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La rivista delle Pro Loco e dei Consorzi Pro Loco del Trentino

Nยบ 4 | dicembre 2014 | Anno XIX

Poste Italiane S.P.A. Spedizione in abbonamento postale 70% NE/TN


La Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi augura a tutti un sereno Natale e un felice Anno Nuovo

CENTOPAESI direttore responsabile Enrico Faes redazione Enrico Faes Oriana Bosco Ivo Povinelli impaginazione Rina Chemelli stampa Esperia, Lavis -TN foto di copertina Consorzio Turistico Valle del Chiese

Sommario pag. 3 CDA della Federazione: un grande impegno ripagato pag. 4 Pro Loco e riforma pag. 5 Percorso formativo “Leader di Pro Loco” pag. 6 Semplificazione burocratica pag. 8 Convegno Nazionale Unpli pag. 10 I mille modi di raccontare la propria terra pag. 12 Sulle spalle dei giganti pag. 14 A cosa serve un libro pag. 15 Sportello per le associazioni di volontariato pqg. 16 Web writing - come scrivere per il web pag. 18 Cà Comuna: mani nella terra e sguardo all’orizzonte pag. 20 Al via la prima edizione di “ da en bait al altro” pag. 21 Si alzi il sipario pag. 22 Il fronte di fronte. Ricordare per non dimenticare! pag. 24 L’ingrediente segreto della ciuìga pag. 26 Incredibile Ecofiera pag. 27 Eventi invernali...magica neve!


Editoriale

Consiglio direttivo della Federazione: un grande impegno ripagato Enrico Faes, presidente della Federazione Come è mia consuetudine fare nell’ultimo numero dell’anno, in questo editoriale voglio riassumere in breve il grande lavoro fatto dal Consiglio della Federazione durante il 2014. Dal punto di vista finanziario, per tutte le nostre associate, il 2014 è da considerare come annus horribilis: il taglio dei contributi, il patto di stabilità che ha impedito alla provincia di poter erogare le somme stanziate, la crisi economica che ha reso il tutto ancora più duro da sostenere. Come sempre, però, vado a riempire il bicchiere a metà dicendo che le Pro Loco ne sono uscite alla grande, mantenendo comunque un ottimo livello di attività, incrementandone la qualità e la visibilità. Questo solo ed esclusivamente grazie al lavoro di voi volontari ai quali va riconosciuto l’indiscusso merito di saper lavorare in maniera encomiabile anche nelle difficoltà. E’ stato un anno intenso anche per le attività portate avanti come consiglio della Federazione: Locus Locorum 2014, il progetto di semplificazione burocratica (sviluppato insieme a Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale), la gita a Perugia e Assisi, l’avvio della ricerca sul contratto psicologico, le tante riunioni sul territorio per supportare le nostre associate, gli incontri con l’assessore Dallapiccola per definire la strategia del futuro, hanno impegnato profondamente il sottoscritto ed i consiglieri (che ringrazio enormemente per il tem-

po dedicato). Il nostro impegno all’interno del consiglio della Federazione è assolutamente gratuito: siamo volontari, due volte, e quindi non siamo riusciti a fare tutto quello che magari avremmo potuto fare ma crediamo di essere stati presenti nel momento di difficoltà e cercheremo di assicurare questa nostra presenza anche per il 2015. L’anno che verrà porterà grandi ed impegnativi cambiamenti per la Federazione e per il mondo del volontariato turistico e ve ne daremo conto strada facendo. Siamo sicuri di aver segnato una cammino ben definito e deciso verso un nuovo modo di fare e di pensare il volontariato turistico e speriamo di poter raccogliere i frutti di queste nostre azioni già a fine 2015. Una cosa però la posso dire con orgoglio: le nostre proposte, pur nel momento di estrema difficoltà economica, sono sempre state accettate dai dirigenti provinciali con positività, segno che progettare con buon senso e ragionevolezza il futuro è sì attività impegnativa e difficile, ma che conduce a risultati e sviluppi positivi per tutto il nostro sistema. Il 2014 è ormai passato ed ora non ci resta che guardare all’anno nuovo con positività e con la consapevolezza di aver dimostrato, ancora una volta, che nei momenti più complessi i volontari delle Pro Loco hanno sempre dato una concreta risposta. Con l’occasione, a nome di tutto il consiglio, auguro a tutti voi un sereno Natale.

Il 31 dicembre 2014 scadono i termini per la presentazione della domanda di contributo provinciale per le attività del 2015 La domanda va presentata scaricando la modulistica dal sito www.turismo.provincia.tn.it nella sezione “incentivi economici”, oppure utilizzando la tessera sanitaria/carta provinciale dei servizi attraverso il portale www.cartaserviziprovincia.tn.it

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Notizie dalla Federazione

Pro Loco e riforma Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

Aggiunta del termine ‘turistica’ all’attività di valorizzazione operata dalle Pro Loco: una sfumatura significativa La riforma della legge sulla promozione turistica, vigente dal 12 novembre 2014, non ha portato modifiche operative, nell’immediato, per le Pro Loco. All’atto pratico non vi sono cambiamenti significativi, in quanto la nuova normativa non prevede particolari redistribuzioni di risorse o di competenze. I cambiamenti sono piuttosto di contenuto: l’aspetto di maggiore specializzazione che riguarda le Pro Loco del Trentino merita infatti un appunto. La prima modifica concerne l’aggiunta del termine ‘turistica’ al tipo di valorizzazione che le Pro Loco operano sul territorio. Modifica leggera ma non banale se si pensa al ruolo che la Federazione contribuisce da anni a costruire per le Pro Loco, che va proprio in questo senso. Il fatto che la Provincia specifichi che le Pro Loco si dedicano ad attività turistiche significa da una parte riconoscere formalmente questo ruolo, dall’altra implica anche l’attesa da parte della Provincia di sempre maggiore impegno delle Pro Loco in questo comparto. E di conseguenza, la Provincia si impegna anche a considerarle maggiormente nel panorama degli attori del turismo in Trentino. Insomma, un piccolo passo per riportare le Pro Loco nel turismo, che si sviluppa ulteriormente nella successiva modifica, quella che aggiunge alle competenze delle Pro Loco lo sviluppo non solo del turismo locale, ma anche della cultura dell’accoglienza turistica. E questo livello si può definire di com-

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Estratto dalla legge provinciale 11 giugno 2002, n°8, testo vigente dal 12 novembre 2014 Art. 12 bis Associazioni Pro Loco 1. La Provincia riconosce e promuove le associazioni Pro Loco come associazioni di volontariato che concorrono alla valorizzazione turistica* del territorio, delle sue risorse e dei suoi prodotti. Art. 12 ter Elenco delle associazioni Pro Loco 1. Per i fini di cui all’articolo 12 sexies le associazioni Pro Loco sono iscritte nell’apposito elenco istituito dal servizio provinciale competente in materia di turismo qualora svolgano le seguenti attività: a) valorizzazione delle risorse naturali, culturali e storiche della località; b) realizzazione di attività di animazione turistica a carattere locale come iniziative di interesse turistico, ricreativo, sportivo e culturale; c) altre attività a carattere locale volte a favorire lo sviluppo turistico della cultura dell’accoglienza turistica*. * in grassetto le parole aggiunte, in barrato le parole eliminate

petenza quasi esclusiva delle Pro Loco, le quali sono spesso gli unici enti turistici sul territorio a poter vantare un rapporto diretto con l’ospite, attraverso le proprie attività e la costruzione di una nuova tipologia di rapporto con il turista. L’intervento della Pro Loco in questo senso potrebbe, a nostro avviso, portare riscontri positivi non solo per il turismo, ma anche per la popolazione residente. E proprio in questo frangente le Pro Loco potrebbero fare la loro parte in senso pionieristico, come hanno sempre fatto, e sviluppare un’idea diversa di accoglienza. Il turismo vive già una fase post-industriale su cui è necessario riflettere, perché oggi e sempre più in futuro tutto ciò che è definito ‘turistico’ rischia di risultare finto, dequalificante per l’esperienza della visita di un luogo. Attraverso il contatto con le persone le Pro Loco potrebbero riscoprire il turismo come incontro con l’altro, come esperienza complessa, articolata ed interessante. La sfida è difficile, ma le Pro Loco sono oggi i soggetti più idonei ad intraprenderla, in quanto enti spinti ovviamente da fattori diversi da quello dell’immediato riscontro economico. Non ha superato il vaglio della commissione, invece, la proposta di un ruolo più vincolante della Federazione nella revisione dei criteri di finanziamento provinciali delle Pro Loco rispetto a quanto accade attualmente. Come è noto, i criteri che oggi regolano il finanziamento delle Pro Loco sono poco premianti della qualità delle attività realizzate, poiché si basano su uno schema legato esclusivamente al numero di abitanti e al numero di presenze turistiche di un territorio. Si vedrà se la rinegoziazione dei termini di finanziamento troverà primo o poi spazio dentro alla modifica dei regolamenti attuativi: speriamo che sia così, perché l’attuale situazione ha appiattito il finanziamento su cifre sempre più basse e sempre meno stimolanti per chi le ambisce.


Leader di Pro Loco In Friuli Venezia Giulia, un percorso formativo dedicato ai presidenti di Pro Loco ha riscosso un grande successo. Perchè allora non proporlo anche alle altre regioni d’Italia? La Federazione ha portato a termine una nuova edizione del percorso formativo per i presidenti delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia. Visto il grande successo riscosso tra i partecipanti, abbiamo deciso di proporre il percorso a tutte le Pro Loco d’Italia. Ma cosa è nel concreto un’esperienza formativa per i leader delle Pro Loco? Ce lo spiega uno dei partecipanti, Alessandro Pascolo, presidente della Pro Loco Variano di Basiliano. “A fine ottobre-inizio novembre 2014 si è svolto nella sede del Comitato UNPLI del Friuli Venezia Giulia il corso “Pro Loco, che passione”, tenuto con grande competenza e professionalità dal personale del Comitato UNPLI Trentino. Il

percorso, articolato in quattro incontri, ha visto la partecipazione di una dozzina di persone, facenti parte a vario titolo del consiglio direttivo di altrettante Pro Loco friulane ed operanti nelle provincie di Udine e Pordenone, dalla bassa pianura alla zona pedemontana e collinare. Una serie di seminari e laboratori specifici ci hanno permesso di analizzare le dinamiche di gruppo e di leadership che si verificano nelle Pro Loco: questi fenomeni infatti rappresentano spesso le maggiori criticità nella gestione interna dell’associazione, e nei confronti dei volontari che collaborano con la stessa. L’analisi di casi concreti e la proposta di soluzioni da parte dei partecipanti, indirizzate dai suggerimenti del docente, hanno portato ad

acquisire una prospettiva più ampia dei comportamenti del singolo volontario e ad adottare un metodo di analisi e gestione delle conflittualità in funzione del raggiungimento di un obiettivo comune e auspicabilmente il più possibile condiviso. Grande la soddisfazione dei corsisti alla fine del percorso, che hanno infatti proposto di consigliare caldamente a tutti i presidenti o almeno ad i consiglieri di ogni Pro Loco friulana. Molto valido anche l’arricchimento personale che il corso ha lasciato ad ognuno le tecniche di relazione nel confronto con gli altri, ad esempio, sono aspetti che riguardano la vita giornaliera di ogni persona, quindi la padronanza della gestione di tali situazioni garantisce un valido modo per raffrontarsi con gli altri.”

