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La rivista delle Pro Loco e dei Consorzi Pro Loco del Trentino

Nยบ 4 | dicembre 2016 | Anno XX I

Poste Italiane S.P.A. Spedizione in abbonamento postale 70% NE/TN


La Federazione Trentina

delle Pro Loco e loro Consorzi augura a tutti

un sereno Natale e un felice Anno Nuovo

CENTOPAESI direttore responsabile Enrico Faes redazione Enrico Faes Oriana Bosco direzione Via Oss Mazzurana, 8 | Trento tel. 0461 239006 info@unplitrentino.it Autorizzazione del tribunale di Trento n. 926 del 26.09.96 impaginazione Rina Chemelli Stefano Pederzolli stampa Esperia, Lavis -TN foto di copertina Eleonora Raggi | Pro Loco Riva Centro

Sommario pag. 3 pag. 4 pag. 5 pag. 6 pag. 8 pag. 10 pag. 12 pag. 13 pag. 14 pag. 15 pag. 16 pag. 18 pag. 19 pag. 20 pag. 21 pag. 22 pag. 24 pag. 25 pag. 26 pag. 27 pag. 28 pag. 30

Un anno ricco di impegni Domande di contributo Tecnologie, territorio ed autenticità La sicurezza in Pro Loco | Date prossimi corsi Volontariato, integrazione e valorizzazione territoriale Da zero a dieci: breve racconto di 10 anni di Pro Loco Pro Loco a Montepulciano Il mio evento alla grande sul web Pro Loco, forza di una comunità Amanti delle mele si incontrano in Val di Non Dialoghi sulla cultura San Martino patrono di Vattaro Festa del Ringraziamento Autunno Rotaliano: gusto e sport ad alta quota Sapori a Tassullo Polenta regina della festa Quando l’arte è di casa L’agricoltura come bene comune | Pro Loco è anche beneficienza Servizio Civile a Carisolo Nuove iniziative per la Pro Loco di Marco Eventi natalizi in Valle del Chiese Faedo: il paese del Presepe


Editoriale

Un anno ricco di impegni Enrico Faes, presidente della Federazione Cari soci e volontari delle Pro loco Trentine, inizio questo mio editoriale inviandovi i miei migliori Auguri per un felice e sereno Natale. Questo 2016 è stato un anno di duro lavoro per tutti voi: in primis per le tante e belle iniziative promosse durante l’anno, ma poi anche per le fatiche legate alla nuova richiesta di contributi. Un sentito ringraziamento ed un caloroso augurio, quindi, vi spetta prima di ogni altra cosa. Quest’anno, infatti, anche da quest’ultimo punto di vista, si è dovuto lavorare il doppio, con la presentazione delle richieste di contributo di giugno e di novembre. Ora però si guarda all’anno venturo con ottimismo e positività: la parte più difficile è superata ed ora non rimane che mettere a regime idee, lavoro e disponibilità per rendere i nostri territori sempre più accoglienti e vivibili, anche per il turista. Il processo di cambiamento intrapre-

so quattro anni or sono sta dando i suoi primi frutti: come già avevo avuto modo di scrivere nel precedente editoriale, le iniziative viste in questo 2016 sono state davvero ben curate e di ottima qualità. Anche il livello di promozione e comunicazione delle attività, migliorato in alcuni aspetti, grazie anche all’avvento della app #fuori e dell’avvio di alcuni servizi specifici rivolti alle associazioni, ha portato già dei primi risultati concreti. Ora, però, non bisogna fermarsi, anzi: occorre imparare ancora di più per poter metter in campo competenze sempre più attuali e aggiornate. Per questo il consiglio della Federazione sta predisponendo, all’interno del piano strategico 2016-2020, una corposa serie di azioni formative per il 2017. E’ vero, può sembrare oneroso, per chi già si dedica molto, richiedere anche uno sforzo ulteriore in termini di formazione, ma siamo

fermamente convinti che questo sforzo permetterà a tutti di poter lavorare meglio, con più sicurezza e tutela e con uno spirito migliore. Le positive esperienze raccolte nel 2016, la più importante delle quali è stata l’incontro formativo di novembre a Calavino con 160 persone, ci hanno dato l’impressione che, oltre all’aspetto prettamente formativo, sia importante per le Pro loco scambiarsi reciprocamente esperienze, racconti, aneddoti. In questo straordinario mondo di volontari, ciò che più ci piace fare, alla fine, è stare con le persone e condividere la grande passione per i nostri territori che ci accomuna tutti. Cercheremo, quindi, di offrire sempre più occasioni di questo tipo per far crescere il nostro mondo, per farlo crescere insieme. Rinnovo quindi il più caro Augurio di Buone Feste, da parte mia e di tutto il consiglio e lo staff della Federazione.

Residenziale del CDA dell’8-9 ottobre 2016 per definire il piano strategico

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Notizie dalla Federazione

Domande di contributo Ivo Povinelli, Federazione Trentina Pro Loco

Si è chiusa la seconda tornata e si apre un nuovo ciclo di valutazione Entro lo scorso 30 novembre le Pro Loco hanno dovuto inviare la richiesta di finanziamento per l’attività del 2017 alla Provincia Autonoma di Trento. Il tutto si è concluso, come sempre, nelle ultimissime ore del giorno di scadenza e il primo dicembre i telefoni e le orecchie dei collaboratori della Federazione si sono potuti riposare. Niente di nuovo sul fronte per questa volta, nel senso che i criteri sono rimasti gli stessi, solo qualche aggiunta ai moduli di richiesta. Ad una prima occhiata però dobbiamo notare che si è modificato positivamente il modo di presentare gli eventi: abbiamo visto descrizioni più complete ed articolate, capaci di mostrare meglio il valore di quanto è stato progettato dalle Pro Loco. Complice del fatto anche la guida elaborata dal personale della Federazione che dà indicazioni precise su come stendere la domanda e che conduce maggiormente le Pro Loco nella riflessione su cosa è meglio inserire nella richiesta. Credo che anche gli incontri sul territorio dove le Pro Loco hanno letto alcune domande esemplificative rese anonime e durante i quali si è discusso in maniera animata sullo stile e

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sui modi di presentare i propri eventi abbiano contribuito ad elevare lo standard delle domande. Non finirò mai di sostenere che il miglior modo per le persone di imparare cose nuove è proprio quello di scambiare idee con chi si trova impegnato nelle stesse situazioni e quindi le considerazioni incrociate delle altre Pro Loco sulle domande di contributo hanno per la Federazione un valore inestimabile perché favoriscono l’apprendimento di tutto il sistema e non solo della singola Pro Loco. In occasione della nuova domanda sono emerse anche alcune criticità che le Pro Loco hanno voluto portare alla nostra attenzione e che sicuramente ci aiuteranno a migliorare nel tempo questo sistema di valutazione. La prima riguarda il fatto che è difficile scrivere una domanda con largo anticipo. Non possiamo che rispondere che se questo è comprensibile bisogna fare lo sforzo di sapere che cosa succederà l’anno prossimo: l’evento termina lì la sua storia o ci verrà comunque voglia di rifarlo? Nella maggior parte dei casi succede proprio questa seconda cosa e allora cerchiamo di programmare perché questo tornerà a nostro vantaggio.

La seconda considerazione importante è che è fastidioso essere valutati su un pezzo di carta senza che i valutatori vengano poi a vedere che cosa effettivamente si fa; per questo non c’è da preoccuparsi, verremo a vedere o almeno vi chiederemo di mostrarci ciò che avete fatto. Siate generosi nel documentare il tutto, perché questo sarà utile anche e soprattutto per voi per ricordarvi che cosa e come lo avete fatto. La terza grande discussione è nata attorno al perché le Pro Loco fanno gli eventi: turismo o socialità? Essendo le nostre richieste finanziate dal mondo del turismo, teniamo sempre presente che l’accento si deve sbilanciare leggermente su questo tratto. Questo non significa che le Pro Loco debbano guardare solo al turismo: durante le serate di lavoro una presidente di Pro Loco (Giulia della Piana del Lomaso, per non fare nomi…) ha detto che lei ha una passione smodata per il suo territorio e che tutto quello che fa lo fa solo per questo! Chi partecipa all’evento organizzato dalla Pro Loco di Giulia, turista o locale che sia, respira la passione di cui lei parla a pieni polmoni ed è in fin dei conti questa passione che muove tutto, il motivo di fondo per cui si fanno le cose. Allora nella domanda abbiamo consigliato di tenere insieme la passione e il turismo, per dimostrare che promuovere il territorio vuol dire farlo vivere. Un ultimo pensiero va a chi si è visto penalizzato dall’esito della prima istruttoria: utilizzate la domanda di contributo per capire qualcosa della vostra Pro Loco, non sentitevi in difetto per aver inciampato in qualche cavillo o per aver mancato le più alte posizioni della classifica. Il sistema di valutazione non penalizza nessuno, anzi dà la possibilità di rimediare ad eventuali sviste o mancanze. Questo sistema è sempre perfettibile come qualunque sistema, ma è molto meglio di quello che per 50 anni ha ingabbiato le Pro Loco in situazioni immutabili. Buon lavoro e buone feste a tutti!


Valorizzare e promuovere il terrritorio

Tecnologie, territorio ed autenticità Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

Ecco gli ingredienti della rivoluzione digitale delle Pro Loco Ha portato a Calavino oltre 70 Pro Loco e 160 partecipanti il corso Marketing territoriale e turismo. Le opportunità del digitale, organizzato dalla Federazione lo scorso 17 novembre e curato da Sergio Cagol, destination manager & digital strategist di primo piano nel mondo della comunicazione digitale in Trentino e in Italia. Un corso, riservato esclusivamente alle Pro Loco, che si inscrive all’interno degli interventi proposti dalla Federazione per fornire idee e spunti di miglioramento per le attività delle Pro Loco, e che da quest’anno hanno assunto una maggiore importanza in virtù della nuova legge provinciale (poiché, come ben sapete, da quest’anno le Pro Loco riceveranno contributi variabili a seconda della qualità degli eventi proposti). La prima domanda a cui il corso ha dato risposta è “Perchè dovrei cambiare il mio modo di comunicare e di promuovere i miei eventi?” E la risposta è presto detta: perché il mondo è cambiato radicalmente negli ultimi anni. Ora ci sembra ci siano stati da sempre, ma Facebook esiste da neanche 15 anni, Whatsapp da 7, Instagram da 6.... La tecnologia e i suoi strumenti hanno subito una trasformazione profonda in pochi anni, e quindi, ne consegue che anche noi dobbiamo adattare il nostro modo di comunicare a questa nuova realtà. Le innovazioni, tra l’altro, non sono solo tecnologiche, ma anche sociali: pensate solo a come abbia rivoluzionato la società l’avvento

della sharing economy (il modello economico basato su di un insieme di pratiche di scambio e condivisione di beni o servizi), e quindi l’arrivo di Air B&B, Uber, Bla Bla car, solo per fare qualche esempio. Nel campo della comunicazione, le innovazioni tecnologiche hanno portato a un cambiamento importantissimo: a partire dal cosiddetto web 2.0, siamo diventati tutti protagonisti della comunicazione, perché siamo tutti creatori di contenuti che vengono scambiati in rete attraverso i social, i blog, i nostri commenti su Tripadvisor, e in molti altri modi. Il modello di comunicazione univoco, in cui, per esempio, una destinazione turistica parla di sé, non funziona più: sono gli utenti che devono parlare di quel luogo, semplicemente perché noi, come utenti, percepiamo questi contenuti come più vicini al vero. In ambito turistico, il modello che consegue a questi grandi cambiamenti è quello del turismo delle esperienze: il turista cerca non solo un territorio ricco di risorse e attrattive in linea con i suoi gusti, ma sopratutto delle esperienze da vivere, autentiche, che lo facciano immergere nella realtà del luogo. La partecipazione e l’autenticità sono concetti chiave, sempre più ricercati dai turisti, e in questo ambito le Pro Loco hanno certamente molte frecce al loro arco. La nuova comunicazione, ci dice Cagol, deve

“guardare il turista e partire dal territorio”. Ma come applicare questo assunto nella nostra vita quotidiana di Pro Loco? La prima cosa da fare, ci insegna Cagol, è assumere una regia: decidere cioè una strategia e pianificare le proprie azioni. Fatto questo, si inizia ad analizzare le proprie peculiarità: è necessario capire quali sono i propri punti di forza e decidere per quale target mi voglio proporre. Non è possibile accontentare tutti, quindi andrà fatta una scelta. Deciso il mio “core business” (notate che questo è un modello che vale per tutte le taglie: dalla strategia per i mercati esteri di Visit Trentino, alla Sagra della polenta) devo lavorare sui canali. Il primo e più importante canale di comunicazione è il sito: è da qui che faccio partire tutti i miei contenuti, andrà quindi realizzato, se non lo ho, e poi curato e aggiornato con costanza. Ci sono poi i social. Il primo consiglio che Cagol ci dà è quello di tenere pochi canali e usarli bene: averne molti e non adoperarli non farà che danneggiare la nostra immagine. La pagina Facebook, in particolare, deve servire per parlare di contenuti che interessino il mio target e che lo facciano interagire: più che una vetrina di quello che faccio, dovrebbe diventare il punto di ritrovo di una community accomunata da interessi affini. In conclusione, il messaggio che Sergio Cagol ci lascia con questa sua interessantissima lezione è che i nuovi canali di comunicazione trovano la loro massima espressione quando vengono applicati dal basso. E le Pro Loco, che sono i soggetti istituzionali più vicini al territorio, e sono un vero traid d’union tra questo e l’ospite, hanno pertanto moltissime possibilità di lavorare sulla comunicazione e di farlo con successo.

