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I.P.S.S.A.R. “MASSIMO ALBERINI”

Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione "Massimo Alberini" Organismo di formazione accreditato (legge regionale 9 agosto 2002 n.19) ambiti: Formazione continua Formazione Superiore Orientamento

P

IANO DELL'

O

FFERTA

F

ORMATIVA Anno scolastico 2009/2010 picasso


1. UN PO’ DI STORIA… 1.1 Le tappe del lungo cammino dal 1989 al 2006. a.s. 1989-90 La nascita dell’Istituto Alberghiero a Treviso L'Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione di Treviso nasce nell’anno scolastico 1989-90 come sede coordinata dell'I.P.S.S.A.R. "Maffioli" di Castelfranco Veneto. I locali erano allora situati in Via Isonzo n° 20 presso la scuola elementare, le attività pratiche venivano svolte nei laboratori di Villa Franchetti. I curricoli prevedono una formazione basata sul “saper fare” più che sul ”saper essere” ma vari fattori concorrono a fare emergere l’esigenza di una nuova definizione dell’istruzione professionale. Tra i principali: la scolarizzazione di massa che porta nella scuola giovani che necessitavano un consolidamento di abilità non avvenuto in modo compiuto nella scuola media, la richiesta di una formazione adeguata alle esigenze dei singoli, delle famiglie, la richiesta dell’impresa di una preparazione di base agile e capace di consentire un costante adeguamento a bisogni che si vanno delineando.

a.s 1991-92 il cambiamento dei curricoli La risposta alle nuove esigenze viene d un progetto sperimentazione didattica assistita denominato "Progetto '92". Viene proposto un biennio formativo con una netta prevalenza delle materie di area comune, con l’introduzione solo a partire dal terzo anno della totalità delle materie di indirizzo, e viene previsto un biennio conclusivo dopo la qualifica. Ma la maggiore innovazione viene dalla sinergia tra istruzione professionale e mondo del lavoro attraverso l’obbligo, per le scuole, di organizzare stage nella classe terza, valutabili ai fini dell’esame di qualifica, e l’introduzione della terza area nel biennio conclusivo. Questo ha comportato un confronto diretto con il territorio con una conseguente importante ricaduta sull’impostazione metodologica e pedagogica di tutte le discipline. a.s. 1992-93 il trasferimento a San Antonino La necessità di adeguare gli spazi alle nuove classi che si formano, porta al trasferimento della sede della scuola in via Caduti di Cefalonia, in località San Antonino. - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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a.s. 1994-95 La scuola è intitolata a “Alfredo Beltrame” L’Istituto Alberghiero di Vittorio Veneto consegue l'autonomia da Castelfranco e la sede di Treviso viene ad esso aggregata; la scuola viene intitolata ad Alfredo Beltrame. Nello stesso anno inizia il corso biennale post qualifica nell’ambito del "Progetto '92", che offre agli allievi la possibilità di conseguire un diploma, in base all'indirizzo scelto, di Tecnico dei Servizi Ristorativi o di Tecnico dei Servizi Turistici nonché un diploma di specializzazione di secondo livello, previa frequenza di un corso biennale con l’apporto di esperti provenienti dal mondo professionale e il superamento del relativo esame (terza area). a.s. 1995-96 La scuola risponde alle esigenze del territorio L'Istituto, per la continua crescita della sua popolazione scolastica ha bisogno di nuovi locali per ospitare gli studenti, alcune classi vengono collocate nella succursale presso la Scuola Media Statale "Martini" in via Rapisardi. a.s. 1998-99 L’istituzione del corso serale Le richieste dell’utenza supportate dalle iscrizioni consentono alla scuola di istituire il corso serale. Le classi serali frequentano le lezioni presso la sede centrale di via Caduti di Cefalonia. a.s. 2000-01 L’Istituto di Treviso diventa autonomo La lontananza da Vittorio Veneto e la crescita repentina, all'inizio e costante poi, delle classi a Treviso, in seguito al ridimensionamento effettuato dalla Provincia hanno consentito alla scuola di Treviso di diventare sede autonoma partire dal 1° settembre 2000. a.s. 2001-02 La nuova scuola autonoma viene intitolata a “Massimo Alberini” L’Istituto Alberghiero di Treviso intraprende la procedura per la scelta del nome da attribuire alla scuola. A conclusione dell'iter per l'intitolazione dell'Istituto, la Scuola assume ufficialmente il nome di Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione "Massimo Alberini". a.s. 2002-03 Il progetto del nuovo edificio La Provincia di Treviso inaugura il nuovo piano di edilizia scolastica dove prevede per l’Istituto Alberghiero “M. Alberini” di Treviso la costruzione di una nuova sede a Lancenigo di Villorba. a.s. 2003-04 L’”Alberini” è dislocato in tre sedi. La sede centrale e la succursale di via Rapisardi non sono più sufficienti a contenere gli studenti della scuola, alcune classi vengono ospitate presso l’I.T.C. “Palladio” di via Tronconi. Tutte le classi svolgono le esercitazioni pratiche negli unici laboratori della scuola presso la sede centrale. a.s. 2004-05 La razionalizzazione degli edifici scolastici. Nel piano di razionalizzazione intrapreso dalla Provincia per l’utilizzo delle strutture da parte delle scuole cittadine, all’Alberghiero viene assegnato, in alternativa alle due sedi staccate dell’anno precedente, un edificio in Via Galletto,1 che ospita la metà delle classi della scuola. - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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a.s. 2005-06 La posa della prima pietra. Nel mese di aprile alla presenza del Presidente della Provincia, dei Sindaci di Treviso e di Villorba, del Vescovo, del Dirigente Scolastico dell’Alberini e di studenti, genitori e di tutto il personale della scuola si svolge la cerimonia della posa della prima pietra del nuovo Istituto. a.s. 2006-07 1° settembre nel nuovo edificio. La costruzione della nuova Sede viene ultimata nel mese di febbraio, dal 1° settembre 2006 la scuola si insedia nel tanto atteso nuovo edificio a Lancenigo di Villorba, in via Franchini, 1.

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1.2 La figura di Massimo Alberini. Massimo Alberini (1909-2000) è stato uno dei più autorevoli storici della cucina italiana e un filologo particolarmente attento al recupero e alla pubblicazione di antichi testi gastronomici: di grande rilievo, in questo senso, sono il ritrovamento e l'edizione dei "Quattro banchetti" del secentesco Carlo Nascia, capocuoco alla Corte dei Farnese. Dal 1946 al 1986 capo ufficio stampa di varie imprese alimentari, ha curato l'allestimento, per conto dell'Agnesi, del Museo Storico degli Spaghetti a Pontedassio (Imperia). Ha pubblicato, da solo o in collaborazione con altri, 36 libri, fra cui "Storia del pranzo all'italiana" (1966), "Pasta e pizza" (1974, anche in edizione americana, inglese e giapponese), "Mangiare con gli occhi" (1987). Alberini si è dedicato alla ricerca storica, senza redigere ricette di cucina; a lui si deve un indirizzo di grande rigore negli studi gastronomici e nella ricerca sulle radici e le componenti della tradizione della cucina italiana, prima affidata un po' a estri e improvvisazioni. Nel 1953 è stato chiamato da Orio Vergani a far parte dei fondatori dell'Accademia Italiana della Cucina, di cui in seguito è diventato anche vicepresidente nazionale. Per 48 anni (1950/1998) collaboratore continuo del Corriere della Sera. Per tre anni (1996, '97, '99) invitato quale relatore ai convegni di storia della gastronomia all'Anatnhy College di Oxford. Nel 1997 ha ricevuto un Premio Speciale, nell'ambito del Premio Giorgio Fini, che gli è stato conferito per il grande e costante contributo offerto per oltre mezzo secolo alla nostra cultura scrivendo le pagine più autorevoli sull'enogastronomia italiana.

Il 3 febbraio 2007 l’Accademia Italiana della Cucina, delegazione di Treviso, dona all’Istituto la targa commemorativa di Massimo Alberini realizzata dallo scultore di fama internazionale Mario Balliana.

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2.L’UTENZA 2.1 I criteri di precedenza per l’iscrizione alla classe prima I criteri di precedenza nell’ammissione alla classe prima sono: a.

data di presentazione della domanda entro i termini previsti dalla circolare ministeriale relativa alle iscrizioni.

b.

appartenenza al bacino d’utenza dell’Istituto.

c.

presenza di altri fratelli del richiedente frequentanti l’Istituto.

d.

sorteggio.

I criteri si intendono in ordine di priorità. Il bacino d’utenza della scuola è costituito dai sottoelencati comuni di residenza dei richiedenti: 1

Arcade

26

Ormelle

2

Breda di Piave

27

Paese

3

Carbonera

28

Ponte di Piave

4

Casale sul Sile

29

Ponzano Veneto

5

Casier

30

Portobuffolè

6

Cessalto

31

Povegliano

7

Chiarano

32

Preganziol

8

Cimadolmo

33

Quarto d'Altino

9

Giavera del Montello

34

Quinto di Treviso

10

Gorgo al Monticano

35

Roncade

11

Istrana

36

Salgareda

12

Mansuè

37

San Biagio di Callalta

13

Marcon

38

San Polo di Piave

14

Mareno di Piave

39

Santa Lucia di Piave

15

Martellago

40

Scorzè

16

Maserada sul Piave

41

Silea

17

Meduna di Livenza

42

Spresiano

18

Meolo

43

Susegana

19

Mogliano Veneto

44

Trevignano

20

Monastier di Treviso

45

Treviso

21

Montebelluna

46

Vazzola

22

Morgano

47

Villorba

23

Motta di Livenza

48

Volpago del Montello

24

Nervesa della Battaglia

49

Zenson di Piave

25

Oderzo

50

Zero Branco

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- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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Fig. 1 bacino d’utenza: comuni della provincia di Treviso

Fig. 2 bacino d’utenza: comuni della provincia di Venezia

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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3. IL PIANO DEGLI STUDI 3.1 I percorsi formativi. (fig.1) 1° e 2° anno BIENNIO COMUNE Operatore dei Servizi della Ristorazione Operatore dei Servizi di Ricevimento

3° anno diploma di qualifica

Operatore dei Servizi della Ristorazione

4° e 5°anno Tecnico d iS

i i T i ti i

diploma di Stato diploma di qualifica

Tecnico dei Servizi

di 3° livello della classificazione Europea in uno dei profili di specializzazione di TERZA AREA

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L'offerta formativa del nostro Istituto risponde alle istanze sociali ed economiche del territorio fornendo una valida formazione in termini di bagaglio culturale, di abilità operative e di professionalità specifica nel settore turistico alberghiero. Il piano degli studi è così organizzato:  BIENNIO COMUNE: il primo e secondo anno in cui i curricoli sono caratterizzati da una forte valenza formativa e di orientamento.  MONOENNIO DI QUALIFICA: il terzo anno mirato al conseguimento del diploma di qualifica in uno dei tre settori specifici: • Operatore dei Servizi di Ristorazione settore Cucina • Operatore dei Servizi di Ristorazione settore Sala-Bar • Operatore dei Servizi di Ricevimento  BIENNIO POST-QUALIFICA: il quarto e il quinto anno in cui si completa la preparazione specifica dello studente, con l’acquisizione di un sapere più sistematico e il conseguimento di un diploma di Stato di: • Tecnico dei Servizi della Ristorazione • Tecnico dei Servizi Turistici

3.2 La Terza Area. Dei curricoli del quarto e quinto anno fa parte integrante il corso di specializzazione professionale di TERZA AREA, la cui frequenza è obbligatoria per sostenere l'Esame di Stato. Sono percorsi professionalizzanti che si collegano alle competenze e conoscenze dell'area comune e di indirizzo del biennio post qualifica con l’obiettivo di: • far acquisire un sapere tecnico-professionale modulare e cumulabile, spendibile sul mercato del lavoro; • fornire elementi di cultura professionale con finalità essenzialmente formative e competenze certificabili; • impostare un'organizzazione didattica prevalentemente fondata su laboratori e progetti personalizzati. Gli interventi sono stabiliti da un Protocollo d'Intesa tra la Regione Veneto e il Ministero dell'Istruzione. La durata è biennale, di 600 ore (360 teorico pratiche - 240 di stage aziendale). Il nostro Istituto in quanto Organismo di Formazione Accreditato (legge regionale 9 agosto 2002 n.19) nell’ambito della Formazione Superiore organizza e gestisce i corsi autonomamente con il partenariato di Enti ed Associazioni di categoria. Il Collegio dei Docenti delibera i percorsi professionalizzanti da attivare nella scuola scegliendoli tra quelli validati dalla Regione, tenendo conto delle richieste di formazione provenienti dal territorio e delle effettive possibilità di occupazione in relazione alla presenza di strutture produttive. - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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I profili di specializzazione che l’Istituto attiva sono: • Tecnico dell'assistenza locale all'ospite, Tecnico dell’accoglienza nella struttura ricettiva (per il biennio Tecnico dei Servizi Turistici) • Barista gastronomo, Chef Enogastronomo (per il biennio Tecnico dei Servizi della Ristorazione) Al termine del percorso gli studenti sostengono l'esame, davanti ad una Commissione nominata dalla Regione, per il conseguimento di un attestato di qualifica, pari al 3° livello della classificazione Europea.

