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Studio Artecontemporanea Massa Lombarda

GRAMSCI IN CENERE CATALOGO DELLA MOSTRA

Dal libro omonimo di Alda Teodorani (Stampa Alternativa 2016)


SStudio a nArtecontemporanea Vi ta l e 4 1 via Baracca 43 - Massa Lombarda

GRAMSCI IN CENERE catalogo della mostra Laura Bernardi

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Antonio Caranti

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Lamberto Caravita

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Barbara Cotignoli

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Franco Fiorella

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Rossella Ricci

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Luca Rotondi

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Marco Teodorani

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Sputafuoco Se scegli il pullman, come a volte faccio io, alcune centinaia di metri dopo il cartello MASSA LOMBARDA la strada fa una curva e prosegue con la circonvallazione che taglia fuori il centro del paese dal traffico pesante di veicoli diretti nel ravennate. Ma se tu scendessi dove la curva inizia e proseguissi diritto ti ritroveresti nel cuore di Massa Lombarda, e come prima cosa incroceresti Piazza Umberto Ricci, dedicata a un giovane partigiano soprannominato Napoleone (giovane nel senso che è morto da giovane), che ospita un monumento ai caduti al centro di un giardino, grazioso ma assai trascurato, con due fontane che il comune di Massa Lombarda mantiene asciutte. Su quel giardino si affacciava il bar di Sputafuoco dove hanno iniziato a formarsi le nostre speranze di adolescenti e la nostra voglia di cambiare il mondo.

Laura Bernardi Laura Bernardi è nata nel 1995 a Lugo. Vive tra Massa Lombarda e Firenze, dove frequenta il corso di illustrazione presso la Scuola Internazionale di Comics. Ha esposto in una personale al Centro Giovani JYL di Massa Lombarda nel 2016.

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Laura Bernardi Sputafuoco Tecnica mista, acquerelli, matite e collage cm 36x50 5


Il cimitero Il cimitero di Massa Lombarda ha vari ingressi, quello principale ha una cancellata di ferro battuto che spero non venga mai sostituita anche se ho ragione di temerlo, vista l’ansia di cambiamenti architettonici che regna da queste parti. Di fianco al cancello ci sono due lapidi, una non ricordo cosa dice, l’altra porta la scritta «Fummo come voi, sarete come noi». La leggenda vuole che chi ha fatto incidere quelle e altre lapidi che si trovano all’interno del cimitero sia stato negli anni Cinquanta il becchino (‘e becamort) del paese.

Antonio Caranti Antonio Caranti nasce a Lugo il 28 Gennaio 1971. Vive e lavora a Massa Lombarda. Frequenta la scuola Arti e Mestieri “Umberto Folli” di MassaLombarda, i suoi insegnanti sono Giuseppina Zardi e Luigi Valgimigli. Nel frattempo frequenta l’istituto d’arte per la Ceramica G.Ballardini di Faenza, specializzandosi nei rivestimenti ceramici di interni ed esterni. Sin dagli esordi è pittore, ceramista, scultore. La sua riflessione di artista tocca territori che dall’informale slittano verso un espressionismo di sapore tedesco. In gran parte dei suoi lavori utilizza materiali riciclati. Dal 2006 realizza le prime scenografie per gli spettacoli di danza di Barbara Zanoni ed apre in collaborazione con Roberto Morini lo STUDIO ARTECONTEMPORANEA SanVitale41.

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Antonio Caranti AldilĂ Tecnica: olio su tela h 280 x215 b 7


L'imbuto delle parole ... mi chiedevo come facesse a parlare tanto bene e vagamente speculavo sul quesito se fossero davvero sue, le idee che esponeva, sue le parole e le frasi o se invece avesse come una specie di imbuto telescopico a livello del cuoio capelluto, che si estraeva e ritraeva a piacere e tramite il quale, durante le riunioni ai piani alti del partito, qualcuno gliele versava dentro il cervello. Ricordo che mentre si cominciava ad accapigliarsi in quella riunione che avrebbe visto molti giovani comunisti massesi abbandonare la FGCI, pensavo al mio essere sempre a margine di tutto, a differenza degli altri, quelli che così ciecamente erano sempre d’accordo con ciò che si diceva in quella stanza. Forse pure loro avevano un imbuto da qualche parte, forse avrei dovuto farmene impiantare uno pure io, o farmi riparare.

