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Mensile gratuito di attualitĂ , informazione e curiositĂ  - Anno VII - Dicembre 2011 n.4 - N 57


Realizzato con il contributo di: Fondi L. 266/91 CdS Treviso


E ora? Quando si va a scuola o all’università, il futuro, il dopo, è un’immagine sfocata: sono importanti solo le priorità del presente, come il compito in classe, l’interrogazione, l’esame. Tuttavia, una volta terminato il proprio percorso di studi, non sempre tale immagine si fa nitida. Il naturale passaggio scuola-lavoro non racconta nel dettaglio cosa accade appena diplomati o laureati e non racconta dei giorni successivi alla baldoria, dove la quotidianità priva di quelle abitudini consolidate da anni di vita da studente si insinua con la domanda “E ora?”, gettando inquietudine e spavento. A ciò si aggiunge poi la paura di affrontare colloqui di lavoro, la paura di non superare i traguardi sperati, la paura di non essere più giudicati durante precise sessioni d’esame. È il mare aperto che d’improvviso travolge i neolaureati e neodiplomati e in questo la crisi e la precarietà del mondo del lavoro si rivelano tsunami imprevisti ma sempre più frequenti. Nel numero di Jabadabadoo che state per leggere però, abbiamo deciso di essere “ottimisti” e raccontarvi soprattutto le storie di quei giovani che in qualche modo hanno deciso di superare lo scoramento dettato dalla crisi e trovare un’occupazione; un modo per ricostruire il proprio futuro e renderlo il più chiaro possibile. Silvia Albrizio

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La crisi è un meccanismo

© Photos Hunter Freeman

DI FEDERICO TONUS

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DUE MILIONI DI DISOCCUPATI FORMALI. MOLTI DI PIÙ CONSIDERANDO GLI INATTIVI. TASSO DI OCCUPAZIONE SOTTO IL 57% CIOÈ DIECI PUNTI PIÙ BASSO DI QUELLO MEDIO EUROPEO E DISOCCUPAZIONE GIOVANILE ALTISSIMA. 500.000 POSTI DI LAVORO MANCANTI ALL’APPELLO RISPETTO AL 2008. NELLO SPECIFICO: UN GIOVANE TREVIGIANO SU CINQUE È DISOCCUPATO. IL 92% DI QUELLI CHE HANNO TRA I 18 E I 29 ANNI È PRECARIO E IL 20% DEI RAGAZZI TRA 15 E 24 ANNI CHE CERCA LAVORO NON LO TROVA1.

Ed è così anche nel capitale azionario della Banca Centrale Europea, dove partecipano a loro volta le banche centrali dei vari paesi. Il motivo della crisi potrebbe allora essere semplicemente la speculazione privata, che trova margine d’azione negli istituti di credito e controllo nazionali. Ad ogni modo, voluta oppure no, sul meccanismo della crisi di può azzardare una previsione. Quando a ciclo di crisi terminato, come un pianeta saremo tornati alla posizione di partenza, dovremo pensare ancora una volta e forse definitivamente a qualcosa per rinnovare i modi coi quali si distribuiscono le ricchezze e si implementano i controlli. E da lì si ricomincerà. Allo stato attuale ci si consola leggendo che stiamo sempre meglio della Colombia dove un’economia in crisi strutturale registra un numero dei disoccupati che sfiora i 10 milioni.

Questo il quadro in accordo con i dati provvisori ISTAT. Da una parte la crisi è nelle nostre teste, dall’altra proprio no: è reale. Esiste, ha consistenza statistica ed è alimentata da una pressione estera operata da banche e mercati, una sorta di fiato sul collo italiano. Poco efficaci le strategie politiche che cercano di impedire la crescente sfiducia nei confronti dell’Italia, asserendo di non percepire la crisi (Berlusconi nella sua ultima dichiarazione di questo tipo al G20 svoltosi a Cannes il 5 novembre) e cercando di lenire il malcontento offrendo brioches. La crisi è un meccanismo che gli uomini sono soliti infiocchettare di parole e diversificare di nuovi elementi di secolo in secolo. Per esempio oggi un segnale forte lo dà la precarietà nel sistema di assunzioni, con un’indeterminata quantità di contratti a tempo determinato. La natura delle crisi però ha sempre un tratto comune: la crisi è ciclica. Se questo è voluto oppure no non lo sappiamo; però sappiamo che la Banca d’Italia è un istituto controllato dai privati, in quanto essi vi partecipano con quote maggioritarie rispetto a quella minoritaria del Tesoro.