LEADER di Pro Loco

PERCORSO FORMATIVO PER I PRESIDENTI DELLE PRO LOCO DI TUTTA ITALIA

Trento, 28 - 29 marzo 2015 | 18 - 19 aprile 2015 | 9 - 10 maggio 2015

unplitrentino.it I info@unplitrentino.it I T 0461 239006 F 0461 264757

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Notizie dalla Federazione

Semplificazione burocratica Alceste Santuari, docente di diritto dell’economia e diritto dell’economia degli enti non profit dell’Università di Bologna

La Federazione avanza proposte concrete per alleggerire i rapporti tra associazioni di volontariato e pubblica amministrazione Negli scorsi mesi la Federazione è stata impegnata in un progetto di semplificazione burocratica per le Pro Loco, dal titolo “Le associazioni Pro Loco e di volontariato e i loro rapporti con le pubbliche amministrazioni. Proposte per semplificare. Report di ricerca 2014”. Il progetto di ricerca-azione, con il coordinamento della Federazione e la responsabilità scientifica di Alceste Santuari, ha visto coinvolti Fondazione trentina per il volontariato sociale come finanziatore ed Agenzia delle

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Entrate e Consorzio dei Comuni come partner operativi. Obiettivi generali del progetto sono principalmente tre: fare una ricognizione delle diverse tipologie di norme, regolamenti e disposizioni di carattere tributario che disciplinano gli interventi dell’associazionismo, specie di quello maggiormente impegnato in attività di promozione territoriale a livello locale; avanzare proposte circa una migliore attribuzione alle associazioni Pro Loco delle competenze in campo turistico, allo scopo

di evidenziare le specificità nonché le possibili integrazioni di intervento con gli enti territoriali; progettare l’attivazione di un servizio di assistenza giuridico-amministrativa per la definizione dei rapporti tra Comuni e associazioni. Al riguardo, preme evidenziare che il rapporto sussidiario che collega l’ente locale (Comune) e le organizzazioni non profit si realizza anche attraverso i regolamenti comunali che disciplinano le diverse modalità con cui le associazioni interagiscono con il Comune. La proposta di assistenza giuridico-amministrativa si colloca dunque quale supporto tecnico-legale agli Uffici dei Comuni/Comunità di Valle per la stesura dei suddetti regolamenti. Altro obiettivo è stata la valutazione della possibilità di addivenire ad un protocollo d’intesa con l’Agenzia delle Entrate di Trento che definisca un quadro di azioni condivise e valorizzatrici della peculiarità delle associazioni che operano sul territorio della provincia di Trento. Il protocollo avrà lo scopo di coinvolgere l’Amministrazione Finanziaria provinciale, la Provincia autonoma di Trento, i comuni/ le Comunità di Valle e la rappresentanza delle associazioni non profit in un percorso di collaborazione finalizzato alla definizione di strumenti e modalità che consentano il pieno dispiegarsi delle potenzialità delle associazioni sul territorio. In secondo luogo, considerato che, dall’anno scorso, non è più attiva l’Agenzia per le ONLUS, si ritiene che attraverso il percorso su richiamato, l’Amministrazione Finanziaria possa invero contribuire al sostegno fattivo dell’azione e degli interventi delle organizzazioni senza scopo di lucro. A conclusione del progetto, è possibile ora enucleare gli obiettivi che sono stati raggiunti. Certamente un primo risultato importante è stata la possibilità per i partner coinvolti di trovare un momento di condivisione e confronto tra di essi e con l’Assessorato alle politiche della salute con a


tema gli strumenti possibili per favorire una semplificazione nell’azione delle organizzazioni di volontariato. Si è inoltre acclarata la disponibilità da parte dell’Agenzia delle Entrate di formulare una ipotesi di sperimentazione territoriale per testare forme di semplificazione amministrativa e burocratica. In aggiunta, avuto riguardo agli obiettivi sopra elencati, preme ricordare che è stata operata una attenta ricognizione delle norme e dei regolamenti che discipli-

Allo scopo di facilitare e, quindi, di semplificare gli adempimenti previsti per le associazioni di volontariato, si potrebbe, ipotizzare l’istituzione di un solo registro per tutte le associazioni che, a vario titolo, si occupano di volontariato nano l’azione delle organizzazioni volontarie, oltre ad un’analisi circa le specifiche disposizioni di carattere tributario che impattano sulla gestione del fenomeno associativo volontario. Sono state inoltre valutate le condizioni per proporre nuove modalità organizzative di raccordo e di partnership tra le associazioni non profit e gli enti locali, in specie alla luce dei principi della semplificazione amministrativa e del principio di sussidiarietà ex art. 118, u.c. Cost. Infine, sono state elaborate alcune idee circa un possibile ripensamento dell’azione e del ruolo delle associazioni Pro Loco nel comparto della promozione turistica provinciale. Nell’ambito degli obiettivi sopra elencati, i quali, come ribadito, sono stati, in linea generale condivisi e accettati da tutti gli stakehol-

ders coinvolti, è possibile indicare alcune linee operative che potrebbero, nell’immediato, implementare alcune soluzioni a sostegno del processo di semplificazione a favore dell’associazionismo operante nella provincia di Trento. In primis, in ragione di una disponibilità dimostrata dal Consorzio dei Comuni Trentini, si potrebbe utilizzare la piattaforma che il medesimo Consorzio impiega per il servizio SUAP a favore delle imprese. Si tratta di uno strumento informatico, già in uso presso i Comuni consorziati, che permetterebbe il caricamento dei dati relativi alle associazioni per singolo Comune. Tale piattaforma renderebbe possibile, quindi, da un lato, la conoscenza dei dati relativi alle associazioni operanti sul territorio, così da costruire una banca dati unica per tutta la provincia e, dall’altro, il “contatto” diretto con i singoli enti territoriali locali, nel cui ambito, di norma, le associazioni svolgono la loro attività. Una siffatta banca dati sarebbe, pertanto, a disposizione sia della Provincia Autonoma di Trento, articolata nei vari uffici interessati dalle attività e dagli interventi dell’associazionismo sociale, sia dell’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima, come è noto, già dispone di una propria banca dati, costruita in esito alla richiesta da parte delle associazioni di una posizione fiscale (codice fiscale ovvero partita IVA). Le due piattaforme informative potrebbero essere affinate, aggiornate, nonché monitorate attraverso meccanismi di verifica sui dati sostanziali e dinamici. Invero, per quanto riguarda le associazioni non riconosciute, che rappresentano la grande maggioranza dei sodalizi operanti in provincia di Trento, così come peraltro in altre regioni italiane, non essendo previsti particolari obblighi di pubblicità, risulta sovente difficile tenere il passo degli aggiornamenti che nelle stesse associazioni avvengono, con particolare riferimento, per esempio, alle cariche

direttive ovvero alle modifiche statutarie. Si può inferire che tali informazioni aggiornate siano al momento disponibili soltanto nel caso di quelle associazioni (circa 700) che si candidano a beneficiare delle erogazioni derivanti dal c.d. “5 per mille”. La sperimentazione, che si potrebbe attivare uniformando o comunque facendo dialogare tra loro le due piattaforme informatiche, dovrà comunque trovare un punto di sintesi anche nella regolamentazione della Provincia autonoma di Trento. Allo scopo, invero, di facilitare e, quindi, di semplificare gli adempimenti previsti per le associazioni di volontariato, si potrebbe, nell’ambito della potestà normativa di cui la Provincia autonoma è titolare, ipotizzare l’istituzione di un solo registro per tutte le associazioni che, a vario titolo, si

Una siffatta banca dati sarebbe a disposizione sia della Provincia Autonoma di Trento, sia dell’Agenzia delle Entrate occupano di volontariato, oggi ricadenti sotto la denominazione di associazioni di promozione sociale, di volontariato e pro loco. Poiché tali organizzazioni sono tutte definite dalle medesime caratteristiche, la principale delle quali è rappresentata dall’agire volontariato e senza scopo di lucro degli aderenti, un unico albo/registro potrebbe risultare maggiormente efficace, anche e soprattutto per l’azione di monitoraggio e supervisione che l’Ente Provincia è chiamata a svolgere. Inoltre, la presenza di un solo registro potrebbe agevolare il compito di raccordo e/o integrazione con le banche dati di cui sopra, finanche ipotizzando in un futuro prossimo l’istituzione di un’unica banca dati provinciale.

