Vivere nella natura

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VIVERE NELLA NATURA

DI CHRISTINE E ALDO




Viviamo in un epoca frenetica, è il trionfo della velocità di internet, dei cellulari, dei viaggi last minute, dei rapporti usa e getta. Questa nostra voglia d’incontri con abitanti di terre lontane, di nature affascinanti e non ancora totalmente asserviti dal nostro “progresso” ci ha indotti ad organizzare questo viaggio che, con il nostro fuoristrada Toyota attrezzato di cellula abitativa ci porterà nei prossimi quattro anni a percorrere circa 70 000 km. Viaggio appunto, non spedizione, non vacanza frettolosa, ci muoveremo copiando dalla natura, quindi come una tartaruga, passo dopo passo, la casa in spalla senza fretta attenti ad apprezzare ciò che ci circonda. Vi sono territori dove gli animali sono più veloci del vento e l’orizzonte una linea senza fine, dove il cuore segue il ritmo della natura selvaggia e la libertà un’emozione assoluta, questo è il segreto dei nostri viaggi, la gioia dei ricordi il desiderio di ripartire per ritrovarli.


L’ANTARTIDE È UN MONDO DOVE I CONFINI NAZIONALI NON HANNO PIÙ IMPORTANZA, DOVE SI DEPOSITANO LE MIGLIORI INTENZIONI DELL’UMANITÀ, DOVE CI SONO UCCELLI CHE NON VOLANO E PORTANO IL FRAK E UCCELLI CHE VOLANO SEMBRANO AEREO SILURANTI, DOVE FOCHE E BALENE GIOCANO A RINCOR RERSI SENZA PRENDERSI MAI. L’ANTARTIDE È UN TESORO SCIENTIFICO ED ECOLOGICO CHE ATTIRA ALLO STESSO MODO RICERCATORI, ESPLORATORI E TURISTI. VIENE VISITATO PER LA SUA INCREDIBILE BELLEZZA E PER IL GUSTO DI VIVERE LA SENSAZIONE DI STARE IN UN AMBIENTE PRIMITIVO E PURO DOVE L’UOMO È SOLO UN VISITATORE.



STIAMO NAVIGANDO A VISTA FACENDO UNO SLALOM TRA GLI ICEBERG. IL SOLE FA UNA FUGACE APPARIZIONE E LE ISOLE GALLEGGIANTI DI GHIACCIO SI ILLUMINANO DI UNA LUCE FANTASTICA. SONO ABBAGLIANTI O TRASPARENTI E TRASLUCIDI E VANNO DAL VERDE ALL’AZZURRO INTENSO. I TEMPANOS (ICEBERG) FLUTTUANO LIBERAMENE TRASPORTATI DALLE CORREN TI E SE NE VANNO ALLA DERIVA LONTANO MIGLIAIA DI KM DALLA ZONA D’ORIGINE. SONO IN CONTINUO MOVIMENTO, DIFFI CILMENTE LOCALIZZABILI E PERICOLOSISSIMI PER CHI NAVIGA.





LA GENTE DI BUENOS AIRES, DETTI I PORTE OS (PORTUALI), SONO CONOSCIUTI IN TUTTO IL SUDAMERICA PERCHÉ ISTRUITI, ELEGANTI, IRONICI, CALCOLATORI E ANCHE UN PO’ SNOB. UN PROVERBIO LI SINTETIZZA COSÌ: SONO ITALIANI, CHE PARLANO LO SPAGNOLO, CHE SI COMPORTANO COME GLI INGLESI E CREDONO DI ESSERE FRANCESI.




LE STRADE PATAGONICHE SONO UN NASTRO CHE PARTE DAL NULLA E ARRIVA AL NULLA, ATTRAVERSANDO IL NULLA, MA CI REGALA UNA SENSAZIONE DI INFINITO E LIBERTÀ CHE NESSUNA DESCRIZIONE O FOTOGRAFIA RIESCE A TRASMETTERE. IL PAESAGGIO È IDILLIACO: CAVALLI ALLO STATO BRADO E VOLTEGGI DI AQUILA MORA NEL CIELO TERSO. BOSCHI DI FAGGIO AUSTRALE DAI TRONCHI SCURI E CONTORTI COPERTI DI MUSCHI, LICHENI E DA UNA LANETTA GRIGIA “BARBA DEL VIEJO”, DANNO A QUESTO POSTO UN ASPETTO FIABESCO ED INCANTATO: SEMBRA DI VIVERE IN UN BOSCO STREGATO.





