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Rossani Re_think Progetti del corso di Architettura e Composizione Architettonica II

Prof. Antonella Calderazzi Arch. Alessandro Cariello


masterplan

rossani rethink! Alessandro Vizzino | Anila Dermyshi | Annalisa Albano Viene ripensata l’organizzazione morfologica e funzionale dei lotti, proponendo una griglia regolare con tessitura verticale e orizzontale (gli assi di partenza sono quello verticale, prosecuzione virtuale di via Sparano, e quello orizzontale che collega Largo Ciaia con lo snodo su via G. Petroni). La regolarità dell’impianto viene interrotta da una sorta di “graffi funzionali”, graffi che riprendono pressappoco gli andamenti delle strade presenti nell’area. È come se si fosse cercato di emulare il carattere non regolare del Quartiere Carrassi, con un conseguente svuotamento del rapporto pieno vuoto della griglia di partenza; in questo modo inoltre l’area viene suddivisa in porzioni aventi differenti funzioni e una propria identità. Interessante risulta l’attenzione posta al contesto, allo spazio propriamente

pubblico, costituito dalle strade e dagli spazi comuni. Questi luoghi non vengono pensati esclusivamente come dei semplici collegamenti, ma come parti organiche, capaci di dialogare con il nuovo tessuto urbano, ricreando percorsi che stimolano la curiosità di chi ogni giorno vive o semplicemente attraversa l’area, situata in prossimità della Stazione Ferroviaria (Via Capruzzi), e di due importanti Linee Extraurbane di Autobus (Largo Sorrentino e Largo Ciaia), ed è questo uno dei motivi che conferisce a “rossani rethink!” un carattere interregionale di intervento. Si è cercato infine di ricreare il giusto mix funzionale per far si che l’area potesse risultare attiva nell’arco dell’intera giornata.

evoluzione della griglia hi-density / middle-density (with scratches)

diagramma orario funzionale utilizzo dell’area nelle 24h

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programma funzionale living & shopping 20%, entertainment & leisure 35%, science & culture 45%

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1 edifici residenziali 2 edifici per uffici 3 spazi espositivi 4 servizi 5 museo sperimentale 6 biblioteca 7 centro regionale di musica contemporanea 8 osservatorio 9 centro di ricerca universitario 10 verde pubblico 11 parco attrezzato 12 spazi pubblici

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progetto individuale

alessandro vizzino

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CReMC | Centro Regionale di Musica Contemporanea che si esibisce nella struttura. È un solido di cemento che viene ricondotto alla sua volumetria originaria attraverso delle inserzioni di vetro U-Glass. Oltre ad una ragione legata strettamente alla forma, esiste la volontà di creare una vera e propria lanterna magica della città, che segna la sua identità di centro musicale e di architettura espressiva. Infatti tra l’U-Glass e l’infisso interno vi sono una serie di luci, capaci di dare all’edificio una facciata muta forma che trasmetta ai visitatori, attraverso una legenda luminosa, quale genere di musica si svolge all’interno della struttura. Un colore quindi per ogni genere musicale, concetto che rimarca, in maniera evidente, la volontà di creare una strettissima connessione tra colore e musica, vista e udito.

Nel progetto per il CReMC si è deciso di collocare il blocco perfettamente all’interno del lotto rispettando scrupolosamente gli allineamenti e l’ingombro degli edifici circostanti. Il principio è stato quello di “scavare” il volume urbano di forma potente e monolitica che contiene il cuore del progetto, cioè le sale da concerto da 1300 e 315 posti circa, e l’insieme delle svariate funzioni che, al piano terra, sono collegate da una sorta di fil rouge. La struttura risulta infine generata dall’incastro di 4 volumi come vengono rappresentati nelle assonometrie. Parole d’ordine nella progettazione dell’edificio sono state autonomia e integrazione, come dimostra il fatto che al livello 0 vi sia perfino una zona merchandising, utilizzabile di volta in volta dal relativo staff dell’artista

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livello 1 [5.2 m] 3

1 amministrazione 2 music store / bookshop / multimedia room 3 sala lettura 4 affaccio interno

1 foyer con caffetteria 2 caffetteria 3 sala da 315 posti 4 sala da 1300 posti 5 ingresso artisti / addetti 6 consegne 7 deposito 8 manutenzione 9 dj room 10 ticket office 11 infermeria 12 storehouse 13 merchandising

