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Dedicato all’Africa e alla sua gente per il sorriso, l’amicizia e la calda ospitalità con cui ci hanno accolto.


In un’epoca in cui il rapido volo di un aereo accorcia ogni distanza questo tipo di viaggio può apparire anacronistico. Ci vorranno più di undici mesi per percorrere i sessantamila chilometri preventivati a bordo di un fuoristrada Toyota camperizzato. Il nostro, sarà un viaggio e non una spedizione in senso lato: nessun record da battere, niente da dimo strare. Quello che ci ha spinto a partire è la curiosità, la voglia di conoscere, di capire, d’incontrare gente che abitano in terre lonta ne, affascinanti e misteriose. Perché in fuori strada camperizzato? A nostro avviso questo veicolo è l’evoluzione moderna del carro dei pionieri, ci permetterà di macinare chilometri e chilometri ad un’andatura tale da permetterci di gustare ciò che ci circonda: un paesaggio, un viso, un gesto, un profumo. E poi è un po’ come tirarci dietro un piccolo angolo di casa, in cui ogni tanto è piacevole fermarsi e ripo sare dalle fatiche del viaggio. Questo è un an dare senza fretta, senza orari ne prenotazioni obbligatorie, alla portata di chiunque abbia la curiosità, il rispetto per il diverso e lo spirito d’avventura. In fondo, l’unica cosa veramente importante è poter essere padroni del proprio tempo, uno dei più grandi lussi della nostra frenetica epoca.


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L’ IMBARCO NON E’ TRA I PIU’ AGEVOLI. DOPO UNO SLALOM TRA COCCI DI VETRO, PEZZI DI FERRO E RIFIUTI VARI CHE ATTENTANO PERICOLOSA MENTE L’INTEGRITA’ DEI NOSTRI PNEUMATICI, RIUSCIAMO A PARCHEG GIARE TRA IL CASSERO DI POPPA E LA BUCA DELLA STIVA.


VISITIAMO LA NECROPOLI DI NURI CON LE SUE 54 PIRAMIDI. EMBRANO IN STATO DI ABBANDONO SE NON FOSSE PER IL GUARDIANO CHE CI RICHEDE UN NON BEN SPECIFICATO PERMESSO DI FOTOGRAFARE RILA SCIATO, FORSE, SOLO NELLA CAPITALE.


SBARCHIAMO A WADI HALFA, CI VIENE SUBITO INCONTRO UN PREMUROSO MISTER OSMAN CHE CON UNA “TASSA” DI 35 DOLLARI (OVVIAMENTE SENZA RICEVUTA) IN QUATTRO ORE SBRI GA PER NOI LE COMPLESSE PRATI CHE DOGANALI.


TUTTO E’ DIVERSO QUI IN SUDAN: NON CI SONO STRADE, PALI DELLA LUCE O CARTELLI PUBBLICITARI, NON C’E’ DEMARCAZIONE NEI VILLAGGI, SEMBRA CHE TUTTO NON ABBIA CONFINI NON CI SONO STRADE, PALI DELLA LUCE O CARTELLI PUBBLICITARI,


DOPO TANTO DESERTO ECCO L’ETIOPIA. CAMPI LAVORATI ANCORA CON BUOI E ARATRI IN LEGNO, PICCOLI VILLAGGI DI CAPANNE IN FANGO E PAGLIA CI REGALANO IMMAGINI D’ALTRI TEMPI.


LA POVERTA’ DI QUESTA NA ZIONE E’ IMPRESSIONANTE: I VESTITI SONO STRACCI PIENI DI BUCHI. I MARCIAPIEDI SONO SPESSO DORMITORI DI POVERA GENTE DELLO STESSO COLORE DELLA POLVERE CHE LI RICOPRE AL PASSAGGIO DI OGNI VEICO LO. TUTTI CHIEDONO QUAL COSA E ANCHE UNA SEMPLICE BOTTIGLIA DI PLASTICA VUOTA DIVENTA UN BENE PREZIOSOPREZIOSO.


