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giovani e droghe

ANNO I / NUMERO #01

Una pubblicazione a cura del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In collaborazione con il Dipartimento delle Dipendenze - Azienda ULSS 20 di Verona.

Informazioni di prevenzione ed educazione sulle sostanze stupefacenti per giovani, insegnanti e genitori

droghe e cervello gli effetti delle droghe sul cervello


Contenuti

giovani e droghe ANNO I / NUMERO #01

Presentazione

Dipartimento Politiche Antidroga Presidenza del Consiglio dei Ministri

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In collaborazione con Dipartimento delle Dipendenze Azienda ULSS 20 - Verona Direttore scientifico _ Giovanni Serpelloni Traduzione e adattamento testi _ Annalisa Rossi

Quis autem vel eum iure reprehenderit, qui in ea voluptate velit esse, quam nihil molestiae consequatur, vel illum, qui dolorem eum fugiat, quo voluptas nulla pariatur? At vero eos et accusamus et iusto odio dignissimos ducimus, qui blanditiis praesentium voluptatum deleniti atque corrupti, quos dolores et quas molestias excepturi sint, obcaecati cupiditate non provident, similique sunt in culpa, qui officia deserunt mollitia animi, id est laborum et dolorum fuga. dott. Giovanni Serpelloni Capo Dipartimento Politiche Antidroga - Presidenza del Consiglio dei Ministri

Art & graphics _ Alessandra Gaioni Web site _ www.droganograzie.it

Indice Droghe e cervello

In copertina Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisici elit, sed eiusmod tempor incidunt ut labore et dolore magna aliqua.

Visita i nostri portali: www.politicheantidroga.it www.drugfreedu.org http://alcol.dronet.org www.drugsonstreet.it www.dpascientificcommunity.it

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giovani e droghe - ANNO I / NUMERO #01

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Introduzione Anatomia cerebrale

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Il sistema della gratificazione

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L’uso prolungato delle droghe modifica il cervello in modo profondo e duraturo

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Gli adolescenti: come prendono le decisioni

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La pressione dei pari

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Glossario

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Primo piano

www.droganews.it http://cocaina.dronet.org www.neuroscienzedipendenze.it www.drogaedu.it


cono segnali elettrici che possono essere misurati. Il neurone raccoglie le informazioni da diverse fonti, le integra, le trasforma, le cambia in segnali complessi e le distribuisce alle altre cellule. I modi con cui l’informazione viene rappresentata ed elaborata nel sistema nervoso sono determinati dall’interazione delle cellule nervose. Un neurone possiede un corpo cellulare definito dalla presenza del nucleo, estensioni del corpo cellulare chiamate dendriti che captano le informazioni in entrata, un’estensione singola detta assone che conduce il segnale nervoso fino alle estremità inferiori, le terminazioni assoniche, filamenti nervosi che conducono l’informazione fuori dal neurone e verso altre cellule. Il funzionamento cerebrale è possibile grazie ad una fitta rete di collegamenti neuronali e ad un delicato equilibrio elettrochimico.

Droghe e cervello Gli effetti delle droghe sul cervello Introduzione

Anatomia cerebrale

Il cervello: la sede dei pensieri, dei ricordi e delle emozioni.

A livello microscopico: le cellule nervose

Il cervello è composto da diverse parti, ognuna delle quali è responsabile di alcune attività fondamentali per la vita: •

il tronco encefalico: è la parte che collega il cervello con il midollo spinale. Controlla numerose funzioni vitali quali il battito cardiaco, il respiro, l’appetito e il sonno.

Se osserviamo una qualsiasi parte del cervello a livello microscopico possiamo individuare due classi principali di cellule: i neuroni e le cellule gliali. Altre cellule costituiscono i vasi sanguigni e il tessuto connettivo che ricopre il cervello. Le cellule gliali sono più numerose ma i neuroni sono più grandi e produ-

La maturazione cerebrale e le droghe Il cervello comincia la sua maturazione a partire dalla nascita e prosegue fino a 20-21 anni. Durante questo processo, le cellule cerebrali sono particolarmente sensibili e l’eventuale uso di sostanze può interferire con la maturazione cerebrale compromettendola. Ciò significa che il cervello di un individuo in piena maturazione, se sottoposto all’uso di droghe, non avrà uno sviluppo fisiologico normale perché i suoi sistemi neuropsicologici verranno alterati e compromessi, talvolta anche in modo permanente.

Toga Aet al., Mapping brain maturation. Trends Neurosci. 2006 Mar;29(3):148-59. Epub 2006.

Il cervello è l’organo più straordinario del corpo, dove si formano tutte le nostre conoscenze, le nostre emozioni, i nostri ricordi, il nostro pensiero, la nostra creatività e la nostra immaginazione. Queste qualità dipendono dall’architettura del cervello e dal modo in cui esso funziona. Il cervello è un organo ad alta precisione composto da più parti; per comprenderne la struttura dobbiamo considerare le sue componenti e l’ampia rete neurale che le connette.

