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Numero Speciale

Riconsegnata alla città di Potenza un pezzo di storia e di identità All’interno il calendario staccabile della stagionalità dei prodotti

Benvenuto ScamBioLoGiCo La coccinella / aprile 2016 1


Numero speciale Sommario

L’editoriale Anno 4 - n. 9 Aprile 2016

L’ecologia delle relazioni di Alessandro Ferri Presidente Legambiente Basilicata Onlus

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La prima Green Station d’Italia

“ScambioLogico” tra profit e no-profit

Una giornata con i ragazzi richiedenti asilo

Sotto lo stesso tetto Intervista ai partner di progetto Potenza stazione superiore Racconto storico di un capo stazione

DIRETTORE RESPONSABILE: Anna Martino (amartino@legambientebasilicata.it) GRAFICA E IMPAGINAZIONE: Maria Coviello (mcoviello@legambientebasilicata.it) REDAZIONE: (redazione@legambientebasilicata.it) Marco De Biasi (mdebiasi@scambiologico.it) Valeria Tempone (direzione@legambientebasilicata.it) HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Daniela Casorelli, Luciano Castrignano, Marianna Dragonetti, Alessandro Ferri Giuseppe Telesca EDITORE: Legambiente Basilicata Onlus PRESIDENTE: Alessandro Ferri SEDE LEGALE E REDAZIONE: Viale Firenze 60C - 85100 Potenza Tel. 0971441541 Fax 097146699 - stampa@legambientebasilicata.it Spedizione in abbonamento postale : D. L. 353/2003 (Conv. In L. 27/02/2004 n° 46) art. 1 comma 1, DCB Potenza Stampa: Tipografia Sagittario Franchi Paolo snc di Fanchi Giuseppe & C. Via Malignani, 7 Bibione (Ve) Cap 30020 Stampato in carta Shiro riciclata Testata reg. al Tribunale di Potenza al n. 475/2012 in data 20/06/2012 Abbonamento 11 numeri 12 euro. Pagamento su ccp 7862556 intestato a Legambiente Potenza. Altre modalità sul sito www.legambientebasilicata.it. L’iscrizione ad un circolo lucano della Legambiente comprende l’abbonamento annuale. Garanzia di riservatezza per gli abbonati. L’Editore garantisce la massima riservatezza nel trattamento dei dati forniti dagli abbonati. Ai sensi degli articoli 7, 8, 9 del Dlgs 196/2003 gli interessati possono in ogni momento esercitare i loro diritti rivolgendosi a: Legambiente Basilicata Onlus, Viale Firenze 60C, 85100 Potenza, tel. 0971441541, fax 097146699, abbonamenti@legambientebasilicata.it. Il responsabile del trattamento dei dati stessi ad uso redazionale è il direttore responsabile.

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enso ad un’ecologia della relazione, per-

ché credo che la cura dei rapporti umani sia altrettanto urgente quanto la cura dall’ambiente. Come ci comportiamo con gli altri ha ricadute dirette su di noi ma pure sul contesto in cui abitiamo. Le relazioni con l’ambiente, perciò, sono speculari a quelle che abbiamo con le persone. Attenzione, cura e ascolto devono diventare le priorità umane e ambientali». É questa l’idea e la visione della nostra presidente nazionale Rossella Muroni che, nella stessa intervista rilasciata alla 27esima ora del Corriere della sera, racconta di una spesa attenta ed ecologica che ha ricadute importanti sui portafogli, delle campagne fatte per la diffusione dei sacchetti ecologici e del movimento delle bici che ha portato nell’ultima finanziaria ad uno stanziamento pari a 10 milioni di euro per la costruzione di autostrade ciclabili. ScamBioLoGiCo e tutto il progetto di ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell’ex scalo merci di Potenza superiore, che raccontiamo nel numero de “La coccinella” è proprio questo: ecologia delle relazioni. Relazioni con Domenico, Leonardo, Salvatore, Anna, Felice, Gerardo che da sei anni, tutte le settimane, forniscono con impegno, dedizione e sacrificio i loro prodotti al Gruppo di acquisto ecologico sposando un’idea e una pratica di agricoltura biologica, di custodia e presidio del territorio e un progetto di consumo critico e solidale. Relazioni con operai ed imprese, tecnici e ingegneri che con Legambiente hanno sperimentato e realizzato l’intervento sull’ex scalo merci di Potenza superiore per dimostrare che un’edilizia nuova, moderna che parli di consumo di suolo zero, di efficienza energetica, di fonti rinnovabili e di uscita dal fossile è concreta, possibile e praticabile. Relazioni con nove ragazzi nigeriani, ghanesi (ma ormai potentini) che, guidati dalla sapienza di Mario e Gennaro, hanno realizzato il cappotto termico dell’edificio in un Cantiere scuola che è formazione e integrazione vera e reale. Relazioni con i nostri soci e volontari, con i nostri ragazzi di servizio civile che hanno, con passione e impegno, lavorato per “costruire” la causa e casa comune. E ScamBioLoGiCo sarà proprio la casa per coltivare queste relazioni e il luogo per praticare a Potenza la visione di Rossella: il voto con il portafoglio, una spesa etica e senza imballaggi, tanta umanità e speriamo anche tante bici.