LA LEGGE IMPONE DI ALLEVARE NON PIÙ DI UNA PECORA PER ETTARO DI TERRA, TUTTO AVVIENE CON NATURALEZZA: SENZA INSEMINAZIONE ARTIFICIALI, SENZA MANGIMI. L’UNICO INTERVENTO DEI HUASAS È DI SPOSTARE IL GREGGE DAL PASCOLO INVERNALE A QUELLO ESTIVO PER PERMETTERE LA CRESCITA SPONTANEA DELL’ERBA. E FINALMENTE CAPIAMO IL MOTIVO DI QUESTI CHILOMETRICI RECINTI CHE RACCHIUDONO IL NULLA.




UN’ALTA COLONNA D’ACQUA ED ECCO CHE LA POSSENTE CODA DELLA BALENA, SI ARCUA, SI INNALZA E RIMANE A LUNGO COME SOSPESA CONTRO IL BLU DEL CIELO PER POI INABISSARSI CON PERFETTA ARMONIA. E’ LA STAGIONE DEGLI AMORI E ASSISTERE AI LORO SCONTRI CRUENTI, QUASI EPICI, È UN’ESPERIENZA DA NON PERDERE E’ SORPRENDENTE POTER NAVIGARE A POCHI METRI DA LORO. OSSERVARE LA FLUIDITÀ SENZA SFORZO CON CUI NUOTANO. UN INCEDERE LENTO, MAESTOSO, TANTO POSSENTE QUANTO LEGGERO E CHE SA SPRIGIONARE FORZA E DELICATEZZA CONTEMPORANEAMENTE.


I GIALLI DEI CAMPI IN FIORE SONO INTERVALLATI DAI NERI DEI TERRENI BONIFICATI CON IL FUOCO, DALLE STOPPIE E DALL’ORO DELLE SPIGHE MATURE. E POI ANCORA I MARRONI,I ROSSI E I GRIGI E TANTI ALTRI COLORI COME A FORMARE UN PATCHWORK, UN ARAZZO, UNA SCACCHIERA, LA TELA ASTRATTA DI UN GENIALE PITTORE.


LES TORRES DEL PAINE, CIRCONDATE DA GHIACCIAI, DA LAGHI DI ACQUA COLOR SMERALDO E TURCHESE. UN MICROCLIMA OFFRE SOSTENTAMENTO A UNA FLORA MOLTO RICCA ED A NUMEROSA FAUNA. DEI SENTIERI BEN SEGNALATI DANNO LA POSSIBILITÀ DI ACCEDERE AGLI ANGOLI PIÙ BELLI DEL PARCO. PURTROPPO UN INCENDIO SVILUPPATOSI CINQUE GIORNI FA, PER UNA DISTRAZIONE DI UN TURISTA, ORA HA UN FRONTE DI 16 KM E SI PROPAGA, FAVORITO DAL VENTO, INCONTRASTATO. USCIAMO DI GRAN FRETTA DA QUESTA RISERVA MONDIALE DELLA BIOSFERA. DIETRO DI NOI VEDIAMO COLONNE DI FUMO NERO FRAMMISTE A FIAMME CHE SI ALZANO VERSO IL CIELO E CENTINAIA DI GUANACHI CHE SI STANNO METTENDO IN SALVO.



