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L'angolo della poesia SeDici Pensieri diVersi - Intervista ad Alberto Mori

SeDici Pensieri diVersi - Intervista ad Alberto Mori

Categoria: Con gli occhi della poesia Anna Lauria intervista Alberto Mori - Cosa sognano i poeti? Due sogni fondamentali mi si ripropongono periodicamente. Nel primo vi sono uomini che camminano sulla terra. Nel secondo vi sono ancora uomini che hanno un comune sguardo consapevole e sono tutti in attesa di qualcosa. - A cosa serve la Poesia? È una capacità completamente umana che serve agli uomini per essere umani. - Poeti si nasce o si diventa? Sono entrambi aspetti importanti, ma non sono decisivi né l’uno né l’altro: è fondamentale riconoscere il dono della poesia quando si manifesta ma soprattutto restituirlo attraverso il lavoro della parola. - Se non fosse poeta, sarebbe? Essenzialmente uno sbandato. Sono comunque, in senso lato, un artista e me la cavo. - Una poesia a lei cara. L’ultimo dei 4 quartetti di P.S. Eliot: “Little Gidding”. Miracolo del movimento del tempo nella poesia.


- Il poeta che rilegge sempre volentieri? Charles Baudelaire direi, soprattutto anche perché è un poeta ancora in evoluzione linguistica come testimoniano le traduzioni. La sua poesia è continua mutazione: si aggiorna da sola con la nostra contemporaneità. - Un libro che non dimenticherà mai. “Falso Movimento” di Peter Handke per come mi ha comunicato l’essenzialità dello sguardo nella scrittura, ma aggiungerei sicuramente l’Odissea perché è “Il libro” per eccellenza e comunica probabilmente il piacere più vario e compiuto della lettura. - La (sua) poesia che ama più di ogni altra… Le dimentico tutte. - Un mondo senza Poesia come sarebbe? Poesia è già nell’assenza dal mondo. - Esiste un futuro per la Poesia? È sempre stata in ogni tempo e quindi è sempre possibile poiché presente. - L’ultima poesia che ha scritto che tema sfiora? L’automatismo del gesto tecnologico e il suo riverbero nella parola. - Perché tra le Arti la Poesia è quella che ha meno successo? Perché spesso paradossalmente ne ha troppo già pilotato confezionato e consolatorio. - Cosa le fa dire “Questa è poesia”. Tutto nasce vive e muore per tornare indetto, dunque sarà già la pronuncia stessa, la differenza. - Internet incentiva la diffusione della Poesia? Indubbiamente. Sopratutto certe riviste on line e alcuni Blog consapevoli di non essere semplice cumulazione di ogni espressione scritta chiamata “poesia”. Per il poeta poi è uno strumento che continua il confronto con altre esperienze di poesia e ne implementa le possibilità di viaggio conoscenza e incontro. - Poesia ci salverà? Non esiste la salvezza


- Soluzione del linguaggio, contaminazioni… Cambierà anche la Poesia? È certamente negli aspetti interattivi dei linguaggi estetici la sua avventura più stimolante ed extra testualmente interessante, poiché con la fine del ’900 la lingua letteraria della poesia si è conclusa. Inoltre, con la fine del post moderno, come senso e scrittura, quasi sempre la si ripete. Nei casi migliori la si ricomincia.


Intervista di Anna Lauria 2011