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Notizie dalla Federazione

La sicurezza in Pro Loco Ivo Povinelli, Federazione Trentina Pro Loco

Parte a gennaio la prima edizione dei nuovi percorsi sulla sicurezza: sono aperte le iscrizioni

Ce l’abbiamo fatta! Era da ottobre 2015 che lo studio condotto insieme a B&P sui rischi connessi alle attività delle Pro Loco stava sulle nostre scrivanie. Ci rimaneva solo un dubbio che trae origine dalla varietà delle attività che mettono in campo le Pro Loco. Questo variegato insieme di operatività ci ha sempre posto il dubbio su che cosa fosse realmente utile alle Pro Loco per affrontare il tema della prevenzione dei rischi. Inutile fornire alle Pro Loco gli strumenti di cui hanno bisogno le aziende specializzate in un settore, insufficiente chiudere gli occhi e affidarsi alla buona sorte sperando che non succeda nulla. Pensa che ti ripensa siamo arrivati alla conclusione che non è uti-

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le nemmeno sovraccaricare singoli individui di tutte le responsabilità e così, valorizzando una possibile distribuzione dei compiti abbiamo capito che il tema della sicurezza non va affrontato da un singolo ma da tutto il gruppo di persone operativo sulle Pro Loco. É sostanzialmente per questo che la formazione sulla sicurezza si divide in quattro, dando la possibilità alle Pro Loco di inviare persone diverse a frequentare i vari moduli. Perchè a seconda del proprio ruolo i compiti relativi a questo tema variano ed è difficile pensare che una sola persona, il presidente magari, possa occuparsi di tutti gli aspetti contemporaneamente. Nasce così un percorso suddiviso in quattro

moduli da 4 ore ciascuno destinato ad almeno tre figure teoricamente diverse tra loro che poi nella pratica possono anche sovrapporsi ma che forse è bene pensare in maniera distinta. Un modulo è destinato ai presidenti e serve ad inquadrare giuridicamente la questione: serve a far sapere loro che la responsabilità può essere condivisa con gli altri attraverso degli accorgimenti e delle pratiche apposite. Un modulo è dedicato alla figura del preposto che è in genere chi deve coordinare gli aspetti della sicurezza: è un compito impegnativo dal punto di vista pratico e relazionale ma assolutamente necessario se poi si vogliono attuare le misure concretamente. Un altro modulo è destinato a chi si occupa delle attrezzature: nelle Pro Loco ci si arrangia come si può ma a volte le attrezzature usate sono obsolete oppure chi ce le presta o noleggia non è consapevole del fatto che devono rispettare determinate caratteristiche che è bene conoscere. L’ultimo modulo è dedicato ai volontari e a cosa possono fare per essere i primi custodi della propria incolumità: non esiste nessuna possibilità di governare la questione della sicurezza solo dall’alto, men che meno in Pro Loco, per questo abbiamo aggiunto anche un modulo aperto a tutti quelli che vogliono iniziare da sé stessi. I moduli sono tutti di 4 ore e costano, ognuno, 25 € testa. Purtroppo non è possibile, nel campo della sicurezza, ottenere le stesse condizioni economiche della formazione sulla preparazione degli alimenti, l’HACCP, dato che non esiste un interlocutore simile con il quale stipulare una convenzione. Desidero solo sottolineare che occuparsi della sicurezza in Pro Loco non è solo una necessità pratica ma anche un progetto culturale, perché impone una riflessione sul cosa sul come e sul chi fa le cose. Le Pro Loco sono quindi stimolate a pensare il proprio modo di fare anche mentre gestiscono la sicurezza e questo abitua a programmare e a progettare. Buon lavoro!


LA SICUREZZA IN PRO LOCO Inquadramento giuridico e aspetti organizzativi

Il preposto: chi e come coordina gli aspetti organizzativi

Sabato 14 gennaio 2017 dalle 9.00 alle 13.00

Sabato 28 gennaio 2017 dalle 9.00 alle 13.00

4 ore, max 15 persone,

4 ore, max 15 persone,

per i Presidenti

per chi coordina l'attivitĂ sul campo

Macchine, attrezzature, montaggio, palchi e contratti di fornitura

I volontari, che rischi corrono e come possono essere tutelati

Sabato 28 gennaio 2017 dalle 14.00 alle 18.00

Sabato 11 febbraio 2017 dalle 9.00 alle 13.00 o dalle 14.00 alle 18.00

4 ore, max 15 persone,

4 ore, max 25 persone,

per chi coordina l'attivitĂ sul campo

per tutti i volontari

e per i magazzinieri

25 euro a modulo per persona Info e iscrizioni: info@unplitrentino.it

impegnati nell'attivitĂ


Reportage

Volontariato, integrazione e valorizzazi Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

Proloco Pro World è l’ultimo progetto della Pro Loco Monte Bondone. Un’idea semplice ma impegnativa per valorizzare il territorio e le persone Nello scorso mese di ottobre la Pro Loco Monte Bondone si è fatta promotrice di un importante progetto che ha portato a una proficua sinergia tra valorizzazione territoriale e integrazione sociale. Proloco Pro World, questo il nome dell’iniziativa, ha visto un gruppo di circa 15 richiedenti asilo coinvolti per un mese in attività di ripristino ambientale di un’ampia area del Monte Bondone. Supervisionati dai tutor, soci della Pro Loco che hanno seguito quotidianamente le squadre e coordinato il lavoro, i ragazzi hanno lavorato per un totale di mille ore, in modo gratuito; il progetto si è poi concluso in bellezza con un triangolare di calcio tra richiedenti asilo e due squadre di Sopramonte e Sardagna. L’iniziativa ha suscitato grande interesse da parte dei media: dopo la conferenza stampa organizzata in Federazione, molti sono i stati i servizi dedicati al progetto dalle TV e dalla stampa locale. Anche noi siamo andati a vedere quello che stava accadendo sul Monte Bondone. Qui, presso le ex caserme austrungariche delle Viote, da tutta l’estate alloggiano 15 famiglie di richiedenti asilo provenienti da Ghana, Mali, Niger e Somalia. Ed è qui che ci accolgono Sergio Costa, presidente della Pro Loco, e Alberto Barbieri, il coordinatore del progetto. Partiamo dall’inizio. Il perché di questo progetto ce lo spiega Sergio Costa: “Il progetto è nato in modo molto semplice: da una parte c’è il nostro Monte Bondone, che soffre da tempo di degrado in ampie aree,

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pur essendo un territorio turistico, e necessita quindi di interventi. Dall’altra, c’è un gruppo di migranti ospitati da mesi presso le ex caserme austrungariche delle Viote, desiderosi di darsi da fare e essere occupati in qualche attività.” Da qui l’idea di unire i due bisogni: dare la possibilità ai richiedenti asilo di rendersi utili, e portare benefici visibili all’ambiente. Dopo l’idea, c’è il necessario confronto con la realtà: occupare queste persone in attività volontarie implica l’attivazione di un gran numero di soggetti necessariamente coinvolti: Cinformi, Croce Rossa Italiana, Consorzio Lavoro Ambiente (CLA), ATAS onlus le principali. Ostacolo che potrebbe sembrare insormontabile, ma che non ha fermato la Pro Loco. “Ci siamo subito attivati confrontandoci con questi enti e fortunatamente tutti si sono resi immediatamente disponibili ad aiutarci. Grazie alla loro collaborazione, siamo potuti partire in tempi rapidissimi” ci spiega con soddisfazione Barbieri. Quando incontriamo i rappresentanti della Pro Loco, il progetto è al suo ultimo giorno. Possiamo quindi già fare un bilancio dell’iniziativa. Gli organizzatori ci confermano che i risultati sono più che soddisfacenti: moltissimi sentieri puliti, il sottopasso delle Rocce rosse imbiancato, le vecchie voliere delle caserme ripristinate, gli arbusti sul ciglio della strada principale sfalciati e rimossi. Soddisfazione che non è solo della Pro Loco, ma anche dei 15 ragazzi coin-

Un momento di lavoro dei richiedenti asilo volti: Samuel, 28 anni, originario del Ghana, ci dice in inglese “Questo progetto è molto bello. Per noi è un piacere aiutare la Comunità che ci sta aiutando e che ci dà sicurezza. Vogliamo fare anche noi qualcosa per questo Paese che sta facendo tanto per noi.” Ma la ricaduta positiva di questo progetto, per i 15 ragazzi, è anche molto più concreta: “Il progetto ci ha permesso di imparare un po’ di italiano e di capire come funziona qui il lavoro. E’ per noi una bellissima opportunità.” Dopo un mese di lavoro gomito a gomito, tra i ragazzi e i tutor si è creato un rapporto di reciproca fiducia, e forse la gratificazione che i tutor della Pro


zazione territoriale in un solo progetto

Loco evidenziano è dovuta non solo dalle migliorie ambientali realizzate, ma anche dall’emozione di aver vissuto un’esperienza così significativa. La Pro Loco ha innescato un meccanismo virtuoso che è riuscito a portare benefici da entrambe le parti. Il valore di questa iniziativa è stato riconosciuto dall’amministrazione comunale, intervenuta in gran numero alla conferenza stampa presso la Federazione: la Presidente del Consiglio comunale Lucia Coppola, in particolare, ha lodato questo progetto che “realizza concretamente una vera integrazione, che non è solo accoglienza ma che dà anche dignità ai richiedenti asilo. Questa

è la modalità migliore per attuare un piano di integrazione davvero efficace.” Il nome Proloco Pro World spiega bene anche il significato intrinseco di questo progetto: far sì che la Pro Loco passi da un interesse esclusivamente locale ad un interesse allargato verso il mondo. Un passo molto importante, che se esula da quelli che sono gli scopi primari per cui solitamente opera una Pro Loco, riesce nondimeno a proporre un modo nuovo, alternativo e anche rivoluzionario di vedere la Pro Loco che può diventare una linfa ricca di nuove idee. Spinta all’innovazione riconosciuta, di nuovo, dall’amministrazione comunale, che per voce

dell’assessore Roberto Stanchina e il neoeletto delegato del sindaco per il Monte Bondone, Dario Maestranzi, ha dichiarato che con progetti come questi, le Pro Loco danno dimostrazione di essere in grado di passare dall’interesse solo locale a un interesse globale. Superare gli schemi e uscire dalle rotte già battute, non avere paura di fare qualcosa di diverso, adottare un’attitudine decisa e in qualche modo “imprenditoriale” nell’affrontare un progetto: ci sembrano questi in conclusione gli spunti che scaturiscono da questa esperienza e che possono essere interessante contributo per la crescita della realtà delle Pro Loco trentine.