Lamberto Caravita Lamberto Caravita, nato a Massa Lombarda dove vive e lavora, ha frequentato l’Istituto d’Arte Ballardini” di Faenza e l’ISIA di Urbino. Alcune tappe fondamentali: la sua prima mostra risale al 1974, nel 2002 espone con i V.A.C.A. di Russi al Salone internazionale del libro di Parigi. Nel 2003 partecipa alla mostra itinerante “13x17Padiglione Italia” presentata da Philippe Daverio, collaterale alla Biennale di Venezia. Nel 2009 un suo libro d’artista è selezionato ed esposto al Salone del Libro di Torino nella mostra “Io, gli altri”. http://digilander.libero.it/caravitalamberto https://www.facebook.com/lamberto.caravita

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Lamberto Caravita Pixel - L'imbuto delle parole Tecnica: pirografia e acrilico su tavola cm 100x100 - polittico 9


I magazzini della frutta Intorno a lei, dentro quel magazzino, gli altri operai, le confezionatrici ben pettinate e silenziose (era proibito parlare) che indossavano grembiuli dello stesso colore – il magazzino forniva loro la stoffa misurata per cucirlo, ma ognuna di loro aveva apportato un tocco personale: un nastrino, un bordo colorato, un modello ripreso da una rivista di moda – erano sedute di fianco al nastro trasportatore dove scorreva la frutta da lavorare, tutte obbligatoriamente con le unghie tagliate corte, perché non si conficcassero nella polpa, i camionisti che venivano dalla Germania con i loro camion frigo per portare la frutta all’estero e lei sentiva l’odore di libertà aleggiare intorno a quei camion.

Barbara Cotignoli Barbara Cotignoli, nata a Faenza nel 1969, vive e lavora a Massa Lombarda. Ha frequentato il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, allieva del pittore Umberto Folli. Ha seguito corsi di formazione in arti applicate, specializzandosi in ceramica, mosaico e stampa su stoffa. Presente in diverse collettive anche nazionali, ha esposto in mostre personali a Ravenna, Massa Lombarda, Milano, Conselice. Per le Edizioni del Bradipo di Lugo ha interpretato con cinquanta acquerelli originali il numero 21 de “ Le parole colorate”; collabora con illustrazioni alla rivista “La Piê”. Per le Edizioni Scarabocchio di Bolzano, del poeta e artista visivo Renato Sclaunich, illustra libri d’artista stampati in tiratura limitata di 30 copie numerate ciascuno. Sono usciti finora: Bambini, Impressions, Nino topo ballerino, Manigrandi, Natalino, Il giro magico – omaggio a Robin Williams, Serenella la lumaca che gira la terra, Tino l’elefantino.

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Barbara Cotignoli

I magazzini della frutta Tecnica: china e acquerello su carta semplice cm 15x21 11


Il Cupido verde Lara aveva verniciato anche un vecchissimo Corsarino della Moto Morini con uno smalto color amaranto e al manubrio aveva attaccato un piccolo Cupido di plastica verde che le aveva regalato Glauco, il suo ragazzo. Dopo che la storia con lui era finita, quando aveva portato il suo motorino dal demolitore, Lara mi ha regalato il suo Cupido e io lo conservo ancora in una scatola sul comodino. A volte lo guardo, non ha la corda al suo arco, non riuscirà mai a lanciare la freccia che ha incoccato, poiché l’amore è così, è qualcosa che consumi davvero solo quando non lo vivi. Per Lara quel Cupido rappresentava – mi disse – il suo amore perduto, che per quanti sforzi potesse fare non sarebbe mai più tornato, poiché lo aveva distrutto con le sue stesse mani.

Franco Fiorella Si è diplomato nel 1978 presso l’Istituto Statale d’Arte per il Mosaico in Ravenna. Nel 1987 ha conseguito il Diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti in Bologna Nel 1988-’89 ha esposto la Mostra Personale itinerante EVENTOGRAFIA

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Franco Fiorella Il Cupido verde Tecnica: olio su tela cm100x130 13


Al bar di Ermanno Il bar Ermanno era il preferito di Lara, e anche il mio, e non solo perché era il più vicino a casa sua. Faceva colazione lì quasi ogni giorno. La moglie di Ermanno aveva corti capelli neri, un volto magro e mani veloci, che conferivano un tono assai definitivo ai vassoi della colazione. Il gusto del tè, servito in tazze di vetro color ambra, era particolare, mai sentito in altri bar né a casa mia, anche se ne conoscevo la marca e il tipo e avevo cercato senza successo di riprodurlo. Ermanno se ne stava sempre dietro il bancone, la faccia tonda e simpatica, come erano simpatiche le sue bretelle, gialle o rosse, che spiccavano sul maglioncino nero. Per quanti ne abbia bevuti, non ho mai più ritrovato il sapore unico del tè al bergamotto di Ermanno.

