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Insieme in cammino Nessuna mano è tanto piccola da non poter lasciare un'impronta

Primavera 2011

Bollettino parrocchiale Aldeno - Cimone - Garniga Terme


l’indice

L’editoriale Problemi o risorse? di don Daniele

PAGINA 3

La Sacra Scrittura Chi era costui: Salomone a cura della redazione

PAGINA 4

I separati Separarsi, quante sofferenze! di Giusy Lorenzi e Maurizio Cadonna PAGINE 34-35

Quaresima Tempo favorevole per crescere Sinodo dei vescovi del Medio Oriente Il profetico Sinodo della Chiesa di Sandro Bisesti PAGINE 5-6-7 I nostri consacrati Suor Iginia (Pierina) Cont a cura della redazione

PAGINE 8-9

Capitelli, edicole e cappelle dei nostri paesi A Tambalt e Carbonari a cura della redazione PAGINE 10-11 Convegno sul sacramento del matrimonio Appunti di viaggio di Michela e Stefano, Paola e Antonio PAGINA 12 Matrimoni PAGINA 13

La poesia di don Valerio Signore non sei stupido

La Quaresima In Quaresima digiuniamo così PAGINE 36-37

Approfondimento A proposito di... cibo e donne a cura della redazione PAGINE 38-39 Testimonianze di vita A Cei: la lode del giovedì di don Giulio

PAGINE 40-41

Il viaggio in Centroafrica Fare il bene fa bene anche a noi di Rosanna Zamuner PAGINA 42 L’associazionismo Progetto compiti PAGINA 43

PAGINA 14

I nostri defunti

I battezzati delle nostre parrocchie

Album foto

L’intervista tripla Alle assessore dei nostri paesi

I tagliandi di iscrizione

PAGINA 15

PAGINE 16-17-18-19

L’intervista Massimiliano, Licilla e Alba a cura della redazione PAGINE 20-21-22 Bollettino junior Al.ci.ga., giochi, concorso a premi PAGINE 23-24-25-26

Don Daniele risponde I parrocchiani interrogano PAGINA 27

News dal mondo cristiano PAGINA 28

In gita con la famiglia Il sentiero dei Santi d’Europa di Celestina Schmidt PAGINE 29-30

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PAGINE 31-32-33

PAGINE 44-45 PAGINA 46

Gli orari del triduo pasquale

PAGINA 47 PAGINA 48

Insieme in cammino Redazione: Giovanna Frizzi, Giorgia Giaimo, Emanuela Groaz, Elisabetta Giovannini, Maura Mazzurana, don Daniele Morandini, Marco Moratelli, Barbara Scarpa. Hanno collaborato a questo numero: don Valerio Bottura, Celestina Schmidt, Sandro Bisesti, Michela Dallago e Stefano Rossi, Paola Comotti e Antonio Albergati, Giusy Lorenzi e Maurizio Cadonna, Ivo Condini Mosna, don Giulio e Rosanna Zamuner. Stampa: Grafiche Dalpiaz Ravina (Tel. 0461/913545) Contatti: Tel. canonica: E-mail: Tel. sacrestano:

0461/842514 dondaniele@tin.it 338/4493195


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Problemi o risorse?

l’editoriale

ggi non è più possibile trasmettere la fede per convenzione sociale come succedeva fino a qualche anno fa: si nasceva in una famiglia cristiana e attraverso meccanismi automatici si viveva e moriva cristiani. Si era cristiani per contatto, semplicemente adottando i modi di pensare, i comportamenti e le pratiche dell'ambiente credente a cui si apparteneva. Oggi non succede più così. Si può diventare cristiani solo entrando in una prospettiva di "generazione", convinti che il Vangelo invita tutti gli uomini a condurre una vita autentica, a livello di coscienza. Una tale proposta di senso è tanto più importante quanto più i nostri contemporanei si ritrovano fragili a causa della problematicità delle scelte di vita. Hanno perduto i punti di riferimento… In questo contesto, la proposta del Vangelo trova tutte le sue chances. La persona di Cristo può essere significativa per molti, poiché incarna in maniera unica e incomparabile un modo di vivere estremamente umano. In suo nome, i cristiani contestano vivamente e pubblicamente certe dinamiche della cultura contemporanea che snaturano la dignità dell'uomo. Si uniscono a una moltitudine di uomini e donne che non sono cristiani, per promuovere una vita autenticamente umana. In tal modo, la proposta del Vangelo è per loro l'asse portante della pastorale. Ma sono tanto più liberi nell'annunciare il Vangelo quanto più lasciano che la Buona Notizia scavi in ciascuno la "risposta di fede" che gli sgorga dal cuore e dalle labbra: quella d'un uomo o d'una donna del Regno o quella d'un discepolo, sapendo che tra queste due figure, lo Spirito suscita una grande diversità di risposte, differenti nelle loro modalità. I segni dei tempi ci invitano a lasciare allo Spirito di Cristo stesso il compito di tracciare i sentieri di vita diversificati a seconda degli individui. Nei Vangeli Gesù incontra tante persone, diverse per formazione, età e cultura, a tutte chiede di passare da una fede di devozione o di pratica esteriore ad una fede del cuore e della vita, che metta al cenIl 19 febbraio i ragazzi dell’oratorio hanno tro Cristo e preparato la cena per i loro genitori che cambi la vita. Nel clima di diffuso relativismo in cui viviamo Gesù si ripropone ancora una volta come centro assoluto della nostra vita. Non è che forse anche noi che ci diciamo cristiani in realtà lo siamo solo di facciata? Forse il cammino Quaresimale, che stiamo per iniziare, può diventare una nuova opportunità per una reale conversione del cuore. Non è che magari col nostro modo di fare, spesso cristiano solo a parole, allontaniamo le persone da Gesù Cristo e dalla chiesa? Buon riflessione a tutti, don Daniele vostro parroco

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Quaresima 2011: tempo favorevole per crescere

Quaresima

della quaresima - i quaranta giorni che precedola Pasqua - è stato vissuto dalla chiesa fin dai primisIsiminol tempo secoli come tempo propizio, come opportunità di

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conversione, cioè di ritorno all'autenticità del vissuto della propria fede. La quaresima potrebbe essere per tutti noi una preziosa occasione da vivere con serietà e autenticità, riscoprendone la dimensione fondamentale di conversione al Signore e al suo vangelo e offrendo così spunti di riflessione, valori di riferimento e modelli di comportamento significativi anche per chi non condivide la stessa fede. Quando, come oggi, siamo bombardati da messaggi come "consumate, aumentate i consumi", e così siamo invitati a immedesimarci negli oggetti da comprare e possedere, quando i modelli offerti sono quelli del successo, della vanità, dell'apparire, dell'aggressività del vincitore, dovremmo saper reagire in modo da risvegliare una coscienza individuale e sociale capace di far riferimento a un'etica. Cesarina Marchi con la casula La sobrietà, cioè il controllo sui propri appetiti, così come da lei finemente realizzata per il maggior silenzio, l'ascolto, la vigilanza, la solidarietà, il la parrocchia di Aldeno ripensaLA VIGNETTA DI SARA CIMADON mento sui propri comportamenti possono aiutare anche la società in cui i cristiani vivono come cittadini con pari diritti e doveri a una pausa di riflessione e a una presa di distanza rispetto alla china pericolosa verso la barbarie che sembra impossessarsi progressivamente dei rapporti sociali. Se il tempo quaresimale servisse a farci ritrovare lo specifico della fede e a rinvigorirne le energie nell'attuazione quotidiana del vangelo professato, allora ne beneficerebbe anche l'insieme della società e la possibilità di un dialogo sereno e costruttivo. Sì, perché - e va detto con chiarezza e convinzione - o la fede cristiana ha una rilevanza, uno spessore umano oppure non è vera fede cristiana: la sua qualità si misura proprio sul suo essere una umanizzazione autentica o sul suo contraddire l'uomo e la società, che egli può costruire nella giustizia, nella pace e nella riconciliazione.


S

di Sandro Bisesti

i è tenuto a Roma, dal 10 al 24 ottobre, il Sinodo della Chiesa nel Medio Oriente1. E’ la prima volta che ciò accade a Roma alla presenza del papa. Il Sinodo è stato fortemente voluto da Benedetto XVI nell’intenzione di confermare e rafforzare i cristiani nella loro identità grazie alla parola di Dio, ai sacramenti e per rinnovare la comunione ecclesiale fra le singole Chiese. Il tema scelto rappresenta in maniera efficace quest’obiettivo. La chiesa cattolica nel Medio Oriente: comunione e testimonianza. “La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola” (At 4,32). In queste parole c’è un’importante indicazione: l’abbinamento tra comunione e testimonianza. Parlando di testimonianza il pensiero va evidentemente al fatto che, nella maggior parte dei casi, i cristiani del Medio Oriente vivono in Paesi di maggioranza musulmana con tutte le difficoltà che ciò comporta e al problema, a volte anche drammatico, della loro emigrazione. Parlando, invece, di comunione si fa riferimento ad un altro tema, anche questo molto sentito: i cristiani in Medio Oriente sono una moltitudine disaggregata in termini di riti e confessioni e questa convivenza d’anime diverse genera una notevole quantità di problemi. Il Sinodo, allora, ha voluto essere una grande esperienza d’unità per confrontarsi e per dare ai propri fedeli consapevolezza nel rinvigorire le ragioni della loro presenza. Una presenza che è in costante diminuzione numerica con problemi di scarsa comunione interconfessionale quando non di conflitto, in un contesto di altissima instabilità politica e di difficile convivenza con la maggioranza islamica, spesso di pesante discriminazione e anche di persecuzione. Hanno partecipato a quest’assemblea 177 padri sinodali, tra cui 19 Cardinali, 9 Patriarchi, 72 Arcivescovi, 67 Vescovi e 10 Presbiteri, oltre a 69 collaboratori. La riflessione dei padri sinodali ha preso le mosse dalla Sacra Scrittura e dalla Tradizione soffermandosi a meditare su come questa terra sia stata scelta da Dio, nel mistero del suo amore, per essere la culla del suo piano universale di salvezza. “Da là, di fatto, è partita la vocazione di Abramo. Là, la Parola di Dio si è incarnata nella Vergine Maria per l’azione dello Spirito Santo. Là, Gesù ha proclamato il Vangelo della vita e del regno. Là, egli è morto per riscattare il genere umano e liberarlo dal peccato. Là è risuscitato dai morti per donare la vita nuova ad ogni uomo. Là, è nata la Chiesa che, da là, è partita per proclamare il Vangelo fino alle estremità della terra”. Ha una valenza tutta pastorale questa prima riflessione che si qualifica - scrivono i padri sinodali - nell’impegno di portare nei nostri cuori la vita, le sofferenze, le speranze dei nostri popoli e le sfide che si devono affrontare ogni giorno, convinti che “la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato’’ (Rm 5,5). In queste parole c’è l’appello alla fermezza