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Buon compleanno

Da zero a dieci: breve raccon Sonia Marconi, consigliere Pro Loco Ravina

In poche righe, la Pro Loco ci fa immergere in dieci anni di lavoro, di soddisfazioni e di impegno, che ha portato la Pro Loco di Ravina a diventare un punto di riferimento essenziale per la comunità La nascita della nostra Pro Loco è il risultato dell’intuizione di Giorgio Boccone che dieci anni fa, durante un’uscita domenicale, ha proposto questa formula alternativa e innovativa di impegno per il proprio paese a un gruppo di entusiasti volenterosi, che ci hanno creduto da subito. Dopo una serie di incontri con persone competenti e informate che hanno chiarito alcune perplessità e dato le prime indicazioni, si è provveduto alla costituzione e alla elezione del primo direttivo… era il lontano 9 novembre 2006! In men che non si dica, già ai primi di dicembre si è riusciti a collocare, in sicurezza, un bellissimo albero di Natale e a pianificare un ritrovo per lo scambio di auguri con tutta la comunità al termine della messa della Vigilia. Nel 2007, carichi e positivi, è stata proposta la prima festa di tre giorni, denominata, con grande lungimiranza, ViviRavina. Nessuno si aspettava una così grande partecipazione sia di volontari, che di associazioni ad aiutare, oltre che di residenti, entusiasti della novità in piazza. Grazie all’interessamento della Circoscrizione, si riuscì successivamente ad avere una sede, in affitto, nell’edificio di via Val Gola e si partecipò con il periodico della circoscrizione Erre al bando per la

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pubblicazione del libro “Al suono della campana” di Alessandro Paris. Inoltre, già da subito si è pensato alla pubblicazione mensile dell’Eco del Rio Gola: un opuscolo creato con lo scopo di “calendarizzare” le molte manifestazioni programmate durante l’anno dalle varie associazioni attive in paese e per far sì che le stesse non si sormontino con spreco di sforzi ed energie, al fine di informare meglio l’intera popolazione. Dopo quasi dieci anni, l’Eco del Rio Gola è tutt’oggi apprezzato e presente come promemoria su un mobile in molte cucine del paese. Il 2008 è stato l’anno di un’altra grande sfida: il Comune di Trento ci propose il contratto di gestione della Sala Demattè e, non senza grandi discussioni, approfondimenti e pareri discordanti in merito, in quanto già da subito si capiva che sarebbe stato impegnativo e gravoso, si decise di accettare e tentare questa nuova avventura. Avventura che ci sta dando moltissime soddisfazioni! Nel mese di novembre dello stesso anno è iniziata la collaborazione con l’associazione Progetto Futuro per la realizzazione di RavinArt. Nella primavera del 2009 per valorizzare gli scorci del paese si propose il concorso “Balcone Fiorito” e la nostra Kasia ha frequentato brillantemente il corso “Pro Loco qualità”.

Un momento di Tesori a Ravina Inoltre, si decise di promuovere la rassegna Teatrale che prevede, a tutt’oggi, sei spettacoli comici in dialetto e non, altre rappresentazioni più seriose, di riflessione e pure dei musical; la rassegna risulta molto apprezzata sia dai compaesani, ma anche da partecipanti da “fuori”. Nel 2010 in collaborazione con la Circoscrizione si produce “El Libret”, che viene poi fornito a tutti i residenti, riportante la piantina del sobborgo ed ricorda le principali attività commerciali presenti. Altra grande scommessa vinta, con la copertura di circa 1000 pasti nel pranzo della domenica, è stata, durante la manifestazione ViviRavina 2010, sostenere sia il gemellaggio della Circoscrizione con Herrsching (Germania) che il Raduno distrettuale dei Vigili del Fuoco. Grosso impegno di forze ed energie, ma tutto è andato per il meglio!


onto di 10 anni di Pro Loco

Nel 2011, su spinta di Alberto Coser, si propone la manifestazione Tesori a Ravina, percorso effettuato a gruppi, per le vie del paese, che prevede l’incontro con artigiani, artisti e piccoli produttori alla scoperta delle bellezze locali, con l’accompagnamento in sottofondo di cori e corali e di qualche breve rappresentazione teatrale. Nel frattempo ViviRavina si arricchisce della quarta giornata all’insegna di uno spazio lasciato ai giovani per cimentarsi sul palco e alla proposta delle serate no alcool, a dimostrazione che ci si può divertire anche senza esagerare. Nel 2012 si collabora alla manifestazione Main Baun e si propongono i corsi di hip hop e ginnastica antalgica nella palestra della Sala Demattè. Nel 2013, ViviRavina si sposta a settembre, per dar spazio alle già molte attività previste a maggio come concordato tra tutte le associazio-

ni. Inoltre, si propone in teatro lo spettacolo lirico La Traviata, rarità sul nostro territorio provinciale! Nel 2014, con grande piacere, si inserisce la Festa della mamma che prevede uno spettacolo in Sala Demattè e un pensiero per tutte le mamme presenti. Nel 2015 si aderisce al progetto Sport nel verde del Comune di Trento e per l’estate si propongono due incontri al parco con la danza aerobica; inoltre si organizza un corso, per i volontari, di formazione Haccp. Si propone, nuovamente, uno spettacolo lirico, certi che pur essendo un’offerta onerosa e impegnativa possa essere interessante e gradita e quindi, la Sala Demattè ospita la rappresentazione de Il Trovatore. Nel 2016 ViviRavina torna alle origini, nel mese di maggio e vengono, via via, proposte le ormai consolidate altre manifestazioni. Ci si trova così, in men che non si dica, a festeggiare dieci anni di attività: 10 edizioni di ViviRavina, 8 rassegne teatrali e 5 Tesori a Ravina e altri eventi, meno impegnativi, ma comunque molto apprezzati. A tutto questo si aggiunge la gestione della Sala Demattè che, con l’aiuto dei preziosi volontari e di Kasia Ragus, nostra dipendente part-time e ora di Lorenza, è diventata uno dei nostri fiori all’occhiello. Purtroppo, in settembre Kasia ci ha lasciati, troppo presto e così velocemente, da farci restare attoniti! Nel corso degli anni era riuscita a dare una buona organizzazione alla gestione della casa Demattè, a farsi ben volere da tutta la comunità per la sua disponibilità, sempre partecipe e attiva a collaborare per le varie proposte, con grande voglia di fare e migliorare. Ci mancherà molto! Ricordiamo che nel corso degli anni, grazie alla nostra attività e al sostegno dei nostri preziosi volon-

tari, che ci sono sempre stati vicini infondendo grandi energia e stimoli, siamo riusciti nel 2010 ad acquistare alcune panchine, che abbiamo collocato sulle vie del paese, nonché alle attrezzature antinfortunistiche (DPI) necessarie per i volontari in Sala Demattè. Nel 2011 abbiamo potuto realizzare il parchetto a sud-est del piazzale della circoscrizione, acquistare la struttura per la cucina, adeguata poi dal nostro Aldo Balduzzi e la scala per raggiungere dalla sala il palcoscenico in Sala Demattè. Nel 2012 abbiamo acquistato i piatti in ceramica e nel 2013 cinque set di panche e tavole. Siamo anche riusciti a sostenere alcuni progetti: quello di Suor Annamaria Zamboni, la scuola in Tibet tramite la Sat, il progetto in Madagascar con l’Allergia, quello degli Amici di gio per la realizzazione della sala ex-teatro sotto l’Agorà, l’emergenza dopo terremoto in Nepal con la Sat, l’Associazione AISICC (che sostiene i famigliari degli ammalati della Sindrome di ondine) con la partecipazione di molte associazioni che hanno aderito alla proposta di un concerto di beneficienza. Un ringraziamento speciale, profondo e doveroso va a tutti i volontari senza i quali nulla sarebbe mai stato; alle associazioni che hanno collaborato alla realizzazione delle proposte e aiutato a crescere all’insegna della condivisione e del miglioramento, sempre possibile. Alla Circoscrizione e alla Cassa Rurale di Aldeno e Cadine che han sempre sostenuto gli sforzi anche dal punto di vista finanziario. Ma anche a chi si è dedicato a tutto questo, ai Presidenti che si sono succeduti: Maurizio Loner, Angelo Pecile, Corrado Piffer e a coloro che hanno fatto parte dei direttivi.

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Pro Loco in trasferta

Pro Loco a Montepulciano Gianluca Pederzini, consigliere Pro Loco Castellano Cei

Un’esperienza di scambio tra Pro Loco lontane tutta da raccontare “Toscana gustando”, è lo splendido evento a cui abbiamo partecipato; esso è sponsorizzato dalla Strada del vino Nobile di Montepulciano e dei sapori della Valdichiana senese in collaborazione con vari enti e associazioni del territorio, compresa la locale Pro Loco. Un evento, anzi una mostra mercato, che ogni anno mescola sapori e tradizioni toscane con quelle di un’altra regione d’Italia; si è svolto nel centro storico della città di Montepulciano sabato 12 e domenica 13 novembre, e quest’anno la regione coinvolta è stata proprio il Trentino-Alto Adige. Il motivo per cui è nato questo sodalizio è presto detto: qualche anno fa la nostra Pro Loco, in occasione della manifestazione Castelfolk (www. castelfolk.it), aveva ospitato la Pro Loco di Montepulciano. Quest’anno gli amici toscani, volendo ricambiare l’ospitalità ricevuta, ci hanno scritto chiedendo se eravamo interessati a partecipare. Dopo alcune riflessioni, memori anche dei buoni rapporti nati in occasione del nostro

primo incontro, abbiamo accettato! Noleggiato il furgone per trasportare il materiale promozionale della nostra zona e i prodotti locali, siamo partiti la sera di venerdì 11 novembre, con destinazione Montepulciano. Dopo la prima notte in albergo ci siamo diretti in centro storico, verso Piazza delle Erbe. Verso mezzogiorno altri membri della Pro Loco hanno raggiunto la cittadella e da qual momento è iniziata l’attività di vendita di tutti i nostri prodotti: mele di montagna, grappe, bombardino, vin brulé, succo di mele (anche caldo), strudel, e abbiamo anche fatto promozione delle nostre pubblicazioni (el paes de Castelam, la brochure turistica, la mappa del nostro territorio). Contro le nostre aspettative il territorio trentino è molto conosciuto dalla gente di là, e qualcuno conosceva persino le nostre zone, mentre altri hanno imparato a conoscerle attraverso i prodotti culinari e promozionali proposti. Una soddisfazione enorme, che ha compensato la fatica. Sicuramente a nostro vantaggio ha giocato l’ampia collaborazione ricevuta da tutti i membri del direttivo che ha permesso di apprezzare anche la città con le sue strade (noi ci lamentiamo che i nostri paesi sono in montagna, ma vedeste le strade lì...),

le sue chiese e i musei, ma anche le cantine, e gli altissimi edifici; è stato inoltre possibile prendersi momenti di relax e altri di divertimento, per visitare le bellissime e antiche cantine che si diramano sotto la città, anche per molti livelli, e ovviamente abbiamo degustato l’ottima cucina locale. Due giornate intense, con un afflusso costante di persone toscane e non solo, con la visita delle autorità cittadine e della Pro Loco (che ringraziamo!), in cui abbiamo avuto occasione di conoscere l’ambiente toscano, ma anche gente di tutto il Trentino (Primiero, val di Cembra, Cles, val di Non...) che come noi erano lì, a 400 Km di distanza, per promuovere il nostro territorio anche attraverso i prodotti tipici. Ottimi vini, ottima gente, bellissimi posti e panorami, tante persone accorse al nostro banchetto, una temperatura un po’ fredda, ma ideale per consumare il brulé, e tanta cordialità. Un evento che se avremmo occasione contiamo di rifare: promuovere il territorio è l’obbiettivo delle Pro Loco ma se lo si fa in compagnia e divertendosi nei luoghi più belli d’Italia, è ancora meglio! Al rientro il furgone era certamente meno pesante, ma pieno di persone contente e soddisfatte di questa esperienza.