IL PERITO MORENO HA UN FRONTE DI 6 KM DI LARGHEZZA E SI INNALZA FINO A 70M SOPRA LE ACQUE E SI NASCONDE PER 200M SOTTO IL LIVELLO DEL LAGO. IL SUO MOVIMENTO SIA PURE IMPERCETTIBILE È COSTANTE, AVANZA PIÙ DI 1,5M AL GIORNO. LA MASSA GLACIALE SCRICCHIOLA E GEME E DAL SUO FRONTE SI STACCANO BLOCCHI GRANDI COME PALAZZI CHE PRECIPITANO FRAGOROSAMENTE NEL LAGO ARGENTINO. MENTRE IL SOLE TRAMONTA C’È UNA CONDIZIONE DI LUCE FANTASTICA CHE ILLUMINA QUESTI IMMENSI LASTRONI DI GHIACCIO GALLEGGIANTI, SONO AZZURRI CON SFUMATURE CHE VIRANO AL BLU, OVUNQUE SI GUARDI, SI VEDONO SOLO QUADRI DI RARA BELLEZZA.



LA VISTA DEL PRECIPIZIO È IMPRESSIONANTE E SI È TOTALMENTE CIRCONDATI DALL’ACQUA CHE CADE. PAPPAGALLI E FALCHI VELEG GIANO AL DI SOPRA DEL FITTO MANTO VERDE DELLA FORESTA. CI TROVIAMO IMMERSI IN UNA ESPERIENZA MULTISENSORIALE FATTA DI CASCATE RUGGENTI, GIGANTESCHI ARCOBALENI E NUVOLE DI VAPORE, CHE CI INZUPPANO DALLA TESTA AI PIEDI, LA FORZA DELLA NATURA CHE CI SOVRASTA.


DIFFICILE A DESCRIVERE LA CARRETERA AUSTRAL SENZA CADERE NEL BANALE, BISOGNA VEDERLA, VIVERLA, PER SENTIRSI IN SINTONIA CON QUESTA NATURA INCONTAMINATA. NEI LAGHI CRISTALLINI SI SPECCHIANO MONTAGNE E GHIACCIAI PERENNI, DECINE DI RUSCELLI E CASCATELLE SCENDENDO, S’INGROSSANO E DIVENTANO FIUMI IMPETUOSI COLOR GHIACCIO. FORESTE MILLENARIE, CON UN SOTTOBOSCO DI BACCHE, MUSCHI E LICHENI FORMANO UN SOFFICE TAPPETO SIMILE A UNA TAVOLOZZA DI COLORI.


COSTE FRASTAGLIATE, A STRAPIOMBO SU UN MARE ANCORA INTEGRO DALLE MILLE TONALITÀ, SONO UN’INSIEME DI CALETTE INVITANTI ATTORNIATE DA SCOGLI DOVE CI SI PUÒ ACCAMPARE OVUNQUE SENZA PROBLEMI, C’È SOLO L’IMBARAZZO DELLA SCELTA.


A 2300 MT CI BAGNAMO IN PISCINE D’ACQUA TERMALE ORLATE DA PARETI A STRAPIOMBO RICOPERTE DA UNA RICCA FLORA TROPICALE. VAPORI DELL’ACQUA FRAMMISTA A NEBBIA CI AVVOLGONO E CREANO UN’ATMOSFERA DANTESCA MENTRE, L’ACQUA CALDA CI RITEMPRA.


L’ACQUA DELLE CASCATE CHE PRECIPITANO PER CENTINAIA DI METRI. ACQUA CHE STILLA LIEVEMENTE DAL SOTTOBOSCO. ACQUA CHE SCIVOLA DALLE PARETI DI MUSCHIO IN MILLE FILI GOCCIOLANTI. OGNI GOCCIA CHE CADE UN TINTINNIO. MILIONI DI GOCCE UN’ INTERA ORCHESTRA: QUELLA DELLA NATURA CHE AFFASCINA E AMMALIA.


LE FUMAROLE DEL EL TATIO EMETTONO IN CONTINUAZIONE VAPORE BIANCO CHE SALE IN LARGHE VOLUTE VERSO UN CIELO SEMPRE PIÙ TERSO,



LA PISTA SI PRESENTA ACCIDENTATA E STRETTA, MA I SUOI PANORAMI CI APPAGANO DELLA FATICA. UNA COMPOSIZIONE DI FUCHSIE IN FIORE, FOGLIE DI TARO, FELCI GIGANTI, PALME CHICCA, BAMBÙ E SVOLAZZANTI COLIBRÌ, FANNO DA GUARDARAIL ALLA PISTA.


