Page 1

anno XIII numero 62 • maggio 2014 • distribuzione gratuita

periodico di politica cultura società • www.alambicco.com

Da San CeSario a ColoraDo Per gentile concessione di Colorado Film (ph Daniele Brogna)


In due per una poltrona: Lequile al voto Abbiamo rivolto tre domande ai due candidati sindaco per conoscere meglio chi amministrerà Lequile per il prossimo quinquennio: il sindaco uscente Antonio Caiaffa o lo sfidante Vincenzo Carlà? Parliamo del PUG di cui il paese dovrà necessariamente ed urgentemente dotarsi. Vorremmo sapere, innanzi tutto, quali sono le linee guida e gli obbiettivi che caratterizzeranno il piano urbanistico generale di Lequile, secondo la visione della sua lista. In particolare vorremmo sapere se lei ritiene che le lottizzazioni in itinere – in particolare nel comparto 4 – siano adeguate, ovvero sovradimensionate, rispetto alle reali esigenze abitative del paese e se ritiene che si debba ridurre il consumo di suolo limitando la concessione di nuove licenze edilizie e recuperando l’esistente, anche in conformità a quanto richiesto dalla legislazione nazionale.

2

AntonIo CAIAffA - Il Pug è in fase di progettazione. Allo stato attuale i progettisti hanno consegnato sia il Sistema delle conoscenze, sia il Documento Programmatico Preliminare, di oltre cinquanta pagine, su cui avviare le copianificazioni con le realtà produttive, con i professionisti del territorio e con le altre Istituzioni pubbliche. Sul sito del Comune è stata pubblicata l’intera documentazione che i cittadini possono consultare per avere un quadro di insieme delle pianificazione comunale. Il piano di lottizzazione del comparto n. 4 è perfettamente in linea con le previsioni del vigente PRG e con la legislazione nazionale e regionale in materia di urbanistica (non potrebbe essere altrimenti). Diversamente dagli altri piani di lottizzazione, che sono stati realizzati nei decenni precedenti, questo comparto (a causa di una decisione risalente all’approvazione del PRG nel 1972) è particolarmente “penalizzato” perché deve cedere una percentuale di aree pari a circa il 60% dell’intero comparto per attrezzature collettive, parcheggi, verde, ecc. Paradossalmente può essere definito il più avanzato dei piani urbanistici sia a livello locale che a livello regionale. è evidente che in questo caso non vi è “consumo di suolo” proprio per il rispetto dovuto al vigen-

Vincenzo Carlà

te PRG. Non si può fermare una intera attività produttiva, limitando la libera iniziativa privata, e soprattutto un importantissimo settore trainante dell’economica locale e non, quale quello dell’edilizia, che annovera tecnici, imprese edili, artigiani, ecc. Ciò non preclude, anzi agevola, il recupero del patrimonio edilizio esistente, soprattutto il centro storico. Infatti, con la realizzazione del comparto potrà essere liberato dalla morsa cui oggi è chiuso (è prevista un’arteria alternativa al tratto via Roma - Largo Castello). Non va inoltre dimenticato che il progetto di lottizzazione ha anche tenuto conto del protocollo “Itaca” per la totale compatibilità coi parametri di efficentamento energetico. VInCenzo CArLà - Il PRG di Lequile, risalente al 1972 non è più in sintonia con le nuove necessità edilizie. Nel corso dei decenni le norme di questo piano sono state travisate portando allo stravolgimentodell’assetto del territorio. Colpevolmente, nonostante le onerose parcelle pagate ai vari tecnici, non si è mai giunti all’approvazione di un nuovo piano forse perché conveniva, ad alcuni, mantenere norme permeabili a interpretazioni diverse. Per quanto sembri scontato l’obiettivo più urgente è garantire trasparenza fornendo uno strumento urbanistico non suscettibile di interpretazione soggettiva. Un impegno della mia Amministrazione, prima dell’autunno, sarà quello di approvare in Consiglio Comunale un Regolamento Edilizio, uno strumento normativo basilare di cui, il comune di Lequile, incredibilmente, è sprovvisto. Ampio spazio è stato dato nel programma di Linea Retta alla rigenerazione del centro storico, alla riqualificazione degli spazi aperti, alle integrazioni delle periferie, alle connessioni territoriali con i comuni contermini e, non meno importante ad una diminuzione del consumo del suolo. Per quanto attiene il Comparto 4, risulta complicato esprimersi, in quanto gli elaborati attinenti non sono mai stati pubblicati in spregio alle normative sulla trasparenza. Da quel che si evince dalla delibera di adozione, numerose sono le perplessità, prime fra tutte una incongruenza con i parametri del PRG vigente e le macroscopiche differenze in ordine alle volumetrie ed il numero di abitanti insediabili. Interventi pubblici e canali di finanziamento. Sappiamo che il patto interno di stabilità limita fortemente l’autonomia gestionale dei Comuni. tuttavia, sappiamo anche che è possibile sopperire alla penuria dei fondi comunali attraverso l’accesso ai finanziamenti europei, ministeriali, regionali, ecc. Le chiediamo, a tal proposito, se ha già pensato a dei progetti da presentare per ottenere dei finanziamenti e in quali settori ritiene prioritario indirizzare gli interventi pubblici finanziati attraverso questi canali (edilizia

Antonio Caiaffa

scolastica, interventi urbanistici, servizi sociali, ecc. ). VInCenzo CArLà - Dal 2001 in poi, grazie ai finanziamenti regionali, molti comuni salentini hanno realizzato una crescita economica e culturale dei loro territori tale da portare l’intero Salento a divenire meta turistica e volano economico dell’intera Puglia. Lequile è rimasto escluso dall’onda di rinascita e, anzi, ha subito un degrado economico e culturale che lo ha portato ad essere una periferia dormitorio del comune capoluogo. Molti dei finanziamenti ottenuti a Lequile sono il risultato del lavoro fatto durante l’ amministrazione Lettere. Un esempio eclatante è il finanziamento, ottenuto in quegli anni, per la realizzazione del basolato in via San Vito che, insieme al recupero degli Istituti Andrioli e Albanese avrebbero potuto rappresentare un passo importante per la rigenerazione del centro storico. L’attuale amministrazione, senza una consultazione pubblica ha dirottato quei fondi per il rifacimento della Piazza San Vito per la mera velleità personale, tipica dei feudatari, di lasciare la propria impronta sulla piazza principale del paese a scapito del bene comune. E’ necessario invertire completamente questa inerzia e sostituirla con dinamicità e capacità di cogliere tutte le opportunità di finanziamento che man mano si presenteranno, tenendo conto del ritardo accumulato dal comune di Lequile nella riqualificazione territoriale e nella offerta di servizi. rogrammando le necessità locali in sintonia con il Complemento di Programmazione Regionale, oltre alla ricerca di finanziamenti utili alla realizzazione di opere per il territorio si farà particolare attenzione ad ogni bando inerente la bonifica di siti contaminati e discariche abusive (è appena scaduto un bando dedicato alla bonifica dall’amianto), ma anche bandi per la ripresa culturale del paese con il finanziamento di


eventi e pubblicazioni , ovviamente, prioritaria sarà l’attenzione per i bandi attinenti alle tematiche del lavoro e delle politiche sociali anche attivando, ove occorre, sportelli informativi dedicati. AntonIo CAIAffA - La mia amministrazione ha avviato una serie di opere proprio grazie alla capacità di reperire finanziamenti esterni a quelli di bilancio. Tuttavia altre importanti opere riteniamo essere strategiche e su queste intendo impegniarmi: la rete di fognatura pluviale, l’urbanizzazione dell’area Pip, la riqualificazione del centro storico, altri interventi per salvaguardare il nostro patrimonio storico-artistico, il completamento delle opere di edilizia scolastica avviate, l’ampliamento del cimitero e la manutenzione stradale. Per tutte queste importanti infrastrutture, sarà nostra cura partecipare ai bandi di finanziamento dei fondi P.O. Fers 2014/2017 di prossima programmazione. Nel caso vengano finanziati, ovviamente, non graverebbero sul bilancio comunale e conseguentemente sul Patto di stabilità. Resta ferma la volontà di impegnare, nei limiti di legge, le risorse appositamente accantonate sul bilancio comunale per gli interventi di maggiore impatto ambientale.

Partecipazione e informazione. Il comune di Lequile, fino ad oggi, non ha fatto buon uso degli strumenti che consentono – e in taluni casi obbligano – una partecipazione attiva della cittadinanza nelle scelte amministrative; così come vi è stata una carenza di informazione, anche su temi molto rilevanti (quale quello della centrale a biomasse, di cui si è saputo solo per caso). Vorremmo che ci spiegasse in che modo e attraverso quali mezzi, una volta eletto sindaco, intende garantire la effettiva partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative, a partire da quelle relative al PUG (rispetto al quale vi è un obbligo espresso in tal senso, in capo all’amministrazione) e con quali strumenti assicurare una informazione ed una condivisione adeguata dell’attività amministrativa. AntonIo CAIAffA - Effettivamente è mancata una informazione costante sulle attività dell’Amministrazione comunale ed è stata una pecca

di cui faccio ammenda. Fino al 2005 vi era stato “Informa Lequile”, il periodico su cui venivano pubblicate notizie utili su atti e documenti dell’Amministrazione. In questo periodo abbiamo avviato la ripresa in streaming delle sedute consiliari, che all’inizio ha visto circa 400 cittadini collegati per seguire i dibattiti consiliari. è stata una buona performance, ma mi impegno sia per il giornale che per altre iniziative che favoriscano la partecipazione alle decisioni pubbliche. VInCenzo CArLà - Le tematiche della trasparenza, dell’informazione e della cittadinanza attiva sono cardini del programma della Lista Linea Retta. Lo scollamento, evidente e abissale, tra la cittadinanza e l’Amministrazione Comunale è ben dimostrabile sia nella vicenda della centrale a biomasse citata, ma anche nelle scelte progettuali importanti quali i progetti della Piazza San Vito o di Largo Castello, la mancata partecipazione nella prima fase dell’elaborazione del PUG, o nella infausta decisione di privare i cittadini di Lequile dell’Istituto Andrioli. Proprio in questi giorni, gli stessi progettisti incaricati del PUG di Lequile, sono impegnati in ottimi programmi di partecipazione attiva nel comune di