Ricordando due nostri cari amici... Nelle scorse settimane ci hanno lasciato due collaboratori della nostra associazione. Con queste righe vorremmo ricordare e salutare Guido e Francesco, che in settori diversi hanno lavorato per la promozione del loro territorio, di Castellano e di Cei, attraverso l’impegno di anni nella Pro Loco e in altri gruppi locali. Li ricordiamo oggi per la profonda umanità e il rispetto verso il prossimo che li contraddistingueva. Non li ringrazieremo mai abbastanza per quello che hanno fatto e per quello che hanno lasciato alla nostra comunità. Ciao Guido. Ciao Francesco.

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Noi facciamo così

Il mio evento alla grande sul web! Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

La Federazione ha curato la comunicazione del nuovo evento di Natale di Faedo sul web In un mondo sempre più connesso e in cui sempre più persone accedono alla rete mobile, la comunicazione sul web ha assunto una grandissima importanza in tutti i settori. Nel settore del turismo e della promozione degli eventi, in particolare, è diventata imprescindibile. Comunicare sul web porta tantissimi vantaggi per chi vuole promuovere un’iniziativa: permette di far girare l’informazione gratis o con costi contenuti, ha una difficoltà di entrata molto bassa, permette di indirizzare messaggi specifici a target specifici. Come tutte le cose, però, per funzionare bene ha bisogno di professionalità: di persone dedicate, che abbiano tempo e preparazione per confezionare piani editoriali coerenti, che riescano a creare contenuti di interesse per i diversi target e leggere i feedback. La Fede-

razione, individuato questo bisogno per le associate, ha deciso di specializzarsi nell’offerta di servizi di consulenza e realizzazione di strategie di comunicazione. Quest’inverno ci stiamo dedicando alla promozione di un evento nuovo messo in calendario per il Natale dalla Pro Loco di Faedo. La Pro Loco ha deciso di unire ad un cambio radicale nella proposta, anche una parallela evoluzione nei canali di comunicazione: la promozione dell’evento è infatti affidata per la gran parte al web, enella convizione che se innovare la propria offerta è fondamentale, è anche vero che lo sforzo è vano se non si dedicano energie anche alla parte promozionale. L’evento in oggetto si chiama Faedo il paese del presepe, un evento che, sul solco tracciato dalla tradizione della sfilata della

Canta della Stella, viva da decenni a Faedo, porta avanti la radicata storia di eventi natalizi del paese di Faedo e vuole segnare una decisa crescita nell’offerta di animazione di questo periodo. L’idea è originale: trasformare per un mese l’intero paese in un presepe. Per farlo, sono stati allestiti i portici, gli avvolti e le corti delle vecchie case con scene di vita quotidiana, animate da oltre 70 personaggi a grandezza naturale. Una casetta con distribuzione di piatti tipici e bevande, attività per i bambini e un piccolo mercatino completano l’offerta di questo piccolo, ma autentico e suggestivo, paese del Natale. Il canale principale di promozione dell’evento è la pagina Facebook, in cui quotidianamente vengono pubblicati post con notizie, curiosità e immagini. Oltre alla pubblicazione organica, sono state avviate campagne a pagamento per indirizzare la comunicazione su target significativi per l’evento: in particolare, le famiglie, i camperisti e gli appassionati di mercatini di passaggio in Trentino. L’obiettivo delle azioni di comunicazione è duplice: in primis, far conoscere l’evento, azione necessaria visto che questo è il suo primo anno di vita, e poi attirare visitatori durante tutta la sua durata. La promozione coinvolge anche il portale di Visittrentino: grazie ad una sinergia con Trentino marketing e il Consorzio turistico Piana Rotaliana, l’evento è stato inserito nella sezione in evidenza dei mercatini del Trentino e nella guida ai mercatini. Sono stati anche invitati dei blogger a partecipare all’evento: con i loro articoli, contribuiranno a dare visibilità ad ampio raggio all’evento. Attenzione è stata dedicata anche alla comunicazione offline, con l’invio di comunicati e articoli di approfondimento ai quotidiani e alla stampa locale. Se ben orchestrati, gli strumenti di comunicazione portano un contributo fondamentale per la buona riuscita di un evento: dedicarci impegno e attenzione vale sicuramente la pena!

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Spunti di riflessione dalle Pro Loco

Pro Loco, forza di una comunità Marco Felici, presidente Consorzio Valle del Vanoi

In momenti di crisi economica e sociale come questo, l’associazionismo svolge un ruolo fondamentale, specialmente all’interno delle comunità locali La forza dell’associazionismo si manifesta nella capacità di una realtà di percepire il bisogno di sicurezza, di farsi carico di aggregare le persone intorno a valori condivisi, sia tradizionali o culturali. Garantire una certa programmazione di proposte, far si che la comunità possa ritrovarsi intorno ad eventi che segnano il trascorrere del tempo, è essenziale per definire l’identità e il senso di appartenenza del singolo. L’associazionismo vuole contribuire a creare proprio questo: appartenenza, capacità di stare insieme, possibilità di dare una mano per il proprio paese. L’associazione nasce intorno ad una grande valore, quello del volontariato, che è garanzia di un’etica nelle azioni; da qui, si parte per un per-

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corso condiviso e basato sul rispetto del territorio e delle persone, un percorso che diventa garanzia di sopravvivenza ma anche di promozione di uno stile di vita e di aggregazione. Nelle nostre realtà il ruolo delle Pro loco è estremamente significativo perché sono il “naturale” contenitore di questo patrimonio: sono la garanzia che la storia dei paesi, le loro tradizioni possano riproporsi, mantenersi e trovare una loro attualità. Certo, le difficoltà sono tante: lo spopolamento delle nostre valli, i costi, la burocrazia, il cambiamento degli interessi , specie fra i giovani, mettono a rischio la sopravvivenza delle nostre Pro Loco. Ma sono tante anche le soluzioni: quella più significativa è sicuramente l’aggrega-

zione, la sinergia, la capacità di lavoratore insieme sia tra sodalizi tra più associazioni che con gli enti pubblici e con tutto il tessuto sociale del nostro territorio. Dobbiamo dare un segnale all’esterno, al turismo, per incentivarlo a venire e da noi, spiegando che le nostre particolarità sono una risorsa. Dobbiamo dare un segnale alla nostra comunità, per rapportare con essa le peculiarità che ci tengono insieme e aprirci anche al mondo dei nostri giovani, che sono più connessi con un esterno(Internet, Facebook ecc..) con cui interagiscono a modo loro, dobbiamo affascinarli a confrontarsi con i luoghi dove vivono per farli crescere. Lavorare insieme per il bene del nostro territorio, della nostra valle, è un modo per farli respirare, vivere, attivarli ed una carta d’identità comune con cui ci presentiamo all’esterno, al turista, alle persone che possono incontrare le nostre comunità, ricche di bellezze naturali, di storia, dalle tradizioni e di un particolare e prezioso stile di fare relazione e comunità.


Amanti delle mele si incontrano in Val di Non

Un momento del gemellaggio

Adriana Vender, Federazione Trentina Pro Loco

La Pro Loco di Cavour in visita a “Pomaria” E’ già passato un anno da quando su Centopaesi n. 4/2015 usciva l’articolo dedicato a Pomaria, un anno di preparativi e di lavoro per il comitato organizzativo di Pomaria, in particolare per la Strada della Mela e dei Sapori delle Valle di Non e di Sole e l’A.pT Val di Non. Sabato 8 e domenica 9 ottobre, nella nuova e splendida location di Livo e nel vicino comune di Rumo, Pomaria ha visto la sua dodicesima edizione, accompagnata dall’immancabile concorso “La Mela più…” organizzato dal Consorzio Pro Loco Val di Non, per l’ottavo anno consecutivo, riscuotendo sempre più successo.

Trecento e più le mele partecipanti,, tutte consegnate con molta premura ed ambizione dai vari contadini che durante la raccolta, esclusivamente nei paesi all’interno dei confini della Val di Non, hanno custodito con particolare attenzione questi “scherzi della natura”, mele strane e mele grosse, per esporle in bella vista al concorso. La domenica mattina la bilancia ha proclamato in maniera inappellabile le mele più pesanti: una Renetta Canada con un peso di 928 gr, una Red Delicious di 650 gr, una Golden con un peso di 574 gr. Record assoluto per la Renetta Canada che con i suoi 928 gr ha superato di gran lunga le sorelle vincitrici delle precedenti edizioni. Le tre più strane sono state invece proclamate da una giuria appositamente costituita, composta da Brunella Odorizzi presidente della Strada della Mela e dei Sapori delle Valle

di Non e di Sole, Giulia Dalla Palma direttrice dell’A.p.T. Val di Non, Luciano Mendini ex presidente del Consorzio Pro Loco Val di Non, Ferruccio Zanotelli sindaco del comune di Livo e Giancarlo Cangialosi, membro speciale dell’edizione 2016 direttamente da Cavour (TO), precisamente dalla Pro Loco di Cavour. Il presidente Cangialosi, assieme ad una ventina di soci della Pro Loco di Cavour, ha accettato l’invito a partecipare a Pomaria per stringere un gemellaggio tra Pomaria appunto e Tuttomele, la festa della mela che la Pro Loco di Cavour organizza ormai da 37 anni e alla quale gli allora Consorzi Turistici “Le Maddalene” e “Tovel” hanno partecipato con uno stand promozionale nel 2005. Con il tramite di Diego Coletti, ex presidente del Consorzio Pro Loco Tuenno-Tovel ed attuale delegato della Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi nell’UNPLI Nazionale, Brunella e Giancarlo hanno potuto sentirsi e concordare questo scambio/gemellaggio con l’ospitalità di una rappresentanza di “Tuttomele” a “Pomaria” e la partecipazione di quattro produttori della Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole, Azienda Agricola Rizzi Valerio di Cloz, il Salumificio Corrà di Coredo “Dal Massimo Goloso”, Birrificio Clesium di Cles e Salumificio Flaim di Revò a “Tuttomele” dal 5 al 13 novembre. Due iniziative geograficamente lontane ma allo stesso tempo molto vicine sia nello scopo che nello spirito organizzativo: entrambe rendono omaggio alla mela grazie ad una forte rete tra enti, aziende, associazioni e tanti volontari che credono fortemente nel proprio lavoro e nel proprio territorio. A “Pomaria” e a “Tuttomele” auguriamo lunga vita e tanto successo!

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Idee tra Pro Loco e turismo

Dialoghi sull

Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

La cultura può diventare motore di sviluppo territoriale. Questa l’idea che sta alla base di una serie di incontri finalizzati a proporre un cambio di prospettiva nelle politiche, grandi e piccole, di crescita di un territorio

Il tsm - Trentino School of Management, per conto del Servizio Attività Culturali della Provincia autonoma di Trento e in collaborazione con l’Università degli Studi di Trento, ha promosso nel corso del 2016 quattro incontri incentrati sul tema della crescita territoriale attraverso le iniziative culturali. Incontri che hanno preso la forma di discussioni tra addetti ai lavori intorno ad una tematica: in ogni incontro sono stati, infatti, invitati diversi soggetti territoriali che si occupano del settore culturale ma non solo (anche in senso lato, come noi della Federazione o le ApT), a cui sono stati proposti spunti di confronto con realtà virtuose a livello nazionale e internazionale, presentati dalla viva voce dei loro protagonisti. L’obiettivo è quello di sviluppare conoscenze, instaurare reti e relazioni e interrogarsi sulle tematiche legate al ruolo della cultura come fattore di sviluppo locale. Come Federazione abbiamo partecipato all’incontro che si è tenuto lo scorso 18 novembre, incentrato sul tema della Culture-led regeneration, cioè la politica di “rigenerazione” e rivitalizzazione del territorio effettuata attraverso iniziative culturali. Intendiamo con rivitalizzazione attraverso la cultura, tutte quelle azioni, piccole o grandi, che danno