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Fonti: Istat, Confartigianato, Cisl Veneto


Iniziare a farsi strada:

le mille tipologie di lavoro precario DI CLAUDIA BACCICHET

TIPOLOGIA CONTRATTO DURATA

PER CHI

TEMPO DETERMINATO

< 3 anni

Nessun requisito di età

APPRENDISTATO

1) < 3 anni

1) Espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione 15-18 anni

2) 2-6 anni

2) Professionalizzante 18-29 anni

3) Definita dalle Regioni

3) Acquisizione di un diploma/percorso di alta formazione 18-29 anni

INSERIMENTO LAVORATIVO

9-18 mesi

18-29 anni

A CHIAMATA

Tempo determinato o indeterminato

< 25 anni

LAVORO ACCESSORIO

< 30 giorni all’anno con limite economico di 5.000 euro netti.

Studenti < 25 anni Pensionati Altre tipologie (casalinghe, cittadini stranieri..)

A PROGETTO

Dipende dal progetto. Si può indicare una data precisa o eventualmente un evento/ elemento che ne identifichi la fine.

Nessun requisito di età

STAGE

Studenti di scuole superiori: 4 mesi Allievi di corsi di formazione, attività formative post diploma o post lauream: 6 mesi Studenti universitari: fino a 12 mesi

15-25 anni (29 per i laureati)

Categorie svantaggiate (disoccupati di lunga durata, lavoratori over 50, donne in regioni a bassa occupazione femminile ecc…)

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COS’È

INFO

Contratto stipulato quando per motivi tecnici, produttivi o organizzativi è necessaria una risorsa per un tempo limitato (es: aumenti di produzione stagionali, sostituzioni per gravidanza…).

Un secondo contratto a termine stipulato a 10/20 giorni dopo il primo diventa a tempo indeterminato.

Addestramento perché il lavoratore acquisisca la competenze necessarie.

No compenso a cottimo

Dopo 6 mesi in azienda diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato. Diritto a malattia, ferie, gratifica natalizia, tredicesima, trattamento di fine rapporto ecc

Possibilità per il datore di lavoro di recedere liberamente al termine Ore dedicate alla formazione e presenza di un tutor aziendale. Diritto a tredicesima, ferie, malattia, maternità

Adattamento delle competenze del lavoratore al contesto tramite un progetto individuale.

L’ente che lo stipula deve mantenere in servizio il 60% dei lavoratori inseriti con questo contratto, pena la possibilità di farne di nuovi.

Accesso al mondo del lavoro per chi è alla prima esperienza o reinserimento per chi l’ha perso. Il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro qualora questo ne abbia bisogno, ideale per impieghi del finesettimana, durante i periodi di festività o vacanze estive. .

Si può concordare un obbligo di disponibilità = il lavoratore non può rispondere negativamente alla “chiamata” del datore. Entrambe le parti possono liberamente recedere dal contratto. La paga è a ore, niente contributi, ferie, ecc…

Regolamentazione dei rapporti di lavoro saltuari tutelando il lavoratore. Si applica a settore agricolo, imprese familiari, settore domestico, giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, manifestazioni, insegnamento privato ed altro…

Il pagamento avviene, senza bisogno di un contratto, attraverso i cosiddetti voucher (buoni lavoro acquistabili dal datore) comprendenti oltre alla prestazione anche copertura INAIL e contributi all’INPS. 10 euro all’ora di cui 7,5 netti per il lavoratore.

Realizzazione di un progetto o programma di lavoro, sostituisce il precedente co.co.co (esclusi alcuni casi in cui è ancora utilizzato come ad es i rapporti con le pubbliche amministrazioni)

Il committente stabilisce gli obbiettivi, si fissa il corrispettivo erogato e il collaboratore gestisce in autonomia il proprio lavoro per raggiungere il risultato preposto.

Per i più giovani un momento formativo in cui studio e lavoro si alternano, per chi ha terminato gli studi il primo contatto col mondo del lavoro, nonché occasione per orientarsi nella scelta di una professione.

Non è proprio un rapporto di lavoro, il datore non è tenuto a dare un compenso né lo stagista obbligato a una vera prestazione lavorativa, ma ovviamente ne va dell’impressione sul titolare.

Niente ferie, malattia o maternità, in tal caso il contratto si considera sospeso.

