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ALCOOL...

anno X numero 3 • luglio 2011 • distribuzione gratuita

periodico di politica cultura società • www.alambicco.com

NON SI COMANDA

Firme, manifesti, volantini, comunicati alimentano una polemica sull’ex distilleria. Per capirne di più “l’alambicco” organizza un dibattito pubblico, aperto a tutti i cittadini con il sindaco Antonio Girau, mercoledì 20 luglio alle ore 20, presso la nostra sede.

Alla luce delle recenti polemiche, ma soprattutto perché crediamo che questo progetto potrebbe essere un’occasione rara per San Cesario di crescita e di valorizzazione di una delle sue caratteristiche peculiarità, la redazione ha organizzato un dibattito pubblico, aperto alle domande dei cittadini, con il Sindaco Antonio Girau. Il tema dell’incontro sarà il progetto del Museo dell’alcol e tutte le novità che in queste settimane si sono succedute in merito all’acquisizione dell’ex distilleria De Giorgi da parte della Fondazione Semeraro. L’appuntamento - al quale interverrà anche l’arch. Antonio Monte - è fissato per mercoledì 20 luglio, alle ore 20, presso la sede del nostro giornale (in Via Umberto I 65 a San Cesario). Ci auguriamo una presenza numerosa. Noi, dal canto nostro, siamo convinti che la buona politica passa dal confronto fra amministratori e cittadini.


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LA POLITICA AL TEMPO DEL WEB Internet ha cambiato il modo di fare politica e opinione pubblica. Tra i politici “naviganti” della rete ce ne sono ancora molti ancorati nei porti. E a San Cesario? Come usa il web la politica paesana?

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l popolo della rete. Questa è la definizione (senza senso) utilizzata dai media tradizionali per spiegare ai digiuni di tecnologia il variegato mondo degli utenti di internet e dei social network. Democratico e infinito per definizione, internet è quanto di più lontano dalle omologazioni, soprattutto nella sua evoluzione del cosiddetto web 2.0, quello cioè in cui sono gli stessi utenti, dal basso, a creare i contenuti. Così l’esplosione dei vari Facebook, Twitter, Wikipedia, Youtube e similari ha cambiato il modo in cui informazioni e opinioni viaggiano, sono fruite, sono condivise. La dimostrazione più evidente delle potenzialità di internet si è avuta in Italia in occasione degli ultimi referendum, quando il tam-tam partito proprio dai social network ha spinto il quorum verso il 55%, battendo l’oscurantismo delle tv nazionali, impegnate a sbagliare date e orari delle votazioni. L’approccio alla rete stile Obama, trionfatore alle presidenziali Usa 2008 proprio grazie a internet e alla sua capacità innovativa di rapportarsi con gli elettori, è, in Italia, poco seguito e fatica ad affermarsi. Ad esempi illustri come Nichi Vendola, primo tra i politici nazionali ad aver capito le potenzialità del web, si contrappone invece la versione antico-modernizzata della gran parte dei politici. Vale a dire siti internet come versione moderna dei vecchi santini delle campagne elettorali: aperti qualche mese prima delle elezioni con faccione sorridente, notizie sparse su moglie/marito, figli, valori, carriere e buoni propositi, e poi abbandonati senza aggiornamenti fino al prossimo giro. D’altronde quale interesse può avere un deputato/senatore a interagire, a comunicare, a dar conto della sua attività con gli elettori quando nessuno dovrà mai scrivere il suo nome sulla scheda? Per aver

una risposta si può, ed esempio, visitare il sito del nostro deputato salentino Ugo Lisi. Tralasciando i politici “importanti” (almeno quanto a busta paga), ci interessa però vedere qual è la situazione a San Cesario, in un momento caldo come questo, a pochi mesi dalle elezioni amministrative. Che si sia a ridosso della tornata elettorale lo si intuisce, pur con qualche stranezza. In paese si nota un rinnovato fermento di attività e manifestazioni e sui social network più diffusi sono nati diversi gruppi che promuovono l’impegno, la scelta e la discussione dei problemi della nostra comunità. Tra i più attivi su Facebook ci sono i gruppi “Cittadinanza Attiva San Cesario” e “Buone pratiche sociali e amministrative in una democrazia partecipata”: due gruppi aperti, visibili, cioè, da tutti gli utenti facebook, e con l’indicazione chiara ed esplicita dei moderatori. Altri utenti e gruppi invece preferiscono non metterci la faccia (antico vizio del nostro paese) approfittando per scrivere quello che, altrimenti, non avrebbero il coraggio di dire. Se ci spostiamo ai partiti la situazione è desolante. Il gruppo facebook del Pdl – San Cesario conta solo sei post nell’ultimo anno, mentre esistono due gruppi di Io Sud San Cesario ma, in uno ci sono solo i due post di benvenuto risalenti a prima delle elezioni regionali dello scorso anno, nell’altro non c’è nessun post. Ma la palma d’oro la merita sicuramente il movimento politico “Spazio comune” e il suo deus ex machina Giancarlo Ciricugno, il più tecnologico tra i politici sancesariani. A dispetto infatti della sua più che ventennale carriera politica, sembra trovarsi a suo agio tra le novità della rete, e nel gruppo abbondano i video in vendola-style o le testimonianze delle battaglie politiche di questi ultimi mesi. Senza, ovviamente, entrare nel merito dei contenuti, dobbiamo però segnalare che il gruppo è chiuso e per interagire è necessario iscriversi. Se però siete sgraditi al gruppo e la ricerca su facebook di “spazio comune” non vi dà nessun risultato (a noi

de l’alambicco, per esempio, il gruppo è nascosto…), allora potete ripiegare sul canale “sancesariodilecce” presente su YouTube: lì troverete tutti i video con il ciricugno-pensiero. Qualche minuto fa parlavamo di stranezze di questa pre campagna elettorale. Ebbene, la più evidente è che la maggioranza politica che governa San Cesario non ha, finora, sentito l’esigenza di presentarsi, di salpare nel grande mare di internet. Né come partiti, né come gruppo politico. Non può certamente bastare il profilo facebook del Comune di San Cesario di Lecce aperto da tre settimane o la comunicazione personale, comunque encomiabile, di un paio di assessori. Se a questo aggiungiamo l’assenza di altre forme di comunicazione (vedi il defunto “Agorà”), non ci si può stupire se l’amministrazione Girau sembra circondata, eufemisticamente, da nubi minacciose. In un epoca in cui, almeno tra gli under-45, si passa più tempo davanti allo schermo di un computer che davanti alla tv, in cui le riunioni sono state sostituite dalle conference call, e le video-lettere hanno mandato in soffitta i manifesti, questa assenza dovrebbe far riflettere. Gianni Nobile gianni@alambicco.com


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IN VIA DI... DEFINIZIONE Nuove vie, nuovi nomi per le vecchie, nuove targhe decorative. L’Amministrazione comunale cambia il look delle strade... Non senza polemiche

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ei giorni a seguire è destinato a concludersi il progetto riguardante il nuovo aspetto della toponomastica del nostro Paese. Infatti, dopo un iter lungo e polveroso, le cui origini risalgono all’anno 2008, dovrebbero essere visibili per delle vie cittadine (in molti casi già lo sono), le nuove targhe viarie che indicheranno sia la denominazione delle vie già esistenti sia le modifiche che con questo progetto sono state apportate alla nomina di alcune strade. Le nuove targhe, munite anche dello stemma comunale e lavorate artigianalmente, sono state realizzate al fine di sostituire quelle vecchie ed illeggibili migliorando l’arredo urbano del nostro paese e per porre il giusto accento sulle nostre origini storicoculturali in relazione alla denominazione delle vie. Tutto questo, ci ha dichiarato il Consigliere Comunale Giovanni Rollo (che ha seguito e fortemente voluto il progetto), non ha portato variazione nelle casse comunali. Le targhe, infatti, sono state donate dalla ditta Ecomet. Ma al di là delle targhe, quello della nuova intitolazione di alcune vie

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ad altrettanti nostri illustri concittadini è l’aspetto più interessante della vicenda non solo per la scarsa risonanza e per l’assenza di informazione ma anche per i disagi che alcune di queste modifiche hanno portato ai rispettivi residenti. Infatti, in quello che è diventato Largo Amedeo Forcignanò (ex Largo Verdi) si sono registrate le maggiori lamentele da parte dei residenti che hanno dovuto provvedere in proprio ad avvisare gli Enti Pubblici e che sono arrivati anche a consegnare, negli appositi uffici comunali, una petizione, firmata da ventidue residenti, per chiedere il ripristino della denominazione senza però trovare risposta. Di seguito le vie che sono state rinominate: - Via don Oronzo Margiotta, ex Via Roma - Largo A. Forcignanò (costruttore cicli), ex “largo” Via Verdi - Largo Otello Albanese, in prossimità della villa Fazzi - Via Carmine e Francesco De Bonis (industriali distillatori), ex Viale Stazione

- Via V. Zanchi (sindaco), ex Via Tevere - Via D. Tondo (ufficiale disperso in Russia), ex Via Ticino - Via M. Tondo (ufficiale disperso in Russia), traversa di via Mazzini - Via N. De Giorgi (industriale distillatore), travversa di via Ferrovia - Via Leone XXIII, già Via Leone - Via Vittorio Bodini, nuova via nel rione Aria Sana - Via Ilaria Alpi, nuova via nel rione Aria Sana - Via Lecce, ex SS 476 nord - Via Giovanni Paolo II, ex SS 476 sud - Corti delle Moline - Corte Allautu - Corte La giurdaneddra Esistono poi altre vie non ancora denominate e che attendono di essere intitolate… Ma di queste ci auguriamo che siano gli organi competenti a dare

