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Insieme in cammino

Non importa quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti rialzi Autunno 2012

Bollettino parrocchiale Aldeno - Cimone - Garniga Terme


l’indice

L’editoriale La messa è finita andate ... di don Daniele Le poesie di don Valerio La vendema

PAGINA 3

Percorso fidanzati Preparazione al matrimonio di Michela Dallago I tagliandi

PAGINA 29

PAGINA 4

Porta Fidei Anno della fede PAGINE 5-6-7

Incontro con il vescovo Cosa è la Visita Pastorale? a cura della redazione

In gita con la famiglia Il sentiero di San Vili di Celestina Schmidt

PAGINE 30-31

I matrimoni nelle nostre parrocchie PAGINA 32 PAGINE 8-9

Fotografie dei fedeli

I battezzati delle nostre parrocchie

PAGINE 10-11

Bon ton «La mia casa è casa di preghiera» PAGINE 12-13

I battezzati delle nostre parrocchie PAGINE 14-15

I capitelli Il capitello delle Bagnere

PAGINA 33

L’intervista tripla Domande a tre neo-pensionati PAGINE 34-35-36-37

L’approfondimento A proposito di ... onestà! a cura della redazione La sagra di Cimone Cimone in festa

Dal volontariato Il vero dono non vuole niente in cambio PAGINA 15

Considerazioni A proposito dell’adeguamento liturgico PAGINA 16

News dal mondo cristiano

La Sacra Scrittura Chi era costei? La casta Susanna a cura della redazione PAGINE 42-43 Campeggi 2012 PAGINE 44-45

I defunti delle nostre parrocchie

PAGINE 46-47

PAGINA 17

L’intervista «Aprite le porte» Donne e Islam a cura della redazione PAGINE 18-19 Carissimi genitori A proposito di catechesi in parrocchia PAGINE 20-21 PAGINA 22

Bollettino junior Al.ci.ga., giochi, concorso a premi PAGINE 23-24-25-26

La Missione Il convento dei francescani in mezzo a noi PAGINA 27

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PAGINE 38-39

PAGINE 40-41

PAGINA 14

Poesie

PAGINA 28

Gli orari

PAGINA 48

Insieme in cammino Redazione: Patrizia Baldo, Giovanna Frizzi, Giorgia Giaimo, Elisabetta Giovannini, Maura Mazzurana, don Daniele Morandini, Marco Moratelli, Barbara Scarpa. Hanno collaborato a questo numero: don Valerio Bottura, Celestina Schmidt, Sandro Bisesti, Ivo Condini Mosna, Alma Osler e Michela Dallago Stampa: Grafiche Dalpiaz Ravina (Tel. 0461/913545) Contatti: Tel. canonica: 0461/842514 E-mail: dondaniele@tin.it Tel. sacrestano: 338/4493195


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La messa è finita andate ...

LA VIGNETTA DI SARA CIMADON

l’editoriale

na catechista chiese un giorno a un gruppo di giovani in preparazione per la Cresima: "Qual’è la parte più importante della Messa?" La maggioranza rispose: "La Consacrazione". Ma uno disse: "La parte più importante è il rito di congedo". La catechista stupita chiese: "Perché dici questo?" Ed egli rispose: "La Messa serve a nutrirci con la Parola, la comunione fa entrare dentro di noi il Corpo e il Sangue del Signore. Però la messa inizia quando termina, quando usciamo nelle strade per andare a fare e dire quello che hanno detto i discepoli di Emmaus: abbiamo riconosciuto il Signore nella frazione del pane, ed è vivo e vive per sempre e per noi". Con tutta sincerità devo ammettere che quando la domenica presiedo la santa messa ad Aldeno mi sento bene: la gente risponde, canta, ascolta e partecipa in numero sicuramente più alto rispetto a tante altre realtà trentine, e uguale posso dire di Cimone e di Garniga. Forse mancano tanti giovani e bambini, forse si potrebbe celebrare ancora meglio, forse si potrebbero aumentare i ministeri e i servizi, ma non mi posso sicuramente lamentare. Mi sembra invece che, come dice il ragazzo del racconto, i problemi sorgano più seri al momento dell'"andate in pace…", dove sono i cristiani in politica, a scuola, nelle associazioni, nelle cooperative, nel mondo del lavoro, nello sport, ecc… ecc…? Come si distinguono? Sappiamo vivere la nostra fede sulle strade della vita? Riusciamo ad essere attenti all'altro, a quel Cristo dell'Eucarestia che si nasconde nel povero, nel vicino di casa, nell'anziano, in quel tale senza lavoro, in quello straniero o in quella famiglia che ha smarrito la strada dell'amore… Dove è la fede che dovrebbe cambiarci la vita? Dove sono i cristiani affascinati dell'amore di Cristo? Viviamo in un tempo di "desertificazione spirituale" ha detto il nostro Papa nell'omelia della celebrazione di inizio dell' anno della fede, poi ha continuato con queste parole: "è il vuoto che si è diffuso. Ma è proprio a partire dall'esperienza di questo deserto, da questo vuoto, che possiamo nuovamente scoprire la gioia di credere, la sua importanza vitale per noi. Nel deserto si riscopre il valore di ciò che è essenziale per vivere; così nel mondo contemporaneo sono innumerevoli i segni, spesso espressi in forma implicita o negativa, della sete di Dio, del senso ultimo della vita. E nel deserto c'è bisogno soprattutto di persone di fede che, con la loro stessa vita, indicano la via verso la Terra promessa e così tengono desta la speranza. La fede vissuta apre il cuore alla Grazia di Dio che libera dal pessimismo. Oggi più che mai evangelizzare vuol dire testimoniare una vita nuova, trasformata da Dio, e così indicare la strada".

Don Daniele vostro parroco

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le poesie di don Valerio Bottura

Come se viveva la vendema ai me tempi. L’era na festa de paes, n’alegria de familia. E po’ na coa de cari de ua dala cesa ale cantine fim dopo mezanot. Che bel!

La vendema Ancoi se fa vacanza, i va ‘n vendema. Se sente ‘n l’aria, dapertut l’e festa: i ciama, i core, i canta tuti ensema, chi gà ‘n scalet, na forbes o na zesta. Se taca soto ‘l bò a ‘n car de casse, o ‘n altro con en zever o na bot, e apena che ‘n le vigne el sol el nasse se core a tòr zo ùa enfim che è nòt. Se anima le pèrgole de zent: gh’è tuti i me fradéi e me popà, gh’è anca qualche altro me parent e amizi e confinanti de me ca’. L’e come na familia che se trova vegnuda per gatarse da lontam, e par che a vendemar i se comòva a rider e a sbrocarse e a dar na mam.

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Mi vòi tòr zo ‘n la gronda col scalet, no vago ‘ntel calcagn ‘n do’ che l’èi bassa, e sbaglio a trar la pica ‘ntel cilet, non vedo che ‘n la zesta ormai l’èi massa. Ma cossa ‘mporta mai, me sento grant, me sento come i grandi ‘n fra de lori, e vedo za la s’ciava che fra tant la va a ‘mpienir le casse ‘n fim ai ori. E quande l’è le òndese o mèz dì, ariva la me mama da ‘n sinter: - gh’è parecià ‘l disnar, coré, vegnì: polenta e craoti e fonghi de morer. -

Gesù in mezzo ai bambini, Sacrestia di Aldeno, M. Ottolini 1917


di Sandro Bisesti

e nel ventesimo della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, e terminerà nella solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'universo il 24 novembre 2013. Il richiamo a questi due anniversari dà una valenza ancora più profonda al tema "l'anno della fede" andando a richiamare documenti e fonti. Il Concilio ha voluto trasmettere "pura e integra, la dottrina, senza attenuazioni e travisamenti" impegnandosi affinché "questa dottrina certa (…) sia approfondita e presentata un modo che corrisponda alle esigenze del nostro tempo". La "Lumen gentium" così inizia: "Cristo è la luce delle genti: questo santo Concilio, adunato nello Spirito Santo, desidera dunque ardentemente, annunciando il Vangelo ad ogni creatura (Mc 16,15), illuminare tutti gli uomini con la luce del Cristo che risplende sul volto della Chiesa" (LG 1). Nel Catechismo i contenuti della fede trovano "la loro sintesi sistematica e organica. Qui, infatti, emerge la ricchezza dell'insegnamento che la Chiesa ha accolto, custodito ed offerto nei suoi duemila anni di storia" proponendo "una memoria permanente dei tanti modi in cui la Chiesa ha meditato sulla fede e prodotto progresso nella dottrina per dare certezza ai credenti nella loro vita di fede". L'intento del Papa, espresso chiaramente nella sua lettera apostolica, è quello di proporre agli uomini del nostro tempo la "porta della fede" che

Porta Fidei

enedetto XVI, nella sua lettera apostolica "Porta Fidei", annuncia e motiva uno straordinario tempo di grazia: l'anno della fede. L'inizio è fissato per l'11 ottobre B 2012, nel cinquantesimo anniversario dell'apertura del Concilio ecumenico Vaticano II

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Porta Fidei 6

"è sempre aperta e ci introduce alla vita di comunione con Dio", all'ascolto e annuncio della parola che ci invita "in un cammino che dura tutta la vita". Questa "porta" spalanca lo sguardo d'ogni uomo su Gesù Cristo "che rivela chi è Dio Padre e chi è ogni uomo del suo amore" e che è presente in mezzo a noi "tutti i giorni, fino alla fine del mondo". Egli ci mostra come "l'arte del vivere" s'impara "in un intenso rapporto con Lui", ci parla attraverso la Scrittura e si dona in persona nei sacramenti: Eucaristia e Penitenza in particolare, nella preghiera e nel vissuto cristiano. Ci ama "non perché siamo buoni ma perché Lui è buono e vuole portarci liberamente alla sua amicizia", non guarda quante volte cadiamo, ma quanto ci rialziamo con la grazia del suo perdono. "Con il suo amore, Gesù Cristo attira a sé gli uomini d'ogni generazione: in ogni tempo Egli convoca la Chiesa affidandole l'annuncio del Vangelo, con un mandato che è sempre nuovo. Per questo anche oggi è necessario un più convinto impegno ecclesiale a favore di una nuova evangelizzazione per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare l'entusiasmo nel comunicare la fede". Il fondamento, ieri, oggi e sempre, della fede cristiana è "l'incontro con una Persona che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva". (Deus caritas est, 1). Fondata sull'incontro con Gesù Cristo Risorto, la fede potrà essere riscoperta nella sua integrità e splendore. Soprattutto ai nostri giorni la fede è dono da scoprire, da coltivare, da vivere e testimoniare nella gioia. Questa "porta della fede sempre aperta" è un invito a lasciarci interrogare sul senso della nostra vita, è una chiave di lettura ai gravi problemi che attanagliano l'uomo contemporaneo sempre più abbandonato, solo, confuso, senza una meta verso cui indirizzare la speranza. Interrogarsi sulla fede allora non significa isolarsi, estraniarsi dal mondo che ci circonda, piuttosto è assumere coscienza della responsabilità che si ha verso se stessi e nei confronti dell'uomo, dei fratelli. E' un'occasione da cogliere per riflettere su questi temi, per dare sostegno e alimentare la nostra fede attraverso la preghiera, la lettura e l'ascolto della Parola di Dio per viverla con gioia colorando la nostra vita nell'atteggiamento della disponibilità verso gli altri. L'anno della fede diventa tempo prezioso per riscoprire il fondamento del nostro credere, Gesù Cristo,