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livello 2 [10.2 m] 1 sala conferenze (90 posti) 2 catering / zona relax 3 sala prove 4 uffici 5 camerini artisti 6 terrazza interna

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livello 3 [15.2 m] 1 catering / zona relax 2 camerini artisti 3 recording 4 bar cabaret 5 deposito 6 uffici 7 terrazza interna

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masterplan

new topography Daniela Mancini | Luca Monastero | Carlo Romanazzi | Silvia Sivo Il progetto si fonda su una concezione del progetto urbano che preveda un approccio al design di tipo ibrido, tra il paesaggio e l’architettura. Il mix funzionale inserito, che spazia tra programmi a vocazione culturale ad altri di tipo sportivo, sino ad un bacino di residenze speciali, non è racchiuso all’interno di scatole edilizie che vedono il tradizionale attacco perpendicolare al suolo, ma trova posto al di sotto di una nuova topografia artificiale. La forte necessità di accogliere una cospicua dotazione di servizi, ed allo stesso tempo di fornire una ingente quota di spazio pubblico fruibile dal pedone -data la sua assenza nei densi quartieri limitrofi-, hanno suggerito lo sfruttamento delle coperture degli edifici quale percorrenza a raso, duplicando, di

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fatto, l’area fruibile. Il disegno del suolo è stato originato da uno studio iniziale dei percorsi, ordinati a partire dalle condizioni di accesso all’area presenti al contorno; successivamente, definito il sedime degli edifici, si sono modellate le coperture in relazione al livello di percorribilità superiore definite dalle pendenze e alle necessità del programma funzionale ubicato al di sotto del nuovo suolo sopraelevato. Infine si è provveduto a definiree, attraverso il progetto architettonico, il grado di permeabilità del piano terra, con il conseguente ordinamento degli accessi e degli usi delle coperture.

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progetto individuale

carlo romanazzi Biblioteca L’intero volume, formato dall’ estrusione di un unico blocco monolitico, al suo interno viene trattato come un unico spazio dove le varie funzioni vengono divise solo dalla differente quota. Il settore inferiore della biblioteca contiene il deposito libri, l’auditorium e una grande hall, quest’ ultima pensata come prosecuzione della piazza esterna. Al primo livello è presente il punto di smistamento degli utenti, una zona di studio collettivo e gli uffici del personale. Sul lato est vi è un sistema a gradoni che arriva fino al livello a quota più elevata sul lato nord, interamente dedicato allo studio individuale. Il solido è stato

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svuotato dalla parte centrale per creare una coorte poliedrica realizzato grazie a un telaio metallico a losanghe, che permette una distribuzione migliore della luce in tutto l’edificio.

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progetto individuale

luca monastero Polisportivo La soluzione architettonica raggiunta deriva da un ragionamento sul principio osmotico tra lo spazio esterno ed l’edificio stesso. Esso non solo cerca di abbracciare fisicamente lo spazio circostante inglobandolo virtualmente al suo interno, ma cerca anche di mimetizzarsi ed integrarsi in un sistema verde con lo spazio aperto circostante e con il parco superiore, creando sia una risalita verde, sia un sistema verde di facciata ancorato ad una second skin reticolare. La second skin oltre a dare continuità al sistema del verde serve a garantire un adeguato benessere interno e creare un efficiente schermatura solare in-

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tegrata a tratti con vegetazione stagionale. L’edificio ingloba un sistema di percorsi studiati per l’intero masterplan ed è quindi totalmente attraversabile, e allo stesso tempo funge da filtro con il boulevard antistante. A questo si affianca un sistema di percorsi interno fluido e sempre vario che si interfaccia sui campi da gioco indoor. La struttura accoglie campi da gioco indoor (piscina, calcio a 5) che sfruttano doppie e triple altezze, palestre, aree relax, campo da basketball outdoor ed attrezzature ludiche per bambini sul parco superiore.