Copertino con incontri tematici ed iniziative di OST (open spacetecnology) tra cittadini, tecnici e progettisti, ci chiediamo perché, a Lequile, tutto ciò non sia avvenuto. L’informazione, la verità, la legalità e l’imparzialità sono valori irrinunciabili nella gestione di un Ente Pubblico, l’obiettivo prioritario, nel futuro, sarà quello di realizzare un modello di trasparenza basato sul coinvolgimento dei cittadini e sulla condivisione delle scelte più importanti del governo del nostro Comune. I canali e le metodologie che si utilizzeranno per attivare la cittadinanza attiva saranno diversificate e ben descritte nel programma elettorale a cominciare dalla “cittadinanza digitale” che è una nuova frontiera della democrazia, ma quel che è importante è che Lequile esca dal torpore e dall’indifferenza civica che si è respirata in questi anni e che le persone ritrovino la voglia di pensare e a progettare il proprio futuro. La redazione

Le liste

LIneA rettA Candidato alla carica di Sindaco

Vincenzo Carlà Candidati alla carica di Consigliere Comunale Francesco Brunetti Salvatore Cavallo Salvatore De Matteis Giancarlo Giannaccari Luisa Lettere Antonio Lezzi Stefano Luperto Giovanni Natale Fabiola Quarta Domenico Rollo Rosachiara Serio Maria Angela Spinosa

Impegno e SoLIdArIetà Candidato alla Carica di Sindaco

Antonio Caiaffa Candidati alla carica di Consigliere Comunale Ornella De Giogi Rodolfo Erto Gabriella Fioretti Francesca Invitto Vito Litti Antonio Macchia Ilario Morello Lorenzo Nicolini Pierluigi Quarta Antonella Rizzo Antonio Spedicato Michele Zanatta

3


Bio c’è... ancora Dopo un anno dal deposito del progetto e dopo più di tre mesi dalla denuncia da parte del comitato intercomunale, il rischio che venga costruita la centrale a biomasse sul territorio di Lequile è più che mai attuale

t

4

orniamo a parlare della centrale a biomasse che si vorrebbe costruire a Lequile, perché negli ultimi giorni abbiamo avuto la riprova che gli amministratori di Lequile, al di là di proclami e dichiarazioni di circostanza, non hanno fatto nulla per bloccare concretamente la costruzione dell’impianto. Nei tre mesi trascorsi dalla sua costituzione, il comitato intercomunale contro la centrale ha dato vita a diversi iniziative finalizzate a sensibilizzare ed informare le popolazioni interessate e a sollecitare l’amministrazione comunale di Lequile, affinché ponesse in essere tutte le procedure atte a bloccare l’avvio dei lavori. In particolare, i tecnici del comitato hanno redatto due relazioni nelle quali venivano evidenziate le criticità del progetto e veniva indicata all’Amministra-zione comunale ed agli uffici tecnici la strada da seguire per rigettare la P.A.S. presentata da CO.SAL. Lo studio del progetto ha permesso di evidenziare, innanzitutto, l’impatto negativo della centrale su un territorio già pesantemente gravato dal punto di vista dell’inquinamento. Questo perché nel nostro territorio vi è una situazione di peculiare vulnerabilità ad ulteriori pressioni di carattere ambientale, come dichiarato anche dall’ARPA nel 2010, e la costruzione di una centrale a biomasse determinerebbe ulteriori fattori di rischio. L’altro elemento di criticità è la circostanza che il progetto di CO.SAL. ha un carattere meramente speculativo; nel senso che è pensato per soddisfare unicamente le esigenze logistiche e gli interessi economici dell’impresa privata. Ciò con riguardo alle ricadute economiche, costituite dagli introiti relativi alla energia prodotta e immessa in rete e agli incentivi legati alla produzione di tale energia: tutti benefici che andrebbero a vantaggio esclusivo di CO.SAL. senza apportare alcuna ricaduta positiva sul territorio, o sui territori limitrofi. Da ultimo, ma non ultimo, la relazione ha evidenziato gravi ed evidenti carenze progettuali, nonchè l’incompatibilità del progetto con gli strumenti urbanistici e con le leggi. Per tutte queste ragioni il Comitato ha avanzato precise proposte all’Amminis-trazione, in occasione del consiglio comunale aperto che si è tenuto il 20 marzo scorso, depositando le relazioni di cui si è detto e chiedendo espressamente che venisse riaperto in autotutela il procedimento amministrativo al fine di verificare la non congruità del progetto per l’applicabilità della P.A.S., alla luce dei regolamenti urbanistici, della normativa vigente e delle carenze documentali. Questo procedimento in autotutela è l’unico modo che ha l’amministrazione comunale per bloccare la P.A.S. e impedire la realizzazione dell’impianto. Il modello della P.A.S., infatti, è assimilabile al regime giuridico della D.I.A. ed è, quindi, “a legittimazione differita”, questo vuol dire che l’attività di costruzione

può essere intrapresa, in mancanza di rilievi da parte delll’Amministrazione, dopo il decorso del termine di 30 giorni dalla definizione della pratica. Trascorso senza esito questo periodo, l’amministrazione dispone del “potere di autotutela”; così come può sempre ricorrere alle misure sanzionatorie volte a reprimere le dichiarazioni false o mendaci e le attività svolte in contrasto con la normativa vigente; e rimangono altresì impregiudicate le attribuzioni di vigilanza, prevenzione e controllo previste dalla disciplina di settore. Perciò - come ha ribadito di recente il Consiglio di Stato - anche dopo il decorso del termine di 30 giorni, la Pubblica amministrazione conserva un potere importante. E, dunque, anche nel caso della centrale a biomasse

Procura della Repubblica. A fine aprile, era parso che l’Amministrazione si stesse muovendo: con una determina di giunta era stato dato incarico a un legale di affiancare il responsabile del procedimento nella predisposizione dell’atto di rigetto della PAS e il sindaco aveva assicurato che nel giro di pochi giorni si sarebbe posta la parola fine a questa vicenda. Invece, martedì 6 maggio si è appreso che l’Ufficio, anziché avviare la procedura di rigetto in autotutela, ha deciso di inviare a CO.SAL. una semplice lettera di sollecito, con la quale si informa la ditta, per l’ennesima volta in due mesi, che se dovessero permanere i dubbi sollevati nelle relazioni presentate dal Comitato, verrà valutata la possibilità di rigettare la PAS in autotutela e si concedono alla CO.SAL. altri 15 giorni per eventuali ed ulteriori chiarimenti! Di fronte al comportamento ambiguo del Sindaco e del responsabile tecnico, i dubbi dei cittadini diventano certezze e i timori di molti si concretizzano. Perché è ormai chiaro che l’Amministrazione uscente vuole far passare la campagna elettorale prima di prendere una decisione in merito (forse sperando di poter decidere forte di un nuovo mandato?) e, soprattutto, è chiaro che la decisione sarà nell’esclusivo interesse di CO.SAL. Se il sindaco Caiaffa avesse veramente voluto inibire la costruzione della centrale non aveva che da chiedere al proprio diriUn momento del dibattito a Sternatia gente di avviare urgentemente contro la Centrale di Lequile la procedura in autotutela e (21 marzo 2014) rigettare così la PAS. Invece siamo davanti al paradosso che, non solo non si fa nulla di concreto per della CO.SAL., il decorso il termine di 30 giorni dalla bloccare la costruzione della centrale, ma si mette presentazione della PAS non ha privato l’Amministra- addirittura la CO.SAL. nelle condizioni di sapere che, zione, che intenda esercitare i poteri di inibizione e con- se non dovesse iniziare i lavori subito, potrebbe essetrollo non esercitati tempestivamente, dal farlo successi- re bloccata da un rigetto della PAS. Insomma: un vamente in regime di autotutela. avvertimento al contrario, che va nell’esclusivo intePertanto il Comitato, alla luce delle criticità proget- resse della ditta che - se non è gestita da stupidi - si tuali emerse ha chiesto espressamente all’Am-ministra- affretterà a dare l’avvio alla costruzione, ben potendozione di avviare un atto di autotutela. lo fare, poiché ad oggi è munita di un regolare perA tale richiesta hanno aderito anche i rappresentan- messo a costruire la cui idoneità non è minimamente ti dei comuni limitrofi, che sono intervenuti nel dibatti- scalfita dalla letterina inviata dall’ufficio tecnico. to, i quali hanno inoltre rappresentato la necessità di Peraltro, a questo ridicolo risultato il Comune è arridare vita ad un coordinamento intercomunale finalizza- vato avvalendosi della consulenza di un avvocato, to a dotare le Ammi-nistrazioni che operano sui nostri incaricato e pagato con i denari dei cittadini, mentre territori degli strumenti necessari ad opporsi, anche in ha sempre declinato l’offerta di disponibilità che i tecfuturo, alla costruzione di impianti simili a quelli propo- nici del Comitato, compresi i legali, hanno più volte sti da CO.SAL. ed in ogni caso ad interventi impattanti formulato, rendendosi disponibili a coadiuvare gratuidal punto di vista ambientale. Anche l’Amministrazione tamente l’ufficio tecnico. comunale di Lequile si è detta pronta ad avviare la proPer tale ragione, come più volte preannunciato, il cedura di autotutela per rigettare la PAS, ma, dopo più comitato ha già predisposto e depositerà nei prossimi di due mesi da quel consiglio e dopo vari solleciti, ad giorni, presso gli Uffici della Procura della Repubblica, oggi di tale procedura non vi è traccia. un esposto finalizzato a denunciare alla Autorità Il comitato, infatti, in questo lasso di tempo, ha Giudiziaria gli errori, le omissioni e le reticenze di tutti continuato a sollecitare l’avvio della procedura, diffi- gli uffici pubblici interessati al procedimento. dando l’amministrazione e avvertendola che, in caso Lucia Rollo di inerzia, sarebbe stato inoltrato un esposto alla


emozioniamoci con Lucio Una mostra imperdibile e un concerto per ricordare il grande e indimenticabile Battisti

L’

Associazione culturale “Amici della Musica” porta a San Cesario una mostra itinerante dal titolo “Lucio Battisti Collection”, in collaborazione con l’Associazione culturale “Non solo Note” di Grosseto. A fare da guida sarà il prof. Daniele Sgherri che da oltre 15 anni è il promotore e organizzatore della mostra ritenuta la più grande e la più apprezzata d’Italia, facendo conoscere l'estro e la personalità del grande artista. La mostra, allestita presso i corridoi degli uffici comunali nel Palazzo Ducale di San Cesario di Lecce, sarà inaugurata sabato 31 maggio 2014 alle ore 17.30. All’inaugurazione ufficiale interverranno il sindaco And-rea

Lu

ruSCIu

LA moStrA La collezione che verrà esposta conta oltre 5000 oggetti originali relativi al cantautore, discografia, copertine forate dei 45 giri italiane ritirate dal commercio, 45 giri contenenti le canzoni che l'artista ha composto per altri artisti, i 45 giri delle canzoni che lo vedono protagonista in veste di produttore e arrangiatore, ecc. Ammirare la sua collezione sarà emozionante perché le canzoni di Battisti hanno saputo raccontare le ansie ed i sogni di un’Italia che stava cambiando, e al contempo sono entrate nel cuore di diverse generazioni. Attraverso la poesia di Mogol prima ed in seguito la sperimentazione pura con Panella, la sua musica e la sua voce almeno una volta hanno risvegliato sentimenti e forti emozioni.

