Page 1

Caserta - Recupero Area In Disuso percorsi sportivi in vuoti pubblici

Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” Corso di Laurea Magistrale in Architettura Candidata: Alessandra Lombardi A00/553 Relatore: Prof. Arch. Efisio Pitzalis

Tesi di Laurea in Composizione Architettonica e Urbana A.A. 2016/2017


Scuola Politecnica delle Scienze di Base

Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale

Corso di Laurea Magistrale in

Architettura

Tesi di Laurea in Composizione Architettonica e Urbana ICAR/14

Caserta - Recupero area in disuso Percorsi Sportivi in Vuoti Pubblici

Candidata

Alessandra Lombardi Matr. A00/553 Relatore

Prof. Arch. Efisio Pitzalis

A.A. 2016/2017


IN

DICE


I NTRODUZIONE C ONTESTO

Caserta Il “buco” della ex 167 Analisi area Flussi di traffico Costruito Pieni e vuoti Destinazione d’uso Prima e dopo

S PORT

Abitudini sportive Calcio Pallacanestro Pallavolo Altri sport

Centri sportivi Approfondimento sport

C ONCEPT

Linee guida Schemi distributivi Riferimenti Torii

Approfondimento materiali Pavimentazioni sportive Gallerie

4 6 7 8 10 12 13 14 15 16 18 19 19 19 21 22 23 25 26 27 29 30 30 32 32 35

P ROGETTO

36 37 38 40 42 44 46 48 50 52 54 56 58 67

C REDITS

68 69 69 70

Abstract Esploso assonometrico Pianta coperture Pianta quota 0 m Pianta quota -6 m Pianta quota -12 m Prospetto est Prospetto sud Sezione AA’ Sezione BB’ Sezione CC’ Viste Conclusioni Bibliografia Sitografia Ringraziamenti


INTRO

DUZIONE


L’uomo è un animale sociale e per quanto i sistemi del mondo neoliberale abbiano provato ad alterarne o a surrogarne gli istinti comunitari con social network e relazioni virtuali, la sua vera natura continua a emergere e a farsi sentire. Lo fa ciclicamente e in modo sicuramente discontinuo. Dimentica l’egoismo personale per associarsi in difesa di un bene considerato superiore. Così, mentre la politica tende alla privatizzazione della città, riducendo le aree pubbliche a semplici estensioni delle attività commerciali o a contorno di nuove icone di architettura contemporanea, dal basso sono nati in modo inaspettato movimenti di liberi cittadini che hanno rivendicato a gran voce i propri spazi sociali. All’inizio il fenomeno ha interessato le piazze, date per morte e oggi nuovamente tornate ad essere il cuore pulsante del vivere collettivo. Poi il processo di appropriazione della città pubblica si è esteso a macchia d’olio, coinvolgendo ambiti e aree urbane insolite e inaspettate. Complice la cultura della rete e le tecnologie digitali, lo spazio pubblico è tornato ad essere al centro dell’attenzione prima di tutto popolare. Difeso, riscoperto e creato ex novo, spesso recuperando zone e ma-

nufatti in disuso come in questo caso, ha perso il retaggio di rappresentanza e rappresentazione del passato ed è diventato il luogo aperto e flessibile della partecipazione della società di massa e del volere democratico. L’obiettivo del progetto descritto in questa tesi, quindi, è proprio quello di restituire al cittadino una piazza, un luogo di aggregazione, che coniughi la vita all’aria aperta, lo sport e il divertimento, recuperando un’area in disuso situata nel cuore di un quartiere residenziale della città di Caserta. «Lo sport è il reparto giocattoli della vita umana», scriveva il giornalista statunitense Howard Cosell. E gli architetti che ne progettano le strutture sono senza dubbio coloro che sono chiamati a dare una forma riconoscibile a spazi di vita sociale in cui gli atleti si mettono in gioco di fronte ad un pubblico, affrontando delle sfide che ne promuovono l’identità sportiva, etica e civile. È anche vero che gli impianti sportivi oggi tendono ad essere degli accentratori di funzioni diverse, dei veri e propri catalizzatori di servizi, non necessariamente tutti dedicati allo sport, capaci di far vivere questi luoghi durante l’intera giornata.

5


CON

TESTO


CA S E RTA Caserta sorge al limite nord orientale della pianura campana ed è chiusa, in parte, dalla catena dei monti Tifatini. L’antica Galatia deve le proprie origini agli etruschi. Verso il 423 a.C. fu conquistata dai Sanniti e scelse di restare dalla parte di Annibale contro i Romani; per questo motivo fu punita, nel 211 a.C., con l’esproprio e la centuriazione, cioè la suddivisione di tutto il territorio in grandi appezzamenti quadrati. Sino alla caduta dell’Impero Romano, dopo il 476 d.C., Galatia rimase una colonia. Con le successive invasioni barbariche la città cominciò il suo lento declino sino alla devastante distruzione dell’863 d.C. ad opera di Pandone il Rapace che costrinse gli abitanti dell’antica città a rifugiarsi sulle vicine alture. Caserta, con le invasioni normanne, fu assoggettata ai nuovi signori sotto forma di contea, si costituì allora lo Stato casertano, e si introdussero il feudalesimo e la cavalleria. Successivamente il regno passò nelle mani degli Svevi, degli Angioini poi di Alfonso V d’Aragona. A partire dal 1734 Caserta, con l’arrivo di Carlo di Borbone, visse un periodo di splendore e vide la costruzione del Palazzo Reale e una generale riedificazione della città. Caserta assunse così i tratti di

una città di corte e ben presto anche la sede diocesana si trasferì dando vita a una nuova Cattedrale. Con Ferdinando II Caserta visse un nuovo sviluppo e divenne il centro della vita di corte e degli affari di stato. Dopo la sconfitta dell’esercito borbonico nella battaglia di Volturno, Garibaldi pose il suo quartier generale a Caserta. La vittoria di Garibaldi portò all’annessione del Regno delle due Sicilie al Regno di Sardegna. Dal 1860 al 1919 seguì il periodo legato alle vicende dei Savoia. Dal 1926 sino al 1943 fu sede dell’Accademia dell’Aeronautica Militare Italiana. Nel dicembre del 1943, dopo lo sbarco a Salerno, fu occupata dalle truppe alleate. Nel 1945 accolse i plenipotenziari che vi firmarono la resa delle armi germaniche in Italia. Ad oggi Caserta è un comune italiano di circa 76.000 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Campania. La città campana è nota soprattutto per la sua imponente Reggia Borbonica, detta la Versailles d’Italia, che, insieme al Belvedere Reale di San Leucio e all’Acquedotto Carolino, è inserita dal 1997 nel patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