Le attività svolte valgono come crediti formativi e all’interno dell’azienda è individuato un responsabile punto di riferimento.

Una volta o eri in prova o eri assunto. Adesso, qualunque strada tu scelga di intraprendere, ti si profila davanti una miriade di forme contrattuali più o meno atipiche. Trovate qui di seguito uno schema per iniziare a capirne di più. Questa giungla di possibilità probabilmente spaventa anche i più caparbi ma sapersi un minimo orientare è indispensabile per non restarne intrappolati e conquistare infine l’agognato posto di lavoro. In bocca al lupo! Alcuni link utili: http://www.agenzialavoro.tn.it/lavoratori/norme/contratti http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=68200 http://it.wikipedia.org/wiki/Contratto_di_lavoro http://www.cliclavoro.gov.it/informarmi/cittadino/Pagine/default.aspx


Brevi storie di neolaureati per chi cerca motivazione DI LUCKY DALENA “PER I GIOVANI NON C’È FUTURO” È IL CLICHÉ CHE SI SENTE OGNI GIORNO. L’OPINIONE DIFFUSA CHE LO STUDIO SIA INUTILE NON AIUTA DI CERTO A MOTIVARE I GIOVANI CHE CERCANO IL LORO PRIMO IMPIEGO, SAREBBE PIÙ UTILE PARLARE DI CHI INVECE UN LAVORO L’HA TROVATO E PER ORA SI RITIENE SODDISFATTO.

pegno e un pizzico d’intraprendenza: i tirocini e la tesi hanno permesso a Giorgio di venire a contatto con grandi aziende del settore energetico, mentre Andrea ha inviato il suo curriculum a varie aziende finché non è stato chiamato. Inoltre ha trovato molto utile il Career Day della sua università, snobbato di solito dagli studenti, che gli ha permesso un primo impatto con le aziende. E poi ci sono le “c.d.”, ovvero le competenze trasversali: parlare inglese, saper usare il computer, essere disposti a fare dei sacrifici, capacità che non mancano ai nostri protagonisti, perché si sono impegnati anche a livello extrascolastico, per acquisire le competenze che l’Università non può dare. La laurea, quindi, è necessaria ma non sufficiente: a volte, un 110 e lode vale meno di un 100 con una serie di competenze trasversali ad accompagnarla. 

Giorgio e Andrea, due giovani di Conegliano e Vittorio, sono un esempio. Giorgio, laureato in Ingegneria Energetica e Nucleare, al momento è Supervisore Tecnico in un’azienda del campo energetico alternativo. Lavora lì da poco, è il suo secondo impiego, ma arriva da un’azienda dello stesso settore. Andrea, invece, è laureato da pochi mesi in Commercio Estero. Ora, da nove mesi, è manager in una ditta che commercia tabacco grezzo. Ha un contratto per quattro anni e svolge un lavoro molto stimolante, che gli permette di viaggiare molto. “Il mondo del tabacco è davvero interessante - mi dice - e ora prenderei aerei di continuo, commerciare con mezzo mondo è esattamente quello che cercavo”. Come hanno fatto a trovare lavoro? Bastano l’im8


Adriano, alla ricerca di lavoro

a Londra  DI NICOLÒ DAL BO

quelli che parlano più forte. Non hanno l’aplomb inglese, ma nella ristorazione sono i più bravi, sia a livello pratico che di presentazione, e fanno carriera facilmente: se uno è bravo, passa da lavapiatti a cameriere in meno di un mese. “Qui sono tutti in gamba”, mi dice, “più dei vittoriosi che conosco: i ragazzini prendono la metro da soli già a dieci-dodici anni”. Vive a Stratford, in zona 3, quasi la più lontana dal centro, ma è una zona molto tranquilla e gli piace molto, si trovano i negozietti arabi e indiani aperti 24 ore su 24, e si trova anche lo Starbucks, un must per noi italiani in astinenza da un buon espresso. Insomma, l’ambiente londinese piace molto ad Adriano. Il problema, però, resta quello: l’inglese, la competenza principale richiesta ai colloqui di lavoro. E senza lavoro, si sa, non si va avanti, e quindi Adriano dovrà rinunciare a questa splendida città e tornare presto a casa. 

