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Insieme in cammino

Dio ti parla, non zittirlo, ascolta! Estate 2011

Bollettino parrocchiale Aldeno - Cimone - Garniga Terme


l’indice

L’editoriale Nonostante la paura di don Daniele

Foto Momenti di preghiera PAGINA 3

La poesia di don Valerio El me teschio PAGINA 4

Il libro di Benedetto XVI Gesù di Nazaret di Sandro Bisesti

PAGINE 5-6-7

PAGINA 34

La prima sigaretta Ragazzi leggete e... PAGINA 35

Foto La prima comunione ad Aldeno PAGINA 36

I nostri consacrati Suor Romana Beozzo a cura della redazione

PAGINE 8-9

Capitelli, edicole e cappelle dei nostri paesi La chiesetta di Postal a cura della redazione PAGINE 10-11 In pellegrinaggio Viaggiare insieme: la Turchia di Luisa Pederzolli PAGINE 12-13 I battezzati delle nostre parrocchie PAGINE 14-15-16

L’intervista tripla Ai bisnonni dei nostri paesi

Appuntamenti La sagra a Cimone PAGINA 37

L’approfondimento A proposito di... gioco si gioco no a cura della redazione PAGINE 38-39 Corso fidanzati Matrimonio cristiano... di Michela Dallago

Matrimoni Il negozio dei mariti e quello delle mogli PAGINE 41-42

PAGINE 17-18-19

L’intervista Aldeno visto dal mare della Croazia a cura della redazione PAGINE 20-21-22 Bollettino junior Al.ci.ga., giochi, concorso a premi PAGINE 23-24-25-26

Don Daniele risponde I parrocchiani interrogano PAGINA 27

In gita con la famiglia Il santuario della Madonna della Corona di Celestina Schmidt PAGINA 28 Genitori e adolescenti La vita è una sfida difficile, ma... a cura della redazione PAGINA 29 News dal mondo cristiano PAGINA 30

La Sacra Scrittura Chi erano costoro: Aquila e Priscilla a cura della redazione PAGINE 31-32-33

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PAGINA 40

Dal gruppo missionario PAGINA 43

I nostri defunti Associazionismo San Modesto 2011 di Mattia Baffetti

PAGINE 44-45

PAGINE 46-47-48

Insieme in cammino Redazione: Giovanna Frizzi, Giorgia Giaimo, Emanuela Groaz, Elisabetta Giovannini, Maura Mazzurana, don Daniele Morandini, Marco Moratelli, Barbara Scarpa. Hanno collaborato a questo numero: don Valerio Bottura, Celestina Schmidt, Sandro Bisesti, Michela Dallago, Luisa Pederzolli, Mattia Baffetti. Stampa: Grafiche Dalpiaz Ravina (Tel. 0461/913545) Contatti: Tel. canonica: E-mail: Tel. sacrestano:

0461/842514 dondaniele@tin.it 338/4493195


Nonostante la paura

l’editoriale

Sabato, 25 giugno 2011 È un’afosa notte d’estate. Mi giro e rigiro più volte nel letto, strani pensieri mi ronzano nella testa: che ne sarà delle nostre parrocchie tra qualche decina d’anni? Chiuderanno le chiese perché nessuno più le frequenta? Se scompare la Chiesa in Italia chi trasmetterà più certi valori? Amore, rispetto, disponibilità, volontariato? Che ne sarà di questi giovani che crescono avendo tutto, senza sentire mai la parola “no”, con enormi potenzialità, tecnologia, disponibilità economica e spesso incapaci di essere generosi, incapaci di soffrire, di fare scelte definitive, di relazionarsi con le persone reali? Tutto provvisorio, tutto finito, tutto che non dà gioia profonda… Istanti di felicità che non realizzano le persone… Che ne sarà di questa generazione che nel profondo vive senza Dio? Potrà esser veramente felice? Ogni tanto penso che dovrei esser più duro come parroco: 50 battesimi in un anno, 15 matrimoni, 60 prime comunioni, 55 cresimati e pochissimi che dopo aver ricevuto i sacramenti sanno continuare, sanno vivere la fedeltà della messa domenicale, 35 anni che nessuno più diventa prete, LA VIGNETTA DI SARA CIMADON ogni tanto si cerca di ingannare anche Dio… Domenica, 26 giugno 2011 Non ho dormito bene, troppi cattivi pensieri. Inizio il mio giro di messe domenicali. Ore 7,45 del mattino: mi accoglie un bambino in sacrestia pronto a servire messa: “mi sono alzato apposta per fare il chierichetto alla messa prima”. Mi basta questo: lo Spirito Santo lavora, nonostante noi e le nostre paure! don Daniele vostro parroco

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le poesie di don Valerio Bottura

El me teschio En d'en casset ò trovà la lastra de la me testa che l'era 'n teschio. Sta chì l'è na poesia macabra. L'è 'n richiamo che al resoconto finale, "se no gh'è altro" (varda l'ultima riga), cioè n'anima immortale che ne distingue, sem tuti poreti uguali e da butar via. No ghera pù i me rizi né i me òci celesti che à vist tanti slusori somenadi. E 'l nas ziresola e i làveri e la lengua che à predicà en prosa e 'n versi tuto desfà. M'è restà na caverna 'nde la boca con en barbuz de denti. Sta roba chì, azidenti, l'era roba mia l'è tuta la me prima facia, la me fisionomia. Palpo la lastra al negativo co 'n sgrisolom de fret.

Dassem sto teschio chì alor l'è propri el mè de ades che ancora vivo! Ma gnent divers da quel de zentomili ani fa de quei che gh'era algeri e ghe sarà pù avanti en tuti i zimiteri. Mah! El farà bem fadiga el Sioredio domam tirarme fòr dal caltro, méterme lì 'n fila e dir che mi som mi, se no gh'è altro!

Olivo e Rosetta dalle pagine del Bollettino desiderano ringraziare gli amici del loro figlio Alberto: Mauro, Michele, Fabrizio, Armando e Mirco. Da otto anni, quando tragicamente è morto Alberto, permettono a un ragazzo indiano di studiare avendolo il ragazzo indiano adottato a distanza. Likithraj, adottato a distanza La famiglia Dallago Alberto (al centro con le braccia allar- con grande riconoscenza desidera esprimere la progate) in un momento felice con gli pria gratitudine e, come riconoscenza, devolve un'offerta all'oratorio di Aldeno. amici Fabrizio, Michele e Armando

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E

di Sandro Bisesti

’ uscito nel mese di marzo il nuovo libro di Benedetto XVI dal titolo “Gesù di Nazaret. Dall’ingresso in Gerusalemme alla risurrezione”. (Libreria Editrice Vaticana, 2011, p. 342). E’ la continuazione del primo volume, nella premessa del quale il papa annotava che “non ho voluto scrivere una Vita di Gesù, ma il mio desiderio era di illustrare figura e messaggio di Cristo nel senso che io volevo trovare il Gesù reale e giungere così alla certezza della figura veramente storica di Gesù”. In questo secondo libro l’autore porta la sua riflessione ed attenzione sugli avvenimenti decisivi della vita di Gesù. L’intenzione è di non entrare nelle questioni controverse, ma di “riflettere solo sulle parole e sulle azioni essenziali di Gesù, guidato dall’ermeneutica della fede, ma al contempo tenendo conto responsabilmente della ragione storica, necessariamente contenuta in questa stessa fede”. (p.9). E’ un libro aperto, che si legge riflettendo, meditando, non sicuramente di un fiato. E’ un libro che suscita interesse, coinvolge, fa pensare, pone delle domande, offre spunti di riflessione e risposte. Il libro ripercorre gli ultimi giorni della vita di Gesù sulla terra. Riflette sugli avvenimenti della settimana santa. Sono nove capitoli. Si parte dall’ingresso festoso e gioioso in Gerusalemme e parla della purificazione del tempio. Nel secondo capitolo esamina il discorso escatologico di Gesù, accenna alla distruzione del Tempio e si sofferma sulla profezia e apocalisse nel discorso escatologico. La lavanda dei piedi occupa il terzo capitolo, il senso dell’ora di Gesù che contempla la trasformazione dell’essere agape (essere banchetto comune), nel donarsi totalmente “li amò sino alla fine”. Vi sono anche accenni al mistero del traditore, vale a dire a Giuda e alle due conversazioni con Pietro, che non vuole lasciarsi lavare i piedi, e sul tema del martirio “come dono grazioso della capacità di soffrire per Gesù”. (p.85). La preghiera sacerdotale di Gesù e la festa ebraica dell’espiazione sono trattate nel quarto capitolo. All’ultima cena è dedicato il quinto capito. Si parla dell’istituzione dell’eucaristia, della “teologia delle parole” connessa a quel gesto fondamentale, e del passaggio “dalla cena all’eucaristia della domenica mattina”. Seguono poi i capitoli dedi-

il libro di Benedetto XVI

Gesù di Nazaret. Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione

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il libro di Benedetto XVI 6

cati alla passione. Il sesto ci porta nel Getzemani, alla preghiera di Gesù al padre e il capitolo successivo è incentrato sul processo subito da Gesù davanti ai capi dei giudei e davanti a Ponzio Pilato. La crocifissione e la sepoltura di Gesù sono presentate nell’ottavo capitolo. Si riflette sul tema della sofferenza, sulle parole di Gesù, in particolare, sul “lamento per l’abbandono” e si parla ancora delle vesti tirate a sorte e delle donne ai piedi della Croce. E’ un capitolo di grande intensità dove la sofferenza è vissuta in pienezza nella consapevolezza di fare “non la mia, ma la tua volontà”. L’ultimo capitolo è dedicato alla risurrezione, evento centrale e fondante del cristianesimo. “Solo se Gesù è risorto, è avvenuto qualcosa di veramente nuovo che cambia il mondo e la situazione dell’uomo. Allora Egli, Gesù, diventa il criterio, del quale ci possiamo fidare. Poiché allora Dio si è veramente manifestato. Per questo, nella nostra ricerca sulla figura di Gesù, la risurrezione è il punto decisivo” (p. 270). Nel riflettere su questa realtà il papa ricorre all’apostolo Paolo che nella prima lettera ai Corinzi scriveva: “ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede. Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo” . (1Cor 15,14-15). La novità assoluta è, quindi, la risurrezione di Cristo da cui bisogna ripartire per capire il senso della festa, della domenica, della vita oltre la vita, della giustizia sociale, della politica, della formazione delle coscienze. Approfondire il personaggio storico di Cristo è indirettamente aiutare il cammino di fede per incontrare nella fede il Cristo risorto e da lì ripartire per una rinascita personale, per una risurrezione complessiva del mondo d’oggi. La risurrezione è un salto di qualità, una maturazione decisiva, che inaugura una nuova possibilità d’essere uomo. L’importanza storica della risurrezione è nella testimonianza delle prime comunità che hanno dato un segno alla loro appartenenza alla domenica. “Per me - scrive il papa - la celebrazione del giorno del Signore, che fin dall’inizio distingue la comunità cristiana, è una delle prove più forti del fatto che in quel giorno è successa una cosa straordinaria, la scoperta del sepolcro vuoto e l’incontro con il Signore risorto”. (p.288). “Solo un avvenimento vero di qualità radicalmente nuova poteva rendere possibile la predica apostolica, non spiegabile con speculazioni o esperienze interiori mistiche. Essa vive nella sua audacia e novità dell’impeto di un accadimento che nessuno aveva inventato e che faceva saltare ogni immaginazione”. La passione è un altro momento forte del libro che ci porta non solo a riflettere


il libro di Benedetto XVI

sulla sofferenza ma anche al disegno di Alleanza voluta da Dio. “Dio stesso “beve il calice” di tutto ciò che è terribile e ristabilisce in questo modo il diritto mediante la grandezza del suo amore che attraverso la sofferenza, trasforma il buio”. (p. 258-259). E’ necessario allora investire la propria libertà per scoprire la profondità dell’alleanza, infatti non si può rimanere neutrali o tirarci fuori, bisogna guadarci dentro per coglierne lo spessore, il senso più profondo. E’ invito alla riflessione, ma soprattutto alla conversione del cuore non dall’esterno, ma dall’interno. La sofferenza è colta nella pienezza e nella sua durezza, ma lascia trasparire il germe della speranza, la speranza che dà significato alla vita. Credo valga la pena leggerlo, perché è sicuramente uno strumento importante per quanti vogliono incontrare, accogliere, seguire la persona di Gesù.