MILIONI DI METRI CUBI D’ACQUA PRECIPITANO NEL BARATRO SOTTO STANTE. IL FRAGORE È ASSORDANTE. DAL FONDO SI INNALZANO ENORMI SPRUZZI D’ACQUA E IL VAPORE DI MILIARDI DI GOCCIOLINE FORMANDO UNA PERENNE NEBBIA IN CUI SI COMPONGONO UN SUSSEGUIRSI DI ARCOBALENI CHE COMPAIONO O SCOMPAIONO A SECONDO DEL CAPRICCIO DEL VENTO. IN QUESTO SCENARIO, NUGOLI DI UCCELLI DI OGNI TIPO SI TUFFANO ALLA RICERCA DI UNA DOCCIA RISTORATRICE E DI CIBO DATO DALL’ENORME QUANTITÀ DI INSETTI CHE ABITANO LA ZONA.





ORA LA NOSTRA META È IL PANTANAL. UNA VASTA PIANURA ALLUVIONALE CHE SI ESTENDE A EST DEL RIO PARAGUAY LUNGO LA FRONTIERA TRA BRASILE E BOLIVIA. IN TRE GIORNI SUPERIAMO 116 PONTI PIÙ O MENO MALFERMI. SPESSO PER PROSEGUIRE SIAMO COSTRETTI A SPOSTARE LE ASSI DEL PONTE IN MODO DA SOSTITUIRE QUELLE MANCANTI. I SOSTEGNI DEL CENTODICIASSETTESIMO PONTE HANNO CEDUTO ED È PERICOLOSAMENTE INCLINATO, NEL VEDERLO INVASO DALLA VEGETAZIONE, CONSTATIAMO CHE È DA TROPPO TEMPO CHE NESSUNO CI PASSA E COSÌ CI ARRENDIAMO. TORNIAMO SUI NOSTRI PASSI GODENDOCI ANCORA UNA VOLTA QUESTO PARADISO DELLA NATURA.




L’UNICA PISTA CHE LA PENETRA È LA TRANSPANTANEIRA LUNGA 145 KM, PIENA DI BUCHE E IN ALCUNI TRATTI È INVASA DALLE ACQUE. E’ UN PARADISO PER UCCELLI, ALLIGATORI, CERVI, FELINI E CAPIBARA ( IL RODITORE PIÙ GRANDE DEL MONDO). IL SIMBOLO DEL PARCO È IL TUIUIU O JABIRÙ, CHE È LA PIÙ GRANDE CICOGNA ESISTENTE. ORDE DI ZANZARE DANNO PROVA DI TUTTA LA LORO AGGRESSIVITÀ E VANI SONO I NOSTRI TENTATIVI PER DIFENDERCI.





DOPO QUALCHE ORA DI ATTESA LE NUBI SI MUOVONO VORTICOSA MENTE, SI SFRANGIANO SI DIRADANO REGALANDOCI PER QUALCHE ATTIMO UNO SPOT DI LUCE SULLA CITTÀ. E’ ARRIVATO IL MO MENTO CHE TANTO ASPETTAVAMO, MACIUPICIÙ SI CONCEDE POCO A POCO OFFRENDOCI UNO SPETTACOLO UNICO.


AL MATTINO PRESTO, QUANDO LA NEBBIA AVVOLGE OGNI COSA E I PICCHI CHE ATTORNIANO LE ROVINE EMERGONO DALLA BRUMA COME ISOLE. SI ALZA IL SOLE CHE LENTAMENTE FA EVAPORARE LA FOSCHIA CHE ANCORA GRAVA SU TUTTO L’ALTIPIANO E REGALA VARIAZIONI DI LUCE STRABILIANTI SULLE ROVINE.






