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Il lungo viaggio della Litoranea, da Torre Astura al Promontorio del Circeo

ali del parco

Tra le

Storia e natura nei quaranta chilometri che costeggiano antichissimi abitati e le campagne lacustri

di ALESSIA FRATINI


L

’originale struttura viaria del territorio pontino è caratterizzata da una serie di strade trasversali rispetto al mare, le Migliare, solcate da tre importanti arterie longitudinali: Appia, SS148/Pontina e Litoranea. Tra le tre, è sicuramente percorrendo la Strada Litoranea che si può godere il paesaggio migliore, anche per via del minor traffico (che però aumenta in estate) e del passaggio attraverso il Parco Nazionale del Circeo. Viaggiando da Latina verso il promontorio del Circeo, prima i monti Lepini, poi gli Ausoni, fanno da panorama sulla sinistra, mentre a destra campi coltivati e i quattro laghi costieri col mare all’orizzonte. Percorrere i circa 40 chilometri di Litoranea è come un viaggio nel tempo, si vede scorrere la storia del territorio pontino. Dalla selva originaria nel Parco, con i pantani e i laghi, passando per i borghi costruiti durante

la bonifica, tra canali e campagna, si attraversano luoghi abitati fin dalla preistoria, resti d’epoca romana e dei villaggi ottocenteschi, insieme a residence e lottizzazioni sorti a ridosso della strada in tempi recenti. La retorica della bonifica racconta di una strada costruita praticamente nel nulla. In realtà sono state collegate – non senza difficoltà - località già note, alcune tenute dei Caetani, sostituendo poi i vecchi toponimi, che testimoniavano la presenza d’insediamenti precedenti alla bonifica, con i nomi dei luoghi simbolo della I Guerra Mondiale. Iniziamo l’itinerario lungo la direttrice viaria nota col nome di Litoranea, partendo dal confine tra i comuni di Latina e Nettuno, nei pressi del Poligono Militare e Torre Astura. La SP 42 costeggiando la recinzione dell’ex-centrale nucleare arriva a Borgo Sabotino, già Passo dei Genovesi, dove si trova il Procoio, l’edificio ottocentesco che oggi ospita l’Anti-


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10 11 12 13 quarium comunale (con reperti archeologici rinvenuti durante i lavori di bonifica). L’area compresa tra Borgo Sabotino, Borgo Grappa e il mare, sarà oggetto d’interventi previsti dal progetto Marina PLUS, con la realizzazione di percorsi ciclopedonali (sul Lungomare e le vie d’accesso alla spiaggia: via Foceverde, via Casilina, via del Lido e via del Mare), che porteranno benefici anche alla Litoranea, pur essendo solo parzialmente interessata dai lavori. Dalla rotonda, che collega Foceverde a Borgo Piave, si continua lungo la SP 50, passando l’incrocio con via Casilina, e si procede sotto l’ombra intermittente dei pini fino a via del Lido, dove si comincia a intravedere il lago di Fogliano. A destra, infatti, inizia il Parco Nazionale del Circeo che si mostra in tutta la sua bellezza dopo solo un paio di chilometri. Ar-

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rivati ai Pantani di Cicerchia si può godere di un suggestivo panorama, tipicamente pontino: canneti, canali, campagna inondata con le bufale che pascolano tra una moltitudine di uccelli diversi; all’orizzonte le acque del lago e del mare separate dal profilo scuro delle dune. Dall’altro lato, ancora canali e campi lavorati con filari di vitigni che salgono sul piccolo colle. Poco dopo l’accesso dei Pantani di Cicerchia, che permette di raggiungere i sentieri lungo il lago, all’incrocio con via Isonzo, si trova l’entrata principale al Borgo di Villa Fogliano. L’area, d’importante valenza naturalistica, ha restituito testimonianze della presenza umana fin dalla preistoria, di epoca romana e medievale; risalgono, però, alla fine dell’Ottocento la maggior parte degli edifici e l’impostazione del parco, per opera della famiglia Caetani.

LITORANEA PONTINA SP 42 Alta (5 Km) SP 50 B. Sabotino - Fogliano (9 Km) SP 46 Litoranea (24 Km)

1 - Poligono Nettuno (Torre Astura) 2 - Centrale Nucleare 3 - Borgo Sabotino 4 - Pantani Cicerchia 5 - Fogliano, Lago e Borgo 6 - Borgo Grappa 7 - Rio Martino 8 - Bella Farnia 9 - Bosco Cerasella - Parco Nazionale