Sinodo dei vescovi del Medio Oriente

Il profetico Sinodo della Chiesa nel Medio Oriente

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Sinodo dei vescovi del Medio Oriente

della fede, fondata sulla Parola di Dio, e l’invito alla collaborazione nell’unità, alla comunione nella testimonianza dell’amore in tutti gli ambiti della vita. Le sfide da affrontare. La prima viene da noi stessi e dalle nostre Chiese. Ciò che Cristo ci domanda – scrivono i padri sinodali- è di accettare la nostra fede e di viverla in ogni ambito della vita. Ciò che egli domanda alle nostre Chiese è di rafforzare la comunione all’interno di ciascuna Chiesa e tra le Chiese cattoliche di diversa tradizione, inoltre di fare tutto il possibile nella preghiera e nella carità per raggiungere l’unità di tutti i cristiani e realizzare così la preghiera di Cristo: «perché Gregorios III Laham, patriarca di Antiochia dei tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, greco-melkiti e arcivescovo di Damasco sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv 17, 21). La seconda sfida viene dall’esterno, dalle condizioni politiche e dalla sicurezza nei nostri paesi e dal pluralismo religioso. Infatti, “ci siamo soffermati ad analizzare la situazione sociale e la sicurezza nei nostri paesi del Medio Oriente. Abbiamo avuto coscienza dell’impatto del conflitto israelo-palestinese su tutta la regione, soprattutto sul popolo palestinese che soffre le conseguenze dell’occupazione israeliana: la mancanza di libertà di movimento, il muro di separazione e le barriere militari, i prigionieri politici, la demolizione delle case, la perturbazione della vita economica e sociale e le migliaia di rifugiati. Abbiamo riflettuto sulla sofferenza e l’insicurezza nelle quali vivono gli Israeliani. Abbiamo meditato sulla situazione di Gerusalemme, la Città Santa. Siamo preoccupati delle iniziative unilaterali che rischiano di mutare la sua demografia e il suo statuto. Di fronte a tutto questo, vediamo che una pace giusta e definitiva è l’unico mezzo di salvezza per tutti, per il bene della regione e dei suoi popoli”. Questo sinodo è stato un passo molto importante perché ha dato l’occasione ai padri sinodali di parlare delle loro realtà concrete, di esprimere speranze, di formulare proposte che hanno per oggetto la crescita della vita cristiana, la comunione fra le diverse Chiese e la volontà d’essere uomini perfettamente integrati nei loro ambienti in dialogo continuo con le altre religioni, ebraismo e islam, nella ricerca della pace. La pace è possibile. La pace è urgente. Con queste parole il Papa ha parlato dei conflitti in Medio Oriente. “Da troppo tempo in Medio Oriente perdurano i conflitti, le guerre, la violenza, il terrorismo. La pace, che è dono di Dio, è anche il risultato degli sforzi degli uomini di buona volontà, delle Istituzioni nazionali ed internazionali, in particolare degli Stati più coinvolti nella ricerca

Proteste in Libia


1 E’ utile precisare che per Medio Oriente s’intendono i seguenti Paesi: Arabia Saudita, Bahrein, Cipro, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iran, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Siria, Turchia, Territori Palestinesi e Yemen. Questa regione si estende per 7.180.912 kmq, ci vivono 356.174.000 persone, di cui 5.707.000 sono cattolici, che rappresentano l’l,6 % della popolazione. Il numero approssimativo dei cristiani dovrebbe essere di circa 20 milioni di persone pari al 5,62 % dell’intera popolazione.

La poesia di Ivo Condini Mosna

La nosa Cesa Nel milisettezent’settantasei sti ani i ha fat su la nosa Cesa e penso che i problemi sia sta quei: come farente co sta grosa spesa? I soldi ‘n le famiglie i scarsegiava i feva quasi tuti i contadini el bel l’era saer chi che pagava en capital sì gros, senza i quatrini. L’ Curato de alor non so chi l’era, senz’altro l’era ‘n Pret con tanta fede che ‘l so morale no ‘l va mai per tera perché ‘n la providenza Elo ‘l crede. E tant l’ha predicà a i so paesani: “finchè ghe vita ghe anca speranza” basta che almen restante tuti sani e che le intrade vegna en abondanza. L’è fazile pensar che Quel de Sora el gabia abondà na qualche intrada e l’abia benedì quei che laora mandando tanta ua, e bem pagada. No so mi quant che sia durà sto debit, senz’altro l’è durà per qualche anada e no podo saer se i ha fat credit so sol che ancoi la ghè, e lei pagada. Tuti ne la godem sta bela Cesa che a Sant Modest la è stada dedicada la è accogliente e sempre en attesa che da la zent la vegna frequentada.

Sinodo dei vescovi del Medio Oriente

della soluzione dei conflitti. Non bisogna mai rassegnarsi alla mancanza di pace. La pace è la condizione indispensabile per una vita degna della persona umana e della società. La pace è anche il miglior rimedio per evitare l’emigrazione dal Medio Oriente”. “Chiedete pace per Gerusalemme” ci dice il salmo (122,6).

E noi che podem goder de sta mana ciapante l’occasiom finchè podem scoltante le campane che ne ciama da quel bel campanil che ga Naldem. El Parroco de ades l’è don Daniele l’è zovem ma l’è brao e convincente le prediche che ‘l fa le è sempre bele e ‘l vol che ‘l Paradis ne guadagnente. Elo ‘l se lo guadagnerà senz’altro el core su a Zimom e anca ‘n Garniga perché lassù de Pret no ghe n’è naltro e ghè restà a El tuta la briga. L’è attivo e risorse no ghe ‘n manca el coinvolge e ‘l se fa aiutar el se maneza a drita come a zanca l’ariva sempre en do ‘l vol arivar. Grazie disente al Sergio sacristam grazie ai cantori per Messa Cantada grazie a quei che iuta e dà na mam e grazie a chi la tegn bem regolada. Gennaio 2011

Ivo Condini Mosna

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i nostri consacrati a cura della redazione 8

Suor Iginia (Pierina) Cont uor Iginia, classe 1919, ci racconta momenti della sua vita Spresente e passata.

Ciò che traspare dalle sue parole è un profondo senso di gioia e di ringraziamento per una vita ricca dell’amore di Dio e dei fratelli che ha aiutato, ma dai quali è stata anche molto aiutata. La vocazione di suor Iginia è il frutto di una religiosità profonda e matura, vissuta prima di tutto in famiglia e poi rafforzata dalla preghiera e dall’esempio di altre sorelle. Un percorso meditato e voluto. Così infatti ci racconta: «La mia vocazione è nata in famiglia Suor Iginia guardando e riflettendo come viveva la mamma. Partecipando attivamente all’associazione dell’Azione Cattolica si è rafforzata, si è resa più cosciente e, ha suscitato in me il bisogno di pregare più frequentemente per conoscere Gesù. Diventata giovane diciottenne, nell’estate del 1937, sono andata a lavorare a Milano. Qui ho incontrato e conosciuto da vicino le Suore di Carità delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa dette di Maria Bambina. Piano, piano ho verificato e maturato la vocazione e la decisione di farmi suora come loro». Per tutta la vita si è occupata degli altri, per obbedienza ha iniziato la sua missione prendendosi cura dei bambini sfollati dalla guerra e poi si è sempre divisa tra bambini e anziani dispensando loro gioia di vivere, affetto, conforto e consolazione. Il suo è stato un peregrinare dall’Istituto Pini di Gorla in provincia di Milano dove si occupava di bambini poliomielitici, ad Andora in Liguria presso un istituto scolastico, passando per la colonia di Miralago a Riva del Garda, alla volta della scuola materna S. Giuseppe di Belluno Veronese. Il contatto con i bambini la ha sempre resa gioiosa, serena e ha contribuito a mantenerla giovane perchè «loro trasmettono entusiasmo e tanta voglia di vivere». Una tappa molto significatica nella sua missione è stata altresì la cura delle persone passate alla «seconda giovinezza» nella R.A.S. di Malè in cui ha trascorso anni sereni facendo compagnia, confortando e consolando, alleviando sofferenze e solitudine. Diversi, certo, i toni con cui suor Iginia, suora di carità, ricorda le varie esperienze di missione che ha svolto nella sua lunga vita; non possiamo non percepire l’entusiasmo di stare coi giovani, ma per sua ammissione tutte le esperienze, da quelle più gioiose a quelle della colonia Miralago a Riva del Garda più sofferte, hanno corroborato la sua Particolare dove suor Iginia ha lavorato per molti anni fede e la inducano ancor oggi a dire che


i nostri consacrati

«bello è camminare sulla strada del Signore, dove, come buon Pastore, ci guida, accompagna e cammina con noi» e che «ripercorrendo la mia vita vedo le consuete fatiche proprie di ogni vita, ma soprattutto provo serenità e gratitudine scorgendo quel «filo rosso» dell’amore tenuto in mano dal Signore che mi è stato Padre attento, premuroso e sollecito in ogni istante». Attualmente, il cammino la ha riportata a Riva del Garda dove, da più di sei anni, è sagrestana nella parrocchia di S. Giuseppe (rione Degasperi). Tirando delle conclusioni Suor Iginia è profondamente grata al Signore per la Un raro ritratto di lei in compagnia di un suo alunno sua vita e, ricordando il tempo andato con nostalgia, sente il dovere morale di ringraziare: «mi sento onorata di aver servito e poter servire il Signore amando, pregando e aiutando i fratelli. Ogni giorno, o meglio, ogni momento elevo la mia lode di ringraziamento al Signore per avermi fatta nascere, senza alcun mio merito, in un tempo in cui la famiglia, la scuola e la parrocchia collaboravano ad educare umanamente, spiritualmente e socialmente persone coscienti, responsabili, cristiane e onesti cittadini. Esse erano fonti cui si poteva sempre attingere per qualsiasi bisogno, erano punti di riferimento, di sicurezza, di serenità e di fedeltà al proprio ruolo. Qui si trovavano e venivano presentati ideali sani e modelli di vita per potersi orientare e scegliere il proprio futuro». Rispetto al tempo presente ammette che le difficoltà non sono poche, che ci sono distrazioni forti per l’uomo di oggi e per i giovani soprattutto, ma la sua fede le permette di aver fiducia e sperare in qualcosa di positivo e soprattutto la porta a ringraziare sempre e comunque perché «ho avuto tanti, tanti doni, la gioia di riconoscerli, di apprezzarli, per questo mi sento privilegiata e in dovere di pregare per intercedere per gli uomini di oggi tanto fragili in umanità, profondamente poveri di fede, sovrabbondanti di messaggi e di stimoli che non hanno sapore di vita e di eternità. Ho la sensazione che sia difficile per loro sentire e ascoltare la voce del Signore perché sono troppo spesso avvolti dal frastuono, sono in difficoltà a trovare il tempo per qualcosa di serio, che impegna e che favorisca il dialogo, l’incontro con il Signore. Rimane sempre vero quello che dice S. Agostino: «il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te ed è pienamente felice quanto si abbandona filialmente a Lui». La sua missione ha ha portata lontana da Aldeno ma ciò non le ha impedito di coltivare i suoi contatti con i parenti di Aldeno e con la comunità che ricorda con affetto, cui assicura la vicinanza nella preghiera e che ringazia soprattutto nella misura in cui sa essere comunità vera che si spende per gli altri. Le foto di questo articolo sono poche in quanto suor Iginia ci confida che non aver conservato immagini che la ritraggono ai tempi dell’insegnamento... ma una almento ce la ha regalata!!

