. Si tratta di un “atollo/ villaggio” autosufficiente, un enclave. In genere, l’impianto morfologico dei resort, dalle Americhe all’Africa e al Pacifico, riproduce ovunque un modello di insediamento sviluppato nel’ambito del circuito pionere del settore, il CLub Mediterranee. Al centro del resort sono ubicati i servizi comuni, attorno a questo nucleo si sviluppano, con andamento quasi sempre sinuoso, vialetti pedonali che conducono alle residenze, per lo più costituite da bungalow a uno o due piani. Si tratta di veri e propri impianti urbani connotati da un ulteriore tema: il recinto.


Gio Ponti, Progetto di “Albergo nel bosco” e bungalows,Capri, 1939

il TURISMO - dicono gli architetti - è un gesto di tutti, è motivo e necessità d’educazione: l’attrezzatura alberghiera non deve realizzarsi per distribuzioni e concentrazioni, come ora, dettate dall’impiego speculativo di capitale e da esclusivismi e snobismi sociali, e dal servilismo che ne consegue: la politica turistica si attui con una distribuzione delle attrattive di un turismo totale, nazionale, libero, e di tutti: il turismo sia collegato (con reti di trasporto a classe unica, con tariffe turistiche) all’azione d’una «cultura popolare», che coordini le ferie alle illustrazioni dei musei, ai cieli culturali speciali di conferenze, alle manifestazioni musicali, culturali, teatrali, cinematografiche, alle esposizioni e mostre.


Ludovico Quaroni, Piano di sviluppo turistico, Punta Ala, 1961-63


“La Grand Motte”, Camargue, Francia, 1965arch. Jean Balladur

Si tratta di una vera e propria città turistica di fondazione costruita bonifcando una grande porzione di costa della Linguadoca (sud della Francia) per favorire lo sviluppo del turismo di massa. Progetto visionario che crea discontinuità sia con la ricerca architettonica di quegli anni (razionalismo/prefabbricazione), sia con il luogo. Che cosa può trovare un turista in vacanza alla Gran Motte?


http://www.admagazine.fr/architecture/articles/la-%20grande-motte-photographie-par-vincent-mercier/1016


François Spoerry, Port Grimaud, Francia, 1966-1970

Città monofunzionale fondata per il turismo in una zona palustre della costa Sud della Francia a 7 Km da Saint Tropez. Città lacustre che ha come riferimento Venezia e città lacustri preistoriche viste dal progettista al Museo di Zurigo. Questo sistema permette di aumentare il fronte sul mare sensa estendersi troppo sul litorale. Accessibilità: grande permeabilità dall’acqua (ogni casa è accessibile con la barca), da terra i punti di accesso funzionano come per una città fortificata. https://vimeo.com/77159079


Andres Duany, Elizabeth Plater-Zyberk, Sea Side, Florida, 1983

Sea Side è stata fondata dal costruttore Robert Davis su un terreno di 32 ha. Si tratta di una “città ideale” e progettata come una comunità vacanza. Rappresenta il primo progetto simbolo del movimento NEW URBANISM che vide la sua nascita ne 1993. L’idea di Seaside si sviluppa come una volontaria reazione al fenomeno dello sprawl. Alla base del progetto è stata avviata una ricerca tipologica sulla tradizione costruttiva americana focalizzata sulla tipologia di edifici in legno con profonde sporgenze del tetto per riparare dal sole e proteggere dalle piogge estive, ampie verande e finestre che consentivano una ventilazione trasversale in tutte le camere in modo da adattarsi meglio al clima. I progettisti hanno curato la redazione di un masterplan e di un “codice urbano” che dettava le regole per la progettazione degli edifici. A Seaside sono presenti realizzazioni di Aldo Rossi, Steven Holl, Leon Krier e altri.


Sea Side, Florida, 1983


Anonimi Villaggi Turistici, qualsiasi parte del mondo, ????


territori mutevoli/effimeri


Bernhard Lang, Adria, 2011


dal film L’Ombrellone, Dino Risi [Italia/Francia 1965]


Luigi Ghirri


Bathing machine


Guy Rottier, Maison de vacances en carton, 1968.


Guy Rottier, Maison de vacances en carton, 1968.


MAPA Architects, Minimod, MaquinĂŠ, Brasile, 2013


territori condivisi/comunitari


Giancarlo De Carlo, Colonia ENEL, Riccione, 1963

_rapporto con il contesto _importanza dello spazio condiviso


territori intimi/dell’intimitĂ


dal film L’Avventura, Michelangelo Antonioni [Italia 1960]


Le Corbusier, Cabanon, Roquebrune Cap Martin, Francia, 1952


territori indifferenti


Archigram, Instant City, Londra, 1960-65

Speculative research project exploring possibilities of injecting metropolitan dynamic into other areas through temporary events, structures, mobile facilities and information technology.


Pink Floyd, concerto a Venezia, 1989


Cedric Price, Fun Palace, Londra, 1960-65

Niente porte, atri d’ingresso, code e custodi: sta a voi decidere come usarlo. Guardatevi intorno prendete un ascensore, una scala mobile per andare ovunque o verso qualunque cosa vi appaia interessante. Scegliete cosa volete fare - o guardate qualcun altro mentre lo fa. [...] Ballate, parlate o fatevi sollevare in alto per vedere gli altri come fanno funzionare le cose. Sedetevi con un drink in mano a guardare lo spazio e sintonizzatevi su ciò che accade da qualche altra parte della città . Cercate di scatenare un putiferio...


Cedric Price, Fun Palace, Londra, 1960-65


The artificial beach inside the Ocean Dome, Miyazaki, Japan, 1996 foto di: Martin Parr,


AQUAFAN, Riccione, 1980


SKIDUBAI

http://vimeo.com/53121242


fanta-territori


Venice, Las Vegas


Venezia, Italia

...è stata la perdita della funzione d’uso della città in ragione della crescita del suo valore simbolico a separare i cittadini dal territorio e indurre da un lato un esodo e annamdono del simulacro, e dall’altro un desiderio, quello dei turisti, di riconquistare la città che sopravvive solo come simulacro, come copia di se stessa.


Palm Island, Dubai


BIBLIOGRAFIA: Coccia L. (a cura di), Architettura e turismo, Franco Angeli Editore, Milano, 2012; Coccia L., D’Annuntiis M., Oltre la spiaggia. Nuovi spazi per il turismo adriatico, Quodlibet, Macerata, 2012. De Seta C., L’Italia nello specchio del Grand Tour, Rizzoli, MIlano, 2014 (sui Grand Tour in Italia); di Campli A., “La costa infinita. Un ecosistema turistico”, in A. di Campli, Adriatico. La città dopo la crisi, LISt Lab Laboratorio, Barcellona, 2009; di Campli A., Gabbianelli A. (a cura di), Il progetto dello spazio turistico. Strategie dell’effimero e del radicamento, GOtoECO Editore, Gorizia, 2016; Gabbianelli A., “Agriturismo e territorio”, in L. Coccia (a cura di), Architettura e turismo, Franco Angeli Editore, Milano, 2012;

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