van gogh

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3.3 I profili professionali. PROFILI PROFESSIONALI DEI CORSI DI QUALIFICA Al conseguimento del diploma di qualifica l’Operatore dei Servizi di Ristorazione settore Cucina è in grado di: • eseguire con discreta autonomia la preparazione di piatti caldi e freddi, • valutare le merci all'entrata e in uscita, • predeterminare i tempi di esecuzione del lavoro, • partecipare alla redazione di menu giornalieri e rotativi, • partecipare al calcolo dei costi sia dei singoli piatti che dei menu, • valutare i principi nutritivi e i metodi migliori di conservazione degli alimenti, • esprimersi con correttezza e proprietà di linguaggio in situazioni e con interlocutori diversi. • Inoltre, conosce gli impianti e le attrezzature di cucina che sa utilizzare con discreta autonomia, possiede una valida formazione culturale ed una preparazione professionale polivalente, nonché una discreta padronanza di due lingue straniere con conoscenza della microlingua di settore. Al conseguimento del diploma di qualifica l’Operatore dei Servizi di Ristorazione settore Sala-Bar è in grado di: • accogliere i clienti ed assisterli durante il consumo dei pasti, • eseguire con discreta autonomia tutte le fasi riguardanti il servizio di ristorante o di altre strutture ristorative, • effettuare le principali attività inerenti il servizio di Bar, • partecipare alle operazioni relative al conto, • utilizzare le attrezzature di cui cura e controlla anche la pulizia, • partecipare alla preparazione ed allo svolgimento di feste, banchetti, buffet, ecc., • esprimersi con correttezza e proprietà di linguaggio in rapporto all'interlocutore e alle diverse situazioni. Inoltre, conosce gli impianti delle strutture ristorative e dei diversi reparti con i quali sa stabilire rapporti di collaborazione, ha una valida formazione culturale ed una preparazione professionale flessibile e polivalente, nonché una discreta padronanza di due lingue straniere con conoscenza della microlingua di settore. Al conseguimento del diploma di qualifica l’Operatore dei Servizi di Ricevimento è in grado di: • accogliere i clienti ed assisterli durante il soggiorno in albergo, in modo responsabile e con discreta autonomia, nel rispetto delle norme vigenti, • esprimersi con correttezza e proprietà di linguaggio in rapporto all'interlocutore e alle diverse situazioni, • dare informazioni sui servizi dell'albergo e sulle risorse culturali e turistiche del territorio, consigliando opportunamente spettacoli, visite ed itinerari ai clienti, • espletare le mansioni relative ai servizi di ricevimento, portineria e segreteria, • usare le attrezzature e gli strumenti di settore offerti dalla moderna tecnologia nonché i sistemi informatizzati per la gestione dell'azienda. noltre, ha una buona conoscenza di vari tipi di strutture ricettive e dei diversi reparti con i quali sa stabilire rap-

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porti di collaborazione, ha una valida formazione culturale ed una preparazione professionale organica, nonché una discreta padronanza di due lingue straniere di cui padroneggia la microlingua di settore. PROFILI PROFESSIONALI DEL BIENNIO POST-QUALIFICA Al conseguimento del diploma il Tecnico dei Servizi della Ristorazione: • è in grado di assolvere funzioni nelle imprese alberghiere e delle aziende ricettive complementari o di assumere in proprio l'esercizio; • ha una discreta conoscenza della domanda turistica e delle diverse prestazioni che essa richiede; • deve possedere, oltre che una visione organica del sistema azienda, una sufficiente conoscenza degli alimenti e dell'alimentazione, un'adeguata esperienza della tecnologia dei reparti, una discreta competenza nel trattare le materie prime e nell'impostare i menu. • deve essere dotata inoltre di spirito creativo, attitudine al lavoro di gruppo, capacità di analisi del mercato e gestione dei costi e dei ricavi. • Come completamento della professione, non dovrà essere tralasciata la capacità di comunicazione e comprensione delle esigenze del personale e della clientela, così come l'utilizzo delle due lingue straniere previste dal curriculum scolastico. Al conseguimento del diploma il Tecnico dei Servizi Turistici: • è una figura le cui competenze professionali si integrano con un'ampia cultura storico-umanistica, geografica ed artistica; • ha acquisito le conoscenze tecnico-scientifiche, amministrative e le capacità operative proprie di una professione di secondo livello, necessarie a svolgere proficuamente il proprio ruolo in un settore in continua evoluzione; • ha sviluppato particolari abilità e attitudini, quali lo spirito di iniziativa, il senso critico, la capacità di recepire e di adattarsi ai cambiamenti, la disponibilità a comprendere richieste ed esigenze provenienti dal mercato e dal mondo esterno in generale; • conosce almeno due lingue straniere e possiede buone capacità comunicative (anche a livello non verbale) per potere interagire e comprendere al meglio le esigenze del personale e della clientela. • Infine, la frequenza di un'area di specializzazione obbligatoria,coordinata ed integrata con il curricolo di base gli permette di acquisire ulteriori conoscenze e consolidare le competenze professionali. PROFILI PROFESSIONALI di TERZA AREA Il Barista gastronomo si impiega presso pubblici esercizi o è imprenditore del settore. Si occupa globalmente e con competenza della sua azienda , se è imprenditore, o cura il settore vini e/o snacks se lavora in un pubblico esercizio.  conosce le realtà enogastronomiche del territorio, micro-macro;  conosce il patrimonio della tradizione alimentare in cui opera;  conosce le tendenze alimentari innovative;  conosce l’evoluzione dell’industria agroalimentare e tecnologica specifica;  sa comunicare con il target di riferimento specifico;  sa valorizzare la propria offerta di servizio, di prodotti e di bevande; - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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 sa promuovere formule ristorative alternative e compatibili con i nuovi stili alimentari  E’ in grado di contestualizzarsi con il territorio e saprà soddisfare le singole richieste; 

E’ in grado di modificare la propria offerta in base alle esigenze di mercato;

E in grado di adottare strategie per “fare tendenza”.

botero

Lo Chef enogastronomo deve essere in grado di rapportarsi alle diverse realtà ristorative; di gestire l’area di produzione di un’azienda ristorativa e di relazionarsi con aziende produttive e commerciali del territorio. Lo Chef Enogastronomo:  conosce i prodotti alimentari del territorio provinciale, regionale e nazionale;  conosce le tecniche di trasformazione tipiche e specialistiche;  conosce le nuove tendenze alimentari della clientela.  sa presentare i menu sulla base delle regole codificate dell’enogastronomia attuale;  sa costruire percorsi alimentari di cibi e bevande relativi al territorio, micro e macro;  organizza e coordina eventi enogastronomici per la valorizzazione del territorio;  promuove e valorizza prodotti di “nicchia” in base alle nuove tendenze alimentari.  sa rapportarsi alle diverse realtà ristorative;  è in grado di gestire l’area di produzione di un’azienda ristorativa; - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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 è in grado di relazionarsi con aziende produttive e commerciali del territorio.

botero

Il Tecnico dell'accoglienza nella struttura ricettiva conoscere l’offerta turistica del territorio, la qualità e le quantità degli indicatori ambientali e le potenzialità e le strategie di marketing. Si rivolge alla produzione di servizi alla persona e al gruppo, organizza e gestisce le risorse umane IN e si relaziona con i target di riferimento OUT. Sa valorizzare le risorse tecniche e culturali del territorio, micro-macro ed è in grado di promuovere le diverse tipologie di servizio che potrà offrire e di contestualizzarsi con le diverse realtà convergenti, APT, Enti, ecc. Il Tecnico dell’assistenza locale all’ospite è una figura professionale inserita nel front-office. Ha compiti di promozione, assistenza e organizzazione del tempo libero del cliente sia all'interno della struttura che nel territorio nel quale l'azienda è inserita. In particolare: 

gestisce l'attività di ricevimento

svolge compiti di controllo qualitativo del servizio offerto

orienta la clientela alla fruizione di tutti i servizi che la struttura ricettiva può offrire

informa sulle possibilità che il territorio offre

gestisce la comunicazione con il gruppo di lavoro in collaborazione con gli altri reparti

utilizza strumenti informatici

instaura rapporti con agenzie di viaggio, operatori turistici, Enti ecc.

coordina compiti di animazione turistica

è aggiornato e conosce la stampa relativa al settore

Ha sbocchi professionali: 

nelle grandi aziende alberghiere, come nuovo servizio offerto al cliente

nei villaggi turistici, centri fitness, beautyfarms

nelle aziende agroturistiche

in piccolemedie aziende consorziate, che possono condividere l'offerta del servizio

nelle aziende di promozione turistica

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negli uffici al pubblico di associazioni albergatori in piccole localitĂ .

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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 3.4 I quadri-orario. Quadro orario BIENNIO COMUNE 1° e 2° ANNO

Materie

Area comune 22 ore

Italiano

5

Storia

2

1^Lingua Straniera

Inglese

di indirizzo 14 ore

3

Diritto ed Economia

2

Matematica ed Informatica

4

Scienza della Terra e Biologia

3

Educazione Fisica

2

Religione

1

2^ Lingua Straniera Area

ore

Francese o Tedesco

3

Principi di alimentazione

2

Laboratorio Ricevimento

3

Laboratorio Cucina

in compresenza con Sala-Bar

3

Laboratorio Sala-Bar

in compresenza con Cucina

3

Totale

36

Quadro orario MONOENNIO DI QUALIFICA

3° ANNO - Operatore dei Servizi di Ristorazione settore Cucina

Materie

Area comune 13 ore

Area di indirizzo 23 ore

ore

Italiano

3

Storia

2

1^ Lingua Straniera

3

Inglese

Matematica ed Informatica

2

Educazione Fisica

2

Religione

1

2^ Lingua Straniera

2

Francese o Tedesco

Alimenti ed Alimentazione

3

Elementi di Gestione aziendale

2

Laboratorio Cucina

2 ore in compresenza con Alimenti ed Alimentaz.

16

Totale

36

Quadro orario MONOENNIO DI QUALIFICA

3° ANNO - Operatore dei Servizi di Ristorazione settore Sala-Bar

Materie

Area comune 13 Ore

ore

Italiano

3

Storia

2

1^ Lingua Straniera

Inglese

3

Matematica ed Informatica

2

Educazione Fisica

2

Religione

1

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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Area di indirizzo 23 ore

2^ Lingua Straniera

2

Francese o Tedesco

Alimenti ed alimentazione

3

Elementi di Gestione aziendale

2

Laboratorio Sala-Bar

16

2 ore in compresenza con Alimenti ed Alimentaz.

Totale

36

Quadro orario MONOENNIO DI QUALIFICA 3째 ANNO - Operatore dei Servizi di Ricevimento

Materie

Area comune 13 Ore

Italiano

3

Storia

2

1^ Lingua Straniera

di indirizzo 23 ore

3

Inglese

Matematica ed Informatica

2

Educazione Fisica

2

Religione

1

2^ Lingua Straniera Area

ore

3

Francese o Tedesco

Geografia risorse culturali e turistiche

3

Trattamento testi

2

Amministrazione alberghiera

3

Laboratorio Ricevimento

12

Totale

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

36

18


Quadro orario BIENNIO POST QUALIFICA

4째e 5째 ANNO - Tecnico dei Servizi della Ristorazione

Materie

Area comune 15 ore

ore

Italiano

4

Storia

2

Matematica

3

1^ Lingua Straniera

Inglese

Educazione fisica

2

Religione

1

2^ Lingua Straniera Area di indirizzo 15 ore

3

Francese o Tedesco

3

Economia e Gestione Az. Ristorative

4

Legislazione

2

Alimenti e alimentazione

3

Laboratorio Gest. Servizi rist.

2 Totale

30

TERZA AREA Professionalizzante 300 ore annue Quadro orario BIENNIO POST QUALIFICA

4째e 5째 ANNO - Tecnico dei Servizi Turistici

Materie

Area comune 15 ore

Area di indirizzo 15 ore

ore

Italiano

4

Storia

2

Matematica

3

2^ Lingua Straniera

3

Francese o Tedesco

Educazione fisica

2

Religione

1

Economia e tecnica dell'az. turistica

6

1^ Lingua Straniera

3

Inglese

Geografia turistica

2

Storia dell'arte e dei beni culturali

2

Tecniche di comunicazione

2 Totale

30

TERZA AREA Professionalizzante 300 ore annue

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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4. EDUCAZIONE PERMANENTE 4.1 E. d. A. – Educazione degli Adulti - Corsi di formazione serali per adulti. Il nostro Istituto è un organismo di formazione accreditato dalla Regione Veneto negli ambiti della formazione continua e dell’orientamento (d.g.r. n° 19 del 09/08/2002) e della formazione superiore (d.g.r. n° 178 del 31/01/03). Può pertanto proporre e realizzare interventi di orientamento inteso come “interventi di carattere informativo, formativo, consulenziale finalizzati a promuovere l’auto-orientamento e a supportare la definizione di percorsi personali di formazione e lavoro e il sostegno all’inserimento occupazionale” e formazione intesa come “prequalificazione, qualificazione, riqualificazione, specializzazione, aggiornamento realizzati con sistemi che utilizzano metodologie in presenza e/o a distanza” (art. 2 del decreto n° 25 del del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale). Il progetto dei Corsi di formazione serali per adulti è inserito nelle dinamiche attuali di E.d.A.: • fa riferimento alla più recente disciplina normativa riguardante la riorganizzazione dell’educazione permanente degli adulti (direttiva n° 22 del 6 febbraio 2001), • considera la specificità dell’indirizzo professionale e le caratteristiche peculiari degli studenti che s’iscrivono • attua l’autonomia didattica e organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo sancita dal Decreto del Presidente della Repubblica n° 275 dell’8 marzo 1999: Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59.

4.2 Finalità. Nell’intento di costruire un’offerta formativa rispondente alle mutate esigenze socio-culturali ed alle direttive indicate dall’Unione Europea, s’impone la necessità di progettare nuovi percorsi sperimentali, come ad esempio il progetto Sirio, rivolti ad una fascia d’utenza adulta che rientra in formazione per rispondere a bisogni eterogenei: • recuperare le carenze nella formazione di base ed ottenere un titolo di studio • riconvertire la propria situazione professionale • attuare formazione continua o permanente. • E’ evidente come l’offerta formativa debba discostarsi dalla struttura e dalle metodologie previste per i corsi diurni e, specialmente, rendersi più flessibile aperta e in continua evoluzione. Il progetto formativo per gli adulti è imperniato su: • Una didattica articolata su più ipotesi di lavoro che prevedano: o

Una didattica modulare

o

Classi aperte

o

Formazione a distanza

• Un progetto formativo personalizzato che consideri: o

Le esperienze personali degli studenti

o

Le competenze acquisite in ambito non formale

o

Le specifiche esigenze di riqualificazione - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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• Un attento e costante tutoraggio del singolo patto formativo in grado di: o

attuare adeguati momenti di accoglienza, di orientamento, di integrazione

o

realizzare in modo scrupoloso le fasi di certificazione delle competenze in entrata (accreditamento) ed in uscita (libretto

formativo) o

favorire opportune occasioni di recupero, atte ad evitare insuccessi o abbandoni.