Un tocco di cielo in mezzo al bosco di Rocal Se tutto procede per il verso giusto nell'estate del 2012 potremo inaugurare la nuova chiesa a Rocal di Garniga. Ormai anche i particolari della chiesa acquistano una forma definitiva: pietre, campanile, altare, malta fina… Un piccolo tocco di cielo in mezzo al verde e ai boschi di Rocal che permetterà a tutte le persone che passeranno da quelle parti di fermarsi a pregare e a fare un pensierino a Dio. Si rinnova l'invito a dare il proprio contributo e a passare a vederla. 7


i nostri consacrati a cura della redazione 8

Suor Romana Beozzo religiosi e le religiose che nel corso di questi anni ci hanno regalato la loro testimonianza hanno un comune sentire: la loro scelta, quella di offrire la loro quotiIdianità al servizio del prossimo, è stata ampiamente ripagata dalla vicinanza costan-

te dell’amore di Dio. Le stesse impressioni ci pervengono dalle parole di suor Romana, nata ad Aldeno il 29 giugno 1929, e suora dell’ordine delle Figlie Dimesse di Maria Immacolata (Udine) dal 1960, quando proclamò i Voti Perpetui. L’intervista epistolare di questa religiosa mi piace molto, con una metafora molto eloquente riesce a spiegare, o meglio a non spiegare, la misteriosa via che segue il Signore e che riserva ad ognuno di noi: “Non è facile spiegare a parole come nasce una vocazione, è come chiedere ad una sorgente perché è zampillata in un luogo anziché in un altro”. Vero è che la prima conversione e la prima fede si ricevono in famiglia e ciò suor Romana ce lo conferma ricordando la devozione di sua mamma: “Credo che il merito della mia chiamata sia da attribuire alla fede della mia mamma che ogni mattina, con qualsiasi tempo e anche quando non stava bene, andava alla messa. Ricordo che la Suor Romana in un momento di lavoro con i piccoli della sentivo alzarsi presto e uscire scuola materna in fretta, d’inverno era ancora buio e faceva freddo. Un giorno le chiesi perché andasse a messa considerando che aveva una forte tosse, mi rispose che “senza la messa la giornata le sembrava meno bella, l’incontro con il Signore l’aiutava ad affrontare la giornata con una disponibilità più forte, l’aiutava a sentire meno la fatica”. Da quel giorno andai con lei, un po’ per paura che cadesse, c’era tanta neve, un po’ perché temevo che potesse venirle male”. A ciò si aggiunse, nel suo cammino e nella sua decisione di farsi suora, l’Azione Cattolica che le permise di vivere con maggior consapevolezza la propria fede, e la testimonianza delle suore Dimesse che per un periodo operarono ad Aldeno: “Il loro esempio, la loro vita a servizio degli altri sono stati la molla a farmi decidere. Non è stato facile uscire dalla famiglia, lasciare i genitori i fratelli e le sorelle, le amiche, il mio paese… Il desiderio di una vita dedicata agli altri, ai bambini in particolare, e di totale donazione al Signore, erano però più forti”. Udine voleva dire lasciare tutto il resto: trovare una dimensione nuova dove “la pre-


i nostri consacrati

ghiera, il lavoro e lo studio riempivano la mia giornata. Conoscere ciò che la vita religiosa richiede, scoprire il valore della preghiera, del silenzio, del dono gratuito riempivano il mio cuore di serenità. Ho compreso che questa era proprio la strada che il Signore aveva preparato per me”. E così fu, dopo due anni in convento, finalmente nel 1960 suor Romana fece la Professione religiosa entrando definitivamente nell’Istituto. Da allora per lei si sono aperte le porte di numerose scuole materne a Maniago Libero (PN), a Suor Romana con le consorelle Grizzo di Monreale (PN) a Roma, a Sermignacco (Pavia di Udine) e ad Anzano (TV) dove ha aiutato generazioni di bimbi a crescere. Ciò che ricorda di più sono gli incontri con i genitori “soprattutto mamme, ho ascoltato tante volte i loro problemi, le difficoltà cercando sempre di dire una parola di conforto e di incoraggiamento; poi la sera nel silenzio della preghiera affidavo tutto al Signore”. Ma questa vita, pur sorretta dalla fede, non sempre è facile e quindi anche suor Romana riconosce: “anche nei conventi ci sono momenti di difficoltà, anche le suore possono avere momenti di dubbio che, con l’aiuto della preghiera e il consiglio di qualche consorella, si superano e fanno crescere”. Se i dubbi si sono presentati, sono stati comunque superati e le parole definitive della nostra intervistata sono di speranza: “non mi sono mai pentita della scelta fatta e ora dopo tanti anni di vita religiosa sono ancora più convinta e contenta. Quest’anno ho festeggiato, o meglio, “celebrato” il mio 50° anno di vita religiosa, ho ringraziato di cuore il Signore per la sua fedeltà, per il dono che mi ha fatto, per la famiglia e gli esempi dei miei genitori. Ho avuto la gioia di avere accanto a me i miei cari con i quali continuo ad avere un rapporto affettuoso, partecipo alle loro gioie e condivido preoccupazioni e dolori”. Quando le chiediamo come vede oggi il mondo, come vede oggi i giovani che lei ha conosciuto anche grazie alla propria attività di insegnante, risponde così: “oggi sembra che la vita religiosa non abbia più significato, viviamo in un mondo dove è importante solo ciò che appare, ciò che è effimero. Credo però che il valore della vita religiosa non sia scomparso, anche oggi, in forme diverse, molti giovani donano la loro vita a servizio dei più deboli. Vorrei poter dire ai giovani di oggi, usando le parole di Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura”, accogliete la chiamata del Signore e seguitelo con generosità, non vi tradirà mai e il vostro cuore sarà pieno di gioia, quella vera che viene da Lui”. Un bel pensiero anche per tutti quei giovani che son chiamati a raccogliere l’invito di Benedetto XVI a Madrid!

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capitelli, edicole e cappelle dei nostri paesi a cura della redazione 10

La chiesetta di Postal osta in luogo panoramico, la chiesetta P che vi presentiamo in questo numero la avrete vista di certo tutti, almeno da

lontano. In estate alla sera è un punto luminoso sulla montagna e in inverno, con il periodo natalizio, si illumina con tante lampadine che ne definiscono esattamente le dimensioni come fosse una anticipazione del presepio … penso alla bellezza del paese di Cimone e delle sue frazioni che La chiesetta vista da Aldeno nelle buie notti invernali 'punteggiano' con le loro luci le pendici del Bondone. L'edificio sacro è di piccole dimensioni, molto graziosa nella sua forma architettonica. Si trova in località Postal, territorio del comune di Cimone, sul ciglio di una ampia balconata rocciosa che domina un largo tratto della Valle dell'Adige e consente una splendida vista del paese di Aldeno. Voluta dal signor Andrea Gottardi, proprietario del maso Postal, è riservata esclusivamente al culto privato. Certo ai tempi d'oro del maso, quando vi vivevano e vi lavoravano 25 persone, compresi i proprietari - che vi soggiornavano solo saltuariamente alternando la propria residenza a quella in Aldeno -, riusciva a soddisfare le esigenze spirituali, anche per delle semplici pratiche di pietà e di privata devozione, di costoro che altrimenti avrebbero trovato oltremodo disagevole doversi recare nella chiesa di S. Rocco al Covelo di Cimone, oppure in quella di Aldeno, distanti tutte e due una buona mezz'ora di cammino; ciò soprattutto per le persone anziane e nel periodo invernale. La famiglia Gottardi da sempre avrebbe voluto un piccolo luogo di culto e raccoglimento e il signor Cristoforo presentò una prima richiesta alla Autorità Religiose già nel 1750; la domanda venne però rigettata in quanto si ritenne che non fosse motivata e giustificata dovere. Memori di tale rifiuto, a distanza di quasi un secolo, la famiglia Gottardi, quando nel 1854 presentò alle Autorità Religiose nuova richiesta di edificare una piccola cappella in Postal, giustificò il tutto facendo presente che la piccola comunità ivi presente la sentiva come una 'necessità spirituale'; la risposta fu immediata e fu favorevole. Iniziati i lavori, la costruzione della chiesetta fu ultimata nel 1860 e, ancora nello Affreschi di San Giorgio con il drago e sulla sini- stesso anno, il giorno 8 agosto, il curato di stra si intrave San Rocco


capitelli, edicole e cappelle dei nostri paesi

Cimone, su delega dell'arciprete della Pieve di Villagarina, cui era soggetta all'epoca la curazia di Cimone, la benedisse e la dedicava alla Madonna Immacolata detta degli Angeli. Nel passato la cappella di Postal era frequentata in particolari circostanze anche dalla comunità di Cimone, come ad esempio, nel tempo delle Rogazioni, ovvero quelle processioni sup- Pala della Madonna plicatorie fatte per propiziare il buon raccolto, che cadevano nei tre giorni antecedenti l'Ascensione. In tale occasione, nella cappella veniva anche celebrata la S. Messa. Oggi la cappella si presenza in discrete condizioni, e il proprietario ci conferma che sono allo studio ipotesi di restauro conservativo per la facciata e per l'esterno. All’interno si può vedere la pala della Madonna Immacolata egli affreschi realizzati con la tecnica antica nel 1955 per volontà di Saverio Gottardi in occasione del centenario della sua edificazione. L’interno della chiesa Quattro giugno 2011, Ezio Ruzz e la sua famiglia al termine della benedizione del capitello di Tambalt sulla strada del Bondone.