DOMANDE DEI CITTADINI

La vicenda del rifacimento della toponomastica cittadina, ha sollevato alcune polemiche che sbbiamo girato al consigliere Giovanni Rollo. Il progetto non dovrebbe avere alcun costo per il Comune ma c’è una delibera che impegna oltre 1800 euro per la posa in opera delle targhe. C’è un’altra delibera in cui anche il montaggio è a costo zero, sempre a carico della ditta fornitrice. C’è stata una petizione dei residenti in Via Verdi contro il cambio del largo in Largo Forcignanò? L’unica petizione con firme ha riguardato via Inshao che è stata accolta

con risposta e pertanto Via Inshao è rimasta tale e quale. Via A. Mastronardo nominata in un primo momento al posto di Via Inshao è stata momentaneamente congelata per essere designata nell’unica disponibile nel nuovo comparto adiacente in via A. Moro. Le restanti del comparto sopracitato prenderanno la denominazione delle corrispondenti già esistenti (via Barbieri, e via Gramsci). In merito alle lamentele legittime degli abitanti di quel pezzo ex via Verdi, gli uffici preposti, hanno provveduto alle registrazioni presso gli Enti pubblici delle variazioni effettuate. Vi è stata comunicazione ai cittadini del cambio di vie e delle relative modifiche? Nel ns. regolamento comunale esiste apposita commissione per la Toponomastica incaricata allo scopo. Tuttavia va riconosciuta la plateale mancanza di comunicazione verso i nostri concittadini.

tutti i necessari chiarimenti ai cittadini ed ai residenti. Chi scrive non intende condannare né la nuova toponomastica cittadina né sminuire l’importanza e l’impatto visivo - culturale che il progetto avrà sul Paese ma ricordare che i cittadini non meritano di essere informati solo quando vengono considerati parte politica attiva ma anche e soprattutto quando i progetti riguardano vicende meno importanti come l’urbanistica o la denominazione delle strade; l’informazione non può essere affidata a giovani di buona volontà ma è un preciso dovere dell’Amministrazione Comunale. Inoltre, seppur secondaria agli infuocati ed infervorati scontri politici del nostro Paese, questa vicenda avrebbe sicuramente meritato più chiarezza e più approvazione da parte della cittadinanza. Luigi Patarnello

Lettera al Direttore

SOS ratti

“Aiutateci a ripulire il quartiere dai topi” Scrivo a voi per chiedere aiuto e perché non so più a chi rivolgermi. Siamo letteralmente invasi dai ratti! Ormai è consuetudine trovarli morti ogni mattina in mezzo la strada. I vigili? Il Comune? L’ufficio sanitario? Dove sono? Immaginate che è passata una macchina dell’Ausl e speravo che fosse venuta a risolvere il problema e invece niente! Poi abbiamo ’sto maledetto “muro di Berlino” della Stazione dove si vedono camminare intere

famiglie di topi! Se non si smuove niente a breve, la prossima volto porto i ratti morti sul Comune sull’Ausl e ai vigili. Aiutoooooo! Lettera firmata da un gruppo di residenti in Via Di Vittorio

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LAVORO, MIGRAZIONE, E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Daniela Carlà, sancesariana da anni a Roma, si è occupata a lungo di lavoro e immigrazione. Ai vertici delle istituzioni italiane, è Direttrice generale del Ministero del Lavoro. Le abbiamo rivolto qualche domanda per provare a capire, sfruttando il suo privilegito punto di osservazione, lo stato di salute del nostro Paese.

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Direttrice, quando da giovane ha lasciato San Cesario, pensava di riuscire a ottenere una carriera così prestigiosa? Sono semplicemente una funzionaria della Pubblica Amministrazione, con un percorso di lavoro tutto interno al mio Ministero di appartenenza, quello del Lavoro. Dopo l’università, nel 1983, avevo fretta di decidere “cosa fare da grande”, e anche un’ansia di autonomia tipica del periodo. Inizialmente, subendo le torsioni e le deformazioni del mio ambiente culturale e della mia generazione, pensavo di avere di fronte l’opzione perentoria tra la scelta verso la politica come professione e quella di un’auspicabile “carriera” universitaria. Poi, un po’ per caso e un po’ per dubbi e nuove consapevolezze, ho elaborato l’idea che, in fondo, operare nell’amministrazione pubblica professionalmente mi avrebbe consentito di salvaguardare l’esigenza di operatività e concretezza, senza rinunciare allo studio e all’approfondimento teorico. E così che ho deciso di tentare il concorso pubblico alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione. Tutto qui. Non ho incontrato particolari difficoltà per due ragioni, una generale e una più personale. La prima, è che si era in una fase in cui vi erano alcune opportunità e il clima generale consentiva una relativa mobilità sociale. Oggi vi è più immobilismo, più pervasività delle caste; meno possibilità di lavoro per i giovani. L’altra, (e forse più importante) ragione è che le donne della mia famiglia, e mia madre in particolare, mi hanno sempre spronata e incoraggiata verso lo studio e l’autonomia. Probabilmente, la vera difficoltà è stata la loro. Intere generazioni, oggi, vivono un perenne stato di precariato (che dalla mancanza di occupazione ricade inevitabilmente su tutti gli ambiti della vita). Fino a qualche decennio fa, tutti gli sforzi di politici e istituzioni, ma anche di buona parte degli imprenditori, erano rivolte alla creazione di nuova occupazione. La crescita era misutata in numero di dipendenti, non solo in percentuali di profitto. Oggi, invece, il lavoro sembrerebbe esser stato svuotato di significato e di ruolo sociale. Per molto tempo lei si è occupata delle più svariate sfaccettature del lavoro, con particolare attenzione alle donne. Se dovesse azzardare un’analisi sul cambiamento avvenuto, cosa si sentirebbe di dire? È vero, occorre ritrovare nella teoria e nelle cose il senso della centralità del lavoro, sviluppando un grande impegno culturale in tale direzione, individuando e realizzando politiche praticabili. È fondamentale che il lavoro riacquisti il valore di esperienza centrale nella vita delle persone. Ciò che preoccupa principalmente è l’attuale scoraggiamento di giovani e donne, soprattutto nel mezzogiorno. Non solo e non tanto i dati sulla disoccupazione (pur non confortanti) quanto il grande

numero di coloro che neppure cercano esplicitamente lavoro. Molti giovani e molte donne non compaiono nelle statistiche ufficiali. La priorità è sicuramente ridare ruolo al lavoro. Oggi non si può prescindere, nella teoria e nelle politiche del welfare, dal superare la concezione tradizionale secondo la quale viene prima il lavoratore e poi il cittadino. A partire da un lavoro che cambia nel corso della vita, è urgente interrogarsi sui cambiamenti delle politiche del welfare, sulla gestione delle fasi di transizione, sull’organizzazione del lavoro che non può più essere calibrata sul maschio cinquantenne, sui nessi con una visione più ampia, articolata e vitale della cittadinanza. Le risorse disbonibili sono contratte e i sacrifici necessari ma accettabili se inseriti in un disegno di cui si riconosca la leggibilità. La complessità di questa fase, gli effetti della globalizzazione non richiedono un ruolo minore dei pubblici poteri, ma interventi più incisivi. Bisogna cercare di capire cosa avviene, quali sono i cambiamenti significativi. Non è davvero un caso che gli economisti non avessero previsto la crisi economica attuale. Assistiamo ad attacchi incrociati su grandi conquiste culturali e civili che sembravano fino a ieri diventate patrimonio collettivo: tra queste, l’accoglienza. Il sogno di una società multiculturale sta arretrando sotto i colpi dell’Occidente sempre più attento ad alzare barriere e presidiare confini. Pensa sia possibile una difesa a oltranza dei privilegi occidentali sulle istanze di sviluppo e cambiamento dei popoli migranti? È paradossale, ma sono fortemente convinta che vi sia un solo modo per difendere diritti e privilegi anche nell’Occidente, quello di contaminare le culture, aprire e rivitalizzare i confini, non solo fisici. Una posizione aperta e rivolta al governo del fenomeno dell’immigrazione non corrisponde solo ad apprezzabili esigenze di solidarietà, ma è imposta dall’obiettivo di rivitalizzare la democrazia e assicurare forme civili di convivenza, anche in Occidente. Sforzarsi di capire serve

di più che resistere ottusamente a trasformazioni che non si comprendono: ci siamo chiesti come mai, mentre banalmente si ripetevano i soliti argomenti nelle discussioni sull’immigrazione, nessuno nel nostro Paese abbia previsto la grande rivoluzione in corso nei Paesi Nord africani? Spesso il cittadino ha la forte sensazione di avere nelle istituzioni una sorta di nemico. I rapporti con la cosa pubblica sono di prevaricazione di questa sulle istanze di ciascuno. Ogni qualvolta ci rivolgiamo a uno sportello di un ente pubblico, siamo assaliti dalla paura che la nostra domanda sia fermata da intoppi e rimandata indietro. Perché l’amministrazione italiana non riesce a diventare user friendly? Sono fortemente convinta che il problema principale in Italia per la Pubblica Amministrazione scaturisca dalla subalternità alla politica (e a una politica, peraltro, sempre di peggiore qualità). La professionalità tra gli operatori pubblici, la cura per le regole e l’imparzialità, possono derivare ed essere concretamente praticabili solo con l’autonomia dalla politica . Purtroppo, e anche di questo sono convinta, non vi è nel nostro Paese grande differenza tra schieramenti e maggioranze politiche. È generalmente carente una cultura dell’autonomia della Pubblica Amministrazione, ed è sempre forte la tentazione di asservirla a esigenze temporanee. Vi è in Italia la grande esigenza di recuperare il senso delle priorità, affievolendo l’appiattimento sulle urgenze. Per questo c’è bisogno di una seria e professionale Pubblica Amministrazione, vicina alle persone proprio perché rispettosa delle regole. Per chiudere, una domanda più personale: nonostante viva da tanto tempo a Roma, non ha mai tagliato del tutto il filo che la lega a San Cesario. Oltre alla famiglia e agli amici, cose le manca - se le manca qualcosa - di questo piccolo paese? In cosa lo trova cambiato? Nel corso degli anni, è sempre più difficile fare i conti con i distacchi, soprattutto se non volontari e dalle persone importanti. Sono inevitabili la nostalgia e il rammarico, credo per chiunque. In maniera molto semplicistica io cerco di recuperare i legami e curare la nostalgia facendomi inviare da mia zia e dagli altri parenti grossi pacchi di cibo. Quando non si è più giovanissimi ci si aggiusta come si può: questo è il mio modo, per la verità non originalissimo, tra una visita e l’altra alla famiglia e agli amici. Giancarlo Greco giancarlo@alambicco.com