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capitelli, edicole e cappelle dei nostri paesi a cura della redazione 10

Capitello in zona “Tambalt” sul Bondone, il Capitello Carbonari a Garniga Vecchia

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i lettori più attenti non sfuggirà che il capitello raffigurato qui a fianco è già comparso sul nostro bollettino lo scorso inverno. Allora, non conoscendone la sua storia, ci eravamo limitati a descriverlo e suggerire ai passanti ad una breve sosta. Ora lo riproponiamo perché ne abbiamo appreso la storia che merita di essere diffusa e conosciuta. A raccontarcela ci ha pensato il signor Ezio Ruzz di Aldeno che mi accoglie in casa un sabato, ed esordisce dicendomi: “è una storia molto lunga...” Bé, il tempo non manca e l’interesse neppure. Avanti allora!!! Il capitello in zona Tambalt Per risalire alla storia si fa aiutare da alcuni punti fermi: lui oggi ha 86 sei anni e a fine mese dovrà rinnovare la patente, per il suo 80° compleanno si era regalato la macchina nuova e quella di prima la aveva tenuta per gli undici anni precedenti; ecco doveva essere il 1994-1995... Sulle prime questo incipit mi sembra molto strano, ma non dico nulla e ascolto... Il signor Ruzz prosegue raccontandomi che il Cristo in ferro è molto vecchio, era già presente sulla lapide del bisnonno Valentino nel cimitero di Aldeno agli inizi del 20° secolo. Al momento dei lavori di ristrutturazione del cimitero – si dovette allargare il viale per consentire il passaggio di mezzi più grandi-, il crocefisso venne rimosso e il signor Ezio decise di portarlo a casa. Per quasi 50 anni rimase appeso ai muri di casa, in una stanza piuttosto che in un avvolto e sempre il signor Ruzz pensava quale destinazione farne. Tenerlo voleva perché era un ricordo del bisnonno. Il 14 luglio del 1994, di ritorno dal Bondone dove erano sistemate le sue api, il signor Ruzz stava scendendo in direzione Garniga quando, per evitare un capriolo, finisce fuori strada; la macchina vola su carpini e frassini e si schianta contro un pino dopo ben 25 m di corsa precipitando nella scarpata. Il signor Ruzz ammette che in quella circostanza viaggiava ad una certa velocità e ciò gli valse, a suo dire, la salvezza perché la macchina andò dritta e non si capottò nella scarpata. Raggiunto il suolo il signor Ruzz cerca di uscire velocemente dal veicolo preso dalla paura che possa incendiarsi e faticosamente risale la scarpata aggrappandosi a ciuffi d’erba e sterpaglie; ricevuto l’aiuto di un passante, viene portato a casa e di lì all’ospedale. Riporta la frattura di 9 costole ma la vita è salva. Dopo 15 giorni di ospedale fa rientro a casa e la prima cosa che fa è andare a vedere la sua macchina nella scarpata e constatare che è stato molto fortunato!!! Famiglia e amici gli dicono tutti: “te devi far en quadro ala Madona!” Lui ne è consapevole, e pensa seriamente a come ringraziare il Signore. Una notte, e questo lo confessa solo ora - non lo aveva mai detto a nessuno -, sogna un capitello con quel suo crocefisso che campeggia sui muri di casa. Ecco, ora sa cosa deve fare, ma dove lo può mettere? Comincia allora la sua ricerca, ogni volta che va in Bondone e scende dalla strada di Garniga si ferma, guarda e cerca un posto che possa accogliere degnamente quel ‘suo


capitelli, edicole e cappelle dei notri paesi

desiderio votivo’. Un giorno, fermandosi lungo la strada, vede, nascosto tra la sterpaglia, un grosso masso, comincia a liberarlo ed ecco, potrebbe essere proprio il piedistallo adatto!! Si tratta di scoprire di chi sia il territorio e di chiedere eventualmente la disponibilità. La sua ricerca lo porta a chiedere al sindaco di Garniga e agli uffici provinciali competenti. Tutti gli rispondono di procedere e lui così fa. Con l’aiuto di due amici si prepara. A distanza di quasi un anno può assolvere a quel voto e realizzare il capitello. Il lavoro è stato tanto e tutto in segreto, ha portato il crocefisso a Mattarello da un ferraiolo perché ne faccia la copertura, lo ha portato a Pianezze perché sia sabbiato e non arrugginisca, lo ha riportato e nascosto in casa, tutto Il capitello a Garniga vecchia senza dire nulla alla famiglia che qualcosa sospetta e si fa domande sul suo comportamento così misterioso. Una domenica, quando oramai tutto è pronto, racconta alla moglie e ai figli quali sono le sue intenzioni e trova approvazione in famiglia. Con i soliti compagni un pomeriggio d’estate si porta nel luogo scelto e comincia a costruire il piedistallo. Lasciando il lavoro a metà per il sopraggiungere della notte, al mattino viene fermato dal proprietario del terreno. Il suo desiderio è così forte e risponde ad un ‘bisogno’ così sentito che non ci vuole molto a convincere il proprietario, e così può procedere. Nell’estate del 1995 il capitello è ormai pronto, eppure, ci credete? Non è ancora stato benedetto!!! Don Daniele, è compito tuo... Il capitello Carbonari Scendendo dal Bondone, dopo aver oltrepassato l’abitato di Garniga Vecchia, in corrispondenza del bivio per le “case di sotto”, completamente ricavato nel muro di contenimento della strada e in corrispondenza di un provvidenziale ‘slargo’ di quella stretta via, è visibile il capitello dedicato a San Simone apostolo. La nicchia contiene un bassorilievo in metallo che raffigura il santo mentre riceve dal Signore il compito di andare e annunciare il Vangelo. Il capitello, lo si legge ai piedi dei due personaggi, è stato realizzato nel 1991 per assecondare la volontà di Simone Carbonari, abitante di Garniga, che dispose con lascito che dopo la sua morte venisse realizzato questo capitello dedicato al santo di cui portava il nome. Il capitello, e lo possiamo vedere in questa foto qui a fianco, venne benedetto dall’allora parroco di Garniga, don Ernesto, alla presenza dei familiari del defunto. I figli ancor oggi ricordano con emozione quella cerimonia in quanto così facendo, poterono e sentirono di aver risposto al sentito desiderio del padre.


convegno sul sacramento del matrimonio di Michela e Stefano, Paola e Antonio 12

Appunti di viaggio dal «Convegno sulla grazia del Sacramento delle nozze - Stupirsi del dono Grande» Collevalenza di Todi 27 - 30 dicembre 2010.

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i ritorno dal convegno sentiamo il bisogno e il piacere di condividere con voi le sensazioni raccolte in questa esperienza. Confessiamo che se ci avessero chiesto di scegliere fra 4 giorni a Collevalenza di Todi per parlare della spiritualità del matrimonio o in alternativa un paio di giorni in una «beauty» in Alto Adige la scelta non sarebbe stata facile. Ma, da coppie animatrici del percorso fidanzati, abbiamo sentito la necessità di arricchire le nostre conoscenze in merito al sacramento del matrimonio, di ampliare i nostri orizzonti condividendo con altre coppie le nostre esperienze di vita sponsale per essere in grado di accompagnare i fidanzati nel loro cammino di preparazione al matrimonio. Crediamo fermamente che la famiglia sia l'elemento trainante della società. Infatti, se si crea una buona famiglia si crea una società migliore. Al rientro, ci siamo sentiti rinforzati nello spirito; neanche la settimana del benessere più organizzata avrebbe potuto fare altrettanto. Certo, le giornate sono state piene, tanti approfondimenti teologici e poco tempo per le chiacchiere, tanti momenti di riflessione spirituale e zero tempo per noi; ma poco importa... quello che abbiamo ricevuto è stato di gran lunga superiore alle aspettative. In sintesi, al sodo...., questi i momenti affrontati nella «4 giorni»: LA GRAZIA: un insieme di contenuti teologici specifici sulla grazia del Sacramento del matrimonio attraverso insegnamenti e testimonianze di docenti di teologia. LO STUPORE: momenti di riflessione per aiutare le famiglie partecipanti a gustare, esprimere e contemplare il dono ricevuto attraverso testimonianze, dinamiche, momenti di preghiera. LA PREGHIERA: momenti di preghiera attraverso la celebrazione e la continua adorazione eucaristica durante tutto il periodo del convegno. LA CONDIVISIONE: momenti di lavoro in piccoli gruppi per esplicitare ciò che è stato appreso durante le relazioni. Nello specifico, sono stati affrontati i temi della "Grazia del sacramento del matrimonio", "La tenerezza come espressione della grazia ricevuta" e "Nella relazione tra Cristo e Chiesa: la pienezza della relazione nuziale". Ciò che ci ha subito sorpreso è stato il numero dei partecipanti (oltre 600 persone di tutte le età, provenienti da tutte le regioni d'Italia) che ci ha dimostrato quante famiglie credano, lavorino e siano coinvolte nel testimoniare la sacralità del matrimonio. Abbiamo riscoperto la difficoltà ma al tempo stesso il piacere di pregare insieme, sia come comunità, che come coppia (quanto è imbarazzante ma intimo pregare in coppia!). Abbiamo avuto conferma del grande "Dono" ricevuto e la gioia con la quale va vissuto. Crediamo perciò che sia necessario per ogni coppia prendersi del tempo da dedicare alla riflessione e alla meditazione sul percorso cristiano fino ad ora intrapreso, e che sia davvero una grazia riscoprire i valori fondamentali del matrimonio. Ci piace concludere con un'immagine: LA COPPIA NON E' UN ALBERO DA OMBRA, MA UN ALBERO DA FRUTTO.


i matrimoni

Fedrizzi Ennio e Mariana Perez Torrescano Salgado 23/07/2010 a Garniga Terme

Buglisi Maurizio e Alice Valle 05/06/2010 a Folgaria

Moratelli Fabrizio e Aiello Jasmine 26/12/2010 a Garniga Terme

Dallago Iari e Paola Failoni 07/08/2010 a Tione

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la poesia di don Valerio

Signore non sei stupido È un po' difficile questa poesia. Dio misericordioso si ferma sempre per accogliere un peccatore, qualunque delitto abbia commesso. Noi talvolta lo critichiamo se è troppo indulgente, ma guai se non lo fosse. Poveri noi! Rileggetela con attenzione. Anche quel mezzo tizzone uscito da galera dinanzi alla mia porta l'altra sera per una manciata di mille lire, e la droga negli occhi strabici, sognava nostalgia da non dire. Signore, non sei stupido quando ti fermi da lui. L'ha strangolata l'altra notte nelle viscere il suo non nato quella donna. Mi rugge sdegno a volgerle un segno di pietà. E un'adultera da Lui ebbe licenza d'andarsene. Signore, non sei stupido quando ti fermi da lei.

Eugenia Gazza e Vittorio Baldo

Signore, non sei stupido quando ti fermi da me. M'hai conosciuto più buono. Bollente fornace tre volte accesa, capace di orgoglio e puntiglio d'ogni immaginosa impresa. Adesso è calda appena la cenere.

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Urliamo ipocrisia da ogni poro, urliamo l'odio dalla piazza, e fra noi due quando impugno bilancia e metro, o decimo di millimetro, sul grugno o sul retro, del vicino che alterca per un posto che cerca. Per noi, tutti saremmo croci piantate a tranello del prossimo fratello. Signore, non sei stupido quando ti fermi da noi, e ti sdrai sulle nostre croci, sfida a passarvi sopra.