UNA LUNGA LINEA COLOR TURCHESE COMPARE ALL’IMPROVVISO: È IL LAGO TITICACA CHE SI RIVELA IN TUTTO IL SUO SPLENDORE. UNA GEMMA, UNO ZAFFIRO INCASTONATO TRA I DOLCI PENDII DELLE COLLINE CHE L’ATTORNIANO. L’ACQUA IMMOBILE È RICOPERTA DA UNA COLTRE VERDE DI ALGHE CHE SI APRONO DAVANTI ALLA PRUA DELLA NOSTRA IMBARCAZIONE REGALANDOCI RIFLESSI E RIVERBERI DALLE SFUMATURE SCREZIATE E IRIDESCENTI, IMPOSSIBILI DA INCONTRARE ALTROVE.



DOPO IL LAGO CHUNGANA A 4700M S.L.M. VARCHIAMO LA FRONTIERA DELLA BOLIVIA DETTA ANCHE IL TIBET SUDAMERICANO. SIA NOI CHE LA NOSTRA “ASMATICA IMBRIAGONA”, A CAUSA DELL’ALTITUDINE, ARRIVIAMO MOLTO PROVATI E ANCHE I PIÙ SEMPLICI MOVIMENTI CI RISULTANO FATICOSI. ALLA TOYOSA ( TOYOTA) DI LA PAZ IN UN GIORNO DI LAVORO VIENE RISOLTO IL PROBLEMA DELLA MACCHINA, MENTRE A NOI PERMANE IL RESPIRO AFFATICATO, UN PERENNE CERCHIO ALLA TESTA E IL CUORE IN FUORIGIRI. IL TUTTO SI ACQUIETA SOLO DOPO QUALCHE GIORNO DI ACCLIMATIZZAZIONE.




BAMBINI GIÀ VECCHI DIRIGONO SCALZI LE GREGGI VERSO I PASCOLI. PIETÀ MISTA A RABBIA CI ATTANAGLIA LA GOLA NEL VEDERE UN’INFANZIA VIOLATA COSI “TRANQUILLAMENTE”. QUI NON C’È BISOGNO DI “BONBON”, MA DI GIUSTIZIA.



IL SALAR DI UYUNI, DOPO QUALCHE ORA INTRAVEDIAMO L’ISOLA DEL PESCE. QUESTO SCOGLIO È COMPLETAMENTE RICOPERTO DI CACTUS. IL TRAMONTO CI LASCIA SENZA FIATO: STA COLORANDO QUESTA DISTESA BIANCA DI UN TENUE COLOR ROSA.


IL SALAR DE UYUNI È UNA MAGIA BIANCA. UN’IMMENSA DISTESA DI SALE COMPATTA, DAI RIVERBERI ACCECANTI, DISEGNATA DALLE INFINITE LINEE IN RILIEVO CHE CONFERISCONO ALLA SUPERFICIE UN ASPETTO DI MOSAICO, DI PAVIMENTO PIASTRELLATO A MATTONELLE OTTAGONALI, ESAGONALI, CHE SOLO LA NATURA HA SAPUTO DISEGNARE


SIAMO ALLA DOGANA ECUADORENIA, LE PRATICHE DOGANALI ORA SONO SEMPLIFICATE, INFATTI NON SERVE PIÙ IL CARNET DE PASSAGE, MA BASTA COMPILARE UN FORMULARIO CON I DATI DELLA MACCHINA E COSÌ ANCHE L’ECUADOR SI È ALLINEATO A TUTTI I PAESI DEL SUDAMERICA. IL PAESAGGIO È COMPLETAMENTE CAMBIATO, LE MONOCULTURE DI BANANE SI ESTENDONO ALL’INFINITO. QUESTE DISTESE DI UN VERDE UNIFORME VENGONO INTERROTTE SOLO DAI CARTELLI PUBBLICITARI DELLE PIÙ IMPORTANTI MULTINAZIONALI COME LA DOLE E LA BONITO.




IN QUESTA FORESTA NEBULARE GRAVITA UNA DENSA E LATTIGINOSA NEBBIA. AVANZIAMO IN QUESTO MONDO VERDE, UMIDO E SOFFOCANTE, CON TITUBANZA E CIRCOSPEZIONE.