Numero Speciale

La prima Green Station d’Italia Dove buone pratiche diventano buona economia

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aboratori di riciclo, spazi espositivi per la vendita di prodotti biologici, a chilometro zero, sfusi, non imballati e del commercio equo e solidale. Spazi dedicati al baratto di beni in buono stato ma anche luogo di incontro, formazione, ricerca e sviluppo per la diffusione della cultura ambientale e la condivisione dei saperi. Tutto questo è ScamBioLoGiCo, l’ex scalo merci della stazione ferroviaria di Potenza Superiore trasformato in luogo di promozione dell’altra economia. “Logico” sta per “locale”, “giusto” e “condiviso”: i tre pilastri che costituiscono la così detta sharing economy e che

ben sintetizzano i principi su cui è stato trasformato questo “non luogo” in luogo. L’immobile, risalente ai primi anni del ‘900 e totalmente ristrutturato secondo criteri di efficientamento energetico in classe energetica A, è stato riconsegnato alla città in occasione dell’ultima tappa del Treno Verde a Potenza. Anche l’allestimento interno è tutto improntato sull’uso di materiali ecologici e secondo tecniche di riuso per l’autocostruzione. Quella di Legambiente Basilicata è la prima Green station d’Italia, frutto dell’intesa firmata tra Legambiente, Ferrovie dello Stato Italiane e Rete FerroLa coccinella / aprile 2016 3


Numero speciale viaria Italiana e reso possibile grazie al sostegno di Fondazione con il Sud nell’ambito del progetto Centro per la sostenibilità. “Da Potenza vogliamo innescare un nuovo processo di economia solidale che tenga conto dell’importanza dei beni comuni ambientali. ScamBioLoGiCo – spiega Alessandro Ferri, presidente Legambiente Basilicata – vuole essere una vetrina di tutte le azioni pratiche che ogni cittadino può da subito mettere in campo per fare la propria parte, dalla riduzione della produzione dei rifiuti alla massimizzazione della raccolta differenziata, al cambiamento degli stili di vita e del modo di approcciare ai consumi. Si tratta di applicare il concetto della sostenibilità alle nostre azioni quotidiane: ciascun cittadino può contribuire alla riduzione degli impatti ambientali e al sostegno del sistema economico locale, che risente sempre più della crisi globale”. “Sta nascendo, a partire dalle stazioni italiane, un nuovo modello di sviluppo territoriale che coniuga sostenibilità ambientale e coesione sociale. Imprese ferroviarie, Terzo settore, istituzioni sono gli attori di questo nuovo modello. Basti pensare che su tutto il territorio nazionale sono 509 le stazioni interessate da comodati, oltre 87.000 i metri quadri, per un valore economico vicino ai 120 milioni di euro. 4 La coccinella / aprile 2016

Da sinistra i progettisti, F. Torella, A. Ferri, N. Cirino

Questo di Potenza è l’esempio molto riuscito della fattiva collaborazione tra pubblico e privato che mette in primo piano il bene comune e l’interesse della collettività”, aggiunge Fabrizio Torella, responsabile delle Attività sociali d’impresa del Gruppo FS. L’esperienza dello scalo merci di Potenza superiore è solo uno dei progetti di Green Station in giro per l’Italia. Progetti che hanno come cuore pulsante quello di rivalorizzare spazi non presenziati all’interno delle stazioni e snodi ferroviari, intesi non più come luoghi di arrivo e partenza ma sempre più come luoghi di incontro e socialità, oltre che di poli di attrazione urbana, centri di servizio sociali, ambientali e di mobilità collettiva.

“Vogliamo innescare un nuovo processo di economia solidale”


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Bellezza, valore all’esistente e futuro sostenibile di Marianna Dragonetti Direttore dei lavori di ristrutturazione

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l processo di ristrutturazione dell’ex Scalo Merci RFI, è un progetto di riuso dell’esistente su di un fabbricato, annesso alla Stazione di Potenza Superiore, risalente alla fine dell’800 primi del ‘900. L’impegno progettuale consiste nella rigenerazione dell’edificio e del suo contesto, fortemente connesso al tessuto urbano della città, ma da tempo zona di degrado e di abbandono. Il progetto prosegue la narrazione dell’edificio nella sua storia, a partire dalla sua costruzione, in una parte di città che all’epoca vede la sua prima espansione verso l’asse Nord, attraverso l’impianto, in un contesto presso- Foto di Andrea Quaranta ché rurale, di attrezzature e infrastrutture – la caserma e il distretto militare, la ferrovia Potenza-Foggia, il complesso “Ophelia” già manicomio provinciale – legate al processo di modernizzazione della città, il cui tessuto si dilata poi, con l’inserimento di numerose costruzioni residenziali, nel quartiere di Santa Maria. “La Piccola” - questo è l’appellativo comunemente dato all’edificio annesso alle stazioni ferroviarie con funzione di scalo, insieme al suo intorno, spazio aperto alle

relazioni e al transito - è dunque un luogo di inizio, di stratificazione della memoria e poi dell’abbandono. Operare sulla rigenerazione di questo contesto /edificio attraverso il progetto di architettura, con le scelte compositive, formali e funzionali operate, è perciò un innesto che consente di restituire un pezzo di città ai suoi abitanti. Il fabbricato, che ha la comune facies tipologica delle stazioni medio-piccole e piccole, concretizzata in tipi standard previsti già nella seconda metà dell’800 e dal 1905 da parte della Ferrovie dello Stato, offre esempi di notevole ricchezza per varietà compositiva e soluzioni tecnologiche e stilistiche che rendono l’edificio, seppure destinato al settore terziario, un’architettura riconoscibile, dalla tettonica limpida, bella, con un patrimonio di segni e oggetti volutamente salvaguardati e valorizzati ( la struttura portante mista acciaio – muratura, le capriate all’inglese a sostegno del tetto, l’intero sistema di gronde e scossaline in ferro, i portoni in ferro battuto e i portali in pietra). A partire da ciò la buona pratica del riuso si persegue ponderando, tra progetto e realizzazione in cantiere, la La coccinella / aprile 2016 5