Porta Fidei

per vivere nel suo amore capace da dare alla nostra vita un'impronta indelebile, un indirizzo forte, decisivo e comunitario. E' necessario, pertanto, che la comunità senta la responsabilità di rinvigorire il passo divenuto lento e stanco e, con coraggio, rendere la testimonianza più incisiva affinché "la forza del Vangelo penetri le famiglie, gli ambienti di lavoro, il mondo della cultura, la politica, la vita sociale".

Preghiera al Crocifisso Di Gabriella Muraglia Mio Signore, dall'alto della croce mostri al mondo la Tua grande umanità e onnipotenza mentre nelle tenebre sofferente chini il capo. Oggi… gli occhi del mio cuore ti vedono qui in mezzo a noi con una candida veste bianca, capelli sulle spalle, che cammini al nostro fianco pellegrini del mondo, per le vie di questi rioni. Guarda Signore quanta gente ti segue, sono qui per vederti, per sentire la tua voce e ascoltare le tue parole di amore e di speranza. Fa' o Signore che queste piccole fiammelle riscaldino i nostri cuori e la luce accompagni i nostri passi. Da' a noi tutti la forza di superare le difficoltà della vita, ascolta, o Signore, le nostre preghiere che si levano alte per invocare il tuo aiuto.

Crocifisso presente nella sacrestia di Aldeno

Asciuga le lacrime alle mamme che piangono i loro figli, conforta gli anziani soli, chi soffre nel corpo e nell'anima e tutti colori che non ti possono pregare perché dormono il sonno del coma. Guida noi genitori e nonni affinché il nostro agire possa essere di esempio ai figli e ai nipoti. Da', o Signore, a noi tutti la tua Santa Benedizione e con un semplice segno, come tu ci hai insegnato, ti ringraziamo con il segno della croce. 7


incontro con il vescovo 8

La Visita Pastorale del Vescovo nel nostro decanato Da domenica 13 gennaio a domenica 17 marzo 2013

Cosa è la Visita Pastorale?

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a Visita Pastorale è un segno della presenza del Signore che visita il suo popolo nella pace. Con tale segno il Vescovo esercita il suo ministero, quello cioè di essere immagine viva di Gesù Buon Pastore che cura il gregge che gli è stato affidato con l'insegnamento, la santificazione e il governo, animato da vera carità pastorale al fine di perpetuare l'opera di Cristo, Pastore eterno. La Visita Pastorale è quindi "una delle forme, collaudate dall'esperienza dei secoli, con cui il Vescovo mantiene contatti personali con il clero e con gli altri membri del Popolo di Dio. E' occasione per ravvivare le energie degli operai evangelici, lodarli, incoraggiarli e consolarli, è anche l'occasione per richiamare tutti i fedeli al rinnovamento della propria vita cristiana e ad un'azione apostolica più intensa" (Apostolorum successores, 221). La Visita Pastorale costituisce inoltre, a norma del Codice di Diritto canonico, uno dei doveri più espressivi del Vescovo che ha l'obbligo di visitare tutta la diocesi almeno ogni cinque anni con la debita diligenza (cfr. CJC, c. 396 §1, c. 398), spinto dallo stesso entusiasmo evangelico degli Apostoli e dall'esempio dei pastori della Chiesa di tutti i tempi e di tutti i luoghi. La nostra realtà diocesana consente al Vescovo di avere già ordinariamente un rapporto piuttosto stretto e personale con tutti i presbiteri, le comunità religiose e le parrocchie, tuttavia è proprio la Visita pastorale che intensifica e rende visibile in modo eminente tale stretto legame del pastore con il suo gregge, presentandosi a tutti come principio e fondamento dell'unità nella Chiesa diocesana (cfr. LG, 23). Perché una Visita Pastorale? La Visita Pastorale risponde per sua natura ad una duplice finalità: a) consentire al Vescovo una conoscenza diretta e più approfondita della sua diocesi, ravvivando il contatto personale col clero e con tutti gli altri membri del Popolo di Dio, informandosi con diligenza sulle situazioni e circostanze delle comunità ecclesiali, nonché vedere con i propri


Nei due mesi di presenza del nostro Arcivescovo Luigi Bressan ci saranno parecchi incontri a cui tutti siete invitati. Domenica 13 gennaio ore 15 Sabato 26 gennaio

Chiesa di Mattarello - Celebrazione di apertura

incontro con il vescovo

occhi le opere e le istituzioni che sono presenti sul territorio diocesano, affinchè ne tragga vantaggio il senso pastorale del suo governo; b) in secondo luogo, la Visita Pastorale intende "ravvivare le energie degli operai evangelici", ossia incoraggiare, sostenere e richiamare tutti i fedeli al rinnovamento della propria coscienza e ad una più intensa attività apostolica, per verificare e determinare meglio le priorità del lavoro di evangelizzazione e i mezzi della pastorale organica.

ore 17,30 Chiesa di Cimone - Santa Messa

Domenica 27 gennaio ore 10,30 Chiesa di Aldeno - Santa Messa Sabato 16 febbraio

ore 15

Visita alla comunità «Nuovi Orizzonti»

Sabato 16 febbraio

ore 17

Chiesa di Garniga Terme - Santa Messa e consacrazione dell'altare

Domenica 17 marzo

ore 16

Chiesa di Mattarello - celebrazione di chiusura

Incontri decanali per categorie Venerdì 18 gennaio Martedì 29 gennaio

ore 20,30: catechisti (teatro di Mattarello) ore 16,00: ragazzi delle scuole Medie (teatro di Aldeno) ore 17,00: bambini delle elementari (teatro di Aldeno) ore 20,30: consigli pastorali e affari economici AL.CI.GA (canonica Aldeno) Giovedì 7 febbraio ore 20,30: Caritas e volontariato ecclesiale (teatro di Mattarello) Sabato 16 febbraio ore 20,30: resp. Coop agricole, imprenditori e amm. pubblici (teatro di Romagnano) Mercoledì 20 febbraio ore 20,30: collaboratori della liturgia (teatro di Mattarello) Mercoledì 27 febbraio ore 20,30: insegnanti e professori (teatro di Mattarello) Venerdì 1 marzo ore 20,30: giovani (teatro di Mattarello) Sabato 2 marzo ore 20,30: volontariato civile (teatro di Romagnano) 9


i battezzati delle nostre parrocchie 10

JENNIFER NICOLE BISCEGLIA battezzata 07/10/2012 a Cimone figlia di Domenico e Monica Fronza

GABRIEL DECARLI battezzato il 23/06/2012 a Cimone figlio di Christian e Jessica Furlan

ANDREA TOMASI battezzato 02/09/2012 ad Aldeno figlio di Massimiliano e Marzia Cont

MARTINA DE MATTEO battezzata 02/09/2012 ad Aldeno figlia di Gianluca e Sara Colongo

CRISTIANA COLPI battezzata 26/08/2012 ad Aldeno figlia di Luca e Francesca Mosna

ELEONORA GIOVANELLA battezzata 07/10/2012 a Cimone figlia di Andrea e Benedetta Cont

RICCARDO OLIVER battezzato 14/10/2012 ad Aldeno figlio di Tiziano e Cinzia Tonini

MARTIN MATTEOTTI battezzato 02/09/2012 ad Aldeno figlio di Walter e Elena Aiazzi

GABRIELE COSER battezzato 11/08/2012 ad Aldeno figlio di Marco e Arianna Comper


MICHELANGELO E EMANUELE YAKU battezzati 23/09/2012 a Garniga Terme figli di Desaret e Vitore Noreca

i battezzati delle nostre parrocchie

TIZIANO OLIANA battezzato 21/10/2012 a Garniga Terme figlio di Gianluca e Elena Vinotti

Due piccoli occhi

GAIA E NICOLE DEPEDRI battezzate 06/10/2012 ad Aldeno figlie di Maurizio e Elisa Simonini

Due piccoli occhi per guardare Dio. Due piccole orecchie per udire la sua parola. Due piccoli piedi per seguire la sua strada. Due piccole labbra per cantare le sue lodi. Due piccole mani per fare il suo volere. E un piccolo cuore per amarlo per sempre. Ecco, Signore, il nostro bambino!

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bon ton

Entra in chiesa in silenzio e con gran rispetto del luogo sacro. Sii modesto negli sguardi, non voltare la testa di qua e di là per vedere chi entra e chi esce e non parlare con il tuo vicino.

