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Immagine di Elisabetta Baldan


Welcome to Misty Hill Welcome to Misty Hill. Quel cartello emerse imprevisto dalla nebbia. Tenni il motore acceso della macchina nonostante mi fossi fermato in prossimità di quell'insegna. I fendinebbia non bastavano a penetrare quella foschia tetra e densa, e tutto ciò che vedevo attorno a me era una nebulosa biancastra che circondava ogni cosa sopprimendo l'aria e schiacciando quasi la terra. Venni colto dalla volontà di fare dietro front. Quella cappa era un monito a non addentrarsi oltre il cartello di benvenuto, e mi fu confermato ciò che lessi in quel sito amatoriale di argomenti soprannaturali. Esisteva davvero una cittadina non molto distante da Portland che per cause sconosciute era perennemente circondata dalla nebbia, la quale nascondeva misteri e palesava paure. Si diceva che nel 1986 una nave fosse entrata in porto, abbattendosi contro gli scogli. A bordo furono trovati solo cadaveri in putrefazione, fatta eccezione per una bambina, l'unica sopravvissuta a una strage della quale nulla ancora si sapeva. La bambina venne adottata dagli abitanti di Misty Hill, ma da allora morti misteriose e attacchi di isteria collettiva avevano sconvolto la quiete della cittadina. Ed era sopraggiunta la nebbia, col suo manto imperscrutabile, a ricoprire tutte le sciagure che accadevano in quel posto. La storia di Misty Hill, per me che sono un cacciatore solitario di leggende e misteri, mi ossessionò a tal punto da voler verificare coi miei occhi cosa effettivamente accadeva in quella città tralasciata dalle cartine geografiche. Giunsi lì con l'intenzione di trascorrervi qualche giorno, e ripensando a quel mio proposito mi feci coraggio e ripartii guidando con molta prudenza. La visibilità era davvero scarsa, e la possibilità di incappare in qualche ostacolo elevata. L'ultima cosa che desideravo era finire fuori strada e perdere l'unico mezzo col quale avrei potuto lasciare quel luogo. Non vidi anima viva in giro. Gli edifici emersero dalla nebbia lentamente, e le luci delle finestre sembravano tanti lumini sospesi nella caligine. Mi ero informato sulla geografia del posto, e sapevo che c'era un hotel dove poter trascorrere la notte; trovarlo non sarebbe stata un'impresa facile. Fermare la macchina e chiedere informazioni era fuori discussione: non avrei abbandonato per niente al mondo il mio veicolo. Lì dentro mi sentivo al sicuro; al di fuori sarei stato esposto, vulnerabile. A cosa non potevo ancora saperlo. A fatica, col timore di poter investire un pedone o urtare contro una panchina, accostai la macchina. Recuperai dalla valigetta che portavo con me tutto il materiale trovato su Misty Hill, compresa la cartina del posto. Accesi la piccola torcia a led dalla quale non mi separavo mai, e stavo per puntarla sulla piantina quando qualcuno batté un pugno contro il mio finestrino. Mancò poco che cacciai un grido per poi ripartire a tutto gas ignorando la prudenza. Puntai la torcia contro il volto di un uomo che accecato dalla mia luce distolse lo sguardo. Indeciso se abbassare o no il finestrino, lasciai prima che lui mi dicesse qualcosa. - Vi serve aiuto?- mi domandò. Non dargli corda, fila via. Con estrema flemma tirai giù il finestrino e un'aria gelida mi investì in pieno volto. La nebbia sembrò infiltrarsi nella macchina, ed ebbi l'impressione che da sola costituisse una presenza soprannaturale, come un fantasma dalle mille forme e dalle spire venefiche. - Sono in visita nella vostra città e cercavo l'hotel dove poter alloggiare.- rivelai. In fondo che motivo avevo di mentire? E non c'erano scuse plausibili da inventare per giustificare il mio arrivo. Notai l'espressione dell'uomo, un volto che parve contrarsi in una smorfia di disapprovazione. Non mi rispose e restò a fissarmi coi suoi occhi scuri, vuoti