Circeo 10 - Sabaudia 11 - Molella 12 - Fonte di Locullo 13 - Mezzomonte, Circeo


Qui ha inizio la Strada Provinciale Litoranea (SP46), che prosegue verso Borgo Grappa. Passato l’autovelox s’incontra prima l’incrocio con via Zì Maria, la strada dedicata a una pioniera della bonifica, poi la rotonda che da accesso all’ultimo tratto del litorale di Latina, verso il portocanale Rio Martino. La successiva rotatoria collega Litoranea e Migliara 45, verso la SS148 fino all’Appia. Il piccolo borgo è al confine del comune di Latina, attraversato il ponte su Rio Martino, imponente e antico canale, si entra nel territorio comunale di Sabaudia. Il monotono susseguirsi dei pini, campi coltivati, serre e alberi nei giardini, dopo l’incrocio con la Strada Bella Farnia, è stato stravolto pochi mesi fa da una tromba d’aria che ha lasciato un paesaggio desolato per centinaia di metri. Il tratto compreso tra Borgo Grappa e via della Lavorazione è il percorso percorribile in auto più vicino alla costa, da quando è crollata la Strada Lungomare tra Rio Martino e la Bufalara. A seguire il piccolo centro di Bella Farnia, all’incrocio con la Migliara 47 che prosegue verso Pontinia e i Lepini. È lo stesso toponimo - farnia è un tipo di quercia – a introdurre il cambio del paesaggio che si presenta oltre. Passati i residence turistici e l’incrocio con la strada del Diversivo Nocchia, diminuiscono i pini, le valli si fanno più profonde i canali diventano meno regolari, ci avviciniamo alla Selva di Circe. Oltre la Migliara 49, infatti, ha inizio il bosco risparmiato dalle opere di bonifica integrale, l’unico superstite di quella che fu la grande Selva di Terracina. L’intricata foresta e lo scuro sottobosco accompagnano i viaggiatori che percorrono la Litoranea per un totale di 10 chilometri prima su un lato e poi sull’altro. Unico esempio di foresta di pianura rimasto in Italia, l’area ha molti sentieri e aree pic-nic, nel caso si volesse fare una piacevole sosta immergendosi nell’ambiente che dominava questo territorio prima della bonifica, tra grandi alberi, piscine e lestre. Si attraversano quindi le località Sacramento e Sant’Andrea, con le omonime strade che conducono a

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Il comprensorio offre punti di interesse naturalistico e storico che sono un valido richiamo turistico da supportare con attività integrate

mare, e poi l’incrocio con la Migliara 53, che tagliando il bosco congiunge Sabaudia a Fossanova. Dalla Litoranea si scorge il profilo della “città razionalista” caratterizzato dalle due bianche torri (Comune e Chiesa) e, purtroppo, le palazzine che sono ormai arrivate a lambire la strada e i confini del vicino bosco, fagocitando i terreni che furono un tempo destinati all’agricoltura. Passata la Migliara 54, sulla sinistra si scorgono

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i monti Ausoni all’orizzonte, mentre la sagoma del Circeo appare sempre più imponente dinanzi, tutt’intorno, piccole abitazioni e terra rossa, sabbiosa, ordinatamente coltivata. Le frazioni che si susseguono sono piccoli borghi che vivono di agricoltura, come dimostrano i lenti trattori e i tanti lavoratori indiani che s’incontrano in bici lungo le strade del territorio, e di turismo… o almeno ci provano. Nonostante la vicinanza al

mare e i tanti punti d’interesse il Parco Nazionale offre in zona, infatti, le attività turistiche potrebbero essere supportate meglio, magari con interventi pubblici tesi a migliorare l’intero comprensorio e non solo le zone a ridosso del litorale. Tra la Migliara 56, ultimo accesso per il mare prima del Circeo, e la Migliara 58 (verso Terracina), sulla destra continua il bosco, con agevoli sentieri che portano alle sponde del Lago di Paola, dove si trova anche il Centro Visitatori del Parco; a sinistra, la frazione chiamata Quattro Stagioni. A seguire si passa la località Molella, con la graziosa chiesetta in pietra e l’antica sughereta, ultima superstite dell’originaria selva (insieme a quella di Selva Piana). Pericolosi dossi, piste ciclabili a intermittenza e siti archeologici poco valorizzati – se non abbandonati – caratterizzano, purtroppo, l’ambiente che la Litoranea attraversa. Prima di arrivare a Mezzomonte, ultima tappa del viaggio lungo questa suggestiva arteria pontina, s’incontra la cosiddetta Fonte di Locullo, una grotta artificiale d’epoca romana che conteneva una sorgente d’acqua, ormai in stato d’abbandono. Al termine della Strada Litoranea, ai piedi del monte Circeo si può raggiungere il litorale di Sabaudia, oltrepassando il canale romano di Torre Paola, oppure dirigersi verso il mare di San Felice Circeo. La strada partita da Torre Astura finisce sotto al promontorio del Circeo, attraversando ambienti di rara bellezza. Tra le vie che solcano il territorio pontino, è la Litoranea che più di tutte potrebbe essere valorizzata come ossatura portante di un turismo ecosostenibile, data anche la vicinanza alla costa e ai piccoli centri abitati (sono circa dieci le vie che incrociandola portano sul lungomare). Una pista ciclabile collegata ai vari tronconi già presenti, oltre a rendere più sicura la strada, porterebbe anche benefici economici. Le peculiari caratteristiche del territorio dovrebbero essere valorizzate e messe al servizio di uno sviluppo previdente, in grado di migliorare i luoghi in cui viviamo. Le opportunità ci sono, speriamo non manchi la volontà.