“La mia casa è casa di preghiera” apita sempre più spesso di entrare in una C chiesa per una celebrazione ed essere distratti da comportamenti alquanto bizzarri e particolari: cellulari che suonano, persone che parlano, ragazzine/i poco e

mal vestite, gomme da masticare in bocca, silenzio quando bisognerebbe rispondere e chi più ne ha più ne metta. Suggeriamo qualche spunto per riflettere. Atteggiamento interiore ed esteriore Entra in chiesa con un senso di gioia spirituale. Sei di fronte a Colui che promise di dare conforto agli afflitti: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.” (Matteo 11:28). Entra con mitezza, spegni il cellulare e lascia fuori i pensieri futili che potrebbero distrarti. Partecipazione Anche se sei solo in visita occasionale, prega in chiesa come un vero partecipante, e non come un mero spettatore. Ricorda che le celebrazioni liturgiche non sono un tempo per la preghiera privata, ma per la condivisione della grande preghiera della Chiesa. Orario di arrivo Cerca di arrivare sempre in tempo, prima dell’inizio delle Celebrazioni. Se arrivi prima della Celebrazione, puoi passare il tempo a prepararti interiormente non a parlare con i tuoi conoscenti. Usa il tempo per fare silenzio e accogliere la Grazia di Dio. Entrando in chiesa Entrando in chiesa, fatti il segno della croce con l’acqua benedetta, in ricordo del tuo battesimo. Fai la genuflessione (inginocchiati diretto verso il tabernacolo) e fermati un istante in adorazione. Incontri e conversazioni Quando arrivi, saluta gli amici con semplicità e poche parole. Se è necessario parlare cerca di farlo con il minimo di disturbo. Come vestirsi Non si va in chiesa per suscitare curiosità o attrattiva fisica. La chiesa non è una passerella di moda. Anche quando fa caldo, si eviti di entrare vestiti da passeggiata lun12


bon ton

gomare o da spiaggia. E’ una questione di educazione per il luogo sacro e per la Comunità.Verificare che l’abbigliamento sia rispettoso del corpo “tempio dello Spirito Santo” e della casa di Dio. Come comportarsi Se ti siedi, abbi cura di rimanere in una posizione composta. Non passare il tempo a osservare o scrutare cosa fanno gli altri. Oltre che a evitare di farti esprimere giudizi, questa disciplina ti aiuterà a concentrarti sulle Celebrazioni, ed a seguire con attenzione i vari momenti della Sacra Liturgia. Offerte Da’ il tuo contributo per le attività della tua comunità parrocchiale. Sostieni eventuali lavori di restauro degli ambienti parrocchiali, perché non vada perduto quanto gli antenati hanno lasciato. L’offerta che dai nella messa o in altri momenti sia una vera partecipazione, secondo le tue possibilità, e non una elemosina giusto per dire che hai dato qualcosa o per disfarti degli spiccioli di rame. E’ un dovere per i cristiani il sostegno economico alla Chiesa. Gesti rituali Segui le Celebrazioni con il tuo corpo non meno che con la tua mente. La Celebrazione è ricca di azioni che coinvolgono nel culto tutta la persona: stare in piedi (è il segno del Risorto), stare seduti (è la posizione di ascolto), stare in ginocchio (il segno dell’adorazione), inchinarsi (il segno del rispetto). La Santa Comunione Puoi fare la Comunione, ricevendo l’eucaristia direttamente nella bocca oppure sulla mano. In questo caso, poni la mano sinistra sopra la destra e, ricevuta l’eucaristia, mettiti da una parte e poi prendi con la destra il Pane consacrato e portalo alla bocca. Non andare in giro per chiesa con l’eucaristia in mano. Dopo la Comunione ringrazia il Signore nella preghiera. Dopo la Celebrazione Se non c’è una necessità estrema, non uscire di chiesa prima della fine della Celebrazione. Il tuo impegno di cristiano non finisce in chiesa, ma continua in famiglia, nel lavoro, a scuola, nei luoghi della vita quotidiana, dando buona testimonianza della tua fede. Partecipa, nei limiti del possibile, alle iniziative e attività proposte dalla tua Comunità, per curare sempre di più la tua formazione spirituale. E’ facoltativa la preghiera davanti all’immagine della Madonna e dei santi. Accendere le candele in chiesa capita molto spesso anche a chi va non tanto per seguire la messa ma semplicemente per rivolgere una preghiera al Signore. Ebbene, a chi accende una candela va ricordato di non farlo così tanto per fare. Ciò che conta è accendere il cuore con la fede e con la preghiera. Va osservato sempre il silenzio, ma se c’è necessità impellente di parlare, bisogna farlo sottovoce.

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Il capitello delle Bagnere

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inalmente il capitello posto all’inizio del paese ha riacquistato dignità ... molto diverso da quello che avemmo modo di presentare tempo addietro, si tratta di un intervento atteso e gradito. Non mancherà occasione per offrire una preghiera al nuovo crocefisso che vi è stato collocato.

Ecco come si presentava e come è ora il gonfalone raffigurante sul fronte l’immagine di S. Rocco e sul retro un ostensorio.

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Risale alla seconda metà del XVIII secolo e venne realizzato da un autore a noi ignoto e non mancherà nelle prossime processioni di sfilare nuovamente a comprova della fede e della devozione della comunità di Cimone.


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e nostre comunità sono segnate, in positivo, dalla presenza di molti gruppi di volontariato civile e religioso. Penso ai Vigili del fuoco, all'AVIS, agli Alpini, alle Pro Loco, ai carabinieri in congedo, ai gruppi missionari e ai tanti gruppi, anche parrocchiali, che svolgono il loro servizio a titolo gratuito e di dono agli altri. Desideriamo offrire una piccola riflessione in merito perché spesso, anche in questi gruppi, si assiste a forme di personalismi e attriti che poco hanno a che fare con il dono vero. Esiste ancora il dono, oggi? In una società segnata da un accentuato individualismo, con i tratti di narcisismo, egoismo, egolatria che la caratterizzano, c'è ancora posto per l'arte del donare? Ecco una domanda a nostro avviso decisiva: nell'educazione, nella trasmissione alle nuove generazioni della sapienza accumulata, c'è attenzione al dono e all'azione del donare come atto autentico di umanizzazione? C'è la coscienza che il dono è la possibilità di innescare i rapporti reciproci tra umani, qualunque poi sia l'esito? Da una lettura sommaria e superficiale si può concludere che oggi non c'è più posto per il dono ma solo per il mercato, lo scambio utilitaristico, addirittura possiamo dire che il dono è solo un modo per simulare gratuità e disinteresse là dove regna invece la legge del tornaconto. In un'epoca di abbondanza e di opulenza si può addirittura praticare l'atto del dono per comprare l'altro, per neutralizzarlo e togliergli la sua piena libertà. Si può perfino usare il dono - pensate agli "aiuti umanitari" - per nascondere il male operante in una realtà che è la guerra. Questa ambiguità che pesa sul donare e può pervertirne il significato non è nuova: già nell'antichità si diceva "Timeo Danaos et dona ferentes", "Temo i Greci anche quando portano doni"... Ma c'è pure una forte banalizzazione del dono che viene depotenziato e stravolto anche se lo si chiama "carità": oggi si "dona" con un sms una briciola a quelli che i mass media ci indicano come oggetti - lontani! per i quali vale la pena provare emozioni... Donare è un'arte che è sempre stata difficile: l'essere umano ne è capace perché è capace di rapporto con l'altro, ma resta vero che questo "donare se stessi", perché di questo si tratta, non solo di dare ciò che si ha, ciò che si possiede, ma di dare ciò che si è - richiede una convinzione profonda nei confronti dell'altro. Donare significa per definizione consegnare un bene nelle mani di un altro senza ricevere in cambio alcunché. Bastano queste poche parole per distinguere il "donare" dal "dare", perché nel dare c'è la vendita, lo scambio, il prestito. Nel donare c'è un soggetto, il donatore, che nella libertà, non costretto, e per generosità, per amore, fa un dono all'altro, indipendentemente dalla risposta di questo. Quando nei nostri gruppi si insinua il tarlo del "devi almeno dirmi grazie" o del "fare per avere" o del "faccio questo se tu poi fai quest'altro", oppure del "almeno una cena" si rischia di perdere di vista lo scopo vero del volontariato: fare del bene con il sorriso senza averne nulla in cambio. Convinti che c'è più gioia nel dare che nel ricevere. Buon volontariato a tutti.

dal volontariato

Il vero dono non vuole niente, ma proprio niente, in cambio

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considerazioni

A proposito dell’adeguamento liturgico della nostra chiesa di Aldeno arissimo don Daniele, ho letto con piacere che finalmente si prospetta un restauro, o "pulizia del C presbiterio., come scrivi tu, di un luogo sacro deturpa-

to in questi ultimi anni in vari modi. Questa mia lettera vorrebbe essere un sostegno, per quanto può valere, al tuo impegno e lavoro e a quello del Consiglio Pastorale che ti consiglia e aiuta. Per questo, da questo vecchio sacerdote che si sente chiamato in causa, che ama la sua chiesa e la conosce bene, accetta il mio plauso più grande e anche, se permetti, alcune osservazioni che desidero esprimere a te a al Consiglio stesso. E per conoscenza alla Comunità, sarei felice se la presente venisse pubblicata sul prossimo bollettino parrocchiale. Credo che tutto il paese sarà con te. Sono osservazioni che vorrei sintetizzare per rendermi più comprensibile. E sono anche osservazioni che, come tu sai, vengono da lontano, da più anni, e fatte pure da semplici fedeli. Non mi fermo più di tanto sulla "pulizia" che tu intendi fare. Nessuno meglio di te può indovinare la disposizione dei mobili sacri sul presbiterio, altare, ambone, sede del Celebrante e Crocifisso. Solo una osservazione. Io non vedrei nei "soggetti nuovi introdotti" forme e stili che dissentano dallo stile della chiesa stessa. Altare, ambone, e sede dovrebbero conservare (o ripetere) elementi decorativi e materiali che rispettino lo stile della chiesa stessa Un certo stile moderno, penso che sarebbe una stonatura. Una seconda pulizia (vera pulizia in questo caso) sarebbe quella di togliere l'organo, il quale deturpa e disturba con le sue canne la bellezza delle fragili colonnine del nostro bellissimo Altar Maggiore. E vada al suo posto di prima. Anche se la Curia facesse delle difficoltà, chi decide in queste cose alla fine è il Parroco. Lo dicevi molto bene anche tu anni fa. E se anche il suono dell'organo arriva qualche millesimo di minuto dopo il tocco del tasto, non crea difficoltà all'organista né al coro. Lo dicono i tecnici esperti di questi problemi. Anche la splendida Pala di S. Modesto e Santi venga tolta dal suo esilio e rimessa nella sua sede naturale, dietro l'altar maggiore. Se verrà un poco nascosta, è sempremeglio che non vederla affatto, perché dietro le spalle e su una orchestra lontana. Infine conosciamo tutti lo stato del pavimento del presbiterio. Inutile raccomandare un restauro totale. E anche per questo usare un marmo che non dissenta dai bei marmi che hanno l'altare e le due magnifiche porte laterali. Naturalmente da pavimento. La comunità deve conoscere questi problemi che pesano sulla nostra chiesa. E io sarei felice se questa lettera sollecitasse l'interesse, la discussione, e ti aiutasse ad arrivare alla soluzione. Caro don Daniele, hai seguito così bene il restauro della chiesa di Garniga, ti prego mettici l'anima anche per quello della mia e nostra chiesa di S. Modesto di Aldeno. Grazie. Ti abbraccio affettuosamente e con tanta stima. Don Valerio