L’INCESSANTE RUMORE DELLA FORESTA CHE HA IL SUO CULMINE AL CALAR DELLA NOTTE. LE URLA DELLE SCIMMIE, I CANTI DEGLI UCCELLI, IL FREMERE DELLE FOGLIE AL VENTO E SOPRATTUTTO L’ININTERROTTO SUONO CHE PRODUCONO MILIONI DI INSETTI A NOI INVISIBILI.


SCARUCCOLARE TRA QUESTA NATURA INCONTAMINATA E DI VEDERLA DA QUESTA NUOVA PROSPETTIVA MI HA DATO UNA SENSAZIONE DI EUFORICA LIBERTÀ. W IL CANOPY



E’ GIUNTO FINALMENTE IL MOMENTO DI AVVERARE UN SOGNO CHE CI PORTIAMO DENTRO DA UNA VITA, NAVIGARE PER 65 MIGLIA TRA LE ISLA ENCANTADAS, OVVERO LE ISOLE ISOLE GALAPAGOS LE IGUANE MARINE SONO IMMOBILI SU SCOGLI NERI DI LAVA ED ATTORNIATE DA GROSSI GRANCHI COLOR ARANCIONE. LE FREGATE HANNO UN’APERTURA ALARE DI OLTRE DUE METRI ED ORA STANNO COVANDO, IL MASCHIO HA UN VISTOSO SACCO ROSSO SOTTO IL BEC CO CHE GONFIA SOLO DURANTE LA STAGIONE DELL’AMORE.



CI IMMERGIAMO IN UNO DEI LUOGHI PIÙ PARTICOLARE DEL PIANETA, TRA MASTODONTICHE TARTARUGHE MARINE, ABBIAMO GIOCATO CON LEONI MARINI, NUOTATO CON RAZZE GIGANTI, COLORATISSIMI PESCI TROPICALI, IGUANA E SQUALI, MENTRE I PINGUINI SFRECCIANO DA TUTTE LE PARTI.




LE PISCINE NATURALI, CREATE DALLA PRESSIONE DELL’OCEANO, SONO SPLENDIDI ACQUARI TRA GLI SCOGLI, NEI QUALI PULLULANO STERNE, PELLICANI, GABBIANI, RONDINI DI MARE ED ALTRI UC CELLI, SOPRATTUTTO LE SULE CHE, A CENTINAIA, SI TUFFANO UNA DOPO L’ALTRA, COME IN UN GIOCOSO CAROSELLO, NELLE ONDE OCE ANICHE. VERSO SERA IL SOLE ABBANDONA LA SCENA, STORMI DI UCCELLI SI SOLLEVANO IN VOLO FORMANDO LUNGHE FILE DI NA STRI COLORATI CHE SVANISCONO NEL NULLA.






FORESTE, VILLAGGI DI CASE IN PAGLIA ALLINEATE SUI DUE LATI DELLA PISTA, LAGHETTI POPOLATI DI AIRONI E DI OGNI SPECIE DI UCCELLI, IMPROVVISI TEMPORALI, FIAMMEGGIANTI TRAMONTI: QUESTA È LA FORESTA; CI SIAMO LASCIATI AVVOLGERE DAL SUO ABBRACCIO PER OTTO GIORNI.



L’INCESSANTE RUMORE DELLA FORESTA CHE HA IL SUO CULMINE AL CALAR DELLA NOTTE. LE URLA DELLE SCIMMIE, I CANTI DEGLI UCCELLI, IL FREMERE DELLE FOGLIE AL VENTO E SOPRATTUTTO L’ININTERROTTO SUONO CHE PRODUCONO MILIONI DI INSETTI A NOI INVISIBILI.