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in pellegrinaggio di Luisa Pederzolli 12

Viaggiare insieme: la Turchia Viaggiare insieme. È un’esperienza non facile da raccontare e da vivere. Come descrivere e trasmettere le emozioni, la gioia, i sapori, i colori di un viaggio? Sono sentimenti intimi che muovono le corde più profonde della sensibilità individuale. La Turchia è un paese che immaginavo diverso. Ricchissimo da un punto di vista paesaggistico, si presenta con una natura che la fa da padrona offrendo scenari molto diversi tra loro e tutti suggestivi (distese di campi coltivati si alternano a boschi, frutteti, prati, immensi laghi, monti innevati ..) nei quali antiche civiltà (quella ittita, greco-romana, bizantina e ottomana) hanno lasciato tracce della loro storia, cultura e arte. Anche il visitatore più distratto non rimane indifferente a questo susseguirsi di suggestioni! Ma la Turchia, nelle intenzioni del nostro pellegrinaggio, era ed è soprattutto il luogo delle prime comunità cristiane fondate da Paolo, alimentate dalla fede discreta e incrollabile di Maria e Giovanni, fecondate dal sangue dei martiri, e dei Santi Concili. Tutto il gruppo in Cappadocia Fino allo splendore della Chiesa bizantina nella nuova Roma che fu Costantinopoli. E’ nella terra di Turchia che affondano le nostre radici cristiane, è da dove provengono i “martiri Anauniensi” a cui noi trentini siamo particolarmente riconoscenti. La Turchia oggi non accoglie più né cristiani né chiese. Nella città di Paolo (Tarso) la fiammella è tenuta accesa da tre suore, di cui una trentina, che da sole, pregano e rendono testimonianza della loro fede. Accolgono con molto calore i pellegrini in una modesta casa dove si celebra la S. Messa. L’unica vera chiesa della città è ora museo nazionale e il giorno del nostro arrivo non si può dir messa perché è in programma un concerto. Anche nella popolosa città di Konia, che oggi conta circa un milione di abitanti, i cristiani sono solo una ventina e i più sono di passaggio. La presenza della chiesa è nelle mani di tre religiose laiche della comunità di Tavodo in valle di Non che - ammettono - “aspettiamo tempi migliori, ma noi ci siamo”. Eppure i cristiani sono stati numerosi in Turchia e ce lo dimostrano le vallate della Cappadocia dove nei secoli i cristiani e i monaci, fin da IV secolo d. C., hanno trovato rifugio e hanno fatto proseliti. Vi si trovano chiese rupestri decorate da un arte popolare semplice ma vivace, con un forte influsso bizantino, alcune di sicuro valore artistico altre semplici cappelle, ma


in pellegrinaggio

tutte espressione del bisogno di “ricerca” presente in ogni uomo e ogni epoca, cioè quello di avere un “luogo” dove poter pregare ed esprimere la propria spiritualità. Il nostro viaggio prosegue verso mete naturalistiche, come Pamukkale e poi alla volta di Efeso. È la città dove Paolo soggiornò per più di due anni ma, soprattutto, dove l’evangeliEucarestia in una chiesa rupestre sta Giovanni si ritirò, forse assieme alla Madonna, dopo la morte del Cristo. In cima ad una collina ricca di ulivi e di coloratissimi fiori vi è un piccolo santuario cristiano, curato da frati francescani. E’ dedicato alla memoria della “Dormizione della Vergine Maria”. La S. Messa è celebrata all’aperto con intensa commozione, perché il luogo si presta alla preghiera, non solo dei cattolici, ma di persone di tutte le confessioni per l’intimità ed l’emozione che sa trasmettere. Ai piedi del colle, la città di Efeso è piena di fascino e il tempo passato non è riuscito, più di tanto, a scalfire la potenza e la ricchezza che questa città seppe mostrare fin dal II secolo d. C. Le sue pietre sono state calpestate anche dai padri della nostra fede! e certo questo non lascia indifferenti! Visitiamo anche Pergamo, posta sulla sommità di una collina e ancora oggi presente grazie all’opera ingegneristica romana che riuscì a erigere una città dove le altre popolazioni avevano fallito. Il nostro viaggio si sta per concludere e la nostra ultima meta è Istanbul. La città è immensa, conta più di 15 milioni di abitanti, e visitarla a piedi è impresa impossibile. Le nostre mete sono quelle ‘classiche’: Santa Sofia realizzata nel 532 quale chiesa cattolica è poi divenuta moschea, e oggi museo. Per le dimensioni e la cupola, tra le più ardite, costituisce la massima espressione dell’epoca d’oro di Fratelli turchi... Giustiniano. Il mosaico della Madonna con il bambino che campeggia sulla cupola dell’antica abside è ciò che rimane del suo passato cristiano… e poi la moschea di Solimano il Magnifico, meglio nota come la moschea blu, il Topkapy Sarayi, residenza dei sultani ottomani… Una città grandiosa che grazie ai suoi ponti unisce, non solo geograficamente, due continenti e le rispettive culture. Luoghi a parte i nostri sguardi hanno incrociato altri volti, altri occhi, mani abili di artigiani, sorrisi di bambini, donne con abiti inusuali, uomini piegati dal lavoro nei campi. Abbiamo visto una fede diversa dalla nostra, ma piena di ritualità e rispetto. Crediamo sia possibile creare ancora “altri ponti”, momenti di dialogo, di incontro e di comprensione senza pregiudizi e generalizzazioni. Secondo un proverbio turco, chi vede una cicogna in volo, continuerà a viaggiare. Beh… noi ne abbiamo viste diverse, e vogliamo credere che sia proprio così. Il viaggio è un momento dell’anima, uno spazio di pensiero, un tempo per se stessi, un luogo di emozione….un’esperienza da consigliare.

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i battezzati delle nostre parrocchie 14

GIOMELLI TOMMASO battezzato 06/03/2011 ad Aldeno figlio di Davide e Ilaria Platzer

MERLER FRANCESCO E ANDREA battezzati 23/04/2011 ad Aldeno figli di Walter e Alida Cramerotti

SCHRĂ–DER CHIARA battezzata 23/04/2011 ad Aldeno figlia di Norbert e Milena Cramerotti

BARCA GIADA battezzata 25/04/2011 ad Aldeno figlia di Umberto e Marialisa Brancato

POSTAL LUCREZIA battezzata 25/04/2011 ad Aldeno figlia di Giovanni e Eleonora Coser

DROGHINI CAMILLA battezzata 08/05/2011 ad Aldeno figlia di Davide e Valentina Dallabona

DAL LAGO FUTURA battezzata 08/05/2011 ad Aldeno figlia di Marco e Katia Cont

MIORANDI ANDREA battezzato 22/05/2011 ad Aldeno figlio di Mario e Chiara Giuliani


ZANDONAI DAVIDE battezzato 04/06/2011 ad Aldeno figlio di Andrea e Barbara Dorigatti

CORRADINI LORENZO CONT LEONARDO AMILCARE battezzato 22/05/2011 battezzato 02/06/2011 ad Aldeno figlio di ad Aldeno figlio di Claudio e Daniela Dalle Mulle Rudi e Marina Dallago

ENDRIZZI SARA battezzata 19/06/2011 a Garniga Terme figlia di Franco e Giorgia Cestari

i battezzati delle nostre parrocchie

DALL’AGNOL GRETA battezzata 27/05/2011 ad Aldeno figlia di Alex e Veronica Ferrari

IANES ROBERTA battezzata 24/04/2011 a Garniga Terme figlia di Giorgio e Paulina Cappelletti

PETROLLI GIADA E MARIKA battezzate 22/05/2011 a Cimone figlie di Daniel e Marta Zulian

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i battezzati delle nostre parrocchie 16

PASOLLI SAMUEL battezzato 19/06/2011 a Cimone figlio di Matteo e Marika Rossi

RUSSO DIEGO battezzato 22/05/2011 a Cimone figlio di Nicola e Patrizia Frizzi

PAISSAN SILVIA battezzata 05/06 /2011 a Garniga Terme figlia di Michele e Roberta Zanetti

BARONI ALICE battezzata 29/05/2011 a Garniga Terme figlia di Livio e Antonella Piffer

LORETO SARA battezzata 22/05/2011 a Cimone figlia di Pascal e Karin Ninz

PETROLLI MIRKO battezzato 08/05/2011 a Cimone figlio di Gianni e Cinzia Lorandi

QUIBELLINO AURORA battezzata 25/04/2011 a Garniga Terme figlia di Michele e Federica Coser

PANCHERI MATTIA battezzato 15/05/2011 a Garniga Terme figlio di Massimo e Anna Cont

ZANOTELLI LUCA battezzato 19/06/2011 a Cimone figlio di Ivano e Alberta Manica


l’intervista tripla

Domande ai bisnonni dei nostri paesi

Fernanda con le pronipoti Ilaria e Sofia

Aldeno Intervista bisnonni Laura (detta Lauretta) Muraglia ved. Moratelli

Cimone Intervista nonni Nomes Erminio Larentis e Cesarina Frizzi Cognome

Garniga Terme Intrvista nonne bis - Nome: Fernanda Monegaglia ved. Cramerotti

Soprannome Erminio “el moro benela”, Nessuno Cesarina “lota” Età 85 90 e 87 (60 di matrimonio) 79 Quanti figli 3 Renata, 4 Enzo, Giovanni, 3 Cristina, Silvana e Adriano Marco e Bruno Lucia e Anna Piera Quanti nipoti 5 11 5 Quanti bisnipoti 4 6 2 (Ilaria e Sofia) Un ricordo di quando eravate bambini I nonni perché mi hanno Quando neven en bondon a Che andavo nel pomeriginsegnato tantissime cose, far fen gio a rubar mele e i padroeravamo in 15 in casa, i ni si arrabbiavano, marachelle da bambini… miei genitori erano impegnati in altro e io ero sempre con i nonni … Murai

Cesarina a 15 anni tra le vigne dei Frizzi

Cosa rimpiangete dei tempi passati La gioventù e quando c’era Stiamo bene adesso, ma ci Tante belle cose: la serenità “el me Ligio”. che c’era a Garniga e l’allemanca la giovinezza. gria semplice e spontanea. 17


l’intervista tripla

Cosa avreste voluto avere da bambini che c’è oggi Forse una bicicletta tutta Non ci viene in mente Non ho mai desiderato mia, dovevo andare con nulla. tanto, mi sono sempre quella di mio papà perché accontentata. non ce n’erano… Come vivete la fede È una delle cose che ho È molto importante per noi. Credo in Dio e mi aiuta imparato da mia nonna Quando vado nel letto, dice tanto (senza di Lui sarebbe quando ero piccola, me Cesarina, mi faccio da dura). Una volta eravamo l’ha inculcata bene e non sempre il segno della più devoti, sentivo il bisol’ho più abbandonata. croce, ave Maria e Padre gno di andare in Chiesa… Nostro. Poi dormo tran- mi ricordo che il parroco ci dava un santino ogni quilla. domenica… Quale sacerdote del passato ricordate con più affetto Don Vincenzo perché ha Tutti sono stati bravi anche Don Bruno Barbacovi: seguito la mia mamma con se don Giacomo Baffetti uomo semplice che ha freaffetto e vicinanza quando era un uomo tutto d’un quentato tanto la nostra è improvvisamente morto pezzo, ricordo che non sop- famiglia e don Luigi mio fratello Enzo che portava quelli che ballava- Oberthaler no. aveva 13 anni.