Numero speciale scelta di tutti gli elementi necessari alla nuova funzione dell’immobile e al suo efficientamento energetico: il soppalco autoportante in acciaio e legno, la passerella esterna in legno, il pacchetto di copertura in legno e pannelli isolanti in fibra di legno, il “cappotto termico” in lana di roccia sulle facciate, gli infissi ad alta efficienza energetica, l’impian-

to termico a pompa di calore di limitata potenza e alta efficienza, l’illuminazione LED e l’impianto fotovoltaico da 16 Kw, nel rispetto della conformazione originale del luogo, rendendo tuttavia sempre leggibili i nuovi caratteri connotativi, sommando bellezza al valore esistente, donando all’opera il suo futuro sostenibile.

Un’altra edilizia è possibile di Luciano Castrignano

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li interventi di recupero edilizio e di efficientamento energetico in Italia sono stati oltre 9 milioni dal 1988 ad oggi e rappresentano un valido modello di sviluppo del settore edile, ponendo al centro il lavoro come strumento di tutela dell’ambiente e di miglioramento della qualità della vita. E’ quanto emerge all’ul-

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timo rapporto dell’“Osservatorio congiunto su innovazione e sostenibilità nel settore edilizio” curato dai tre sindacati confederali di settore e dalla Legambiente nazionale. La riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, in un ottica di ottimizzazione dei consumi energetici e di messa in sicurezza, è il modello da perseguire per rispondere alla crisi del settore edilizio e per dare una risposta concreta all’insostenibile consumo di suolo, causato dalle


Numero Speciale attività dell’uomo senza controllo né criterio. La bioedilizia si inserisce all’interno di questo modello ponendo i materiali a basso impatto ambientale e in grado di aumentare l’efficienza energetica al centro delle attività edili, mantenendo intatta la struttura portante degli edifici esistenti. Un esempio di bioedilizia improntata al recupero dell’esistente è “ScamBioLoGico” della Legambiente Basilicata, che ha visto scendere in campo le più moderne tecnologie di isolamento termico per raggiungere la classe energetica “A” nell’intero edificio ristrutturato e riammodernato, senza intaccare la parte storica dell’ ex scalo merci. Il modello di “ScamBioLoGico” è stato riconosciuto come buona pratica proprio dall’annuale rapporto dell’ “Osservatorio congiunto su innovazione e sostenibilità nel settore edilizio”. All’interno della sezione “Innovazione e sostenibilità nei materiali e componenti per l’edilizia”, il lavoro portato avanti per la riqualificazione dell’ex scalo merci ha dimostrato come sia possibile rendere moderno ed ecocompatibile un vecchio fabbricato del secolo scorso, senza intaccare l’estetica e restando fedeli all’antico ruolo di stazione ferroviaria. I materiali utilizzati per la bioedilizia spaziano dalle fondamenta degli edifici all’isolamento, passando per gli infissi e i rivestimenti. Tutte le parti di un edificio possono essere ristrutturate con un’attenzione all’ambiente, riuscendo non solo a

risparmiare risorse ma anche a rendere il consumo di energia molto più basso dei modelli edilizi precedenti, permettendo anche un abbattimento consistente sui prezzi delle bollette. Il legno utilizzato per la struttura portante e le mura interne proviene da foreste gestite da programmi di riforestazione in grado di non danneggiare l’ecosistema con lo sfruttamento intensivo, mentre sia l’arredamento interno che per i sistemi di isolamento termico è possibile utilizzare materiali da riciclo (plastica e carta in primis) in grado di ridurre considerevolmente la produzione di rifiuti, secondo il principio del riuso. Costruire, riqualificare e ristrutturare pensando all’impatto ambientale è possibile e conveniente, per l’ambiente e per le nostre tasche. Il mondo dell’edilizia può e deve rappresentare un avamposto di un nuovo modello economico, riuscendo a creare lavoro a livello locale e a razionalizzare le risorse a nostra disposizione, per permetterci di vivere e lavorare in edifici sostenibili e di qualità. La coccinella / aprile 2016 7