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progetto individuale

daniela mancini Terminal autobus L’intervento si pone al centro di un’area intorno alla quale sono collocati più luoghi adibiti alla sosta e alla fermata degli autobus, tutti però inadeguati rispetto al flusso di utenti che devono accogliere. Si pensa, quindi, di convogliare tutti i flussi di trasporto extraurbano in un’unica struttura, all’interno della quale si vanno a collocare anche una serie di attività, che permettono di rendere il luogo non solo un punto di transito, ma anche un polo attrattivo. L’edificio si struttura su due piani: al piano terra sono collocate le piazzole degli autobus, tutti gli uffici, i parcheggi di automobili, bici e motocicli e una serie di attività commerciali; il primo piano, invece, si configura come

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una piazza coperta, che ospita luoghi per la ristorazione e per il tempo libero. Sono gli stessi flussi pedonali e carrabili a dare forma all’edificio, che si compone come la somma di una serie di volumi che ruotano intorno ad uno spazio centrale scoperto; l’edificio è chiuso da una struttura che porta sia la vetrata che chiude la parte pedonale dell’edificio, sia lo schermo esterno di protezione; la parete esterna, infatti, è costituita da un particolare tessuto che consente sia la fuoriuscita dei gas di scarico, sia di proiettare sullo stesso pubblicità e informazioni per i viaggiatori, trasformando così l’intero edificio in una grande bacheca cittadina.

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progetto individuale

silvia sivo CASBa | Centro per Arti Sperimentali Bari Il movimento ordinatore dello spazio è generato dal lungo percorso continuo, che snodandosi dall’ingresso alla sommità attraverso una successione di rampe e corridoi conduce ai principali spazi dell’edificio e svolge una doppia funzione di “collettore” e connessione con l’esterno quando emerge in facciata. Il centro accoglie una piccola collezione permanente di arte contemporanea, ma lascia spazio ad allestimenti temporanei, esibizioni site-specific e performance sperimentali, e prevede una sala conferenze, un’area per workshop e una mediateca oltre a cafè, bookshop e uffici amministrativi. La

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piattaforma d’ingresso elevata costituisce la continuità dello spazio pubblico tra esterno e interno, e consente una visione d’insieme dell’area da una posizione privilegiata. La rampa d’accesso opposta alla naturale inclinazione del terreno ricopre il ruolo di inconsueto tappeto urbano. Gli spazi espositivi, su tre livelli, variano in forma, dimensione e caratteristiche in funzione delle specificità delle espressioni creative che ospitano, e si affacciano sull’ampio atrio centrale a tutta altezza illuminato da un grande lucernario.

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masterplan

alterazioni ortogonali Annamaria Buonavoglia | Giorgia Errico | Grazia Lavecchia | Laura Mazzei Un sistema composto da spazi aperti e dall’articolazione tra pieni e vuoti si integra negli ambiti urbani esistenti, con il fine di sopperire alle carenza funzionali che sono state individuate attraverso un’analisi della città. Lo studio del paesaggio ha permesso non solo di rispondere alle esigenze di sostenibilità, ma anche di ottenere il disegno compositivo dell’area, in particolare si è creata un’analogia progettuale tra la piazza-parco e il

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tessuto muratiano, che caratterizza la zona storica di bari. Il tutto ruota attorno a un certo culturale, formato da un auditorium, una biblioteca, un centro polifunzionale, che consente di vivere dinamicamente l’area. Inoltre uffici, residenze per studenti, stazione di interscambio, e centro sportivo sono strutture apparentemente marginali, ma che contribuiscono affinché ci sia una completezza funzionale del sistema.

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progetto individuale

giorgia errico CReMC | Centro Regionale di Musica Contemporanea Il progetto nasce dall’idea di un complesso in cui svolgere diverse attività legate allo spettacolo, ed in particolare alla musica, attraverso la presenza di un auditorium e di tutte quelle funzioni accessorie e di supporto alla struttura, come camerini, sale prova, uffici ed aule didattiche, le quali si trovano a sinistra e a destra della sala distribuite su 4 livelli, fatta eccezione per il deposito che è localizzato al di sotto della sala, al piano terreno. Le difficoltà sono scaturite nel verificare dimensionalmente e distributivamente l’edificio, in modo che lo spazio che si andava identificando potesse ospitare le funzioni predette.

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L’Auditorium si pone al centro fisico dell’edificio. La sua forma è centralizzata e geometricamente definita. ed allo stesso tempo forte visivamente ed immediatamente individuabile esternamente. Accoglie 400 posti e raggiunge un’altezza di 14,2 m. Un ruolo determinante nella definizione della natura dell’edificio è determinato dal gioco delle aperture sulle facciate, caratteristica propria delle architetture di Cino Zucchi. La partitura che queste descrivono è contraddistinta da variazioni di allineamento e di dimensione.