LA STORIA – Dall’epoca preromana all’impronta dei Caetani

Lunga e diritta correva la strada Il progetto di bonifica del 1929 prevedeva una lunga strada, chiamata Litoranea, che avrebbe collegato, con una serie di rettifili, la località Passo dei Genovesi, nei pressi di Foceverde, con il promontorio del Circeo, attraverso la Selva di Terracina, a ridosso dei pantani e dei laghi litoranei. Il lavoro iniziò dalle due estremità della strada e i due tronchi furono uniti nel 1931 nei pressi di Sabaudia. Partendo da nord, il primo villaggio operaio di bonifica che lavorò alla costruzione della Litoranea sorse in una località nota da secoli come Passo dei Genovesi (anticamente attraccavano nei pressi di Foceverde per rifornirsi di legname d’alto fusto), in seguito rinominata Borgo Sabotino. Nel 1929 iniziò la costruzione del villaggio, che era una base di appoggio per i lavori da eseguire nella zona, tra cui la realizzazione del primo tratto della Litoranea. Si decise di collocare il borgo di servizio sulla strada appena realizzata adeguando la preesistente carrareccia che, collegando Cisterna a Foceverde, passava per Passo Barabino (Borgo Piave). Quando arrivò il binario della ferrovia per il rifornimento dei materiali da costruzione, erano già presenti alcuni vecchi casali e il Procoio fatti costruire dal duca Caetani. Il percorso della nuova Strada Litoranea, con filari di pini marittimi su entrambi i lati, incrociava un altro stradello costruito dai Caetani, in località Segheria di Fogliano. La strada dei Pescatori partiva dal Quadrato (nucleo originario di Latina) e arrivava al Borgo di Villa Fogliano, una delle riserve di caccia preferite dai nobili proprietari, seguendo grossomodo il tragitto di via Isonzo. Da qui la Litoranea raggiungeva un’altra tenuta dei Caetani chiamata Casal dei Pini (oggi Borgo Grappa), località, ricca di testimonianze di epoca romana, che prima ancora era conosciuta come Porcareccia di San Donato. Pare che fu la duchessa Ada Caetani a imporre il nuovo nome al

Un’immagine della Litoranea in costruzione

casale (alloggio per i guardiani del bestiame), ordinando di mettere a dimora quattro alberi di pino intorno al vecchio edificio, ma il toponimo cambiò nuovamente nel 1933, diventando Borgo Grappa. L’antica località nota allora come Casal dei Pini (risale al 1931 il prolungamento della via settecentesca Migliara 45) prese il nome della nuova Azienda Agraria Pontina del Grappa, i cui fabbricati erano stati costruiti dall’O.N.C. solo nel 1932, intorno all’incrocio tra la Litoranea e la Strada Zì Maria. Fu molto laborioso aprire il tracciato della Strada Litoranea nel rettifilo, di oltre tre chilometri, che da Fogliano giungeva a Casal dei Pini, in prossimità del Rio Martino. All’inizio del

‘900 bisognava percorrere prima la carraia che rasentava il parco della villa, poi serpeggiare per evitare la fitta boscaglia della Vozza a sinistra e i terreni acquitrinosi a destra. Questo tratto di Litoranea attraversava la Macchia della Vozza che, essendo ricoperta da bosco ceduo, sembrava pianeggiante mentre in realtà presentava avvallamenti, con insidiose piscine e acquitrini. Per eseguire il tracciato si procedette per tentativi e facendo uso di fumate: bruciando della legna alla Segheria di Fogliano e, osservando da Rio Martino, per indirizzare gli operai disboscatori su un tragitto approssimativamente rettilineo. Fu così aperto lo sfilo (un varco nella macchia)

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e delineato l’esatto tracciato della strada; successivamente al rilievo altimetrico, si costruirono i piani rialzati in terra. I dicioccatori attraversarono il bosco utilizzando scuri, fiamme e anche esplosivi per liberare il suolo dal groviglio di tenaci radici che sorreggevano le enormi querce. Inoltre, sul terreno giacevano ancora gli alberi di alto fusto abbattuti durante la I Guerra Mondiale e poi non più utilizzati: con la fine del conflitto il prezzo del legname era sceso così i tronchi furono abbandonati sul luogo e lasciati imputridire. Oltrepassato il vecchio casale, si scendeva al guado attraverso Rio Martino. L’antichissimo canale pre-romano, all’epoca intasato dagli interramenti e dalla vegetazione accumulati nel corso dei secoli, era soltanto una lunga piscina, dove le acque ristagnavano per tutto l’anno. Per attraversarlo, senza rimanere impantanati nel fango, bisognava farsi guidare dai butteri del luogo, soprattutto nei periodi piovosi.