BALDO GIANLUCA battezzato 08/12/2010 ad Aldeno figlio di Nicola e Arianna Majer

INNOCENTI MARTINA battezzata 08/12/2010 ad Aldeno figlia di Loris e Rosa Bernardi

ZANLUCCHI GIULIA battezzata 14/11/2010 a Garniga Terme figlia di Fabrizio e Tania Maevsca

SPERANZA SIMONE FRANCESCO battezzato 31/10/2010 ad Aldeno figlio di Andrea e Roberta Rocco

BERTOLDI LEONARDO battezzato 18/10/2010 a Cognola figlio di Lorenzo e Laura Pederzolli

SCANDELLA SOFIA battezzata 08/12/2010 ad Aldeno figlia di Daniele e Michela Pasqualini

RIPANTO GIOELE battezzato 08/12/2010 a Castella Grotte (Ba) figlio di Paolo e Maria Grazia Cimadom

GIORDANO SARA battezzata 20/02/2011 ad Aldeno figlia di Marco e Cristina Coser

i battezzati delle nostre parrocchie

LUSINI CAMILLA battezzata 08/12/2010 ad Aldeno figlia di Alberto e Michela Girardi

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l’intervista tripla

Domande alle assessore dei nostri paesi

Aldeno

Cimone

Alida

Michela

Cramerotti

Larentis

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Nome: Cognome Età

Garniga Terme Serena Romeo 42

Famiglia Sposata con Walter, Mamma, papà e una sorel- Due figli: Manuel e Dennis. mamma di quattro figli: la: Giorgia. Matteo, Matilde, Andrea e Francesco. Il viaggio più bello che hai fatto La costa spagnola in moto In Nuova Zelanda nel A Roma. con mio marito nell’estate 2006. del ‘97. Hobby La musica e il teatro: inte- Lo sport. Ultimamente Mi piace tantissimo leggere. ressi per i quali ultima- sono talmente impegnata mente però non riesco a che non lo pratico più. ritagliarmi il tempo che vorrei. Ultimo film visto al cinema “Shrek 3” con i miei figli. Alice in Wonderland. La banda dei tre Babbi. Natale Ultimo libro letto “La bisettrice dell’anima” “Angeli e demoni” di Dan “Mamma senza paracadudi Loreta Failoni. Brown. te” di Lidia Castellani. Attore o attrice preferita Non ho un attore/attrice, Non ne ho. Julia Roberts. mi piacciono Roberto Benigni e Gerard Depardieu. 16


l’intervista tripla

Il giorno più bello della tua vita? Quello del mio matrimo- Quando è nata mia sorella. La nascita dei figli. nio. ... e il più brutto? Quello in cui è morto La morte di mio cugino La fine del mio matrimoDaniele Baldo. nio. Stefano. La persona a cui devi di più Mia madre. La mia mamma. La mia mamma. Quale partito nazionale ti piace di più Partito Democratico. Ma il voto non è segreto? Simpatizzo Lega Nord. La politica italiana è maschilista? Si; anche se le donne, in Secondo me no. Si, siamo molto lontani tal senso, ci mettono molto dalla parità. del loro. Quale il tuo ruolo in comune? Assessore alla cultura, sport, Vicesindaco e assessore Assessore alle foreste, turismo e poliche sociali. alla cultura e spettacoli. ambiente e turismo. Quale contributo diverso può dare una donna alla politica? Dare innanzitutto rappre- Noi pensiamo molto prima Una donna in politica è sentatività “diretta” e voce di parlare, abbiamo mag- sicuramente un valore alle donne e al mondo gior capacità di ascolto e aggiunto: il suo contributo è diverso perché conosce femminile. Il che si tradu- di mediazione. bene tutto ciò che riguarda ce nel fare politica lascianil sociale e la famiglia. do grande spazio anche a fantasia, sensibilità, educazione, pragmatismo ed efficienza: qualità queste che tipicamente deve possedere chi, dalla vita, è chiamato a svolgere e conciliare ruoli diversi (mamma, moglie, sorella, Michela il giorno della lavoratrice, volontaria, La piccola Serena prima comunione amministratore, ecc..) Ti senti apprezzata e considerata nelle tue idee dai colleghi maschi? Da tanti anni sono in poli- Da alcuni si, da altri asso- Si, devo dire che per quantica e, anche per questo, lutamente no. to riguarda le mie compemi sento considerata. Il tenze ho piena autonomia. punto di vista femminile a volte però è occasione di confronto e anche di scontro. Quale sono le urgenze dei nostri paesi? Prevedere e comprendere Giovani e viabilità. Una migliore viabilità e le dinamiche dei flussi politiche che agevolino demografici che stanno l’aggregazione giovanile.

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l’intervista tripla

interessando tutti i centri della cintura urbana; programmare quindi con grande lungimiranza il futuro e, in particolare, lo sviluppo urbanistico e sociale del nostro Paese, adeguando conseguentemente tutti quegli strumenti amministrativi che possono favorire la miglior integrazione di chi viene da fuori e, al tempo stesso, garantire e rispettare l’identità di una collettività che si troverà a dare loro il benvenuto.

Alida da piccola

La piccola Michela

Serena il giorno della prima comunione

A quando un sindaco donna? Quando la gente lo vorrà; Premesso che a differenza Speriamo presto. e comunque quando, senza di Aldeno e Garniga quote rosa imposte, le Terme qui c’è già stata, donne impareranno a vota- spero presto. re “donna”. Quale donna in politica ti piace di più? Anna Finocchiaro. Maria Stella Gelmini. Nessuna in particolare, le ammiro tutte perché per noi donne è molto più difficile conciliare famiglia e politica. Chi è un modello da seguire? Colui che mantiene fede ai Le persone modeste, che Chiunque lavori con paspropri ideali senza mai sanno ascoltare e che sono sione senza perdere rispetmodificare o, peggio, adat- sensibili. to per se stesso e gli altri. tare il proprio modo di essere al contesto in cui si trova a pensare e ad agire. Cosa rende bella una donna? La serenità e la felicità, in Il fatto di saper donare un Amare ed essere amata altre parole lo star bene sorriso anche nei momenti rende una donna bella sia con se stessa, credo possa- più difficili e il saper esse- dentro che fuori. no rendere più bella una re forte. donna. Cosa invidi ai maschi? Nulla. A volte sono più menefreghi- La loro sicurezza e il sti, passano sopra tante cose tempo a disposizione. senza ripensarci troppo. 18


l’intervista tripla

Cosa vorresti cambiare di se stessa? Mi piacerebbe – senza in- La mia sensibilità a volte Sicuramente l’impulsività. terromperli – saper ascol- mi frega, mi fido troppo delle persone. tare di più gli altri. Un progetto per il tuo paese Il potenziamento dell’of- Mi piacerebbe tantissimo Sistemazione del parco ferta integrata di servizi che le persone fossero più attorno al Lago, con per giovani e anziani: cen- unite. creazione di uno spazio tro diurno, R.S.A. e paleteatro-concerti. stra. Oggi si parla molto di valori imprescindibili, quali sono secondo te? La famiglia. Onestà e fedeltà. La fede, la sincerità, la famiglia, l’onestà e il rispetto per le cose e le persone. Quale è il tuo rapporto con la fede? Sono credente; a causa dei Credo tantissimo, ma non Abbastanza buono. figli piccoli partecipo a sono praticante. singhiozzo alla messa domenicale, mi piace molto entrare nelle chiese quando non c’è nessuno. Una cosa che non hai mai fatto e vorresti fare Imparare a suonare la chi- Un figlio. Andare a trovare mio tarra. fratello in Brasile. Un consiglio per chi legge Cercate di apprezzare ciò Vivi serenamente, senza “Quello che sorprende gli altri non è tanto quello che che avete in questo paese, arrabbiarti. facciamo, ma il veder che preservatelo e lasciatevi ci sentiamo felici di farlo e coinvolgere; ognuno di voi, sorridiamo facendolo”. se lo vuole, ha qualcosa di (M. Teresa di Calcutta) importante da dire e da fare.

Alida assieme ai suoi compagni il giorno della prima comunione

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l’intervista a cura della redazione 20

«Aprite le porte» Massimiliano, Lucilla e Alba

S

iamo a casa di Massimiliano, Lucilla e Alba. Tutti e tre provengono da lontano: il capofamiglia è italiano, nato a Cagliari e cresciuto ad Oristano, mentre la compagna e sua figlia hanno origini sudamericane, per la precisione paraguayane. Siamo venuti a trovarli a Garniga Vecchia. Ad accoglierci ci sono le due donne di casa, Massimiliano è ancora al lavoro presso la BMW di Trento, dove è meccanico specializzato, e ci raggiunge quando ormai è ora di cena. Lucilla comincia a raccontarci la sua storia… L: Sono nata e cresciuta a Caaguazu, una cittadina distante circa 100 Km da Asunciòn, la capitale del Paraguay. Ho 31 anni e sono la quarta di ben 13 figli. Ho frequentato le scuole locali fino alla terza media, poi ho iniziato a lavorare. In Paraguay però non è semplice trovare un’occupazione stabile e così, ben presto, ho deciso di andarmene. All’età di 19 anni mi sono trasferita a Buenos Aires, in Argentina. In questa grande città ho trovato lavoro presso una sartoria in qualità di ricamatrice. Sono rimasta per sei anni, poi La famiglia al completo è arrivata la grande crisi economica … D: E così hai deciso di partire per l’Italia? L: Sì, esatto. Era il 2005. A Milano vivevano una mia sorella ed alcuni amici. Ho lasciato mia figlia e la mia famiglia e li ho raggiunti. D: È stata dura trovare lavoro? L: A dire la verità non così tanto. Ho iniziato a lavorare dopo pochi giorni in un’azienda che produce imballaggi di cartone. Successivamente, per circa due anni, ho vissuto presso un’anziana signora, sono stata la sua badante fino a quando è mancata. D: Ma a Garniga Vecchia quando sei arrivata? L: Nel momento in cui ho perso questo ultimo lavoro, ho deciso di raggiungere Massimiliano, che avevo conosciuto a Lucilla Milano e che, nel frattempo, era diventato il mio compagno. Abbiamo così preso in affitto questo appartamento ed ho finalmente avuto l’occasione di far venire in Italia anche Alba.


l’intervista

D: Quando è arrivata tua figlia? L: Lo scorso anno, a marzo. Alba si è subito inserita qui, è stata davvero bravissima! Ha imparato l’italiano in pochissimo tempo e da scuola sono arrivati tanti bei voti. Ora frequenta la classe II media, l’anno prossimo sarà già tempo di scelte. D: Cosa vuol fare “da grande” Alba? L: Si è messa in testa un’idea pazzesca: vuole diventare meccanico! Io non sono molto d’accordo, speriamo cambi idea … D: Torniamo a te: qual è stata la difficoltà più grande che hai dovuto affrontare al tuo arrivo in Italia? L: Beh, io sono stata fortunata: qui c’erano già mia sorella e i miei amici ad aspettarmi. Inoltre, come per mia figlia, imparare la vostra lingua, così simile allo spagnolo, è stato piuttosto semplice. D: Sembra quasi troppo perfetto.. L: In effetti qualcosa c’è … Arrivata a Milano, ho faticato non poco ad abituarmi al clima, molto più freddo e grigio rispetto al Paraguay. E poi le relazioni tra le persone: mi aspettavo fosse più semplice stringere nuove amicizie, invece è proprio difficile, quasi impossibile direi. Gli italiani sono riservati e chiusi, molto più di quanto mi sarei aspettata. Nel mio Paese è un’altra cosa, come in tutto il Sud America del resto … D: E con i tuoi connazionali? Conosci altri paraguayani che abitano in questa zona? L: A Garniga sono l’unica e credo che nessun mio connazionale abiti a Cimone o ad Aldeno. Sicuramente a Trento qualcuno ci sarà, ma io non conosco nessuno. A Milano era diverso: la comunità paraguayana era molto numerosa, c’erano luoghi ed occasioni per incontrarsi. Era un aspetto veramente importante per me: c’è bisogno di “ritrovarsi”, condividere con altri le proprie origini e la propria cultura. D: Riesci a mantenere i rapporti con la tua famiglia? L: Certo, soprattutto per telefono ovviamente. Lo scorso anno, quando sono tornata in Paraguay per prendere Alba, ho potuto riabbracciare i miei genitori e gran parte dei miei fratelli. I cinque più giovani vivono ancora Alba