PENETRIAMO A FATICA CON UNA CANOA IN QUESTO SENTIERO D’ACQUA, LENTAMENTE, CON CIRCOSPEZIONE. RAMI AFFIORANTI E TRONCHI SOMMERSI OVUNQUE. E’ UN SUSSEGUIRSI DI STRETTE ANSE E PICCOLE LAGUNE. SOPRA DI NOI LA VOLTA VERDE DELLA FORESTA QUASI NASCONDE IL BLU DEL CIELO. GROSSI FENDENTI DI MACHETE HANNO RAGIONE DEI RAMI PIÙ GROSSI. TUTTI TIRANO, SPINGONO, SPOSTANO, IMPRECANO PER LE DOLOROSE MORSICATURE DELLE FORMICHE CHE VIVONO TRA QUESTE FRONDE.


UBBIDENDO AD UN ISTINTO PRIMORDIALE DURANTE LE NOTTI FRE SCHE DA OTTOBRE A MAGGIO, DURANTE IL PLENILUNIO E CON IL FAVORE DELL’ALTA MAREA, LE FEMMINE DI TARTARUGA ARRANCANO FATICOSAMENTE SULLA SPIAGGIA, TORNANDO COSÌ SUL POSTO DOVE SONO NATE PER DEPORRE LE UOVA. LA SCHIUSA È SINCRONIZZATA, I PICCOLI ATTENDONO LA NOTTE E COME UN ESERCITO DI MINI PANZER GUADAGNANO IL MARE E QUANDO LE VEDIAMO INCOLUMI SPARIRE NELLA RISACCA CI SENTIAMO APPAGATI E SODDISFATTI.


“CENOTE”, FINO A POCO TEMPO FA NON SAPEVAMO NEMMENO DELLA LORO ESISTENZA, ORA DOPO AVERNE VISITATI ALCUNI ABBIAMO DECISO CHE PER UNA DECINA DI GIORNI ANDREMO SOLO ALLA LORO RICERCA. LE PIOGGE CADUTE DURANTE L'ERA GLACIALE HANNO EROSO LE ROCCE CALCAREE DELLA PENISOLA DELLO YUCATAN, CONTRIBUENDO A FORMARE UN ENORME ED INCREDIBILE SISTEMA DI CUNICOLI E CAVERNE SOTTERRANEE, FITTO ED ARTICOLATO. NEI POZZI VENIVANO GETTATE OFFERTE DI OGNI TIPO: STATUE DI LEGNO, GIOIELLI DI GIADA ED ORO, ANIMALI ED ESSERI UMANI DESTINATI AL SACRIFICIO.




MI INDICANO UN PUNTO LONTANO, È LA SAGOMA INCONFONDIBILE DELLO SQUALO BALENA. LEMME LEMME, SCODINZOLANDO QUA E LÀ LA SUA GIGANTESCA CODA, VIENE DIRITTO VERSO DI NOI. E’ ENORME. PER QUALCHE FRAZIONE DI SECONDO CI GUARDIAMO NEGLI OCCHI E VEDO LE SUE PUPILLE CHE MI SEGUONO. ORA LO SQUALO BALENA PASSA POCHI METRI SOPRA DI ME, PER QUALCHE ISTANTE SI FERMA SOPRA LE BOLLE DEL MIO EROGATO RE, COPIOSE DATA L’EMOZIONE, FACENDOSI SOLLETICARE IL SUO PANCIONE





PENISOLA BAJA CALIFORNIA. SIAMO IN RITARDO DI UN MESE E LE BALENE SONO GIÀ MIGRATE VERSO NORD, PURTROPPO UN BALENOTTE RO DI DIECI METRI NON C’È L’HA FATTA A SEGUIRE IL BRANCO ED ORA È QUI DAVANTI A NOI, SPIAGGIATO, CIRCONDATO DA GABBIA NI, AVVOLTOI, GRANCHI E COYOTE CHE SI CONTENDONO IL LAUTO PASTO..




QUESTO PAESE, CON UN PIZZICO DI EUFEMISMO, È DEFINITO “LA SVIZZERA DEL CENTRO AMERICA”. DAL 1886 GODE DI UNA DEMOCRAZIA RADICATA, NON POSSIEDE UN ESERCITO E LA STABILITÀ POLITICA HA FAVORITO L’ARRIVO DI CAPITALI STRANIERI. E’ UNA FUSIONE DI ORGANIZZAZIONE OCCIDENTALE CON USANZE TROPICALI.