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Giappone: Per il Premio Nobel Yamanaka, ricerca scientifica ed etica devono camminare insieme La ricerca sulle iPS (le staminali pluripotenti indotte) potrà produrre cellule staminali da cellule adulte, utilizzabili nella medicina rigenerativa. Le scoperte di Shinya Yamanaka renderanno inutili le ricerche sulle cellule staminali embrionali. Il ricercatore giapponese ha tentato nuove vie spinto dalla questione etica, intervistato egli ha detto: «Vorrei invitare al mio laboratorio gli esperti e i maestri di etica che ci accompagnino nel lavoro di ricerca sulle iPS [inducedpluripotentstemcells, staminali pluripotenti indotte] anche da quella direzione. Il lavoro del ricercatore scientifico è solo una parte dell’equazione».

news dal mondo cristiano

Città del Vaticano. Papa: nel mondo «una nuova primavera del cristianesimo». Benedetto XVI è «convinto che ci sia anche una nuova primavera per il cristianesimo», perché nel mondo di oggi ci sono il desiderio e quindi la ricerca di Dio, la perennità della Verità del Vangelo rispetto alla caducità delle ideologie e il fatto che proprio i giovani sentano «il vuoto» delle offerte di consumismo e ideologie. Lo dice Benedetto XVI, intervistato nel film «Bells of Europe - Campane d’Europa» sul tema dei rapporti fra il cristianesimo, la cultura europea e il futuro del Continente. Nel film ci sono una serie di eccezionali interviste originali con le maggiori personalità religiose cristiane, il Papa Benedetto XVI, il Patriarca ecumenico Bartolomeo I, il Patriarca di Mosca Kirill, l’Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, l’ex Presidente della federazione delle Chiese Evangeliche in Germania Wolfgang Huber e altre personalità della politica e della cultura. Realizzato dal Centro Televisivo Vaticano, il film ha il suo filo unificante dal suono delle campane dei diversi angoli dell’Europa.

Libano-Turchia. Cristiani libanesi contro un film turco che fomenta l’odio interreligioso Costato 17 milioni di dollari e acclamato in patria, Fetih 1453 parla della caduta di Costantinopoli. Per molti libanesi il film è una provocazione piena di falsità. Chiesa e partiti religiosi hanno organizzato diverse manifestazioni per chiederne il boicottaggio. Il regista mostra un cristianesimo come una religione corrotta e violenta. Silenzio sui massacri compiuti dai turchi durante l’assedio. La polemica su «Fetih 1453» giunge a poche settimane dalle manifestazioni contro il film blasfemo su Maometto e le vignette satiriche pubblicate dal giornale francese Charlie Hebdo. Le proteste si sono diffuse in tutto il mondo provocando oltre 50 morti e centinaia di feriti. Dopo questi fatti le autorità religiose musulmane, ma anche quelle di altre fedi, hanno lanciato un appello all’Onu affinché si ponga un limite alla libertà di espressione nei confronti delle religioni. 17


l’intervista a cura della redazione 18

«Aprite le porte» Donne e Islam a Repubblica Islamica del Pakistan è uno Stato L dell’Asia meridionale. Con più di 200 milioni di abitanti è il sesto stato più popoloso del mondo: oltre

ad essere il secondo maggior stato musulmano nel mondo dopo l’Indonesia, il Pakistan è anche una delle nazioni che posseggono ufficialmente armi nucleari. Da ormai più di dieci anni ad Aldeno vive la famiglia Razzaq, di origine pakistana. Abbiamo colto l’occasione per intervistare Rabia e Shamraza, due delle figlie, rispettivamente 24 e 20 anni, per cercare di capire come una donna musulmana riesce a vivere la propria fede e la propria cultura nei nostri paesi. Shamraza D: come vivete la vostra fede ad Aldeno? Shamraza: in zona, cioè a Trento, non ci sono moschee accessibili alle donne, perché c’è solo per gli uomini, per cui le cinque preghiere giornaliere che sono prescritte le facciamo in casa. Dai sette anni in su ogni bambino islamico ha il dovere della preghiera. Le nostre preghiere iniziano con il lavaggio delle parti visibili del corpo (viso, mani, braccia e piedi) e con varie prostrazioni che aumentano durante la giornata. La preghiera varia da 10 a 25 minuti ed è fatta con la proclamazione di una “sura” (è un capitoletto del Corano) imparata a memoria, seguita dalla lettura di altre parti del Corano e dalla proclamazione dei nomi di Allah (sono 100, il Corano dice che a Dio appartengono i nomi più belli, per esempio il Misericordioso, il pietoso, il sovrano, questi i primi tre dell’elenco). Pregare mi rende più serena e mi tranquillizza. Rabia: io sto insegnando a leggere il Corano in Arabo a mia sorella Shamraza. Noi parliamo la lingua Urdu però il Corano lo leggiamo in Arabo e la lingua araba presenta (solo per noi che non lo conosciamo) degli accenti sopra le parole per facilitarne la lettura. Per uno che inizia risulta comunque difficile e c’è bisogno di aiuto. D: come è vista la donna nella cultura islamica? Shamraza: In Italia si pensa che le donne musulmane non siano libere. In realtà non è così, in Pakistan rispetto per esempio all’Afghanistan - dove le donne girano con il burqa o non escono affatto di casa -, molto donne hanno assunto costumi occidentali, non seguono la religione e non sono perseguitate e sottomesse da nessuno. D: mettere il velo, perché e quando?


l’intervista

Rabia: come vedi noi non lo indossiamo, comunque è un modo per non attrarre gli uomini. Ne esistono di più tipi: quelli che coprono tutto il corpo (Burqa) oppure quello che viene genericamente chiamato hijab, cioè il normale foulard che copre i capelli e il collo della donna, lasciando scoperto il viso. Quando preghiamo mettiamo un velo da cui non esce neanche un capello, se si vedesse un capello la preghiera non risulta valida e andrebbe recuperata prima di andare a dormire la sera. Questo aspetto è molto importante nella nostra religione: la forma è importante, come non mangiare carne di maiale e osservare il Ramadan (mese del digiuno). Shamraza: nostra sorella più vecchia lo mette praticamente sempre perché è sposata, suo marito vuole che lei lo indossi, è considerata una forma di rispetto (unico che dovrebbe vedere i capelli e le forme del Rabia corpo), è giusto che lei ascolti il marito. D: vi sentite discriminate o osservatead Aldeno? Shamraza: Assolutamente no. Ci conoscono tante persone e ci troviamo bene. Solo qualcuno ci guarda un po’ storto ma è abbastanza raro. L’unico problema è che facciamo fatica a trovare un lavoro anche se siamo senza vizi e molto volenterose. D: cosa conoscete della fede cristiana? Shamraza: molto poco. Sappiamo che i cristiani non sono tutti uguali: ci sono protestanti e cattolici e altri ancora, e il venerdì non mangiate carne. Non conosciamo le vostre preghiere. Sappiamo che avete la Bibbia ma che non la trattate bene come noi il Corano che deve sempre avere un proprio posto in casa e che non può essere toccato con mani non lavate, in segno di rispetto. D: si può costruire una chiesa in Pakistan? Rabia: non sappiamo se si possono costruire, ma ci sono chiese in Pakistan e anche cristiani. Nostro fratello ha un caro amico cristiano che viene anche a mangiare a casa nostra. Da noi ci sono cristiani, Indù e altre religioni. D: e se diventaste Cristiane? Shamraza: sarebbe un problema grave perché la nostra famiglia non potrebbe capire, per noi è una cosa brutta. Il Corano dice che chi tradisce la vera religione morirà e resterà nel fuoco eterno. D: se doveste riassumere il Corano in poche frasi… Entrambe: Aiutare gli altri, avere paura (timore) di Dio e, quando sei nel mondo, fa’ attenzione a quello che fai.

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catechesi si ricomincia 20

A proposito di catechesi in parrocchia Carissimi genitori, date importanza all'incontro di catechismo! È così che ogni ragazzo scopre e sperimenta la chiesa. A catechismo non ci sono compiti da fare, non ci sono professori pronti a dare giudizi e voti, non c'è un esame finale! A catechesi i ragazzi e i bambini trovano adulti disposti a lavorare per loro gratis, e questo li meraviglia, li rende unici e appagati, come la famiglia li ama gratuitamente, i catechisti li guidano gratuitamente! Trovano ragazzi che come loro sono "curiosi di Dio", scoprono a non vergognarsi di essere cristiani, a credere in Gesù Cristo, a parlarne apertamente perché fa parte della loro verità! Scoprono di essere capaci di rispetto, di ascolto, di parlare…Imparano a meditare, a pregare e soprattutto a fare silenzio! Scoprono la vita dei figli di Dio, la storia del Popolo di Dio, la venuta di Gesù Cristo, la forza dello Spirito Santo, la testimonianza di fede, scoprono di appartenere tutti allo stesso Padre uniti dallo stesso Amore! I ragazzi si proiettano facilmente in un racconto, una parabola e sono capaci di riflettere quando vengono interpellati: "E tu, Date importanti: c h e Prima comunione c o s a ad Aldeno avresti fatto?". Raccontano le cose in modo concredomenica 7 aprile to, spesso con osservazioni improvvise. A volte invece, per parlare di se stessi, si esprimono più Cresima facilmente mediante attività, mimi, il corpo e il Sabato 16 marzo ore 15 disegno che non mediante le parole. Nella Bibbia i in Duomo a Trento personaggi che entrano in rapporto con Dio non sono tutti perfetti: commettono colpe gravi, tradiscono le promesse fatte. Molti racconti biblici dimostrano che Dio è vicino agli uomini anche nei loro fallimenti e nei loro rifiuti. Su queste basi, il catechista può aiutare i ragazzi a servirsi di tutte le sue esperienze, buone e cattive, per avvicinarsi a Dio, dar loro un senso, e maturare. "Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato", afferma San Paolo. E aggiunge: "La fede nasce dall'annunzio di Cristo. Ma come potranno invocare il Signore, se non hanno creduto? E come


carissimi genitori

potranno credere in lui, se non ne hanno sentito parlare? E come ne sentiranno parlare, se nessuno lo annunzia? E chi lo annunzierà, se nessuno è inviato a questo scopo? Come dice la Bibbia: Quanto è bello veder giungere chi porta buone notizie! La fede dipende dall'ascolto della predicazione, ma l'ascolto è possibile se c'è chi predica Cristo" (Romani 10, 13-14). Si riparte quindi anche nelle nostre Parrocchie. Ricomincia l'itinerario di fede che la nostra comunità cristiana propone ai vostri figli. Voi genitori avete una grande responsabilità poiché siete le prime persone chiamate a far gustare la bellezza dell'essere cristiani ai vostri figli. La comunità parrocchiale con il parroco e gli educatori e attraverso le iniziative promosse possono essere un prezioso e ricco sostegno per accompagnarvi con i vostri figli, ma naturalmente senza il vostro aiuto siamo un po' spiazzati. Quindi fate ogni sforzo possibile per accompagnare i vostri figli alla messa domenica e alla catechesi settimanale. Gli orari della catechesi saranno i seguenti:

Terza elementare: quarta elementare: quinta elementare: prima media: seconda media:

Lunedì ore 16,00 Martedì ore 16,30 Venerdì ore 16,30 Giovedì ore 15,30 Martedi ore 16,30

 Modulo da riconsegnare con 10 euro per l'assicurazione RITAGLIARE LUNGO LA LINEA TRATTEGGIATA

Cognome e nome del bambino/a . ....................................................... Figlio di . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Data di nascita . . . . . . . . . . . . . . . . . . a . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Prov. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Residente in via . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . N. . . . . . . . . . paese . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tel casa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tel cellulare (di un genitore) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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poesie

Preghiera di un ottantenne di Don Marcello Farina

Finiti gli anni 80 ho detto: “Grazie Signore, per avermi riguardato con tanto amore. Però, se mi lasciassi arrivare a 81”. … “Va bene – mi disse – a patto di non essere di peso a nessuno”. Ho qualche dolorino e pochi malanni. Ma penso di cavarmela fino a 82 anni. E se mi permetti di fare 83, faccio ancora qualche lavoretto per me. Sono una lagna e so di essere maturo, ma fino a 84 terrei duro. Signor, si sa che il tempo vola. E per arrivare a 85 faccio una preghiera sola, anche se ho amici con pochi nei, sono arrivati a 86!. Passo qualche oretta tra briscola e tresette, Signore, sarebbe troppo arrivare a 87? Mi dirai che è già pieno il fagotto. … Col tuo favore io potrei arrivare a 88, e per vedere tante cose nuove, mi andrebbe bene anche a 89. … Su, su – disse il Signore – ti dolgono tutte le ossa; non vedi che stai per cadere nella fossa? Hai ragione, Signore; Ragione ne hai tanta. … È che io sapevo che a 90 (perdonami Signore se sono un po’ goloso) Sarei pronto per andare alla “Casa di Riposo”. (NON l’eterno riposo) 22

L’autum

di Ivo Condini Mosna No serve che i lo diga che è arivà l’autum e non se fa fadiga, pol oservarlo ognum. L’istà l’è piem de fiori che sbocia su ‘n dei prai, l’autum mili colori ‘n tei boschi madurai. Adès tute le piante, quele che mola foia, (e dentro ‘l bosch le è tante) ciapa ‘n color che ‘nvoia. Ghè che sol zalt deventa, e chi color pù scur, che vert color de menta e chi ros dal madur. Se vardo sti coloril, l’è ‘n quadro piturà con foie e non con fiori che ‘l bosch n’ha regalà. Sodisfaziom vardarli, da come vedo mi, e con l’ocio gustarli, l’autum … l’è anca sto chi.


Molti gli aquiloni che hanno abbellito Cimone lungo le vie il giorno della sagra. Qui di seguito le immagini degli aquiloni che hanno meritato di essere premiati per originalità e fantasia.

junior l’intervista - foto ai concorso sindaci

I vincitori del concorso «aquiloni in volo»

Secondi classificati Furlini Riccardo e Maria Vittoria Primi classificati Lunelli Emma e Filippo

Terza ex equo classificata Danila Frizzi

Terze classificate ex equo Le Amiche del giovedì

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junior - giochi 24 LE SOLUZIONI DEI GIOCHI SUL PROSSIMO BOLLETTINO


Buttalo giù, perché?

LA NEGLIGENZA

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bollettino junior - concorso

Concorso «Crea la tua maglietta»

L'

estate è ormai finita, le felpe e maglioncini nell'armadio hanno sostituito le colorate magliette estive. Che cosa ne pensi di prendere una vecchia t-shirt, quella che ti è diventata un po' piccola o che magari si è un po' rovinata, e trasformarla in un'autentica opera d'arte? REGOLAMENTO  Si possono utilizzare magliette di qualsiasi tipo, colore o misura.  È lasciato massimo spazio alla fantasia (le magliette possono essere colorate, tagliate e arricchite con ogni genere di applicazione) .  Si può partecipare singolarmente o in piccoli gruppi.  Le creazioni andranno consegnate, unitamente al tagliando sotto allegato, in canonica ad Aldeno-Cimone-Garniga entro Natale.  Tutte le magliette realizzate saranno utilizzate per realizzare una divertente sfilata durante l'oratorio del sabato e in quell'occasione verrà votata la creazione più originale. Il vincitore sarà premiato con un abbonamento annuale a Focus Junior. VI INVITIAMO A PARTECIPARE NUMEROSI MODULO DI ISCRIZIONE CONCORSO «Crea la tua maglietta» NOME E COGNOME ............................................................................................................................................................................

ETA’ ............................................................................................................................................................................

VIA ............................................................................................................................................................................

PAESE ............................................................................................................................................................................

N. TEL. ............................................................................................................................................................................

FIRMA .....................................................................................................................

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LA SOLUZIONE DEL GIOCO DEL NUMERO PRECEDENTE UN MERCATO MIGLIORE


L

Dal 17 al 25 novembre

e nostre parrocchie avranno la fortuna di ospitare per 8 giorni quattro frati francescani in missione tra noi. Sarà un'occasione di cui approfittare per ospitarli nelle nostre case, per pregare con loro e per aprire il nostro cuore al Vangelo. La Missione è un dono di Dio, un tempo di grazia per la gente e per gli stessi missionari, chiamati a proseguire il mandato che Gesù affidò ai discepoli di portare per le strade e nelle case la Buona Notizia, il Vangelo che salva. È un'esperienza di primo annuncio, un momento forte di vita ecclesiale e un aiuto eccezionale alla pastorale ordinaria delle parrocchie. Per questi 8 giorni un gruppo di missionari francescani "invaderà" letteralmente i nostri paesi per andare incontro a tutti - lontani e vicini, giovani e giovanissimi, coppie di sposi, separati, risposati … e chi più ne ha più ne metta! - invitandoli ad ascoltare una Parola diversa, portata con lo stile semplice e gioioso di san Francesco, e a vivere momenti forti di preghiera e di festa. Nelle prossime settimane sarà stilato un calendario più preciso delle iniziative e delle modalità di incontro. Chi desiderasse la visita è pregato di segnalarlo (in particolare anziani e ammalati).

AL.CI.GA SOLIDALE - In collaborazione con la Onlus Trentino Solidale si sta ipotizzando di istituire anche ad Aldeno un punto di distribuzione di borse viveri per famiglie e singoli che si trovassero in situazione di grave disagio economico (anche di Cimone e Garniga Terme). Il servizio prevede la distribuzione una o due volte la settimana di viveri a scadenza breve o addirittura (per chi non avesse la possibilità di uscire di casa) la consegna a casa. Si invitano le persone interessate a segnalare a don Daniele o a qualche membro dei Consigli Pastorali il proprio bisogno per poter valutare l’effettiva necessità del servizio.

la missione

Il convento dei francescani in mezzo a noi

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percorso fidanzati di Michela Dallago 28

A

Preparazione al matrimonio

pprofitto di questo spazio, intanto per ringraziare le coppie di sposi che anche quest'anno con il loro contributo hanno reso il percorso di preparazione al matrimonio cristiano un appuntamento settimanale importante per loro e per noi, e poi per informare tutte le famiglie che a Roma, dal 2 gennaio al 5 gennaio 2013, si terrà il Convegno nazionale annuale dedicato alle famiglie. Quest'anno il tema sarà "La Grazia del sacramento delle Nozze. Identità e missione degli sposi nella famiglia:chiesa domestica". Inutile dire che tali incontri rappresentano una risorsa in quanto vedono la partecipazione di eminenti personalità in campo teologico e pastorale e di migliaia di famiglie provenienti da tutta Italia; sono davvero linfa vitale per quelle famiglie che, oltre a curare tutti gli aspetti tipici del menage familiare, hanno a cuore anche la spiritualità della stessa famiglia. Chi fosse interessato può consultare il sito (www.misterogrande.org) oppure contattare Michela (335-7098243) o Paola (348-7461441). Uno dei temi che vengono trattati nel convegno, e di cui parliamo anche nei nostri percorsi di preparazione al matrimonio cristiano, è il problema del "PER SEMPRE". A ben guardare questa espressione - pensiamo alla spassosa saga di Shrek, in cui l'orco baciò la principessa, lei si trasformò in un bellissima orchessa e vissero per sempre felici e contenti - non è l'arrivo o la meta da raggiungere, ma il punto di partenza di tutte le coppie che si scambiano il loro sì. Non intendo dire che l'uomo sia un orco e che la donna sia una principessa, ma dopo il giuramento del PER SEMPRE (noi la chiamiamo indissolubilità del matrimonio nella serata dedicata alla fedeltà) possono iniziare alcune difficoltà legate proprio a queste due paroline. Qual è il segreto del "per sempre"? Come si fa a dire che il nostro amore sia per sempre in una società che è tutto un usa e getta? Come si fa ad amare un uomo per tutta la vita quando nel nostro quotidiano abbiamo alternative e proposte fuorvianti? E' possibile che l'amore, proprio per sua definizione, sia disgiunto dal "per sempre" (ti amo per un "tot" di tempo e poi basta)? Attenzione alla casa, all'educazione dei figli, a non spendere tutto lo stipendio in futilità, a curare i rapporti con le rispettive famiglie d'origine, può bastare? A volte no! Tanti fallimenti matrimoniali, anche dolorosi, smentiscono che una relazione stia in piedi solo se c'è la perfezione in quello che costruiamo nella stessa. Routine, stanchezza, problemi, diversi mondi dai quali provengono i due coniugi possono portare amarezza e divisione nella relazione, e si perde di vista il progetto di vita che ci ha fatto scegliere una persona piuttosto che un'altra. E allora? Un'ottima base di partenza è quanto amore mettiamo in ciò che facciamo e in ciò in cui crediamo. Del resto ce lo insegna anche l'apostolo Giovanni che ripete .."CHI AMA VEDE COSE CHE ALTRI NON VEDONO….". Per non lasciarsi sfuggire l'opportunità di realizzare il nostro personale desiderio del …"e vissero per sempre felici e contenti.." vale la pena di mettere in gioco ogni nostra risorsa, generosità, eleganza e sensualità nel sorprendere l'altro e noi stessi. Amare ogni giorno come se fosse il primo e l'ultimo, prendersi cura del nostro amore con tenerezza e grazia, nutrirlo con sensibilità e spiritualità per rinnovare sempre la dimensione dell'amore specifico, misterioso ed unico di ogni coppia. Donarsi in modo totale, profondo, ma soprattutto sincero e reciproco, anche nella sfera sessuale, significa mettere al centro della relazione prima l'altro e poi noi stessi. Non è una regola, ma può essere davvero una buona partenza per fare in modo che il nostro "felici e contenti" ma soprattutto "..per sempre" possa essere realizzabile.