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Eventi Unpli

Convegno nazionale UNPLI

Lorenzo Gecele, presidente Pro Loco Pieve Tesino

Si è tenuto ad Assisi, nei giorni 3, 4 e 5 ottobre 2014, il Convegno nazionale dell’UNPLI dal titolo “Il Cammino delle Pro Loco: passato, presente e futuro”, occasione in cui sono state premiate le Pro Loco centenarie. Tra di esse c’era anche il Trentino, con le Pro Loco di Pieve Tesino e di Cles Un’occasione per incontrare e conoscere meglio le Pro Loco di tutta Italia, ma soprattutto un modo per far tesoro della nostra storia e usarla per migliorare il nostro lavoro. E’ cominciato venerdì 3 ottobre il Convegno nazionale UNPLI ad Assisi, iniziato con la calda accoglienza delle Pro Loco locali a Santa Maria degli Angeli, che hanno proposto piatti tipici provenienti da tutta Italia. I lavori del convegno sono stati aperti dal presidente nazionale UNPLI, Claudio Nardocci, che già nel saluto agli intervenuti ha nominato la Pro Loco Pieve Tesino, ricordando come “…sul nostro territorio nazionale le Pro Loco sono oltre 6000, la prima, la veterana, è nata a Pieve Tesino, in Trentino nel 1881”. Dopo il saluto del presidente delle Pro Loco umbre, Francesco Fiorelli, si è passati alla premiazione delle Pro Loco centenarie, diciannove in tutto, tra cui come abbiamo detto due del Trentino: Pieve Tesino e Cles. In

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quanto più vecchia Pro Loco d’Italia (è stata fondata nel 1881), la Pro Loco di Pieve Tesino è stata la prima ad essere premiata con la consegna di una targa, consegnata al suo orgogliosissimo presidente Lorenzo Gecele. Il quale ha ricordato che nello stesso anno di fondazione della Pro Loco tesina nasceva, sempre a Pieve Tesino, il grande statista Alcide De Gasperi. Il presidente ha colto inoltre l’occasione per consegnare agli organizzatori del convegno tre targhe con la riproduzione su lastra metallica di una raffigurazione del paese di Pieve Tesino agli inizi del 1800. Dopo il momento ufficiale, è stato il momento della convivialità, con il pranzo per tutti i presenti allestito presso gli stand allestiti dai comitati regionali UNPLI: un’idea che ha certamente contribuito ad accrescere il senso di appartenenza tra le Pro Loco ed il piacere di condividere non solo i problemi di tutti i giorni, ma anche il gusto dei

Lorenzo Gecele (a sx) con il presidente Unpli, Claudi prodotti tipici di ogni regione d’Italia. La prima, intensa giornata si è conclusa con spettacoli di folclore e cultura popolare dell’Umbria e del Lazio, che hanno visto anche la partecipazione straordinaria del Maestro Pasquale Menchise, direttore d’orchestra di fama internazionale. Grandi emozioni anche sabato 4 ottobre, giorno in cui cadeva anche la festa di San Francesco. In occasione di questa ricorrenza religiosa molti dei partecipanti al convegno hanno assistito alla Santa Messa nella Basilica superiore di San Francesco in Assisi. Siamo stati tanto fortunati da poter assistere all’offerta dell’olio sulla tomba di San


pli, Claudio Nardocci Francesco da parte dei sindaci del Lazio, con anche la presenza del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Nel pomeriggio abbiamo assistito anche ad un altro importante evento: la partenza della staffetta UNPLI “Da Francesco a Francesco” (Assisi-Greccio-Roma, Piazza San Pietro), la quale è giunta il 15 ottobre a Roma. Qui i presidenti delle Regioni Umbria, Lazio e il vice-presidente del Parlamento Europeo hanno potuto partecipare all’udienza pubblica del Santo Padre. A metà pomeriggio i lavori del convegno sono continuati con la presentazione del progetto “Camminitaliani.it”, a cura di Claudio

Nardocci, Bruno Manzi, responsabile nazionale turismo Legautonomie, Sandro Polci, Direttore del Festival eurpeo delle Vie Francigene e Gaia Ferrara, Ass.ne Viandando, “Da Canterbury a Gerusalemme”. Si è poi giunti al momento più importante del convegno, cioè quello in cui si sono avuti i contributi relativamente al tema del convegno. Introdotti da Mauro Lozzi, caporedattore TG 2 Rai, sono intervenuti Angelo Lazzari, Presidente UNPLI Puglia, il “passato”; per il “presente” c’è stato l’intervento di Ms. Pilyoung Park (Programme Officer, UNESCO Corea del Sud) coadiuvata da Gabriele Desiderio, (Coordinamen-

to progetti UNPLI e rapporti UNESCO); per il “futuro” dell’UNPLI e delle Pro Loco, c’è stata una tavola rotonda dei Giovani Presidenti di Pro Loco e Giovani Dirigenti UNPLI. Punto centrale emerso, il fatto che Futuro per le Pro Loco vuol dire sicuramente implementare il lavoro sul fronte dell’on line e dei nuovi media. Allo stesso tempo però, si è sottolineato come nel campo specifico delle Pro Loco, grande importanza rivesta ancora oggi il contatto diretto con il proprio interlocutore: quello che le Pro Loco sentono come elemento fondamentale, che deve essere mantenuto e migliorato anche per il futuro, è soprattutto il lavoro certosino svolto ogni giorno da migliaia di volontari , lavoro eseguito in nome di quel grande amore che ognuno ha per il proprio luogo d’appartenenza. Tutti hanno poi sottolineato anche il ruolo fondamentale delle Pro Loco nell’assistenza al visitatore, nell’animazione e nell’organizzazione di manifestazioni sia a livello micro che macro, iniziative che talvolta acquisiscono anche rilievo a livello nazionale e internazionale. In molti hanno poi affrontato i difficili temi del finanziamento da enti pubblici per la gestione e l’organizzazione di eventi, resi ancora più ardui in questo periodo di crisi: si sono avanzate delle interessanti proposte relative alla ricerca di nuovi e originali fonti di autofinanziamento. E’ stato anche messo in risalto il ruolo della Pro Loco che non dovrebbe sostituirsi in alcuni servizi ad altri enti preposti, perché questi non hanno fondi a disposizione, e così supplire con il volontariato. Hanno concluso i lavori il presidente nazionale Nardocci e il sindaco di Assisi, il quale ha dichiarato che “le Pro Loco sono le maggiori custodi delle tradizioni e delle specificità di ogni singolo territorio”. Ed ha aggiunto “Oggi, prendere per mano l’ospite, il turista, il visitatore è una strategia vincente, e chi può realizzare queste azioni nel modo migliore sono certamente le Pro Loco ”.

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Spunti

I mille modi di raccontare la propria terra Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

Vi presentiamo “Una guida curiosa” per scoprire e riscoprire il nostro territorio, un testo singolare, evocativo e stimolante di Bruna Maria Dal Lago Veneri. Ed anche un possibile spunto per Pro Loco...“curiose”! Il testo parte da un ritratto storico sociale rapidissimo: il Trentino è sempre stato terra di montanari, contadini e marinai, costretti all’emigrazione fino a mezzo secolo fa, che hanno poi saputo far valere le loro idee, intuizioni e fantasia. Questi elementi sono oggetto di curiosità, danno vita al mistero e alla meraviglia del racconto, ‘bisogno primordiale dell’uomo’ che cerca di dare una forma all’universo attraverso i simboli. ‘La memoria è lo specchio dell’anima’ non tanto per che cosa ricorda, ma per come lo fa, e questo testo ne è un esempio meraviglioso. Una memoria attiva, polimorfa e creatrice, che ripesca dal passato per proiettare nel presente un’ispirazione in più, che mantiene viva la poesia, proiettandoci nell’infinito e

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liberandoci per un attimo dalla finitezza del quotidiano. Passeremo in rassegna solo alcuni contributi esemplificativi presenti in questo testo, rivolgendoci alle Pro Loco della zona per proporre loro originali letture della storia e dei miti delle loro terre. Potremo suggerire ad esempio al presidente della Pro Loco di Mezzocorona, un certo Furlan, che secondo una leggenda il vitigno del Teroldego sarebbe nato da una goccia di sangue di un terribile drago, il basilisco, che terrorizzava la Rotaliana ed aveva la sua tana nella fenditura della roccia di Castel San Gottardo. Non ne avrà a male un romantico Cazzanelli, presidente della Pro Loco di Ala, nello scoprire che San Valentino salvò un boscaiolo da morte certa e che quest’ultimo,


per ringraziarlo, fece erigere una piccola cappella, successivamente diventata un santuario, al quale le persone si rivolgono ancora chiedendo ‘grazie per la salute e, perché no anche per l’amore’; che sarà mai il velluto a confronto di questo? I tesini di Castello ancora oggi ricordano le malvagità di Biagio II e la brutta fine che gli fecero fare per punirlo delle sue tremende malefatte. Meno vendicativi, o forse più scaltri, gli abitanti di Pieve Tesino, che numerosissimi andavano a cercar fortuna un po’ in tutta Europa, ricchi di speranze, sogni, ma anche di pregiate stampe acquistate nella vicina Bassano: certamente anche nei geni del presidente Pro Loco Gecele rimane un chè di avventuriero! Nonostante siano freschi in tema di Pro Loco, non sono certo appena arrivati in loco gli abitanti di Castello e Molina di Fiemme che lasciano traccia della loro presenza da quasi duemila anni con evidenti segni di colonizzazione romana: si narra perfino che questi antenati abbiano avvistato degli extraterrestri al Doss Zelor! Rumo ospita i natali e i manufatti del famoso orologiaio Bertolla, ma dobbiamo chiedere a Martinelli se è mai salito in cima a passo Termen a vedere la pietra di confine che reca le lettere I e B: al confine tra Regno Italico di Napoleone e Baviera. Certo, sono cambiate le unità confinanti ma questa resta sempre una terra di mezzo. Pittori di chiese messe a guardia di malefici stregoni esiliati dal concilio di Trento furono i Baschenis, attivi a metà Cinquecento in Rendena tra Pelugo, Pinzolo e Carisolo, dove Righi gestisce oggi forze altrettanto potenti e affaticanti di natura economica ma ugualmente sacrale. Fattucchiere, guaritrici ed intrugli popolavano il basso Chiese tra Condino e Storo intorno all’anno Mille: forse Bianchini e Zontini, condottieri delle rispettive Pro Loco, custodiscono i segreti di pozioni e fatture che permettono loro di sopravvivere in siffatte terre, purché ce ne sia bisogno anche oggi!