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Al via i lavori per il Programma integrato di riqualificazione delle periferie (Pirp) nella zona di Via Sicilia

PERIFERIE AL CENTRO a qualche settimana, sono iniziati, in Via Sicilia, i lavori relativi al progetto Pirp (Programma integrato di riqualificazione delle periferie). “Si tratta, nella sua interezza, come ci dice l’Assessore ai lavori pubblici, Andrea Romano - di un progetto articolato. Infatti, oltre alla realizzazione di un centro polivalente (500mila euro) e del verde attrezzato (300mila euro), entrambi interventi in esecuzione, era prevista la costruzione di dieci nuove abitazioni da destinare a giovani coppie e la ristrutturazione di una palazzina di proprietà IACP; infine, come com-

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partecipazione pubblica, la proprietà dell’area e la realizzazione di una strada.” Gli interventi iniziati sono finanziati con fondi della regione Puglia nell’ambito dei fondi Fesr. “I nuovi alloggi - afferma Romano - e la ristrutturazione dovevano essere finanziati con i fondi Fas, attualmente congelati dal ministro Fitto e messi nel calderone del fantomatico piano per il Sud. Proprio i fondi Fas (Fondi aree sottoutilizzate) concretizzavano nel PIRP la loro massima utilità per la realizzazione di quella edilizia di sostegno alle fasce deboli della popolazione che hanno difficoltà ad acquistare una casa. Nonostante le discutibili scelte del Governo Berlusconi-Fitto, che mettono a rischio la realizzazione di

La zona diVia Sicilia interessata dall’intervento per il verde attrezzato

importantissime infrastrutture (anche il sottopasso è fermo per le stesse motivazioni), il nostro comune è lavora per reperire ulteriori risorse, soprattutto a livello comunitario, da investire nel potenziamento infrastrutturale.” Per l’edilizia di sostegno, il Comune di San Cesario ha anche partecipato al bando per i comuni densamente abitati mentre, con i

comuni di San Donato e Lequile, è iniziata una collaborazione che dovrebbe portare nuovi finanziamenti nell’ambito dei programmi di rigenerazione urbana e territoriale. (g.n.)

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LE AVVENTURE DI NONNA PAPERA

LA

STORIA SIAMO NOI

…E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia) quando si tratta di scegliere e di andare, te la ritrovi tutta con gli occhi aperti, che sanno benissimo cosa fare. Quelli che hanno letto milioni di libri e quelli che non sanno nemmeno parlare, ed è per questo che la storia dà i brividi, perché nessuno la può fermare... Stavo preparando un tiramisù ascoltando questa magnifica canzone di Francesco De Gregori il pomeriggio di lunedì 13 giugno quando gli straordinari e inattesi risultati dell’affluenza alle urne mi hanno raggiunta. È stato per me molto più di un tiramisù: è stata la conferma che aspettavo da tanto, forse troppo tempo, che forse gli italiani, dalle Alpi a Lampedusa, non hanno del tutto portato il cervello all’ammasso e che sulle grandi scelte, quelle che incidono direttamente sul futuro delle prossime generazioni, hanno ancora la capacità di farsi un’opinione nonostante la TV, e persino la forza di vincere la pigrizia e l’indolenza ed uscire da casa per esprimerla e farla valere.

E poi ti dicono "Tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera". Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera… Insomma la straordinaria partecipazione ai referendum del 12 e 13 giugno è stata qualcosa di più del - pur importante - ribadire con forza alcuni principi: il primato della vita e della salute sulle aride ragioni del profitto, il principio di uguaglianza davanti alla Legge rispetto ai privilegi dei soliti noti. È stata anche l’insperata dimostrazione che è possibile cambiare le cose dal basso, che l’unione può fare la forza se tanti “piccoli” sanno organizzarsi, pensare in grande ed agire nella realtà concreta di ciascuna comunità (paese, isolato, luogo di lavoro, rete). È stata la prima volta che un quesito referendario pensato e proposto da una rete di associazioni e cittadini, senza alcun sostegno da parte dei partiti, anzi spesso nonostante la palese od occulta ostilità degli stessi, ha raccolto oltre un milione di firme, ha superato l’esame della Corte Costituzionale ed ha portato al voto nel quasi completo black-out informativo (escluso naturalmente “l’alambicco” ;-) ) 27 milioni di cittadini che hanno detto con forza che la legge è uguale

per tutti e che un altro modello di sviluppo è possibile. Ora, nel tentativo di ignorare, truffare o irridere la volontà espressa da milioni di cittadini, rivedremo probabilmente lo stesso copione di oltre vent’anni fa, dopo il primo referendum che salvò l’Italia dalla follia nucleare: la sera stessa del voto l’allora Ministro dell’Industria iniziò, con la boria di chi crede all’intoccabilità del proprio potere, a dichiarare che non cambiava nulla, che si sarebbero comunque costruite le centrali previste, come se il voto espresso nulla contasse. Semplicemente mentiva, e pochi anni dopo sarebbe venuta tangentopoli a portarsi via un’intera classe dirigente… Parafrasando la “Canzone del maggio” di Fabrizio De Andrè potremmo allora immaginare una “Canzone del giugno” che fa più o meno così: E se ora verranno a dirci che non sta succedendo niente le centrali riapriranno senza legittimo impedimento e che l’acqua fosse un gioco con cui avremmo giocato poco pensate pure a crederli stolti sono lo stesso stati travolti.


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LEQUILE

ESCLUSI I PRESENTI Le omissioni di PD, Sel e Amministrazione comunale nella campagna referendaria a Lequile

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a tornata referendaria del 12 e 13 giugno scorso ha mostrato “plasticamente” quale sia la situazione politico-istituzionale a Lequile. E non è stato un bello spettacolo. Si può dire che, il plastico in questione, era quasi più inquietante di quelli esibiti da Vespa a “porta a porta”, anche se, per fortuna, questa volta non ci sono state vittime. Ma colpevoli sì, quantomeno di gravi omissioni. Il PD – sigla che a Lequile sta per “Partito della Domenica” – con uno sforzo organizzativo che deve aver stremato i suoi dirigenti, per ben due domeniche consecutive, ha esposto numero 3 manifesti in piazza San Vito, presidiando il lato all’ombra del Municipio. Supponiamo che la scelta del luogo non sia stata casuale, poiché il partito di Bersani, anche a Lequile, preferisce mantenersi in ombra, soprattutto se si tratta di difendere beni comuni. Tale sforzo, peraltro, deve essere costato ai piddini l’esaurimento delle residue energie, giacché non se ne è visto uno, che fosse uno, durante il resto della campagna elettorale. Si sono visti invece due ragazzi albanesi – gli stessi che alle primarie votarono per Boccia – che distribuivano volantini targati PD al mercato settimanale. A riprova della diffusione del fenomeno per cui gli extracomunitari sono costretti a fare i lavori che gli italiani non vogliono più fare, tipo: campagna referendaria per il PD. Anche all’interno dei seggi i rappresentanti di lista del partito democratico erano molto pochi e, soprattutto, ci è parso che, in conformità con la linea del partito, più che schierarsi con i comitati per i SI, o con quelli per i NO, erano lì a far valere ragioni dei “FORSE”. Molti di loro, poi, non si son proprio visti, forse erano al mare (avendo saputo che si votava sull’acqua) o, forse, guardando in prevalenza il TG1, sono andati a votare il 14. Per quanto riguarda il rappresentan-

te della SEL – o sedicente tale – lo stesso, dopo una prima e apparentemente entusiastica adesione alla campagna referendaria, è scomparso dalla scena avendo scoperto che non si votava per le primarie, né per le regionali e che il nome di Vendola non compariva su nessuna delle quattro schede referendarie. È ricomparso solo ad urne chiuse rivendicando il risultato elettorale, ottenuto – a suo dire – grazie soprattutto all’impegno da lui profuso sul web. Come è notorio, infatti, la gran parte delle casalinghe lequilesi possiede un profilo facebook, così come i molti pensionati e/o disoccupati del paese passano il loro tempo seduti sotto la colonna della piazza virtuale. Ma l’assenza più ingombrante è stata senz’altro quella dell’Amministrazione Comunale che, fedele al suo stile, ha tenuto un profilo più basso di quello di Brunetta. Per la verità il Sindaco aveva garantito l’affissione di manifesti con cui si invitava la popolazione a recarsi ai seggi a votare, ma per un disguido tipografico devono averli stampati con l’inchiostro simpatico, perché nessuno è riuscito a vederli. Tuttavia, circolano voci secondo le quali vi sarebbe stata una delibera con cui la Giunta si sarebbe espressa in favore all’acqua pubblica, ma non vi sono conferme di ciò in quanto la questione è tra quelle che rientrano nel segreto del confessionale. Quel che è certo è che non vi è stato un pronunciamento contro il nucleare e, anche qui, ne comprendiamo le ragioni: molti dei consiglieri di maggioranza devono aver sviluppato una sorta di simpatia nei confronti delle centrali nucleari, in quanto hanno scoperto di avere una durata politica pari a quella delle scorie. A questo punto, a qualcuno potrebbe sorgere il sospetto che i giudizi fin qui espressi siano un po’ troppo severi e che somiglino più ad uno sfogo grillesco che ad un’analisi politica. Ma, a parte la