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una nuova vita, o meglio, un nuovo senso, a spazi prima abbandonati o poco valorizzati, e che lo fanno non per ragioni di tipo economico, ma spinte da motivazioni immateriali. Il luogo in cui si tiene il seminario è emblematico in questo senso. Siamo in una galleria che, dopo la costruzione di una nuova arteria stradale, è rimasta inutilizzata: ma è stata recuperata ed oggi è la sede espositiva della Fondazione museo storico del Trentino, e ci sembra che nessun posto creato ad hoc per questo scopo poteva risultare più azzeccato. Maria Della Lucia, docente di economia e gestione delle imprese, ci fa capire che questo esempio si inscrive in un fenomeno molto più complesso e strutturato: dal punto di vista economico, infatti, la cultura sta assumendo sempre più un ruolo strategico nei processi di trasformazione e rivitalizzazione dei territori, siano essi aree urbane, anche minori o periferiche. Questi processi innovano e migliorano la sostenibilità dei modelli di sviluppo attraverso l’iniezione di creatività, nuove prospettive e nuove idee nei sistemi locali. Perchè si realizzino, però, questi processi richiedono non solo un’idea valida, ma anche che si realizzi una combinazione di condizioni, tra cui: la dotazione

culturale e le vocazioni produttive dei territori, lo sviluppo di progettualità condivise e la messa in atto di visioni illuminate, pubbliche o private, l’instaurarsi di un dialogo tra diversi settori, economico e turistico in particolare. Ma più di tutte queste condizioni, secondo noi l’elemento fondamentale per realizzare un progetto di rigenerazione di questo tipo è la presenza di soggetti che vivano come un dono, una scommessa, un segno d’amore per il territorio il fatto di dedicare ore e forze a quel progetto, e che lo facciano spinti non da leve economiche ma da motivazioni, diciamo, immateriali. Le Pro Loco hanno questa risorsa in abbondanza: è infatti l’entusiasmo e la voglia di fare qualcosa per il proprio paese in modo disinteressato l’elemento che le caratterizza. Pertanto anche noi come Pro Loco, nel nostro raggio di azione, possiamo produrre un cambiamento in questo senso. Approfondiremo gli apporti forniti dai relatori presenti al seminario nei prossimi due numeri di Centopaesi, ma intanto avanziamo questa riflessione. Come può chi opera nel volontariato turistico come noi realizzare, in piccolo, dei cambiamenti attraverso azioni di natura immateriale? L’UNPLI nazionale, riconosciuta dall’UNESCO come associazione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, da anni propone progetti finalizzati alla valorizzazione della memoria e dei beni immateriali. Anche tra le nostre Pro Loco possiamo sicuramente trovare molti esempi: il castagneto di Carisolo, dove la Pro Loco ha recuperato un’area che stava per essere abbandonata e ne ha fatto un parco, generando una nuova risorsa che arricchisce il territorio


ulla cultura sia per i locali che per i turisti. A Zambana, poi, lo scorso anno la Pro Loco ha deciso di guardare con uno sguardo diverso il semi abbandonato paese di Zambana vecchia, e lo ha fatto diventare il luogo perfetto per

la festa annuale delle Pro Loco, Tutti #fuori. Ci sono molti altri esempi, e nei prossimi numeri ci piacerebbe dedicarvi dello spazio: per questo, vi invitiamo a scriverci e riportarci quello che avete fatto o quello

che vorreste fare per “rigenerare” il vostro territorio in questo senso. I vostri contributi diventeranno prezioso materiale di confronto e approfondimento per tutte le Pro Loco nei prossimi numeri di Centopaesi.

L’orto in Villa della Pro Loco Cà Comuna La Pro Loco Cà Comuna del Meanese ha avviato da alcuni anni un progetto inerente la Villa Salvatori Zanatta. Qui, la Pro Loco ha recuperato una zona verde abbandonata, la ha ripulita e vi ha realizzato un grande orto. L’orto è diventato il fulcro dell’attività della Pro Loco: durante tutto l’anno, soci ed operatori vi svolgono attività didattiche per le scuole e attività di sensibilizzazione per il pubblico, vi si realizzano corsi e mercatini sul tema dell’agricoltura.

Tutti #fuori a Zambana Il centro dell’abitato di Zambana vecchia è stato abbandonato nel 1957 a seguito della frana che ha lo ha quasi totalmente distrutto. La Pro Loco di Zambana ha pensato di farlo diventare lo scenario per l’evento più importante per le Pro Loco trentine, Tutti #fuori. Un’occasione che ha radicalmente trasformato il volto del paese: i vecchi cortili sono stati allestiti stand enogastronomici, gli spazi comuni sono stati ripuliti e la chiesa è stata riaperta per l’occasione.

L’antico castagneto di Carisolo A Carisolo, la Pro Loco ha avuto l’idea di recuperare un antico castagneto poco distante dall’abitato. Il progetto, avviato nel 1999, ha visto la pulitura dell’area e la valorizzazione dei quaranta grandissimi castagni secolari. E’ stato poi realizzato un percorso di visita, con elementi di arredo urbano a tema, segnaletica e servizio di audioguida, fruito oggi sia dai residenti che dai turisti. Negli ultimi anni, l’area interessata dal progetto del ripristino si è ulteriormente ampliata.

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Altopiano della Vigolana

L’arrivo di San Martino

San Martino patrono di Vattaro Noemi Mauro, Consorzio Turistico Vigolana

La Pro Loco nel segno della tradizione

Anche quest’anno, per la ventunesima volta, per la ricorrenza della festività del santo patrono di Vattaro, sabato 12 novembre, come da tradizione, si è celebrata la festività di San Martino. Nato in Pannonia nel 316 e morto in Francia nel 397, Martino fu iniziato alla vita militare e successivamente promosso al grado di “circitor”, responsabile della ronda notturna e dell’ispezione dei posti di guardia. La leggenda narra che durante una di queste ronde, nel freddo mese di novembre, avvolto nel suo mantello e in groppa al suo cavallo, incontrò un povero ignudo e affamato. Martino non avendo nient’altro che il suo caldo mantello pensò di donarne un lembo al poverello: prese la spada, lo tagliò e lo condivise con il mendicante. La notte se-

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guente vide in sogno Gesù  rivestito della metà del suo mantello militare e lo udì dire ai suoi angeli: «Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito». Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro. Da questo episodio iniziò la conversione di Martino al cristianesimo nel corso della quale fondò numerosi monasteri nella Francia del IV secolo fino ad essere proclamato vescovo di Tours. Particolare attenzione è dedicata a Vattaro al Santo e alla rievocazione storica dell’episodio del taglio del mantello tanto che nel tardo pomeriggio tanti piccoli bagliori hanno illuminato le vie del paese: i bambini, con le loro lanterne colorate, accompagnati dalle note di “O San Martin”, hanno sfilato fino a raggiungere la piazza di San Rocco aspettando la venuta del Santo a cavallo. Il Corpo Musicale San Giorgio di Vigolo Vattaro ha allietato la serata proponendo ai numerosi spettatori riuniti in piazza, alcuni brani musicali mentre la Pro Loco di Vattaro ha provveduto alla distribuzione di bevande

calde e caldarroste. La rappresentazione si è svolta con la presenza dei figuranti che hanno interpretato i soldati romani alla guardia delle 4 porte della “città”, il poverello e Martino in sella al suo destriero. Quattro bracieri, disposti ciascuno secondo i quattro punti cardinali, hanno fatto da cornice alla celebre scena del taglio del mantello enfatizzata, anche quest’anno, dal “Christus Vincit” intonato dalle trombe della banda.Alla manifestazione è seguita la processione religiosa verso la chiesa di San Martino dove si è svolta la celebrazione della Santa Messa. A margine dell’evento, nel primo pomeriggio, è avvenuta anche l’inaugurazione della nuova autobotte del Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari di Vattaro, alla presenza delle autorità, e la sua successiva benedizione. Una giornata all’insegna della tradizione e del volontariato che si mette sempre a disposizione del paese e che coinvolge tante associazioni che sempre di più collaborano tra di loro: sono anche questi momenti che rendono un paese vivo e vissuto.


Valle dell’Adige

Un momento della benedizione dei trattori

Festa del Ringraziamento Antonella Beozzo, Servizio Civile presso la Pro Loco di Cimone

Una rievocazione che fa rivivere la storia e il suo insegnamento di pace per il presente Per realizzare al meglio una ricetta non basta solo la bravura, ma servono anche gli ingredienti giusti. Prendiamo allora una domenica novembrina, una di quelle domeniche uggiose dove a farla da padrone è quel classico cielo grigio che nasconde tra le sue nuvole montagne e paesi. Aggiungiamoci una tradizione da riscoprire e un gruppo di giovani volenterosi che ancora crede nel valore

degli usi passati. Dobbiamo però mescolare il tutto con cura, seguendo il giusto procedimento e le giuste dosi, perciò è meglio andare con ordine. Sappiamo che, a novembre, nelle parrocchie si festeggia il Ringraziamento e che, spesso, in questa occasione vengono benedetti i mezzi agricoli. A Cimone questa usanza era stata messa in un cassetto, ma quest’anno è stata riportata agli antichi splendori grazie all’iniziativa dei giovani agricoltori e allevatori della zona. Mettiamo che, per organizzare questa festa, i giovani abbiano chiesto la collaborazione della Parrocchia di San Rocco Pellegrino e della nostra Pro Loco che, fin da subito, si è dimostrata disponibile a collaborare, mettendosi in gioco

per la comunità e per le altre realtà (associazionistiche e non) presenti sul territorio. Aggiungiamo a questo punto la determinazione e l’entusiasmo dei giovani, oltre a quel pizzico di esperienza della Pro Loco e di tutti i volontari. Quello che otteniamo è una splendida giornata di aggregazione e condivisione, caratterizzata da momenti solenni quali la Santa Messa e la benedizione dei mezzi, ma anche da momenti ricreativi e divertenti quali la sfilata dei trattori per le vie della frazione Covelo e il pranzo presso la nostra sede. Lasciando che il tutto si svolga in un clima rilassato di genuina allegria e gioia, alla fine la giornata sarà un successo che verrà ricordato con simpatia fino alla prossima edizione!

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Piana Rotaliana Koenigsberg

PH: Albert Ceolan

Autunno Rotaliano: gusto e sport ad alta quota

Una panoramica di Mezzocorona

Ingrid Permer, presidente Pro Loco Mezzocorona

Due gli eventi che hanno interessato Mezzocorona quest’autunno: la storica Festa d’Autunno e una novità, una gara di corsa in salita sul Monte

Il 25 settembre al Monte di Mezzocorona si è tenuta la tradizionale festa d’Autunno, dedicata ai prodotti tipici: una festa che si conferma di anno in anno proposta gradita alla popolazione di Mezzocorona e ai turisti che vogliono trascorrere una giornata all’aria aperta, dopo essere saliti al Monte in funivia o percorrendo a piedi il sentiero o la via ferrata. Ad accoglierli sul prato le bancarelle dedicate ai prodotti tipici, formaggi, miele, infusi, creme di aziende trentine. A mezzogiorno è stato servito il pranzo, grazie alla bravura dell’associazione Vigili

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del Fuoco fuori servizio, che spesso ci affianca nella gestione culinaria. Polenta e formaggio fuso, questa la proposta accompagnata da un buon bicchiere di Teroldego o in alternativa succo di mela e acqua di fonte. Presenti ad arricchire la proposta anche gli antichi mestieri, per conoscere o semplicemente riscoprire lavori ormai in disuso. La musica folk ha allietato l’intero pomeriggio fino a giungere a sera; qualcuno sarà rimasto al Monte a deliziarsi il palato con il tradizionale “tortel de patate”, altri saranno scesi a valle, sicuramente entusiasti di aver trascorso una serena

domenica settembrina. Ma l’autunno in Rotaliana ha visto anche anche un altro momento importante, la gara di Ultra Trail che si è tenuta il 5 novembre. È Jimmy Pellegrini l’atleta campione di Ultra Trail, ha stabilito il nuovo record mondiale di dislivello, risalendo ben 32 volte il Monte di Mezzocorona in 24 ore! Orgogliosi della sua prestazione sportiva, abbiamo con piacere sostenuto l’iniziativa, coordinata dal Comune di Mezzocorona e dal concittadino Diego Kerschbaumer, allestendo presso la stazione a valle della funivia uno spazio-ristoro per tutti coloro che con sentita vicinanza salivano per sostenerlo ed incoraggiarlo al suo passaggio. Alla partenza, il tempo avverso, la pioggia battente, non hanno fermato il suo entusiasmo. Domenica il suo obbiettivo è stato raggiunto. Bravo Jimmy!