Lu pecuèzzu

dI LuIgI pASCALI Oramai ci si è fatta una certa abitudine (purtroppo) ad incontrare persone che chiedono ciò che un tempo definivamo “elemosina” ma che oggi dovremmo più appropriatamente chiamare “aiuto”. Non dobbiamo biasimare chi, per i motivi più disparati, questo aiuto lo chiede, al pari di chi talvolta si sente “assediato” da queste continue, pressanti, onnipresenti richieste: se il sano principio della solidarietà verso i meno fortunati impone una mano tesa, il principio del numero delle mani tese umanamente ed economicamente sostenibile è altrettanto degno di seria considerazione! Sfido chiunque a smentire episodi di fraterna solidarietà intervallati da più o meno educati dinieghi di fronte all’ennesima, quotidiana richiesta di “spiccioli”, dopo aver scoperto di avere almeno cinque “fratelli” Senegalesi e sei o sette “compari” tra Nigeriani e altre Nazioni che non sapevi nemmeno esistessero! (e le paute chine te accendini puru ca nu’ fumi; fazzuletti puru ca nu’ stai custipàtu, e la settima racchetta pe’ li zzenzali: doi pe’ ogne càmmera e una pe’ lu bagnu!). Per fortuna un sano equilibrio mmescàtu ad un poco di buon senso è la soluzione migliore: si aiuta nella misura in cui si può aiutare. In tema di elemosina, vorrei ricordare che un tempo non molto lontano, le nostre case erano quasi sempre presidiate dalle nostre mamme, le nostre nonne, quando ancora si lasciavano le chiavi nella toppa, i campanelli non esistevano, l’uscio era sempre scarassàtu; i visitatori (più che altro visitatrici: le ècine te casa e cummàri varie) menàvanu ‘na

Romano, l’assessore alla cultura Daniela Litti, il presidente dell’associazione “Amici della Musica” Roberta Bascià, il presidente dell’associazione “Non solo Note” Daniele Sgherri. Nel corso del pomeriggio, e durante la mattinata del 1° giugno, sarà possibile visitare la mostra con la guida del Prof. Daniele Sgherri che racconterà la vita artistica di Lucio Battisti attraverso l’osservazione e l’attenta analisi della collezione esposta. Inoltre, nella serata del 31 maggio, alle ore 21.00, nell’atrio del Palazzo Ducale vi sarà un concerto dedicato interamente alle bellissime ed emozionanti canzoni di Lucio Battisti, a cura della Band “The Papy Boomers” con la vocalist Ramona Perrone.

ùsce: “sta trasu” e ancora prima di rispondere te le ritrovavi in cucina, luogo deputato alla vita diurna di tutta l’esistenza! Lu salone cu lu salottu (chi ce l’aveva) rimaneva sigillato per le rare occasioni “ufficiali” (compleanni, battezzi, cerimonie). In questo contesto non di rado si presentava alla porta lu pecuèzzu o monacu cercantinu; una sorta di frate laico che, pur non avendo preso i voti sacerdotali, indossava il saio, con tanto di cordone, e viveva in convento, insieme agli altri frati, suoi confratelli. A costui venivano demandati i compiti più modesti fra cui quello di fare la quèstula cioè di girare per le case e botteghe dei paesi limitrofi per raccogliere generi alimentari e di conforto per il sostentamento della confraternita, dedita alla preghiera e ai pochi lavori che, comunque, non erano bastevoli per il mantenimento della Comunità. Lu pecuèzzu pertanto, munito di sàzze (bisacce) con invocazioni celesti e preghiere imbonitorie, esortava i fedeli ad essere tanto generosi quanto desiderosi di guadagnare le indulgenze pe’ iddhri e l’anime sante te lu Purgatoriu, pe’ l’intercessione te li santi mòneci te lu cumèntu. Poiché li turnìsi per il popolo sono sempre stati merce rara, ognuno donava quel che poteva, riempiendo le sàzze del nostro fraticello di ogni ben di Dio: pane te ranu, pasùli, fàe, pesièddhri, òlliu, mièru, farina, talvolta ‘na puddhràscia, senza tralasciare ‘na pèzza te càsu frìscu pe’ lu pàtre superiòre (cussì le indulgenze àlenu doppie). Non è dato di sapere se la proverbiale scaltrezza attribuita allu

pecuèzzu riveniva dall’esperienza acquisita nella vita da strada, oppure se la scelta di divenire pecuèzzu scaturiva da una innata, naturale scaltrezza necessaria alla vita da strada; sta di fatto che la giustificazione di non poter accedere al sacerdozio per manifesta incapacità di studio della dottrina, strideva enormemente con una smisurata furbizia nel farsi donare beni di prima necessità! Numerose sono le leggende, li culàcchi su questi personaggi, a cui si attribuisce molto spesso una furba intelligenza; fra questi spicca lu pecuèzzu te Pruscènziu (Fulgenzio, noto Convento di Lecce). Si narra che un giorno costui, avendo ricevuto moltissime donazioni, si sia fatto aiutare nel trasporto da un vagabondo del posto, nu’ bàbbu, promettendogli un buon pasto; promessa che mantenne, all’ora di pranzo in una locanda. Seduti ad un tavolino, chiesero alla locandiera (manco a dirlo) la carità di una pietanza che costei, impietositasi, accettò di offrire ma, data l’ora tarda, servì ciò che era rimasto: la metà di un grosso scorfano, che un ricco commerciante non era riuscito a mangiare, poco prima; e lo servì, come d’usanza, in un unico piatto menzànu, te quiddhri smaltati. Il caso volle che dal lato del vagabondo capitasse la grossa testa e gran parte della lisca, mentre dal lato te lu pecuèzzu la parte della coda con ancora abbondante carne. Lu bàbbu, prima ancora che il compagno arpionasse il pesce con la forchetta, si rivolse a costui: “patre miu, grazie, pe’ sta magiata… ieu su’ natu perièddhru, nu’ aggiu mai magiatu alla taèr-

na… ma è propriu veru, ca lu munnu gira!” così dicendo, fece ruotare il piatto sul tavolo finchè portò la coda del pesce dalla sua parte. Lu pecuèzzu, accortosi del trucchetto, non si perse d’animo e sbottò immediatamente “fratellu, pe’ moi lassàmu lu munnu comu stàe, fatte la Santa Cruce e mangiamunne sta provvidenza!” e rigirò il piatto nella posizione iniziale, lasciando di stucco il commensale. Finito il pesce, il padrone volle offrire al fraticello prima un quartino di vino di quello buono, “a suffràggiu te ddhru pòru sire miu, ca ae te picca ca n’ha lassàti” e poi un buon sigaro toscano, come buon auspicio per gli affari. Lu babbu dapprima gnuttìu acànte pe’ lu mièru ca nu’ pruàu, guardando lu nnùtu a ‘ncànna te lu pecuèzzu ca salìa e scennìa ad ogni sorso, poi sperò invano che gli fossero offerti ddò ccùni a ddhru toscanu ca nu’ sapìa mancu te cce sape. Al momento dei ringraziamenti e del commiato, non seppe più trattenersi ed esclamò: “patre! Tie si’ Francescanu, no? Ma San Frangiscu nu’ me pare ca bbeìa mieru e fumàa sicari toscani!”. Lu pecuèzzu prima lo guardò flemmatico, poi sentenziò: “No! Nu’ bbeìa e nu’ fumàa… ma se fascìa li cazzi soi!”. E si avviò.


Le avventure di nonna papera

non sono passati invano E poi ti dicono "Tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera". Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera. (Francesco De Gregori) “La Storia” - 1985 E nu bbe veru […] ca stamu ancora all’ anni ’40 (Mino De Santis) “Salentu ” - 2011

è 6

vero, siamo stati sudditi borbonici, “la plebe sempre all'opra china senza ideale in cui sperar”. Ma lo siamo ancora, o tutti questi anni non sono passati invano? Proviamo per un attimo a guardare alle nostre spalle, perché forse, “ci lu progressu nu bbae te pressa / noi chianu chianu nne damu ‘na mossa”. Eravamo sudditi negli anni ’50, quelli delle mani sulla città dopo il Congresso Eucaristico del 1956. La grande speculazione edilizia che trasformò la piazza dei Trecentomila nel gigantesco affare di piazza Mazzini e dintorni. Negli anni ‘60 fu inaugurato lo stabilimento Italsider a Taranto, nell’entusiasmo generale dei sudditi che, ignari di aver svenduto la salute propria e dei propri figli e nipoti, brindavano alla ricchezza ed al lavoro che il grande impianto industriale avrebbe certamente portato con sé. Vennero poi gli anni ’70, ed un illuminato sindaco di Lecce di cui per pietà omettiamo il nome decise da un

giorno all’altro (il 1° febbraio del 1971) di abbattere la caserma Massa, adattamento militare del quattrocentesco Convento di Santa Maria del Tempio. Nessuno disse nulla, non c’erano cittadini che denunciassero lo scempio compiuto ai danni di arte e storia. I sudditi non si lamentano. E quando negli anni ’80 l’Enel decise di costruire sulla spiaggia di Cerano una mega centrale a carbone, la più grande d’Europa, col consenso di amministratori e sindacati blanditi dalle solite promesse di occupazione e sviluppo, i timidi tentativi di far ascoltare la voce dei cittadini furono semplicemente ignorati, nel silenzio di chi riceveva in regalo un altro agguato alla propria salute. Negli anni ’90 il tentativo della criminalità organizzata di impadronirsi dell’economia locale con metodi mafiosi, bombe e persino omicidi fu stroncato solo grazie alla straordinaria efficacia dell’azione congiunta di

magistratura, investigatori e forze dell’ordine, nell’assordante silenzio della popolazione che assisteva in silenzio all’imbarbarimento della propria vita quotidiana. Ed ancora i primi anni di questo secolo hanno visto comitati d’affari e politici senza scrupoli offendere ed impoverire Lecce con progetti scellerati come il filobus, via Brenta, i BOC o viale dell’Università. Qualche solitaria voce critica ha provato talvolta a levarsi, accolta però dalla generale indifferenza dei più, che è purtroppo la forma più vile della complicità. Siamo allora destinati a restare per sempre sudditi? A fare violentare ancora il nostro territorio e compro-