Adriano, 21 anni, un giorno ha deciso di partire per Londra. “Sono qui per imparare da zero”, dice. Non ha grandi pretese, perché sa di non sapere bene l’inglese. Lo ha capito parlando con i suoi nuovi coinquilini svedesi conosciuti lì, appena arrivato: loro lo sanno meglio di noi italiani. Certo, magari ci sono italiani che lo sanno bene perché hanno frequentato corsi privati, ma il livello d’insegnamento delle lingue alle superiori, conviene Adriano, è troppo basso, e frena la mobilità dei giovani che vogliono provare esperienze diverse nel mondo. La prova è nel risultato: i suoi amici svedesi hanno trovato subito un lavoro in un bar, lui e altri due amici italiani stanno continuando a cercare. Inglese a parte, non ci sono forti differenze culturali, è tutta questione di attitudini e intraprendenza, cosa che per fortuna a noi italiani non manca. Londra è piena di nostri connazionali, si riconoscono perché insieme agli altri mediterranei sono

Consigli pratici per i primi giorni a Londra - Cercare un ostello per la prima settimana, nel frattempo si cerca casa e si conosce Londra. - Richiedere un NIN (National Insurance Number), necessario per registrare i contributi e avere gli stessi diritti di un cittadino britannico. È richiesto dai datori di lavoro e richiede 2-3 settimane per essere ottenuto. - Preparare un centinaio di curriculum vitae. - Perfezionare una presentazione per i colloqui di lavoro.

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Missione lavoro? No, lavoro in missione! A CURA DI CLAUDIA BACCICHET

ELENA ROSSI, GIOVANE VITTORIESE DI 24 ANNI, È UN BELL’ESEMPIO DI CHI HA UNA GRAN VOGLIA DI DARSI DA FARE. DI FRONTE ALLA SITUAZIONE ECONOMICA POCO INCORAGGIANTE DEL BEL PAESE, CHE POCO HA DA OFFRIRE AI NEOLAUREATI, ELENA HA SCELTO DI GUARDARE ALTROVE E PARTIRE PER RENDERSI UTILE, CON LE SUE COMPETENZE E IL SUO ENTUSIASMO.

In che cosa ti sei laureata? Maturità scientifica e poi Laurea in Ostetricia presso l’Università degli studi di Udine. Un corso di laurea professionalizzante ma è comunque difficile trovare lavoro, perché? Perchè è anche molto restrittivo. Potendo operare solo nel reparto di ostetricia e ginecologia, nel nido (non ovunque) e in distretto, se non si rendono disponibili posti, non abbiamo vita semplice. Inoltre talvolta anche se in ospedale si libe-

ra una posizione non possono essere aperti bandi per coprirla. Avevi considerato l’idea di lavorare all’estero? Perché partire per fare la volontaria? Sì e tutt’ora sto prendendo in considerazione un bando per ostetriche in Inghilterra ma fin dal primo anno di università avevo voglia di far qualcosa per chi è meno fortunato di me. Attraverso un giro di conoscenze ho in10


contrato la madre superiora che mi ha dato questa opportunità così ho fatto subito i documenti e sono partita. A spingermi era un profondo desiderio di scoprire altre realtà, risistemare la scala dei valori e capire come persone che non hanno niente possano comunque essere felici. Potresti spiegare in breve di che cosa si trattava? Ho passato tre mesi a Kobbo (Nord dell’Etiopia) in una missione gestita dalle Suore Orsoline comprendente una clinica, un asilo e un orfanotrofio. Io lavoravo nella clinica dove sono attivi il pronto soccorso, un ambulatorio di diagnosi, un laboratorio di analisi, una sala raggi, una sala ecografie e la sala parto. Mi occupavo dei parti quando c’erano o altrimenti facevo l’infermiera e l’ecografa. È stata un’esperienza molto formativa sia

dal punto di vista professionale che personale. Lavoravo con sister Tihesh, un’infermiera con grande esperienza ben oltre le mansioni richieste dal suo titolo e, non essendoci un ginecologo, facevamo praticamente tutto ad eccezione dei cesarei. Questa esperienza potrà aiutarti a trovare lavoro? O potrà trasformarsi in un’occupazione? Certamente ha aumentato le mie qualifiche e spero torni utile, anche se non so effettivamente in che modo. In questi tre mesi ho capito come si possa vivere bene anche in società povere di cose materiali ma ricche di ben altro, quindi la speranza di trovare lavoro in organizzazioni che si occupano di cooperazione internazionale non svanisce. Lì a Kobbo purtroppo non possono permettersi di assumere altro personale ma sono sempre ben accetti volontari! 11