Una giovane elettrice si appresta a votare

dichiarata idiosincrasia di chi scrive per ogni tipo di insetto, l’intento di queste brevi considerazioni non è affatto quello di parlar male di tutti e di mettere tutti sullo stesso piano. Infatti i giudizi espressi riguardano solo gli assenti, mentre dalle critiche sono certamente esclusi i presenti. E di presenti ce ne sono stati tanti. Innanzi tutto quei 3870 cittadini che sono andati a votare, un bel 56,06% che anche a Lequile ha confermato e superato il dato nazionale, con oltre il 97% di Sì in tutti e quattro i quesiti. E poi quegli uomini e – fatemelo dire – soprattutto quelle donne di buona volontà, che con pochi mezzi e autofinanziandosi hanno contribuito, nel loro piccolo, ad informare la gente, con il volantinaggio durante il mercato settimanale, con il caseggiato mirato che dava vita al passaparola e con uno speakeraggio molto colorato sulle note di “acqua azzurra acqua chiara”. Per queste persone, senza tessere di partito – se si esclude il sempre presente e sempre attivo compagno Maurizio Dell’Anna – la soddisfazione più grande non è stata quella del risultato elettorale in sè, di cui nessuno si sogna di attribuirsi il merito, quanto piuttosto la risposta

che è venuta dalla gente contattata attraverso quei metodi un po’ naif e un po’ retrò che hanno restituito a tutti il senso della partecipazione popolare. E forse, anche a Lequile, come nel resto d’Italia, è proprio da quella partecipazione che si dovrebbe ripartire per ricominciare a fare politica su questioni serie e concrete, scavalcando - se è necessario - i partiti della domenica e anche quelli del giovedì (intesi come gente che sta sempre in mezzo quando c’è da incassare una vittoria), lavorando su temi comuni, proponendo soluzioni sostenibili e arricchendo di idee e contenuti la gestione della cosa pubblica, senza più delegare a chi è capace di muoversi solo quando c’è da acquisire consensi personali. Tanto per non perdere tempo e per capire di cosa stiamo parlando, il prossimo tema potrebbe essere la raccolta differenziata del verde e dell’umido e i modelli da seguire – sull’esempio dei comuni virtuosi – per ridurre a zero la percentuale di questa tipologia di rifiuti attraverso il compostaggio “fatto in casa”. E speriamo che siano in molti a rispondere “presente”. Maria Lucia Rollo


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LEQUILE CAMBIA LOOK Stanziati oltre 500mila euro per il restyling di Piazza San Vito

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ra breve a Lequile partiranno i lavori di rifacimento del basolato in Piazza San Vito e del piazzale antistante l’ex Istituto Andrioli. L’opera pubblica, finanziata con fondi Por per Piazza S. Vito e con risorse statali provenienti dal Ministero delle Finanze per il piazzale, costerà € 502.864,84. Piazza S. Vito è uno spazio vitale, che rappresenta da tempo immemorabile il nucleo sociale e civile di Lequile. Delimitata a sud dall’ex Istituto Andrioli, oggi sede Universitaria, a est dal Municipio e a ovest dal signorile Palazzo dei Principi di Saluzzo, attualmente proprietà De Palma, il suo centro è impreziosito da una guglia in pietra leccese, scolpita secondo la migliore tradizione del barocco leccese, sulla cui cima è collocata una statua di S. Vito, opera del celebre artista lequilese Oronzo Rossi. Piazza S. Vito dal punto di vista architettonico, tuttavia, presenta delle disarmonie, dal momento che consiste in uno spazio urbano complesso, eterogeneo, non ben amalgamato, con aree aventi diverse destinazioni, con diversi materiali (asfalto, lastre, soleto, basolato), con differenti livelli e pendenze. Pertanto L’Amministrazione Comunale ha ritenuto doveroso conferire maggiore armonia a Piazza S. Vito, attraverso un progetto che garantisse altresì, grazie alla supervisione della Soprintendenza per i Beni Architettonici, un superiore pregio estetico. Il progetto prevede la regolarizzazione dei vari livelli, sostituendo l’odierno complesso

sistema di gradini e rampe con una pavimentazione unica in basolato di pietra calcarea. I parcheggi saranno eliminati, invece la zona pedonale sarà mantenuta nella sua attuale perimetrazione tramite la collocazione di dissuasori di traffico estraibili che in previsione di una totale pedonabilità della piazza, potranno essere facilmente rimossi. La fontana con i delfini, ritenuta dal progettista un manufatto completamente avulso dal contesto storico in cui è inserito, verrà rimossa, mentre la guglia di S. Vito, considerata una eccellente scultura barocca, verrà messa in risalto mediante una diversa orditura della pavimentazione che disegnerà un tappeto intorno al basamento della guglia. Il basolato, costituito da pietra dura proveniente da cave locali e/o da elementi lapidei della zona di Apricena, sarà posizionato secondo una tessitura diagonale, a 45° rispetto al fronte dei fabbricati, mentre un tessuto perpendicolare agli edifici perimetrali rappresenterà la cornice esterna finalizzata a racchiudere in modo elegante e ordinato lo spazio piazza. Una volta aperto il cantiere ci saranno, purtroppo, inevitabili disagi per la viabilità, che si cercherà di alleviare con un piano traffico straordinario, ma il breve fastidio che i cittadini dovranno sopportare fino alla conclusioni dei lavori sarà certamente ripagato dal futuro splendore della programmata opera pubblica, che contribuirà a rendere Lequile ancora più a misura d’uomo. Antonio Spedicato

7 Il progetto di rifacimento di Piazza San Vito

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Come mai? Il gioco dell’estate... Dove non si vince niente! iorni fa, esattamente 25 o 26 giugno, girando per il paese abbiamo notato una stranezza: come si vede nella foto scattata in via Regina Elena, è stato apposto un segnale stradale aggiuntivo e provvisorio di divieto di stosta in vista della processione del Corpus Domini ma, come si vede nella stessa foto, su quel lato della strada c’è già un segnale permanente di divieto si sosta da anni. Ecco, quindi, la domanda per il nostro quiz:

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Secondo voi, perché è stato aggiunto un segnale identico e provvisorio di divieto di stosta? 1) La Polizia municipale, non riuscendo a far rispettare la segnaletica preesistente, ha chiesto l’aiuto e l’intercessione di Gesù. 2) Il segnale già esistente (come molti altri nel nostro comune dove, si sa, è in vigore un codice della strada speciale in deroga a quello del resto d’Italia) non rappresenta un divieto ma un “invito” al buon cuore dei cittadini; in altre parole “anche se c’è il segnale per il resto dell’anno fate un po’ come vi pare, ma almeno per la processione rispettatelo”. 3) Altro (indicare la risposta secondo voi corretta): _______________________________________________________


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FESTA PIZZA

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LORADIANNA IN CONCERTO

Terza edizione e nuova organizzazione per uno degli appuntamenti più gustosi dell’estate salentina

Musica e arte per “EstaRte”, rassegna organizzata dall’Assessorato alla Cultura di San Cesario

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oddisfazione. Questa la parola che ricorre più frequentemente sui volti dei ragazzi di “Follemente”, la nuova associazione che è subentrata nell’organizzazione della “Festa della pizza”. “Siamo alla prima esperienza - ci hanno raccontato - e sicuramente in qualcosa dovremo migliorare. Però siamo davvero contenti della risposta di pubblico e operatori del settore per questa manifestazione.”

Nemmeno il tempo di archiviare le teglie che già si pensa all’edizione 2012: “Sicuramente partiremo per tempo, coinvolgendo più persone e l’intera cittadinanza. Vorremmo che questa diventi un appuntamento, che cresca ogni anno di più, prendendo esempio dalle varie sagre salentine capaci di attirare turisti e promuovere il territorio. Siamo molto motivati!” Appuntamento, dunque, all’edizione del prossimo anno.

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I

Cesare Dell’Anna dei Girodibanda”

ltre alla rassegna teatrale “Know” (vedi articolo a pagina 9) saranno quattro gli appuntamenti di “EstaRte” (la rassegna culturale organizzata da Daniela Litti Assessore alla Cultura di San Cesario - che ha preso il posto di “Colori d’Estate”). Il primo appuntamento è con la cantautrice Loradianna (Annalisa Colucci), mercoledì 20 alle ore 22 in Piazza Garibaldi. Annalisa sarà affiancata da Martina Gentile e dal chitarrista Davide Grazioli. Venerdì 22 luglio (sempre alle ore 22 nell’atrio del Palazzo Ducale) sarà la volta dei Lombroso. Altro appuntamento da non perdere la prima tappa del “Locomotive jazz festival” che que-

Loradianna

GIRO DI...

n un torrido weekend di inizio luglio, le associazioni culturali “La salentina” e “Lu paise ranne” hanno ancor di più infuocato San Cesario con la seconda edizione della “Notte sveglia”. Tra pezzetti, pittule, birra fresca e altre bontà le due giornate si sono snodate tra manifestazioni musicali, artistiche e sportive: un grande ring montato appositamente ha visto protagonisti i team Magliano e Zuccaro (associazioni pugilistiche); sono anche stati premiati atleti del nostro paese che in quest’anno si

st’anno aprirà i battenti proprio a San Cesario con il concerto di Larry Franco Quintetnico e la partecipazione straordinaria di Paolo Fresu (martedì 2 agosto, ore 16,30, Largo Stazione Ferroviaria. A chiudere la rassegna, la collettiva di arte e scultura presentata dal prof. Mario Meo che sarà aperta dal 17 al 23 settembre presso le Sale del Palazzo Ducale. Tra gli autori esposti: A. De Totaro, V. Gabellone, A. Maceri, V. Russo, B. Zilli.