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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4.3 La struttura dei Corsi. PRIMO LIVELLO: raggiungibile attraverso due percorsi formativi primo percorso formativo - durata biennale

1° anno Materie

Area comune

Area di indirizzo

ore

2° anno

ore

Italiano

3

3

Storia

2

2

3

3

Diritto ed Economia

1

1

Matematica ed Informatica

3

3

Scienza della Terra e Biologia

1

1

2^ Lingua Straniera

3

3

Principi di alimentazione

2

2

Laboratorio Ricevimento

2

2

1^Lingua Straniera

Inglese*

Laboratorio Cucina *

in compresenza con Sala-Bar

3

3

Laboratorio Sala-Bar *

in compresenza con Cucina

3

3

26

26

Totale *1 ora di INGLESE compresenza con Lab. Cucina e Sala-Bar

secondo percorso formativo - durata annuale: riservato a studenti in possesso di crediti formativi in tutte le discipline dell’area comune e nelle lingue straniere

Materie

Area comune

Area di indirizzo

1° anno ore

2° anno

ore

Italiano

-

-

Storia

-

-

-

-

Diritto ed Economia

-

-

Matematica ed Informatica

-

-

Scienza della Terra e Biologia

-

-

2^ Lingua Straniera

-

-

Principi di alimentazione

2

2

Laboratorio Ricevimento

2

2

1^Lingua Straniera

Inglese*

Laboratorio Cucina *

in compresenza con Sala-Bar

3

3

Laboratorio Sala-Bar *

in compresenza con Cucina

3

3

10

10

Totale

Criteri di accesso al secondo percorso formativo: Lo studente deve essere in possesso di: • diploma di maturità che consenta l’accreditamento diretto per le discipline dell’area comune • crediti informali - referenze professionali: un’apposita Commissione valuta le competenze dello studente, anche se acquisite in diversi ambiti formativi (crediti formali ed informali), attraverso sessioni di prove di accertamento dei crediti in ingresso.

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

23


Struttura del secondo percorso formativo: Lo studente viene iscritto al 1° anno, può scegliere poi un percorso personalizzato e flessibile: prima possibilità: o

frequenza per l’intero anno scolastico delle materie dell’area d’indirizzo in ambedue la classi (1° e 2° anno)

o

scrutinio finale per la promozione al 3° anno.

seconda possibilità: o

frequenza, nel corso del primo periodo di valutazione, delle materie dell’area d’indirizzo del 1° anno,

o

prove d’esame intermedie di accertamento sui moduli non frequentati del 1° anno

o

in caso di esito positivo delle prove d’esame intermedie, frequenza, nel corso del secondo periodo di valutazione, delle

materie dell’area d’indirizzo del 2° anno o

scrutinio finale per la promozione al 3° anno.

Eventuali ulteriori discipline senza credito, possono essere recuperate attraverso la frequenza oppure prove intermedie o finali d’accertamento delle competenze.

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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SECONDO LIVELLO: anno formativo professionalizzante (Qualifica) Quadro orario MONOENNIO DI QUALIFICA 3째 ANNO - Operatore dei Servizi di Ristorazione settore Cucina

Materie

Area comune

Area di indirizzo

ore

Italiano

3

Storia

2

1^ Lingua Straniera

Inglese

2

Matematica ed Informatica

2

2^ Lingua Straniera*

2

Alimenti ed Alimentazione*

2

Elementi di Gestione aziendale

2

Laboratorio Cucina*

12

1 ora di Alimenti ed Alimentazione in compresenza con Lab. Cucina 1 ora di 2^ Lingua Straniera in compresenza con Lab. Cucina

Totale

25

Quadro orario MONOENNIO DI QUALIFICA

3째 ANNO - Operatore dei Servizi di Ristorazione settore Sala-Bar

Materie

Area comune

Area di indirizzo

1

ore

Italiano

3

Storia

2

1^ Lingua Straniera

Inglese

2

Matematica ed Informatica

2

2^ Lingua Straniera

2

Alimenti ed alimentazione

2

Elementi di Gestione aziendale

2

Laboratorio Sala-Bar

12

ora di Alimenti ed Alimentazione in compresenza con Lab. Sala-Bar

1 ora di 2^ Lingua Straniera in compresenza con Lab. Sala-Bar

Totale

25

Quadro orario MONOENNIO DI QUALIFICA

3째 ANNO - Operatore dei Servizi di Ricevimento

Materie

Area comune

Area di indirizzo

ore

Italiano

3

Storia

2

1^ Lingua Straniera

Inglese

2

Matematica ed Informatica

2

2^ Lingua Straniera

3

Amministrazione alberghiera

4

Geografia risorse culturali e turistiche

2

Laboratorio Ricevimento

9

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

25


Totale

27

Certificazioni. Oltre al diploma di qualifica, l’Istituto provvede al rilascio di un LIBRETTO

FORMATIVO nel quale vengono certificate le conoscenze e le competenze raggiunte, strumento questo quanto mai utile per un rapido e sicuro inserimento lavorativo. caravaggio

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

26


TERZO LIVELLO: raggiungibile mediante un monoennio formativo per il conseguimento del Diploma di Tecnico dei Servizi Ristorativi Quadro orario MONOENNIO POST QUALIFICA

Tecnico dei Servizi della Ristorazione Materie

Area comune

Area di indirizzo

ore

Italiano

4

Storia

2

Matematica

2

1^ Lingua Straniera

Inglese

3

Educazione fisica

2

Religione

1

2^ Lingua Straniera

3

Economia e Gestione Az. Ristorative

5

Legislazione

2

Alimenti e alimentazione

4

Laboratorio Gest. Servizi rist.

4 Totale

29

Nel monoennio post-qualifica la suddivisione dell’anno scolastico nei due periodi di valutazione ha le seguenti modalità e finalità: 1° periodo, si articola in due fasi: •

prima fase: metodologia di studio e omogeneizzazione dei livelli di partenza.

Le storie scolastiche, le età, gli interessi, le esperienze e gli impegni di lavoro differenti degli studenti rendono necessari uno sviluppo di efficaci strategie di studio e contestualmente l’omogeneizzazione dei livelli di partenza (conoscenze di base). Sono a tal fine previsti corsi di recupero e/o rinforzo. •

seconda fase: sviluppo dei moduli didattici previsti dalla programmazione del Consiglio di classe.

Linea-guida per la programmazione dei moduli è il far acquisire agli studenti gli aspetti essenziali e le competenze fondamentali relativi ai contenuti disciplinari dei programmi del quarto anno dei corsi diurni. 2° periodo, si articola anch’esso articolato in due fasi: •

prima fase: recupero in itinere di eventuali debiti formativi.

Sono previste attività di sportello, corsi di recupero, classi aperte. •

Seconda fase: sviluppo dei moduli didattici previsti dalla programmazione del Consiglio di classe.

Linea-guida per la programmazione dei corsi è il far acquisire agli studenti gli aspetti essenziali e le competenze fondamentali relativi ai contenuti disciplinari dei programmi del quinto anno dei corsi diurni. Scrutinio finale. L’esito dello lo scrutinio finale può essere:

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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l’ammissione all’Esame di Stato, per i corsisti che hanno raggiunto tutti gli obiettivi formativi fissati o che presentino un’

insufficienza non grave in una o più discipline, comunque non tale da determinare una carenza importante nella preparazione complessiva; •

la non ammissione all’Esame di Stato in presenza di insufficienze diffuse e/o gravi in più discipline, con eventuale ri-

conoscimento, da parte del Consiglio di classe, di crediti formativi nelle materie dove il corsista ha dimostrato di aver conseguito in maniera adeguata gli obiettivi formativi stabiliti. In ottemperanza a quanto previsto dalla normativa vigente per i corsi post-qualifica degli istituti professionali, viene attivato un progetto di terza area (area di professionalizzazione), che va ad integrare i contenuti della prima area (materie dell’area comune) e soprattutto della seconda area (materie dell’area d’indirizzo). Gestito direttamente dall’Istituto, questo progetto prevede l’intervento di esperti delle categorie professionali per attività di diverso genere, da svolgersi prevalentemente di sabato mattina, per complessive 120 ore, con attestazione finale del percorso formativo effettuato.

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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4.4 Progetto “LABORATORIO DEL GUSTO”. Il Laboratorio del gusto e la cucina nella marca trevigiana insieme per una valorizzazione della cultura veneta è un progetto formativo specifico per il corso serale. Ideato da docenti tecnico pratici dell’Istituto e realizzato con gli studenti delle classi seconde e terze serali, il progetto ha una forte natura professionalizzante ed è volto alla valorizzazione delle tipicità attraverso un recupero dell’alto significato sociale, etico e culturale delle tradizioni, fortemente legate alla storia e alla terra. L’attività formativa si sostanzia in una rassegna d’incontri enogastronomici sui prodotti tipici del nostro territorio, con protagonisti gli allievi del corso serale, i loro docenti e gli esperti esterni di settore. Questo laboratorio è caratterizzato dalla multidisciplinarietà - coinvolge gli insegnanti di varie materie, che approfondiscono sul piano teorico e storico - culturale quello che i ragazzi imparano nelle attività pratiche. Tra gli obiettivi caratterizzanti del laboratorio ci sono: •

l'acquisizione di tecniche specialistiche di analisi sensoriale di cibi e di bevande di qualità,

la promozione della cultura e del territorio regionale attraverso le tradizioni gastronomiche,

la conoscenza più approfondita dei prodotti tipici, la competenza nel presentarli e proporli nella ristorazione.

Nel corso del laboratorio, articolato in diversi incontri gestiti da insegnanti ed esperti del settore agroalimentare, i prodotti tipici quali i formaggi, i vini, il miele, la grappa, sono al centro di una riscoperta sensoriale e culturale tale da suscitare emozioni e sviluppare negli studenti quelle conoscenze e competenze necessarie per valorizzarli al meglio nella ristorazione. Il progetto prevede a conclusione del percorso formativo una sperimentazione laboratoriale, a cui partecipano oltre agli allievi, gli esperti e tutti i rappresentanti degli enti patrocinanti, delle associazioni e dei consorzi che sostengono l’iniziativa. Nel corso dell’evento i corsisti realizzano e propongono un menu presentando le preparazioni gastronomiche con relativi abbinamenti di vini e presentano le tappe del percorso effettuato con strumenti multimediali.

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

29


pittore fiammingo

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

30


4.5 Progetto “CORSI AMATORIALI”. Sempre nell’ottica della formazione permanente, l’Istituto realizza dei corsi amatoriali, in orario serale. Gli obbiettivi sono quelli di consentire a persone adulte appassionate di cucina, di degustazione di vini o di pasticceria di acquisire o approfondire abilità e competenze non solo teoriche ma anche pratico operative relative a specifici argomenti. I destinatari sono adulti appassionati di cucina, gourmet, giovani curiosi scopritori dell'arte culinaria, casalinghe, impiegati e professionisti, desiderosi di ampliare le proprie conoscenze in materia di cucina, pasticceria, ma anche degustazione di vini e preparazione di cocktail. Gli obbiettivi generali sono i seguenti: •

fornire un aggiornamento e un approfondimento sulle tecniche e sulle metodologie della

cucina di base,

conoscere i principali utensili ed attrezzature di cucina e saperli utilizzare con discreta autonomia,

conoscere le regole indispensabili in materia di igiene degli alimenti, della persona e delle attrezzature,

saper adottare un comportamento corretto in un ambiente di cucina in relazione ai principi di antinfortunistica,

conoscere i principali metodi di cottura degli alimenti,

conoscere le procedure e le tecniche di esecuzione di una ricetta,

conoscere i principali utensili ed attrezzature di un bar e saperli utilizzare,

conoscere il vino.

quelli specifici che caratterizzano i corsi tematici realizzati: •

sapere preparare piatti semplici dagli antipasti ai dessert,

conoscere e sapere realizzare piatti legati alla stagionalità, piatti legati alla tradizione regionale, alla cucina classica e

piatti rivisitati in modo creativo, •

conoscere le diverse tipologie di pesce, distinguere il pesce fresco da quello congelato,

saper utilizzare i diversi tipi di pesce a seconda della stagionalità e delle

sapere preparare e cuocere il pane,

conoscere gli aspetti nutrizionali dei prodotti alimentari,

conoscere il vino: le origini, la vinificazione, le denominazioni,

ampliare le conoscenze enologiche e sviluppare una valida tecnica di degustazione,

conoscere il bar e le principali attrezzature,

sapere conoscere e realizzare alcuni cocktail,

avere informazioni sul free style.

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

preparazioni,

31


benson

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

32


5. AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA La scuola nel territorio. La Scuola attua progetti specifici in collaborazione con Enti ed Associazioni che le permettono di arricchire con esperienze significative l’offerta formativa per i propri studenti: Tirocini e stages Simulazioni aziendali Progetto Eccellenza

5.1 Tirocini e stages.

Tirocini nel monoennio di qualifica e nel biennio post qualifica: tra le attività previste per ordinamento negli Istituti Professionali ci sono i tirocini. Sono attività curricolari che hanno lo scopo di realizzare quella sinergia tra realtà professionale e mondo del lavoro attraverso l’obbligo, per le scuole, di organizzare stage nella classe terza, da valutare ai fini dell’esame di qualifica, e nei percorsi di terza area nel biennio conclusivo. Consistono nella permanenza in aziende del settore: lo studente ha la possibilità di entrare in contatto con la realtà operativa dell’azienda ristorativa o alberghiera e prendere coscienza delle conoscenze e competenze necessarie per svolgere la professione.