Indicate il paese dove intendete festeggiare il vostro anniversario  ALDENO  CIMONE  GARNIGA TERME

13 GENNAIO 2013 20 GENNAIO 2013 28 NOVEMBRE 2012

i tagliandi

FESTA ANNIVERSARI DI MATRIMONIO NELLE PARROCCHIE

Desideriamo invitare tutte le coppie che si sono sposate nel 2012 e quelle che festeggiano i 5, 10, 15, 20, 25, 30, 35, 40, 45, 50 (e oltre) di matrimonio cristiano a ringraziare Dio insieme alla comunità. Dopo la santa Messa sarete graditi ospiti in canonica per un brindisi e una fetta di torta. Noi ci saremo e

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Festeggiamo i

di matrimonio

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Da consegnare o imbucare in canonica

RITAGLIARE

CORSO DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO CRISTIANO

Presso: Canonica di Aldeno Date: dal 14 marzo al 26 maggio 2013 (sempre di giovedì dalle ore 20,30 alle 22,30)

Iscrizioni presso la canonica di Aldeno compilando il tagliando Nome e cognome dei due fidanzati

Numero di telefono Indirizzo e-mail Indirizzo di uno dei due fidanzati Il corso prevede un’uscita di due giorni il 16 e 17 marzo 2013 Da consegnare o imbucare in canonica

POTRETE TROVARE ALTRI TAGLIANDI SUL TAVOLINO IN FONDO ALLA CHIESA

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in gita con la famiglia di Celestina Schmidt 30

Il sentiero di San Vili Prima parte questo numero del bollettino parrocIrenchiale e nel prossimo andremo a presentaun lungo pellegrinaggio in onore di

S.Vigilio, terzo vescovo di Trento e patrono della città. S. Vigilio nel 400 d.C. intraprese questo percorso per annunciare il Vangelo alle popolazioni delle Valli Giudicarie e Rendena, partendo dal piccolo borgo di Vela lungo la via romana che conduceva a Madonna di Campiglio. Vigilio fu molto solerte nel combattere l'idolatria e questa azione avrebbe causato il suo martirio: accompagnato dai fratelli e da un altro missionario si recò in Val Rendena dove celebrò la Messa e gettò nel fiume Sarca una statua di Saturno. Questo scatenò Chiesa di San Vili a Covelo di Terlago l'ira dei pagani, che lo uccisero, secondo la leggenda, usando bastoni e zoccoli di legno (sgarmele) con i quali spesso è raffigurato. I suoi resti furono poi portati a Trento per essere seppelliti nel Duomo, che lui stesso aveva fatto costruire e dove si trovano ancora oggi. La strada di ritorno percorsa dalla sua salma è stata oggetto di recente (1988) lavoro di ripristino e segnalazione da parte della SAT e denominata con il nome di "Sentiero di San Vili". Recentemente però mons. Iginio Rogger ha messo in dubbio la storicità del martirio, giudicandolo non provato. Il tragitto è suddiviso in cinque tappe per un totale quasi di 100 chilometri di trekking storico-naturalistico. In questo numero presenteremo le prime due tappe. PRIMA TAPPA: Vela - Margone. Partendo da Vela per il sentiero n. 627 si raggiunge il Soprassasso (m. 840), i Laghi di Lamar (m.740), Covelo, Ciago e il Maso Rualt sul Monte Gazza a metri 930 s.l.m. Proseguendo si raggiunge il paese di Margone. La tappa è piuttosto impegnativa sia in termini di durata (7/8 ore) che di dislivello. Per tale motivo è possibile partire da Monte Terlago o da Ciago impegnando rispettivamente circa 4 o 3 ore. SECONDA TAPPA: Margone - Stenico Da Margone si parte per Ranzo. In questa tappa, al Sentiero di San Vili valico tra la Valle dei Laghi e le Giudicarie, si


in gita con la famiglia

incontra la suggestiva chiesetta dedicata a San Vigilio dal cui pulpito, secondo tradizione, predicò il santo. Si costeggia la montagna sopra le gole del Sarca, fino a Deggia dove si trova il Santuario Mariano e la targa a Virgilio Viator. Poi si sale a S. Lorenzo in Banale, Tavodo e Stenico. Tempi di percorrenza previsto circa 5/6 ore. Prima tappa Vela laghi Lamar In alternativa Ranzo può essere raggiunto anche partendo da Castel Toblino, lungo la Valle del Rio Ranzo per comoda strada sterrata. Le rimanenti tappe, alla prossima uscita!!

Figli tutti uguali

na donna arrivò disperata dal suo ginecologo e U disse: "Dottore, lei mi deve aiutare, ho un problema molto, ma molto serio... mio figlio non ha ancora

compiuto un anno ed io sono di nuovo incinta, non voglio altri figli in un così corto spazio di tempo, ma con qualche anno di differenza...". Allora il medico domandò: "Bene, allora lei cosa desidera che io faccia?". La signora rispose: "Voglio interrompere questa gravidanza e conto sul suo aiuto". Il medico allora iniziò a pensare e dopo un lungo silenzio disse: "Per risolvere il suo problema penso di aver trovato il metodo meno pericoloso per lei". La signora sorrise pensando che il medico avesse accettato la sua richiesta. Il dottore continuò: "Allora cara signora, per risolvere il suo problema e non stare con due neonati in un così breve spazio di tempo, uccidiamo questo che è fra le sue braccia, cosi lei potrà riposare per nove mesi finché avrà l'altro. Se dobbiamo uccidere, non fa differenza fra questo o quell'altro, anche perché sacrificare questo che lei ha tra le sue braccia è molto più facile, perché non ci saranno rischi per lei". La donna rimase molto più che disperata e disse: "No dottore, uccidere un bambino è crimine!". Il dottore rispose: "Anch'io la penso come lei, ma lei era tanto convinta che ho pensato di aiutarla". Dopo alcune considerazioni, il dottore capì che la sua lezione aveva fatto il suo effetto, e riuscì a far capire alla madre che non c'era la minima differenza fra il figlio tenuto in braccio e quello dentro nel suo ventre. Sorrise e disse: "Ci vediamo fra una settimana per la prima ecografia e per sentire il cuoricino del fratellino". 31


i matrimoni nelle nostre parrocchie

Foto Fulvio Pettinato

Mosna Nicola e Zanzotti Marika a Garniga Terme 02/09/2012

Foto Daniele Mosna

Colangelo Antonio e Denisi Martina ad Aldeno 15/09/2012

Pallaver Matteo e Mazzurana Elena a Garniga Terme 28/07/2012

Bonvecchio Mauro e Cont Gloria ad Aldeno 08/09/2012

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Leonardo Crociata e Angela di Bartolo a Castellamare del Golfo (TP) 05/09/2012

Maurina Daniele e Piffer Elisa a Garniga Terme 08/09/2012


La Santa Messa in localitĂ  S. Anna il 26 luglio ha visto una folta partecipazione

Pellegrinaggio al Cristo Pensante sul Castellazzo il 16 settembre

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l’intervista tripla

Domande a tre neo-pensionati

Beppino

Sandro

Aldeno

Cimone Nome

Garniga Terme

Sandro

Beppino

Bisesti

Larentis

64

57

La moglie Cesarina e i figli Paolo e Daniele.

Celibe.

1 giugno 2012.

Aprile 2012.

1 agosto 2012.

Operatore di Borsa.

Il metalmeccanico alla Whirlpool.

Muratore con la ditta Larcher, ma prima anche fabbrica, forestale e un periodo breve da tuttofare al Baffetti.

Spero lungo, e impiegato in tutte le attività dove c'è bisogno di un mano.

Impegno, professionalità e crescere nella maturità. 34

Marco

Cognome Età

Famiglia

In pensione da

Cosa faceva di lavoro

Come vede il suo futuro Molto roseo perché sono profondamente credente e la fede mi aiuta anche nelle difficoltà.

Cosa consiglia ai giovani Di avere una gran calma e forza di volontà per

Marco Zanlucchi 56 La moglie Carmen e la figlia Ketti.

Lo vedo bene occupato nelle attività che più mi piacciono: caccia, funghi, qualche lavoretto saltuario. Visto che la salute me lo permette me la godo. Per loro la vedo dura. Non hanno più un lavoro fisso per cui fin quando


l’intervista tripla Marco da piccolino, in piazza al Zobio nel 1958

Beppino Junior

Mi sono iscritto al corso di teologia del sabato in Seminario e poi qualsiasi forma di impegno per gli altri è buona.

Tornare a Gerusalemme.

Leggo molto, "trappolo in internet" e rompo le scatole alla moglie.

Ultimo film visto al The Passion di Mel Gibson. "La chiave di Sara" di Tatiana de Rosnay. (molto bello) Non ne ho.

intraprendere un lavoro e saperselo conquistare giorno dopo giorno con la speranza di continuare.

avranno i soldi dei genitori stanno comodi, avviarsi da soli è dura oggi.