7


I L “B U C O” D E L LA E X 167

8

Con il boom edilizio degli anni ottanta nacquero quartieri residenziali che offrivano una buona qualità della vita grazie ad una edificazione di tipo estensivo (esempio ne è il Parco Gabriella), ma al contempo c’è stata pure una edificazione intensiva con la nascita di zone eccessivamente abitate e con pochi spazi verdi, ne è un esempio la zona Ex 167, ora denominata Parco degli Aranci; proprio al limite di questo territorio vi è l’area interessata dall’intervento progettuale proposto. Con zona 167 si intende un’area destinata all’edilizia residenziale popolare dal piano regolatore di un comune, definita ai sensi della legge n. 167 del 18 aprile 1962: Disposizioni per favorire l’acquisizione di aree fabbricabili per l’edilizia economica e popolare, che introdusse in Italia i cosiddetti “Piani di Edilizia Economica Popolare” (PEEP). La legge venne emanata con lo

scopo fondamentale di fornire all’ente pubblico gli strumenti concreti per programmare gli interventi nel settore della casa e per incidere, tramite questi, sull’assetto del territorio urbano, contrastando la speculazione fondiaria e indirizzando lo sviluppo edilizio all’edilizia economica e popolare. L’area presa in esame si trova nella periferia est di Caserta e dista circa 2 chilometri dal centro della città. Il quartiere risulta prevalentemente residenziale con scarsa fornitura di servizi e totale assenza di luoghi di aggregazione per la comunità, che è quindi costretta a non poter vivere il suo quartiere e a spostarsi, spesso, in centri commerciali o altre zone della città. La storia del “buco della 167”, così viene comunemente chiamata l’area di progetto, nasce oltre venticinque anni fa: il Comune diede l’autorizzazione per costruire un centro commerciale su un terreno di sua proprietà a degli imprenditori locali. Questi, dopo aver fatto scavare le fondamenta e aperto letteralmente un buco di 26.000 mq al centro del “Parco degli Aranci”, abbandonano il progetto, lasciando alla devastazione e al degrado più assoluto la zona. La voragine si è rapidamente trasformata in


sogno, in quanto ci troviamo in un quartiere in cui la speculazione edilizia è già a livelli elevati, il rischio è quello di trasformare l’ex 167 in un albergo a due stelle con più stanze vuote che piene. Un modo per rendere più vivibile il quartiere è dare voce alle necessità di chi vi abita, mettendo da parte il ritorno economico a breve termine e investendo sul territorio e sulle buone pratiche. discarica abusiva, Il “buco” è solo uno dei tanti invasa da vegetazione sponta- esempi di cantieri solo inizianea infestante, col proliferare ti e subito dopo abbandonati. di una situazione igienico-am- La nota positiva è la successibientale di notevole impatto va conquista di queste zone da negativo sulla salubrità delle parte del verde. Verde recintato aree circostanti densamente e respinto, in attesa di essere urbanizzate. Durante gli anni trasformato in un parcheggio molti sono stati i progetti di o centro commerciale che sia, riqualificazione proposti, nes- a beneficio di pochi privati. suno di questi però tiene conto Bisogna accogliere il verde e della volontà dei cittadini. Le metterlo a disposizione della recenti politiche spingono alla collettività. Caserta ha tanprivatizzazione dell’area, pun- te zone diventate verdi, oggi tando a realizzare nuovi nuclei inaccessibili, esempio è l’area abitativi in una zona già densa- ex Ma.C.Ri.Co. Aprire queste mente abitata. La costruzione zone significherebbe fare dei di nuovi fabbricati ad uso resi- passi in avanti per combattere denziale non è la risposta a ciò la devastazione ambientale e la di cui i cittadini avrebbero bi- cementificazione.

9


ANALISI AREA Un progetto acquista valore all’interno di un contesto, ecco perché oltre all’analisi effettiva del “buco” deve essere svolto un approfondimento sulle caratteristiche della zona in cui si trova l’area di interesse. In questo modo il progetto può bilanciare e “guarire” il contesto in cui è inserito. Flussi di cose e persone possono rivelare molto sulla vita e sulle dinamiche di un territorio. L’analisi è circoscritta da un cerchio con un raggio di 400 metri, il cui centro risulta il “buco”. 10

400 m


Rete Stradale

L’area di interesse è caratterizzata dalla presenza di strade locali, tipiche delle zone periferiche. Procedendo verso Nord, attraverso Via Francesco Marchesiello si raggiunge Tuoro, una delle ventitré frazioni di Caserta. In direzione Sud-Est, attraverso Via Francesco Petrarca, l’area è collegata con la frazione di San Clemente. Inoltre attraverso Viale Medaglie d’Oro, verso Ovest, si raggiunge il centro cittadino che dista circa 2 chilometri. L’area di interesse risulta in una posizione strategica, perché in corrispondenza di una delle uscite della Strada Statale 700, variante che connette diverse zone di Caserta tra di loro e con alcuni paesi limitrofi, tra i quali Maddaloni, Casagiove, San Prisco e Santa Maria Capua Vetere. La Strada Statale 700 è costituita dalla variante delle ex strade statali 7 via Appia e 265 dei Ponti della Valle. Essa è un ottimo collegamento per la zona beneventana, l’Autostrada del Sole e la zona capuana.