A livello microscopico: le strutture cerebrali

Droghe e cervello

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il cervelletto: è collocato sopra al tronco encefalico. Presiede al movimento e al mantenimento dell’equilibrio e della postura.

il sistema limbico: è situato in cima al tronco encefalico e nascosto sotto la corteccia. E’ costituito da due strutture, l’ippocampo e l’amigdala, coinvolte in molte delle nostre emozioni e spinte, ad es. la paura, la collera, il comportamento sessuale, le sensazioni di piacere legate al cibo e al sesso. L’ippocampo ha un ruolo importante anche nella memoria.

il diencefalo: si trova anch’esso sotto gli emisferi cerebrali. Comprende: il talamo e l’ipotalamo. Il talamo smista tutti gli impulsi provenienti dagli organi sensoriali; l’ipotalamo è il centro di controllo delle funzioni del metabolismo quali la temperatura corporea, la fame, la sete, il sonno, la veglia, l’accumulo di grasso corporeo ecc.

la corteccia cerebrale: è divisa in emisfero destro e emisfero singiovani e droghe - ANNO I / NUMERO #01

istro, comprende circa due terzi della massa cerebrale ed è collocata sopra e intorno alla maggior parte delle strutture cerebrali. E’ la parte del cervello più sviluppata, la sede delle attività mentali “superiori”, il pensiero, il ragionamento e il ricordo e presiede anche alla visione, all’udito, al tatto, e all’olfatto.

Come comunicano le varie parti del cervello La comunicazione tra un neurone e l’altro avviene in specifici punti di contatto detti sinapsi, situate lungo i dendriti della cellula nervosa. Nei punti di contatto si crea uno spazio detto spazio sinaptico.

La comunicazione avviene attraverso il rilascio di molecole chimiche, i neurotrasmettitori, nello spazio sinaptico. Le molecole viaggiano lungo l’assone grazie ad un impulso nervoso e raggiungono le terminazioni dendritiche dove vengono rilasciate. Guardando ad un microscopio elettronico si possono vedere piccole sfere, chiamate vescicole sinaptiche, che raccolgono e rilasciano i neurotrasmettitori nello spazio sinaptico. I neurotrasmettitori sono in grado di produrre cambiamenti nella membrana della cellula con la quale vengono in contatto. Nel cervello sono stati identificati diversi tipi di neurotrasmettitori, con specifici recettori che ne riconoscono la tipologia. Il messaggio chimico viene infatti correttamente trasmesso solo se il neurotrasmettitore entra in contatto con il recettore in grado di legarsi ad esso. Il corpo della cellula nervosa produce gli enzimi per la sintesi della maggior parte dei neurotrasmettitori. Una volta che il messaggio è stato trasmesso, specifici trasportatori chimici riportano i neurotrasmettitori al neurone che lo ha prodotto in una sorta di “pulizia” dello spazio sinaptico. Questi processi sono necessari per mantenere il delicato equilibrio elettrochimico neuronale.


Principali neurotrasmettitori

Il sistema della gratificazione

Ci sono almeno 18 neurotrasmettitori principali, molti presenti in forme diverse. Gli amminoacidi glutammato e aspartato sono i principali neurotrasmettitori del Sistema Nervoso Centrale (SNC). Essi sono presenti nella corteccia cerebrale, nel cervelletto e nel midollo spinale. Tra i principali neurotrasmettitori dobbiamo inoltre ricordare l’acido gamma-aminobutirrico (GABA), la serotonina, l’acetilcolina, la dopamina, la noradrenalina.

Il piacere, che gli scienziati chiamano ricompensa o gratificazione, è una forza biologica molto potente per la nostra sopravvivenza. Lo sperimentiamo ogniqualvolta siamo dediti ad attività per noi piacevoli quali ad es. mangiare, stare insieme agli amici, ascoltare della buona musica, fare sesso, etc. e il nostro cervello è programmato in modo tale da indurci a provarlo nuovamente.

Il piacere

I neurotrasmettitori hanno un ruolo essenziale non solo nella conduzione degli stimoli dal centro alla periferia e viceversa, ma anche nella funzione di regolazione e di modulazione dell’attività globale del sistema nervoso centrale, comprese le attività intellettive superiori e quelle legate all’affettività e al tono dell’umore.

Forte riduzione del glutammato in chi fa uso di droghe L’immagine sotto mostra il cervello di un soggetto di 15 anni che fa uso di cannabis. L’area blu indica una forte riduzione del glutammato. Farmaci, droghe ed altre sostanze, infatti, possono interferire gravemente con il funzionamento dei neurotrasmettitori.

Cervello di un soggetto di 15 anni che fa uso di cannabis.

Il glutammato è un neurotrasmettitore con funzione eccitatoria, essenziale per il metabolismo cerebrale. Un’alterazione dei suoi livelli può essere molto critica. Tale modulatore è infatti fondamentale per l’apprendimento e per la memoria a breve e a lungo termine.