mettere il destino dei nostri nipoti? Forse no. Forse oggi possiamo vedere qualche segnale di speranza. Forse tutti questi anni di incontri, dibattiti, marce, riflessioni, giornali come l’alambicco e (per fortuna) tanti altri, insomma questi anni di lievito culturale in cui donne e uomini di buona volontà hanno coltivato con passione strumenti di maturazione di una coscienza civile non sono passati invano. Le speculazioni edilizie oggi vengono sempre più spesso denunciate e talvolta impedite, migliaia di persone scendono in piazza al fianco dei commercianti minacciati dal racket, cittadini onesti e di buona volontà si riuniscono in comitati ed associazioni per informarsi, informare e possibilmente scongiurare i nuovi tentativi di aggressione del nostro territorio, dagli inutili gasdotti agli inceneritori inquinanti, dalle strade faraoniche alle centrali a biomasse, dai parcheggi sotterranei alle sotterranee discariche di veleni che avvelenano le nostre falde... A questi cittadini, che con il loro impegno difendono quei preziosi beni comuni costituiti da salute, ambiente, acqua ed aria pulite - che in una parola difendono la qualità della vita di ciascuno di noi - dovremmo tutti essere grati,.per le loro battaglie di civiltà ed ancor più perché il loro impegno (meglio, il nostro impegno) ci libera ogni giorno da quella vergognosa e anacronistica condizione di sudditi, per trasformarci, finalmente, in donne e uomini liberi.

Periodico di politica cultura società Anno XIII n. 62 - Maggio 2014 IsCrItto al n. 792/2002 Del reg. stamPa Del trIBunale DI leCCe

Direttore responsabile: giancarlo greco. Hanno collaborato: antonella Perrone, aristodemo De Blasi, Cristian nobile, emanuele Faggiano, enrico tortelli, gianni nobile, giuliana scardino, giuseppe nobile, Ilaria Parata, luca laudisa, lucia luperto, luigi Patarnello, luigi Pascali, Paolo De Blasi, Paolo Verardo, Pierluigi tondo, Pierpaolo lala. Redazione: via umberto I, 65 - san Cesario di lecce e-mail: redazione@alambicco.com internet: www.alambicco.com facebook: www.facebook.com/redazione.alambicco twitter: @lalambicco Distibuito gratuitamente a San Cesario, Cavallino, Lequile, San Donato stampato presso: Dea - galugnano (le) Chiuso in tipografia il 19 maggio 2014 alle ore 23


Libiamo i lieti calici Sfatiamo tutti i più comuni falsi miti attorno all’uso di alcol

U

na delle tante false credenze alimentari che da sempre mi fa sorridere, è quella secondo cui la birra farebbe “far latte”. Se così fosse e considerando le quantità enormi di bottiglie di birra vuote che i bar del nostro paese buttano a fine giornata, San Cesario sarebbe uno dei massimi produttori di mozzarelle e latticini in genere! Questa volta vorrei occuparmi genericamente di alcol. Ciò che accomuna vino, birra, liquori e similari, è la presenza più o meno marcata di alcol etilico. La molecola dell’alcol è molto piccola e solubile in acqua e questo ne permette un rapido assorbimento. In soldoni, con le dovute differenze tra individuo

ed individuo, l’alcol raggiunge il sangue e si distribuisce nel nostro organismo già 15-40 minuti dopo esser stato ingerito. Una volta avvenuto il suo assorbimento, tanto più rapido quanto più lo stomaco è vuoto, solo una minima parte (3-10%) viene eliminata tale e quale, mentre il restante 90-97% ha bisogno di esser metabolizzato per venire eliminato. L’organo principe di questo processo è il fegato che trasforma l’alcol in acetaldeide, una sostanza altamente tossica che se non viene completamente smaltita (perchè si è ecceduto nei “brindisi”) tende ad accumularsi proprio nel fegato danneggiandolo. Secondo l’ Osservatorio Nazionale Alcol CNESPS, i consumatori

riapre il parco giochi comunale Grazie all’associazione “Lu paise ranne” tutti i giorni, dalle 18 alle 21, riapre lo spazio per i giochi dei piccoli di San Cesario

L'associazione culturale "Lu paise ranne", ormai da quattro anni gestisce il parco giochi comunale "Nicholas Green" di via Gramsci a San Cesario. Come prima cosa abbiamo voluto piantare nel parco un ulivo: lo abbiamo fatto insieme ai ragazzi, con la speranza e la gioia di vederli crescere insieme. Abbiamo riaperto lo scorso sabato 10 maggio, alla presenza di Peppa Pig (nella foto un momento della giornata, ndr), per la felicità incontenibile di tutti i bambini (e anche dei grandi). Il parco è aperto tutti i giorni, dalle 18 alle 21, e nei mesi di luglio e agosto dalle 18.30 alle 21.30. Nel parco oltre ai giochini classici come giostrine e scivoli, si può usufruire della pista con le macchinine. Sono in cantiere molte altre attività durante l'estate: cacce al tesoro,

tornei di calcio-balilla, giochi per piccoli e grandi, festeggeremo i nonni offrendo dei dolci (come sabato scorso abbiamo festeggiato le mamme regalando loro una rosa), e dopo il 15 agosto ci sarà la seconda edizione de "lu paise ranne in festa" che si articolerà dalla mattinata a tardo pomeriggio nel parco, e la sera nella strada prospicente. Insomma, cerchiamo di curare una piccola oasi di verde, facendo divertire, ma soprattutto divertendoci. Ringraziamo chi in questi anni ci ha dimostrato fiducia, come l'amministrazione comunale, e tutte le mamme, nonne, nonni, zie e zii, che sono sempre vicini a noi. Crescere insieme, questo è il nostro obiettivo. Antonella Lezzi

più a rischio sono da ricercarsi tra gli ultra 65enni (43% degli uomini e 10,9% delle donne), tra i giovani di 18-24 anni e tra gli adolescenti di 11-17 anni. In Italia il consumo a rischio di alcol riguarda oltre 8 milioni di persone. Purtroppo la nostra cultura tende non percepire l’alcol come pericoloso e a sottovalutarne la sua tossicità. Questa è accentuata nei bambini che per natura non riescono a metabolizzarlo. In un bambino sotto i 5 anni 5ml di alcol per kg di peso possono essere letali. Ma passiamo alle credenze. Gli alcolici dissetano: in realtà disidratano perché richiedono grandi quantità d’acqua per esser metabolizzati e bloccano un ormone che regola la diuresi aumentando la tendenza ad urinare. L’alcol dà forza: di fatto essendo un sedativo, riduce il senso di fatica e abbassa la soglia del dolore ma senza fornire energie utili. La persona tende così a sopravvalutare le proprie forze. L’alcol riscalda: anche qui solo illusione. Infatti provoca una vasodilatazione cutanea per cui l’aumentata circolazione superficiale crea una sensazione di calore momentanea ma nel contempo un rapido abbassamento della temperatura interna per dispersione. L’alcol aiuta a digerire: l’opposto. Rallenta lo svuotamento dello stomaco, induce maggior sonnolenza dopo i pasti ed ha un’ azione lesiva sulle pareti di stomaco e intestino con conseguenti infiammazioni (ad esempio gastriti). Il vino fa buon sangue: questa credenza nasce dal fatto che la vasodilatazione di cui abbiamo già parlato, provoca un arrossamento del viso per cui l’anemico, normalmente pallido, appariva più “colorato”. In realtà l’alcol causa alcune forme di anemia per malassorbimento di vitamina B12 ed acido folico. L’alcol aiuta a riprendersi da uno shock: assolutamente no. La solita vasodilatazione fa ulteriormente diminuire l’afflusso di sangue verso cervello e gli altri

organi interni. L’alcol rende più disinvolti, facilita i rapporti ed aumenta i riflessi: solo inizialmente il suo effetto euforizzante e disinibente potrebbe favorire le relazioni specie nei più timidi, ma alla lunga peggiora ansia e depressione. Il suo renderci più suscettibili ed irritabili può favorire situazioni di scontro. Il cocktail irritabilità, rallentamento dei riflessi, falso senso di sicurezza, riduzione della percezione del rischio, è il responsabile del 40-60% di tutte le morti traumatiche in Europa. La birra fa latte: la donna per produrre latte ha solo bisogno di liquidi (acqua, succhi di frutta, ecc). L’alcol bevuto dalla mamma passa nel suo latte e quindi al bambino. Ribadiamo che la donna in gravidanza NON deve bere alcolici che raggiungono il feto potendo causare una grave malattia nota come sindrome feto-alcolica. Per finire devo deludere tutti quelli che credono di avere la formula per superare una sbornia. Dimenticatevi il caffè super ristretto, l’esercizio fisico, la doccia fredda, la passeggiata all’aria fresca o il bere tanta acqua. Purtroppo l’unico vero rimedio è attendere che il nostro corpo metabolizzi e smaltisca l’alcol in eccesso (non meno di 2-3 ore a seconda della quantità). Come sempre però non occorre estremizzare, un bicchiere di buon vino ai pasti, una birra tra amici, non creano problemi (se abbiamo la giusta età), per cui, salute e alla prossima. Aristodemo De Blasi aristodemo@alambicco.com

7


una festa per i piccoli all’insegna dell’educazione ambientale Appuntamento per domenica 8 giugno con la seconde edizione della giornata del bambino: giochi, divertimento, ambiente artisti di strada per far divertire imparando

L’

8

Amministrazione Comunale organizza per domenica 8 giugno 2014 la seconda edizione della “Giornata del Bambino” con l’obiettivo, sempre attraverso un approccio ludico-creativo, di promuovere buone abitudini a tutela dell’ambiente e di stimolare bambini e ragazzi a nuove idee per il riciclo di materiali che, se non adeguatamente riutilizzati, potrebbero inquinare il nostro Paese e rovinarne la bellezza. Uno dei problemi che maggiormente affligge i paesi italiani è quello della gestione dei rifiuti: è un problema ecologico per il forte impatto che i sistemi di smaltimento hanno sull’ambiente; è un problema economico per i costi dello smaltimento che gravano sui cittadini; è un problema sociale per le implicazioni di carattere culturale che determina una non corretta gestione dei rifiuti da parte degli stessi cittadini. Si pensi alla plastica che occupa notevole spazio nelle discariche e se non bruciata correttamente emette fumi nocivi; al vetro che se recuperato ed adeguatamente trattato può essere riciclato all’infinito; alla carta che se recuperata evita il disboscamento e, come l’alluminio, consente di risparmiare energia; alle pile scadute ed ai medicinali che se portati presso i punti raccolta non sono dannosi e non inquinano l’ambiente. Collaborare nella raccolta differenziata dei rifiuti è fondamentale per sviluppare un forte senso sociale e per sensibilizzare tutti i cittadini ad un uso più consapevole delle risorse. Da qui la campagna di sensibilizzazione organizzata dall’Amministrazi-

poetIx

one Comunale nelle scuole per far capire ai più giovani l’importanza della raccolta differenziata e per insegnare loro che differenziare, riciclare, riutilizzare con-