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progetto individuale

laura mazzei Biblioteca In una bibblioteca lo studio della luce assume una valenza imoportante che può addirittura arrrivare a condizionare la composizione di tutta la struttura. Tutto il progetto è stato improntato sul conseguimento di tale obiettivo, è stata infatti realizzata una gola profonda a forma conica, al centro del blocco più alto, per captare la luce; in particolare la gola è andata ad ampliarsi sono andate ampliandosi verso il nord. Le nuove tecnologie, la rivoluzione informatica e multimediale hanno impresso una nuova e radicale trasformazionedel modello ottocentesco.

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La biblioteca pur nelle diverse espressioni di linguaggio architettonico va immaginata come un sinsieme composto di tre parti, autonome, ma in reciproca relazione. La prima parte è quella che per l’utente rappresenta la vera e propria biblioteca, cioè il luogo destinato alla lettura, la seconda è il nucleo amministrativo, con uffici e i depositi, la terza si riferisce alle attività collaterali, necessarie anche le infrastrutture, i servizi che sono tutti connessi e presenti su ogni livello per garantire il massimo della fruibilità e dei confort.

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masterplan

looking around Giuditta Calamo | Laura Cirillo | Claudia Palmisano Il progetto interpreta la riconversione dell’ Ex Caserma Rossani secondo un programma urbano mirato a dare un’identità a tale area ormai dismessa. Il nodo della progettazione è la relazione equilibrata tra spazio costruito/ambiente privato, spazio condiviso/spazio pubblico. L’integrazione di molteplici densità insediative, filtrate attraverso fronti permeabili e canali di viste urbane, si esplicano attraverso un modello a isolato che penetra nel tessuto esistente tenendo conto delle esigenze del

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vivere quotidiano, della domanda di qualità urbana e vivibilità. Il modello propone una pluralità di funzioni -residenza, commercio, uffici, servizi- che generano l’occasione per articolare una sequenza di spazi di diversa qualità, comprendenti anche giardini di carattere pubblico e semi-publico. Infatti attraverso sottrazioni nella cortina dell’ isolato chiuso, studiate in continuità relazionale con il contesto, si supera il contrasto canonico tra esterno pubblico formale e interno privato.

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progetto individuale

giuditta calamo Centro Sportivo Polivalente Un diaframma aperto nel verde la cui permeabilità è governata da portali dinamici come il movimento e la forma che si muovono all’interno del centro sportivo polivalente. L’edificio presenta al suo interno tre piscine per il nuoto con tribuna spettatori e tre piani per le attività fisiche e il wellness distribuite lungo un volume longitudinale a sud. Quest’ultimo si esplica attraverso quattro livelli sfalsati in cui vuoti e pieni si alternano lasciando intravedere la dinamica degli spazi interni, dall’esterno e all’interno lungo tutto il piano, racchiusi in un involucro monolitico che di sé ne lascia solo intendere la fun-

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zione e non tanto la spazialità interna che invece si scopre in tutto lungo la parete vetrata. I quaranta portali che coprono le piscine assolvono alla funzione statica, di filtro, oscuramento e sono integrati da una “sottopelle” che lascia trasparire l’interno e al contempo è controventatura degli elementi portanti.

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r.OcK.sani Sara Carulli | Raffaele Manzari | Martino Marco Marangi | Pasquale Pulito La definizione del programma funzionale dell’area deriva dalla scelta di rafforzare l’offerta universitaria, potenziando il polo musicale, la cui sede risulta inadeguata. Il nuovo Conservatorio s’interfaccia così in mutua relazione con una Biblioteca e una Residenza Universitaria, in posizione strategica tra il Policlinico, l’Ateneo e il Campus Universitario di Bari. Un’area siffatta, rivolta a soli studenti, sarebbe stata un’isola sottratta alla città, perciò le residenze private puntano a realizzare un bilanciato mix di utenti, nel recondito desiderio di creare un laboratorio di nuove relazioni tra la comunità locale e il popolo universitario.