Il sistema della gratificazione Un gruppo importante di cellule nervose, contenenti dopamina, presenti nell’area tegmentale ventrale (VTA), sopra al tronco encefalico, rilasciano messaggi di piacere alle cellule nervose del cosiddetto nucleo accumbens, una struttura del sistema limbico. Altre fibre invece, raggiungono l’area della regione frontale della corteccia cerebrale. Il sistema di gratificazione comprende quindi: •

il tronco encefalico,

il sistema limbico,

la corteccia cerebrale frontale.

Tutte le droghe che creano dipendenza sono in grado di attivare il sistema di gratificazione del cervello. La dipendenza è un processo biologico patologico che va ad alterare il funzionamento del sistema di gratificazione, così come di altre parti del cervello. Per comprendere questo processo, è necessario esaminare gli effetti delle droghe sulla neurotrasmissione. Quasi tutte le droghe modificano il funzionamento del cervello agendo sulla neurotrasmissione chimica. Alcune sostanze, come l’eroina e l’LSD, mimano gli effetti di un neurotrasmettitore naturale. Altre, come il PCP, bloccano i recettori impedendo così il passaggio ai messaggi neuronali. Altre ancora, come la cocaina, interferiscono con le molecole che sono responsabili del trasporto dei neurotrasmettitori ai neuroni che li hanno rilasciati. Alcune droghe infine, come le metamfetamine, agiscono facendo rilasciare i neurotrasmettitori in quantità maggiori.

Droghe e cervello

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L’uso prolungato di droghe modifica il cervello in modo profondo e duraturo E’ come se nel cervello ci fosse una sorta di interruttore che, ad un certo punto, va in tilt. E’ in quel momento che avviene il passaggio dal consumo alla dipendenza.

Gli stimolanti Fanno parte di questa categoria le sostanze in grado di esercitare azione stimolante sul sistema nervoso centrale, alcune adoperate a scopi terapeutici (anfetamina, metilfenidato) ed altre prive di qualsiasi uso in medicina in Europa. La classe degli stimolanti od eccitanti è piuttosto vasta e include sostanze diverse fra loro per tipologia di effetti, accomunate dal fatto di aumentare le prestazioni psicofisiche ed alcune funzioni biologiche. Generalmente hanno effetti di vasocostrizione, tendono a produrre un innalzamento della pressione sanguigna, del polso e/o della respirazione, eventualmente anche delle capacità di attenzione, e/o della reattività emotiva o della percezione. Sono incluse in questo gruppo sostanze naturali come la caffeina. Questa, contenuta nel caffè e nel cioccolato, è un esempio di blando stimolante. In grandi quantità però, può produrre, al pari di qualsiasi stimolante, assuefazione psichica ed alterazioni fisiologiche, a lungo termine può indurre sindromi psicotiche o peggiorare quelle esistenti, e alterazioni del comportamento.

Oltre alla caffeina, ci sono stimolanti molto più potenti, alcuni dei quali molto pericolosi e per questo illegali. Tra questi: •

la cocaina: una sostanza che si estrae dalla foglia della coca, che si presenta come polvere bianca e cristallina e che si può usare per via orale, nasale, endovenosa e inalatoria.

le anfetamine e la metanfetamina: sostanze sintetiche che si presentano generalmente sotto forma di cristalli o polvere e che possono essere ingerite, sniffate e, meno comunemente, iniettate.

Hanno effetti eccitanti con una sensazione di immediata efficienza, vigilanza e sicurezza. Agli effetti piacevoli di breve durata segue però una sensazione di forte depressione e di disagio psichico.

In che modo esercitano i loro effetti sul cervello? Gli stimolanti vanno ad alterare il sistema di comunicazione a livello cerebrale. Questo avviene attraverso il rilascio di sostanze chimiche, i cosiddetti neurotrasmettitori, tra i neuroni, le cellule del cervello. Gli stimolanti agiscono in particolare su uno di questi neurotrasmettitori, la dopamina, la sostanza responsabile delle sensazioni di piacere e di benessere che proviamo; determinano un accumulo di questa sostanza a livello cerebrale. Il risultato è una intensa sensazione di piacere e di aumento dell’energia. Il loro uso tuttavia, compromette anche il funzionamento del sistema “dopaminergico” ossia quello deputato al rilascio della dopamina, e quindi in definitiva viene meno la capacità di provare piacere.

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giovani e droghe - ANNO I / NUMERO #01


Per cercare di compensare alla mancata sperimentazione di sensazioni piacevoli si ricorre a maggiori quantità della sostanza, fenomeno questo noto come “tolleranza”. Ciò porta inevitabilmente alla dipendenza, cioè la ricerca e l’uso costanti della sostanza nonostante gli effetti dannosi. Oltre alla dipendenza, altri effetti derivanti dall’uso continuo sono: ansia, attacchi di panico, paranoia, aggressività, allucinazioni e gravi problemi mentali.