Rossella Ricci Rossella Ricci nasce nel 1955 a Massa Lombarda, dove vive e lavora. Studia pittura sotto la guida di Umberto Folli, docente all’Accademia di Ravenna e per diversi anni nello studio della pittrice Pina Zardi. Ha svolto un intenso lavoro di ricerca, sospeso tra l’astrattismo e la figura, ha sperimentato la stampa e il transfer painting. Negli ultimi anni si è avvicinata al collage e all’utilizzo di manifesti lacerati e reincollati, non componendo, ma scomponendo materia e colore. “Il collage non è una scorciatoia all'astrazione o al rifiuto dell'arte, ma una pratica indispensabile per la sua capacità inesauribile di mutare ogni volta. Di due esseri farne uno solo”. Dai primi anni ’80 ad oggi Rossella Ricci è presente in mostre ed eventi artistici in Italia e i suoi quadri di Rossella Ricci figurano in collezioni italiane e musei.

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Rossella Ricci Al bar di Ermanno Tecnica mista, collage su tela con interventi pittorici. cm 100x70 15


Lo zio Elio e i suoi canarini Lara con sua cugina andava a salutare lo zio, che era in sedia a rotelle. Le pareti della stanza dove lui trascorreva l’intera giornata erano tappezzate da gabbie di canarini, che saturavano l’aria di canti e trilli. Ogni gabbietta aveva le sue rotelline, per poterla estrarre facilmente dalle mensole e pulirla. Lo zio Elio se ne stava là, in mezzo alla stanza, nella sua sedia a rotelle, e credo pensasse che quei canarini, con il loro bel piumaggio e il loro stupendo canto, erano un po’ come lui, costretti dentro uno spazio angusto e senza potersi muovere.

Luca Rotondi Nasce a Ravenna il 12/10/1970. Vive a Massalombarda. Si è diplomato al Liceo artististico Pier Luigi Nervi nel 1988, quindi all'Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1993. Ha esposto in alcune personali e collettive a livello locale dal 1994 ad oggi tra Lugo,Russi,Cotignola,Conselice e Massa Lombarda. Da segnalare in particolare la sua partecipazione a "Selvatico, rassegna di campagna" a Cotignola nel 2008 e nel 2013.

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Luca Rotondi Lo zio Elio e i suoi canarini Tecnica mista, matita e collage. cm 41x31 17


Luisa la bibliotecaria Avremmo tutti voluto, noi della nostra generazione e in particolare io e Lara, che eravamo legati da un affetto speciale alla biblioteca storica in via Rustici – quello stanzone gelido e austero coi soffitti altissimi e le librerie di metallo con gli sportelli a grate – che Luisa continuasse per sempre a guidarci coi suoi consigli di lettura, ma anche con i suoi commenti sarcastici che ci impedivano di adagiarci sulle letture comode per bambini e ci avevano costretto fin da ragazzini a selezionare dagli scaffali roba più “adulta”.

Marco Teodorani Marco Teodorani è un artista romagnolo di Massa Lombarda. La sua ricerca si muove tra descrizione del visibile e rappresentazione dell’interiorità profonda, dove la materia informe pulsa di emozioni. Ha partecipato a: L’amore è amore soltanto. Artisti uniti contro il femminicidio Massa Lombarda, 21-29 novembre 2015 c/ARTE Cromaticos - III Edizione Massa Lombarda - dal 6 al 10 novembre 2012 Nothing Under the Dress 2014 - STUDIO ARTECONTEMPORANEA SanVitale41 di Massa Lombarda https://vimeo.com/83498975 “Nero” - La pittura di Marco Teodorani Info: m.teodorani@email.it https://www.facebook.com/marco.teodorani.56

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Marco Teodorani

Luisa la bibliotecaria Tecnica mista, acrilico, carboncino, pastello a olio su tela cm 100x170

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Ringraziamenti Per la realizzazione della mostra Gramsci in cenere e di questo catalogo si ringraziano: Tutti gli artisti che hanno partecipato e tutti coloro, persone, istituzioni o associazioni che hanno fattivamente contribuito; studioartecontemporanea SanVitale41; udi - Unione Donne in Italia di Massa Lombarda; Alda Teodorani; Assessorato alla Cultura e Comune di Massa Lombarda; Stampa Alternativa.

I brani riprodotti sono tratti dal libro Gramsci in Cenere di Alda Teodorani Pubblicato da Stampa Alternativa (2016)

Questo catalogo è stato realizzato grazie a

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SanVitale STUDIOARTECONTEMPORANEA


Bruno detto Il Fisico Installazione di Antonio Caranti e Rossella Ricci

Ma l’Accademia Perduta, il Teatro All’Improvviso e tutti quei cavalli alati lanciati dal campanile di Massa Lombarda, gli appelli politici durante i comizi di Democrazia Proletaria, i banchi per la raccolta di firme contro il nucleare e le scritte azzurre sui muri grigi dov’erano finiti dopo la morte di Bruno? Dov’erano l’“immaginazione al potere”, i cani sciolti e gli indiani metropolitani?

Catalogo mostra Gramsci in cenere  
Catalogo mostra Gramsci in cenere  
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