Laura da giovane

Erminio «alpino»

Fernanda sui prati del Bondone

Cosa vi riesce meglio in cucina La torta “giorno e notte” e il Cesarina: gnocchi, strango- Polenta e Lumazi; pasticcosiddetto (dai miei figli) lapreti… Erminio: “la è cio alle melanzane. pasto nazionale: Fasòi col brò propri brava” Il giorno più bello della vostra vita Quando ci siamo sposati Sono tre: quando sono nate La mia prima comunione (Cesarina: da quando le mie figlie. avevo 15 anni era l’uomo che sognavo di sposare, “el pu bel del paes”) ... e il più brutto Quando sono morti mio La morte del papà di La morte dei genitori marito Eligio e mio fratello Cesarina, l’Algel lota, in ospedale. Enzo. 18


Laura con il marito e i figli in occasione del 50° anniversario di matrimonio

Erminio e Cesarina con l’amato cugino Silvio ad un compleanno

l’intervista tripla

La persona a cui dovete di più A 20 anni mi sono sposata Non abbiamo mai avuto Il mio papà: era un uomo nemici, Silvio, nostro cugi- molto sensibile (scende quindi mio marito Eligio. no (non Berlusconi ndr) è una lacrima, ndr). sempre stato per noi più che un fratello. Il valore più importante nella vita Ridendo lei dice: nar a “Contentarse de tùt quel Averghe la fede! restelar, monzer e gover- che se ciàpa”. nar, lui invece la caccia. Una caratteristica positiva della gente dei nostri paesi Con me le persone sono sem- Tutti ci salutano e ci hanno Sono sempre con il sorriso sempre voluto bene. e socievoli pre state buone e sincere. ... e una negativa Ogni tanto tutti dovremmo Che vengono poco in chie- non ci viene in mente.. esser più sinceri. sa: “seito ben a predicar comunque…” Che consigli date ai vostri nipoti Di voler bene ai loro geni- “Che i obedisa e che i faga Che l’onestà è la cosa più tori ed essere riconoscenti. ben, l’è importante ubidir- importante. ghe ai genitori”. Cosa vorreste lasciare ai nipoti A tutti ho regalato una “Che i faga i bravi e el Il mio esempio e il fatto catenina perché mi ricordi- Michele che el va cola che ogni persona va trattata machina, el vaga pian”. allo stesso modo senza fare no quando pregano. differenze. Come vivete la vecchiaia In modo tranquillo, non Siamo felici, cerchiamo di Molto serenamente, sono guardo la tv, lavoro a non lamentarci troppo, ci una persona felice, prendo quello che viene. Lamaglia e ascolto musica dei mancano le gambe… mentarsi è peccato! vecchi tempi. Un consiglio per chi legge Leggete tanto, allenate la “I faga pu ben che i pol e Abbiate tanta serenità che memoria e tenetevi aggior- che no i bega con nesun…” permette di accettare anche le cose dure della vita. nati.

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l’intervista a cura della redazione 20

«Aprite le porte»: Aldeno visto dal mare della Croazia

L

a torre che domina la piazzetta del centro storico di Aldeno custodisce in questi giorni un tesoro, anzi due, davvero speciali: sono arrivati infatti Sara e Nicolas, due dolcissimi gemellini che, con i loro sorrisi e le loro smorfiette, riempiono la casa di Alvaro e Danijela. La mamma ci accoglie in un momento di tranquillità: i piccoli hanno appena mangiato e dormono pacifici, è presente anche la nonna, se ci dovesse essere bisogno, e quindi Danijela può prendersi il tempo per fare quattro chiacchiere con noi. D: Ci risulta che tu sia l’unica croata che vive nella nostra comunità… Ci racconti un po’ di te? Da: Sono nata e cresciuta a Fiume. Lì ho frequentato le scuole fino al diploma di tecnico industriale per le imprese turistiche con indirizzo linguistico, quindi ho lavorato prima su una nave italiana da crociera, Alvaro e Danijela con i piccoli Sara e Nicolas poi per alcuni mesi a Vienna. Nel frattempo avevo conosciuto Alvaro grazie ad un’amica comune che ero venuta a trovare qui ad Aldeno e così, nel 2000, mi sono trasferita. Il primo anno ho lavorato al bar Centrale, poi sono stata assunta come receptionist presso la facoltà universitaria di giurisprudenza di Trento, dove lavoro ancora oggi. D: So che nel frattempo hai ripreso anche gli studi… Da: Sì, mi sono laureata in mediazione linguistica ed ho terminato il primo anno della specialistica. Certo… ora con i bambini dovrò rallentare un po’… D: Complimenti davvero! Ti sei proprio data da fare… È stato tutto così semplice come sembra? Da: Beh, insomma… Fiume è molto diversa da Aldeno (ride…). È una città vivace e ricca di stimoli, c’è un porto importantissimo che attira tanti lavoratori… e poi c’è il mare, che mi manca davvero tanto: il suo profumo, il clima, le passeggiate, il paesaggio. Quando pensavo ad Aldeno, dove viveva appunto l’amica di cui ho parlato prima, immaginavo il classico paesino di montagna… hai presente Heidi? Prati, boschi, mucche e caprette… Mi aspettavo grandi nevicate invernali… poi sono arrivata qui e mi sono resa conto che era tutto diverso. I primi tempi non sono stati facili, mi sentivo molto osservata, capivo che la gente era incuriosita, ma pochi si avvicinavano. Non che questo sia stato un vero problema, avevo già sufficiente esperienza sulle spalle per affrontare questa situa-


l’intervista

zione, ma sono comunque sensazioni “strane” che ti accompagnano e che, in qualche modo, ti condizionano un po’. D: La lingua, in ogni caso, non è stata un problema… Da: No, per fortuna… . Alle superiori avevo studiato italiano e questo mi ha permesso di inserirmi senza difficoltà. Certo, qui tutti parlano dialetto e quindi ho dovuto faticare un po’ all’inizio, ma dopo un anno non ci sono stati più problemi. È un aspetto divertente questo: soprattutto le persone anziane, anche ora, si sforzano di rivolgersi a me in italiano, ma dopo un po’ scivolano nel “trentin” e si scusano per questo, ma davvero ormai non ci sono più difficoltà. Tra l’altro molti termini del vostro dialetto sono simili al nostro, come “piron” (forchetta) o ”oci” (occhi). Devo aggiungere poi che le lingue straniere hanno sempre fatto parte della mia formazione: una cugina di mia madre dirigeva a Fiume una scuola dell’infanzia dove l’inglese veniva insegnato fin dai primi anni e i miei genitori mi hanno subito inserita lì. Ho studiato anche tedesco e russo, che all’epoca in Croazia era la lingua straniera obbligatoria. È facile capire quanto sia importante per me la formazione linguistica, per questo cercherò di esporre Sara e Nicolas ad entrambe le lingue genitoriali, in maniera da farli crescere in una situazione di bilinguismo. D: Quindi nessun grosso problema d’inserimento… Da: Linguisticamente no. Ma è capitato di dovermi confrontare con i soliti pregiudizi: l’idea della donna dell’est che arriva in Italia per fuggire dalla povertà e che cerca marito per ottenere la cittadinanza, oppure che una straniera non possa avere una formazione scolastica completa, o ancora che sicuramente non sappia parlare l’italiano sufficientemente bene per ottenere un posto di lavoro adeguato… . Ho vissuto situazioni davvero divertenti in proposito e, comunque, ho imparato presto a presentare il mio curriculum di persona e non per mezzo posta. E, per concludere, ho detto ad Alvaro che lo sposerò solo dopo che avrò ottenuto la “mia” cittadinanza, per la quale ho presentato domanda a gennaio. Tanto per sgomberare il campo da possibili sospetti… (ride…). D: Nostalgia di casa e della tua famiglia? Da: Si può dire che io arrivo da un Paese che sta proprio dietro l’angolo, non è così difficile vedersi. Proprio la scorsa settimana è stato qui mio fratello a conoscere i bambini, a luglio verrà mia madre a fare un po’ la nonna. A Fiume vivono anche mia sorella, diventata madre anche lei da poco, e mio padre, con i quali sono molto legata ed ho contatti costanti. Ora la mia vita è qui, ma la mia famiglia croata è comunque presente.

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l’intervista

D: E per quanto riguarda la religione? Abbiamo visto il Papa pochi giorni fa in Croazia… Da: Il mio è un paese dove la fede viene professata molto più che in Italia. Fiume è una città dove convivono da sempre comunità religiose diverse. Io sono cresciuta in una famiglia con madre serba ed ortodossa e padre croato e cattolico. Ho sempre festeggiato le ricorrenze due volte, a quindici giorni di distanza, il che significa anche doppi regali… una pacchia per i bambini! In ogni caso il problema delle differenze religiose non esiste da noi. E per quanto riguarda la mia famiglia, proprio in questi giorni abbiamo preso accordi con don Daniele per battezzare Sara e Nicolas a settembre. D: E l’entrata della Croazia nell’Unione europea? Che cosa ci racconti? Da: Mah, è una situazione un po’ strana. Naturalmente la politica croata lavora per l’entrata del Paese nell’Unione, la popolaIn ferie in Croazia zione però non è totalmente favorevole. Credo che il problema sia legato a questioni di confine con la Slovenia, che rivendica ancora porzioni di territorio che sono diventate croate al momento della separazione della Jugoslavia. Vedremo cosa riserva il futuro… . D: A proposito di futuro… i tuoi progetti? Da: Professionalmente mi piacerebbe tanto poter sfruttare la mia formazione nel campo dell’insegnamento veicolare della lingua inglese nelle scuole dell’infanzia, argomento che ho trattato anche nella mia tesi di laurea e che è stato oggetto di un periodo di tirocinio che mi ha dato un sacco di soddisfazioni. Per quanto riguarda il resto (guarda Sara e Nicolas che dormono ancora beatamente…), ho già fatto quello che dovevo fare: abbiamo cercato, aspettato questi figli per sei anni ed ora voglio vogliamo goderceli più che possiamo.

Nuovi personaggi per il presepe di Aldeno Sono stati commissionati allo scultore Giorgio Conta i Re Magi per il presepio in chiesa ad Aldeno, l’artista li realizzerà in legno cirmolo alti 80 cm. e colorati. Siamo alla ricerca di qualche generoso parrocchiano che ci aiuti a pagarli e magari ad aggiungere anche qualche pastore in adorazione. 22


Alcuni bambini che hanno partecipato al concorso con i loro «capolavori». I vincitori sono Pietro Piffer e Giacomo Rossi, Federica e Dalila Cont, che riceveranno un buono acquisto in giocattoli.

l’intervista ai sindaci bollettino junior

AL. CI. GA. Aldeno, Cimone, Garniga Terme

Matteo Merler anni 8

Pietro Piffer e Giacomo Rossi

Federico Banal Giulio e Valerio Cramerotti CRUCI A PEZZI

LE SOLUZIONI DEI GIOCHI DEL NUMERO PRECEDENTE

Bontempelli Nicola

LA ZIGGURAT

Federica e Dalila Cont

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bollettino junior 24

Fracassare tutto è una buona idea?