Gli oppiacei Gli oppiacei, noti anche come narcotici, sono sostanze derivanti dall’oppio, un liquido bianco presente nella pianta del papavero. Esempi di oppiacei sono: l’eroina, la morfina e la codeina. Hanno un effetto sedativo sul sistema nervoso producendo una veloce e intensa sensazione di benessere e di riduzione dell’ansia e del dolore. L’uso continuato tuttavia, provoca una fortissima dipendenza con assuefazione (bisogno di incrementare sempre più le dosi per ottenere lo stesso effetto), sintomi di astinenza se si interrompe l’uso (sudorazione, forte agitazione, crampi, alterazione delle normali funzioni mentali, della capacità di giudizio e dei freni inbitori) e forte desiderio psicologico delle sostanze.

La cannabis La cannabis è una droga che si estrae dalla pianta della canapa. Contiene ben 400 sostanze chimiche di cui 60 sono cannabinoidi, composti con effetti psicoattivi. Il più potente di questi è il THC o tetraidrocannabinolo. Ha per lo più un effetto sedativo e rilassante, in alcune persone invece provoca euforia ed eccitazione. Al di là degli effetti percepiti come piacevoli dal soggetto, l’uso può provocare gravi conseguenze a livello cerebrale, in modo particolare durante l’adolescenza quando il cervello non ha ancora ultimato il suo sviluppo.

In che modo gli oppiacei esercitano il loro effetto sul cervello Gli oppiacei agiscono su numerose aree cerebrali: •

sul sistema limbico, l’area cerebrale deputata al controllo delle emozioni, producendo un aumento del piacere, del rilassamento e della soddisfazione;

sul tronco encefalico, che controlla gli automatismi respiratori, determinando un rallentamento della respirazione;

sul midollo spinale, che trasmette i segnali di dolore al corpo, bloccando le sensazioni dolorose.

Neuroni e droga L’uso prolungato di sostanze causa una riduzione dei neuroni e delle loro connessioni. Determina una perdita di peso cerebrale (la cosiddetta atrofia cerebrale) per un assottigliamento della sostanza grigia (riduzione dell’intelletto) e un ridotto volume della sostanza bianca (rallentamento della comunicazione neuronale). Si verifica quindi un precoce invecchiamento del cervello con sintomi simili alle demenze presenti nelle persone anziane (demenza d’Alzheimer), sindromi neurologiche, malattie cerebrovascolari e maggiore rischio di ischemie ed emorragie cerebrali.

Gli adolescenti che fanno uso della sostanza hanno un elevato rischio di sviluppare ansia, attacchi di panico, paranoia e depressione, di sperimentare pensieri suicidari e di sviluppare schizofrenia nel corso della vita. L’uso di cannabis determina deficit della funzionalità mentale, problemi di concentrazione, di memoria e di apprendimento, con conseguente riduzione delle capacità e del proprio rendimento scolastico e lavorativo. Induce un calo della motivazione verso le attività e gli impegni quotidiani della vita. La marijuana dà dipendenza. Droghe e cervello

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Se assunta prima di mettersi alla guida di un veicolo, può ridurre notevolmente i riflessi e la capacità di attenzione aumentando il rischio di essere coinvolti in incidenti stradali e di produrre danni anche ad altre persone. In che modo esplica i suoi effetti? La sostanza responsabile degli effetti psicoattivi della cannabis è il THC. Alcune aree cerebrali sono particolarmente ricche di recettori del THC. Il THC agisce infatti, su alcune cellule nervose cerebrali, i recettori dei cannabinodi, presenti in gran numero nell’ippocampo, l’area che regola la memoria a breve termine. Legandosi a questi, ne ostacola la comunicazione. Ne consegue un’indebolimento della memoria. Le altre due aree cerebrali che il THC va a compromettere sono: la corteccia prefrontale, l’area responsabile delle percezione, della concentrazione e della capacità di giudizio e il sistema limbico, l’area che governa le emozioni. Ne conseguono: un’alterata percezione del tempo e dello spazio, deficit di attenzione (anche disorientamento e allucinazioni con forti dosaggi), riso incontrollato e paranoia.

un grave stato di perdita della facoltà di giudizio che porta a sottovalutare le situazioni di pericolo e di rischio per la propria e l’altrui incolumità. Gli effetti variano a seconda del tipo di sostanza utilizzata e della risposta individuale. L’uso di LSD può provocare forti attacchi di panico e danni psicologici permanenti irreversibili. L’uso di ketamina può compromettere in modo permanente le funzioni cerebrali, in particolare la capacità di giudizio, di attenzione e di memoria. In caso di particolare vulnerabilità incrementa lo sviluppo di gravi patologie mentali quali ad es. psicosi acute e schizofrenia. L’uso di PCP ha effetti molto imprevedibili. In alcuni soggetti provoca allucinazioni e forte aggressività, in altri intontimento e passività. Può dare anche dipendenza.