QUESTE RANE SONO QUASI SCOMPARSE, PER LA DEFORESTAZIONE CHE HA CAUSATO IL MUTAMENTO DEL LORO HABITAT ED A CAUSA DEI CONSEGUENTI CAMBIAMENTI CLIMATICI, DEI CACCIATORI, DEI COLLEZIONISTI E DI UN FUNGO LETALE CHE LE HA DECIMATE .





FARFALLE VARIOPINTE VOLANO A CENTINAIA SEGUENDO INVISIBILI CORRIDOI SULLA SCIA DI ALTRE, SI POSANO OVUNQUE, SUGLI OBIETTIVI, FRA I CAPELLI E SULLE SPALLE.



GLI STATI UNITI PULLULANO DI PARCHI NAZIONALI, DALLA BELLEZZA, LA VARIETÀ, LA GRANDIOSITÀ DELLA NATURA ANCORA INCONTAMINATA. APPARTENGONO ALL’IMMAGINARIO COLLETTIVO, AL CINEMA, ALLA LETTERATURA, AI FUMETTI A ALLA MUSICA E COSÌ FINISCONO PER ESSERE FAMILIARI ANCHE A CHI NON CI È MAI STATO. QUANDO GUARDEREMO LE FOTO SCATTATE, CI VEDREMO DENTRO I BISONTI E GLI INDIANI, TEX WILLER ED I NAVAJOS.




NUOTIAMO TRA MIGLIAIA DI PESCI DIVERSI PER FORME, DIMENSIONI E COLORI, TRA RAMI DI CORALLI VIOLA, GIALLI, ROSSI, POLICROME FORME MADREPORICHE SU DI UN FONDALE PUNTEGGIATO DA CONCHIGLIE. CI MUOVIAMO NELL'ACQUA, SOSPESI SENZA PESO DI FRONTE AD UNA MERAVIGLIOSA PARETE A STRAPIOMBO, CIRCONDATI DA SQUALI, DA PESCI BALESTRA, PAPPAGALLO, CHIRURGO E DA TUTTI GLI ALTRI ABITANTI DI QUESTO FANTASTICO MARE.



LO SGUARDO RAPITO SI PERDE FRA LE COLONIE DI IDROZOI, DI ALCIONARI, NEL DELICATO ONDEGGIARE DEI RICAMATI VENTAGLI DELLE GORGONIE. ELEGANTI PTEROIS VOLITANS METTONO IN BELLA MOSTRA LE LORO LEGGIADRE PINNE, AMMICCANTI MURENE GUARDANO CURIOSE DALLE LORO TANE.



UN’INCONTRO FORTUNATO, ABBIAMO FATTO AMICIZIA CON UN DUGONGO FEMMINA DI CINQUE METRI. QUESTO SIRENIDE, IN VIA D’ESTINZIONE, HA GIOCHERELLATO CON NOI IN QUASI TUTTE LE IMMERSIONI. L’EMOZIONE, LO STUPORE E L’ECCITAZIONE DI NUOTARE A FIANCO A QUESTO GIGANTE DEL MARE È STATO UN SOGNO E SE QUESTO È UN SOGNO, PER FAVORE NON SVEGLIATECI,






FORSE LA COSA PIÙ BELLA ED APPAGANTE QUANDO UN VIAGGIO VOLGE AL TERMINE È IL SENSO DI CALORE CHE I VARI INCONTRI FATTI CI LASCIANO. UN RICORDO STRUGGENTE CHE FA VENIRE L’IMMEDIATO DESIDERIO DI RIMETTERSI SUBITO IN CAMMINO, DI CALPESTARE SCONOSCIUTI SENTIERI FORSE MOLTO DIVERSI, MA CHE CI PORTERANNO A NUOVI INCONTRI, A NUOVE NOSTALGIE. FOR

DI CHRISTINA E ALDO


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