P

Viviana Zizza e Giulio Greco

Pablo Neruda

guardare indietro per poter andare avanti ablo Neruda, pseudonimo di Neftali Ricardo Reyes Basoalto, nasce il 12 luglio 1904 a Parral, in Cile. La prima opera poetica venne pubblicata nel 1923, con il titolo Crepuscolario, quando il poeta aveva appena compiuto diciannove anni, ma è nell’anno seguente, con la raccolta Venti poesie d’amore e una canzone disperata, che inizia a farsi ben volere dal grande pubblico. Dal 1927 intraprese una lunga e intensa carriera diplomatica, venne nominato console dapprima a Rangoon e poi a Ceylon. L’esperienza poetica più significativa fu quella maturata in Argentina, a Buenos Aires, durante la quale venne nominato console e conobbe F. Garcìa Lorca. Nel 1945, fatto ritorno in Cile, si iscrisse al Partito comunista e venne eletto senatore. Allo scoppio della guerra civile, però, patteggiò per la Repubblica e fu destituito dell’incarico di console. Quattro anni più tardi, a causa della repressione anticomunista di Videla, fuggì nell’Unione Sovietica. Di notevole importanza è anche il soggiorno di Neruda in Italia, successivamente al quale viaggiò a lungo non solo in Europa, ma anche negli Stati Uniti. Questo suo ultimo viaggio provocò una dura reazione da parte di un consistente gruppo di intellettuali cubani, contrari al capitalismo americano e alla sua lotta contro i paesi comunisti. Nonostante ciò l’intensa attività poetica e l’impegno politico-sociale che assunse nel corso della sua vita, lo portarono ad essere insignito del prestigioso Premio Nobel per la Letteratura nel 1971. Morì a Santiago il 23 Settembre del 1973.

viene a tutti a tutela dell’ambiente e, quindi, di San Cesario. Nel corso della giornata si premierà la classe che si è maggiormente impegnata nella raccolta del materiale. Sono previsti anche una serie di giochi, di laboratori di ecologia creativa utilizzando materiali di scarto e tecniche tradizionali di manipolazione per dare spazio alla fantasia e alla creatività dei più piccoli (ma non solo). Non mancheranno poi i pony, clown, artisti di strada, truccambini e tanto altro ancora… Perché il ruolo di tutti sia davvero decisivo nel conoscere la natura, proteggendo l’ambiente, bisogna promuovere attività di educazione ed informazione non solo a livello di conoscenze ma anche di approcci, sensibilità e comportamenti che, attraverso i più piccoli, vengono trasmessi alle famiglie e, di conseguenza, a tutta la Comunità locale. L’ambiente dev’essere amato, rispettato, protetto e vissuto secondo le sue regole: tutto diventa una buona occasione per imparare divertendosi! Solo una gestione responsabile dei rifiuti da parte del cittadino per evitare la dispersione nell’ambiente e solo partecipando attivamente alla raccolta differenziata si potrà dar vita ad uno stile di vita sano e contro lo spreco a vantaggio di tutti. Appuntamento per tutti a domenica 8 giugno. Non mancate. San Cesario fai la differenza!

di Luigi Patarnello

Il bacio Ti manderò un bacio con il vento e so che lo sentirai, ti volterai senza vedermi ma io sarò li Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni Vorrei essere una nuvola bianca in un cielo infinito per seguirti ovunque e amarti ogni istante Se sei un sogno non svegliarmi Vorrei vivere nel tuo respiro Mentre ti guardo muoio per te Il tuo sogno sarà di sognare me Ti amo perché ti vedo riflessa in tutto quello che c'è di bello Dimmi dove sei stanotte ancora nei miei sogni? Ho sentito una carezza sul viso arrivare fino al cuore Vorrei arrivare fino al cielo e con i raggi del sole scriverti ti amo Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno tra i tuoi capelli, per poter sentire anche da lontano il tuo profumo! Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi.

La poesia di Neruda abbraccia un linguaggio semplice, vicino al parlato, descrive temi comuni a tutti, elevandoli però, grazie alla forza evocativa che imprime al verso, a momenti unici e irripetibili. Le sue opere, infatti, sono caratterizzate da una sensibilità acuta, pronta a cogliere la magia di quelli aspetti che ai nostri occhi appaiono offuscati dall’abitudine, una poesia ricca di immagini e paragoni, che fonde, in unico corpo, i dolci temi dell’amore, del paesaggio della terra natia e delle speranze collettive dell’umanità. In quest’opera è più evidente come l’amore, umile sentimento di ogni uomo, viene accostato alla natura e al sublime: al vento spetta il compito di condurre queste parole all’udire dell’amata, ai raggi del sole quello di irradiare il cielo con le parole ti amo. Descrivere l’amore con questi termini e paragoni significa elevarlo e condurlo in luogo lontano dalla terra e dagli uomini, nel mondo dei sogni, in cui tutto appare perfetto, incantevole e divino, d’altra parte, come scrive lo stesso Neruda, «siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni». «Per una poesia, che con la forza di una azione elementare, porta alla vita i sogni e il destino di un continente», fu questa la motivazione che spinse i maggiori intellettuali del tempo a conferirli il Premio Nobel 1971.


destini crocevia di vita mirko tondi racconta la sua prima esperienza editoriale e le fasi che lo hanno portato alla pubblicazione della sua opera d’esordio, in cui poesia e racconti si fondono per regalarci l’immagine di vite e culture differenti dalla nostra. Un’opera destinata a far riflettere. mirko ti sei diplomato all’istituto tecnico “ItG Galilei” e sei ad oggi uno studente di Ingegneria edile - Architettura al Politecnico di Bari. Sei certamente una figura che rappresenta l’aspetto più tecnico della nostra cultura, come nasce in te l’amore per la letteratura? Ad essere sincero sono stati in molti a pormi questa domanda, ma non c’è un motivo preciso, è un po’ come se fosse un’esigenza. C’è stata però una situazione particolare in cui il caso mi ha quasi costretto alla letteratura: a quindici anni ebbi un incidente e per un breve periodo non potevo fare grandi cose, così inizia a leggere i libri più svariati con sempre maggiore voracità, finché ora è diventata appunto un esigenza, un bisogno di leggere. Leggere è come aprire la strada alla scrittura, sono entrambe esperienze di disconnessione temporale che soddisfano un bisogno, ti appagano, e hanno la funzione di creare un equilibrio fra la mente e il corpo. Quando hai capito di voler pubblicare un libro? Scrivevo racconti e poesie da ancor prima di pubblicare. Un giorno decisi di tirar fuori dal taccuino i miei scritti e li feci leggere ad una persona a me molto vicina, la mia attuale compagna. La sua espressione, il volto e la sua reazione fecero nascere in me l’esigenza di voler comunicare, di voler vedere pubblicati i miei lavori in forma cartacea. Io non ho mai letto un e-book e l’amore per il libro di per sé ha giocato sicuramente un ruolo di rilievo. Pubblicare poi è una sfida con sé stessi, puoi credere in te ma non puoi essere il critico di te stesso. Il titolo della tua opera, Destini, non lascia spazio ai dubbi: descrivi accadimenti e situazioni che mutano gli uomini e che sembrano portarli su strade già segnate. Qual è la tua filosofia di vita a questo proposito? Destini è un indagine, una ricerca. Mi accade spesso di chiedermi cosa sentono le persone che affrontano una vita diversa dalla mia, gli umili, quelli che lottano contro ogni difficoltà e che comunque trovano sempre la forza di andare avanti. Poi entra in

gioco l’immedesimazione che mi spinge a chiedermi come avrei vissuto io quelle situazioni così spiacevoli ed ecco che nasce quell’esigenza di scrivere di cui parlavamo prima. Destini è un composito di poesia e racconti che trattano anche temi di rilevanza sociale, come quello del sistema carcerario italiano e l’importanza del volontariato ai meno fortunati. Credi che la cultura abbia un ruolo importante e che possa contribuire al benessere sociale? La funzione dell’arte e soprattutto della letteratura, che è poi quello che ho cercato di fare io nel mio libro, è quella di porre domande, sollevare quesiti che spingono e spronano l’uomo a prendere coscienza del sociale e a chiedersi quindi sia il ruolo da assumere nel mondo. Il mio obbiettivo è quello di mettere la verità degli umili e dei meno fortunati d’avanti agli occhi di tutti, obbligare noi tutti a guardare il dolore e la miseria, impedirci di girarci dall’altra parte. oltre all’avventura e ai viaggi, che sono il terreno su cui si muove la tua scrittura, è evidente un forte attaccamento alla terra natia, quanto c’è di autobiografico nei tuoi racconti e quanto l’esperienza personale ti ha influenzato? La mia esperienza personale ha sicuramente influenzato l’ispirazione. Io sono il mio passato, sono tutto ciò che ho vissuto e che oggi mi ha reso ciò che sono. Ma nonostante questo buona parte degli sviluppi del mio lavoro sono fonte di ispirazione, per me l’esperienza è la prima e più importante fonte d’ispirazione. Qual è il grande messaggio del tuo libro? Sarò breve in questo perché il messaggio deve essere molto chiaro: non bisogna mai dimenticarsi dei dimenticati. Bisogna avere il coraggio di guardare quelle figure e quelle esperienze borderline, rifarsi a loro quando la vita si fa dura, perché finché si vive c’è un rimedio per ogni cosa. Senti di voler ringraziare qualcuno in particolare? C’è sicuramente una persona che devo ringraziare e che senza la quale non sarei arrivato qui dove sono:

Mirko Tondi Destini Racconti brevi e poesie Ti Pubblica (2014)

Un discorso aperto sull’incantevole divenire dell’esistenza, una rete invisibile di accadimenti e di avvenimenti che legano il lettore all’autore attraverso i suoi personaggi, perché ognuno è al tempo stesso artefice e vittima del suo destino. Destini è un opera che oscilla agevolmente dall’ineffabile all’incredibile, dal quotidiano all’inusuale, dalla poesia al racconto, perché nessuno è ciò che è senza una precisa ragione, senza le ferite degli eventi e le cicatrici del tempo. Ogni situazione scandaglia l’anima dei protagonisti, la sfoglia ora con dolcezza, ora con improvvisa irruenza, mentre alle sue spalle resta immobile il Destino, come un giudice incorruttibile, come uno scriba attento e minuzioso che ti consegna alla storia dell’esistenza, alza lo sguardo su ogni vita, fissa ogni uomo che calca la sua strada come a ricordare che tutto ciò che di bello deve ancora venire nessuno di noi ancora lo ha vissuto.