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l’intervista

con mamma e papà, altri sono in Brasile e in Argentina, la sorella che avevo raggiunto a Milano vive ora a Roma … D: Conosciamo poco il Paraguay. Ci racconti qualcosa? L: Posso dire che ha circa sette milioni di abitanti ed è una repubblica presidenziale. Non ha sbocchi sul mare, è pressoché pianeggiante e la sua economia si basa soprattutto sull’agricoltura e sull’allevamento, attività pressoché maschili, il che rende davvero difficile per una donna trovare lavoro. D: Sei cattolica? L: Sì, come la quasi totalità dei miei connazionali. Mi ricordo ancora le lezioni di catechismo: ci facevano leggere e rileggere il Vangelo, le sue pagine sono impresse nella mia mente … Ancora oggi mi piace aprirlo e apprezzarne i passi, mi rilassa. D: Ultima domanda: cosa ti auguri per il futuro? L: Spero proprio di trovare al più presto un lavoro. Non sono abituata a stare in casa tutto il giorno, ho proprio bisogno di essere occupata. Mi sono rivolta ad alcune agenzie, ho presentato domande ovunque, ora non resta che aspettare. Un’altra cosa che piano piano ci piacerebbe fare sarebbe riuscire a trasferirci, magari ad Aldeno. Io non ho la patente e, anche nell’eventualità di trovare lavoro a Trento, abitare a valle sarebbe molto più pratico. Speriamo… Non ci resta che fare loro i nostri più calorosi auguri perché i loro desideri si realizzino al più presto. Le cascate Cataratas del Iguazu in Paraguay

ORARIO SANTE MESSE IN VIGORE FINO AL 12 GIUGNO 2011 GIORNI FERIALI

FESTIVO

Aldeno Cimone Garniga T.

ore ore ore ore ore

08.00 10.30 20.00 09.30 10.30

1° venerdì di ogni mese a Garniga Vecchia alle ore 18.00 22

Aldeno: lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì Cimone: giovedì

ore 17.30 ore 08.00 ore 17.30 ore 08.00 ore 08.00 ore 18.00

Garniga T.: martedì

ore 18.00


La vincitrice assoluta del concorso è Linda Turato (nella foto qui a fianco) di Aldeno che riceve l’abbonamento annuale a Focus Junior e la maglietta AL.CI.GA.

Il funerale della volpe

l’intervista ai sindaci bollettino junior

AL. CI. GA. Aldeno, Cimone, Garniga Terme

Una volta le galline trovarono la volpe in mezzo al sentiero. Aveva gli occhi chiusi, la coda non si muoveva. È morta, è morta, gridarono le galline. Facciamole il funerale. Difatti suonarono le campane a morto, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in fondo al prato. Fu un bellissimo funerale e i pulcini portavano i fiori. Quando arrivarono vicino alla buca la volpe saltò fuori dalla cassa e mangiò tutte le galline. La notizia volò di pollaio in pollaio. Ne parlò perfino la radio, ma la volpe non se ne preoccupò. Lasciò passare un po’ di tempo, cambiò paese, si sdraiò in mezzo al sentiero e chiuse gli occhi. Vennero le galline di quel paese e subito gridarono anche loro: - È morta, è morta! Facciamole il funerale. Suonarono le campane, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in mezzo al granoturco. Fu un bellissimo funerale e i pulcini cantavano che si sentivano in Francia. Quando furono vicini alla buca, la volpe saltò fuori dalla LA SOLUZIONE DEL GIOCO DEL NUMERO PRECEDENTE cassa e mangiò tutto il corteo. La notizia volò di pollaio in pollaio e fece versare molte lacrime. Ne parlò anche la televisione, ma la volpe non si prese paura per nulla. Essa sapeva che le galline hanno poca memoria e campò tutta la vita facendo la morta. E chi farà come quelle galline vuol dire che non ha capito la storia. (Gianni Rodari)

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bollettino junior


Q

bollettino junior - giochi

CRUCI A PEZZI

uella sbadata di Olimpia ha fatto cadere i cruciverba! Adesso si è rotto in 10 pezzetti. Riuscirai a ricomporlo? Per aiutarti ha trasctitto già l’unica parola di cui ricordava l’esatta posizione. Al termine, se non avrai fatto errori, nella colonna indicata dalla stellina potrai leggere la soluzione del quiz.

L

e regole di questo gioco sono molto semplici: devi riempire i blocchi della ziggurat con i numeri corretti aiutandoti con quelli già scritti e sapendo che: 1 - la cifra che si viene a trovare in un blocco giallo è la differenza dei numeri dei due blocchi sottostanti. 2 - la cifra che si viene a trovare in un blocco giallo è la diffrenza dei numeri dei due blocchi sottostanti. I numeri nei blocci bianchi sono la base di partenza per le operazioni. Buon divertimento!

LA ZIGGURAT

Le soluzioni dei giochi saranno pubblicate sul prossimo numero

Le soluzioni sul prossimo numero

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bollettino junior - concorso 26

CONCORSO A PREMI PER BAMBINI E GENITORI

Sfida all’ultimo lego! Cosa ti serve: pezzi di lego a volontà e un po’ di tempo per divertirti. Tema: una costruzione o un soggetto a libera scelta. Come si partecipa? Costruisci, a casa tua, quello che vuoi con molta fantasia ed espressività. Il tuo progetto può avvalersi delle collaborazione di amici o dei genitori, quando lo hai realizzato fagli una bella foto su cui ci sia la costruzione e le persone che l’hanno realizzata, spediscila via e-mail all’indirizzo dondaniele@tin.it (se preferisci invece fare una foto tradizionale portala in canonica o nella buca delle lettere con il nome dei partecipanti e l’età). Verrà premiato il progetto che la redazione riterrà più bello ed originale. Premio: un buono acquisto presso negozio di giocattoli di Trento.


I parrocchiani interrogano Mio figlio guarda i Simpson…

A

don Daniele risponde

ncora oggi, dopo 24 stagioni televisive e un film campione di incassi, i Simpson stanno battendo tutti i primati. I Simpson rimangono tra i pochi programmi televisivi per ragazzi in cui, anche se trattate a volte con una certa superficialità, la fede cristiana, la pratica religiosa e la domanda su Dio sono temi ricorrenti. Homer J. Simpson è cattolico. E se non fu vocazione complice un’ammaliante pinta di «Duff» - ci mancò davvero poco. Tanto che oggi il re della ciambella fritta di Curiosa immagine di Homer Springfield non esita a esclamare che «il cattolicesimo è umanizzato mitico». Salvo poi ricredersi in un catartico «D’oh!». La battuta è tratta dall’episodio «Padre, Figlio e Spirito Pratico», in cui Homer e Bart si convertono grazie all’incontro con il simpatico padre Sean. È fuori discussione che la serie creata da Matt Groening ha portato nel mondo del cartone animato una rivoluzione linguistica e narrativa senza precedenti. Abbandonata la tranquillizzante distinzione tra bene e male tipica delle produzioni «a lieto fine» della Disney, Homer&Company hanno aperto un vaso di Pandora. Ne è uscita comicità surreale, satira pungente, sarcasmo sui peggiori tabù dell’American way of life. Ma attenzione, ci sono anche altri livelli di lettura. Ogni episodio apre temi antropologici legati al senso e alla qualità della vita. Temi come l’incapacità di comunicare e di riconciliarsi, l’educazione e il sistema scolastico, il matrimonio e la famiglia. E non manca la politica. Pomo della discordia, la religione. Che dire al cospetto delle sonore ronfate di Homer durante le prediche del reverendo Lovejoy? E che dire delle perenni umiliazioni inflitte al patetico Neddy Flanders, l’evangelico ortodosso? Sottile critica o blasfemia ingiustificabile? La famiglia recita le preghiere prima dei pasti e, a suo modo, crede nell’al di là ed è lei il mezzo attraverso cui la fede viene trasmessa. La satira più che coinvolgere le varie confessioni cristiane travolge le testimonianze e la credibilità di La famiglia Simpson al completo alcuni uomini di chiesa. I pericoli esistono perché il lassismo e il disinteresse che emergono rischiano di educare ancora di più i giovani a un rapporto privatistico con Dio. Occorre separare l’erba buona dalla zizzania. I genitori non debbono temere di far guardare ai loro figli le avventure degli ometti in giallo. Anzi, il realismo dei testi e degli episodi «potrebbe essere l’occasione per vedere alcune puntate insieme, e per coglierne gli spunti per dialogare sulla vita familiare, scolastica, di coppia, sociale e politica. Nelle storie dei Simpson prevale il realismo scettico, così le giovani generazioni di telespettatori vengono educate a non illudersi. La morale? Nessuna. Ma si sa, un mondo privo di facili illusioni è un mondo più umano e, forse, più cristiano.

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news dal mondo cristiano 28

Unità dei cristiani: da Gerusalemme un appello alle Chiese del mondo. Si è aperta sabato 22 gennaio, dalla basilica del Santo Sepolcro, a Gerusalemme, la Settimana di Preghiera per l’unità dei cristiani, il cui tema di quest’anno è stato scelto proprio dai cristiani di Gerusalemme: «Essi ascoltavano con assiduità l’insegnamento degli apostoli, vivevano Vescovi Cattolici di Terra Santa durante la recente insieme fraternamente, partecipavano alla Cena del Signore e pregavano visita del Santo Padre insieme». Consapevoli delle proprie divisioni e della necessità di fare di più per l’unità del Corpo di Cristo – si legge in una nota del Patriarcato latino - le Chiese di Gerusalemme invitano tutti i cristiani a riscoprire i valori che costituivano l’unità della prima comunità cristiana di Gerusalemme”. La sfida lanciata dai cristiani locali a quelli delle Chiese nel mondo “è rendere questa settimana di preghiera un’occasione per rinnovare il proprio impegno a lavorare per un vero ecumenismo e ricordarli nella precarietà della loro attuale situazione e di pregare per una giustizia che porterà la pace in Terra Santa”. Libano. I cristiani fermento di modernità nel mondo arabo. Essi sono una fonte di ricchezza per l’avvenire, anche se la loro presenza è a volte “indesiderata”. L’Islam vive una fase di cambiamento, ma la politica deve essere separata dalla religione. I cristiani restano una comunità “assetata di modernità”, senza la loro presenza, il mondo arabo “non ha futuro”. Ecco il pensiero del giornalista JeanMichel Cadiot che nel suo “I cristiani d’Oriente, vitalità, sofferenza, avvenire”, ricorda che i cristiani sono fermento di modernità nel mondo arabo. L’autore racconta la storia ma evoca anche l’attualità di questi “cristiani d’Oriente”, circa 100 milioni, che formano una comunità dinamica, assetata di modernità e di giustizia, ma anche di Notre Dame du Liban riconoscenza e rispetto. È un fatto del tutto evidente: “il futuro dei cristiani d’Oriente è strettamente legato al futuro del mondo arabo. Di contro, senza i cristiani il mondo arabo non ha futuro, meno ancora nella modernità. Perché il processo che porta all’individuo, l’aspirazione alla libertà, alla coscienza individuale di sé come soggetto di diritti inalienabili – come la libertà religiosa e di coscienza – sono il centro della modernità. E questo tipo di processo non potrà essere selettivo: sarà collettivo, altrimenti non si realizzerà affatto”.