CI VOGLIONO OLTRE 5 ORE DI PAGAIATE PER ARRIVARE FINO A QUI ED ALTRETTANTE PER RITORNARE AI PROPRI VILLAGGI. E’ UNA VITA DURA QUESTA, IMMUTATA NEL CORSO DEL TEMPO E CHE NON LASCIA INTRAVEDERE NESSUNA POSSIBILITA’ DI CAMBIAMENTO.


LE CASCATE DEL NILO AZZURRO. PURTROPPO ANCHE QUI L’ UOMO HA T0LTO BELLEZZA ALL’OPERA DELLA NATURA.UN IMPONENTE SBARRAMENTO DI UNA CENTRALE ELETTRICA NE HA RIDOTTO LA PORTATA DI OLTRE IL 75% SVILENDOLE E RIDUCENDONE DRASTICAMENTE IL FRONTE DI CADUTA.


QUI I DIRITTI DELLA DONNA SONO LONTANI ANNI LUCE. PRIMI NI DI BERTA’ GONO PROMESSE SPOSA. SCELTA MARIO E’

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QUI I DIRITTI DELLA DONNA SONO LONTANI ANNI LUCE.LE RAGAZZE AI PRIMI CENNI DI PUBERTA’ VENGONO GIA’ PROMESSE IN SPOSA. CRITERIO DI SCELTA PRIMARIO E’ LA FORZA FISICA, TANTE E TALI SONO INFATTI LE FATICHE DISUMANE CHE DEVONO SOPPORTARE.

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LO SFRUTTAMENTO DELLA DONNA VA OLTRE LE FATICHE FISICHE: QUI LA PROSTITUZIONE, SOPRATTUTTO MINORILE, E’ UN’ALTRA AMARA LO SFRUTTAMENTO DELLA DONNA VA OLTRE LE FATICHE FISICHE: QUI LA REALTA’. E’ UN’ALTRA AMARA REALTA’. PROSTITUZIONE, SOPRATTUTTO MINORILE,


LA ZONA DELL’OMO RIVER E’ UN CONCENTRATO DI ETNIE: KARO, DORZE’, MURSI, CONSO, HAMMER E TZANE’ SONO ALCUNE DI ESSE. VIVONO IN VILLAGGI SPARSI SULLE COLLINE OGNUNO CON LE PROPRIE CARATTERISTICHE E LE PROPRIE USANZE.


IN GIORNI PRESTABILITI LE TRIBU’ SI TROVANO PER SCAMBIARSI LE POCHE COSE CHE HANNO: UNA MANCIATA DI TABACCO, UN POCO DI LATTE, UNA TAZZA DI MIELE E L’IMMANCABILE FARINA DI MIGLIO.


LA PIAZZA DI KEY AFAR E’ IN PIENO FERMENTO, PROTAGONISTI SONO UOMINI E DONNE NEI LORO PITTORESCHI COSTUMI. TUTTO DIVENTA OR NAMENTO, ANCHE LE COSE PIU’ STRANE: UN CONTENITORE VUOTO DI U NA PELLICOLA, PERLINE, CONCHIGLIE, PIUME, PLACCHE E PENDAGLI PLACCHE E PENDAGLI.


UN POPOLO CHE SI SPOSTA A PIEDI, QUASI DA ESODO BIBLICO, TUTTI CON IL LORO PESANTE FARDELLO. OVUNQUE BAMBINI CON I LORO SMA GLIANTI SORRISI. TI FERMI E SUBITO SEI ATTORNIATO DA QUESTI OCCHIONI CHE TI CHIEDONO UNA COSA QUALSIASI.


LE DONNE SOTTO IL SENO E SULLA SCHIENA PORTANO I SEGNI DELLE SCARNIFICA ZIONI “ORNAMENTALI”, INFLITTE LORO IN PUBERTA’. INDOSSANO GONNELLINI DI PELLE, ORNATI DA PICCOLI ANELLI IN METALLO CHE EMETTONO UN GRADEVOLE TINTINNIO AD OGNI LORO MOVIMENTO.