Forse il presidente Berlanda sa a cosa servivano le corone di bronzo battuto ritrovate nel villaggio palafitticolo emerso a Molina di Ledro durante lo svuotamento del lago per la costruzione della centrale elettrica di Riva del Garda: si ostina a non dirlo a quanto pare, sarà un segreto ancestrale di famiglia e il mistero ha il suo fascino. Perché rivelarlo? Ci sono insomma mille modi di rendere curioso e attraente un territorio e l’autrice tratteggia con agilità brevi e singolari ritratti di questi scorci di Trentino. La memoria non può rinunciare alla creatività e non può pretendere di essere fedele a se stessa. E allora è bene far fare il loro lavoro agli storici ma la vita in un luogo, l’ingrediente del fare Pro Loco, non è solo scavarne le rovine, è anche crearne l’ora e il dopo: buon lavoro! Brunamaria Dal Lago Veneri è nata a Bolzano nel 1935, dove tuttora vive e lavora. Ha radici in ogni parte del vecchio impero austro-ungarico. È scrittrice, pubblicista, traduttrice e antropologa e si è specializzata in tradizioni popolari e in mitologie comparate. Ha raccolto miti, fiabe e racconi epici dal territorio italiano, tedesco e ladino ed è oggi conosciuta ad un vasto pubblico per le sue numerose pubblicazioni sul tema. E’ inoltre editorialista del Corriere della Sera e per i dorsi del Trentino e dell’Alto Adige. Ha tradotto opere di Hermann Hesse, Thomas Mann e H. C. Artmann e l’intero corpo delle fiabe dei fratelli Grimm. Allieva di Italo Calvino, ha frequentato l’artista Karl Plattner, che era il suo testimone di matrimonio, l’armatore greco  Aristoteles Onassis e lo scrittore altoatesino Franz Tumler che descrive come il suo grande amico. È vincitrice di numerosi premi nazionali e internazionali ed è socia del PEN-Club svizzero-italiano. Fonte: www.europaregion.info ‘Trentino. Una guida curiosa’ è edito da RAETIA - Bolzano

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Pro Loco allo specchio

Sulle spalle dei giganti La Pro Loco di Darzo è la protagonista del nuovo libro del sociologo Andrea Petrella: un onore e uno spunto per riflettere su cosa sono e dove sono dirette le Pro Loco d’Italia Tommaso Beltrami, consigliere Pro Loco di Darzo

E’ stato presentato il 9 novembre scorso in Valle del Chiese l’interessante libro “Le radici del proprio luogo Darzo e la sua Pro Loco (1963 – 2013)” “Sulle spalle di giganti”. Sì, proprio così ci siamo sentiti, noi ragazzi dell’attuale Pro Loco di Darzo durante la serata di presentazione del nostro libro “Le radici del proprio luogo - Darzo e la sua Pro Loco (1963 - 2013)”. Ma cominciamo dal principio, o potremmo essere fraintesi. Il libro di cui si parla nasce in occasione del 50° anniversario della fondazione della Pro Loco di Darzo avvenuto nel 2013, non sicuramente tra le Pro Loco più vecchie del Trentino, ma con una notevole storia alle spalle. Volevamo inizialmente scrivere un semplice libro sulla nostra storia, come molti ce ne sono: vecchie foto, ricordi di anni che furono, gente che non c’è più e anche un pizzico di nostalgia, perché no? Ma alla fine le nostre intenzioni

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sono cambiate. Da una semplice, seppur interessante e preziosa storia ne è uscito qualcosa di originale e forse anche unico nel suo genere; infatti, più che interrogarci su cosa abbia fatto la nostra Pro Loco negli anni e raccontare passo passo la sua storia, ci siamo chiesti cosa la Pro Loco realmente sia e quali siano le dinamiche e i problemi che un ente come la Pro Loco deve affrontare. A dir la verità parte di questa idea originale è da attribuire all’autore del libro, Andrea Petrella, il quale da buon studioso e sociologo, non voleva limitarsi a scrivere la nostra storia, non voleva celebrarla, ma voleva capire il particolare fenomeno delle Pro Loco, analizzando la nostra storia, per capire se i nostri tratti tipici potessero essere estesi a livello trentino e italiano. Da tutto ciò, dopo quasi due anni di lavoro, fatto di interviste, ricerche e studio da parte di Andrea Petrella e della Pro Loco di Darzo, è stato pubblicato dalla Fondazione Museo Storico del Trentino, “Le radici del proprio luogo – Darzo e la sua Pro Loco (1963 - 2013), presentato ufficialmente venerdì 9 novembre scorso, presso la Casa Sociale di Darzo. La serata è iniziata con un’interessante conferenza, moderata da Pierangelo Giovanetti, direttore del quotidiano l’Adige, che ha discusso su vari temi attinenti le Pro Loco, l’associazionismo e il turismo trentino, con alcuni fra i maggiori rappresentanti di questi settori a livello provinciale. Molto interessanti e carichi di significato sono stati gli interventi di Andrea Petrella, sociologo e autore del libro, Michele Dallapiccola, assessore provinciale all’ agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca, Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino (editore del libro), Enrico Faes, presidente della Federazione Trentina delle Pro Loco e dei loro Consorzi, Giusi Tonini, vicesindaco di Storo con delega alla cooperazione, indu-

stria, artigianato, attività turistiche e promozionali e Francesco Romele, ex-presidente della Pro Loco di Darzo e promotore delle iniziative per il 50° della Pro Loco di Darzo. Ma torniamo al titolo di questo pezzo, “Sulle spalle di giganti”, che è tratto dalla celebre frase di Isaac Newton, geniale inventore e innovatore. Newton infatti rispose alle persone stupite dalla grandezza del suo genio con la frase: “Se ho visto più lontano, è perché stavo sulle spalle di giganti”. Ecco, quella sera noi ragazzi della Pro Loco ci siamo sentiti un po’ come il genio inglese, gratificati dai

Ecco, quella sera noi ragazzi della Pro Loco ci siamo sentiti un po’ come il genio inglese, gratificati dai molti elogi che abbiamo ricevuto per il nostro impegno verso la comunità, ma con la sensazione che non fosse proprio tutto merito nostro. molti elogi che abbiamo ricevuto per il nostro impegno verso la comunità, ma con la sensazione che non fosse proprio tutto merito nostro. Se la Pro Loco di Darzo riesce tutt’ora ad essere membro attivo della comunità e a costituire un “incubatore di idee innovative” come ha voluto definirla Marino Fostini, primo presidente della Pro Loco, è perché ci siamo seduti sulle spalle di persone e di un’intera comunità, giganti a modo loro, che in tutti i nostri 50

anni di storia ci hanno appoggiato, supportato e perché no, anche criticato, ma sempre con il comune obiettivo di crescere insieme e di aiutarsi. Dalle anziane signore del paese che durante le nostre attività invernali ci chiamano dalle finestre per offrirci il caffè, ai vari artigiani e imprenditori che gratuitamente ci prestano macchinari e conoscenze, a tutte le persone di ogni età che partecipano alle nostre manifestazioni, a tutti i membri che in 50 anni si sono susseguiti alla guida della Pro Loco: a tutti loro va il nostro più sentito ringraziamento, perché loro e solo loro sono la benzina che muove il nostro lavoro, che rende piacevole e divertente il nostro impegno e lavoro verso la comunità. Anche la descrizione fatta da Andrea Petrella della nostra associazione ci ha fatto pensare molto; ci ha descritti come un’ associazione con “forte dinamismo e un alto livello di imprenditorialità collettiva, dove ognuno sente il dovere di fare qualcosa di innovativo per il proprio paese”; questo rappresenta per noi un bel motivo di orgoglio, ma allo stesso tempo anche un grosso impegno per cercare di essere all’altezza del carattere originale di questa associazione. La serata di presentazione del libro “Le radici del proprio luogo - Darzo e la sua Pro Loco (1963 - 2013)” è stata quindi non solo un momento dove assaporare con orgoglio il risultato del gran lavoro fatto finora, ma anche lo stimolo per porci la domanda: cosa dovremmo fare in futuro? Domanda ardua e di difficile risposta soprattutto per una Pro Loco con età media di circa 20 anni, per rispondere alla quale ci viene in aiuto una frase di un politico locale citata dal nostro ex-presidente e attuale consigliere Francesco Romele: “Se guardate solo in avanti,se non portate il passato dentro di voi, non siete più nulla. Com’è sbagliato rinchiudersi nel passato senza farlo muovere”.

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Un momento della serata di presentazione del libro

Ivo Povinelli, Federazione Trentina Pro Loco

A cosa serve un libro... Perché sostenere un certo tipo di pubblicazione serve a tutto il mondo delle Pro Loco La domanda è d’obbligo: perché tanto spazio all’ennesimo libro su una Pro Loco pubblicato dalla Pro loco stessa? Perché questo non è un libro come gli altri, che sono tutti legittimi e ben accetti, questa è un’opera che mostra quali sono gli strumenti necessari a prendere in rassegna un fenomeno complesso come quello del volontariato turistico. Le Pro Loco sono ad oggi troppo poco studiate rispetto alla loro dimensione complessiva e se vogliamo lavorare con loro non possiamo basarci su una serie di blande considerazioni ma su delle ipotesi verificate. Stiamo parlando della differenza tra il ‘sentito dire’, i luoghi comuni e la conoscenza dei fenomeni. I primi sono veri di per sè e non hanno bisogno di verifica, invece la conoscenza ha bisogno di ipotesi che vanno sottoposte continuamente a verifica con strumenti appropriati: il lavoro di Andrea Petrella appartiene a

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questa seconda categoria, perché Petrella è uno scienziato sociale. Se le ipotesi trovano una verifica diventano la base per creare nuovi servizi e azioni di crescita e sviluppo del movimento, se le ipotesi non sono verificate non ha senso basarsi su queste per creare qualche cosa. E’ difficile fare questo ragionamento, perché la nostra testa non funziona così. Noi tendiamo a dare per affidabili le nostre impressioni e questo a volte funziona e a volte no. Ad esempio potremmo parlare dello stereotipo dell’anzianità delle Pro Loco, che è smentito da alcune semplici indagini quantitative portate avanti dall’ufficio della Federazione: sappiate che da dati certi abbiamo verificato che le Pro Loco hanno compagini di volontari attivi mediamente molto più giovani della popolazione dei comuni nei quali operano. La verifica dell’ipotesi ha richiesto di utilizzare un metodo

(fare un’ipotesi: le pro loco coinvolgono persone di età più avanzata di quella dei residenti) e di scegliere una metodologia per verificarla (quali strumenti uso per raccogliere dati utili a verificare l’ipotesi): il risultato è stato controintuitivo, cioè inatteso e quasi ‘fastidioso’ per le nostre convinzioni, perché le Pro Loco sono risultate in media 15/20 anni più giovani della popolazione residente. Prestate attenzione al fatto che il fenomeno sopra descritto può non essere vero nel vostro singolo caso: nel vostro paese la Pro Loco potrebbe essere effettivamente composta di persone più anziane della media. Questo dipende dal fatto che la Federazione fa ipotesi su tutto il mondo delle Pro Loco mentre ogni Pro Loco fa ipotesi sulla propria singola associazione. Alla Federazione rimane la conoscenza di un fenomeno che ha prospettive future perché ha persone giovani che ci lavorano, alla singola Pro Loco rimane un ragionamento da fare rispetto a sé stessa e al resto del mondo. Purtroppo la conoscenza costruita attraverso la ricerca scientifica non è sempre facile da digerire perché sfida le nostre convinzioni, e le convinzioni non sono facili da modificare. Il libro di Petrella nasconde aspetti mai detti delle Pro Loco, a volte talmente scontati e sullo sfondo da diventare invisibili e scontati. In questo libro la fa da padrone l’impegno sociale e civile per il territorio e per il proprio paese da parte delle Pro Loco attive come quella di Darzo: se ci dovessimo abbandonare al senso comune odierno non riusciremo mai a vedere quanto ‘cittadini’ in senso buono sono le persone dentro alle Pro Loco, ma se ci affidiamo alla conoscenza che ha un metodo ed una metodologia si aprono mondi inattesi, ed è per questo che bisogna studiare di più le Pro Loco, perché dentro alla loro opera di volontariato si nascondono elementi utili a prefigurarsi il futuro di molte comunità trentine.