Il sentiero dei Santi d’Europa

I

in gita con la famiglia di Celestina Schmidt

l sentiero dei Santi d’Europa parte da Bressanone (via Castelliere) ed è caratterizzato da un modesto dislivello, circa 150 metri. Un percorso facile che permette di raggiungere la chiesa di S. Cirillo in un’ora di cammino. La chiesa venne menzionata in un documento storico del 1283 e si ipotizza che essa sia stata edificata su un precedente edificio sacro pagano. Il soffitto risale al XV secolo, mentre gli arredi del presbiterio risalgono al tempo barocco. L’idea dal Sentiero dei Santi d’Europa nasce nel 1993 (l’anno europeo) e il tentativo perseguito con la sua messa a punto è stato quello di coniugare la prospettiva della nuova Europa nel segno del cristianesimo con un sentiero che induca alla Il duomo di Bressanone meditazione. L’Europa non è più solo una semplice entità economico-monetaria, ma è un’unità di popoli chiamati a dare un’anima alla comunità europea, una comunità basata sul rispetto reciproco, sulla dignità dell’uomo e sulla fede nell’unico Dio. A tal fine la bandiera d’Europa posta lungo il cammino non è quella consueta: presenta un numero di stelle maggiori per abbracciare l’Europa dall’Atlantico agli Urali e una croce per richiamare le sue radici cristiane. Lungo il sentiero sono posti sette capitelli ciascuno dedicato ad un tema specifico e nel cammino siamo accompagnati da 23 santi europei di 18 nazioni diverse. I temi richiamati sono: 1) L’EUROPA – con Cristo verso l’unità nella diversità: ricordandoci che il rispetto e la dignità dell’uomo vengo prima di tutto ed è ciò che ci permette di costruire una comunità veramente unita pur nella diversità. 2) L’EVANGELIZZAZIONE – intesa come lieto annuncio di Cristo, unità di parola e azione: con l’espressione Nuova Evangelizzazione si fa riferimento allo sforzo di avvicinare sempre più cristiani alle sorgenti della fede. 3) GIUSTIZIA E PACE – elementi fondamentali per raggiungere l’unità: è solo attraverso la giustizia che si raggiunge la pace e quindi l’unità. 4) SALVAGUARDIA DEL CREATO – per dire un forte sì alla vita: il richiamo alle nostre responsabilità per la salvaguardia dell’ambiente e della natura sono pressanti rammentandoci che il creato è un dono divino e che la nostra condotta di vita “usa e getta” ci porta a minacciarlo costantemente. 5) CARITAS – dal servizio al prossimo all’unità: l’amore verso il prossimo è compito di ognuno ed è ciò che ci permette di raggiungere l’unità, affrontando tutti insieme delle situazioni che da soli non potremo sopportare.

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6) FAMIGLIA – luogo di amore, fede e coesione: la famiglia è la base su cui si fonda la società, una famiglia “sana” è fondamentale per avere una società “sana”. 7) DIOCESI DI BOLZANO E BRESSANONE – incontro a Cristo come comunità di fede: uno speciale tributo alla diocesi che fortemente ha voluto questo sentiero. Concludiamo la descrizione del percorso con le parole lasciate dal defunto Vescovo Egger: “La chiesa deve percorrere il proprio cammino insieme con tutti gli uomini, andando incontro ai suoi contemporanei e accompagnandoli secondo il modello del Risorto”. I Santi hanno percorso il cammino della vita con Cristo e gli uomini. Anche noi, accompagnati dai Santi, siamo invitati a percorrere il sentiero che porta a S. Cirillo per incontrare Gesù Risorto.

Il cuore

Il Santo Padre visiterà le diocesi del Nordest il 7 e 8 maggio 2011. Chi desidera partecipare alla Messa a Mestre può prenotarsi presso l’ufficio diocesano pellegrinaggi (Tel. 0461 231055)

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Rabbi Mendel soleva dire che tutti gli uomini che gli avevano chiesto di pregare Dio per loro gli passavano nella mente quando diceva la tacita preghiera delle Diciotto Benedizioni (preghiera che si recita tre volte al giorno stando in piedi). Un giorno un tale si stupì che ciò fosse possibile, poiché il tempo non bastava certo. Rabbi Mendel rispose: "Una traccia della pena di ognuno rimane incisa nel mio cuore. Nell'ora delle preghiera io apro il mio cuore e dico: Signore del mondo, leggi ciò che è scritto qui!". (Martin Buber, Storie e leggende chassidiche, Mondadori)


Poussin Nicolas, Il Giudizio di Salomone, 1649 Louvre, Parigi

a cura della redazione

Secondo il racconto biblico era figlio del re Davide e Bath-Sheba (Betsabea). Il suo regno viene considerato dagli ebrei come un’età ideale e ciò per più ragioni, e per la saggezza con cui regnò e per la costruzione del suo Tempio (in appena 7 anni) che divenne leggendario per le sue molteplici valenze simboliche, e soprattutto per i numerosi amori e matrimoni a fini politici che lo unirono a donne potenti e leggendarie (pensiamo alla Regina di Saba da cui ebbe il figlio Menelik); cosa, quest’ultima che portò alla decadenza spirituale all’interno di Israele, dato che ogni nuova moglie adorava diverse divinità, e anche Salomone prese ad adorarli. Il fatto portò alla decisione divina di dividere il regno in due parti, il regno sulle tribù di Giuda e Il giudizio di Salomone Beniamino, da una parte, e tutte Il primo Libro dei Re dà un esempio signifi- le altre, creando il regno di cativo della sapienza di Salomone. Nel Israele, dall’altra. mondo antico era un fatto comune chiedere il Del periodo precedente la sua giudizio del re, non esistendo la moderna sud- incoronazione le scritture non divisione dei poteri: i regnanti, quindi, erano dicono nulla di più. Salomone i giudici supremi a cui venivano sottoposti i divenne re per designazione casi più difficili. E quello sottoposto al re divina (1Cr. 22,9), e la congiura di Adonia, suo fratellastro, con d’Israele sembrava irrisolvibile. l’appoggio del potente generale «Due donne si presentarono da Salomone: ciascuna aveva partorito un figlio a pochi Joab, accelerò solo i tempi. giorni di distanza l’uno dall’altro ed entram- Pur essendosi dissolto il partito be dormivano nella stessa casa. Una notte fedele ad Adonia, Salomone accadde che uno dei due bambini morì e sua trovò presto occasione di ordimadre, secondo l’accusa, aveva scambiato il nare l’uccisione del fratello ed figlio morto con quello vivo dell’altra donna in seguito anche del generale mentre questa dormiva. Salomone, dopo aver ribelle. Salito al trono, ascoltato le due donne sostenere più volte le loro tesi, fece portare una spada e ordinò che il bambino vivente fosse tagliato a metà per darne una parte a ciascuna di esse. Allora la vera madre lo supplicò di consegnare il bimbo all’altra donna, pur di salvarlo. Salomone capì così che quella era la vera madre e le restituì il bambino».

la Sacra Scrittura

Chi era costui: Salomone

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la Sacra Scrittura

Salomone si impegnò in ripetuti scontri militari con le tribù che premevano ai confini del regno di Israele ed intensificò la rete commerciale, stringendo accordi con i vicini più potenti ed aggiungendo al numero delle sue mogli la figlia del faraone d’Egitto. Il punto di snodo del regno di Salomone fu la richiesta a Dio di dargli la sapienza, necessaria secondo lui per del Piombo, Giudizio di Salomone, 1509 Kingston governare un popolo. Dopo Sebastiano Lacy, National Trust questo fatto la sua potenza e ricchezza divennero leggendarie. Le notizie su Salomone si diffusero in Oriente, tanto che molti «potenti» di allora vollero metterlo alla prova, facendogli visita e por-

La produzione letteraria che gli è attribuita A Salomone sono attribuiti il Quelet, le Ecclesiate, il Libro dei Proverbi e il Cantico dei Cantici. Molti sono i detti che ci permettono di comprendere la saggezza e l’acume di questo personaggio. Eccone alcuni esempi: «Nel molto parlare non manca la colpa, chi frena le labbra è prudente» «Il buon nome vale più di grandi ricchezze; la stima, più che l’oro e l’argento». «Va’ dalla formica, o pigro, guarda le sue abitudini e diventa saggio». «Un anello d’oro al naso d’un porco, tale è la donna bella ma priva di senno». «Un amico vuol bene sempre, è nato per essere un fratello nella sventura». E non dimentichiamo lo straordinario canto d’amore del Cantico dei Cantici, sebbene consti di soli 117 versi e sia il libro più breve della Bibbia, questo testo è stato oggetto di studio nei secoli. Il tributo alla sessualità di questo componimento, considerato anche troppo esplicito, portò, durante il Medioevo, l’esegesi e la meditaCopertina di una recente zione dei maggiori mistici a interpretarlo come l’alleproduzione per la tv goria dell’amore sponsale di Cristo per la Chiesa.

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la Sacra Scrittura

tandogli doni. La saggezza di cui Salomone è la figura esemplare, è quella forma di sapere che non inerisce all’intelligenza bensì al cuore («concedi al tuo servo un cuore docile») e la cui finalità o senso non riguarda l’ordine della conoscenza bensì l’ordine della giustizia (così infatti in 1 Re 3,9: «Concedi al tuo servo un cuore docile perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male»). Al Signore piacque la preghiera di Salomone al quale risponde: «Perché hai comandato questa cosa e non hai domandato per te né una lunga vita, né la ricchezza, né la morte dei tuoi nemici ma hai domandato per te di amministrare la giustizia, ecco faccio come tu hai detto. Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente: come te non ci fu alcuno prima di te né sorgerà dopo di te. Ti concedo anche quanto non hai domandato, cioè ricchezza e gloria, come nessun re ebbe mai» (1 Re 3, 11-13). Il «cuore docile», che Salomone chiede al Signore all’inizio dell’esercizio della sua regalità, è il cuore «giusto» e «buono» che non domanda per sé ma domanda per l’altro e la cui occupazione non è il desiderio dell’io da realizzare bensì il bisogno dell’altro da ascoltare.

Il Tempio di Salomone Oltre che per la sua saggezza, Salomone è ricordato come il costruttore del tempio di Gerusalemme, una «casa» per Dio: «... il Signore mio Dio mi ha dato pace da ogni parte e non ho né avversari né particolari difficoltà. Ecco, ho deciso di edificare un tempio al nome del Signore mio Dio, come ha Il tempio detto il Signore a Davide mio padre: Tuo figlio, che io porrò al tuo posto sul tuo trono, edificherà un tempio al mio nome» » (1 Re 17-19). Considerato una delle sette meraviglie del mondo, fu realizzato come rappresentazione del cosmo. La sua costruzione venne affidata ad un leggendario architetto, Hiram, che applicò le leggi dei Numeri, dei Pesi e delle Misure. Secondo antiche ricostruzioni, il Tempio era lungo sessanta Cubiti, largo venti e alto trenta, ovvero 33x11x16,5, misure che secondo la Cabala corrispondono alle proporzioni perfette. Nella parte più interna si trovava il Santuario, ricoperto d’oro, nel quale era custodita l’Arca dell’Alleanza. Il Tempio venne distrutto varie volte e varie volte riedificato; quello che rimane oggi è soltanto il famoso Muro del Pianto, unica parte della costruzione originaria. Ma ricordiamo che Dio non abita né può abitare in nessun tempio e in nessuna casa perché nulla di ciò che esiste può contenerlo: allora dobbiamo riconoscere che il tempio è il segno del luogo dove egli abita e pone il suo Nome; il luogo vero dove Dio abita, dove mi rivela il suo amore e mi incontra, è lì dove ognuno di noi vive. 33


i separati di Giusy Lorenzi e Maurizio Cadonna 34

Separarsi, quante sofferenze! a persona che si separa, sia che la decida sia che la subisca, vive quasi sempre L una grande sofferenza e vorrei sfatare un