Elisa Pulvino, la mia compagna, la mia musa, il mio motore ed il mio sostegno. Lei, oltre ad essere l’autrice della mia copertina, è stata anche la mia prima lettrice e se Destini esiste è merito suo, del suo incoraggiamento e della forza, che fin dall’inizio, è stata in grado di trasmettermi. Inoltre vorrei ringraziare la mia famiglia, presente in ogni mio momento, e tutti gli amici che mi hanno sostenuto. Grazie mirko! ti ringrazio per questa tua intervista e ti faccio, a nome mio e di tutta la redazione, i più sentiti complimenti, non solo per questa tua opera ma anche per tutto quello che seguirà e che, sicuramente, sarà destinato a lasciare il segno. Luigi Patarnello


La gara più gustosa dell’anno: Fornelli indecisi La finale del concorso più unto del Salento ha visto protagonista, tra gli altri, la dodicenne Sara greco

n

10

on chiamatemi gastronomo, gastronauta, gustosofo, aspirante cuoco e tantomeno chef, non chiamatemi storico della cucina o food blogger. Sono un semplice addetto stampa di eventi musicali e culturali appassionato dei fornelli e della tavola che da qualche anno ha messo in piedi un divertente (secondo molti) concorso di cucina dozzinale. Il titolo è già emblematico: Fornelli Indecisi. I claim che accompagnano questa avventura sono ironici e impossibili: “In cucina c’è sempre da impanare”, “Chi è senza peccato scagli la prima dieta”, “Si sta come alle sagre sui tavoli le sfoglie” solo per citarne alcuni. Fornelli Indecisi è giunto alla sua quarta edizione. Una sfida vera e propria, prima via mail e on line - con quelle che abbiamo ribattezzato le Culinarie. Le primarie del centrotavola - poi con gli assaggi dei piatti dei dodici finalisti alla Masseria Ospitale sulla Lecce Torre Chianca. Quest'anno la finale è andata in scena domenica 11 maggio e come sempre ci ha regalato sorrisi, nuove amicizie e ricette da rubare. La giuria di qualità,

Giuria e concorrenti di “Fornelli indecisi”

composta da Michele Bruno, tra gli organizzatori del Mercatino del Gusto di Maglie e già governatore di Slow Food Puglia, dalla giovane chef Sara Latagliata, anima del progetto Nobili Pasticci, e da Lorenza Dadduzio di Cucina Mancina, ha assegnato il premio Coldiretti Lecce (consegnato dal direttore Giampiero Marotta) alle Tagliatelle di

birra scura al birragù di Filippo Muratore e Lorenzo Valente. La giuria composta da Donpasta, Pino De Luca, Roberto Covolo, Daniela Sabato, Letizia Basile, Paola Sgobba, Fabiana Salsi, Metella Ronconi, Manila Benedetto, Sandro Romano, Tobia Lamare e tre giurati "estratti" a sorte ha invece premiato Luigi Rizzo con il suo

Calamaro al cuore di frisa (antipasti), Gianluca Sciannameo con Lagane di San Giuseppe con crema di scarola (primi), Mariano Longo & Simone Rollo con Pescatrice Giallorossa (secondi), Federica Marangio - che ha conquistato anche il premio Cucina Mancina - con i suoi Kalineri (dolci). Dietro ogni ricetta in gara c’è una storia per questo abbiamo deciso di assegnare anche un premio letterario e un premio alla memoria. La dodicenne Sara Greco ha conquistato con Pollo, patate e fantasia il premio Dieta Med-Italiana. Tra i vincitori c’è di tutto casalinghe e dentisti, docenti e ricercatori universitari, giornalisti e studenti, operai e video maker. Dall’esperienza di Fornelli Indecisi è nata anche una collana per Lupo Editore. Dopo 50 sfumature di fritto e Una frisella sul mare a giugno esce Cucinare con i piedi. Storie di cene mondiali. Per ricordarci che quando il gioco si fa duro anche i duri cominciano a impanare. Tutte le info su www.fornellindecisi.it Pierpaolo Lala

Fate largo, arriva la Festa della pizza La passione dell’Associazione Follemente per una festa rinomata in tutta la provincia

L’

Estate è alle porte e in giro per la provincia salentina si è ancora nel pieno dell’organizzazione di sagre, feste e concerti che accompagneranno leccesi e non durante i mesi più caldi. Anche a San Cesario fervono i preparativi per la tanto attesa festa della Pizza, arrivata alla sua sesta edizione. Il cartellone messo a punto dall’Associazione culturale Follemente non ha nulla da invidiare alle manifestazioni storiche sparse in provincia. Come consuetudine i pizzaioli del paese collaboreranno per offrire gustose

pizze con l’allegria e la bravura che li contraddistingue per tutta la durata dell’evento, affiancati dai ragazzi di Follemente. Quest’anno la Festa della Pizza si svolgerà dal 18 al 20 luglio in collaborazione con le pizzerie “Lu Focalire”, “P&C”, “Al Capone” e “Zia Lisa” e come ogni anno le tre serate saranno arricchite da musica e spettacoli dal vivo. La serata iniziale, venerdì 19 luglio, sarà dedicata alla musica popolare e al coinvolgente ritmo dei tamburelli con l’esibizione dei Vento del Sud e degli Scianari; Sabato 20 sarà, invece, di scena il rockabilly con il concerto di Flavio Jordan & Black Notes e la dance anni ‘80 di Vega 80. Infine domenica si concluderà con la musica folk del gruppo Stelle del Sud. Un week-end da non perdere per tante ragioni: mangiare una buona pizza con l’immancabile birra gelata ma soprattutto divertirsi in compagnia; tre giorni in cui a fare da padrona sarà ovviamente la pizza,

attrazione per i turisti ma soprattutto per i tanti sancesariani che hanno già apprezzato la manifestazione nelle passate edizioni. Emanuele Faggiano emanuele@alambicco.com


prematuramente insieme

La mia paura più grande

Una raccolta fondi per aiutare il reparto di neonatologia del Fazzi e l’associazione che sostiene le famiglie

raffaele Spedicati, operatore socio-sanitario a San Cesario, racconta l’Alzheimer in un viaggio riflessivo e di condivisione.

L’

“Q

Associazione “Prematuramente insieme onlus” è una realtà del terzo settore attiva da diversi anni con diversi scopi. Il primo, e il più importante e delicato, è quello di sostenere l’attività del centro di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Vito Fazzi, fornire assistenza e sostegno ai loro genitori, familiari e agli operatori. Un compito difficile cui tutti i soci si dedicano con passione sotto la guida del dott. Raffale Longo (Presidente dell’associazione) e in stretta collaborazione son il dott. Fernando Del Cuore (Dirigente medico del reparto di Neonatologia del nosocomio leccese). Per contribuire alla vita dell’associazione, il “Circolo degli Amici” si San Cesario si è attivato con una giornata di raccolta fondi lo scorso 11 maggio e con un Torneo di Burraco il cui intero ricavato è stato devoluto al reparto di Neonatologia - TIN del P.O. Vito Fazzi di Lecce. “Un ringraziamento particolare - ci ha dichiarato il dott. Longo - a nome dell’as-

sociazione tutta va a Ginetto Capoccia e Luca Laudisa che hanno organizzato il torneo e a tutti gli sponsor che hanno collaborato per la realizzazione dell’evento.” In cantiere ci sono altre iniziative che noi continueremo a seguire nei prossimi numeri per sostenere l’Associazione “Prematuramente insieme” e le famiglie che si trovano ad affrontare i problemi legati a questo particolare tipo di difficoltà. La redazione

uando deve mangiare fa i capricci, ci sono notti in cui ha bisogno quasi della ninna nanna per addormentarsi o di sentire un contatto fisico, una mano nella sua, e momenti in cui non ci si può avvicinare… Mia madre ha sessantacinque anni, compiuti il 18 luglio 2010, giorno in cui ha compiuto anche quarant’anni di matrimonio ma lei non se ne è accorta…”. Con queste parole l’autore prova a raccontare, come in un diario di bordo, uno spaccato della vita quotidiana accanto al malato di Alzheimer e raccontare dal di dentro gli sforzi quotidiani che le famiglie conducono per garantire un’assistenza dignitosa ai malati. Raffaele Spedicati racconta così la sua esperienza personale vissuta accanto alla madre sperimentando come da figlio si diventi irrimediabilmente padre tra gesti e umori imprevedibili. Una malattia che colpisce 25 milioni di persone al mondo e le con-

danna ad una totale perdita di sé. Un libro che vuole rompere il muro della superficialità e dell’ignoranza, lasciando spazio ad una presa di coscienza degli stadi e delle evoluzioni della vita difficili da accettare nella quotidinianità. Lucia Luperto lucia@alambicco.com

“PLASTICA”: la foto vincitrice di questo numero

Il concorso fotografico “Scatto differenziato” ideato dall’ass.ne fotografica “Tempo di Scatto” e da “l’alambicco”, oltre a sensibilizzare la cittadinanza sul tema dei rifiuti, mira a raccontare, attraverso le immagini, il degrado e l’impatto sull’ambiente causati dalla pratica dell’abbandono di rifiuti e del mancato rispetto per gli altri e per l’ambiente. Così, a fare da filo rosso del concorso per tutto il 2014 saranno le varie declinazioni che la raccolta differenziata può avere nella vita di tutti i giorni, a scuola, al lavoro, a casa.