Val di Non

Un momento della premiazione del concorso

Sapori a Tassullo Cristian Valentini, presidente Pro Loco Tassullo

Formaggi di malga e mortandela: un goloso concorso Anche quest’anno è grande la soddisfazione della nostra Pro Loco per l’ottimo andamento della rassegna “Formai dal Mont & la mortandela pù bona”, che il 23 ottobre ha presentato a Tassullo i prodotti caseari di 20 malghe della Val di Non e della Val di Sole. Successo pieno delle malghe della Val di Sole che hanno occupato tutto il podio, mentre per la mortandela più buona anche quest’anno la vittoria è andata a Massimo Goloso di Coredo, seguita dal salume confezionato dalla macelleria Torresani di Cloz e, terza classificata, quella dei Fratelli Corrà di Smarano. Questo

l’esito della nona edizione di “Formai dal Mont & la mortandela pù bona” che dal 2007, con un crescendo di interesse, porta in paese i sapori e i casari, protagonisti del mondo delle malghe. Ogni anno la Pro Loco punta a un deciso salto di qualità perché la rassegna di Tassullo, da questa edizione, mira sempre più a caratterizzarsi come vetrina autunnale delle malghe delle due valli del Noce, ma anche oltre, pensando all’edizione 2017, la decima, che è già fissata per il 22 ottobre. Quest’anno a contendersi lo scettro per il “formaggio di malga 2016” non erano infatti, come per le prime edizioni, solo malgari casari della Val di Non, ma anche altri provenienti dalla Val di Sole. Per la categoria latte vaccino infatti hanno concorso ben 13 malghe solandre e 7 nonese, il cui formaggio è stato valutato con rigore professionale da una

giuria tecnica. Prevista anche una classifica a parte, con giudizio del pubblico dei buongustai, oltre 200 quelli che hanno espresso il giudizio, fidandosi del loro palato. Per quanto riguarda la giuria tecnica, il primo classificato è stato il formaggio della Malga Caldesa, proposto dal gestore casaro Cristian Stablum. Al secondo posto d’onore Malga Alta di Pellizzano con la casara Giulia Bontempelli e terza la Malga Mondènt di Pracorno di Rabbi con il casaro Sergio Girardi. In finale, dopo la prima selezione, sono arrivati anche i formaggi della Malga Stableti di Rabbi con il casaro Luca Piazzi, quelli della Malga Strino di Vermiglio con il casaro Marco Dalpiaz e della Malga Preghena con il casaro Daniel Datres. Per quanto riguarda la giuria popolare i più votati sono stati rispettivamente il formaggio del pastore-casaro Lorenzo Ruatti della Malga Stablasolo di Rabbi, per quanto riguarda la Val di Sole e del pastore-casaro Alberto Marchioro della Malga di Fondo, per quanto riguarda la Val di Non. Per il formaggio di capra in gara c’erano due malghe della Val di Non e una della Val di Sole. La palma d’oro al miglior formaggio è stata vinta da Ivan Zanoni della Malga Laresè di Bresimo. Tanti formaggi e tanti gusti che hanno attirato a Tassullo tantissima gente, soprattutto nel primo pomeriggio quando è stata proposta la casarada. Un successo pure le iniziative di contorno tra cui le visite guidate al bellissimo castel Valer del conte Ulrico Spaur, alla chiesa Santa Maria Assunta e a palazzo Pilati. Il direttivo ha rivolto un pensiero concreto alla solidarietà, decidendo di devolvere l’intero ricavato del pranzo alle popolazioni colpite dal sisma del centro Italia. La manifestazione è stata un successo perché è stato registrato il tutto esaurito. La Pro Loco Tassullo vi aspetta numerosi al prossimo appuntamento, il 23 aprile 2017, a Tassullo, per la 42° Quattro Ville in Fiore, passeggiata tra i meli in fiore in Val di Non.

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Valle del Chiese

Polenta regina della festa Nicola Zontini, presidente Pro Loco Storo

Per il secondo anno Storo, patria della celebre farina per polenta, celebra il suo prodotto più famoso con un festival in cui si sfidano le migliore polente del Trentino

Tre le polente carbonere, tre le polente di patate, una la polenta cucia e una la polenta macafana, che il 9 ottobre a Storo si sono sfidate a ritmo di trisa nella seconda edizione del Festival della polenta: un evento enogastronomico che vede la polenta come protagonista assoluta. Giovedì 6 ottobre in piazza Europa l’estemporanea del legno ha dato il via alla manifestazione: per quattro giorni la scuola del legno di Praso ha mostrato le tecniche necessarie per la lavorazione di questo materiale creando delle particolari sculture. Sabato 8 ottobre il convegno “L’oro di Storo, recupero della storia. Un’esperienza nazionale” svoltosi presso la Cooperativa Agri ’90, ha introdotto il tema del festival. Domenica 9 ottobre l’inaugurazione con il saluto da parte delle autorità locali e la presentazione della giuria tecnica hanno aperto la manifestazione in piazza Europa e a partire da mezzogiorno il momento più atteso da tutti i partecipanti: l’inizio della marcia enogastronomica con la degustazione delle 8 polente gareggianti. Quest’anno le piazze coinvolte nel percorso erano sei e in ognuna vi erano espositori di

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prodotti locali. nIn piazza Europa la pasticceria Dolce Peccato, l’Agritur Manoncin, la Busier – Scuola del legno di Praso, l’Azienda Agricola Radoani Luca e l’Azienda Agricola Troticoltura Armanini hanno fatto da contorno alla polenta di patate di Praso e alla polenta macafana di Cimego, vincitrice della prima edizione. In piazza Unità d’Italia Agri ’90, Associazione Tutela Castagno Valle del Chiese, Associazioni Garda Dolomiti (Cantina Toblino e consorzio DOP Spressa), gli impagliatori di sedie e il Gruppo Missionario di Storo con la vendita di fette di polenta con il “salam e lat” hanno accompagnato Strada con la polenta di patate. In piazza Malfer l’Azienda Agricola Parisi Luca (gestore Malga Alpo di Storo), la pasticceria Salvotelli – ristornate Miralago, il Bucaneve e il Circolo Pensionati Voi con la vendita di fette di polenta con il gorgonzola hanno circondato la polenta carbonera di Brione. Nel piazzale New Store l’Azienda Pelanda Nilo, l’Apetito e Slowfood, che nel pomeriggio ha tenuto il convegno “cibi poveri della tradizione ma ricchi di saperi e sapori”, hanno attorniato Bondo con

la polenta cucia. In piazza L. Grassi il Caffè Centrale, l’Azienda Agricola Cosi Mariateresa e la Società agricola Butterini di Giovanni Butterini & C.s.s. hanno spalleggiato la polenta carbonera di Storo. In piazza F. Cortella l’Azienda agricola “La Meta” e i distillati di Cimego hanno sostenuto la polenta di patate della vicina Valle di Ledro e la polenta carbonera di Condino. Lungo le vie che collegano le piazze la Coop di Storo, Valentina Grassi Photography, Apicoltura Mora, Riccadonna Adriano, Azienda Agricola biologica “La contadina” , l’esposizione de “I giochi di una volta” e l’Ecomuseo Valle del Chiese – Porta del Trentino, che ha


organizzato una visita guidata nel centro storico del paese fra storia e tradizioni, hanno arricchito e reso il tragitto più piacevole. Inoltre l’intero pomeriggio è stato allietato dalla simpatica compagnia degli Avanti ‘ndré, di G. Demadonna, dei Bleck Brass, dei Darzanti Folk Rock, del Coro Valchiese e del Gruppo di Ballo Folk. Anche quest’anno due sono state le giurie che hanno determinato la polenta vincitrice: la giuria tecnica guidata da Edoardo Raspelli, critico enogastronomico di Melaverde, ha votato come polenta migliore la polenta carbonera di Condino, seguita dalla macafana di Cimego che si guadagna il secondo posto e dalla carbo-

nera di Storo; mentre la giuria popolare, composta da tutti i partecipanti al festival che hanno deciso di votare anonimamente la polenta più buona, ha messo al primo posto la polenta macafana di Cimego, seguita dalla carbonera di Storo e dalla carbonera di Condino. Un ulteriore premio è stato assegnato alla polenta di patate di Strada, che è stata votata dalla giuria tecnica come la migliore tra le tre polente di patate partecipanti. In concomitanza al festival, a grande richiesta, è stato organizzato il concorso “Spaventapasseri in sagra”: 12 partecipanti, tra associazioni e cittadini, hanno realizzato delle tradizionali, innovative e simpatiche composizio-

ni di spaventapasseri. Lo “Spaventapasseri missionario custode del cibo” del Gruppo Missionario Storo si è aggiudicato il primo posto, lasciando al secondo posto “Za, Ba” di Zaira e Barbara e al terzo posto con un pari merito “La Famiglia” dei Polentèr di Praso e “Il Seme” dell’APSP Rosa dei Venti. Le numerose persone che nonostante il maltempo hanno trascorso la giornata di domenica degustando i nostri prodotti, hanno premiato il duro lavoro della Pro Loco di Storo M2 e dell’amministrazione comunale di Storo, prime organizzatrici del Festival della polenta in collaborazione con il Consorzio Turistico Valle del Chiese, l’Ecomuseo Valle del Chiese – Porta del Trentino, Agri ’90, la Provincia Autonoma di Trento, la Comunità delle Giudicarie, Trentino Sviluppo e Trentino Food Festival. Abbiamo investito molte energie e molto tempo per l’organizzazione di questo evento, ma grazie alla risposta positiva della gente che ha partecipato lo scorso anno abbiamo trovato la forza per farlo anche quest’anno e siamo molto soddisfatti e orgogliosi del grande successo riscosso. La collaborazione tra le varie associazioni ci ha permesso di raggiungere il nostro scopo, ovvero la promozione di questo semplice ma straordinario prodotto: la polenta. Un grazie particolare va quindi a tutti i polentèr, ai produttori locali e ai gruppi itineranti che nonostante la pioggia si sono messi in gioco contribuendo ad animare questa giornata. Grazie anche al Comune di Storo che ha creduto in noi, al Consorzio Turistico Valle del Chiese che ha saputo dare una buona visibilità all’evento, all’Agri ’90 che ha attivamente sostenuto quest’iniziativa e a tutti i giornalisti e alle autorità che vista la buona riuscita del festival dello scorso anno hanno voluto partecipare come giurati. Vi aspettiamo numerosi anche per le terza edizione del festival della polenta, ma prima ancora per il cinquantesimo del Gran Carnevale di Storo!

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Altopiano di Folgaria

Quando l’arte è di casa Paolo Dalla Torre, presidente Pro Loco Sporting Club Serrada

Serrada: una ricorrenza importante per la comunità: i 400 anni della pala di Santa Cristina

La santa titolare della chiesa parrocchiale di Serrada è Cristina di Bolsena, vergine e martire: il suo nome campeggia sul frontone esterno della chiesa; gli episodi salienti della sua vita sono raccontati all’interno dell’arco santo dai fascioni dipinti a tempera dal pittore Diego Costa durante la seconda guerra mondiale, fra il 1940 e il 1945; la sua immagine è visibile nella statua opera dell’intagliatore Giuseppe Obletter da Ortisei del 1926, così come su uno dei quattro bronzi del campanile, collocato nel 1922 e infine sul gonfalone della metà dell’Ottocento nel quale la santa stringe in mano i serpenti, un attributo iconografico riscontrabile anche nella pala dell’altare maggiore dove è dipinta riccamente vestita, con una corona sul capo, raffigurata in ginocchio all’interno di una stanza. L’opera risale al 1616 e quest’anno ricorrono i 400 anni dalla sua esecuzione, da parte di un pittore di origine nordica Jonas Thoma Stromar, il quale si basò su di una incisione a bulino realizzata attorno al 1590 da Johan Sadeler (Bruxelles, 1550 – Venezia, 1600 circa) su disegni di Marten de Vos (Anversa, 1532 – ivi, 1603). Il dipinto, a olio su tela, uno

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dei più antichi degli Altipiani Cimbri, da quattro secoli accompagna le celebrazioni liturgiche di Serrada. Al momento della sua esecuzione la pala si trovava nella chiesa costruita sul dosso del Naoc o del Nauch, dove ancora oggi son visibili i resti di questo edificio sacro. Nella seconda metà del Seicento gli abitanti di Serrada eressero una chiesa al centro del paese, nei pressi del Maso Rensi, trasportandovi la pala, sottoposta nel corso del Settecento a un ridimensionamento per adattarla alla nuova collocazione all’interno dell’altare e della cornice mistilinea. Fra i particolari significativi dell’opera si richiama in alto a sinistra un espediente tipico del periodo barocco, ovvero la rappresentazione di un quadro nel quadro con la scena del suo martirio, avvenuto fra il III e il IV secolo d.C.. Un altro aspetto degno di nota, ottenuto sfruttando al meglio le possibilità offerte dalla tecnica a olio, è la rappresentazione di un vaso di vetro trasparente, visibile a distanza ravvicinata dalla tela. Per celebrare questo anniversario si terrà un concerto d’organo nella chiesa parrocchiale di Serrada mercoledì 28 dicembre 2016 alle ore 20.30.