Stages orientativi per le classi seconde: nel nostro Istituto è ormai esperienza consolidata l’organizzazione di uno stage orientativo per gli studenti delle classi seconde per favorire una scelta consapevole del percorso di qualifica da intraprendere nel

terzo anno. Il nostro Istituto ha investito molte energie e risorse umane e professionali dei propri docenti per garantire agli studenti un servizio di qualità. Ha intrapreso un percorso di contatto e coinvolgimento delle aziende attraverso le associazioni di categoria che hanno permesso un dialogo costruttivo tra aziende e scuola. I gruppi di interesse coinvolti nell’attività sono: genitori e studenti - scuola - aziende. Il confronto è stato fatto sui temi dell’importanza di un regolamento etico-professionale nell’esperienza del tirocinio, sul ruolo dello stage come viatico per l’ingresso nel mondo del lavoro e sulla rilevanza del rispetto delle “regole” per avere un incontro proficuo tra scuola e aziende. Gli stage prevedono un reale incontro tra la Scuola e le Aziende esterne visto che ogni studente è munito di una scheda di valutazione e di presentazione delle competenze e delle conoscenze redatta dal Consiglio di classe, cosicché possa essere collocato nell’azienda a lui più consona indviduata facendo riferimento ai profili azienda forniti dalle associazioni di categorie e di settore a cui le aziende appartengono.

5.2 Simulazioni aziendali. - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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Per consentire agli studenti di sperimentare le conoscenze professionali e le abilità pratiche acquisite la scuola li fa partecipare a situazioni operative reali, le cosiddette simulazioni aziendali. Questi tipi di esercitazioni rientrano a tutti gli effetti nell’attività didattica curricolare e sono organizzate rispettando gli standard qualitativi e i criteri indicati dal Consiglio d’Istituto, per garantirne il valore didattico professionale. Le attività coinvolgono gli studenti delle classi 4^ e 5^, nei moduli specifici previsti nella TERZA AREA e gli studenti delle classi 3^ e 2^ nelle cosiddette esercitazioni speciali. Le tipologie di simulazione sono di vario genere: •

realizzazione di banchetti, buffet, coffee break, cocktail party

assistenza o supporto a rassegne enogastronomiche

supporto nella realizzazione di convegni e manifestazioni di carattere culturale Gli eventi possono essere promossi dalla scuola (convegni, attività legate ai progetti realizzati nella scuola: open day, esercitazioni speciali, progetto shout, incontri con i genitori per gli stage, altro) oppure richiesti da Organismi Istituzionali, Scuole, Associazioni di categoria ed Enti senza fini di lucro.

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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5.3 Progetto “ECCELLENZA”. Finalità generale del progetto è di quella di premiare gli studenti meritevoli facendoli partecipare ad iniziative che consentano loro di maturare esperienze significative sia nell’ambito culturale che in quello tecnico - professionale. Gli studenti possono venire selezionati e preparati per partecipare a concorsi nazionale e internazionali nel settore enogastronomico e del ricevimento; possono partecipare a convegni formativi, a fiere gastronomiche e a eventi di prestigio in cui la scuola è coinvolta nei rapporti con il territorio.

5.4 Progetto “CONVEGNO ANNUALE”. I progetti che la Scuola realizza la collocano nel territorio come centro di aggregazione e di elaborazione di cultura nell’ambito enogastronomico e dell’accoglienza. In quest’ottica viene

realizzato ogni anno un convegno sui temi dell’ospitalità,

dell’enogastronomia e della cultura del cibo.

5.5 Progetto “CONCORSO COCKTAIL D’ISTITUTO”. E’ ormai consuetudine nel nostro Istituto organizzare un concorso destinato agli studenti delle classi terze indirizzo sala bar. L’iniziativa ha il fine di sensibilizzare gli studenti ad un “consumo intelligente” delle bevande alcoliche e contemporaneamente a far loro cogliere il futuro ruolo professionale di somministratori. L’organizzazione prevede una giornata di studio con l’intervento di esperti e successivamente lo svolgimento del concorso, nel quale, gli studenti del terzo anno sala bar si confrontano in prove pratiche di esecuzioni di cocktail.

La formazione dello studente come persona e come cittadino. Ritenendo fondamentale il proprio ruolo nella formazione dello studente come persona e come cittadino, la Scuola si impegna nella realizzazione di percorsi di conoscenza e di accettazione dell’altro. In quest’ottica rientrano gli interventi per: l’integrazione la prevenzione del disagio l’educazione alla salute

5.6 Progetto “INTEGRAZIONE DEGLI STUDENTI DIVERSAMENTE ABILI”. Gli obiettivi del Progetto sono quelli di favorire la cultura dell’integrazione, sostenere l'espressione e lo sviluppo di potenzialità e risorse dell'allievo diversamente abile, promuovendo l'acquisizione di abilità e competenze. Le problematiche dell'handicap e dello svantaggio vengono assunte in carico dall'intero Istituto, con il coinvolgimento di tutto il personale docente e non docente. Scopo prioritario dell'intervento didattico-educativo è l'integrazione dell'allievo disabile in un ambiente che ne favorisca la socializzazione e, tenuto conto della situazione di partenza, contribuisca a farne emergere potenzialità ed abilità, nell'ottica del raggiungimento di una maggiore autonomia e della formazione di una più solida autostima. Gli allievi disabili partecipano per quanto possibile alle diverse attività proposte dalla scuola. Ogni insegnante contribuisce al progetto educativo individualizzato, - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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coinvolgendo l'intero gruppo classe, con lo scopo di educare ai valori dell'accettazione e del rispetto delle diversità, della cooperazione e della solidarietà. La scuola cerca inoltre di favorire, ove possibile, i contatti con il mondo del lavoro, affinché l'esperienza scolastica non rimanga fine a se stessa. Relativamente al complesso degli interventi per l'integrazione la scuola individua e persegue le seguenti finalità: •

favorire la socializzazione e l'integrazione degli allievi in situazione di handicap;

favorire l'espressione e lo sviluppo di potenzialità e risorse dell'allievo disabile, promuovendo l'acquisizione di abilità e

competenze; •

promuovere il costituirsi di un percorso formativo individualizzato al tempo stesso coerente e flessibile, a partire da inte-

ressi, punti-forza e difficoltà dell'allievo; •

promuovere una collaborazione attiva tra scuola, famiglia ed operatori dell'U.L.S.S.;

promuovere un clima relazionale positivo e cooperativo nell'Istituto;

coordinare le risorse esistenti per promuovere la formazione di una comunità scolastica integrante.

Tra le attività specifiche per gli studenti che la scuola promuove ci sono: •

LABORATORI per permettere agli allievi di continuare il processo di socializzazione già avviato all’interno del gruppo

classe, per favorire una formazione globale accrescendo l’autonomia, le competenze sociali e la capacità di porsi in relazione con gli altri, coltivare le potenzialità intellettive, cognitive, logico linguistiche di apprendimento, consolidare ed accrescere le competenze professionali degli allievi. •

ALTERNANZA SCUOLA LAVORO per favorire, con stage orientativi e professionalizzanti, l’inserimento futuro nell’attività

lavorativa e potenziare le competenze spendibili nel settore professionale.

renoir

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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5.7 Progetto “INTEGRAZIONE DEGLI STUDENTI STRANIERI”. Finalità generale del progetto è quella di favorire l’integrazione degli studenti stranieri nella comunità scolastica e sociale, di promuovere la cultura dell’accettazione delle diversità attraverso la conoscenza delle culture altre e delle loro manifestazioni. Gli interventi svolti in collaborazione con i centri territoriali permanenti (CTP) vanno in più direzioni: •

attività di ORIENTAMENTO per sostenere l’autostima e la consapevolezza delle proprie scelte scolastiche attraverso col-

loqui mirati, Individuare il percorso scolastico più adatto all’età e alla situazione in ingresso degli studenti. •

attività di ALFABETIZZAZIONE per favorire con interventi personalizzati l’acquisizione della comprensione della lingua

italiana come competenza trasversale. •

Produzione di MATERIALI per facilitare l’apprendimento delle varie discipline.

L’Istituto ha adottato con delibera del Collegio dei docenti un Regolamento riguardante le modalità di iscrizione e integrazione degli studenti stranieri.

5.8 Progetto “SERVIZI AGLI STUDENTI”.

Tra gli interventi che il nostro Istituto attua per la prevenzione del disagio giovanile ci sono: • Lo SPORTELLO D’ASCOLTO (CIC – Centro Informazione e Consulenza). Il Centro di Informazione e Consulenza (previsto dalla legge n. 162 del 26 giugno 1990) è un servizio che la scuola offre per realizzare attività: di prevenzione, di informazione, di sostegno e di consulenza esperta. Gli interventi sono finalizzati alla promozione del benessere psico-fisico della comunità scolastica, al miglioramento della qualità della vita nella scuola e nel contesto familiare degli alunni, all'accrescimento della fiducia e della solidarietà nella scuola, alla facilitazione del dialogo e alla costruzione di rapporti positivi tra docenti, alunni e genitori. Le aree di intervento sono due: area scolastica - rapporto con gli insegnanti, con gli alunni, difficoltà di apprendimento, orientamento; area psico-socio-personale - counseling scolastico. •

ATTIVITÀ NEL GRUPPO - CLASSE sulle tematiche delle relazioni (tra compagni di classe, tra studenti e adulti) con lo scopo di favorire i processi di socializzazione e la progettazione di un lavoro comune. Le attività sono attuate da docenti opportunamente formati e da esperti esterni in collaborazione con le USL.

ATTIVITÀ INTEGRATIVE E OPZIONALI di vario genere per favorire l’espressione delle proprie emozioni, la riflessione, l’ascolto, il confronto, la consapevolezza di sé e la relazione positiva con gli altri: o

SHOUT ATTIVITÀ CREATIVE: attività extracurricolare opzionale che si prefigge una riflessione sul tema del divertimento

e dei temi associati di trasgressione e rischio, per favorire un divertimento “sano” che tenda a limitare i comportamenti a rischio. Vuole permettere la realizzazione delle capacità espressive e creative della persona attraverso la realizzazione di produzioni artistiche da presentare ad una manifestazione finale (convention). o

TEATRO A SCUOLA: attività extracurricolare opzionale che vuole sviluppare le capacità comunicative attraverso il lin-

guaggio del teatro e dei vari stimoli scenici, coreografici. L’attività mira a permettere di riflettere sulla propria identità in trasformazione attraverso forme e linguaggi espressivi differenti da quelli scolasticamente usuali. Vengono attuate iniziative, in collaborazione con l’USL, di educazione alla salute. Si tratta di interventi di informazione e prevenzione sui temi della sessualità, delle malattie a trasmissione sessuale, delle droghe, dell’alcool, del tabagismo e altro.

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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La nostra Scuola interviene nell’ambito dell’educazione alla legalità con: •

iniziative in collaborazione con le Istituzioni (incontri informativi e di prevenzione) • realizzazione di attività rivolte ai rappresentanti degli studenti negli organi collegiali per renderli consapevoli del proprio ruolo • realizzazione di iniziative per favorire il coinvolgimento e la partecipazione attiva alla vita della scuola da parte degli studenti • Progetto “PATENTINO” che si prefigge l’obiettivo di contribuire a diffondere la cultura della sicurezza sulla strada, di fare conoscere ai partecipanti le principali regole del nuovo codice della strada, di informare sull’utilizzo ottimale dei mezzi a due ruote e in particolare fare conoscere le conseguenze di un modo di guidare non conforme al Codice della Strada. Gli studenti attraverso la frequenza di un corso vengono preparati a sostenere l’esame per il conseguimento del C.I.G. (Certificato di Idoneità alla guida dei Ciclomotori), obbligatorio dal 1 luglio 2004, per tutti i ragazzi che abbiano compiuto 14 anni fino alla maggiore età, per guidare un ciclomotore. (D.Legl. n° 9 e D.L. n° 151 del 27/06/2003)

5.9 Progetto “SPORT E INTEGRAZIONE”. In stretta sinergia con i progetti volti al benessere psico-fisico dello studente e all’integrazione si pone il progetto che ha come obiettivi quelli di utilizzare le attività sportive per contribuire alla crescita dello studente, per abituare al rispetto delle regole, per favorire l’aggregazione tra studenti e il confronto, per evidenziare l’importanza del singolo individuo nel successo della squadra, in cui le individualità contribuiscono al perseguimento di un fine comune. Tra le numerose attività è diventata una consuetudine della scuola realizzare la giornata denominata: ”L’ALTRO CAMPIONE” giornata dedicata ad attività sportive e ricreative con il coinvolgimento di studenti diversamente abili e non, con la finalità dell’integrazione attraverso la conoscenza, il confronto e l’accettazione dell’altro.

L’orientamento e la prevenzione della dispersione scolastica. 5.10 Progetto “ORIENTAMENTO”. ORIENTAMENTO IN ENTRATA. Le attività riguardano: •

le iniziative per consentire agli studenti provenienti dalla scuola media una scelta il più possibile consapevole del percor-

so di studi da intraprendere attraverso: o

Interventi informativi e formativi attraverso visite guidate alla nostra scuola di gruppi di studenti accompagnati da un re-

sponsabile della scuola media richiedente. o

Open day - vengono realizzate delle giornate di scuola aperta per consentire a studenti, genitori un contatto diretto con

la scuola e le sue proposte attraverso la presentazione da parte della Commissione Orientamento del Piano dell’Offerta Formativa del nostro Istituto, visita della scuola, una simulazione dei nostri studenti ai laboratori. o

Incontro con i Dirigenti Scolastici e con i Responsabili dell’Orientamento delle scuole medie, organizzato presso l’Istituto

nel corso gli ospiti partecipano ad un’esercitazione speciale delle classi terze. o

Incontro con un referente della scuola presso il campus sull’Orientamento organizzato dalla Provincia nel mese di luglio.

le attività di accoglienza per gli studenti:

o

Organizzazione di attività per le classi prime, all’inizio dell’anno scolastico, per conoscere il piano dell’offerta formativa

della scuola, il regolamento d’Istituto, i docenti e le materie. - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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o

Incontri per l’inserimento nelle classi seconde di studenti provenienti da altri Istituti.