BANDA

sono distinti nelle varie discipline sportive. La “Mutant haire” di Luigi Maniglia ha dato, invece, prova di come la fantasia nell’ambito dello styliest possa diventare arte. E poi ancora la caccia al tesoro per i più piccoli (curata dalla ludoteca “Il cerchio magico” – che ha anche animato l’intera manifestazione). Ma il momento più atteso è stato il concertane di Gironibanda: un gruppo di artisti, diretti da Cesare Dell’Anna, che coniugano tradizione popolare e jazz, pizzica e musica classica in un ritmo tra-

scinante che ha coinvolto le centinaia di persone che assistevano al concerto. Permettetemi, in calce, un ringraziamento a tutte le donne, gli uomini e i ragazzi che per mesi di giorno e di notte si sono impegnati senza riserve per permettere la buona riuscita della “Notte sveglia”. Se si vuole, si può! Ancora una volta abbiamo dimostrato che l’amore per il nostro paese, unito al cuore e all’impegno, può muovere... le genti. Antonella Lezzi


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A Luigi Pascali, autore regista e attore sancesariano, il prestigioso premio “Stella d’Oro” ad Allerona

QUATTRO PASSI... DI SUCCESSO Luigi, il prossimo 2 agosto ti sarà conferito il Premio “Stella d’oro” ad Allegrona (Terni). Cosa si prova a ricevere un così prestigioso riconoscimento nazionale? Beh, un premio fa sempre piacere... Se a livello Nazionale la soddisfazione (me lo perdonerai) è ancora più grande, anche se (non lo sa nessuno) non è la prima volta... Anzi, devo dire che un paio di volte sono stato premiato anche all’estero (per le poesie - ho anche pubblicato un libro a Bologna che è andato discretamente bene). Ma ogni volta è una grande vittoria con me stesso! Cos’è e di cosa parla il testo teatrale con cui hai vinto? Quattro passi è un monologo, una riflessione sulla frenesia dei tempi moderni che induce, troppo spesso, a sorvolare su alcuni dettagli apparentemente insignificanti, ma che potrebbero rivelarsi delle preziose “pillole” di serenità. Un momento di “vacanza mentale” da ciò che quotidianamente ci travolge come uno schiacciasassi inesorabile e

invisibile, una “vacanza” che non richiede esosi viaggi in chissà quale esotico luogo del pianeta, una “vacanza” a portata di “piedi”: quattro passi nella propria città, nei luoghi che non si frequentano mai, perché irraggiungibili in auto! Una curiosità: è vero che, in parte, l’idea di Quattro passi è nata mentre scrivevi un numero di “Lu rusciu” per il nostro giornale? L’incipit di questo testo è proprio l’apertura del pezzo su Carmelino scritto per “l’alambicco”, naturalmente solo l’inizio. Il testo originale è localizzato a San Cesario, poi per il concorso l’ho “traslato” a Lecce. Nella tua carriera hai sempre alternato indifferentemente il ruolo di autore, regista e attore ma in quali vesti ti senti più a tuo agio? La mia è una passione che esula dal ruolo: quando scrivo io “vedo” letteralmente ciò che descrivo, ogni minimo dettaglio, come se vedessi un film: ogni ruolo completa l’altro, non saprei fare a

meno di nessuno di loro... si “nutrono” a vicenda. Hai quasi sempre usato il dialetto per i tuoi lavori. Pensi che l’uso della lingua sia un limite alla notorietà degli artisti di teatro dialettale? E tu hai mai pensato di abbandonarlo per l’Italiano? Sì! La lingua limita molto la notorietà degli artisti “nostrani”, poichè siamo ancora molto provinciali, nonostante si tenti di ostentare il contrario. Il sogno di valorizzare il nostro patrimonio linguistico, come hanno saputo fare sapientemente in altri posti (Napoli, Sicilia, Campania, Lazio, Veneto, Liguria...) con Eduardo, Goldoni, Trilussa, Govi, è ancora lontano! Le Istituzioni non solo fanno poco o nulla ma in moltissimi casi ostacolano! Probabilmente ciò è dovuto a una altissima inflazione di “artisti” improvvisati che contribuiscono a non fare decollare la qualità! E non esiste un “organo” preposto ad un minimo di selezione. Non ho mai pensato di abbandonare il dialet-

to per l’italiano, anche perché vi è una produzione parallela che pochi conoscono (in loco) ma che spesso mi regala belle soddisfazioni! Come ogni vincitore che si rispetti, anche tu vorrai dedicare questo successo a qualcuno. Innanzitutto alla mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto strenuamente, e poi a quanti hanno creduto in me e continuano a farlo. Grazie! Giancarlo Greco giancarlo@alambicco.com

K -NOW: LA

SETTIMANA DEL TEATRO PUGLIESE

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anche quest’anno ritorna Know, che per la sua quarta edizione si sposta a San Cesario che sarà città del teatro dal 9 al 13 luglio e si trasformerà in luogo dove la creatività la farà da padrona. Come sempre lo showcase-laboratorio, attirerà attori, registi, musicisti, perfomer, danzatori, scrittori e appassionati di teatro da tutta la Puglia che, secondo una formula ormai consolidata, potranno lavorare a performance, idee, frammenti di spettacolo, spunti propri, aggregarsi tra loro o lavorare da soli. In più quest’anno gli artisti partecipanti al K-now potranno aggregarsi al gruppo di Induma che continuerà il proprio lavoro su Trattato di pace di Antonio Tarantino, prossimo spettacolo della compagnia, per la regia di Werner Waas. La bellezza del K-now sta nel suo carattere “democratico”. La partecipazione infatti è aperta a tutti, non necessariamente ai professionisti, le prove

Attori, registi, musicisti, perfomer, danzatori, scrittori da tutta la Puglia hanno trasformato San Cesario in un palcoscenico a cielo aperto sono sempre aperte, agli altri artisti, al pubblico, ai curiosi. La regola principale del K-now è quella di non chiudersi in se stessi, di non partire con un’idea precisa, fissa e non modificabile. A questo scopo esiste la figura degli spettatori attivi, detti anche “rompibolle”, persone (possibilmente non addetti ai lavori in senso stretto) con il compito specifico di rompere le bolle artistiche dei partecipanti attraverso interviste, domande, foto, video, commenti.

San Cesario si trasformerà in quei giorni in una città del teatro. Le sue piazze, strade, cortili, negozi, bar, faranno parte del lavoro degli artisti che coinvolgeranno, senza forzature, naturalmente, anche i cittadini del paese, che saranno naturalmente, graditissimi ospiti durante tutte le giornate di prove e soprattutto alla serata finale, una grande festa del teatro in cui tutti materiali performativi raccolti durante la residenza saranno mostrati

al pubblico. Uno spettacolo itinerante, un viaggio attraverso l’energia creativa e propositiva maturata in cinque giorni di lavoro collettivo. Dopo le scorse edizioni ospitate dalle Manifatture Knos e dagli spazi dell’oratorio della Chiesa dei Salesiani a Lecce, quest’anno sarà quindi San Cesario a celebrare questa grande settimana del teatro pugliese. Dario Goffredo

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BEATO CHI OPERA PER IL BENE COMUNE In una serie di incontri organizzati dai ragazzi di AC, la voglia di partecipare e impegnarsi dei giovani

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nche quest’anno, noi giovani dell’Azione Cattolica di San Cesario, abbiamo voluto ritrovarci per riflettere assieme alle comunità organizzando una carrellata di incontri che hanno scandito il nostro cammino quaresimale e non. In particolare, abbiamo posto l’attenzione verso un valore che, pur sempre tanto caro, sembra essere un po’ demodè, fuori uso: il bene comune. Abbiamo cercato di sviscerare l’argomento affrontandolo da diversi punti di vista ma sempre con un filo conduttore forte: l’attenzione ai giovani. E quale miglior modo di cominciare a muovere i giusti passi verso il bene comune se non quello di confrontarsi con personaggi e realtà che si battano offrendosi completamente e costantemente in nome di questo valore? Questi incontri hanno visto la partecipazione di quattro associazioni, che operano a livello locale e non solo, attraverso i loro responsabili e ospiti che hanno dato testimonianze, a dir poco forti, di alcuni dei più importanti impegni sociali: la vicinanza ai tossicodipendenti con la Comunità Emmanuel e ai detenuti con la Comunità Speranza, la lotta contro le mafie con Libera e il sorridente sostegno ai malati con l’associazione Cuore e mani aperte verso chi soffre (Onlus). Momenti di forte impatto e duro confronto con delle problematiche della nostra società che, come giovani, non sentiamo molto lontane. Alcuni testimoni, che accompagnavano i responsabili, ci hanno permesso di comprendere come il passo dal bene verso il male, a volte molto breve, può costare caro. La domanda che ci siam fatti verteva sul fatto che forse proprio la mancanza di bene comune porta le

persone a scelte o gesti esasperati. Ma non è finita qui. Il secondo aspetto che è stato messo sul banco per la discussione è stato il bene comune nel e per la nostra cittadina di San Cesario. Ci siamo soffermati sui motivi che possono muovere noi giovani a occuparci del nostro territorio, guardando non al bene individuale, egoista e disinteressato ma tirando fuori le sofferenze e le indifferenze dei cittadini, con uno sguardo verso quel tema tanto ingigantito dell’impegno politico di noi giovani. A questo punto, stimolando i nostri responsabili, è stato necessario confrontarci con chi ci amministra oggi, per fare le nostre rimostranze su tematiche specifiche e ascoltare le loro risposte in merito. Il Sindaco, insieme alla quasi totalità delle Giunta cmunale, ha accolto volentieri in nostro invito rispondendo al perché non si guardi molto ai giovani come risorsa, cercando di sostenerli con le giuste e dovute iniziative sociali e culturali, di crescita e di opportunità. Abbiamo cercato di capire attraverso cosa passa lo stimolo all’impegno politico per il bene comune, laddove ovviamente esista. Perché se molto spesso non amiamo e stimiamo la politica oggi, in parte è proprio a causa dell’imbarbarimento e della poca trasparenza che caratterizza, oggi più che mai, lo scenario politico italiano. Ma l’amore per il proprio paese e per il proprio territorio ci deve inevitabilmente spingere a guardare oltre e a pensare che perseguendo il bene comune molto può cambiare.