Gli steroidi anabolizzanti Gli steroidi anabolizzanti possono essere utilizzati in modo legittimo, dietro prescrizione medica, per il trattamento di alcuni tipi di anemia o squilibrio ormonale. Vengono tuttavia assunti anche dagli atleti (per lo più nel sollevamento pesi e nella corsa a lunga distanza) non per uso medico ma per accrescere il loro rendimento.

Gli inalanti Gli allucinogeni Gli allucinogeni, come suggerisce la parola stessa, causano allucinazioni, ossia esperienze immaginarie che sembrano reali, i cosiddetti “trips” o viaggi. I più noti sono: l’LSD, la ketamina e il PCP (la fenciclidina). Gli allucinogeni hanno potenti effetti sul cervello. Interferiscono con le normali funzioni cerebrali andando a compromettere la comunicazione tra le cellule nervose. Ne deriva un’alterazione dei cinque sensi con una distorta percezione del tempo e dello spazio e quindi

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morte in alcune parti del cervello. Ciò può avvenire nella corteccia frontale, la parte del cervello deputata alla soluzione di problemi complessi e alla pianificazione, determinando cambiamenti della personalità, indebolimento della memoria, problemi di apprendimento, oppure nel cervelletto, l’area deputata al controllo dell’equilibrio e al coordinamento motorio, provocando rallentamento motorio e movimenti maldestri.

Gli inalanti sono sostanze volatili che producono vapori chimici che, se inalati, inducono un effetto psicoattivo o uno stato di alterazione mentale. Comprendono un’ampia gamma di prodotti utilizzati comunemente nella vita quotidiana tra cui: vernici, colle, deodoranti, lacche per capelli, diluenti, fluidi per accendini ecc. Come agiscono sul cervello L’uso di inalanti è estremamente dannoso per il cervello. Molti prodotti sembrerebbero sciogliere la membrana mielinica protettiva che riveste i neuroni, le cellule nervose, determinandone la

Come hanno dimostrato molti studi, quest’ultimo tipo di utilizzo può avere però, nel lungo termine, gravi conseguenze sulla salute. Questo è il motivo per cui, al di fuori della prescrizione medica, l’uso è illegale. Come agiscono sul cervello L’uso di steroidi anabolizzanti nel lungo termine può influenzare lo sviluppo dei circuiti cerebrali. Gli effetti dipendono dall’età di assunzione. In alcuni casi sono permanenti. Durante gli anni dell’adolescenza l’uso di steroidi influisce sulla produzione di serotonina, una sostanza chimica cerebrale responsabile delle sensazioni di benessere, riducendola. Ciò può determinare un comportamento aggressivo e depressione in età adulta. Nel sesso femminile l’assunzione di ster-


Gli adolescenti:

come prendono le decisioni Cosa dicono le neuroscienze Ti capita mai di agire prima di pensare? Ti sei mai chiesto perché? Temi che questo possa crearti problemi? Se hai risposto positivamente ad una di queste domande, queste informazioni che seguono fanno il caso tuo. Pensa a questa situazione: hai il dito puntato sul tasto “invio”, gli occhi puntati su una e-mail rabbiosa che hai buttato giù per un amico che ti ha irritato. Alcune cose che hai scritto sono un po’ forti. Nel tuo cervello si accende una luce rossa, sei furioso, il tuo amico la merita. Premi il tasto. Che tu lo sappia o no, questo genere di reazioni frettolose sono più frequenti negli adolescenti che negli adulti. Recenti scoperte sul cervello potrebbero fornire una possibile spiegazione. Innanzitutto, un accenno a come il cervello arriva a prendere le decisioni. Le decisioni non avvengono automaticamente a livello conscio ma passano attraverso una serie di processi cerebrali che avvengono quasi contemporaneamente. Le varie strutture cerebrali ricevono e analizzano le informazioni e comunicano tra loro attraverso impulsi elettrochimici e messaggi chimici. Alla fine è l’intero circuito decisionale, costituito dalle varie strutture, che fornisce un unico feedback, che è in definitiva la nostra decisione. Questo sistema è sostanzialmente uguale negli adolescenti e negli adulti. L’adolescente tuttavia, non avendo ancora raggiunto la maturazione cerebrale, ha delle modalità diverse di assemblare le informazioni durante il processo decisionale che lo predispongono maggiormente a prendere decisioni avventate delle quali potrebbe poi pentirsi.