ORIENTAMENTO IN ITINERE. Gli interventi riguardano: •

L’orientamento degli studenti delle classi seconde, per la scelta professionale della qualifica attraverso incontri con e-

sperti e lo stage orientativo con le aziende del territorio. •

L’orientamento degli studenti delle classi terze, per la scelta della qualifica di secondo livello nell’ambito dell’area profes-

sionalizzante (Terza Area) attraverso l’incontro con la Commissione che si occupa dell’organizzazione della Terza Area nella scuola. •

L’orientamento degli studenti delle classi quarte attraverso incontri per illustrare, per linee generali, la configurazione del

mondo delle professioni e del lavoro. ORIENTAMENTO IN USCITA. Per gli studenti delle classi quinte l’orientamento è volto ad educare alla presa di coscienza di sé, alla progressiva consapevolezza delle proprie capacità, attitudini/vocazioni, interessi, preferenze, valori, ideali. Vengono organizzati: •

incontri con esperti sui temi:

o

contratti di lavoro

o

stesura del curriculum

o

sicurezza e tutela dei lavoratori

partecipazione a fiere e convegni informativi su:

o

percorsi universitari

o

corsi di specializzazione post diploma

o

inserimento nel mondo del lavoro.

5.11 Progetto “PREVENZIONE DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA”. Il lavoro che i docenti dell’Istituto hanno intrapreso si muove in più direzioni: •

Individuazione delle principali forme di dispersione scolastica attraverso la riflessione sul disagio all’interno della scuola

e/o della famiglia. •

valorizzazione della “persona” come massima dimensione dello studente.

valorizzazione della scuola come “comunità”, “centro”.

sviluppo di una sinergia d’intervento con gli Enti territoriali preposti ad una eventuale riqualificazione sociale.

L’obiettivo è quello di riorientamento e di valorizzare le abilità operative degli studenti per guidarli in un percorso di inse-

rimento lavorativo con l’intermediazione della scuola.

renoir

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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6. L’ATTIVITA’ DIDATTICA gli obiettivi la programmazione dell’attività didattica la valutazione

Gli obiettivi. 6.1 Obiettivi generali dei vari cicli di formazione Gli obiettivi generali del biennio di orientamento professionale sono riconducibili all'acquisizione di conoscenze di base nonché di alcune competenze ed abilità proprie delle diverse discipline, così da consentire all'allievo l'accesso al monoennio di qualifica e successivamente al biennio post-qualifica. Nell'anno di qualifica i suddetti obiettivi vengono potenziati ed integrati da altri più specifici propri del settore di specializzazione in modo da permettere allo studente una scelta sicura in relazione alla continuazione degli studi o all'entrata nel mondo del lavoro. Nel biennio post-qualifica, infine, attraverso l'ampliamento e la personalizzazione delle conoscenze, l'autonomia in ambito scolastico ed extrascolastico, la maturazione di una propria scelta professionale e la disponibilità alla cooperazione e alla collaborazione si intende portare l'allievo all'acquisizione di una professionalità di secondo livello e alla elaborazione di un proprio progetto di vita. Obiettivi trasversali educativi e didattici Gli obiettivi trasversali sono di due tipi, educativi e didattici, e vanno elaborati per i vari cicli di formazione in rapporto alla graduale maturazione e crescita dell'allievo. La loro trasversalità consente ai docenti di riconoscere, al di là delle peculiarità di ogni disciplina, un comune campo d'azione in modo tale da amplificare il più possibile la portata del loro intervento educativo, formativo, professionalizzante. Ogni docente, quindi, attraverso i contenuti della propria materia ed i propri interventi didattici, si sforzerà di favorire e/o consolidare nell'allievo atteggiamenti e capacità di cui poi l'intero Consiglio di Classe dovrà tenere conto nel momento della valutazione. BIENNIO INIZIALE Rispetto e Correttezza Responsabilità che si esplicitano in: •

Adottare un comportamento rispettoso nei confronti dei compagni e dell'istituzione scolastica, intesa sia come persone

operanti sia come regole e cose;

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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maturare un senso di lealtà con sé, con gli altri e negli impegni scolastici e favorire la propensione al dialogo, al con-

fronto e alla coerenza nelle scelte; avviare all'acquisizione di un corretto metodo di approccio al sapere e ad una efficace impostazione dell'attività scolasti-

ca, facendo uso appropriato degli strumenti didattici; avviare all'acquisizione di competenze ed abilità di base necessarie per un apprendimento ed una comunicazione perso-

• nali; •

sviluppare capacità di osservazione, intuizione nonché di riflessione logica;

primo approccio alla metodologia della ricerca;

abilitare ad ordinare le conoscenze, a collegarle, tentando accostamenti e confronti fra le stesse;

avviare all'uso delle tecniche e dei linguaggi specifici delle varie discipline;

favorire la riflessione sulle proprie attitudini per la consapevolezza dell'opportunità

della scelta scolastica e professionale.

TERZO ANNO Autonomia Responsabilità Operatività che si esplicitano in: •

consolidamento degli obiettivi previsti per il Biennio iniziale;

perfezionamento del metodo di studio;

ricerca di una maggiore autonomia;

potenziamento delle competenze ed abilità acquisite per una più completa preparazione al mondo del lavoro o al prose-

guimento degli studi; •

sviluppo di capacità di analisi, induzione, deduzione e valorizzazione delle proprie esperienze;

sviluppo di curiosità culturali e professionali al di fuori dello stretto ambito scolastico.

BIENNIO POST-QUALIFICA Capacità critica Creatività operativa Capacità decisionale e valutativa che si esplicitano in: •

acquisizione di una cultura dinamica, aperta a tutte le sollecitazioni interne ed esterne alla scuola;

sviluppo dello spirito creativo e delle capacità di analisi, sintesi, di elaborazione personale e di verifica critica;

utilizzo dei linguaggi verbali e non verbali delle varie discipline in relazione ai contesti e agli interlocutori coi quali si

opera; •

apertura a prospettive e problematiche della realtà in cui viviamo per un coinvolgimento più attivo con il sociale;

abilitazione al confronto e all'analisi contrastiva tramite esperienze di interdisciplinarietà;

affinamento delle proprie capacità, competenze ed abilità professionali;

perfezionamento della metodologia della ricerca.

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Il corpo docente riconosce e condivide strategie e atteggiamenti comuni, improntati sull'impegno, la disponibilità, il dialogo, la coerenza e la professionalità, favorendo, in tal modo, il raggiungimento delle finalità e degli obiettivi che l'istituto si propone. Ciò non significa rinunciare alla propria individualità o limitare la propria libertà di insegnamento, ma riconoscersi come soggetti educanti, capaci di "segnare" con la propria azione i giovani con cui si vive e si opera.

La Programmazione. 6.2 La programmazione disciplinare. Secondo le indicazioni deliberate dal Collegio dei Docenti, gli insegnanti delle varie discipline si riuniscono periodicamente per definire, elaborare e concordare •

il contributo della propria disciplina al raggiungimento delle finalità e degli obiettivi trasversali concordati dal Collegio dei

Docenti; •

la programmazione di massima dei contenuti per classi parallele e per cicli di formazione;

gli obiettivi didattici disciplinari e i livelli minimi da raggiungere in termini di conoscenze ed abilità;

la tipologia di prove, griglie e altre modalità di osservazione da utilizzare per la rilevazione dei livelli di partenza (prove

di ingresso) e/o di uscita (prove finali, con particolare riguardo alle prove di pre-esame per le classi terze); •

il numero di verifiche orali e/o scritte da effettuare per ogni periodo;

i criteri di valutazione da adottare;

proposte di acquisto di materiale e sussidi didattici;

proposte di eventuale sostituzione dei libri di testo e/o loro integrazione.

Inoltre, tali incontri saranno utilizzati anche come momento di verifica del lavoro svolto nel periodo preso in esame con

scambio di opinioni ed esperienze. I piani didattici annuali per ogni singola disciplina. Nel rispetto di quanto stabilito nella programmazione educativa e didattica collegiale ogni docente fa riferimento ai piani di lavoro elaborati dai gruppi di coordinamento materia sulla base dei programmi ministeriali, eventualmente adattati alle diverse esigenze delle singole classi o modificati per fare spazio ad interventi di micro-sperimentazione. Partendo dalla situazione iniziale delle varie classi, il piano di lavoro individuale sviluppa i seguenti punti: •

finalità formative, obiettivi specifici,

metodologie e percorsi didattici attivati,

percorsi progettuali specifici,

articolazione dei contenuti e tempi di attuazione.

verifica e valutazione.

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La Valutazione. La valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli studenti. Concorre, attraverso l’individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascuno studente, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo, anche in coerenza con l’obiettivo dell’apprendimento permanente. La valutazione del profitto nelle singole discipline. L’attribuzione del voto di comportamento. Il credito scolastico e il credito formativo. La valutazione della preparazione complessiva.

6. 3 La valutazione del profitto nelle singole discipline.

Per la valutazione del profitto vengono utilizzati i seguenti criteri: o La qualità e la quantità del profitto o o o

La progressione nell’apprendimento L’interesse e la partecipazione al dialogo educativo La possibilità di raggiungere gli obiettivi formativi e di contenuto, propri delle discipline interessate al re-

cupero nel corso dell’anno scolastico successivo o

La possibilità di seguire proficuamente il programma dell’anno scolastico successivo

o

La frequenza scolastica e l’assiduità nello studio

Per la corrispondenza tra voti e livelli di apprendimento degli allievi si fa riferimento alla seguente tabella:

VOTO in decimi

1-3 4

CONOSCENZE

1

Conoscenze assenti o scarse

Competenze assenti o insignificanti

CAPACITA’

3

Capacità non rilevabili

blemi semplici

disciplina

Conoscenza generica e superficia- Competenze incerte nell’affrontare pro- Capacità superficiali di trasferimento le degli argomenti essenziali

6

2

Conoscenza parziale e frammenta- Scarse competenze nell’affrontare pro- Scarse capacità di orientamento nella ria degli argomenti essenziali

5

COMPETENZE

blemi anche elementari

delle conoscenze

Conoscenza completa ma non ap- Competenze adeguate ad affrontare

Capacità di orientamento nella discipli-

profondita degli argomenti essen-

problemi non complessi

na

Competenze adeguate ad affrontare

Capacità di orientarsi nella disciplina e

ziali 7

Conoscenza piena di tutti gli ar-

1

“Conoscenze", cioè tutto ciò che estende il sapere: informazioni, nozioni, costrutti linguistici e/o logici.

2

"Competenze", cioè ciò che in un contesto dato, si sa fare (abilità) sulla base di un sapere (conoscenza) per raggiungere un obiettivo atteso

e/o produrre (nuove) conoscenze. [Le competenze possono poi essere di carattere didattico o, in senso lato, civico e specifiche di una disciplina e/o trasversali a più discipline]. 3

"Capacità", cioè abilità che vengono sviluppate sul piano cognitivo, come analisi, sintesi, e sul piano globale della persona , come autono-

mia, organizzazione / orientamento, integrazione con altri nelle relazioni e nelle attività. - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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gomenti trattati

problemi in modo autonomo

di effettuare qualche collegamento interdisciplinare

8

Conoscenza piena ed approfondita Competenze adeguate a risolvere pro- Buone capacità di collegamento inter-

9-10

degli argomenti

blemi nuovi

disciplinare

Conoscenza completa, coordinata

Competenza sicura per risolvere pro-

Ottime capacità di collegamento inter-

ed approfondita di tutti gli argo-

blemi nuovi con approfondimenti critici

disciplinare con apporti critici

menti trattati

ed apporti originali

L’ assegnazione del punteggio dell’esame di qualifica del terzo anno. Il voto di Ammissione: viene deliberato dal Consiglio di classe, verificata la sufficienza in tutte le materie, ovvero con giudizio motivato, constatata la presenza di non più di due insufficienze. Il punteggio di Ammissione per il corso diurno tiene conto: •

del Curriculum (media dei voti del biennio iniziale);

del profitto del terzo anno (comprensivo della valutazione del comportamento);

della media delle valutazioni conseguite nelle prove strutturate o semistrutturate nelle varie discipline previste dalla vigente normativa;

della valutazione dello stage in azienda.

Il punteggio di Ammissione per il corso serale tiene conto: •

del Curriculum (media dei voti del biennio iniziale e di eventuali crediti scolastici);

del profitto del terzo anno(comprensivo della valutazione del comportamento);

della valutazione dello stage in azienda.

La valutazione complessiva delle prove d’esame: Prova Relazionale, Prova Progettuale e Prova Pratica (comprese le eventuali prove orali) può incrementare o decrementare il voto di Ammissione di ulteriori punti, fino a un massimo di 10. Il voto finale di qualifica è espresso in centesimi. Uno studente risulta qualificato se consegue una valutazione maggiore o uguale a 60/100.

6.4 L’attribuzione del voto di comportamento. I criteri di valutazione del comportamento stabiliti collegialmente dai docenti sono i seguenti: INDICATORI

RISPETTO: di

CORRETTEZZA:

LEALTA’: nei

ATTENZIONE: ai

PROFITTO: impegno,

FREQUENZA:

persone, di

di comportamento, di

rapporti, nelle

compagni e alle

progressione

assiduità alle le-

leggi, di regole,

linguaggio, di utilizzo

verifiche, nelle

proposte educative

nell’apprendimento, par-

zioni, giustificazio-

prestazioni

dei docenti

tecipazione all’attività

ne tempestiva di

didattica

assenze e ritardi

di consegne, di

dei media

impegni, di strutture, di orari

DESCRITTORI E VOTI

5 – non ammissione alla classe successiva o all’Esame di Stato o di qualifica.