“Macchia Mediterranea” di Sergio Limongelli

11


negli occhi la speranza Commovente visita di reginald green (padre del piccolo Nicholas) alla Scuola materna di San Cesario

“V

edo nei vostri occhi la speranza”. Queste sono le parole che Mr. Green ha detto ai bambini che frequentano la Scuola dell’Infanzia di San Cesario dedicata a suo figlio Nicholas. Il signor Reginald Green, testimonial dei trapianti di organi, in occasione della “Giornata mondiale di trapianto del rene”, l’11 marzo ha partecipato ad un Congresso tenutosi a Brindisi. Nel suo tour pugliese ha voluto inserire la visita alle scuole che hanno il nome di suo figlio. Il 13 Marzo, nella nostra scuola, addobbata con la gigantografia del piccolo Nicholas, con fiori e cuori, abbiamo ricevuto la sua visita, alla presenza della Dirigente dott.ssa Verrienti, del Sindaco dott. Romano e del Dottor Luigi Vernaglione, dirigente medico del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale “Perrino” di Brindisi che ha fatto da interprete. Dopo il taglio del nastro all’ingresso, dopo le presentazioni ufficiali, Mr. Green è stato accolto dai bambini con un lungo applauso e con il canto “Un angioletto in blue jeans”. Primo momento di emozione perché il sig. Green rivolto ai bambini ha detto che gli è sembrato un piccolo coro di angioletti e che tra loro ci fosse anche Nicholas, al quale piaceva cantare “malgrado avesse la voce di un ranocchietto, che cantava sempre perché era

12

felice…”. Poi una maestra, a nome di tutte, ha dato il benvenuto ed ha spiegato che nel momento in cui si doveva scegliere un nome per la scuola, le insegnanti, proprio perché credevano in una scuola non solo dell’apprendimento e delle conoscenze, ma anche in una scuola di vita, di valori, di legalità, hanno scelto il nome di N. Green, vittima dell’ingiustizia degli adulti, della violenza e dell’illegalità e al tempo stesso simbolo di speranza, di altruismo, di vita. Infatti, malgrado la grave perdita subita, i signori Green hanno voluto che il figlio continuasse a vivere in altre persone, autorizzando l’espianto e la donazione degli organi, salvando sette altre vite. La maestra ha ringraziato per la grande generosità. Momenti di commozione sono stati anche gli interventi della Dirigente e del Sindaco e il dono fatto dai bambini: un biglietto realizzato con la tecnica pop-up con tanti cuoricini, un arcobaleno e con la scritta: “Quando sei triste pensa a noi che… Ti vogliamo un mondo di bene”. Con gli occhi pieni di lacrime ha ringraziato e tutti ci siamo stretti in un grande abbraccio. Naturalmente ai piccoli non ha parlato di donazione, argomento delicato e incomprensibile per la fascia d’età. L’ultima canzone è stata “La marcia dei diritti dei bambini”, canzone rit-

mata che ha riportato nel salone della scuola la freschezza e la spensieratezza che solo i bambini manifestano. All’uscita, nel parco, dopo il volo dei palloncini, Mr. Green ha salutato alcuni genitori che, in modo molto discreto e delicato, quasi in punta di piedi, hanno voluto manifestare la loro solidarietà e la loro gratitudine. Ha detto loro che ha incontrato bambini fortunati, gioiosi, sani: lo ha letto guardandoli negli occhi, lo ha sentito vedendoli cantare. Ha parlato dell’importanza della donazione, di quanto sia “grande” donare e pensare agli altri; di quanto sia contento di tornare in Italia dove sembra che Nicholas abbia tanti zii, tante persone che lo ricordano con affetto. Ha ringraziato affettuosamente per l’accoglienza con lo sguardo verso il cielo. Caro Nicholas “Avevi 1 vita, ne hai donate 7”. Sei il nostro Angelo custode. I bambini e le maestre della Scuola dell’Infianzia “N. Green”

Fides: 70 scatti di fede tempo di scatto indaga in una nuova mostra il rapporto dell’uomo con la religiosità

“f

IDES”, la mostra collettiva dell'associazione fotografica “Tempo di Scatto” di San Cesario, tenutasi nella Cappella Palatina del Palazzo Ducale, si è chiusa il primo maggio con un bilancio estremamente positivo. Il tema esposto nelle immagini, 70 fotografie dei soci, “fede e spiritualità”, si presentava complesso, quasi “diffici-

le” per essere affrontato in quella che può essere considerata la prima vera “uscita” pubblica dell'associazione, che, con questa sua iniziativa, ha voluto festeggiare l'anniversario della sua nascita avvenuto nel marzo di quest'anno; il risultato dato dall'affluenza del pubblico e dai consensi che molti hanno voluto esprimere lasciando una traccia scritta sul diario della mostra, hanno

premiato la qualità delle immagini esposte e l'incoscienza e lo spirito di voler mettersi in gioco dei soci. La mostra è stata inaugurata il giorno 24 aprile con la presenza delle autorità istituzionali del paese, il Sindaco Andrea Romano e il Parroco don Gino Scardino, accolte per l'occasione dal presidente dell'associazione Massimiliano Manno. Tra le visite, nei giorni successivi, segnaliamo la presenza di rappresentanti del mondo politico come gli onorevoli Salvatore Capone e Teresa Bellanova (sottosegretario al lavoro); inoltre, la manifestazione è stata motivo di incontro con la popolazione e con le altre realtà associative presenti nel territorio comunale, e di confronto costruttivo e diretto con le altre associazioni fotografiche salentine. Ed è proprio grazie a questi positivi riscontri che “FIDES” non chiude in modo definitivo, ma diventerà itinerante sul territorio

con alcune date e locations ancora da confermare, per poi lasciare spazio alle iniziative future ed alla prossima mostra fotografica che “Tempo di Scatto” conta di mettere in cantiere prossimamente. “FIDES” non è stata solo una impegnativa mostra fotografica, ma rappresenta sicuramente l'espressione di quella socialità che l'associazionismo attivo, in tutti i campi, si prefigge di svolgere sul territorio, coinvolgendo tutti, dai “semplici” cittadini alle autorità istituzionali e politiche, acquisendo la posizione di veicolatore di cultura, e quella di strumento di conservazione delle “memorie dei luoghi”; quella cultura e quelle memorie che oggi più che mai tendono a scomparire travolte dall'omologazione dettata dalla società consumistica “mordi e fuggi” in cui, nostro malgrado, viviamo e ci muoviamo. Raffaele De Pascalis


Aeronautica: 91 anni di storia In occasione di questo importante anniversario, l’Associazione Arma Aeronautica di San Cesario si presenta alla cittadinanza con un Consiglio Direttivo del tutto nuovo e con un programma innovativo che mira a coinvolgere i cittadini in questa importante realtà del nostro paese.

L’

Associazione Arma Aeronautica di San Cesario di Lecce, presente sul nostro territorio già dal 2010, è intitolata al concittadino M. llo 1^ Cl. Mot. “Atlantico” Angelo Mastronardo che, nel 1933 a soli 27 anni, partecipò alla Trasvolata Atlantica del decennale, decollò da Orbetello alla volta di Chigaco. Al seguito di Italo Balbo, con l’idrovolante del tipo “Savoia 55-X”, all’epoca con il grado di 1° Aviatore, fece parte della Squadriglia Rossa Stellata e coprì, in un percorso che comprende andata e ritorno, 19.900 km, passando anche da New York. Successivamente a queste sua impresa venne accolto a San Cesario con grande entusiasmo e, il 2 Luglio 1958, ricevette dal Presidente della Repubblica l’Onorificenza di Cavaliere e venne inoltre nominato Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia. In occasione della festività di San

Il nuovo Consiglio Direttivo dell’associazione

angelo mastronardo

Giuseppe della Stella, tenutasi lo scorso 27 e 28 Aprile, l’Associazione Arma Aeronautica di San Cesario di Lecce si presentò alla cittadinanza con una veste del tutto nuova: un rinnovato Consiglio Direttivo, un programma innovativo volto a semplificare il rapporto fra il cit-

tadino e l’Arma e una mostra di aeromodellismo, curata dall’Arch. Silvio Pietropaolo, per celebrale l’importante ricorrenza dei 91 anni dalla fondazione dell’Aeronautica Militare Italiana. Il successo avuto dalla mostra e la grande partecipazione della cittadinanza sono evidenti nelle parole del neopresidente dell’Associazione, M.llo 1 Cl. Sc(r) Ettore Scardicchio, che ringrazia sentitamente non solo l’Amministrazione Comunale di San Cesario per la totale e fruttuosa disponibilità, ma anche l’intera cittadinanza che, fin da principio, si è dimostrata attenta e sensibile a questo tema. Tale soddisfazione, inoltre, ha spinto e motivato l’intero Consiglio Direttivo neoeletto, che si propone di organizzare, entro la fine del mese di giugno, una biciclettata da San Cesario all’aeroporto di Galatina. La giornata proseguirà poi con un pranzo all’interno della mensa dell’aeroporto e, infine, con una visita guidata all’interno di quest’ultimo. Forse non tutti sanno che la storia del nostro paese è legata più ché mai alla tradizione e alla storia dell’aeronautica, soprattutto all’aeroporto militare di Galatina. Chi ha lunga memoria, infatti, potrà ricordare, intorno agli anni ’60 del secolo scorso, i numerosi pullman che, partendo proprio da San Cesario, portavano i nostri concittadini all’aeroporto di Galatina, dove prestavano servizio. La lunga tradizione aeronautica del nostro paese, unita al rinnovato spirito di partecipazione espresso dal

Il nuovo ConsIglIo DIrettIvo Presidente: M.llo 1 Cl Sc(r) Ettore Scardicchio vice Presidenti: PM Gian Marco Sergio PM Giovanni Paolo Telesca segretario: M.llo 1 Cl. Sc(r) Michele Clementini tesoriere: Serg.(r) Ernesto De Paolis Consiglieri: Lgt (a) Cosimo Profilo PM Biagio Signore MS (a) Michele Clementini 1A (r) Antonio Taurino rappresentante dei soci aggregati: Sig.ra Anna Luisa Fanelli

nuovo direttivo, contribuisce a fare dell’associazione una realtà presente e funzionale del nostro territorio. Viene messo infatti, a disposizione di tutti i cittadini un contatto e-mail dell’Associazione (aaa-sancesario@libero.it) al quale, chiunque ne avesse bisogno, potrà rivolgersi per avere delucidazioni e per essere informato su tutte le attività e i concorsi dell’Arma Aeronautica e di tutte le Forze Armate presenti sul territorio. Ancora una volta, come spesso sta accadendo nel nostro paese, la competenza, la preparazione e la volontà di costruire qualcosa di concreto sul territorio viene messa a disposizione di tutti i cittadini e rende il nostro paese una realtà dinamica e concretamente attenta a tutti gli aspetti della società moderna. Luigi Patarnello luigi@alambicco.com

13


Cujunara e dintorni La raccolta delle ricette sancesariane

Campionato da record per l’evò Volley La squadra di mister Monti “ammazza” il campionato provinciale misto CSI