po’ il pensare comune per cui sembra che le persone che arrivano alla separazione lo facciano con superficialità “lo fanno tutti, perché non io!” No! Mi sento di dire che quasi nessuno prende questa decisione a cuor leggero anzi é spesso l’esito di tentativi non andati a buon fine di far funzionare il rapporto. Quando poi c’è la presenza di figli la sofferenza aumenta, perché non esiste un genitore che non sogni una famiglia unita e colma d’amore per i suoi figli. Quindi si infrangono sogni: l’amore per sempre a cui ogni giovane sposo/a tende naturalmente e il desiderio di una famiglia; ne consegue che si vive un grande senso di fallimento interiore. Il fallimento di qualcosa è una sensazione che abbiamo provato tutti e ognuno di noi reagisce in modo diverso: chi con rabbia, chi con rassegnazione, chi con vittimismo, chi con la ricerca di colpe proprie e dell’altro…. , ma comunque sempre con un grande senso di disagio interiore e riuscire ad affrontare questa esperienza richiede sempre molte energie. Si comprende quindi che il fallimento di un matrimonio porta spesso la persona a vivere una grande fatica interiore che la spinge in alcuni casi a richiedere un eventuale aiuto psicologico da parte di professionisti. Separarsi dal coniuge significa il più delle volte anche cambiare le relazioni abituali con cui si interagiva; è una decisione che indubbiamente ha delle conseguenze sugli altri: familiari e amici in comune. Spesso le rispettive famiglie di origine a loro volta soffrono per questa situazione e fanno fatica a non entrare in pensieri giudicanti; gli amici in parte si perdono, perché quelli in comune si incontravano insieme e relazionarsi con loro in maniera diversa non sempre è facile e scontato. La persona che vive la fine del proprio matrimonio può quindi fare l’esperienza di una profonda solitudine, perché spesso non riesce a trovare appoggio e comprensione. Le persone vicine possono cadere nel sentimento del giudizio, ma possono anche sentirsi disarmate non sapendo cosa dire e cosa fare. Un altro aspetto che credo importante rilevare è il discorso religioso. Molti


Foto Pisoni

i separati

separati sentono il peso di una Chiesa giudicante, pensano che con la separazione venga compromessa la loro partecipazione alle attività parrocchiali o l’ammissione ai Sacramenti e quindi vivono un sentimento di emarginazione. In merito è presente purtroppo una grande disinformazione e colgo l’occasione per precisare che il Direttorio di pastorale familiare per la Chiesa in Italia (1993) con riferimento ai separati dice: “ La loro situazione di vita non li preclude dall’ammissione ai sacramenti…” (cit.n.209); non è raro trovare persone, laici e anche preti, convinti che i separati siano esclusi dai sacramenti, evidenziando una intransigenza immotivata e ingiusta. Don Sergio Nicolli, direttore per più di 20 anni alla pastorale familiare nei suoi innumerevoli interventi sul tema, ha sottolineato più volte con forza: l’esperienza del fallimento e della sofferenza talvolta rende i separati idonei ad essere nella Chiesa una grande risorsa che va valorizzata. È importante ricordare che la Chiesa stessa non è una comunità di persone perfette, ma una comunità di persone in cammino e che non è raro che proprio l’esperienza della fragilità personale legata alla fine del matrimonio possa portare a scoprire in modo più pieno l’amore di Dio e sia quindi occasione di crescita nella fede. Noi come Chiesa abbiamo una grande responsabilità: ognuno di noi è chiamato ad un’attenzione d’amore e di accoglienza. Può rivelarsi difficile stare vicino alla persona che vive la separazione, è basilare ad esempio non cadere nel tranello di cercare il perché una storia importante finisce (le cause sono molteplici e ci si perderebbe in un labirinto senza uscita) ma possiamo voler bene e “stare accanto” senza giudizio: avere la pazienza e la comprensione di ascoltare col cuore.

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la Quaresima 36

In Quaresima digiuniamo così CON LA MENTE “Amerai il Signore, Dio tuo, con tutta la tua mente.” (Mt 22, 37)

– COLTIVA il pensiero di Dio e della sua bontà: il Signore sia al vertice dei tuoi pensieri e dei tuoi progetti. – EVITA pensieri frivoli e malevoli verso i fratelli.

CON GLI OCCHI “Se il tuo occhio è limpido, tutto diventa trasparente.” (Mc 6, 22)

– GUARDA il mondo, le cose e le persone con occhio limpido e buono. – EVITA sguardi poco caritatevoli e immagini non edificanti.

CON GLI ORECCHI “Israele, se tu mi ascoltassi.” (Salmo 81, 9)

– ASCOLTA la Parola del Signore e il fratello che ti chiede qualcosa o ha bisogno di sfogarsi. – NON ASCOLTARE discorsi vani, volgari o insinuazioni malevole.

CON LA BOCCA “Effatà, apriti…” (Mc 7, 34)

– APRITI alla lode di Dio e alla preghiera personale, in famiglia o nell’assemblea liturgica. – EVITA di parlare male di chiunque.

CON LA GOLA “Quanto sono dolci le tue parole, Signore!” (Salmo 119, 103)

– GUSTA la Parola di Dio e prendi il cibo con sobrietà e gratitudine a Dio e a chi lo ha preparato. – MORTIFICATI un poco nel mangiare, nel bere, nel fumo, negli spettacoli… Fa’ un po’ di digiuno televisivo.

CON LE MANI “Non amiamo a parole, ma coi fatti e nella verità.” (1Gv 3, 18)

– AIUTA chi ti chiede un favore, compi il tuo lavoro con serietà, soccorri i poveri secondo le tue possibilità. – EVITA l’ozio, la perdita di tempo e le chiacchiere inutili.

CON IL CUORE “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore e il prossimo tuo come te stesso.” (Mt 22, 37)

– DIMOSTRA il tuo affetto a chi ti sta vicino, cominciando da quelli di casa. – RISPONDI come Maria: “Eccomi!”. “Allora la tua luce sorgerà come l’aurora e la tua ferita si rimarginerà presto.” (Is 58, 8)


la Quaresima

Ogni venerdì di quaresima ricordati di partecipare alla Via Crucis. Nella foto qui a fianco un momento della Via Crucis a Garniga Terme dello scorso anno.

Continuano i lavori alla chiesa di Rocal Ormai si può vedere il tetto e numerosi dettagli del decoro che, grazie all’aiuto di molte persone, si stanno ultimando. Se vuoi contribuire economicamente o offrendo la tua manodopera per il completamento di questa bella opera, puoi contattare direttamente Gaudenzio Piffer (347.9585954) o Sergio Coser di Garniga Terme. Un modo ancor più semplice di contribuire è acquistare i biglietti della lotteria che puoi trovare a Garniga o in canonica ad Aldeno. Andate a vederla e rimarrete piacevolmente sorpresi!

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l’approfondimento a cura della redazione 38

A proposito di ... cibo e donne «Nella misura in cui l’amore cresce in te, cresce anche la tua bellezza, poiché l’amore è la bellezza dell’anima».

(dal calendario Insegnaci la sapienza del cuore)

C

ibo e abitudini alimentari, piacere e soddisfazione dell’appetito o tabù per continuare a lavorare o essere accettati dalla società? Un sistema fitto e sottile di rapporti, codici e riti fa dell’universo gastronomico un luogo sensibile e specchio della società e della cultura contemporanea. Il cibo e le sue pratiche, modalità e ritualità di assunzione sono sistemi di comunicazione a tutti gli effetti, fatti culturali che determinano aggregazione o alienazione nel caso di rifiuto totale, trasgressione ai fini lavorativi, perché in contraddizione con quanto la società attuale impone. Il Corriere della Sera in uno speciale a novembre dello scorso anno intitolava un articolo Fame da top: pause pranzo accostate solo al consumo di una sigaretta e tanti liquidi, ad una galletta ipocalorica o in casi estremi ad anfetamine o altre sostanze sintetiche per stare in piedi. Il cibo diviene, quindi, un pericolo dal quale difendersi perché contribuisce a compromettere una carriera, un lavoro necessari per il sostentamento. Se tutti normalmente “lavoriamo per mangiare”, le top models non mangiano per lavorare. Il lavoro si sostituisce e coincide con uno stile di vita, con un universo che condiziona le modelle in ogni loro scelta quotidiana. Con tali modelli di vita, nella civiltà dell’opulenza nella quale tutti nel mondo occidentale sono esposti all’offerta eccessiva di cibo, si ha la continua ed ossessiva esaltazione di corpi perfetti. Esaltazione permeata da immagini insistenti che contribuiscono all’aumento preoccupante dei disturbi alimentari, malattie del ventunesimo secolo. L’assunzione di cibo diviene strettamente legata al problema dell’immagine di sé, rimbalzata a noi dalla società. Anoressia, bulimia, disturbi e dipendenze legate al cibo colpiscono migliaia di adolescenti e non solo, e rappresentano gravissime patologie, che nascondono mancanze di affetto, autostima, meccanismi e strategie di difesa, bisogni che si conclamano in malattia, nel rifiuto o abnorme controllo del rapporto con il cibo, calcolo sistematico di calorie e grassi di ogni alimento. Fino a qualche anno fa erano patologie accostate principalmente al mondo femminile, purtroppo ora iniziano a diffondersi anche nel mondo maschile; rimane comunque elevata la


C

ibo e trasgressione, ma anche controllo sociale, emarginazione delle donne da un lato e strumento di comunicazione e presa di coscienza dall’altro. Cibo e aggregazione, momento di scambio di esperienze attorno ad un tavolo imbandito per il benessere di stare insieme e di confrontarsi. Cibo non come nemico, ma come strumento comunicativo all’interno di una società che ha tanto bisogno di condivisione. Non c’è amore più sincero di quello per il cibo. George Bernard Shaw

l’approfondimento

percentuale di donne, ragazze che cercano nel rifiuto del cibo conferme della loro esistenza, accettazione da parte degli altri. A dicembre è stata divulgata la notizia della morte della modella francese Isabelle Caro, avvenuta a novembre: nessuno è rimasto sorpreso in quanto una morte annunciata da tempo. Isabelle Caro aveva 28 anni e soffriva di anoressia da quando ne aveva 13: pesava poco più di 30 chili per un metro e 65 di altezza ed era stata ritratta da Oliviero Toscani per la tanto contestata campagna di No-lita, perché giudicata troppo esplicita e scioccante. Lei stessa nella sua autobiografia si definiva “la ragazza che non voleva crescere”, desiderava rimanere “vestita di un corpo da adolescente” per non confrontarsi con la società contemporanea. Temeva di abbandonare il proprio stato di ragazzina per diventare donna: ci sono tanti motivi che portano una persona all’anoressia, ma tutti sfociano in un senso di inadeguatezza di vivere la società nella quale viviamo. La voglia di voler sparire, di voler dimagrire il proprio corpo prima per il desiderio di essere simili ai modelli della società e poi mediante un procedimento autolesionista per distruggere le caratteristiche femminili. Sicuramente i canoni estetici esaltati dalla società occidentale, la magrezza innaturale e il corpo perfetto, piuttosto che la vera immagine femminile, non aiutano a sconfiggere i comportamenti alimentari disordinati sempre più ricorrenti.