come l'anima di un demonio. Lo vidi sollevare una mano e posarla pesantemente sullo sportello. Si sporse, quasi volesse entrare nella macchina con tutto il busto. Il suo alito sapeva di birra fumo e follia. - Portami via.- disse- Non restiamo qua un momento di più. E prima che potessi anche solo controbattere, quello staccò la mano dallo sportello e mi afferrò per il colletto della camicia. Gridai e in un gesto che non riuscii a controllare spinsi il piede ancora fermo sull'acceleratore. La macchina compì uno spaventoso balzo in avanti che costrinse il mio assalitore a lasciarmi e rovinare a terra, non prima però di aver battuto la testa contro lo sportello. Riuscii a recuperare il controllo del mio mezzo prima di schiantarmi addosso alla facciata di una palazzina, ai margini del marciapiede. Sconvolto per ciò che mi era appena successo ritirai su il finestrino e feci un profondo respiro per calmarmi. Il motore della mia auto ruggiva, come se volesse avvertirmi che ero ancora in pericolo. Lanciai un'occhiata allo specchietto ma ciò che vidi non fu altro che l'ammasso omogeneo della nebbia. Arrivare a Misty Hill era stato forse l'errore più grave della mia vita. Deciso a fare inversione e tornare sull'autostrada, non mi accorsi che ero stato accerchiato da altre figure emerse dalla nebbia. Quando mi resi conto della gravità della situazione, era ormai troppo tardi. Qualcuno colpì e mandò in frantumi il finestrino posteriore sinistro facendomi lanciare un altro grido. Pensai di essere spacciato. L'uomo che per primo mi aveva assalito tornò a battere contro il mio finestrino ripetendo le stesse medesime parole: “portami via, via di qui!”. Mi voltai verso di lui giusto il tempo per vedere che dalla fronte gli gocciolava copioso del sangue, sangue che rendeva la sua faccia spaventosamente grottesca. In preda al terrore e nauseato da quella visione pestai di nuovo l'acceleratore, incurante del fatto che quella mossa avrebbe scaraventato a terra non un solo uomo questa volta. Sentii urlare e la macchina urtò qualcosa compiendo un piccolo sobbalzo, come se avesse singhiozzato. Cristo, fa che non sia stato un corpo umano. Girai lo sterzo pericolosamente rischiando di far ribaltare la macchina. Nel banco di caligine vidi muoversi alcune figure, e alle mie orecchie giunsero grida di disperazione e dolore. Dovevo svanire di lì, prima che i miei assalitori si moltiplicassero come formiche nascoste nella nebbia. Spinsi di nuovo sull'acceleratore. La visibilità era nulla, ma dovevo allontanarmi a tutti i costi. Se quelle persone disperate fossero venute in possesso della mia macchina, quale sarebbe stata la mia sorte? Mi sporsi in avanti, quasi distendendomi sul volante per vedere meglio la via e così m'allontanai di qualche metro, consapevole di guidare in mezzo al niente, senza vedere nulla. Quando fui certo di essere in salvo, decelerai. L'aria fredda entrava dal finestrino rotto sferzandomi il collo e provocandomi brividi di freddo. O di paura. Cosa poteva spingere degli uomini a comportarsi come bestie? E se davvero volevano lasciare quella città perché non lo facevano e basta? Cosa li tratteneva lì? Gli articoli che portavo con me nella mia valigetta accennavano alle stranezze e alla pazzia di quella gente, ma non pensavo potessero arrivare al punto di assalire letteralmente un forestiero. Ero ancora immerso in quei ragionamenti quando vidi sul ciglio della strada una bambina. La nebbia sembrò diradarsi attorno alla sua figura. Nei suoi occhi riconobbi l'abisso di morte di cui tante volte avevo sentito parlare nelle mie ricerche soprannaturali, e il suo sguardo era il più terribile che avessi mai visto, il volto una maschera ghignante e cinerea distorta dalla disumanità. Ripensai alla storia della città, alla bambina sopravvissuta tra i cadaveri della nave. E quel demonio fu l'ultima cosa che vidi prima di schiantarmi addosso al cartello “Welcome to Misty Hill”.


Da allora sono intrappolato in questa città infernale e non riesco a uscirne. Strane cose accadono in questa nebbia, sparizioni e morti improvvise. Qualcuno venga a salvarmi perché se c'è un luogo fisico sulla terra che richiami il nome dell'inferno, questo è Misty Hill.

Alessandra Paoloni

Welcome to Misty Hill  

Breve racconto che vuole rendere omaggio a una storia creata per un forum qualche tempo fa, la quale non ha mai smesso di gironzolarmi per l...