Come un uomo libero e indipendente. Aiuto le persone che me lo chiedono, che hanno bisogno, seguendo e vivendo la mia fede nel quotidiano.

Mi dedico a cose che mi piacciono.

Come spende il tempo adesso

Il viaggio che vorrebbe fare Vorrei andare a Medjugorje e in Bolivia da Fra Marco Larentis.

Hobbies

Sto bene a Garniga, non vado neanche al mare con la moglie.

Gioco a carte (adesso un po' meno di una volta) e in primavera ricomincio ad andare in bici (se Graziano mi da una bici delle sue).

Pesca, funghi, caccia, sciare (anche se ora vado poco), comunque hobbies di movimento..

E’ stato negli anni 80 e non ricordo assolutamente che film era.

Il "dottor Zivago" quindi immagina quanto tempo è….

Pierina la veggente di Montichiari.

"Il peso della farfalla" di Erri de Luca.

Non mi interessa sono tutti bravi.

Mi piacciono i film di mafia.

Ultimo film visto al cinema

Ultimo libro letto

Attore o attrice preferita

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l’intervista tripla

Ce ne sono diversi: il matrimonio e la nascita dei figli in prima linea. La morte di Carlo (un amico intimo di Modena) e quella dello zio Livio.

Il giorno più bello della vita? 17.12.2011: ultimo giorno di lavoro effettivo poi sono entrato in mobilità.

La nascita di mia figlia Ketti.

8.12.1981: ho avuto un terribile incidente in macchina.

La morte di mia mamma (io ero giovane e anche lei).

... e il più brutto?

Sandro da bambino Marco con la moglie, la figlia e il genero nel giorno del loro matrimonio

Padre Luciano Tavilla che è stato il mio educatore negli anni di seminario presso i padri Dehoniani.

La persona a cui deve di più Mia sorella Agostina insieme, naturalmente, a mio cognato.

Mia moglie Carmen

Quale contributo può dare un pensionato ai nostri paesi

Mettersi in gioco per gli altri. Essere disponibile e uscire dal proprio guscio.

Potrei impegnarmi nel sociale e nel volontariato, ma a Cimone purtroppo non è sempre facile.

Io sono piuttosto un solitario e, a parte l'associazione cacciatori, non faccio altro. Non sono portato per la politica.

Quali sono le urgenze dei nostri paesi?

Per i giovani una palestra e per gli anziani una casa di riposo aperta non solo come luogo di lunga degenza ma anche come luogo di incontro. 36

La più grande sarebbe risolvere le problematiche tra le persone.

Per Garniga sicuramente la strada.


Quale è il suo rapporto con la fede 1000x 1000 con Dio. O tutto o niente, non ci sono mezze vie e io, adesso, gli do tutto.

Vado a messa due volte all'anno.

Essendo solo avrei piacere di trovare una donna che mi stia vicino nel futuro e mi faccia compagnia.

L'importante è star bene, per il resto non c'è nulla di particolare.

Andate avanti sempre per la vostra strada pensando ogni giorno di piĂš agli altri piuttosto che a se stessi. E poi avrei un sogno che tutti gli abitanti di Cimone si dessero la mano almeno una volta all'anno e che le nuove generazioni riuscissero a voltar pagina sugli errori dei genitori.

La vita bisogna prenderla dal verso giusto, altrimenti pensi di avere il mondo e non hai niente. Per essere felici bastano i soldi necessari per vivere e accontentarsi di quel che si possiede, altrimenti continui a correre e basta.

Una cosa che non ha mai fatto e vorrebbe fare, magari anche un sogno

Il sogno sarebbe vedere la Terra dallo spazio.

Leggete tanto e attentamente, informatevi molto e parlate apertamente sempre. I problemi vanno affrontati, dipanati nel rispetto delle idee di tutti.

Un consiglio per chi legge

Luca nipote di Marco

l’intervista tripla

Convinto e profondo.

Sandro con Cesarina in una escursione in montagna

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A proposito di….onestà!

a cura della redazione

l’approfondimento

“Riconosci ciò che è essenzialmente conveniente. Non cercare fuori la verità, ritorna in te stesso. Nell’interiorità dell’uomo abita la verità! S. Agostino (da il calendario Insegnaci la sapienza del cuore)

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C’era un paese che si reggeva sull’illecito. Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perché quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si è più capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cioè chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti. […]. Nel finanziarsi per via illecita, ogni centro di potere non era sfiorato da alcun senso di colpa, perché per la propria morale interna ciò che era fatto nell’interesse del gruppo era lecito; anzi, benemerito: in quanto ogni gruppo identificava il proprio potere col bene comune; l’illegalità formale quindi non escludeva una superiore legalità sostanziale. Vero è che in ogni transizione illecita a favore di entità collettive è usanza che una quota parte resti in mano di singoli individui, come equa ricompensa delle indispensabili prestazioni di procacciamento e mediazione: quindi l’illecito che per la morale interna del gruppo era lecito, portava con se una frangia di illecito anche per quella morale. […] Il paese aveva nello stesso tempo anche un dispendioso bilancio ufficiale alimentato dalle imposte su ogni attività lecita, e finanziava lecitamente tutti coloro che lecitamente o illecitamente riuscivano a farsi finanziare. Perché in quel paese nessuno era disposto non diciamo a fare bancarotta ma neppure a rimetterci di suo (e non si vede in nome di che cosa si sarebbe potuto pretendere che qualcuno ci rimettesse) la finanza pubblica serviva a integrare lecitamente in nome del bene comune i disavanzi delle attività che sempre in nome del bene comune s’erano distinte per via illecita. La riscossione delle tasse che in altre epoche e civiltà poteva ambire di far leva sul dovere civico, qui ritornava alla sua schietta sostanza d’atto di forza […] cui il contribuente sottostava per evitare guai maggiori pur provando anziché il sollievo della coscienza a posto la sensazione sgradevole d’una complicità passiva con la cattiva amministrazione della cosa pubblica e con il privilegio delle attività illecite, normalmente esentate da ogni imposta. Di tanto in tanto, quando meno ce lo si aspettava, un tribunale decideva d’applicare le leggi, provocando piccoli terremoti in qualche centro di potere e anche arresti di


l’approfondimento

persone che avevano avuto fino a allora le loro ragioni per considerarsi impunibili. In quei casi il sentimento dominante, anziché la soddisfazione per la rivincita della giustizia, era il sospetto che si trattasse d’un regolamento di conti d’un centro di potere contro un altro centro di potere.[…] Naturalmente una tale situazione era propizia anche per le associazioni a delinquere di tipo tradizionale che s’inserivano come un elemento d’imprevedibilità nella giostra dei miliardi, facendone deviare il flusso verso percorsi sotterranei, da cui prima o poi certo riemergevano in mille forme inaspettate di finanza lecita o illecita.[…] Così tutte le forme d’illecito, da quelle più sornione a quelle più feroci si saldavano in un sistema che aveva una sua stabilità e compattezza e coerenza e nel quale moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto. Avrebbero potuto dunque dirsi unanimemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti. Erano costoro onesti non per qualche speciale ragione (non potevano richiamarsi a grandi principi, né patriottici né sociali né religiosi, che non avevano più corso), erano onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso. Insomma non potevano farci niente se erano così, se le cose che stavano loro a cuore non erano direttamente valutabili in denaro, se la loro testa funzionava sempre in base a quei vieti meccanismi che collegano il guadagno col lavoro, la stima al merito, la soddisfazione propria alla soddisfazione d’altre persone. In quel paese di gente che si sentiva sempre con la coscienza a posto loro erano i soli a farsi sempre degli scrupoli, a chiedersi ogni momento cosa avrebbero dovuto fare. Sapevano che fare la morale agli altri, indignarsi, predicare la virtù sono cose che trovano troppo facilmente l’approvazione di tutti, in buona o in malafede. Il potere non lo trovavano abbastanza interessante per sognarlo per sé (almeno quel potere che interessava agli altri). Dovevano rassegnarsi all’estinzione? No,la loro consolazione era pensare che così come in margine a tutte le società durante millenni s’era perpetuata una controsocietà di malandrini, di tagliaborse, di ladruncoli, di gabbamondo [..]così la controsocietà degli onesti forse sarebbe riuscita a persistere ancora per secoli, in margine al costume corrente, senza altra pretesa che di vivere la propria diversità, di sentirsi dissimile da tutto il resto, e a questo modo magari avrebbe finito per significare qualcosa d’essenziale per tutti, per essere immagine di qualcosa che le parole non sanno più dire, di qualcosa che non è stato ancora detto e ancora non sappiamo cos’è. Uscito su «La Repubblica» il 15 marzo 1980, col titolo «Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti», è un amaro resoconto di Italo Calvino, poi raccolto in Romanzi e racconti, I Meridiani, Arnoldo Mondadori Editore. Quanto mai attuale e contemporaneo risulta l’apologo sopraindicato scritto oltre trenta anni fa da Italo Calvino: e allora ci si domanda “come può diventare dominante il messaggio che l’onestà, nonostante tutto e tutti, è un valore e che il comportamento onesto e corretto paga sempre?”

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Cimone in festa

la sagra di Cimone

C'

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era una volta un paesino, un paesino tranquillo, dove tutti vivevano in armonia e in compagnia. Per questo si decise di creare una festa, dove il paese potesse esprimere la propria allegria anche alle altre persone. Questa festa si decise di farla in onore della Madonna e ancora oggi viene celebrata con il nome "La sagra della Madonna ". Quest' anno è stata celebrata nei giorni 8-9 settembre. Alla sagra tutti si possono divertire: si può mangiare tipico ed etnico sotto il tendone della Pro Loco e nella cucina dei "Come eravamo" o dolce nel banchetto di "Katia e Monica"; si può tentare la sorte estraendo un biglietto al vaso della fortuna o vincendo un premio alla lotteria con i biglietti comprati durante tutta l'estate. Si possono osservare i vecchi mestieri, come quelli che si facevano nel paese tanto tempo fa, quando è nata questa festa e poi gli oggetti si possono anche acquistare nelle botteghe create apposta per l' occasione.


la sagra di Cimone

I bambini si divertono con il pagliaccio Camelia, con la baby dance e il body painting con le animatrici. Anche gli adulti possono giocare e sfidarsi con la briscola e il gioco delle freccette. Infine lo spettacolo dei "ballerini e percussionisti dall'Africa" hanno fatto vivere emozioni di paesi sconosciuti. Alla festa come di consuetudine si è fatta la processione per le vie del paese con la statua della Madonna. Gli ospiti alla festa sono stati numerosi anche questa volta … e con questo il capitolo della fiaba si conclude, ma si spera che il prossimo anno si possa scrivere un altro paragrafo nel librone del paese … per cui la fiaba non si conclude con la parola fine, ma….