Appuntamenti dicembre 2016 mercoledì 28 dicembre ore 20.30 concerto d’organo presso la chiesa parrocchiale di Serrada, per una ricorrenza significativa: i 400 anni della pala dell’altar maggiore, che raffigura la patrona santa Cristina di Bolsena (1616-2016). sabato 31 dicembre ore 17.30 fiaccolata futurista alla partenza degli impianti sciistici ore 19.15 spettacolo pirotecnico futurista nel piazzale sotto il centro sportivo per salutare il 2016 aspettando il 2017! Gli eventi del nuovo anno iniziano giovedì 5 gennaio, quando alle ore 18:00 in piazza Santa Cristina arriva la Befana!


L’agricoltura come bene comune Giusi Depaoli, presidente Pro Loco cà Comuna del Meanese

Celebrazione della giornata del Ringraziamento a Meano Domenica 13 novembre, seconda domenica del mese come vuole la tradizione contadina si è celebrata a Meano La Giornata del Ringraziamento particolarmente sentita dalla popolazione. La comunità si è riunita attorno agli agricoltori del territorio per condividere il buon esito del raccolto dell’anno e la buona custodia della fertilità della terra con la tradizionale benedizione dei mezzi agricoli avvenuta nel corso della Santa Messa. La giornata si è arricchita con la Fiera per lo scambio dei semi autoprodotti che si è svolta all’interno del bellissimo cortile di Case Sardagna, organizzata dalla Pro

Loco cà Comuna del Meanese che è da sempre molto attenta a quanto riguarda l’agricoltura, molti dei progetti che porta avanti sono infatti rivolti alla valorizzazione del patrimonio agricolo del nostro territorio. Per la Pro Loco cà Comuna del Meanese, agricoltura significa salvaguardia del territorio, rispetto per la terra, conservazione della biodiversità, significa anche valorizzare la bellezza del paesaggio, che è un elemento essenziale per il nostro benessere. Questo è il messaggio che la Pro Loco vuole trasmettere a quanti partecipano ai progetti, ed ai tanti bambini che frequentano L’Orto in Villa, che è un orto giardino gestito dalla Pro Loco con i suoi volontari e collaboratori e che si trova nel bellissimo parco di Villa Salvadori-Zanatta. La Fiera per lo scambio dei semi si è svolta nell’ambito dell’evento “Chiamata a

raccolto” proposta dall’Associazione “La Pimpinella” ed ha visto la partecipazione di più di 300 appassionati. La Fiera ha permesso di far incontrare piccoli agricoltori, famiglie di piccoli coltivatori che con il loro contributo, vogliono recuperare le buone tradizioni e conservare gli usi di una buona agricoltura. L’iniziativa ha permesso lo scambio e la condivisione di migliaia di sementi tra giovani interessati alla coltivazione di ortaggi a livello domestico, oppure ad agricoltori particolarmente attenti alla coltivazione sostenibile ed alla biodiversità. Hanno registrato il tutto esaurito i laboratori ed i seminari in programma dedicati alla produzione di sementi ed al loro libero scambio. Il pomeriggio è stato allietato da un rinfresco a basso impatto ed a rifiuti 0 proposto da “GASGOS” Gruppo di acquisto solidale.

Pro Loco è anche beneficienza Lia Santol, Pro Loco Tiarno di Sopra

I giovani di Tiarno di Sopra cucinano per Amatrice

La gara di solidarietà nei confronti delle zone e le popolazioni colpite dal sisma dello scorso agosto ha coinvolto anche la piccola Valle di Ledro. Ad organizzare l’evento è stata la Pro Loco di Tiarno di Sopra che, sabato 10 settembre, durante la prima edizione di Ledro Accordion, ha colto l’occasione per aiutare

Amatrice, organizzando una cena di beneficenza a base di pasta all’amatriciana. Quella che doveva essere una piccola manifestazione simbolica si è invece rivelata molto più grande, riuscendo a coinvolgere non solamente i compaesani di Tiarno ma anche gran parte della popolazione ledrense. Sono stati oltre 400 i piatti serviti durante la serata, per un totale di 79 kg di pasta gentilmente offerti dal Self Service Ribaga; la pancetta invece ci è stata offerta dal Salumificio Bomè di Pieve di Bono mentre il sugo e le bevande sono stati messi a disposizione gratuitamente dalla Pro Loco di Tiarno di Sopra. Il ricavato

pari a € 4200,00 è stato donato dalla Pro Loco di Tiarno di Sopra alla Forze di Protezione Civile Ledrensi con l’intento di portare avanti progetti di aiuto e sostegno alle popolazioni colpite dal sisma di Amatrice. Il lavoro del giovane gruppo è un chiaro esempio di come il volontariato possa, nel suo piccolo, distinguersi operando in supporto di cause nobili come quella di Amatrice. Il presidente dell’associazione ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato ricordando che la buona riuscita della serata è la dimostrazione che anche il più piccolo gesto può fare la differenza se condiviso da molti.

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Val Rendena

Servizio civile a Carisolo Gianluca Beltrami, in Servizio Civile presso la Pro Loco di Carisolo

Gianluca Beltrami al lavoro

La mia esperienza presso l’ufficio della Pro Loco Sono Gianluca, ho 20 anni e da qualche mese svolgo il servizio civile presso l’ufficio della Pro Loco di Carisolo. Ho deciso di intraprendere questo percorso perchè, appena uscito dal Liceo Linguistico, non avevo interesse a proseguire con l’università e volevo valutare altre possibilità: ho trovato la proposta del Serivzio Civile molto interessante, considerando che avrei avuto un posto di lavoro nel settore del turismo, che da sempre mi affascina. Ovviamente, non avendo mai lavorato in un ufficio turistico, sapevo che le mie competenze non sarebbero state le migliori, ma le mie aspettative erano molto buone e, alla luce degli otto mesi finora spesi qui, posso dire di averle soddisfatte. Appena prima di cominciare l’esperienza non avevo idea di tutto quello che si fa ogni giorno in un ufficio come quello della Pro Loco di Carisolo: certo, immaginavo che durante l’estate ci sarebbero state molte persone a cui dare informazioni, manifestazioni da organizzare, locandine, calendari e quant’altro. Quello che di sicuro non mi sarei aspettato è come tutto ciò viene organizzato. Qualsiasi manifestazione che una persona esterna vede di una Pro Loco, ha dietro un

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impegno e un’organizzazione che, se non si passa dall’altro lato della barricata, non ci si può immaginare: tra autorizzazioni, tempistiche, novità, pubblicizzazione e molte altre piccole varianti, in fin dei conti la manifestazione vera e propria è solo la parte finale di un processo organizzativo che non si vede ma è fondamentale per la sua buona riuscita. Si può pensare alle Pro Loco semplicemente come un gruppo di volontari che organizzano qualche evento per la comunità, ma quello che ho trovato io è stata un’organizzazione e una competenza, sia nella preparazione degli eventi che nell’accoglienza dei clienti, che non mi sarei aspettato: qualsiasi sfaccettatura di un evento viene scandagliata e, all’occorrenza, perfezionata, per creare una proposta migliore ogni anno. Inoltre, nel mio caso, mi sono trovato anche ad affrontare alcuni aspetti inerenti la gestione di una struttura funzionale e ben avviata come il Palazzetto dello Sport di Carisolo: non avevo idea di quanto tempo comportasse gestire un impianto simile, e di quanto impegno servisse per offrire servizi sempre apprezzati e frequentati dalla nostra comunità e dai turisti. Lavorare qui mi ha dato un

altro punto di vista, sia sul mondo del turismo, che sull’organizzazione di eventi, che sul lavoro d’ufficio in sè, e sono quindi sicuramente molto soddisfatto di questa esperienza. Il lavoro in Pro Loco, infatti, mi ha anche fatto capire cosa voglia dire lavorare. Altro lato positivo è stato sicuramente l’ambiente amichevole e mai stressante anche nei periodi di punta, fattore secondo me fondamentale per chi affronta le prime esperienze lavorative. Ovviamente, chi fa Servizio Civile, sa già che la retribuzione non è paragonabile a quella di un lavoro comune, ma questo è un aspetto che bisogna mettere in conto ancora prima di cominciare. In ogni caso, considerando aspetti positivi e negativi, sicuramente consiglierei a un mio coetaneo di provare quest’esperienza. I motivi per fare servizio civile sono secondo me molti: in primo luogo è un avviamento verso il lavoro vero e proprio, ma poi, soprattutto, è un anno dove ci si può confrontare con vari ambienti con professionalità che senza dubbio hanno qualcosa da insegnare, e a mio avviso è uníesperienza formativa molto importante per chi, come me, ha molta voglia di inserirsi nel mondo del lavoro.


Vallagarina

Nuove iniziative per la Pro Loco di Marco Mauro Seber, socio Pro Loco Marco

In prima linea per aiutare chi ha bisogno e attenta alla cultura: questo il profilo della Pro Loco di Marco che esce dagli ultimi due eventi organizzati Un autunno intenso quello vissuto dalla Pro Loco di Marco, impegnata nel consolidamento di iniziative ormai diventate appuntamento fisso, ma sempre pronta ad avviarne di nuove, frutto di un orecchio attento alle esigenze della comunità. Su tutte la neonata “Festa della solidarietà” e la confermata “Rassegna teatrale d’autunno”. Per la nascita della prima è bastato dare ascolto ad un evidente situazione sociale che investe tutti. Inutile nasconderlo, c’è una crisi economica che da parecchio tempo bussa alla porta. Ci sono persone, famiglie intere che per natura e orgoglio non ne fanno parola ma ne soffrono tremendamente. La Parrocchia ha lanciato per loro un grido d’allarme, le associazioni del paese lo hanno colto. E’ nata così la Festa della solidarietà, una tre giorni ricca di eventi che già nella sua preparazione ha coinvolto buona parte del paese. Serate musicali accompagnate dall’immancabile servizio bar e cucina, pomeriggi interamente dedicati ai più piccoli con spettacoli ed animazione. Tutto questo si è sviluppato attorno alla tradizionale processione votiva dell’Addolorata del 18 settembre alla quale è seguito

il consueto concerto della Banda di Lizzana. La delicata attività di coordinamento delle varie associazioni è stata svolta dalla Pro Loco, pienamente fedele alla finalità per cui è nata: essere di sostegno e di stimolo alle iniziative dell’associazionismo radicato sul territorio. Si prosegue così sulla strada intrapresa durante la riuscita festa estiva di “Marco in strada”: in quell’occasione i proventi sono stati distribuiti alle numerose associazioni che vi hanno partecipato. Il resoconto economico parla di circa 3.800 Euro di ricavo netto consegnati alla Caritas parrocchiale di Marco che si prenderà carico di distribuirli alle famiglie del paese in difficoltà. Ma dietro queste cifre c’è dell’altro: c’è un associazionismo variegato, con finalità e peculiarità diverse come dev’essere, ma che laddove necessario sà trovare unità di intenti, aiutati in questo dalla delicata ma fondamentale attività di mediazione di una Pro Loco, pronta a fare da collante e a tessere una tela che, nel giro di pochi anni sta già dando inconfutabili risultati. Si è invece conclusa da poco la 3° edizione della rassegna teatrale in ricordo del compianto Vittorio Ama-

to. La rassegna organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con l’associazione Oratorio MarcoNOI và in archivio salutata da tanti aspetti positivi. Lo sforzo di portare da tre a cinque rappresentazioni è stato ripagato dal numero di spettatori, dove prosegue il trend di crescita rispetto alle precedenti edizioni e che ha attirato anche numerosi spettatori da comuni vicini. A questi aspetti positivi se ne aggiunge uno, certamente non secondario, che vede il consolidamento di una collaborazione ormai collaudata tra Pro Loco ed Oratorio dove l’attività di stimolo e la capacità organizzativa della prima permette quel difficile salto di qualità alle iniziative della seconda e più in generale delle varie associazioni presenti sul territorio. Per quanto riguarda il futuro, il diffuso entusiasmo ed i buoni risultati che questa edizione ha regalato, non sono certo punto d’arrivo ma saranno punto di partenza per un ulteriore passo in avanti ed allargare magari i nostri confini: su tutte l’idea di coinvolgere amicizie “extraregionali” e gemellaggi internazionali, prezioso patrimonio turistico e culturale della nostra comunità.