Giovani e mondo del lavoro A CURA DI CHIARA PERIN È LUOGO COMUNE PENSARE CHE I GIOVANI E IL LAVORO SIANO DUE MONDI DIAMETRALMENTE OPPOSTI, NON SOLO PERCHÉ IN QUESTO SPECIFICO MOMENTO DI CRISI LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE TOCCA SOGLIE ALQUANTO PREOCCUPANTI, MA ANCHE PERCHÉ, MOLTO SPESSO, L’ATTEGGIAMENTO DEI GIOVANI VIENE CONSIDERATO SUPERFICIALE E DISINTERESSATO.  ECCO LE INTERVISTE DI QUATTRO RAGAZZE, ELENA, CHIARA, LAURA E MARGHERITA, CHE RACCONTANO LE LORO ESPERIENZE E IL LORO PUNTO DI VISTA SUL MONDO DEL LAVORO.

Elena, 21 anni Terzo anno di psicologia

Laura, 21 anni Terzo anno di biologia

Margherita, 20 anni Primo anno di fisioterapia

Lavori durante l’anno o durante l’estate?  Che tipo di lavoro svolgi e per quali motivi?  Elena: Durante l’estate faccio la cassiera in un supermercato dentro un campeggio, per guadagnare un po’ di soldi.  Margherita: Ho svolto dei periodi lavorativi in estate, per un mese, presso una scuola di wind surf. Mi piace l’ambiente e lo faccio per aiutare i proprietari che si ritrovano ad avere sempre meno personale col corso degli anni…una mano in più va sempre bene!  Nel caso tu non abbia già avuto esperienze lavorative, come mai hai fatto questa scelta?  Chiara: Avendo appena compiuto 15 anni non ho avuto modo di fare esperienza nel settore lavorativo, ad ogni modo ho inten-

Chiara, 15 anni Liceo scientifico

zione di cominciare già da questa prossima estate a cercare un lavoretto per cominciare ad entrare nella mentalità in vista di un domani non troppo lontano in cui potrò (si spera!) esercitare una professione.  Laura: La mia famiglia ha sempre potuto sostenermi a livello economico negli studi senza problemi e ha preferito che occupassi il mio tempo in questo senso.  Nel caso in cui non si trovi occupazione lavorativa nel proprio settore di studi ed esperienze, ritieni sia opportuno cercare qualche cosa di alternativo oppure aspettare che il proprio settore risulti meno saturo?  A questa domanda tutte e quattro concordano sul fatto che oggigiorno sia molto difficile trovare in breve tempo un posto di lavoro, a maggior ragione inerente al 12


Arriva a Vittorio l’antenna Eurodesk All’Informagiovani un punto informativo del network sulle politiche e sui programmi europei rivolti ai giovani

Dallo scorso mese di giugno è stata attivata a Vittorio Veneto un’Antenna Territoriale Eurodesk. L’Antenna, a titolarità Cooperativa “Insieme Si Può”, è operativa presso l’Informagiovani di Vittorio Veneto in Piazza del Popolo 16 (Condominio Quadrilatero) e arricchisce i servizi che il Comune di Vittorio Veneto mette a disposizione dei propri giovani. Eurodesk è la struttura europea per l’informazione sulle politiche giovanili e sui programmi europei rivolti alla gioventù. Fornisce informazioni sui programmi europei rivolti ai giovani nei settori della cultura, proprio indirizzo di studi o alla propria della formazione, del lavoro, della mobilità giovavocazione. È perciò indispensabile essere nile e del volontariato, con l’obiettivo di rendere versatili e pronti ad accettare compromessempre più accessibile l’utilizzo delle opportunità si anche in termini lavorativi, in attesa di di mobilità (studio, lavoro, volontariato, conoriuscire a completare il proprio progetto.  scenze, esperienze) offerte dai programmi stessi. La scelta della scuola superiore e dell’uLe Antenne Territoriali Eurodesk sono servizi di niversità è stata per te influenzata dalle informazione e orientamento per i giovani e gli possibilità di lavoro future che tale ofoperatori del mondo giovanile che, con il supferta formativa potrebbe darti?  porto del Punto Locale Eurodesk, diffondono e Elena, Laura e Margherita: No, la scelta promuovono tali opportunità realizzate da Unione (universitaria) che ho fatto è dipesa dalEuropea e Consiglio d’Europa.