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Gli edifici si rapportano in modo sempre diverso con l’esterno, definendo spazi talvolta regolari e geometrici, talvolta modellati dagli stessi. La densità edilizia, scaturita da prove eseguite con pezzi significativi della città, ripropone la tipologia dell’isolato, che ricerca un nuovo rapporto osmotico e di respiro con la città attraverso calibrate aperture. La cortina perimetrale si lascia penetrare in più punti, offrendo ogni volta allo spettatore squarci profondi, spigoli netti, ombre mutevoli. In un rapporto sincero con il fruitore, non si ricercano compromessi alla vista, che anzi è continuamente bombardata da nuove immagini in una corsa incessante alla scoperta.

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progetto individuale

martino marco marangi Residenza universitaria L’edificio si basa sulla configurazione strutturale e programmatica a bande, unite da distributori orizzontali e collegamenti verticali. Le due parti, degli usi e delle connessioni, nel momento in cui vengono accostate implicano alcune considerazioni: la permeabilità strutturale, data dalla struttura metallica a telaio; l’ottimizzazione dello spazio riservato a servizi e collegamenti; la polarizzazione delle facciate, trasparente per le connessioni, opaca per gli usi e la capacità di crescita infinita in altezza, sia dal punto di vista funzionale che strutturale. L’edificio è un superblocco, che rinnova la sfida della grande luce strutturale, antica quanto l’Architettura. Mies van der Rohe ha detto: “[...] l’edificio, dove è diventato

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grande, è stato quasi sempre debitore della costruzione”, sottolineando il connubio indissolubile tra forma e struttura. La piazza è sopraelevata e tutte le funzioni normalmente diffuse nel tessuto orizzontale della città universitaria sono riunite in verticale dall’ edificio, così, per Koolhaas: “In un paesaggio di disordine [...], l’attrattiva della grande dimensione sta nella sua possibilità di ricostruire l’unità, reinventare il collettivo”. L’edificio ricrea la nicchia ecologica dell’uomo, ospitando tutte le funzioni del vivere, senza l’aspirazione di diventare una macchina autosufficiente, ma al contrario proponendo questo esperimento sociale proprio al centro della città.

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masterplan

re_tide Tiziana Calabrese | Antonella Caldarulo | Rosanna Colacicco | Patrizia De Donato La collocazione dell’area nell’ambito del contesto urbano è strategica e significativa, ma manca di un’identità architettonica capace di connotarla come spazio di aggregazione sociale. Lo spirito del progetto è quello di realizzare un processo di riqualificazione dell’ambiente urbano mediante un insieme di interventi che prevedono un’adeguata complementarietà delle funzioni (universitarie, sportive, ricreative, culturali, commerciali,

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direzionali), in modo da garantire la vitalità dell’area per varie fasce di utenza e per periodi prolungati, indipendentemente dalle stagioni. La realizzazione di un plastico di studio ha permesso di controllare l’assetto generale della composizione, di correggerne le criticità, di enfatizzarne i punti di forza e di verificare le suggestioni spaziali emergenti.

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progetto individuale

antonella caldarulo Polo bilbiotecario La biblioteca è caratterizzata dalla molteplicità dei servizi e dall’entità degli spazi occupati. La nuova sede consentirà di assumere le valenze e le potenzialità attrattive di una moderna biblioteca, centro culturale e informativo, ma anche luogo di incontro e socializzazione. E’ facilmente accessibile ad utenti di tutte le età e delle più diverse condizioni e provenienze culturali e sociali, grazie alla crescita del

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potenziale informativo (anche multimediale), al confort degli ambienti, al maggiore raggio di influenza. Per la distribuzione degli ambienti si è fatto riferimento al progetto della biblioteca di Torino, di Mario Bellini. Le tre aree principali (pubblica, amministrativa e riservata a deposito) hanno dei percorsi differenziati, questo grazie ai distinti ingressi per ogni area.

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progetto individuale

carlucci roberto Museo di Arte Contemporanea L’area di progetto interessa uno dei due edifici gemelli all’interno dell’Ex caserma. L’idea di progetto, l’inserimento di due cubi vetrati nelle due ali laterali dell’edificio, nasce da alcune considerazioni fatte all’interno del masterplan complessivo nel quale si era considerata essenziale la vista che si aveva arrivando da Via Giulio Petroni. L’idea, come si vede in sezione, è di permettere sempre la visione reciproca e continua dal vecchio edifico nella sua zona centrale, ora ingresso al museo, al nuovo inserimento.Le

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nuove ali non si addossano all’edificio esistente ma lasciano uno spazio che permette l’allestimento di una esposizione all’aperto. L’ampliamento dell’edificio , che ospita le collezioni permanenti, completa il prospetto su Via Giulio Petroni, utilizzando lo stesso sistema di rivestimento delle ali laterali, e addossandosi in parte alla vecchia caserma. Con la facciata ricurva crea uno spazio pubblico raccolto sul quale si affacciano il nuovo e il vecchio edificio.