11

Legenda: strade principali strade secondarie


Flussi di Traffico

12

La zona, nonostante sia un quartiere residenziale, presenta delle strade interessate da particolari flussi di traffico. Le zone periferiche si sono sviluppate grazie all’avvento dell’automobile, che spesso però rimane vittima della sua stessa potenzialità. L’automobile copre lunghe distanze e permette di raggiungere particolari punti di interesse. I punti di interesse sono attrattori di persone, in quanto permettono lo svolgimento di attività lavorative e ricreative. I flussi di persone che ruotano attorno ai punti di interesse devono essere gestiti in maniera adeguata. La mancanza di un corretto piano di viabilità porta, infatti, alla formazione di ingorghi. Le scuole sono dei punti di interesse nella zona presa in esame: in Viale degli Aranci è presente la Scuola Elementare Statale V Circolo; in Piazza Ungaretti l’Istituto Comprensivo Luigi Vanvitelli; in Via Francesco Petrarca l’Istituto Alberghiero Galileo Ferraris; senza contare i numerosi asili e ludoteche private presenti nella zona. Questi in particolari ore della giornata

provocano numerosi accumuli di traffico. Così come in Via Francesco Marchesiello, la presenza di varie attività commerciali, associata alle dimensioni ristrette della strada, provoca una sosta selvaggia che intralcia il regolare flusso di traffico.

Legenda: strade trafficate strade scorrevoli

Non sono soltanto i punti di interesse a rallentare il fluire delle automobili, ma anche la presenza di agenti esterni, come un manto stradale privo di manutenzione e, come in Via Guglielmo Marconi, di un passaggio a livello, che non rallenta il traffico ma lo arresta più volte durante la giornata. L’influenza dei punti di interesse sui flussi di traffico è dimo-


strata anche dalla presenza di strade che, pur essendo molto trafficate non presentano quasi mai ingorghi. Questo è dovuto proprio alla non presenza di attrattori di persone, le quali, quindi, tendono soltanto a percorrere alcune strade senza fermarsi e intralciare il traffico, questo avviene in Viale dei Bersaglieri, Via Paolo Borsellino e Via Appia.

Costruito

Caserta è uno dei comuni più popolosi dell’omonima provincia. Ha una densità abitativa di 1.407,9 abitanti/km2. L’ex 167 è nata cavalcando l’onda del boom edilizio degli anni ’80, che ha regalato benessere e vivibilità ad alcuni quartieri, lasciando ad altri solo mero costruito. Quest’ultimo è il caso del zona d’interesse, satura di edifici residenziali e priva di servizi per il cittadino. La follia parte dall’alto, l’amministrazione cede la gestione di grandi aree a pochi privati, che sguazzano nei limiti della legalità, trovando modo per continuare a costruire senza guardare le vere ne-

13

Legenda: costruito area di intervento


cessità della zona. Esistono esempi in cui parchi residenziali sono stati costruiti all’interno di altri parchi residenziali, sacrificando spazi adibiti al verde e al benessere. Questo comportamento da vita a bizzarre strutture condominiali uniche nel loro genere, che chiameremo parchi concentrici. Ne consegue un abbassamento della qualità della vita del quartiere, dato che si punta alla quantità e non alla qualità. Pieni e Vuoti

14

Dando un’occhiata al rapporto tra i pieni e i vuoti della zona analizzata, esso può apparire ben bilanciato. Dei 50 ettari presi in analisi solo il 20% risulta effettivamente costruito. Tuttavia essendo una zona periferica è molto frequente la presenza di parchi residenziali privati che incrementano le aree non accessibili al pubblico cittadino del 60%. Si parla dell’80% di spazi privati. Il restante 20% risulta, quindi insufficiente per soddisfare le necessità e i bisogni di un quartiere con una così alta densità abitativa.

Legenda: pieno vuoto area di intervento


Destinazione d’Uso

Da piano regolatore risulta che la zona di interesse si trova all’intersezione di diverse zone territoriali omogenee (Z.T.O.). A Nord è presente una vasta area semintensiva (B2) che si estende oltre il limite del raggio d’azione considerato. A Sud vige il piano di zona che fa riferimento alla legge 167/62 (PEEP). In direzione Ovest è presente un’area semiestensiva (B3). Infine, verso Est risulta una zona di verde pubblico attrezzato (F3). La situazione del quartiere non rispecchia del tutto quella illustrata dal Piano Regolatore Generale (PRG). La zona F3 prevista non è presente, al suo posto vi è un terreno incolto, che sembra in procinto di essere occupato dall’ennesimo fabbricato residenziale.

Legenda: B2 piano di zona B3 F3

15

Legenda: residenze scuole servizi commerciali verde abbandonato


Prima e Dopo

Dalle ortofoto comunali si osserva il cambiamento lungo un periodo di tempo di dieci anni, dal 2004 al 2014. La zona non subisce particolari cambiamenti, si nota tra il 2004 e il 2008 il completamento di alcune strutture pubbliche, come ad esempio la Scuola Elementare Statale V Circolo.

16

2008

2004


L’unica evoluzione che si nota è quella spontanea della vegetazione, che si estende sia in ampiezza che in densità. L’area di progetto ne è l’esempio lampante: uno scavo in cui la vegetazione è diventata così dirompente da ripercorrere in altezza più di 12 metri superando la quota 0 metri.

2014 2011

17


SPORT


A B I T U D I N I S P O RT I V E Gli abitanti del quartiere di interesse hanno ben pensato di utilizzare la zona che circonda il “buco” per praticare attività sportiva. Una tendenza che dovrebbe essere assecondata. Da qui deriva la proposta di un centro polisportivo, che possa ridare vita al quartiere, restituendogli la piazza e il parco urbano che da sempre gli spettano.

Calcio

La Casertana è la maggiore società calcistica della città, nonché una delle più antiche d’Italia: la sua fondazione infatti risale al lontano 1908. Attualmente disputa il campionato di Lega Pro, dopo alcune vicissitudini societarie che hanno visto la squadra disputare tornei di Eccellenza Campana, anche nell’anno del suo centenario. Gioca allo Stadio A. Pinto. Nel febbraio del 2007 ha conquistato la Coppa Italia regionale, battendo il Gragnano per 3 a 0 nella finale unica disputata allo stadio San Francesco di Nocera Inferiore. Nel suo passato, la Casertana vanta numerosissime presenze nel cam-

pionato di serie C, ha disputato per 2 volte il torneo di Serie B, ha collezionato numerose partecipazioni alla Coppa Italia di Serie A e B, raggiungendo gli ottavi di finale nell’anno 86/87 dove fu eliminata per mano dell’Atalanta. La formazione Berretti è stata Campione d’Italia nella stagione 1966/1967. Il simbolo della società è il Falchetto, ed i suoi colori sociali sono il rosso ed il blu. Esistono inoltre delle società minori, quali la Boys Caserta (fondata nel 1996) e l’Atletico Acquaviva, che nel 2014-2015 hanno partecipato al campionato di Prima Categoria Campania. Entrambe giocano le partite interne al campo Benedetta Ferone di Casolla. Altra realtà calcistica è quella degli RFC Ska Lions, la squadra antirazzista della città, nata nel 2011.