la mia passione e dai miei interessi nei confronti della disciplina che ho deciso di intraprendere. Naturalmente, però, nella scelta sono stata anche influenzata dai possibili sbocchi che tale percorso avrebbe potrebbe darmi.  Chiara: Sicuramente sì, ho scelto un Liceo con la consapevolezza che avrei voluto proseguire gli studi con l’Università per attuare un percorso di studi completo. Purtroppo una laurea non basta più ad assicurarsi di arrivare a fine mese con qualcosa in tasca.  Alla luce di tutte queste considerazioni è dunque possibile sfatare un po’ di luoghi comuni. Certo, le prospettive di ognuna non sono ancora chiare e decise, ma da parte loro e di molti altri giovani c’è interesse, volontà e impegno nella costruzione del proprio futuro e la consapevolezza che il mondo del lavoro non è solo un universo distante e parallelo, ma una realtà vicina, se non già presente. 

“Vuoi svolgere un’esperienza professionale all’estero? Hai sentito parlare di Servizio Volontario Europeo ma non sai cosa sia? Ti sei sempre chiesto come fare un tirocinio in un’istituzione dell’Unione Europea? Fai parte di un gruppo che vorrebbe organizzare uno scambio con giovani di un altro paese?” Eurodesk può dare risposta a queste e a molte altre domande in tema di mobilità internazionale. Ciascun referente, presente in ogni punto della rete diffusa in 30 Paesi, è stato appositamente formato per veicolare gratuitamente informazioni aggiornate, attendibili e facilmente comprensibili ai giovani, agli operatori e a tutti coloro che a vario titolo si occupano del mondo giovanile. L’Antenna Eurodesk di Vittorio Veneto è attiva ogni giovedì pomeriggio, preferibilmente su appuntamento, dalle 15 alle 18. Per maggiori informazioni è comunque possibile contattare l’Informagiovani allo 0438/940371, scrivere agli indirizzi ittv02@eurodesk.eu o informagiovani@comune. vittorio-veneto.tv.it oppure recarvisi di persona durante l’orario di apertura: dal lunedì al giovedì 9.30-12.30; giovedì e venerdì 15.00-18.30


Lavoro e volontariato

questo momento di difficoltà alla faccia dei peggiori critici del mondo giovanile che immaginano una generazione seduta davanti a Facebook a consumare la pensione dei propri nonni e genitori. In quest’ottica il Rotaract rappresenta un esempio calzante di questa voglia di rivalsa e della grinta di un Nord Est che si rifiuta di abbassare la cresta. Cos’è il Rotaract? Abbiamo già parlato altre volte di Rotaract, ma tuttavia è bene ripetersi. Il Rotaract è un’associazione di giovani fra i 18 e i 30 anni dediti al volontariato. Ogni club Rotaract si appoggia a un’università o alla comunità ed è sponsorizzato dal Rotary club locale; ciò ne fa un vero “partner per il volontariato” e un membro fondamentale della famiglia del Rotary. Il Rotaract è uno dei programmi di volontariato del RI più importanti e in costante crescita e, con gli oltre 8.400 club Rotaract in 170 Paesi e aree geografiche, esso è diventato un fenomeno a livello mondiale.

Il mondo del volontariato è oggi più che mai attento al fenomeno dell’esclusione dal mercato del lavoro di moltissimi giovani. Non riuscire a trovare un lavoro in linea con le proprie aspettative e aspirazioni porta infatti a forti ripercussioni dal punto di vista sociale creando persone prive della consapevolezza dei propri mezzi e incapaci di contribuire allo sviluppo della comunità nel suo complesso. Crescente è infatti il numero dei NEET, acronimo inglese di “Not in Education, Employment or Training”, giovani che non sono in età scolastica, non lavorano e non sono in formazione.Il Coordinamento delle Associazioni di Volontariato della Sinistra Piave, sta oggi compiendo un percorso di concertazione al fine di elaborare un’idea progettuale condivisa tra le associazioni del territorio per contribuire all’inserimento di molti giovani che si trovano in questa situazione. È però lo stesso volontariato giovanile a cercare di organizzarsi per superare 14


sue attività in ambito lavorativo, professionale o di impegno sociale. Lo scopo è quello di incentivare l’attivismo, la capacità e la cittadinanza attiva dei giovani Sottocommissione Fari Professionali La sottocommissione mette a disposizione dei soci del Club Rotaract cinque professionisti facenti capo ad un settore specifico quali tutor per l’inserimento lavorativo. La dinamicità del mercato del lavoro attuale richiede sempre di più la capacità di sapersi muovere nel proprio settore con disinvoltura, capacità che si acquisisce solo dopo alcuni anni di esperienza. Una volta terminati gli studi, prima ancora di iniziarli o quando si decide di cambiare lavoro si sente spesso l’esigenza di avere qualcuno vicino che sappia consigliare la strada più giusta da percorrere o che offra i primi contatti di inserimento lavorativo. Partendo da questa esigenza è stata istituita la sottocommissione Fari Professionali.