Il cervello dell’adolescente è ancora in via di sviluppo

frontale, non ancora matura, il che spiega la sua maggiore inclinazione, rispetto all’adulto, a fare delle scelte emotive, spesso affrettate, piuttosto che logiche. Tra queste è incluso l’uso di sostanze, alcol e tabacco, che comporta serie conseguenze per la salute. All’interno del cervello la comunicazione tra le sue varie parti avviene attraverso una rete di cellule nervose, i neuroni, i quali sono dotati di ampie ramificazioni, i dendriti e gli assoni. E’ lungo questa fittissima rete nervosa che corrono gli impulsi provenienti dall’esterno. La comunicazione tra un neurone e l’altro avviene in specifici punti di contatto detti sinapsi, attraverso trasmettitori chimici, i neurotrasmettitori. Durante tutta l’infanzia e l’adolescenza il cervello è impegnato in due processi importanti che sono finalizzati ad accrescere la sua efficienza: •

la mielinizzazione: gli assoni si avvolgono in una sostanza grassa, una guaina mielinica. Ciò aumenta fino a 100 volte la velocità di trasmissione delle informazioni;

lo sfoltimento sinaptico: le sinapsi non utilizzate vengono rimosse. Ciò permette al cervello di ridirigere preziose risorse verso sinapsi più attive e fa sì che venga plasmato in risposta all’esperienza e alle attività a cui è dedito.

Gli adolescenti quindi, attraverso le loro scelte e i loro comportamenti, hanno la capacità potenziale di influenzare il loro sviluppo cerebrale, rafforzando alcuni circuiti ed eliminandone altri. Le attività a cui essi si dedicano sono pertanto fondamentali per determinare il suo sviluppo.

Non molto tempo fa, si pensava che il cervello umano fosse pienamente maturo prima dell’adolescenza. Oggi invece, grazie alla ricerca sappiamo che raggiunge le sue dimensioni massime tra i 12 e i 14 anni (a seconda che si tratti di una ragazza o di un ragazzo), ma che il suo sviluppo, a questa età, è ben lungi dall’essere completo. La completa maturazione infatti, non avviene prima dei 20 anni.

Fermati un attimo prima di agire!

E’ intorno ai 20 anni che matura la corteccia prefrontale, un’area cerebrale situata dietro la fronte, molto importante perché deputata al controllo degli istinti, alla pianificazione, alla valutazione dei rischi e alla gratificazione. Il sistema limbico invece, un’altra area cerebrale, che è il centro emozionale, si sviluppa più precocemente. Nell’adolescente si ha quindi una prevalenza del sistema limbico su quello della corteccia pre-

di valutare le potenziali conseguenze negative per se stessi e per gli altri

di determinare se stai agendo di tua volontà o se stai subendo la pressione di altre persone

di raccogliere eventuali informazioni o consigli che ti possono essere utili.

Comprendere il funzionamento del cervello può aiutarci a capire il nostro comportamento e ad attrezzarci meglio per fare scelte più intelligenti. Prima di prendere qualunque decisione, fermati un attimo. Questo ti permette infatti:

Droghe e cervello

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La nicotina determina cambiamenti sia strutturali che chimici al cervello dell’adolescente in via di sviluppo, tra cui un elevato rischio di dipendenza verso altre sostanze e persino malattie mentali. Una volta sviluppata tolleranza per la nicotina, si possono avere sintomi di astinenza particolarmente sgradevoli quali: nausea, mal di testa, insonnia ed elevati livelli di stress, che poi si affievoliscono con il tempo.

L’alcol L’alcol, se abusato, può diventare una vera e propria droga in grado di modificare il funzionamento del cervello e quindi la percezione della realtà. Se assunto per lungo tempo induce dipendenza. L’uso è sconsigliabile a tutti, ma risulta particolarmente nocivo per particolari fasce di popolazione, come le donne in gravidanza, coloro che soffrono di una patologia cronica e i ragazzi prima dei 18 anni. In questi ultimi compromette lo sviluppo fisico ma soprattutto quello cerebrale.

oidi può causare un abbassamento del livello di estrogeni e progesterone con conseguente ansia e depressione.

La nicotina La nicotina è una delle principali componenti del tabacco ed è in grado di provocare una forte dipendenza. Una volta inalata attraverso la sigaretta, viene assorbita nel flusso sanguigno e raggiunge il cervello in pochi secondi. Se una persona continua a fumare, il suo cervello sviluppa tolleranza e successivamente forte dipendenza, così come accade per altre sostanze quali la cocaina e l’eroina. Come agisce sul cervello? La nicotina aumenta temporaneamente i livelli cerebrali di dopamina, un neurotrasmettitore che produce sensazioni di piacere e di eccitazione. Ciò fa sì che il fumatore si affidi alle sigarette per mantenere questa sensazione di piacere. La nicotina fa produrre al cervello più endorfine, sostanze che alleviano il dolore sia fisico che emotivo. Ciò fa sì che il fumatore avverta una diminuzione dello stress, aumentando in questo modo la sua dipendenza da questa sostanza. La nicotina stimola anche il rilascio di acetilcolina, un neurotrasmettitore cerebrale che, regolando i livelli di energia dell’organismo, elargisce al fumatore una sensazione di maggiore energia. 10

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Durante l’adolescenza infatti, il cervello è sottoposto a numerosi cambiamenti. I lobi frontali e la corteccia pre-frontale, che sono alla base del pensiero razionale, del ragionamento, della capacità di prendere decisioni e di controllare gli impulsi, sono ancora in via di sviluppo. L’uso di alcol andrebbe a provocare gravi danni a breve e a lungo termine proprio in queste aree ancora in corso di definizione, che si manifestano con depressione, problemi comportamentali e disturbi di personalità. Le altre aree cerebrali che risultano particolarmente vulnerabili agli effetti dell’alcol, oltre ai lobi e alla corteccia prefrontale, sono: •

il cervelletto , che controlla l’equilibrio e il movimento;

l’ippocampo, che gioca un ruolo importante nella memoria e nell’apprendimento.