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Le Green Station di Legambiente Stazioni non presenziate: opportunità di sviluppo locale di Lorenzo Barucca Responsabile nazionale Green Station Legambiente Il desiderio di rianimarle e vederle trasformate in luoghi non più solo di arrivo e partenza ma di incontro e condivisione di valori dà vita ai progetti GreenStation. Spazi dove sperimentare e percorrere progetti di economia civile con finalità sociali d’interesse collettivo: per la salvaguardia ambientale, per realizzare attività di protezione civile, per promuovere turion l’implementazione del sistema smo educativo, naturalistico, storico e di CTC (Centralized Traffic Control) e la culturale. sue evoluzioni, che consentono di regoLa GreenStation di Potenza sarà il luogo lare la circolazione dei treni da un unico in cui promuovere “l’altra economia”: posto operativo a distanza, le stazioni si spazi espositivi per prodotti biologici a svuotano. Il personale viene ridotto e km zero, sfusi e non imballati, prodotti ricollocato e si vengono del commercio equo così a creare spazi non e solidale, ma sarà Un progetto di Rfi presenziati di diverse soprattutto un luogo dimensioni nelle stazioni per ripopolare le stazioni di incontro, formadove la presenza umana zione, ricerca e svinon è indispensabile. Il protocollo di luppo, per la diffusione della cultura amintesa nazionale Legambiente, Ferrovie bientale e una condivisione dei saperi. dello Stato e Rfi per il recupero delle staCome Legambiente stiamo affrontando, zioni non presenziate nasce dall’urgenza inoltre, in un progetto editoriale con e dal desiderio di veder ripopolate le staLegacoop, il tema legato al riuso del pazioni. Tante volte durante i viaggi in tretrimonio esistente per fini sociali, come no si incontrano bellissime stazioni vuoopportunità di sviluppo per il nostro te, che non raccontano la bellezza del territorio e strumento per iniziare perterritorio ma si presentano come immacorsi di economia in grado di creare pogine di abbandono e degrado. sti di lavoro.

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“ScamBioLoGiCo” fra profit e no-profit Quando l’ “interesse” è la condivisione di Luciano Castrignano

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roppo spesso sentiamo parlare del mondo “no-profit” (volontariato, associazioni e società civile più in generale) e di quello “profit” (aziende e soggetti privati) come due modelli completamente contrapposti e inconciliabili. Il progetto “Green Station” è stato anche l’occasione per sfatare questo mito e dimostrare che profit e no profit, se disposti a collaborare reciprocamente per un obiettivo comune, possono unire le forze senza snaturare il loro ruolo. Una comunione di intenti che è stata portata avanti, con forza e determinazione, dalla Legambiente Basilicata con il progetto di ristrutturazione dell’ex scalo merci, che non sarebbe stato possibile senza l’impegno e la dedizione delle aziende e degli enti che hanno accettato di collaborare con l’associa-

zione per restituire alla città uno spazio di condivisione. Il cantiere dell’ex scalo merci della stazione di Potenza Superiore ha visto l’impegno dell’impresa edilizia Pace, che ha curato tutti i lavori di rigenerazione strutturale dell’edificio, mettendo a disposizione maestranze qualificate e competenti. L’impresa Pace ha lavorato a stretto contatto con la Legambiente Basilicata, dimostrando che la collaborazione fra profit e no-profit può portare alla realizzazione degli obiettivi sociali passando anche attraverso la creazione di lavoro in settori fondamentali dell’economica, come quello della bioedilizia. Altro passo fondamentale del rapporto fra l’associazionismo e il mondo delle imprese private è stata l’iniziativa “Cantiere scuola”, per la posa del cappotto isolan-

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te dell’edificio. In questo caso specifico la realizzazione dell’isolamento termico e il raggiungimento della classe energetica “A” per la Green Station ha coinciso con il bisogno formativo di 9 richiedenti asilo accolti nella nostra regione. L’Efmea di Potenza (Ente di formazione

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delle maestranze edili) ha messo gratuitamente a disposizione i propri formatori che, dopo una serie di lezioni teoriche in aula, hanno accompagnato sul campo i ragazzi partecipanti al corso per montare, assieme, il cappotto isolante. Il Colorificio Lamorte di Potenza ha donato tutti i materiali necessari per la realizzazione di questo importante lavoro di riqualificazione energetica, sfruttando il suo ruolo di fornitore di zona dell’azienda Caparol, leader nel settore dei prodotti per l’edilizia, che ha cofirmato il protocollo d’intesa con la Legambiente Basilicata e l’Efmea di Potenza. Lavoro, bioedilizia, formazione e collaborazione sono le parole chiavi di questo rapporto fra profit e no-profit che ha portato alla città di Potenza la prima Green Station d’Italia; è in questo modo che “ScamBioLogico” è stato, prima ancora di essere completato, un luogo di condivisione e co-working per raggiungere obiettivi comuni saltando gli steccati e le barriere, che troppo spesso bloccano i reali processi di cambiamento.


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Una giornata in compagnia dei ragazzi richiedenti asilo di Daniela Casorelli

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uando mi hanno chiesto di scrivere due righe su come avessi trascorso quelle poche ore in Cantiere, mi sono venute in mente alcune immagini e pensieri che inevitabilmente ritornano pensando al tema dell’immigrazione, quasi sempre associato a qualcosa di negativo, di problematico, forse perché siamo stati abituati all’idea che questo sia solo un problema per il nostro Paese. Ma durante quelle ore trascorse in compagnia dei ragazzi richiedenti asilo impegnati a lavorare nel Cantiere Scuola all’ex scalo merci della

stazione di Potenza superiore, molto attenti al lavoro e poco inclini a una conversazione spensierata, mi sono sempre più convinta di come stessi parlando in realtà con ragazzi giovani come me e gioviali come la loro età richiederebbe, a prescindere da quella che possa essere la loro storia. Con i più giovani, forse anche quelli più aperti al dialogo, parliamo di calcio (anche se io non ne capisco niente), di come siano diventati tifosi delle squadre italiane - qualcuno sfoggia, sotto la tuta da lavoro, la maglietta del proprio calciatore pre-

ferito. Scherziamo con Mario, l’ingegnere mediatore linguistico e loro responsabile, che si rivolge al gruppo come farebbe un buon maestro con i propri allievi: con simpatia e leggerezza ricorda come miscelare il composto per ottenere la colla, come armeggiare con il trapano. Corregge qualche parola pronunciata male in italiano e nelle pause offre loro una sigaretta. Quasi tutti sono ormai in Italia da circa 2 anni, alcuni condividono lo stesso appartamento a Potenza o con altri ragazzi rifugiati coinvolti in altri progetti di inte-