IL VANDALISMO


bollettino junior - giochi

I DADI AMBIGUI

S

u ciascuno di questi dadi si trovano le 6 lettere, una per faccia, di una delle parole elencate. Sei in grado di associare a ciascun dado la parola giusta, utilizzando solo le 3 lettere visibili? Sappi che in alcuni casi, quando le parole potrebbero essere associate a due dadi, nell’incertezza non ti conviene rischiare, ma cercare sempre il dado sicuro, quello che certamente può essere associato a una parola. Leggendo di seguito le lettere su fondo rosa, scoprirai la soluzione del quiz del professor Giramondi.

LE PECORE NERE

I

n queste operazioni qualcosa è sbagliato: potrebbero essere le cifre, il risultato o i segni matematici. L’unico segno matematico giusto è l’uguale (=). Cancella in ogni operazione 2 caselle in modo da rendere l’operazione corretta. Ricorda che se elimini il segno matematico fra due numeri, questi formano un unico numero. Leggendo di seguito le lettere corrispondenti alle caselle cancellate scoprirai la soluzione del quiz di Vasco.

LE SOLUZIONI SUL PROSSIMO NUMERO Le soluzioni dei giochi saranno pubblicate sul prossimo numero

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bollettino junior - concorso

Concorso «Libera la fantasia» In occasione della " Festa dedicata alla Madonna" nei giorni 10-11 settembre a Cimone si promuove il concorso "SPAVENTAPASSERI - L'amico del raccolto". Il concorso, aperto a tutti (bambini e nonni compresi) desidera coinvolgere chiunque voglia realizzare, facendosi aiutare dalla fantasia e dalla manualità, uno spaventapasseri. REGOLAMENTO: z Consegnare o mettere nelle cassette postali delle parrocchie di Cimone-Garniga-Aldeno entro il 31 luglio il tagliando allegato (così potremo conoscere il numero approssimativo partecipanti). z Libertà nell'impiego dei materiali. z Spazio alla fantasia. z Lo spaventapasseri dovrà essere consegnato entro le ore 16.00 del giorno 9 settembre a Cimone o in canonica ad Aldeno o Garniga (concordare la consegna telefonicamente con Silvana Marchi 0461-855083 o Rosanna Frizzi 347-9744103). z Gli spaventapasseri pervenuti (speriamo tantissimi) faranno bella mostra di sé e rallegreranno il centro storico di Cimone in occasione della sagra della Madonna 2011, i più belli saranno premiati pubblicamente. VI INVITIAMO A PARTECIPARE NUMEROSI



RITAGLIARE

Modulo di iscrizione concorso

Libera la Fantasia «Spaventapasseri» Nome e cognome

Età via n° di tel.

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paese


Grande allarme epidemia in Germania per i cetrioli: ma come mai nessuno parla della strage che provoca l’amniocentesi (circa l’1% dei bambini muore)? La recente «epidemia» di morti in Germania, prima imputata ai cetrioli spagnoli, poi a non si sa cosa, ha portato una nuova ondata di panico: cetrioli sequestrati, dissequestrati, nuove raccomandazioni di lavarsi le mani prima di mangiare, appena si torna a casa, di mettere la varecchina nell’insalata e altre amenità. E ci risiamo, come se non ne avessimo viste abbastanza: H1N1, aviaria, suina, mucca pazza... e il bello è che ognuna di queste «epidemie che avrebbero distrutto il mondo» ha causato solo pochi morti: meno di quanti ne fa una normale influenza stagionale. Eppure tutti a preoccuparsi, a buttarsi l’alcol sulle mani, a stilare protocolli, a spendere, comprare, soprattutto: comprare e spendere per articoli sanitari, disinfettanti, antibiotici. Il tutto per qualche decina di decessi: cosa da non sottovalutare e sicuramente triste, ma limitata, certo meno di quanti muoiono di incidenti stradali in un weekend. Ma che volete, siamo fatti così: tutti pronti a spaventarci per il primo allarme, soprattutto se ben orchestrato volutamente o no. E soprattutto pronti a far finta di non vedere quando le epidemie vere ci sono, sono gravi, sono sotto gli occhi di tutti, ma evidentemente c’è la parola d’ordine di non interessarsene. Per tutte, basti pensare alla epidemia di gravidanze interrotte senza volerlo, provocata ogni giorno in tutto il mondo dall’amniocentesi che ben sappiamo ha come «effetto collaterale» la morte fetale in dieci casi su mille (5 ogni mille per i più ottimisti). Un’altra procedura medica che avesse altrettanto insuccesso sarebbe stata messa al bando da anni, altro che «continuare a tollerarla in attesa di nuove scoperte». E dato che in Italia si fanno circa 100.000 amniocentesi l’anno, vuol dire che circa 500-1000 donne sane perdono il loro figlio sano o malato che portano nel pancione. Vi pare poco? E questo vale per l’Italia e per tutto il mondo. Non vi sembra un allarme che si doveva prendere sul serio? 1000 donne all’anno in lutto; e 1000 bambini morti prima di nascere. E questo non dipende da errori degli operatori, ma è un problema intrinseco alla procedura. Che però non si può criticare, perché è una procedura «politicamente corretta»: la corsa alla ricerca dell’anomalia genetica, in particolare della sindrome Down: ormai routine quotidiana. Dunque ci sono epidemie di serie A (quelle che fanno vendere i giornali) e quelle di serie B (di cui è vietato parlare). Strano modo di trattare i fenomeni sanitari sui giornali e in televisione. D’altronde, tra il rischiare di toccare l’intoccabile e far pressione sulle paure della gente, amplificandole e creandone ogni anno una, evidentemente i mass media finiscono col preferire la seconda soluzione. Scarso coraggio o ordine superiore imposto da una cultura che vuole renderci tutti impauriti, impegnati tutta la vita, 24 ore su 24, solo a cercare strade e stradine per fuggire da ogni rischio e da ogni responsabilità? (Costanza Miriano in www.bastabugie.it)

don Daniele risponde

I parrocchiani interrogano

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in gita con la famiglia di Celestina Schmidt 28

Il santuario della Madonna della Corona Il sentiero storico che dal fondo della Val d'Adige, in località Brentino Belluno, sale al Santuario della Madonna della Corona è uno degli itinerari più belli e frequentati del veronese. Il percorso infatti presenta interessanti aspetti paesaggistici e notevoli valenze culturali oltre ad essere una vera e propria Via Crucis di fede. Il Venerdì Santo viene percorso in processione recitando il Rosario e trasportando una statua della Madonna Addolorata. Il Santuario è indubbiamente uno dei più suggestivi ed il più ardito d'Italia. Da Brentino si sale la caratteristica scala, inoltrandosi nella boscaglia. Quasi all'inizio del percorso si incontra una terrazza con un'enorme croce di cemento che domina la valle. Dopo alcuni tornanti il sentiero dirige verso l'interno del grande vajo e diventa via via più aereo e panoramico, con splendide visioni sui grandiosi paretoni rocciosi e l'orrido fondo della gola. Il rumore dell'acqua che scorre nella gola fa da sottofondo costante alla risalita. Le varie stazioni della Via Crucis, che si incrociano durante il cammino, ci ricordano che prima di essere meta di una semplice passeggiata nella natura, il Santuario è luogo di fede e preghiera. A metà percorso, quando uno scorcio permette di vedere il Santuario incastonato nella roccia, il sentiero aggredisce con decisione la parete verticale del Monte Cimo. Sembra non ci siano passaggi praticabili; invece un'arditissima scalinata di oltre 1500 gradini, scavati nella roccia, incide la parete a zig zag, cambiando direzione in una suggestiva grotta, fino a raggiungere il ripidissimo terrazzo pensile dirimpettaio alla nicchia del Santuario. Un ponte di pietra permette di attraversare il burrone. Il seicentesco arco di pietra è chiamato "Ponte del Tiglio" per il fatto che fino ad allora il passaggio si affrontava grazie a un albero di tiglio cresciuto di traverso a causa di un grosso masso. Dopo un'ulteriore breve scalinata si raggiunge finalmente il Santuario. Il sentiero è facile e percorribile da tutti, sconsigliabile in inverno a causa dei tratti ghiacciati. Il periodo consigliato è sicuramente la primavera e l'autunno. Il tempo di percorrenza è di circa due ore per la salita e un'ora e trenta per la discesa con un dislivello di circa 600 metri.


P

ossibile che ai ragazzi nessuno parli mai di mete alte, esigenti, rigorose? Eppure un adolescente è per forza pieno di amore per l’assoluto, per le vette, per il traguardo più lontano. Qualcosa che faccia battere forte il cuore. Questa sete va saziata. Quando dicono che vogliono diventare famosi, quelli che affollano i talent show e quelli che da casa li invidiano, in realtà stanno parlando, nell’unico modo che sanno, di questa sete di assoluto, di bello, di grande. Non è vero che non ci occupiamo dei nostri figli. Ma chiediamo a loro di occuparsi di qualcosa? Di farsi carico? Siamo una generazione molto, moltissimo (troppo? parlo per me...) presente con i bambini. Ma non abbiamo il coraggio di osare, con loro. Di chiamare le cose col loro nome, di farli innamorare della lotta della vita. Di parlare di inferno, purgatorio e paradiso, di vita o morte eterna. Della lotta continua che dobbiamo fare per dire sì a Dio. Dobbiamo dire loro che la vita è una sfida difficile, faticosa, e incredibilmente bella, da mozzare il fiato, se uno sa che tutto quello che fa risuonerà in eterno. Perché, mi dispiace, i generici buoni sentimenti a quell’età non funzionano, non li fanno innamorare questi ragazzi, che vogliono sentirsi dire la Verità. Hanno un orecchio finissimo, un cuore puro e attento. Ci ascoltano con gli occhi, e ci mettono alla prova. E non ne usciamo sempre immacolati. Domenica scorsa pioveva e avevo tre figli in macchina; volevo offrire un gelato a loro e a un amico, e ho provato a lasciare qualche minuto la macchina sulle strisce. Tommaso mi ha fulminato: «allora è vero che non si può credere in niente», ha detto. La macchina l’ho spostata immediatamente, ma che lezione mi sono presa. Spero che quelli della CIA non lo vengano a sapere.



genitori e adolescenti

La vita è una sfida difficile, ma...

RITAGLIARE

TERME DI GARNIGA E ORATORIO organizzano per Martedì 5 luglio dalle ore 15 alle 19 ingresso gratuito alla piscina di Garniga Terme per tutti i bambini dall'asilo fino alla prima media compresa. Ci saranno con loro gli animatori dell'oratorio. La parrocchia offre pane e nutella.