Pallacanestro

La squadra di Caserta è tra le principali società della pallacanestro italiana, nonché l’unica squadra del sud a vincere lo scudetto nel 1990-91 con la Juvecaserta del presidente Giovanni Maggiò. La società fu fondata nel 1951 e milita, da allora, nei campio-

19


20

nati nazionali della Federazione Italiana Pallacanestro. Nel 1971 la società venne rilevata dal cavaliere del lavoro Giovanni Maggiò e per la squadra fu l’anno della svolta. Dopo aver giocato sui parquet di serie C la JuveCaserta venne subito promossa in serie B, con ventuno vittorie su ventidue. Nel 1974 il campionato 1974/1975 vide la prima promozione della JuveCaserta in serie A. Sotto la guida di Giovanni Maggiò i vertici della società avviarono una concreta politica di reclutamento e addestramento dei giovani atleti locali come Nando Gentile ed Enzo Esposito, che giocheranno con un ruolo da protagonisti nella pallacanestro italiana ed europea. Furono anche gli anni di un un’efficace azione sociale, verso quei giovani che colmavano con lo sport le tradizionali carenze delle città del Mezzogiorno d’Italia. Nel 1982 in soli 100 giorni venne realizzato il Palamaggiò, su un terreno di proprietà del comune di Castel Morrone. L’impianto sportivo, che può ospitare fino a 7.000 posti a sedere con annesse palestre e uffici, è ritenuto ancora oggi tra

i più funzionali e belli impianti sportivi d’Italia e d’Europa. Nel 1988 la JuveCaserta conquistò la Coppa Italia. Furono gli anni di Oscar, di Marcel, degli jugoslavi Slavnic e Delibasic, dell’uruguaiano Lopez, degli statunitensi Frank, Shackleford, Thompson, Arlaukas, del bulgaro Glouchkov. Ci furono anche gli italiani come Gentile, Esposito, Dell’Angelo e Donadoni. Il 21 maggio del 1991 a Milano, Caserta scrisse una delle pagine più importanti della sua storia, assicurandosi un posto d’onore nell’élite del basket italiano. La JuveCaserta si aggiudicò il primo scudetto. La società visse uno dei decenni più proficui della sua storia, partecipando a tre finali scudetto e altrettante Coppa Italia, dieci partecipazioni alle Coppe europee, due titoli italiani junories e uno allievi. Nel 1998 le difficoltà economiche incalzarono e la società fu costretta a ritirare la squadra dal campionato, non riuscendo più a far fronte agli oneri di gestione dell’impianto sportivo e della società cestistica. La JuveCaserta ritornò sui campi da basket grazie a un nuovo assetto societario,


nato dalla fusione di Ellebielle e la Falchetti Caserta. Nel 2004 la JuveCaserta fu tra le protagoniste del torneo di Legadue. Nel 2007 la JuveCaserta raggiunse la promozione in Lega A, al termine di un playoff dove si aggiudicò nove vittorie su dieci partite disputate. Nel 2009 la squadra raggiunse il secondo posto nella regular season e la qualificazione ai preliminari di Euroleague, ma non riuscì a raggiungere i playoff del torneo nazionale. Il 2013 è stato l’anno del nuovo assetto societario sotto la presidenza Iavazzi, che ha iscritto per il rotto della cuffia il team al campionato di Lega A1 e ha riformulato tutta la compagine societaria. Pallavolo

Il VolAlto Caserta è la più influente società pallavolistica femminile italiana con sede a Caserta: milita nel campionato di Serie A2. Il VolAlto Caserta venne fondato nel 2006 ed iscritto al campionato di Serie D: alla prima esperienza ottenne immediatamente la promozione in Serie C, categoria dove

militò per tre annate, sfiorando la promozione in Serie B2 nella stagione 2008/09, per poi centrarla in quella successiva. Nella seconda stagione nel campionato di Serie B2, dopo una serie di diciotto vittorie consecutive, la squadra chiuse la regular season al terzo posto, conquistando la promozione in Serie B1 grazie alla vittoria dei play-off; alla prima annata nella terza divisione del campionato italiano, il club di Caserta raggiunge il terzo posto in regular season, per poi essere eliminata nelle semifinali dei play-off promozione: lo stesso risultato venne raggiunto nella stagione seguente, ma vinse i play-off, venendo quindi promossa in Serie A2. Nella stagione 2014/15 ha esordito nella pallavolo professionistica, in serie cadetta: tuttavia il penultimo posto in classifica ha condannato la squadra ad una immediata retrocessione in Serie B1. A seguito della rinuncia di alcune squadre, il VolAlto Caserta è stato ripescato in Serie A2 per disputare la stagione 2015/16, annata in cui ha raggiunto per la prima volta i playoff, fu eliminata ai quarti di finale.

21


Altri sport

22

È presente sul territorio casertano la squadra di calcio a 5 denominata Caserta Futsal (fusione nel 2016 tra Marian Futsal e CUS Caserta) che milita nel campionato regionale di serie C1. La struttura che ospita la società per le gare casalinghe e il palazzetto dello sport di Casagiove sito in via Fortuna. Nella stagione 2014/2015, con la vittoria del campionato C2 è entrata a far parte del massimo campionato regionale di C1. Nella stagione 2015/2016 ottiene il piazzamento del decimo posto, dopo l’esonero nella prima parte del campionato del mister e con la straordinaria impresa del mister partenopeo Gaetano Breglia chiamato a ricucire la squadra. Nella stagione 2016/2017, con la fusione tra le due società e con la panchina al mister casertano Guido Ventimiglia, ottiene il piazzamento del quarto posto valevole per le gare di play-off di serie B. Play off 2016/2017: il Caserta Futsal perde la finale contro il Fuorigrotta per 3-1. Di un certo rilievo sono anche le squadre di pallanuoto, l’Assonuoto Caserta e la Libertas Galati Maddaloni che militavano nella serie C. Nella stagione 1991/92, con la vittoria del campionato di Serie A2 otte-