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giuseppe volpe Teatro Stabile d’Innovazione Aristotele, nella Poetica, fa risalire le origini del teatro greco alle feste della fertilità in onore del dio Dioniso, rito collettivo della pólis che si svolge durante un periodo sacro in uno spazio sacro. Parimenti il teatro Noh considera lo spazio scenico come un mondo intermedio in cui si incontrano il mondo divino e quello umano. L’idea per questo progetto parte, quindi, proprio dalla concezione dello spazio scenico come spazio sacro, del teatro come tempio. Una sequenza di involucri gerarchicamente ordinati intorno allo spazio centrale della scena riprende la

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chiesa unitariana di Louis Kahn a Rochester; come in questa la sala è racchiusa da un solido corpo murario il cui spessore e il cui carattere massivo sono sottolineati dal ritmo e dalla profondità delle aperture in facciata. Questo corpo contiene il lungo foyer che viene ad assumere il significato di viaggio, di percorso di preparazione dello spirito al momento della rappresentazione. La sala, per altro, è configurata in modo tale che la sua flessibilità determini quella condizione di vuoto che, per dirla con le parole di Louis Jouvet, possa determinarsi come il potenziale massimo dell’azione.

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alessandro benedetto Rossani Forum Il vuoto urbano della Caserma Rossani è una grande occasione progettuale. La sua posizione è strategica. Centrale: tra il quartiere murattiano (riconosciuto come centro città) e la città caotica al di là della ferrovia. Centrale: rispetto a reti di connessioni urbane e inter-urbane, e rispetto a quella trama di luoghi: culturali, istituzionali, ambientali e ricreativi che caratterizzano il tessuto della città. Il Forum Rossani interpreta questa centralità: la funzione di forum, nell’accezione voluta, comprende sale proiezione, auditorium, biblioteca, sale espositive, e ha lo scopo preciso di creare un polo attrattivo,

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identificativo e interattivo, centrale per la città. ll disegno di questo mix parte dall’edificio in muratura della caserma esistente e dall’idea del suo nuovo prospetto. Il nuovo edificio (una piastra alta 6 metri, lunga 100 e larga 50, contenente la biblioteca) sovrasta la vecchia caserma (sale espositive) e ne rinnova il suo fronte principale. Allo stesso tempo utilizza il prospetto retrostante come quinta interna, creando un grande spazio pubblico coperto, all’interno dal quale, come fossero oggetti estranei, si trovano i cubi delle sale di proiezione e dell’auditorium.

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progetto individuale

maria piepoli Museo del XX secolo Il museo si sviluppa all’interno dei due edifici antichi, simbolo e identità storica dell’Ex Area Rossani, i quali rivelano il loro aspetto originario nel prospetto sud, fondale “storico” della piazza centrale riprogettata nel masterplan. I due edifici, che sembrano indipendenti l’uno dall’altra, sono messi in relazione da una struttura ipogea. Questa, che si affaccia con una vetrata continua su una piazza, è raggiungibile seguendo i percosi del parco situato a nord dell’ area, e contiene gli ingressi al museo. Ogni ingresso permette di addentrarsi negli spazi espositivi del museo, di accedere ai laboratori, alla sala conferenze, agli

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uffici e ai depositi. Il collegamento verticale tra i vari ambienti espositivi è garantito da scale interne all’edifcio e da un percoso esterno vetrato, dal quale è possibile anche osservare l’intero parco e la casa degli artisti. Peculiarità del progetto è l’ampliamento dello spazio esistente al secondo piano realizzato con una doppia pelle: vetro e brise soleil regolabile che impedisce il passaggio della la luce solare di giorno e fa filtrare la luce interna del museo di notte, per sottolineare continuamente la presenza attiva della storia nel presente.