L’azione Rotaract per il lavoro I Club del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige sono organizzati in un distretto che supporta i Club nei loro service per la comunità e promuove esso stesso iniziative coordinate sulle tre regioni. Al fine di fronteggiare la crisi con spirito di iniziativa la Commissione Distrettuale per l’Azione Professionale si è oggi organizzata in sottocommissioni che supportano i soci del Club nella loro crescita professionale. Sottocommissione R.Pro Si occupa della creazione di una rete informativa per orientare i soci verso il mercato maggiormente interessato alle loro competenze, sfruttando le professionalità del Rotary e i contatti con il mondo industriale del Rotaract. La sottocomissione fornisce informazioni su bandi e opportunità anche all’estero. Sottocommissione Rotaract’ got talent Intende selezionare e premiare un giovane che si sia particolarmente distinto nelle

Per informazioni sulle attività del Club Rotaract Conegliano Vittorio Veneto si prega di contattare il segretario del Club Andrea Scopellitti alll’indirizzo: asco.83@gmail.com

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Pietro Pajetta, Autoritratto, 1898, olio su tela, cm 61 x 44 - Museo del Cenedese

al Museo del Cenedese

Laboratori per gli studenti

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Il Museo del Cenedese di Vittorio Veneto, gestito ora dall’Associazione Culturale MAI, apre le sue porte ai giovani studenti, attraverso la realizzazione di specifici laboratori didattici. Tali laboratori si strutturano di una parte storica, che si sofferma sulla storia del palazzo divenuto poi sede museale e sulle opere esposte e di una seconda parte dedicata alla scoperta delle tecniche artistiche utilizzate nella creazione delle opere stesse.

re l’arte anche come esperienza tattile e sensoriale, realizzando con le proprie mani un oggetto da conservare a ricordo della giornata condivisa. Nel secondo itinerario invece sarà analizzata la produzione artistica del Giusti e di altri scultori locali, mettendola a confronto con la più celebre statuaria neoclassica di Antonio Canova. Partendo da una riproduzione di un’opera della gypsoteca sarà dato modo di sperimentare le varie fasi della lavorazione del gesso. Nel terzo sarà presentata l’arte del tardo Ottocento Veneto attraverso la figura di Pietro Pajetta, artista che rappresenta il gusto del Realismo e l’attenzione per il vero. Attraverso il laboratorio pratico gli studenti potranno osservare le diverse fasi della pittura ad olio. MUSEO DEL CENEDESE Piazza Marcantonio Flaminio 1 31029 Vittorio Veneto TV Tel. + 39 0438 57103 - Fax + 39 0438 946385 museocen@comune.vittorio-veneto.tv.it www.museocenedese.it

Tre sono i principali itinerari didattici proposti: “Il rinascimento nell’area vittoriese: Jacopo Sansovino e la cartapesta” (per gli studenti della scuola primaria), “Guido Giusti e la scultura veneta tra XIX e XX secolo” (per gli stedenti della scuola primaria e secondaria di I grado) e “L’arte di Pietro Pajetta e l’amore per la realtà” (per gli studenti scuola secondaria di primo e secondo grado). Nel primo itinerario si analizzerà il Rinascimento vittoriese e, nello specifico, la figura dell’artista fiorentino Jacopo Sansovino. Il suo celebre rilievo in cartapesta “Madonna col Bambino”, custodito nelle sale del museo, permetterà di approfondire la tecnica della cartapesta e dei suoi diversi modi di lavorazione attraverso il tempo. Iniziando dal calco di un particolare dell’opera, si procederà alla riproduzione in positivo della stessa. Gli studenti potranno quindi sperimenta-

ASSOCIAZIONE CULTURALE MAI Servizio museale del Cenedese Via Battisti 8 31029 Vittorio Veneto TV Tel. + 39 0438 554217 Cell. + 39 347 2281692 info@maivittorioveneto.it www.maivittorioveneto.it

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L’arte del comunicare Il nuovo progetto di Psiche 2000 che coinvolge partner istituzionali e associazionismo