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Numero speciale grazione. qualcuno, invece, trova un Ormai si sono abituati al angolo dove pregare per un freddo della nostra città e attimo per poi raggiungere ridono quando dico loro che gli altri. quest’anno il vero inverno Quale occasione migliore se non si è fatto ancora vedere. non quella di ritrovarsi a Nell’attesa che arrivino i mangiare per scambiare panini per la pausa pranzo, due chiacchiere con tutti? mi aggiro tra le impalcature, e mentre scatto Mario ci racconta qualche foto chiedo loro di come si siano cosa stiano facendo. Con occhi preoccupati per appassionati al lavoro il proprio italiano poco corretto mi raccontano minuziosamente come e Mario, spiegandoci che il perché stanno operando in periodo per il Cantiere quel modo, prendendo mi- Scuola ormai volge al termisure con le opportune tecni- ne, ci racconta come sia che e precisione certosina, rimasto molto colpito così come appreso durante dall’entusiasmo dei suoi il corso di formazione. ragazzi, di come si siano Altri sono impegnati a se- appassionati al lavoro e guire i “mastri”, gli operai un po’ più anziani della Vado via con ditta addetta ai lavori, che ormai si fidano di loro un pensiero rivolto ed hanno superato gli iniziali scetticismi. a quei miei coetanei Quando ormai il pranzo è arrivato, Mario chiama tut- abbiano capito che stavano ti a raccolta, come se stesse prendendo parte ai lavori di facendo l’appello, senza recupero per una struttura dimenticare nessuno. non proprio giovane, un Ed eccoli che arrivavano antico scalo merci abbancon le loro tute arancioni e donato negli anni e che ora l’elmetto giallo, stanchi ma invece riprenderà vita, con sempre pronti a scherzare un nuovo inizio, un nuovo tra loro, scambiarsi battute progetto, diventando sede nella propria lingua mentre per un negozio eco-

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sostenibile, di prodotti locali, sfusi e privi di imballaggi, che sia autosufficiente energeticamente e che sarà anche luogo di incontro e condivisione per tutta la città. Una nuova storia proprio come quella che speriamo attenderà questi ragazzi che - spesso dimentichiamo - sono fuggiti dal loro destino, per trovarne uno nuovo, diverso, migliore. Talvolta la loro presenza poco intacca la nostra comoda vita. Hanno solo bisogno di una mano per ricominciare. Terminata l’ora di pausa pranzo, malvolentieri tornano ai loro compiti. Ci salutiamo con la promessa che sarei ritornata l’indomani con un bel dolce per la merenda di metà mattina. Il tempo di una foto ricordo e subito tornano alla propria postazione. Vado via con un semplice e positivo pensiero rivolto a quei miei coetanei, ricordando quegli occhi che sembrano due fanali su quei visi scuri che hanno tanto da raccontare, ma ancor più da imparare e da vedere, e credo e spero che continuando così siano sui binari giusti per una nuova vita.


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I richiedenti asilo a lavoro all’ex scalo merci di Potenza superiore (Foto di Daniela Casorelli)

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Sotto lo stesso tetto, la stazione diventa casa comune Interviste ai partner di progetto di Luciano Castrignano

Dove il consumo critico è cittadinanza attiva

Quando le parole d’ordine sono riuso e riciclo

Nel 1994, quando in Italia si avviava il percorso di sviluppo del commercio equo e solidale, un gruppo di persone, per lo più giovani provenienti da esperienze di impegno sociale diverse, avviò un primo nucleo operativo con l'intento di promuovere questa forma di scambio commerciale improntata alla giustizia e all'equità. Da quel nucleo, che in una prima fase si appoggiò presso spazi parrocchiali o offerti da privati, nacque prima un'associazione e poi una cooperativa che alla fine degli anni ‘90 avviò l'esperienza imprenditoriale con un punto vendita strutturato. Lo racconta Antonio Di Stefano, responsabile della bottega Unaterra di Potenza.

Il Polo dell’Artigianato Artistico nasce nel febbraio 2013 con l’intento di salvaguardare, nel terzo millennio, l’identità e la capacità del “saper fare”, la valorizzazione e la promozione dell’artigianato artistico nelle sue componenti tecniche, estetiche, storiche e innovative. Un saper fare che si concretizza nella manualità e nella creatività di adulti e bambini per il recupero ed il riciclo degli oggetti e dei materiali più svariati: dal legno alla ceramica, dalle stoffe ai vecchi PC per “allungare la vita” delle cose, riuscendo a diminuire la mole di rifiuti prodotti da ognuno di noi. Abbiamo chiesto ad Angela Conte, la Presidente del Polo, in che modo le attività della sua organizzazione si intrecciano con la storia di ScamBioLoGiCo.