Presenza di “reati che violano la dignità e il rispetto della persona umana”, atti “connotati da una particolare gravità tale da ingenerare un elevato allarme sociale”. Irrogazione di una o più sanzioni disciplinari comportanti l’allontanamento per più di 15 giorni senza che siano seguiti “apprezzabili e concreti cambiamenti tali da evi-

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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L’oggettiva gravità del comportamento è pre-

denziare un sufficiente livello di miglioramento”.

vista dal DPR 235/2007 art. 1 comma 9

6

Il comportamento assai superficiale non è pervenuto ad autentica comprensione e condivisione delle norme e del loro valore autoregolativo, con numerosi episodi e atteggiamenti riprovevoli, segnalati da richiami e ammonizioni iterate, con l’eventuale irrogazione di sanzioni entro i 15 giorni, senza che siano seguiti “apprezzabili e concreti cambiamenti tali da evidenziare un sufficiente livello di miglioramento”.

7

Il comportamento è improntato a partecipazione ed interesse discontinui, anche per quanto riguarda il rispetto delle regole. Numerosi richiami. Eventuali sanzioni comportanti la sospensione (o pene sostitutive) sino a 6 giorni.

8

Il comportamento è improntato ad una soddisfacente acquisizione delle regole, alle quali si adempie con progressiva volontà di responsabilizzazione, anche per quanto attiene l’assiduità. Lievi infrazioni al regolamento disciplinare; sporadici richiami verbali e/o ammonizioni con “apprezzabili e concreti cambiamenti tali da evidenziare un sufficiente livello di miglioramento”, nessuna sanzione comportante la sospensione.

9

Il comportamento è improntato a assiduità e partecipazione, rispetto, responsabilità e correttezza, con una tensione al miglioramento e alla partecipazione educativa. Nessuna ammonizione scritta individuale o eventuali ammonizioni scritte individuali a cui siano seguiti “apprezzabili e concreti cambiamenti tali da evidenziare un sufficiente livello di miglioramento”, nessuna sanzione comportante la sospensione.

10

Il comportamento ha raggiunto un elevato grado di autonomia, costante nel rispetto delle regole interiorizzate e personalmente filtrate, e si propone come esemplare per la partecipazione al dialogo educativo, l’attenzione collaborativa ai compagni e alla vita della scuola, nei suoi valori condivisi. Nessuna ammonizione scritta individuale, nessuna sanzione comportante la sospensione.

6.5 Il credito scolastico e il credito formativo. Con l'introduzione del nuovo Esame di Stato, a partire dalla classe terza è prevista l'assegnazione di un credito scolastico. Si tratta di un punteggio che dipende dalla media dei voti, dalla partecipazione, dalla frequenza alle attività curricolari ed extracurricolari e dalle esperienze formative (debitamente certificate) che lo studente può avere maturato all’esterno della scuola. La somma dei crediti scolastici ottenuti nel corso del triennio costituisce il punteggio di ingresso con cui lo studente accede all'Esame di Stato e viene aggiunto al punteggio delle prove scritte e del colloquio per determinare la votazione d'esame. Il credito scolastico del terzo anno. Il credito scolastico del terzo anno viene attribuito in base al voto conseguito agli esami di qualifica (espresso in centesimi), seguendo una tabella predisposta dal Ministero.

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TABELLA A (D.M. n. 42 del 22 maggio 2007) CREDITO SCOLASTICO Candidati interni Media dei voti

Credito scolastico (Punti) I anno

M=6

3-4

6<M≤7

4-5

7<M≤8

5-6

8 < M ≤ 10

6-8

dove M è il voto conseguito agli esami di qualifica (per es. 65/100 =M 6,5) Il credito scolastico del quarto anno. Il credito scolastico del quarto anno viene attribuito in base alla seguente tabella: TABELLA A (D.M. n. 42 del 22 maggio 2007) CREDITO SCOLASTICO Candidati interni Media dei voti

Credito scolastico (Punti) II anno

M=6

3-4

6<M≤7

4-5

7<M≤8

5-6

8 < M ≤ 10

6-8

dove M rappresenta la media dei voti (valutazione degli apprendimenti e del comportamento) conseguiti in sede di scrutinio finale. Il credito scolastico del quinto anno. Il credito scolastico del quinto anno viene attribuito in base alla seguente tabella: - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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TABELLA A (D.M. n. 42 del 22 maggio 2007) CREDITO SCOLASTICO Candidati interni Media dei voti

Credito scolastico (Punti) III anno

M=6

4-5

6<M≤7

5-6

7<M≤8

6-7

8 < M ≤ 10

7-9

dove M rappresenta la media dei voti (valutazione degli apprendimenti e del comportamento) conseguiti in sede di scrutinio finale. N.B. L’esito dell’esame di TERZA AREA (per il conseguimento della qualifica di III livello europeo – percorso approvato con decreto della Regione Veneto) costituito da una valutazione della prova pratica ed una del colloquio, attribuite secondo la scala seguente: A ottimo, B buono, C sufficiente, D insufficiente viene convertito in una corrispondente valutazione in decimi come segue: Valutazione di 3^ Area

Valutazione in decimi corrispondente

AA

10

AB-BA

9

BB-AC-CA

8

BC-CB

7

CC

6

DD-CD-DC

5

che si aggiunge alle valutazioni finali del 5^ anno e rientra nella determinazione della media dei voti del 5^ anno. Il credito formativo. Il credito formativo contribuisce alla determinazione del credito attribuito per gli esami di Stato. Se riconosciuto, fa incrementare il credito scolastico previsto nella banda di oscillazione determinata dalla media dei voti dello studente, fino, al massimo, al raggiungimento del credito più alto attribuito per quella fascia. Gli allievi interessati sono invitati a produrre

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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domanda di riconoscimento dei titoli eventualmente posseduti ritenuti valutabili ai fini dell'attribuzione del credito formativo per gli Esami di Stato. Ai sensi del D.P.R. n. 323 del 23.07.98 e del D.M. del 24/02/2000, i crediti formativi devono sottostare ai seguenti criteri: •

devono essere certificati da Enti esterni alla Scuola.

devono essere valutati dal C.d.C. conformemente ai criteri stabiliti dal Collegio Docenti.

Si riportano di seguito le tipologie delle attività valutabili:

attività professionali (alberghi, ristoranti, ecc.);

attività culturali, artistiche e ricreative:  musicali  teatrali  giornalistiche  altro

sportive (tesseramento in federazioni, società sportive, ecc)

linguistiche (corsi di studio all'estero e in Italia)

solidarieta, volontariato (assistenza alle persone; protezione civile,ecc.).

La documentazione dei Crediti Formativi deve comprendere in ogni caso un’attestazione dell'impresa o dell'ente presso cui e' stata realizzata l'esperienza e contenere una breve descrizione dell'esperienza stessa, dalla quale emerga il livello conseguito e/o il ruolo rivestito nonche' la frequenza dell'attività (annuale, pluriennale) e la cadenza (settimanale, bisettimanale. mensile, ecc.). Le certificazioni comprovanti attività lavorativa, anche svolta in ambito familiare, devono indicare l'ente a cui sono stati versati i contributi assistenziali e previdenziali, ovvero le disposizioni normative che escludano l'obbligo dell'adempimento contributivo (art. 12 del D.P.R. 323 del 23.07.98).

6.6 La valutazione della preparazione complessiva.

In sede di scrutinio finale il Consiglio di classe delibera: o o

o

L’AMMISSIONE alla classe successiva per gli studenti che conseguano un voto non inferiore a sei decimi in ogni disciplina di studio e nel comportamento. LA SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO per gli studenti che presentino in una o più discipline valutazioni insufficienti, ma per i quali il Consiglio di classe ritenga che gli obiettivi formativi e di contenuto propri delle discipline interessate possano essere raggiunti entro il termine dell’anno scolastico, mediante lo studio personale svolto autonomamente o attraverso la frequenza di appositi interventi di recupero. LA NON AMMISSIONE alla classe successiva per gli studenti che presentino insufficienze tali da comportare un immediato giudizio di non promozione oppure ai quali sia stato attribuito il voto di comportamento uguale a 5. La sospensione del giudizio. Nel caso in cui il Consiglio di classe abbia sospeso la formulazione del giudizio finale lo studente potrà avvalersi o non avvalersi degli eventuali interventi di recupero predisposti dalla scuola, dovrà procedere allo studio individuale delle disci-

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pline in cui presenta le insufficienze e avrà l’obbligo di sottoporsi a prove di verifica, per accertare il superamento delle carenze segnalate. Il Consiglio di classe procederà allo scrutinio finale e tenendo conto dei risultati conseguiti non soltanto in sede di accertamento finale, ma anche nelle varie fasi dell’intero percorso dell’attività di recupero delibererà l’ammissione alla classe successiva in caso di valutazione complessiva positiva o la non ammissione altrimenti.

6.7 Le attività di recupero per il saldo del debito formativo. Il Collegio dei docenti individua le modalità per il recupero del debito formativo del periodo intermedio e finale. Le attività si svolgono nel corso dell’intero anno scolastico e, per il recupero delle insufficienze del secondo periodo di valutazione, che prevedono la sospensione del giudizio. nel periodo estivo, generalmente entro il 15 luglio, per le classi prime e seconde e prima dell’inizio delle attività didattiche per le classi quarte impegnate durante l’estate nel tirocinio. Le tipologie di interventi sono: •

recupero in itinere: attività di rinforzo e potenziamento nel corso dell’attività didattica curricolare

sportello didattico: attività didattica integrativa per singoli studenti o gruppi di studenti, che accedono al servizio su prenotazione o su specifica indicazione dei Consigli di classe.

corsi di recupero: attività didattica integrativa di studenti che accedono al servizio, secondo i criteri deliberati collegialmente, su indicazione del docente della disciplina.

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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7 RICERCA E SVILUPPO 7.1 Progetto “NUOVE TECNOLOGIE – INFORMATICA”. La finalità del progetto è quella di potenziare sia dal punto di vista dell’hardware che del software le tecnologie a disposizione dell’Istituto. Il progetto si prefigge inoltre di attuare dei percorsi di aggiornamento del personale docente e non docente con la finalità dell’acquisizione e dell’approfondimento di competenze informatiche e dell’utilizzo di modalità didattiche che si avvalgono di software specifici. Ulteriore obiettivo del progetto è quello di aprirsi al territorio proponendo corsi di informatica ai genitori degli studenti del nostro Istituto.

7.2 Progetto “SITO D’ISTITUTO”. Importante strumento per la valorizzazione delle iniziative dell’Istituto è il sito della scuola. Gli obiettivi sono quelli di fornire agli utenti uno strumento di consultazione sull’attuazione di quanto previsto dal Piano dell’Offerta Formativa della scuola. Attraverso aree dedicate permette inoltre l’utilizzo di piattaforme per la didattica e di canali per la comunicazione.

7.3 Progetto “SCAMBI CULTURALI” Il progetto si pone come obiettivi quelli di favorire lo sviluppo e il consolidamento del senso di appartenenza alla Comunità Europea, di proporre iniziative rivolte a docenti di confronto con realtà scolastiche e professionali dei Paesi della Comunità, di avviare iniziative ed esperienze all’estero per gli studenti dell’Istituto. Rientra nel progetto l’attività di collaborazione con la European University for Tourism di Tirana (Albania) che prevede attività di consulenza e di docenza da parte di professori dell’Istituto “Alberini”.

7.4 Progetto “INVITO ALLA LETTURA” Obiettivo del progetto è quello di realizzare attività che consolidino l’interesse e il gusto della lettura attraverso iniziative di approccio a vari tipi di “linguaggio”: la prosa, la poesia, l’arte, la musica e altro. Tra le attività del progetto rientrano: o o o o o o o

visite guidate a librerie del territorio per fare conoscere agli studenti le più interessanti novità editoriali di narrativa. sostenere operativamente lo svolgimento dell’attività del “quotidiano in classe” coordinare la redazione del Giornalino d’Istituto incrementare il patrimonio della Biblioteca d’Istituto garantire il funzionamento ordinato del servizio di prestito dei libri della biblioteca dell’Istituto Promuovere conferenze di presentazione di libri particolarmente interessanti e/o incontri con gli autori promuovere iniziative di aggiornamento e autoaggiornamento dei docenti riguardo alle nuove proposte editoriali, anche con l’intervento di esperti esterni.

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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kandinsky

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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Qualità e valutazione. Obbiettivi sono quelli di migliorare la qualità del servizio mediante sistemi di monitoraggio e di valutazione dei risultati in comparazione con quelli attesi. La valutazione riguarda aspetti organizzativi, di gestione delle attività ed attuazione dei processi.

7.5 Valutazione di progetti e attività contenute nel POF. La valutazione delle attività e dei progetti del POF prevede: •

Monitoraggio dello stato di attuazione dei Progetti e delle attività previste dal Piano dell’Offerta Formativa nei seguenti

periodi: gennaio, maggio. •

In collaborazione con le Funzioni Strumentali e i Responsabili di Progetto: Valutazione in termini qualitativi e quantitativi

delle attività attraverso questionari, rilevazione dei partecipanti alle attività opzionali, •

In corrispondenza della riunione del Collegio dei Docenti del mese di giugno: sintesi esiti delle varie attività proposte.

Il piano di aggiornamento. 7.6 L’aggiornamento del personale docente e ATA. La programmazione delle attività di aggiornamento ha come finalità l’aggiornamento e la formazione del personale docente e non docente. Gli obbiettivi relativi alla formazione del personale docente sono: •

I processi di autonomia e di riforma in atto

Il progresso nel contesto relazionale tra docente e studenti

L’adeguamento delle conoscenze allo sviluppo delle singole discipline in particolare nel settore tecnico professionale

L’approfondimento della preparazione didattica

La prevenzione dell’insuccesso scolastico

La partecipazione alla ricerca ed all’innovazione didattico-pedagogica

L’acquisizione e l’approfondimento di competenze informatiche.