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a cura della redazione

la Sacra Scrittura

Chi era costei? La casta Susanna

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L’episodio di Susanna rappresenta una aggiunta del testo del libro di Daniele. Il racconto è considerato canonico dalla Chiesa Cattolica ed Ortodossa, mentre per le chiese protestanti rappresenta un aggiunta apocrifa. In greco «sousana», dall’ebraico «Susan», significa «giglio». A Babilonia viveva un uomo chiamato Joakim, un onesto ebreo che, pur essendo in terra straniera, era riuscito a farsi una buona posizione; anzi era diventato molto ricco, sicché possedeva fra l’altro una grande casa con giardino, tanto che parecchi giudei si radunavano da lui perché era molto Artemisia Gentileschi - Su- stimato. Egli sposò una donna di nome Susanna, donna di sanna e i due vecchioni rara bellezza, molto fedele allo sposo, così come al Signore. I suoi genitori erano giusti e avevano educato la loro figlia secondo la legge di Mosè. La storia di Susanna avviene l’anno in cui erano stati eletti giudici del popolo due anziani. Ella aveva l’abitudine di fare una passeggiata in giardino, dopo il pranzo, quando tutti gli ospiti si accomiatavano. Vedendo spesso la bella Susanna passeggiare in giardino, i due anziani furono presi da «insana passione». E un giorno, aspettarono che Susanna uscisse all’aperto per sorprenderla; approfittando di vederla sola, persero completamente la testa, si nascosero in un cespuglio e quando le ancelle si assentarono perché la padrona, Modello di purezza, la tradizione che desiderava fare un bagno, ne ha fatto un esempio di sensualità. aveva bisogno del solito unguento Il racconto sottolinea la bellezza di Susanna ed e dei profumi, sbucarono fuori dal enfatizza la sua sensualità. Sottolinea, per esemnascondiglio, chiusero le porte del pio, il bagno nell' ora più calda del giorno, indulgiardino, sorpresero Susanna e, ge sulle grida della donna quando i due anziani senza il minimo pudore, le dissefanno le loro richieste e così di seguito… l'icoro: «Ecco, le porte del giardino nografia sfrutta questi dettagli per mettere in ormai sono chiuse, nessuno ci evidenza la sopraffazione della vecchiaia sulla vede: unisciti a noi. Se rifiuti ti giovinezza, resa evidente anche dall'arte pittoriaccuseremo di adulterio. Diremo ca che è solita immortalare la casta Susanna che abbiamo visto un giovane e nuda durante il bagno, sotto lo sguardo pieno di per questo hai mandato via le voglia dei due vecchioni, come nel dipinto di ancelle». Susanna implorò e pianArtemisia Gentileschi qui riprodotto. se, ma disse: «Vedo di essere Invero gli anziani del racconto, che soprattutto senza scampo, però preferisco la tradizione pittorica raffigurerà come dei veccadere nelle vostre mani, innocenchi, non vanno intesi come dei libidinosi avanti te, piuttosto che peccare davanti a negli anni, ma piuttosto dei notabili che sedevaDio». no nelle assemblee, autorevoli e ascoltati. I due sfacciati accusavano con Insomma "anziani" in tal senso, vere guide delle giuramento l’onesta donna, e in comunità ebraiche esiliate. qualità di giudici il popolo ra-


dunato nella casa di Joakim prestò loro fede. Susanna fu condannata a morte. Ma alzati gli occhi al cielo, fiduciosa nel Signore, esclamò: «Dio eterno e giusto, che conosci i segreti del cuore, tu sai che questi due hanno deposto il falso contro di me. Tu sai che io muoio innocente!». Mentre si conduceva Susanna alla lapidazione, entra il giovane Daniele il quale, ispirato da Dio, si mette a gridare: «Io sono inno- Lorenzo Lotto, Susanna e i due cente del sangue di lei! Siete stolti, o Israeliti? Non capi- vecchioni, olio su tavola, 1517 Firenze,Galleria degli Uffizi te che essi hanno deposto il falso contro di lei» Lo spirito di Dio era entrato in Daniele: pretese che si ritornasse in assemblea per interrogare i due bugiardi. Li fece separare e davanti a tutti interrogò il primo: «Se tu hai visto questa donna commettere adulterio, dimmi, sotto quale albero l’hai sorpresa?». Il primo vecchio rispose: «Sotto un’acacia!». E Daniele: «La tua menzogna ricadrà sulla tua testa. L’angelo ha ricevuto la Il vero volto di Susanna: sentenza: ti spaccherà in due». un giglio dentro la leggenda. Fece poi chiamare il secondo falLa storia di Susanna è un apologo morale e so testimone - «E tu, dì sotto popolare, detto midrash. quale albero l’hai sorpresa a pecIl nome di Susanna (la Sousánna greca dei care!» - domandò. La risposta fu: Settanta) ha già il destino nella sua radice: deri«Sotto un pruno». E Daniele: verebbe dall' ebraico shûshan, che significa «Anche la tua menzogna ti ricagiglio, vale a dire il simbolo della purezza. drà sulla testa! Ecco l’angelo del Questa donna ha scelto la condanna (provvisoSignore che ti aspetta con la sparia) degli uomini tenendo fede a Dio. È un' innoda in mano...». Tutto il popolo cente vittima della burocrazia, alla quale il popopresente proruppe in grida di lo crede; ma la voce del giovane profeta Daniele meraviglia e di gioia, benedicendo risolve il caso. Tale racconto edificante voleva Dio che libera e salva coloro che insegnare ai perseguitati a non temere la calunsperano in Lui. Mentre i due vecnia e i processi ingiusti, a fidarci del Signore, chi smascherati, nella vergogna che la verità viene sempre a galla e che i maldiconfessarono di aver giurato il centi non hanno sempre vita facile, come errofalso e furono, viceversa, a essere neamente siamo tentati di pensare; il Signore quel giorno lapidati. Da quel giorinfatti che tutto guarda e tutto conosce, trova il no in poi Daniele diventò grande modo per ricompensare i suoi figli. davanti al popolo.

Daniele - Dio giudica. L'inviato del Signore, a cui spetta trasmettere la parabola secondo cui la ricompensa e l'aiuto di Dio non possono che arridere al giusto. Daniele inoltre si qualifica come scopritore di imposture, come monito pergiovani e vecchi, persone colte e individui semplici che sono 'catturati' dalla tentazione e della sua forza, che li travolge come un turbine e a cui non possono resistere.

la Sacra Scrittura 43


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campeggni 2012


campeggi 2012

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i defunti delle nostre parrocchie

Defranceschi Gioachino di anni 83 Cimone  20/07/2012

Bridi Sandra ved. Beozzo di anni 82 Aldeno  02/08/2012

Mosna Camillo di anni 90 Aldeno  06/08/2012

Beozzo Angelo di anni 84 Aldeno  09/08/2012

Bisesti Ledda in Baldo di anni 74 Aldeno  11/09/2012

Piffer Armando di anni 67 Cimone  11/05/2012

Ruzz Ezio di anni 87 Aldeno  13/09/2012

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Caro papà, te ne sei andato in una tiepida serata di settembre, in punta di piedi per non disturbare. Hai avuto appena il tempo di ritornare nella tua casa e assaporare il calore della tua famiglia. Ci hai lasciati increduli, ma sereni, con un grande bagaglio umano. Possano esserci di esempio il tuo altruismo, la forza di guardare avanti sempre nonostante tutto, la tua voglia di sognare ancora. Il tuo ricordo e il tuo sorriso resteranno sempre con noi e con le persone che ti hanno voluto bene. Grazie papà


Masera Giuseppe di anni 91 Aldeno  16/09/2012

Bernardi Gina ved. Rossi di anni 99  08/09/2012

Gino Sforzellini di anni 77 Aldeno  10/10/2012

i defunti delle nostre parrocchie

I DEFUNTI DA FUORI PAESE Baldo Clara ved. Borgognoni di anni 88 Milano  settembre/2012

La vita si dilegua a fede mi fa sentire la vicinanza dei miei cari L defunti, come si sente nel silenzio il battito del cuore di un amico che veglia su di noi. La persuasio-

ne che presto mi incontrerò con i loro sguardi mi incoraggia a vivere in modo da non dover arrossire dinanzi a loro e non mi rincresce più lasciar questo mondo. O fede! Come consoli l’anima in questi giorni in cui tutto è mestizia e dolore! Ogni foglia che cade mi avverte che la vita si dilegua: ogni rondine che emigra mi ricorda i miei cari che lasciarono la terra per l’eternità e mentre la natura non mi parla che di dolore, la fede non mi parla che di speranza. don Luigi Orione

Una lacrima per i defunti evapora, un fiore sulla tomba appassisce, una preghiera, invece, arriva fino al cuore dell’Altissimo. Sant’Agostino 47


gli orari

ORARI MESSE DELLA SANTA NOTTE DI NATALE

Ore 21.00: Aldeno Ore 22.30: Cimone Ore 24.00: Garniga Terme

ORARIO INVERNALE SANTE MESSE GIORNI FERIALI

FESTIVO

Aldeno

ore 08.00 ore 10.30 ore 20.00

Cimone

ore 09.30

Garniga T.

ore 10.30

Aldeno: lunedì mercoledì venerdì Cimone: giovedì Garniga T.: martedì

ore 17.30 ore 17.30 ore 08.00 ore 18.00 ore 18.00

1° venerdì di ogni mese a Garniga Vecchia alle ore 18.00

FESTA DEL RINGRAZIAMENTO Anche quest’anno domenica 11 novembre si terrà la Festa del Ringraziamento. L’appuntamento è alle ore 9,30 a Cimone e alle 10,30 ad Aldeno e Garniga Terme. Sarà anche l’occasione per la benedizione dei mezzi agricoli nelle piazze e la raccolta viveri per i bisognosi. 48


Bollettino Autunno 2012