INCONTRIAMO PICCOLI VIL LAGGI SENZA NOME, LA GENTE DIMOSTRA DISPONIBILITA’ E GENTILEZZA INUSUALE E CO SI’, GLI OBIETTIVI DELLE NOSTRE MACCHINE FOTOGRAFI CHE, SI RIEMPONO DI VISI E CORPI COLOR EBANO.


TOTOCCHIAMO I 3660 METRI, LE NOSTRE TOYOTA “SPUTACCHIANO” ED EMETTONO UN FUMO DENSO E MALEODORANTE E AD OGNI CURVA UN NUOVO SPETTACOLO: VEDIAMO UNA FAMIGLIA DI GELADA (GROSSE SCIMMIE DAL PELO FULVO). SPESSO CI CAPITA DI OSSERVARE UOMINI CHE AL POSTO DELL’IMMANCABILE BASTONE, IMBRACCIANO CON DISINVOLTURA UN VECCHIO MOSCHETTO O IL PIU’ RECENTE KALASHNICKOV.


LA DISCESA AL MAGO NATIONAL PARK SI PRESENTA SUBITO COME UN FUORI PISTA DIFFICILE E PERICOLOSO. CI RENDIAMO CONTO CHE E’ IMPOSSIBILE GUADARE LE IMPETUOSE ACQUE DEL FIUME. PURTROPPO DOBBIAMO TORNARE SUI NOSTRI PASSI E RINUNCIARE COSI’ A RAGGIUNGERE IL VILLAGGIO DEI MURSI, FAMOSI PER IL LORO PIATTELLO LABIALE.


SIAMO ATTRATTI DAL RITMO DEI TAMBURI PROVENIENTE DALLA VICINA FORESTA. UOMINI E DONNE AGGHINDATI A FESTA SFILANO IN FILA INDIANA CANTANDO E BALLANDO. ALCUNI IMBRACCIANO FUCILI CON LE CANNE ORNATE DI FIORI, SI TRATTA DI UN MATRIMONIO LOCALE. LO SPOSO CI INVITA A PARTECIPARE ALLA CERIMONIA, NOI RICAMBIAMO CON UN PICCOLO DONO


LA VISITA AL VILLAGGIO DI KELEM E’ DELUDENTE: TUTTI SI ACCALCANO A CHIEDERE BIRR (POSSIBILMENTE NUOVI) IN CAMBIO DI UNA FOTO. LE RAGAZZE PIU’ GIOVANI E CARINE OSTENTANO I LORO SENI ACERBI SA PENDO DI FARE COSA GRADITA AI TURISTI. LE LORO CAPANNE SONO FATTE DI PELLI E RAMI INTRECCIATI A FORMA DI IGLOO.


ELEL SOD, UN CRATERE SPENTO DA CUI ANCORA OGGI SI ESTRAE A MANO IL SALE. LA SCENA CHE SI PRESENTA AI NOSTRI OCCHI E’ DA “GIRONE DELL’INFERNO DANTESCO”. UOMINI COMPLETAMENTE NUDI SONO IMMERSI IN UN’ ACQUA NERA E SATURA DI SALE. AIUTANDOSI CON UN BASTONE SCAVANO IL FONDO CON I PIEDI MENTRE CON LE MANI ESTRAGGONO UNA FANGHIGLIA SCURA CHE VIENE MESSA AD ASCIUGARE AL SOLE. ANCHE I LORO CORPI NERI, MA VOLTA FUORI DALL’AC QUA, CI APPAIONO COME STATUE DI SALE CRISTALLIZZATO.


QUESTA E’ DA SEMPRE TERRA DI MASAI, BELLI, ALTI E SLANCIATI. SI ADORNANO DI PERLINE, PENNACCHI E DELL’IMMANCABILE LANCIA. DEDITI ALLA PASTORIZIA VIVONO ANCORA OGGI NELLE MANYATTE, CAPANNE CIRCOLARI DI STERCO E FANGO.