Pro Loco istruzioni per l’uso

Uno sportello per dare una mano a chi da sempre dà una mano alla comunità Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

Semplificare e alleggerire il prezioso lavoro delle associazioni di volontariato grazie all’assistenza continuativa di personale specializzato: questa l’idea del nuovo sportello per il volontariato della Valle dei Laghi

La sede del Consorzio Turistico Valle dei Laghi

Aiutare chi da sempre aiuta la comunità, proponendo un servizio ad hoc per coloro che sono impegnati nel volontariato: è questa l’idea di base del progetto Sportello Unico per le associazioni, progetto voluto dalla Comunità della Valle dei Laghi, che ha subito trovato l’appoggio e la collaborazione attiva del Consorzio Pro Loco Valle dei Laghi Trento Monte Bondone e della Federazione Pro Loco. Non hanno potuto quindi che mostrare grande soddisfazione il presidente della Comunità della Valle dei Laghi, Luca Sommadossi, ed il presidente e direttore della Federazione Pro Loco, Enrico Faes e Ivo Povinelli, che hanno presentato il progetto alla collettività il 21 ottobre scorso a Vezzano. Si tratta di un servizio nuovo e unico nel suo genere, che si pone l’obiettivo di sgravare le associazioni di volontariato, che contribuiscono in modo significativo a migliorare la vita nelle nostre comunità, dal

carico di impegni burocratici spesso difficili da gestire autonomamente. Nel concreto, lo sportello (che è già attivo dal mese di novembre) è a disposizione delle associazioni tutti i giorni, su appuntamento, presso la sede del Consorzio Pro Loco in via Roma a Vezzano. Numerosi i servizi a cui è possibile accedere: in primis un servizio di accompagnamento continuo, che conta sulla presenza di personale specializzato, per aiutare le associazioni a gestire i procedimenti burocratici e amministrativi, a stilare il bilancio e a gestire la contabilità in regime 398. Su richiesta viene fornito poi supporto individuale per le questioni organizzative e giuridiche, e supporto alla progettazione e realizzazione di iniziative o eventi. Sono state inoltre previste azioni formative mirate, che possono riguardare elementi base del diritto delle associazioni, la gestione dei ruoli di coordinamento dei volontari, la comunicazione e

promozione degli eventi attraverso il web e i social media. Inoltre, sono in programma corsi di autocontrollo HACCP e sicurezza, oltre a percorsi sul regime fiscale semplificato. Lo sportello vuole dunque fornire risposte concrete a tutte le questioni più contingenti che riguardano il lavoro delle associazioni di volontariato: se dal punto di vista economico e dei finanziamenti, Consorzi Pro Loco e Federazione non possono intervenire, essi possono però adoperarsi per alleggerire quanto più possibile il lavoro delle associazioni. Lo sportello vuole inoltre sopperire al bisogno delle associazioni, che spesso non sanno a chi fare riferimento per avere risposte adeguate relativamente alla loro attività nel suo complesso, in quanto le attuali realtà organizzate forniscono un’appoggio specializzato ma a volte troppo settoriale (o troppo costoso), che non tiene conto della complessità dei soggetti con cui si interfaccia.

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Idee tra Pro Loco e turismo

Web writing Come scrivere per il web Promuovere i nostri eventi, farci conoscere e tenerci in contatto con i nostri followers: sono tante le motivazioni per cui oggi quasi tutte le Pro Loco si trovano a scrivere qualcosa sul web. Il web è uno strumento “democratico”, che a differenza della carta stampata da a tutti la possibilità di creare contenuti. Questo non vuol però dire saperlo usare. Anche il web ha le sue regole, che se ben utilizzate migliorano le nostre prestazioni e ci facilitano la vita.

Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

Abbiamo deciso di stillare un piccolo manuale per l’uso, quanto più possibile pratico e facile da applicare nel concreto, sulle tecniche del web writing Se il mezzo di comunicazione cambia, lo stile rimane lo stesso? Fino a qualche anno fà l’informazione veniva comunicata principalmente attraverso la carta stampata. Oggi questo primato è stato assunto sicuramente da internet. Questo cambiamento porta con sé molte conseguenze, che forse di primo acchito siamo portati a sottovalutare. Nel momento in cui si produce un contenuto da mettere in rete, infatti, si tende spesso a mantenere l’approccio “cartaceo”: se su un giornale o in un libro siamo abituati a leggere frasi lunghe, paragrafi complessi, periodi anche di molte righe, sul web un testo scritto in questo modo non è fruibile. Il contesto di riferimento Non solo lo strumento cambia, ma

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anche il contesto in cui cerchiamo informazioni e le leggiamo è cambiato. In primo luogo, l’utente legge i contenuti del web su pc o smartphone, quindi attraverso dispositivi che vengono usati mentre si stanno facendo altre attività. La soglia di attenzione è pertanto ben diversa da quella della lettura tradizionale. Inoltre, a differenza del cartaceo, internet fornisce a portata di click una scelta infinita di canali di accesso alle informazioni: chi legge è per questo abituato a selezionare velocemente le fonti e a passare con agilità da un sito all’altro. Come si legge sul web? Ecco una cosa che abbiamo provato tutti nella pratica ma che non ci si ferma di solito a focalizzare: quando ci troviamo davanti ad una pagina

web, non la leggiamo per intero in ogni sua parola. Uno studio (Nilsen, 1997) dimostra infatti che quello che si fa davanti a una pagina web, più che una lettura è una “scansione” della pagina, in cui si passano al setaccio gli elementi presenti per concentrarsi solo su pochi concetti di interesse. Solo il 16% degli utenti legge un sito parola per parola: la maggior parte esplora la pagina cercando al suo interno dei segni testuali che suggeriscono all’occhio se il contenuto è interessante o meno. Questi segni sono ad esempio immagini, elenchi puntati, testi in grassetto, insomma tutto quanto fa “spiccare” una parte del testo. Dunque, come si scrive per il web? Facciamo una premessa: per il web come per il cartaceo, qualsiasi testo


io stia per scrivere, non posso esimermi dal chiedermi a chi mi sto rivolgendo. Per scrivere in modo efficace, infatti, devo sapere bene a chi mi rivolgo e conoscere il comportamento dei miei lettori, e di conseguenza adattare a questi il mio messaggio. Solo se faccio questo passaggio posso pensare a come impostare il contenuto. Ecco allora che cosa deve fare chi vuole scrivere un buon testo per il web: 1. conoscere i comportamenti dei lettori on line e adattarvi i suoi testi 2. chiedersi a chi si sta rivolgendo (target) 3. utilizzare un linguaggio più possibile vicino all’utente 4. individuare le parole chiave che potrebbe usare l’utente per cercare il mio contenuto. Viste queste premesse, ecco allora quali possono essere i suggerimenti da seguire per scrivere dei testi efficaci per il web.

Mini manuale web writing Tipp 1. ricordare che la cosa più importante è il contenuto: se è vero che sul web chiunque può scrivere qualsiasi cosa, ciò non toglie che la prima cosa per scrivere un buon testo è avere un contenuto valido. Come dicono gli inglesi “content is the king”. Regola generale: perché un testo sia esaustivo dobbiamo far sì che esso dia risposta alle famose 5 W del giornalismo anglosassone:

• • • • •

what (cosa) who (chi) where (dove) when (quando) why (perchè )

Tipp 2. scrivere per piacere al lettore. Che significa adottare uno stile comunicativo simile a quello usato dal mio target. Se sto pubblicizzando una festa campestre, il registro linguistico dovrà essere per forza diverso da quello che potrei usare per scrivere la pagina istituzionale della

Pro Loco. L’utente a cui mi rivolgo deve riconoscersi nel linguaggio del testo che gli proponiamo.

• dare del tu al lettore • coinvolgerlo con domande Tipp 3. partire con il concetto principale. No ai fraseggi, alla retorica, ai giri di parole: l’utente vuole andare dritto al punto e capire se quella pagina risponde alle sue esigenze o meno. Tipp 4. usare la sintesi. Come abbiamo visto, internet presuppone tempi di lettura diversi rispetto alla lettura tradizionale e dunque ha bisogno di una semplificazione. La semplificazione però non vuol dire superficialità. Si possono confezionare argomenti in modo corretto e adeguato al nuovo canale usando incisività e immediatezza. Per farlo, è consigliabile usare: • frasi brevi

• poche subordinate • usare verbi all’infinito • ridurre l’uso di avverbi e aggettivi

Tipp 5. impostare una gerarchia chiara del testo. Importante: sul web si inizia dalle conclusioni, non dalle premesse!