BUONO SCONTO Bollettino parrocchiale per piscina e centro Wellness Presentando questo tagliando all'ingresso delle Terme di Garniga il tuo biglietto costerà SOLO 10 EURO (due euro di sconto) Ogni persona può presentare al massimo un tagliando

Da giovedì a sabato dalle 15 alle 22 domenica 14-22 (prezzo completo 12 euro con vari sconti per famiglie e gruppi)

a cura della redazione

Piscina e Wellness a Garniga Terme

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news dal mondo cristiano 30

I cristiani nel mondo, tra violenza e speranza, crescono sempre di più. "Ogni cinque minuti un cristiano muore ucciso per la sua fede". È la notizia agghiacciante emersa dalla Conferenza internazionale sul dialogo interreligioso fra cristiani, ebrei e musulmani, tenutasi a Gödollö (Budapest) nei primi giorni di giugno. Le ultime notizie dall'Oriente continuano infatti a parlarci di una situazione di continuo attacco e violenze contro i cristiani. Amnesty International denuncia che in Nepal, da alcuni anni, gruppi estremisti indù organizzano attentati ai danni dei cristiani, come l'uccisione, nel 2007, di padre John Prakash, di origine indiana, rettore della scuola salesiana di Sirsya (Morang) "primo martire della Chiesa nepalese"; eppure ciò non ferma la chiesa: ogni anno circa 300 persone si convertono al cattolicesimo: la comunità cristiana del Nepal conterebbe, in base ad alcune stime, due milioni di fedeli, ma l'unica cifra sicura è il numero di cattolici, circa 8.000, secondo i registri parrocchiali. Anche in Cina continuano ad essere migliaia i cristiani perseguitati, ma è proprio da questo paese che giunge una notizia sorprendente: nonostante le torture, aumenta il numero di cattolici e protestanti. Si stima infatti che i credenti siano ormai 200 milioni. Secondo alcune ricerche ogni giorno sono dieci mila i cinesi che si convertono al cristianesimo e ciò perché si sentono felici, hanno bisogno di meditare. È il chiaro segno che, nonostante i divieti, le torture, i campi di lavoro per "ripulire la mente", in Cina, come in altri paesi del mondo dove i cristiani vengono perseguitati, la fede in Cristo è più forte e non può essere combattuta, la speranza è più forte della paura. Le leggi contro la blasfemia minacciano le conversioni. Le tempeste in corso in Egitto rappresentano un grande punto di svolta, ma le attitudini locali sembrano assicurare che almeno una cosa rimarrà invariata: la legge contro la diffamazione dell'islam resisterà a qualsiasi tempesta. Mentre i giovani egiziani continuano la loro rivoluzione cercando quelle libertà così comuni nelle altre parti del mondo, non vi è segno che la versione egiziana della legge anti-blasfemia verrà cambiata. In Egitto questa legge mira teoricamente a scoraggiare le persone dall'offendere le sensibilità religiose altrui, ma in pratica viene utilizzata per soffocare la libertà di espressione e intimidire e punire coloro che non sottostanno alla versione ortodossa dell'Islam sunnita praticato dalla maggioranza degli egiziani. Oltraggio alla Croce in Sudan. Nel Sudan settentrionale, dove risiede la maggioranza musulmana sunnita, l'apostasia (l'abbandono dell'islam) è punibile con la pena di morte; la conversione al cristianesimo, infatti, in sé può significare insulto o disprezzo nei confronti dell'islam. I cristiani che rimangono al nord sono particolarmente vulnerabili e, secondo il Dipartimento di Stato USA, si tratta di un numero significativo di persone. In molti casi la legge continua ad essere utilizzata dalla polizia per ostacolare chiunque provi ad esprimere la sua fede in pubblico, anche solo portando segni distintivi.


a cura della redazione

Un uomo e una donna usati da Dio per il progresso del Vangelo. È la volta di una coppia la cui attività viene ricordata negli scritti di Paolo nel Nuovo Testamento. Niente si può asserire con certezza sul tempo, luogo e genere di morte di Aquila e Priscilla, dato che le uniche fonti su di essi sono citazioni Un’immagine della coppia bibliche; notizie abbiamo, invece, sulla loro attività di fer- in vesti romane vente e molteplice collaborazione nella diffusione del Vangelo con l’apostolo Paolo. Aquila e Priscilla (o Prisca) erano due coniugi giudei, convertiti al Cristianesimo e appartenenti alla prima generazione cristiana. Essi vivevano a Roma, dove erano fabbricanti Esempio di amicizia, di tende e da cui dovettero fugfraternità e apostolato gire a causa della persecuzione antisemita voluta dall’imperaSe l’editto di Claudio poteva portare la vita tore Claudio (49-50 d.C.) alla della coppia ad un vicolo cieco, facendo pervolta di Corinto dove, nel 51 dere alla coppia il lavoro e la propria casa, Dio d.C., incontrarono l’apostolo però aveva un piano meraviglioso per loro, li Paolo durante la sua prima visiaspettava una nuova vita piena di servizio per ta nella città. il loro Signore. Così impariamo, dalla lettura Aquila e Priscilla erano probadella Parola, che Dio può cambiare le situabilmente cristiani prima del zioni, che a noi possono sembrare brutte, e loro incontro con Paolo a farle diventare belle, può cambiare il male in Corinto, come sembra suggeribene, a sua lode e gloria. Ogni volta quello che re la familiarità che subito nacDio ci chiede è di affidarci completamente con que tra di loro. L’apostolo intuì fede nelle Sue mani (cfr. Genesi 50:20). subito le buone qualità dei due Aquila e Priscilla sono stati una coppia che ha coniugi e l’utilità che ne poteva dato tutto al Signore e che si è interamente trarre per la sua difficile missioconsacrata alla diffusione del Vangelo. ne a Corinto e chiese o accettò Pur mantenendo le loro responsabilità profesdi essere loro ospite. sionali, hanno aperto la loro casa a tutte le perQuando s. Paolo, terminata la sone desiderose di conoscere il Signore Gesù. sua missione a Corinto, volle Furono di esempio pratico per molti fratelli e fare ritorno in Siria, ebbe comdi testimonianza a molti non credenti ed attrapagni di viaggio i due sposi fino verso di loro il Signore Dio ha permesso che ad Efeso, dove essi rimasero e contribuissero (se non alla fondazione) alla dove, premurosi istruirono crescita di tre assemblee cristiane, e non di Apollo, l’eloquente giudeoquelle minori: le chiese di Corinto, di Efeso e alessandrino, versatissimo nelle di Roma. Scritture, ma ignaro di qualche

la Sacra Scrittura

Chi erano costoro: Aquila e Priscilla

punto essenziale della nuova

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la Sacra Scrittura

dottrina cristiana, come il battesimo di Gesù. Ad Efeso offrirono la loro casa a servizio della comunità per le adunanze cultuali (ecclesia domestica) e, secondo la tradizione Paolo sarebbe stato loro ospite anche a Efeso. Scrivendo infatti da Efeso (verso il 55 d.C.) la prima lettera ai Corinti, dice: «Molti saluti nel Signore vi mandano Aquila e Priscilla, con quelli che nella loro casa si adunano, dei quali sono ospite». Ma l’elogio più caldo di Aquila e Priscilla

Coppia modello Ciò che colpisce è l’unione di Priscilla con suo marito Aquila in tutti gli aspetti della vita: 1. La fede nel loro Signore che dopo averli salvati li ha sempre aiutati e protetti in ogni situazione, persecuzione, bisogno e nelle malattie... 2. L’amore vero verso coloro che Dio presentava loro davanti, fossero essi fratelli, oppure persone non credenti a cui essi ministravano la Parola di Dio; amore nell’ospitare, in tempi di persecuzione, la chiesa in casa loro. 3. L’ospitalità verso coloro che ministravano la Parola di Dio; ospitarono Paolo (At 18:3) che era solo, malato e perseguitato, e che era bisognoso di cure particolari. L’ospitalità è un vero servizio al Vangelo, e i testi che abbiamo visto ci mostrano che il loro non era un sentimento passeggero, ma un vero dono (At 18,2-3) 4. Gli interessi spirituali e l’importanza del servizio: la disponibilità a condividere con altri il ministero, tant’è che Paolo li chiama “collaboratori preziosi”. 5. L’importanza che la Parola di Dio ha avuto nella loro vita; alla scuola di Dio prima, poi di Paolo e poi nell’ammaestrare Apollo. 6. La dedizione alla famiglia: non abbiamo notizie che Priscilla si sia mai lamentata con Aquila: prima di tutto per i continui spostamenti e poi per il duro lavoro. La nostra generazione è avida di vedere la Icona che raffigura i due coniugi e l’apo- testimonianza pratica d’uomini e di donne, stolo Paolo di coppie che vivono insieme il Vangelo. E sempre, solo così cresce la Chiesa. In particolare, questa coppia dimostra quanto sia importante l’azione degli sposi cristiani. Quando essi sono sorretti dalla fede e da una forte spiritualità, diventa naturale un loro impegno coraggioso per la Chiesa e nella Chiesa.

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la Sacra Scrittura

lo fa l’apostolo scrivendo da Corinto ai Romani nell’anno 58. Nella lunga serie di venticinque persone salutate, Aquila e Priscilla sono i primi: «Salutate Prisca e Aquila, miei collaboratori in Cristo Gesù: per salvare a me la vita, essi hanno rischiato la testa; a loro non solo io rendo grazie”. In queste parole si sente l’animo grato dell’apostolo per i suoi insigni benefattori, che con grave loro pericolo gli hanno salvato la vita. L’ultima menzione di Aquila e Priscilla l’abbiamo nell’ultima lettera di s. Paolo che, prigioniero per la seconda volta a Roma, scrive al suo discepolo Timoteo, vescovo di Efeso, incaricandolo di salutare Priscilla e Aquila, che di nuovo si erano recati ad Efeso. Non abbiamo ulteriori notizie dalla Parola di Aquila e Priscilla. Non sappiamo come conclusero la loro “carriera”. La tradizione li vuole di nuovo a Roma dove sarebbero morti martiri, ed in effetti tra le più antiche catacombe esistenti a Roma troviamo proprio “Le catacombe di Priscilla”.

La prima Chiesa si riunisce nella casa dei due coniugi La casa di Aquila e Priscilla è diventata il centro di studi biblici. A Efeso, oltre ad Apollo, altre persone si sono probabilmente aggiunte e hanno continuato a studiare la Parola di Dio da Aquila e Priscilla. Così quando l’apostolo Paolo ritornò ad Efeso qualche mese più tardi, ha trovato l’embrione di una Chiesa, i cui membri si radunavano regolarmente in casa dei due coniugi. Ne dà una testimonianza nel secondo capitolo della Prima Bella vetrata che raffigura i due santi Epistola ai Corinzi, scritta da Efeso in quel periodo: «Le Chiese di Asia vi salutano. Aquila e Priscilla, con la Chiesa che si trova nella loro casa, vi salutano molto nel Signore.» (1 Corinzi16:19). Ma Aquila e Priscilla non sono rimasti a lungo ad Efeso: un anno o due al massimo. Dopo la morte dell’imperatore Claudio nell’anno 54, le misure di espulsione contro i Giudei sono state tolte, ed essi hanno potuto ritornare a casa loro a Roma; anche qui però la loro opera è stata quella di ferventi testimoni di Gesù Cristo e quindi per propagare il messaggio della Parola di Dio. Essi non hanno esitato ad esporre la loro vita per la causa del Vangelo. Hanno subito aperto la loro casa ai cristiani e alle persone che avevano bisogno di Gesù Cristo, e quando nell’anno 58, l’apostolo Paolo indirizza ai credenti di Roma una delle maggiori epistole, scrive in particolare questo messaggio: «Salutate Priscilla ed Aquila, miei collaboratori in Gesù Cristo, che hanno rischiato la loro vita per me; a loro non io soltanto sono grato, ma anche tutte le chiese delle nazioni. Salutate anche la chiesa che si riunisce in casa loro.» (Romani 16:3-5). 33