L’assunzione di alcol in forti quantità in giovane età potrebbe determinare in particolare, una riduzione del volume dell’ippocampo, con conseguenti deficit di memoria, incapacità di apprendimento e difficoltà verbali.


La pressione dei pari La sua influenza sull’uso di sostanze negli adolescenti.

Anche se può sembrare difficile, abbiamo comunque il potere di opporre resistenza alle influenze negative che ci possono danneggiare.

Come fare a resistere Di fronte all’influenza negativa di chi, ad esempio, spinge all’uso di sostanze:

Che cos’è? Anche a te, probabilmente, sarà capitato di sperimentare quella che viene definita comunemente “pressione” o “influenza” dei pari, una sensazione che induce ad adottare determinati comportamenti o atteggiamenti con il solo scopo di essere accettati all’interno di un gruppo di coetanei. Tutti subiamo l’influenza sia positiva che negativa dei nostri pari, a qualsiasi età. Tuttavia, durante l’adolescenza, a causa della grande quantità di tempo trascorso con loro in attività scolastiche ed extrascolastiche, questa influenza assume un ruolo preponderante nella vita di un adolescente.

Può anche essere positiva L’influenza esercitata dai nostri pari può essere estremamente positiva. Molte volte, infatti, dal nostro gruppo di appartenenza potremmo essere stimolati a studiare, a fare sport, ad intraprendere nuovi interessi culturali e sociali. In questo senso, l’influenza dei pari può essere molto favorevole e costruttiva.

siddetto di “sfoltimento sinaptico” per lasciare il posto a nuove connessioni più attive. Ciò significa che, attraverso le nostre scelte e i nostri comportamenti, siamo in grado di modificare il nostro cervello, incrementando, attivando e mantenendo attivi i nostri circuiti cerebrali.

Quando la pressione dei pari è negativa Accade spesso tuttavia, che i nostri pari esercitino su di noi anche un forte influsso negativo, una vera e propria pressione, ad esempio nel caso in cui ci esortino all’uso di sostanze stupefacenti e ad intraprendere azioni rischiose per la nostra incolumità e quella degli altri.

Esprimi un “no” chiaro e forte all’uso di droghe, con assertività e senza alcuna esitazione.

Fai rispettare la tua scelta con forza e carattere, come frutto di una scelta intelligente, e non permettere che ti vengano imposti comportamenti in contrasto con i tuoi valori.

Non è necessario che tu fornisca una giustificazione alla tua decisione di non assumere sostanze, sia che essa sia dovuta ad una personale convinzione, sia che semplicemente tu non ne abbia voglia. E’ un affare tuo, una scelta squisitamente personale.

Considera che chi ti spinge all’uso è alla ricerca della tua approvazione e consenso per il suo comportamento, e sta esercitando, in un certo qual modo, una sorta di intimidazione volontaria.

Punta ad avere una buona autostima, focalizzati più sull’opinione che hai tu di te stesso piuttosto che cercare di plasmare l’impressione degli altri nei tuoi confronti.

Se avverti che ti è difficile essere te stesso all’interno del gruppo, fai un passo indietro e pensa all’eventualità di cambiarlo.

Raccogli più informazioni possibili sugli effetti e sui rischi delle droghe. Questo ti può aiutare ad accrescere la confidenza nel prendere decisioni sensate e a resistere a qualunque tipo di pressione.

Tutte le nuove attività e discipline che intraprendiamo, trascinati dai nostri pari, non rappresentano soltanto sfide stimolanti, ma sono di fondamentale importanza perché consentono di plasmare lo sviluppo del nostro cervello, costruendo dei nuovi circuiti cerebrali positivi. Durante l’adolescenza, infatti, le connessioni neurali poco utilizzate vengono rimosse attraverso un processo coDroghe e cervello