La Scuola si attiva per favorire l’informazione e la partecipazione dei docenti a: •

corsi organizzati dalla scuola

iniziative di formazione organizzate dalle agenzie formative del territorio

eventi di aggiornamento tecnico professionale valutando anche le proposte di imprese del settore turistico alberghiero.

Inoltre la Scuola promuove le iniziative di formazione del Personale ATA sui temi: •

della relazioni e dei ruoli

dell’integrazione

della sicurezza

e negli ambiti: - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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amministrativo, contabile

professionale alberghiero

altro.

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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8. STRUTTURA ORGANIZZATIVA Dirigenza e coordinamento 8.1 Il Dirigente Scolastico. Il Dirigente Scolastico assicura la gestione unitaria dell’Istituto, ne ha la rappresentanza legale ed è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali, nonché dei risultati dei servizi. Nel rispetto dell’autonomia degli organi collegiali, il Dirigente Scolastico ha autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane. E’ altresì titolare delle relazioni sindacali.

8.2 I collaboratori del Dirigente Scolastico. Secondo quanto stabilito dal Consiglio di Stato nel 2000, il Dirigente, individua i docenti di cui intende avvalersi nello svolgimento delle funzioni organizzative e amministrative. Nella nostra scuola sono individuati: un docente con la funzione di Vicario del Dirigente Scolastico che svolge i seguenti compiti: •

Collaborazione con il Dirigente Scolastico nella progettazione delle strategie gestionali e nella loro pianificazione ed attuazione nell’Istituzione scolastica

Sostituzione del Dirigente, in caso di assenza o su delega dello stesso, nell’assolvimento di funzioni e compiti propri della Dirigenza

Coordinamento delle sinergie e modalità organizzative delle attività didattiche interdisciplinari, extracurriculari e dei progetti della Scuola

Stesura del POF

Rapporti con gli studenti e le famiglie

Supervisione dell’organizzazione e della logistica dell’Istituto.

Predisposizione del calendario annuale di consigli di classe, scrutini, esami e delle riunioni collegiali

Organizzazione corsi di recupero e gestione debito formativo

Variazioni d’orario in corrispondenza di simulazioni e di prove d’esame

Predisposizione delle classi seguendo i criteri indicati dal Collegio dei Docenti e dal Consiglio d’Istituto.

un docente con la funzione di secondo collaboratore del Dirigente Scolastico che svolge i seguenti compiti: •

collaborazione con il Dirigente Scolastico nella progettazione delle strategie gestionali e nella loro pianificazione ed at-

tuazione nell’Istituzione scolastica •

coordinamento delle sinergie e modalità organizzative delle attività didattiche interdisciplinari, extracurriculari e dei pro-

getti della Scuola •

supervisione dell’organizzazione delle attività nei laboratori dell’Istituto; - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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giustificazioni e permessi studenti.

8.3 Le Funzioni Strumentali al Piano dell’Offerta Formativa. Secondo l’art. 30 C.C.N.L., il Collegio dei docenti è chiamato a identificare le Funzioni Strumentali al Piano dell’Offerta Formativa e a eleggere i docenti ai quali verranno attribuite. Le aree di intervento che l’Istituto individua come fondamentali per la realizzazione del P.O.F. sono: • SERVIZI AGLI STUDENTI • INTEGRAZIONE DEGLI STUDENTI DIVERSAMENTE ABILI • ORIENTAMENTO • NUOVE TECNOLOGIE – INFORMATICA.

8.4 I Responsabili di progetto, i Coordinatori di attività ed i relativi Gruppi di lavoro. Per la progettazione, l’attuazione e la valutazione delle attività dell’Istituto sono istituiti dei gruppi di lavoro, guidati dai docenti Funzioni Strumentali eletti dal Collegio o dai docenti individuati dal Dirigente Scolastico per svolgere la funzione di Responsabile di progetto o Coordinatore di attività. Inoltre sono istituite delle Commissioni per lo svolgimento di attività relative all’organizzazione dell’Istituto: COMMISSIONE ORARIO per la predisposizione dell’orario provvisorio e definitivo delle lezioni dei corsi diurno e serale. COMMISSIONE SICUREZZA composta da: • un Responsabile dei Servizi di Prevenzione e Protezione – R.S.P.P. • un Rappresentante per la Sicurezza dei Lavoratori - R.S.L. • una squadra antincendio(evacuazione). • Una squadra di addetti al primo soccorso per l’attuazione delle misure di sicurezza previste dalla legislazione antinfortunistica. COMMISSIONE FORMAZIONE CLASSI per la predisposizione delle classi seguendo i criteri indicati dal Collegio dei Docenti e dal Consiglio d’Istituto COMITATO DI VALUTAZIONE composto da quattro docenti effettivi e due docenti supplenti eletti annualmente dal Collegio dei docenti per la valutazione dell’attività dei Docenti in anno di prova. COMMISSIONE per la LOGISTICA per il coordinamento di tutti gli interventi relativi a sistemazione dei locali, arredi e corredi di aule e laboratori.

8.5 Il Gruppo per la realizzazione del Piano dell’Offerta Formativa. Il Gruppo per la realizzazione del Piano dell’Offerta Formativa è formato dai docenti che sovrintendono alle attività dell’Istituto, ne fanno parte i collaboratori del Dirigente Scolastico, le Funzioni Strumentali, i Responsabili di progetto. E’ costituito da tutti i docenti che hanno incarichi di responsabilità perché si occupano dell’organizzazione e del coordinamento delle attività della scuola. Il Gruppo di staff, presieduto dal Dirigente Scolastico, si riunisce periodicamente per: • progettare e monitorare le attività; • concordare strategie; - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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• coordinare le azioni nei vari ambiti di intervento; • condividere le decisioni che la mission dell’Istituto prevede.

8.6 I Coordinatori di Area Disciplinare. Le aree disciplinari sono formate dal gruppo di insegnanti delle stesse discipline, che si riuniscono per la stesura della programmazione annuale e per la formulazione di progetti. Per ogni disciplina è nominato un Coordinatore. I Coordinatori di Area Disciplinare: • presiedono le riunioni per discipline; • coordinano la programmazione curricolare ed extracurricolare che riguarda le materie insegnate nel gruppo disciplinare; • promuovono e coordinano la somministrazione di prove comuni nelle classi parallele; • coordinano i lavori di eventuali gruppi di docenti e l’attribuzione di incarichi specifici all’interno dell’area; • curano i rapporti con i docenti responsabili di funzioni strumentali; • coordinano le proposte di adozione dei libri di testo.

8.7 I Coordinatori di classe. I compiti dei Coordinatori di classe sono: • presiedere i Consigli di classe; • raccogliere informazioni, pareri e proposte dagli studenti della classe e dai singoli docenti; • fornire un quadro attendibile e aggiornato dell’andamento e delle dinamiche della classe, evidenziando la presenza di eventuali situazioni di disagio, di problemi disciplinari, di casi di scarso profitto e dando informazioni al Consiglio di classe in merito al recupero, al sostegno, all’approfondimento; • fare presente alla Presidenza le esigenze connesse all’attività della classe proponendo analisi e

soluzioni dei problemi

della classe o dei singoli allievi; • controllare il registro di classe (note, ritardi, assenze, permessi, ecc.) e informare il Consiglio e la Presidenza in presenza di particolari situazioni; • curare i rapporti con le famiglie degli studenti. Viene nominato dal Dirigente Scolastico un Coordinatore per ogni classe.

8.8 I responsabili di Laboratorio. I docenti responsabili di laboratorio: •

coordinano la calendarizzazione delle attività in laboratorio, coadiuvati dagli assistenti tecnici

si occupano del controllo dell’uso delle attrezzature e delle dotazioni dei laboratori

segnalano eventuali danni

segnalano necessità di interventi per la riparazione

propongono eventuali acquisti. - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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Personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Ricopre una funzione fondamentale per la gestione delle attività dell’Istituto il personale A.T.A. - Amministrativo, Tecnico e

Ausiliario. 8.9 Il Direttore dei Servizi Generali Amministrativi. La funzione di gestione finanziaria e di direzione dei servizi generali ed amministrativi è affidata al Direttore dei Servizi Generali Amministrativi (D.S.G.A.)

8.10 Il personale amministrativo. Il Personale amministrativo si occupa di tutte le funzioni amministrative inerenti l’utenza ed il personale docente e non docente della Scuola. UFFICIO PERSONALE - Funzioni: amministrazione del personale e pratiche generali UFFICIO DIDATTICA - Funzioni: gestione studenti e attività didattiche UFFICIO PROTOCOLLO - Funzioni: Archivio , protocollo, servizi e pratiche generali dell’Istituto UFFICIO CONTABILITA’ - Funzioni: gestione servizi contabili, finanziaria. UFFICIO MAGAZZINO - Funzioni: gestione magazzino e procedure acquisti di beni o servizi.

8.11 Il personale tecnico. Le attività didattiche nei laboratori e altre attività di carattere organizzativo sono gestite con l’ausilio di personale tecnico. Il Personale tecnico esegue attività lavorativa che richiede specifica preparazione professionale, conoscenza di strumenti e tecnologie anche complessi, con capacità d’utilizzazione degli stessi, nonché d’esecuzione di procedure tecniche e informatiche. Svolge attività di supporto tecnico alla funzione docente relativamente delle attività didattiche ed alle connesse relazioni con gli studenti.

8.12 Il personale ausiliario. Il Personale ausiliario (collaboratori scolastici) svolge attività di supporto allo svolgimento di tutte le attività della Scuola. Compiti dei collaboratori scolastici: pulizia dei locali e degli arredi, rapporti con gli alunni sorveglianza generica nei locali, particolari interventi non specialistici, supporto amministrativo e didattico, servizi esterni.

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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9. GLI ORGANI COLLEGIALI Gli organi collegiali attivi nell’Istituto sono quelli previsti dal D.L. 16 aprile 1994, n. 297: Consiglio d'Istituto, Giunta Esecutiva, Collegio dei Docenti, Consigli di Classe. Le loro competenze sono quelle stabilite dalla legge. Nella scuola possono inoltre essere istituiti un Comitato Studentesco ed un Comitato dei Genitori, dei quali fanno parte rispettivamente tutti gli studenti ed i genitori eletti come rappresentanti nei Consigli di Classe.

9.1 Il Consiglio d’Istituto. Il Consiglio di Istituto è eletto da tutte le componenti della comunità scolastica chiamate a farne parte, ciascuna per la propria rappresentanza, con le modalità previste dal regolamento dell'istituzione. Il consiglio resta in carica tre anni. Nel Consiglio d’Istituto, del quale fa parte di diritto il dirigente scolastico, sono rappresentati i docenti, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), i genitori e gli studenti. Il presidente viene eletto all'interno della componente dei genitori nella prima riunione. Al Consiglio di Istituto spettano le competenze generali in materia di indirizzi gestionali ed educativi e di programmazione economico-finanziaria. Spetta, in particolare, al consiglio di Istituto: a)

definire gli indirizzi generali per le attività della scuola anche in relazione ai rapporti con il contesto territoriale (promozione manifestazioni; esprime parere per l’uso delle attrezzature dell’istituto da parte di Enti privati o pubblici che ne fanno richiesta e ne stabilisce il relativo canone, ....);

b)

adottare il piano dell'offerta formativa dell'istituzione scolastica, elaborato dal collegio dei docenti, verificandone la rispondenza agli indirizzi generali e alle compatibilità rispetto alle risorse umane e finanziarie disponibili;

c)

approvare l'adesione della scuola ad accordi in coerenza con il piano dell'offerta formativa;

d)

determinare i criteri per l'utilizzazione delle risorse finanziarie, comprese quelle acquisite per l'attuazione di progetti promossi e finanziati con risorse a destinazione specifica ;

e)

approvare i documenti contabili fondamentali; Ha potere deliberante su programmazione ed organizzazione attività dell’istituto: •

Adozione regolamento interno e adattamento calendario scolastico.

Definizione criteri per l’attuazione dei viaggi di studio.

Delibera il piano annuale, le variazioni ed il conto consuntivo. I COMPONENTI DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO Dirigente Scolastico Componente

8 rappresentanti del Personale Docente

Docente Componente

4 rappresentanti dei Genitori degli Studenti

Genitori - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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Componente

2 rappresentanti dei Personale ATA (Amministrativo, Tecnico, Ausiliario)

personale A.T.A. Componente

4 rappresentanti degli Studenti

Studenti

9.2 La Giunta Esecutiva. I membri del Consiglio d’Istituto eleggono al proprio interno i rappresentanti della GIUNTA ESECUTIVA che ha i seguenti compiti:

 Predispone il bilancio preventivo e le variazioni di bilancio.  Predispone il conto consuntivo.  Prepara i lavori del Consiglio d’Istituto.  Cura l’esecuzione delle delibere dei Consigli d’Istituto.  Adotta provvedimenti disciplinari.

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9.3 Il Collegio dei Docenti. Il Collegio dei Docenti è costituito da tutti i docenti di ruolo e non di ruolo in servizio presso l'istituzione scolastica ed è presieduto dal dirigente scolastico. Decide i criteri organizzativi e didattici generali: •

Definisce la programmazione didattica ed educativa annuale dell’istituto.

Stabilisce le finalità e gli obiettivi educativi, culturali, professionali e didattici generali.

Stabilisce modi e tempi d’accertamento dei requisiti di partenza degli alunni e di eventuali progetti di recupero iniziale.

Stabilisce la scansione dell’anno scolastico in trimestri o quadrimestri.

Individua iniziative educative curriculari ed extracurriculari.