ITALIA: 150

ANNI IN DANZA

“C

entocinquanta” è il titolo del nuovo Spettacolo del Centro Danza Musica e Teatro di San Cesario, diretto da Emiliana Mariano. Lo spettacolo, andato in scena in prima assoluta il 26 Giugno presso il Teatro Politeama Greco di Lecce (in replica il 3 Luglio in Piazza Garibaldi a San Cesario), ha riscosso un ottimo successo di critica e di pubblico. Le numerose allieve, infatti, hanno dato vita ad una carrellata di coreografie, corredate da bellissimi costumi, che raccontavano in ordine cronologico (col supporto di immagini molto significative) i nostri ultimi 150 anni. Dopo la magia di coreografie classiche, come l’omaggio a Paganini, si è spaziato dal “sacro” (con l’omaggio a San Francesco, patrono d’Italia) al “profano” (con Bocca di rosa), dal serio (con balletti ispirati alla I e II Guerra mondiale) gli omaggi ad Aldo Moro (molto emozionante la coreografia sulla lettera dalla prigionia di Aldo Moro alla moglie), alle vittime della mafia, in particolare ai giudici Falcone e Borsellino, e ai nostri caduti in terra straniera, ai

Grande successo per “Centocinquanta”, l’omaggio all’Unità d’Italia del Centro Danza

Don Raffaele Bruno, responsabile di “Libera” durante l’incontro coi giovani di Azione cattolica

L’intero lavoro svolto quest’anno, davvero entusiasmante e stimolante, ha rappresentato, secondo noi, l’inizio di un percorso che ognuno dovrebbe seguire giorno dopo giorno nella propria vita, perché non possiamo continuare a delegare a qualcun altro l’attenzione e la cura per il nostro paese e per quelli che vivono accanto a noi. Molto spesso, per eludere qualsiasi partecipazione attiva, diciamo che da soli non possiamo risolvere problemi così seri; ma noi rispondiamo che non è vero, perché nei vari incontri abbiamo avuto la prova tangibile che c’è sempre una soluzione e che non siamo mai da soli. Allora abbiamo il coraggio e soprattutto la volontà di prendere un impegno: aiutiamo chi ha bisogno, aiutiamo in nostro paese, per il bene comune! Alessandra Margiotta

Mondiali di calcio del 2006 (tutte le coreografie sono di Emiliana Mariano, Paola Mazzotta, Betty Rollo ed Emiliana Pezzuto). Una carrellata di citazioni e riferimenti alla tv in bianco e nero ha riportato gli spettatori indietro nel tempo: Mina, Totò, Macario... Splendido anche il finale: un video raccoglieva alcune immagini dei volti più rappresentativi della nostra storia d’Italia Unita. Insomma, uno spettacolo che non ha lesinato sorprese, grazie anche agli interventi di musicisti noti come Claudio Prima e Redy Hasa (che hanno sottolineato, con la loro musica, il tema dell’Italia multietnica) e la collaborazione con Miriam e Stefany Longo (insegnanti di danza del ventre del Centro) con le loro allieve. “Centocinquanta”, dopo la replica dello scorso 10 luglio nella splendida cornice dell'Anfiteatro Romano di Lecce, sarà a Copertino e San Donato di Lecce. Per informazioni: www.centrodanzamusicaeteatro.it Cristian Nobile cristian@alambicco.com


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M USICA A SCROCCO Un’estate ricca di festival e rassegne per soddisfare anche i più esigenti... alla ricerca di un pass gratuito!

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ifficile sintetizzare un’estate musicale salentina in poche battute. Concerti, festival, sagre, feste patronali: nei mesi di luglio e agosto ce n’è per tutti i gusti. Per quelli che vogliono ballare la pizzica mangiando un panino saporito, per quelli che vogliono ascoltare quello che non avrebbero mai pensato di trovare da queste parti e sono disposti anche a comprare un biglietto (dopo aver cercato per settimane un accredito), per quelli che si lamentano sempre che qui non c’è nulla e nonostante la mole di eventi preferisce consumare delle birre seduto nel centro storico di Lecce (quando è proprio pigro) o in riva al mare (quando è più audace). Comunque l’estate ha preso il via (dal 14 al 17 luglio) con Italia Wave Love Festival che festeggia a Lecce il suo venticinquesimo anniversario con Lou Reed, Kaiser Chiefs, Paolo Nutini, Verdena, Jimmy Cliff, Sud Sound System, Daniele Silvestri, Cristina Donà, Giovanni Lindo Ferretti (solo per fare qualche nome). Certo sarà un'estate

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difficile per molti organizzatori. E si, perché, quando c’è da tagliare la prima cosa che salta sono i fondi per la cultura e lo spettacolo, ma quando c’è da chiedere la prima cosa sono gli omaggi e gli accrediti per consiglieri, assessori e amici degli amici degli amici. Un accredito oggi per una speranza di voto domani. La cultura costa, si sa, ma la cultura (a volte) tira anche di più della sistemazione di una buca. Così i festival cercano sostegno (che non avranno) dalle amministrazioni locali ma ricevono sempre (da tutti) pressioni per entrare a scrocco. Nel 2011 sono molte le manifestazioni cancellate o ridimensionate. Molte resistono (nonostante la crisi) e proseguono la propria avventura pur nelle difficoltà. A Corsano, Cesario Ratano e l’associazione Mir Preko Nada vanno avanti con Popoli – Global melting pot che il 23 luglio ospiterà un concertone con Boom Boom Vibration, LionD, Ras Tewelde, l’Orchestra di Popoli guidata da Gabriele Panico e molti altri musicisti.

RUSCIU

Rileggendo quanto sopra mi sorge un dubbio: sono ancora sotto l’effetto dell’anestesia, o il dolore si è impadronito totalmente delle mie facoltà mentali?... Non avendo risposte immediate, mi ritrovo a fissare i miei piedi scalzi

gli ospiti Jon Spencer Blues Explosion, Vinicio Capossela, Shaggy, Alborosie, Asian Dub Foundation, Aphex Twin, Crookers e molti altri. E poi c’è il Gondar di Gallipoli che ospiterà festival e artisti tra i quali Mannarino, AfterHours, Caparezza, Subsonica e molto altro ancora L’estate si chiuderà come ogni anno con La Notte della Taranta che celebrerà il suo concertone il 27 agosto con la direzione di Ludovico Einaudi. Buona musica a tutti. Pierpaolo Lala

Lu Liviu

DI LUIGI PASCALI Col passare degli anni (e dei numeri de “l’alambicco”) diventa sempre più difficile trovare argomenti nuovi da trattare in questa rubrica… A volte sono sul punto di arrendermi, ma poi basta sedermi davanti ad una tastiera, e anche se sta scattu cu’ dolore te tienti le mie dita sembrano essere guidate da una strana energia “ultraterrena” e cominciano a “ticchettare” ricordi, sensazioni, pensieri… tradotti in caratteri, vocali, parole… che piano-piano prendono forma sullo schermo del computer, restituendo alla memoria luoghi, aneddoti, personaggi che sono impressi indelebilmente nella storia del nostro amato paese.

Paolo Fresu, Nicola Conte, Donpasta e Gino Paoli sono gli ospiti principali di Jazz Circus, sesta edizione del Locomotive Jazz Festival che si terrà dal 2 al 5 agosto a Sogliano Cavour, piccolo centro del Salento, diretto dal sassofonista Raffaele Casarano. Per la prima volta non tutti i concerti saranno gratuiti. Dal 7 al 19 agosto a Parco Torcito di Cannole (Le) arriva un grande festival che ospita StreamFest, Sud Est Indipendente, Gusto Dopa al Sole, Day Off Music Festival, Salento Summer Festival e Puglia Reagge. Tra

(fàsce càutu) infilati sotto la scrivania, ed ho la conferma che sono veramente piatti! Questo difetto mi costringe ad una postura “non proprio perfetta”, da modello… (se non fosse per i piedi!...) e ciò mi riconduce ad un personaggio di San Cesario considerato “lu piedipiatti” per eccellenza (non nel senso poliziesco, ovviamente): lu LIVIU PRIMAVERA! L’andatura te lu Liviu era leggendaria! Per lui fu coniato persino il termine “tene li pieti alle tièci e dièci” (li menuti cu la “d” per significarne la differenza dalle ore!), paragonando la posizione degli arti inferiori a quella delle lancette dell’orologio quando appunto segnano il suddetto orario! Livio era una persona estremamente affabile, conosciuto e amato da tutti, non solo per il suo andamento “ondeggiante” tenuto persino sulla sua bicicletta te fimmena, cu lu manubiu sportivu,

ma anche, forse soprattutto, per il suo compito che svolgeva con passione e diligenza. Egli era una sorta di antesignano dei “messi notificatori”… conosceva tutti, ed era “messaggero” di “cartelle”, notizie, avvisi, comunicazioni te lu municipiu, convocazioni, bullette te l’acquedottu, ecc. Sempre allegro, cortese e gioviale, rendeva “meno amare” persino le notizie non proprio confortevoli (pacamenti e scadenze) facendosi voler bene da tutti, anche se a quei tempi era un poco più facile, volersi bene! Quando ci lasciò fu una grave perdita per tutto il paese, che aveva in lui un piccolo punto di riferimento. La leggenda metropolitana vuole che, lasciato nella sua bara presso la cappella del cimitero (cussì se usava tànnu!), il giorno dopo fu trovato in una posizione differente da quella in cui era stato posto, lasciando prefigurare un caso di

morte apparente che, inevitabilmente, divenne definitiva. Tornando ai miei piedi, a causa dell’analogia con il buon Livio, quando ero ragazzo i miei amici, per sottolineare questa mia “particolarità” mi chiamavano “LIVIU” suscitando spesso ilarità nella comitiva ed io, sono sincero, accettavo simpaticamente quel nomignolo. Ripensandoci, oggi ricordo ancora più volentieri l’associazione a quel personaggio tanto conosciuto ed amato da tutta la comunità. Caro Livio, se potessi, ti chiederei di portare ancora una volta una “notizia” a ciascuno di noi e a chi non ti ha conosciuto, una notizia di speranza per un futuro migliore!