Festa di primavera a Cimone. S. Messa sotto il tendone 5 giugno 2011

La processione del 1째 maggio 2011 per le vie di Aldeno

Pellegrinaggio Decanale a Cavalese. 22 maggio 2011

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Ragazzi leggete e aspettate, quello che molti fanno non sempre è la cosa più giusta

la prima sigaretta

Molti compagni di scuola hanno cominciato a fumare. Sembra fico. Pensi che anch’io dovrei provare? Se smettere di fumare fosse semplice, perché non farlo? Iniziare sarebbe un investimento reversibile e a costo zero. In questo caso faresti bene a seguire i tuoi istinti: i benefici ottenuti dall’immagine sexy della sigaretta sarebbero maggiori dei costi in termini economici e d’invecchiamento della pelle, denti macchiati e della probabilità di avere un cancro o problemi cardiaci. Non ci sarebbe nulla di male a provare, perché poi ne sapresti di più sui costi e sui benefici. Se poi scoprissi di aver fatto un errore, potresti semplicemente smettere. Ma smettere non è così semplice. La decisione di cominciare a fumare non è reversibile e a costo zero. Quindi, prima di farlo, conviene riflettere. Cominciare presto a fumare ha dei costi nascosti: ti priva della possibilità, aspettando, di saperne di più. Inoltre, il fatto che sono poche le persone che a 35 anni decidono di cominciare a fumare dimostra che conviene aspettare qualche anno per avere una visione più chiara. Solo se pensi di morire domani, aspettare è inutile. Ecco spiegata la tradizione dell’ultima sigaretta al condannato a morte!!! Da “Internazionale”, numero 885, 18 febbraio 2011

Lo riconoscete? E’ don... Manolo

Foto Pisoni

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la prima comunione ad Aldeno 36

Prima comunione Siamo stati abituati ad avere particolare riguardo passando davanti al tabernacolo. Chi si inginocchia, chi si fa il segno della croce, chi reclina il capo rispettosamente... ...ma da oggi, caro bambino, il tabernacolo sei tu! Oggi sei tu: un tabernacolo che cammina. Tabernacolo nella tua famiglia, tabernacolo tra gli amici. Gesù ha scelto te. Ti ha chiamato alla vita, ti ha unito alla sua vita nel battesimo ed oggi si impasta con la tua vita. Gesù è oggi unito a te come non lo è mai stato. Amen. Ripetilo sempre: amen. Sì, lo voglio Signore Gesù. Non sono pronto, non mi sento all'altezza, sono solo un bambino, non mi sono preparato bene, ho peccato. Amen: vieni Signore Gesù, vieni a visitarmi, vieni nella mia vita, vieni. Sono un tabernacolo! Quello che vale non è l'oro del tabernacolo, ma la sua presenza. "Signore, oggi e per sempre, fa' che io sia tuo tabernacolo. Amen.


Sagra a Cimone 10 e 11 settembre 2011

Festa degli anniversari di matrimonio a Cimone

appuntamenti

Si rinnova anche quest'anno l'appuntamento con la sagra di Cimone. Sabato pomeriggio dopo l'apertura ufficiale della festa con il tradizionale vaso della fortuna ricco di premi, le due cucine saranno pronte a soddisfare i più esigenti palati e lo stand delle torte e dei dolci delizierà i più golosi. Sabato pomeriggio sarà presente il pagliaccio "Molletta" e i gonfiabili per bambini. Probabilmente domenica mattina si svolgerà la "Frazionada": camminata non competitiva per le strade di Cimone. Domenica pomeriggio si svolgerà la processione con la statua della Madonna accompagnata dalla banda sociale di Aldeno. Alla sera, quest'anno alle 19, per permettere la partecipazione anche ai più piccoli, il vicario generale Don Lauro Tisi chiamerà a raccolta i giovani delle tre comunità celebrando la Santa Messa e augurando loro un buon inizio di anno scolastico. La serata proseguirà con la proiezione delle diapositive riguardanti le esperienze estive 2011: palio dei rioni di Aldeno, Campeggi e GMG a Madrid. Arrivederci a Cimone!

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l’approfondimento a cura della redazione 38

A proposito di... gioco sì gioco no "Chi non è contento di ciò che ha, non sarà contento di ciò che avrà" (dal calendario Insegnaci la sapienza del cuore)

l gioco è sicuramente l'espressione più autentica e spontanea dell'infanzia, è attraverso l'attività ludica che si possono intravedere tendenze ed inclinazioni del Ibambino. Attraverso l'atteggiamento del bambino nel gioco possiamo vedere o pre-

vedere i suoi atti relazionali di domani. I bambini possiedono l'istinto del gioco e questa attitudine emerge già in tenera età. Il gioco è una delle componenti principali nella formazione psico-fisica dell'individuo; è occasione di socializzazione e di apprendimento; è formazione ed educazione; il gioco stimola l'inventiva, la curiosità, l'ingegno, la manualità, la creatività; esso abitua alla competizione, alla riflessione, al rispetto delle regole; attraverso il gioco si potenziano abilità fisiche e motorie, contribuisce a formare la mente; rappresenta, inoltre, un vero e proprio allenamento che il bambino compie inconsapevolmente per avvicinarsi ed adattarsi alla società degli adulti. La struttura-gioco comprende una serie di componenti significative e di grande interesse. In quasi tutti i giochi la più grande soddisfazione sta nel trionfare su di un antagonista; l'amore della vittoria è una condizione di esistenza per tutte le specie viventi, perciò abbiamo bisogno di soddisfarla. I giochi sono la parte più seria della vita del bambino, sono il lavoro più grave che egli compie. Nel gioco, come trasposizione del lavoro, il bambino impegna tutte le sue abilità e la sua creatività, per riuscire nel gioco dà il massimo di sé, proprio come fa l'adulto nelle attività lavorative. L'approccio naturale al gioco si evolve con la crescita della persona, diventando in età adulta un spazio di evasione dalla quotidianità. Quando le sensazioni di astrazione e di piacere della vittoria sono estremizzate sfociano in patologia, una malattia che porta le persone affette a giocare compulsivamente senza fermarsi, che le fa perdere contatto e visione della realtà. Ritornano a confondere il gioco e attraverso la trasposizione fanciullesca lo considerano attività primaria con priorità assoluta rispetto a tutta la loro vita. Il gioco d'azzardo patologico è definito un disturbo di tipo psicologico dal quale per guarire si necessita di una terapia di supporto adeguata. Si lavora sulla dipendenza che genera, una dipendenza vera e propria che attiva centri cerebrali associati all'apprendimento e al senso di ricompensa e di soddisfazione. Il problema è che molti non chiedono aiuto


l’approfondimento

perché non riconoscono la patologia o si vergognano e non ammettono di aver bisogno di cure. La maggior parte cerca di risolvere il problema come può, cercando distrazioni che non riconducano al gioco. Per questo motivo appena un terzo dei pazienti guarisce davvero, perché se il problema non viene affrontato seriamente e scientificamente rischia di non avere una risoluzione definitiva. Secondo il professore David Hodgins dell'Università di Calgary, tale dipendenza ha avuto un incremento considerevole con il web e le molteplici possibilità di gioco fornite all'utente. Ad Hong Kong c'è una vera e propria epidemia: una persona su venti non riesce a resistere alle scommesse e al gioco di azzardo. Il caso di Hong Kong è singolare, ma il problema sta dilagando un po' ovunque; nel Regno Unito riguarda una persona su duecento, in Norvegia uno su cinquecento, negli Stati Uniti l'1 percento della popolazione. Per quanto riguarda invece la nostra nazione stime prudenti parlano di un milione e mezzo di "dipendenti dal gioco". Le cifre delineano sicuramente le dimensioni della patologia ed evidenziano la necessità di affrontare il problema con metodologie mirate. La cura più efficace sembra essere una terapia cognitivo-comportamentale che ha per obiettivo la modifica delle percezioni distorte della patologia: aiuta il Gioco paziente a non sovrastimare Il mondo è come un tavolo da gioco le sue possibilità di vincita, predisposto in modo tale che tutti a non illudersi di poter conquelli che entrano nel casinò devono giocare trollare il gioco e a non cree tutti a lungo andare devono perdere, dere che dopo una lunga chi più chi meno, anche se di quando in quando serie di perdite la vittoria sia possono realizzare una vincita provvisoria. dietro l'angolo. Si mira ad utilizzare e rafforzare i Samuel Butler, Taccuini buoni propositi, come utilizzato nelle terapie di altre dipendenze, a far sentire i pazienti meno soli e sostenuti. Spesso però sono i pazienti a vanificare tutto abbandonando le sedute. Il gioco d'azzardo patologico non deve essere sottovalutato: chi sente di aver perso il controllo su se stesso, sulla propria vita, sulla dimensione spazio-temporale dedicata al gioco farebbe bene ad interrogarsi e se la persona non è in grado di riconoscere il problema, sicuramente le persone accanto possono aiutarla a prendere coscienza del proprio comportamento e ad avere una lettura diversa dell'approccio morboso al gioco.

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corso fidanzati di Michela Dallago 40

Matrimonio cristiano: una marcia in più Noi animatori del percorso fidanzati a Collevalenza di Todi abbiamo affrontato, fra gli altri, l'argomento del matrimonio cristiano come mistero del Dono Grande. Cosa si intende con tale espressione? Una sorta di spiritualità di coppia, di rivelazione divina, per tutti forse non chiara. Le domande sul tavolo sono molte e tutte attuali: prima fra tutte quella di capire quale analogia ci sia fra la coppia umana e Dio, e ancora quale rapporto ci possa essere tra l'esperienza dell'amore umano e la rivelazione cristiana e, infine, capire se nel matrimonio-sacramento ci sia posto anche per l'attrazione fisica e il desiderio reciproco. Tutte domande legittime alle quali, ascoltando i relatori, sono state date illuminanti risposte. L'amore del Matrimonio, prima che l'amore dei coniugi cristiani - inteso come l'amore cioè con cui si amano -, è l'amore di Cristo. L'amore fra i coniugi è un rapporto di continua conversione, affinché si trasformi fino all'altezza dell'amore di Dio; l'aspirazione ultima deve essere quella di arrivare ad amarsi come Lui ha amato noi. È vero, bisogna impegnarsi e continuare in uno sforzo volontario di entrambi ma, e qui è la grande novità, questa crescita, questo innalzamento al Suo amore è una grazia, intesa come forza dello Spirito Santo e concessa agli sposi attraverso il Sacramento del Matrimonio. È Dio stesso ad avere pensato e voluto per ciascuna coppia una particolare attuazione di quel "mistero grande" di cui i primi Foto di Piero Rossi interpreti e protagonisti sono il La due giorni a Garniga Terme Cristo sposo e la Chiesa sposa. Nulla che contraddistingue ciò che è tipicamente umano nell'esperienza affettiva fra uomo e donna resta escluso da questo viaggio dove il rito del matrimonio rappresenta il culmine. I sentimenti, i desideri e le attese, il dono nella sua integrità a partire dalla sessualità intesa come reciprocità, il dialogo costante e spirituale di chi accoglie il progetto di Dio, rientrano in questo "mistero grande". Uno dei motivi per cui si celebrano sempre meno matrimoni cristiani e si moltiplicano le convivenze, è proprio quello della paura del fallimento. La paura di ricevere un DONO GRANDE e non sapere come meritarlo e coltivarlo. Ma se le coppie sapessero che marcia in più offre loro il matrimonio cristiano, non lo temerebbero. Celebrare e vivere il matrimonio cristiano perciò, non è un soddisfare e chiedere la benedizione di un istinto naturale, ma significa rispondere ad una vocazione precisa. Una vocazione che ci fa testimoni dell'amore misericordioso di Dio, significa riuscire ad esplicitare e manifestare quel mistero d'amore che è fondamento della vita della Chiesa, quel dono grande che Cristo ha fatto alla sua gente.