U

14

n record assoluto, 16 vittorie su 16 giornate di campionato, per i ragazzi dell’“Adp Evò Volley” di San Cesario di Lecce, squadra allenata da mister Angelo Monti sotto la presidenza di Carmelo Isola. Si tratta di un progetto sportivo nato grazie alla collaborazione con la “Evò Real Fitness” di Mauro Liaci che già in passato si è spesso distinta per risultati sportivi eccellenti nell’ambito di diverse discipline e per aver dato il via a esperienze capaci di coniugare l’agonismo sportivo con la cultura dello sport, del rispetto delle regole e dell’integrazione. Una strada difficile ma encomiabile che già lo scorso anno (con il raggiungimento delle fasi finali del torneo di calcio UISP da parte della squadra Evò composta da migranti) aveva molto fatto parlare di sé al punto da essere ricevuta dal Ministro per l’Integrazione Kyenge. Ora, questa avventura del volly, rappresenta un nuovo e importante obiettivo raggiunto. Il sestetto “schiacciasassi”, grazie alla vittoria indiscussa nel campionato provinciale di volley misto, promosso dal Csi, il centro sportivo italiano, parteciperà ora alla fase regionale del torneo, dove affronterà il Mesagne. Il fischio d’inizio della partita è previsto per sabato prossimo, 17 maggio, presso il campo della scuola media “Antonio Galateo”

abbiamo già ricevuto le prime ricette con i segreti culinari delle famiglie sancesariane per la raccolta letteraria de l’alambicco “Cujunara e Dintorni”, dedicata alla cucina Cosa aspetti?! Invia anche tu la tua ricetta o quella della tua famiglia alla mail: redazione@alambicco.com La squadra Evò Volley

di Lecce. Seconda classificata è arrivata la formazione della “Lecce Volley”, vincitrice del premio “fair play”, che affronterà in trasferta la squadra del Cerignola. Entrambe le squadre salentine sperano di battere le rispettive rivali, per partecipare alla fase successiva – quella nazionale – che si svolgerà nel mese di giugno in quel di Messina.

se non potete inviarla telefonate al 329.7104152 o contattateci su facebook, verrremo noi a prendere la ricetta a casa vostra.

La redazione

risvegliare le parole Il 15 giugno 2014 è il termine di partecipazione alla seconda edizione del concorso letterario di “Sveglia cittadina”

L

’Associazione “Sveglia cittadina”, dopo l’ottimo successo dello scorso anno, ripropone la seconda edizione del Concorso Letterario ‘Risvegliare le parole’, allo scopo di valorizzare il talento poetico delle persone e la libertà di espressione. Il concorso, aperto a tutti con l’unica limitazione dell’uso della lingua italiana, è articolato in 4 sezioni: Poesia; Poesia ragazzi (Scuola media); Racconto breve; Racconto breve ragazzi (Scuola media). Si può partcipare con un solo componimento a sezione. La scadenza della consegna delle opere (che

può essere fatta per posta o anche all’indirizzo concorso.sveglia@libero.it) è fissata per il 15 giugno p.v. All’opera classificata prima di ciascuna sezione verrà assegnata una coppa e/o un premio in denaro (in base al contributo degli sponsor); alle opere classificate seconde e terze di ciascuna sezione verrà assegnata una targa e/o un premio in denaro (in base al contributo degli sponsor). Per informazioni: Ass. SVEGLIA CITTADINA Telefono : 347.5913645 - 328.7045055, e-mail: concorso.sveglia@libero.it. La redazione

A N N A PA R R U C C H I E R I D O N N A DAL 1981 73016 SAN CESARIO DI LECCE (LE) • Via Leone 2 • 0832.200627


un caffè col maestro Resoconto di un pomeriggio di chiacchiere con i ricordi e i segreti di nino “oriente”

L’

appuntamento è per il tardo pomeriggio. Il luogo? Naturalmente il bar. Quel bar dove da sempre, se lo vuoi, sei sicuro di trovarlo. Pasquale Micella, per tutti “lu Ninu dellu bar Oriente”. Entro e subito un intenso aroma di caffè mi inebria le narici. Sullo sfondo, il bancone ricco di dolci. Ma a rapire il mio sguardo è altra cosa. Un libro, risposto lì, su un tavolinetto. Mi avvicino. È la biografia di Antonio Conte. Nino lo apre e, sorridendo, mi fa leggere la dedica autografa dell’allenatore bianconero. “La Juventus, una delle mie tre passioni”, mi dice. Da buon milanista, non gli do la soddisfazione e cambio subito discorso. e le altre due? Le donne e la pasticceria, risponde. Ho intrapreso l’arte pasticciera a 16 anni (oggi Nino ne ha 73, ndr ).

nino al lavoro nel 1958

Era il 1956. Andai a lavorare nel baretto di mio cognato, quello dei fratelli Coppola, qui a San Cesario. Il primo anno come apprendista pasticciere sotto la guida di Enzo Alba, il mio maestro. Quindi, per altri nove, come operaio dipendente. Nel '66 mi licenziarono. Venni a sapere che “lu Bacola” aveva intenzione di vendere il suo bar. Era proprio qui, in via Dante. Colsi la palla al balzo e ne acquistai la licenza. E così che iniziò questa bellissima avventura chiamata Bar Oriente. 48 anni di bar. 56 di arte pasticcera. non sei stanco? non hai volgia di goderti il meritato riposo? Assolutamente no. Per me la pasticceria è amore, non un dovere. E quando uno ama non avverte la stanchezza. La sveglia tutti i giorni alle 4.30, i tanti sacrifici, vengono ripagati appieno dalli apprezzamenti della

gente. Quando mi ordinano le paste per portarle con sé al nord, o addirittura fuori Italia. Quando sono disposti a pagarli più cari di altrove perché ne riconoscono la genuinità, o il sapore di un tempo. Pensa: io la crema continuo a farla come 50 anni fa! cucchiaio, latte fresco di giornata, fuoco lento per non bruciarla, e tanto olio di gomito. Qual è il tuo cavallo di battaglia? La zeppola. Non ci piove. Come le mie, poche altre al mondo. Tanti bar utilizzano prodotti congelati. Molti pasticcieri, buttano la pasta nella friggitrice e quel che esce, esce. E invece no. Occorre dapprima “formare” la pasta nell’olio a temperature non troppo alte. Poi, dorarle in quello più caldo. Altro dogma: vanno fritte rigorosamente con lo strutto. Stai tranquillo che se di San Giuseppe ti arrivano in casa 3, 4 guantiere di zeppole da pasticcerie diverse, quelle dellu Ninu dellu bar, sono le prime a finirsi. nino, illuminami: il rustico va riempito con mozzarella o besciamella? Mozzarella, assolutamente. Poi ci metti del peperoncino (non pepe, dannoso per le coronarie) ed una spolverata di origano. La sfoglia la prepari con ingredienti semplici e genuini. Io, la mia, continuo a stenderla con il mattarello. E poi è fondamentale la temperatura a cui lo servi: 60°, 65°. Caldo al punto giusto. Ti riscalda il palato, te lo avvolge, ma non lo brucia. Svelami un'altro segreto... Le paste secche. Se dopo qualche giorno induriscono un po’, sono di qualità. Altrimenti, stai mangiando zucchero. Lo zucchero costa quattordici volte meno delle mandorle. Tanti, per abbattere i costi, ne mettono in abbondanza quando lo miscelano alle mandorle tritate. e poi c'è la qualità delle materie prime. Quella è la prima cosa. Ti faccio un esempio. Se non è periodo di ricotta di pecora, fresca, da me la pastiera non la trovi. Ogni prodotto ha il suo momento per esser fatto e gustato appieno. Oggi, molti, per attrarre clienti, vendono tutto e sempre. Per di più, a prezzi ridicoli. Per farlo, sono costretti ad acquistare prodotti preconfezionati, congelati. E la qualità viene meno. Pensi sia una strada che ripaghi? Beh, a primo acchito, direi di no. ma questa benedetta “crisi” c'è? ne risenti? Sarei un falso a risponderti no. La crisi c’è. Fortunatamente, vuoi per l’affetto dei clienti nei miei

nino al lavoro oggi

confronti, vuoi per la serietà che non ho mai tradito, vuoi per la qualità di quel che vendo, la sento solo di striscio. Parecchie attività sono andate in sfacelo in questi anni. Molti, per batter cassa, hanno aperto caffè. Ti posso assicurare che non andranno lontano. Hanno solo aggiunto debiti a debiti. Pasticcieri non ci si improvvisa. è un’arte, e và coltivata a tutti li effetti. Poi c’è la creatività. Quando iniziai a fare il pasticciere, i prodotti erano giusto una manciata: il pasticciotto, il fruttone, le paste secche e i baci di dama. Tutta la varietà di dolci che c’è oggi la si deve al genio dei maestri della mia classe: il sottoscritto, mesciu Antonio Sileno, a Lecce, o Franchini. è chiaro: il dilettantismo non paga. ma hai pensato di tramandare quest'arte? Un tempo sì. Ho avuto qualche apprendista. Su tutti il ricordo di Primaldo Iavarone è quello più vivo. Una brava persona. Ancora oggi si diverte in cucina seguendo i miei consigli. Ad ogni modo, nessuno ha avuto la caparbietà di seguirmi fino in fondo. Ho avuto sempre la convinzione che dovessero esser loro a seguir me e non il viceversa. Non hanno mai capito che tanti segreti, accortezze, avrebbero dovuto “rubarmele”. Il mio maestro, quando doveva preparare una ricetta particolare, mi allontanava con una scusa. Sempre. Sai come lo fregai? Pesando, di nascosto, ogni singolo ingrediente (farina, zucchero, ammoniaca…) prima che facesse il dolce e subito dopo. Ne rubai le dosi e, nel tempo, il procedimento. Oggi poi, è impensabile avere un apprendista. Troppa burocrazia, troppe pretese. Costi insostenibili. Colpe di una politica scellerata: un eccesso di garantismo che sta ammazzando l’artigianato. ma almeno Paola (una delle sue figlie, ndr) che lavora già nel locale. Paola sa fare altro. Ad ognuno il suo. Come prepara lei il caffè, ad esempio, non lo prepara nessuno. Non mi lascio sfuggire l’assist. Mi alzo, guardo Paola, e la metto subito alla prova ordinandole un ristretto. Che dire? Anche in questo Nino ha ragione. Paolo De Blasi paolo@alambicco.com

15


Da San Cesario a Colorado  

l'alambicco - anno XIII - n.62 - maggio 2014