IL KENIA E’ SINONIMO DI PARCHI E DI GRANDI ANIMALI. DALLA TANZANIA SI ESTENDONO FINO A QUI LE SCONFINATE PIANURE DEL SERENGETI E DEL MASAI MARA.


LA DOGANA UGANDESE E’ IL SOLITO ASSALTO: VENDITORI AMBULANTI, CAMBIAVALUTE IMPROVVISATI E GUARDAMACCHINE ABUSIVI ATTORNIANO I NOSTRI MEZZI E CON INSISTENZA CI OFFRONO I LORO SERVIGI.


A BUJAGALI ASSISTIAMO ALLA DISCESA DI SPERICOLATI GOMMONI SULLE RAPIDE DEL NILO. FANNO DA CORNICE AQUILE PESCATRICI, CORMORANI E UCCELLI DI OGNI GENERE


L’ INGRESSO AI PARCHI E’ COSTOSO PER GLI STRANIERI, MA GRAZIE ALLE POCHE FRASI DI SWAHILI, IMPARATE DA LIA IN UN PRECEDENTE VIAGGIO A ZANZIBAR, CI FANNO OTTENERE LA TARIFFA PER RESIDENTI DI GRAN LUNGA INFERIORE.


DAI RAMI DI UN GROSSO ALBERO PENZOLANO LE QUATTRO ZAMPE MA CULATE DI UN LEOPARDO CHE, INCURANTE DELLA NOSTRA PRESENZA, CONTINUA IMPERTERRITO LA SUA SIESTA.


UN POLVERONE IN LONTANANZA ED ECCO UNA NUMEROSA FAMIGLIA DI ELEFANTI CHE VA AD ABBEVERARSI; TRA LE ZAMPE PROTEGGONO AMOREVOLMENTE I CUCCIOLI INDIFESI. IL CAPO BRANCO CON UN BARRITO E UNO SVENTOLIO DELLE GRANDI ORECCHIE CI DISSUADE ALL’AVVICINARCI OLTRE


UN FUMO DENSO E ACRE GIUNGE FINO A NOI: E’ LA “FUCINA” DELLA FRITTURA DEL PESCE. PADELLONI NERI SONO APPOGGIATI SU ALTRETTANTI FUOCHI ALIMENTATI DA GROSSI TRONCHI E LE FIAMME SI ALZANO ALTE SCALDANDO L’OLIO COLOR MELASSA.


ENORMI BAOBAB SI ERGONO POSSENTI AI BORDI DELLA STRADA. IMMOBI LI, TARCHIATI, CON I “CAPELLI” CANUTI E SONO QUI COME VECCHI SAGGI A SFIDARE IL TEMPO. MIGLIAIA, DECINE DI MIGLIAIA, SONO SPARSI OVUNQUE: SULLE COLLINE, IN RIVA AL FIUME, LUNGO LA PISTA CHE SERPEGGIA TRA LORO QUASI A SCANSARLI


ENORMI MACIGNI DI GRANITO DALLE FORME TONDEGGIANTI SONO DISSEMINATI LUNGO IL BAGNASCIUGA. LE PALME SONO INCLINATE FINO A SFIORARE L’ ACQUA: SEMBRA PROPRIO DI ESSERE ALLE SEYCHELLES… MAI VISTE !


IL BOSCO DI LARICI E’ STATO FORTEMENTE VIOLENTATO DALL’ URAGANO DEL 2000. ENORMI TRONCHI SONO CADUTI IN MARE E ORA GIACCIONO SRADICATI SULLA SPIAGGIA, DOVE VENGONO A INFRANGERSI LE ALTE ONDE OCEANICHE, DANDO ALLA COSTA UN FASCINO “SPETTRALE”.


SAWUBONA. CON QUESTO SALUTO CI ACCOGLIE “IL POPOLO DEL PARADISO” NELLO ZULULAND, TERRA DI FOLCLORE, DI COSTUMI E TRADIZIONI.