Delibera in materia di sperimentazione.

Stabilisce tempi e modalità di attività di approfondimento e di recupero.

Programma il piano delle attività di servizio oltre l’insegnamento.

Stabilisce i criteri generali di valutazione, nonché i criteri per la promozione e la bocciatura.

Promuove iniziative di aggiornamento docenti.

Elegge il Comitato di Valutazione del Servizio.

Promuove iniziative per l’orientamento scolastico.

Delibera l’adozione dei libri di testo.

9.4 Il Consiglio di Classe. Il Consiglio di classe è formato dagli insegnanti della classe medesima e dai rappresentanti dei genitori e degli alunni, eletti all’inizio dell’anno scolastico. E’ compito della Presidenza attribuire ad un insegnante del Consiglio la funzione di coordinatore/responsabile di classe. Il Consiglio di classe, in occasione degli incontri con i rappresentanti di genitori e alunni, informa gli stessi sulla situazione didattica e disciplinare, sugli interventi di recupero, sulle problematiche generali della classe. I genitori e gli alunni sono inoltre invitati ad esprimere il loro giudizio in relazione alla scelta dei libri di testo per l’anno successivo.

Il Consiglio di classe:

Formula la programmazione educativa e didattica della classe.

Propone strategie per interventi di supporto e recupero.

Individua contenuti ed obiettivi trasversali e strategie per il loro conseguimento.

Stabilisce norme di comportamento e atteggiamenti relazionali tra docenti e alunni.

Definisce strumenti e criteri di osservazione, verifica e valutazione.

Promuove attività integrative e di approfondimento.

Propone iniziative di sperimentazione della classe.

Programma viaggi di studio e visite guidate.

Agevola ed estende i rapporti tra docenti-genitori-studenti.

Decide l’applicazione di sanzioni disciplinari agli studenti. - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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Formula proposte al Collegio Docenti per la scelta di sussidi didattici, audiovisivi e libri di testo.

Formula proposte al Preside sul piano di attività della classe.

9.5 Il Comitato degli Studenti. Del Comitato degli Studenti fanno parte di diritto tutti gli studenti eletti nel Consiglio d’Istituto, nei Consigli di Classe, inoltre comprende anche altri studenti che chiedano di farne parte. Il Comitato studentesco attraverso i rappresentanti d’Istituto e di classe richiede lo svolgimento di Assemblee d’Istituto e di classe, formula proposte e/o richieste relative a temi inerenti l’attività scolastica o di interesse generale. Garantisce l’esercizio democratico dei diritti dei partecipanti alle assemblee ed il loro ordinato svolgimento. Può riunirsi ed operare secondo le modalità previste dal Regolamento d’Istituto.

9.6 Il Comitato Genitori. Del Comitato dei Genitori fanno parte di diritto tutti i genitori eletti come rappresentanti nel Consiglio d’Istituto e nei Consigli di Classe, inoltre comprende anche altri genitori che chiedano di farne parte. Il Comitato ha la facoltà di riunirsi in assemblee, secondo le modalità previste dal Regolamento d’Istituto., per trattare problemi scolastici o temi di carattere socio-culturale per contribuire al raggiungimento degli obiettivi educativi della scuola. Formula proposte in questo senso e si attiva per migliorare i rapporti tra la Scuola e le famiglie degli studenti.

9.7 L’Organo di Garanzia. Nello Statuto delle Studentesse e degli Studenti, decreto del Presidente della Repubblica del 21 Novembre 2007 n. 235, vengono definiti i diritti e i doveri degli studenti. In esso è prevista l’istituzione di un ORGANO DI GARANZIA come strumento di tutela e di garanzia per l’attuazione dello Statuto e per cercare di promuovere credibilità educativa e condivisione sociale delle responsabilità, dei processi e degli esiti. L’ORGANO DI GARANZIA, uno interno ad ogni istituto ed uno provinciale, ha il compito di controllare l’effettivo rispetto dello Statuto, la conformità ad esso dei Regolamenti d’Istituto, di dirimere le controversie e di decidere collegialmente in merito alle sanzioni disciplinari affinché esse abbiano una finalità educativa. L’ORGANO DI GARANZIA dell’ISTITUTO è composto dai seguenti membri: il Dirigente Scolastico

Presidente

un docente

Componente

un genitore

Componente

uno studente

Componente

un rappresentante del personale Amministrativo, Tecnico e Ausilia-

Componente

rio Contro le sanzioni disciplinari, inflitte sulla base del Regolamento di Istituto, è ammesso ricorso entro quindici giorni dalla comunicazione all’interessato.

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L’ORGANO DI GARANZIA PROVINCIALE è presieduto da una persona “ di elevate qualità morali e civili” nominata dal Dirigente dell’amministrazione scolastica periferica ed è composto da:

 2 studenti (designati dalla Consulta Provinciale degli Studenti)  3 docenti  1 genitore (designato dal Consiglio Scolastico Provinciale) Esso esprime un parere vincolante per quanto riguarda i reclami, proposti dagli studenti o da chi abbia interesse a farlo, contro le violazioni al Regolamento dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti anche contenute nel Regolamento di Istituto. Il Dirigente dell’amministrazione scolastica periferica decide, successivamente, in via definitiva.

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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10. PIANO PER LA SICUREZZA 10.1 Il Piano per la Sicurezza D.L.G.S. 81/08. Secondo quanto previsto dalla normativa sulla sicurezza, il D.Lgs.81/08 i Dirigenti Scolastici sono tenuti ad attuare le misure di sicurezza previste dalla legislazione antinfortunistica. Cioè, nelle scuole, devono essere adottate le misure previste dalla legge o suggerite dall'opportuna cautela, per assicurare che le attività scolastiche avvengano in condizioni di sicurezza. L'organizzazione di un sistema di gestione permanente della sicurezza ha l'obiettivo primario della riduzione dei fattori di rischio esistenti. Tutto questo viene attuato attraverso: •

la valutazione dei rischi

l'elaborazione del documento di valutazione dei rischi contenenti i criteri adottati per la valutazione

l'individuazione delle misure di prevenzione

il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza

Il Servizio di Prevenzione e Protezione. Il Servizio di Prevenzione e Protezione, quale struttura di supporto al Dirigente Scolastico per la gestione del sistema sicurezza, è l'insieme delle persone, sistemi e mezzi interni ed esterni alla scuola finalizzati all'attività di prevenzione e protezione dai rischi.

Esso è istituito dal Dirigente Scolastico che nomina il responsabile del servizio che ha compiti di coordinamento, guida, sup-

porto ed indirizzo delle attività di prevenzione. Il Dirigente Scolastico può nominare anche gli addetti al servizio qualora lo ritenga necessario. Squadra antincendio(evacuazione). - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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Responsabile dei Servizi di Prevenzione e Protezione (RSPP). Addetti al primo soccorso.

Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza.

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

Medico competente (specializzato in medicina del lavoro).

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Il Documento di Valutazione dei Rischi. Il Documento di Valutazione dei Rischi, a disposizione nella Segreteria della scuola, contiene una relazione sulla valutazione dei rischi nella quale sono specificati i criteri adottati per la valutazione stessa, l'individuazione delle misure di prevenzione e protezione per la salute e la sicurezza, il programma di attuazione delle misure di prevenzione e protezione. La valutazione dei rischi e l'elaborazione del relativo documento sono effettuate con il supporto del responsabile del servizio di prevenzione e protezione e del medico competente previa la consultazione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. L'informazione e la formazione. La prevenzione deve costituire un modo di essere, frutto di un processo informativo e formativo permanente. L'informazione viene fornita su: •

i rischi della sicurezza e la salute connessi all'attività;

le misure e le attività di protezione e prevenzione adottate;

i rischi specifici cui è esposto ciascun lavoratore in relazione all'attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni

aziendali (procedure ) in materia; •

i pericoli connessi all'uso di sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede tecniche di sicurezza previste dalla

normativa vigente; •

le procedure di pronto soccorso, la lotta antincendio, l'evacuazione dagli ambienti di lavoro;

l'organizzazione del sistema di prevenzione, con i nominativi del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, dei

rappresentanti della sicurezza, degli addetti al pronto soccorso ecc.; •

la segnaletica di sicurezza.

Il Piano per l’Evacuazione. Il Piano per l’Evacuazione esposto nei locali della Scuola ed illustrato al personale ed agli studenti ha lo scopo di definire le norme di comportamento da rispettare durante le attività connesse alla gestione delle Emergenze. Sono di seguito riportate le procedure:

ISTRUZIONI PER L’EVACUAZIONE Allarme generico: si considera tale qualsiasi allarme proveniente da chiunque noti fatti che possono generare pericolo. Un allarme generico deve essere sottoposto alla verifica del Responsabile Gestione Emergenze. Allarme riconoscimento pericolo: si considera tale l’allarme dovuto al riconoscimento di un pericolo reale da parte del Responsabile Gestione Emergenze. Tale allarme consiste in un segnale acustico di tipo intermittente. Allarme evacuazione: si considera tale l’allarme attivato per l’evacuazione in caso di pericolo grave ed immediato. Tale tipo di allarme, con segnale continuo acustico, e di esclusiva competente del R.P.G.E eccezionalmente può essere diramato da chiunque.

Modalità operative Ogni studente che rilevi fatti anomali (principio di incendio, presenza di fumo, scoppi, spargimento di sostanze infiammabili, ecc.) deve mantenere la calma e: □ Avvisare immediatamente le persone che potrebbero essere coinvolte nell’evento.

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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□ Avvisare immediatamente un Docente o uno degli addetti delle squadre di Prevenzione e Gestione Emergenze (S.P.G.E.), Prevenzione incendi (S.P.I.), Evacuazione (S.E.V.) e Pronto Soccorso (S.P.S.).

Allarme riconoscimento pericolo Se viene dato l’Allarme di riconoscimento pericolo gli Studenti devono immediatamente riunirsi presso l’uscita dell’aula componendo il gruppo formato da Docente, allievo apri-fila, Studenti e allievo chiudi-fila. Se l’Allarme viene dato durante l’intervallo gli studenti dovranno comportarsi come per l’evacuazione senza comporre il gruppo classe.

Allarme Evacuazione

Se viene dato l’Allarme Evacuazione costituito da Segnale acustico continuo gli Studenti dovranno dirigersi verso l’uscita di sicurezza come indicato dalla apposita segnaletica e come riportato dalla Planimetria allegata, evacuando in modo composto ed obbedendo alle disposizioni impartite dal Docente e dagli addetti alla Squadra di Evacuazione. Si allontaneranno dai luoghi attraverso le vie di esodo e si raccoglieranno in buon ordine presso il Luogo Sicuro posto all’esterno dell’edificio e segnalato dalla Planimetria avendo cura di obbedire a quanto disposto. In particolare ogni studente non deve intralciare in nessun modo le operazioni di evacuazione per esempio sostando in luoghi non previsti o movimentando mezzi od altro. Se uno studente all’attivarsi dell’Allarme non è presente in classe deve cercare di raggiungere la sua classe e qualora impossibilitato, contattare immediatamente uno degli addetti alle squadre istituite od un docente. Giunti in un luogo sicuro gli studenti dovranno mantenersi uniti alla propria classe affinché il docente possa procedere al controllo delle presenze. Detto comportamento deve essere mantenuto fino alla comunicazione di fine emergenza. Durante l’evacuazione risulta necessario: •

Abbandonare la classe in modo immediato ma con estremo ordine e mantenendo la calma.

Usare un comportamento che non provochi turbamenti ad altri.

Ascoltare eventuali istruzioni impartite dai Docenti e dagli addetti alla Squadra di Classe fino all’uscita dall’aula e successi-

vamente favorire le operazioni di evacuazione secondo le istruzioni impartite dal Responsabile Gestione Emergenze e dagli addetti alle squadre Prevenzione incendi (S.P.I.), Evacuazione (S.E.V.), Primo Soccorso (S.P.S.). •

Non portare al seguito oggetti che potrebbero ritardare l’evacuazione

Non ritornare indietro per recuperare oggetti

Non rallentare l’evacuazione di altri

Aiutare chi non fosse in grado di affrontare l’evacuazione secondo la presente

non fermarsi se non nel luogo sicuro.

In presenza di fumo o fiamme:

Se possibile bagnare un fazzoletto e metterlo sulla bocca e sul naso per proteggere le vie respiratorie.

Qualora disponibili utilizzare indumenti di lana per proteggere i capelli dalle fiamme.

istruzione

Il Piano di Primo Soccorso. Il Piano di Primo Soccorso è definito dal Dirigente Scolastico, in collaborazione con il Responsabile dei Servizi di Protezione e Prevenzione (R.S.P.P.) ed è condiviso dal Responsabile per la Sicurezza dei Lavoratori (R.L.S.) e dagli incaricati al Primo Soccorso (P.S.). Gli incaricati di P.S. sono individuati tra il personale A.T.A. (amministrativo, tecnico o ausiliario) su base volontaria, dando priorità a chi ha già competenze. - Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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Il Personale viene formato seguendo un corso gestito da: S.P.I.S.A.L. U.L.S.S. 9 allo scopo di: •

Condividere il piano

Attuare le procedure del piano

Controllare efficienza e scadenza del materiale sanitario

Aggiornare la conoscenza relativa alla tipologia di infortuni.

L’informazione relativa al Piano di Primo Soccorso e all’elenco degli incaricati viene attuata in vari modi: comunicazione in corrispondenza di riunioni collegiali, comunicazione nelle classi, affissione in bacheca. Il Piano contiene le procedure di Primo soccorso, il materiale in dotazione degli incaricati di P.S. e la dislocazione nella scuola.

- Piano dell'Offerta Formativa ipssar Massimo Alberini 2009-10.doc

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Piano dell'Offerta Formativa - I.P.S.S.A.R. "M. Alberini" - Treviso  

Piano dell'Offerta Formativa dell'Istituto di Stato Alberghiero per i Servizi della Ristorazione di Trevso

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