nuta dal Caserta Nuoto Club, Caserta ha raggiunto anche la promozione nella massima serie di pallanuoto e la partecipazione ai Play-off Scudetto. Il Caserta non ha poi preso parte alla Serie A1 1992/93 essendo confluito nella società SC Volturno di Santa Maria Capua Vetere, già militante in tale categoria. Sono presenti due società sportive di Baseball la FalchiCaserta e la Rennets B.C. militanti il campionato di Baseball di Serie C2 e le categorie giovanili. Caserta ha partecipato anche a numerose edizioni del campionato di Serie A con il Caserta Baseball Club, società che è arrivata a disputare nel 1994 anche le semifinali scudetto, prima di scomparire per difficoltà finanziarie nel 1999.


C E N T R I S P O RT I V I È stata effettuata un’analisi sul territorio per studiare l’offerta sportiva della città di Caserta. Sono stati individuati due percorsi per praticare jogging, mentre i centri sportivi presenti propongono i seguenti sport:

Fitness Calcio Jogging 23

Pallacanestro Nuoto Pallavolo Tennis Arti Marziali Scherma Equitazione Baseball Tiro al bersaglio

Nonostante la varietà degli sport, si nota che la maggioranza dell’offerta si basa su fitness, calcio e arti marziali. L’offerta di fitness supera di gran lunga quella di qualunque altro sport sul territorio analizzato. Da una parte può sembrare un dato positivo, poiché una proposta così ampia può indicare un interesse allo sport significativo da parte dei cittadini. Spesso però questi centri fitness offrono soltanto circuiti ripetitivi, che non alimentano


24

la cultura sportiva, ma, anzi, la generalizzano a tal punto da farla risultare banale. Con il movimento del corpo l’essere umano ha cacciato, scavato i primi ricoveri per difendersi dal freddo e dalle intemperie, viaggiato, coltivato e costruito passo dopo passo la civiltà in cui vive. Il movimento del corpo oggi non è più necessario per la sopravvivenza: sono state realizzate macchine avanzatissime che provvedono ad ogni esigenza. Ma è rimasto qualcosa, un istinto primordiale, che si chiama Sport. La società di oggi è sempre più sedentaria, lo sport serve a generare benessere fisico e mentale. Gli sport di squadra stimolano la collaborazione nel gioco, quelli individuali seguono delle regole e ci si rapporta sempre agli altri. Le palestre offrono uno sport vuoto e senz’anima, predicando il benessere fisico fine a sé stesso. L’area interessata dal progetto si trova in una posizione strategica, immersa un una zona altamente popolata, il cui punto di riferimento risultano essere i centri fitness. L’intervento mira a riequilibrare la cultura sportiva del territorio. Gli sport proposti rievocano le attività tipiche della zona, che il cittadino è in procinto di dimenti-

care, sempre più aggredito da questo benessere vuoto. Precedentemente si sono analizzate le eccellenze sportive territoriali, queste non sarebbero potute esistere senza un contesto adatto. Lo scopo del progetto è proprio quello di ricreare le condizioni e il contesto adatto alla perpetrazione della cultura sportiva. L’offerta è composta da strutture sia per gli sport di squadra, come il calcio a 5, la pallacanestro e la pallavolo; che per gli sport individuali, ne sono un esempio tennis e nuoto. Si cerca anche di portare un pizzico di innovazione, introducendo uno sport mai praticato nella zona: l’arrampicata. L’innesto di questo centro polisportivo in questa determinata zona potrebbe far ricordare ai cittadini che lo sport non è solo sudare e perdere peso, ma è il perseguire insieme un obiettivo, è partecipazione, che si vinca, oppure no.


A P P R O F O N D I M E N T O S P O RT

25


CON CEPT


LINEE GUIDA Lavorando in pianta, si è definito il perimetro dell’area interessata dallo scavo. La direzione delle guide è stata definita dalla posizione delle fondazioni già presenti, che disegnano una griglia di riferimento. Si è ottenuto, così, una divisione in quattro settori principali.

Di questi quattro settori, uno ospita l’accesso principale, due gli edifici e l’ultimo lo spazio aperto, che è occupato a sua volta da una parte dei campi da gioco. accesso

edifici

spazio aperto

A quota 0 m gli accessi scaturiscono dalla rete stradale del contesto urbano, che è proiettata all’interno dell’area sotto forma di passerelle pedonali.

27


Tornando a quota -12 m si è definita la divisione dei due poli, tramite l’ausilio di archi di circonferenza. Dal negativo così ottenuto è scaturito il collegamento verde dei due ingressi esterni agli edifici.

Attraverso il disegno di ulteriori circonferenze tangenti tra di loro, si è ricavato il percorso effettivo immerso nel verde. 28


SCHEMI DISTRIBUTIVI

Fitness Calcio Pallacanestro Nuoto Pallavolo Tennis Arrampicata Servizi di supporto Aree per il pubblico Hall Zona ristoro Area bambini Zona commerciale Terrazze e gallerie Accessi

29


RIFERIMENTI Torii

30

L’architettura delle gallerie si ispira al torii, tradizionale portale d’accesso giapponese alle aree sacre. La sua struttura elementare è formata da due colonne di supporto verticali e un palo orizzontale sulla cima, e frequentemente viene dipinto in colore vermiglio. Tradizionalmente sono fatti di pietra o legno, ma in tempi recenti i costruttori hanno iniziato ad usare anche l’acciaio o il cemento armato. Generalmente i torii si trovano a gruppi di tre, tuttavia il numero è variabile: il santuario di Fushimi Inari-taisha a Kyoto ne possiede migliaia, messi uno dietro l’altro, a formare un tunnel che il pellegrino deve attraversare, purificandosi, per raggiungere la parte più sacra del tempio. I torii, uno vicino all’altro, quasi non lasciando intravedere la natura intorno, individuano un lungo

sentiero di oltre quattro chilometri, che sale fino alla cima del Monte Inari. A momenti sembra di essere stati catturati in una spirale e più si avanza più sembra di essere sempre allo stesso punto. Le credenze popolari tendono ad identificarlo semplicemente come un simbolo di fortuna e prosperità. Sulla loro provenienza esistono varie ipotesi: quella principale li fa risalire alle porte, chiamate torana, esistenti in India e usati nei templi induisti. I torana sarebbero stati poi adottati dal buddismo che li avrebbe portati quindi in Giappone. Altri studiosi, invece, propendono per una origine coreana o cinese. Resta il fatto che i torii non siano un elemento autoctono, ma il loro utilizzo sarebbe stato portato nel paese dall’esterno, in un periodo molto antico.