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Valle del Chiese

Tra magia e gastronomia: streghe, pol La valle del Chiese, con i suoi borghi suggestivi, è la cornice ideale per gli eventi natalizi

In tutta la valle del Chiese, in questo periodo, si trovano presepi piccoli e grandi, eventi e atmosfere magiche. Il borgo medioevale di Quartinago conserva antiche case di pietra, viuzze anguste, piazzette e soffitte dove ancora si essiccano i cereali. Palcoscenico dell’evento, giunto alla sesta edizione, sono le cantine, gli androni, i cortili, i sottoportici e gli angoli più caratteristici. L’atmosfera è magica, il suono delle cornamuse dei pastori prevale sul vociare dei visitatori, luci, colori, e profumi si mescolano. L’interesse per questo mercatino cresce di anno in anno: i visitatori sono numerosi, ma non c’è mai ressa. Abbiamo scelto gli espositori con cura, dando la priorità ad artigiani, a hobbisti e a produttori di specialità gastronomiche locali. Si spazia dalle marmellate ai dolcetti dell’Avvento, dalle ceramiche ai decori per l’albero di Natale, dalle candele agli infusi. Passeggiando tra i viottoli e le cantine si può fare incetta di salumi, di formaggi, ma anche di trote e di salmerini affumicati. E poi c’è l’oro di Storo, la polenta locale della Cooperativa Agri ‘90, anche in raffinate confezione regalo. Chi la preferisce cotta e fumante può recarsi nei numerosi ristoranti per gustarla nelle sue cinque distinte versioni, una più golosa dell’altra. E poi c’è la novità della polenta magica delle streghe, la cui ricetta originale rimane naturalmente segreta.

Il borgo medievale di Quartinago Dal profano al sacro dei presepi: nei principali centri della Valle del Chiese, da Roncone a Daone, da Condino a Storo. Proprio a Storo e nelle sue frazioni (Darzo, Lodrone, Riccomassimo, dal 10 dicembre all’8 gennaio, si possono ammirare decine di presepi, piccoli e grandi. Da anni, in “Piasöla”, gli abitanti di Spenigol, una delle sei contrade di Storo, mettono a punto un presepe di ben 5 metri quadrati, che conta decine di casette e di figuranti di legno, tutti scolpiti e dipinti a mano, talvolta mossi da ingegnosi meccanismi, realizzati con materiali naturali o di riciclo: rami, pigne, muschio, pietra, stoffa, tutoli e cartocci del

celebre granoturco. Contestualmente alla premiazione del presepe più originale, prima di Natale (data non ancora stabilita) si nominerà anche il vincitore del concorso “I Masoi de formantass sui spergoi” (letteralmente i mazzi di pannocchie di sui balconi). Quest’ultimo ambito e tradizionale riconoscimento sarà assegnato alla più creativa e ingegnosa “esposizione” di pannocchie spiega Nicola Zontini, presidente della Pro loco di Storo M2. Torniamo ai presepi; quelli di Condino hanno una particolarità, sono tutti realizzati all’interno delle fontane del paese: ce ne sono di varie dimensioni, alcuni sono stati realizzati con tron-

Info Consorzio Turistico Valle del Chiese: www.visitchiese.it | T. 0465 9012 28 | Centopaesi - inverno 2016


polenta e presepi in Valle del Chiese il vincitore del concorso “I Masoi de formantass sui spergoi” (letteralmente i mazzi di pannocchie di sui balconi). Quest’ultimo ambito e tradizionale riconoscimento sarà assegnato alla più creativa e ingegnosa “esposizione” di pannocchie. Per completare il viaggio dell’Avvento in Valle del Chiese, non si può mancare ad un evento davvero spettacolare: il 23 dicembre, a Pieve di Bono, nella frazione di Strada, si tiene l’ormai tradizionale “Natale in... Strada” (undicesima edizione). All’imbrunire i lampioni si spengono, il paese resta illuminato solo da candele e dalle luci degli addobbi. In un’atmosfera magica si scoprono le bancarelle con gli oggetti di artigianato, i libri usati a prezzi stracciati, i dolciumi e i prodotti gastronomici locali. Tra questi canderli, le minestre calde, le frittelle di mele e il patao, una sorta di purea arricchito di erbe spontanee e formaggio morbido.

Eventi natalizi

chetti di legno, altri, oltre alla Sacra Famiglia, comprendono scene di vita quotidiana. Assolutamente unico è il presepe vivente, il più grande del Trentino, quest’anno programmato per il 26 dicembre, a Brione, borgo adagiato su un poggio panoramico sopra Condino. L’evento, coinvolge circa 150 figuranti, una cinquantina di collaboratori e migliaia di visitatori. Oltre alla sfilata per le vie del paese, si potranno ammirare pastori, legionari, musicisti, raffigurazioni di antichi mestieri e la Scena della Natività. Una giuria decreterà il presepe più originale del 2016. Contestualmente alla premiazione del presepe, prima di Natale, si nominerà anche

65 901217 | info@visitchiese.it

“Mercatini di Natale” a Cimego dal 3 dicembre all’8 gennaio 2017 dalle ore 09:30 alle ore 18:30 “Presepi in mostra” a Storo dal 10 dicembre all’8 gennaio 2017 “Daone in presepe “a Daone dal 18 dicembre all’8 gennaio 2017 “Presepi sulle fontane” a Condino dal 18 dicembre all’8 gennaio 2017 “Il presepe” a Roncone dal 20 dicembre all’8 gennaio 2017 “Natale in... Strada” a Strada Venerdì 23 dicembre 2016 dalle ore 15:00 “Presepe Vivente di Brione” a Brione Lunedì 26 dicembre 2016 dalle ore 14:00

Eventi sulla neve Quelli della Notte

Escursioni notturne con le ciaspole verso le cime e le malghe in quota sopra la valle del Chiese e le sue laterali. Si tratta di facili escursioni sul fare del tramonto, quando le vette tutt’intorno si tingono di rosa oppure al chiarore della luna, quando la neve e il ghiaccio assumono sfumature argentee.

• Magia della Notte

26 | 28 dicembre 2016

• Val di Bondone • • • • •

30 dicembre 2016 Aria sottile, tour di fine anno 31 dicembre 2016 Boniprati 5 gennaio 2017 Trivena 13 gennaio 2017 Malga Nova 14 gennaio 2017 Campanich de Not 17 febbraio 2017

Escursioni Bianco candore

Con le ciaspole, per assaporare la neve alla luce del sole

• Magia del bosco 2 gennaio 2017

• Ciaspolandia

7 | 8 gennaio 2017 • Cima Tombea 12 febbraio 2017

Raduni per scialpinisti • 24° Boniprati Ski Adventure 22 gennaio 2017

• 21° Raduno alpinistico

Tonolo 29 gennaio 2017 • Raduno alpinistico Malga Giuggia Capel dei Foc 5 febbraio 2017

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Eventi futuri

Faedo il paese del presepe

Great Dro outdoor weekend

dall’8 dicembre all’8 gennaio 2017

dal 31 marzo al 2 aprile 2017

Dall’8 dicembre all’8 gennaio Faedo si trasforma nel paese del presepe. Oltre 70 figure a grandezza naturale riempiono gli avvolti e le corti del paese, ricreando scene di vita quotidiana senza tempo: la scuola, il taglialegna, il panettiere, i bambini che giocano a nascondino….scene perfettamente ambientate nelle case antiche del borgo, che creano un effetto magico e ci fanno respirare l’atmosfera autentica del Natale tradizionale, fatto di calore, di famiglia, di silenzio. Aperto tutto il giorno. Il weekend trovate la casetta del Natale, che offre piatti tipici sempre diversi, documentari e concerti di Natale Per i bambini poi, proiezioni di film, l’arrivo di Babbo Natale e della Befana. L’appuntamento clou è però per il 5 gennaio, quando va in scena la Canta della Stella, tradizionale sfilata dei magi. Info e calendario completo: Facebook Faedo, il paese del presepe

Lago Bagattoli | Dro

Carnevali in Vigolana Sul nostro Altopiano si inizia già a pensare ai programmi e agli appuntamenti per farvi divertire durante una delle feste più allegre dell’anno, il Carnevale. In questa occasione, ogni paese si attiva per festeggiare la fine del periodo invernale con i tanti colori delle maschere e dei carri allegorici. Non mancano i gustosi gnocchi e le attività per i più piccoli. Quest’anno il Carnevale si festeggerà da sabato 18 febbraio, per concludersi poi con le feste del martedì grasso il 28 febbraio 2017. Sabato 18 febbraio 2017 festa a Bosentino. Dalle ore 14.00, con gnocchi per tutti alle 15. Domenica 19 febbraio 2017 festa a Centa San Nicolò. Dalle 13.00 sfilata e gnocchi. Sabato 25 febbraio 2017 festa a Vigolo Vattaro. Gnocchi, vin brulè e sfilata a partire dalle 14.00. Martedì 28 febbraio 2017 festa a Vattaro. Dalle 14.00 sfilata dei carri e gnocchi per tutti. Info: Consorzio Turistico Vigolana www.vigolana.com info@vigolana.com

30 | Centopaesi - inverno 2016

Tre giorni dedicati alle attività sportive all’aria aperte nel comune di Dro. Accompagnati da guide, istruttori e professionisti del settore, potrete provare a cimentarvi con oltre 10 attività sportive: horse trekking, river trekking, mountain run. MTB, e-MTB, trekking, arrampicata, pesca sportiva, canoa, via ferrata, soft air, nordic walking, yoga. Una vera e propria panoramica a tutto tondo di ciò che il territorio trentino, nello specifico la piana di Dro, può offrire a livello ricettivo, gastronomico e sportivo. Possibillità di acquistare il pacchetto promozionale che comprende 2 pernottamenti, 2 cene, 2 pranzi, 2 attività, a partire da € 189,00. Info: www.droturismo.it/gdow


CENTOPAESI Drò, Mezzomonte, Montagne, Mezzocorona, Consorzio Turistico Vigolana, Cimone, Tiarno di Sopra, Tassullo, Revò, Cagnò, Romallo, Cloz, Brez, Vigo Rendena, Carisolo, Zambana, Prade Cicona Zortea, Zoreri, Ravina, Giovo, Mavignola, Consorzio Turistico Vanoi, Riva del Garda, Bocenago, Castel Belasi di Campodenno, Ca' Comuna del Meanese, Darzo, Del Casale, Storo, Borgo Valsugana, Terres, Monte Bondone, Tione di Trento, Lon, Consorzio Turistico Valle di Ledro, Bosentino, Castellano Cei, Consorzio Turistico Giudicarie Centrali, Serrada, Ciago, Grauno, Marco, Varone, Rione De Gasperi, Vigo di Fassa, Caoria, Mori Val di Gresta


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