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Cosa dice la ricerca Due sono le caratteristiche principali che sembrano distinguere gli adolescenti dagli adulti nel prendere le loro decisioni. Gli adolescenti sono più interessati alle gratificazioni immediate che possono derivare da una potenziale scelta piuttosto che ai possibili rischi. Secondariamente, essi stanno imparando a controllare i loro impulsi, a resistere alla pressione dei pari, capacità queste che si sviluppano solo con il tempo. Sembra che gli adolescenti siano molto veloci ed accurati nel decidere quando si trovano per conto proprio ed hanno tutto il tempo necessario per pensare. Quando invece, devono decidere per insieme ad altri o in particolari contesti sociali, le loro decisioni vengono spesso influenzate da fattori esterni, in particolare dai propri pari. Nell’ambito di uno studio supportato dal National Institute on Drug Abuse, alcuni adolescenti sono stati sottoposti ad un esperimento. Attraverso un videogame è stato chiesto loro di simulare la guida di un autoveicolo prima da soli e, in seguito, in presenza di amici. Ciò che è emerso è che il livello di rischio corso alla guida in presenza di amici risultava più che duplicato rispetto alla guida da soli. Ciò indica che per gli adolescenti è più difficile controllare i comportamenti impulsivi o rischiosi in presenza di pari o in situazioni cariche di emozioni.

Glossario Corredo genetico:

insieme dei geni contenuti nel DNA di ciascun essere vivente su cui sono codificate le informazioni relative al suo sviluppo, che verranno poi trasmesse alla prole.

diagnostica in grado di evidenziare, attraverso immagini, l’attività cerebrale di individui che hanno assunto sostanze stupefacenti.

Neurotrasmettitore:

sostanza chimica liberata dai neuroni che permette la trasmissione degli impulsi nervosi e quindi la comunicazione tra di essi.

cia, costituita da ippocampo e amigdala, strutture coinvolte in molte delle nostre emozioni, ad es. la paura, la collera, il comportamento sessuale.

fMRI (Risonanza magnetica funzionale):

Corteccia prefrontale:

esame radiologico che permette di diagnosticare, attraverso la produzione di immagini, eventuali alterazioni della struttura cerebrale determinate per es. dall’uso di sostanze.

PET

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(o tomografia ad emissione di positroni): tecnica

giovani e droghe - ANNO I / NUMERO #01

Sistema limbico: area cerebrale situata sotto la cortec-

l’area cerebrale maggiormente sviluppata, la sede delle attività mentali “superiori”, il pensiero, il ragionamento e il ricordo. Presiede anche la visione, l’udito, il tatto, e l’olfatto. Comprende circa due terzi della massa cerebrale ed è collocata sopra e intorno alla maggior parte delle strutture cerebrali.


primo piano Portali nazionali istituzionali sulle droghe

www.politicheantidroga.it

www.droganews.it

www.dronet.org

Sito istituzionale del Dipartimento Politiche Antidroga ove si riportano: organismi operanti nel settore, informazioni su sostanze d’abuso e normativa vigente, progetti in corso.

Testata giornalista scientifica del Dipartimento Politiche Antidroga, quotidianamente aggiornata sulle più recenti scoperte scientifiche legate al mondo della dipendenza.

Fornisce informazioni sulle sostanze stupefacenti, i servizi di cura e trattamento, gli eventi sul tema. Riporta notizie, informazioni scientifiche e link verso siti specifici del settore tossicodipendenze.

www.droganograzie.it

www.allertadroga.it

http://ang.dronet.org

http://alcol.dronet.org

Il sito vuole essere un punto di riferimento per gli adolescenti alla ricerca di informazioni chiare relative alle droghe, legali o illegali, con particolare attenzione ad alcol, ecstasy e cannabis.

Portale nazionale dedicato al Sistema di Allerta Precoce, finalizzato al rilevamento precoce di fenomeni droga-correlati relativi alla comparsa di nuove droghe e di nuove modalità di consumo.

Sito dedicato a risultati e sviluppi degli studi delle strutture cerebrali coinvolte nel fenomeno della dipendenza, attraverso nuove tecnologie, come ad esempio il neuroimaging.

Sito di riferimento nazionale per i problemi alcolcorrelati. Rappresenta una risorsa informativa chiara, aggiornata e completa per le questioni più frequenti inerenti all’abuso di alcol.

http://cocaina.dronet.org

www.dreamonshow.it

www.drugsonstreet.it

Area ad alto contenuto scientifico in cui si affronta il tema del consumo di cocaina, i suoi effetti sull’organismo, i trattamenti possibili, le sperimentazioni in atto.

Il sito rappresenta una finestra sul mondo delle attività realizzate nell’ambito del progetto Dream On, creato per offrire ai giovani sane alternative all’uso di sostanze stupefacenti.

Sito nazionale dedicato alle attività di prevenzione degli incidenti stradali causati da guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

www.drugfreedu.org

Portale informativo dedicato alle scuole. Offre innovativi strumenti di prevenzione contro l’uso di droghe e alcol, dedicati ad insegnanti, genitori e giovani, da usare in classe, in famiglia, in rete.

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giovani e droghe

Un’idea del

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Dipartimento Politiche Antidroga Presidenza del Consiglio dei Ministri Via Po, 16/a | 00198 - Roma tel. seg. +39 06 67796350 fax +39 06 67796843

www.politicheantidroga.it www.drugfreedu.org http://alcol.dronet.org www.drugsonstreet.it www.dpascientificcommunity.it

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