KASAGI

GAKUZUKA

DAIWA

SHIMAKI NUKI

KUSABI

HASHIRA

NEMAKI DAIISHI O KAMEBARA

Strutturalmente un torii è caratterizzato da nove elementi, non tutti sempre presenti: • il kasagi, la trave a cavallo delle due colonne; • lo shimaki, una seconda trave a volte presente sotto il kasagi; • il nuki, trave secondaria sotto il kasagi e lo shimaki che collega e tiene insieme le due colonne; • i kusabi, cunei che fermano il nuki; • il gakuzuka, supporto situato tra shimaki e nuki a sostegno del primo e a volte recante un’iscrizione; • gli hashira, le colonne cilindriche che sostengono la costruzione;

• i daiwa, i capitelli delle colonne; • i daiishi o kamebara, le basi di queste ultime; • i nemaki, guaine nere, o a volte di altro colore, alla base delle colonne. Nella cultura giapponese, quindi, il percorso che si intraprende attraversando i torii porta a una prima purificazione dell’anima, poi completata con le abluzioni rituali nell’area del santuario. Parallelamente i percorsi nelle gallerie del progetto proposto, accompagnano lo sportivo nel processo di purificazione del corpo, fino al raggiungimento dei veri templi di depurazione, identificati con i due poli sportivi presenti nel progetto.

31


A P P R O F O N D I M E N T O M AT E R I A L I PAVIMENTAZIONI SPORTIVE

32

CAMPI POLIVALENTI Al fine di garantire un’esperienza sportiva ottimale si è ricercato il tipo di pavimentazione che soddisfi le diverse esigenze degli sport. In primo luogo, per i campi polivalenti esterni una pavimentazione in polipropilene (PP) fornisce il grip necessario per praticare particolari attività sportive, come pallacanestro, in cui la superficie ha un ruolo centrale nel gioco; calcio a 5 e pallavolo. La pavimentazione Gripper di Geoplast è composta da piastrelle componibili, dotate di un sistema di drenaggio, che ne facilita la manutenzione.

Questa tipologia di pavimentazione tecnica è stata studiata per lo sport, per dare una risposta di alto livello per quanto riguarda rimbalzo della palla, grip e salvaguardia dell’atleta. La modularità del prodotto ne garantisce la personalizzazione, questo è utile non solo a livello estetico ma aiuta a distinguere, a livello cromatico, le differenti segnaletiche orizzontali dei vari sport praticati.

Polipropilene Finitura superficie Resistenza a punzonamento Resistenza a flessione Resistenza all’urto Resistenza allo scivolamento

Forata 444 kN/m2 410 N Coefficiente di restituzione = 0,6 Valore medio URSV = 49


CAMPI DA TENNIS Se le dimensioni del campo sono fissate esattamente dal regolamento, ciò che può variare da campo a campo è la tipologia di superficie a contatto con i piedi. Una diversa superficie, imprimendo una diversa velocità al rimbalzo della pallina, può modificare notevolmente lo stile di gioco del tennis. Le tipologie di pavimentazione maggiormente utilizzate sono: la terra battuta, il cemento o manti sintetici e l’erba. Nei due campi previsti dal progetto si è scelto di offrire due scelte di pavimentazione: la terra rossa e il sintetico in polipropilene.

Terra Rossa La terra rossa è la più diffusa superficie tennistica in Europa continentale e in Sud America. Tra quelle riconosciute è la superficie più lenta; la palla viene fortemente rallentata dopo il rimbalzo facilitando conseguentemente lo scambio da fondo campo. Gli specialisti di questa disciplina hanno ottime capacità di scambio e molta forza fisica, necessaria per imprimere alla palla una velocità tale da mettere in difficoltà l’avversario nonostante il rimbalzo lento. La terra rossa, dopo l’erba, è il manto che necessita di più manutenzione.

Sintetico Il manto sintetico risulta essere una superficie con rimbalzi più veloci della terra rossa e più lenti del cemento, ma risulta più elastico, garantendo alla palla un rimbalzo leggermente più ampio e lento. Analogamente al cemento, i campi sintetici, generalmente, non necessitano di una particolare manutenzione.

Polipropilene Finitura superficie Resistenza a punzonamento Resistenza a flessione

Terra rossa Granulometria

+/- 0-2/0-3 mm

Peso specifico

1.200 Kg/m3

Resistenza all’urto

Composizione

Mattoni laterizi rossi

Resistenza allo scivolamento

Forata 444 kN/m2 410 N Coefficiente di restituzione = 0,6 Valore medio URSV = 49

33


34

PALLACANESTRO INDOOR Le ultime tecnologie di pavimentazioni sintetiche forniscono prestazioni più elevate e maggiore sicurezza. La pallacanestro è un gioco molto attivo, pieno di partenze, arresti, accelerazioni e tagli. La trazione della superficie di gioco risulta quindi di fondamentale importanza. Giocare però su superfici con una trazione estrema, come i pavimenti gommati, può aumentare le distorsioni della caviglia e del ginocchio. Le superfici preferite dagli atleti professionisti sono di diverse tipologie: il legno duro predilige un rimbalzo ottimale per la palla, mentre quello morbido, risulta più gentile per le gam-

be degli atleti. Inoltre il legno a differenza di altri materiali, garantisce un’omogeneità di livello e superficie. Dato che comunque necessita di cura costante, risulta più durevole rispetto ad altri materiali, che possono causare rimbalzi irregolari, creando punti morti nel campo da gioco. Alla pavimentazione va allegata anche una scarpa sportiva adatta, che può migliorare la sicurezza e le prestazioni.