• all’inizio titolo e conclusioni • nel mezzo il testo con i dettagli • finire con i concetti secondari. Tipp 6. usare una formattazione “parlante”. Non solo la gerarchia dei concetti, ma anche la formattazione del testo fa la differenza. E’ utile usare segni marcatori che evidenziano e organizzano il testo, quali:

• • • • •

elenchi puntati parole in grassetto immagini citazioni link

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Valle dell’Adige

L’orto giardino della Villa Salvadori

Cà Comuna: mani nella terra e sguardo all’orizzonte Giusi Depaoli, presidente Pro Loco cà Comuna

Uno spazio di incontro e di scambio per persone di tutte le età, un laboratorio a cielo aperto di sperimentazione, di risveglio dei sensi e di apprendimento, per capire chi eravamo, chi siamo, per definire il nostro futuro: tutto questo è l’Orto in Villa L’Orto in Villa è un luogo fortemente voluto dalla Pro Loco cà Comuna, dove capire attraverso la cultura del cibo la complessità della relazione tra uomo e natura. Il 2014 è stato un anno ricco, ricchissimo di iniziative, che hanno portato L’Orto in Villa ad essere proprio ciò che vuole essere: allestito come un orto-giardino visitabile, questo orto è coltivato attraverso la combinazione sperimentale di tecniche e approcci

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appartenenti all’agricoltura biologica, alla permacultura, all’agricoltura organica e a quella sinergica. È coltivato con varietà orticole, aromatiche, officinali, spontanee, ed antiche varietà di cereali e legumi. Cuore del progetto sono le attività didattiche proposte per adulti e bambini, esperienze attraverso le quali si sperimenta l’agricoltura sostenibile nei sui molteplici aspetti con la finalità di riconoscere il va-

lore ecologico e culturale dei prodotti agricoli e diffondere un consumo consapevole del cibo di cui ci alimentiamo quotidianamente. Nel 2014 le attività per i più piccoli hanno coinvolto 700 bambini sia di classi della scuola dell’infanzia, che di gruppi provenienti dal territorio extracircoscrizionale. I bambini hanno sperimentato la straordinaria e inaspettata biodiversità dell’orto osservando, ad esempio, patate lilla o bitorzolute, assaggiando carote viola o arancioni con quattro punte per arrivare a ragionare assieme sulla standardizzazione dei prodotti agricoli e sullo spreco alimentare in agricoltura. Hanno progettato e costruito “l’hotel degli insetti” per accogliere ospiti utili e graditi nell’orto. Hanno conosciuto il sottosuolo sperimentando attraverso i sensi gli


elementi che lo compongono; disegnando con argilla, sabbia e humus ne hanno compreso i comportamenti a contatto con l’acqua, fino a capire come il tipo di terra che abbiamo sotto i piedi influenzi le forme di vita sopra e sotto la superficie. Gli alunni hanno poi visto con i loro occhi e toccato con le loro mani ortaggi, spontanee e aromatiche, intuendo che ogni giorno ci cibiamo di pezzettini di piante, siano essi radici, fiori, foglie, tuberi, bulbi o frutti. Nel corso dell’estate, inoltre, studenti del Corso di Ortoflorovivaismo dell’Istituto Agrario di San Michele hanno svolto a L’Orto in Villa un tirocinio che li ha visti protagonisti nella progettazione e realizzazione di nuove aiuole di aromatiche e ornamentali, abbellite con creatività attraverso materiali naturali e di recupero. Numerosa anche l’affluenza alle attività per adulti, cui hanno preso parte centinaia di persone provenienti sia del territorio circoscrizionale che da quello provinciale: “semplici curiosi”, appassionati di tematiche connesse all’agricoltura sostenibile,

famiglie di bambini che hanno partecipato alle attività didattiche, addetti al settore agricolo: il pubblico è stato davvero ampio e variegato. Tra febbraio e marzo sono stati inoltre realizzati due corsi in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach e la Federazione Provinciale Clubs 3P di Coldiretti Trento. Il corso Fertilità del suolo nelle aree marginali e nei contesti suburbani e quello di approfondimento per tutor di fattoria didattica hanno visto la partecipazione di quasi quaranta professionisti in campo agricolo. Tra aprile e giugno sono stati proposti tre incontri dal titolo L’ABC dell’orto secondo natura: con le mani nella terra per imparare a coltivare e conoscere i prodotti dell’orto. I partecipanti hanno “imparato facendo”, come “leggere” il terreno per capire come prepararlo ad accogliere le coltivazioni, hanno appreso le tecniche naturali di fertilizzazione del terreno e di limitazione delle infestanti, oltre che come incentivare la biodiversità animale e vegetale dell’orto per una maggiore produttività. Settembre si è aperto con l’appun-

tamento Confusioni biodiverse a L’Orto in Villa, in cui i partecipanti, guidati da Stefano Delugan, hanno riconosciuto e catalogato la considerevole varietà di specie vegetali esistente nell’orto-giardino. Nello stesso mese sono stati realizzati cinque appuntamenti del ciclo l’orto: Saperi a kilometro zero, un’iniziativa vissuta dai numerosi partecipanti con grande entusiasmo per il carico di nuove conoscenze ed emozioni con le quali hanno fatto ritorno al proprio quotidiano. Durante le attività si sono raccolti ortaggi, aromatiche, officinali e spontanee per preparare sciroppi, tisane e infusi, salse, pesti e piadine, bevande energetiche, insalate d’asporto e condimenti, tinture madri e unguenti. Nell’orto si è cucinato e si sono consumati comunitariamente i preparati per condividere con soddisfazione quanto prodotto, ma soprattutto si sono potute sperimentare le differenze tra materie prime e cicli produttivi di beni industriali e di propria produzione. Infine, a metà settembre, più di cinquanta persone hanno invaso l’Orto in Villa per l’evento “Nell’orto prima di

Stefano Delugan con alcuni partecipanti

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Vallagarina cena…” in collaborazione con Slow Food Trento. È stata l’occasione per ascoltare la storia dell’orto-giardino, prepararsi un aperitivo con la menta appena colta e assaggiare piccole delizie con erbe e ortaggi a kilometro

meno di zero. Ma non è finita qui. Dalla primavera all’autunno, ogni venerdì pomeriggio gruppi di volontari si sono incontrati per partecipare alla coltivazione e al mantenimento dell’orto, occasione per scambiarsi

informazioni ed esperienze di orticoltura, per lasciarsi sorprendere dalle trasformazioni stagionali dell’orto o semplicemente per parlarsi e condividere il piacere di un pomeriggio immersi tra piante, farfalle e profumi.

Alcuni cimeli ritrovati sul Monte Pazul

“Da en bait al altro”

al via la prima edizione Rosanna Tevini, presidente Pro Loco di Trambileno

Una nuova arrivata tra le manifestazioni enogastronomiche in Trentino Domenica 10 agosto 2014 sul Monte Pazul (Pasubio), si è svolta la prima edizione della manifestazione “Da en bait al altro” organizzata dalla Proloco di Trambileno, una camminata eno-gastronomica e culturale tra le baite della montagna, degustando piatti e prodotti tipici

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alla riscoperta del passato. Buon cibo ma non solo: il percorso è stato infatti arricchito da punti dedicati a diverse tematiche inerenti la vita e la cultura di montagna: dalla dimostrazione dello sfalcio dei prati, importante mezzo di sostentamento del passato, allo spazio dedicato alla flora e fauna autoctona, con l’allestimento di un diorama da parte del corpo forestale in collaborazione con i guardiacaccia, agli spunti sulla grande guerra proposti dalla mostra dei cimeli ritrovati sul Monte Pazul. Come prima edizione si era deciso di chiudere le iscrizioni ad un massi-

mo di 300 partecipanti, e siamo ben contenti di poter dire che il risultato è stato raggiunto con successo! L’elemento determinante dell’ottima riuscita è stata sicuramente la collaborazione e l’entusiasmo dei proprietari delle baite, i quali hanno contribuito a rendere il percorso piacevole ed emozionante. A tal proposito la Pro Loco di Trambileno ringrazia tutti coloro che hanno partecipato al successo della manifestazione, confidando nella disponibilità futura per rendere questa la prima di tante edizioni.


Valle dell’Adige

Si alzi il sipario Adriano Dallago, consigliere Pro Loco di Ravina Charlie Chaplin diceva:“Un giorno senza sorriso è un giorno perso”. La Pro Loco di Ravina, fin dalla sua fondazione, ha fatto sua questa frase e fa di tutto perché nella vita dei nostri concittadini, i “giorni persi” siano veramente pochi! Quindi, in questi anni, si sono organizzate rassegne e

manifestazioni varie che aiutano a distendere ed a rilassare la muscolatura del viso, favorendo il sorriso, linfa vitale per il viver bene. Contemporaneamente si coltiva la socializzazione. Il ritrovarsi fuori dal consueto posto di lavoro o dal solito menage familiare fa dimenticare per qualche momento

i problemi quotidiani e la “crisi”. In poche parole “si vive”. E’ in quest’ottica che la Pro Loco organizza la 7° rassegna RavinAteatro, 6 serate da vivere insieme che rispecchieranno lo spirito appena citato ma che in qualche momento ci inviteranno a riflettere ed anche a non dimenticare.

- 17 gennaio 2015 “In My Time – Ai miei tempi” (compagnia Team Art) Musical risultato dal sodalizio artistico locale nel quale sono impegnati anche alcuni giovani di Ravina e Romagnano

ogni tempo lasciano nelle persone

- 7 marzo 2015 “En caso disperà” (filodrammatica “Tra na roba e l’altra” di Cavrasto”) Commedia spassosa e classica commedia dialettale che vede “l’uomo” di casa soccombere alla pressione preponderante del gentil sesso

- 24 gennaio 2015 “Terra di nessuno” (T.I.M. Teatro Instabile di Meano) In occasione del centenario dell’inizio della prima guerra mondiale presenta un lavoro che mette in evidenza una storia carica di pathos, evidenziando le conseguenze e le tracce indelebili che i conflitti di INFO

- 21 febbraio 2015 “Il Nonno arabo” (Compagnia Filodrammatica di Civezzano) Una vetrina di confronto tra vari credo religiosi, commedia brillante e di grande attualità L’associazione Pro Loco di Ravina presenta

Tutti gli spettacoli avranno luogo presso la sala teatro Claudio Demattè via Belvedere a Ravina con inizio alle ore 20.45

RAVIN

Grafica - Press Service 328.7096730

Prevendita abbonamenti e biglietti: da martedì 9 dicembre 2014 presso il bar Agorà di Ravina presso gli sportelli della Cassa Rurale di Aldeno e Cadine, filiali di Ravina e Romagnano

- 7 febbraio 2015 “Sal e pever” (Associazione Teatrale Dolomiti di San Lorenzo in Banale) Una commedia brillante ed attuale dove traspare il particolare rapporto uomo - donna

I biglietti per gli spettacoli sono in vendita presso la biglietteria del teatro nelle serate di programmazione.