UNA DELLE PIU’ ANIMATE E FESTOSE RICORRENZE NEL CALENDARIO DELLA CULTURA ZULU E’ LA ROYAL REED DANCE CHE SI SVOLGE ANNUALMENTE A NONGOMA NELLA RESIDENZA DEL RE GOODWILL ZWELI THINI. PIU’ DI 5000 RAGAZZE, TUTTE TRA I 13 E I 18 ANNI, SONO INVITATE DA OGNI ANGOLO DELLA REGIONE AD UNIRSI ALLA CERIMONIA CHE CELEBRA IL LORO INGRESSO NELL’ ETA’ ADULTA.


SONO DUE GIORNATE FREDDE E PIOVOSE. RIMANIAMO STUPITI E SCON CERTATI NEL VEDERE MIGLIAIA DI RAGAZZE VESTITE SOLO DI PERLINE (PRATICAMENTE NUDE) CHE, INTIRIZZITE E TREMANTI DAL FREDDO DURANTE L’ATTESA, SI ESIBISCONO POI RADIOSE E SORRIDENTI IN ONORE DEL LORO RE.


VESTITE DI UN SUCCINTO PERIZOMA AVANZANO CANTANDO E BALLANDO. REGGONO IN MANO LUNGHE CANNE TAGLIATE PER L’ OCCASIONE CHE ONDEGGIANO AL RITMO DELLA DANZA.


LA PRINCIPESSA, IN PRIMA FILA, UNA VOLTA GIUNTA NEL CORTILE REALE CONSEGNA IL SUO BAMBU’, TUTTE LE ALTRE RAGAZZE DEPONGO NO LE LORO CANNE CHE SARANNO UTILIZZATE NELLA COSTRUZIONE DI UNA NUOVA DIMORA.


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“LA SIGNORA IN GRIGIO”, COSI’ HO BATTEZZATO LA FEMMINA DI STRUZZO DALLE CIGLIA ACCATTIVANTI, ORMAI ABITUATA ALLA PRE SENZA UMANA, LA TROVI OVUNQUE. SCULETTANDO ALTEZZOSA CON LA SUA BUFFA ANDATURA E’ INTERESSATA A QUALSIASI COSA DI COMME STIBILE POSSA TROVARE.


LA TOWN SHIP (BIDONVILLE) UN AGGLOMERATO DI POVERE BARACCHE IN LAMIERA E CARTONE, AMMASSATE UNA ALL’ALTRA. NON VI SONO STRADE TRACCIATE MA SOLO STRETTI SENTIERI FANGOSI CHE ATTRA VERSANO QUESTO MONDO DI POVERTA’, DI VIOLENZA E DI MISERIA.


A BOULDER’S BEACH IN UNA BAIA DELIMITATA DA ENORMI MASSI DI GRANITO, VIVE UNA NUMEROSA COLONIA DI PINGUINI DEL CAPO. COME TANTI PICCOLI ”CAMERIERI IN FRACK” SI MUOVONO CON LA LORO BUFFA ANDATURA CIONDOLANTE, CHIAMANDOSI CON UN VERSO CHE RICORDA IL RAGLIO DELL’ASINO.


A CAPE CROSS, INTABARRATI NEI NOSTRI PIUMINI E SOTTO UN CIELO PLUMBEO, CI AVVICINIAMO ALLA COLONIA DI OLTRE 80.000 OTARIE. LE SENTIAMO ANCORA PRIMA DI VEDERLE, SIA PER IL LORO “LEZZO” CHE PER I LORO VERSI. BUFFE, SIMPATICHE CON I MUSI BAFFUTI, STANNO PIGRAMENTE SDRAIATE SULLA SPIAGGIA O GIOCANO TRA LE ONDE.