Parquet sportivo Sottostruttura

Travetti di abete

Deformazione verticale

1,9 mm

Rimbalzo palla

100%

Resistenza all’urto

55%

Attrito

100


GALLERIE

LEGNO LAMELLARE - ABETE Per le gallerie è stato scelto il legno lamellare per le sue caratteristiche strutturali e per riprendere la tradizione giapponese dei torii. Il legno di abete è ritenuto un materiale ecologico. Gli alberi di abete si sviluppano rapidamente ed il loro abbattimento non provoca danni ai boschi, come succede per altre specie arboree a crescita lenta. Tra le caratteristiche del legno di abete spicca la sua capacità di trattenere il calore più di quanto riescano a fare i laterizi traforati. Questa qualità, insieme alla resistenza alla compressione, lo rende adatto per l’edilizia. Il legno è dotato anche di ottime capacità isolanti, perché poco sensibile agli sbalzi termici. Per questo motivo può essere usato sia in zone fredde che calde. Inoltre ha la caratteristica di restare quasi indifferente alle scosse sismiche e di essere anche un buon isolante acustico. Queste informazioni tecniche sul materiale fanno capire in modo evidente la sua utilità architettonica.

35


PRO

GETTO


A B S T RA CT Spesso capita che particolari luoghi urbani vengano dimenticati. Le persone prese dalla routine quotidiana quasi non si accorgono che un cantiere ha fermato i lavori da ormai 25 anni e che il verde l’ha invaso, dando vita a un piccolo bosco urbano. A Caserta, nel quartiere della ex 167, c’è un buco, con un’estensione di 26.000 m2, residuo di un cantiere lasciato a se stesso. Chi vive nel quartiere ha ben pensato di utilizzare la zona circostante per praticare attività sportiva. Una tendenza che dovrebbe essere assecondata. L’offerta sportiva non rispetta quella che è la cultura dello sport del territorio, una cultura che rischia di essere perduta se non coltivata. Da qui la volontà di utilizzare l’area del “buco” per rispondere ad una precisa volontà del quartiere. Il progetto punta a riequilibrare l’offerta sportiva attraverso la realizzazione di percorsi e poli multidisciplinari, utilizzando profondità e fondamenta presenti nell’area di interesse. Esso prevede la realizzazione di due poli principali, uno dedicato agli sport di squadra, con la presenza di campi monodisciplinari e polivalenti; e l’altro dedicato agli sport individuali, in cui l’architettura stessa diventa parte integrante dell’at-

tività sportiva, ponendosi come attrezzatura da vivere ed utilizzare. L’architettura si lascia vivere, anche e soprattutto nei collegamenti. Sono stati progettati dei percorsi specifici di collegamento e attività sportiva che viaggiano su due livelli distinti: a quota 0 m abbiamo una serie di gallerie, che riprendono il modello giapponese dei torii, che collegano i poli tra loro e con le principali vie urbane del quartiere; a quota -12 m, invece, ci si immerge nella natura, offrendo ai visitatori un paesaggio che non troverebbero facilmente in un contesto urbano: un parco che si estende lungo quasi l’intera area e che, insieme a strutture apposite, come il ristorante e l’area commerciale, rende l’area indipendente dai poli sportivi, garantendone l’utilizzo in tutti i momenti della giornata. Dal parco l’architettura si lascia guardare, la sequenza di torii intrattiene con le sue forme sinuose e le ombre che proietta. Il progetto vuole rievocare e restituire al quartiere e alla città tutta, la sapienza e la cultura dello sport, utilizzando come mezzo la ribellione della natura al cemento e all’asfalto, in modo che l’architettura non contrasti la natura, ma la abbracci in un rapporto simbiotico e interdipendente.

37


E S P LO S O A S S O N O M E T R I C O

38


P I A N TA C O P E RT U R E

39

40

La pianta risulta particolarmente utile sia in fase di progettazione che in fase di presentazione per comprendere la distribuzione degli spazi e la loro funzione. In particolare, la pianta delle coperture è utile alla individuazione dei percorsi e dei collegamenti tra le diverse zone del progetto. Il percorso che spicca in questo elaborato è la struttura a quota 0, costituita dalle coperture degli edifici e dalle gallerie che le collegano. Questo si ricongiunge con un altro percorso che circonda l’area di intervento su tre lati, sul quarto vi è l’accesso principale, una scalinata che alterna due tipologie di gradini, uno percorribile e l’altro che consente di sedersi, separati da una rampa.

N

0

5

50 m


P I A N TA Q U OTA 0 M 1 Ristorante 2 Bar 3 Cucina 4 Servizi 5 Spogliatoio personale 6 Deposito 7 Locale tecnico 8 Aula polivalente 9 Terrazza 41

42

10 Galleria 11 Arrampicata esterna 12 Rampa parcheggio 13 Ingresso parcheggio

N

0

5

50 m


3 2

5 4

10 7

3 6

11 4

6

7

1

8

9

10

12 13

10

10

10

10

9


P I A N TA Q U OTA - 6 M 1 Area fitness 2 Sala aerobica 3 Sala yoga 4 Spogliatoio sportivi 5 Deposito 6 Arrampicata esterna 7 Arrampicata principale 8 Bar 9 Cucina 43

44

10 Servizi 11 Locale tecnico 12 Area commerciale 13 Camerini 14 Parcheggio N

0

5

50 m


2

3

4

4

5 6 7

5 10 7 8

1 9 11

14

12

13 5 10 8 9

5

7

5


P I A N TA Q U OTA - 12 M 1 Ingresso

15 Ufficio

2 Bar

16 Noleggio attrezzatura

3 Cucina

17 Pronto soccorso

4 Spogliatoio personale

18 Sala istruttori

5 Servizi

19 Pallacanestro indoor

6 Piscina semiolimpionica

20 Calcio/pallacanestro

7 Spogliatoio sportivi

21 Calcio/pallavolo

8 Spogliatoio istruttori

22 Tennis

9 Docce 45

46

23 Parcheggio

10 Deposito 11 Arrampicata esterna 12 Arrampicata principale 13 Arrampicata boulder 14 Arrampicata didattica

N

0

5

50 m


10

9

5

8 7

9

8

5

11

12

7

1

5

13

14

4 10 7 3 7

6 2

15

16

1 22

22

7

18

7 7

17 1

7 7

23

10

21

20 10

19


P R O S P E T TO E S T La vista orientale mostra lo sviluppo longitudinale del progetto, che è affiancato dal Viale dei Vecchi Pini, una strada di collegamento del quartiere, dalla quale è possibile accedere al parcheggio sotterraneo previsto nell’intervento. In questa vista è possibile osservare l’architettura della galleria esterna, che circonda l’area di progetto su tre lati. La forma “ondulata” della sua copertura è generata dall’altezza che varia da tre a sei metri, definendo un moto che abbraccia chi la percorre in una sequenza di listelli di legno. 47