ATEATRO

Stagione Teatrale

2015 Ravina

Pro Loco

- 21 marzo 2015 “Cous-cous clan” (Estravagario di Verona) Affascinante testo che mette al centro l’amicizia goliardica e pluriennale di quattro torinesi. Amicizia che si scopre essere stata per tanti anni non sempre sincera Orario biglietteria teatro: il giorno dello spettacolo dalle ore 19.30 Abbonamento valido per tutti gli spettacoli Soci Pro Loco e possessori di carta in cooperazione € 35 non soci € 42 Ingressi Biglietto intero € 8 Ridotto ( fino a 16 anni ) € 5 Per ulteriori informazioni: www.ravina.tn.it e-mail: info@ravina.tn.it cell. 3896465371

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Valle del Vanoi

Il Fronte di Fronte

Marco Felici, presidente Pro Loco Prade Cicona Zortea

Ricordare per non dimenticare! Rifiutando la guerra! Omaggio alle popolazioni che hanno subito e che subiscono le guerre Il fronte di fronte è un progetto che ha visto negli scorsi mesi la Pro Loco Prade Cicona Zortea impegnata a realizzare una serie di attività legate al tema del ricordo della guerra e della divulgazione della storia locale (vedi articolo in Centopaesi #2 2014). Dopo mesi intensi di iniziative, lasciamo qui il doveroso spazio ai tre più significativi progetti che si inscrivono all’interno di Il fronte di fronte; progetti che costituiscono un esempio di come una Pro Loco possa valorizzare la storia del proprio luogo attraverso modalità nuove, stimolanti e anche coraggiose. Il progetto ha visto la partecipazione di esperti nel campo della ricerca e della comunicazione quali: Adone Bettega, Lucia Zanettin, Santo De Dorigo, Davide Casadio, Fulvio Bona, Teresa Rattin, Paolo Cossi, Vincenzo Bottecchia, HAZARD EDIZIONI di Milano, Fondazione Franco Fossati Monza, WOW Spazio Fumetto MILANO - Museo del fumetto dell’illustrazione e dell’immagine animata e Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, Gruppo Alpini di Caoria, Museo della Guerra di Caoria, Coro Vanoi e Coro Pever Montan. Il progetto è stato realizzato grazie al contributo di: Regione Autonoma

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Trentino-Alto Adige/Südtirol, Provincia Autonoma di Trento, Comunità di Valle di Primiero, Comune di Canal San Bovo, A.P.T. San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi, Bim Brenta e Cassa Centrale delle Cassse Rurali Trentine. Per info: Pagina Facebook del progetto Il Fronte di Fronte

Il Film “Il Fronte di Fronte” Il film vuole essere un omaggio alle piccole storie dimenticate. Spesso quando si guarda all’immane tragedia che è stata la prima guerra mondiale, si è travolti dal grande numero dei morti e si perde di vista il fatto che essi erano uomini, con un volto, con i loro affetti. Spesso si dimentica che insieme a loro hanno sofferto il peso delle altrui decisioni anche i loro familiari. “Il Fronte di Fronte” vuole appunto ricordare tutti quelli  che hanno vissuto quegli eventi, prendendo spunto dalle piccole grandi storie di una valle trentina coinvolta nel conflitto. Episodi a volte dimenticati, vissuti da gente semplice, schiacciata dai grandi avvenimenti bellici, ma rap-

presentativa dell’universalità della tragedia. Curato negli aspetti storici dai consulenti Adone Bettega e Santo De Dorigo, facenti parte della Società Storica per la Guerra Bianca, il film, girato nei luoghi dove essa si è svolta, ne raccoglie le tracce e diventa occasione per far rivivere questi racconti. “Il Fronte di Fron-


Gruppo Ana di Caoria), che oggi diventa colonna sonora privilegiata del video. Lontano, quindi, da ogni retorica, “Il Fronte di Fronte” è un omaggio a quella operosa gente di frontiera: l’unica sua bandiera è uno straccio bianco, sventolato da una bambina in fuga. “Il Fronte di Fronte” è una produzione della Pro Loco Prade Cicona Zortea, scritto e diretto da Lucia Zanettin.

particolare attenzione alla narrazione in forma didattica dei fatti e dei luoghi scenario della Prima Guerra Mondiale, oltre a mostrare un’appendice finale in cui alcuni grandi maestri del fumetto come Pratt, Battaglia, Toppi, Micheluzzi, Tacconi, Shulz ed altri raccontano per immagini alcuni momenti della Grande Guerra.

Realizzata da Hazard Edizioni, la mostra “Il Fronte di Fronte” è un progetto pluriennale promosso e ideato da Pro Loco Prade Cicona Zortea e “Cicona Fumetto”; scopo della mostra è evidenziare la dimensione del coinvolgimento e della sofferenza che i conflitti infliggono alle popolazioni inermi, attraverso le privazioni, le perdite e gli allontanamenti dai propri luoghi ed affetti. Dal progetto “Il Fronte di Fronte” prendono vita e forma la graphic novel di Paolo Cossi “1914, io mi rifiuto!”, dal titolo evidentemente pacifista, ed una parte più documentale e iconografica sotto forma di mostra relativa ai fatti, ai personaggi, ai luoghi e alla Storia della Grande Guerra, senza tralasciare il Trentino e le Valli di Primiero e Vanoi che sono parte integrante di quella triste pagina di storia. Tutto è raccontato attraverso illustrazioni, vignette satiriche, manifesti, disegni e fumetti, pubblicati da giornali, riviste e periodici dell’epoca quali “Il Corriere dei Piccoli”, “Numero”, “L’asino”, famoso giornale di satira politica o “La Tradotta” (settimanale della 3° armata), “La Trincea”, “La Ghirba” e tanti altri giornali di trincea, così chiamati perché destinati ai soldati al fronte. Giornali che vedevano tra l’altro la collaborazione degli artisti più importanti dell’epoca, come Antonio Rubino, Attilio Mussino, Umberto Brunelleschi, Giuseppe Mazzoni ed Enrico Sacchetti. La mostra dedica

La storia inizia a Berlino nel 1932. Ci troviamo al “Anti-Kriegsmuseum”, il famoso Museo contro la guerra, fondato da Ernst Friedrich. Nicolaj, il protagonista, è in visita al museo, e tra le foto in mostra dei soldati sfigurati durante la Grande Guerra, egli riconosce un soldato: Franz Damman, disegnatore impegnato sul fronte della battaglia in Galizia allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Nicolaj si ricorda di lui perché lo aveva incontrato personalmente proprio in Galizia durante il conflitto. E così comincia un toccante e struggente racconti in flashback…. Il soldato racconta a Nicolaj la sua vita e spiega le peripezie che sta vivendo la moglie. Quest’ultima, nata a Caoria (Valle del Vanoi), scrive nelle lettere al marito dei tristi episodi sulla deportazione nel campo profughi di Mitterdorf Austria, e racconta della deportazione di una sua cugina, per mano dell’esercito italiano, nei campi profughi di Manduria. Ne escono stralci di racconti sulla guerra fissata dai civili, e soprattutto sulla difficile situazione di quello che è stato il destino dei piccoli paesi di confine. La guerra intanto scandisce i suoi rintocchi anno per anno, riportando il racconto alla realtà del massacro mondiale. Questa bellissima graphic novel risulta quindi un racconto che, partendo dal pensiero pacifista di Friedrich, porta a riflettere su nuove e diverse prospettive, sulla guerra e i suoi errori.

Il libro La mostra “1914 Io mi rifiuto” “Il Fronte di Fronte” di Paolo Cossi

te” è, dunque, divenuto un’opera collettiva della Valle del Vanoi, i cui abitanti hanno fattivamente collaborato alla realizzazione. Il Coro del Vanoi ha fornito brani di grande emozione.  Il coro femminile Pever Montan si è impegnato nel recupero di una canzone (il cui testo era stato miracolosamente conservato dal

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Giudicarie Esteriori

L’ingrediente segreto della ciuìga... Mariano Sottovia, presidente Pro Loco S. Lorenzo in Banale

... è l’amore di un paese intero per questa tradizione culinaria, che ha trasformato un cibo povero in una prelibatezza conosciuta in tutto il mondo Si è conclusa da poco la XIII edizione della Sagra della Ciuiga, un appuntamento ormai atteso da molti. Non solo dagli abitanti di San Lorenzo, ma anche dai turisti e da chiunque voglia lasciarsi trasportare dall’atmosfera di festa che si respira nella frazione di Berghi in quei giorni. Le vie e gli angoli più nascosti sono stati allestiti con cura, utilizzando materiali naturali, semplici, che richiamano la tradizione contadina. Colpisce, in modo particolare, l’en-

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trata dalla Strada del Toat, accanto all’asilo, dove molti spaventapasseri fatti dai bambini accolgono con allegria e colore il visitatore. In un giro di interviste abbiamo chiesto ai vari protagonisti di esprimerci le loro impressioni. Così parlano le insegnanti dell’asilo di San Lorenzo e Dorsino: ”Anche quest’anno i bambini della scuola materna con le loro famiglie hanno aderito alla richiesta della Pro Loco: “dare il benvenuto a tutti con un tocco creativo.” Ed ecco lì, lungo la strada, sui prati, attaccati ad un albero, appoggiati ad un cespuglio, tanti spaventapasseri accolgono i tanti visitatori venuti da ogni dove”. All’interno del borgo i vòlti delle cantine e delle vecchie stalle, i solai, le ére, sono occupati dagli standisti che mettono in vendita prodotti tipici, artigianato artistico, dolci tradizionali e molto altro. Anche loro hanno fatto attenzione all’allestimento

e gli spazi sono curati, accoglienti. Girando per la festa, alla cantina del Nilo, incontriamo il gruppo amatori calcio, che con la loro associazione gestiscono un fornito punto ristoro: “La partecipazione delle associazioni alla sagra fa sì che la festa venga sentita da tutti noi come segno di aggregazione e orgoglio per il nostro paese. La collaborazione delle persone, che mettono impegno e passione nell’allestimento, e dei proprietari dei volti, dimostrano meglio di tante parole che l’unione di tutti rende la Sagra della Ciuìga un momento unico nella vita del nostro comune”. Proseguendo per le viuzze ci fermiamo nella cantina del Bastiano dove i musicisti della Banda di San Lorenzo e Dorsino esultano: “Sagra della ciuìga da ricordare! Il tempo ha regalato tre magnifiche giornate che ci hanno permesso di esprimerci al meglio, sotto gli occhi di molti visitatori. Da elogiare la cura messa nell’organizzazione e nell’allestimento del paese da parte di abitanti, Pro Loco e associazioni. E’ una bella occasione per noi “paesani” di collaborare insieme per il bene comune del paese, facendo conoscere agli altri la bellezza del nostro territorio e delle nostre usanze. Grazie a tutti e bravi… continuiamo così”. Salendo nella parte alta della Sagra un altro punto ristoro ci attende. Nella cantina del Lino un energico ed entusiasta Gruppo Giovani di San Lorenzo e Dorsino ci stupisce così: “Pensiamo che la sagra sia una manifestazione da continuare e, dopo il successo dell’anno scorso, anche quest’anno ci siamo impiegati al meglio per rendere la sagra ancora una volta un’esperienza autentica e coinvolgente. E’ cresciuta la motivazione e l’attenzione verso i dettagli, rendendo migliore il servizio e ampliando lo stand. Mantenendo l’allegria e l’entusiasmo vi aspettiamo il prossimo anno”. Quest’anno è stato creato uno spazio nuovo: La Casa della Ciuìga, una piccola casa-museo allestita dalla