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Dopo il guado di Casal dei Pini, il futuro tracciato della Strada Litoranea lasciava il bosco ceduo per inoltrarsi nella macchia bassa, nei pressi Bella Farnia. Da qui in poi, il terreno diveniva sabbioso e la carraia, battuta dal passaggio del bestiame nel tempo, era tanto incassata sotto piano di campagna che sembrava un largo fossato. Il passaggio era comunque più agevole d’inverno, poiché il terreno bagnato e compatto offriva un appoggio solido alle vetture, mentre durante la buona stagione le ruote sprofondavano nella sabbia rovente, costringendo i viaggiatori a difficili manovre di spinta. Durante gli anni 1930 e 1931, gli operai del Cantiere di Casal dei Pini, al lavoro per costruire la Strada Litoranea, avanzavano nella Selva di Terracina, superando i profondi valloni del Rio di Nocchia, del Fosso di S. Giuseppe e del Fosso di Capodomo, che ora scorrono dal bosco di Cerasella (Selva di Circe), nei pressi delle

località Sacramento e Sant’Andrea, verso il litorale. Nel frattempo, un altro Reparto aveva iniziato i lavori per il tratto di Litoranea che, dal Circeo in direzione nord, attraversa le odierne frazioni di Mezzomonte e Molella. In tutta la zona sono stati rinvenuti reperti archeologici di epoca romana, lungo la Litoranea si trova anche la cosiddetta Fonte di Locullo e, poco distante, i resti della famosa Villa dell’imperatore Domiziano. I due tronchi dei nuovi rialzati stradali furono uniti nell’ottobre del 1931, vicino a Sabaudia, determinando un ampliamento dell’attività del Consorzio di Bonifica a partire dall’anno successivo. Dopo l’Appia e la Mediana, un’altra via attraversava da nord a sud l’Agro Pontino: la nuova Strada Litoranea, correndo a pochi chilometri dalla linea di costa, separata dal mare solo da laghi, pantani e dune, collegava ora il promontorio del Circeo alla valle del fiume Astura, unendo i vari borghi costruiti lungo il suo percorso.


LA SICUREZZA - Sbandate e attraversamento animali i pericoli maggiori

L’alto tasso di incidentalità La Litoranea corrisponde alla Strada Provinciale 46, che partendo da Fogliano attraversa i comuni di Latina e Sabaudia segnando il confine amministrativo con San Felice Circeo, lunga quasi 30 chilometri. In generale, però, con questo termine s’intende la lunga direttrice che corre lungo la costa, dal confine nord della Provincia pontina sino al promontorio del Circeo. La SP 42 Alta, appena 5 chilometri tra Torre Astura a Borgo Sabotino, e la SP 50, che dal borgo raggiunge Fogliano in poco più di 8 chilometri, sono considerate comunemente parte della Litoranea, essendo in sostanza un’unica strada. Questa lunga via è caratterizzata da

un aumento del traffico nel periodo estivo ed è un’alternativa alla SS 148 Pontina bloccata a causa d’incidenti o traffico. La Litoranea, intervallata da insediamenti abitativi discontinui, è segnalata come ad “alta incidentalità”: 25% degli incidenti, classificati come “fuoriuscita/sbandamento”, sono probabilmente dovuti alla geometria rettilinea dell’asse viario e all’eccessiva velocità dei veicoli; 25% i casi di “scontro frontale/laterale”, imputabili forse all’elevata quantità di accessi privati e d’intersezioni stradali presenti lungo la strada; ben il 5% riguarda, purtroppo, l’“investimento animali”, dato che un lungo tratto di strada attraversa il Parco Nazionale del Circeo.

La strada soffre, come il resto del sistema viario, di una manutenzione carente (segnaletica poco visibile e asfalto sconnesso, tra buche e radici sporgenti) ed è percorsa da ogni tipo di mezzo: da trattori e grandi camion ai ciclisti, che spesso lavorano nelle aziende agricole della zona. Per diminuirne la pericolosità sono stati installati nelle vicinanze dei centri abitati dei dossi per l’attraversamento pedonale, realizzate delle rotatorie, posizionati due autovelox nei pressi di Borgo Grappa e sono frequenti i controlli delle forze dell’ordine, soprattutto in estate. Nonostante questi deterrenti rimane pressoché costante il numero d’incidenti che si verificano ogni anno.

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Litoranea