48

0

5

50 m


P R O S P E T TO S U D Dalla vista meridionale si nota la galleria interna, che ha una struttura differente da quella esterna. Il percorso interno, infatti, è caratterizzato da una copertura con tre altezze, di cui una fissa a tre metri, che fa da perno alle altre due altezze, che si scambiano gradualmente variando da 4 a 10 metri. La forma architettonica delle due gallerie, costituisce l’elemento distintivo del progetto, rendendolo un landmark del quartiere.

49

50

0

5

50 m


S E Z I O N E A A’

C

B

51

52

B’ A

C’ A’

0

5

50 m


S E Z I O N E B B’

C

B

53

54

B’ A

C’ A’

0

5

50 m


S E Z I O N E C C’

C

B

55

56

B’ A

C’ A’

0

5

50 m


57

V I S TA D I I N S I E M E


V I S TA G A L L E R I A


V I S TA T E R RA Z Z A


V I S TA T E R RA Z Z A


V I S TA A C C E S S O


V I S TA S U D - OV E S T


V I S TA CA M P O S P O RT I VO


V I S TA PA N O RA M I CA


V I S TA S PA Z I O E S T E R N O


CONCLUSIONI Riempire un vuoto non è facile, soprattutto se ha una storia radicata nel passato e se l’ecosistema si è abituato alla sua presenza. Molti sono stati i tentativi di recupero del “buco” della ex 167, ma, per ragioni economiche e sociali, è convenuto lasciarlo così com’è. I residenti del quartiere subiscono gli effetti della vegetazione selvaggia, che si traveste da parco urbano chiuso e inaccessibile. Quello che agli occhi di un forestiero sembra un folle che corre e fa sport attorno a un buco, ad un occhio più attento risulta l’espressione di una necessità in un contesto che offre un’ottima opportunità progettuale. L’intervento si propone come soluzione non solo per lo sport di quartiere, ma punta a coinvolgere l’intera città. Durante la fase di analisi, infatti, si è andati oltre i confini del quartiere stesso osservando gli sport e le influenze sportive di tutta Caserta. Il progetto, quindi, vuole collezionare e riproporre lo sport, unendo allo storico un briciolo di innovazione. Il percorso attraverso le gallerie aiuta ad avvicinarsi alla cultura sportiva, che è racchiusa nei due poli del progetto. L’architettura si propone, quindi, come un landmark, un primo passo di riabilitazione sia sportiva che sociale.

67


CREDITS


B I B L I O G RA F I A • Ernst Neufert, Enciclopedia pratica per progettare e costruire, Hoepli, Milano, 2013 • Angelica Di Virgilio, I Nuovi Spazi Pubblici, Hashette, Milano, 2014 • Simona Galateo, Gli Stadi e i Centri Sportivi, Hashette, Milano, 2014

S I TO G RA F I A ultimo accesso 3 dicembre 2017 • • • • • • • • • • •

http://www.sitiunesco.it/?p=92 http://www.wikipedia.it http://puntocriticoinfo.altervista.org/il-buco-della-167/ http://www.comune.caserta.it/ http://www.juvecaserta.it/juvecaserta/ http://www.tuttogiappone.eu/torii-la-porta-sacra/ http://www.tuttogiappone.eu/il-grande-tempio-di-fushimi-inari/ https://caserta-primadopo.geourba.it http://www.rivistaundici.com/2016/09/16/nervi-architettura-sport/ https://www.geoplast.it/it/prodotti/sport/gripper-outdoor https://www.livestrong.com/article/450235-the-effect-of-the-surfaceof-the-floor-in-basketball/ • http://www.pavimentibasket.com/pavimento-sportivo-bb.html • http://www.mantoflex.it/public/pdf/red_classic.pdf • http://www.illegnolamellare.it/Valori%20caratteristici.htm

69


R I N G RA Z I A M E N T I

70

Con questa tesi si conclude ufficialmente il mio percorso universitario: mi sembra dunque doveroso ringraziare tutti coloro che mi sono stati vicini in questi anni. Grazie anzitutto al Prof. Efisio Pitzalis, che mi ha seguita nella redazione di questo mio lavoro fornendomi sempre idee e spunti interessanti. Grazie ai miei genitori; a te mamma, per avermi supportata e sopportata sia nei momenti belli che in quelli più stressanti. Grazie a te papà, per avermi trasmesso la passione per il disegno, i miei giochi da piccola erano le tue planimetrie. Grazie ai miei amici e colleghi, tutti voi avete avuto un ruolo importante nel mio percorso. In particolare, a Federica e Antonella che mi hanno fatto capire che in fin dei conti sono brava. Non ringrazio, invece, Carmine; sei la più brutta persona che io abbia incontrato in questi cinque anni, e per questo meriti un posto importante nel mio fegato. Infine un ringraziamento speciale a Gabriele: non esistono parole per esprimere quanto io ti sia riconoscente per tutto quello che hai fatto e fai quotidianamente per me. Mi hai sostenuta come nessuno, sei il mio pilastro, la mia struttura portante. Io non sono particolarmente brava nei rapporti umani, ma con te ho fatto decisamente centro. “Andiamo?” Ringrazio, quindi, tutti coloro che hanno avuto anche un piccolo ruolo nella mia vita in questi sofferti cinque anni, ci vediamo alla prossima! …forse no.


Caserta - Recupero Area in Disuso | percorsi sportivi in vuoti pubblici  

Tesi di laurea in Architettura a Ciclo Unico

Caserta - Recupero Area in Disuso | percorsi sportivi in vuoti pubblici  

Tesi di laurea in Architettura a Ciclo Unico

Advertisement