testimonianze di vita di don Giulio 40

A Cei: la lode del giovedì Tutti i giovedì sera, tutto l’anno, la casa di Nuovi Orizzonti di Bellaria di Cei è aperta per un momento di preghiera. Dalle 21 alle 22 la comunità, con i nostri amici che vivono qui intorno e chiunque vuole partecipare, si ritrova davanti al Santissimo Sacramento. Prima c’è la Messa e poi un momento di adorazione e di lode: canti che aiutano la preghiera, che sono preghiere, si alternano con momenti di silenzio e con gli interventi dei presenti. Chiunque, molto liberamente, può esprimere ad alta voce il proprio grazie, la propria lode o qualche domanda a quel Signore che sentiamo così vicino. Più che sentirlo, ne sperimentiamo continuamente l’azione e la misericordia grande. Le preghiere degli altri spesso ti toccano e guidano, alimentano la tua. È un momento che invita ad esprimerti e ad accogliere tanti cuori rivolti verso un’unica luce, quella di un Dio che come luce è venuto per illuminarci dentro, per mostrarci il cammino e le giuste scelte di vita. È un momento di forte unità: la preghiera di tanti favorisce una grazia speciale e spesso ci si sente un po’ un cuor solo e un’anima sola. Perché il giovedì sera – in modo speciale – Gesù è protagonista, e uno dei suoi desideri più grandi è che tutti siano uno. È anche un momento in cui si vive la bellezza di essere Chiesa con persone che fanno lo stesso cammino, che corrono verso la stessa meta, e la preghiera di chi hai di fianco diventa la tua, il suo cuore accende il tuo e i tuoi pensieri si rincorrono con quelli degli altri e con quelli di Dio, del suo Vangelo. La partecipazione di chi viene a lodare con noi è molto preziosa: abbiamo una missione impegnativa, cerchiamo e accogliamo i più lontani, a volte ci buttiamo in qualche “mission impossible”, e chissà quante grazie ricevute, quanti pericoli scampati sono dovuti alle preghiere di chi ci vuole sostenere. La lode del giovedì è per noi anche una festa: stare con Gesù è una gioia, la più grande, e la gioia è il carisma specifico della nostra giovane Opera (giovane ma appena confermata dalla Chiesa col riconoscimento Pontificio dei nostri statuti), così – dopo canti e preghiere in un clima di raccoglimento – quando il Santissimo viene riposto è inevitabile accompagnarlo con canti molto gioiosi. Non è una forzatura: la festa che si crea è la logica conseguenza dell’essere stati un po’ con Lui. L’aveva chiesto ai suoi amici in un giovedì di 20 secoli fa, non era stato ascoltato (non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me?) e con chi lo ascolta oggi sa essere molto generoso!


Cosa è “Nuovi Orizzonti” a Comunità Nuovi Orizzonti si L pone l’obiettivo di intervenire in tutti gli ambiti del disagio sociale:

per questo realizza azioni di solidarietà a sostegno di chi vive situazioni di grave difficoltà; svolge la sua attività avendo presenti tutte le realtà di emarginazione sociale, in modo particolare del mondo giovanile; per esso propone specifici interventi innovativi e un proprio programma di ricostruzione integrale della persona che unisce la dimensione psicologica a quella spirituale e umana. Inoltre propone i valori della solidarietà, della condivisione, della cooperazione e della spiritualità come elementi essenziali per una piena realizzazione della persona. La Comunità che si trova in località Bellaria di Cei è uno dei 36 centri residenziali che ospitano giovani e adulti - maschi e femmine - che vivono diverse situazioni di disagio legate a dipendenze di vario genere: droghe, alcol, sesso, gioco, internet, disturbi del comportamento alimentare, ecc. Caratteristica peculiare della comunità di accoglienza è quella di essere una grande famiglia aperta a tutti coloro che desiderano fare un’esperienza di vita rinnovata dall’amore. Tutti - operatori, responsabili, ragazzi accolti dalla strada, giovani in discernimento vocazionale - si impegnano a crescere nell’arte di amare, sostenuti da un programma formativo di conoscenza di sé e di guarigione interiore, nella consapevolezza che ciascuno può essere un dono per l’altro.

La Turchia dal 13 al 20 maggio 2011 Le Parrocchie in pellegrinaggio sulle orme di san Paolo alla scoperta dei luoghi più suggestivi dell'Asia Minore. Visiteremo Istanbul, Adana, la Cappadocia, Efeso, Tarso, Konya, Pamukkale e molto altro ancora. Rimangono disponibili alcuni posti. Chi fosse interessato trova il programma completo in canonica o in fondo alla chiesa. Per iscrizioni contattare: Cecilia Stanchina Schir al numero 0461-842643.


il viaggio in Centroafrica di Rosanna Zamuner 42

Fare il bene fa bene anche a noi ono alla quinta esperienza di volontariato in paesi poveri e ogni volta mi stupisco S delle risorse che i bambini hanno nel godere del poco che possiedono. Ad agosto sono stata nella Repubblica Centroafricana a Bimbo, periferia di Banguì,

dove le figlie del Sacro Cuore gestiscono un orfanotrofio. Alcuni bimbi erano a casa dai parenti, e con noi c'erano 50 bambini, il piccolo Deberb, detto Bebè, di 4 anni e Letiziè di 22, che ha preferito rimanere a lavorare come sarta e sorvegliare i bambini di notte. La Repubblica Centroafricana è un paese bellissimo, le orchidee crescono sugli alberi, i manghi sono altissimi e la notte è illuminata dalle lucciole. Non c'è elettricità, se non in città, per poche ore al giorno, e quindi bisogna organizzare tutto prima di sera. Il centro di accoglienza "Da ti Nzoni beti Jesus" è un centro ben organizzato, le suore sono meravigliose, i bimbi grandi accudiscono i piccoli e si vogliono bene tutti. C'è la scuola materna e primaria all'interno e i bambini vengono seguiti anche per le A Mariette e Prislene non servono i banchi ... secondarie. Io, Roberta, Elisabetta, Anna Chiara, e Maddalena, abbiamo lavorato con carta e colori, nastrini e cotone, goduto della gioiosa vivacità di tutti e sebbene la lingua madre sia il "Sangò"- i bambini imparano il francese e parlano anche un po’ d’italiano-, dove la lingua non arriva, l’amore reciproco ha consentito di capirci a meraviglia. Mi porto nel cuore tutti i bimbi che in questi anni ho conosciuto, i bimbi rumeni, i camerunesi e, se chiudo gli occhi, vedo i bimbi di Banguì mangiare di gusto le "bechete". Fare volontariato, portare il nostro sapere, il nostro lavoro con umiltà è un grande contributo e un piacere reciproco. Un grazie al Gruppo Missionario di Aldeno e alla cittadinanza per la sensibilità e la fiducia dimostratami. Un momento di svago tra una lezione e l’altra ... aspettando il maestro


Progetto compiti

T

associazionismo

ra i vari scopi dell'Associazione Parrocchiale NOI c'è anche quello di attivarsi a livello locale per iniziative a sfondo sociale e di mutuo aiuto. Tra queste ad Aldeno, da alcuni anni, il sabato mattina, è stato attivato in canonica un servizio di sostegno per aiutare bambini delle elementari a fare i compiti. Un gruppo di giovani lavoratori, universitari e studenti delle superiori offrono il loro tempo per aiutare i ragazzi che frequentano questo progetto. Si tratta di circa 25 baldi fanciulli che, oltre all'aiuto dei genitori, il sabato si ritrovano in canonica dalle dieci alle dodici. Ci sono bambini italiani e non. Naturalmente il tutto è a libera partecipazione, ma è svolto in stretto contatto con la scuola elementare di Aldeno, che sollecita la partecipazione da parte di chi può averne, per vari motivi, maggior bisogno. Il referente per il progetto è il dott. Carlo Nicolodi (per gli amici Carletto). Meritano un sentito ringraziamento da parte della comunità tutte le persone che prestano il loro servizio e si rendono disponibili. Ovviamente se ci fossero altre persone che possono offrire il loro tempo (maestre in pensione, papà di buona volontà, altri giovani) saranno ben accette. La copertina dell’annuario della scuola Arcivescovile di Trento. L’iscrizione a questa scuola permette di curare, oltre all’aspetto dell’istruzione, anche quello dell’educazione cristiana. La scuola è della diocesi.

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i nostri defunti 44

Dadam Rinaldo di anni 89 Aldeno = 07/11/2010

Foladori Vito di anni 71 Aldeno = 10/11/2010

Innocenti Onorina ved. Petrolli di anni 91 Cimone = 25/07/2010

Maistri Maria ved. Malfatti di anni 95 Aldeno = 31/10/2010

Moratelli Licio di anni 80 Aldeno = 25/12/2010

Sperandio Liliana ved. Maistri di anni 81 Aldeno = 04/11/2010

Larentis Alfonso di anni 59 Cimone = 30/07/2010

Marchi Fiorello di anni 71 Cimone = 28/12/2010

Linardi Anna di anni 87 Cimone = 02/09/2010


i nostri defunti Aldrighetti Palmira ved. Spagnolli di anni 82 Aldeno = 25/01/2011

Maistri Ida di anni 97 Aldeno = 28/11/2010

Cont Nino di anni 78 Aldeno = 28/12/2010

Piffer Tullia in Frizzi di anni 85 Cimone = 10/02/2011

Buratti Giorgio di anni 59 Aldeno = 18/01/2011

I DEFUNTI DA FUORI PAESE

Mazzurana Diego di anni 86 Aldeno = 07/11/2010

Endrighi Bruna di anni 89 Aldeno = 08/12/2010 Maule Gina di anni 88 Aldeno = 03/11/2010 Cont Palmo di anni 88 Aldeno = 29/06/2010 Baldo Gentile di anni 86 Aldeno = 28/04/2010 Lucianer Tullio di anni 86 di Aldeno Piz Carmela di anni 96 Aldeno = 14/01/2010 Lorandi Letizia ved. Piffer di Cimone Frizzi Ines ved. Comper di Cimone

Coser Renato di anni 77 Aldeno = 25/01/2011

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album foto Belle immagini delle Sante Messe di Natale ad Aldeno e Cimone della fotografa Roberta Pisoni

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Proposte estate 2011 Campeggio per i mignon Terza asilo, prima e seconda elementare a Garniga Terme Da lunedì 13 a giovedì 16 giugno. Euro 60 Campeggio per le elementari Dalla terza alla quinta elementare a Tiarno di Sotto Da lunedì 11 a lunedì 18 luglio. Euro 170 Campeggio per le medie a Tiarno di Sotto Da mercoledì 20 a giovedì 28 luglio. Euro 180 Giornata Mondiale della Gioventù Da da sabato 13 a martedì 23 agosto a Madrid



RITAGLIARE

MODULO DI ISCRIZIONE

Nome e cognome

classe frequentata nato il via n° di tel.

paese firma di un genitore o di un responsabile

All’iscrizione versa la relativa quota TROVI ALTRI TAGLIANDI IN CHIESA

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CONFESSIONI In quaresima ad Aldeno ogni sabato dalle ore 17.00 alle 18.00

ORARI PARTICOLARI PER LA SETTIMANA SANTA GIOVEDI’ SANTO Santa Messa in «Cena Domini» con la lavanda dei piedi alle ore 20 ad Aldeno VENERDI’ SANTO Passione del Signore alle ore 15 ad Aldeno alle ore 20.00 Via Crucis a Garniga Terme SABATO SANTO Solenne veglia Pasquale alle 22.00 ad Aldeno DOMENICA DI PASQUA Come festivo (senza la Messa alle ore 20.00) PASQUETTA

Cimone Garniga Terme Aldeno

Ore 9.30 Ore 10.30 Ore 10.30

A breve il nuovo calendario E’ in uscita, tutto nuovo nella veste grafica, nelle foto e nei contenuti, il calendario perpetuo. Cercatelo ad aprile, sarà in distribuzione presso la libreria Artigianelli o presso la canonica di Aldeno.

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Primavera 2011