In questi anni di lavoro, su cosa avete incentrato il vostro rapporto con il territorio?

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Numero Speciale Il mondo in 20 anni è profondamente cambiato. Quando abbiamo cominciato a proporre i prodotti del sud della Terra a condizioni più eque quel mondo era lontano e noi occidentali consumatori ci percepivamo indiscutibilmente ricchi. Oggi quel mondo è più vicino, cammina nelle nostre città, Potenza inclusa, sulle gambe dei ragazzi nigeriani o si confonde con le sacche di povertà locale. Allora fare informazione sul caffè equo dal Nicaragua, sullo zucchero delle Filippine o proporre la scelta delle bomboniere eque diventa solo un lato della medaglia: i consumatori più attenti alla costruzione di dinamiche per lo sviluppo di un sistema economico alternativo e sostenibile chiedono, ad esempio, anche prodotti solidali connessi al territorio o prodotti alimentari freschi, sicuri e sostenibili. Perché collegare la vostra Cooperativa con ScamBioLoGiCo? Unaterra partecipa fin dall'inizio al progetto di Legambiente, perché per noi è un'evoluzione naturale di un processo

In questi anni di lavoro, su cosa avete incentrato il vostro rapporto con il territorio? Il recupero della manualità e della creatività che sono presenti in ognuno di noi, attraverso laboratori ed esposizioni, è il nostro modo di interagire e stringere rapporti con il nostro territorio. Rimettere al centro l’artigianato in questi “tempi moderni” vuol dire lanciare una sfida: attraverso il “saper fare creativo” si più riciclare e riutilizzare qualsiasi cosa. Perché collegare il Polo dell’Artigianato Artistico con ScamBioLoGiCo? ScamBioLoGiCo è uno spazio che incarna completamente la nostra visione di riuso e riciclo: è un luogo fisico restaurato e riutilizzato proprio come noi recuperiamo gli oggetti più disparati, per questo non potevano non essere partner della Legambiente in questa avventura! Negli spazi della nuova stazione di Po-

Inaugurazione dell’ ex scalo merci di Potenza superiore in occasione del Treno Verde a Potenza

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Numero speciale lungo venti anni. Per il 2016 sosteniamo la campagna nazionale del consorzio Altromercato “Creiamo insieme un altro vivere” e ci sentiamo sempre più parte di una sfida verso stili di vita e di consumo improntati alla sostenibilità, alla solidarietà e alla giustizia. In questo percorso pensiamo che il commercio equo sia un pezzo che si affianca ad altri comportamenti virtuosi: il chilometro zero, i prodotti sfusi privi di imballaggio, i traspor-

ti sostenibili, l'educazione al risparmio energetico, gli orti sociali, la finanza etica. ScamBioLoGiCo è per noi una casa comune dove tutto questo può stare insieme in un unico posto e dove ogni persona potrà trasformare il proprio consumo in pratiche di cittadinanza attiva. Cosa significa, per voi, “equo e solidale”? Per noi significa riconoscere diritti a chi produce, tutelare i territori e promuovere criteri distributivi delle ricchezza. Non ci possono essere cicli produttivi dove chi sta alla base guadagna pochi centesimi che non bastano a sopravvive-

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tenza abbiamo l’obiettivo di creare dei laboratori tematici, puntando su attività di recupero e riciclo come la pittura su ceramica, stoffa o legno. Accanto ai laboratori, utili per sviluppare creatività e manualità, puntiamo a usare lo spazio di ScamBioLoGiCo per momenti dedicati al baratto e allo scambio di oggetti usati. In diverse occasioni avete lanciato “l’artigianato 2.0”, di cosa si tratta? È un ulteriore legame che il Polo ha sviluppato con “Open Digital Factory” attraverso l’uso delle nuove tecnologie, intrecciando l’innovazione con la tradizione artigiana. L’innovazione delle stampanti 3D si unisce al lavoro dell’artigiano e ne accelera i tempi di realizzazione. È un po’ come inserire un “driver” fra il pensiero e l’atto pratico dell’artigiano, stampando fisicamente un modello non lavorato dell’oggetto che deve essere realizzato. Non si rischia di sostituire il lavoro dell’artigiano con la tecnologia? Assolutamente no. La stampante 3D serve per realizzare le idee in modo più rapido ma non può di certo sostituirsi alla manualità e alla creatività artigiane. Il lavoro manuale e l’artigianalità degli oggetti che noi realizziamo non vengono intaccati dall’uso delle nuove tecnologie, servono soltanto per “rendere reale” l’idea che sta alla base del lavoro vero e proprio. Ad esempio quando ci siamo trovati a dover restaurare un mobile antico a cui


Numero Speciale re e chi sta al vertice ha rendite annue di posizione a sei zeri. Quali sono le prospettive del commercio equo e solidale nella nostra regione? La nostra utopia è che il commercio equo e solidale diventi normalità, ovvero che anche la distribuzione commerciale ordinaria possa preoccuparsi di riconoscere il giusto prezzo ai produttori, assicurare la qualità dei prodotti e verificare la sostenibilità dei processi produttivi. Le dinamiche del mercato rendono questo orizzonte difficile da raggiungere, per questo abbiamo bisogno di rafforzare i legami di rete con altri operatori del commercio equo, imprese sociali o dell'economia carceraria, sia per migliorare la nostra capacità di offerta che per fare informazione e cultura sulle ragioni per l'assunzione di stili di vita sostenibili.

mancava una maniglia, la stampante 3D ha prodotto un pezzo grezzo che solo l’artigianalità dell’uomo ha potuto far adattare, alla perfezione, al resto del contesto in cui andava inserito.