Dopo un anno di sperimentazione nell’ambito del progetto Volontariarte, l’Associazione Psiche 2000 torna a proporre un nuovo progetto pilota dal titolo “L’arte del comunicare” in cui sono coinvolti volontari, operatori e utenti dei Centri di salute mentale dell’ULSS7.

radio, tenuti da giovani professionisti del settore e frequentati da utenti e volontari insieme. La strutturazione degli incontri prevede momenti di formazione frontale, ma anche molta pratica finalizzata alla realizzazione di prodotti che i partecipanti avranno modo di presentare ad amici e alla cittadinanza intera in un evento conclusivo. Un progetto sicuramente ambizioso, sia per la rete che coinvolge sia per gli obbiettivi che si pone. Non resta che attendere qualche mese per vedere i frutti dell’appassionato lavoro di tutti quelli che ne fanno parte. Si ricorda che Psiche 2000 è un’associazione per la promozione della salute mentale nata nell’ULSS7 nel 1994. Nel corso degli anni si è sempre battuta perché i malati fossero curati adeguatamente e affinché i servizi loro offerti fossero conformi alle loro necessità. Tra le sue attività rientrano l’aiuto alle famiglie che affrontano le difficoltà di gestire una persona sofferente, la collaborazione con le istituzioni preposte per la definizione di policies e l’inserimento sociale delle persone affette da disturbi psichici. INFORMAZIONI psiche_2000@tin.it - Tel. 333 2290038

Il progetto, co-finanziato dal CSV di Treviso, vede anche quest’anno la partecipazione e il contributo di importanti membri istituzionali e tecnici senza il supporto dei quali l’iniziativa non sarebbe possibile; sono infatti partner: l’ULSS7, la Cooperativa Insieme si Può, il Comune di Vittorio Veneto, il Coordinamento delle associazione di volontariato della Sinistra Piave, Prealpi Soccorso, l’associazione Acat e l’Associazione Culturale MAI insieme a molti altri attori del sociale vittoriese e associazioni Giovanili. L’idea originale del progetto scorso, volto a mettere in luce le enormi potenzialità dell’arteterapia combinata con l’attivazione di gruppi giovanili locali, è reinventata ne “L’arte del comunicare” individuando nuovi percorsi creativi e coinvolgendo un network territoriale sempre più vasto. La proposta di quest’anno è costituita da ben tre laboratori distinti dedicati rispettivamente a videomaking, fotografia e 18


JABADABAD’ARTE: ELENA BALLOF

Elena Friederika Ballof e nata in Germania nel 1975. Dopo l’Istituto d’Arte, si dedica agli studi di scenografia all’Accademia di Belle Arti a Venezia. Dipinge da sempre come autodidatta. Le immagini dei suoi quadri sono il risultato di una ricerca non solo artistica ma anche interiore. Ha esposto i suoi quadri in diversi art cafè nazionali, allestendo mostre personali in Italia e Germania. Vive a Cappella Maggiore (TV) dove lavora come grafico pubblicitario e come illustratrice. Ha illustrato il gamebook “Nella biblioteca Libramanti”, Lineadaria Editore - di Giliana Casagrande, Giovanna Casagrande e Marzio Dal Tio; “In cerca di te”, Campanotto Editore - di Marzio Dal Tio; “Amiche per sempre”, Falco Editore - di Giliana Casagrende e Giovanna Casagrande e “Un amico per volare”, Lineadaria Editore di Giliana Casagrande - www.ballof.it

Chi è Elena in tre parole. Complicata, creativa e concreta. Silenzio o musica mentre lavori ai tuoi quadri? Musica classica, Ludovico Einaudi, Giovanni Allevi. Di cosa trattano le tue opere? Di me, della mia voglia di viaggiare fisicamente e mentalmente. Alcune opere parlano dell’Africa, cosa ti attira tanto di questo paese? È come se ci fossi stata nella mia vita passata.

Fai anche molte illustrazioni di libri per l’infanzia; secondo te quali sono le caratteristiche che deve avere un’immagine per essere adatta e gradita a un bambino? Riuscire a sintetizzare al massimo i concetti, per questo mi faccio aiutare dalle critiche di mio figlio che ha 6 anni. Di professione fai il grafico, quali sono i punti di incontro con la tua passione artistica? Il riuscire sempre e comunque a mettere le proprie idee su qualunque cosa si faccia.

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JABADABADOO - dicembre 2011