Come mai un uomo non riuscirà mai ad accontentare sua moglie! C’è un nuovo negozio in città: un negozio di mariti! Un cartello all’ingresso spiega: «Potete visitare il nostro negozio UNA SOLA VOLTA. Ci sono sei piani, e la qualità della merce migliora a ogni piano. Le clienti possono entrare al piano e scegliere qualsiasi prodotto, oppure salire a visitare il piano successivo, ma non possono tornare ai piani inferiori». Una donna entra nel negozio. Al primo piano il cartello sulla porta recita: PIANO 1: uomini che hanno un buon lavoro. «Non male! – pensa – Ma voglio qualcosa di più». E sale al piano di sopra. PIANO 2: uomini che hanno un buon lavoro e amano i bambini. La donna è intrigata, ma prosegue lo stesso verso il terzo piano, PIANO 3: uomini che hanno un buon lavoro, amano i bambini e sono molto attraenti. «Wow!» pensa la donna, ma è più forte di lei e sale ancora. PIANO 4: uomini che hanno un buon lavoro, amano i bambini, sono molto attraenti e aiutano nelle faccende domestiche. «Ma cosa si può desiderare di più?!» esclama la donna. Poi una vocina dentro di lei mormora «Magari si può avere di meglio...» E così sale ancora. PIANO 5: uomini che hanno un buon lavoro, amano i bambini, sono molto attraenti, aiutano nelle faccende domestiche e hanno un gran senso dell’umorismo. Ora che ha trovato quello che cercava, la donna è tentata di fermarsi; ma qualcosa la spinge al sesto piano, dove campeggia il cartello: PIANO 6: Lei è la visitatrice numero 42.215.602. Qui non ci sono uomini disponibili. Questo piano esiste solo per dimostrare che le donne sono incontentabili. Grazie per aver visitato il negozio dei mariti. NOTA BENE: Per evitare accuse di sessismo il proprietario ha aperto sull’altro lato della via un negozio di mogli. Al primo piano ci sono le mogli che amano il sesso. Al secondo piano ci sono le mogli che amano il sesso e sono sempre gentili. Il terzo piano offre mogli che amano il sesso, sono sempre gentili e amano lo sport. Il quarto, quinto e sesto piano non sono mai stati visitati.

Malfer Stefano e Caracciolo Luigina Stella 11/06/2011 ad Aldeno

matrimoni

Il negozio dei mariti e quello delle mogli

Nava Gianfranco e Rossi Manuela 22/05/2011 a Cimone

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matrimoni

Schir Marco e Giaimo Giorgia 30/04/2011 ad Aldeno

Zandonai Andrea e Dorigatti Barbara 04/06/2011 ad Aldeno

Foto Bernardinatti

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Tonelli Massimo e Sommadossi Martina 04/06/2011 a Garniga Terme

Moro Marco e Cristina Maule 30/04/2011 ad Aldeno

Gavagnin Matteo e Simonini Margherita 21/05/2011 a Garniga Terme

Zeni Samuel e Enderle Veronica 21/05/2011 ad Aldeno


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a almeno 30 anni, in occasione del compleanno degli anziani del nostro paese il Gruppo Missionario c'è! anche quando si tratta di persone che vivono in casa di riposo. Molti gradiscono la nostra presenza e ricambiano con delle offerte. Le offerte, comprese quelle del Coro parrocchiale, che il Gruppo ha raccolto nel 2010 sono state pari ad € 2.887,00 e sono state inviate con sollecitudine a missionari di nostra conoscenza attraverso il Centro di Trento, per arrivare dove c'è davvero bisogno. A tutti va il ringraziamento più sentito per la generosità e la sensibilità verso le missioni.

dal gruppo missionario

Accanto agli anziani

Bambini della missione di Fianarantsoa (Madagascar) davanti la loro scuola

Nella campagna del Bengala. Una bambina camminava a fatica sulla piccola diga che separava due campi di riso. Portava una borsa piena di libri e quaderni. Tornava da scuola ed ero sicuro che dall'alba non aveva mangiato più niente. Mi rivolse un bel sorriso e mi salutò con la mano. Mi frugai in tasca sperando di trovarvi qualcosa da offrirle, ne estrassi soltanto un biscotto e glielo diedi. Mi ringraziò come se le avessi messo i mano la luna, poi riprese il cammino. Qualche minuto dopo incrociò un cane scheletrico. Vidi che la bambina spezzava in due il biscotto e ne dava la metà all'animale. L'India mi aveva dato una bellissima lezione di condivisione. (da "India Mon Amour" di Domique Lapierre 2011 Ed. Il Saggiatore). 43


i nostri defunti Nicolodi Bruno di anni 73 Aldeno = 17/03/2011

Ciurletti Alberto di anni 66 Aldeno = 17/03/2011

Liberi Elsa ved. Maffei di anni 87 Aldeno = 03/04/2011

Colò Andrea di anni 48 Prè - Aldeno = 14/04/2011

Gaddo Maria ved. Ferrari di anni 73 Sardagna - Aldeno = 11/04/2011

Coser Remigio di anni 77 Garniga Terme = 03/04/2011

Non si perdono mai coloro che amiamo perchĂŠ possiamo amarli in Colui che non si perde mai. Pellizzari Maria Maddalena di anni 67 Garmiga Terme = 03/03/2011

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Bampi Carla di anni 69 Garniga Terme = 04/04/2011

Sant'Agostino


i nostri defunti

I DEFUNTI DA FUORI PAESE Tomedi Fiore di anni 88 Aldeno = 29/04/2011 Maistri Darma di anni 88 Aldeno = 10/05/2011 Ruzz Remo di anni 89 Aldeno = 02/03/2011 Mosna Licia di anni 86 Aldeno = 08/03/2011 Coser Egidio di anni 93 Aldeno = 08/03/2011 Dadam Emilia di anni 80 Aldeno = 23/03/2011 Schir Licia di anni 94 Aldeno = 06/04/2011 Frizzi Ines di anni 88 ved. Comper di Cimone Canada = novembre/2010

Piffer Mauro di anni 59 Cimone = 28/05/2011

News sul sito www.parrocchiealciga.eu Visitando il sito potrai vedere il video della prima comunione di Aldeno, sentire la missa katharina celebrata in chiesa ad Aldeno il 12 giugno, osservare le foto della sagra 2011 e sfogliare il presente bollettino e anche gli arretrati. Sintonizzati sul 100.9 durante le celebrazioni e potrai ascoltare ciò che avviene in chiesa.

ORARIO ESTIVO SANTE MESSE FESTIVO DEL SABATO

Garniga T. ore 18.00 FESTIVO

Aldeno ore Aldeno ore Cimone ore Garniga T. ore

08.00 20.00 09.30 10.30

GIORNI FERIALI

Aldeno: lunedì, mercoledì venerdì ore 08.00 Garniga Terme: martedì ore 18.00 1° venerdì di ogni mese a Garniga Vecchia alle ore 18.00 NELLA CHIESA DI CEI OGNI DOMENICA ALLE ORE 17.30 FINO A FINE AGOSTO 45


associazionismo di Mattia Baffetti 46

San Modesto 2011 ei giorni 10-11-12 giugno è ritornata, dopo un anno N di assenza giustificata dai giochi del Comun comunale lagarino, la tradizionale Festa del patrono, promos-

sa dal Circolo parrocchiale San Modesto - Associazione NOI Aldeno. La manifestazione ha offerto tre giorni intensi, fitti di proposte piacevoli e diversificate, con un programma reso ancora più stuzzicante dalla coincidenza con l'arrivo degli amici di ?eleznà Ruda, cittadina ceca gemellata con Aldeno ormai da vent'anni. Tre giorni di svago e divertimento tra musica, giochi, sport e buona cucina, ma anche tre giorni di febbrile attività ed impegno per decine e decine di volontari. Un impegno che parte da molto più lontano, all'incirca da febbraio, per offrire al paese un weekend in cui apprezzare il gusto dello stare insieme e del fare comunità. L'organizzazione di una festa è infatti una "macchina" piuttosto complessa e con parecchie necessità; ha bisogno di: - Continuità nel tempo, data dalle persone che da anni vi si impegnano e garantiscono una imprescindibile "memoria storica". - Idee, talvolta un po'bistrattate dalla frenesia dei ritmi incalzanti e del "fare". Se da un lato la tradizione fornisce un porto sicuro, dall'altro la sperimentazione può riservare invece soddisfazioni inattese. - Un indicibile volume di carta, condito da una imbarazzante quantità di marche da bollo… - Positività e fiducia, che possono contribuire ad ispirare la buona sorte. - Relazioni: tra volontari, fornitori, sponsor, musicisti, fruitori e quant'altri. - Lavoro, tanto lavoro: per organizzare, per promuovere, per allestire e smontare, per intrattenere, per cucinare, per servire, per pulire, per presidiare e vigilare, ecc. E'quindi facilmente intuibile che la sagra non può essere organizzata e gestita da uno sparuto gruppo di persone, né da una singola associazione. Necessita invece della convergenza di più intenti, di più realtà, di più associazioni; è luogo in cui, per un attimo, bisogna dimenticare l'orticello sotto casa e, magari, ingoiare anche qualche boccone sgradito, tenendo presente che quanto si fa, lo si fa per stare insieme, per una forma di bene comune. Pertanto un sentito ringraziamento, a nome del Circolo parrocchiale San Modesto, a tutti coloro che (evito di nominare le singole categorie, ben consapevole che finirei inevitabilmente per scordarne qualcuna) nel periodo della festa hanno scelto, con spirito di servizio, di trascurare il proprio personale orticello e di faticare insieme per la buona riuscita della manifestazione. A tutti, un cordiale arrivederci a San Modesto 2012!


e

Tifo di squadra Il grande berretto

Pronti... si parte

La felicitĂ  sul pallone

Tattica di squadra

Ma quanto impegno...

Faccia del coniglio La biciclettata in paese

Il riposo del guerriero

Bellezze al bagno

La grinta non manca

Che corse pur di vincere

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Le fontane vincono il trofeo

Lo sforzo...

Le scalate sulla parete attrezzata

Che abbraccio..

Fatti o fà un regalo per tutti i giorni dell’anno... Scoprirai che sarà sicuramente gradito!

IN DISTRIBUZIONE PRESSO LA LIBRERIA ARTIGIANELLI O PRESSO LA CANONICA DI ALDENO 48


Estate 2011