Inaugurazione dell’ ex scalo merci di Potenza superiore in occasione del Treno Verde a Potenza

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Giusto, locale e condiviso Ecco da dove prende le mosse ScamBioLoGiCo di Giuseppe Telesca

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e arance di Tursi, le percoche del Metapontino, le farine selezionate, la zucca spaghetti dell’azienda agricola Bascetta ma anche i prodotti da forno lavorati con latte di asina, gli yogurt e lo stracchino di Taverna Centomani di Potenza, le mele di Baragiano conservate secondo l’antica tradizione sotto la paglia, i prodotti del commercio Equo e solidale e quelli biologici. Tutto questo è il Gruppo d’acquisto ecologico del Circolo Legambiente di Potenza “Ken Saro Wiwa”. Otto anni di attività, anche 50 22 La coccinella / aprile 2016 18

ordini settimanali, più di 300 utenti. E’ da qui che prende le mosse il Centro della sostenibilità all’ex scalo merci di Potenza Superiore, chiamato ScamBioLoGiCo. Un gruppo d’acquisto, quindi, destinato ad evolversi. Cambieranno le modalità di ordinare e ricevere i prodotti selezionati, ma non cambierà la filosofia che c’è dietro: chilometro zero, produttori locali, prodotti sfusi e poco imballati. L’impegno di chi si è dedicato per tanti anni a fornire ai soci di Legambiente la possibilità di fare una scelta ecosostenibile ri-


Numero Speciale marrà invariato, la possibilità di mangiare prodotti genuini e di privilegiare i produttori lucani preferendoli alle multinazionali del cibo sarà ancora possibile. Il gruppo d’acquisto diventa un negozio ecosostenibile sito nell’ex scalo merci di Potenza Superiore, senza perdere nessuna prerogativa in fatto di genuinità dei prodotti e accurata selezione dei produttori. Rivolgersi a un pubblico di consumatori più vasto, esportare un buona prassi di pochi e calarla nel mercato come alternativa non solo possibile ma, di certo, migliore è la vera sfida che spinge il G.A.E a cambiare pelle. Diventare un luogo e non soltanto un’idea, diventare una scelta quotidiana in direzione di un’economia più sostenibile per tutti, e non solo per i più consapevoli diventa così possibile, in un orizzonte dove non ci sono ossessive logiche di mercato ma persone, lavoratori e rispetto per la natura. Il gruppo d’acquisto assolverà quindi ad una missione più grande ovvero, quella di convertire la maggioranza dei consumatori a scegliere prodotti a km zero, a privilegiare packaging ridotti, a prediligere la stagionalità e non il folle e frenetico consumismo da grande magazzino. Immaginiamo in un futuro non molto lontano i componenti del gruppo d’acquisto ecologico di Legambiente non più solo come consapevoli pionieri di una vita più in sintonia con il nostro bistrattato pianeta, ma come un corpo di persone impegnate, in un spazio comune, come quello di ScamBioLoGiCo”, a svolgere il delicato compito di massa critica. Il concetto di massa critica è davvero l’orizzonte ultimo di questo cambiamen-

Foto di Daniela Casorelli

to che guarda al passaggio da un sistema chiuso ad uno aperto e dinamico che tende ad esportare una buona prassi a tutti i consumatori, convertendoli in qualche modo a uno stile di vita più attento e sostenibile, partendo dal mangiare fino a giungere a un’economia “green” che guarda alla salvaguardia del pianeta, a un equo compenso per chi produce nonché a un prezzo contenuto per chi acquista.

Foto di Daniela Casorelli

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Numero speciale

Buon compleanno orto Qui cresce la condivisione

U

n pezzo di verde nel cuore di uno dei quartieri più popolosi di Potenza, Macchia Romana. Trentaquattro orti urbani di circa 65 metri quadrati ciascuno - su una superficie di 3.500 metri quadrati concessi dal Comune di Potenza al Circolo Legambiente del capoluogo in comodato d‘uso gratuito per tre anni affidati per l’autoconsumo tramite bando a famiglie, giovani coppie e anziani, prevalentemente del quartiere. A distanza di un anno gli orti crescono rigogliosi insieme alla comunità. Gli orti urbani di Potenza sono oggi luogo di incontro e di scambio. I nostri ortolani si danno appuntamento qui per darsi consigli, aiutarsi reciprocamente nei lavori. Vengono con le loro famiglie, figli, mogli, mariti, nipoti. Agli orti urbani di Potenza si chiacchiera, ci si confronta, si gioca. Per le scuole della città sono laboratori a cielo aperto, dove la didattica tradizionale esce dalle aule e diventa esperienza. In un anno di vita gli orti urbani hanno ospitato studenti, associazioni, ciclisti urbani, volontari della Legambiente, con cui la collaborazione è costante. Adesso è la volta di un gruppo di richiedenti asilo, che qui trascorrono alcune ore di volontariato grazie a un accordo tre le associazioni e la Regione Basilicata. L’orto festeggia il suo primo compleanno inaugurando il “Giardino mediterraneo”, simbolo di inclusione e accoglienza.