SPITZKOPPE. UN NOME, UN LUOGO, UNA MONTAGNA. TRA DEDALI DI PIETRE E CUNICOLI, INTERCALATI DA BAOBAB NANI E ACACIE, ENORMI MASSI DALLE FORME BIZZARRE STANNO IN BILICO, QUASI SOSPESI NEL VUOTO.


INCONTRIAMO PRIMA UN GRUPPO OKAUKEYO E POI UNO HIMBA. SEMBRA NO DIMENTICATI DAL TEMPO E DAL PROGRESSO E SI DISTINGUONO PER IL COLORE DELLA PELLE E, PUR ESSENDO ENTRAMBI SEMINUDI, I PRIMI SONO NERI MENTRE GLI ALTRI HANNO IL CORPO COLOR OCRA (DOVUTO ALL’IMPASTO DI TERRA ROSSA E GRASSO ANIMALE) CON CUI SI RICOPRONO.


DONIAMO LORO FIAMMIFERI, TABACCO, RISO, ZUCCHERO E RICEVIAMO IN CAMBIO SMAGLIANTI SORRISI E TANTA GRATITUDINE. POSSIAMO FO TOGRAFARLI SENZA L’ASSILLO DELL’”OBOLO” OBBLIGATORIO.


E’ DIFFICILE COMUNICARE, MA UN SORRISO E LO SFORZO DI CAPIRSI VALGONO PIU’ DI MILLE PAROLE.


IL CHOBE E’ L’AUTENTICO REGNO DEGLI ELEFANTI. SE NE INCONTRANO A CENTINAIA NELLA SAVANA O MENTRE SI DISSETANO AL FIUME. QUI SONO LORO I VERI PADRONI E NON HANNO PAURA DI NIENTE. LE AREE DI CAMPEGGIO NON SONO RECINTATE E SPESSO BISOGNA DIVIDERE LA PIAZZOLA ANCHE CON LORO


SORVOLIAMO IL DELTA DELL’OKAVANGO. LA VISTA DALL’ALTO E’ UN COLPO D’OCCHIO CHE NON HA UGUALI. UNA LUNGA SERPENTINA BLU CREA CON I SUOI MILLE RIVOLI UN DEDALO DI CANALI E ANSE CHE SI PERDONO NELLE SABBIE DEL DESERTO DEL KALAHARI.


LE CASCATE VITTORIA SONO SICURAMENTE LE PIU’ SPETTACOLARI DI TUTTA L’AFRICA. L’ENORME MASSA D’ACQUA PRECIPITA NELLO STRAPIOMBO ALTO 110 METRI, SOLLEVANDO UNA NUBE DI GOCCIOLINE VAPORIZZATE IN CUI FILTRANO I RAGGI DEL SOLE CHE SCOMPONENDOSI IN TUTTI I COLORI DELL’IRIDE, FORMANO LUMINOSI ARCOBALENI.


ECCO DAVANTI A NOI IL CAPO DI BUONA SPERANZA. “CIN CIN…” 4 BICCHIERI SI ALZANO! IMPOSSIBILE FARE L’ANALISI DI TUTTO IL “VISTO E VISSUTO” DI QUESTI 11 MESI, MA SICURAMENTE E’ UN’ESPERIENZA CHE RIMARRA’ IN MODO INDELEBILE DENTRO DI NOI.

QUESTA E’ L’AFRICA CHE PIANO PIANO ENTRA DENTRO, SI INSINUA FRA LE PIEGHE DELLA MENTE FORMANDO I NOSTRI RICORDI. RICORDI DI COLORI, SORRISI E IMMAGINI CHE APPENA NE SIAMO LONTANI GIA’ CI MANCANO. RICORDI CHE CI RIMETTERANNO IN VIAGGIO PER RITRO VARLI, RIVIVERLI E FARLI NUOVAMENTE NOSTRI. CHRISTINE-ALDO


60.000

CHILOMETRI ATTRAVERSO L’AFRICA IN 334 GIORNI


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Africa - fotolibro  
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Fotolibro del nostro viaggio dal nord al sud Africa

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