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STAGIONE 2011-2012: POLISPORTIVA PRESENTE Nonostante la decisione dell’ormai ex presidente Valentini di cedere il comando della società, il progetto calcio della Polisportiva va avanti. Anche per il prossimo anno l’iscrizione al campionato di promozione sembra esser garantita.

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tagione Calcistica 2009 – 2010: dopo trentotto anni di militanza nei tornei minori il San Cesario Calcio, con un finale al cardiopalma, vince i play off di prima categoria e spalanca le porte al campionato di Promozione. È festa grande: tutti allo “Zanchi” a bere birra ed arrostire carne. Stagione Calcistica 2010 – 2011: lo storico presidente della Polisportiva, Salvatore Valentini (Totò, ai più) manifesta la ferma volontà di passare la mano e chiunque si fosse fatto avanti. Una decisione probabilmente figlia di un mondo, quello del calcio dilettantistico, che attraversa una fase di profonda crisi (prova ne sia l’arrancare di società dal blasone importante). Nubi nere, dunque, sul futuro del calcio a San Cesario. E non solo pensando alla prima squadra ma anche, e forse più, a quella scuola calcio che da anni cresce ed educa allo sport flotte di ragazzini. Da questo punto di vista la Polisportiva vanta una antica tradizione. Terreno fertile per i giovani sportivi. L’organizzazione è di primo piano: si parte dalla categoria “piccoli amici” per arrivare alla prima squadra passando dai pulcini, esordienti, giovanissimi, allievi provinciali e regionali, juniores. Un vivaio assolutamente prolifico da dove si è potuto sempre attingere a piene mani (proprio in questi giorni due atleti sono stati notati da una società professionistica) e che la decisione di Valentini di rinunciare ad accollarsi l’onere delle principali spese gestionali, andando a ricoprire semplicemente il ruolo di dirigente, ha fatto tremare. Carmine (Caputo, capitano e bandiera della prima squadra, ndr) ma quanto costa tenere in piedi una realtà come la Polisportiva San Cesario Aria Sana? Il campionato di Promozione richiede un impegno economico assolutamente rilevante. Senza entrare nello specifico, basta considerare che ci sono da fronteggiare l’iscrizione al campionato, i costi dello staff tecnico (allenatori e preparatori), i rimborsi ai calciatori per allenamenti e partite, l’abbigliamento, le trasferte, le spese mediche per infortuni e medicazioni, le spese logistiche varie. Facendo la

somma si arriva a cifre importanti. E se ti trovi, come nel nostro caso, orfano di una guida "economica" in grado di assicurare una certa stabilità, la situazione diventa critica. Ma è possibile che nessun imprenditore abbia bussato la porta della dimissionaria proprietà per rilevare, o quantomeno contribuire a sostenere la Polisportiva? Che io sappia, no. In passato Valentini ha ripetutamente esternato l'intenzione di farsi da parte ma, ciò nonostante, nessuno ha fatto passi avanti per interessarsi della Polisportiva. Se la barca è ancora a galla parte del merito va riconosciuto all’ormai ex presidente: ha ceduto il titolo al gruppo di amici dirigenti che lo ha affiancato negli ultimi anni, e con i quali ha condiviso sempre ogni scelta, senza pretendere neanche un euro: l’ultimo gesto di grande generosità ed amore per questo progetto che ha gestito con piglio deciso e instancabile per anni. I dirigenti che hanno preso a cuore il sistema calcio a San Cesario si sono messi subito in moto per non cancellare il buon nome della Polisportiva: chiedendo un aiuto concreto all'amministrazione comunale (e ricevendo, anche per questo anno, la possibilità di fruire dell'impianto sportivo “Vincenzo Zanchi”); cercando di ottimizzare da subito le numerose incombenze gestionali; rinnovando l'invito a chi ha fiducia nel progetto sportivo di San Cesario a supportarlo concretamente. E non solo perché vantiamo la prima squadra in una categoria importante qual è la promozione, ma per il vero fiore all'occhiello: un settore giovanile unico nel nostro circondario. Quindi, se ho ben capito, l’iscrizione al prossimo campionato di promozione sembra essere assicurata? (Carmine sorride...) Al momento direi proprio di sì. Tra l’altro, notizia dell’ultima ora, a guidare la squadra sarà per il quarto anno consecutivo il mister Oscar Greco. L'impegno eco-

La rosa che ha raggiunto la salvezza nel campionato 2010-2011

nomico di ottomila euro, necessario per l'ammissione al campionato di promozione, con conseguente iscrizione delle squadre di tutto il settore giovanile, è stato garantito dal presidente della Salento Football, Marco Lezzi, protagonista l'anno scorso della fusione del suo prolifico settore giovanile con quello della polisportiva. Per tutte le altre incombenze, in attesa di veder materializzarsi un imprenditore voglioso di sostenere il progetto calcio a San Cesario, cerchiamo di puntare sulla generosità delle piccole aziende locali e sul settore giovanile, unico vero tesoretto a nostra disposizione. Il primo aprile sul sito de “l’alambicco” era stata lanciata una campagna di sottoscrizione azioni della Polisportiva. Una sorta di azionariato popolare modello

Barcellona. Un pesce d’aprile buttato lì un po’ per sorridere ma anche per allontanare lo spauracchio della morte del calcio organizzato nel nostro paese. Beh, speriamo allora che il sotterfugio abbia funzionato. La nostra speranza, il nostro impegno, è quello di poter regalare per molti anni ancora a San Cesario la possibilità di emozionarsi per i nostri colori davanti ad una partita di calcio. Valorizzare i nostri impianti sportivi comunali (magari progettando dei miglioramenti quali il terreno di gioco in erba sintetica). Ma, soprattutto, continuare a godere della gioia che ci regala il veder crescere sempre più bambini sani e felici alla rincorsa di un pallone. Paolo De Blasi paolo@alambicco.com

Periodico di politica cultura società Anno X n. 3 - Luglio 2011 ISCRITTO AL N. 792/2002 DEL REG. STAMPA DEL TRIB. DI LECCE

Direttore responsabile: Giancarlo Greco. Hanno collaborato: Antonella Perrone, Aristodemo De Blasi, Cristian Nobile, Enrico Tortelli, Gianni Nobile, Giuliana Scardino, Giuseppe Nobile, Maria Lucia Rollo, Lucia Luperto, Luigi Patarnello, Luigi Pascali, Marco Pezzuto, Matteo De Pascali, Paolo De Blasi, Pierpaolo Lala, Tonio Spedicato. redazione: via Umberto I, 65 - San Cesario di Lecce e-mail: redazione@alambicco.com internet: www.alambicco.com facebook: www.facebook.com/redazione.alambicco Distibuito gratuitamente a San Cesario, Cavallino, Lequile, San Donato Stampato presso: S.& G. Grafiche - Galugnano (LE)

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QUANDO I

MOTORI ROMBANO NELLE VENE...

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ichele ha 7 anni, una passione incredibile per le macchina da quando ne aveva solo 3 (tanto che i genitori raccontato che gli unici giocattoli che voleva erano macchinine dalle quali non si staccava mai). Fin qui, nulla di eccezionale. Ma continuando a farci raccontare la sua storia, ecco che qualcosa di interessante arriva: tre anni fa, Michele Montinaro, all’età di solo quattro anni, salì su un quad durante la visita col papà alla fiera di Galatina. Finito il giro di prova, era eccitatissimo e non fece altro che chiedere di tornare. Dopo qualche tempo, con la famiglia Michele andò ad assistere a una gara mondiale di Karting che si svolgeva a Muro Leccese presso “La Conca”. Dopo qualche giro delle macchine, si rivolse ai genitori con le lacrime agli occhi, dicendo: “Papi, mamma

Michele Montinaro assieme al papà Marco si prepara a scendere in pista

è bellissimo, mi sento un brivido dentro, è troppo forte quel rombo di motore!”. “Decidemmo così - ci racconta il padre Marco - di fargli provare l’ebbrezza della guida nella pista di Frigole, e anche i responsabili si resero conto che Michele aveva non solo del talento ma una grande passione e una competenza inaspettata; conosceva dettagli che nessuno gli aveva inseganto”. Così, a Michele venne regalato un Kart tutto suo e gli fu permesso di iniziare a garegiare nelle varie categorie

specifiche per la sua età. Adesso, dopo tre anni di prove (che per lui sono passione ma soprattutto gioco e allegria) viene seguito dal team “Maranello” di Maurizio Quaranta e ha iniziato a disputare diverse gare dando grosse soddisfazioni ad allenatore e genitori.

R ECORD ROSA IN PISCINA

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a nostra concittadina Caterina Rutigliano, Aviere Capo in servizio presso il Comando della I Regione Aerea di Milano, al I° Campionato Nazionale di nuoto dell’Aeronautica Militare (svoltosi dal 14 al 16 giugno presso il Centro Logistico Sportivo A.M. di Roma - Urbe) ha conseguito 3 medaglie d’oro, rispettivamente nei 50m e nei 100m Stile libero e nei 50m Delfino, stabilendo anche i nuovi record di categoria. Inoltre, è stata premiata quale migliore prestazione tecnica femminile.

Adesso Michele è alla vigilia di un importante appuntamento, la sua prima gara regionale nel 2012. E non possiamo fare altre che assicurare tutto il nostro tifo per lui. Cristian Nobile cristian@alambicco.com

PIOGGIA DI MEDAGLIE PER LA DOJO A RASCHI

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a società capitanata dai maestri Antonio e Andrea Lettere ha selezionato 7 atleti (tra esordienti, cadetti, junior e senior per poi approdare alla fase finale del campionato nazionale di judo, tenutosi a Fiumicino dal 3 al 5 giugno). Ancora una volta, gli atleti della ASD Dojo Araschi di San Cesario di Lecce hanno portato in alto i colori della Società disputando ottimi incontri che li hanno visti salire numerose volte sul podio in una competizione sportiva che ha visto in lizza 600 Atleti provenienti da tutta Italia ed appartenenti a ben 50 Società Sportive.