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Numero Speciale

Potenza stazione superiore Racconto storico di un capo stazione di Giuseppe Telesca

E

rano passati quasi sessant’anni dal 3 ottobre 1839 ovvero giorno del primo viaggio in treno sul territorio italiano, nel tratto NapoliPortici, quando Il 30 Settembre 1897 il settimanale potentino “Il Lucano” riportava così la notizia dell’apertura della linea Ferroviaria Potenza-Rionero: “Il 21 settembre di questo mese ebbe luogo l’inaugurazione del tronco ferroviario Potenza-Rionero. Come era stabilito alle 11.20 antimeridiane, giunsero alla stazione di Potenza inferiore”. Naturalmente il convoglio che giunse quel giorno a Potenza inferiore, all’ora stabilita e alla presenza di tutte le maggiori autorità dell’epoca, pochi minuti prima aveva attraversato la piccola stazione di Potenza Superiore, una stazione un po’ fuorimano all’epoca, quando

la zona di Santa Maria vedeva solo la presenza di un convento di Frati francescani, da cui prendeva il nome la zona, un orto botanico e appunto la piccola stazione rossa, che era in costruzione dal 1888. È dal 21 settembre 1897, dunque, che la stazione di Potenza Superiore accoglie i treni, ma anche le attese e le speranze di chi parte e di chi arriva, di chi scappa e di chi torna. Chi certamente ne ha viste tante di persone con la valigia in mano partire e arrivare a Potenza Superiore è il Domenico Miroballi, capostazione in pensione, che dal 1975 ha prestato servizio allo scalo potentino. Anche la sua storia è quella di un viaggio, che inizia a Ripacandida, suo paese natale, nel 1959 quando, poco più che ventenne, viene assunto dalle ferrovie dello stato come assuntore. Dopo Melfi, Barile, La coccinella / aprile 2016 25 21


Numero speciale Rionero, quasi a ripercorrere il percorso del primo treno del 21 settembre 1897, Domenico arriva a Potenza Superiore, dove tutt’ora vive con la famiglia e dove è rimasto dopo il pensionamento avvenuto nel 1997, proprio in concomitanza con i festeggiamenti per i cento anni della linea. Per rimanere nel gergo ferroviario potremmo dire “coincidenze”. Incontriamo Domenico nella sala d’aspetto della stazione. Arriva puntuale, da buon ferroviere, mentre fuori piove a dirotto e un piccolo numero di persone si è rifugiato dentro per ripararsi. Dopo qualche domanda per rompere l’imbarazzo, comincia il suo racconto di più di 30 anni di servizio: la stazione, i suoi cambiamenti, di quando il treno lo prendevano tutti, ma proprio tutti, senza distinzione. Ci racconta del ruolo sociale delle ferrovie di cui è stato un impiegato modello. Ferroviere per passione si definisce. La sala d’aspetto, periodicamente ristrutturata e che ancora oggi ha la macchina per le fototessere, e “la piccola” come tutti chiamavano il vicino scalo merci utilizzato come deposito ai tempi in cui i commercianti del capoluogo si servivano dei treni per trasportare la merce. Quando il trasporto ferroviario si è trasferito su gomma, lo scalo merci è diventato un enorme ripostiglio di attrezzature abbandonato. Poi, finalmente, il progetto “Green station” della Legambiente, che lo 22 26 La coccinella / aprile 2016

ha riportato a nuova vita. Un’opportunità di rinascita per la stazione che è cambiata molto nel corso degli anni. Ci confida con un pizzico di malinconia Miroballi: gli appartamenti destinati ai lavoratori sono ormai disabitati, le biglietterie sono chiuse. Lo scambio dei binari è automatizzato e non ci sono più gli addetti che annunciano l’arrivo dei treni, i ritardi e le coincidenze. Il treno dei ricordi però deve per forza fare scalo in una stazione obbligatoria, che ferma al 23 novembre 1980, il giorno simbolo della caduta, quando il grande sisma ha cambiato i connotati di un territorio e di un’intera popolazione che ha tremato per due minuti interminabili. Quel giorno la stazione è rimasta in piedi mentre palazzi vicini sembravano accartocciarsi e ritornare su se stessi. Anche quel giorno Domenico Miroballi e alcuni colleghi erano a Potenza Superiore, e ci sono rimasti per tutto il tempo in cui le carrozze ospitavano gli sfollati e la stazione è diventata per qualche settimana la casa dei molti che avevano perso tutto. Pasti caldi, vestiti e calore umano: la piccola stazione rossa era diventata l’epicentro della solidarietà. Ci lasciamo davanti un buon caffè, con la speranza che questa piccola stazione possa rinascere a nuova vita, e possa vedere ancora per molti treni passare, magari senza fumo e nel pieno rispetto dell’ambiente.


Numero Speciale

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Numero speciale

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Profile for Alessandro Ferri

La Coccinella - anno 4 numero 9  

La Coccinella, la rivista di Legambiente Basilicata Onlus, racconta la nascita di ScamBioLoGiCo

La Coccinella - anno 4 numero 9  

La Coccinella, la rivista di Legambiente Basilicata Onlus, racconta la nascita di ScamBioLoGiCo

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