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LO SPAZIO

ELEMENTI TEORICI

La rappresentazione, può essere vista come una “messa in codice” della realtà. Un processo, attraverso il quale, si scelgono, si costruiscono segni grafici col fine di raggiungere un determinato significato. Lo spazio reale è un luogo, variamente limitato, vuoto o occupato da corpi. Infatti parliamo dello spazio della piazza, oppure del tavolo che occupa troppo spazio o ancora dello spazio infito del cielo o dello spazio limitato del banco. Comprendere lo spazio, sapercisi muovere, possederlo mentalmente è un’esigenza psicologica talmente imporatante da essere a volte inconsapevole e difficile da esprimere. Lo spazio reale è molto diverso dallo spazio osservato perchè nell’immagine ottica lo spazio funziona come lemento che mette in relazione tra loro i volumi. In esso le cose hanno una posizione reciproca: il contadino è davanti alla casa, la mucca è dietro il fineile, la casa gialla è più a destra di quella rossa. L’architettura è quell’attività che si occupa dell’organizzazione dello spazio nella casa, nella città o nel paesaggio. Anche la visione o meglio la percezione dello spazio è un fenomeno complesso in quanto l’immagine dello spazio è condizionata dalla luce e dal colore. Ogni rappresentazione grafica, per quanto fedele alla realtà, è sempre un’interpretazione e quindi un tentativo di rappresentazione della realtà stessa. Ad esempio nel dipingere l’acqua, si dovrà puntare sulla orizzontalità, sulla trasparenza, sulla mutabilità e non sicuramente sull’umidità che le è propria. In ogni immagine alcuni elementi (caratteristiche) sono evidenziati in modo che siano chiaramente leggibili, mentre altri vengono completamente ignorati, quasi non esistessero. La rappresentazione grafica trasmette sempre e contemporaneamente sia i tratti figurativi dell’oggetto, che la chiave interpretativa, attraverso cui l’oggetto deve essere osservato. Quando i piani rappresentati sono prevalentemente longitudinali, la superficie del disegno “Sfonda” e gli oggetti paiono assumere uno spazio proprio e complesso. Quando i piani sono fronto-paralleli, gli oggetti tendono ad emergere in superficie, appartenendo allo spazio dell’osservatore.

Ci sono due modi di restituzione del piano di visione: - frontale: i piani rappresentati incontrano perpendicolarmente l’asse ottico. - inclinato: i piani sono inclinati o paralleli rispetto all’asse ottico.

Inclinato

Frontale

Quando usare il piano frontale?

Il piano frontale ha una funzione operativa nel disegno tecnico (rilievo e progetto), segnaletica (stradale, architettonica, ipertestuale) nei grafici e diagrammi di schematizzazione dei fenomeni scientifici. L’oggetto in questione è rappresentato da una selezione di caratteristiche peculiari. Nel nostro vivere quotidiano sono molti i casi del suo utilizzo basta pensare a marchi delle aziende, come ad esempio: shell e luftansa.

Quando usare il piano inclinato?

Il piano inclinato ha una funzione descrittiva di scene, oggetti, paesaggi (esistenti e non) rappresentati in modo mimetico.

Per Piano di Rappresentazione s’intende il vissuto percettivo indotto dal disegno di sfondamento (piano longitudinale o inclinato) di emersione (piano fronto-parallelo) Elementi di Comunicazione Visiva - Alberto Trussardi - www.webfandom.com

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Elementi di Comunicazione Visiva  

Manuale teorico di progettazione grafica, come creare un marchio efficace per la tua azienda.

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