QUESTO IL MEDAGLIERE FINALE: Lamanna Giulio Campione d’Italia (60 Kg Esordiente) Tarantino Daniele Campione d’Italia (90 Kg Senior) Signore Agostino 2° classificato (100 Kg Senior) Liaci Danilo 3° classificato (55 Kg Cadetti) Carenza Edoardo 3° classificato (81 Kg Senior) Cuna Gianluca 3° classificato (60 Kg Senior) Quarta Daniela 3° classificato (90 Kg Senior)

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TERME DEL BENESSERE Il resoconto positivo del soggiorno a Riolo Terme organizzato dal Comune di San Cesario

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uest’anno il soggiorno termale è stato organizzato dal nostro comune a Riolo Terme, una località in provincia di Ravenna. Vi ho partecipato per la prima volta inserendomi in un gruppo di trentasei persone con le quali ho trascorso dodici giorni tra cure, escursioni e momenti di vero relax in un’atmosfera di simpatia e di serenità, tra il fascino naturale delle terme. Tutto ciò ha notevolmente contribuito al nostro benessere psico fisico. Vivendo in gruppo, giorno dopo giorno, abbiamo avuto la possibilità di approfondire le nostre conoscenze arricchendoci l’uno dell’esperienza dell’altro. Ci ha ospitato l’Hotel Cristallo, a pochi passi dalle terme, dove abbiamo trovato cordialità, disponibilità, gentilezza e rispetto da parte di tutto il personale alberghiero. Abbiamo avuto modo di gustare la buona cucina dando con piacere un calcio alla bilancia! Meritevole di attenzione anche il personale sanitario di cui abbiamo apprezzato efficienza e professionalità.

Un vivo ringraziamento alle nostre due preziose guide, la dottoressa Enza Gigante e la signora Rita la cui presenza continua e costante ha dato sicurezza e stabilità al gruppo contribuendo al positivo risultato del soggiorno. Non può mancare, infine, un grazie particolare a chi ha organizzato questo soggiorno che ci ha permesso di fruire di una salutare vacanza! Per quel che mi riguarda una sola nota negativa: bere ogni giorno due bicchieri di acqua Breta, altamente benefica per l’apparato renale ma incredibilmente disgustosa! Dolores Cappello

TALENTI SANCESARIANI Roberta Bascià, presidente dell’associazione “Amici della musica”, traccia un bilancio della prima edizione della manifestazione canora Presidente, un vero successo la prima edizione della rassegna. Una piazza piena di gente è il premio per tanto impegno e abnegazione... Sì è vero, tanta gente, una grande soddisfazione per noi tutti e particolarmente per i ragazzi, ossia i veri protagonisti della serata. Ci siamo impegnati duramente nell’arco dei 3 mesi di preparazione e il loro entusiamo è ancora oggi molto vivo. A chi dedichi la buona riuscita dell’evento. Tutta l’Associazione dedica la splendida serata non solo a chi ama la musica ma a tutti coloro che desiderano condividere momenti di aggregazione. I progetti futuri, cosa bolle in pentola per la seconda edizione? Lo scopo della nostra Associazione è dare spazio ai ragazzi e alle loro passioni

artistiche. Così prima di pensare ad una seconda edizione, stiamo lavorando per realizzare progetti che possano coinvolgerli nell’immediato con l’auspicio di renderli finalmente partecipi in numerose attività sociali sul territorio. Cristian Nobile cristian@alambicco.com L’associazione al gran completo

“La macchina fotografica fissa un’immagine nel tempo permettendoci di conservare il ricordo di un’esperienza visiva che non vogliamo dimenticare”

La foto vincitrice di questo numero Le altre foto concorrenti sono visibili e commentabili sul nostro sito www.alambicco.com e sul nostro profilo facebook. Il tema del prossimo concorso sarà L’AUTUNNO L’invio del materiale dovrà essere effettuato al seguente indirizzo: redazione@alambicco.com Le foto saranno valutate dalla redazione che si avvarrà della collaborazione del fotografo Luca Laudisa. Il premio per la foto vincitrice sarà la pubblicazione sul numero di ottobre, mentre le altre potranno essere visualizzate e commentate sul sito www.alambicco.com.

“Salpare... per approdare” di Fabio Ciccarese


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DALLE PARETI ALLE TELE Intervista a Davide Casilli e Francesca Romano, due giovani uniti dalle emozioni che la pittura può donare Davide, come nasce la vostra passione per l’arte? È sicuramente merito dell’ambiente in cui siamo cresciuti. Sia io e sia Francesca, infatti, siamo di San Cesario ed è qui, nel nostro paese, che la prima volta ci siamo ritrovati a confrontarci con l’arte della pittura. Per quanto mi riguarda, ho coltivato questa passione un po’ per forza di cose: il mio mestiere di imbianchino (che conduco al mio socio Massimo, marito di Francesca e amico di vecchia data) da sempre mi ha costretto a cimentarmi con il pennello come strumento di lavoro. Da qui, piano piano, mi sono ritrovato a usarlo anche come mezzo attraverso il quale esprimermi. Il sodalizio con Francesca è stata poi la molla che mi ha spinto a migliorare. Con lei credo di aver trovato la giusta via da percorrere per crescere e far diventare questa passione qualcosa di più di un semplice hobby, provando a dare alle nostre opere sintonia e originalità. Conosciamo meglio anche Francesca. Cosa ti ha spinto a credere in questa passione? Ho iniziato a comprendere durante le scuole medie le emozioni che potevano donarmi i colori. Le ore di educazione artistica, infatti, erano le mie preferite, quelle di cui ero più contenta. Sono passati degli anni da allora e questi sono serviti a rafforzare l’amore verso il linguaggio visivo, facendomi andare alla ricerca, ancora oggi, di vecchi appunti riguardanti tecniche artistiche o fogli su fogli pieni di disegni, linee, figure e quant’altro di utile per crescere. Grazie a Davide ho trovato le giuste motivazioni per dare sfogo a questo nostro particolare modo di intendere l’arte. Durante il tuo mestiere di imbianchino, hai mai avuto modo di sfruttare il tuo talento? Certo, l’ultimo caso è stato quello di una cliente che mi ha dato carta bianca sulle decorazioni da fare in un vano scale ed io mi sono ispirato a dei fasci di luce

che venivano fuori dai porta lampade messi sulle pareti, per riprodurli sulle stesse. Occorre avere sempre quella dose di coraggio per proporre quanto di più fantasioso può uscir fuori. Quest’esperienza mi ha fatto bene e soprattutto mi ha reso consapevole che ciò che creo può essere apprezzato, obiettivo da sempre molto ambito da un artista.

Come pensate di divulgare la vostra pittura e quindi di farvi conoscere? Siamo partiti con dei lavori su tela, che hanno riscontrato un modesto successo prima nella cerchia di amici e conoscenti e poi, grazie a mostre e fiere sparse sul territorio salentino, ad un pubblico sempre più ampio. Aver partecipato alla mostra di arte, voluta in occasione della ricorrenza della festa di San Giuseppe te la Striddrha, è stato motivo di grande orgoglio e testimonianza di quanto detto prima. Inizialmente non volevamo prendervi parte. Siamo stati spinti dall’incoraggiamento di alcuni amici, anzi, di due amiche in partico-

Uno dei graffiti realizzati dagli artisti sul muro di cinta della scuola materna di Via Aldo Moro durante la manifestazione “Arte per la strada” organizzata lo scorso 2 luglio da Davide Casilli, Elisa Rollo e Stefania Miglietta

Francesca e Davide nel loro laboratorio di San Cesario con alcune delle opere recenti

lare che ci hanno conviti a fare “il grande passo” di farci conoscere alla gente. In realtà, dentro di noi, sentivamo da tempo crescere il bisogno di ripresentare le nostre creazioni in un contesto più ampio. Altro appuntamento svoltosi nel nostro comune, che ci ha reso partecipi di una felice giornata all’insegna dell’arte, è stata quella dei murales realizzati sui muri esterni della Scuola Materna “Nicholas Green” di Via Aldo Moro. Assieme a un gruppo di writers e pittori, c’eravamo anche noi a esprimere il nostro modo di guardare al mondo che ci è attorno attraverso l’arte. È stata davvero una splendida giornata. Grazie a questi momenti di promozione, facendo un passo la volta, scalino dopo scalino, ora cominciamo a ottenere qualche grande soddisfazione: abbiamo ricevuto inviti per partecipare a varie mostre in giro per il territorio. Tra queste, una in particolare ci entusiasma tantissimo. Si svolgerà a Salignano, tra le mura di una vecchia torre proponendo così un contrasto tra il passato e il presente. Sicuramente non mancheremo. Siete un fiume in piena nonostante i rispettivi impegni lavorativi e familiari. Come riuscite a trovare spazio nell’arco della giornata da dedicare alla vostra creatività? Banale a dirlo, ma come tutti gli artisti, anche noi siamo presi dal cosiddetto momento di ispirazione che senza ostacoli e senza orari si ripropone in noi prepotentemente dandoci la forza e la voglia di fissare sulla tela la magia del momento. L’arte e la vita non sono mondi separati. Il nostro percorso artistico, infatti, con il bagaglio di esperienza che porta con sé arricchisce notevolmente anche l’ambito lavorativo e affettivo. A conclusione di questo colloquio che ho trovato particolarmente interessante, mi sento di farvi i migliori auguri per un percorso sempre più ricco di succesi e grandi soddisfazioni. Grazie. Matteo De Pascali

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Alcool... non si comanda  

l'alambicco - anno X - n.48 - ottobre 2011

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