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marianna volsa Auditorium + Casa della Musica L’ Auditorium + Casa della Musica è un complesso di sale da concerto e luoghi per produrre musica. La forma rimarca il concetto di “scorcio” che ha generato il masterplan: l’architettura si scopre attraversando gli spazi (interni-esterni). La geometria a “pettine” della Casa della Musica permette a chi si trova nei bracci piegati su se stessi, ospitanti le aule di insegnamento e studio, sale prove e laboratori, di poter scoprire, percorrendoli, i giardini interni e la piazza esterna. Questo gioco di chiusura-apertura espone, come vetrine in continuo allestimento, le funzioni delle varie sale permettendo

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all’utente di sentirsi partecipe a tutte le attività. L’Auditorium, collegato alla Casa della Musica da un percorso sotterraneo, si erge come un monolite su tre facce in vetro traslucido e una quarta in calcestruzzo bianco. La forma austera cela la funzione di “cannocchiale” sulla Rossani; lo spettatore può elevarsi, accompagnato dalla musica, per dominare e osservare l’intera area stando comodamente seduto in platea e in galleria o attraversando i corridoi che collegano i foyer alla sala concerto. La quinta del palcoscenico è una finestra che si apre sulla città.

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nicola d’auria Biblioteca Il progetto sviluppa due requisiti essenziali caratterizzanti il masterplan: valorizzare l’esistente e progettare edifici in grado di tracciare non solo il proprio spazio interno ma anche lo spazio urbano. La scelta funzionale prevede la realizzazione di una biblioteca capace di soddisfare le sempre più crescenti esigenze dei giovani. Oltre agli spazi studio, infatti, sono stati pensati spazi multimediali e tempo libero. Le funzioni della biblioteca “moderna” sono quindi inglobate per analogia nel braccio vetrato, che ruotando attorno all’edificio esistente crea visuali verso lo spazio piazza. Il corpo vetrato che si fonde con l’edificio esistente, da una parte realizza il concetto di mix funzionale e dall’altra, genera scorci che inducono l’osservatore ad inseguire la visione d’insieme.

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pasquale de palma Biblioteca archivistica regionale L’idea di base dell’intervento è quella di riqualificare un’edificio esistente ed adattarlo alle esigenze funzionali di una biblioteca. Il progetto prende forma dall’analisi dello stato di fatto che ha evidenziato alcuni caratteri utilizzati come linee guida della progettazione. L’edificio dalla forma rettangolare è suddiviso internamente in sette settori lungo l’asse longitudinale. Questa caratteristica è stata determinante perchè ha vincolato la sistemazione interna degli ambienti che caratterizzano la biblioteca. Successivamente ogni settore indipendentemente dagli altri ha

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subito un’ampliamento trasversale all’edificio, consentendo il giusto dimensionamento degli spazi interni. Questi ampliamenti hanno dunque determinato un sostanziale cambiamento nell’aspetto dell’edificio in pianta e in prospetto, che ora risultano essere estremamente irregolari, dando quindi la sensazione che l’edificio stesso voglia radicarsi ed interagire all’interno dell’area e che voglia aprirsi alla popolazione. Altro carattere fondamentale è stato il lucernario che tramite un elemento riflettente, consente l’illuminazione indiretta degli ambienti interni.

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miriam chtioui Nuova Sede del Consiglio della Regione Puglia Il progetto nasce dall’esigenza di una riorganizzazione funzionale della sede regionale, attualmente sita in Via Capruzzi, che non escluda una caratterizzazione architettonica legata al tema progettuale e al suo contesto. Le scelte compositive e formali discendono dalla riflessione sul tema del governo del territorio, dei suoi doveri di rappresentanza e trasparenza. La proposta progettuale, con riferimento al Centro direzionale Ferrari a Maranello di Massimiliano Fuksas, è quella di portare gli elementi della natura all’interno del complesso istituzionale: l’immagine è quella di un volume trasparente,

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dalla struttura in acciaio e vetro, che si relaziona al contesto tirandolo dentro ed entrando a farne parte. Lo spazio al piano terra presenta la hall di ingresso e tutti gli uffici in cui è previsto il rapporto con il pubblico. Da qui partono i percorsi interni, che portano ai piani superiori, e i percorsi esterni generati da leggere scale di alluminio, poggiate su snelli pilotis, che si intrecciano in una rete che conduce alle sale consiliari, entrambe in vetro, quasi sospese sul “giardino d’acqua” i cui riflessi modellano lo spazio, intensificando l’idea di un piano sospeso.

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progetti composizione architettonica 2  

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