Nelle foto alcuni momenti della sagra Famiglia Cooperativa di San Lorenzo. Un luogo dove ripercorrere, attraverso le immagini e gli oggetti, la storia della protagonista della festa. Qui infatti erano esposte fotografie, attrezzi e utensili che descrivono gli ingredienti e il procedimento che porta alla realizzazione della ciuìga. Girando per la sagra ci ritroviamo nel Mercato del Buon Cibo e del Bel Paese, che ospita i prodotti Slow Food provenienti dai Borghi più Belli d’Italia e non solo, molto apprezzato da chi ricerca i cibi d’eccellenza: il Prosciutto Bazzone di Coreglia Antelminelli, il pane Ur-paal di Glorenza, il pecorino canestrato di Castel del Monte, oltre alla mortandela della Val di Non. Nei tre giorni di festa quest’anno non c’è stato tempo per annoiarsi: visite guidate al borgo che partendo dalla Casa della Ciuìga, attraversano le antiche Ville di Berghi, Pergnano e Senaso, con una tappa al vecchio affumicatoio. I numerosi partecipanti hanno apprezzato la possibilità di conoscere meglio il paese, scoprire gli affreschi dei Baschenis nella chie-

setta di San Rocco e San Sebastiano ed entrare nell’affumicatoio, luogo storico in cui venivano affumicate le ciuìghe. Non solo storia ma anche natura, con le escursioni guidate da

Simone Elmi al Colle Beo e ai Prati di Prada. Il vero successo è stato, come sempre, la sinergia tra i collaboratori che, anche se con qualche

piccola e inevitabile difficoltà, hanno contribuito a far diventare questa manifestazione un evento sempre più qualificato, un appuntamento fisso per migliaia di persone. E quindi perché non citare Anatole France che sintetizza al meglio il senso del volontariato“Noi abbiamo di veramente nostro soltanto noi stessi: l’unico dono che possiamo fare è dunque il dono del nostro lavoro, della nostra anima, del nostro ingegno; e questa magnifica offerta di noi a tutti gli uomini arricchisce insieme il donatore e la comunità”. Come Pro Loco non possiamo quindi che essere orgogliosi delle nostre associazioni, che ogni anno ci aiutano nella riuscita della festa. Non mi dilungo nella lista, ma un ringraziamento particolare va ai Vigili del Fuoco e ai Carabinieri in congedo, agli Alpini, agli Amici del Legno e alle Pro Loco di Dorsino e del Casale, a tutti i volontari e agli abitanti della frazione, alla Società Brenta Nuoto e all’Oratorio, alla Filodolomiti di San Lorenzo, all’Amministrazione Comunale, alla Segretaria e all’APT.

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Giudicarie Centrali

La folla dei visitatori fra gli stand

Incredibile Ecofiera Sara Bonomi, Consorzio per il turismo Giudicarie Centrali

Boom di presenze per la 15°edizione dell’Ecofiera, la kermesse dedicata all’ecologia e all’economia di montagna Si è chiusa con un bilancio assolutamente positivo la XV edizione dell’”Ecofiera di Montagna”, la rassegna che si è svolta nei giorni venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 ottobre 2014 a Tione di Trento, superando ogni record con i suoi 192 espositori e i 33.000 passaggi dei visitatori della fiera. Numeri davvero importanti in un momento in cui per molte manifestazioni diventa difficile confermare i dati delle edizioni precedenti. Ma Ecofiera è ormai una festa, una festa di tutti, ed è sentita dai molti che nei tre giorni si alternano per le vie del paese per essere presenti all’evento. Un risultato che conferma il ruolo di preminenza di Ecofiera tra gli eventi principali nell’autunno trentino. Il Comitato Organizzatore è molto soddisfatto

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degli incredibili risultati a partire dai commenti entusiastici degli espositori, molti dei quali hanno già riconfermato la loro adesione per l’edizione 2015. Questo risultato è indicativo inoltre dell’aumentato interesse per le tematiche concernenti l’economia e l’ecologia dei territori di montagna, come anche verso l’agricoltura biologica, il risparmio energetico, le attività tradizionali di montagna, i prodotti tipici ed i progetti di sviluppo compatibili con le risorse ambientali. Un format, quello di Ecofiera, che si conferma quindi vincente, e che verrà riproposto certamente anche il prossimo anno. Oltre ai quasi duecento espositori, quest’anno si è deciso di dedicare all’interno della kermesse uno spazio all’approfondimento di te-

matiche particolarmente sensibili: il convegno per una “Costituzione energetica dell’Italia”, ad esempio, ha portato a Tione relatori di fama europea, che hanno scambiato opinioni con l’interessatissimo pubblico presente. Di grande interesse anche il convegno “Comunicazione per lo sviluppo armonico delle nuove generazioni dall’uso dei social network alla pet-theraphy”. Curiose e stimolanti anche le attività proposte, tra cui il laboratorio “Artigiani riparatori: come allungare la vita degli oggetti”, la mostra micologica, i laboratori per i bambini, le mostre d’arte. Riconfermato pure quest’anno il grande interesse per le molte attività collaterali che Ecofiera proponeva, tra le quali: la mostra micologica, la visita alla caserma dei vigili del fuoco, la palestra di roccia e le numerose mostre d’arte. Tra le novità di questa edizione, lo spazio dedicato a “La gastronomia tipica italiana”, con il mercato contadino, la Strada del Gusto con prodotti tipici provenienti dalle diverse regioni Italiane, le proposte di Alta ristorazione della Scuola Alberghiera di Tione. Special guest per l’occasione è stato lo chef Rubio, conduttore del celebre programma televisivo “Unti e bisunti”, che ha girato tra gli stand commentando a modo suo i prodotti tipici presenti. Importante e significativo il contributo dato ad Ecofiera da parte dei ragazzi dell’Istituto Università Popolare Trentina di Tione che hanno seguito, con grande professionalità, tutto il lavoro di accoglienza, info point, hostess e speaker dei tre giorni di kermesse. La quindicesima edizione di Ecofiera ha dunque senza dubbio mostrato come il connubio tra tradizione, territorio ed ecosostenibilità, unite alla qualità delle proposte, sia la chiave del successo anche per le future edizioni. Conoscere da vicino e poter fare esperienza diretta di tutto ciò che è l’economia della montagna può senza dubbio contribuire alla sua crescita.


Eventi invernali

Magica neve!

In Valle del Chiese un fitto programma di raduni e ciaspolate per godersi la montagna nel suo vestito invernale In Valle del Chiese l’inverno regala l’esperienza indimenticabile del contatto con una natura incontaminata, con il candore delle distese di neve e delle montagne silenziose. Lo scenario ideale per dedicarsi a passeggiate con le ciaspole o escursioni scialpinistiche di tutti i livelli di impegno.

Escursioni in gennaio - venerdì 2 gennaio 2015 escursione notturna con le ciaspole in Valle di Bondone “Frain in Not turna”, percorso Bondon-Frain-Val d’Avez-loc. Danà - sabato 3 gennaio 2015 “Ciaspolares”, escursione al “Santuario Madonna del Lares” a Bolbeno - lunedì 5 gennaio 2015 7° “Ciaspolata notturna a Boniprati” - venerdì 9 gennaio 2015 “Notturna in Trivena”, con cena tipica al Rifugio Trivena (Val Breguzzo) - domenica 11 gennaio 2015 escursione “Cima Tombea” lungo una vecchia strada militare - venerdì 16 gennaio 2015 raduno sci alpinistico “Campantich de not” in Val di Breguzzo. - domenica 18 gennaio 2015 “Boniprati Ski Adventure”, sia per ciaspole che per sci - sabato 24 gennaio 2015 salita notturna in Valle di Daone verso la “Malga Nova” - domenica 25 gennaio 2015 “21° raduno scialpinistico Tonolo”, sul percorso Prati Tonolo-Malga Capre-Dosso Cavallarie-Col Perpetue-Prati Tonolo. Gli appuntamenti proseguono anche per tutto il mese di febbraio. Venite a trovarci sul sito www.visitchiese.it oppure chiamateci al Consorzio Turistico Valle del Chiese T 0465 901217

Il silenzio di un paesaggio innevato; l’emozione di percorrere una via nella neve, circondati da una natura solo apparentemente addormentata; il piacere di assaporare il percorso con ritmo lento, passo dopo passo, senza la frenesia della vita di tutti i giorni. Nulla regala emozioni autentiche come la montagna nel periodo invernale. Niente di meglio allora che scoprire i tanti itinerari che la valle del Chiese offre, percorribili con le “racchette da neve” ai piedi (chiamate anche “ciaspole”), oppure, per chi è più allenato ed equipaggiato, con gli sci d’alpinismo. Tra le montagne della Valle del Chiese le possibilità di compiere escursioni sono davvero molte e per tutti i livelli di impegno. L’inverno 2014-2015 è ricco di opportunità sia per i ciaspolatori che per gli appassionati di sci d’alpinismo, che trovano nella valle del Chiese la cornice ideale per fare sport in un contesto rilassante, lontano dalle piste affollate e dal rumore degli impianti di risalita. Venite a scoprire la montagna autentica!

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Centopaesi nr 4 2014  

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